SPETTACOLO/WORKSHOP/INCONTRO-CONFERENZA
3-4-5- LUGLIO 2014 Villa Adriana (Tivoli) – Teatro di Villa Torlonia (Roma)
Spettacolo "Dialogue with Rothko" solo di Carolyn Carlson
in PRIMA ITALIANA
3 luglio 2014 ore 21.00 – Villa Adriana (Tivoli)
Coreografia, interpretazione, testi | Carolyn Carlson
Assistente | Yoshi Oïda
Musiche e accompagnamento al violoncello | Jean-Paul Dessy
Voce | Juha Marsalo
Collaborazione musica registrata | Aleksi Aubry-Carlson, Pierre-Alain Samanni
Ideazione luci e scene | Rémi Nicolas
Costumi | Chrystel Zingiro
L’assolo si ispira a Dialogue avec Rothko, il libro-tributo di Carolyn Carlson al pittore. Parole e gesti si uniscono per rivelare la vera natura dell’essere. Poesia, musica, luci e danza vibrano insieme nell’opera di Rothko. Una nuova creazione raffinata, poetica, di grande qualità artistica così come le musiche originali di Jean-Paul Dessy. Il primo incontro di Carolyn Carlson con l’opera di Rothko è stato di grande impatto: un’immersione profonda nell’istante presente, una pittura avvolgente che aspira a un’infinita meditazione. Le forme quadrate dei suoi colori sono l’espressione più intensa di una semplicità che rimanda direttamente all’essenziale. Nessuna interpretazione è necessaria.
3 luglio 2014 ore 21.00 Festival Internazionale di Villa Adriana
Largo Marguerite Youcenar, 1 – Tivoli (Roma) Posto unico 30 euro
Workshop
Il 4 e 5 luglio 2014 Carolyn Carlson, una delle principali interpreti e autrici della scena internazionale, terrà un workshop a Roma nella splendida cornice del Teatro di Villa Torlonia.
Il workshop con Carolyn Carlson si svolge venerdì 4 luglio 2014 dalle ore 12:00 alle ore 17:00 e sabato 5 luglio 2014 dalle ore 11:00 alle ore 16:00.
In entrambe le giornate il workshop si articola in cinque ore di studio che comprendono una classe di tecnica contemporanea e un laboratorio di improvvisazione e composizione.
Le lezioni sono tenute da Carolyn Carlson con l’assistenza di Simona Bucci e con l’accompagnamento di musica dal vivo di Paki Zennaro.
Il workshop è rivolto a danzatori di livello avanzato e ad uditori.
La quota di partecipazione al workshop per i danzatori è pari a euro 180.
La quota di partecipazione per gli uditori (che consente loro di assistere al workshop per i danzatori) è pari a euro 70.
Il workshop è a numero chiuso ed è possibile iscriversi fino ad esaurimento posti disponibili.
Al termine del workshop verrà rilasciato un attestato a tutti i partecipanti (danzatori e uditori) firmato da Carolyn Carlson.
Per informazioni e prenotazioni contattare Francesca Bernabini 348.3132438 info@danzaeffebi.com o gli uffici di Daniele Cipriani Entertainment 06.93663062.
4 luglio 2014 ore 12:00-17:00 e 5 luglio 2014 ore 11:00-16:00
Teatro di Villa Torlonia Via Lazzaro Spallanzani, 5 (Roma)
Wokshop per danzatori 180 euro-Workshop per uditori 70 euro
Incontro-Conferenza
Venerdì 4 luglio 2014 alle ore 17:30 si terrà l’incontro-conferenza Paesaggi contemporanei: TRA DANZA E ARTI VISIVE incontro con Carolyn Carlson e Achille Bonito Oliva condotto da Leonetta Bentivoglio al Teatro di Villa Torlonia di Roma. Via Lazzaro Spallanzani, 5 (Roma)
Ingresso libero
fonte http://dceblog.danielecipriani.it/
Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce nel 2010, per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
giovedì 3 luglio 2014
sabato 28 giugno 2014
Lgbt: Oggi 28 giugno il "Mediterranean Pride of Naples 2014" la festa per il diritto d’amare
Il pride partenopeo, un faro nel mediterraneo per la difesa dei diritti gay
Il Coordinamento Campania Rainbow (Arcigay Napoli e Salerno, Arcilesbica Napoli, Associazione Trans Napoli, Famiglie Arcobaleno, Maschile Plurale e altre associazioni, gruppi e collettivi lgbt e non), di intesa con l'Associazione iKen Napoli ed Avellino e con il supporto di tutti gli altri soggetti aderenti a questa piattaforma, intende promuovere attraverso il Mediterranean Pride of Naples 2014 (MPoN 2014) il protagonismo e la visibilità della popolazione lgbt cittadina e regionale, come unico ed efficace strumento contro la discriminazione e il pregiudizio, la violenza e l'arretratezza, l'odio e l'ignoranza.
L'iniziativa avrà una connotazione macroregionale in virtù della condizione storica, geografica e culturale di cerniera che la città di Napoli ha sempre svolto come centro geometrico del Mediterraneo, uno spazio che divide e che unisce al tempo stesso, uno spazio aperto verso il quale convergono gli sguardi ed i pensieri, un "cemento liquido" che ha permesso ed amplificato nel tempo la circolazione di merci e di idee.
Il Mediterraneo che nella storia ha costituito una opportunità di crescita e di scambio culturale, in questi giorni viene ricordato solo perché diventa, con drammatica regolarità, la tomba per centinaia di donne, uomini e bambini che fuggono da soprusi, violenza e dalla fame.
E' proprio sul piano del rispetto dei Diritti Civili che si rende possibile, infatti, recuperare la dimensione del Mediterraneo come spazio dell'opportunità: opportunità di crescita culturale, civile, sociale ed economica.
Per questa ragione Napoli si propone come luogo dal quale si proiettano verso il sud e l'est del Mediterraneo i segni di un rinnovamento civile del quale il movimento lgbt può essere protagonista e, allo stesso tempo, come luogo che raccoglie, elabora e trasferisce i segnali provenienti dall'esterno. Il Mediterranean Pride of Naples guarda dunque verso questa dimensione culturale, inserendosi con questa specifica connotazione nell' "Onda" dei Pride territoriali, e più in generale nel panorama dei pride internazionali, che proprio il 28 giugno, giornata internazionale dell'orgoglio lgbt, vedono in tutto il mondo il momento di maggiore diffusione.
Sarà presente alla manifestazione anche L’associazione Radicale “Per la Grande Napoli”, coerentemente col percorso intrapreso da qualche anno che l’ha portata ad elaborare diverse proposte in seno al movimento Radicali Italiani (come la SlutWalk) e al proprio interno all’inaugurazione del gruppo di lavoro e studio “La Suprema – diritto e sessualità”.
Dichiarano i radicali Roberto Gaudioso e Luigi Mazzotta (solo alcuni di quelli impegnati nella lotta all’affermazione e la difesa dei diritti delle persone LGBTI): “Riteniamo urgente lottare contro ogni sessuofobia, ovvero per chiedere il rispetto del diritto internazionale sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; perché si riconosca la peste omofoba delle nuove leggi omofobe in Nigeria, Russia e Uganda; per chiedere in Italia la riforma della legge 164/82 per le persone trans- e intersessuali, per chiedere una riforma laica del diritto di famiglia. I diritti delle persone LGBTI, sono una tappa fondamentale della lotta contro la sessuofobia, sono diritti di tutti, diritti sociali, che garantiscono una sopravvivenza dignitosa dell’individuo all’interno della sua comunità, permettendogli di potersi pienamente esprimere in tutte le sue potenzialità".
Percorso della manifestazione :
partenza da piazza Dante ed arrivo in Via Partenope (fronte Hotel Santa Lucia e fronte sede Università in prossimità di via Ugo Foscolo) Via Toledo, Piazza Salvo D'Acquisto, Piazza Trieste. e Trento, Piazza Plebiscito, via Cesario Console, via Nazario Sauro, concludendosi in via Partenope;
dalle ore 13,30 fino alle ore 17,00, previsti carri allegorici in piazza Dante.
Strade chiuse al traffico: dalle ore 13,30 fino al passaggio dei carri allegorici: Piazza Dante, dalla confluenza con piazza VII Settembre alla confluenza con via Broggia, in entrambi i sensi di marcia;
dalle ore 17,00 alle ore 23,00 chiusa la pista ciclabile, per il tratto di via Nazario Sauro e via Partenope, fino alla confluenza con piazza Vittoria; il divieto di transito e di circolazione a tutti i veicoli in via Nazario Sauro e via Partenope, dalla cofluenza con via Santa Lucia, lato Hotel Vesuvio, fino alla confluenza con via Cesario Console
dalle ore 17.30 fino alle 23,00 e comunque fino a cessate esigenze, per la sosta dei carri allegorici.
dalle ore. 17.00 fino cessate esigenze, il divieto di transito veicolare nei seguenti tratti di strada di volta in volta interessati dal passaggio della manifestazione: piazza Dante, via Toledo, Piazza Salvo D'Acquisto, via Toledo, Piazza Trieste e Trento, Piazza Plebiscito, via Cesario Console.
PER MAGGIORI INFO:
E-mail info@napolipride.com
Sito WeB http://www.napolipride.com
fonte http://www.ilfioreuomosolidale.org/Scritto da Doriana Vriale
Il Coordinamento Campania Rainbow (Arcigay Napoli e Salerno, Arcilesbica Napoli, Associazione Trans Napoli, Famiglie Arcobaleno, Maschile Plurale e altre associazioni, gruppi e collettivi lgbt e non), di intesa con l'Associazione iKen Napoli ed Avellino e con il supporto di tutti gli altri soggetti aderenti a questa piattaforma, intende promuovere attraverso il Mediterranean Pride of Naples 2014 (MPoN 2014) il protagonismo e la visibilità della popolazione lgbt cittadina e regionale, come unico ed efficace strumento contro la discriminazione e il pregiudizio, la violenza e l'arretratezza, l'odio e l'ignoranza.
L'iniziativa avrà una connotazione macroregionale in virtù della condizione storica, geografica e culturale di cerniera che la città di Napoli ha sempre svolto come centro geometrico del Mediterraneo, uno spazio che divide e che unisce al tempo stesso, uno spazio aperto verso il quale convergono gli sguardi ed i pensieri, un "cemento liquido" che ha permesso ed amplificato nel tempo la circolazione di merci e di idee.
Il Mediterraneo che nella storia ha costituito una opportunità di crescita e di scambio culturale, in questi giorni viene ricordato solo perché diventa, con drammatica regolarità, la tomba per centinaia di donne, uomini e bambini che fuggono da soprusi, violenza e dalla fame.
E' proprio sul piano del rispetto dei Diritti Civili che si rende possibile, infatti, recuperare la dimensione del Mediterraneo come spazio dell'opportunità: opportunità di crescita culturale, civile, sociale ed economica.
Per questa ragione Napoli si propone come luogo dal quale si proiettano verso il sud e l'est del Mediterraneo i segni di un rinnovamento civile del quale il movimento lgbt può essere protagonista e, allo stesso tempo, come luogo che raccoglie, elabora e trasferisce i segnali provenienti dall'esterno. Il Mediterranean Pride of Naples guarda dunque verso questa dimensione culturale, inserendosi con questa specifica connotazione nell' "Onda" dei Pride territoriali, e più in generale nel panorama dei pride internazionali, che proprio il 28 giugno, giornata internazionale dell'orgoglio lgbt, vedono in tutto il mondo il momento di maggiore diffusione.
Sarà presente alla manifestazione anche L’associazione Radicale “Per la Grande Napoli”, coerentemente col percorso intrapreso da qualche anno che l’ha portata ad elaborare diverse proposte in seno al movimento Radicali Italiani (come la SlutWalk) e al proprio interno all’inaugurazione del gruppo di lavoro e studio “La Suprema – diritto e sessualità”.
Dichiarano i radicali Roberto Gaudioso e Luigi Mazzotta (solo alcuni di quelli impegnati nella lotta all’affermazione e la difesa dei diritti delle persone LGBTI): “Riteniamo urgente lottare contro ogni sessuofobia, ovvero per chiedere il rispetto del diritto internazionale sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; perché si riconosca la peste omofoba delle nuove leggi omofobe in Nigeria, Russia e Uganda; per chiedere in Italia la riforma della legge 164/82 per le persone trans- e intersessuali, per chiedere una riforma laica del diritto di famiglia. I diritti delle persone LGBTI, sono una tappa fondamentale della lotta contro la sessuofobia, sono diritti di tutti, diritti sociali, che garantiscono una sopravvivenza dignitosa dell’individuo all’interno della sua comunità, permettendogli di potersi pienamente esprimere in tutte le sue potenzialità".
Percorso della manifestazione :
partenza da piazza Dante ed arrivo in Via Partenope (fronte Hotel Santa Lucia e fronte sede Università in prossimità di via Ugo Foscolo) Via Toledo, Piazza Salvo D'Acquisto, Piazza Trieste. e Trento, Piazza Plebiscito, via Cesario Console, via Nazario Sauro, concludendosi in via Partenope;
dalle ore 13,30 fino alle ore 17,00, previsti carri allegorici in piazza Dante.
Strade chiuse al traffico: dalle ore 13,30 fino al passaggio dei carri allegorici: Piazza Dante, dalla confluenza con piazza VII Settembre alla confluenza con via Broggia, in entrambi i sensi di marcia;
dalle ore 17,00 alle ore 23,00 chiusa la pista ciclabile, per il tratto di via Nazario Sauro e via Partenope, fino alla confluenza con piazza Vittoria; il divieto di transito e di circolazione a tutti i veicoli in via Nazario Sauro e via Partenope, dalla cofluenza con via Santa Lucia, lato Hotel Vesuvio, fino alla confluenza con via Cesario Console
dalle ore 17.30 fino alle 23,00 e comunque fino a cessate esigenze, per la sosta dei carri allegorici.
dalle ore. 17.00 fino cessate esigenze, il divieto di transito veicolare nei seguenti tratti di strada di volta in volta interessati dal passaggio della manifestazione: piazza Dante, via Toledo, Piazza Salvo D'Acquisto, via Toledo, Piazza Trieste e Trento, Piazza Plebiscito, via Cesario Console.
PER MAGGIORI INFO:
E-mail info@napolipride.com
Sito WeB http://www.napolipride.com
fonte http://www.ilfioreuomosolidale.org/Scritto da Doriana Vriale
venerdì 20 giugno 2014
Lgbt: Roma "A PASSAGE TO NUDE” Evento fotografico alla C&G Academy, da venerdì 4 luglio alle ore 18.00
Dall’abito al nudo, il racconto di un percorso che è naturale nell’intimo, ma inusuale quando è seguito passo per passo dall’occhio indiscreto della macchina fotografica.
Questo è il tema di “A Passage to Nude” la raccolta di trenta scatti in morbido bianco/nero del fotografo romano Mauro Rosatelli – curata dal docente di fotografia Urbano Cirimele – che inaugura Venerdì 4 Luglio 2014 alle ore 18.30 presso la sede della C&G Academy - Palazzo Falletti in Via Panisperna 207-Roma.
Visitabile sino al 13 Luglio, l’esposizione - come spiega Rosatelli - parla di Armonia e Libertà. I soggetti sono stati selezionati tra le amicizie e frequentazioni del quotidiano. La loro immagine è stata curata dalla fashion stylist Narmina Karakhanova.
Tra loro – modelli per un giorno - vi sono professionisti del mondo della Moda e dell’Arte che hanno accolto il progetto con entusiasmo, mettendosi in gioco per contribuire a descrivere il vero significato di questo originale racconto in pellicola.
“Mauro Rosatelli” – così descrive il curatore – “è entrato nel mondo della fotografia alla ricerca di uno strumento attraverso cui dare forma ai segreti dell’animo, all’ insieme delle emozioni e delle esperienze. La fotografia è il mezzo per far conoscere agli altri questa passione che lui sente per le cose. L’ho incontrato quando era allievo nel corso serale nell’Istituto di Istruzione Superiore Roberto Rossellini, dove da qualche lustro presto la mia opera di “onesto” lavoratore della scuola pubblica. Da allora sotto i ponti del Tevere di acqua ne è passata...
In questa mostra possiamo apprezzare la raffinatezza della ricerca e del grande salto di qualità professionale che ha fatto in questi anni. Ci racconta il mondo della fotografia di moda da un punto di vista personale e intimo.
Trittici che mettono in relazione il rapporto tra l’essere e l’apparire con l’uso sopraffino della tecnica della pellicola e del medio formato, il sei per sei. La scelta del formato quadrato, potrebbe sembrare semplicistico; invece cela particolari insidie nella composizione fotografica e nelle inquadrature. L’uso sapiente della luce rende le immagini simili a quadri ispirati dalla luce dei maestri; se ne coglie lo stile attraverso l’uso delle diverse fonti di luce che danno la perfetta rappresentazione delle trame e dei materiali”.
Le stampe sono realizzate su carta baritata per esaltare le caratteristiche dell’emulsione del negativo tradizionale la Kodak trix.
“Non foto ritoccate, né trasformate per nascondere eventuali difetti” – chiosa l’artista – “Qui si racconta il vero volto, anzi il corpo nella sua dimensione naturale, senza sollevare polemica tra perfezione e imperfezione. Corpi e anime sospese in un luogo/non luogo, senza tempo, in cui l’età non conta perche in questa dimensione si è immortali. Il tempo deturpa il corpo, non l’anima.
Gli anni sono ingrati per tutto quello è fisico, non per l’interiorità”.
La mostra è aperta al pubblico dal 5 al 13 Luglio con accesso gratuito previo contatto a seguenti recapiti: +39 06.94376725 e +39 3280814762
La C&G Academy è un centro polifunzionale, nato con l'intento di affermarsi come punto di riferimento in ambito culturale per aziende, artisti e professionisti di ogni settore.
E’ un luogo dove poter condividere Cultura, Stile e Glamour all’interno di un palazzo storico, che fu residenza papale. La sede si trova vicino alla Stazione Termini ed è una ottima scelta per organizzare esposizioni, casting, riprese e shooting fotografici.
fonte: Press Office e PR - Emilio Sturla Furnò info@emiliosturlafurno.it
Questo è il tema di “A Passage to Nude” la raccolta di trenta scatti in morbido bianco/nero del fotografo romano Mauro Rosatelli – curata dal docente di fotografia Urbano Cirimele – che inaugura Venerdì 4 Luglio 2014 alle ore 18.30 presso la sede della C&G Academy - Palazzo Falletti in Via Panisperna 207-Roma.
Visitabile sino al 13 Luglio, l’esposizione - come spiega Rosatelli - parla di Armonia e Libertà. I soggetti sono stati selezionati tra le amicizie e frequentazioni del quotidiano. La loro immagine è stata curata dalla fashion stylist Narmina Karakhanova.
Tra loro – modelli per un giorno - vi sono professionisti del mondo della Moda e dell’Arte che hanno accolto il progetto con entusiasmo, mettendosi in gioco per contribuire a descrivere il vero significato di questo originale racconto in pellicola.
“Mauro Rosatelli” – così descrive il curatore – “è entrato nel mondo della fotografia alla ricerca di uno strumento attraverso cui dare forma ai segreti dell’animo, all’ insieme delle emozioni e delle esperienze. La fotografia è il mezzo per far conoscere agli altri questa passione che lui sente per le cose. L’ho incontrato quando era allievo nel corso serale nell’Istituto di Istruzione Superiore Roberto Rossellini, dove da qualche lustro presto la mia opera di “onesto” lavoratore della scuola pubblica. Da allora sotto i ponti del Tevere di acqua ne è passata...
In questa mostra possiamo apprezzare la raffinatezza della ricerca e del grande salto di qualità professionale che ha fatto in questi anni. Ci racconta il mondo della fotografia di moda da un punto di vista personale e intimo.
Trittici che mettono in relazione il rapporto tra l’essere e l’apparire con l’uso sopraffino della tecnica della pellicola e del medio formato, il sei per sei. La scelta del formato quadrato, potrebbe sembrare semplicistico; invece cela particolari insidie nella composizione fotografica e nelle inquadrature. L’uso sapiente della luce rende le immagini simili a quadri ispirati dalla luce dei maestri; se ne coglie lo stile attraverso l’uso delle diverse fonti di luce che danno la perfetta rappresentazione delle trame e dei materiali”.
Le stampe sono realizzate su carta baritata per esaltare le caratteristiche dell’emulsione del negativo tradizionale la Kodak trix.
“Non foto ritoccate, né trasformate per nascondere eventuali difetti” – chiosa l’artista – “Qui si racconta il vero volto, anzi il corpo nella sua dimensione naturale, senza sollevare polemica tra perfezione e imperfezione. Corpi e anime sospese in un luogo/non luogo, senza tempo, in cui l’età non conta perche in questa dimensione si è immortali. Il tempo deturpa il corpo, non l’anima.
Gli anni sono ingrati per tutto quello è fisico, non per l’interiorità”.
La mostra è aperta al pubblico dal 5 al 13 Luglio con accesso gratuito previo contatto a seguenti recapiti: +39 06.94376725 e +39 3280814762
La C&G Academy è un centro polifunzionale, nato con l'intento di affermarsi come punto di riferimento in ambito culturale per aziende, artisti e professionisti di ogni settore.
E’ un luogo dove poter condividere Cultura, Stile e Glamour all’interno di un palazzo storico, che fu residenza papale. La sede si trova vicino alla Stazione Termini ed è una ottima scelta per organizzare esposizioni, casting, riprese e shooting fotografici.
fonte: Press Office e PR - Emilio Sturla Furnò info@emiliosturlafurno.it
mercoledì 18 giugno 2014
Lgbt: Il “Circo Queer” del regista Daniele Sartori video ufficiale del Padova Pride Village 2014
Il circo queer ideato da Daniele Sartori è l’immagine ufficiale della settima edizione del Padova Pride Village, la più grande manifestazione estiva lgbt del Nord Italia al via venerdì 20 giugno.
Anche quest’anno, infatti, la realizzazione del videoclip è stata affidata al Regista veneziano che, per l’inedito di Panama Skyscrapers feat. Frankie Lovecchio “I can live without you”, ha ideato un look circense classico, volutamente retrò e contaminato da continui richiami al Moulin Rouge.
“Nell’immaginario queer la soubrette resta sempre quella stile Kessler e Moulin Rouge” – afferma il Regista – “Il circo è uno spettacolo intramontabile, magico. E’ un’attrazione che supera tempi e mode.
Credo che l’appuntamento con il Padova Pride Village sia ormai un classico del divertimento e quindi ho scelto un’immagine altrettanto classica e festosa” – e ancora – “E’ sotto gli occhi di tutti l’impegno sociale, a sostegno dei diritti lgbt, di chi organizza la manifestazione. Spettacolo e musica sono ottimi mezzi per arrivare alla gente, per condividere il desiderio di un mondo ugualitario e senza discriminazioni, perciò quest’anno ho scelto un video in puro SHOW TIME STYLE”.
Con Sartori ha collaborato il Direttore della fotografia Lorenzo Pezzano e Studio Magoga che ha realizzato gli effetti speciali.
Link del video: http://www.youtube.com/watch?v=5mya6XdkBuk
PADOVA PRIDE VILLAGE: www.padovapridevillage.it
Fonte lostinvauxhall.com/Foto di Luca Lightreaper
Anche quest’anno, infatti, la realizzazione del videoclip è stata affidata al Regista veneziano che, per l’inedito di Panama Skyscrapers feat. Frankie Lovecchio “I can live without you”, ha ideato un look circense classico, volutamente retrò e contaminato da continui richiami al Moulin Rouge.
“Nell’immaginario queer la soubrette resta sempre quella stile Kessler e Moulin Rouge” – afferma il Regista – “Il circo è uno spettacolo intramontabile, magico. E’ un’attrazione che supera tempi e mode.
Credo che l’appuntamento con il Padova Pride Village sia ormai un classico del divertimento e quindi ho scelto un’immagine altrettanto classica e festosa” – e ancora – “E’ sotto gli occhi di tutti l’impegno sociale, a sostegno dei diritti lgbt, di chi organizza la manifestazione. Spettacolo e musica sono ottimi mezzi per arrivare alla gente, per condividere il desiderio di un mondo ugualitario e senza discriminazioni, perciò quest’anno ho scelto un video in puro SHOW TIME STYLE”.
Con Sartori ha collaborato il Direttore della fotografia Lorenzo Pezzano e Studio Magoga che ha realizzato gli effetti speciali.
Link del video: http://www.youtube.com/watch?v=5mya6XdkBuk
PADOVA PRIDE VILLAGE: www.padovapridevillage.it
Fonte lostinvauxhall.com/Foto di Luca Lightreaper
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martedì 17 giugno 2014
Lgbt: L’Onda Pride invade la città: «Libertà di essere e di amare» Sabato 28 giugno sarà #VeneziaPride2014
Matrimoni, figli, lotta alle discriminazioni: il 28 giugno corteo e festa per i diritti civili di gay, lesbiche e transessuali
Sabato 28 giugno sarà #VeneziaPride2014: “Nessun pesce fuor d’acqua” sarà un corteo - dalla stazione a Rialto a San Polo - per l’affermazione di diritti affettivi e civili oggi ancora negati in Italia a cittadini e cittadine gay, lesbiche, transgender, una «manifestazione per i diritti Lgbtqi, per la libertà di essere e di amare»; ma sarà anche una festa, invitando tutta la città a divertirsi in campo San Polo e al parco di San Giuliano.
Richieste di riconoscimento civile, ma anche colore e allegria, come da Pride doc: per l’ “Onda ” veneziana sono attese 5 mila persone, come già l’anno scorso a Vicenza.
«Vogliamo portare a Venezia contenuti che la città non vedeva da molto: 18 anni sono passati dal Gay Pride di Venezia, uno dei primi in Italia», racconta Mattia Gladiolo, a nome degli organizzatori, «a livello nazionale si è deciso di passare dalla manifestazione unica nazionale, all’organizzazione di “Onda Pride” regionali, per calarci nei territori e dare visibilità a una realtà presente nelle nostre città, quotidianamente, e che attende risposte in termini di diritti. Venezia è stata scelta come città di eccellenza per alcune politiche e in solidarietà a Camilla Seibezzi, vittima di attacchi violenti per il suo prezioso lavoro da delegata contro le Discriminazioni. Sarà un’Onda Pride per l’affermazione di diritti di tutti, ma anche di gran divertimento per tutti».
L’appuntamento è alle 15 di sabato 28 in piazzale della stazione e - in attesa della partenza del corteo, alle 17 - sarà un concentramento-festa a ritmo di milonga, con i Tango Queer. Meta della manifestazione che si snoderà lungo la Strada Nuova e il ponte di Rialto, è campo San Polo, dove alle 18.30 inizierà un happening , tra interventi e divertimento. Sul palco, Luca Morassutto di Arcigay e Cinzia Gatto per le Famiglie Arcobaleno. Ilaria Gervasoni di Udu, l’intervento del Collettivo Lgbtq Stonewall Venezia e di Camilla Seibezzi, delegata per i Diritti civili del Comune. Tra un intervento e l’altro gli artisti di Indie Pride: la rock band di Una, il dj Godblesscomputers e il coro Lgbt Canone Inverso. Poi dalle 23 all’alba, Pride Party in parco San Giuliano, con l’animazione del gruppo Trash&Chic.
Diritto di sposarsi, di avere figli e vedere la propria famiglia legalmente riconosciuta, lotta a tutte le discriminazioni, dalle più violente a quelle quotidiane sono le parole d’ordine dell’Onda Pride, declinate secondo tre temi veneziani, come spiega ancora Mattia Gladiolo: l’educazione, «per la costruzione di una società inclusiva a partire dalla cultura e la lotta al bullismo omotransfobico, l’educazione alle differenze e a una sessualità consapevole»; «marginalità e autodeterminazione, per porre l’attenzione sulle varie forme di oppressione ed esclusione sociale che colpiscono trasversalmente la comunità Lgbt, ma anche altre categorie per età, disabilità, gener. Il diritto alla felicità è di tutti». Infine le famiglie, «per promuovere il riconoscimento delle convivenze leschiche, gay, bisex, transgender, il matrimonio egualitario, le coppie di fatto e l’omogeniotorialità, sia come tutela dell’esistente sia come diritto a una progettualità genitoriale per tutte le coppie».
«Oggi più che mai la nostra città deve iniziare ogni suo passo dal tema dei diritti», commenta Camilla Seibezzi, «battaglie che dobbiamo fare tutti insieme per il tema dell'uguaglianza, la dignità e il rispetto dovuto ad ogni cittadino. Basta essere spettatori, ma sia la cittadinanza tutta a farsi protagonista di una città che merita ben altro delle ombre e il fango che gli è stato gettato addosso. E sia così per ogni genere di diritto.
fonte http://nuovavenezia.gelocal.it/di Roberta De Rossi
Sabato 28 giugno sarà #VeneziaPride2014: “Nessun pesce fuor d’acqua” sarà un corteo - dalla stazione a Rialto a San Polo - per l’affermazione di diritti affettivi e civili oggi ancora negati in Italia a cittadini e cittadine gay, lesbiche, transgender, una «manifestazione per i diritti Lgbtqi, per la libertà di essere e di amare»; ma sarà anche una festa, invitando tutta la città a divertirsi in campo San Polo e al parco di San Giuliano.
Richieste di riconoscimento civile, ma anche colore e allegria, come da Pride doc: per l’ “Onda ” veneziana sono attese 5 mila persone, come già l’anno scorso a Vicenza.
«Vogliamo portare a Venezia contenuti che la città non vedeva da molto: 18 anni sono passati dal Gay Pride di Venezia, uno dei primi in Italia», racconta Mattia Gladiolo, a nome degli organizzatori, «a livello nazionale si è deciso di passare dalla manifestazione unica nazionale, all’organizzazione di “Onda Pride” regionali, per calarci nei territori e dare visibilità a una realtà presente nelle nostre città, quotidianamente, e che attende risposte in termini di diritti. Venezia è stata scelta come città di eccellenza per alcune politiche e in solidarietà a Camilla Seibezzi, vittima di attacchi violenti per il suo prezioso lavoro da delegata contro le Discriminazioni. Sarà un’Onda Pride per l’affermazione di diritti di tutti, ma anche di gran divertimento per tutti».
L’appuntamento è alle 15 di sabato 28 in piazzale della stazione e - in attesa della partenza del corteo, alle 17 - sarà un concentramento-festa a ritmo di milonga, con i Tango Queer. Meta della manifestazione che si snoderà lungo la Strada Nuova e il ponte di Rialto, è campo San Polo, dove alle 18.30 inizierà un happening , tra interventi e divertimento. Sul palco, Luca Morassutto di Arcigay e Cinzia Gatto per le Famiglie Arcobaleno. Ilaria Gervasoni di Udu, l’intervento del Collettivo Lgbtq Stonewall Venezia e di Camilla Seibezzi, delegata per i Diritti civili del Comune. Tra un intervento e l’altro gli artisti di Indie Pride: la rock band di Una, il dj Godblesscomputers e il coro Lgbt Canone Inverso. Poi dalle 23 all’alba, Pride Party in parco San Giuliano, con l’animazione del gruppo Trash&Chic.
Diritto di sposarsi, di avere figli e vedere la propria famiglia legalmente riconosciuta, lotta a tutte le discriminazioni, dalle più violente a quelle quotidiane sono le parole d’ordine dell’Onda Pride, declinate secondo tre temi veneziani, come spiega ancora Mattia Gladiolo: l’educazione, «per la costruzione di una società inclusiva a partire dalla cultura e la lotta al bullismo omotransfobico, l’educazione alle differenze e a una sessualità consapevole»; «marginalità e autodeterminazione, per porre l’attenzione sulle varie forme di oppressione ed esclusione sociale che colpiscono trasversalmente la comunità Lgbt, ma anche altre categorie per età, disabilità, gener. Il diritto alla felicità è di tutti». Infine le famiglie, «per promuovere il riconoscimento delle convivenze leschiche, gay, bisex, transgender, il matrimonio egualitario, le coppie di fatto e l’omogeniotorialità, sia come tutela dell’esistente sia come diritto a una progettualità genitoriale per tutte le coppie».
«Oggi più che mai la nostra città deve iniziare ogni suo passo dal tema dei diritti», commenta Camilla Seibezzi, «battaglie che dobbiamo fare tutti insieme per il tema dell'uguaglianza, la dignità e il rispetto dovuto ad ogni cittadino. Basta essere spettatori, ma sia la cittadinanza tutta a farsi protagonista di una città che merita ben altro delle ombre e il fango che gli è stato gettato addosso. E sia così per ogni genere di diritto.
fonte http://nuovavenezia.gelocal.it/di Roberta De Rossi
Il Presidente Obama: basta discriminazioni verso lavoratori LGBT
Il Presidente degli Usa ha dichiarato di voler porre fine una volta per tutte alle discriminazioni sul luogo di lavoro
Il Presidente degli Usa, Barack Obama, in un comunicato della Casa Bianca e attraverso le pagine ufficiali del Partito Democratico Americano, ha dichiarato di voler porre fine una volta per tutte ad ogni tipo di atteggiamento denigratorio e offensivo nei confronti degli impiegati LGBT.
Ogni forma di discriminazione sarà d’ora in poi duramente punita, con punizioni inasprite per i datori di lavoro che dovessero comportarsi diversamente con un loro impiegato a causa delle sue tendenze sessuali.
fonte http://www.blogdiattualita.it/Roberto Accurso
Il Presidente degli Usa, Barack Obama, in un comunicato della Casa Bianca e attraverso le pagine ufficiali del Partito Democratico Americano, ha dichiarato di voler porre fine una volta per tutte ad ogni tipo di atteggiamento denigratorio e offensivo nei confronti degli impiegati LGBT.
Ogni forma di discriminazione sarà d’ora in poi duramente punita, con punizioni inasprite per i datori di lavoro che dovessero comportarsi diversamente con un loro impiegato a causa delle sue tendenze sessuali.
fonte http://www.blogdiattualita.it/Roberto Accurso
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Lgbt: Pride Village a Padova, 53 giorni tra spettacolo e solidarietà ai gay russi, apertura il 20 giugno
La rassegna apre venerdì e avrà per madrina Amanda Lear. Tra le star spiccano Elio e le Storie Tese e Cristina D’Avena
PADOVA. In sei edizioni è diventata la festa di tutti. Con oltre 600 mila presenze (di cui 150 mila solo l’anno scorso) è uno degli eventi più attesi dell’estate in tutto il Nord Est e un teatro per i diritti di gay, lesbiche, bisessuali, transgender e queer.
La settima edizione del Pride Village, che aprirà i battenti alla Fiera di Padova venerdì prossimo per 53 giorni, ha attirato le simpatie pubblicitarie di Italo Treno e vanterà una madrina d’eccezione, Amanda Lear, protagonista di un’intervista “semiseria” con Fabio Canino. A lei il compito di dare il benvenuto agli ospiti e tagliare il nastro inaugurale del Village per la festa di apertura (a partire dalle 20, costo d’ingresso 10 euro, idem per la festa di chiusura domenica 31 agosto).
Per tutta l’estate musica, teatro, cinema, mostre fotografiche, presentazioni di libri, talk show e dibattiti su temi d’attualità: mercoledì dalle 20 alle 3, ingresso 5 euro; giovedì ingresso gratuito dalle 20 alle 2; venerdì ingresso gratuito dalle 20 alle 21 e 6 euro dalle 21 alle 3; sabato ingresso gratuito dalle 20 alle 21, 5 euro dalle 21 alle 23 e 15 euro dalle 23.30 alle 4 (con free drink omaggio); domenica 3 euro dalle 20 alle 2. Il parcheggio è gratuito a partire dalle 19.
Come ogni anno inoltre il Pride fa proprio un grido d’aiuto proveniente dalle persone Lgbt del mondo: quest’anno la solidarietà parla russo a causa della legge altamente discriminatoria voluta dal presidente Putin. Alla tragica situazione russa sarà dedicata sabato 5 luglio la speciale proiezione cinematografica “Campaign of hate. Russia and Gay Propaganda”di Michael Lucas. Mercoledì e domenica saranno le serate dedicate a concerti e spettacoli: fra gli altri si esibiranno Cristina D’Avena e i Gem Boy (25 giugno) ed Elio e le Storie Tese (2 luglio).
La risata è affidata a Alessandro Fullin, capocomico cabaret affiancato di volta in volta da un artista diverso. Appuntamento speciale, il 6 agosto, con Immanuel Casto e Clelia Sedda. Giovedì sarà la serata talk, tra le presenze Selvaggia Lucarelli (26 giugno); Alessandro Borghese ( 17 luglio) e la Marchesa (28 agosto). Immancabile sabato la dance e domenica (a partire dalle 21) il Cinevillage con film d’autore. Il resto sono dibattiti, mostre fotografiche e una squadra di 13 animatori che ogni giorno vivacizzerà le serate in via Tommaseo.
Infine la cucina: pesce, pizzeria napoletana, kebab, paninoteca e insalateria, gelateria, creperia e frutteria, caffetteria e enoteca. Il calendario della manifestazione è stato presentato ieri da Alessandro Zan, parlamentare Sel e portavoce del Village, insieme agli organizzatori Federico Illesi, Pierangelo Serio e Fabio Milani dell’Associazione Be Proud; Roberta Rocco del Circolo Arcilesbica Il Riparo e Gianfilippo Panazzolo, direttore commerciale Padova Fiere spa.
«La nostra sfida è migliorarci mantenendo prezzi accessibili a tutti», riferisce Zan, «vogliamo dare un’offerta culturale e di aggregazione nonostante la crisi e con il fine ultimo dell’integrazione. Il Village vuole ricordare che nel nostro paese manca una legge sulle unioni civili e quella contro l’omofobia è ferma in Senato. Abbiamo invitato anche il neo sindaco Massimo Bitonci, siamo sicuri che con lui non cambierà l’atteggiamento positivo della città verso la manifestazione».
«Siamo un pubblico che può dare molto al commercio», scandisce Serio, «pronti a comprare l’Iphone 8 che non esiste, ma facciamo i conti con l’insensata codardia e la miopia commerciale di buona parte del commercio». Tutti i dettagli sono disponibili su www.padovapridevillage.it.
fonte http://mattinopadova.gelocal.it/di Elvira Scigliano
PADOVA. In sei edizioni è diventata la festa di tutti. Con oltre 600 mila presenze (di cui 150 mila solo l’anno scorso) è uno degli eventi più attesi dell’estate in tutto il Nord Est e un teatro per i diritti di gay, lesbiche, bisessuali, transgender e queer.
La settima edizione del Pride Village, che aprirà i battenti alla Fiera di Padova venerdì prossimo per 53 giorni, ha attirato le simpatie pubblicitarie di Italo Treno e vanterà una madrina d’eccezione, Amanda Lear, protagonista di un’intervista “semiseria” con Fabio Canino. A lei il compito di dare il benvenuto agli ospiti e tagliare il nastro inaugurale del Village per la festa di apertura (a partire dalle 20, costo d’ingresso 10 euro, idem per la festa di chiusura domenica 31 agosto).
Per tutta l’estate musica, teatro, cinema, mostre fotografiche, presentazioni di libri, talk show e dibattiti su temi d’attualità: mercoledì dalle 20 alle 3, ingresso 5 euro; giovedì ingresso gratuito dalle 20 alle 2; venerdì ingresso gratuito dalle 20 alle 21 e 6 euro dalle 21 alle 3; sabato ingresso gratuito dalle 20 alle 21, 5 euro dalle 21 alle 23 e 15 euro dalle 23.30 alle 4 (con free drink omaggio); domenica 3 euro dalle 20 alle 2. Il parcheggio è gratuito a partire dalle 19.
Come ogni anno inoltre il Pride fa proprio un grido d’aiuto proveniente dalle persone Lgbt del mondo: quest’anno la solidarietà parla russo a causa della legge altamente discriminatoria voluta dal presidente Putin. Alla tragica situazione russa sarà dedicata sabato 5 luglio la speciale proiezione cinematografica “Campaign of hate. Russia and Gay Propaganda”di Michael Lucas. Mercoledì e domenica saranno le serate dedicate a concerti e spettacoli: fra gli altri si esibiranno Cristina D’Avena e i Gem Boy (25 giugno) ed Elio e le Storie Tese (2 luglio).
La risata è affidata a Alessandro Fullin, capocomico cabaret affiancato di volta in volta da un artista diverso. Appuntamento speciale, il 6 agosto, con Immanuel Casto e Clelia Sedda. Giovedì sarà la serata talk, tra le presenze Selvaggia Lucarelli (26 giugno); Alessandro Borghese ( 17 luglio) e la Marchesa (28 agosto). Immancabile sabato la dance e domenica (a partire dalle 21) il Cinevillage con film d’autore. Il resto sono dibattiti, mostre fotografiche e una squadra di 13 animatori che ogni giorno vivacizzerà le serate in via Tommaseo.
Infine la cucina: pesce, pizzeria napoletana, kebab, paninoteca e insalateria, gelateria, creperia e frutteria, caffetteria e enoteca. Il calendario della manifestazione è stato presentato ieri da Alessandro Zan, parlamentare Sel e portavoce del Village, insieme agli organizzatori Federico Illesi, Pierangelo Serio e Fabio Milani dell’Associazione Be Proud; Roberta Rocco del Circolo Arcilesbica Il Riparo e Gianfilippo Panazzolo, direttore commerciale Padova Fiere spa.
«La nostra sfida è migliorarci mantenendo prezzi accessibili a tutti», riferisce Zan, «vogliamo dare un’offerta culturale e di aggregazione nonostante la crisi e con il fine ultimo dell’integrazione. Il Village vuole ricordare che nel nostro paese manca una legge sulle unioni civili e quella contro l’omofobia è ferma in Senato. Abbiamo invitato anche il neo sindaco Massimo Bitonci, siamo sicuri che con lui non cambierà l’atteggiamento positivo della città verso la manifestazione».
«Siamo un pubblico che può dare molto al commercio», scandisce Serio, «pronti a comprare l’Iphone 8 che non esiste, ma facciamo i conti con l’insensata codardia e la miopia commerciale di buona parte del commercio». Tutti i dettagli sono disponibili su www.padovapridevillage.it.
fonte http://mattinopadova.gelocal.it/di Elvira Scigliano
mercoledì 11 giugno 2014
Lgbt: Mentre l’Italia si interroga sul “divorzio imposto”, la Danimarca è il primo Paese europeo a permettere il cambio di genere senza diagnosi clinica
Oggi il Parlamento danese ha approvato una legge che rimuove vari ostacoli al riconoscimento legale del genere divenendo il primo Paese europeo dove la diagnosi di «Disturbo dell’identità di genere» o altro esame psicologico è necessario per poter scegliere il proprio genere.
Non sarà più necessario nessun intervento medico né tantomeno la sterilizzazione chirurgica per vedersi riconosciuto legalmente il proprio genere di appartenenza.
Le nuove regole entreranno in vigore il primo settembre 2014. Da quel momento la persona interessata sarà l’unica a dover decidere: si dovrà fare una prima domanda che dovrà essere confermata dopo 6 mesi. Punto.
In Italia la legge 164/82 lascia un certo margine di interpretazione, poiché non specifica se la rettifica del sesso debba riguardare i tratti sessuali primari o anche quelli secondari e se il solo trattamento farmacologico sia sufficiente a garantire il cambio di sesso o se piuttosto sia necessario l’intervento chirurgico.
Tuttavia, la pratica comune consiste nel considerare la rimozione delle gonadi come il requisito fondamentale per riconoscere il cambio di sesso, anche se alcune sentenze hanno permesso di modificare l’indicazione del sesso sui documenti di identità anche a delle persone transessuali che non si erano sottoposte ad alcun intervento chirurgico.
Questa situazione si traduce nella difficoltà da parte delle persone transgender di trovare un’occupazione, di accendere un mutuo e nel verificarsi di frequenti violazioni della privacy ogniqualvolta, ad esempio, la persona transgender si ritrova a dover esibire in pubblico il documento di identità, i cui dati sul genere non corrispondono all’aspetto fisico del/la transgender in questione.
La legge 164/82, inoltre, prevedrebbe lo scioglimento automatico del matrimonio in caso di mutamento di sesso di uno dei coniugi, previsione passata ieri al vaglio della Corte Costituzionale (si attende di conoscere l’esito dell’udienza pubblica) per sospetta illegittimità costituzionale poiché, ha detto la Corte di Cassazione che ha eccepito la costituzionalità della legge, configurerebbe «una compressione del tutto sproporzionata dei diritti della persona legati alla sfera relazionale intersoggettiva, mediante un’ingerenza statuale diretta».
Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: «mentre si attende di conoscere l’esito dell’udienza pubblica alla Corte Costituzionale sull’obbligo di divorzio in caso di mutamento di sesso di uno dei coniugi, la Danimarca rimuove tutti gli ostacoli al riconoscimento legale del genere.
Quasi 8.000 persone hanno firmato una petizione per chiedere la calendarizzazione di una proposta di legge che rimuova i dubbi interpretativi che gravano sulla legge 164/82 e ristabilisca i diritti umani e la dignità delle persone transessuali.
La Corte Costituzionale renderà presto note le sue decisioni, ma le cittadine e i cittadini italiani trans non possono aspettare in eterno per vedere riconosciuti i propri diritti umani, anche il Parlamento deve prendersi le sue responsabilità in fretta.
I tempi della politica devono rispettare quelli degli individui che nascono, vivono e muoiono senza diritti. Questa dev’essere la generazione che vede riconosciuti i propri diritti umani fondamentali, anche in Italia!».
Comunicato stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti
fonte http://www.certidiritti.org/
Non sarà più necessario nessun intervento medico né tantomeno la sterilizzazione chirurgica per vedersi riconosciuto legalmente il proprio genere di appartenenza.
Le nuove regole entreranno in vigore il primo settembre 2014. Da quel momento la persona interessata sarà l’unica a dover decidere: si dovrà fare una prima domanda che dovrà essere confermata dopo 6 mesi. Punto.
In Italia la legge 164/82 lascia un certo margine di interpretazione, poiché non specifica se la rettifica del sesso debba riguardare i tratti sessuali primari o anche quelli secondari e se il solo trattamento farmacologico sia sufficiente a garantire il cambio di sesso o se piuttosto sia necessario l’intervento chirurgico.
Tuttavia, la pratica comune consiste nel considerare la rimozione delle gonadi come il requisito fondamentale per riconoscere il cambio di sesso, anche se alcune sentenze hanno permesso di modificare l’indicazione del sesso sui documenti di identità anche a delle persone transessuali che non si erano sottoposte ad alcun intervento chirurgico.
Questa situazione si traduce nella difficoltà da parte delle persone transgender di trovare un’occupazione, di accendere un mutuo e nel verificarsi di frequenti violazioni della privacy ogniqualvolta, ad esempio, la persona transgender si ritrova a dover esibire in pubblico il documento di identità, i cui dati sul genere non corrispondono all’aspetto fisico del/la transgender in questione.
La legge 164/82, inoltre, prevedrebbe lo scioglimento automatico del matrimonio in caso di mutamento di sesso di uno dei coniugi, previsione passata ieri al vaglio della Corte Costituzionale (si attende di conoscere l’esito dell’udienza pubblica) per sospetta illegittimità costituzionale poiché, ha detto la Corte di Cassazione che ha eccepito la costituzionalità della legge, configurerebbe «una compressione del tutto sproporzionata dei diritti della persona legati alla sfera relazionale intersoggettiva, mediante un’ingerenza statuale diretta».
Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: «mentre si attende di conoscere l’esito dell’udienza pubblica alla Corte Costituzionale sull’obbligo di divorzio in caso di mutamento di sesso di uno dei coniugi, la Danimarca rimuove tutti gli ostacoli al riconoscimento legale del genere.
Quasi 8.000 persone hanno firmato una petizione per chiedere la calendarizzazione di una proposta di legge che rimuova i dubbi interpretativi che gravano sulla legge 164/82 e ristabilisca i diritti umani e la dignità delle persone transessuali.
La Corte Costituzionale renderà presto note le sue decisioni, ma le cittadine e i cittadini italiani trans non possono aspettare in eterno per vedere riconosciuti i propri diritti umani, anche il Parlamento deve prendersi le sue responsabilità in fretta.
I tempi della politica devono rispettare quelli degli individui che nascono, vivono e muoiono senza diritti. Questa dev’essere la generazione che vede riconosciuti i propri diritti umani fondamentali, anche in Italia!».
Comunicato stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti
fonte http://www.certidiritti.org/
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sabato 7 giugno 2014
In occasione del 20esimo Pride di Roma "Proud to Love" I momenti più emozionanti del cinema LGBT in un unico video
La Vita di Adele, Brokeback Mountain, Philadelphia, ma anche The Normal Heart, Dallas Buyers Club e Milk.
In occasione del 20esimo Pride di Roma la redazione di ScreenWeek rende omaggio alla lotta per eguali diritti con un video, che racchiude i momenti più emozionanti del cinema a tematica LGBT.
Oggi si terrà a Roma il ventesimo Pride, e durante questa settimana si è svolta una serie di eventi volti a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei diritti fondamentali della popolazione LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender).
Il mondo del cinema e della televisione hanno da sempre avuto un ruolo chiave in questo processo, e sono innumerevoli le pellicole e miniserie arrivati sul grande e piccolo schermo e con al centro tematiche legate al mondo omosessuale. Solo pochi giorni fa è stato trasmesso il commovente The Normal Heart, mentre rimangono indimenticabili capolavori come La Vita di Adele (Palma d’Oro a Cannes) e Brokeback Mountain (3 Oscar, tra cui miglior regia).
ScreenWeek ha voluto rendere omaggio a tutte le persone che da anni si battono per eguali diritti con questo video, un montaggio con i migliori momenti cinematografici tratti da film a tematica LGBT.
“L’amore sboccia tra persone, non tra sessi. Perché porsi dei limiti?”
DAVID LEAVITT
L’amore non è mai sbagliato. Fieri e liberi di Essere
QUI l’elenco delle opere inserite nel filmato: https://www.youtube.com/watch?v=dpo9EGivC54&feature=youtu.be
Potete seguire ScreenWeek anche su Facebook, Twitter, Instagram e sul nostro canale Youtube
INFO COMPLETE: http://blog.screenweek.it/2014/06/proud-to-love-i-momenti-piu-emozionanti-del-cinema-lgbt-in-un-unico-video-356812.php
In occasione del Pride, ScreenWeek ha realizzato un video con i momenti più emozionanti tratti dai più bei film a tematica LGBT.
Proud to Love: Fieri e liberi di ESSERE!
fonte http://blog.screenweek.it di SWeditor2
In occasione del 20esimo Pride di Roma la redazione di ScreenWeek rende omaggio alla lotta per eguali diritti con un video, che racchiude i momenti più emozionanti del cinema a tematica LGBT.
Oggi si terrà a Roma il ventesimo Pride, e durante questa settimana si è svolta una serie di eventi volti a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei diritti fondamentali della popolazione LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender).
Il mondo del cinema e della televisione hanno da sempre avuto un ruolo chiave in questo processo, e sono innumerevoli le pellicole e miniserie arrivati sul grande e piccolo schermo e con al centro tematiche legate al mondo omosessuale. Solo pochi giorni fa è stato trasmesso il commovente The Normal Heart, mentre rimangono indimenticabili capolavori come La Vita di Adele (Palma d’Oro a Cannes) e Brokeback Mountain (3 Oscar, tra cui miglior regia).
ScreenWeek ha voluto rendere omaggio a tutte le persone che da anni si battono per eguali diritti con questo video, un montaggio con i migliori momenti cinematografici tratti da film a tematica LGBT.
“L’amore sboccia tra persone, non tra sessi. Perché porsi dei limiti?”
DAVID LEAVITT
L’amore non è mai sbagliato. Fieri e liberi di Essere
QUI l’elenco delle opere inserite nel filmato: https://www.youtube.com/watch?v=dpo9EGivC54&feature=youtu.be
Potete seguire ScreenWeek anche su Facebook, Twitter, Instagram e sul nostro canale Youtube
INFO COMPLETE: http://blog.screenweek.it/2014/06/proud-to-love-i-momenti-piu-emozionanti-del-cinema-lgbt-in-un-unico-video-356812.php
In occasione del Pride, ScreenWeek ha realizzato un video con i momenti più emozionanti tratti dai più bei film a tematica LGBT.
Proud to Love: Fieri e liberi di ESSERE!
fonte http://blog.screenweek.it di SWeditor2
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Lgbt Radio: L'attore Carlo G. Gabardini e la cantante UNA ospiti di Oltre le Differenze sabato 7 giugno alle 19
Sabato 7 giugno nel format radiofonico sul mondo LGBTQI tanti messaggi e testimonianze contro omofobia e discriminazioni
Carlo Gabardini, attore comico, e la cantante Marzia Stano, in arte UNA, lanciano un messaggio contro l'omo e transfobia nella puntata di “Oltre le Differenze” - il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini - che andrà in onda sabato 7 giugno alle 19 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).
Carlo Giuseppe Gabardini, attore comico, noto per la partecipazione alla sit-com Camera Cafè sarà il primo ospite della serata che con l'ironia che lo contraddistingue lancerà un forte messaggio contro le discriminazioni a causa dell'orientamento sessuale, come sta facendo da mesi sui suoi canali social attraverso dei simpatici video divenuti virali sul web. Altra testimonianza a contrasto dell'omofobia sarà quella della cantante Marzia Stano, in arte UNA, tra i musicisti aderenti al progetto Indie Pride - indipendenti contro l'omofobia, che si esibirà in estate anche in Toscana e che parlerà del suo primo album da solista "Una nessuna centomila".
Arricchiranno la puntata contributi audio delle migliori campagne di sensibilizzazione e dei messaggi contro l'omofobia più toccanti, in chiusura spazio alle segnalazioni di letture, film e appuntamenti a tema nello scaffale LGBT. E’ attiva una pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"
Carlo Gabardini, attore comico, e la cantante Marzia Stano, in arte UNA, lanciano un messaggio contro l'omo e transfobia nella puntata di “Oltre le Differenze” - il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini - che andrà in onda sabato 7 giugno alle 19 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).
Carlo Giuseppe Gabardini, attore comico, noto per la partecipazione alla sit-com Camera Cafè sarà il primo ospite della serata che con l'ironia che lo contraddistingue lancerà un forte messaggio contro le discriminazioni a causa dell'orientamento sessuale, come sta facendo da mesi sui suoi canali social attraverso dei simpatici video divenuti virali sul web. Altra testimonianza a contrasto dell'omofobia sarà quella della cantante Marzia Stano, in arte UNA, tra i musicisti aderenti al progetto Indie Pride - indipendenti contro l'omofobia, che si esibirà in estate anche in Toscana e che parlerà del suo primo album da solista "Una nessuna centomila".
Arricchiranno la puntata contributi audio delle migliori campagne di sensibilizzazione e dei messaggi contro l'omofobia più toccanti, in chiusura spazio alle segnalazioni di letture, film e appuntamenti a tema nello scaffale LGBT. E’ attiva una pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"
martedì 3 giugno 2014
Lgbt: Cinema "Cannes a Firenze" Prima Edizione dal 5 al 10 giugno
La prestigiosa rassegna propone dal 5 al 10 giugno al cinema Fulgor di Firenze, in anteprima nazionale, una selezione di film presentati al Festival del Cinema di Cannes
Arriva per la prima volta nel capoluogo toscano la rassegna cinematografica Cannes a Firenze, che quest'anno batte sul tempo Roma e Milano nell'accapararsi le migliori pellicole sfilate sulla Croisette alla 67esima edizione del festival internazionale.
Sono film ancora non presentati nelle sale, che arrivano a Firenze grazie France Odeon - diretto da Francesco Ranieri Martinotti, che ogni anno apre la “50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze” - in collaborazione con Quelli della Compagnia di Fondazione Sistema Toscana e l'Istituto Francese di Firenze. Un nuovo riconoscimento al cinema in Toscana dopo la vittoria di Alice Rohrwacher al festival di Cannes, che si è aggiudicata il Gran Premio della Giuria con il suo Le Meraviglie.
Le proiezioni di Cannes a Firenze si terranno al Cinema Fulgor di Firenze (Via Maso Finiguerra) dal 5 al 10 giugno. Tra le anticipazioni fatte alla stampa da Martinotti ci sono il film dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, che dopo film cult come La Promesse e Rosetta, tornano sul tema dei problemi del mondo del lavoro in un melieu di classi sociali umili con Deux jours, une nuit; il dramma russo Leviathan, di Andrey Zvyagintsev; Jimmy's Hall, di Ken Loach, che punta l'obiettivo sulla vita di un attivista comunista irlandese; l'atteso film La voce umana, ispirato alla famosa pièce di Jean Cocteau, firmato da Edoardo Ponti, figlio di Sophia Loren, interprete del film nel ruolo che fu di Anna Magnani nella versione di Roberto Rossellini. Dalla Quinzaine des Realisateurs arrivano film imperdibili, tra cui il thriller Catch Me Daddy di Daniel Wolfe e Queen & Country, film autobiografico di John Boorman, noto regista di Un tranquillo weekend di paura e Il sarto di Panama; infine il film del 1975, in versione restaurata, di Tobe Hooper, Non aprite quella porta, padre del genere horror degli anni a seguire.
Ma tutto il programma non è stato ancora stato rivelato, ed è top secret fino alla conferenza stampa del 4 giugno, e – afferma Martinotti – riserverà al pubblico fiorentino e italiano ancora tante sorprese con il meglio del cinema internazionale presentato a Cannes fino a sabato 24 maggio.
Info: www.quellidellacompagnia.it
fonte http://www.intoscana.it/di Elisabetta Vagaggini
Arriva per la prima volta nel capoluogo toscano la rassegna cinematografica Cannes a Firenze, che quest'anno batte sul tempo Roma e Milano nell'accapararsi le migliori pellicole sfilate sulla Croisette alla 67esima edizione del festival internazionale.
Sono film ancora non presentati nelle sale, che arrivano a Firenze grazie France Odeon - diretto da Francesco Ranieri Martinotti, che ogni anno apre la “50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze” - in collaborazione con Quelli della Compagnia di Fondazione Sistema Toscana e l'Istituto Francese di Firenze. Un nuovo riconoscimento al cinema in Toscana dopo la vittoria di Alice Rohrwacher al festival di Cannes, che si è aggiudicata il Gran Premio della Giuria con il suo Le Meraviglie.
Le proiezioni di Cannes a Firenze si terranno al Cinema Fulgor di Firenze (Via Maso Finiguerra) dal 5 al 10 giugno. Tra le anticipazioni fatte alla stampa da Martinotti ci sono il film dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, che dopo film cult come La Promesse e Rosetta, tornano sul tema dei problemi del mondo del lavoro in un melieu di classi sociali umili con Deux jours, une nuit; il dramma russo Leviathan, di Andrey Zvyagintsev; Jimmy's Hall, di Ken Loach, che punta l'obiettivo sulla vita di un attivista comunista irlandese; l'atteso film La voce umana, ispirato alla famosa pièce di Jean Cocteau, firmato da Edoardo Ponti, figlio di Sophia Loren, interprete del film nel ruolo che fu di Anna Magnani nella versione di Roberto Rossellini. Dalla Quinzaine des Realisateurs arrivano film imperdibili, tra cui il thriller Catch Me Daddy di Daniel Wolfe e Queen & Country, film autobiografico di John Boorman, noto regista di Un tranquillo weekend di paura e Il sarto di Panama; infine il film del 1975, in versione restaurata, di Tobe Hooper, Non aprite quella porta, padre del genere horror degli anni a seguire.
Ma tutto il programma non è stato ancora stato rivelato, ed è top secret fino alla conferenza stampa del 4 giugno, e – afferma Martinotti – riserverà al pubblico fiorentino e italiano ancora tante sorprese con il meglio del cinema internazionale presentato a Cannes fino a sabato 24 maggio.
Info: www.quellidellacompagnia.it
fonte http://www.intoscana.it/di Elisabetta Vagaggini
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Lgbt: Anche cinema e danza alla Biennale di Architettura di Venezia, dal 7 giugno al 23 novembre ai Giardini e all’Arsenale
Il presidente della Biennale dell’Architettura di Venezia, Paolo Baratta, non ha dubbi: «Mai come quest’anno tutta la Biennale è nella Biennale».
Che vuol dire? Che la manifestazione artistica impegna molti settori creativi: danza, musica, teatro e anche cinema.
«Si tratta di attività – ha aggiunto – non semplicemente affiancate e giustapposte alla mostra di architettura, ma integrate in essa. Queste forme espressive sono chiamate a rappresentare elementi essenziali della vita delle realtà storiche e degli spazi complessi in cui può essere pensata e immaginata l’architettura».
Il presidente lo ha detto oggi nel corso della presentazione della 14esima edizione della Biennale, diretta da Rem Koolhaas (dal 7 giugno al 23 novembre ai Giardini e all’Arsenale).
«Il cinema entra a pieno titolo nel progetto Monditalia della Biennale – ha detto il direttore del settore cinema, Alberto Barbera – come una sorta di filo rosso che, con il concorso di 82 film disposti lungo il percorso dell’esposizione, offre al visitatore un mosaico di suggestioni a partire dalle quali riannodare una delle possibili narrazioni di questa suggestiva proposta». Sono sequenze tratte da capolavori, ma anche da titoli poco noti del cinema italiano e internazionale, che saranno proiettate su altrettanti schermi lungo le corderie dell’Arsenale.
Sono stati scelti due film per ognuno dei 41 casi di studio italiani sviluppati da architetti, fotografi, accademici, studiosi per Monditalia. A partire dal 20 giugno, per cinque venerdì (20 e 27 giugno, 4, 11, 18 luglio), dalle 18 alle 20, le corderie dell’Arsenale ospiteranno anche proiezioni dei film scelti per Monditalia.
Info: http://www.labiennale.org/it/architettura/
fonte http://insideart.eu/
Che vuol dire? Che la manifestazione artistica impegna molti settori creativi: danza, musica, teatro e anche cinema.
«Si tratta di attività – ha aggiunto – non semplicemente affiancate e giustapposte alla mostra di architettura, ma integrate in essa. Queste forme espressive sono chiamate a rappresentare elementi essenziali della vita delle realtà storiche e degli spazi complessi in cui può essere pensata e immaginata l’architettura».
Il presidente lo ha detto oggi nel corso della presentazione della 14esima edizione della Biennale, diretta da Rem Koolhaas (dal 7 giugno al 23 novembre ai Giardini e all’Arsenale).
«Il cinema entra a pieno titolo nel progetto Monditalia della Biennale – ha detto il direttore del settore cinema, Alberto Barbera – come una sorta di filo rosso che, con il concorso di 82 film disposti lungo il percorso dell’esposizione, offre al visitatore un mosaico di suggestioni a partire dalle quali riannodare una delle possibili narrazioni di questa suggestiva proposta». Sono sequenze tratte da capolavori, ma anche da titoli poco noti del cinema italiano e internazionale, che saranno proiettate su altrettanti schermi lungo le corderie dell’Arsenale.
Sono stati scelti due film per ognuno dei 41 casi di studio italiani sviluppati da architetti, fotografi, accademici, studiosi per Monditalia. A partire dal 20 giugno, per cinque venerdì (20 e 27 giugno, 4, 11, 18 luglio), dalle 18 alle 20, le corderie dell’Arsenale ospiteranno anche proiezioni dei film scelti per Monditalia.
Info: http://www.labiennale.org/it/architettura/
fonte http://insideart.eu/
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sabato 31 maggio 2014
Lgbt Francia: A Nantes studenti al liceo con la gonna per la parità di genere e contro il sessismo
La parità di genere inizia tra i banchi di scuola.
Qui siamo in un liceo di Nantes, dove gli studenti per un giorno hanno deciso di indossare la gonna per andare a scuola.
In gonna contro le discriminazioni e il sessismo: l'iniziativa, che ha coinvolto ventisette licei della circoscrizione di Nantes, nella Francia occidentale.
Al liceo Clemenceau erano quasi un centinaio, gli studenti maschi in gonna: alcuni indossavano un kilt, altri si erano fatti prestare l'indumento dalla madre o dalla sorella:
"Mi sono detto che mettere una gonna non mi costa niente, e se può servire per una buona causa sono contento".
Un gesto eclatante di lotta al sessismo e ai pregiudizi:"Come uomo trovo assurdo poter guadagnare più di una donna facendo lo stesso lavoro - dice Pierre - Penso sia uno degli esempi più citati ma è anche uno dei più evidenti, è ridicolo. Per me è importante che le donne abbiano gli stessi diritti degli uomini e che abbiano in futuro le stesse cose che ho io"
"In questo modo possiamo dimostrare che possono indossare ciò che vogliono ssenza che la gente dica 'sta indossando la gonna la classifico in una certa categoria di donne' - dice Cyril - è un buon modo per dire che ora puoi indossare ciò che vuoi senza essere giudicato".
Chi non indossava la gonna ha comunque attaccato sui vestiti un adesivo con la scritta "Quel che solleva la sottana", dal titolo di un libro della sociologa Christine Bard proprio sulla relazione tra abbigliamento e rapporto uomo-donna"Quello a cui stiamo assistendo - constata questo attivista - è il fiorire di un movimento che non è stato manipolato ma che nasce da una riflessione sulla società che vogliono e come possono ottenerla".In Francia la "giornata della gonna" non è una novità, se ne organizzano dal 2010.
Ciò nonostante quest'anno le proteste dei movimenti contro i matrimoni-gay si sono fatte particolarmente sentire. Non abbastanza, però, da scoraggiare questi uomini del domani.
fonte http://youmedia.fanpage.it/video https://www.youtube.com/
Qui siamo in un liceo di Nantes, dove gli studenti per un giorno hanno deciso di indossare la gonna per andare a scuola.
In gonna contro le discriminazioni e il sessismo: l'iniziativa, che ha coinvolto ventisette licei della circoscrizione di Nantes, nella Francia occidentale.
Al liceo Clemenceau erano quasi un centinaio, gli studenti maschi in gonna: alcuni indossavano un kilt, altri si erano fatti prestare l'indumento dalla madre o dalla sorella:
"Mi sono detto che mettere una gonna non mi costa niente, e se può servire per una buona causa sono contento".
Un gesto eclatante di lotta al sessismo e ai pregiudizi:"Come uomo trovo assurdo poter guadagnare più di una donna facendo lo stesso lavoro - dice Pierre - Penso sia uno degli esempi più citati ma è anche uno dei più evidenti, è ridicolo. Per me è importante che le donne abbiano gli stessi diritti degli uomini e che abbiano in futuro le stesse cose che ho io"
"In questo modo possiamo dimostrare che possono indossare ciò che vogliono ssenza che la gente dica 'sta indossando la gonna la classifico in una certa categoria di donne' - dice Cyril - è un buon modo per dire che ora puoi indossare ciò che vuoi senza essere giudicato".
Chi non indossava la gonna ha comunque attaccato sui vestiti un adesivo con la scritta "Quel che solleva la sottana", dal titolo di un libro della sociologa Christine Bard proprio sulla relazione tra abbigliamento e rapporto uomo-donna"Quello a cui stiamo assistendo - constata questo attivista - è il fiorire di un movimento che non è stato manipolato ma che nasce da una riflessione sulla società che vogliono e come possono ottenerla".In Francia la "giornata della gonna" non è una novità, se ne organizzano dal 2010.
Ciò nonostante quest'anno le proteste dei movimenti contro i matrimoni-gay si sono fatte particolarmente sentire. Non abbastanza, però, da scoraggiare questi uomini del domani.
fonte http://youmedia.fanpage.it/video https://www.youtube.com/
venerdì 30 maggio 2014
Lgbt: Showtime riporta in tv Queer as Folk e The L Word per il mese dell’orgoglio gay
Giugno è il mese dell’orgoglio gay e quale modo migliore per celebrarlo rivedendo gli episodi di due delle più innovative serie LGBT, Queer as Folk e The L Word?
Showtime, la rete che le programmò tra il 2000 e il 2009, ha annunciato via Tumblr che tutti gli episodi di entrambi i drama saranno ritrasmessi back-to-back tra il 2 e 30 giugno ogni sera a partire dalle ore 20:00. Inoltre, dal 3 giugno al 13 novembre, si potranno rivedere gli episodi con più tranquillità ogni giovedì sera.
Queer as Folk ha esplorato per cinque stagioni le vite di cinque uomini gay e una coppia lesbica a Pittsburgh. La serie – premiata come miglior drama ai GLAAD Media Awards nel 2001 – fece parlare di sé per i temi e le scene particolarmente audaci, qualcosa che fino a quel momento raramente si era visto in tv. The L Word, in onda per sei stagioni e miglior drama ai GLAAD Media Awards nel 2006 e 2009, si concentra invece su un gruppo di lesbiche di Los Angeles. Rinfreschiamoci la memoria con i loro trailer:
Queer As Folk (USA) Season 1 (Trailer)
https://www.youtube.com/watch?v=sJ6N0918EIQ
The L Word- Season 1 Promo
https://www.youtube.com/watch?v=dWcaOs8dgF0
fonte http://www.comingsoon.it/Emanuele Manta/Image Credit: Showtime
Showtime, la rete che le programmò tra il 2000 e il 2009, ha annunciato via Tumblr che tutti gli episodi di entrambi i drama saranno ritrasmessi back-to-back tra il 2 e 30 giugno ogni sera a partire dalle ore 20:00. Inoltre, dal 3 giugno al 13 novembre, si potranno rivedere gli episodi con più tranquillità ogni giovedì sera.
Queer as Folk ha esplorato per cinque stagioni le vite di cinque uomini gay e una coppia lesbica a Pittsburgh. La serie – premiata come miglior drama ai GLAAD Media Awards nel 2001 – fece parlare di sé per i temi e le scene particolarmente audaci, qualcosa che fino a quel momento raramente si era visto in tv. The L Word, in onda per sei stagioni e miglior drama ai GLAAD Media Awards nel 2006 e 2009, si concentra invece su un gruppo di lesbiche di Los Angeles. Rinfreschiamoci la memoria con i loro trailer:
Queer As Folk (USA) Season 1 (Trailer)
https://www.youtube.com/watch?v=sJ6N0918EIQ
The L Word- Season 1 Promo
https://www.youtube.com/watch?v=dWcaOs8dgF0
fonte http://www.comingsoon.it/Emanuele Manta/Image Credit: Showtime
Lgbt USA: Laverne Cox, prima transgender sulla copertina del Time
La donna, nota per un ruolo in una serie Tv, viene presentata come simbolo della «prossima rivoluzione dei diritti civili»
Si chiama Laverne Cox è la prima transgender a finire sulla copertina del Time. La Cox è un'attrice statunitense apparsa prima come concorrente nella prima stagione del reality «Voglio lavorare per Diddy», al fianco di Puff Diddy, e poi diventata nota per il ruolo di Sophia Burset nella serie in onda su Netflix «Black is the new orange».
La donna, che è anche produttore televisiva e vicina al movimento LGBT americano, è stata scelta dal magazine come simbolo della prossima rivoluzione dei diritti civili americani, quella dei transgender: «Un anno dopo la sentenza della Corte Suprema che ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso», si legge sul sito di Time, «un altro movimento sociale sfida gli stereotipi radicati nella società».
fonte http://www.vanityfair.it/ foto ©Ap Images
Si chiama Laverne Cox è la prima transgender a finire sulla copertina del Time. La Cox è un'attrice statunitense apparsa prima come concorrente nella prima stagione del reality «Voglio lavorare per Diddy», al fianco di Puff Diddy, e poi diventata nota per il ruolo di Sophia Burset nella serie in onda su Netflix «Black is the new orange».
La donna, che è anche produttore televisiva e vicina al movimento LGBT americano, è stata scelta dal magazine come simbolo della prossima rivoluzione dei diritti civili americani, quella dei transgender: «Un anno dopo la sentenza della Corte Suprema che ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso», si legge sul sito di Time, «un altro movimento sociale sfida gli stereotipi radicati nella società».
fonte http://www.vanityfair.it/ foto ©Ap Images
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Lgbt: Robert De Niro: "Mio padre era gay, per lui era una sofferenza"
In foto Robert De Niro e suo padre in una scena di "Remembering the artist Robert De Niro Sr"
L'attore racconta l'omosessualità del genitore, e il suo rapporto con lui, pittore e scultore, alla vigilia della messa in onda di un documentario a lui dedicato
NEW YORK - Outing postumo per Robert De Niro senior: il padre dell'attore (che aveva lo stesso nome del figlio), un pittore divenuto famoso soprattutto dopo la morte, era gay e "ne soffriva", ha rivelato De Niro in un'intervista al magazine Gay Out in vista della messa in onda, il 9 giugno, in televisione, del documentario Remembering the artist Robert De Niro Sr. "Mio padre viveva in modo conflittuale la sua omosessualità, E come poteva essere altrimenti? Essendo di quella generazione, e specialmente a Syracuse, una piccola città dello stato di New York".
Il padre dell'attore (che aveva lo stesso nome del figlio), un pittore e scultore, era gay e "ne soffriva": lo ha raccontato De Niro in un'intervista al magazine Gay Out in vista della messa in onda in tv, il 9 giugno, del documentario Remembering the artist Robert De Niro Sr. "Mio padre viveva in modo conflittuale la sua omosessualità, e come poteva essere altrimenti? Essendo di quella generazione, e specialmente a Syracuse, una piccola città dello stato di New York".
Remembering the artist Robert De Niro Sr. esplora la vita di uno scultore e pittore che gravitava nell'ambiente degli artisti più famosi del tempo ma che non riuscì mai a sfondare e a un certo punto finì come un homeless sui marciapiedi di Parigi. De Niro Senior divorziò dalla moglie quando Robert era piccolo. Madre e figlio vissero assieme a Manhattan mentre il padre andò per la propria strada. "Io non mi ero accorto che fosse gay. E adesso vorrei che avessimo parlato di più della sua omosessualità. Ma mia madre non voleva parlare di nulla in generale e quando hai una certa età queste cose non ti interessano", ha raccontato l'attore.
Il documentario sull'artista - un espressionista astratto attivo a Soho nello stesso periodo di Jackson Pollock, Willem De Kooning, Andy Warhol and Mark Rothko - andrà in onda su Hbo. "Con papà non eravamo vicini. Non avevamo quel rapporto padre-figlio, di quelli che si va a giocare a baseball assieme, ma c'era sicuramente un legame", ha detto l'attore, spiegando che ha deciso di fare il documentario in omaggio al padre (i cui quadri conserva appesi sulle pareti del suo studio di Tribeca) ma anche perché i suoi figli potessero conoscerlo meglio.
Il padre dell'attore è morto di cancro a 71 anni nel 1993 e negli ultimi anni aveva vissuto apertamente la propria omosessualità. "Non fu un padre cattivo, o un padre assente. Mi adorava. Come io con i miei sei figli". Nel documentario l'attore legge brani dei diari paterni in cui l'artista descrive come una "afflizione" il suo essere gay, "ma anche questo fa parte della sua eredità. L'importante è non nascondere niente. La cosa più importante è la verità. Avrei dovuto farlo dieci anni fa, ma sono contento di averlo fatto adesso".
fonte http://www.repubblica.it/spettacoli/
L'attore racconta l'omosessualità del genitore, e il suo rapporto con lui, pittore e scultore, alla vigilia della messa in onda di un documentario a lui dedicato
NEW YORK - Outing postumo per Robert De Niro senior: il padre dell'attore (che aveva lo stesso nome del figlio), un pittore divenuto famoso soprattutto dopo la morte, era gay e "ne soffriva", ha rivelato De Niro in un'intervista al magazine Gay Out in vista della messa in onda, il 9 giugno, in televisione, del documentario Remembering the artist Robert De Niro Sr. "Mio padre viveva in modo conflittuale la sua omosessualità, E come poteva essere altrimenti? Essendo di quella generazione, e specialmente a Syracuse, una piccola città dello stato di New York".
Il padre dell'attore (che aveva lo stesso nome del figlio), un pittore e scultore, era gay e "ne soffriva": lo ha raccontato De Niro in un'intervista al magazine Gay Out in vista della messa in onda in tv, il 9 giugno, del documentario Remembering the artist Robert De Niro Sr. "Mio padre viveva in modo conflittuale la sua omosessualità, e come poteva essere altrimenti? Essendo di quella generazione, e specialmente a Syracuse, una piccola città dello stato di New York".
Remembering the artist Robert De Niro Sr. esplora la vita di uno scultore e pittore che gravitava nell'ambiente degli artisti più famosi del tempo ma che non riuscì mai a sfondare e a un certo punto finì come un homeless sui marciapiedi di Parigi. De Niro Senior divorziò dalla moglie quando Robert era piccolo. Madre e figlio vissero assieme a Manhattan mentre il padre andò per la propria strada. "Io non mi ero accorto che fosse gay. E adesso vorrei che avessimo parlato di più della sua omosessualità. Ma mia madre non voleva parlare di nulla in generale e quando hai una certa età queste cose non ti interessano", ha raccontato l'attore.
Il documentario sull'artista - un espressionista astratto attivo a Soho nello stesso periodo di Jackson Pollock, Willem De Kooning, Andy Warhol and Mark Rothko - andrà in onda su Hbo. "Con papà non eravamo vicini. Non avevamo quel rapporto padre-figlio, di quelli che si va a giocare a baseball assieme, ma c'era sicuramente un legame", ha detto l'attore, spiegando che ha deciso di fare il documentario in omaggio al padre (i cui quadri conserva appesi sulle pareti del suo studio di Tribeca) ma anche perché i suoi figli potessero conoscerlo meglio.
Il padre dell'attore è morto di cancro a 71 anni nel 1993 e negli ultimi anni aveva vissuto apertamente la propria omosessualità. "Non fu un padre cattivo, o un padre assente. Mi adorava. Come io con i miei sei figli". Nel documentario l'attore legge brani dei diari paterni in cui l'artista descrive come una "afflizione" il suo essere gay, "ma anche questo fa parte della sua eredità. L'importante è non nascondere niente. La cosa più importante è la verità. Avrei dovuto farlo dieci anni fa, ma sono contento di averlo fatto adesso".
fonte http://www.repubblica.it/spettacoli/
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lunedì 26 maggio 2014
Italia, il turismo LGBT vale 2,7 milioni
Gay, lesbiche, bisessuali e transessuali considerano le vacanze un bene irrinunciabile. In Italia il fatturato stimato del turismo gay è di 2,7 milioni di euro, per una media di 2-3 soggiorni annui da 10 giorni e un costo pari a 1.070 euro a persona.
Nella classifica mondiale delle destinazioni, il nostro Paese è quarto a pari merito con la Germania (5%).
Ma c'è un altro fenomeno particolare esploso negli ultimi anni: il turismo nei cimiteri. Secondo un recente studio, può coinvolgere, in pochi anni, 90 siti nazionali e interessare 400 mila italiani e 7 milioni di residenti nei Paesi di origine anglosassone, contro i soli 45 mila visitatori del 2013. Due le tematiche principali che spingono le persone a visitare i cimiteri: l'aspetto culturale e museale, e quello legato ai personaggi famosi. Si calcola siano 417 a livello mondiale i cimiteri di potenziale interesse turistico, la maggior parte dei quali si trova in Europa: ben l'83,5% del totale, pari a 348 cimiteri.
La restante quota è suddivisa tra Asia (9,8%), America (5,8%) e Oceania (1%). In Europa è primaria la posizione dell'Italia, dove i luoghi di potenziale interesse turistico sono il 55,2% del totale europeo, pari a 192 cimiteri. A seguire, la Spagna con 29(8,3%), la Francia con 22 (6,3%) e il Regno Unito con 20 (5,7%). Ma l'Italia non appare in grado di sfruttare questa «risorsa». La maggiore quota di cimiteri - che già oggi offre servizi e circuiti, propone visite e si promuove a fini turistici - si trova in Spagna, che occupa l'attuale leadership «coprendo» il 22,1% di questa particolare offerta turistica, pari a 21 cimiteri.
I cimiteri di potenziale interesse turistico (192 in totale in Italia) sono localizzati in prevalenza in Toscana (13% del totale nazionale), in Sicilia (10,4%) e in Emilia Romagna (9,9%). Poi in Piemonte (8,3%), Lazio e Lombardia (rispettivamente con il 7,3% del totale). I cimiteri che già offrono servizi e circuiti per i visitatori, sono meno della metà (90 contro 192). La regione con le maggiori capacità di attrarre flussi legati al «turismo ai cimiteri» è la Toscana (13,3%), seguita da Sicilia (11,1%) ed Emilia Romagna (10%). I cimiteri acattolici sono i più visitati dagli stranieri.
Nella classifica mondiale delle destinazioni, il nostro Paese è quarto a pari merito con la Germania (5%).
Ma c'è un altro fenomeno particolare esploso negli ultimi anni: il turismo nei cimiteri. Secondo un recente studio, può coinvolgere, in pochi anni, 90 siti nazionali e interessare 400 mila italiani e 7 milioni di residenti nei Paesi di origine anglosassone, contro i soli 45 mila visitatori del 2013. Due le tematiche principali che spingono le persone a visitare i cimiteri: l'aspetto culturale e museale, e quello legato ai personaggi famosi. Si calcola siano 417 a livello mondiale i cimiteri di potenziale interesse turistico, la maggior parte dei quali si trova in Europa: ben l'83,5% del totale, pari a 348 cimiteri.
La restante quota è suddivisa tra Asia (9,8%), America (5,8%) e Oceania (1%). In Europa è primaria la posizione dell'Italia, dove i luoghi di potenziale interesse turistico sono il 55,2% del totale europeo, pari a 192 cimiteri. A seguire, la Spagna con 29(8,3%), la Francia con 22 (6,3%) e il Regno Unito con 20 (5,7%). Ma l'Italia non appare in grado di sfruttare questa «risorsa». La maggiore quota di cimiteri - che già oggi offre servizi e circuiti, propone visite e si promuove a fini turistici - si trova in Spagna, che occupa l'attuale leadership «coprendo» il 22,1% di questa particolare offerta turistica, pari a 21 cimiteri.
I cimiteri di potenziale interesse turistico (192 in totale in Italia) sono localizzati in prevalenza in Toscana (13% del totale nazionale), in Sicilia (10,4%) e in Emilia Romagna (9,9%). Poi in Piemonte (8,3%), Lazio e Lombardia (rispettivamente con il 7,3% del totale). I cimiteri che già offrono servizi e circuiti per i visitatori, sono meno della metà (90 contro 192). La regione con le maggiori capacità di attrarre flussi legati al «turismo ai cimiteri» è la Toscana (13,3%), seguita da Sicilia (11,1%) ed Emilia Romagna (10%). I cimiteri acattolici sono i più visitati dagli stranieri.
Lgbt Musica: “We Exist” Arcade Fire criticati da Laura Jane Grace leader degli Against Me! "Scorretto non usare una vera attrice trans"
La leader degli Against Me! contro il video "transgender friendly" della band canadese: "Scorretto non usare una vera attrice trans" In foto Laura Jane Grace p.g.c. Big Hassle
Nei giorni scorsi vi abbiamo presentato il video “transgender-friendly” di We Exist degli Arcade Fire con Andrew Garfield, ma il filmato ha creato polemica intorno alla band canadese, ora raggiunto dalle critiche di chi sta passando attraverso lo stesso processo di transizione raccontato dal minifilm.
Laura Jane Grace degli Against Me!, che fino all’anno scorso conoscevamo come Tom Gabel e che ha combattuto per anni con la disforia di genere, ha infatti trovato pubblicamente molto da ridire con l’impianto narrativo della storia del video e su Twitter ha scritto “Cari Arcade Fire, la prossima volta che farete un video per una canzone chiamata We Exist pensate a ingaggiare un’attrice veramente transessuale invece dell’Uomo Ragno”.
Per Win Butler, senz’altro in buona fede ma confuso, la canzone parla di un ragazzo che cerca di confessare al padre di essere gay (… e non trans). Su Twitter Grace ha anche linkato a un articolo che critica in esteso il videoclip elencandone i luoghi comuni: secondo l’autrice Leela Ginella il video sembra comunicare che “tutte le donne transessuali si odiano; vogliono uomini dalle quali sono respinte; e peggio di tutti hanno la calamita per le aggressioni”. Al momento in cui scriviamo, né Garfield né Arcade Fire hanno commentato sul messaggio di We Exist.
GUARDA IL VIDEO A QUESTO LINK:
https://www.youtube.com/watch?v=hRXc_-c_9Xc
fonte http://www.rollingstonemagazine.it/
Nei giorni scorsi vi abbiamo presentato il video “transgender-friendly” di We Exist degli Arcade Fire con Andrew Garfield, ma il filmato ha creato polemica intorno alla band canadese, ora raggiunto dalle critiche di chi sta passando attraverso lo stesso processo di transizione raccontato dal minifilm.
Laura Jane Grace degli Against Me!, che fino all’anno scorso conoscevamo come Tom Gabel e che ha combattuto per anni con la disforia di genere, ha infatti trovato pubblicamente molto da ridire con l’impianto narrativo della storia del video e su Twitter ha scritto “Cari Arcade Fire, la prossima volta che farete un video per una canzone chiamata We Exist pensate a ingaggiare un’attrice veramente transessuale invece dell’Uomo Ragno”.
Per Win Butler, senz’altro in buona fede ma confuso, la canzone parla di un ragazzo che cerca di confessare al padre di essere gay (… e non trans). Su Twitter Grace ha anche linkato a un articolo che critica in esteso il videoclip elencandone i luoghi comuni: secondo l’autrice Leela Ginella il video sembra comunicare che “tutte le donne transessuali si odiano; vogliono uomini dalle quali sono respinte; e peggio di tutti hanno la calamita per le aggressioni”. Al momento in cui scriviamo, né Garfield né Arcade Fire hanno commentato sul messaggio di We Exist.
GUARDA IL VIDEO A QUESTO LINK:
https://www.youtube.com/watch?v=hRXc_-c_9Xc
fonte http://www.rollingstonemagazine.it/
Lgbt Cinema: Cannes, la Queer Palm a un film sui minatori britannici
Cannes,"Pride", un film ambientato nelle miniere all'epoca della rivolta contro Margaret Thatcher, ha vinto la Queer Palm, la Palma gay, un premio ufficioso assegnato al Festival di Cannes per la miglior pellicola che affronta tematiche omosessuali, bisessuali e transgender.
L'opera del regista britannico Matthew Warchus racconta la storia di un gruppo di attivisti gay e lesbiche che decide di raccogliere fondi per le famiglie dei minatori durante il Gay Pride del 1984 a Londra.
Il sindacato dei minatori inizialmente rifiuta l'offerta ma gli attivisti si recano personalmente in Galles a consegnare i fondi e le due comunita' finiranno per unirsi a difesa della stessa causa.
"E' una storia che puo' ispirare i giovani", ha commentato il regista Warchus, "la politica oggi ha una brutta reputazione ma il film mostra che la politica significa cambiare le cose".
A presiedere la giuria per la Queer Palm e' stato il produttore canadese Bruce LaBruce.
fonte http://www.agi.it/
L'opera del regista britannico Matthew Warchus racconta la storia di un gruppo di attivisti gay e lesbiche che decide di raccogliere fondi per le famiglie dei minatori durante il Gay Pride del 1984 a Londra.
Il sindacato dei minatori inizialmente rifiuta l'offerta ma gli attivisti si recano personalmente in Galles a consegnare i fondi e le due comunita' finiranno per unirsi a difesa della stessa causa.
"E' una storia che puo' ispirare i giovani", ha commentato il regista Warchus, "la politica oggi ha una brutta reputazione ma il film mostra che la politica significa cambiare le cose".
A presiedere la giuria per la Queer Palm e' stato il produttore canadese Bruce LaBruce.
fonte http://www.agi.it/
mercoledì 21 maggio 2014
Lgbt: Orientamento sessuale: 10 "scoperte" che annientano i preconcetti
Si nasce o si diventa etero, omo o bisessuali? L'orientamento sessuale non è una condizione immutabile come dimostrano le ricerche compiute in questi anni. Ecco 10 punti fermi per capirle meglio. E cancellare tante idee sbagliate
Si nasce, si diventa o si sceglie di essere etero, omo o bisessuali? La maggior parte degli studiosi ha più volte messo in evidenza la molteplicità degli aspetti che concorrono, fin dalla nascita, nel determinare il sesso dal quale siamo attratti.
E forse rimane sempre qualcosa di inspiegabile e di misterioso riguardo la direzione del nostro desiderio, delle nostre fantasie, della nostra sessualità.
L'orientamento sessuale deriva infatti da una delicata combinazione di fattori genetici e ambientali. Ed è ben più complesso, variabile e “colorato” di quanto si pensi.
Era il 1948 quando il biologo sessuologo Alfred Kinsey, sulla base dei risultati di una vasta inchiesta statistica sul comportamento sessuale della popolazione statunitense, dichiarò che l’orientamento sessuale non è una condizione immutabile, piuttosto una collocazione spesso dinamica, lungo un continuum di possibilità. Successive ricerche hanno poi permesso di approfondire questi aspetti e di mettere in luce una fluidità ancora più ampia. Vediamo alcuni risultati interessanti.
1. L’orientamento sessuale è il risultato dell'interazione di fattori biologici, genetici, ambientali e culturali. Non è biologicamente preordinato in modo rigido verso un dato sesso, ma solo indirizzato con una preferenza, in modo più o meno rilevante, nella maggioranza dei casi, in senso eterosessuale. Rimane un certo grado di fluidità potenziale, che permette lo svilupparsi delle differenze, in base a processi di apprendimento ed eventi di vita.
2. Non siamo sessualmente orientati in modo stabile e unico ma possono determinarsi dei cambiamenti. Ci sono persone che vivono anni da eterosessuali e poi sperimentano, in alcuni periodi, cambiamenti nell’attrazione sessuale, nelle fantasie e nel desiderio. Questa instabilità riguarda gli eterosessuali così come gli omosessuali.
3. Ci sono motivi per pensare che in assenza di pressioni sociali, condizionamenti culturali ed educativi di una società che sostiene e favorisce la direzione etero, probabilmente una proporzione di popolazione molto più vasta esprimerebbe un orientamento sessuale diverso. È un dato appurato inoltre che le persone che hanno rapporti di natura sessuale, in modo occasionale o continuativo, con una persona dello stesso sesso, sono molte di più delle persone che si definiscono omosessuali.
4. Omosessuali ed etero non sono categorie distinte, nemmeno dal punto di vista genetico. Nonostante l’accanimento di qualche "ricercatore", nessun gene dell'omosessualità è stato fino a oggi isolato. Inoltre le etichette etero, omo e bisessuale sono ormai considerate inadeguate per esprimere l’ampia gamma di possibilità degli orientamenti sessuali. Non tutti siamo esclusivamente attratti da un genere o in misura uguale da entrambi. Sono solo schemi grossolani che inquadrano e riducono una realtà ben più complessa.
5. Le donne mostrano una maggiore flessibilità nel proprio orientamento. Diversi studi evidenziano una maggiore probabilità che le donne siano bisessuali piuttosto che esclusivamente omosessuali, mentre negli uomini si verifica il contrario. Le donne non eterosessuali tendono di più a considerare il proprio orientamento sessuale come flessibile, in alcuni casi “scelto”, mentre gli uomini più spesso lo vivono come innato e immutabile.
6. Alternative di orientamento sessuale riguardano statisticamente più i maschi per poi rimanere abbastanza stabili nel tempo, rispetto a quello che avviene nelle femmine. Percorsi geneticamente innati sembrano esserne le cause, insieme ad elementi legati alla più elevata rigidità dei ruoli di genere culturalmente imposti agli uomini nella nostra cultura.
7. L’ipotesi – smentita dagli studi - che l’orientamento sessuale sia immutabile e che si nasca orientati verso un dato sesso, sembra rendere più facile l’accettazione sociale dell’omosessualità in una società, come la nostra, ancora omofobica.
8. Non esistono evidenze scientifiche che l’orientamento sessuale possa essere modificato volontariamente. L’American Psychological Association ha escluso che sia possibile modificarlo utilizzando forme di terapia psicologiche o religiose. Non a caso, le cosiddette terapie riparative orientate agli omosessuali falliscono clamorosamente.
9. Non c’è alcuna prova scientifica legittima che dimostri che vivere una sessualità diversamente orientata rispetto alla maggioranza, significhi aver subito traumi infantili, deficit educativi, rapporti difficili con i genitori o con l’altro sesso. Così come non è stata trovata nessuna correlazione tra orientamento sessuale e psicopatologia. Fino agli anni 70 del secolo scorso l’omosessualità era contemplata come deviazione sessuale nel DSM, il manuale diagnostico statistico di riferimento della psichiatria. Oggi questa voce resiste solo nel pregiudizio.
10. L’orientamento sessuale è una caratteristica radicata che ha un significato profondo per gli individui: è espressione di sé. La sua limitazione psicologica, culturale o giuridica infligge gravi danni psicologici.
fonte http://d.repubblica.it/ di Brunella Gasperini, psicologa
Si nasce, si diventa o si sceglie di essere etero, omo o bisessuali? La maggior parte degli studiosi ha più volte messo in evidenza la molteplicità degli aspetti che concorrono, fin dalla nascita, nel determinare il sesso dal quale siamo attratti.
E forse rimane sempre qualcosa di inspiegabile e di misterioso riguardo la direzione del nostro desiderio, delle nostre fantasie, della nostra sessualità.
L'orientamento sessuale deriva infatti da una delicata combinazione di fattori genetici e ambientali. Ed è ben più complesso, variabile e “colorato” di quanto si pensi.
Era il 1948 quando il biologo sessuologo Alfred Kinsey, sulla base dei risultati di una vasta inchiesta statistica sul comportamento sessuale della popolazione statunitense, dichiarò che l’orientamento sessuale non è una condizione immutabile, piuttosto una collocazione spesso dinamica, lungo un continuum di possibilità. Successive ricerche hanno poi permesso di approfondire questi aspetti e di mettere in luce una fluidità ancora più ampia. Vediamo alcuni risultati interessanti.
1. L’orientamento sessuale è il risultato dell'interazione di fattori biologici, genetici, ambientali e culturali. Non è biologicamente preordinato in modo rigido verso un dato sesso, ma solo indirizzato con una preferenza, in modo più o meno rilevante, nella maggioranza dei casi, in senso eterosessuale. Rimane un certo grado di fluidità potenziale, che permette lo svilupparsi delle differenze, in base a processi di apprendimento ed eventi di vita.
2. Non siamo sessualmente orientati in modo stabile e unico ma possono determinarsi dei cambiamenti. Ci sono persone che vivono anni da eterosessuali e poi sperimentano, in alcuni periodi, cambiamenti nell’attrazione sessuale, nelle fantasie e nel desiderio. Questa instabilità riguarda gli eterosessuali così come gli omosessuali.
3. Ci sono motivi per pensare che in assenza di pressioni sociali, condizionamenti culturali ed educativi di una società che sostiene e favorisce la direzione etero, probabilmente una proporzione di popolazione molto più vasta esprimerebbe un orientamento sessuale diverso. È un dato appurato inoltre che le persone che hanno rapporti di natura sessuale, in modo occasionale o continuativo, con una persona dello stesso sesso, sono molte di più delle persone che si definiscono omosessuali.
4. Omosessuali ed etero non sono categorie distinte, nemmeno dal punto di vista genetico. Nonostante l’accanimento di qualche "ricercatore", nessun gene dell'omosessualità è stato fino a oggi isolato. Inoltre le etichette etero, omo e bisessuale sono ormai considerate inadeguate per esprimere l’ampia gamma di possibilità degli orientamenti sessuali. Non tutti siamo esclusivamente attratti da un genere o in misura uguale da entrambi. Sono solo schemi grossolani che inquadrano e riducono una realtà ben più complessa.
5. Le donne mostrano una maggiore flessibilità nel proprio orientamento. Diversi studi evidenziano una maggiore probabilità che le donne siano bisessuali piuttosto che esclusivamente omosessuali, mentre negli uomini si verifica il contrario. Le donne non eterosessuali tendono di più a considerare il proprio orientamento sessuale come flessibile, in alcuni casi “scelto”, mentre gli uomini più spesso lo vivono come innato e immutabile.
6. Alternative di orientamento sessuale riguardano statisticamente più i maschi per poi rimanere abbastanza stabili nel tempo, rispetto a quello che avviene nelle femmine. Percorsi geneticamente innati sembrano esserne le cause, insieme ad elementi legati alla più elevata rigidità dei ruoli di genere culturalmente imposti agli uomini nella nostra cultura.
7. L’ipotesi – smentita dagli studi - che l’orientamento sessuale sia immutabile e che si nasca orientati verso un dato sesso, sembra rendere più facile l’accettazione sociale dell’omosessualità in una società, come la nostra, ancora omofobica.
8. Non esistono evidenze scientifiche che l’orientamento sessuale possa essere modificato volontariamente. L’American Psychological Association ha escluso che sia possibile modificarlo utilizzando forme di terapia psicologiche o religiose. Non a caso, le cosiddette terapie riparative orientate agli omosessuali falliscono clamorosamente.
9. Non c’è alcuna prova scientifica legittima che dimostri che vivere una sessualità diversamente orientata rispetto alla maggioranza, significhi aver subito traumi infantili, deficit educativi, rapporti difficili con i genitori o con l’altro sesso. Così come non è stata trovata nessuna correlazione tra orientamento sessuale e psicopatologia. Fino agli anni 70 del secolo scorso l’omosessualità era contemplata come deviazione sessuale nel DSM, il manuale diagnostico statistico di riferimento della psichiatria. Oggi questa voce resiste solo nel pregiudizio.
10. L’orientamento sessuale è una caratteristica radicata che ha un significato profondo per gli individui: è espressione di sé. La sua limitazione psicologica, culturale o giuridica infligge gravi danni psicologici.
fonte http://d.repubblica.it/ di Brunella Gasperini, psicologa
venerdì 16 maggio 2014
Lgbt: “Dillo come vuoi ma dillo: #liberidallomofobia” il primo spot made in Siena contro le discriminazioni lgbtqi in occasione delle Giornata internazionale contro l'Omofobia
In foto il sindaco di Siena Bruno Valentini che ha aderito alla campagna #liberidallomofobia. Un’idea del Movimento Pansessuale - Arcigay Siena e della redazione di Oltre le differenze, il format radiofonico di Antenna Radio Esse
“Dillo come vuoi ma dillo: #liberidallomofobia” il primo spot made in Siena contro le discriminazioni lgbtqi
Lo spot realizzato anche nella lingua dei segni è già virale. Anche il Sindaco Valentini aderisce al selfie collettivo #liberidallomofobia. Sabato 17 maggio, tutto pronto per il flash mob con i Bandao in Piazza San Domenico e il laboratorio per bambini “Giochiamo contro gli stereotipi“ all’Orto Botanico
Uno spot contro le discriminazioni, realizzato in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia che si celebrerà sabato 17 maggio in tutto il mondo. “Dillo come vuoi ma dillo: #liberidallomofobia” è la prima campagna sociale friendly, made in Siena, nata da un’idea del Movimento Pansessuale - Arcigay Siena e della redazione di Oltre le differenze, il format radiofonico di Antenna Radio Esse.
Cinquanta secondi nei quali vengono mostrate tre situazioni dove si è costretti al silenzio. I quattro protagonisti dello spot realizzato dal regista Paolo La Cola hanno, infatti, la bocca tappata, gli occhi bendati e le mani bloccate ma poi si liberano dalle catene che impediscono loro di esprimersi e quindi metaforicamente di essere se stessi.
Nello spot, lo slogan #liberidallomofobia è ripetuto nella nostra lingua parlata e scritta da due dei quattro volti della campagna: Greta Sartarelli e Francesco Montefoschi, ma viene pronunciato anche nella lingua dei segni, grazie alla partecipazione di Luana De Caro e Alessio Convito, due ragazzi non udenti che hanno aderito con entusiasmo al progetto, mettendosi in gioco. Grazie a Luana ed Alessio che nella vita fanno gli stilisti, i protagonisti dello spot hanno potuto indossare t-shirt 5W Brand (www.5wblog.com) ispirate al tema dello spot.
Lo spot “Dillo come vuoi ma dillo: #liberidall’omofobia” sta già diventando virale con quasi 500 visualizzazioni su youtube in poche ore e sarà proiettato fino al 30 maggio negli autobus Tiemme provvisti di video. Hanno sostenuto l’iniziativa le associazioni: Presenti Differenti, Centro Culturale delle Donne Mara Meoni, Link Siena, Donne per la riscossa popolare, Archivio dell’Udi di Siena e UDS.
Nel frattempo sono tutti impazziti per la campagna selfie #liberdallomofobia. Da tutta Italia stanno arrivando centinaia di autoscatti con l’hastag #liberidallomofia per dire basta alle discriminazioni sugli omosessuali, bisessuali e transessuali.
La campagna #liberidallomofobia è stata lanciata in occasione della Terza Settimana Senese contro l'Omofobia, la Bifobia e la Transfobia organizzata dal Movimento Pansessuale Comitato Territoriale Arcigay Siena con il supporto di Oltre le Differenze e del Segretariato Italiano Studenti di Medicina -SISM che si concluderà sabato 17 maggio, con una serie di eventi: in Piazza San Domenico dalle 10 alle 19 sarà allestito un info point. Alle 17.00, invece, è previsto il concerto del gruppo di percussionisti “Bandão” e a seguire alle 18 il flash mob. Nella mattinata in concomitanza con la settimana della Biodiversità, si terrà presso l'Orto Botanico di Siena, un laboratorio didattico per bambini dal titolo “ Giochiamo contro gli stereotipi” in cui verrà presentato il nuovo gioco di carte Cuntala, a cura dell'illustratrice Ilaria Gradassi.
La Settimana contro l'Omofobia, la Bifobia e la Transfobia è promossa dal Movimento Pansessuale- Arcigay Siena con il supporto di Oltre le Differenze e del Segretariato Italiano Studenti di Medicina-SISM, con il patrocinio di: Comune di Siena, Provincia di Siena, Regione Toscana, Università degli Studi di Siena e Università per Stranieri di Siena, Osservatorio Provinciale contro le discriminazioni, Arci Siena, CGIL e con il sostegno di ANPI Siena, Tiemme Spa, Train Spa, ArciGay Pistoia - La Fenice, a supporto delle iniziative culturali di Siena 2019 Capitale Europea della Cultura-città candidata.
fonte redazione "Oltre le Differenze"
“Dillo come vuoi ma dillo: #liberidallomofobia” il primo spot made in Siena contro le discriminazioni lgbtqi
Lo spot realizzato anche nella lingua dei segni è già virale. Anche il Sindaco Valentini aderisce al selfie collettivo #liberidallomofobia. Sabato 17 maggio, tutto pronto per il flash mob con i Bandao in Piazza San Domenico e il laboratorio per bambini “Giochiamo contro gli stereotipi“ all’Orto Botanico
Uno spot contro le discriminazioni, realizzato in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia che si celebrerà sabato 17 maggio in tutto il mondo. “Dillo come vuoi ma dillo: #liberidallomofobia” è la prima campagna sociale friendly, made in Siena, nata da un’idea del Movimento Pansessuale - Arcigay Siena e della redazione di Oltre le differenze, il format radiofonico di Antenna Radio Esse.
Cinquanta secondi nei quali vengono mostrate tre situazioni dove si è costretti al silenzio. I quattro protagonisti dello spot realizzato dal regista Paolo La Cola hanno, infatti, la bocca tappata, gli occhi bendati e le mani bloccate ma poi si liberano dalle catene che impediscono loro di esprimersi e quindi metaforicamente di essere se stessi.
Nello spot, lo slogan #liberidallomofobia è ripetuto nella nostra lingua parlata e scritta da due dei quattro volti della campagna: Greta Sartarelli e Francesco Montefoschi, ma viene pronunciato anche nella lingua dei segni, grazie alla partecipazione di Luana De Caro e Alessio Convito, due ragazzi non udenti che hanno aderito con entusiasmo al progetto, mettendosi in gioco. Grazie a Luana ed Alessio che nella vita fanno gli stilisti, i protagonisti dello spot hanno potuto indossare t-shirt 5W Brand (www.5wblog.com) ispirate al tema dello spot.
Lo spot “Dillo come vuoi ma dillo: #liberidall’omofobia” sta già diventando virale con quasi 500 visualizzazioni su youtube in poche ore e sarà proiettato fino al 30 maggio negli autobus Tiemme provvisti di video. Hanno sostenuto l’iniziativa le associazioni: Presenti Differenti, Centro Culturale delle Donne Mara Meoni, Link Siena, Donne per la riscossa popolare, Archivio dell’Udi di Siena e UDS.
Nel frattempo sono tutti impazziti per la campagna selfie #liberdallomofobia. Da tutta Italia stanno arrivando centinaia di autoscatti con l’hastag #liberidallomofia per dire basta alle discriminazioni sugli omosessuali, bisessuali e transessuali.
La campagna #liberidallomofobia è stata lanciata in occasione della Terza Settimana Senese contro l'Omofobia, la Bifobia e la Transfobia organizzata dal Movimento Pansessuale Comitato Territoriale Arcigay Siena con il supporto di Oltre le Differenze e del Segretariato Italiano Studenti di Medicina -SISM che si concluderà sabato 17 maggio, con una serie di eventi: in Piazza San Domenico dalle 10 alle 19 sarà allestito un info point. Alle 17.00, invece, è previsto il concerto del gruppo di percussionisti “Bandão” e a seguire alle 18 il flash mob. Nella mattinata in concomitanza con la settimana della Biodiversità, si terrà presso l'Orto Botanico di Siena, un laboratorio didattico per bambini dal titolo “ Giochiamo contro gli stereotipi” in cui verrà presentato il nuovo gioco di carte Cuntala, a cura dell'illustratrice Ilaria Gradassi.
La Settimana contro l'Omofobia, la Bifobia e la Transfobia è promossa dal Movimento Pansessuale- Arcigay Siena con il supporto di Oltre le Differenze e del Segretariato Italiano Studenti di Medicina-SISM, con il patrocinio di: Comune di Siena, Provincia di Siena, Regione Toscana, Università degli Studi di Siena e Università per Stranieri di Siena, Osservatorio Provinciale contro le discriminazioni, Arci Siena, CGIL e con il sostegno di ANPI Siena, Tiemme Spa, Train Spa, ArciGay Pistoia - La Fenice, a supporto delle iniziative culturali di Siena 2019 Capitale Europea della Cultura-città candidata.
fonte redazione "Oltre le Differenze"
Lgbt Cinema: "Più buio di mezzanotte" il film con Micaela Ramazzotti sbarca a Cannes
Sbarca a Cannes il film Più buio di mezzanotte, pellicola drammatica dell'esordiente Sebastiano Riso che racconta la difficile infanzia di un ragazzino dall'aspetto femminile. Il giovane regista catanese ha presentato ieri la propria opera prima alla Croisette, nella sezione Semaine de la Critique, affermando: "Non vedere l'omosessualità è un delitto e in questo senso la cecità della madre di Davide diventa una metafora"
Questo film, uscito anche nelle sale italiane ieri 15 maggio con la distribuzione di Luce Cinencittà, si ispira alla storia di Davide Cordova, in arte Fuxia, un adolescente catanese che si trova costretto ad affrontare la propria identità sessuale nella Catania degli anni '80, dibattuto tra l'amore incondizionato della madre e la negazione paterna della realtà. A 14 anni, Davide scopertosi a disagio in un corpo maschile, inizia a frequentare la comunità di trans e gay della città, ritrovandosi al fianco di chi, come lui, viene emarginato. In questo nuovo mondo, lontano dal perbenismo e dalle convenzioni sociali, l'accettazione giunge come una grande conquista, fino a quando Davide non sarà posto di fronte ad una scelta che rischierà di rivoluzionare tutti i propri traguardi. Oggi, a 48 anni, Davide, uno dei fondatori dello storico locale romano Mucca Assassina, torna nella sua terra, avvolta ancora da tradizioni antiche e tabù per cui lottare.
Il cast è composto da alcuni giovani attori non conosciuti, affiancati dalla presenza di volti del cinema italiano, tra cui Micaela Ramazzotti, Vincenzo Amato e Pippo Delbono che offrono quella riconoscibilità che spesso manca ad un'opera prima, garantendone una discreta risonanza.
Tra gli interpreti, spicca Davide Capone, selezionato tra 9mila candidati per il ruolo di Fuxia. Sebastiano Riso decide di trattare uno dei temi più discussi e insieme controversi della società contemporanea, toccando il disagio e la diversità attraverso la questione dell'etica morale, nel tentativo di sfatare alcuni credo che, inevitabilmente, vengono inculacati in modo talvolta automatico, plasmando la forma mentis delle persone, in un contesto che, spesso, contribuisce ad una(in)consapevole diffusione.
AL LINK IL TRAILER UFFICIALE:
https://www.youtube.com/watch?v=yylMJSsffJU
fonte http://cinema.excite.it di Marta Gasparroni
Questo film, uscito anche nelle sale italiane ieri 15 maggio con la distribuzione di Luce Cinencittà, si ispira alla storia di Davide Cordova, in arte Fuxia, un adolescente catanese che si trova costretto ad affrontare la propria identità sessuale nella Catania degli anni '80, dibattuto tra l'amore incondizionato della madre e la negazione paterna della realtà. A 14 anni, Davide scopertosi a disagio in un corpo maschile, inizia a frequentare la comunità di trans e gay della città, ritrovandosi al fianco di chi, come lui, viene emarginato. In questo nuovo mondo, lontano dal perbenismo e dalle convenzioni sociali, l'accettazione giunge come una grande conquista, fino a quando Davide non sarà posto di fronte ad una scelta che rischierà di rivoluzionare tutti i propri traguardi. Oggi, a 48 anni, Davide, uno dei fondatori dello storico locale romano Mucca Assassina, torna nella sua terra, avvolta ancora da tradizioni antiche e tabù per cui lottare.
Il cast è composto da alcuni giovani attori non conosciuti, affiancati dalla presenza di volti del cinema italiano, tra cui Micaela Ramazzotti, Vincenzo Amato e Pippo Delbono che offrono quella riconoscibilità che spesso manca ad un'opera prima, garantendone una discreta risonanza.
Tra gli interpreti, spicca Davide Capone, selezionato tra 9mila candidati per il ruolo di Fuxia. Sebastiano Riso decide di trattare uno dei temi più discussi e insieme controversi della società contemporanea, toccando il disagio e la diversità attraverso la questione dell'etica morale, nel tentativo di sfatare alcuni credo che, inevitabilmente, vengono inculacati in modo talvolta automatico, plasmando la forma mentis delle persone, in un contesto che, spesso, contribuisce ad una(in)consapevole diffusione.
AL LINK IL TRAILER UFFICIALE:
https://www.youtube.com/watch?v=yylMJSsffJU
fonte http://cinema.excite.it di Marta Gasparroni
Lgbt Radio: Lotta all'omofobia, guardando all'Europa, ad "Oltre le Differenze" oggi 16 maggio ore 21
Venerdì 16 maggio nel format radiofonico sul mondo LGBTQI si parla Indie Pride e del progetto “A far l'Europa comincia tu” in vista delle elezioni europee
E' possibile scegliere i candidati e le candidate al Parlamento Europeo in base al loro sostegno ai diritti delle persone LGBT? Si, scopriremo come nella puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 16 maggio alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).
In apertura si parla di Indie Pride – Indipendenti contro l'omofobia – l’evento italiano in cui musicisti e addetti ai lavori del mercato discografico si uniscono per dire basta all’omofobia, in supporto ai diritti LGBT; scopriremo tutte le novità dell'edizione 2014 e gli artisti che hanno aderito al progetto insieme ad Antonia Peressoni, responsabile organizzazione e direzione artistica. Alle porte però ci sono le elezioni europee, così Arcigay e Anddos sono promotori della campagna “A far l'Europa comincia tu”, una piattaforma in 10 punti elaborata da ILGA Europe attraverso la quale ai candidati e alle candidate italiani al Parlamento Europeo saranno sottoposte le questioni fondamentali per la comunità LGBT. Vincenzo Branà, referente del progetto, illustrerà il sito www.cominciatu.eu per valutare il rainbow factor dei candidati/e italiani/e.
Consueto spazio anche alle segnalazioni di letture e film a tema nello scaffale e di tutti gli appuntamenti in programma in Toscana per celebrare il 17 maggio - Giornata Internazionale di lotta a Omofobia e Transfobia. Oltre le Differenze è partner e aderisce a tutte le iniziative della settimana senese contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia #liberidallomofobia.
fonte redazione "Oltre le Differenze"
E' possibile scegliere i candidati e le candidate al Parlamento Europeo in base al loro sostegno ai diritti delle persone LGBT? Si, scopriremo come nella puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 16 maggio alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).
In apertura si parla di Indie Pride – Indipendenti contro l'omofobia – l’evento italiano in cui musicisti e addetti ai lavori del mercato discografico si uniscono per dire basta all’omofobia, in supporto ai diritti LGBT; scopriremo tutte le novità dell'edizione 2014 e gli artisti che hanno aderito al progetto insieme ad Antonia Peressoni, responsabile organizzazione e direzione artistica. Alle porte però ci sono le elezioni europee, così Arcigay e Anddos sono promotori della campagna “A far l'Europa comincia tu”, una piattaforma in 10 punti elaborata da ILGA Europe attraverso la quale ai candidati e alle candidate italiani al Parlamento Europeo saranno sottoposte le questioni fondamentali per la comunità LGBT. Vincenzo Branà, referente del progetto, illustrerà il sito www.cominciatu.eu per valutare il rainbow factor dei candidati/e italiani/e.
Consueto spazio anche alle segnalazioni di letture e film a tema nello scaffale e di tutti gli appuntamenti in programma in Toscana per celebrare il 17 maggio - Giornata Internazionale di lotta a Omofobia e Transfobia. Oltre le Differenze è partner e aderisce a tutte le iniziative della settimana senese contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia #liberidallomofobia.
fonte redazione "Oltre le Differenze"
mercoledì 14 maggio 2014
Lgbt: Australia contro l'omofobia: ecco il rugby-gay, Alessandro Del Piero testimonial stop discriminazioni sessuali nello sport
Palla ovale, calcio e cricket in campo: stop discriminazioni sessuali nello sport
L'Australia dichiara guerra all'omofobia nello sport.
I dirigenti delle cinque maggiori leghe sportive nazionali della palla ovale, del calcio e del cricket si sono impegnati a liberare le rispettive discipline dalla discriminazione sessuale e a creare la necessaria struttura in tempo per l'inizio della Bingham Cup, il primo campionato mondiale di rugby gay. Un'iniziativa importante, che ha visto in campo testimonial di prim'ordine, tra cui anche Alessandro Del Piero.
L'ex capitano della Juventus e attuale stella del Sydney FC ha registrato alcuni annunci video, trasmessi dai maggiori canali Tv, insieme a molte altre star dello sport australiano, dal nazionale di calcio verde-oro Henry Kewell ai rugbisti David Pocock e Paul Gallen, passando per i cricketer Mitchell Johnson a Ryan Harris.
Un sostegno alla battaglia contro l'omofobia è arrivato anche dal ministro federale dello Sport Peter Dutton: "Sorgoglioso di vedere lo sport australiano in un ruolo di leadership di impegno alla diversità e all'inclusione". Gli fa eco il presidente della Commissione Diritti Umani, Tim Wilson: "I codici di condotta sono vitali nel rafforzare la legge e promuovere cambiamenti culturali, per combattere l'omofobia e rendere più inclusivo l'ambiente sportivo".
Anche le organizzazioni sportive internazionali hanno elogiato l'iniziativa. "Una storica pietra miliare", l'ha chiamata Patrick Burke, presidente dell'organizzazione di base in Usa, You Can Play.
"Lo sport è qualcosa che l'umanità abbraccia in tutto il mondo, quindi questa è una pietra miliare di portata storica, con tutti i maggiori sport professionisti in Australia impegnati a introdurre misure per eliminare l'omofobia e rendere gli sport accoglienti per gli atleti gay.
Siamo fiduciosi che organizzazioni sportive professioniste attorno al mondo seguiranno con attenzione il lavoro che si svolge ora in Australia", ha spiegato.
fonte http://www.tgcom24.mediaset.it/
L'Australia dichiara guerra all'omofobia nello sport.
I dirigenti delle cinque maggiori leghe sportive nazionali della palla ovale, del calcio e del cricket si sono impegnati a liberare le rispettive discipline dalla discriminazione sessuale e a creare la necessaria struttura in tempo per l'inizio della Bingham Cup, il primo campionato mondiale di rugby gay. Un'iniziativa importante, che ha visto in campo testimonial di prim'ordine, tra cui anche Alessandro Del Piero.
L'ex capitano della Juventus e attuale stella del Sydney FC ha registrato alcuni annunci video, trasmessi dai maggiori canali Tv, insieme a molte altre star dello sport australiano, dal nazionale di calcio verde-oro Henry Kewell ai rugbisti David Pocock e Paul Gallen, passando per i cricketer Mitchell Johnson a Ryan Harris.
Un sostegno alla battaglia contro l'omofobia è arrivato anche dal ministro federale dello Sport Peter Dutton: "Sorgoglioso di vedere lo sport australiano in un ruolo di leadership di impegno alla diversità e all'inclusione". Gli fa eco il presidente della Commissione Diritti Umani, Tim Wilson: "I codici di condotta sono vitali nel rafforzare la legge e promuovere cambiamenti culturali, per combattere l'omofobia e rendere più inclusivo l'ambiente sportivo".
Anche le organizzazioni sportive internazionali hanno elogiato l'iniziativa. "Una storica pietra miliare", l'ha chiamata Patrick Burke, presidente dell'organizzazione di base in Usa, You Can Play.
"Lo sport è qualcosa che l'umanità abbraccia in tutto il mondo, quindi questa è una pietra miliare di portata storica, con tutti i maggiori sport professionisti in Australia impegnati a introdurre misure per eliminare l'omofobia e rendere gli sport accoglienti per gli atleti gay.
Siamo fiduciosi che organizzazioni sportive professioniste attorno al mondo seguiranno con attenzione il lavoro che si svolge ora in Australia", ha spiegato.
fonte http://www.tgcom24.mediaset.it/
Lgbt Style: "Valentino, ritratto a più voci dell’ultimo imperatore della moda" Il libro di Tony di Corcia
Grandeur e creatività, bellezza e lusso, successo ed eleganza: sono gli ingredienti della straordinaria storia di Valentino, forse il più grande stilista italiano del XX secolo.
Il libro di Tony di Corcia, pubblicato da Edizioni Lindau e presentato in MyOwnGallery, racconta il grande fashion designer attraverso la voce dei personaggi che hanno fatto parte del suo percorso professionale ripercorrendo tappe, eventi, icone, temi, colori, luoghi di una carriera durata mezzo secolo.
La presentazione del libro è avvenuta il 9 maggio. Non la solita presentazione ma un vero talk con la partecipazione di Marta Marzotto, Giusi Ferrè, Barbara Vitti, Dario Ballantini, Antonio Bandini Conti e altri personaggi ancora...
Tony di Corcia, giornalista professionista e curatore di mostre dedicate alla moda, nel 2010 ha esordito con il libro di successo "Gianni/Versace: lo stilista dal cuore elegante". Ha firmato anche i libri "Gianni Versace, la biografia" (con una "storica" prefazione di Giorgio Armani) e "Burberry. Storia di un'icona inglese dalla Regina Vittoria a Kate Moss".
fonte http://www.affaritaliani.it
Il libro di Tony di Corcia, pubblicato da Edizioni Lindau e presentato in MyOwnGallery, racconta il grande fashion designer attraverso la voce dei personaggi che hanno fatto parte del suo percorso professionale ripercorrendo tappe, eventi, icone, temi, colori, luoghi di una carriera durata mezzo secolo.
La presentazione del libro è avvenuta il 9 maggio. Non la solita presentazione ma un vero talk con la partecipazione di Marta Marzotto, Giusi Ferrè, Barbara Vitti, Dario Ballantini, Antonio Bandini Conti e altri personaggi ancora...
Tony di Corcia, giornalista professionista e curatore di mostre dedicate alla moda, nel 2010 ha esordito con il libro di successo "Gianni/Versace: lo stilista dal cuore elegante". Ha firmato anche i libri "Gianni Versace, la biografia" (con una "storica" prefazione di Giorgio Armani) e "Burberry. Storia di un'icona inglese dalla Regina Vittoria a Kate Moss".
fonte http://www.affaritaliani.it
venerdì 9 maggio 2014
Lgbt "UN ALTRO GENERE È POSSIBILE" Campagna per ottenere il cambio del nome e del sesso anagrafico senza intervento chirurgico
Campagna per ottenere il cambio del nome e del sesso anagrafico senza intervento chirurgico
Nel 1982 quando la Legge 164 venne emanata fu un’opportunità grandissima per le persone Trans.
Dopo 30 anni la Legge 164 è diventata il più grande ostacolo per le persone transessuali di emanciparsi dalla discriminazione.
Condizionare il cambiamento del nome e del sesso anagrafico all’intervento chirurgico fa sì che ogni persona Trans che non desidera o non può operarsi non può mai ottenere il cambiamento del nome.
In poche parole condanna le persone Trans non operate in un limbo giuridico da quale non potranno mai uscire.
E’ arrivato il momento di spezzare questa catena e di pretendere che in Italia sia possibile cambiare il nome anche per chi decide di NON operarsi.
L’identità sessuale è un diritto e non può essere condizionato dalla chirurgia.
Ecco perchè pensiamo sia urgente che venga approvata una nuova legge.
Nel frattempo, se questo Parlamento non legifererà noi proporremo cause in ogni Tribunale d’Italia per ottenere, così come è già avvenuto a Roma, sentenze cheautorizzano il cambiamento del sesso e del nome anche senza l’intervento chirurgico.
Ogni persona Trans d’Italia che non desidera operarsi ma desidera avere il cambiamento del nome potrà unirsi alla nostra battaglia.
Se sei una persona Trans non operata che vuole cambiare nome e sesso contattaci a: altrogenerepossibile@gmail.com
fonte http://www.mit-italia.it/
Nel 1982 quando la Legge 164 venne emanata fu un’opportunità grandissima per le persone Trans.
Dopo 30 anni la Legge 164 è diventata il più grande ostacolo per le persone transessuali di emanciparsi dalla discriminazione.
Condizionare il cambiamento del nome e del sesso anagrafico all’intervento chirurgico fa sì che ogni persona Trans che non desidera o non può operarsi non può mai ottenere il cambiamento del nome.
In poche parole condanna le persone Trans non operate in un limbo giuridico da quale non potranno mai uscire.
E’ arrivato il momento di spezzare questa catena e di pretendere che in Italia sia possibile cambiare il nome anche per chi decide di NON operarsi.
L’identità sessuale è un diritto e non può essere condizionato dalla chirurgia.
Ecco perchè pensiamo sia urgente che venga approvata una nuova legge.
Nel frattempo, se questo Parlamento non legifererà noi proporremo cause in ogni Tribunale d’Italia per ottenere, così come è già avvenuto a Roma, sentenze cheautorizzano il cambiamento del sesso e del nome anche senza l’intervento chirurgico.
Ogni persona Trans d’Italia che non desidera operarsi ma desidera avere il cambiamento del nome potrà unirsi alla nostra battaglia.
Se sei una persona Trans non operata che vuole cambiare nome e sesso contattaci a: altrogenerepossibile@gmail.com
fonte http://www.mit-italia.it/
Apple parteciperà ufficialmente al LGBT Pride di San Francisco
Apple ha invitati propri dipendenti a partecipare alla marcia per il LGBT Pride di San Francisco che si terrà a giugno.
Con una comunicazione interna che non sorprende, Apple ha invitato tutti i propri dipendenti a partecipare alla marcia annuale in difesa dei diritti della comunità LGBT di San Francisco.
Per l'occasione, riporta 9to5Mac, la società sarà presente con un "campo base dedicato agli impiegati accreditati e alle loro famiglie" e fornirà vettovagliamento, intrattenimento e magliette commemorative per tutti i partecipanti.
Siamo oramai giunti quarantaquattresima parata della città, e all'evento saranno presenti anche Google, Facebook e molte altre multinazionali. In passato, per dire, partecipò perfino Mark Zuckerberg in persona.
La notizia non desta curiosità. In fondo, Cupertino sfoggia da sempre grande sensibilità verso queste tematiche, arrivando ad assumere una posizione molto netta e coraggiosa. Solo un mese fa, per esempio, Tim Cook era nuovamente tornato ad esprimere interesse sulla questione dei diritti civili con un tweet.
"La Casa Bianca, "scrisse al tempo, "dovrebbe festeggiare i 50 anni dell'anniversario dei Diritti Civili facendo passare l'ENDA" ovvero l'Employment Non-Discrimination Act, la legislazione che rende illegale la discriminazione in base all'orientamento sessuale.
E poco prima, si era impegnato per il veto sulla controversa legge proposta in Arizona che avrebbe reso legale la discriminazione in base all'orientamento sessuale. Grazie alla spinta di Apple e di altri blasoni dell'high.tec, oltreché della società civile, alla fine non se ne fece più nulla, e tutto si risolse con tante scuse.
E una posizione Apple la prese anche in seguito alla sentenza della Corte Suprema USA che dichiarava illegittimo il Defense of Marriage Act, e che quindi apriva le porte ai matrimoni Gay. "Apple supporta fortemente l’uguaglianza nuziale e la considera un problema per i diritti civili," commentava a giugno dell'anno scorso. "Plaudiamo alla Corte Suprema per la decisione presa."
E che dire dell'editoriale scritto da Cook in persona e pubblicato sul Wall Street Journal l'anno scorso?
Per come la vediamo, abbracciare l'individualità delle persone è un problema base di dignità umana e di diritti civili. Tra l'altro, è anche un modo per aumentare la creatività che guida il nostro business. Abbiamo sperimentato che quando le persone si sentono apprezzate per quel che sono, ottengono poi la serenità e la fiducia in se stessi che li porta a fare il miglior lavoro delle loro vite.
E questo spiega per quale ragione Apple -ma anche Google, Cisco, Facebook, Intel, Qualcomm e così via- tifano apertamente per i matrimoni Gay. La diversità produce ricchezza di idee, ed è con le idee che si vince la sfida col futuro, e che si esce dal guado della crisi che ha colpito l'Occidente e l'Europa.
Ogni contributo può essere determinante, e ogni voce dev'essere ascoltata. Sono le idee che ci qualificano e ci rendono degni di attenzione: tutto il resto è solo dannoso preconcetto.
fonte http://www.melablog.it Scritto da: Giacomo Martiradonna
Con una comunicazione interna che non sorprende, Apple ha invitato tutti i propri dipendenti a partecipare alla marcia annuale in difesa dei diritti della comunità LGBT di San Francisco.
Per l'occasione, riporta 9to5Mac, la società sarà presente con un "campo base dedicato agli impiegati accreditati e alle loro famiglie" e fornirà vettovagliamento, intrattenimento e magliette commemorative per tutti i partecipanti.
Siamo oramai giunti quarantaquattresima parata della città, e all'evento saranno presenti anche Google, Facebook e molte altre multinazionali. In passato, per dire, partecipò perfino Mark Zuckerberg in persona.
La notizia non desta curiosità. In fondo, Cupertino sfoggia da sempre grande sensibilità verso queste tematiche, arrivando ad assumere una posizione molto netta e coraggiosa. Solo un mese fa, per esempio, Tim Cook era nuovamente tornato ad esprimere interesse sulla questione dei diritti civili con un tweet.
"La Casa Bianca, "scrisse al tempo, "dovrebbe festeggiare i 50 anni dell'anniversario dei Diritti Civili facendo passare l'ENDA" ovvero l'Employment Non-Discrimination Act, la legislazione che rende illegale la discriminazione in base all'orientamento sessuale.
E poco prima, si era impegnato per il veto sulla controversa legge proposta in Arizona che avrebbe reso legale la discriminazione in base all'orientamento sessuale. Grazie alla spinta di Apple e di altri blasoni dell'high.tec, oltreché della società civile, alla fine non se ne fece più nulla, e tutto si risolse con tante scuse.
E una posizione Apple la prese anche in seguito alla sentenza della Corte Suprema USA che dichiarava illegittimo il Defense of Marriage Act, e che quindi apriva le porte ai matrimoni Gay. "Apple supporta fortemente l’uguaglianza nuziale e la considera un problema per i diritti civili," commentava a giugno dell'anno scorso. "Plaudiamo alla Corte Suprema per la decisione presa."
E che dire dell'editoriale scritto da Cook in persona e pubblicato sul Wall Street Journal l'anno scorso?
Per come la vediamo, abbracciare l'individualità delle persone è un problema base di dignità umana e di diritti civili. Tra l'altro, è anche un modo per aumentare la creatività che guida il nostro business. Abbiamo sperimentato che quando le persone si sentono apprezzate per quel che sono, ottengono poi la serenità e la fiducia in se stessi che li porta a fare il miglior lavoro delle loro vite.
E questo spiega per quale ragione Apple -ma anche Google, Cisco, Facebook, Intel, Qualcomm e così via- tifano apertamente per i matrimoni Gay. La diversità produce ricchezza di idee, ed è con le idee che si vince la sfida col futuro, e che si esce dal guado della crisi che ha colpito l'Occidente e l'Europa.
Ogni contributo può essere determinante, e ogni voce dev'essere ascoltata. Sono le idee che ci qualificano e ci rendono degni di attenzione: tutto il resto è solo dannoso preconcetto.
fonte http://www.melablog.it Scritto da: Giacomo Martiradonna
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Lgbt: Aumentano i casi di neonati con sesso incerto, intersessualità incremento del 50% nell'Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma
Sono in forte aumento i casi di bambini che nascono con il sesso non definito.
Le patologie di intersessualità hanno avuto un incremento del 50% nell'Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma.
L’Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma ha reso noto un dato relativo a una realtà di cui si parla poco, i bambini che nascono con il sesso incerto. Negli ultimi cinque anni sono addirittura aumentati i casi.
Una stima relativa ai pazienti dell’Ospedale vorrebbe i casi aumentati del 50% e sono più di 350 gli interventi chirurgici che sono stati fatti su bambini fino ai 6 anni. La maggiore consapevolezza del problema, anche nei genitori, ha aiutato ad affrontare il problema e a intervenire in maniera efficace.
Aldo Morrone, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, ha spiegato a Leggo che “si tratta di piccoli affetti da disturbi della differenziazione sessuale che presentano sin dall’età neonatale, con attribuzione incerta del sesso e difetti dello sviluppo sessuale”.
I neonati con patologie di ambiguità sessuali non hanno gli organi sessuali pienamente sviluppati al momento della nascita ed è per questa ragione che si interviene chirurgicamente per l’attribuzione del sesso.
Tuttavia il Comitato Nazionale di Bioetica ha stabilito che l’intervento chirurgico debba essere effettuato al 5 o al 6 anno di vita perché in questo modo il bambino possa in un certo senso esprimere un consenso acquisendo una consapevolezza sessuale.
Queste patologie di intersessualità vengono classificate attraverso lo studio cromosomico che spesso aiuta a comprendere il sesso del bambino, ma si attende per vedere come la produzione di ormoni si sviluppi ad alcuni anni dalla nascita e come il bambino risponda agli input educativi verso cui vengono accompagnati dai genitori.
fonte http://www.fanpage.it/aumentano-i-casi-di-neonati-con-sesso-incerto/#inAppRedirect
Le patologie di intersessualità hanno avuto un incremento del 50% nell'Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma.
L’Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma ha reso noto un dato relativo a una realtà di cui si parla poco, i bambini che nascono con il sesso incerto. Negli ultimi cinque anni sono addirittura aumentati i casi.
Una stima relativa ai pazienti dell’Ospedale vorrebbe i casi aumentati del 50% e sono più di 350 gli interventi chirurgici che sono stati fatti su bambini fino ai 6 anni. La maggiore consapevolezza del problema, anche nei genitori, ha aiutato ad affrontare il problema e a intervenire in maniera efficace.
Aldo Morrone, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, ha spiegato a Leggo che “si tratta di piccoli affetti da disturbi della differenziazione sessuale che presentano sin dall’età neonatale, con attribuzione incerta del sesso e difetti dello sviluppo sessuale”.
I neonati con patologie di ambiguità sessuali non hanno gli organi sessuali pienamente sviluppati al momento della nascita ed è per questa ragione che si interviene chirurgicamente per l’attribuzione del sesso.
Tuttavia il Comitato Nazionale di Bioetica ha stabilito che l’intervento chirurgico debba essere effettuato al 5 o al 6 anno di vita perché in questo modo il bambino possa in un certo senso esprimere un consenso acquisendo una consapevolezza sessuale.
Queste patologie di intersessualità vengono classificate attraverso lo studio cromosomico che spesso aiuta a comprendere il sesso del bambino, ma si attende per vedere come la produzione di ormoni si sviluppi ad alcuni anni dalla nascita e come il bambino risponda agli input educativi verso cui vengono accompagnati dai genitori.
fonte http://www.fanpage.it/aumentano-i-casi-di-neonati-con-sesso-incerto/#inAppRedirect
Lgbt: Liberi dall’omofobia: a Oltre le Differenze tutti gli eventi della settimana contro omo e transfobia senese dal 9 al 17 maggio
Venerdì 9 maggio nel format radiofonico sul mondo LGBTQI i volontari e le volontarie di Arcigay Siena “Movimento Pansessuale”
#liberidallomofobia è lo spot con cui per una settimana tutta la città di Siena celebrerà la Giornata Internazionale contro omofobia, bifobia e transfobia.
Tutti i dettagli del programma saranno approfonditi nella puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 9 maggio alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).
In apertura il presidente di Arcigay Siena “Movimento Pansessuale” Giovanni Bacaro illustrerà le numerose collaborazioni e patrocini che sostengono la settimana di iniziative contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia di cui anche Oltre le Differenze è partner. Parola poi agli altri volontar* dell’associazione: con Giacomo Micheli entreremo nel vivo di “Verba Volant Scripta Queer” la 3° edizione del Festival di letterature LGBT, invece Manuel Maffeo e Ludovica Grazioli illustreranno gli appuntamenti dedicati a transessualità e identità di genere e, infine, il dott. Riccardo Pardini introdurrà la tavola rotonda sui servizi di ascolto e supporto alla persona nella realtà territoriale.
Durante la puntata ampio spazio al dettaglio di tutti gli eventi del programma senese e agli altri appuntamenti LGBT delle province limitrofe, in chiusura spazio anche alle segnalazioni di letture e film a tema. E’ attiva una pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"
#liberidallomofobia è lo spot con cui per una settimana tutta la città di Siena celebrerà la Giornata Internazionale contro omofobia, bifobia e transfobia.
Tutti i dettagli del programma saranno approfonditi nella puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 9 maggio alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).
In apertura il presidente di Arcigay Siena “Movimento Pansessuale” Giovanni Bacaro illustrerà le numerose collaborazioni e patrocini che sostengono la settimana di iniziative contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia di cui anche Oltre le Differenze è partner. Parola poi agli altri volontar* dell’associazione: con Giacomo Micheli entreremo nel vivo di “Verba Volant Scripta Queer” la 3° edizione del Festival di letterature LGBT, invece Manuel Maffeo e Ludovica Grazioli illustreranno gli appuntamenti dedicati a transessualità e identità di genere e, infine, il dott. Riccardo Pardini introdurrà la tavola rotonda sui servizi di ascolto e supporto alla persona nella realtà territoriale.
Durante la puntata ampio spazio al dettaglio di tutti gli eventi del programma senese e agli altri appuntamenti LGBT delle province limitrofe, in chiusura spazio anche alle segnalazioni di letture e film a tema. E’ attiva una pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"
mercoledì 7 maggio 2014
Lgbt Venezia: NittyGritty Club, il night-club in chiave queer, debutterà il 9 Maggio
Venezia avrà finalmente il suo night-club e in chiave queer.
Sarà itinerante, toccherà diversi luoghi e sarà temporaneo, aprirà giusto il tempo di una notte. Un’insegna rossa e un’atmosfera inconfondibile, dj e cantanti per live set, stripper inaspettati per seducenti performance: quello che si prepara è un salto in un immaginario inedito per la città d’acqua.
E’ il NittyGritty Club: nato all’interno del laboratorio di Arti Visive dello Iuav, ridisegnerà luoghi non convenzionali, interstizi urbani quasi dimenticati, ma densi di storia e di storie.
Al centro si muoveranno i corpi in mostra di performer non professionisti, che costruiranno uno spazio desiderante sfidando gli stereotipi e forse le stesse leggi del night.
Il progetto debutterà il 9 Maggio, in uno dei luoghi storici della città, il Circolo Culturale Santa Margherita, al 3686 dell’omonimo campo. Un luogo di battaglie per i diritti civili e sociali, che per una sera si vestirà con qualcosa di assolutamente inedito per il centro storico veneziano.
Per l’occasione, suonerà uno dei dj più conosciuti della scena elettronica internazionale, William Bottin, che in questo modo ha voluto dare il suo contributo al progetto NittyGritty.
Amico e collaboratore di Lucio Dalla. Ha lavorato inoltre con Donatella Rettore e Sergio Caputo. È stato per due anni nel dipartimento musica di Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton.
Gli e le stripper animeranno gli spazi con le loro esibizioni live: persone comuni hanno aderito ad una call lanciata nei social-network, si sono messe alla prova, hanno costruito un progetto di strip molto particolare, che nasce dal proprio immaginario, dalla propria vita.
Un vero e proprio queer party, dunque, animerà la sera del 9 maggio.
Attorno ad esso si sta riattivano l’intera rete di relazioni della comunità Lgbt, che a Venezia è vivace e informale, sottotraccia eppure visibile ovunque: singoli, associazioni, persone comuni, studenti, accademici, artisti e operatori culturali, locali, bar, gallerie.
Sono in molti che stanno apportando il proprio contributo al NittyGritty Club: quello che prenderà vita sarà qualcosa di inesistente a Venezia, inatteso, per i luoghi che abiterà, per l’impronta estetica che ridisegnerà, per gli immaginari che attraverserà.
Qui a Venezia, perché non c’è città come queste che sia così tanto queer, aperta e porosa alle contaminazioni, storta, resistente, liquida, un grande spazio pedonale fitto di callette e sotoporteghi, stretti e bui, dove tutti si incontrano e si sfiorano. Uno spazio urbano dove domina la prossimità dei corpi.
Il progetto è costituito da una serie di eventi serali NittyGritty Club che verranno realizzati da Maggio a Luglio e da un ciclo di incontri di riflessione teorica, i NittyGritty Talks, che si terranno da settembre e vedranno incontrarsi teorici, ricercatori e curatori di diverse discipline.
fonte http://www.pianetagay.com/
Sarà itinerante, toccherà diversi luoghi e sarà temporaneo, aprirà giusto il tempo di una notte. Un’insegna rossa e un’atmosfera inconfondibile, dj e cantanti per live set, stripper inaspettati per seducenti performance: quello che si prepara è un salto in un immaginario inedito per la città d’acqua.
E’ il NittyGritty Club: nato all’interno del laboratorio di Arti Visive dello Iuav, ridisegnerà luoghi non convenzionali, interstizi urbani quasi dimenticati, ma densi di storia e di storie.
Al centro si muoveranno i corpi in mostra di performer non professionisti, che costruiranno uno spazio desiderante sfidando gli stereotipi e forse le stesse leggi del night.
Il progetto debutterà il 9 Maggio, in uno dei luoghi storici della città, il Circolo Culturale Santa Margherita, al 3686 dell’omonimo campo. Un luogo di battaglie per i diritti civili e sociali, che per una sera si vestirà con qualcosa di assolutamente inedito per il centro storico veneziano.
Per l’occasione, suonerà uno dei dj più conosciuti della scena elettronica internazionale, William Bottin, che in questo modo ha voluto dare il suo contributo al progetto NittyGritty.
Amico e collaboratore di Lucio Dalla. Ha lavorato inoltre con Donatella Rettore e Sergio Caputo. È stato per due anni nel dipartimento musica di Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton.
Gli e le stripper animeranno gli spazi con le loro esibizioni live: persone comuni hanno aderito ad una call lanciata nei social-network, si sono messe alla prova, hanno costruito un progetto di strip molto particolare, che nasce dal proprio immaginario, dalla propria vita.
Un vero e proprio queer party, dunque, animerà la sera del 9 maggio.
Attorno ad esso si sta riattivano l’intera rete di relazioni della comunità Lgbt, che a Venezia è vivace e informale, sottotraccia eppure visibile ovunque: singoli, associazioni, persone comuni, studenti, accademici, artisti e operatori culturali, locali, bar, gallerie.
Sono in molti che stanno apportando il proprio contributo al NittyGritty Club: quello che prenderà vita sarà qualcosa di inesistente a Venezia, inatteso, per i luoghi che abiterà, per l’impronta estetica che ridisegnerà, per gli immaginari che attraverserà.
Qui a Venezia, perché non c’è città come queste che sia così tanto queer, aperta e porosa alle contaminazioni, storta, resistente, liquida, un grande spazio pedonale fitto di callette e sotoporteghi, stretti e bui, dove tutti si incontrano e si sfiorano. Uno spazio urbano dove domina la prossimità dei corpi.
Il progetto è costituito da una serie di eventi serali NittyGritty Club che verranno realizzati da Maggio a Luglio e da un ciclo di incontri di riflessione teorica, i NittyGritty Talks, che si terranno da settembre e vedranno incontrarsi teorici, ricercatori e curatori di diverse discipline.
fonte http://www.pianetagay.com/
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