giovedì 14 luglio 2022

Danza: Jacopo Tissi inizia la sua nuova avventura al Teatro alla Scala con Giselle. Video

Pochi mesi fa, subito dopo l’inizio della guerra in Ucraina, aveva lasciato il Bolshoi di Mosca di cui era diventato, primo italiano nella storia, principal dancer. 

Ora per il giovane danzatore comincia un nuovo capitolo come primo ballerino ospite della Scala. Lo abbiamo incontrato a poche ore dal suo debutto. L’INTERVISTA

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“I balletti raccolgono sempre qualcosa di te. Per fare uscire fuori determinate emozioni ci scaviamo sempre dentro… probabilmente dopo questo periodo c’è qualcosa di più, per me”. Era stato appena nominato principal dancer del Bolshoi. Prima di lui, nessun italiano era mai riuscito neanche a entrare in quella che è considerata tra le più prestigiose e ambite compagnie al mondo. Poi l’inizio della guerra in Ucraina e la scelta, difficile e sofferta, di lasciare Mosca e il suo teatro.
Ora, per Jacopo Tissi, comincia una nuova avventura come primo ballerino ospite del Teatro alla Scala. Lo abbiamo incontrato a poche ore dal debutto in Giselle, grande classico del repertorio in scena fino al 16 luglio. Un ritorno a casa per il giovane danzatore, 27 anni, nato a Landriano, un paesino in provincia di Pavia, che dopo essersi diplomato con lode alla Scuola di Ballo dell’Accademia della Scala ha danzato nel corpo di ballo scaligero agli inizi della sua carriera, dopo una breve parentesi a Vienna, per poi volare a Mosca.

Jacopo, la tua carriera riparte dal Teatro dove un po’ tutto è iniziato con un titolo simbolo del romanticismo. È un ruolo che senti vicino a te?

È un balletto che mi è sempre piaciuto molto sia guardare che interpretare. La parte di Albrecht è molto complessa e la vera difficoltà consiste nel trasmettere l’evoluzione psicologica del personaggio. Ogni gesto deve riuscire a esprimere il lato interiore. Sono contento di averlo affrontato un po’ più avanti nella mia carriera, è uno di quei ruoli che cresce con te, e sono felice che sia questo il primo passo di questo mio nuovo capitolo qui al Teatro alla Scala di Milano. 

Avevi già danzato Albrecht?
Sì, ho debuttato nella versione di Alexei Ratmansky a Mosca.

Avrai accanto la prima ballerina della Scala Nicoletta Manni che, l’ultima volta che ha danzato Giselle su questo palco, aveva avuto l’opportunità unica di preparare questo ruolo con Carla Fracci…

Con Nicoletta ci siamo ritrovati. Abbiamo ballato insieme nel mio primo anno di compagnia quando ero qui alla Scala. Più volte Nicoletta ha menzionato ciò che voleva Carla, io le ho parlato di quello che mi avevano trasmesso al Bolshoi e dell’idea dell’interpretazione che avevo pensato. C’è stato un bello scambio tra noi e ora aspettiamo lo spettacolo per incontrarci in scena.

Carla Fracci è stata la più grande Giselle di tutti i tempi. Cosa aveva di straordinario?

Il suo approccio spontaneo ma anche molto forte. Questa incredibile sincerità in ogni suo gesto, una grande profondità per cui qualunque sfumatura diventava un modo per dire qualcosa. Per i danzatori della Scala studiare in sala con lei è stata un’esperienza unica.

È la prima volta che affronti questa versione di Giselle firmata da Yvette Chauviré che negli anni è diventata un po’ un cavallo di battaglia del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Cosa ti piace?

Tante cose. Prima di tutto la scenografia e i costumi, c’è una bella coordinazione di colori. E poi il fatto che la linea interpretativa sia molto chiara sempre, nel primo e nel secondo atto.

Sei stato il primo italiano nella storia ad essere nominato principal dancer del Bolshoi e anche l’unico che è riuscito ad entrare nella prestigiosa compagnia. Cosa ti manca dei cinque anni trascorsi a Mosca?

Mi manca la mia vita che è stata un po’ stravolta all’improvviso. Uno strappo che non potevo aspettarmi. Tuttavia non mi lascio abbattere da quello che sto cercando di guardare come qualcosa che appartiene al passato, anche se mi ha segnato. Ora mi sto concentrando al massimo e sto dando tutto me stesso per quello che verrà.

L’ultima volta che hai danzato qui alla Scala è stato pochi mesi fa. Eri stato invitato a fine gennaio a danzare la Bayadére nella versione di Rudolf Nureyev. Avevi accanto Svetlana Zakharova, tua collega a Mosca e tua grande amica. Sei ancora in contatto con lei e con i tuoi maestri del Bolshoi?

Sì ci sentiamo, sono persone a cui io tengo molto così come loro tengono a me. Sono contenti dei miei spettacoli e delle mie nuove possibilità.

Come primo ballerino ospite del Teatro alla Scala, nella prossima stagione danzerai diversi titoli, tra cui anche Schiaccianoci. Tra l’altro proprio al termine di una recita di Schiaccianoci avevi ricevuto la nomina lo scorso anno…

Già, proprio il 31 dicembre… e combinazione sarà il primo balletto della prossima stagione. Sarà per me una nuova sfida perché conosco meno il repertorio di Rudolf Nureyev ed è anche un grande onore poterlo danzare visto che ricorrono i 30 anni dalla scomparsa di Rudy.

Ormai da alcuni mesi, da quando hai lasciato Mosca a inizio marzo, stai studiando con la compagnia della Scala. Cosa ti colpisce?

Tante persone le conosco, alcuni sono stati miei colleghi ma ci sono anche tanti ragazzi nuovi. Tante personalità diverse. è un nuovo gruppo che ha tanta voglia di spingere e di fare. Stanno sperimentando anche diverse cose nuove. Vedo che c’è un bell’affiatamento anche con il direttore Manuel Legris. Sono sicuramente su una buona onda.

 Durante la masterclass di Giselle, Carla Fracci ha detto alla prima ballerina Martina Arduino: “Libera quello che senti, in scena ogni giorno si crea”. Per te cosa accade sul palco e cosa cambia rispetto al lavoro in sala?
In sala è un lavoro lungo, di ricerca dei movimenti, dei passi. Della ricerca dei perché, del perché oggi ho deciso di guardare prima da questa parte o di fare una pausa più lunga. Poi, quando arrivi in scena, è un po’ come se fosse la prima e l’ultima volta. Non esiste uno spettacolo che assomigli a un altro. Ogni volta che scendi dal palco sei sempre un po’ un’altra persona. Io, quando inizia uno spettacolo, ho sempre la sensazione che sia un momento di calamità naturale. Come se stesse arrivando un uragano, qualcosa capace di sconvolgere tutto. Poi, quando finisce, ti rendi conto che tutto è rimasto al proprio posto. Eppure questa cosa è avvenuta… dentro di te.

fonte:  Chiara Ribichini https://tg24.sky.it/

Sindaco Tommasi parteciperà a Pride 2022 di Verona

Proclamazione Damiano Tommasi sindaco Verona RIPRODUZIONE RISERVATA
 Manifestazione 16 luglio con partenza per le 17 da Piazza Bra
Il nuovo Sindaco di Verona Damiano Tommasi sarà al Verona Pride 2022.

 Lo annuncia il Comitato Promotore della manifestazione che oggi ha illustrato in Comune l'iniziativa in programma il 16 luglio, con partenza prevista per le 17 da Piazza Bra.

 Dopo la conferenza stampa le associazioni e i gruppi promotori, è detto in una nota, hanno avuto un incontro con il sindaco scaligero che ha confermato la sua presenza alla partenza della manifestazione. "Crediamo che questo fatto - annotano - sia per noi e per Verona tutta un buon inizio, quel cambio di passo che ci si aspettava, possiamo dire un fatto storico per Verona: il sindaco al Pride.

In tante e tanti ci hanno chiesto cosa ci aspettiamo da questa amministrazione, intanto dialogo e apertura. Crediamo che l'amministrazione Tommasi - aggiungono - debba lavorare proprio sui temi dell'inclusività. Tante sono le emergenze a Verona a partire proprio da diritti, casa, lavoro, autodeterminazione".

Durante l'incontro il sindaco Tommasi, proseguono gli organizzatori " ci ha ribadito l'impegno della Giunta a togliere le mozioni omofobe del 1995, che domani compiono 27 anni dall'approvazione, e l'ingresso nella rete Ready.Verona Pride 2022 (ANSA).  

fonte: Redazione ANSA www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

domenica 10 luglio 2022

Libri: "Audrey. Gli anni '60" di David Wills e Sthephen Schmidt, tradotto da I.Katerinov

L'attrice che negli anni '50 aveva conquistato il pubblico con la sua personalità irriverente e spontanea si trasforma nel decennio seguente in diva sofisticata e trend-setter inarrivabile. 

Gli anni '60 sono il momento di massimo splendore per Audrey, un decennio in cui il suo stile dal fascino essenziale e chic farà di lei un'icona dell'immaginario collettivo, nonché la star più imitata al mondo. 

Per questo volume, il curatore David Wills ha selezionato una delle raccolte di scatti più esclusivi della diva, con ritratti di fotografi del calibro di Richard Avedon, Bert Stern, Cecil Beaton, Douglas Kirkland, William Klein, Terry O'Neill, Bob Willoughby e molti altri. 

Fra le perle del libro, immagini rare ottenute dai negativi originali, scatti rubati sui set di Colazione da Tiffany, Sciarada, My Fair Lady, Come rubare un milione di dollari e vivere felici e immagini di photo session di moda, comparse prima d'ora soltanto su "Vogue". 

Le immagini, accompagnate da riflessioni e ricordi di amici, fotografi, stilisti, colleghi e da commenti della stessa Audrey, contribuiscono a comporre un ritratto a più voci della diva e offrono un toccante omaggio alla sua bellezza e al suo stile intramontabile. 

fonte: www.lafeltrinelli.it

Apre a Firenze il Mundi, Museo Nazionale dell’Italiano

FIRENZE – Inaugura mercoledì 6 luglio 2022 la prima sezione del Museo Nazionale dell’Italiano (Mundi), presso l’ex monastero della Santissima Concezione, all’interno del complesso di Santa Maria Novella, a Firenze.  Sarà presente all’inaugurazione, oltre al sindaco di Firenze Dario Nardella, anche il ministro della cultura Dario Franceschini.

In mostra nelle prime due sale del Museo alcuni cimeli straordinari, tra cui un’iscrizione pompeiana che testimonia i cambiamenti del latino parlato, preludio ai volgari d’Italia; il “Placito capuano”,  in prestito dall’Abbazia di Montecassino, l’atto giuridico del 960 nel quale appare la prima testimonianza ‘ufficiale’ redatta in italiano: “Sao ko kelle terre…“; il manoscritto Riccardiano 1035 nel quale Giovanni Boccaccio, a pochi anni dalla morte di Dante, copia di propria mano la Divina Commedia. 

Il Mundi sottolinea il rapporto con il latino, lingua madre, ma nello stesso tempo rimanda all’italiano come lingua del mondo, ricordando come il patrimonio linguistico italiano sia considerato un bene culturale di interesse internazionale. 

Il nome del Museo, si legge in una nota, “vuole segnalare il legame tra le radici latine della nostra lingua e la sua presenza nel mondo globale di oggi”.

Il Comitato scientifico del Mundi è coordinato dallo storico della lingua italiana Luca Serianni e composto da Giuseppe Antonelli, Francesco Bruni, Michele Cortelazzo, Paolo D’Achille, Nicoletta Maraschio, Marco Mancini e Lucilla Pizzoli.

Anche l’Accademia della Crusca, che fa parte del comitato scientifico e organizzativo, collabora al progetto con il prestito di opere di primaria importanza, provenienti dalla propria Biblioteca e dall’Archivio storico. Si tratta di due capisaldi editoriali come la prima edizione delle “Prose della volgar lingua” di Pietro Bembo, pubblicate a Venezia nel 1525, opera che codifica il modello linguistico del fiorentino trecentesco, la “Quarantana” dei Promessi Sposi, edizione definitiva del capolavoro di Alessandro Manzoni e un volume della bella copia del “Vocabolario degli Accademici della Crusca”, manoscritto autografo di Bastiano De’ Rossi (l’accademico Segretario), da lui portato a Venezia per la stampa della prima edizione del Vocabolario (1612). Altro vero monumento della nostra lingua, mai uscito prima dall’archivio dell’Accademia.

Le prime due sale del Mundi saranno aperte al pubblico da giovedì 7 luglio.  L’orario di apertura a regime dal mercoledì alla domenica è dalle ore 10 alle 17 (resta chiuso lunedì e martedì). L’ingresso è in Piazza della Stazione 6. 

fonte:   https://artemagazine.it

Nervi Music Ballet Festival 2022: gli spettacoli

Si svolge fino a venerdì 29 luglio 2022 il Nervi Music Ballet Festival 2022, dedicato agli appassionati di balletto classico-romantico e di balletto contemporaneo, oltre che del grande repertorio sinfonico. 16 appuntamenti e un’anteprima, con spettacoli in prima e in unica data italiana, in un contesto che conferma la sua vocazione quale luogo elettivo d’incontro del grande pubblico con le arti performative.

«I Parchi di Nervi ritornano a essere protagonisti con il festival del balletto. Un festival che è un appuntamento irrinunciabile per Genova e la Liguria, un tassello fondamentale per la cultura e lo spettacolo» dichiara il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

«Il balletto torna protagonista preponderante di questo Festival come com’è giusto che sia con nomi d’eccellenza come Roberto Bolle e Eleonora Abbagnato – afferma Ilaria Cavoassessore alle Politiche culturali della Regione Liguria – ma credo che sia molto bello che a Nervi arrivi anche il corpo di ballo dall’Ucraina, un corpo composto da artisti provenienti da Kiev Kharkiv, Lviv, Odessa che si uniranno in uno spettacolo unico e da vedere».

«Il Nervi Music Ballet Festival è espressione della particolare attenzione che la Fondazione Teatro Carlo Felice rivolge alla grande tradizione del balletto classico e alla scena coreutica contemporenea a livello internazionale – afferma il Sovrintendente Claudio Orazi; un’asse portante della mission istituzionale del teatro, che completa la sua vocazione musicale».

PROGRAMMA DANZA

Il festival si inaugura domenica 26 giugno 2022 con il gala dello Youth America Grand Prix Stars of Today meet the Stars of Tomorrow, che ritorna a Nervi dopo il successo riscosso nel 2021 in occasione dalla sua prima edizione italiana. Nel corso della serata, aperta da un grand défilé de ballet intepretato dai partecipanti alle master class in corso dal 20 al 25 giugno al Teatro Carlo Felice, le promesse del balletto condivideranno il palcoscenico con alcuni dei ballerini solisti e dei primi ballerini di alcuni tra i maggiori corpi di ballo: Polina Semionova (Berlin State Ballet), Jacopo Tissi (Teatro alla Scala), Marcelo Gomes e Alejandro Martínez (Dresden Semperoper Ballett), Luca AcriCesar Corrales Meaghan Grace Hinkis (Royal Ballet), Benjamin Freemantle (San Francisco Ballet), Elisabeth Beyer e Yuma Matsuura (ABT Studio Company), Vsevelod Maievskyi.

Domenica 3 luglio 2022, il capolavoro del balletto classico-romantico Giselle sarà interpretato dal Balletto nazionale ucraino, che nasce dall’incontro delle compagnie e dei solisti dei Corpi di ballo dei Teatri dell’Opera e Balletto di Kiev, Kharkiv, Lviv e Odessa. Ad interpretare  i ruoli dei protagonisti saranno Karyna Shatkovskaya (Giselle) e Yan Vana (Albrecht).

Venerdì 8 luglio, la Compañía Antonio Gades fa rivivere in scena il mito di Carmen nell’iconico spettacolo di Antonio Gades e Carlos Saura, che si ispira all’opera di Prosper Merimée, su musiche tratte dall’opera di George Bizet e dei massimi autori della tradizione flamenca. Il programma è presentato a Nervi in unica data italiana.

Giovedì 14 luglio 2022, per la prima volta in Italia e in data unica a Nervi, Cuba Vibra!, travolgente spettacolo della compagnia Lizt Alfonso Dance Cuba rivela lo «spirito di Cuba» in un’inedita sintesi delle tradizioni di danza e di balletto che compongono la ricca cultura coreutica e musicale dell’isola.

Martedì 19 luglio 2022 il Béjart Ballet Lausanne rende omaggio all’arte e alle figure del fondatore e del direttore artistico della compagnia, con un dittico firmato rispettivamente da Maurice Béjart, con Béjart fête Maurice e con il leggendario Boléroe da Gil Roman, con t ’M et variations… . Il programma è presentato in esclusiva italiana a Nervi.

Sabato 23 luglio 2022 Eleonora Abbagnato è la protagonista principale della suite Giulietta, un inedito ritratto coreografico del personaggio shakespeariano che più di tutti ha fatto sognare generazioni di ballerine, e di donne, in tutto il mondo, su coreografie di Sasha Riva e Simone Repele, Uwe Scholz (riprese da Giovanni di Palma).

Mercoledì 27 luglio il gala cult dell’Étoile dei due Mondi, Roberto Bolle and Friends approda per la prima volta a Nervi in un’edizione speciale realizzata da Artedanza srl in collaborazione con il Teatro Carlo Felice.

fonte:  Redazione https://giornaledelladanza.com