La mostra fotografica, multimediale e di capolavori sartoriali Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale
fa rivivere una stagione di esplosione di idee, nomi, marchi,
creatività, industria, un portato di beni materiali e immateriali, un
“big bang” dell’immaginario della moda che riverbera ancora oggi il suo
successo, il fascino, la magia delle sue forme. L’iniziativa,
organizzata da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura, e curata da Fabiana Giacomotti, è promossa da
Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle
iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza
Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali: Zètema Progetto Cultura.
La mostra rappresenta il “secondo capitolo” dell’esposizione Moda in Luce 1925–1955. Alle origini del Made in Italy, ospitata presso il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti a Firenze. La mostra romana, interamente nuova per opere, allestimento e temi, prosegue il racconto di un mito, nel passaggio alla sua consacrazione ed esplosione.
IL CONTESTO
All’inizio degli anni Cinquanta l’Italia sta cambiando alla velocità
della luce e sta entrando nel boom e nella modernità. Corre su nuove
infrastrutture, autostrade, mezzi. Su professioni nuove, e nuovi abiti
sociali. Due campi in particolare segnano visibilmente questo sisma
storico: la moda e il cinema. Roma ne è il grande vivace contenitore e contenuto.
A Roma si trova Cinecittà, la città del cinema che, dopo l’epocale
rivoluzione del Neorealismo italiano, si sta trasformando nella
“Hollywood sul Tevere”: la città dove le major statunitensi e lo star
system trovano la sede distaccata del sogno americano. Il risultato è
prorompente: quella italiana diventerà la cinematografia con il maggior
numero di premi Oscar vinti, dopo gli Stati Uniti.
Nella moda avviene qualcosa di analogo. Un mondo di sartorie, di
piccole botteghe, di atelier, che ha studiato alla scuola di Parigi e
sui tavoli di ricamo e libri d’arte italiana, si trova proiettato sulla
vetta di passerelle, riviste e clienti del mondo, in America, Europa,
Russia, Giappone. L’haute couture dagli anni Cinquanta, e fino a noi,
deve conoscere tra le sue lingue quella del Made in Italy.
Da Roma, l’Italia riesce in due miracoli inattesi: dimostra che a
Cinecittà si possono fare film come in America e che l’haute couture può
sfilare per via Veneto. È un viaggio lungo, che l’esposizione alla
Centrale Montemartini mostra al vivo.
LA MOSTRA
Protagonista di Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale è
il patrimonio di memoria, fotografie, filmati dell’Archivio storico
Luce. Fondamento della conoscenza del XX secolo italiano ed europeo,
bene tutelato dell’Unesco, l’Archivio Luce rappresenta una ricchissima
fonte di testimonianze sulla moda e lo spettacolo. Il Luce immortala la
moda nel momento in cui Roma ne diventa riferimento, tra gli anni
Cinquanta e la metà dei Settanta. Una stagione straordinaria in cui la
sinergia tra moda, cinema, industria e creatività ha permesso all'Italia
di esercitare un profondo influsso culturale a livello internazionale,
ridefinendo i canoni del gusto e dello stile.
Il percorso espositivo immerge i visitatori dentro 150 fotografie d’epoca, per la gran parte del Luce, cinque postazioni video con filmati spesso rari e fino a oggi non disponibili al pubblico, oggetti, documenti, tessuti e 27 abiti originali, e nella maggior parte inediti, creati da nomi leggendari come Valentino Garavani, Karl Lagerfeld per Fendi, Federico Forquet, Sorelle Fontana, Giovanna Caracciolo-Carosa, Simonetta Visconti, Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni e ancora Roberto Capucci, Maria Antonelli, Patrick de Barentzen, Renato Balestra, André Laug, Emilio Federico Schuberth, Gabriellasport, Antonio De Luca, Angelo Litrico, Domenico e Agostino Caraceni, Pino Lancetti, Laura Biagiotti.
Opere d’arte di grande valore storico ed estetico, provenienti dagli
archivi delle maison, incluse Mantero Seta, Taroni e il gruppo
Ermenegildo Zegna, sartorie cinematografiche storiche come Farani, musei
quali il Boncompagni Ludovisi, da cui proviene anche un sontuoso
completo da sera appartenuto a Franca Bettoja, che dialoga con capi
coevi indossati da nomi quali Silvana Mangano, e ancora il CIAC-Centro
internazionale Arti e Costume di Venezia. Rilevante il prestito della
più importante collezione privata italiana, di proprietà di un
protagonista del cinema italiano, Massimo Cantini Parrini,
costumista di fama internazionale, più volte candidato al premio Oscar e
vincitore di innumerevoli premi, che mostra l’estensione di un talento
costruito sulla conoscenza profonda della storia dell’arte e del
costume.
Organizzato nello stile e nei colori come un’elegante sartoria romana
degli anni Cinquanta e Sessanta, il progetto dell’architetto Dario
Dalla Lana si conclude in una sala-biblioteca che
presenta una selezione di preziosi campionari tessili di proprietà degli
archivi di Mantero Seta, Taroni e il gruppo Ermenegildo Zegna, oltre a
volumi e riviste rare, di proprietà della curatrice, studiosa del
costume e dell’editoria di moda dai suoi albori. Impreziosiscono il
percorso inviti, memorabilia e un album amicorum, appartenuto
ad Angelo Litrico, che include disegni e dediche dei più importanti
sarti e artisti dell’epoca, da Emilio Pucci a Valentino e Novella
Parigini.
Un viaggio multimediale e fisico nell’immaginario, tra storia, stile,
costume, società e sogno, una macchina del tempo che ci trasporta nel
mito: quando Roma e l’Italia hanno spiegato al mondo come vestire, e
come vivere.
Le immagini raccontano sfilate, atelier, reportages, interviste,
jet-set, lavoro e glamour, artigianato e arte. A fianco, il cinema che
fa di Roma un tempio, e fornisce alla moda sogno e corpi. Quelli di: Sophia Loren, Audrey Hepburn, Liz Taylor, Lucia Bosè, Kirk Douglas, Charlton Heston, Sean Connery, Elsa Martinelli, Anita Ekberg, Anna Magnani, Ingrid Bergman, Gabriele Ferzetti, Rod Steiger.
Accompagna Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale il catalogo, edito da Silvana Editoriale, a cura di Fabiana Giacomotti.
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