sabato 4 giugno 2022

Libri: "Rancore" di Gianrico Carofiglio

Un’indagine di Penelope Spada. Penelope Spada è un ex PM milanese che per motivi oscuri ha dovuto lasciare la magistratura. Ora vive conducendo indagini per conto di privati, senza essere in possesso di alcuna licenza investigativa.  

«Nel suo passato c'è una lesione e anche nel presente narrativo ci sono elementi contraddittori, come la combinazione tra sport e abitudini malsane. Ha una dimensione etica fortissima che coesiste con un'altrettanto forte propensione a violare le regole. Rimbalza tra estremi e lo ammette chiaramente: voleva fare lo sbirro ma voleva anche l'autonomia del pubblico ministero» (Gianrico Carofiglio intervistato da Stefania Parmeggiani, «la Repubblica»).

Una mattina si presenta da lei Marina Leonardi: vuole che faccia chiarezza sulla morte del padre, archiviata tempo prima come decesso per cause naturali. La donna crede che sia stato ammazzato.

Vittorio Leonardi, chirurgo, professore universitario, parlamentare per una legislatura, dopo aver divorziato si è sposato con una donna molto più giovane di lui, cui ha lasciato la gran parte del cospicuo patrimonio; poco prima di morire aveva però espresso verbalmente al notaio la volontà di modificare il testamento.

Il caso riporta Penelope a un passato che voleva dimenticare, ma le offre anche l’occasione per riallacciare i fili sospesi della propria esistenza.

«Come la sabbia nella clessidra, anche la vicenda di Penelope scorre inesorabile verso la resa dei conti, guidata da "una quieta e implacabile entropia in azione". Quieta e implacabile è anche la scrittura di Carofiglio, scarna e precisa come chi sa quanto sia forte il potere delle parole e la responsabilità di usarle» (Raffaella Silipo, «tuttolibri – La Stampa»).

Gianrico Carofiglio ci consegna un’avventura umana che va ben oltre gli stilemi del genere; e un personaggio epico, dolente, magnifico: «Nel mio giallo atipico il risultato narrativo è l'esito di una combinazione di tante storie di persone molto diverse tra loro, che offrono uno squarcio, un brandello di riflessione sulla condizione umana» (Gianrico Carofiglio intervistato da Francesco Mannoni, «Il Mattino»).

Rancore è «una storia di colpa e redenzione, e una riflessione sul potere salvifico delle parole, quelle che sgorgano, finalmente, a svelare la propria verità» (Maria Grazia Ligato, «Io Donna»).

Gianrico Carofiglio ha scritto racconti, romanzi, saggi. I suoi libri, sempre in vetta alle classifiche dei best seller, sono tradotti in tutto il mondo. Ha creato il popolarissimo personaggio dell'avvocato Guido Guerrieri. Per Einaudi ha pubblicato il racconto La doppia vita di Natalia Blum raccolto nell'antologia Crimini italiani (Stile libero 2008), Cocaina, con Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo (Stile libero 2013 e e Super ET 2014), Una mutevole verità (Stile libero 2014, Super ET 2016 E Super ET 2018, Premio Scerbanenco), La regola dell'equilibrio (Stile libero 2014, Super ET 2016 e Super ET 2018), Passeggeri notturni (Stile libero 2016 e Super ET 2017), L'estate fredda (Stile libero 2016 e Super ET 2018), Le tre del mattino (Stile libero 2017 e Super ET 2019), La versione di Fenoglio (Stile Libero 2019), La misura del tempo (2019 e 2022) e Non esiste saggezza. Edizione definitiva (2020).

Nel 2016 è stato insignito del Premio Vittorio De Sica per la letteratura e del Premio speciale alla carriera della XVII edizione del premio letterario Castelfiorentino di Poesia e Narrativa.

fonte:  www.einaudi.it

La Grande Arte al cinema presenta: "IL MIO REMBRANDT" solo il 6, 7 e 8 giugno al cinema

Un pittore che ossessiona, affascina e seduce
Una febbre che, a distanza di 350 anni, non accenna a esaurirsi
L’indagine inedita sul maestro del ‘600 che continua a scuotere il mondo dell’arte 

“Come in una tragedia di Shakespeare”

“Il mio obiettivo era creare un dramma shakespeariano, mostrando i personaggi principali con ogni possibile elemento umano (…). Devo molto alla fiducia e al candore dei miei protagonisti che – per quanto diversi possano essere i loro mondi – condividono un dettaglio cruciale che li ha tutti in pugno: la febbre di Rembrandt. Non è Rembrandt in persona, ma la loro passione per lui che gioca il ruolo principale. La domanda che rimane dopo aver visto il film non è «Cosa facciamo oggi con l’eredità di Rembrandt?», quanto piuttosto: «Cosa c’entra con noi l’eredità di Rembrandt?»

Oeke Hoogendijk, regista de Il Mio Rembrandt

Arriverà nelle sale italiane il prossimo 6, 7, 8 giugno il nuovo appuntamento della grande arte al cinema: IL MIO REMBRANDT della regista olandese Oeke Hoogendijk che ambienta il film nel mondo degli Antichi Maestri con un mosaico di storie avvincenti in cui la passione sfrenata per i dipinti di Rembrandt porta a sviluppi drammatici e colpi di scena inattesi.

Mentre collezionisti d’arte come Eijk e Rose-Marie De Mol van Otterloo, l’americano Thomas Kaplan e lo scozzese Duca di Buccleuch mostrano il legame speciale che hanno con i “loro” Rembrandt, il banchiere Eric de Rothschild mette due Rembrandt in vendita, innescando una dura battaglia politica tra il Rijksmuseum e il Louvre. Il film segue anche l’aristocratico mercante d’arte olandese Jan Six sulle tracce di due “nuovi” dipinti di Rembrandt: uno snervante viaggio di scoperta che pare la realizzazione del suo più grande sogno d’infanzia. Ma quando è accusato di avere violato l’accordo con un altro mercante d’arte, il suo mondo collassa.

Seguendo tutte queste storie, IL MIO REMBRANDT mostra cosa rende il lavoro del pittore olandese così speciale e perché le sue opere tocchino le persone tanto profondamente. Dopo il successo del pluripremiato documentario THE NEW, la regista di RIJKSMUSEUM (2014), Oeke Hoogendijk, affronta nuovamente un grande soggetto per raccontarci una storia che parla di e per gli amanti dell’arte.

Spiega Oeke Hoogendijk: “C’è qualcosa di curioso in Rembrandt; è come se il suo lavoro avesse una veridicità, un’emotività e un’empatia così straordinarie che chiunque guardi un suo dipinto vada alla ricerca di se stesso. Questo è ciò che ha reso Rembrandt così speciale anche per i cittadini della Amsterdam del XVII secolo che facevano la fila per farsi ritrarre da lui: Rembrandt ha guardato sotto la superficie e ha mostrato chi fossero veramente le persone che disegnava. Non lusingava i suoi committenti, pur avendo un occhio per la vanità e la raffinatezza dell’ambiente sociale che dipingeva. E ha applicato questo metodo senza pietà anche a se stesso. I suoi autoritratti, specialmente quelli tardi, sono esplorazioni incredibilmente oneste del tributo psicologico che paghiamo nel corso delle nostre vite. Nei suoi ultimi ritratti, Rembrandt pare rassegnato. “Accettami come sono”, sembra voler dire. Il suo modo di dipingere ti fa capire che la vita non è perfetta e che ognuno ha i suoi difetti e questo è ciò che ci rende umani. È così che, dal XVII secolo, Rembrandt alza uno specchio per noi contemporanei, uno specchio che stuzzica e solletica. Come ha giustamente messo Taco Dibbits: Rembrandt è un omaggio all’umanità”.

Il mio Rembrandt è un evento Nexo Digital in collaborazione con Piece of Magic. La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. Per il 2022 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

IL MIO REMBRANDT Trailer >> QUI

IN PROGRAMMAZIONE NEI SEGUENTI CINEMA >> QUI  

fonte: www.nexodigital.it/

Friuli > È nata «Villa Carrà»: la casa rifugio per persone LGBTQIA+ vittime di discriminazione e violenza

Il progetto è stato presentato in conferenza stampa da Oikos onlus e Arcigay Friuli. La nuova struttura mette a disposizione 12 posti e un’équipe multidisciplinare con l’obiettivo di dare riparo e restituire autonomia alle persone accolte. A finanziare il progetto l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Uno spazio dove trovare riparo e accoglienza, ma anche in cui poter ricostruire e far ripartire la propria vita in piena autonomia. Un luogo indispensabile – a lungo sognato e fortemente voluto – che mancava e che invece ora è diventato preziosa realtà concreta. È questo e molto altro ancora Villa Carrà, casa rifugio per persone LGBTQIA+ vittime di violenza e/o in situazioni di vulnerabilità a causa della propria identità sessuale. Il servizio così strutturato è il primo nel suo genere in Friuli Venezia Giulia e in tutto il Nordest (come per tutte le comunità rifugio, resta il riserbo sulla località precisa, per ragioni di sicurezza).

A realizzare e gestire il progetto (presentato in conferenza stampa oggi, mercoledì 23 marzo nel foyer del Teatro Palamostre di Udine) Oikos onlus e Arcigay Friuli (riunite in un’associazione temporanea di scopo, Ats) grazie al finanziamento dell’Unar, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, finanziamento assegnato nell’ambito della selezione per «il potenziamento di Case di accoglienza per vittime di discriminazione o violenza fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o che si trovino in condizioni di vulnerabilità». A sostenere Villa Carrà c’è inoltre una nutrita rete di associazioni: l’Fvg Pride, il Comitato per i diritti Civili delle Prostitute, Alfi Lune, Agedo Udine, Associazione Universitaria Iris e Arcigay Arcobaleno Trieste Gorizia.

«È questo un importante tassello del lavoro sul campo di Oikos e che si inserisce nel solco di un impegno da sempre teso a legare, connettere, accogliere, accudire, aver cura e valorizzare ogni singola persona non perché è diversa (diversa da chi? da cosa?), ma perché unica – ha evidenziato il presidente di Oikos onlus, Giovanni Tonutti –. Attraverso Villa Carrà diamo risposta a un fenomeno pressoché sconosciuto, ma assolutamente reale e diffuso, basti pensare che la prima casa rifugio per persone LGBTQIA+, aperta a Roma 2 anni fa, a fronte di appena 8 posti disponibili contava oltre 400 richieste in lista di attesa. Anche sul nostro territorio le istanze di aiuto sono numerose».

Una situazione resa ancor più grave dai periodi di confinamento scanditi dall’emergenza pandemica: «Durante il lockdown del 2020 – ha evidenziato a tal proposito, il presidente di Arcigay Friuli, Luca Vida – la nostra associazione si è scontrata con una triste realtà: “restare a casa” non era la cosa più sicura per molte della nostra comunità, anzi ha esacerbato le situazioni di violenza domestica, purtroppo però non c’era alcuna casa d’accoglienza a disposizione delle tante persone che ne avrebbero avuto bisogno. Ciò che per anni è stato un sogno in un cassetto da oggi ha finalmente delle mura e un tetto pronto ad accogliere persone di modo che possano recuperarsi, ritrovarsi e andare». I dati dello Sportello Chat Amica LGBTQI+ FVG, gestito da Arcigay Friuli, parlano chiaro: il servizio ha registrato un totale di 52 richieste nel corso di tutto il 2019, mentre nei soli mesi di marzo e aprile 2020 con il lockdown, le richieste sono state ben 21, di cui 19 riguardanti situazioni di violenza intrafamiliare.

A presentare in concreto l’articolazione della nuova struttura è stata la sua coordinatrice Sara Rosso: «Villa Carrà – ha spiegato – potrà ospitare fino a 12 persone in condizioni di difficoltà ed estrema vulnerabilità. 

Si tratta di un’accoglienza temporanea, perché obiettivi del progetto, come svela l’acronimo, sono il “recupero” e il “ritrovo” delle singole individualità, in un percorso che restituisca autonomia e indipendenza alle persone accolte, in modo tale che possano “andare”, cioè lasciare la casa rifugio in autonomia, potendo iniziare una nuova vita». 

Fondamentale a tale scopo l’équipe multidisciplinare insediata nella struttura che accompagnerà i singoli percorsi: «Villa Carrà mira ad essere una realtà articolata – ha proseguito Rosso – in grado di creare un ambiente sicuro e accogliente per garantire alle persone accolte protezione e assistenza immediata (alloggio, vitto e beni primari), ma anche integrata (sostegno legale, psicologico, educativo), fornita da un’equipe coordinata, multidisciplinare e competente, che collabora con i diversi enti e servizi socio-sanitari di riferimento. A comporre l’équipe sono persone che, accanto a solide competenze, hanno già maturato questo tipo di esperienza nell’ambito del volontariato, a testimonianza, ancora una volta, di come la società civile sia in grado di intercettare i problemi e immaginare soluzioni ancor prima delle istituzioni».

Non solo. Il progetto punta a favorire, con un approccio intersezionale, la promozione di un cambiamento sociale tale per cui, in futuro, servizi di questo genere non siano più necessari.

Nel corso della conferenza stampa è stata presentata anche la «Carta dei servizi» di Villa Carrà (che si allega) e il logo della realtà, proposta vincitrice nell’ambito di un progetto di educazione civica seguito da studenti e studentesse di 3ª e 4ª dell’ITG Marinoni di Udine. >>> La Carta dei servizi

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venerdì 3 giugno 2022

Italie: Un petit prodige du piano à peine âgé de 5 ans fait le buzz

Il s’appelle Alberto Cartuccia Cingolani, il vient d’avoir 5 ans, a commencé à jouer du piano en 2020, ses pieds ne touchent même pas les pédales et pourtant il a déjà remporté tous les concours auxquels il a participé. Un talent très précoce qui fait le buzz sur les réseaux sociaux.

Alberto a commencé à apprendre le piano pendant le 1er confinement

La récente prestation d’Alberto Cartuccia Cingolani lors d’un concours de jeunes talents, mi-mai à Penne près de Pescara (Abruzzes), a déjà été vue près de 150 000 fois sur Facebook, presque autant de fois sur Twitter et sur la chaîne YouTube que son papa a créée. Pendant cette compétition, le petit prodige de 5 ans a épaté le jury et le public avec, notamment, une interprétation très bien maitrisée du premier mouvement de la Sonate pour piano n° 16 en ut majeur de Wolfgang Amadeus Mozart.

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Une performance d’autant plus remarquable que le garçonnet n’a commencé à apprendre le piano qu’il y a un an et demi comme le raconte sa maman Alessia: « il a commencé à jouer pendant le premier confinement. J’étais toujours à la maison, alors nous avons commencé à jouer avec un petit clavier, afin de faire quelque chose de stimulant. 

J’ai très vite réalisé qu’Alberto était doué et qu’il avait un ton parfait. Même s’il ne sait toujours pas bien lire les notes, il prend plaisir à s’installer au clavier et à répéter les morceaux. Il est très instinctif « . 

 Les parents d’Alberto sont tous deux musiciens diplômés du conservatoire

Les parents d’Alberto résident à Macerata, dans la région des Marches au centre de l’Italie. Ils sont tous deux musiciens, diplômés du conservatoire local, Alessia au chant et Simone au piano, et souhaitent préserver leur fils malgré ce talent précoce qui suscite déjà l’intérêt de nombreux médias italiens. Cela ne les a pas empêchés de l’inscrire dans une dizaine de concours de jeunes musiciens qu’il a tous remportés et de mettre en ligne régulièrement ses prestations au clavier. 

source:

Libro: "Il gatto del Papa. Una piccola favola senza tempo" Edizione illustrata di Flavio Insinna

Flavio Insinna racconta una "piccola favola" che va dritta al cuore di grandi e piccoli. 

Una storia che con tenerezza e ironia lancia un messaggio di fratellanza e condivisione, in cui la figura del pontefice, da massima icona spirituale, diventa la rappresentazione di tutti noi quando, presi dalle nostre esistenze, dal nostro lavoro, dai nostri capricci, dalle nostre paure, dalle nostre esigenze e necessità, più in generale dal nostro individualismo, smarriamo la rotta per “restare umani”.

In una Roma senza tempo ma anche estremamente contemporanea, il Papa porta avanti il suo pontificato in maniera “istituzionale”, coadiuvato e indirizzato dal suo camerlengo. 

Ma l’imprevisto e misterioso incontro con un grosso gatto nero parlante sarà l’inizio di qualcosa che risveglierà il pontefice dal torpore morale ed emotivo di cui è vittima. Dal fitto dialogo tra il Papa e il gatto, che si protrarrà per giorni – girovagando dentro e fuori le mura vaticane – emergeranno dubbi, pensieri, rivelazioni che porteranno il pontefice a interrogarsi davvero sull’essenza originaria del suo insostituibile ruolo, quello del “pastore di anime” nel gregge del mondo, fino a conseguenze del tutto inattese. 

fonte: www.ibs.it

giovedì 2 giugno 2022

Televisione: Come sarà il nuovo Almanacco del giorno dopo di Drusilla Foer

© Maria Laura Antonelli / AGF - Gianluca Gori, in arte Drusilla Foer
 Torna su Raidue lo storico programma andato in onda su Rai1 dal 1976 al 1994. Gianluca Gori: "Non serve dissacrare sempre o forse ricordare un modo carino di fare televisione adesso è una cosa trasgressiva" 

 AGI - Drusilla Foer sarà il nuovo volto dell'Almanacco del giorno dopo, trasmissione storica della Rai che tornerà dal 6 giugno su Rai2 (dalle 19.50 alle 20.25, in tutto 20 puntate) in edizione riveduta e corretta. E al suo fianco ci sarà anche Topo Gigio, simbolo di una televisione del passato che ha incantato grandi e piccini.

L'Almanacco versione Drusilla quanto sarà dissacrante, o nel solco della tradizione, da 0 a 10? "Dissacrante? Io direi zero. Nel solco della tradizione? Spero 8 - ha risposto all'AGI l'artista alter ego di Gianluca Gori - perché uno si aspetta sempre da me che sia dissacrante? In realtà poi a Sanremo ce n'erano più di me dissacranti... Non serve dissacrare sempre o forse ricordare un modo carino di fare televisione adesso è una cosa trasgressiva".

In ogni caso, "la gente ormai mi conosce, farò quello che so fare", ha aggiunto prima della conferenza stampa di presentazione dei palinsesti estivi prime time insieme agli altri protagonisti dei nuovi programmi che inaugureranno la guida di Stefano Coletta, direttore intrattenimento del Prime Time Rai.

L'Almanacco del giorno dopo è stato un programma storico, andato in onda su Rai1 dal 1976 al 1994: durava pochi minuti e dava poche informazioni con una scaletta sempre uguale, dalle effemeridi del sole e della luna, cioè l'orario in cui sarebbero sorti e tramontati il giorno successivo, fino alla rubrica 'Domani avvenne', con filmati storici dedicati a un fatto accaduto in passato nel giorno dopo.

Faceva da traino al Tg1 delle 20. Oggi è tutta un'altra storia: siamo in una fase storica 'inondata' dalle informazioni, all news e social che dominano la scena, anche se pure oggi l'Almanacco servirà a fare da traino al Tg delle 20.30 su Rai2. Cambia, invece, la durata: mezz'ora circa e, come spiega Drusilla, servirà a intrattenere, in modo leggero e garbato, oltre ad approfondire e a dar vita a riflessioni che avranno inevitabilmente il suo taglio 'moderno'.

"Siamo entrati in punta di piedi - ha spiegato ancora all'AGI - in questa trasmissione che è nel cuore di tutti noi un po' più che maggiorenni, era una piccola trasmissione che durava poco e dava delle informazioni in modo piacevole e garbato. La nostra dura un po' di più, abbiamo dovuto rimpolparla... C'è della musica, una cantatina me la farò, io canterei anche se mi dicessero di leggere il telegiornale ma ballare tenderei ad escluderlo perché ho una sciatica che me lo impedisce".

Sarà insomma "un via vai di cose e speriamo di essere all'altezza di questo programma iconico. Abbiamo cercato di rispettarlo con più gentilezza possibile. Ci piaceva l'idea dell'Almanacco che ci dice cosa succede domani, ed è sempre una cosa tranquillizzante: se sono successe cose belle, siamo contenti, se sono successe cose brutte ci si può lavorare e quindi anche una motivazione proiettiva e tranquillizzante per la nostra vita".

Sarà comunque un programma innovativo? "Ma io non sono così innovativa, mi piace quella televisione lì, un po' calma, educata, che intrattiene ma dà anche qualche informazione. Il mio modo, anche se sono un oggettino molto rock, è di fare una televisione che abbia una calma dentro", ha sottolineato.

"Ho molto piacere e mi stupisco che le persone siano interessate al mio pensiero - ha aggiunto poi in conferenza stampa - quali sono le mie aspettative? Io mi impegno lealmente da un punto di vista intellettuale ed emotivo. È vero, a quell'ora ci sono i Tg negli altri canali, non ci avevo pensato - ha sottolineato rispondendo a una domanda - ma se ci sono cose più importanti è giusto che vedano il Tg, non si può pensare di 'cannibalizzare' gli altri, in questo senso non ho ansia di prestazione. Io faccio bene ciò che voglio fare indipendentemente dai risultati che vengono da serietà e devozione ma non dalla mole del consenso" ha sostenuto.

Perché il pubblico dovrebbe guardare l'Almanacco di Drusilla? "Perché c'è dell'intrattenimento - ha spiegato - garbato, con momenti di 'tenerezza' artistica e momenti di riflessione, perché è una fascia di tempo in cui fa piacere ascoltare una vecchia signora che vuole intrattenere..." ha scherzato.

"Io sono un soggettino che tende all'intrattenimento - ha continuato Drusilla - e questo significa far sorridere, chiacchierare ma anche sollecitare una riflessione. C'è pure Topo Gigio e farsi fare una carezza da lui significa buttare anni di psicoanalisi", ha ironizzato. "È un arco di tempo un po' speciale - ha concluso - lo faremo con coraggio e incoscienza. Il 'virgulto' è molto contento e grato per questa opportunità che mi viene data".

Virgulto come l'ha definita Stefano Coletta: "Nel deserto cresce un nuovo virgulto ed è Drusilla... Io l'avevo già invitata al programma 'Ciao maschio' ed e' un'artista di rara completezza. Al di là dell'eleganza sa cantare, recitare, sa fare davvero tutto, È una scommessa che ci rende orgogliosi. Sarà un divertissement quotidiano, ci farà sorridere, ma anche riflettere, con grande intelligenza e civiltà".

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Libri: "I luoghi e la polvere. Sulla bellezza dell'imperfezione" di Roberto Peregalli

Sono passati dodici anni dalla prima edizione di questo libro, che esce ora in una versione ampliata, con un capitolo inedito, la veste estetica curata da Luca Stoppini e una nuova scelta di fotografie, sempre dell'autore. 

Eppure le pagine scritte sulla magia dei luoghi, la loro imperfezione, la polvere che li ricopre, restano intatte. L'incuria che guida i nostri atti nei confronti della bellezza che ci circonda è rimasta immutata. Siamo sospesi tra la cieca forza distruttiva che ci porta ad abbattere alberi, case, paesaggi incantati e la altrettanto cieca corsa alla ricerca di nuovi orizzonti da ammirare, incontaminati fino al nostro arrivo. 

Due fatti, tra gli altri, hanno segnato questi dodici anni, quasi l'Alfa e l'Omega di un percorso tortuoso in questo destino. La nascita dell'iPhone e la pandemia di Coronavirus. Sono due eventi apparentemente disgiunti, in realtà connessi attraverso un'origine legata allo spazio, al tempo, alla vicinanza e alla lontananza. Costituiscono il controcanto alla bellezza dell'imperfezione, e mostrano quanto il nostro sguardo di fronte ai luoghi, nella loro semplicità e nel loro lucente palesarsi di fronte a noi, si sia inevitabilmente collegato al loro destino. 

In questo patto tra tecnologia e pandemia abbiamo sperimentato che, nonostante le democrazie, le dittature, la povertà, la ricchezza, e le guerre, in un secondo tutto si può fermare. Le immagini dei luoghi, lasciati respirare nella loro vera anima senza la violenza della sopraffazione umana, hanno illuminato un cammino possibile verso una nuova attenzione alle cose, agli oggetti e agli eventi di apparente poco conto, a ciò che "inavvertitamente" ci circonda in ogni giorno della nostra vita.  

Roberto Peregalli nasce a Milano nel 1961. È laureato in Filosofia. Allievo dell’architetto Renzo Mongiardino con cui lavora per diversi anni, apre uno studio di architettura e decorazione alla fine degli anni ’80 in seguito in società con Laura Sartori Rimini. Lavora in Italia e all’estero. Firma le scene di alcune opere liriche. Ha collaborato con Condè Nast scrivendo articoli di cinema. Vive a Milano e (quando può) a Tangeri. 

Nel corso degli anni, allo studio Peregalli-Sartori si sono affidati in molti: anonimi committenti ma anche Cesare Romiti, Mike Bongiorno, Shel Shapiro, il magnate tedesco Burda, Vittorio Sgarbi (per il restauro delle sale di Palazzo Reale in occasione della mostra del Canova), Letizia Moratti. Che ha incaricato i due soci di stilare un "catalogo del brutto" entro le mura spagnole di Milano in vista dell'Expo 2015.
Nel 2010 è uscito il saggio I luoghi e la polvere, nel 2013 Proust. Frammenti di Immagini (Bompiani).

fonte: www.ibs.it

Giallo in Russia > Tre morti misteriose nel balletto di Mosca: Alesya Lazareva, 20 anni, trovata cadavere nel bagno

Alesya Lazareva (Credits social network russo VK)
 Pochi giorni prima, Anatoly Soi, 23 anni e primo ballerino del balletto del Cremlino, è morto asfissiato a causa di una fuga di gas. Prima ancora, è morta per cause sconosciute un studentessa 15enne di una delle scuole di coreografia di Mosca

 La ballerina Alesya Lazareva è stata trovata morta nel suo appartamento a Mosca il 29 maggio. Secondo i dati preliminari, la ragazza è caduta in bagno e ha perso conoscenza. I medici in arrivo hanno cercato di rianimare Lazareva, ma non sono riusciti a salvarla.

Lazareva era un artista della compagnia del Teatro del balletto classico Kasatkina e Vasilev.  Alesya aveva vinto il concorso internazionale "Arabesque" intitolato a Ekaterina Maksimova, e ha anche ricevuto il Premio Galina Ulanova "Per la spiritualità della danza". La ragazza si stava preparando per il XIV Concorso Internazionale di Danza Classica. L'evento si svolgerà al Teatro Bolshoi.

La ballerina è nata a Samara, ma ha studiato danza classica a Togliattigrad, per poi trasferirsi a Mosca, dove ha proseguito gli studi presso la Moscow Choreographic School presso il Gzhel State Dance Theatre. All'età di 14 anni, Lazareva ha vinto un premio speciale al Blue Bird All-Russian Competition for Young Talents e avrebbe potuto continuare i suoi studi all'Accademia del balletto di Monaco, ma è rimasta a Mosca.

Il gruppo ufficiale del Teatro di balletto classico nel social russo VKontakte ha ricordato Alesya Lazareva come una ballerina riconosciuta, artistica, raffinata e forte, e ha ricordato che due giorni prima della sua morte, il 27 maggio, la ballerina ha danzato nel balletto Don Chisciotte.

La morte improvvisa di Lazareva è la terza in una settimana tra gli artisti del balletto. Pochi giorni prima, Anatoly Soi, il 23enne primo ballerino del balletto del Cremlino, è morto asfissiato a causa di una fuga di gas e, prima ancora, è morta per cause sconosciute la 15enne studentessa di una delle scuole di coreografia di Mosca, il cui nome non è stato rivelato perché minorenne.

fonte:  www.rainews.it/

Danza: "Roberto Bolle and Friends" a Firenze sabato 16 Luglio #musartfestival

“ROBERTO BOLLE and FRIENDS” Sabato 16 Luglio 2022 Orario di inizio 21:15  MusArt Festival, Piazza SS. Annunziata - 50121 - Firenze


Roberto Bolle torna per terza volta al MusArt Festival. L’“Étoile dei due mondi” continua la sua carriera di clamorosi successi nei Teatri di tutto il mondo e in televisione. Per questo Gala, del quale non è solo interprete, ma anche direttore artistico, c’è ancora riserbo sul cast ed il programma che lo stesso Roberto Bolle sta preparando, ma come sempre l’Étoile della Scala di Milano – che è anche Principal Dancer dell’ABT di NY – non mancherà di coinvolgere alcuni tra i nomi più importanti del panorama tersicoreo internazionale per offrire al pubblico una serata di danza al suo massimo livello.

Tutti gli spettacoli del MusArt Festival prevedono la possibilità di acquistare un Gold Package che comprende: Biglietto di Primo Settore – catering con buffet - visita guidata ai luoghi d’arte legati al progetto MusArt. 

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Roberto Bolle return to the MusArt Festival. The "Étoile of the two worlds" has returned after a year of resounding successes in theaters around the world and on television where it opened the year with the show event "Dance with me", a show critically acclaimed and received very well by the audience. For this Gala, of which he is not only the interpreter, but also its artistic director, Roberto Bolle has not yet disclosed the information regarding the cast and the programme, but as always the Étoile della Scala in Milan - which is also Principal Dancer of the ABT of NY - will surely involve some of the most important names in the international ballet panorama and will offer the public a dance evening at its highest level.

 Organizzatore: Associazione Culturale MusArt 

 > Sito ufficiale dell'artista

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fonte: www.bitconcerti.it

LGBTQ+ > Pride 2022 in Italia: Tutte le date dell’Onda Pride 2022

Date Pride 2022 Italia: Tutte le date aggiornate in tempo reale

L’Onda Pride 2022 è iniziata e possiamo finalmente cominciare a programmare il nostro calendario dei Pride italiani con tutte le città in cui è stata già confermata la data dei Pride per il 2022. E il 2022 è atteso come l’anno della vera rinascita in cui finalmente torniamo a marciare come un paio di anni fa, divertirci e lottare per i diritti di tutta la comunità LGBTQ+.

Nella prossima sezione potrai trovare l’elenco di tutti i  Pride in Italia confermati con data e organizzati in varie città da nord sud, a seguire troverai i Pride già confermati ma senza ancora una data per la parata e gli eventi. L’elenco viene aggiornato costantemente per poter scoprire dove e come verremo travolti da questa meravigliosa Onda Pride 2022.

Gay Pride Italia 2022: Date confermate Onda Pride 2022 (aggiornato maggio 2022)

Cartina dell’Onda Pride Italia 2022

In questa cartina su Google Maps potrai trovare tutte le città e tutte le date confermate dei Pride in Italia. Il 2022 è segnato da una meravigliosa Onda Pride! QUI

fonte: https://wearegaylyplanet.com

Regno Unito > Regina Elisabetta, 70 anni di regno. Cos’è un Giubileo: dal significato ai precedenti

Al via nel Regno Unito le celebrazioni per il Giubileo di platino della sovrana, il cui regno è il più longevo di sempre per la corona britannica. 

Un modo per omaggiarla e riunire la Royal family. La ricorrenza ha origini ebraiche e poi cattoliche. In ambito ecclesiastico è un anno santo di indulgenza plenaria. ©Ansa

Nel Regno Unito iniziano le attese celebrazione del Giubileo di platino della regina Elisabetta II, per i suoi 70 anni di regno (LO SPECIALE). 

Il grande omaggio alla sovrana dura dal 2 al 5 giugno, poi proseguirà con numerosi altri eventi fino alla fine dell’anno. Elisabetta vanta al momento il terzo regno più longevo della storia: solo Luigi XIV con 72 anni e 110 giorni sul trono di Francia e Rama IX in Thailandia hanno regnato di più. Ma la regina britannica è anche colei che ha festeggiato più Giubilei: nel 1977 (Giubileo d'Argento), nel 2002 (d'Oro), nel 2012 (di Diamante) e quest'anno di Platino (REGINA ELISABETTA:  

TUTTE LE SUE FOTO - I RITRATTI - I GRANDI DELLA TERRA CHE HA INCONTRATO).

Cosa è un Giubileo

La parola potrebbe derivare dal latino jubilare, cioè gridare con gioia o festeggiare, o forse dalla parola ebraica che significa caprone, in riferimento al corno di montone utilizzato nelle cerimonie sacre. L’origine dei festeggiamenti è attribuibile alla tradizione giudaica, poi entrata nel cristianesimo. Il Giubileo è l'anno dedicato a Cristo, anche definito Anno Santo. È un momento di indulgenza plenaria dei peccati commessi, attraverso la confessione. Il primo venne istituito il il 22 febbraio 1300 da Papa Bonifacio VIIII, che promise l'assoluzione da tutti i peccati a chiunque avesse fatto una piena confessione e compiuto un pellegrinaggio a Roma e visitato per quindici giorni consecutivi le basiliche di San Pietro e di San Paolo. Inizialmente veniva festeggiato ogni 100 anni, poi scesi a 50 e a 33, fino a 25 con le ultime modifiche. L'ultimo Giubileo è stato convocato in via straordinaria da Papa Francesco nel 2015 per celebrare il 50esimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II. Il prossimo è previsto nel 2025.

Differenza tra Giubileo ordinario e straordinario

Nel cattolicesimo il Giubileo è un anno speciale in cui la Chiesa offre ai fedeli la possibilità di chiedere l'indulgenza plenaria. Può essere di tipo ordinario quando, alla scadenza dei 25 anni dal precedente, il Pontefice richiama a Roma tutti i suoi fedeli, come accaduto nel 2000, quando Papa Giovanni Paolo II, accolse milioni di persone. Altrimenti può essere straordinario, per qualche avvenimento di particolare importanza, come quando nel 1966 Paolo VI ne proclamò uno per la conclusione del Concilio Vaticano II.

Il significato del Giubileo della Regina Elisabetta

Il Giubileo di platino per i 70 anni di regno della Regina Elisabetta II non ha alcuna attinenza con le sue origini ecclesiastiche (I MIGLIORI FILM E SERIE TV SU ELISABETTA). Si tratta di una celebrazione esclusivamente dedicata alla figura della sovrana per renderle omaggio. Un modo per accogliere a corte anche tutti i membri della Royal family e appianare i rapporti familiari (TUTTI I COMPONENTI DELLA FAMIGLIA REALE). In questo, cioè l’idea della riconciliazione, ha qualche punto di contatto con la tradizione ebraica e cattolica.

I Giubilei reali

Questi Giubilei sono più rari. In passato segnavano i cinquant'anni di regno di un monarca. Il primo re inglese a poterne festeggiare uno fu Enrico III. Dopo di lui ci sono riusciti anche Edoardo III e Giacomo VI di Scozia. Poi toccò a Giorgio III e alla regina Vittoria, che di Giubilei ne ha celebrati due: d'oro e di diamante, per i 50 e i 60 anni del suo regno. Nello scorso secolo c’è stata la celebrazione per i 25 anni sul trono di Giorgio V, il 6 maggio 1935, con eventi popolari a Londra e nel resto del Regno Unito. Sul balcone di Buckingham Palace durante i festeggiamenti c'era anche Elisabetta, allora solo "principessa Elisabetta”. L’attuale sovrana nel ventunesimo secolo ha invece celebrato il Giubileo d’oro nel 2002, con tanto di viaggio in giro per il mondo con il consorte Filippo. Poi nel 2012 c’è stato il Giubileo di Diamante per i 60 anni di regno.

fonte: https://tg24.sky.it 

martedì 31 maggio 2022

TV: Diversity Media Awards 2022, i Maneskin personaggi dell'anno tra premiati Zerocalcare, Giorgia Soleri, Drag Race Italia e Geo

Si è svolta ieri la settima edizione dei Diversity Media Awards 2022, a Milano che saranno trasmessi per la prima volta su Rai1 sabato 28 maggio in seconda serata.

A condurre l'evento sono stati Michela Giraud, M¾SS KETA e Diego Passoni, che hanno eletto come personaggi dell'anno i Måneskin: "Per la forza e l'energia dirompente con cui si sono affermati a livello nazionale e internazionale andando oltre gli stereotipi di genere e lottando contro una tradizionale rappresentazione della mascolinità".

I DMA Nascono da un'iniziativa ideata e promossa dalla Fondazione Diversity, no-profit fondata da Francesca Vecchioni, con l'obiettivo di premiare personaggi e contenuti che si sono distinti sui temi dell'inclusione. Il riconoscimento per "creator dell'anno" è andato a Giorgia Soleri, che ha da poco pubblicato il suo primo libro di poesie, La signorina Nessuno: "Per il suo impegno costante e decisivo nel portare malattie da sempre poco note nella società e trascurate dalla stessa medicina, come la vulvodinia e l'endometriosi, all'attenzione del grande pubblico, tanto sui suoi canali digitali che nelle piazze di Italia. Un punto di riferimento per tante giovani donne e non solo". 

Altri premi sono andati a Strappare lungo i bordi di Zerocalcare, per miglior serie Tv italiana, a Maid, per miglior serie Tv straniera e a Maschile Singolare, per miglior film. Drag Race Italia e Geo hanno vinto ex aequo per miglior programma Tv e, infine, nella categoria serie kids ha vinto Adventure time - Distant Lands. Lo spot "Ciao papà" di Idealista è stato eletto Miglior Campagna pubblicitaria, mentre Sio con "Cos'è lo Schwa?" I riconoscimenti all'informazione: Miglior servizio TG al TG1 (per il servizio "La nuova squadra di governo di Biden: diversità e inclusione" di Monia Venturini), Miglior Articolo Stampa Quotidiani a Il Sole 24 Ore (per l'articolo "Femminicidi e violenza aumentano, cosa stiamo sbagliando?" di Chiara Di Cristofaro e Simona Rossitto), Miglior Articolo Stampa Periodici a L'Espresso ("ABILISMO Il nome dell'odio" di Simone Alliva) e Miglior Articolo Stampa Web a Marieclaire.it ("Michelle Wu, la prima sindaca di Boston che entrò in politica per salvare sua madre" di Arianna Galati). (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Cinema: prime immagini dal set di Maestro, Bradley Cooper è Bernstein

Prossimamente su Netflix, una storia che abbraccia oltre 30 anni

(ANSA) Prime immagini dal set di Maestro, film diretto, prodotto, scritto e interpretato da Bradley Cooper nei panni di Leonard Bernstein.

Nel cast anche Carey Mulligan, Matt Bomer e Maya Hawke.

 

 

 

Maestro è prodotto anche da Martin Scorsese, Steven Spielberg, Kristie Krieger, Fred Berner e Amy Durning. Il film sarà disponibile prossimamente su Netflix. 


 

Maestro racconta la complessa storia d'amore tra Leonard Bernstein e Felicia Montealegre Cohn Bernstein, una storia che abbraccia oltre 30 anni - dal loro incontro nel 1946 a una festa e poi continuata attraverso due fidanzamenti, un matrimonio di 25 anni e tre figli: Jamie Bernstein, Alexander Bernstein e Nina Bernstein Simmons.

Diretto da: Bradley Cooper (Candidato all'Oscar©), con Bradley Cooper (Candidato all'Oscar©), Carey Mulligan (Candidata all'Oscar©), Matt Bomer, Maya Hawke. Prodotto da: Martin Scorsese, Steven Spielberg, Kristie Macosko Krieger, Bradley Cooper, Fred Berner, Amy Durning. (ANSA). 

fonte: Redazione www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA ©Copyright ANSA

Chiara Ferragni, racconta ora il periodo difficile:”Mi ripetevo, “Perché mai dovrebbero credere in me?”

Chiara Ferragni ha raccontato alcuni momenti complessi dei suoi esordi, e del fatto che abbia passato una fase della sua vita in cui non ha creduto in se stessa: "Mi criticavano". >

Chiara Ferragni oggi, oltre ad essere un’imprenditrice di successo, è anche un simbolo di crescita personale che molti prendono ad esempio. Alla base della sua filosofia d’impresa e di vita c’è sempre stato, come lei ha spiegato molte volte, il voler credere che tutti possano avere il diritto di perseguire i propri sogni e tentare di avere successo in quello che desiderano.

Chiara Ferragni e gli esordi nella carriera: “Molte persone più adulte di me mi criticavano”

Anche Chiara Ferragni, però, ha avuto momenti di difficoltà e quella che oggi è una persona che crede molto in se stessa, ha rivelato in un’intervista a Il Corriere della Sera di aver vissuto momenti di forte insicurezza.

All’inizio della sua carriera erano in pochi a credere in lei, e le accuse maggiori arrivavano da persone più vecchie e che erano da molto più tempo di lei nell’ambiente. “Quando ho iniziato ad avere successo ed ero ancora una ragazzina, in tanti mi attaccavano. Molte persone più adulte di me mi criticavano”. Per questo motivo l’imprenditrice digitale aveva cominciato a dubitare di se stessa e delle sue capacità: “sentivo di non meritare quello che mi stava succedendo. Ascoltando chi invece mi seguiva e mi sosteneva mi ripetevo: “Perché mai dovrebbero credere in me?”.

Chiara Ferragni, imprenditrice digitale: un taccuino per ricordarsi il suo talento

L’epifania è arrivata dopo, quando si è concentrata su quello che aveva in ogni momento della sua vita: “Mi sono detta: “Sto facendo una cosa innovativa, ho un team bellissimo: io so quanto valgo”. È fondamentale avere la consapevolezza del proprio valore”. Oggi, Chiara Ferragni del suo valore è consapevole ma quando capita che se ne dimentichi, corre ai ripari con un metodo speciale: “Oggi, quando mi capita di dimenticarmene, rileggo il taccuino in cui scrivo ogni caratteristica, obiettivo raggiunto, esperienza portata a termine che mi rendono fiera di me.

È importante riconoscerci dei meriti, darci una pacca sulla spalla e dire: hai raggiunto degli obiettivi, devi esserne fiera”.

Chiara Ferragni, d’altronde, un grande merito se lo riconosce: “L’innovazione per me è aver fatto qualcosa che non aveva mai fatto nessun altro. Aver creduto nei social network dall’inizio, quando ancora in pochi li ritenevano un media. Ho compreso sin da subito il potenziale del mondo digitale”.

fonte: Di Silvia Nazzareni   www.thesocialpost.it

Fashion: Gucci entra ufficialmente nel metaverso The Sandbox

La maison non è nuova a operazioni del genere: nel 2021 ha venduto una borsa virtuale per più di 4.000 dollari.

 

Continua l’ingresso di marchi famosi nel mondo dei metaversi: questa volta è il turno di una marchio italiano della moda, Gucci. 

 

La maison ha infatti acquistato un appezzamento di terreno su The Sandbox al fine di creare un’esperienza virtuale interattiva in grado di attrarre e conquistare la Generazione Z. 

La strategia del marchio italiano si estende anche all’utilizzo di uno dei sistemi di messaggistica più diffusi tra i giovani, Discord, attraverso il quale era stato anticipato agli inizi di febbraio proprio l’ingresso nel popolare metaverso costruito sulla blockchain di Ethereum. 

Gucci non è nuova all’esplorazione delle potenzialità del digitale: in occasione del centenario dalla sua fondazione il marchio ha lanciato nel maggio 2021 Gucci Garden in collaborazione con la piattaforma di gioco Roblox, consentendo a 42 milioni di utenti di acquistare oggetti da collezione. Nell'agosto del 2021 la versione digitale della borsa Dionysus è stata venduta per 350.000 Robux (la moneta digitale dl gioco Roblox), ovvero $ 4.115.

fonte: www.adnkronos.com Riproduzione riservata © Copyright Adnkronos

lunedì 30 maggio 2022

Libri: "Cats in Venice. Fotografie e racconti dei gatti che si aggirano per le calli di Venezia" di Marianna Zampieri

Marianna Zampieri è nata a Vicenza nel 1980, gattofila per nascita, si è dedicata alla fotografia specializzandosi nel ritrarre questi splendidi felini. Ha lavorato a due progetti principali (‘Passions’ e ‘C-Act Work’) che le hanno portato ad esporre le sue fotografie in alcune città d’Italia per poi approdare, negli ultimi mesi, all’attuale progetto fotografico dedicato ai Gatti di Venezia.

"Ciò che mi ha spinto a decidere di strutturare il progetto in fotografie, corredate da una descrizione del gatto ritratto, per spiegarne un po’ la vita e la personalità, sono state proprio le segnalazioni ricevute: nella maggior parte dei casi non erano solo gatti anonimi, ma gatti “famosi”, con un nome proprio e una particolare zona di “competenza”. Venezia è infatti una città unica nel suo genere e io mi ritengo davvero fortunata ad avere una tale ricchezza artistica così a portata di mano, ma per me c'è molto di più.

Ciò che la lega ai suoi gatti è un rapporto di mutua necessità: i gatti servono a Venezia e Venezia è la città che più sembra a misura di gatto dal punto di vista della sicurezza (non ci sono auto!!) e del rispetto della natura di questo animale. Molti mici sono liberi non solo di girare, ma anche di scegliere dove stare, senza essere scacciati in malo modo, come purtroppo succede in altre realtà." 

Marianna Zampieri, la gattografa "Dalla parte degli animali" su Rete4
Marianna ha fatto dell'amore per la fotografia e i gatti il suo mestiere VIDEO >> QUI

Per info www.mariannazampieri.it

fonte: www.goodreads.com

Libri: "Tequila bang bang. Un giallo messicano" di Veronica Pivetti

Tre donne. La protagonista, il suo ex marito, sua madre. L'ingenua, il bello e la perfida. La madre, algida e chicchissima donna d'affari, traffica coi narcos messicani, finché l'ignara figlia Jole, ex ballerina del Crazy Horse, mentre mamma è in Messico, trova un cadavere senza testa nel suo appartamento e l'ex marito - ora felicemente Corinna - l'aiuta a sbarazzarsene, ma così facendo finiscono tutt'e due nelle grinfie dei criminali, che le rapiscono e le portano a Mexico City, dal boss dei boss Xavier, detto "la Tumba", amante segreto dell'anziana madre. 

Da quel momento piovono pallottole, coltellate, fucilate, esplodono esplosivi, crollano capannoni pieni di droga, e la droga sparisce e tutti muoiono come mosche. 

E in questo putiferio le nostre eroine riescono a scappare, sempre più lacere e sanguinanti nei loro abiti griffati e Louboutin tacco 13, per finire fra le fauci vendicative della più feroce banda criminale del pianeta. Il libro gronda sangue, massacri, cervelli spappolati, occhi infilzati col tacco 13, esplosioni, ammazzamenti, trappole mortali, cimici fritte da sgranocchiare come chips, sigari ripieni di droga, killer muti, centenari carogne, ottantenni sexyssime, traditori maldestri, in un crescendo splatter da far invidia a Tarantino. Eppure, tutto questo ha un effetto inaspettato: mette di buon umore. E ci fa dimenticare i nostri guai. Buon divertimento.

Veronica Pivetti

Attrice, doppiatrice, conduttrice televisiva e radiofonica.È conosciuta dal grande pubblico per il film di Verdone "Viaggi di nozze", la conduzione insieme a Raimondo Vianello ed Eva Herzigova del Festival di Sanremo e molte fiction di successo, fra cui "Commesse", "Il maresciallo Rocca", "Provaci ancora Prof!" e "La ladra". Nel 2013 Mondadori ha pubblicato Ho smesso di piangere. La mia odissea per uscire dalla depressione. Nel 2017, sempre per Mondadori, pubblica Mai all'altezza. Come sentirsi sempre inadeguata e vivere felice. Del 2019 Per sole donne e del 2022 Tequila bang bang. Un giallo messicano, entrambi editi da Mondadori. 

fonte: www.mondadoristore.it

Cinema: Ci credevano in pochi, e invece Elvis di Baz Luhrmann è un capolavoro

Il regista australiano firma forse il suo più bel film di sempre, un atto d'amore che convince da ogni punto di vista. 

Quando Baz Luhrmann trova la giusta voce per raccontare una storia come accaduto con Romeo + Juliet e Moulin Rouge, allora è Cinema, di quello con la C maiuscola. Elvis è Cinema. È immagini al servizio della musica e viceversa. È sintesi ed esaltazione di informazioni e suggestioni, grandi interpretazioni, suono, costumi, coreografie. E, in questo caso, anche storia vera che, per quanto la si conosca già un po’, ora la si conosce meglio, non perché sommersi da dettagli, ma perché se ne è percepito il cuore, ciò che non sta nelle schede biografiche. E una volta che ti sei sincronizzato al suo battito, beh, è difficile da dimenticare. 

Quando si parla di Elvis non ci si riferisce solo alla sua carriera artistica, ma a tutta la mitologia che già all’epoca, e ancora oggi, ne fa una leggenda. Quando un personaggio è così grande, l’unico modo per raccontarne l'intimità senza rischiare di tradirne o banalizzarne la grandezza è farlo attraverso gli occhi di qualcuno che gli è stato vicino. E così fa Luhrmann che scegli il punto di vista del colonnello Parker (un grande Tom Hanks), il leggendario agente di Presley. È la sua voce fuori campo a spiegarci fin dall’inizio che sarà lui il villain, cattivo, della storia anche se non è propriamente d’accordo con questa visione, per lui erano imprescindibili l’uno all’altro, facce della stessa medaglia.

Ecco subito un salto indietro nel tempo, non l’infanzia di Elvis, ma a come i due si sono incontrati. Parker sente parlare di lui a Memphis. Le sue canzoni passano nelle radio della zona , ne parlano un po’ tutti. Fa musica da nero, ma è un bianco. Lo va a sentire dal vivo. Per le donne è isteria controllata, per lui è una possibile miniera d’oro. Lo prende sotto la sua ala. Lo porta in tour per gli States con altri musicisti della sua agenzia, ma ben presto è pronto a dedicarsi solo a lui. Elvis però deve essere d’accordo. E così si parlano. È la prima volta che Luhrmann ce li mostra insieme, nella stessa scena. È anche la prima volta che Elvis non balla o canta sul palco, ma parla, sta fermo, ci dà modo di capire meglio chi c’è dietro quell’oggetto del desiderio i cui effetti sulle persone che gli sono interno abbiamo imparato a conoscere nella mezz’ora precedente. Ora che l’iconografia è stata creata, che conosciamo il suo magnetismo e che forse anche noi, se non lo eravamo già, siamo diventati suoi fan, possiamo avvicinarci davvero a lui.

Baz Luhrmann’s ELVIS | Official Trailer > QUI

È un passaggio narrativo e visivo fatto con una tale naturalezza, una furba e irresistibile manipolazione delle nostre emozioni che dà la misura della bontà del lavoro fatto da Baz Luhrmann sia in fase di scrittura che di regia. E tutto questo non è neanche fatto solo con le musiche di Elvis a far da colonna sonora, anzi, fino a quel momento di lui abbiamo ascoltato poco. Abbiamo capito le sue influenze, il dove e come sia nato quel ritmo, ma la storia mostrata fino a quel momento si appoggia su canzoni anche attuali, ispirate forse da quel rock, ma non per forza. Al “da ora si ascolta solo Elvis” ci arriviamo anche qui gradualmente, ovvero quando ciò che canta diventa anche un modo per rivelarci chi è, cosa ama, cosa lo fa soffrire e come tutto questo diventi parte del suo stare sul palco.

Baz Luhrmann's ELVIS | "Hayride" Clip > QUI

I dettagli della biografici della sua storia ci sono tutti, il servizio di leva in Germania, il matrimonio con Priscilla, la nascita di Lisa Marie, l’esser diventato, volente o nolente, un simbolo politico, il legame con la mamma, il gruppo di “amici” di cui si circondò a lungo e che viene ricordato come “la Memphis Mafia”, il rischio bancarotta, vero e presunto che fosse, l’assurda “prigionia dorata” a Las Vegas e l'alcolismo. Qualcosa è giusto accennato, su altro, logicamente, ci si sofferma a lungo. Il totale sono due ore e quaranta di spettacolo eccezionale, un’emozione che nel finale, con la sovrapposizione tra l’Elvis filmico (un bravissimo Austin Butler) e quello reale, durante l’ultima sua esibizione prima del decesso, provoca una di quelle dolci commozioni (noi l’abbiamo provata al Festival di Cannes) che ti viene voglia di dire: “quanto è bello andare al cinema!”.

Elvis è un film bello nel senso profondo dell'aggettivo. 

fonte:  Di

Lgbt: Elodie madrina del Roma Pride 2022

Alla "Grande Parata" dell'11 giugno con "Bagno a mezzanotte"

ANSA - ROMA, 23 MAG - Sarà Elodie la madrina del Roma Pride 2022.

La cantante ha accettato l'invito del Coordinamento Roma Pride di essere la madrina dell'edizione 2022 e sarà presente alla "Grande Parata" di sabato 11 giugno con la sua hit "Bagno a mezzanotte", che sarà l'inno della manifestazione di quest'anno.


    Elodie è un'icona trasversale che si è sempre esposta in difesa delle donne, nelle battaglie per le rivendicazioni Lgbt+ e nella lotta contro il razzismo. 


    "Non poteva esserci una madrina migliore di lei - afferma Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride -. Siamo certe e certi che il suo costante apporto alla comunità Lgbt+ e il suo impegno civile per la parità dei diritti diano un importante valore aggiunto alla manifestazione contribuendo a far passare il messaggio centrale che un Paese civile e democratico non può più tollerare discriminazioni e negazioni e deve procedere sulla strada della piena uguaglianza e libertà per tutte e tutti". 

fonte:  Redazione ANSA www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA