venerdì 23 settembre 2022

Libri: "Louis Vuitton. Il lusso di un sogno" di Alessia Lautone

Un successo planetario, scaturito dalla passione unita al genio - unico e originale - del suo ideatore. 

Nato nella prima metà dell'Ottocento e trasferitosi giovanissimo a Parigi, da apprendista fabbricante di valigie in pochi anni Louis Vuitton diviene il fondatore di uno dei marchi più famosi al mondo, in grado di rievocare un livello assoluto di lusso e di stile. Dell'uomo Louis Vuitton si sa poco. 

Una figura ammantata di riservatezza, una dote che ha contraddistinto anche i suoi discendenti, arrivando fino ai giorni nostri. 

Per la prima volta in questo libro i frutti di una ricerca minuziosa e affascinante che, partendo dalla vita del creatore del famosissimo marchio, ripercorre tutte le tappe e i successi della maison. Un viaggio lungo oltre un secolo e mezzo, dove si intrecciano storie e destini, trionfi e scoperte. Con un unico bagaglio, firmato Louis Vuitton. 

fonte: www.lafeltrinelli.it

Libri: "Patagonia, il grande sogno. Io e il Cerro Torre: una passione ai confini del mondo" di Ermanno Salvaterra

"Patagonia, il grande sogno. Io e il Cerro Torre: una passione ai confini del mondo" Ediz. illustrata 

La storia d'amore tra Salvaterra e la Patagonia inizia nei primi anni Ottanta del secolo scorso e da lì in poi si è rinnovata fino a tramutarsi in un vero e proprio progetto di vita. 

In queste pagine, il grande scalatore ripercorre le tappe salienti della sua avventura patagonica e racconta in presa diretta le sue ascensioni più importanti sul Cerro Torre - dal primo tentativo del 1982 all'invernale del 1985, dall'attacco alle pareti sud ed est fino all'impresa del 2005. 

Eppure, questo non è solo un libro di montagna, ma un viaggio nell'animo di un uomo guidato da un'incessante ricerca della bellezza. Una ricerca fatta di interminabili attese in parete, di speranze e delusioni, di gioie per la vetta raggiunta e di sconforto per un tentativo fallito. 

Lì, tra il granito verticale del "Grido di pietra", tra il vento sferzante e il gelo della tormenta, Salvaterra è stato capace di trovare un senso alle cose, dilatando il tempo e donandogli un valore nuovo. 

Perché, per lui, in ogni arrampicata in quella terra magica ai confini del mondo non c'è solo il sapore della sfida e dell'impresa, ma anche la vertigine della scoperta e l'incanto di fronte alla maestosa grandezza della natura. Per questo motivo la sua storia, in un modo o nell'altro, riguarda tutti noi. Nessuno escluso. Prefazione di Reinhold Messner.

Ermanno Salvaterra Maestro di sci, guida alpina e istruttore delle guide alpine, ha legato il suo nome ai picchi della Patagonia. Da giovane trascorse gran parte del tempo nel Brenta, dove la sua famiglia gestiva il rifugio 'XII apostoli'. Sviluppò così naturalmente la sua passione per la neve e per la roccia.

fonte: www.mondadoristore.it

Musica: Lucio Dalla, una mostra sul grande cantautore

L'esposizione arriva da Bologna a Roma con una sezione inedita sul rapporto tra il cantautore e la Capitale, dove negli anni '60 cercò e trovò il successo

Era venuto negli anni Sessanta a Roma per lavorare. Il bolognese Lucio Dalla aveva visto il suo destino nel mondo della musica e la Capitale di allora, con le sue case discografiche, la radiotelevisione, i tanti artisti che la frequentavano, poteva offrirgli un’occasione importante. L’incontro tra l’artista e la grande città si rivelò non solo di convenienza. Nacque un legame: "Roma è una citta unica al mondo, un palcoscenico straordinario che unisce tutte le classi sociali", dichiarò Lucio Dalla, che  prese casa a Trastevere, registrò i suoi dischi e si affermò come uno dei più originali tra i nuovi cantautori, con un successo personale che divenne grande dagli anni ’70.

Mostra aperta all'Ara Pacis fino al 6 gennaio

Ci sono immagini ed echi di tutto questo  nella mostra ‘Lucio Dalla – anche se il tempo passa’, che rimane aperta all’Ara Pacis, nel cuore di Roma, dal 22 Settembre al 6 Gennaio prossimo. La mostra ha iniziato il suo percorso a Bologna e qui si arricchisce di una sezione inedita proprio sul rapporto tra il musicista e la città.

Di Lucio Dalla, scomparso dieci anni fa, il pubblico ama principalmente le canzoni. La mostra naturalmente deve aggiungere una componente visuale, fatta di foto, filmati, oggetti personali, strumenti musicali, abiti di scena, locandine, testi autografi. È una porta d’accesso ulteriore nel mondo dell’artista, ma ci porta comunque a scoprire qualche sfaccettatura della sua  complessa e ricca personalità.

Un mondo dello spettacolo diverso da oggi

Lucio Dalla è vissuto prima che il digitale cambiasse completamente anche il rapporto del pubblico con gli artisti. I particolari della sua vita che conosciamo da questa mostra non sono stati consumati dall’occhio sempre aperto dei social e dei video che raccontano quasi ogni istante di persone e personaggi. Questione di generazione. Lucio Dalla era parte di un mondo dello spettacolo molto diverso dall’attuale: per ascoltarlo c’erano soprattutto i dischi, allora uno dei mezzi di comunicazione più importanti tra i giovani e oggi nostalgica reliquia. Le copertine d’epoca dei suoi LP sono lì, in bella mostra in uno scaffale dell’Ara Pacis: un po’ ammaccati agli angoli, ma involucro di tanta emozione.

Le parole di Verdone

Perché Lucio Dalla era unico? Lo abbiamo chiesto a Carlo Verdone, che dal cantautore all’apice del suo successo ebbe le musiche per il suo film Borotalco del 1982. “Era unico per originalità degli arrangiamenti e dei testi, che erano spesso enigmatici, però affascinanti, con dei momenti in cui capivi dove volevano andare ed altri in cui erano un po’ surreali. Erano bei testi: nuovi, intelligenti, di un uomo colto e sensibile. Lucio Dalla però era soprattutto colui che aveva collegato la tradizione melodica italiana con arrangiamenti nuovi. Ce li ha fatti sentire soprattutto tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, per poi continuare meravigliosamente la sua carriera, senza mai perdere il senso della poesia e dell’ironia. Lucio Dalla era un uomo pieno di ironia e autoironia, una cosa che lo distingueva dagli altri”.

Un percorso che parte dall'infanzia

Il percorso della mostra parte dall’infanzia di Lucio con le foto di famiglia. La mamma Iole capì che il ragazzo non era fatto per gli studi e assecondò le sue aspirazioni a lasciare la scuola per cercare una realizzazione nell’arte. Ci sono quindi le testimonianze delle prime esibizioni professionali del Dalla jazzista e ci troviamo quindi di fronte al suo celeberrimo clarinetto.

Si passa ai famosi cappelli: sono tanti, esposti in una grande teca. Ci sono anche il suo zuccotto e i suoi occhiali. La visita prosegue con la sezione romana: Lucio sul Lungotevere, Lucio a braccia aperte in una strada affollata, Lucio in giro per la città negli anni ’60 con il gruppo dei Flippers. Nel corso della visita l’occhio viene attratto dalle tante foto di incontri che Dalla ebbe con grandi personaggi, non solo della cultura: rapporti professionali e, alcuni, anche d’amicizia.

Il cinema e il teatro

Altra sala: è la parte dedicata a cinema e teatro. L'eclettico Dalla cercava le contaminazioni, era insofferente alle regole, amava gli incontri di arti e generi. Dai musicarelli ai film d’autore ha partecipato in diverse forme a quasi trenta film. Qui vediamo le locandine e una convincente scena di recitazione tratta da ‘I sovversivi’, pellicola del 1967 di Paolo e Vittorio Taviani. Verso la fine mi colpiscono le pagine di quaderno scritte in bella ma tormentata grafia, con versi originali e appunti.

Un universo Dalla

C’è un Universo Dalla, dice l’ideatore, curatore e organizzatore dell'esposizione Alessandro Nicosia, che da decenni organizza grandi mostre d’arte ed eventi. Qui accende i riflettori su un’altra parte del patrimonio culturale italiano e lo fa da ammiratore, oltre che da esperto. Ecco cosa ci ha detto alla presentazione: “Io, che ho realizzato mostre d’arte di ogni genere, dico una cosa grave: l’arte è vita perché significa aprire la testa e far capire molte cose. Tante volte però è statica. Lucio Dalla è dinamico. Anna e Marco, per esempio, è una canzone che riesce a darmi sensazioni che neanche un grande capolavoro mi dà. Sono stato blasfemo? Non mi interessa, ho detto quello che pensavo”. La mostra ‘Lucio Dalla – Anche se il tempo passa’ non si fermerà a Roma. Nel 2023, ottantesimo della nascita, sarà allestita a Napoli, Pesaro, Milano e successivamente all’estero.

fonte: Bruno Ployer https://tg24.sky.it

Serie TV: "This England" il teaser italiano della serie Sky Original

Creata, diretta e co-sceneggiata da Michael Winterbottom. Kenneth Branagh nei panni di Boris Johnson. Una miniserie in 6 episodi sul dietro le quinte della sua gestione di un evento che ha stravolto non solo il Regno Unito ma il mondo intero: la pandemia da Covid-19. Tutti disponibili in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW dal 30 settembre.

Co-sceneggiata e diretta da Michael Winterbottom, è l’attesissima This England, la serie tv Sky Original in 6 episodi con il vincitore del premio Oscar® e del premio Bafta Kenneth Branagh nei panni di Boris Johnson, raccontato nei tumultuosi primi mesi da Premier britannico. La serie, di cui viene rilasciato oggi il teaser trailer, andrà in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW dal 30 settembre, quando tutti gli episodi saranno subito disponibili.

 

L'Inghilterra e il Covid

This England, la serie tv Sky con Kenneth Branagh nei panni di Johnson

This England (precedentemente conosciuta come This Sceptred Isle) racconterà l’impatto che la prima ondata della pandemia da Coronavirus ha avuto sul Regno Unito. La miniserie porterà gli spettatori fra i corridoi del potere, con Johnson alle prese con Covid-19, Brexit e una controversa vita politica e personale.

THIS ENGLAND, LA TRAMA

Gli eventi politici si intrecceranno con storie provenienti da tutto il Paese, dagli esperti e gli scienziati impegnati in una lotta contro il tempo per arrivare a comprendere come si trasmette il virus, ai dottori, gli infermieri e gli operatori delle case di riposo in prima linea per contenere e superare l’emergenza, fino alle persone comuni le cui vite sono state gettate nel caos dalla pandemia.

This England è prodotta dalla Revolution Films di Michael Winterbottom e dalla Passenger di Richard Brown. Teaser >> QUI

fonte: https://tg24.sky.it

Libri: "Una storia d'amore" di Carolyn Hays

Lettera a mia figlia transgender

Tutto comincia con qualcuno che bussa alla porta di una famiglia bianca della buona borghesia americana: una scrittrice, un marito amorevole e quattro figli. Sono felici. Alla porta c’è un assistente sociale: ha alcune domande sul figlio più piccolo che ha tre anni e, secondo chi li ha denunciati, si comporta in modo “troppo femminile”.

Quella visita è lo spartiacque tra un prima e un dopo, e insieme la scoperta di un mondo ostile, incapace di garantire i diritti di chi, identificato alla nascita come maschio, si riconosce invece in un’identità di genere femminile e chiede, prima di tutto ai suoi genitori, di essere chiamato “lei” e non “lui”.

Da quel momento, la famiglia si organizza in funzione della sua crescita, individuando il luogo migliore in cui andare a vivere, cercando lo Stato americano con la maggior tutela legislativa e confrontandosi con dubbi, paure e incertezze.

Un libro importante e commovente, che parla di legami, cambiamento, coraggio, politica, diritti, fede e ragione: una lettera, dolcissima indirizzata da una madre a una figlia, ma pensata per tutti noi e dettata da un amore che non accetta compromessi.

“Ci sono oltre cento geni, per quanto ne sappiamo ora, che partecipano alla creazione del tuo essere femmina, di quella
presa di coscienza di te che fa parte del periodo che stai attraversando e che sta facendo di te un’adolescente.” 

>>   LEGGI UN ESTRATTO

>> Video
fonte: www.addeditore.it

martedì 20 settembre 2022

Verona > LaWWWoro: Percorsi digitali per giovani alla ricerca di lavoro

Percorso formativo esperienziale gratuito per lo sviluppo di competenze digitali per il lavoro e la cittadinanza attiva.
Da martedì 4 ottobre a giovedì 27 ottobre 2022 presso il Servizio Promozione Lavoro e presso 311 Verona.

icona servizi sociali Che cos'e Cos'è  

Un percorso formativo gratuito per i giovani, organizzato dal  Servizio Promozione Lavoro del Comune di Verona in collaborazione Fondazione Edulife, 311 Verona e Lavoro&Società, attraverso il quale migliorare le proprie competenze digitali per il lavoro e sperimentarle attraverso esercitazioni e simulazioni, fino alla creazione pratica di un project work e alla sua presentazione al pubblico.
 
Durante i diversi incontri, i partecipanti potranno:

- partecipare a una caccia al tesoro digitale;
- approfondire e sperimentare la Cyber Security;
- imparare a distinguere le informazioni attendibili dalle fake news;
- analizzare la propria identità digitale e migliorare la propria presenza e reputazione sui social e sul web;
- imparare a utilizzare i canali digitali e le applicazioni per la ricerca di lavoro;
- approfondire strumenti per la realizzazione di prodotti grafici;
- realizzare il proprio video CV.
 
 icona servizi sociali Per chiPer chi
Il percorso è rivolto a giovani cittadini/e di Verona che vogliono migliorare le proprie competenze in ambito digitale e web per la ricerca di lavoro.


 clock Quando e dove

Il percorso prevede 10 incontri della durata di 3 ore ciascuno, in orario 9.30 – 12.30, nelle seguenti giornate:
 
- martedì 4 ottobre 2022
- giovedì 6 ottobre
- martedì 11 ottobre
- giovedì 13 ottobre
- martedì 18 ottobre
- mercoledì 19 ottobre
- giovedì 20 ottobre
- martedì 25 ottobre
- mercoledì 26 ottobre
- giovedì 27 ottobre
 
Il primo incontro si svolgerà in presenza presso il Servizio Promozione Lavoro del Comune di Verona (Via Macello n. 5). I successivi incontri si svolgeranno in presenza presso 311 Verona (Lungadige Galtarossa n. 21).

icona servizi sociali ComeCome

Il percorso è gratuito ed è riservato in via prioritaria alle persone residenti o domiciliate nel Comune di Verona. La partecipazione è limitata ad un numero massimo di 15 giovani. Il percorso verrà avviato al raggiungimento del numero minimo di adesioni.

Per iscriversi all’evento occorre inviare una mail all’indirizzo lavoro@comune.verona.it indicando nell’oggetto “Richiesta partecipazione percorsi digitali ottobre 2022 e inserendo nel corpo della mail i seguenti dettagli:
- Nome e cognome
- Codice fiscale
- Recapito telefonico
- Comune di residenza
 
Tutti coloro che si iscriveranno saranno ricontattati dalla segreteria organizzativa per ulteriori dettagli.
 
Scadenza iscrizioni: giovedì 29 settembre 2022

Informazioni e contatti


icone servizi sociali Info
Servizio Promozione Lavoro del Comune di Verona

Via Ponte Aleardi, 15
37121 Verona
tel +39 045 807 8782 -045 807 8776
e-mail: lavoro@comune.verona.it
PEC: servizi.sociali@pec.comune.verona.it
 
NB: il servizio è nella struttura centrale dell'Ex Macello, è raggiungibile sia da via Macello 5 che da via Ponte Aleardi 15.
       Si accede allo Spazio Accoglienza del Servizio tramite Ingresso lato Adige.
 
Dove
  • Servizio Promozione Lavoro del Comune di Verona - Spazio Accoglienza: Via Ponte Aleardi, 15 (con ingresso anche da Via Macello, 5) - 37121 Verona

Quando

Martedì 4 ottobre 2022 ore 9,30 presso il Servizio Promozione Lavoro - primo incontro di apertura percorso

Scadenze

29/09/2022  - Scadenza presentazione domanda iscrizione via mail

Organizzato da: Comune di Verona Servizio Promozione Lavoro in collaborazione con Fondazione Edulife, 311 Verona e Lavoro&Società. 

fonte: www.comune.verona.it

Moda: Milano Moda Graduate apre la Fashion week

Premiati gli studenti delle scuole di moda italiane

(ANSA) - MILANO, 20 SET - Sofia Masciotta, studentessa dell'Accademia Costume & Moda, ha vinto il Camera Nazionale della Moda Italiana Fashion Award all'ottava edizione di Milano Moda Graduate, la manifestazione dedicata alle eccellenze delle scuole di moda italiane.

La premiazione si è svolta oggi presso l'ADI Design Museum, in apertura della Milano Fashion Week.


    I vincitori sono stati scelti da una giuria presieduta da Renzo Rosso. 


    YKK Italia, Main Partner della manifestazione della Camera della Moda, ha selezionato Gaia Invernizzi (IED - Istituto Europeo di Design) come vincitore del YKK Prize tra 10 studenti di design delle fashion school italiane, a cui è stato richiesto di creare un outfit speciale focalizzato sull'utilizzo degli accessori da chiusura. Vogue Italia ha invece assegnato una menzione speciale a Nicola Cesaro (Università IUAV di Venezia). (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Libri: "Milano mon amour. 25 itinerari nella città dalle bellezze nascoste" di Lorenzo Bises

L'autore ha autografato una etichetta ex libris apposta sul frontespizio.

Alla scoperta della Milano segreta e incantata in 25 itinerari per tutti i gusti: dai palazzi storici ai mercatini vintage, dalle pedalate sui Navigli alle passeggiate tra i glicini in fiore.

«Che bello scoprire Milano in bicicletta con Lorenzo Bises!»Elle

Mai come adesso Milano è amata, cercata, visitata. Eppure sono in pochi a conoscerne – oltre alle mete da cartolina e agli eventi più chiacchierati – i segreti, le storie, i temi architettonici, l'arte nascosta, gli angoli incantati. 

La sua essenza è meno dichiarata di altre meraviglie italiane, ma riposa sotto gli occhi di coloro che sono disposti a esplorarla con buona lena e spirito curioso: questa è la filosofia con cui Lorenzo Bises, laureato in Storia dell'Arte e «divulgatore artistico» dell'era digitale, ci accompagna con i suoi tour milanesi alla scoperta del liberty, dei palazzi di Gio Ponti, ma anche degli amatissimi tram, dei locali storici, dei negozietti vintage. Una guida per turisti e residenti, per chi la percorre con lo zaino o la visita dal divano di casa, a piedi o in bicicletta, tra le mete sorprendenti e imperdibili di Milano!

Se pensate a Milano e un muro di nebbia e palazzoni vi spegne l'entusiasmo, questa guida è l'occasione giusta per spazzare ogni pregiudizio e lasciarvi conquistare dalle infinite meraviglie della città. Dopo il successo mondiale dell'Expo 2015, il capoluogo lombardo è entrato nel circuito delle destinazioni più interessanti da visitare, anche a livello internazionale. 

E oggi è tra le mete più richieste, amate e cercate per un weekend indimenticabile. Ma Milano non è solo business, cocktail ed eventi notturni: Lorenzo Bises, laureato in Storia dell'Arte, content creator su Instagram e soprattutto innamorato della città, ci conduce lungo le vie meno conosciute in cerca di angoli nascosti tutti da esplorare. 

Perdersi nelle Cinque Vie, affittare un abito da «Madame Pauline», pedalare lungo il Naviglio Pavese o osservare l'arrivo della primavera in Piazza Leonardo da Vinci: per chi già conosce Milano tanti luoghi, più che misteri svelati, saranno una dolce passeggiata tra ricordi antichi e nuove sensazioni. Per chi invece non ha mai approfondito le bellezze di questo prodigio, a volte ingiustamente bistrattato, "Milano mon amour" è un viaggio inaspettato a piedi, in bicicletta o seduti sul divano di casa tra le sue molteplici anime, per lasciarsi conquistare dalle meraviglie (spesso nascoste) di questa eccentrica metropoli.

fonte: www.ibs.it

Woody Allen smentisce: "Mai detto che vado in pensione" Dopo intervista a 'La Vanguardia'; felice di girare 50esimo film

Woody Allen smentisce: "Mai detto che vado in pensione". 

Dopo l'intervista a un giornale spagnolo che ieri ha fatto il giro del mondo, l'86enne regista americano ha fatto diffondere una precisazione ufficiale: "Non ha mai detto che si ritira, né ha detto che sta scrivendo un altro romanzo.

Ha detto che stava pensando di non fare film perché fare film che vanno direttamente o molto velocemente in streaming non lo diverte, visto che è uno che ama l'esperienza del cinema al cinema". 

Nel comunicato si aggiunge che Woody "non ha al momento intenzione di andare in pensione ed è molto eccitato di essere a Parigi a girare il suo nuovo film, che sarà il 50esimo della sua carriera".

L'equivoco sembra essere nato da una frase del regista al giornale 'La Vanguardia'. A proposito del film 'Wasp 22', Woody avrebbe detto: "La mia idea, in linea di principio, è di non fare più film e concentrarmi nella scrittura".

Non è la prima volta che Woody Allen esprime pensieri di questo tenore. A fine giugno, in una conversazione video su Instagram con Alec Baldwin, il regista aveva detto che girare film non gli piaceva più "ora che non si esce più nelle sale". L'obiettivo dell'attore era stato allora la promozione di 'Zero Gravity', l'ultima raccolta di racconti pubblicata negli Usa da Skyhorse, una casa editrice specializzata in autori "difficili". Composto di brani scritti anni fa per il settimanale 'New Yorker' e altri durante la pandemia, il volume in Italia è uscito con "La Nave di Teseo", ma negli Stati Uniti era stato virtualmente ignorato. Più o meno come 'Rifkin's Festival', il film n. 49, che aveva fatto tonfo a fine gennaio durante una presenza lampo nelle sale americane. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Spettacoli > Moda, Capucci a Castel Sant'Angelo: omaggio a 'L'uomo che danza'

Il maestro Roberto Capucci al lavoro nel suo atelier
In programma nella capitale, dal 21 al 23 settembre, tre serate - evento, progetto 'speciale' del Ministero della Cultura, a cura di Daniele Cipriani, con alcune star della danza internazionale, il duo Sasha Riva e Simone Repele, il divo del flamenco Sergio Bernal accanto al grande mimo di origine giapponese Hal Yamanouchi.  

Danza, musica e haute couture. La capitale celebra Roberto Capucci, uno dei maggiori creatori dell'alta moda internazionale, con tre serate -evento a Castel Sant'Angelo (21, 22 e 23 settembre), dal titolo 'L'uomo che danza', nell'ambito della rassegna 'sotto l’Angelo di Castello: danza, musica, spettacolo', progetto culturale fortemente voluto dal direttore dei Musei statali della città di Roma, Mariastella Margozzi, curato e realizzato da Anna Selvi.

"L’Uomo che danza, con i costumi del grande stilista Roberto Capucci è molto più della danza, molto più della musica, molto più della moda - dichiara Mariastella Margozzi - Lo spettacolo racchiude in sé l’essenza dell’arte in tutte le sue sfumature, anticipando il taglio originale dell’evento. Talentuosi ballerini accompagneranno, infatti, il pubblico attraverso il Castello, percorrendo molti dei suoi luoghi più suggestivi. Una nuova strada per far godere appieno la suggestione di Castel Sant’Angelo". A coronamento di una gloriosa carriera nell’alta moda, alcuni anni fa, grazie all’incontro con Daniele Cipriani, che ha curato il progetto 'speciale' riconosciuto dal Ministero della Cultura, Capucci si avvicina per la prima volta, quasi per sfida, al costume per lo spettacolo. 

'L’Uomo che Danza' presenta ben 16 di queste straordinarie creazioni, sculture viventi che verranno animate da Simona Bucci, coreografa già solista della Alwin Nikolais Dance Company di New York nonché collaboratrice storica di Carolyn Carlson, con 'movimenti coreografici' concepiti per i corpi atletici e flessuosi degli artisti (il divo del flamenco Sergio Bernal, il duo di coreografi e danzatori Sasha Riva e Simone Repele, freschi del successo delle creazioni per Mass di Bernstein, questa estate a Caracalla accanto al grande mimo di origine giapponese Hal Yamanouchi) e per gli spazi evocativi di Castel Sant’Angelo.

Il Cortile dell’Angelo, la Loggia, la Rampa Elicoidale, il Corridoio Pompeiano la Sala di Apollo, tra sbuffi, girandole, nastri, piume, maschere, gorgiere, perfino carapaci, nei colori esotici e fiammanti così amati da Capucci. Adorneranno gli artisti, si trasformeranno in ogni genere di creatura uscita dalla fantasia onirica del celebre maestro, 'immagini di pura follia', secondo la definizione dello stesso maestro

Nel corso della sua lunga carriera, Roberto Capucci ha vestito donne celebri e imperiose. Una delle sue prime donne predilette, il soprano Raina Kabaivanka, sarà idealmente presente con la sua magnifica voce in alcune arie dalla Tosca. La scelta musicale (anche brani originali di Paki Zennaro) è tratta dall’opera di Puccini, quanto mai indicata per il luogo, costruito come Mausoleo dell’Imperatore Adriano, trasformato nei secoli come fortezza e prigione, ultimo atto del capolavoro pucciniano. La serata si arrichisce anche di video proiezioni firmate da Maxim Derevianko e di altri progetti come la 'selva' di panelli raffiguranti i bozzetti del maestro Capucci.  

fonte: www.adnkronos.com Riproduzione riservata © Copyright Adnkronos

Attori: Timothée Chalamet è il primo uomo della storia sulla copertina di Vogue

Aria di rivoluzione con il giovane attore in copertina, ma cosa vuol dire per l’uomo del futuro? Nei 106 anni di pubblicazione pochi uomini sono stati presenti sulla cover di Vogue e sempre insieme a una donna

“Chalamet incarna un tipo di uomo nuovo” ha scritto il direttore della rivista Vogue che per la prima volta dedica la copertina interamente a una star maschile. Il giovane attore reduce dalla Mostra del Cinema di Venezia 2022 dove ha presentato il nuovo film di Luca Guadagnino, Bones and All, di cui è protagonista, ha incantato il mondo con gli scatti fotografici che sono stati pubblicati sulla celebre rivista per il numero di ottobre. 

Un evento storico per il mondo del glamour e dello spettacolo poiché nei 106 anni di pubblicazione pochi uomini sono stati presenti sulla cover di Vogue e sempre insieme a una donna. “Vogue è uno spazio che celebra le donne, tuttavia c’è qualcosa che mi sembra nel migliore dei casi old-fashion, nel peggiore rétro, nel suddividere i generi in scatole così chiuse…La moda oggi è espressione di sé, è politica, è gioco, riguarda cosa ci fa stare bene” ha scritto Edward Enninful nel suo editoriale.

Chi è Timothée Chalamet

26 anni, nato a New York da mamma americana e padre francese, Chalamet sta vivendo il suo momento di gloria iniziato con il grande successo di Chiamami col tuo Nome di Guadagnino in cui recitava al fianco di Armie Hammer. Il suo talento davanti alla macchina da presa è stato notato a Hollywood e sono cominciate a piovere richieste di produzioni grandi e piccole. Lo abbiamo visto nel kolossal Dune, nei film indipendenti Lady Bird e Beautiful Boy, in Piccole Donne, French Dispatch e nel film di Woody Allen Un Giorno di Pioggia a New York. Tutti lo vogliono e nelle varie occasioni pubbliche ha colpito anche la sua personalità solare, la sua energia travolgente e la disponibilità con i fan.

Come mai Timothée per la cover di Vogue?

“Timothée ispira donne e uomini ed è amato da adolescenti e da nonne. È un uomo che va bene per tutti” ha scritto Enninful, consapevole della sua scelta rischiosa che vuole rompere gli schemi. “Incanala l’energia di James Dean e Leonardo DiCaprio a vent’anni, ma con un approccio che smantella le vecchie nozioni di mascolinità” ha aggiunto. L’attore infatti gioca con la moda e lo stile, basti pensare al look con cui ha sfilato sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia con un completo rosso fuoco e la schiena scoperta. Le foto realizzate da Steven Meisel per Vogue lo ritraggono punk, rock, sexy, con outfit di pelle e capelli selvaggi e vaporosi colorati. Sopracciglia spettinate, un leggero monociglio, libero con le imperfezioni che non sono più da condannare ma da mettere in mostra.

La rivoluzione dell’uomo

La presenza di Timothée su Vogue ma anche in generale nel mondo dell’intrattenimento sta in un certo senso rivoluzionando lo stile maschile spingendo verso una maggiore autenticità che negli anni è passata sempre più in secondo piano per apparire sempre perfetti. Chalamet sta evitando di diventare un prodotto hollywoodiano studiato a tavolino, mantenendo il suo carattere, la sua anima e il suo temperamento e questo è apprezzato da un pubblico maschile e femminile di tutte le età.

>>>   Timothée Chalamet Instagram 

fonte: https://tg24.sky.it