lunedì 31 marzo 2025

Firenze Flower Show, mostra mercato di piante rare e inconsuete, al Giardino Corsini dal 5 al 6 Aprile 2025

Firenze Flower Show
, mostra mercato di piante rare ed inconsuete, tornerà
il 5-6 Aprile 2025 nel bellissimo Giardino Corsini, in via della Scala 115 a Firenze. La manifestazione primaverile tornerà con i migliori espositori del territorio nazionale, per passare insieme ai numerosi visitatori due giorni di divertimento e apprendimento sul tema del florovivaismo e del giardinaggio di qualità. Molte le attività collaterali gratuite che coinvolgeranno grandi e piccini in corsi di giardinaggio, dimostrazioni creative e laboratori didattici.  Orario mostra mercato: 09:00 – 20:00

Giunta alla sua settima edizione primaverile, Firenze Flower Show, la mostra mercato di piante rare e inconsuete, tornerà dal 5 al 6 Aprile 2025 con una nuova e ricchissima edizione. La location sarà sempre il bellissimo e storico Giardino Corsini, a Firenze in via della Scala, 115.
La mostra mercato sarà aperta dalle 9:00 alle 20:00 con orario continuato (ingresso a pagamento).

Tante le novità per i visitatori che decideranno di trascorrere un weekend all’insegna del verde di qualità e del giardinaggio. Firenze Flower Show ospiterà infatti un parco espositori sempre più nutrito, 70 fra i migliori produttori e collezionisti di rarità botaniche saranno pronti a mostrare al grande pubblico le loro varietà più particolari e a presentare le loro anteprime assolute a livello nazionale.

Saranno presenti numerosissime specie di rose, alle ortensie più rare, alle orchidee, agli agrumi in moltissime varietà e ancora camelie e azalee. Non mancheranno le piante cactacee e succulente, gli olivi secolari, piante mediterranee, perenni e i bulbi.

Ma non finisce qui, sarà possibile reperire infatti carnivore, piante aromatiche insolite e alberi da frutto in specie antiche e ritrovate e tantissime altre curiosità. Faranno da contorno a tutto ciò sezioni dedicate all’arredo da giardino e per la casa, artigianato di qualità, eccellenze enogastronomiche e prodotti del benessere, sempre indissolubilmente legate al mondo della natura.

Nuovi saranno anche tutti gli eventi collaterali che arricchiranno la kermesse. I “nuovi amici” di Firenze Flower Show potranno avvicinarsi al mondo del giardinaggio attraverso corsi di giardinaggio base e le mini-conferenze sulla storia, l’uso e la cura delle piante tenuti sempre dagli stessi espositori e tutti rigorosamente gratuiti!

Per il pubblico più esperto invece non mancheranno nuovi laboratori specializzati e avanzati di coltivazione dove poter apprendere i “trucchi del mestiere” e tecniche sempre più approfondite. Senza dimenticare ovviamente i “piccoli amici” della manifestazione: tutti i giorni ci saranno moltissime attività dedicate a loro per avvicinarli all’ecologia e al rispetto dell’ambiente, grazie a divertenti laboratori didattici e attività pratiche a loro misura. Ogni attività collaterale di Firenze Flower Show che si svolge all’interno della mostra mercato è gratuita ed aperta a tutti, previa iscrizione nell’area dedicata del sito.

INFO UTILI: I biglietti potranno essere acquistati direttamente il giorno della manifestazione oppure online CLICCANDO QUI

Area ristoro all’interno.

PREZZI PER L’INGRESSO ALLA MANIFESTAZIONE:

INGRESSO GIORNALIERO: 12 euro.

ABBONAMENTO DUE GIORNI: 20 euro.

INGRESSO RIDOTTO – Per gli iscritti alla Facoltà di Agraria (UNIFI) presentando il libretto universitario e per i possessori di Carta Verde della Rivista Vita In Campagna: 9 euro.

INGRESSO PET FRIENDLY – Per chi arriva in compagnia del proprio animale domestico: 9 euro.
Entrata gratuita per i ragazzi sotto i 12 anni e per diversamente abili.

fonte: www.firenzeflowershow.com

Firenze: Fondazione CR Firenze e Fondazione Roberto Longhi organizzano la mostra “Caravaggio e il Novecento” a Villa Bardini. Dal 27 marzo al 20 luglio 2025

L’esposizione racconta la straordinaria eredità di Roberto Longhi e Anna Banti, in collaborazione con la Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi. Dal 27 marzo al 20 luglio 2025.

La mostra “Caravaggio e il Novecento. Roberto Longhi, Anna Banti” di Fondazione CR Firenze e Fondazione Roberto Longhi sarà ospitata a Villa Bardini dal 27 marzo al 20 luglio 2025. Curata da Cristina Acidini e Claudio Paolini, l’esposizione rappresenta molto più di una tradizionale mostra d’arte: offre un percorso culturale completo attraverso la vita e l’opera di una delle coppie più influenti del panorama intellettuale italiano del XX secolo.

Il percorso espositivo, che si snoda attraverso dodici sale occupando tutti gli ambienti della villa, presenta un’importante collezione di opere d’arte, documenti d’archivio e materiali multimediali, molti dei quali inediti. Tra i capolavori esposti spiccano il “Ragazzo morso da un ramarro” di Caravaggio, gli “Apostoli” di Jusepe de Ribera e una preziosa raccolta di dieci opere di Giorgio Morandi, donate personalmente dall’artista bolognese a Roberto Longhi e Anna Banti.

La mostra riunisce complessivamente 40 dipinti, tra disegni e acquarelli, oltre a significativi nuclei di fotografie originali e documenti che testimoniano i rapporti della coppia con figure di primo piano della cultura italiana, da scrittori come Giuseppe Ungaretti, Giorgio Bassani, Vasco Pratolini, Carlo Emilio Gadda e Pier Paolo Pasolini, ad artisti del calibro di Filippo de Pisis, Renato Guttuso e Scipione.

L’esposizione celebra il ruolo fondamentale che Longhi e Banti ebbero nella riscoperta di Caravaggio e del Seicento italiano. Particolarmente significativa fu la mostra che Longhi dedicò a Caravaggio nel 1951 a Palazzo Reale di Milano, un evento che attirò oltre 400.000 visitatori e riportò l’attenzione internazionale su questo maestro per lungo tempo dimenticato.

La mostra evidenzia anche l’impegno della coppia nella divulgazione dell’arte attraverso vari media, dai settimanali popolari alla televisione e alla radio. I visitatori potranno visionare due documentari realizzati da Longhi, dedicati rispettivamente a Carpaccio e a Carlo Carrà.

“Caravaggio e il Novecento” rappresenta una celebrazione dell’eredità che Roberto Longhi e Anna Banti hanno lasciato alla cultura italiana e alla storia dell’arte, una narrazione unica che valorizza il patrimonio della Fondazione Roberto Longhi.

Tutte le >> INFO 

fonte: www.villabardini.it

63a GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO – 27 Marzo 2025. Il messaggio per il 2025 è stato scritto dal regista Theodoros Terzopoulos

La Giornata Mondiale del Teatro quest’anno è giunta alla 63a edizione e per l’occasione il messaggio è stato scritto da Theodoros Terzopoulos, attore, drammaturgo, regista, pedagogo e fondatore di Attis Theatre.

La Giornata Mondiale del Teatro è stata istituita dall’International Theatre Institute e da esperti dell’UNESCO per la prima volta il 27 Marzo 1962.

Da quel giorno, ogni anno, in tutto il mondo viene celebrata la Giornata Mondiale del Teatro e per l’occasione viene richiesto ad una personalità del teatro, della musica e della cultura in genere di scrivere un messaggio.

Il messaggio viene letto nei teatri, nelle scuole, nelle biblioteche, nei luoghi di cultura e di aggregazione in tutto il mondo.

Theodoros Terzopoulos, uno dei grandi maestri della scena contemporanea, riflette nel suo messaggio sul bisogno di nuovi modi narrativi che coltivino la memoria e creino una nuova responsabilità morale e politica per fuoriuscire dalla multiforme dittatura del Medioevo odierno.

International Theatre Institute ITI
World Organization for the Performing Arts
Messaggio per la Giornata Mondiale del Teatro 2025 – 27 marzo
Autore del Messaggio: Theodoros TERZOPOULOS, Grecia
Regista teatrale, Educatore, Autore, Fondatore e Direttore Artistico di Attis Theatre
Company, Ispiratore delle Olimpiadi Teatrali e Presidente del Comitato Internazionale delle
Olimpiadi Teatrali

Messaggio per la Giornata Mondiale del Teatro 2025 di Theodoros Terzopoulos

"Può il teatro sentire il grido di aiuto che i nostri tempi stanno lanciando, in un mondo di cittadini
impoveriti, rinchiusi in celle di realtà virtuale, trincerati nella loro soffocante privacy? In un mondo
di esistenze robotizzate all'interno di un sistema totalitario di controllo e repressione in ogni ambito
della vita?
Il teatro è preoccupato per la distruzione ecologica, il riscaldamento globale, la massiccia perdita di
biodiversità, l'inquinamento degli oceani, lo scioglimento delle calotte polari, l'aumento degli
incendi boschivi e gli eventi meteorologici estremi? Può il teatro diventare parte attiva
dell'ecosistema? Da molti anni il teatro sta osservando l'impatto dell'uomo sul pianeta, ma ha
difficoltà ad affrontare questo problema.

Si preoccupa il teatro della condizione umana così come si sta delineando nel XXI secolo, in cui il
cittadino è manipolato da interessi politici ed economici, reti mediatiche e aziende che formano
l'opinione pubblica? Dove i social media, per quanto la facilitino, sono il grande alibi della
comunicazione, perché garantiscono la necessaria distanza di sicurezza dall'Altro? Un senso
pervasivo di paura dell'Altro, del diverso, dello Straniero, domina i nostri pensieri e le nostre azioni.
Può il teatro fungere da laboratorio per la coesistenza delle differenze senza tenere conto del
trauma sanguinante?

Il trauma sanguinante ci invita a ricostruire il Mito. E come dice Heiner Müller: “Il mito è un
aggregato, una macchina alla quale si possono collegare macchine sempre nuove e diverse.
Trasporta l'energia fino a quando la velocità crescente farà esplodere il campo culturale” e,
aggiungerei, il campo della barbarie.
I riflettori del teatro possono far luce sul trauma sociale e smettere di gettare un'immagine
fuorviante su sé stesso?

Domande che non ammettono risposte definitive, perché il teatro esiste e sopravvive grazie a
domande senza risposta.
Domande innescate da Dioniso, che attraversa il suo luogo di nascita, l'orchestra del teatro antico,
e continua il suo silenzioso viaggio da profugo attraverso paesaggi di guerra, oggi, nella Giornata
Mondiale del Teatro.
Guardiamo negli occhi Dioniso, il dio estatico del teatro e del Mito che unisce passato, presente e
futuro, figlio di due nascite, da Zeus e da Semele, espressione di identità fluide, femminile e
maschile, iroso e gentile, divino e animale, in bilico tra follia e ragione, ordine e caos, un acrobata
sul crinale tra la vita e la morte. Dioniso pone una domanda ontologica fondamentale: “Qual è il
senso di tutto questo?” una domanda che spinge il creatore verso un'indagine sempre più profonda
sulle radici del mito e sulle molteplici dimensioni dell'enigma umano.
Abbiamo bisogno di nuovi modi narrativi che coltivino la memoria e creino una nuova responsabilità
morale e politica per fuoriuscire dalla multiforme dittatura del Medioevo odierno."
Theodoros Terzopoulos