sabato 24 agosto 2019

Lgbt. Kate, il principino George deriso in tv da Lara Spencer: interviene Roberto Bolle


Il principino George preso in giro perché ama la danza classica: l'intervento (e la rabbia) di Roberto Bolle

In questi giorni su Instagram è scoppiata un’accesa polemica causata dalle dichiarazioni di Lara Spencer, conduttrice di Good Morning America.

Nel corso del programma la giornalista ha svelato alcune notizie sulla Royal Family, raccontando che George, primogenito di Kate e William, adora la danza classica e seguirà alcune lezioni.
In diretta la Spencer ha preso in giro il Principino, deridendolo per la sua passione. Un comportamento che non è piaciuto affatto ai grandi della danza che hanno protestato su Instagram contro l’atteggiamento di Lara.

Fra i primi a reagire Roberto Bolle, che sui social ha pubblicato un lungo commento a margine del video incriminato, che puoi vedere cliccando QUI

Nel post, il ballerino ha definito come “inappropriato” l’atteggiamento della conduttrice, spiegando come sia già difficile per gli uomini inserirsi nel mondo della danza a causa di tanti pregiudizi. George, proprio come nonna Lady Diana, adora ballare, per questo presso la Thomas’s Battersea, l’istituto esclusivo che frequenta, segue dei corsi di danza classica. Nella scuola, dove frequenterà la terza elementare, impara anche il francese e pratica diversi sport, seguendo il metodo montessoriano.

Lara Spencer alla fine è stata costretta a scusarsi, ammettendo di aver fatto un commento fuori luogo. “Mi scuso sinceramente per un commento insensibile che ho fatto ieri nelle notizie pop – ha detto -. Dal balletto a tutto ciò che uno desidera fare ed esplorare nella vita, io dico ‘vai e prova!’. Credo pienamente che dovremmo essere tutti liberi di perseguire le nostre passioni. Vai a scalare la tua montagna e adora ogni minuto”.

George non è l’unico appassionato di danza in famiglia, anche Charlotte, secondogenita dei duchi di Cambridge, ha un grande amore per il balletto. Non a caso qualche tempo fa mamma Kate Middleton organizzò un’uscita top secret con la figlia, intrufolandosi nel pubblico del teatro per seguire uno spettacolo della Royal Academy of Dance.
fonte: https://dilei.it

Lgbt. Il “biglietto sospeso” in teatro: a Torino la cultura è per tutti

Lo Stabile e Torino Spettacoli regalano oltre mille abbonamenti ai cittadini meno abbienti. 

Aumentano anche le agevolazioni ai più giovani, gli ingressi gratuiti e i biglietti scontati


La filantropia bussa alle porte dei teatri, sale sul palco, entra nelle sale d’arte. 


Va in circolo, insomma. Il contagio è silenzioso, ma costante: sempre più istituzioni culturali torinesi scelgono di aiutare a godere della grande bellezza anche chi fatica economicamente.
 
Così quest’anno Piero Nuti, attore e regista della direzione artistica di Torino Spettacoli, ha pensato a un regalo per il pubblico torinese con basso reddito. Quelli con fascia Isee inferiore a 11.528,41 euro annui per nucleo familiare saranno “Ospiti di Adriana”: 100 abbonamenti a 2 titoli a scelta del festival di Cultura Classica e 30 pacchetti “Piccolo Principe in famiglia” verranno, cioè, donati ai primi 130 che ne faranno richiesta tra il 2 e il 30 settembre. Un’iniziativa che incarna lo spirito della grande Adriana Innocenti, tra i fondatori del festival, l’attrice che - diceva Giovanni Testori - sapeva «essere tanto più umile quanto più grande si faceva sulla scena» e che con dignità ricordava le «mille fatiche affrontate, da giovane, per potermi pagare un abbonamento teatrale». 

Stessa fascia di reddito per accedere al progetto “Un posto per tutti” dello Stabile, in partnership con Fondazione Crt che ha deciso di destinare una parte del contributo annuo di 50 mila euro all’acquisto di biglietti per chi non potrebbe permettersi la spesa: «È il terzo anno: siamo partiti con 650 abbonamenti, poi sono diventati 800 e per la prossima stagione puntiamo a mille» dice Filippo Fonsatti, direttore del Teatro Stabile. È il principio partenopeo del “caffè sospeso” ma applicato alla cultura. Chi può paga anche per chi non può. Non un espresso, in questo caso, ma un biglietto. Altruismo, non carità. Con la speranza che il gesto inneschi un meccanismo virtuoso. 

Allo Stabile monitorano i flussi di pubblico, anche di chi in poltrona si siede grazie a “Un posto per tutti”: «Ci siamo accorti che ne usufruiscono molti giovani, poi le famiglie, e tanti stranieri: nordafricani, mediorientali, cinesi e sudamericani». Il feedback descrive una platea eterogenea: «È davvero una chiave d’accesso - continua Fonsatti - alcuni di questi spettatori, quando e se la loro situazione economica migliora, tornano». Il meccanismo piace anche fuori Torino: «Ci hanno contatto dalla Svezia recentemente per informarsi: è un modello di integrazione concreta». Con questo sistema - ma attraverso il crowdfunding - 500 bambini in difficoltà hanno potuto visitare, quest’anno, il museo “A come Ambiente”. 
 
Anche il Regio sarebbe interessato a una formula simile a quella dello Stabile, ma intanto dall’anno scorso ha incrementato le agevolazioni, puntando sui giovani. Per la stagione al via il 3 ottobre gli under 16 possono assistere a 6 opere gratis accompagnati da un adulto che avrà lo sconto del 10%. Lirica low cost poi per gli under 30 e gli over 65, per i disabili e i docenti. E saldi del 15% pure al Teatro Colosseo, fino ai 24 anni. 
 
In questo caso alla solidarietà si unisce la lungimiranza. Scommettere sui ragazzi vuol dire ipotecare il domani. Le tre Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, ad esempio, sono gratuite a tutti fino a 18 anni, come i laboratori didattici. «E i numeri sono in crescita - dice Michele Coppola, direttore esecutivo Arte, Cultura e Beni Storici -: nei primi sei mesi di quest’anno quasi 45 mila studenti hanno visitato le collezioni: l’idea che questi luoghi permettano ai ragazzi e ai meno fortunati di trovare sollievo tramite la cultura, è la più alta forma di condivisione per la nostra arte». Scommette sullo stesso target, quello dei più piccoli, anche Fondazione Crt: il suo progetto “TAO, tutti all’opera!” - trasmissione in 10 puntate per farli familiarizzare con l’opera, ambientata alle Ogr - quest’anno ha vinto il primo premio dell’Osservatorio Media del Moige. Ulteriore conferma che la Torino solidale funziona. 
fonte:

Lgbt. Morto l'attore Carlo Delle Piane Aveva 83 anni. Recitò al fianco di Sordi, Totò e De Sica

E' morto a Roma all'età di 83 anni l'attore Carlo Delle Piane. Ne dà notizia la moglie, Anna Crispino.

L'attore aveva da poco festeggiato i 70 anni di carriera, durante i quali aveva lavorato con alcuni dei più importanti registi e attori, ricordando i molteplici successi al fianco di Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Totò, De Sica e molti altri ancora, fino al fortunatissimo decennio con Pupi Avati.

Ancora provato dall'emorragia cerebrale che lo ha colpito nel gennaio 2015 e che lo aveva portato fino al coma, aveva festeggiato con l'amorevole moglie, la cantante Anna Crispino, i 70 anni di carriera lo scorso anno alla mostra sel cinema di Pesaro. 110 film all'attivo, di cui una quindicina sotto la direzione del suo grande amico Pupi Avati, Delle Piane aveva realizzato il suo primo film quando aveva solo 12 anni.

"Ero alle medie al Pio XI di Roma e lì arrivarono gli assistenti del regista Duilio Coletti che cercavano tra gli alunni i ragazzi per il film Cuore. Io, che ero sempre all'ultimo banco e non andavo troppo bene a scuola, non capivo chi fossero, pensavo che stessero per interrogarmi e quasi mi nascondevo. Ma fui scelto, anche se allora sembravo un extraterrestre piccolo e con le gambe sottili sottili. Da allora mi ritrovai a lavorare con grandi artisti, ma non davo loro importanza, per me il cinema era un modo per non andare a scuola e mettermi qualche soldo in tasca", raccontava.

Un film dietro l'altro per lui, in genere commedie brillanti ed ha recitato con tutti, Sordi, Totò, Gassman, Fabrizi, diretto da De Sica, Vadim, Steno, Monicelli, Polanski e Corbucci.
Ma il suo grande amico è stato Aldo Fabrizi, "uno non troppo amato dai colleghi per la sua schiettezza. Ho fatto con lui La famiglia Passaguai e poi Rugantino di Garinei e Giovannini.
Mi ricordo poi che Fabrizi usava svuotare un rosetta e riempirla di rigatoni al sugo. Era fatto così".

Suo attore di riferimento Buster Keaton: "Volevo essere come lui. Mi piaceva la sua asciuttezza nella recitazione, la sua maniacalità nel sottrarre". Infine per Carlo Delle Piane la terapia per tutto, anche per la sua idiosincrasia nell'essere toccato, stava nel lavoro: "Quando sono sul set faccio tutto tocco abbraccio apro le porte"
fonte:  http://www.ansa.it  © Copyright ANSA

giovedì 22 agosto 2019

Lgbt. Nuovo corso di storia del cinema a Lucca

Un viaggio nella storia del cinema tra grandi classici e nuove tecnologie


Anche quest’anno, tutto pronto per il nuovo corso di storia del cinema organizzato da Lucca Film Festival e Europa Cinema, in collaborazione con la Biblioteca Agorà di Lucca.



Al via il 24 settembre con la prima delle 12 lezioni e altrettante proiezioni di film che condurranno i partecipanti in un affascinante viaggio dal cinema delle origini alla Nuova Hollywood fino alla rivoluzione digitale, passando per le avanguardie degli anni Venti e i grandi film europei di metà Novecento.

Un percorso vivace arricchito con clip, aneddoti e curiosità, per scoprire gli aspetti più interessanti e le molteplici declinazioni della magia cinematografica. Tra gli obiettivi del corso, non solo fornire strumenti utili per una consapevole scelta e lettura del cinema, ma anche riscoprire insieme l’attualità dei grandi classici del cinema d’autore e osservare con nuovi occhi le rivoluzioni dello stile e del gusto degli spettatori. 

Una preziosa occasione insomma per compiere un viaggio tra i titoli e i nomi che hanno segnato la storia delle immagini in movimento, dal bianco e nero al technicolor. Perché, oggi come ieri, è per le sue star e per i suoi luoghi fantastici che il cinema ci affascina e ci unisce.

Le lezioni si terranno ogni martedì feriale dal 24 settembre al 10 dicembre secondo l’orario 18.00-20.30 presso la Biblioteca Agorà in Piazza dei Servi – Lucca. 

Le proiezioni, gratuite per gli iscritti al corso, seguiranno le lezioni alle ore 21.15 e si svolgeranno nella medesima sede del corso. I docenti sono Giulio Marlia (Ex Dirigente attività culturali presso l’Amministrazione Comunale di Viareggio, Coordinatore organizzativo della Scuola di Cinema “Intolerance”, saggista e sceneggiatore, docente di Storia e critica del Cinema presso l’Accademia Cinema Toscana di Lucca) e Nicola Borrelli (Presidente del Lucca Film Festival e Europa Cinema, Membro del Consiglio Scientifico del Master M.A.I., docente di Storia e critica del cinema presso l’Accademia Cinema Toscana di Lucca e docente di Storia del cinema presso la Libera Accademia di Belle Arti di Firenze).

Da oggi fino al 24 settembre è possibile iscriversi mandando una email (lasciando anche un recapito telefonico) ad entrambi i seguenti indirizzi:
biblio@comune.lucca.it
amministrazione@luccafilmfestival.it

La partecipazione al corso costa 90,00 euro. A tutti i frequentanti sarà infine rilasciato un attestato, grazie al quale potranno usufruire di una particolare scontistica per l’accesso al Lucca Film Festival e Europa Cinema 2020 con i biglietti ridotti della manifestazione.
CONTINUA A LEGGERE QUI
fonte:  By Matteo Del Chiaro  http://www.luccafilmfestival.it

Lgbt. Il talento di Lindsay Kemp. Sabato 24 agosto ore 21:15 su Sky Arte

"Kemp – My best dance is yet to come" Sabato 24 agosto – ore 21:15 su Sky Arte

Ballerino, mimo, coreografo, regista, Lindsay Kemp è stato un’icona della danza contemporanea. A un anno dalla scomparsa, Sky Arte gli rende omaggio con la proiezione del documentario Kemp – My best dance is yet to come, in onda sabato 24 agosto.

 

Sperimentatore eccentrico e provocatorio, Kemp è stato fonte d’ispirazione per altrettante grandi personalità, che vanno ben oltre i suoi campi d’azione. Basti pensare alla influenza esercitata sulla musica di David Bowie e Kate Bush e anche sul cinema dell’amico e genio dell’avanguardia inglese Derek Jarman.

Il documentario racconta l’ultimo anno di vita di Lindsay Kemp a Livorno, sua città d’elezione, tra memorie e tentativi di mettere in scena il suo ultimo spettacolo dedicato a Nosferatu.

Edoardo Gabriellini ha chiarito gli intenti della pellicola da lui diretta: “L’idea è stata quella di mischiare più linguaggi (con materiali d’archivio e non solo) che si sviluppano attorno ad una lunga conversazione sul divano nella sua casa di Livorno; da cui Kemp ripercorre in modo libero e intimo alcuni momenti della sua vita e della sua carriera. Il ritratto vuol essere il richiamo suggestivo a un artista, per aver voglia di saperne di più e poterlo riscoprire”.
fonte:  http://arte.sky.it/

Lgbt. I ristoranti di Jon Bon Jovi dove chi ha bisogno può mangiare senza pagare

Tutti conosciamo Bon Jovi per la sua musica ma pochi sanno che il cantante è anche un attivista e promotore di un progetto sociale molto interessante noto come Soul Kitchen.

Di cosa si tratta?
Di  ristoranti aperti a tutti dove chi ha bisogno può mangiare senza pagare in cambio di un piccolo aiuto.

Del progetto Soul Kitchen che porta la firma di Jon Bon Jovi vi avevamo parlato già nel 2011 quando il cantante aprì il primo ristorante. Adesso i locali sono diventati 2 (entrambi nel New Jersey, il secondo si trova vicino al fiume Toms, un’area colpita dall’uragano Sandy nel 2012) e sono molto frequentati e apprezzati tanto da aver già servito oltre 100mila pasti (attualmente sono 105,893 per la precisione!).

Ma cosa hanno di speciale questi ristoranti? Si caratterizzano per essere dei community restaurant che offrono menù con piatti senza prezzo. L’idea è quella che le persone che hanno risorse paghino mentre chi non ha soldi può mangiare ciò che vuole in cambio di un piccolo contribuito o, se non si può permettere nulla, di un aiuto in cucina o negli orti e dove si coltivano la maggior parte degli ingredienti.

Secondo il sito web di Soul Kitchen, il 54% dei pasti serviti è stato finanziato da donazioni, mentre il resto attraverso attività di volontariato.

Anche i camerieri e lo staff dei ristoranti non sono professionisti ma volontari o, appunto, persone che non hanno grandi disponibilità economiche e che si sono messe a disposizione del locale in cambio dei pasti. Il motto dei ristoranti non a caso è, oltre a Hope Is Delicious, Tutti sono i benvenuti alla nostra tavola scritto anche sui grembiuli e le magliette che indossa lo staff.

È vero che si tratta di un progetto di solidarietà, ma ciò non significa che il ristorante non offra prodotti di qualità. Al contrario, il menu è composto da antipasto, piatto principale e dessert in cui vengono utilizzati ingredienti biologici. Ed esiste anche una versione vegetariana o vegana.
Tra l’altro può capitare di assaggiare piatti cucinati dallo stesso Jon spesso presente nei ristoranti.

Oltre a servire cibo, però, i due locali offrono anche altri servizi come una scuola di cucina, doposcuola per i bambini che ne hanno bisogno e un centro di consulenza e formazione professionale per tutte le persone che hanno problemi burocratici, di gestione della propria salute o altro.
fonte:  Francesca Biagioli per www.greenme.it/

Lgbt. Amazzonia in fiamme, record d’incendi nella foresta pluviale: 83% in più del 2018

L’Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale (INPE) ha comunicato che dall’inizio dell’anno ad oggi nella Foresta Amazzonica sono stati registrati circa 73mila incendi, l’83 percento in più rispetto allo stesso periodo del 2018.

Il dato diramato dall’ente brasiliano sottolinea il dramma in atto nel “polmone verde” del pianeta, sottoposto a un processo di disboscamento senza precedenti.

La foresta pluviale dell'Amazzonia è in fiamme, avvolta da un numero di roghi senza precedenti. Dall'inizio dell'anno ad agosto, infatti, i rilievi satellitari effettuati dall'INPE (Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais, Istituto nazionale per la ricerca spaziale) hanno conteggiato circa 73mila incendi, l'83 percento in più rispetto ai 39.759 rilevati dall'ente nello stesso periodo del 2018.
Solo negli ultimi giorni sono stati più di 6.000. Si tratta del numero di roghi più alto da quando nel 2013 è stato avviato il monitoraggio. Le colonne di fumo sollevate dalla vegetazione in fiamme sono così intense che hanno letteralmente oscurato alcune città e provocato black-out a notevole distanza; quello verificatosi lunedì a San Paolo, tuttavia, secondo alcuni meteorologi sarebbe principalmente legato ad alcuni roghi sviluppatisi nel vicino Paraguay (la Foresta Amazzonica dista 2.700 chilometri dalla grande metropoli brasiliana).

Sotto scacco. A rendere ancor più drammatica la situazione in Amazzonia, il disboscamento senza precedenti rilevato dallo stesso ente alcuni giorni addietro; nel mese di luglio sono infatti andati distrutti oltre 2.250 chilometri quadrati di foresta, un'area estesa quanto il Lussemburgo. La deforestazione calcolata dall'Inpe è risultata essere del 278 percento superiore rispetto a quella rilevata nello stesso mese dello scorso anno. Si tratta di dati particolarmente odiosi, tenendo presente che a scatenare la distruzione è l'azione diretta dell'uomo, legalizzata o meno. Per quanto concerne gli incendi, che si concentrano naturalmente nella stagione secca, moltissimi sono innescati da agricoltori e allevatori per ampliare i terreni a propria disposizione. “La stagione secca crea le condizioni favorevoli per l'uso e la diffusione del fuoco, ma accendere un fuoco è opera dell'uomo, deliberatamente o casualmente”, ha dichiarato alla BBC Ricardo Mello, a capo del Programma Amazzonia del World Wide Fund for Nature (WWF). “Gli incendi sono una conseguenza dell'aumento della deforestazione osservato nei dati recenti”, ha aggiunto il dirigente dell'organizzazione ambientalista.

Bolsonaro nel mirino. Da quando si è insediato il nuovo governo del presidente Jair Bolsonaro, all'inizio dell'anno, i dati parlano chiaramente di un aumento considerevole del disboscamento e degli incendi nella Foresta Amazzonica, considerata il “polmone verde” del pianeta. Molti ambientalisti e studiosi puntano il dito proprio contro le politiche di Bolsonaro, che hanno favorito le attività industriali e agroalimentari allentando la morsa delle sanzioni per i reati ambientali. Il nuovo presidente ha bollato i dati dell'Inpe come “fake news” e recentemente ha fatto licenziare lo stimato scienziato a capo dell'ente, il dottor Ricardo Magnus Osório Galvão, sostituendolo con un militare.
fonte: di Andrea Centini per https://scienze.fanpage.it  foto: Credit: Skeeze

martedì 20 agosto 2019

Lgbt. Buon compleanno alla nostra regina della danza Carla Fracci

Il mio non fu proprio un bell’esordio. Fui quasi scartata. A distanza di anni di lavoro, di danza appunto, sono sicura che ci debba essere qualcosa di innato che conduca a fare la ballerina.“ 
Carla Fracci


Oggi Carla Fracci compie ottantatre anni!
Era il 1954 quando si diplomava alla scuola di ballo della Scala divenendo solo quattro anni più tardi prima ballerina della compagnia e da lì fino ad oggi circa sessant’anni di straordinaria carriera in tutto il mondo. :_“Il suo curriculum è una specie di storia della danza…” scrive Fernanda Pivano, nell’introduzione al testo della fotografa artista Lucia Baldini che l’ha seguita e ritratta dal nelle tappe che vanno dal ’96 al 2005.
In foto: Carla fracci Ritratta da Fiorenzo Niccoli

Immagini dell’eleganza e della bellezza in movimento, la danzatrice sessantenne ancora all’apice di una fulgida carriera! “Sorriso fanciullesco”, “occhi lucidi di passione”, “tanta dedizione alla professione” peculiarità che hanno fatto di lei la più amata danzatrice degli italiani e che, ancora oggi, continuano a contraddistinguerla.

Della sua ricca e lunga carriera mi piace ricordare il suo grande successo nell’interpretazione dei ruoli romantici tale da essere paragonata alla Taglioni. Definita da Alberto Testa la Giselle per antonomasia. Favorita senza dubbio anche dalla sua fisicità, essa ha dedicato tutta la sua carriera allo studio di questo difficile ruolo facendone uno dei suoi cavalli di battaglia per tanti anni, nel mondo. Considerata la danzatrice che più si è avvicinata al personaggio di Giselle, con essa l’interprete scompariva e sulla scena lasciando spazio al solo personaggio. Lei è la vera Giselle!  Compenetrata interamente da tutte le passioni del personaggio, la Fracci ha sublimemente messo in scena i momenti salienti dell’opera come l’assolo d’esordio, la scena della margherita, memorabile è la scena della pazzia dove ha raggiunto il culmine espressivo con un’ineguagliabile pantomima drammatica!

Tra le numerose messe in scena di Giselle, la Fracci ha danzato con il grande Rudolf Nureyev (Teatro alla Scala, 1970), e con Vladimir Vassiliev col quale ha formato una coppia molto affiatata, ma il partner d’eccezione resta senza dubbio il danese Erik Bruhn.
La Giselle danzata con Bruhn sarebbe rimasta indimenticabile tanto che ne è stato realizzato un film nel 1969. Paragonata alle grandi attrici tragiche dell’ottocento, la Ristori e la Duse, é stata definita “danzattrice” per le sue grandi capacità mimiche e attoriali che l’hanno portata negli anni sessanta a cimentarsi anche con il teatro drammatico shakespeariano e non solo, interpretando Titania in Sogno di una notte di mezza estate, Ariel in La tempesta e Nozze di sangue di Garcia Lorca.

Pari predisposizione ha avuto per la televisione in cui è apparsa in numerose trasmissioni e per la pellicola cinematografica, la si ricorda creatrice del personaggio di Giuseppina Strepponi nel film Giuseppe Verdi di Castellani, divina interprete di Tamara Karsavina nel film Nijinsky di Herbert Ross e di una celebre diva del passato nel film Ballerine di P. Ustinov. Icona della danza italiana nel mondo, sempre accanto a suo marito, il regista Beppe Menegatti, ha calcato i palcoscenici più prestigiosi affiancando altre stelle come lei della danza mondiale: invitata a Cuba da Alicia Alonso nel 1974, al Bolscioi di Mosca nel 1986, in Giappone, a New York, a Londra e Parigi. In Italia ha danzato insieme a grandi della danza come Vassiliev, Bortoluzzi, Baryshnikov e Nureyev.

La sua vita è paragonabile ad un leggendario viaggio in compagnia di altri miti della danza e dell’arte. Dieci anni fa affermava:
Ho avuto incontri straordinari, come Visconti, burbero e dolcissimo. Come Herbert Ross, per cui ho fatto la Karsavina nel film Nijinsky. O come Peter Ustinov, con cui ho girato Le ballerine. E la Cederna, e Manzù. E il magnifico Eduardo. In un galà in suo onore, a Viareggio, interpretai Filumena Marturano, proprio il ruolo di Titina, e lui mi mandò un biglietto con su scritto: “ora posso chiamarti sorella”. Ricordo il fascino e l’ironia di De Sica. Voleva affidarmi ne La vacanza il ruolo che poi fece la Bolkan. E rammento le estati con Montale, a Forte dei Marmi. Ci si trovava ogni giorno tra persone come Henry Moore, Marino Marini, Guttuso. Montale disegnava sempre: il mare, le Apuane… Usava tutto, dal vino al rossetto. Mi dedicò una bellissima poesia: La danzatrice stanca. No, io a settant’anni non mi sento affatto stanca. E sono quello che sono anche grazie a loro. 

Un pensiero ancora attuale e adeguato ad esprimere l’essenza del lavoro e del temperamento di questa grande donna della danza mondiale.
fonte:  Fabiola Pasqualitto per www.campadidanza.it

Lgbt. Salviamo Giulietta e la danza. Verona, 26 agosto, piazza Bra ore 18. Stop sessismo e omofobia

L’intero settore della danza in Italia è stato in questi anni dimenticato, condannato a morte da dismissioni, privatizzazioni, licenziamenti, precarizzazione e una catena vergognosa di appalti e subappalti seguita alle chiusure dei principali corpi di ballo. 

In tutta Italia ne sono rimasti solo 4 stabili, mentre in Germania sono 50 e in Francia 95. 

Come se la danza non esistesse, in un paese che ha fatto la storia del balletto nel mondo e in cui 1milione 400mila ragazzi e ragazze frequentano scuole di danza (più che le scuole di calcio!!).

La conseguenza della chiusura dei corpi di ballo stabili ha condannato i ballerini condannati a eterna precarietà, mortificandone la professionalità. Se questo accade ai ballerini ‘sul palco’, è facile immaginare, a cascata, cosa avvenga a tutte le maestranze che stanno dietro la realizzazione degli spettacoli.

In discussione, peraltro, non sono soltanto i sacrosanti diritti dei ballerini e dei lavoratori dei teatri, ma la qualità stessa della produzione di arte e lo svilimento di quello che dovrebbe essere il suo ruolo sociale e istituzionale. 
Dietro le privatizzazioni e la precarizzazione, così come nella scelta di trasformare in Fondazioni i teatri lirici, si nasconde, infatti, una scelta di mercato, tesa a rendere l’arte un prodotto come un altro, dato in pasto agli interessi del mercato dello spettacolo e del divertimento. 

Così può accadere che a Verona, dove il corpo di ballo stabile ha chiuso e i ballerini sono stati licenziati tre anni fa, lo storico teatro dell’Arena ospiti oggi un Romeo e Giulietta interpretato dal ballerino Sergej Polunin, indiscutibilmente bravo e famoso quanto sfacciatamente omofobo e sessista, già sospeso dall’Opera di Parigi, per esternazioni come ‘Le donne stanno prendendo il vostro ruolo (dei maschi) perché non le scopate’ (basti considerare che Polunin ha il volto di Putin tatuato sul petto…). 

Non è un caso che tutto ciò accada nella Verona del World Family Congress, con il beneplacito di quella amministrazione comunale. Con un governo in carica, d’altra parte, apertamente omofobo e sessista, che, salvo crisi istituzionali, nelle prossime settimane si prepara a approvare il decreto Pillon. 

Allora, il ballerino ucraino è solo la punta di un iceberg, ma davvero non abbiamo bisogno anche di un Romeo omofobo! Per questo saremo a Verona il 26 agosto in piazza Bra alle 18 al presidio di protesta organizzato dai movimenti il giorno della prima di Romeo e Giulietta. Saremo lì contro ogni sessismo e omofobia, ma anche per la difesa della danza in Italia e per i diritti di tutti e tutte coloro che lavorano per la sua realizzazione. 

Si riaprano i corpi di ballo italiani, si investa sui ballerini e sulle ballerine, sulla danza e sulle scuole, piuttosto che sugli spettacoli/evento o sulle star internazionali. E, vi prego, almeno risparmiate a Giulietta e a noi un Romeo omofobo e sessista!
RiconquistiamoTutto, l’opposizione in Cgil
fonte: da elianacomo  sindacatounaltracosa.org/

lunedì 19 agosto 2019

Lgbt. A Bologna "Chagall. Sogno e magia" da venerdì 20 Settembre 2019 a domenica 1 Marzo 2020

A Palazzo Albergati, una mostra dedicata al grande artista russo, “Chagall. Sogno e Magia”: 160 opere che raccontano, attraverso il filo conduttore della sensibilità poetica e magica, l’originalissima lingua poetica di Marc Chagall (1887-1985).

Marc Chagall – Mazzo di fiori su sfondo rosso, 1970 ca. Olio su tela, 41×32,5 cm Private Collection, Swiss © Chagall®, by SIAE 2019Marc Chagall – Mazzo di fiori su sfondo rosso, 1970 ca. Olio su tela, 41×32,5 cm Private Collection, Swiss © Chagall®, by SIAE 2019

Marc Chagall – Mazzo di fiori su sfondo rosso, 1970 ca. Olio su tela, 41×32,5 cm Private Collection, Swiss © Chagall®, by SIAE 2019A Palazzo Albergati, una mostra dedicata al grande artista russo, “Chagall. Sogno e Magia”: 160 opere che raccontano, attraverso il filo conduttore della sensibilità poetica e magica, l’originalissima lingua poetica di Marc Chagall (1887-1985)





La cultura ebraica, la cultura russa e quella occidentale, il suo amore per la letteratura, il suo profondo credo religioso, il puro concetto di Amore e quello di tradizione, il sentimento per la sua sempre amatissima moglie Bella, in 160 opere tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni.


Un nucleo di opere rare e straordinarie, provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico.
Curata da Dolores Duràn Ucar, la mostra racconta il mondo intriso di stupore e meraviglia dell’artista.

Nelle opere coesistono ricordi d’infanzia, fiabe, poesia, religione ed esodo, un universo di sogni dai colori vivaci, di sfumature intense che danno vita a paesaggi popolati da personaggi, reali o immaginari, che si affollano nella fantasia dell’artista.
Opere che riproducono un immaginario onirico in cui è difficile discernere il confine tra realtà e sogno.

La mostra si divide in cinque sezioni in cui sono riassunti tutti i temi cari a Chagall: Infanzia e tradizione russa; Sogni e fiabe; Il mondo sacro, la Bibbia; Un pittore con le ali da poeta; L’amore sfida la forza di gravità.
La mostra “Chagall. Sogno e Magia” vede il patrocinio del Comune di Bologna ed è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia.
fonte:  www.arte.go.it

Lgbt. Catania, ferragosto amaro per il Teatro Bellini: rischio chiusura

VI sembra giusto che un Ente così rappresentativo per la città di Catania, com’è il T. M. Bellini, non si possa permettere di avere un addetto stampa e se lo debba fare prestare a titolo gratuito dal T. Stabile?

Che debba avere il 13% in meno di quanto serva a coprire lo stipendio del Personale(peraltro dipendenti Regionali)?




Che non riesca, per incertezza di Fondi a fare partire la Campagna abbonamenti in tempo?
Che sia stato costretto a tagliare la stagione Estiva All’Anfiteatro Romano di Catania?

Questi sono stati alcuni degli argomenti trattati alla Conferenza stampa di commiato del Sovrintendente Roberto Grossi, dopo  quattro anni di ottima gestione (“IL migliore che il Teatro abbia avuto finora” dichiara una delle cantanti del coro), infatti malgrado le gravi difficoltà gli stipendi al personale sono stati pagati ogni mese, ci sono stati il 18% in più degli incassi ,il 6% in più degli abbonati ed un buon cartellone grazie anche all’abilità di Grossi di procurarsi molte risorse aggiuntive come le sponsorizzazioni  private che sono passate dagli €. 30.000,00 del 2015(anno in cui si è insediato) ai 300.000,00 del 2018.

Il Sindaco S. Pogliese, presente alla conferenza, ha dichiarato che finalmente grazie ad un’intesa tra il Governo Centrale e la Regione Siciliana nel 2019 il Comune sarà in grado di predisporre il bilancio, ancora non si sanno le dipartizioni delle risorse tra le Città Metropolitane ed i Liberi Consorzi ma ha già detto al Rag.re Generale F. Schillirò di stanziare da parte della Città Metropolitana di Ct una cifra, che ancora chiaramente non si può quantificare, al T. Bellini, cosa che non avveniva dal 2013-14.

”Il Bellini in questo momento è vivo e sano ma rischia di tornare indietro” sottolinea il Sovrintendente, perchè soggetto in qualità di Ente Pubblico, a leggi con vincoli burocratici ed amministrativi sempre più stretti, cosa che invece essendo una Fondazione Istituzionale, non ha lo Stabile.

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fonte:  DI FAUSTA TESTAJwww.ilsudonline.it

Lgbt: Vittorio Grigolo: “Mia moglie pensava che mi piacessero gli uomini”

Il tenore Vittorio Grigolo rende noto un divertente retroscena che coinvolge la moglie: “Pensava che avessi attrazione per i maschi”.

Vittorio Grigolo è tra i tenori più conosciuti in Italia e non solo. E la sua fama si è accresciuta notevolmente dopo aver preso parte al talent show musicale ‘Amici’ di Maria De Filippi. Lì il 42enne  originario di Arezzo si è fatto conoscere in qualità di professore, e questo lo ha portato ad avere una nutrita fanbase soprattutto tra i giovani. Lui d’altro canto ha sempre mostrato determinazione e forza di volontà, assieme ad un pò di sano anticonformismo. Vi aspettereste mai di vedere un tenore di fama internazionale con dei tatuaggi? Ebbene, Vittorio Grigolo ne ha 4 impressi sulla propria pelle, come racconta al ‘Quotidiano Nazionale’. “Certo, avessi saputo che sono indelebili non li avrei mai fatti, risalgono a diverso tempo fa. Comunque sono molto più discreti di quelli di Belen, tanto per citare un esempio”. Si scende molto nell’intimo.

Vittorio Grigolo: “Mai porsi limiti, in ogni campo”

“Ad un certo punto ho sentito dire cose del tipo che mi piacerebbero gli uomini. Non è vero, sono anche sposato, eppure mia moglie era tra quelli che la pensava così, prima che ci sposassimo. Diciamo che se un uomo dovesse baciarmi in bocca non ci sono problemi, ma poi non andrei oltre. In amore non mi pongo comunque limiti. Sono pronto a provare di tutto…frusta, maschera, manette. E se nel rapporto di coppia si ha la sensazione che manchi qualcosa pur volendo ancora restare insieme, allora sarebbe bene aprirsi a certi tabù e provare delle novità in grado di apportare benefici fisici e psichici”. Grigolo infine svela di aver coltivato l’amicizia con Ricky Martin, conosciuto proprio ad ‘Amici’. “Continuiamo a sentirci, penso proprio che faremo qualcosa. In tal senso ho dei progetti in ballo anche con Sting, Gianni Morandi ed Al Bano”.
fonte:   Salvatore Lavino   www.viagginews.com

domenica 18 agosto 2019

Lgbt. "THE NEW POPE" quando esce, cast e anticipazioni

Dopo il successo di The Young Pope, arriva The New Pope composto da otto episodi per la regia di Paolo Sorrentino. Scopri tutte le news su The Young Pope!

Il sequel di The Young Pope, The New Pope, viene trasmesso negli Stati Uniti dalla HBO, network già casa di grandi serie televisive come Game of Thrones. La miniserie di Paolo Sorrentino, realizzata dalla HBO in collaborazione con Sky e Canal+, racconta le storie del moderno papato. Il distributore internazionale è Freemantle. La produzione di The New Pope inizia nel 2018 in Italia. Le riprese della serie, infatti, comincia nel mese di novembre 2018 in Italia. 

Non è ancora ufficiale la data di uscita di The New Pope su Sky in Italia. Tuttavia il comunicato stampa del 25 luglio 2019 annuncia la presentazione in anteprima mondiale di due episodi del sequel di The Young Pope in occasione della 76esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia che si tiene da mercoledì 28 agosto a sabato 7 settembre 2019. Le due puntate sono proposte come Evento Speciale Fuori Concorso, proprio come ZeroZeroZero – la serie tv diretta da Stefano Sollima dal libro di Roberto Saviano.

Annunciata The New Pope la nuova serie tv sequel di The Young Pope che racconta la storia del nuovo Papa che succederà a Papa Pio XIII: proprio come dice il titolo, protagonista di The New Pope è un Papa nuovo che si insedia in Vaticano.
The New Pope è il titolo della  la seconda serie di Sorrentino ambientata in Vaticano è scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises.

Dopo il successo straordinario della prima stagione di The Young Pope, esperimento verosimile di Paolo Sorrentino sulle vicende di un giovane “Papa monarca”, alle prese con scandali, amori e lotte interiori, sono arrivate subito nuove indiscrezioni sulla possibilità di un altro ciclo di episodi. E così è nato il progetto di The New Pope.

La prima stagione di The Young Pope è composta da 10 episodi, mentre sono otto quelli che compongono The New Pope. Oltre a Jude Law il cast della prima stagione vanta nomi come Diane Keaton, Silvio OrlandoJames Cromwell.
Ci sono cambiamenti nel cast di The New Pope, ma è confermata la presenza di Jude Law.
L’attore, tra l’altro, è stato impegnato nei mesi scorsi con le riprese del sequel Animali Fantastici e Dove Trovarli, che è uscito nei cinema italiani il 16 novembre 2018. In questo film Jude Law ha interpretato il giovane Albus Silente; al suo fianco Eddie Redmayne a vestire i panni di Newt Scamander, e  Johnny Depp, alias il malvagio Grindelwald.
Un altro grande interprete in The New Pope è John Malkovich.

New entry del sequel di The Young Pope sono  Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Yuliya Snigir e Massimo Ghini. Tra le guest star sono annunciate ufficialmente  Sharon Stone e Marilyn Manson.
Tutti gli episodi di The New Pope sono diretti da Paolo Sorrentino, il premio Oscar che è alla regia – tra le altre cose – di The Young Pope e de La grande bellezza.
fonte:  www.tvserial.it  Photo The New Pope Paolo Sorrentino sul set Credits Gianni Fiorito e Sky

Lgbt: Trump chiede alla Corte Suprema di legittimare il licenziamento dei transgender

Perdere il lavoro per l’orientamento sessuale: «La Legge tutela solo contro discriminazioni di sesso biologico»

In foto: Proteste contro le discriminazioni di genere dell'amministrazione Trump

NEW YORK.
L'amministrazione Trump chiede alla Corte Suprema di legalizzare la possibilità di licenziare i transgender per il loro orientamento sessuale. In alcuni documenti depositati, riportano i media americani, il Dipartimento di Giustizia ritiene che il Titolo VII del «Civil Right Act» del 1964 tuteli i dipendenti solo dalle discriminazioni sulla base del sesso biologico, dunque presumibilemnte soltanto quelle tra uomo e donna e tra bianchi e Afroamericani.

«Il Titolo VII non vieta le discriminazioni contro i transgender sulla base del loro status di transgender», afferma il Dipartimento di Giustizia nella documentazione presentata nell'ambito di un caso su cui la Corte Suprema è chiamata a esprimersi e che riguarda una donna transgender, Aimee Stephens, licenziata durante la sua transizione da un sesso a un altro.
fonte:  www.lastampa.it

sabato 17 agosto 2019

Lgbt: Paolo Bandini diventa Nicky Bandini. Il giornalista del Guardian annuncia (sul Guardian) di essere transgender


Lo struggente articolo anche sul machismo del calcio e del giornalismo sportivo: “Non mi aspetto di essere immediatamente accettata ma chiedo rispetto e gentilezza”.

L’articolo sul Guardian
La notizia colpisce. Per due motivi: per la notizia in sé, e perché ci rendiamo immediatamente conto di come sarebbe impossibile in Italia e quindi di quanto siamo indietro anni luce. Oggi sul sito del Guardian c’è un articolo così intitolato: “Sono Nicky Bandini e sono ancora un giornalista sportivo” con tanto di foto della reporter che ha firmato l’articolo col suo nuovo nome. Fino a ieri i suoi articoli erano firmati Paolo Bandini uno dei giornalisti più autorevoli della testata, che si occupa di calcio italiano. Il suo coming out è anche in un video pubblicato sul suo nuovo account Twitter.  IL VIDEO DI TWITTER
Bandini scrive un articolo profondo e struggente. Comincia ricordando il suo amore per la scrittura già da ragazzo e poi l’opportunità che gli offrì il Guardian dopo aver seguito un corso di giornalismo di venti settimane. Cominciò nel 2006 gli piace immaginare che il Guardian non si sia mai pentito. Prosegue soffermandosi sulla capacità di trovare le parole giuste e usa quelle che avrebbe usato con un amico incontrato parlando a cuore aperto con un amico su una collina.

Sono transgender

Queste sono le parole. “So che questa dichiarazione sarà scioccante per molte persone”. Ma adesso, dopo aver combattuto la disforia per il senso di dissociazione tra il corpo che lai vita gli ha inflitto e le attese che lui aveva, ecco che adesso, a 35 anni,  lo dice ad alta voce. “Ho scritto il mio articolo col nome Paolo Bandini, da oggi sarò Nicky Bandini”.


Il coming out tre anni fa con secchiate di lacrime
Parla e si sofferma sulla confusione che questa notizia creerà in molte personale, sa che alcuni continueranno a usare il pronome maschile. “Sarebbe ipocrita da parte mia immaginare che le persone digerissero informazioni che mi hanno preso innumerevoli ore di terapia e di vita vissuta. Il cambiamento è un viaggio lento”.

Racconta che alle persone più importanti della sua vita lo ha rivelato tre anni fa. “E non con una dichiarazione di intenti ma con secchiate di lacrime e un attacco di panico. La scelta è stata dura – scrive -: rinunciare alla vita o trovare un nuovo modo per andare avanti. Alla fine, ho scelto la seconda strada e mi sono trasferita in una nuova città dove avevo spazio per ricominciare. Ho sperimentato i modi in cui mi presento e ho parlato con psichiatri. Ci sono voluti un milione di piccoli passi per iniziare a stare a mio agio”.


Il calcio e il giornalismo sportivo

“Il coming out al lavoro ha richiesto qualcosa di più di un atto di fede. Il giornalismo sportivo non è un luogo sempre accogliente con chi non è un maschio etero. Né lo sono gli sport che hanno grande pubblico e altrettante attenzione mediatica. Non conosco oggi altri giornalisti sportivi – carta stampa o tv – transgender nel Regno Unito (se sto sbagliando, per favore fatemelo sapere). E sebbene nessuno deve sentirsi obbligato a discutere la propria sessualità se non lo vuole, è sconvolgente che non ci sia un calciatore dichiaratamente gay nelle prime quattro divisioni di calcio maschile in Inghilterra”.

Ricorda che solo poche settimane dopo la fine del Mondiale femminile, il calciatore che si celava dietro l’account twitter “The Gay Footballer” – che ha dichiarato di giocare in Championship – ha cambiato i suoi progetti e ha fatto coming out scrivendo: “pensavo di essere più forte, mi sbagliavo”.
Prosegue Bandini: «Quello che chiedo è rispetto e gentilezza per me e per i transgender in generale”. E ancora: “Preferirei di gran lunga non scriverlo e vivere in un mondo in cui il mio cambiamento non richiedesse alcun commento. Ma visto che non viviamo ancora in quel mondo, eccomi qui”. E ripete la richiesta di rispetto e gentilezza.

Poi, un altro passaggio che colpisce non poco: “Essere trans non ha alcun impatto sulla mia capacità di analizzare una partita di calcio”
fonte:  www.ilnapolista.it

venerdì 16 agosto 2019

16 agosto 1972: 43 anni fa Stefano Mariottini ritrovava i Bronzi di Riace nei fondali del reggino

Reggio, oggi il 43° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace: una storia emozionante
Sono passati esattamente 43 anni dalla scoperta dei Bronzi di Riace: era infatti il 16 agosto 1972 quando Stefano Mariottini, un giovane sub dilettante romano, si immergeva come mille altre volte a 300 metri dalle coste di Riace, nel mar Jonio in provincia di Reggio Calabria.

Chissà le sensazioni che avrà provato quando a 10 metri di profondità riuscì a scorgere le statue dei due guerrieri immerse nella sabbia. Emergeva soltanto il braccio sinistro di quella che oggi conosciamo come “statua A”: il giovane sub tornò in superficie, avvisò le autorità competenti e i sommozzatori dei Carabinieri recuperarono le due statue utilizzando un pallone gonfiato con l’aria delle bombole. Il 21 agosto fu recuperata la statua B, mentre il giorno successivo toccò alla statua A (che ricadde al fondo una volta prima d’essere portata al sicuro sulla spiaggia).

È stata poi pubblicata la denuncia ufficiale depositata il 17 agosto 1972 con Protocollo n. 2232, presso la Soprintendenza alle antichità della Calabria a Reggio, in cui Stefano Mariottini “… dichiara di aver trovato il giorno 16 c.m. durante una immersione subacquea a scopo di pesca, in località Riace, Km 130 circa sulla SS Nazionale ionica, alla distanza di circa 300 metri dal litorale ed alla profondità di 10 metri circa, un gruppo di statue, presumibilmente di bronzo. Le due emergenti rappresentano delle figure maschili nude, l’una adagiata sul dorso, con viso ricoperto di barba fluente, a riccioli, a braccia aperte e con gamba sopravanzante rispetto all’altra. L’altra risulta coricata su di un fianco con una gamba ripiegata e presenta sul braccio sinistro uno scudo. Le statue sono di colore bruno scuro salvo alcune parti più chiare, si conservano perfettamente, modellato pulito, privo di incrostazioni evidenti. Le dimensioni sono all’incirca di 180 cm"

Sul lato sinistro di questa denuncia ufficiale, tutta battuta a macchina, è un appunto scritto a mano, di colore rosso, a firma G. Foti (soprintendente scomparso poco prima dell’arrivo dei Bronzi a Reggio di Calabria): “La presente segnalazione fa seguito alla comunicazione telefonica del 16 agosto 1972, ricevuta alle ore 21 che denunziava la scoperta“.

Lgbt. Buon compleanno Madonna: “Madame X” compie 61 anni

Oggi la Regina del Pop “Madame X” compie 61 anni. Madonna festeggia il suo compleanno preparandosi per il suo nuovo tour mondiale nei teatri (Italia esclusa, purtroppo)

Madonna è più in forma che mai e il suo ultimo progetto discografico Madame X lo dimostra alla grande.

Tredici brani (quindici per la versione deluxe digitale e per la versione in vinile) che raccontano alla perfezione cosa ha ascoltato la signora Ciccone in questi ultimi tempi. Come ha più volte raccontato, Madame X è stato ispirato dalla permanenza dell’artista in Portogallo. E infatti sono molte le sonorità che ricordano questa terra.

Il quattordicesimo album in studio di Madonna è un gioiellino. È uno dei suoi lavori più sperimentali in assoluto: dal singolo Medellin insieme a Maluma che ha dovuto attendere un po’ per arrivare definitivamente al pubblico a brani più intimi e introspettivi. Messaggi sociali forti (vedi God Control, pezzo contro Trump e le armi in America) e confessioni personali. Madonna è tutto questo. E, forse, è anche per questo che ci piace tanto. Ed è forse per questo che continua a stupirci, nonostante i (numerosi) anni di carriera. Killers Who Are Partying, ad esempio, è un capolavoro (andate ad ascoltarla e leggete bene il testo: un manifesto elegante e verissimo per i tempi odierni).

 

 

Madame X è… tantissime cose 

Il breve documentario World of Madame X (disponibile su Amazon Prime) racconta la genesi del disco e, davvero, mostra un’artista appassionata. Creativa come pochissimi. Pronta a mettersi in discussione. Madame X, come ha più volte affermato lei stessa, è tante cose. «Madame X è un agente segreto. Viaggia in tutto il mondo. Cambia identità. Combatte per la libertà. Porta la luce in luoghi bui. Lei è una ballerina. Una professoressa. Un capo di stato. Una casalinga. Una cavalleriza. Una prigioniera. Una studentessa. Una madre. Una bambina. Un’insegnante. Una suora. Una cantante. Una santa. Una puttana. Una spia nella casa dell’amore. Io sono Madame X».

CLICCA QUI PER IL VIDEO  Madonna, Maluma - Medellín

 

È il primo progetto discografico di Madonna dopo Rebel Heart del 2015. Dal 12 settembre Madonna sarà impegnata in un tour nei teatri (niente da fare per il nostro Paese). In queste settimane l’artista sta condividendo sui suoi social alcuni momenti delle prove con i suoi fan.  

fonte: credit Ricardo Gomes - www.billboard.it

Lgbt: Mj Rodriguez Wins Best Actress at Imagen Awards, Makes Trans Herstory

Mj Rodriguez is a trailblazer once again. The Pose star became the first transgender woman to win Best Actress - Television at the Imagen Awards, an annual event honoring positive representations of Latinx people in media.

Rodriguez, who portrays Blanca on the acclaimed FX drama, recognized the historic nature of her win Saturday onstage at the Beverly Wilshire Hotel.

"It’s so crazy to be standing up here because you'd never think in a million years you’d get an award like this being a woman like me," said Rodriguez, who thanked her mother, Pose cocreators Steven Canals and Ryan Murphy, and Janet Mock in her speech.
"Obviously, this is not just for me," she added. "This is for the little kids like me ... and I’m just trying to speak as much as I can for my community as possible and that goes for my Latino community."

CLICK HERE TO WATCH THE EVENT
Rodriguez was not the only win for Pose; the series tied with Magnum P.I. for Best Television Drama. Additionally, One Day at a Time won Best Comedy, with Rita Moreno taking home Best Supporting Actress – Television.

Pose received six Emmy nominations this year, including Best Actor for Billy Porter (Pray Tell) and Best Drama. The series, set in New York City's ballroom scene of the 1980s, made history for having the most transgender actors in a scripted series — yet none of those actors has received an Emmy nom. In particular, Rodriguez and Indya Moore (Angel) have been lauded by critics for their performances.
At present, Laverne Cox is the only transgender woman to have ever received an Emmy nomination, for her role as Sophia in Orange Is the New Black.
fonte:  By Daniel Reynolds per www.advocate.com

Lgbt. In Italia un autunno di grandi maestri. Da Raffaello agli Impressionisti fino ai giganti del '900

Sarà un autunno di grandi maestri, dall'antico al '900, quello che attende in Italia gli appassionati d'arte. Al Chiostro del Bramante arriverà "Bacon, Freud, la Scuola di Londra. Opere della Tate": allestita dal 26 settembre al 23 febbraio, la mostra presenta oltre 45 dipinti, disegni e incisioni (opere dal 1945 al 2004) di artisti raggruppati nella "School of London", non solo Bacon e Freud, ma anche Michael Andrews, Frank Auerbach, Leon Kossoff e Paula Rego. Dal 6 ottobre all'8 marzo Palazzo Bonaparte presenta "Impressionisti.

Opere nascoste": in mostra 50 tele di artisti tra cui Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Gauguin, per mettere in luce gli aspetti principali del movimento Impressionista, tracciando la sua storia a partire dal 1870. A Palazzo Braschi dal 9 ottobre al 15 marzo la mostra evento dedicata ad Antonio Canova, dal titolo "Canova eterna bellezza": più di 170 opere articolate in 10 sezioni per scoprire la perfezione dell'arte canoviana anche alla luce del contesto che lo stesso Canova incontrò quando giunse a Roma nel 1779. "Robotica e Animatronica. Da Carlo Rambaldi a Makinarium" è la mostra che il Palazzo delle Esposizioni dedica dal 21 ottobre al 23 dicembre alla figura di Rambaldi e alla sua capacità di trasformare in brand internazionale l'artigianalità di tradizione italiana. MILANO

- Circa 50 capolavori dei grandi maestri impressionisti, post-impressionisti e delle avanguardie dei primi del '900, tra cui Cézanne, Renoir, Degas, Gauguin, Manet, Monet, van Gogh e un nucleo importante di opere di Picasso compongono la mostra "Guggenheim. La collezione Thannhauser, da Van Gogh a Picasso" a Palazzo Reale dal 17 ottobre al 9 febbraio. La mostra presenta opere mai esposte in Europa, facenti parte della collezione che negli anni Justin Thannhauser e la seconda moglie Hilde costruirono per poi donarla, nel 1963, alla Solomon R. Guggenheim Foundation.

FIRENZE - Il 28 settembre Palazzo Strozzi accoglierà la mostra "Natalia Goncharova tra Gauguin Matisse e Picasso", allestita fino al 12 gennaio. Attraverso oltre 150 opere che pongono la sua poliedrica produzione di pittrice, costumista, illustratrice e scenografa a confronto con lavori di Cézanne, Gauguin, Matisse, Picasso, Chagall, Boccioni, sarà analizzata la figura della grande artista russa.

URBINO - Dal 3 ottobre al 19 gennaio "Raffaello e gli amici di Urbino" arriverà alla Galleria Nazionale delle Marche - Palazzo Ducale di Urbino: il progetto indaga e racconta la conquista della modernità del grande maestro anche alla luce delle relazioni che egli ebbe con un gruppo di artisti operanti nella cittadina marchigiana.
    
VENEZIA - Si aprirà il 14 settembre alla Fondazione Cini la grande antologica dedicata a Emilio Isgrò, in programma fino al 24 novembre. Il percorso creativo di Isgrò dagli anni '60 a oggi viene analizzato attraverso lo spazio espositivo reso come un supporto per un'enorme operazione di cancellatura a partire dal romanzo Moby Dick di Herman Melville.

MANTOVA - Dal 6 ottobre al 6 gennaio Palazzo Ducale ospiterà, grazie alla collaborazione con il Louvre di Parigi, "Con nuova e stravagante maniera", la mostra che riporta Giulio Romano a Mantova. Esposti, concessi per la prima volta in prestito dal museo francese, 72 disegni che ripercorreranno in maniera organica e completa la carriera professionale dell'artista.
    
VERONA - "Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori dalla Fondazione Maeght" è il titolo dell'appuntamento che il 16 novembre si aprirà a Palazzo della Gran Guardia. In programma fino al 5 aprile, il progetto presenta al pubblico circa 100 opere tra sculture, dipinti e disegni: di queste circa 70 compongono il focus su Alberto Giacometti, artista che la mostra mette in relazione con altri protagonisti che gravitavano nella Parigi soprattutto degli anni tra le due guerre ma anche nel decennio successivo.

GENOVA - La complessità storica, politica, sociale e culturale degli anni '20 del '900 e l'impatto che essa ebbe sulle ricerche artistiche in un percorso di circa 100 opere firmate da artisti del calibro di Carrà, Casorati, de Chirico, Severini: è la mostra "Anni venti in Italia. L'età dell'incertezza", a Palazzo Ducale dal 5 ottobre al 1 marzo.

CASERTA - "Da Artemisia a Hackert. Storia di un antiquario collezionista alla Reggia" alla Reggia di Caserta dal 16 settembre al 13 gennaio presenta le opere appartenenti al gallerista Cesare Lampronti, tutte riconducibili a 5 aree tematiche: pitture caravaggesche; pittura del '600; vedute; paesaggi e nature morte.
    
PISA - A Palazzo Blu aprirà l'11 ottobre "Futurismo!", visitabile fino al 9 febbraio. Nel percorso più di 100 opere documentano come i più grandi fra gli artisti futuristi seppero rimanere fedeli alle teoriche enunciate nei manifesti.
fonte: ANSA www.ansa.it  © Copyright ANSA

Lgbt. Tango Queer: a Catania la scuola di ballo dove non esistono ruoli

Il tango argentino, metafora in danza della passione tra due amanti, sta negli ultimi anni abbandonando i cliché e i ruoli eteronormativi. Lo sta facendo tramite il tango queer, un movimento nato nei quartieri di Buenos Aires – dove ogni anno vi è dedicato un festival – e ormai diffuso in tutto il mondo.

Gli appassionati di questa danza hanno deciso di dire addio ai ruoli fissi di lead & follow, tipici della maggior parte dei balli di coppia: non è necessariamente l’uomo a guidare la donna, ma può avvenire il viceversa, così come possono essere due uomini o due donne a ballare assieme scambiandosi più volte i ruoli.

Se state pensando che si tratti del frutto di eccessivo femminismo o di ideologia gender, è la storia a smentirvi. Il tango veniva ballato da coppie di uomini anche nei decenni scorsi, quando l’immigrazione aveva portato a delle sproporzioni tra persone di sesso femminile e maschile; questi ultimi provavano quindi assieme i passi più adatti a compiacere il gentil sesso, al fine di essere allenati quando questa rara eventualità si fosse presentata.

Le scuole di ballo che insegnano questa nuova concezione di ballare l’elegante ballo sudamericano stanno iniziando a pullulare anche in Italia. Un episodio di ballo tra due uomini ha avuto recentemente grande risalto in TV, con la partecipazione di Giovanni Ciacci a Ballando con le stelle in coppia con Raimondo Todaro, con le immancabili e ridicole proteste del Popolo della Famiglia di Adinolfi.

A Catania la prima scuola di Tango Queer è stata aperta da pochi giorni da una coppia di ragazzi. L’idea è nata due mesi fa, quando Alessandro ha iniziato a prendere le prime lezioni di tango argentino dal compagno Ivan, ballerino da molti anni e vincitore di alcuni campionati italiani.
Alessandro ci ha raccontato che le emozioni che prova a ballare col suo compagno sono molto diverse rispetto a quelle che prova con le donne, un mix di passione ed energia che fa fatica a spiegare. In poche settimane il sogno di Ivan di aprire una scuola di ballo è diventato anche il suo, e le premesse fanno ben sperare, con già 18 iscritti nella nuova scuola.
Auguriamo a questa coppia di portare avanti il proprio progetto – che potete seguire su Instagram e Facebook – e di appendere le scarpe da ballo al chiodo il più tardi possibile.
fonte: di  per www.nonegrindr.it/

mercoledì 14 agosto 2019

Lgbt. "L'amore è cieco" il libro di William Boyd

Edimburgo, 1894. Brodie Moncur ha ventiquattro anni e da sei lavora per la Channon & Co., il quarto maggior produttore di pianoforti in Gran Bretagna. Valente accordatore, viene invitato un giorno da Ainsley Channon a trasferirsi nella sede di Parigi, dove i pianoforti Channon stentano a conquistare le simpatie francesi.

Nell’imponente negozio parigino, due grandi vetrine che si affacciano in avenue de l’Alma, Brodie abbraccia con entusiasmo la sua nuova vita, lontana dalla Scozia, soprattutto, lontana dal suo tirannico padre. Si rimbocca le maniche e concepisce un’idea brillante: ingaggiare un grande pianista, un virtuoso dello strumento, che suoni un Channon nei suoi concerti e dia, così, lustro all’azienda.
L’occasione per realizzarla gliela offre il Theatre de la Republique, in una serata in cui John Kilbarron, ex bambino prodigio e musicista di indiscusso talento chiamato Le Liszt irlandais, esegue la Sinfonia n. 3 di Čajkovskij e un poema sinfonico di Panin per la voce solista di Lydia Blum, soprano russa.

Capelli scuri pettinati all’indietro, profonde rughe che gli solcano le guance, Kilbarron sembra un individuo freddo, con un atteggiamento arrogante studiato apposta per le scene. La sua esecuzione, tuttavia, è a dir poco impeccabile: un uragano; probabilmente ciò che gli spettatori dovevano aver provato ai concerti di Liszt.

Alla fine della serata, Brodie si reca nei camerini degli artisti e, bussando a una porta, si ritrova al cospetto di una giovane donna. Capelli biondi mossi e arruffati, occhi azzurri e labbra rosee, una vestaglia sgargiante addosso a coprire un’evidente nudità, una sigaretta tra le labbra con qualche briciola di tabacco raccolta alla punta della lingua, Lydia Blum, la soprano russa, fissa i suoi occhi nei suoi, e una grossa bolla d’aria si fa largo, come un pugno, nel petto di Brodie Moncur, giovane accordatore scozzese.

Storia di un amore folle e cieco, intimo ritratto della vita di un uomo e, al contempo, lucido sguardo sullo spirito del tempo, L’amore è cieco è il nuovo, magistrale romanzo di uno dei più amati scrittori inglesi. Un romanzo di vertiginosa passione e brutale vendetta, in cui arte e vita si danno la mano dinanzi alle speranze e alle illusioni, alla potenza e alle crudeltà che l’amore puntualmente riserva.

RECENSIONI

«Boyd è tornato con un romanzo che pochi dei suoi contemporanei potranno eguagliare. Questo libro bello, toccante e intelligente è la cosa migliore che abbia mai scritto».
Obsever

«Una raffinata performance: un’abile alchimia di fatti e finzione, di mito letterario e immaginazione».
The Guardian

«William Boyd è nel suo elemento con questo avvincente romanzo: un mondo e una storia così fuori dell’ordinario, eppure così convincenti da sembrare reali».
The Times
fonte: di  neripozza.it

How One Airline Has Made Flying More LGBTQ+ Friendly

United Airlines has partnered with The Trevor Project to make the friendly skies a lot more inclusive
Pride month shouldn't be the only time that LGBTQ+ people feel welcome as they move through the world. Unfortunately, though, sometimes this is the case, which is exactly why measures should be taken year-round to ensure that all people feel safe when walking around the world, and shouldn't have to deal with uncomfortable looks or questions for just being themselves. 
And, The Trevor Project, in its work with United Airlines, is seeking to make airlines, specifically, more welcoming and safe to queer travelers.

One of the best ways to make airlines LGBTQ+ friendly is to make sure that all employees are understanding of and attuned to queer identities and specific needs. In its partnership with The Trevor Project, United Airlines gives its employees access to Ally Trainings; as The Trevor Project's head of corporate development Muneer Panjwani describes, these trainings give attendees "a foundational understanding of what it means to be LGBTQ+... A lot of people [in the company] are really interested in learning how to be an ally, they just don't know how to do so."
Since these trainings aren't available globally just yet, United is also working with The Trevor Project to bring all of its employees an online learning module "so that all of the employees have a baseline understanding of LGBTQ+ knowledge." This will be available to everyone at the company, regardless of position, so that it will be more inclusive at its core.

What happens if this information isn't given? Well, it can make going through the process of getting to the gate feel demeaning. The need for understanding LGBTQ+ identities extends to TSA agents, as well, especially when people are going through security screenings. Panjwani points out that "trans and genderqueer people sometimes alter their bodies" to help them present as the gender they identify as. So, if someone wears a chest binder, for instance, they can often be met with hostility or a lack of understanding from agents. "They may flag that person as a threat, and then they have to go through security checking, which is a very dehumanizing process for a lot of trans people because a lot of the TSA agents don't know what it means to be trans," he notes. "They don't know what a binder is. They don't know some of the things that trans people do to make their bodies look like how they feel inside."

For its customers, though, United is taking measures to ensure that people can feel that their identities are validated. The company has started to offer a third gender option to customers booking flights, so that those who don't identify as either "male" or "female" won't have to lump themselves in one of those categories when they book a flight. This makes the brand the first airline to do so, and Panjwani says it will help nonbinary people to feel accepted. "When people have the option to define themselves, especially trans and genderqueer people, when they have the option to present themselves as how they want to be seen, it creates a space where they feel validated and affirmed," he details.

If there's one way for every airline to do better, Panjwani notes, it's for attendants to not take a person's pronouns for granted. "An easy thing that all airlines can do is to start sharing their own pronouns and asking for people's pronouns," he says. "It's a very easy thing to do, and actually changes the culture dramatically to be more inclusive and respectful." 

And, too, on top of these institutional changes, United is lifting up its partners at The Trevor Project to help it continue its important work in helping prevent suicides in the LGBTQ+ community. United MileagePlus, the airline's loyalty program, donated over 1 million MileagePlus miles to the organization that members redeemed to attend a number of Pride event activations, which Panjwani notes will help its employees get to areas that need its support. "Traveling is a significant cost to any organization," he continues. "These miles will ensure our teams are where they need to be to further our work to end suicide among LGBTQ+ young people

Panjwani hopes that the leadership of United and The Trevor Project's work can lead to a widespread industry change. When asked what other airlines could do, he tells me that they should follow their leadership. Panjwani has a few examples: "Change the system to include options beyond the gender binary. Train employees on LGBTQ+ allyship. Understand specific concerns and issues that LGBTQ+ travelers face, and record those issues to understand the extent and try to actually address them in a meaningful way."

Lgbt. La danza di Carla Fracci in 12 anni di scatti


Dodici anni di foto, dal 1996 al 2018. Sul palco, in scena. Nei teatri più importanti di tutto il mondo. Per raccontare il mito e la storia di una delle danzatrici italiane più famose: Carla Fracci.
Si intitola "Los Abrazos" la mostra fotografica ospitata dall'Istituto di Cultura di Città del Messico a partire dal 22 agosto della fotografa toscana Lucia Baldini. 
Baldini ha collaborato con l'étoile per oltre 12 anni, vivendo un periodo molto interessante della carriera dell'artista. Sono stati anni in cui la Fracci ha interpretato ruoli meno convenzionali della cultura del balletto, proponendo un ventaglio ampio e intenso di figure femminili. Raccontandone la forza, la fragilità, l'amore e la disperazione, ogni volta andando a esaltare le potenzialità del femminile nelle sue infinite identità e modalità.




La mostra si muove su flussi paralleli creando un allestimento che ha il sapore di un'istallazione costruita da un'ampia galleria di ritratti fotografici in bianco e nero, fotografie analogiche, di formati diversi che vanno a creare un percorso visivo in continua evoluzione. Fotografie in scena che Lucia Baldini ha creato a fianco della Fracci, interpretando opere proposte su palcoscenici italiani e internazionali. Un fil rouge in cui l'étoile dialoga con coreografi e ballerini: Carolyn Carson per la Biennale di Venezia, Micha Van Hook per raccontare i "Giorni Felici" di Beckett, "L'apres midi d'un faune" reinterpretando i costumi e le coreografie di Nijinsky e dei Balletti Russi, ma anche il Nijinsky dei giorni tormentati in manicomio. 
 
Un'interpretazione maestosa di Isadora Duncan, l'appassionata Filumena Marturano che tanto Edoardo De Filippo ha voluto per lei. Il dolore della madre palestinese che soffre con la madre israeliana degli stessi strazi di vedere i propri figli morti che Mario Luzi ha scritto perché Carla la mettesse in scena e ne potesse raccontare la potenza della devastazione del dolore materno. E poi un Amleto insolito, inventato da Beppe Menegatti, in cui la Fracci è proprio Amleto e tutti gli altri ruoli, maschili e femminili, sono interpretati esclusivamente da danzatori maschi. 
Una mostra che passo dopo passo apre nuove strade narrative, diversi registri registici e coreografici, un caleidoscopio di ruoli femminile interpretati ogni volta magistralmente dalla Fracci per sorprenderci e per emozionarci.