venerdì 17 novembre 2023

Il mito della Callas riletto in chiave contemporanea alla Scala. La mostra “Fantasmagoria Callas” curata da Francesco Stocchi.

Milano, 17 nov. (askanews) – Il mito e il contemporaneo: cinque protagonisti della scena culturale di oggi raccontano Maria Callas all’interno del Teatro alla Scala di Milano. “Fantasmagoria Callas” è una mostra raffinata, capace di fare cambiare passo perfino a un luogo sacro e tradizionalista come il tempio della lirica e di rinnovare la storia del soprano più celebre di sempre attraverso opere di Giorgio Armani, Alvin Curran, Latifa Echakch, Mario Martone e Francesco Vezzoli. E la fantasmagoria del titolo si declina soprattutto nella molteplicità dei mezzi espressivi scelti: dalla scultura alla moda, dal cinema al suono, fino alla fotografia ricamata. A curare il progetto è Francesco Stocchi a cui abbiamo chiesto come lo abbia pensato. 

“Ho immaginato – ha detto ad askanews – partendo da un assunto molto semplice, che Callas è una di quelle rare figure che non è stata ma è, e quindi anche sarà. Perciò abbiamo pensato di lavorare non tanto in maniera retrospettiva, non tanto partendo dagli archivi, così come è solito lavorare in modo eccellente il Museo del Teatro a Scala, ma evocandola. Evocandola innanzitutto oggi per raccontare che cos’è per certe figure creative Maria Callas, e che cos’è per tutti noi e poi anche evocandola nella sua complessità”.

L’esposizione è intensa, l’allestimento di Margherita Palli funziona e sottolinea l’unicità delle opere, ma permette anche di creare ambienti adatti ad ospitare video e suoni. E la sensazione è che le scelte di Stocchi abbiano anche la valenza di un ragionamento sui diversi modi interdisciplinari che fanno oggi quella cosa che chiamiamo arte contemporanea. Ma a prevalere poi è il mito stesso, la rievocazione rituale di un personaggio che, come ci ha detto Francesco Vezzoli, aveva qualità anche simboliche straordinarie. 

“Rappresenta l’ossessione prima di tutto per la perfezione – ha raccontato l’artista -. L’ossessione per la perfezione tecnica, ma anche per la perfezione della propria immagine pubblica, che mi sembrano due binari molto importanti. Diciamo che viviamo in un mondo in cui c’è chi accelera nella tecnica, ma magari non è proprio impeccabile nel profilo Instagram e poi abbiamo profili Instagram meravigliosi, ma di persone completamente prive di sostanza. Quando invece qualcuno riesce a camminare su questi due binari con uguale forza, con uguale stamina, con uguale energia, riesce a creare il mistero di un mito e la Callas c’è riuscita”.

Non serve essere melomani per restare intrappolati nel meccanismo narrativo della mostra: Maria Callas, attraverso le opere d’arte, va oltre perfino se stessa. E la sua storia esce anche fisicamente dalla Scala per arrivare alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, dove una mostra di fotografie dell’Archivio Publifoto racconta la cantante e la sua vita eccezionale attraverso i ritratti. 

fonte: https://askanews.it

A Firenze aperta Giunti Odeon. Una delle librerie più belle del mondo

Perché è libreria ma anche cinema: un percorso sperimentale che unisce letteratura, musica, teatro e grande schermo. Tra la classica programmazione delle 21 e le proiezioni diurne su schermo led

Sembrava dovesse diventare libreria-ristorante il mitico Cinema-Teatro Odeon di Firenze, ponendo fine alla storica attività di proiezione di una delle ultime sale rimaste nel centro città. Eppure a dispetto delle solite polemiche che sorgono a Firenze quando si cambia qualcosa, ha preso una piega completamente diversa il progetto Giunti Odeon, che con la direzione creativa di Gabriele Ametrano ha dato vita a un progetto culturale ambizioso: >> Giunti Odeon Libreria e Cinema.

Giunti Odeon Libreria e Cinema a Firenze

La nuova Giunti, ospitata nel rinascimentale Palazzo dello Strozzino, è stata restaurata dai designer e architetti dello studio Benaim di Firenze in modo tale da far tornare alla luce elementi architettonici e decorativi da tempo illeggibili, come le fontane, le decorazioni sulle colonne, ma anche gli arazzi e la cupola, che ora saranno permanentemente illuminati. Tutto per far diventare questo luogo “un simbolo del rinascimento culturale che Firenze merita“, ha detto Ametrano a Controradio. Parliamo dopotutto di uno spazio di ben 1.500 metri quadri, che continuerà a ospitare accanto alla nuova libreria l’originale sala cinematografica e due nuovi schermi, uno per la proiezione al buio e un grande ledwall per l’intrattenimento diurno.

Proiezioni, libri, incontri e mostre da Giunti Odeon

Il progetto – che inizialmente prevedeva che la sala Art Déco fosse completamente trasformata in una struttura polifunzionale, rinunciando ai film – era stato osteggiato dai fedelissimi della struttura, soprattutto considerato il fatto che il cinema era ancora attivo al momento dell’acquisizione. 

E invece ora sarà proprio il cinema il cuore di Giunti Odeon, che ha confermato le proiezioni delle 21 nella sala da quasi 200 posti (in lingua originale e sottotitolate) con programmazione a cura di Gloria Germani e Marco Luceri in dialogo con gli incontri letterari. Che spazieranno dal biologo naturalista Daniel Lumera all’autore Premio Strega Paolo Cognetti, da Fabio Volo a Laura Imai Messina, ognuno corredato da un film accuratamente selezionato in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Nella struttura anche un bistrot, con la linea di cucina curata dalla cuoca Tini Ferragamo.

Impossibile dimenticare, infine, la natura bibliofila del luogo. La libreria Giunti Odeon ospiterà nei 680 metri quadri oltre 1200 metri di scaffalature e più di 25mila titoli proposti (anche in lingua originale), e sarà affiancata da una fitto portafoglio di eventi culturali che includerà anche un programma espositivo di natura artistica, oltre a fornire spazi per lo studio, la lettura e la socializzazione.

Giulia Giaume

www.giuntiodeon.com/it

fonte: di Giulia Giaume  www.artribune.com

Mary George, la serie Sky con Moore e Galitzine in arrivo

Sky e Amc rilasciano le prime immagini della loro prossima serie originale Mary & George, interpretata dall'attrice premio Oscar e vincitrice del premio Bafta Julianne Moore (Still Alice, Lontano dal paradiso), Nicholas Galitzine (Cenerentola, Purple Hearts) e Tony Curran (Mayflies, Your Honor).

In esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW nel 2023, Mary & George è ispirata all'incredibile storia vera di Mary Villiers, che crebbe il suo affasciante e carismatico figlio, George, affinché potesse sedurre Re Giacomo VI di Scozia, conosciuto anche come Giacomo I d'Inghilterra, e diventare il suo potentissimo amante.
 
Grazie a scandalosi intrighi, il duo di umili origini divenne la coppia madre-figlio più ricca, più titolata e influente che l'Inghilterra avesse mai visto, nonché la coppia più fidata di consiglieri del re.  Con la posizione dell'Inghilterra sulla scena mondiale minacciata dall'invasione spagnola e con i rivoltosi che scendevano in piazza per rovesciare il re, la posta in gioco non poteva essere più alta. 
 
Pronta a non fermarsi davanti a nulla e armata del suo spietato fiuto politico, Mary si fece strada prima attraverso il matrimonio, poi corrompendo politici e cospirando con criminali. 
 
Riuscì così a imporsi nel cuore dell'establishment, facendolo suo. Un period drama estremamente audace su una madre e un figlio che diedero scandalo, che complottarono, sedussero e uccisero per conquistare la corte d'Inghilterra e il letto di re Giacomo.  

fonte: di Redazione ANSA www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

The Crown 6 con la morte di Diana e il tributo alla regina

Spazio a William e Kate e nel finale la reunion, da Foy a Colman

La stagione 6 di The Crown sarà l'ultima della serie creata da Peter Morgan e i produttori hanno assicurato che la morte di Diana sarà affrontata sul piccolo schermo con "grande delicatezza e rispetto". La messa in streaming su Netflix è attesa entro il 2023.

"Lo spettacolo potrebbe essere grande e rumoroso, ma noi non lo siamo" afferma la produzione a proposito del tragico evento che sarà al centro dei primi episodi: le puntate successive daranno quindi spazio alla storia d'amore tra il principe William e Kate Middleton, e prevederanno anche un omaggio a Elisabetta II, morta un anno fa. Intervenendo al Festival televisivo di Edimburgo, i produttori esecutivi Andy Harries e Suzanne Mackie si sono preoccupati di sottolineare quanto la Left Bank Pictures e Netflix siano state premurose nel compito di catturare l'incidente mortale di Diana a Parigi nel 1997. 

La morte della principessa sarà presente nei primi episodi della stagione finale di The Crown, le scene sono state girate in un periodo di due settimane lo scorso ottobre. "Elizabeth Debicki è un'attrice straordinaria ed è stata così premurosa. Amava Diana. C'è un enorme rispetto da parte di tutti noi, spero che sia evidente", hanno aggiunto. Dopo aver mostrato la morte dell'ex moglie di Carlo, la serie si concentrerà sull'incontro tra William e Kate, ricreando alcuni momenti chiave della loro storia d'amore iniziata durante l'università. Intanto la regina Elisabetta II è morta durante la realizzazione della sesta stagione e Harries ha sostenuto che l'episodio finale del sontuoso dramma reale è "uno dei migliori spettacoli che abbia mai fatto". La direzione del finale è affidata a Stephen Daldry. 

"La scomparsa di sua maestà ha avuto un impatto su tutti noi… È un molto potente e un episodio di grande rispetto" ha detto Mackie spiegando che si è trattato di una "lettera d'amore" alla regina da parte dello scrittore Peter Morgan. Mackie, che ha lasciato la Left Bank per fondare la Orchid Pictures nel 2020, ha affermato di provare "emozioni molto contrastanti" riguardo alla fine di The Crown.
"È una parte importante della mia carriera e della mia vita e ne sono profondamente orgoglioso. 

Così all'improvviso tutto finisce e ci si sente liberi". Al centro degli ultimi episodi ci sarà un nuovo decennio della storia del regno: fa avanzare la storia negli anni 2000 quando il principe William inizia l'università a St Andrew's, determinato a condurre una vita il più normale possibile, finché può. All'inizio della vita come studentessa universitaria c'è anche Kate Middleton, del Berkshire. La stagione racconterà come i due si sono incontrati per la prima volta nel campus e hanno avuto una storia d'amore, mentre si conclude questa epica drammatizzazione del regno della regina Elisabetta II. 

La serie segna il debutto cinematografico di Ed McVey, nel ruolo del giovane principe William, dopo il lavoro teatrale all'Old Vic e agli Hammersmith Riverside Studios. Meg Bellamy (19 anni) ha vinto il ruolo di Kate dopo aver risposto ad un casting sui social media e aver inviato un provino. Un passaggio che rappresenta per Mackie quello di "piccoli fiori che sbocciano dopo la morte di Diana". 

Le riprese di questa nuova stagione sono state effettuate a St. Andrews, in Scozia, all'inizio di quest'anno, permettendo a Ed e Meg di vivere e godersi alcuni dei luoghi che il Principe William e Kate Middleton hanno realmente frequentato vent'anni fa. La quinta stagione di The Crown è terminata con la fine del matrimonio tra il principe Carlo e Diana, la sesta stagione dovrebbe andare in onda entro la fine dell'anno. 

Secondo il The Sun, per un omaggio alla monarca inglese nel gran finale di serie, che racconterà un periodo d'oro per la famiglia reale, con le nozze di Carlo e Camilla (Dominic West e Olivia Williams) e l'incontro fino al fidanzamento di William e Kate all'Università di St. Andrews, ci sarà una reunion di tutte le attrici che hanno vestito i panni della regina Elisabetta in tutte le stagioni della serie Netflix, con alcune scene speciali dedicate al grande percorso da monarca della sovrana di Regno Unito, Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Oltre alle già note Claire Foy, Olivia Colman e Imelda Staunton, sarà introdotta la new entry Viola Prettejohn che la interpreterà giovane in tempo di guerra.  

fonte: di Nicoletta Tamberlich www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

lunedì 13 novembre 2023

Napoli: "La Signora della Tv" con Vincenzo de Lucia, al Teatro Acacia, dal 30 novembre al 3 dicembre

VINCENZO DE LUCIA – ATTORE/IMITATORE/PERFORMER Dallo spettacolo dal vivo alla TV. Il talento paga e Vincenzo De Lucia, napoletano classe ’87, ne è un luminoso esempio. 

L’attore dalla voce plasmabile, doti canore e grandi capacità di imitatore, ha debuttato in prima serata accanto a Stefano De Martino e Fatima Trotta, nel fortunato programma Made in Sud (2020), occasione televisiva che ha mostrato al pubblico l’incredibile predisposizione all’imitazione di De Lucia che, con la sua versione di Maria De Filippi, ha conquistato i cuori e i sorrisi degli spettatori. 

Il successo di “Maria De Filippi” a Made in Sud, lo vede riconfermato – sempre accanto a De Martino -, nel programma Stasera Tutto è Possibile, in onda dal 12 gennaio 2021 su Rai2 e di cui, insieme a Biagio Izzo e Francesco Paolantoni, compone il cast fisso della trasmissione prodotta da Endemol Shine Italy. 

La prima puntata raccoglie 2.573.000 spettatori (oltre il 12% di share), sottolineando al pubblico l’innata dote dell’interprete come spalla perfetta nel ruolo di comico-imitatore. In questi ultimi anni, oltre ad essere diventato parte del cast fisso di “Step” fino all’ultima edizione andata in onda lo scorso Marzo 2023, lo abbiamo visto quarto giudice a “Tale e Quale Show” nei panni di Maria De Filippi, ed ospite dell’ultima edizione del “Maurizio Costanzo Show”, e poi vestire i panni di una “singolare” Barbara d’Urso in “Benedetta Primavera” a far da contraltare alla mitica Loretta Goggi, ultima grande regina del varietà televisivo. 

Le frecce all’arco di De Lucia sono tante e tutte al femminile, caratteristica che lo rende ancor più eclettico ed interessante quando, con estrema naturalezza, indossa i panni delle signore più importanti della televisione italiana, come Mara Venier – di cui è amico e fedele riproduttore vocale -, ma anche Barbara D’Urso, Mara Maionchi, Franca Leosini, Maria Nazionale, Sandra Milo (imitata a Domenica In d’innanzi alla vera Milo), Francesca Fagnani, Milly Carlucci, Federica Sciarelli e tante altre; interpretazioni senza precedenti nel genere, che lo portano a indossare la definizione di Female Impersonator. Nel 2009 vince il Premio Alighiero Noschese come Miglior Imitatore e Trasformista campano. 

La formazione prima e l’esperienza poi, lo portano anche a cimentarsi con il Teatro Popolare accanto a Leopoldo Mastelloni, diretti da Lara Sansone, oltre che a collaborare con il regista e sceneggiatore Massimo Andrei. Tanti nel tempo sono stati anche i palcoscenici live calcati sui tacchi da Vincenzo, tra cui il Gay Village di Roma (2015), dove viene “scoperto e accolto” da Vladimir Luxuria – all’epoca direttrice artistica della manifestazione – che, ad ogni occasione, ne riconosce lo spessore artistico e professionale. Vincenzo De Lucia è quel che dicesi “un cavallo di razza”. Un artista poliedrico dalle spiccate capacità interpretative che, con la sua arte, non lascia spazio a discussioni sul genere. Un fuoriclasse come non se ne vedevano da tempo nel panorama degli imitatori, espressione di quel talento puro di cui sono portatori solo i grandi artisti. Alle abilità attoriali, si uniscono anche umiltà, disponibilità e capacità d’ascolto, sfumature umane di un profilo che è pronto e predisposto ad ogni tipo di collaborazione in ambito televisivo e di spettacolo.

ilbotteghino@fastwebnet.it
0815564684 - 0815568054
dal lunedi' al sabato Orari: 10.00 /13.00 - 16.30/19.30

fonte: www.cineteatroacacia.it

Libri: "Dulcis in forno. Pani e focacce dolci, sfogliati, brioche e altri dolci da forno" di Fulvio Marino

Dopo il pane e la pizza, per Fulvio Marino è arrivato il momento di esplorare il mondo dei dolci da forno.

Il mugnaio più famoso d’Italia ci regala un libro con tante ricette facili e gustose per portare la pasticceria da forno nelle case di tutti. Cornetti, brioche, croissant, torte, crostate e pani dolci: ancora una volta, il talento e la bravura di Fulvio Marino ci prendono per mano e ci conducono alla scoperta dei sapori e dei profumi che solo i dolci da forno sanno regalare. Senza dimenticare gli approfondimenti sugli ingredienti, gli impasti, le tecniche e i metodi di cottura.

Fulvio Marino, volto noto delle trasmissioni di Antonella Clerici, è nato a Cuneo (1985) in una famiglia di mugnai, con un mulino che dalle Langhe ha ormai raggiunto la fama internazionale. Lavora nell'azienda di famiglia ed è responsabile delle panetterie della catena Eataly. 

Tra le sue pubblicazioni Dalla terra al pane (Cairo, 2021), Pizza per tutti. Ricette, impasti e metodi di cottura (Mondadori Electa, 2022) e Dulcis in forno. Pani e focacce dolci, sfogliati, brioche e altri dolci da forno (Mondadori Electa, 2023).

Classe 1986, piemontese, oggi segue le orme di nonno Felice, di papà Ferdinando e di zio Flavio lavorando nell'azienda di famiglia Mulino Marino a Cossano Belbo (Cuneo) nel cuore delle Langhe.

Fu il nonno, infatti, ad acquistare nel 1956 un mulino a pietra dando vita a un'attività che si è ampliata negli anni.

Crea il suo primo lievito madre all'età di 14 anni e dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, inizia a dedicarsi a tempo pieno alla sua passione per il mondo della panificazione: lavorando nel mulino di famiglia e diventando capo delle panetterie di Eataly nel mondo.

Da settembre 2020 partecipa alla trasmissione "È sempre mezzogiorno"di Antonella Clerici su Rai 1 con la sua rubrica Il pane quotidiano nella quale spiega ricette e tecniche di panificazione. 

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Tra le sue pubblicazioni il libro Dalla terra al pane (Cairo, 2021) >> Articolo QUI

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fonte: www.amazon.it