lunedì 2 febbraio 2026

Danza: al Teatro Celebrazioni di Bologna "Gisellə" di Nyko Piscopo, Cornelia Dance Company. Venerdì 27 febbraio 2026

Una produzione Cornelia Dance Company e Scenario Pubblico – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la danza
coreografia Nyko Piscopo
sound design e musiche originali Luca Canciello
scenografia Paola Castrignanò
costume design Daria D’Ambrosio
costume design (video) Pina Raiano
video Artist Andrea de Simone aka Desi
danzatori Mimmina Ciccarelli, Nicolas Grimaldi Capitello, Leopoldo Guadagno, Eleonora Greco, Raffaele Guarino, Francesco Russo, Sara Ofelia Sonderegger, Matilde Valente
danzatori (video) Marina Iorio, Giuseppe Li Santi, Samantha Marenzena, Rita Pujia, Chiara Saracco
supporto ATERBALLETTO – Fondazione

Un vero e proprio omaggio al balletto romantico, ma con una lettura completamente nuova.  

Nyko Piscopo reinterpreta Gisellə per parlare di Amore Eterno, superando confini di genere e pregiudizi. Le musiche originali di Luca Canciello e il lavoro dei danzatori della Compagnia Cornelia creano un’atmosfera che va oltre il classico, ma che ne mantiene tutta la potenza emotiva: sono interpreti di un capolavoro intramontabile che trova una dimensione contemporanea grazie al linguaggio elegante e fisico del coreografo.

Cornelia è una compagnia di danza contemporanea fondata nel 2019 a Napoli da Nyko Piscopo, Nicolas Grimaldi Capitello, Eleonora Greco, Leopoldo Guadagno e Francesco Russo. Dall’anno 2021 è sostenuta dal MIC come organismo di Produzione Danza under 35 e dal 2023 sostenuta dalla Regione Campania come Operatore dello Spettacolo.

Atre Info QUI  

Biglietteria:
Via Saragozza 234
40135 - Bologna
Infoline: 051 4399123
info@teatrocelebrazioni.it
 

fonte: https://teatrocelebrazioni.it 

Libri: "Il diavolo in tasca. Genitori e figli prigionieri del telefonino" di Carlo Verdelli

Un magistrale reportage narrativo, in forma di pamphlet, che lancia un grido d’allarme sulla dipendenza da cellulare e sulle conseguenze del capitalismo digitale.

Una dodicenne partecipa a una sfida lanciata sui social, va a scuola con una borraccia piena di vodka e finisce in coma etilico. Un bambino, scrollando TikTok, si imbatte in un gioco che consiste nel prendere più pastiglie di paracetamolo possibile e finisce in ospedale. 

La maestra di una scuola elementare muore in un incidente stradale causato dall’autista del pullman su cui viaggiava: l’uomo, invece di guardare la strada, digitava sul cellulare. Attraverso storie come queste a tratti scioccanti, Carlo Verdelli racconta una rivoluzione, quella dei telefonini e delle loro applicazioni, che sta modificando nel profondo tanto gli adolescenti quanto gli adulti. 

E della cui pericolosa enormità – anche per le ingerenze della tecnologia nella politica – nessuno sembra volersi occupare. «La realtà è che il cellulare inteso come smartphone è un carcere senza sbarre e noi ci siamo dentro. Prendere consapevolezza che il problema esiste è già un buon punto di partenza». 

Carlo Verdelli è stato il primo direttore editoriale per l'offerta informativa nella storia della Rai. È direttore di "Repubblica". È stato vicedirettore di "Epoca" e del "Corriere della Sera", ha diretto "Sette", "Vanity Fair", e la "Gazzetta dello Sport". Ha pubblicato I sogni belli non si ricordano (Garzanti, 2014) e Roma non perdona come la politica si è ripresa la Rai (Feltrinelli 2019). Fonte immagine: sito editore Feltrinelli. 

fonte: www.ibs.it 

Milano: Palazzo Reale e Museo del Novecento "Metafisica / Metafisiche" dal 28 gennaio al 21 giugno 2026

Palazzo Reale e Museo del Novecento dal 28 gennaio al 21 giugno 2026. Gallerie d’Italia dal 28 gennaio al 6 aprile. Grande Brera-Palazzo Citterio dal 6 febbraio al 5 aprile

Avviso ai visitatori
Per motivi istituzionali mercoledì 4 febbraio le mostre di Palazzo Reale apriranno alle ore 11.00 anziché alle ore 10.00. Giovedì 5 febbraio saranno chiuse le mostre "Metafisica/Metafisiche"e "I Macchiaioli". Resterà aperta al pubblico la mostra "Robert Mapplethorpe". Venerdì 6 febbraio saranno chiuse le mostre "Metafisica/Metafisiche"; "I Macchiaioli" e "Robert Mapplethorpe".  

Una grande mostra e tre “capitoli espositivi” in tre grandi musei milanesi, un programma multidisciplinare di iniziative per la città: Metafisica/Metafisiche è il progetto a cura di Vincenzo Trione, che mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli “eredi” internazionali e con gli “allievi” del XX e XXI secolo.

Palazzo Reale vengono presentate circa 400 opere tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design oltre a plastici e modelli architettonici, illustrazioni, fumetti, riviste, video, vinili con prestiti nazionali e internazionali provenienti da più di 150 istituzioni tra pubbliche e private, gallerie, archivi e prestigiose collezioni private. Dai protagonisti del gruppo storico nato a Ferrara nel 1917 – Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giorgio Morandi –, agli artisti che, in Europa e in America, hanno assorbito atmosfere e soluzioni del movimento, fino agli echi contemporanei con lavori di diversi autori che si sono ispirati alla poetica Metafisica nel campo dell’arte ma anche della fotografia, dell’architettura, del cinema, del teatro, del design, della moda, della letteratura, del graphic novel e della musica.

Al Museo del Novecento la mostra Milano Metafisica, dedicata al rapporto tra la Metafisica e Milano, presenta una selezione di 50 opere tra disegni, maquette, abiti, materiali d’archivio e fotografie, testimonia l’attività di de Chirico, Savinio e Carrà in città e la loro collaborazione con alcune delle più importanti istituzioni artistiche e culturali milanesi, insieme a dieci disegni di Mimmo Paladino realizzati in omaggio al romanzo “Ascolto il tuo cuore, città” di Alberto Savinio.

Da Piazza Duomo a Brera sono 2.000 passi d’arte: il percorso che prende avvio il 28 gennaio 2026 con Metafisica/Metafisiche nelle sale di Palazzo Reale, tocca, oltre al Museo del Novecento, Gallerie d’Italia, e termina a Palazzo Citterio. 

Gallerie d’Italia, museo di Intesa Sanpaolo in Piazza Scala, in dialogo con le opere in caveau, ospita un omaggio a Morandi attraverso le fotografie di Gianni Berengo Gardin dedicate all’atelier bolognese del pittore.

La Grande Brera ospita a Palazzo Citterio un inedito omaggio di William Kentridge a Giorgio Morandi. Declinando il progetto curatoriale di Metafisica/Metafisiche, l’installazione di Kentridge mette in luce l’eredità formale e concettuale di Morandi e recupera una pratica espressiva che fa del tempo, della memoria e del ritmo una materia visiva.

Il progetto, promosso dal Ministero della Cultura e dal Comune di Milano, è prodotto da Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d’Italia, con la casa editrice Electa e rientra nel programma culturale dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026. Si avvale della collaborazione scientifica della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e del Museo Morandi e della partecipazione dell’Archivio Alberto Savinio e dell’Archivio Carlo Carrà.

Il catalogo della mostra e le pubblicazioni dell’intero programma sono edite da Electa, con l’intento anche di riscoprire il patrimonio della città oltre l’effimero.

Altre INFO  

photo: (dettaglio di) Carlo Carrà, Madre e figlio, 1917 Milano, Pinacoteca di Brera - Palazzo Citterio ©Pinacoteca di Brera, Milano – MiC © Carlo Carrà, by SIAE 2026

fonte: www.palazzorealemilano.it  

domenica 1 febbraio 2026

Libri: "Cara Istanbul" di Serra Yilmaz

«Chissà se è la sorte di chi nasce in una città come Istanbul quella di sentirsi a casa in due luoghi diversi. Chissà se è stata la mia città a ispirarmi questa via. O forse doveva solo capitare così nel mio destino. Lo chiederò la prossima volta in cui mi leggeranno i tarocchi. O magari la risposta spunterà fuori dai fondi del mio prossimo caffè.»

«In queste pagine ho ritrovato la Istanbul di un tempo, la nostra meglio gioventù.» - Ferzan Özpetek

Come si racconta la città dell'infanzia, soprattutto quando quella città è Istanbul, luogo leggendario e carico di storia? Serra Yilmaz sceglie di farlo affiancando, come in un album di ricordi, i quartieri, le strade, le case in cui ha vissuto, quando Istanbul già enorme aveva solo un milione di abitanti, e non venti come oggi. 

Leggendo queste pagine sembra di ascoltare una voce che, accanto alla stufa di maiolica in un inverno rigido o affacciata in una calda serata a una terrazza sul Bosforo, ricostruisce e fa rivivere le voci e gli odori di un angolo di mondo che come pochi altri è stato travolto e mutato dal progresso e dal turismo. La voce, inconfondibile, è quella di Serra, attrice turca tra le più celebri, amatissima dal pubblico italiano, che l'ha conosciuta sul grande schermo nei film di Ferzan Özpetek. 

In questa sorta di «autobiografia attraverso persone, case e quartieri» scopriamo così le lunghe estati dalla nonna nella sponda asiatica della città, tra spiagge e giardini; il rapporto coi genitori, le amicizie e gli amori di gioventù, le prime esperienze di lavoro, l'emergere della passio- ne per la Francia, per l'Italia, per il teatro, e ancora le partenze e i ritorni da un luogo «il cui ricordo è inscindibile dalla possibilità di qualunque racconto». 

Il tutto ben condito da un'ironia caustica, da aneddoti picareschi, anelli smarriti e ritrovati, donne senza ombelico, da una certa superstizione levantina contro il malocchio, da un ritmo magmatico e incalzante e, perché no, da qualche ricetta tipica (la cucina è per Serra una passione antica...). 

Serra Yilmaz - Dopo aver studiato psicologia in Francia, entra in una piccola compagnia teatrale turca e inizia la sua esperienza teatrale. Al cinema esordisce nel 1983 con il regista turco Atif Yilmaz, ma il film che l'ha davvero lanciata in Turchia è stato Motherland Hotel di Omer Kavur, in concorso al Festival di Venezia nel 1987. 

Dal 1988 al 2004 fa parte della compagnia del Teatro della Città di Istanbul. Icona del regista turco Ferzan Özpetek, è stata nel cast di tutti i suoi più importanti film. Nel 1006 è stata l'interprete ufficiale durante la visita del papaBenedetto XVI in Turchia. Non ha mai interrotto però la sua attività teatrale infatti fa parte della compagnia che ha messo in scena "L'ultimo harem"  con la regia di Angelo Savelli al teatro di Rifredi a Firenze che è in cartellone dal 2005. 

fonte: www.ibs.it 

Prosa: al Teatro Franco Parenti di Milano "I corpi che non avremo" regia di Andrea Piazza. Dal 3 al 14 Febbraio 2026

©Alessandro Villa
I corpi che non avremo di Francesco Toscani
regia Andrea Piazza
con Fabrizio Calfapietra, Simone Tudda

scene Alice Vanini
costumi Michele Corizzato
video Daniele Zen
movimenti Simone Tudda
organizzazione Arianna Soffiati

produzione Ensemble Teatro

Con il sostegno del MiC Ministero della Cultura e di SIAE,
nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

"Spogliati, guardati allo specchio. Difficile, vero? A volte impossibile. Eppure non c’è nulla di più naturale del nostro corpo nudo."  

In un’epoca in cui le immagini di fisici perfetti dominano gli schermi che ci circondano, Andrea Piazza porta in scena un’indagine artistica sul nostro rapporto con il corpo e la sua rappresentazione.

Mattia ha trent’anni, è perennemente al cellulare e scorre incessantemente i social, attratto e ipnotizzato da figure seminude. Imprigionato nella gabbia della propria insoddisfazione, esce sempre meno, terrorizzato dall’idea di un contatto reale. Il sesso lo spaventa: i corpi sono goffi, sudati, sporchi. Online invece appaiono perfetti, il piacere sembra facile, pulito e soddisfacente.

Attraverso confessioni intime, frammenti diaristici e lampi di slam poetry, seguiamo l’evoluzione del suo legame con se stesso e con gli altri: dalla vergogna infantile alle relazioni mancate, fino all’abisso dell’ossessione. Le immagini diventano visioni, epifanie, spiragli di un altrove che seduce e inghiotte.

Un’esperienza mistica e pericolosa, sospesa tra desiderio e annullamento. 

 

Info >> QUI 

fonte: https://teatrofrancoparenti.it 

Mostre: al Palazzo Reale di Milano "ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio" dal 29 gennaio al 17 maggio 2026

Dal 29 gennaio al 17 maggio 2026 la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio arriva a Milano con un’ampia e inedita selezione delle opere più iconiche, potenti e audaci che riassume e celebra la carriera del fotografo statunitense.

Avviso ai visitatori
Mercoledì 4 febbraio le mostre di Palazzo Reale apriranno alle ore 11.00 anziché alle ore 10.00 per motivi istituzionali. 

La mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio arriva a Milano con un’ampia e inedita selezione delle opere più iconiche, potenti e anticonformiste del fotografo statunitense, tra i più originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo.

L’esposizione sarà allestita nelle sale di Palazzo Reale dal 29 gennaio al 17 maggio 2026 e rientra nel programma culturale dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

La retrospettiva, curata da Denis Curti, è il secondo atto di una più ampia trilogia, che ha avuto inizio a Venezia ne Le Stanze della Fotografia e proseguirà poi a Roma. Ogni evento esplora un percorso di studio e ricerca volto ad approfondire un differente aspetto della figura di Mapplethorpe.

A Milano il curatore accompagna il pubblico in un viaggio nella ricerca estetica del fotografo, tra i suoi nudi sensuali che si distinguono per la perfezione formale, una mimesi greca olimpica, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica.

Accompagnano la mostra il podcast - disponibile dal 21 ottobre su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme - Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario e il catalogo pubblicato da Marsilio Arte, che indaga la vasta produzione e l’evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere.

Alcune immagini di questa mostra comprendono tematiche di nudo esplicito. Vi invitiamo a considerare questo aspetto prima della visita.

Una mostra promossa da Comune di Milano-Cultura prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York

A cura di Denis Curti

Altre Info >> QUI 

fonte e Info: www.palazzorealemilano.it 

Tornano i Rainbow Awards, il 2 febbraio al Teatro Brancaccio di Roma

Promosso da Gaycs con il patrocinio di AiCS: tra i premiati della quarta edizione Luciana Littizzetto, Francesca Fagnani, Big MamaMalika Ayane. Presentano Chiara Francini e Alessio Marzilli

Con il patrocinio e contributo di Roma Capitale, con il patrocinio della Città Metropolitana di Roma Capitale, e la partnership di AiCS Direzione nazionale, i Rainbow Awards tornano a illuminare la Capitale con una serata speciale dedicata alla cultura, ai diritti e alle alleanze della comunità LGBTQIA+. La quarta edizione dell’evento si terrà il 2 febbraio 2026 nello storico Teatro Brancaccio di Roma, segnando un nuovo e importante traguardo nel percorso di crescita del premio.

Divenuti in appena quattro anni un simbolo di impegno civile, culturale e sociale, i Rainbow Awards sono un premio internazionale che rende omaggio a personalità della politica, della cultura, dello spettacolo, dello sport e dell’associazionismo che nel corso dell’ultimo anno si sono distinte nella difesa e nella promozione dei diritti LGBTQIA+. Un progetto nato dal basso e diventato oggi uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama culturale e civile della Capitale.

A raccontarne il senso profondo è Adriano Bartolucci Proietti, presidente di GAYCS e coordinatore Eventi del Dipartimento Lgbt di AiCS nonché fondatore dei Rainbow Awards«Arrivare al Teatro Brancaccio rappresenta molto più di un cambio di sede: è il segno concreto della crescita dei Rainbow Awards e della loro piena maturità. Portare il tema dei diritti LGBTQIA+ su un palcoscenico così prestigioso significa renderlo sempre più visibile, autorevole e trasversale. I Rainbow Awards sono una finestra aperta sul mondo come dovrebbe essere: inclusivo, plurale, capace di trasformare le differenze in valore per le generazioni future».

Premiati della quarta edizione: un parterre d’eccezione

Anche quest’anno i Rainbow Awards celebrano figure e realtà che hanno saputo lasciare un segno concreto nel dibattito pubblico e culturale:

Premio alla Carriera: Luciana Littizzetto

Premio Personaggio Televisivo: Francesca Fagnani

Premio Musica: Big Mama

Premio Programma TV: “Casa a Prima Vista”

Premio Politica Internazionale: Sindaco di Budapest Gergely Karácsony

Premio Politica italiana: Maria Elena Boschi

Premio Serie TV Giovani: “Mare Fuori – Alessandro Orrei

Premio Serie TV Daily: “Il Paradiso delle Signore – Filippo Scarafia e Piero Cardano

Premio Teatro: “Brokeback Mountain – Filippo Contri, Edoardo Purgatori, Malika Ayane, Giancarlo Nicoletti

Premio Letteratura: Teresa Ciabatti

Premio Piattaforma: “Hype” serie tv su RaiPlay

Premio Social: Minerva Salute

Premio Giornalismo: Alessia Arcolaci e Giovanni Tizian – inchiesta “Riparati” per il quotidiano Domani

Premio Reality: “The Traitors Italia – Commare e Giofrè

Premio challenge 2016-2026: “Un bacio” di Ivan Cotroneo/”Un medico in famiglia”

Premio Coreografia: Carlos DIAZ GANDIA

Premio Associazioni: Fondazione Villa Maraini

Premio Performance – Drag Queen: Sypario, Lina Galore, Nehellenia, Petite Noire, Farida Kant, La Diamond, Melissa Bianchini

Premio Sport: Roman Volley

Premio comedy: Marcello Cesena e Simona Garbarino per “Sensualità a corte”

Premio Gay.it

Menzioni Speciali 2026

Menzione Musica: Viscardi (X Factor) e Klem

Menzione Politica LGBTQIA+: Priscilla

Menzione Associazionismo: Interpride 2027 Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli; 40 anni Arcigay

Menzione Politica Locale: Municipio XI – Presidente Gianluca Lanzi; Comune di Genova – Assessora alle Pari Opportunità Rita Bruzzone

Menzione Cinema: Una storia vera – Giulio Guerrisi, Mariano Lamberti

A fare gli onori di casa, come sempre, il sindaco di Roma, Roberto Gualteri.

Continua a leggere l'articolo >>  QUI 

Segui il premio su Instagram: @rainbowawardsofficial 

fonte: www.aics.it