lunedì 2 novembre 2026

Teatro - Il balletto torna all'Arena di Verona, nel 2027 in scena Romeo e Giulietta

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La produzione di Legris porta sul palco Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko 

Dopo 34 anni il balletto con orchestra torna all'Arena di Verona con Romeo e Giulietta.

La Fondazione areniana ha scelto la celeberrima creazione musicale di Prokof'ev per riportare il grande balletto nella sua forma completa in Anfiteatro per l'Opera Festival 2027, dove mancava dal 1993 quando andò in scena Spartacus.

Con le étoile della danza e un nuovo grande allestimento, che prenderà vita dai bozzetti di Franco Zeffirelli, disegni ritrovati al Museo dall'omonima Fondazione realizzati per il tour shakespeariano di prosa partito proprio dal Teatro Romano di Verona nel 1964. 

Dal 18 giugno 2027, il balletto sarà in scena per quattro serate, una delle quali accessibili e novità del progetto "Arena per Tutti 2027". A firmare la produzione sarà il coreografo Manuel Legris, già étoile parigino scelto da Nureyev in persona, quindi direttore del Wiener Staatsballett per dieci anni e del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano per altri cinque. 

Protagonisti sulle punte, insieme al Ballo areniano coordinato da Gaetano Bouy Petrosino, due stelle internazionali di oggi, coppia nell'arte e nella vita: Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, rispettivamente étoile e primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano. Entrambi devono molto proprio a questo titolo: nel 2022, in un'Arena gremita per la serata Roberto Bolle and Friends, dopo aver interpretato la scena del balcone dal balletto di Prokof'ev, si sono promessi in matrimonio in una proposta a sorpresa, con standing ovation del pubblico in Anfiteatro. 

fonte: Redazione ANSA www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati      

Serie TV - Intrighi, rivalità sociali e ambizioni senza freni, torna The Gilded Age. La quarta stagione della fortunata serie tv di Hbo debutta il 2 novembre

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Aristocrazia o nuovi ricchi? L'eterna battaglia per contendersi il prestigio sociale più alto nella New York della fine dell'Ottocento torna con il quarto capitolo di The Gilded Age.

La nuova stagione, che arriva dal 1 novembre negli Stati Uniti e dal giorno seguente in Italia su Sky e Hbo Max, riprende sei mesi dopo la fine della terza, con Gladys (Taissa Farmiga) che ha rivelato alla madre Bertha Russel (Carrie Coon) che lei e il duca di Buckingham (Ben Lamb) aspettano un figlio. Il tutto accade pochi minuti dopo che il padre George Russell (Morgan Spector) ha voltato le spalle alla moglie in un momento di rabbia. Nel frattempo Peggy (Denée Benton) ha ricevuto la proposta di matrimonio dal dottor William Kirkland (Jordan Donica), Larry (Harry Richardson) e Marian (Louisa Jacobson) hanno trovato una forma di fragile serenità dopo aver rotto il fidanzamento, mentre la zia Agnes (Christine Baranski) coglie l'opportunità di riconquistare la posizione che aveva perduto.

 "The Gilded Age - ha sottolineato lo sceneggiatore e ideatore della serie, Julian Fellowes, durante l'anteprima mondiale a New York - è un periodo molto interessante della storia americana. Credo che sia stato l'inizio dell'America moderna, il momento in cui il Paese ha deciso che non voleva copiare l'Europa. Qualunque cosa si dica dei cosiddetti robber barons (i baroni ladroni, i potenti e spregiudicati industriali e finanzieri dell'epoca, ndr), il fatto è che, nel giro di pochi anni, quel periodo avrebbe dato inizio al secolo americano. E in entrambe le guerre mondiali, la voce dell'America è stata la più forte al tavolo della pace, perché l'America era arrivata ed era la nuova, grande e gigantesca potenza del mondo".

Anche se la terza stagione si chiude con Bertha, in particolare, che si ritrova a fare i conti con le proprie azioni, i fatti proveranno che invece aveva ragione. "Beh, avevo ragione e non me ne vergogno", ha detto l'attrice Carrie Coon, che interpreta il personaggio, durante l'incontro con la stampa. "George - ha spiegato - sta vivendo una vita decisamente poco esaminata in questo momento. Se la sta vedendo davvero brutta. Non ha ancora metabolizzato del tutto quello che gli è successo, e di conseguenza non riesce a comunicarmelo. Quindi, mi aspetto che il tempo guarisca tutte le ferite, ma non sarà così. Ci vorrà molto più lavoro del semplice scorrere del tempo. Ma Gladys sta alla grande, e Bertha si sente vendicata per questo". "Ho diritto a una replica? - ha chiesto scherzando Morgan Spector/George - Non voglio sembrare troppo diplomatico qui, ma penso davvero che George e Bertha abbiano ragione un po' tutti e due. Penso che la cosa che Bertha non riesca a vedere sia l'influenza della sua stessa ambizione e, in un certo senso, del suo desiderio, della sua brama di potere".

Rispondendo all'ANSA Coon ha detto: "Se sono felice? Penso che per una donna stare al mondo sia soprattutto sopravvivenza. Certo, Bertha ha tutti i vantaggi del mondo... eppure, per lei essere madre e madre lavoratrice in una società in cui entrambe queste cose sono in qualche modo sbagliate non è facile... È una questione di sopravvivenza ogni singolo giorno. Quindi, non so se la felicità sia una domanda su cui ci si possa permettere di esprimere un'opinione... Ho la sensazione che una donna come Bertha non ci pensi... forse c'è appagamento. Felice, forse no, ma con dei momenti di appagamento, come tutti. Questa è la condizione umana. Momenti di piacere in mezzo alla lotta per la sopravvivenza".

The Gilded Age 4 vedrà una sorta di riscossa di Ada Forte (Cynthia Nixon): "Eccomi di ritorno, e stavolta si fa sul serio, con autorità e soldi da spendere", ha detto l'attrice all'ANSA durante il red carpet. Mentre Monsieur Baudin (Josh Borden), lo chef dei Russell che si millantava francese, ha confessato che non vede l'ora di preparare un risotto alla pescatora, magari in occasione di un pranzo natalizio. 

fonte: di Gina Di Meo  www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati       

Libri - I fabbricanti di cioccolato: Due famiglie, una passione. La saga di Lindt & Sprüngli di Lisa Graf

In questa emozionante saga familiare, Lisa Graf racconta la straordinaria ascesa commerciale e sociale della famiglia Lindt, i più noti maestri del cioccolato, con le vicende tumultuose e appassionanti dei suoi indimenticabili protagonisti.

Zurigo, 1826. Il piccolo Rudolf è figlio di un pasticciere che si è recato in città cercando la propria fortuna. Non ha ancora dieci anni, ed è disperato: sua madre è molto malata, e lui non sa come fare. Dando fondo a tutti i suoi pochi risparmi decide di acquistare un rimedio dal signor Flückiger, il farmacista di Marktgasse. 

Con suo grande stupore, il bambino si vede consegnare un oggetto strano: una mistura di cacao cotta, solida, che in quel cantone della Svizzera non è ancora diffusa. È una tavoletta di cioccolato. Quasi per miracolo, subito dopo averlo assaggiato, la madre si riprende: recupera l'appetito e si rimette in forze.

Da quel giorno, Rudolf, detto “Ruedi”, giura che diventerà un maestro del cioccolato. E non uno qualsiasi: il migliore. Ma non sarà semplice: per dare corpo ai suoi desideri e creare l'impero che già prende forma nella sua mente, avrà bisogno di quanta più conoscenza e aiuto possibile. 

Non da ultimo, quello di Katharina, incontrata sul lago di Lucerna quando entrambi erano bambini. Il sentimento che prova per lei è assoluto. La giovane, però, sta per andare in sposa a qualcun altro… Basteranno l'ambizione indefessa, l'ispirazione e il duro lavoro a creare il miglior cioccolato al mondo? E se qualcun altro, nel frattempo, nutrisse il suo stesso sogno?

Una storia gustosa, vellutata e intensa, da assaporare lentamente.

fonte: www.amazon.it 

Libri: La confessione di Elsa di Gianrico Carofiglio

Certe storie restano chiuse per anni dentro di noi, cominciano a esistere davvero se qualcuno le ascolta. E a volte diventano confessioni, l'unica forma di ammenda possibile quando non c'è piú nessuno a cui chiedere scusa.

Elsa Corsini insegnava filosofia all'università, scrive saggi irregolari, imprevedibili. Ha un modo di parlare geometrico e la sua voce trasmette una vibrazione di pericolo. 

Per tutta la vita ha fatto quello che voleva, con chi voleva, non curandosi delle conseguenze. Guido Guerrieri, invece, è uno che si è identificato con la propria gentilezza senza accorgersi che era uno strumento per controllare la distanza. Ma quell'idea di distanza si è frantumata all'improvviso, dopo la piú inattesa delle telefonate. 

A Bari, in una libreria aperta solo di notte, i due incrociano per poche ore le loro esistenze scambiandosi storie. Storie di altri, di errori, di danni irreparabili. E svelano di sé cose che avevano sempre taciuto. La confessione di Elsa è un libro dolente e luminoso, pieno di dubbio e di verità. Un romanzo di personaggi memorabili.

«Come stai?» Cosa rispondi a questa domanda se te la fa un fratello che non senti da anni e chiama da un posto che è il contrario geografico di dove sei tu?

fonte: www.ibs.it 

Al Museo di Castelvecchio "La Venere di Tiziano e il Rinascimento musicale. Musica per gli Occhi dal Museo del Prado alla Città di Verona"

Un capolavoro assoluto del Rinascimento italiano lascia eccezionalmente il Museo del Prado di Madrid per approdare a Verona nell’ambito delle iniziative per la ricorrenza dei cento anni dall’inaugurazione del Museo di Castelvecchio (1926-2026).

Dal 31 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 il Museo di Castelvecchio presenta 

La Venere di Tiziano e il Rinascimento musicale.
Musica per gli Occhi dal Museo del Prado alla Città di Verona

una mostra, allestita in Sala Boggian, che ruota attorno alla straordinaria Venere con cane e suonatore d'organo di Tiziano, una delle immagini più raffinate e seducenti della pittura del Cinquecento, protagonista di un originale percorso che intreccia arte, musica dipinta ed eseguita e pensiero umanistico.

L'esposizione, curata da Francesca Rossi, Luca Fabbri e Michele Magnabosco, nasce da una lunga consuetudine di rapporti di collaborazione scientifica tra il museo veronese e il Museo del Prado, che ha visto di recente una stretta cooperazione in occasione della grande mostra monografica su Paolo Caliari detto il Veronese, tenutasi a Madrid nel 2025.

Da questa intesa prende forma un nuovo progetto internazionale che porta a Verona uno dei dipinti più prestigiosi delle collezioni madrilene e lo pone in relazione con un importante nucleo di opere d’arte a tema musicale del Museo di Castelvecchio e con opere, strumenti musicali, libri e partiture antiche provenienti dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze, dall’Accademia Filarmonica di Verona, dal Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, dalla Biblioteca Civica e dalla Biblioteca Capitolare di Verona.


La mostra è promossa dal Comune di Verona, Assessorato alla Cultura, Musei Civici - Museo di Castelvecchio, con il Museo del Prado e l’Accademia Filarmonica di Verona come partner scientifici, in collaborazione con il Conservatorio "E. F. Dall'Abaco" di Verona, con il patrocinio della società Amici della Musica Verona, con il sostegno di Fondazione Cariverona, The Amenc Family Initative for Art e EDHEC business School. La mostra è ideata e organizzata dai Musei Civici di Verona - Museo di Castelvecchio e co-prodotta con Civita Mostre e Musei.

In dialogo con l’opera di Tiziano saranno esposti altri due celebri esempi della pittura veneziana: la Contesa delle Muse e le Pieridi di Jacopo Tintoretto, delle collezioni di Castelvecchio, e il famoso Autoritratto con spinetta degli Uffizi, dipinto dalla figlia del maestro, Marietta Robusti, che fu pittrice e musicista.

Attorno a questo straordinario prestito si sviluppa un percorso che riunisce una trentina di opere tra dipinti sculture, strumenti musicali, libri di musica e partiture originali. I veronesi si distinguono con pagine miniate di Girolamo Dai Libri, allegorie della Musica di Bonsignori e Giolfino e un Giardino d’Amore di Zelotti affiancato a un Concerto all’aperto del fiammingo Ambrosius Benson.

Un tratto di grande interesse del progetto deriva dal fatto che accanto ai dipinti saranno esposti anche gli strumenti realmente raffigurati nelle opere: cornetti, flauti rinascimentali, libri di madrigali e manoscritti e a stampa originali provenienti dall'Accademia Filarmonica di Verona, la più antica accademia musicale d'Europa. Il visitatore potrà così confrontare direttamente l'immagine dipinta con gli oggetti che animavano la pratica musicale del Cinquecento. 

Continua a leggere QUI per tutti gli eventi e Concerti collegati alla mostra.

fonte: https://museodicastelvecchio.comune.verona.it 

martedì 27 ottobre 2026

Libri: "Com'è stato per me" di Andrew Sean Greer

Con la profondità del narratore, la grazia e la tenerezza di un poeta, il premio Pulitzer Andrew Sean Greer torna in libreria con una raccolta di racconti che è una riflessione sul tempo e sul cuore dell’uomo, in un intreccio di storie e personaggi che abbagliano il lettore.

In "Com’è stato per me", il racconto che dà il titolo a questa raccolta, i ragazzini di un quartiere come tanti altri si ritrovano in gran segreto in un vecchio capanno degli attrezzi, decisi a smascherare le loro insegnanti di pianoforte, malvagie e terribili streghe. 

Il giovane protagonista di "I re cannibali", disilluso dalla vita, accompagna un ragazzo problematico ai colloqui nelle scuole preparatorie per il college: in questo viaggio on the road si renderà conto di non aver trovato ancora il suo posto nel mondo. L’amicizia tra un uomo gay e una donna lesbica, al centro di "Vieni a vivere con me e sii il mio amore", si trasforma in un matrimonio solo per nascondere, con i compromessi e i sacrifici che ne conseguono, le loro vite segrete. 

Andrew Sean Greer è uno scrittore statunitense, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 2018 con il romanzo Less. Figlio di due scienziati ha studiato con Robert Coover e Edmund White alla Brown University. Ha fatto molti lavori a New York: autista, tecnico di teatro, scrittore per la televisione e scrittore senza molto successo. In seguito si è trasferito a Missoula, Montana. 

In seguito ha vissuto a Seattle e poi a San Francisco dove ha cominciato a scrivere per riviste come Esquire, Paris Review e Story, prima di pubblicare la sua prima raccolta di racconti: How It Was for Me". Il suo primo romanzo: The Path of Minor Planets è stato pubblicato nel 2001 e il suo secondo: La confessione di Max Tivoli nel 2004. John Updike ha paragonato la sua opera a Proust e Nabokov sul New Yorker. Altri titoli sono, La storia di un matrimonio (Adelphi, 2011), Le vite impossibili di Greta Wells (Bompiani, 2013), Less (La Nave di Teseo, 2017), La via dei pianeti minori (La Nave di Teseo, 2019) e Less a zonzo (La Nave di Teseo, 2023).

fonte: www.ibs.it 

Trittico Goecke, Robbins, Bausch, capolavori della danza all'Opera di Roma. Dal 27 ottobre l'omaggio ai Ballets Russes con le coreografie dei tre maestri

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Il Teatro dell'Opera di Roma ospita dal 27 ottobre all'8 novembre il trittico Goecke/Robbins/Bausch, che conferma l'attenzione della direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato verso il dialogo fra stili e forme della danza.

Il Trittico - Afternoon of a Faun di Jerome Robbins, Petruska firmato da Marco Goecke e Le Sacre du printemps di Pina Bausch con la coreografia originale ripresa da Clémentine Deluy, Jorge Puerta Armenta insieme con Eleonora Abbagnato e Damiano Ottavio Bigi - rende omaggio all'eredità dell'impresario russo Sergej Djagilev, fondatore dei Ballets Russes, la celebre compagnia che si esibì per la prima volta in Italia proprio al Costanzi nel 1911. 

Protagonisti le Étoiles, i Primi Ballerini, i Solisti e il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, insieme all'Orchestra del lirico capitolino diretta da Andrew Litton. 

Apre la serata Afternoon of a Faun, che torna in cartellone per l'Opera di Roma dopo 22 anni dall'ultima rappresentazione nel 2004 al Teatro Nazionale, con la coreografia di Robbins che trasforma radicalmente l'universo del poema sinfonico Prélude à l'après-midi d'un faune di Debussy.

In scena la prima ballerina Marianna Suriano con Andrea D'Ottavio in alternanza con i solisti Elena Bidini e Giacomo Castellana. Segue Petruschka, creata nel 2016 dal coreografo tedesco per il Ballett Zürich, ispirandosi al balagan, il teatro popolare russo delle fiere. 

Protgoniti la prima ballerina Federica Maine (Ballerina), il solista Giacomo Castellana (Petruschka), in alternanza con Luca Giovanetti, l'étoile Alessio Rezza (Moro) e il primo ballerino Claudio Cocino (Mago). 

Chiude la serata Le Sacre du printemps, uno dei momenti decisivi della ricerca di Pina Bausch. Il Corpo di Ballo dell'Opera di Roma torna a confrontarsi al Costanzi con la coreografa dopo il debutto al Caracalla Festival 2025. Fra gli interpreti l'étoile Rebecca Bianchi, Beatrice Foddi, Virginia Giovanetti, Federica Azzone, Giovanni Perugini, Martina Quintiliani, Jacopo Giarda, Mattia Tortora, Sebastiano Marino, Alex Gattola, Mike Derrua, Giovanni Castelli e Alessandro Burini. 

fonte: Redazione ANSA   www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati      

Sciopero nazionale dei teatri, spettacoli a rischio in tutta Italia il 27 ottobre

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Giornata di mobilitazione per il mondo dello spettacolo dal vivo, con lavoratrici e lavoratori del teatro in sciopero per rivendicare maggiori tutele e condizioni professionali più adeguate. L’agitazione coinvolge il settore dei teatri e degli scritturati, con possibili ripercussioni sugli spettacoli in programma.

Oggi, martedì 27 ottobre, il settore teatrale è interessato dallo sciopero nazionale annunciato dalle organizzazioni sindacali. La mobilitazione punta a riportare l’attenzione sulle condizioni di chi lavora nello spettacolo dal vivo, tra precarietà, discontinuità occupazionale e necessità di maggiori garanzie contrattuali. L’iniziativa riguarda in particolare il personale teatrale e gli artisti scritturati, per i quali la stabilità lavorativa e il riconoscimento dei diritti restano questioni centrali. 

Lo sciopero è stato proclamato da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil dopo la rottura del confronto con Federvivo sul rinnovo del contratto nazionale. 

Spettacoli a rischio e presidi nelle principali città

Al centro della protesta c’è il mancato accordo sulle condizioni economiche e normative, dopo anni di trattative senza risultati. Lo sciopero ha conseguenze anche sulla programmazione: a Milano, al Piccolo Teatro sono state cancellate le repliche di Oscar, con Sonia Bergamasco, allo Strehler e di Sono solo parole allo Studio Melato; all’Elfo Puccini è saltato L’orologio americano. Sono previsti presidi anche in altre città, tra cui Roma, Napoli, Genova e Torino. La mobilitazione proseguirà con ulteriori iniziative territoriali e culminerà in una manifestazione nazionale a Roma il 9 novembre.

fonte: https://tg24.sky.it/  

lunedì 26 ottobre 2026

Libri: "Hermès. L'essenza del lusso" di Enrica Alessi

Hermès non è solo una Maison: è un mondo.
Un mondo che tutti ammirano, molti desiderano e pochi conoscono davvero.
Enrica Alessi costruisce la sua “casa di carta” dedicata a Hermès, dove ogni capitolo è una stanza.

Si inizia dall’arte della casa, per poi passare alla storia della Maison, raccontata come nessuno ha mai fatto. 

A seguire, un’analisi dettagliata delle borse più importanti, la radiografia dei carré, gli accessori cult, i profumi, la gioielleria, il beauty.

Nessun tono reverenziale, nessun linguaggio da manuale, nessuna celebrazione rigida. 


Non è un libro che vuole stare su un piedistallo, ma un saggio travestito da romanzo:
pop come una conversazione, preciso come un archivio.
Enrica Alessi scrive come Hermès costruisce i suoi mondi: con cura, ironia e un’attenzione maniacale ai dettagli.

Pagina dopo pagina, emerge la filosofia silenziosa del lusso secondo Hermès:
un lusso che sceglie la qualità alla velocità, la continuità al clamore,
la sostanza all’apparenza. Un lusso che non insegue il tempo: lo abita.

fonte: www.amazon.it 

Firenze: "SCUOLA DI TEATRO INTERCITY" Corsi triennali di teatro. Da novembre a maggio 1 volta a settimana

Improvvisazione, creazione del personaggio, dizione e tecniche vocali, espressione corporea, drammaturgia classica e contemporanea.

La Scuola di Teatro Intercity è il dipartimento formativo del progetto Intercity dall’associazione Teatro della Limonaia ETS.

Quasi 40 anni di organizzazione del progetto Intercity (Intercity Festival e Intercity Connections), hanno permesso alla direzione artistica dell’associazione Teatro della Limonaia di conoscere e presentare, in anteprima in Italia, le novità del panorama teatrale internazionale, entrando in contatto con le “scuole” di teatro che si sono affermate all’estero.

 Questo importante bagaglio artistico arricchisce e rinnova, anno dopo anno, l’offerta didattica della scuola.
La struttura della Scuola di Teatro Intercity prevede un corpo docente permanente, che seguirà gli studenti nei diversi percorsi didattici, affiancato da stage e workshop condotti da professionisti ed esperti.
Il programma didattico si estende su tre anni, con la frequenza di una volta alla settimana e l’aggiunta di corsi e seminari mirati all’approfondimento di diverse discipline. L’ingresso al primo anno non avviene tramite provini né meriti, mentre ci sarà una selezione per accedere agli anni successivi.

Percorso del primo anno
L’organizzazione ha scelto di non ostacolare, tramite provini, l’accesso al primo anno: le potenzialità e il talento possono a volte nascondersi dietro la facciata di un certo apparire, dell’adolescenza o di una determinata professione e necessitano di tempo per manifestarsi, essere esplorati e verificati.
Durante il percorso didattico del primo anno la scuola offre la possibilità di “incontrare“ il teatro: l’allievo potrà sperimentare la propria capacità espressiva e trovare il proprio spazio all’interno del mondo scenico.
Sono previsti esercizi di gruppo (improvvisazione, uso della “maschera”, ascolto e l’attenzione all’altro, riscaldamento del corpo e della voce, primi passi verso lo studio del personaggio)mirati al raggiungimento di una consapevolezza scenica.

Percorso del secondo anno
Il secondo anno si focalizza su un’opera di drammaturgia classica o contemporanea, attraverso l’analisi del testo e della struttura drammaturgica. Il percorso è incentrato sulla preparazione fisica dell’allievo, sulla presa di coscienza delle proprie capacità motorie e vocali, anche attraverso un primo approccio con le tecniche di dizione. L’obiettivo del corso è di rendere l’allievo un corpo dinamico sulla scena, in grado di controllare ogni singolo movimento e di presentare a fine anno uno spettacolo corale in cui tutti gli allievi mettono alla prova il corpo e la voce.

Percorso del terzo anno
Il percorso del terzo anno prevede lo studio dal punto di vista dell’attore di un testo teatrale classico o “classico contemporaneo”, con particolare attenzione all’analisi dei personaggi e dei loro rapporti, per concentrarsi successivamente alla messa in scena di uno spettacolo vero e proprio, che verrà presentato sul palcoscenico del Teatro della Limonaia. Il percorso prevede un laboratorio di approfondimento sulla dizione.

Percorso del quarto anno (anno supplementare)
Il quarto anno si presenta come un ulteriore e supplementare percorso di approfondimento sulle tecniche attoriali attraverso l’utilizzo di testi contemporanei, che prevedono,tramite una serie di studi riguardanti le varie discipline teatrali, un livello più complesso di analisi e quindi di crescita espressiva,emotiva e di consapevolezza scenica.

Per i saggi dell’anno in corso, consultare la pagina SAGGI.

>>> INFORMAZIONI E ISCRIZIONI  

fonte: www.teatrodellalimonaia.it 

Mostra fotografica "Pina Bausch Le Sacre du printemps" Teatro alla Scala dal 22 ottobre al 22 novembre

Le Sacre du printemps di Pina Bausch fu presentato per la prima volta dal Tanztheater Wuppertal nel dicembre 1975, nell’ambito della serata in tre parti dedicata a Stravinskij, Strawinsky Abend, insieme a The Second Spring e Wind from West.

 

A cinquant’anni dalla sua creazione, quest’opera fondamentale continua a esercitare una presenza intensa e potente sui palcoscenici di tutto il mondo.

 

Per la prima volta, Le Sacre du printemps approda al Teatro alla Scala, affidato ai danzatori del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, che hanno intrapreso un percorso di immersione nello stile, nel linguaggio e nel processo creativo di Pina Bausch, avvicinandosi alla materia viva di questa straordinaria creazione.

 

La mostra accompagna questo percorso verso l’evento scenico. Attraverso una selezione di fotografie rare provenienti dall’archivio della Pina Bausch Foundation, offre uno sguardo intimo sulla nascita dell’opera: immagini delle prove, gesti, corpi e momenti di lavoro restituiscono le tracce di un linguaggio coreografico ancora oggi capace di interrogare e di emozionare.

 

Tjistske Broersma, danzatrice che partecipò alla creazione dell’opera nel 1975, ricorda:

«La tua forma nello spazio si espande, ti spingi oltre, così da prolungare questa energia. E questo è tipico anche di Pina Bausch: l’energia continua…»


Pina Bausch Le Sacre du printemps

Mostra fotografica

22.10–22.11.2026

In collaborazione con / In collaboration with Pina Bausch Foundation

 

A cura di / Curated collaboratively by

Ismaël Dia (Director of Collections and Curator)

Stefan Bauer (Image Archives)

Paul Andermann (Digital Image Editing)

 

fonte: www.museoscala.org 

lunedì 19 ottobre 2026

Libri: "La mano di Orfeo" di Alan Friedman

Alexander Grayson vive in disparte sulle colline toscane, dopo una carriera folgorante che lo ha portato nel cuore delle stanze del potere: la Delta Force, la Cia, fino alla Casa Bianca. 

Ha cambiato vita, è uno dei più autorevoli giornalisti internazionali, ma una telefonata riapre una porta che credeva di essersi chiuso alle spalle per sempre. Basta una sola parola, Orfeo, per riportare Alex a quarant’anni prima. 

Dietro quel nome, aveva scoperto l’esistenza di una rete clandestina, una mano invisibile capace di insinuarsi nei governi, nei servizi segreti, nelle grandi banche e negli apparati militari di tutto il mondo, piegandoli ai propri interessi senza lasciare tracce. 

Aveva giurato di non parlarne mai più, ma qualcuno ha deciso che ora il suo silenzio non basta. 

Quando il passato torna a cercarlo, testimoni scomodi cominciano a scomparire, vecchi documenti compromettenti riemergono all’improvviso, Alex capisce che non ha scelta: da quel mondo non si esce senza permesso. 

Dai corridoi di Washington alle banche di Zurigo, dai palazzi romani ai servizi segreti russi, viene risucchiato in una partita globale tra conti cifrati, dossier top secret e traffici d’armi. Un gioco mortale in cui chi parla paga, e chi non serve più viene eliminato. Perché Orfeo è ovunque, e ha le sue regole. Un esplosivo intrigo internazionale tra storia, finanza e politica, un thriller che tiene col fiato sospeso fino all’ultima pagina, un romanzo sul potere scritto da chi quel potere lo ha osservato e raccontato da vicino. 

fonte: www.ibs.it 

Moda: Aura, l'archivio Valentino tra bellezze nascoste e rivelate. Da Fondazione Garavani Giammetti 38 capi e l'arte di Juszkiewicz

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"Il significato di questa mostra è legato a domande e risposte racchiuse nei quadri stessi dell'artista in dialogo con gli abiti di Valentino.

Entrambe parlano della bellezza e del suo significato, nascosto dai dipinti e svelato dalle creazioni di Valentino.

Le donne hanno voglia di essere scoperte".
    E' Giancarlo Giammetti, nel corso dell'inaugurazione, a rivelare il senso della nuova mostra, intitolata Aura, ospitata negli spazi di PM23, a piazza Mignanelli, sede della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Trentotto abiti d'archivio di Valentino Garavani sono in dialogo con i quadri della giovane artista polacca Ewa Juszkiewicz, grandi opere ad olio che raffigurano dame e donne in abiti coloratissimi rinascimentali, con il volto nascosto da tessuti attorcigliati attorno al viso come turbanti e la testa trasformata in fruttiere o vasi di piante in un guizzo inconsapevole per l'artista, quasi arcimboldesco. 

"Nascondere il volto a queste figure femminili - spiega la pittrice - rappresenta per me una metafora di libertà, che vuol dire annullare ogni individualismo e rompere con la tradizione, anche nell'abbigliamento, visto che le donne che ho dipinto portano abiti antichi nella foggia, ma moderni nello spirito, colorati, energetici, in stoffe morbide, senza costrizioni di corsetti o altro. Con il volto coperto le mie donne sono eterne perché non legate ai loro tratti somatici che hanno in quel momento. Com' è eterna la moda di Valentino". 

Aura evoca dunque quel confine in cui ciò che è familiare rimane riconoscibile, ma assume a sorpresa un aspetto dove lo spazio è sospeso tra realtà e immaginazione, e la trasformazione genera un nuovo modo di guardare. Nel linguaggio creativo di Valentino Garavani, la figura femminile occupa un ruolo centrale: colore, materiali, volumi e movimenti ne esaltano la silhouette, con l'intento di valorizzarne la presenza e lasciare emergere e brillare la bellezza di ognuna. 

Nei dipinti di Ewa Juszkiewicz, il ritratto è sottoposto a un processo di metamorfosi. Attingendo alla tradizione europea del ritratto femminile, l'artista trasforma i volti delle sue protagoniste in configurazioni di capelli, tessuti, fiori e altre forme organiche, ridefinendo i codici del ritratto e aprendo l'immagine ad altre possibili interpretazioni. 

In entrambi i percorsi creativi, elementi riconoscibili e richiami storici acquisiscono significati inediti, entrando a far parte di nuovi linguaggi visivi e creando punti di connessione tra moda e pittura. La mostra riunisce 38 abiti selezionati dall'archivio della Maison Valentino e 26 dipinti di Ewa Juszkiewicz. 

"Con Aura - conclude Giammetti - abbiamo voluto esplorare la capacità della moda e dell'arte di trasformare il nostro sguardo sulla bellezza. Le creazioni di Valentino e i dipinti di Ewa Juszkiewicz, attraverso la materia, il colore, la forma e la metamorfosi, ci invitano a superare ciò che è familiare per scoprire nuove prospettive. È una visione che accompagna da sempre il mio percorso con Valentino e che oggi continua a guidare il lavoro della Fondazione: credere nella bellezza come forza capace di generare cultura, immaginazione e cambiamento". 

Per Aura, Ewa Juszkiewicz ha realizzato il dipinto "A Portrait in Valentino Red", presentato per la prima volta nella mostra. 

L'opera trae ispirazione da un abito della collezione Haute Couture Autunno/Inverno 2007-08 di Valentino, nel simbolico rosso della maison. Nella tela un'elaborata composizione di tessuto rosso, impreziosita da un motivo a foglia di palma, avvolge il volto, evocando una rosa, un fiocco e una forma organica in crescita, riprendendo il vocabolario visivo dell'abito, creando tensione tra ritratto, tessuto e ornamento. 

La mostra, patrocinata dal Municipio I Roma Centro, sarà aperta al pubblico dal 18 ottobre al 21 febbraio 2027. 

fonte: (di Patrizia Vacalebri) www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati      

Cinema: Pino Daniele conquista il box office, Je so' pazzo vola oltre 1,5 milioni di incassi. Secondo Mammina, terzo L'estranea. Il film su Carlo Acutis domenica sale fino al 4/ posto

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Pino Daniele conquista il box office con il debutto di Je so' pazzo, biopic diretto da Nicola Prosatore con Massimiliano Caiazzo, a 1 milione 533mila euro di incassi e quasi 193 mila spettatori nel weekend.

 La media è di 3.931 euro in 390 sale.

 Scivola in seconda posizione Mammina, horror diretto da Rob Savage con Jessica Chastain, che seppur con un calo del 57% ha guadagnato altri 853mila euro con una media di 2.370 euro su 360 schermi. Il totale in due settimane è di 3 milioni 291mila euro. Completa il podio L'estranea, thriller psicologico presentato in concorso alla mostra del Cinema di Venezia. La pellicola diretta da Paolo Strippoli con Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi e Adriano Giannini ha incassato altri 813mila euro (+2%) con una media 1.608 euro in 506 cinema per risultato complessivo di 1 milione 917mila euro. 

In quarta piazza c'è Primetime di Lance Oppenheim con Robert Pattinson nei panni del giornalista televisivo Chris Hansen autore di inchieste sui predatori sessuali. Il film ha debuttato poco più di 450mila e una media di 1.512 euro in 298 sale. 

Gli altri esordienti della top 10 sono al quinto posto Street Fighter sul celebre videogioco (387mila euro di incasso e una media di 1.531 euro in 253 cinema), al sesto il thriller Whalefall (quasi 374 mila euro e una media di 1.129 euro su 331 schermi). 

Debutta settimo Carlo Acutis. Il giovane santo, documentario biografico dedicato alla figura del giovane che ha incassato 370mila euro e oltre 41mila spettatori. Il film con una media di 1.238 euro in 299 sale, nella giornata di domenica è salito al quarto posto della classifica quotidiana con 143mila euro. 

Scivola ottavo Naza che, seppur in calo del 65%, ha guadagnato altri 294mila euro. Il documentario diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor ha una media di 890 euro su 331 schermi e ha raggiunto un incasso complessivo di 5 milioni 103mila euro in 4 settimane. Chiudono la top ten Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio, survival movie con Brad Pitt, che ha messo ancora in cascina quasi 284mila euro per un totale di 3 milioni 338mila in un mese e Zustissia, il film di Francesco Piras su Beniamino Zuncheddu detenuto ingiustamente per 33 anni, che ha guadagnato 265mila euro per un complessivo di 383mila euro in 15 giorni. Nel complesso il box office nel week end ha toccato 7.311.696 euro con 933.754 spettatori in crescita del 3% rispetto alla settimana precedente e del 79.33% rispetto allo stesso periodo del 2025. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati     

Libri: "La resa dei conti" di Milena Gabanelli e Simona Ravizza

Inchiesta sull'Italia dei privilegi e delle ingiustizie contro la forza degli onesti.

«Lo strumento più efficace di cui dispone la politica per proteggere i propri interessi, il proprio stipendio e il proprio potere è quello di far sentire la gente comune così impotente da farle credere che è inutile opporre resistenza.»

Nel 1973 Milena Gabanelli era al suo primo impiego. Trascriveva fatture in una ditta di bulloni. Il capo ogni tanto le diceva: «Queste valle a mettere nel nero». Lei non sapeva bene cosa significasse, ma le sembrava una cosa normale: lo sapevano tutti. Più di cinquant’anni dopo, quella normalità non è cambiata. Si è solo perfezionata, specializzata e legalizzata, con la complicità di chi governa. 

I soldi per far funzionare la macchina dello Stato mancano sempre. Ma chi li mette davvero fino all’ultimo centesimo e chi, invece, trova sempre il modo di sottrarsi? Milena Gabanelli e Simona Ravizza cercano la risposta nei numeri reali – bilanci pubblici, dati fiscali, relazioni istituzionali – e dentro normative che si presentano come eque, ma che di equo non hanno nulla. Ne emerge la fotografia di un’Italia spaccata, raccontata attraverso le categorie che la abitano. 

I tartassati, lavoratori dipendenti ma anche precari e partite Iva a basso reddito, penalizzati dall’inflazione, dai ritardi contrattuali e da un Fisco che punisce anche il più piccolo aumento. I traditi, ovvero i pensionati, il cui potere d’acquisto viene eroso da continui tagli all’adeguamento dell’assegno al costo della vita. 

Accanto a loro ci sono i favoriti, beneficiari di scappatoie e regimi agevolati; i protetti, difesi dalle lobby contro ogni riforma; i fuorilegge, che evadono sapendo che prima o poi arriverà una sanatoria. In questo sistema, i cittadini onesti finiscono per pagare due volte: come ostaggi, con le proprie risorse sprecate o usate indebitamente, o come scavalcati, se sono giovani e meritevoli ma trovano il posto già occupato da chi ha la raccomandazione giusta. Con il rigore che caratterizza il loro lavoro, le autrici svelano i meccanismi che da decenni tengono in scacco l’Italia: un’inchiesta necessaria, perché solo chi capisce come funziona davvero il sistema può scegliere se continuare ad accettarlo. 

fonte: www.ibs.it 

lunedì 12 ottobre 2026

Mostre: STILL IMAGE. Fotografie di Jessica Lange. A Le Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino fino al 7 febbraio 2027

Jessica Lange, Minnesota, 1992-2008 © Jessica Lange
Le Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino ospitano dal 7 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027 la mostra STILL IMAGE. Fotografie di Jessica Lange, a cura di Anne Morin.

Prodotta da Ares in collaborazione con i Musei Reali di Torino, l’esposizione presenta i lavori fotografici dell’attrice e fotografa americana Jessica Lange (Cloquet, Minnesota, Stati Uniti, 20 aprile 1949) e porta per la prima volta in Italia opere in gran parte inedite.

La rassegna, attraverso una selezione di oltre 200 immagini, ripercorre quasi trent’anni di ricerca fotografica, restituendo lo sguardo intenso, poetico e profondamente umano dell’autrice.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso otto sezioni tematiche, in gran parte inedite, concentrandosi in modo particolare sulle fotografie realizzate a partire dalla fine degli anni Novanta, in cui sensibilità artistica e attenzione documentaria rivelano uno sguardo profondo e malinconico sul mondo contemporaneo.

Cuore della mostra è il ciclo dedicato alla Highway 61, la celebre strada che attraversa gli Stati Uniti da nord a sud, dal Minnesota, terra natale dell’artista, fino a New Orleans. In queste immagini in bianco e nero, caratterizzate da una grana marcata e da forti contrasti, Lange costruisce un racconto dell’America rurale fatto di silenzi, atmosfere sospese e dettagli carichi di significato.

Accanto a questo nucleo si articolano altre serie che ampliano la geografia e l’immaginario dell’autrice, come le fotografie che troviamo nella sezione Messico, in particolare quelle scattate durante la Festa dei Morti a San Miguel de Allende. Qui Jessica Lange si muove senza un obiettivo preciso, lasciandosi guidare dall’intuizione e dall’esperienza del mondo. Il suo sguardo predilige la solitudine, la distanza dagli altri e una presenza discreta, quasi invisibile, che osserva e contempla più che intervenire. Il tempo, nelle sue fotografie, non è interrotto ma dilatato: si distende lentamente seguendo la luce, il passo, l’attesa. È soprattutto nel crepuscolo e nella notte che il Messico prende forma: ombre, corpi, danze, musica popolare, incontri e gesti si animano in una dimensione intensa e sensuale.

Si passa poi agli scatti urbani di Dérive, realizzati a New York durante la pandemia di Covid-19 (2020-2021) e alla serie Freak Show, nata durante le riprese di American Horror Story, in cui emerge un interesse per il mondo del circo e per le sue figure eccentriche e marginali.

Tre le sezioni completamente inedite, Gesti raccoglie un inventario di gesti ed espressioni corporee, minimi ma significativi, capaci di suggerire, da soli, l’inizio di una storia. Al centro poetico della serie si impone in particolare la straordinaria forza comunicativa della mano, elemento che rimanda con evidenza alla professione di attrice di Jessica Lange e che sembra averne profondamente ispirato lo sguardo. 

Il programma degli eventi collaterali prosegue con la collaborazione del Museo Nazionale del Cinema, che propone la proiezione del film “Il postino suona sempre due volte” (The Postman Always Rings Twice, USA, 1981), diretto da Bob Rafelson e interpretato da Jessica Lange e Jack Nicholson. La pellicola sarà proiettata al Cinema Massimo di Torino (Sala 3), martedì 15 dicembre alle ore 20.30, in replica mercoledì 16 dicembre alle ore 18.00. Per informazioni e acquisto dei biglietti è possibile rivolgersi in cassa o consultare il sito del Cinema Massimo.

Accompagna la mostra un catalogo (italiano/inglese) edito da Moebius.

>>  Contiua a leggere l'articolo QUI 

fonte:  https://museireali.beniculturali.it 

Mostre: Musei Reali Torino "I Racconti del Patrimonio" fino al 7 Gennaio 2027

A partire dal mese di settembre, i Musei Reali propongono I Racconti del Patrimonio: visite tematiche per esplorare percorsi poco conosciuti e approfondire la storia delle collezioni attraverso lo sguardo e l’esperienza del personale di accoglienza e mediazione del museo.
Partenze delle visite: ore 15.30 e ore 16.30.

Punti di ritrovo:

  • atrio della Manica Nuova per le visite al Museo di Antichità e alla Galleria Sabauda;
  • Salone delle Guardie Svizzere per Palazzo Reale – Appartamento della Regina;
  • Corte d’Onore di Palazzo Reale per le Cucine;
  • Biblioteca Reale per le visite dedicate alle relative collezioni.
PROGRAMMA
SETTEMBRE
  • ogni lunedì: Museo di Antichità – Archeologia a Torino
OTTOBRE
NOVEMBRE
  • ogni lunedì: Galleria Sabauda – A Babilonia (Semiramide) di Cesare Saccaggi –  e Museo di Antichità – Galleria Archeologica/Vicino Oriente Antico e Cipro
DICEMBRE – fino al 7 gennaio 2027
  • ogni lunedì: Galleria Sabauda – A Babilonia (Semiramide) di Cesare Saccaggi –  e Museo di Antichità – Galleria Archeologica/Vicino Oriente Antico e Cipro
  • ogni giovedì: Galleria Sabauda – Collezione Lenci

Libri: "Le crepe sono fatte per l'oro" di Elena Giappone

E se tutto ciò che consideri rotto in te fosse in realtà la parte più preziosa?

In Giappone, quando un oggetto si rompe, lo riparano con l'oro. Non per nascondere la frattura. Per renderla visibile. Perché la crepa racconta una storia. E quella storia è oro puro.

Elena Giappone ha fatto scoprire il Giappone a 138.000 italiani su Instagram. Ma questo libro non parla di templi o ciliegi in fiore. Parla di te. Delle tue cicatrici. Del tempo che passa troppo in fretta. Di tutto quello che pensi sia "sbagliato" nella tua vita.

19 verità che L'Occidente ha dimenticato.
19 concetti che non hanno traduzione.
19 storie di persone normali.

Italiani come te che hanno scoperto l'arte del kintsukuroi: trasformare le fratture in oro. Il kaizen: migliorare dell'1% ogni giorno invece di aspettare la grande rivoluzione. Il wabi-sabi: trovare bellezza nell'imperfezione. La filosofia giapponese applicata alla vita vera.

Ogni storia nasconde un significato e un'antica pratica.

Scoprirai che:

✨ Le cicatrici diventano oro, non difetti da nascondere (kintsugi)
✨ Le cose che finiscono sono le più belle (
mono no aware)
✨ Lo spazio vuoto è dove trovi pace (
ma)
✨ "Non posso farci niente" a volte è libertà (
shōganai)

E molto altro ancora che ti aspetta.

Non è teoria zen da monaco. Non è auto-aiuto con le bacchette.

Storie vere. Pratiche concrete. Emozioni che riconosci.

Le tue crepe sono fatte per l'oro.

fonte e libro: www.amazon.it 

Moda - Da Opticus a Verona torna l’appuntamento con lo stile: nuove collezioni, promozioni e aperitivo

Sabato 24 ottobre, dalle 16 alle 22, in via Roma 5, l’ottica veronese aperta dal 1964,  rinnova il suo tradizionale evento autunnale. Un’occasione per scoprire le nuove collezioni di occhiali da vista e da sole e vivere un pomeriggio all’insegna della convivialità.  Articolo scritto da ©Lisa del Greco per lisadelgreco.blogspot.com

VERONA – C’è un appuntamento che, con l’arrivo dell’autunno, torna ad animare il centro di Verona e che negli anni è diventato una piacevole tradizione per clienti e amici di Opticus. 


Sabato 24 ottobre 2026, dalle 16 alle 22, nello storico punto vendita di via Roma 5, Claudia Cristani presenterà le nuove collezioni di occhiali da vista e da sole, in una giornata dedicata alla moda, al design e naturalmente alla cura della vista.

Non sarà una semplice presentazione di nuovi modelli. L’evento nasce infatti con lo spirito di un incontro tra persone, nel quale scoprire le tendenze della nuova stagione, provare montature originali e lasciarsi consigliare nella scelta dell’occhiale capace di valorizzare il proprio stile.

L’occhiale come espressione della propria personalità

Negli ultimi anni gli occhiali sono diventati sempre più un vero e proprio accessorio di moda. Forme, colori, materiali e dettagli contribuiscono a definire l’immagine di chi li indossa. Ed è proprio su questo connubio tra qualità, ricerca e personalità che Opticus costruisce la propria proposta.


Durante l’evento sarà possibile conoscere le nuove collezioni, con particolare attenzione alle novità sia per gli occhiali da vista sia per quelli da sole, e approfittare delle promozioni riservate alla giornata.

Ma il programma non si fermerà alle montature, ma continua con il tradizionale aperitivo al Caffè al Teatro

A rendere ancora più speciale il pomeriggio sarà infatti il tradizionale aperitivo al Caffè al Teatro, un momento di incontro e convivialità che accompagnerà l’evento.

Caffè Al Teatro si trova proprio in Via Roma, a pochi passi da Opticus, rendendo la location particolarmente adatta ad un appuntamento nel cuore della Verona più frequentata. 

Un modo semplice e piacevole per trasformare la presentazione delle collezioni in una vera festa: quattro chiacchiere, un aperitivo, le novità della stagione e l’atmosfera del centro di Verona faranno da cornice all’iniziativa. Puoi seguire Caffè al Teatro su Intagram e Facebook 

È proprio questo lo spirito che ha permesso all’appuntamento di diventare una tradizione che si rinnova ogni anno: non soltanto promuovere una nuova collezione, ma creare un’occasione per incontrarsi e consolidare il rapporto con una clientela che nel tempo è diventata parte della storia stessa del negozio.

Un appuntamento ormai entrato nella tradizione

Per Opticus, dunque, il 24 ottobre sarà ancora una volta un momento importante dell’anno. Una porta aperta sulla nuova stagione, ma anche un modo per ringraziare clienti, amici e tutti coloro che continuano a scegliere una realtà veronese che punta sulla ricerca e sull’identità.

Un pomeriggio per guardare alle nuove tendenze… con occhi nuovi.

Puoi seguire Opticus Verona su Intagram e Facebook 

L’appuntamento è per sabato 24 ottobre, dalle 16 alle 22, da Opticus, in via Roma 5 a Verona. Tel. 348 2723503

Fonte: Articolo scritto da ©Lisa del Greco per lisadelgreco.blogspot.com © Riproduzione riservata. 

lunedì 5 ottobre 2026

Libri: "L'immensa distrazione" di Marcello Fois. Premio Campiello 2026

«Ettore Manfredini, nonostante fosse appena morto, la mattina del 21 febbraio 2017 ebbe la netta sensazione di svegliarsi». Inizia così il nuovo libro di Marcello Fois, che torna al grande romanzo familiare, questa volta in un’Emilia mitica e concretissima, fatta di campi, allevamenti, industrie, infinite pianure. Per un istante lungo quasi trecento pagine, Ettore ripercorre i momenti decisivi, le grandi gioie e i grandi dolori della sua stirpe. E finalmente vede tutti come sono stati davvero. 

I Manfredini hanno trasformato un semplice mattatoio in un impero, con l’accanimento di chi conosce la miseria e l’astuzia di chi ha capito come uscirne. Ma ogni cosa che li riguarda, il loro inesausto gioco di sentimenti, alleanze, silenzi e potere, si fonda su un inganno. Sono questo, i Manfredini: spietati, umanissimi. Venite a conoscerli. È un’alba uguale a tutte le altre, soltanto un po’ più lunga, quella in cui Ettore Manfredini si sveglia appena morto nella casa accanto al macello che è stato il centro della sua vita e di cui conosce ogni lamento, ogni cigolio. 

Nato troppo povero per permettersi un’istruzione regolare, impiegato da ragazzo nel mattatoio kosher di cui si impadronirà dopo le leggi razziali, Ettore è un uomo destinato al successo: diventerà uno dei più grandi imprenditori dell’Emilia in bilico tra grande industria e tradizioni contadine. E in quest’alba livida del 21 febbraio 2017, arrivato alla resa dei conti, Ettore capisce di dover percorrere fino in fondo il corridoio dei suoi ricordi. Parte da qui la vorticosa storia della famiglia Manfredini. Che è in primo luogo la storia di Ettore, ma anche di sua madre Elda, sulla cui spregiudicata opacità si fonda tutta la loro fortuna, e di sua moglie Marida, salvata dalla deportazione ma a carissimo prezzo, e di Carlo, il primogenito, figlio mai del tutto capito, e di Enrica, la vera mente dietro la crescita dell’Azienda, e di Elio, il nipotino amatissimo, e di Ester che rimane invischiata nella lotta armata, di Edvige, di Lucia... 

Il nuovo romanzo di Marcello Fois è una straordinaria macchina della memoria, in cui il grande disegno della Storia si mescola a piccoli dettagli fondamentali: il sapore di una ciambella mangiata ottant’anni prima, la serranda perennemente guasta nella casa di famiglia, due vecchie poltrone su cui si sono decisi i destini di tutti loro. E poi la foto di due gemelli ad Auschwitz trovata per caso in un’enciclopedia. Dipingendo l’affresco di una dinastia del Novecento fondata sulla carne e sulla menzogna, Marcello Fois ci regala un romanzo semplicemente maestoso. Perché vivere, forse, non è nient’altro che un’immensa distrazione dal morire.

fonte: www.amazon.it 

50 giorni di Cinema a Firenze. Dal 6 ottobre al 10 dicembre

Dal 6 ottobre al 10 dicembre edizione numero venti per la rassegna di cinema a Firenze a La Compagnia e in numerosi altri luoghi della città

La ventesima edizione della 50 giorni di cinema a Firenze si terrà dal 6 ottobre al 10 dicembre 2026, come sempre a La Compagnia e in numerosi altri luoghi della città.
Un intenso cartellone che tiene insieme importanti e storici festival internazionali, per 50 giorni di cultura, arte, eventi, anteprime, incontri con registi e attori.

La Fondazione CR Firenze presenta le CARD FONDAZIONE CR FIRENZE – 50 GIORNI DI CINEMA, due proposte di abbonamento ai 9 festival compresi nel programma “50 Giorni” per promuovere l’accesso alla cultura e al grande cinema internazionale a La Compagnia:

  • Abbonamento gratuito “Under 25”, riservato ai primi 500 giovani under 25 che ne faranno richiesta tramite il portale fondazionecrfirenze.it/fondazioneperte. La tessera è valida per 16 ingressi, utilizzabili nel corso di tutta la “50 Giorni di Cinema a Firenze” 2026, per un massimo di 2 proiezioni per ogni Festival;
  • Abbonamento ridotto, al costo 50 euro, che darà diritto ad una tessera valida per 16 ingressi, utilizzabili nel corso di tutta la “50 Giorni di Cinema a Firenze” 2026, per un massimo di 4 biglietti per ogni Festival. 

Entrambi gli abbonamenti saranno disponibili a partire dal 10 settembre solo alla cassa del cinema e fino ad esaurimento della disponibilità.
Le card sono nominali e non cedibili e possono essere utilizzate solo esibendo un documento d’identità.

Tutti i possessori delle CARD FONDAZIONE CR FIRENZE – 50 GIORNI DI CINEMA, parteciperanno all’estrazione di 10 GOLDEN PASS, validi per un 2027 di cinema gratis a LA COMPAGNIA. per celebrare i 10 anni del cinema LA COMPAGNIA.

I festival dell’edizione 2026

  • 6/11 ottobre – Middle East Now
    Viaggio nel Medio Oriente contemporaneo tra anteprime, mostre, eventi, presentazioni, talk con i protagonisti del festival e momenti food.
  • 14/18 ottobre – FánHuā Cinese Film Festival
    Una finestra sulla Cina contemporanea e il suo cinema d’autore.
  • 21/25 ottobre – Festival di Cinema e Donne
    Da oltre 45 anni, il meglio, su grande schermo, a firma femminile con primi piani sulle grandi maestre del cinema mondiale e su molte registe esordienti.
  • 28 ottobre/1 novembre – France Odeon
    Il migliore cinema francese in anteprima a Firenze, i film più rappresentativi della produzione cinematografica d’Oltralpe con tanti ospiti internazionali e momenti di approfondimento.
  • 2/8 novembre – Festival dei Popoli
    Il più importante Festival Internazionale di cinema documentario in Italia e il più antico in Europa.
  • 11/15 novembre – Lo Schermo dell’Arte
    Un appuntamento internazionale che presenta una selezione della migliore recente produzione di film d’artista e di documentari sull’arte contemporanea, incontri con artisti, autori e curatori.
  • 18/22 novembre– Florence Queer Festival
    Le storie e la cultura Queer al di fuori di ogni stereotipo
  • 3/8 Dicembre – River to River Florence Indian Film Festival
    Una finestra sull’India contemporanea, con una selezione dei migliori film in concorso, accompagnati dai registi e attori.
  • 10 dicembre – Premio N.I.C.E. Citta di Firenze
    Da 35 anni una piattaforma di riferimento per la promozione del nuovo cinema italiano a livello internazionale.

fonte: https://cultura.comune.fi.it 

Eventi - Autunno Fiorentino 2026

Dal 1° ottobre al 30 novembre la V edizione della rassegna culturale che anima le zone meno centrali della città con oltre 226 eventi

Dopo il grande successo dell’Estate Fiorentina, la cultura non si ferma e continuerà ad animare strade e piazze con spettacoli e appuntamenti in tutti i quartieri fuori dall’Area Unesco anche per i prossimi mesi.

Aprirà infatti il 1° ottobre e durerà fino al 30 novembre la V edizione dell’Autunno Fiorentino, la rassegna culturale che anima le zone meno centrali della città con oltre 226 eventi fra spettacoli, concerti, performance, laboratori e workshop per tutti i gusti.

Una rassegna che porterà allegria, musica e cultura nelle piazze di tutti i quartieri fuori dal centro, per la quale sono stati stanziati 591.705 euro con risorse del Ministero della Cultura nell’ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo.

L’Autunno Fiorentino – la rassegna promossa per i mesi autunnali dal Comune di Firenze – sarà ricchissimo di appuntamenti ed arriva dopo un bando pubblico che è servito per selezionare i migliori progetti che per due mesi coinvolgeranno la città. Partirà non appena chiude l’Estate Fiorentina che con l’edizione 2026 registra un grande successo sia per la qualità dell’offerta capillare che ha animato la città sia per la grandissima partecipazione di pubblico. 

La kermesse dell’Estate Fiorentina è partita il 1° giugno e si chiude il prossimo 30 settembre. L’edizione 2026 ha registrato il record di 1385 appuntamenti sparsi in tutta Firenze. Il progetto è stato finanziato con quasi 1,9 milioni di euro di cui 800mila euro del fondo PN Metro Plus 2021-2027 e il restante con risorse proprie ed ha coinvolto 113 progetti e 160 associazioni che hanno animato la città con progetti, 5 eventi speciali tematici e 9 festival, oltre a 10 spazi estivi. Una rassegna capillare, molto partecipata, raccontata anche grazie ad un’attività di comunicazione realizzata sia sui mezzi tradizionali (impianti sui viali, poster 6x3, manifesti 70x100 in area Unesco, stampa sia in italiano che in inglese, radio e sale cinematografiche) che su quelli digitali come maxi schermi in varie zone della città e sistema di digital signage.

L'Estate Fiorentina 2026 ha segnato anche la grande attenzione al parco delle Cascine, dove si sono concentrati oltre 150 eventi culturali tra concerti, festival, spettacoli, incontri e iniziative per tutte le età, insieme a un ricco calendario di attività sportive e ricreative. Un investimento sulla vivibilità e sull'attrattività del parco, accompagnato dal rafforzamento dei presidi delle forze dell'ordine, dalle nuove telecamere e dal potenziamento dell'illuminazione, per farne un luogo sempre più vissuto, frequentato e sicuro dalla mattina alla sera. >>> Continua a leggere l'articolo QUI 

>> Info complete QUI  

fonte: https://cultura.comune.fi.it