lunedì 14 settembre 2026

Libri: "Il condominio" di James Graham Ballard

Nella periferia di Londra, in una zona rispettabile e residenziale, sorge un altissimo condominio costruito secondo le tecnologie più avanzate. Dotato com’è di palestre, piscine, parrucchieri e negozi di ogni genere, sembra invitare gli abitanti a non uscire, a non badare al mondo caotico e impreciso che c’è là fuori. 

E così accade. I residenti si abituano alla comoda modernità che li circonda, almeno finché una serie di black-out e cortocircuiti lascia uno spiraglio aperto alla violenza. 

Nell’arco di pochissimo tempo, la pettinata borghesia del palazzo rivela il suo vero volto. E mentre il condominio inizia a strutturarsi secondo una rigida gerarchia sociale che vede i meno abbienti sotto e i più ricchi sopra, emergono bande rivali pronte a conquistare con la forza i punti strategici del grattacielo e affermare la propria superiorità.

Ballard firma un romanzo tesissimo, subito divenuto di culto, in cui mostra il rovescio del progresso e la bruttura nascosta dietro convenevoli e cordialità. Ma Il condominio è anche una straordinaria lettura del presente, una metafora agghiacciante sul disagio che striscia sotto la pelle della nostra società.

“In un certo senso, la vita nel grattacielo aveva cominciato ad assomigliare a quella del mondo esterno: le stesse crudeltà e violenza celate entro una serie di cortesi convenzioni.”

Gli anni settanta, il boom edilizio, grattacieli che si alzano sempre più su, vite umane che si affastellano una sopra l’altra, un piano dopo l’altro, a centinaia. Ballard osserva i segni del mondo che corre e ce li restituisce in tutta la loro crudezza spietata. Un libro che capovolge il mito del progresso e mette a nudo i meccanismi perversi dell’animo umano.

fonte: www.amazon.it 

Al Teatro Regio di Parma - Corso di alta sartoria “Dal segno alla nascita di un sogno”

VI EDIZIONE dal 9 novembre 2026 all'8 novembre 2027

Un percorso di alta formazione unico in Italia dedicato alla sartoria teatrale e al costume di scena. 

L’Accademia di Sartoria del Teatro Regio di Parma accompagna gli allievi dall’ideazione creativa alla realizzazione del manufatto finale, attraverso un’esperienza immersiva che unisce tradizione artigianale, innovazione, competenze tecniche e visione artistica.

IL CORSO

Il Corso, riservato a 14 partecipanti selezionati, forma professionisti altamente qualificati nel settore sartoriale, in grado di operare nella realizzazione di costumi e manufatti per teatro, cinema, televisione, danza, grandi eventi, moda e industrie creative.

Durante l’anno accademico gli allievi acquisiscono competenze specialistiche in:

  • modellistica, taglio storico e moulage,
  • tecniche di confezione,
  • storia della moda e del costume,
  • modisteria,
  • illustrazione bozzetto,
  • tecniche applicate di ricamo,
  • tintoria dei tessuti,
  • costumi per la danza e realizzazione di gioielli di scena,
  • merceologia tessile e storia del costume,
  • storia del teatro d’opera e del balletto,
  • analisi drammaturgica e psicologica dei personaggi,
  • video e audio guida all’ascolto musicale,
  • organizzazione aziendale e gestione del lavoro in staff,
  • contrattualistica e legislazione sul lavoro,
  • comunicazione digitale e social media marketing,
  • nozioni generali di sicurezza sul lavoro.

La direzione didattica è affidata alla costumista Lorena Marin, ideatrice del progetto formativo. Le lezioni e i laboratori sono condotti dai maestri artigiani del Teatro Regio di Parma e da professionisti di riconosciuta esperienza internazionale, tra cui: Marina Laura Bianchi, Francesco Briggi, Simonetta Cesarini, Luca Dall’Alpi, Marco Nateri, Stefano Nicolao, Vittoria Papaleo e Dario Quintavalle. Il percorso è inoltre arricchito da masterclass con i costumisti delle produzioni della Stagione Lirica e del Festival Verdi.

Scopri tutte le attività sul profilo Instagram ufficiale dell’Accademia del Teatro Regio di Parma: 

PROJECT WORK

Elemento distintivo del percorso è il Project Work (300 ore), che permette agli allievi di confrontarsi con produzioni e realtà professionali di alto livello. Le esperienze pratiche possono svolgersi presso il Teatro Regio di Parma, nell’ambito del Festival Verdi, oppure presso importanti istituzioni, festival e sartorie teatrali nazionali e internazionali, tra cui Fondazione Festival Pucciniano (Festival Puccini), Associazione Arena Sferisterio (Macerata Opera Festival), Fondazione Arena di Verona, Fondazione Paolo Grassi (Festival della Valle d’Itria), Teatro Lirico di Cagliari, The Wexford Festival Trust (Wexford Festival Opera), Atelier Pietro Longhi, Nicolao Atelier, Laboratorio Pieroni e Tirelli Costumi.

A CHI SI RIVOLGE

Il Corso è rivolto a candidati maggiorenni in possesso di:

  • diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  • laurea triennale o magistrale, preferibilmente negli ambiti della moda, delle belle arti, del design o della comunicazione.
  •  

OPPORTUNITA PROFESSIONALI

Le competenze acquisite consentono di intraprendere percorsi professionali qualificati in:

  • sartorie teatrali
  • fondazioni lirico-sinfoniche
  • atelier di alta moda
  • laboratori artigianali
  • industria cinematografica e televisiva
  • produzioni culturali e creative in Italia e all’estero

DOMANDE DI PARTECIPAZIONE

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro il 1° settembre (sconto early application) ed entro 1° ottobre 2026, al seguente link. 

BORSA DI STUDIO

Grazie al sostegno del Gruppo Chiesi, è prevista una Borsa di Studio a copertura totale della quota di partecipazione destinata a uno degli allievi ammessi al Corso, per favorire l’inclusione, sostenere il talento e promuovere il merito artistico.

L’assegnazione tiene conto del merito, del curriculum, delle motivazioni e, ove presentata, della situazione economica del candidato attraverso attestazione ISEE.

COSTI

  • Quota di iscrizione alle selezioni: € 80
  • Quota di partecipazione al Corso: € 6.500
  • Early Application: € 5.850 per le candidature presentate entro il 1° settembre 2026 e successivamente ammesse al Corso.

fonte:  https://teatroregioparma.it 

Mostre: Keith Haring al Museo di Roma

Una mostra dedicata a una delle figure più riconoscibili del secondo Novecento: un artista che ha trasformato la linea in linguaggio pubblico, la strada in arte alta e l'immagine in messaggio universale

Nella New York turbolenta degli anni Ottanta - città segnata da violenza, droga e degrado urbano - Keith Haring trae ispirazione dall'energia grezza di un'epoca pre-digitale, in cui le idee circolavano attraverso le strade, la musica, i club e il contatto diretto tra le persone.

È il luogo di nascita dell'hip-hop e della street art, dove arte, attivismo e cultura popolare si incontrano.

Il progetto espositivo riunisce oltre 140 opere e materiali eccezionalmente prestati dalla Nakamura Keith Haring Collection, la maggiore raccolta al mondo dedicata all'artista, insieme a importanti prestiti pubblici e privati.

La mostra ripercorre il percorso artistico di Haring dai primi lavori a New York e dagli iconici Subway Drawings ai poster politici, alle sculture, ai dipinti e alle opere finali.

Per tutta la carriera Haring amplia il proprio linguaggio visivo restando fedele a una convinzione semplice: l'arte deve essere accessibile a tutti.

Bambini radianti, cani che abbaiano, figure danzanti, angeli, cuori, televisori e piramidi sono più che motivi ricorrenti: formano un linguaggio visivo universale che continua a parlare a culture e generazioni diverse.

Il percorso espositivo

Pensato per le sale di Palazzo Braschi, il percorso si articola in nuclei tematici: la strada e la metropolitana, l'impegno politico e sociale, il corpo e l'energia vitale, l'arte come linguaggio per tutti, fino alla dimensione simbolica e spirituale.
Dentro questo racconto, l'Italia diventa una chiave di lettura: qui Haring incontra spazi pubblici, galleristi e progetti capaci di dialogare con la sua idea di arte urbana e collettiva.

Il percorso è accompagnato da un articolato programma didattico pensato per i giovani e per le scuole, con attività capaci di avvicinare le nuove generazioni al linguaggio immediato, inclusivo e partecipativo dell'artista. 

 

>> Informazioni 

>> Visite guidate il sabato e la domenica alla mostra Keith Haring 

fonte: www.museodiroma.it 

Tecnologia: IA, per l'ad di Anthropic, il settore 'non ha mantenuto le promesse'. Dario Amodei individua nei traguardi scientifici l'unica via per recuperare il consenso

L'amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, ha dichiarato che le aziende operanti nel settore dell'intelligenza artificiale non hanno ancora "mantenuto le promesse relative ai benefici globali della tecnologia".

In un intervento sul social X, Amodei ha definito questa mancanza come la critica più fondata attualmente mossa all'industria, ammettendo la natura di una crisi di fiducia da parte del pubblico.

"La responsabilità è interamente nostra", ha scritto, "ed è su questo che dovremmo concentrarci più che sui messaggi di marketing". 

Secondo il dirigente, sostenere a parole che l'intelligenza artificiale curerà il cancro è diventato "un cliché spesso percepito come ingannevole". Amodei ha sottolineato che l'unico metodo efficace per superare lo scetticismo diffuso "è curare il cancro in modo concreto". 

Le parole del manager precedono una fase finanziaria cruciale per Anthropic. L'azienda si prepara a un'offerta pubblica iniziale prevista per ottobre, con stime degli investitori che indicano una potenziale valutazione di 2.000 miliardi di dollari. Una cifra che poggia anche sulle future capacità delle soluzioni di intelligenza artificiale di portare vantaggi tangibili alle persone. 

A delineare la distanza tra il mercato dell'IA e la percezione sociale concorrono i dati demoscopici. Una recente rilevazione del Pew Research Center evidenzia come il 50% degli adulti statunitensi si dichiari più preoccupato che entusiasta della diffusione dell'intelligenza artificiale nella vita quotidiana, contro il 10% di pareri favorevoli. Un divario in crescita rispetto al 37% di perplessità registrato nel 2021. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

Mostre: Museo degli Innocenti, Firenze "Artemisia Gentileschi" dal 21 ottobre 2026 al 04 aprile 2027

Dal 21 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, il Museo degli Innocenti ospita per la prima volta una straordinaria mostra dedicata al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi. 

In foto: Artemisia Gentileschi, Maddalena1630-1635, Olio su tela, 108×78,5 cm Beirut (Libano), Sursock Palace Collection

La mostra si concentra sull’importante soggiorno fiorentino dell’artista caravaggesca Artemisia Gentileschi, periodo cruciale per la sua affermazione professionale. 

Tra le sale del Museo degli Innocenti prendono vita i suoi dipinti più intensi, caratterizzati da un uso drammatico del chiaroscuro. L’esposizione indaga l’autonomia pattuita con la committenza medicea e il suo ruolo all’interno dell’Accademia delle Arti del Disegno. Un tributo alla forza espressiva e alla determinazione di una figura simbolo della pittura barocca.   

A Firenze Artemisia trova la sua maturità artistica: è la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti, riceve prestigiosi incarichi dalla famiglia Medici, frequenta Galileo Galilei e gli artisti coevi, è al centro della vita culturale del tempo. 

Qui Artemisia si afferma come artista, libera dalla morbosa attenzione mediatica che la costringe a lasciare Roma, e trova la sua strada, quella che la porterà ad entrare a pieno titolo tra i grandi maestri della storia dell’arte.

La mostra ospita anche due capolavori di Caravaggio.

Il ticket di accesso all'esposizione permetterà la visita a tutta la collezione permanente del Museo degli Innocenti, con oltre quattro piani di visita.
Le prevendite sono online:
https://www.ticket.it/mostre/evento/artemisia-firenze.aspx

https://www.ticket.it/mostre/abbonamento/artemisia-firenze.aspx

fonte e Info: www.museodeglinnocenti.it 

Cinema: Javier Bardem riceverà il Premio alla Carriera alla Festa del Cinema di Roma. Sarà consegnato da Paolo Sorrentino, proiezione di El ser querido di Rodrigo Sorogoyen

Javier Bardem riceverà il Premio alla Carriera nel corso della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgerà dal 13 al 25 ottobre 2026 all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Lo annuncia - in una nota - il Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, su proposta della Direttrice Artistica, Paola Malanga.

A consegnare il riconoscimento il regista premio Oscar Paolo Sorrentino.     

L'attore spagnolo, uno tra i più importanti a livello globale, premio Oscar per Non è un paese per vecchi di Joel ed Ethan Coen, interprete per Woody Allen, Sam Mendes, Denis Villeneuve, Julian Schnabel, Aaron Sorkin e Alejandro Amenábar, tra gli altri, presenterà al pubblico la proiezione di El ser querido di Rodrigo Sorogoyen. Il titolo, fra i più applauditi allo scorso Festival di Cannes, in programma alla Festa nella sezione Best of 2026, vede Bardem nel ruolo di Esteban Martínez, leggendario regista con un passato segnato da violenza ed eccessi.

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati