giovedì 18 febbraio 2021

Torna la Fashion Week Woman's: programma e sfilate della settimana della moda di Milano

 
"Con la pandemia l’intero mondo del fashion sta sperimentando nuovi modi di mostrarsi"

Dopo la settimana della moda maschile, a Milano è tempo di moda femminile: torna la Fashion Week Women’s Collection Autunno-Inverno 2021-2022, in programma dal 23 febbraio al 1° marzo, prevede 61 sfilate, 57 presentazioni e presentazioni su appuntamento, di cui 15 fisiche e 42 digitali e 6 eventi per un totale di 124 appuntamenti. A illustrare questa mattina nel corso della conferenza stampa digitale i contenuti del calendario delle presentazioni l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Moda e Design, Cristina Tajani e Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana. Foto Repertorio  

Saranno presenti per la prima volta nel calendario sfilate nomi come Brunello Cucinelli, Alessandro dell’Acqua x Elena Mirò; Del Core; Onitsuka Tiger; Fabio Quaranta; Dima Leu; Münn; Budapest Select; Alessandro Vigilante; Giuseppe Buccinnà e CHB. 

“Ad un anno esatto dall’inizio della pandemia, l’intero mondo del fashion sta sperimentando nuovi modi di mostrarsi, raccontarsi e proporsi grazie a nuovi linguaggi comunicativi ma soprattutto a innovative modalità produttive, sempre più attente al riuso dei materiali e al riciclo, in un’ottica di circolarità e sostenibilità complessiva che va dal filato al prodotto finito. Come Amministrazione - spiega l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Moda e Design, Cristina Tajani - siamo sempre al fianco di Camera Moda e di tutte le aziende che fanno innovazione, perché la moda è l’intero comparto del fashion sono e rimangono soprattutto ricerca nei materiali, nelle forme e nei linguaggi. “l ricco calendario di questa edizione di Milano Moda Donna – conclude Tajani – dimostra come sia tanta la voglia da parte delle maison e degli operatori di raccontare al mondo, ieri attraverso le sfilate e oggi attraverso la rete e il digitale, il nostro gusto del bel bello e del ben fatto oltre alla nostra grande maestria artigiana”. 

La settimana della moda: le sfilate in programma

Presenti per la prima volta a Milano anche le presentazioni di Moorer; Gonçalo Peixoto; Alabama Muse; Bacon; Pushbutton x Fila Korea; Peserico; Yatay; Off Wear; REVENANT RV NT; AC9; Des Phemmes e Nervi. Supportati dal Camera Moda Fashion Trust i brand ACT N°1 e Marco Rambaldi. Quest’edizione della Milano Fashion Week, realizzata in collaborazione con Confartigianato Imprese e con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di ICE-Agenzia, si concentra sui pillar di Camera Nazionale della Moda Italiana, attraverso progetti specifici di grande rilevanza. Inclusione, diversità, formazione, sostenibilità, narrazione, digitalizzazione e sostegno ai giovani talenti, sono rappresentati nella settimana della moda attraverso iniziative ad hoc.

“Sono molto felice di vedere anche per questa Fashion Week la partecipazione di molti nostri Soci e la presenza di nuovi brand, a sottolineare l’importanza e la valenza della settimana della moda di Milano sia pure in un momento così difficile per la nostra industria - dichiara Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana -. Quest’edizione della Milano Fashion Week testimonia ancora una volta un approccio di grande flessibilità, che ha spinto tutti gli attori dell’industria della moda a sperimentare nuovi linguaggi espressivi ed a cercare modi alternativi per promuovere e distribuire le grandi creazioni che contribuiscono a rendere questa settimana unica nel panorama internazionale. Anche in questa edizione sono centrali argomenti come sostenibilità ambientale e sociale, formazione e sostegno ai brand emergenti, narrazione e chiaramente digitalizzazione. Un tema che però voglio sottolineare è l’attenzione all’artigianato, che ha più che mai bisogno di grande sostegno. In questo senso va l’accordo con Confartigianato Imprese, al nostro fianco nella costruzione di una fashion week che racconta di una filiera unica al mondo e mai così coesa”.

La settimana della moda, si aprirà con un omaggio a Beppe Modenese, Presidente onorario di Camera Nazionale della Moda Italiana, scomparso il 21 novembre 2020. Il video-omaggio è stato curato e diretto da Beniamino Barrese, mentre la produzione è curata da The Blink Fish. A seguire l’evento digitale “WE ARE MADE IN ITALY - The Fab Five Bridge Builders”. Il progetto curato da Stella Jean, Edward Buchanan, Michelle Francine Ngonmo e CNMI è focalizzato a celebrare i valori dell’inclusione e della multiculturalità.  

Sostegno ai nuovi talenti emergenti

L’impegno di CNMI al sostegno dei talenti emergenti si riafferma attraverso diverse iniziative, tra cui il rinnovo della collaborazione tra CNMI e Rinascente, inaugurata lo scorso settembre, a sostegno dei giovani brand del made in Italy. Nello store di Piazza Duomo sarà allestito un pop-up store per offrire un supporto reale e commerciale, oltre che mediatico, ad alcuni dei nomi più promettenti del panorama della moda nazionale.  

Anche per questa edizione, l’evento si potrà seguire su www.cameramoda.it la piattaforma di CNMI che continua a rendere fruibili i contenuti della Fashion Week in maniera digitale. Saranno trasmesse le sfilate e le presentazioni dei brand, oltre a diverse stanze tematiche e argomenti. Il primo, Designer for The Planet, alla sua seconda stagione, accoglie sei brand emergenti del Made in Italy (Gentile Catone; Gin Salemò; Froy;Traffico; Iindaco; Dassùyamoroso), impegnati sul tema della sostenibilità. Ritorna anche Budapest Select, per la quinta volta 7 brand ungheresi parteciperanno alla Milano Fashion Week, con una sfilata digitale, che verrà trasmessa il 26 febbraio alle 11:00 nel calendario del Live-Stream.   

Altra novità la stanza dedicata alla valorizzazione delle eccellenze formative italiane, protagonista la scuola fiorentina Polimoda. La scuola presenterà un Fashion Movie ambientato a Firenze dal titolo Human Poetics. Un percorso creativo e uno sguardo contemporaneo verso un nuovo Rinascimento, che vede protagonisti 20 giovani fashion designer in altrettante suggestive location.

Il calendario completo della settimana della moda 2021 (pfd)

Sulla piattaforma di CNMI verrà inoltre valorizzata anche la grande maestria artigiana italiana con una stanza dedicata curata da Sara Sozzani Maino, è realizzata in collaborazione con Confartigianato Imprese, che vede  protagonista il talento di 5 artigiani: Duccio Mazzanti (Mazzanti Piume since 1935 -Firenze-), Alberto Bevilacqua (tessuti artigianali since 1875 -Venezia-), Vivian Saskia Wittmer (scarpe su misura -Firenze-), Marina Rizzini (Bice&Berta maglieria su misura since 1992 -Bergamo-) e Anna Tosi - (Pagliani e Brausser fiori in tessuto e modisteria since 1946 –Verona). Un modo per riscoprire un’eccellenza tutta italiana in collaborazione della Fondazione Cologni dei Mestieri D’Arte che da sempre si impegna a salvare le attività artigianali d’eccellenza

La Fashion Week verrà inaugurata la sera del 24 febbraio alle 21:00 con il party digitale “CNMI MEETS CLUB DOMANI”, sul profilo Instagram @cameramoda. La campagna di comunicazione di Camera Nazionale della Moda Italiana della Milano Fashion Week Women’s Collection, è realizzata grazie alla collaborazione con il Comune di Milano e Yes Milano e all’obiettivo del fotografo Stefano Guindani.

fonte: Redazione  www.milanotoday.it

Tecnologia: Rubati i dati di 36 milioni di profili Facebook, ecco quali (e cosa possono farci)

I dati di 36 milioni di utenti italiani di Facebook sono stati sottratti e messi in vendita attraverso un bot su Telegram. Tra le informazioni rubate anche nome, numero di telefono, email, relazione sentimentale, lavoro e gruppi Facebook, elementi che possono comportare numerosi grattacapi per le vittime.

In tutto sono 533 milioni, ma se si prendono in considerazione solamente quelli italiani la cifra scende a 36 milioni. O meglio, a 35.677.338 di profili "bucati" da un attacco hacker che ha sottratto diverse informazioni personali agli utenti di tutto il mondo, compresi quelli italiani. Un numero di vittime peraltro molto elevato (praticamente più della metà degli italiani) alle quali sono stati sottratti dati come nome, numero di telefono, email, relazione sentimentale, lavoro e gruppi Facebook. A segnalarlo sul suo profilo Twitter è stato il ricercatore di sicurezza Alon Gal.

La vulnerabilità, già chiusa da Facebook nel 2019, ha portato alla creazione di un database illegale di dati che ora sono in vendita sul web. Con un metodo peraltro piuttosto inquietante: almeno inizialmente, l'hacker aveva predisposto un bot su Telegram che consentiva agli utenti di inviare un numero di telefono e ricevere l'ID del profilo Facebook di un utente in risposta, oppure di inviare l'identificativo dell'account per ricevere il numero di telefono. Il tutto al costo di 20 euro per il singolo dato oppure di 5.000 euro per l'accesso a 10.000 contatti.

Il bot ora è stato bloccato da Telegram, ma la vendita dei dati prosegue in privato: l'hacker ha infatti annunciato di essere al lavoro su un bot privato che possa consentire un processo di vendita simile a quello visto su Telegram. Insomma, come una perfetta piattaforma di ecommerce. Peccato che questa volta in vendita ci siano i nostri dati. Elementi che, vista la tipologia di informazioni sottratte, possono portare a numerosi grattacapi per le vittime. Dal phishing al social engineering, con i dati in possesso dei malintenzionati è più facile ingannare le persone presentandosi come realtà che hanno in mano informazioni personali. Pensiamo, per esempio, a qualcuno che si finge una banca presentandosi indicando questi dati per email.

C'è poi il problema ancora più grande relativo alla password dei propri account che potrebbe essere stata rubata durante uno degli innumerevoli attacchi passati. In questo caso è facile capire in quale database si trova: basta usare uno degli strumenti che permettono di scoprire se un account è stato compromesso (il più famoso è questo) e acquistare il dato. In questo modo un malintenzionato avrebbe accesso anche ai profili social della vittima e persino alla casella email. Il consiglio, quindi, è sempre quello di fare attenzione alle comunicazioni che chiedono dati (anche quelle apparentemente sicure) e di cambiare spesso le proprie password con chiavi lunghe e complesse.

fonte:  di Marco Paretti   https://tech.fanpage.it

Libri: "L'arte di non amare" di Giuseppe Di Piazza

"Amare o non amare è infatti la questione che sta sotto mille altre: dalla risposta che ognuno di noi sa o vuol dare dipende molto del nostro presente. E dalle azioni che ne conseguono, quasi tutto il nostro futuro.” 

Scrittori e poeti dall’alba dei tempi lo invocano nelle loro composizioni, poi drammaturghi e registi di ogni epoca lo hanno messo in scena, ma tutti gli esseri umani hanno dedicato gran parte dei loro pensieri, belli e brutti, al sentimento più forte e universale: l’amore. 

Così Giuseppe Di Piazza, grande giornalista e scrittore, prova a riflettere sull’amore oggi, tra tecniche di corteggiamento antichissime, social network e siti di appuntamenti. Il punto di partenza è il primo incontro immaginato tra una giovane donna e un giovane uomo: Lucas e Margherita. 

Da quel primo fatale momento, Di Piazza, con lo sguardo del reporter e l’animo del filosofo, segue i suoi due personaggi lungo tutto il corso della loro storia d’amore – il colpo di fulmine, la seduzione, il primo contatto, la paura, il nervosismo, i silenzi e le parole – alternando il racconto delle tappe del rapporto di Lucas e Margherita con riflessioni illuminanti e citazioni amorose di tempi vicini e lontani, dai versi di Ovidio sino a quelli dei cantautori contemporanei. 

 “L’arte di non amare” è al tempo stesso manuale, vademecum e trattato, breve e irresistibile, su quello che “muove il sole e l’altre stelle”.

fonte:  www.harpercollins.it

France > Pétition: Appel pour la réouverture immédiate de toutes les salles de spectacle

Auteur(s) : Gérard-André Auteur-compositeur, interprète Directeur et programmateur du Théâtre Rural de La Closerie (Bourgogne)
Destinataire(s) : Emmanuel Macron (Président de la République)
Jean Castex (Premier Ministre ) Roselyne Bachelot (Ministre de la Culture)

Par la voix de Monsieur le Premier Ministre Jean Castex, le gouvernement vient, contre toute attente et contre toute logique, d’interdire la réouverture le 15 Décembre 2020 des théâtres, des salles de spectacle...

Cette nouvelle interdiction a été prise sans concertation avec les professionnels du spectacle et de la culture, sans concertation avec les publics citoyens et en l’absence de la Ministre de la Culture, mais en présence remarquée du Ministre de l’Intérieur, chargé de présenter, en guise de pédagogie, et à la place de concertations, un arsenal de mesures répressives, coercitives…

Pourquoi fermer des lieux (théâtres, salles de spectacle, cinémas, musées…) qui sont souvent parmi les mieux organisés pour mettre en place et en pratique les mesures dites barrières au virus ?

Interdire l’ouverture des théâtres et des lieux de spectacle est un non-sens d’autant qu’à la demande des autorités, ils se sont largement équipés en matériel sanitaire, ont aménagé leurs espaces et matérialisé la circulation…

Interdire les manifestations culturelles, artistiques et musicales avec du public n’a pas de sens et à l’évidence c’est une aberration puisqu’il est depuis longtemps démontré qu’elles ont un effet bénéfique indéniable sur la santé (l’art-thérapie en apporte la preuve)

En tant qu’artiste, directeur d’une salle de spectacle, programmateur, je ne peux comprendre, tout comme un très grand nombre de confrères, l’intérêt, même sanitaire, de prolonger au-delà du 15 décembre 2020 la fermeture des théâtres, des scènes et des lieux de spectacle. Que cherche-t-on réellement en maintenant la fermeture des lieux où s’exercent et se confrontent la vie sociale et culturelle ? Veut-on, comme le pensent certains, bâillonner toute forme d’expression ?

D’autre part, les théâtres, les lieux de spectacle étant fermés, les artistes professionnels du spectacle vivant (tout genre et toutes disciplines confondus), n’ont bien entendu plus de contrat et plus aucun revenu provenant de leur travail. Ils exigent, et c’est normal, de pouvoir exercer leur métier et d’en vivre. Les aides de l’état pour « compenser les pertes », puisées dans nos poches via les impôts, fort inégalement « réparties » d’ailleurs, ne peuvent compenser l’interdiction d’exercer leur art devant du public.

Les signataires de cette pétition demandent  au Chef de l’État, au Premier Ministre et à la Ministre de la Culture, la réouverture immédiate de tous les lieux culturels et de toutes les salles de spectacle comme initialement prévu le 15 décembre.

Premier signataire: Gérard-André, Auteur-compositeur, interprète Directeur du Théâtre de La Closerie

Merci de votre attention

Gérard-André

 La pétition > SIGNEZ ICI

source:  www.mesopinions.com