lunedì 29 giugno 2026

Libri: "Le non cose. Come abbiamo smesso di vivere il reale" di Byung-Chul Han

Abbiamo perso il contatto con il reale. È necessario tornare a rivolgere lo sguardo alle cose concrete, modeste e quotidiane. Le sole capaci di starci a cuore e stabilizzare la vita umana. 

Una massa di informazioni ci investe ogni giorno. Come ogni inondazione, anche questa agisce sulle nostre esistenze, spazza via confini, rimodella geografie. 

Ormai sono i dati e non piú le cose concrete a influenzare le nostre vite. Le non-cose stanno prendendo il sopravvento sul reale, sui fatti e la biologia. E cosí la realtà ci appare sempre piú sfuggente e confusa, piena di stimoli che non vanno oltre la superficie. 

Con la sua consueta lucidità e veemenza, Byung-chul Han, critico severo ma acuto della contemporaneità, ci offre una peculiare e sferzante riflessione sulla comunicazione, la Rete e il futuro che stiamo costruendo. 

«Byung-chul Han, con una prosa che colpisce per il nitore, affonda la lama del suo pensiero nella carne del contemporaneo» («la Repubblica»). «Byung-chul Han si fa entomologo e con perizia disseziona la nostra epoca» («tuttolibri - La Stampa»). 

Byung-Chul Han, nato a Seul, è considerato uno dei più interessanti filosofi contemporanei. Nel 2025 ha ricevuto il prestigioso Premio Principessa delle Asturie per la Comunicazione e le Scienze Umane con questa motivazione: «La sua opera rivela una straordinaria capacità nel comunicare nuove idee in modo chiaro e diretto, fondendo armoniosamente le tradizioni filosofiche orientali e occidentali».

Già docente di Filosofia e Teoria dei Media presso la Staatliche Hochschule für Gastaltung di Karlsruhe, insegna ora Filosofia e Cultural Studies alla Universität der Künste di Berlino, ed è autore di saggi sulla globalizzazione e l’ipercultura. Per nottetempo ha pubblicato La società della stanchezza (2012), Eros in agonia (2013) La società della trasparenza (2014), Nello sciame. Visioni del digitale (2015), Psicopolitica. Il neoliberismo e le nuove tecniche del potere (2016), L'espulsione dell'altro (2017), Shanzhai. Pensiero cinese e decreazione (2025). Nel 2021ha pubblicato con Einaudi La società senza dolore.  

fonte: www.lafeltrinelli.it  

Libri: "Dizionario tecnico metodologico della danza classica" di Flavia Pappacena

Ideato da una delle principali autorità italiane e internazionali nel campo della ricerca coreutica, questo volume propone un innovativo e stimolante approccio metodologico alla tecnica della danza. 

Di ogni passo, infatti, il dizionario ricostruisce significato e struttura originaria, con una particolare attenzione anche ai profili linguistici ed etimologici. 

Ne osserva poi l’evoluzione tra Settecento, Ottocento e Novecento, e quindi ne mette a confronto, in termini di stile e dinamiche del movimento, le differenze tra le diverse scuole attive in Europa e in America. Nell’intento di offrire per ogni passo una sintesi organica e coerente, le voci sono calibrate di volta in volta per taglio ed estensione e, quando necessario, prevedono trattazioni più ampie e articolate. 

È il caso, soprattutto, di alcuni termini coniati all’epoca della Rivoluzione francese e in età napoleonica, quando la danza era profondamente influenzata dall’estetica neoclassica e partecipava alle spinte innovative che attraversavano tutte le arti. 

fonte: www.lafeltrinelli.it 

Mostre: "Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale" ai Musei Capitolini Centrale Montemartini

Viaggio dentro un mito: quando Roma divenne capitale mondiale della moda. In 150 fotografie, filmati e abiti originali, un’esplosione di creatività che ancora oggi influenza il pianeta.

La mostra fotografica, multimediale e di capolavori sartoriali Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale fa rivivere una stagione di esplosione di idee, nomi, marchi, creatività, industria, un portato di beni materiali e immateriali, un “big bang” dell’immaginario della moda che riverbera ancora oggi il suo successo, il fascino, la magia delle sue forme. L’iniziativa, organizzata da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura, e curata da Fabiana Giacomotti, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali: Zètema Progetto Cultura.

La mostra rappresenta il “secondo capitolo” dell’esposizione Moda in Luce 1925–1955. Alle origini del Made in Italy, ospitata presso il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti a Firenze. La mostra romana, interamente nuova per opere, allestimento e temi, prosegue il racconto di un mito, nel passaggio alla sua consacrazione ed esplosione.

IL CONTESTO

All’inizio degli anni Cinquanta l’Italia sta cambiando alla velocità della luce e sta entrando nel boom e nella modernità. Corre su nuove infrastrutture, autostrade, mezzi. Su professioni nuove, e nuovi abiti sociali. Due campi in particolare segnano visibilmente questo sisma storico: la moda e il cinema. Roma ne è il grande vivace contenitore e contenuto.

A Roma si trova Cinecittà, la città del cinema che, dopo l’epocale rivoluzione del Neorealismo italiano, si sta trasformando nella “Hollywood sul Tevere”: la città dove le major statunitensi e lo star system trovano la sede distaccata del sogno americano. Il risultato è prorompente: quella italiana diventerà la cinematografia con il maggior numero di premi Oscar vinti, dopo gli Stati Uniti.

Nella moda avviene qualcosa di analogo. Un mondo di sartorie, di piccole botteghe, di atelier, che ha studiato alla scuola di Parigi e sui tavoli di ricamo e libri d’arte italiana, si trova proiettato sulla vetta di passerelle, riviste e clienti del mondo, in America, Europa, Russia, Giappone. L’haute couture dagli anni Cinquanta, e fino a noi, deve conoscere tra le sue lingue quella del Made in Italy.

Da Roma, l’Italia riesce in due miracoli inattesi: dimostra che a Cinecittà si possono fare film come in America e che l’haute couture può sfilare per via Veneto. È un viaggio lungo, che l’esposizione alla Centrale Montemartini mostra al vivo. 

LA MOSTRA

Protagonista di Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale è il patrimonio di memoria, fotografie, filmati dell’Archivio storico Luce. Fondamento della conoscenza del XX secolo italiano ed europeo, bene tutelato dell’Unesco, l’Archivio Luce rappresenta una ricchissima fonte di testimonianze sulla moda e lo spettacolo. Il Luce immortala la moda nel momento in cui Roma ne diventa riferimento, tra gli anni Cinquanta e la metà dei Settanta. Una stagione straordinaria in cui la sinergia tra moda, cinema, industria e creatività ha permesso all'Italia di esercitare un profondo influsso culturale a livello internazionale, ridefinendo i canoni del gusto e dello stile.

Il percorso espositivo immerge i visitatori dentro 150 fotografie d’epoca, per la gran parte del Luce, cinque postazioni video con filmati spesso rari e fino a oggi non disponibili al pubblico, oggetti, documenti, tessuti e 27 abiti originali, e nella maggior parte inediti, creati da nomi leggendari come Valentino Garavani, Karl Lagerfeld per Fendi, Federico Forquet, Sorelle Fontana, Giovanna Caracciolo-Carosa, Simonetta Visconti, Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni e ancora Roberto Capucci, Maria Antonelli, Patrick de Barentzen, Renato Balestra, André Laug, Emilio Federico Schuberth, Gabriellasport, Antonio De Luca, Angelo Litrico, Domenico e Agostino Caraceni, Pino Lancetti, Laura Biagiotti.

Opere d’arte di grande valore storico ed estetico, provenienti dagli archivi delle maison, incluse Mantero Seta, Taroni e il gruppo Ermenegildo Zegna, sartorie cinematografiche storiche come Farani, musei quali il Boncompagni Ludovisi, da cui proviene anche un sontuoso completo da sera appartenuto a Franca Bettoja, che dialoga con capi coevi indossati da nomi quali Silvana Mangano, e ancora il CIAC-Centro internazionale Arti e Costume di Venezia. Rilevante il prestito della più importante collezione privata italiana, di proprietà di un protagonista del cinema italiano, Massimo Cantini Parrini, costumista di fama internazionale, più volte candidato al premio Oscar e vincitore di innumerevoli premi, che mostra l’estensione di un talento costruito sulla conoscenza profonda della storia dell’arte e del costume.

Organizzato nello stile e nei colori come un’elegante sartoria romana degli anni Cinquanta e Sessanta, il progetto dell’architetto Dario Dalla Lana si conclude in una sala-biblioteca che presenta una selezione di preziosi campionari tessili di proprietà degli archivi di Mantero Seta, Taroni e il gruppo Ermenegildo Zegna, oltre a volumi e riviste rare, di proprietà della curatrice, studiosa del costume e dell’editoria di moda dai suoi albori. Impreziosiscono il percorso inviti, memorabilia e un album amicorum, appartenuto ad Angelo Litrico, che include disegni e dediche dei più importanti sarti e artisti dell’epoca, da Emilio Pucci a Valentino e Novella Parigini.

Un viaggio multimediale e fisico nell’immaginario, tra storia, stile, costume, società e sogno, una macchina del tempo che ci trasporta nel mito: quando Roma e l’Italia hanno spiegato al mondo come vestire, e come vivere.

Le immagini raccontano sfilate, atelier, reportages, interviste, jet-set, lavoro e glamour, artigianato e arte. A fianco, il cinema che fa di Roma un tempio, e fornisce alla moda sogno e corpi. Quelli di: Sophia Loren, Audrey Hepburn, Liz Taylor, Lucia Bosè, Kirk Douglas, Charlton Heston, Sean Connery, Elsa Martinelli, Anita Ekberg, Anna Magnani, Ingrid Bergman, Gabriele Ferzetti, Rod Steiger.

Accompagna Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale il catalogo, edito da Silvana Editoriale, a cura di Fabiana Giacomotti.

Informazioni

Luogo
Musei Capitolini Centrale Montemartini
Dal 26 giugno al 15 novembre 2026 dal martedì alla domenica 9.00-19.00

Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Giorni di chiusura: lunedì

CONSULTA SEMPRE LA PAGINA AVVISI prima di programmare la tua visita al museo.

Biglietto d'ingresso

Biglietto di ingresso secondo la tariffazione vigente

Informazioni

Tel 060608 attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00

Organizzazione di Cinecittà-Istituto Luce

Con il supporto di Zètema Progetto Cultura

Japan moves towards nationwide LGBTQ+ education programme despite political tensions

Japanese Prime Minister Sanae Takaichi | Image: IMAGO / Kyodo News
Japan is preparing to introduce a nationwide education programme on sexual orientation and gender identity, aimed at addressing wid espread gaps in public understanding of LGBTQ+ issues.

The initiative has been approved by the ruling Liberal Democratic Party and is expected to receive final approval from the cabinet. It stems from a 2023 law designed to promote public awareness of diversity in sexual orientation and gender identity.

While full details have not yet been released, the programme is expected to require schools to provide information about LGBTQ+ people, alongside offering access to trained counsellors and social workers. Universities are also set to include education on gender and sexual diversity within training for future professionals, including those in healthcare and academia.

The development comes amid a complex political backdrop. Prime Minister Sanae Takaichi has previously voiced opposition to same-sex marriage, reflecting broader conservative views within the governing party. Japan currently has no nationwide anti-discrimination protections for LGBTQ+ people and remains the only G7 country without marriage equality.

Supporters argue that improving education could help shift public attitudes over time, although some LGBTQ+ voices have warned it may only represent an initial step. Young people in Japan are generally seen as more supportive of LGBTQ+ rights than older generations, which observers say may be influencing the government’s approach.

Experts suggest that increasing awareness and understanding could help reduce stigma, even as wider legal reforms remain uncertain.

Expanding LGBTQ+ education has the potential to challenge stigma and build long-term cultural change, especially in countries where legal protections and recognition remain limited.

source:  www.scenemag.co.uk 

lunedì 8 giugno 2026

Secret Florence 2026: performance site-specific a ingresso libero in luoghi inaspettati. Dalla musica alla danza, dal cinema alle arti performative

Dal 9 giugno al 1° luglio 2026 chiostri storici, cortili monumentali, cinema, spazi urbani e luoghi della memoria diventano scenari di esperienza e scoperta per l’undicesima edizione di Secret Florence, festival di punta dell’Estate Fiorentina, dedicato ai linguaggi contemporanei tra musica, danza e arti performative. 

Da Santa Maria Novella al Convento del Carmine, dal Cinema La Compagnia a Palazzo Neroni e Palazzo Marucelli – Fenzi, fino ai percorsi urbani di Firenze Ovest, il festival costruisce una geografia culturale diffusa, che invita il pubblico a vivere la città attraverso nuove forme di ascolto, visione e partecipazione.

Secret Florence concepisce ogni appuntamento in stretta relazione con il luogo che lo ospita, attivando spazi inconsueti o reinterpretando luoghi simbolici della città attraverso performance, concerti e proiezioni, grazie al coinvolgimento di cinque realtà di respiro internazionale attive nei linguaggi artistici contemporanei: Tempo Reale, capofila del progetto, in collaborazione con Fabbrica Europa, Lo schermo dell’arte, Musicus Concentus e Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze.

“Secret Florence rappresenta uno dei progetti più originali e identitari dell’Estate Fiorentina, capace di mettere in dialogo il contemporaneo con il patrimonio storico e urbano della nostra città - ha detto l'assessore alla cultura Giovanni Bettarini. - Anche quest’anno il festival trasforma Firenze in uno spazio aperto di sperimentazione, partecipazione e scoperta, valorizzando luoghi simbolici e aree meno convenzionali attraverso linguaggi artistici innovativi. È un’iniziativa che conferma la vocazione internazionale di Firenze e la capacità delle nostre istituzioni culturali di costruire reti, creare occasioni di accesso gratuito alla cultura e coinvolgere pubblici diversi. Dalla musica alla danza, dal cinema alle arti performative, Secret Florence invita cittadini e visitatori a vivere la città con uno sguardo nuovo, rendendo l’arte contemporanea uno strumento di relazione, inclusione e rigenerazione urbana”.

Inaugura questo viaggio aperto a tutti, martedì 9 giugno, alle ore 21.00, Lo Schermo dell’arte presentando al cinema La Compagnia il documentario Oltre il confine, Le immagini di Mimmo e Francesco Jodice, dedicato a Mimmo Jodice, grande maestro della fotografia italiana recentemente scomparso, in dialogo con il figlio Francesco Jodice. Il film, a partire da materiali d’archivio e conversazioni, costruisce un viaggio attraverso oltre cinquant’anni di fotografia, ma anche un passaggio di testimone tra due generazioni di sguardi.

Il paesaggio sonoro della zona Ovest della città diventa protagonista in Soundride | Firenze ovest. Un percorso interattivo in bicicletta, a cura di Tempo Reale, che conduce il pubblicoin modo partecipativo, alla scoperta del paesaggio sonoro urbano, tra ascolto, movimento e riflessione sul rapporto tra suono, ambiente e percezione quotidiana (14/6, ore 18.00, Partenza da Piazzale Vittorio Veneto)

Nella performance in prima assoluta, dal titolo Muta-Menti della cantante e cantautrice Elena Romano, studiata per il Chiostro del Convento del Carmine, e presentata da Musicus Concentus, il pubblico viene attratto quasi inconsciamente nel movimento della musica e coinvolto in un attraversamento fisico e interiore, dove l’ascolto si trasforma in esperienza. Accompagnata da Francesco D’Elia al violino e Francesca Fedi Perilli al violoncello, Elena Romano sviluppa un linguaggio sonoro che intreccia elettronica, suggestioni classiche, jazz e sensibilità pop, in un equilibrio dinamico tra antico e contemporaneo. (16/6, ore 19, massimo 200 posti).

Il dialogo tra corpo e architettura attraversa Palazzo Marucelli – Fenzi, edificio storico e sede universitaria, che diventa scenario del progetto coreografico di Virgilio Sieni con la collaborazione e interpretazione di Giulia Mureddu, Vanessa Mattei Scarpaccini, Beatrice Gatti, Maria Vittoria Feltre, Il sole sorgerà, ispirato al romanzo di Ernest Hemingway, in cui si racconta della vacanza di un gruppo di amici in Spagna. Qui un gruppo di amiche si ritrova per intrecciare i loro racconti fisici distribuendo le “macerie” del secolo al pari di una mappa emozionale che le orienta nel futuro.
La performance della Compagnia Virgilio Sieni è accompagnata dalle composizioni musicali di Ascari. (18/6, ore 18 e 19)

Fabbrica Europa presenta nel Complesso di Santa Maria Novella due performance che intrecciano culture differenti: La Prima Danza (ore 18:30, Cappellone degli Spagnoli), coreografia di Damiano Ottavio Bigi e Alessandra Paoletti (Italia) e The Butterfly Dream (ore 19:00, Chiostro Verde), coreografia di Ahn Aesoon (Corea). Architettura, affreschi e dimensione spirituale diventano parte integrante della creazione. La gestualità dei sei danzatori coreani, tra passato e presente, realtà e illusione, individuo e comunità, dà vita a un’esperienza sensibile in cui la danza ridefinisce il rapporto tra corpo e spazio, aprendo nuove prospettive tra tradizione e contemporaneità (23/6).

In chiusura nel Cortile di Palazzo Neroni, sede della Soprintendenza archivistica e bibliografica, una performance elettroacustica dal vivo rielabora materiali sonori d’archivio legati alle comunità migranti. In Live archive: Suoni Migranti a cura di Tempo Reale, i materiali d’archivio registrati, rielaborati dal sound design di Francesco Vogli, entrano in dialogo con l’intervento di Achille Succi al sassofono, improvvisatore di ambito jazz, chiamato ad agire in tempo reale sul tessuto sonoro elettroacustico (1/7, ore 17.30).

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

Programma completo e informazioni su www.secretflorence.it 

fonte: https://portalegiovani.comune.fi.it 

Sky Cinema: Diamanti, record di ascolti su Sky per il film di Ferzan Ozpetek

Il lungometraggio nella prima settimana di programmazione, totalizza 832 mila spettatori medi diventando così il film più visto su Sky Cinema nel 2025. La pellicola è disponibile on demand in esclusiva su Sky Cinema e in streaming solo su NOW

ll film italiano più visto al cinema nel 2024 è ora, a pochissimi mesi dall’uscita sala, il film record di ascolti su Sky nel 2025: DIAMANTI di Ferzan Ozpetek, nella prima settimana di programmazione, totalizza 832 mila spettatori medi diventando così il film più visto su Sky Cinema nel 2025.

Vincitore di 2 David di Donatello

DIAMANTI – che resta sempre disponibile on demand in esclusiva su Sky Cinema e in streaming solo su NOW – è un racconto intimo ed emozionante messo in scena con il tocco inconfondibile e ammaliante di Ferzan Ozpetek, che ha radunato un imponente cast di sue attrici-muse che regalano interpretazioni magistrali. Il film è candidato a due David di Donatello ed è già vincitore del David dello Spettatore


Diamanti, il cast  e la trama

Scritto da Ferzan Ozpetek, Carlotta Corradi ed Elisa Casseri, DIAMANTI è una produzione Greenboo Production, Faros Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky.Il film pone al centro della narrazione una sartoria specializzata in costumi per il cinema e il teatro gestita da due sorelle, Alberta e Gabriella Canova, interpretate rispettivamente da Luisa Ranieri e Jasmine Trinca.

Intorno a loro si intrecciano le storie di tutte le maestranze che lavorano nell’atelier e quelle dei clienti, come un filo che, danzando tra un pezzo di stoffa e un altro, lega indissolubilmente e crea qualcosa di più grande e meraviglioso: Lunetta Savino è la ricamatrice Eleonora, Paola Minaccioni è la capo sarta Nina; Milena Mancini e Geppi Cucciari le sarte Nicoletta e Fausta; Anna Ferzetti è la modista e madre single Paolina, Vanessa Scalera è la costumista Bianca Vega; Carla Signoris è l’attrice di teatro Alida Borghese, mentre Kasia Smutniak è l’attrice di cinema Sofia Volpi.  Ma ancora, Mara Venier interpreta il ruolo della cuoca Silvana e Milena Vukotic quello di Olga, zia delle sorelle Canova. Al loro fianco un cast maschile d’eccezione capitanato da Stefano Accorsi nel ruolo del regista Lorenzo, Vinicio Marchioni in quello di Bruno, marito di Nicoletta, e Luca Barbarossa in quello di Lucio, marito di Gabriella

fonte: https://tg24.sky.it   Foto di Stefania Casellato

Libri: "Taste Italy. The slow guide to la dolce vita" Slow Food Editore

L’interesse turistico per l’Italia enogastronomica da parte di viaggiatori provenienti da tutto il mondo è sempre molto vivo, ed è probabilmente destinato a crescere anche grazie al recente riconoscimento Unesco della nostra cucina come patrimonio immateriale dell’umanità. 

Taste Italy è la guida ideale in lingua inglese per scoprire le migliori e più genuine proposte di cantine e osterie. 

Una panoramica esaustiva che tiene conto delle realtà più diverse, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Il volume propone circa 500 indirizzi che rappresentano al meglio la cultura gastronomica ed enologica delle località più rinomate. 

A questi si aggiungono una sessantina di ricette, ciascuna con un breve racconto della sua storia e delle sue origini, per permettere di realizzare anche in casa le specialità che caratterizzano il meglio della cucina del nostro Paese. 

fonte e libro: https://giunti.it 

Firenze: dal 15 giugno al 26 luglio, ogni sera alle ore 21.45 si rinnova l’appuntamento con l’arena cinematografica estiva Apriti Cinema

Apriti Cinema: dal 15 giugno al 26 luglio, ogni sera alle ore 21.45, saranno proiettati film di fiction e documentari in lingua originale con sottotitoli in italiano e in inglese. 

Dopo il successo della scorsa edizione, anche quest’anno l’arena cinema sarà ospitata in Piazza de’ Pitti, location tra le più belle e scenografiche del centro storico fiorentino.A organizzare il cinema sotto le stelle Apriti Cinema è l’Associazione Quelli dell’Alfieri, con la programmazione curata dal Cinema La Compagnia di Firenze (Fondazione Sistema Toscana), in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi.

“L’arena cinematografica estiva, “Apriti Cinema”, inserita nel cartellone dell’Estate Fiorentina, consentirà ai film dei festival internazionali della “50 Giorni” e alle tante iniziative che si sono svolte nel corso dell’anno a La Compagnia, Casa del Cinema della Regione Toscana, di raggiungere un numero sempre più elevato di spettatori, italiani e stranieri, contribuendo così alla divulgazione del cinema d’autore, di film ad alto profilo culturale, di documentari che raccontano volti, espressioni e criticità sociali della contemporaneità - afferma il presidente di Fondazione Sistema Toscana, Iacopo Di Passio”. 

 Ad Apriti Cinema 2026 si celebrano tre centenari di personaggi che hanno segnato la storia del cinema: “Marilyn 100”, dedicato all’icona immortale del cinema hollywoodiano, Marilyn Monroe; “Carlo Rambaldi – La materia dei sogni”, in onore del grande genio italiano, premiato agli Oscar, creatore di effetti speciali e visivi al cinema; l’omaggio al maestro italiano dei film di impegno civile, Florestano Vancini.

In cartellone, come di consueto, le proposte di film provenienti dalla scorsa stagione dei festival internazionali della 50 Giorni di Cinema a Firenze, tra cui le mini-rassegne “Lo Schermo dell’arte – Notti di mezza estate”, dedicata ai film che raccontano il rapporto tra l’arte contemporanea e il cinema; “I documentari musicali dall’archivio del Festival dei Popoli”; “Middle East Now - Summer Beats”, incentrata sulla recente produzione dai paesi mediorientali. E poi i titoli selezionati dal River to River Florence Indian Film Festival, Florence Korea Film Fest, France Odeon,  FánHuā Chinese Film Festival, Florence Queer festival,  Festival di Cinema e Donne e dal N.I.C.E Festival, in occasione dei suoi trentacinque anni di attività. Ci saranno i film del Premio Fiesole ai Maestri del Cinema, riconoscimento del Comune di Fiesole con SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Gruppo toscano, quest’anno conferito al regista e critico francese Olivier Assayas.

Ancora mini-rassegne, nel composito programma di Apriti Cinema, con i film de “Le Gallerie degli Uffizi presentano”; l’ultimo appuntamento della manifestazione dedicata al contrasto della violenza maschile sulle donne, “Cambia Uomo Cambia”; “Dal libro al film - Tratto da…”, che propone film ispirati o tratti dai grandi capolavori letterari, di Agatha Christie, Carlo Collodi, Giorgio Bassani, Stephen King, del quale sarà proposto Shining di Stanley Kubrick, con una proiezione accessibile alle persone con disabilità visiva, in collaborazione con INCinema – festival del cinema inclusivo. All’interno del cartellone di Apriti Cinema, anche la cerimonia di premiazione del “Premio Carabba”, organizzato dal Lanterne Magiche (programma di educazione al linguaggio dell’immagine di Fondazione Sistema Toscana) con SNCCI.

Tutti i film sono proiettati in lingua originale, con sottotitoli in italiano e/o in inglese. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Giovedì 25 giugno, in occasione del Premio Fiesole e del Premio Carabba e sabato 4 luglio, per l’ultimo appuntamento della rassegna “Cambia Uomo Cambia”, le serate avranno inizio alle ore 21.30. 

Tutto il programma sul sito: www.cinemalacompagnia.it

 >>>  Estate Fiorentina

fonte: https://cultura.comune.fi.it 

lunedì 1 giugno 2026

Libri: "La solitudine di Sonia e Sunny" di Kiran Desai

L’atteso, acclamatissimo nuovo romanzo di Kiran Desai.

«Una storia d’amore epica e sconfinata... Il romanzo più superbo di Kiran Desai» - The New York Times

«la solitudine di Sonia e Sunny è un romanzo così pieno, straripante d'immaginazione, personaggi, mondi, emozioni, colori e avventure, che mi è sembrato non di leggerlo ma di viverlo, e mi ha lasciato un senso di felicità e meraviglia.» - Peter Cameron

«Grande romanzo indiano che, con la colonizzazione da un lato e l'emigrazione dall'altro, non può esimersi dall'essere anche grande romanzo globale.» - Vanni Santoni, La Lettura

Ancora non si conoscono, Sonia e Sunny, malgrado il tentativo dei genitori di combinare il loro matrimonio. 

Sono entrambi indiani, figli di famiglie agiate che li hanno mandati a studiare e a farsi una carriera negli Stati Uniti: Sonia, che vive in un college nel nevoso Vermont, sogna di diventare scrittrice ed è invischiata in una relazione tossica con un pittore folle e narcisista; Sunny è un giornalista agli esordi, irrequieto e ambizioso, che tenta di costruirsi un futuro a New York per sfuggire a una madre tirannica e possessiva. 

Non si conoscono, ma tutti e due avvertono la solitudine di chi, sradicato, si ritrova in bilico fra due mondi, sospeso tra il desiderio di recidere i legami con una cultura sentita come arretrata e oppressiva e l’impossibilità di accogliere fino in fondo una nuova identità. Sarà un incontro fortuito su un treno notturno, in India, a far nascere un amore travolgente ma fragile, minato da incertezze e timori, cui seguirà un lungo distacco e una serie interminabile di avventure e disavventure – viaggi, malattie, faide familiari, delitti, trasformazioni – forse dovute alla perdita di un misterioso amuleto tibetano, che Sonia e Sunny dovranno ritrovare per ritrovarsi. 

Entrare in questo libro è come immergersi nelle acque di un fiume che si getta in altri fiumi, sempre più ampi e vorticosi, fino a formare un oceano di storie: storie intrecciate le une alle altre, che solo dopo essere attraversate rivelano il suo «tesoro nascosto». È la magia dei grandi romanzi. E La solitudine di Sonia e Sunny, di Kiran Desai – con la sua scrittura oceanica e traboccante di immagini, di colori, di humour – dovrebbe essere salutato come uno dei romanzi magici dei nostri tempi. 

fonte: www.ibs.it 

Netflix - Physical Italia: da 100 a 1, il cast completo

Se il cast di The 50 vi sembrava già affollato, aspettate di vedere quello di Physical Italia: da 100 a 1, il nuovo reality di Netflix che può contare su ben cento persone. Di Fabiano Minacci

Al contrario del reality di Prime Video qua non abbiamo prezzemolini televisivi o creator di TikTok, ma sportivi, atleti, ex campioni olimpionici e persone che hanno fatto del fitness la propria ragione di vita. 

È vero, alcuni sono diventati famosi partecipando a programmi televisivi (ci sono alcuni ex gieffini come Paolo Masella e Giovanni Masiero, l’ex tronista Claudio Sona con il suo attuale fidanzato Nicholas Cornia, e poi ancora Elisabetta Canalis, Alvise Rigo, Luis Sal e il ballerino Mowgli che ha partecipato ad Amici), ma soprattutto ci sono campioni come Tania Cagnotto, Yuri Chechi e Federica Pellegrini. 

Ma anche medagliati di crossfit, fitness influencer, ginnasti, personal trainer, campioni di judo, di calisthenics, di fooball, di surf, di lotta greco romana e infine pure un giocatore di calcio storico fiorentino e un giocoliere col fuoco. In comune hanno la forza fisica, il corpo allenato e la voglia di vincere. 

Nella Sala dei Busti non contano le medaglie passate, ma quanto fuoco hai dentro” – recita lo slogan del programma – “Perché alla fine, solo uno di loro porterà a casa la vittoria“.

Insomma, personalmente trovo più divertente vedere Francesco Nozzolino scappare da una palla che cerca di colpirlo piuttosto che cento atleti che lottano fra loro, ma ovviamente guarderò anche questo Physical Italia: da 100 a 1: se sento odore di dinamiche e complotti mi ci butto a capofitto. Anche se per me, Physical resta…

>> Physical Italia: da 100 a 1 | Trailer Ufficiale | Netflix Italia

Physical Italia: da 100 a 1, il cast completo

Questo è il cast completo: Alice Sganzerla, Alice Veniani, Alvise Rigo, Andrea Cingolani, Andrea Miccio, Andrea Minguzzi, Beatrice Beni, Benedetto Ernesto Beltrame, Camilla Contesso, Caterina Piccirilli, Chiara Sergi, Claudio Sona, Daniele Scatizzi, Edoardo Papa, Elisa Fuliano, Elisa Picciciuto, Elisabetta Canalis, Elisabetta D’Ambrosio, Emanuele Biviano, Emanuele Bruno, Erik Lugli, Federica Cesarini, Federica Pellegrini, Federico Rotoni, Filippo Pici, Gabriele Di Via, Gaggi Vatarov, Gennaro Farella, Georgian Cimpeanu, Giampaolo Calvaresi, Gianmarco Bollaro, Giovanni Masiero, Giulio Domi, Giuseppe Santamaria, Guglielmo Coiro, Ivano Salerno, Jessica Allegretti, Jobel De Castro, Jury Chechi, Luca Palla, Luca Pescollderungg, Lorenzo Dalle Piagge, Luis Sal, Luigi Turetti Osagie, Manuel Di Bernardo, Manuel Lombardo, Marco Begalli, Matteo Sartori, Matteo Tedesco, Mattia Schinco, Mauro Oldani, Mirco Bergamasco e Mogwli.

E ancora: Nicholas Cornia, Paolo Innocenti, Paolo Masella, Paola Ciabattoni, Pietro Checchi, Raffaele Del Piano, Rosalba Forciniti, Sabrina Giungi, Samuele Rossi, Sara Del Prete, Sara Lisanti, Sara Sordini, Sarah Abdessalem, Sebastian Rodwell, Sebastiano Occhipinti, Semiljana Rexhepi, Simone Ponti, Sofia Pronesti, Sonia Fracassi, Stefano Malaguti, Stefano Migliorini, Susy Scutto, Tania Cagnotto, Tommaso Fragassi, Tommaso Nisi, Tommaso Pampinella, Valentina De Gregori, Valentina Margaglio e Veronica Paladino. PS: al momento sono solo 83, ogni volta che riuscirò a recuperare un nome che manca all’appello lo inserirò in rigoroso ordine alfabetico.

fonte: di Fabiano Minacciwww.biccy.it 

Libri: "Non so come è successo" di Ilenia Pastorelli

Non so come è successo è un romanzo di formazione sincero e intenso, in cui si alternano forza e vulnerabilità, leggerezza e profondità, buio e luce. Una storia d'amore, di perdita e di crescita, che parla a chi non ha paura di guardarsi dentro, a chi è disposto a smarrirsi per potersi ritrovare.

Se hai solo undici anni quando le tue certezze cominciano a frantumarsi, a una a una, c'è poco che tu possa fare. 

Anita lo scopre in quell'estate, per sempre indelebile nella sua memoria, trascorsa come al solito al campeggio affacciato sulle coste laziali. È la scoperta dell'amore, e delle sue conseguenze, ad aprirle gli occhi. 

Come un sasso in uno specchio d'acqua, il cambiamento genera nella sua vita cerchi che si propagano al di fuori del suo controllo, anno dopo anno. 

Sugli adulti non si può contare perché sono alle prese con le loro battaglie invisibili, le amicizie che sembravano indissolubili possono finire in un attimo , perfino la scuola di danza non è un luogo sicuro, e ciò che più ci attrae più ci può ferire. 

E allora, tanto vale abbandonarsi alla corrente e lasciare che una catena di singoli eventi casuali ti porti a vivere esperienze che non avevi nemmeno cercato: Anita si ritrova catapultata nel mondo surreale della tv, un universo dove tutto è un gioco, compresi i sentimenti. 

Affrontando una fama inaspettata e una crisi personale, una disillusa Anita sente il desiderio di sparire e ritirarsi su un'isola, lontana da tutto e tutti… Ma non è quella la fine del suo viaggio: rimettendo insieme i cocci, emergerà una giovane donna pronta a tornare a Roma, riprendere in mano la sua vita e abbracciare il suo talento. Perché non si è mai arrivati, non c'è un traguardo, non c'è un attracco finale che ti mette al riparo nella tempesta della vita. Puoi soltanto imparare a navigare. 

fonte: www.ibs.it 

Libri: "Gli anni in bianco e nero" di Francesca Giannone

Dall'autrice di La Portalettere e Domani, domani 

 

«Ho sentito dire che ogni storia è il racconto di qualcuno che arriva in un posto o di qualcuno che se ne allontana. Non so se è vero, o perlomeno se lo è sempre. Ho la sensazione che certi racconti comincino e finiscano con chi resta. Tutti gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo in bianco e nero.»

Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni '60, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. 

Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori. 

fonte: www.ibs.it 

Regione Lombardia - De Sarno porta al Pac 'Eravamo notte, ora siamo giorno' per il Pride Month. 'Parlare di attivismo è importante, ma è necessario creare contesti reali'

Anche il Padiglione d'Arte contemporanea di Milano partecipa al Milano Pride 2026 con 'Eravamo notte, ora siamo giorno', un progetto espositivo dell'artista e fotografa Ambrosia Fortuna, a cura di Sabato De Sarno, che sarà aperto dal 13 al 15 giugno. 

La mostra raccoglie una serie di fotografie e video, realizzati nell'arco di oltre dieci anni tra Milano e Napoli, legati alla scena queer e drag italiana. 

 

Il progetto prende forma a partire dall'esperienza diretta dell'artista napoletana, arrivata a Milano all'età di 21 anni entrando a far parte della vita culturale e notturna della città.

Fotografie e riprese video restituiscono frammenti di quotidianità — preparazioni, camerini, attese, momenti domestici, confessioni, amicizie — raccontando la dimensione umana e affettiva di una comunità che trova nello spazio notturno un luogo di espressione, trasformazione e libertà.

Nel percorso espositivo il tempo diventa elemento centrale: i corpi cambiano, le identità si trasformano, le relazioni si ridefiniscono. 

"La mostra non interpreta. E espone" spiega De Sarno. "Per il secondo anno - racconta l'ex braccio destro di Pier Paolo Piccioli da Valentino e poi ex stilista di Gucci - collaboro con Orgoglio Porta Venezia Milano, un progetto con cui condivido profondamente valori di libertà, inclusione e valorizzazione della diversità. Oggi più che mai è importante continuare a creare occasioni di dialogo, presenza e partecipazione, dando voce a esperienze e punti di vista differenti".

"Attraverso questa mostra, il mio intento è costruire un luogo aperto, in cui identità ed esperienze possano incontrarsi, riconoscersi e dialogare. Parlare di attivismo è importante, ma oggi è necessario soprattutto creare contesti reali: luoghi, connessioni e conversazioni capaci di mettere in relazione mondi diversi. Credo profondamente - conclude - nel valore di uno spazio culturale accessibile a tutti, dove le persone possano sentirsi accolte, rappresentate e parte di una comunità." 

La mostra è promossa dal Comune di Milano - Cultura e prodotta dal Padiglione d'Arte contemporanea con Wunderplace Studio, in collaborazione con Orgoglio Porta Venezia Milano e il supporto di Levi's, che attraverso questo progetto rinnova il proprio storico impegno a sostegno della comunità Lgbtqia+ ed è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale. 

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lunedì 25 maggio 2026

Milano Film Fest 2026, programma e ospiti: cinema, musica e serie conquistano la città

Dal 4 al 9 giugno Milano diventa un gigantesco set urbano con oltre 120 film, concerti, masterclass, serie tv ed eventi gratuiti nei quartieri. Claudio Santamaria dirige la seconda edizione del Milano Film Fest, che ospita Julian Schnabel, Valeria Bruni Tedeschi, Vinicio Capossela, Maccio Capatonda, Pablo Trincia e Sergio Rubini. Dal cinema d'autore ai podcast live, passando per le serie tv: ecco il programma completo del festival

Milano Film Fest 2026, programma e ospiti del festival

Milano torna a farsi cinema. Ma non nel modo rassicurante e prevedibile delle grandi rassegne istituzionali. Dal 4 al 9 giugno 2026 il Milano Film Fest invade teatri, piazze, schermi, sagrati, sale storiche e quartieri trasformando la città in qualcosa di diverso: un organismo narrativo vivo, pulsante, quasi febbrile.

Oltre 120 film, concerti, masterclass, podcast live, dj set, talk e proiezioni gratuite compongono il programma della seconda edizione del festival diretto artisticamente da Claudio Santamaria. Un festival che sembra voler raccontare Milano non soltanto come location, ma come personaggio cinematografico: nervoso, elegante, popolare, contraddittorio, glamour e underground insieme.

E forse è proprio qui che il Milano Film Fest trova la sua identità più forte. Non imitare Venezia. Non rincorrere Cannes. Ma diventare qualcosa di profondamente milanese: una collisione continua tra cinema, musica, moda, nightlife, serie tv, controculture e nuove forme di spettacolo urbano.

Claudio Santamaria trasforma Milano in un set diffuso

Il cuore del festival sarà il cosiddetto "distretto cinema", costruito attorno all'Anteo Palazzo del Cinema e al Piccolo Teatro Strehler, ma il Milano Film Fest 2026 si allargherà anche alla Casa degli Artisti, alla Casa di Quartiere Garibaldi e a numerose piazze cittadine grazie alle proiezioni gratuite della sezione "Scintille".

Claudio Santamaria ha definito il festival un "laboratorio vivo", un luogo dove il cinema smette di essere autoreferenziale e torna a dialogare con musica, fotografia, teatro e performance dal vivo.

E in effetti il programma sembra costruito proprio su questa contaminazione continua. Qui il cinema non è soltanto qualcosa da guardare seduti in sala: è un modo di attraversare la città.

Julian Schnabel ospite d'onore del Milano Film Fest 2026

Il grande ospite internazionale di questa edizione è Julian Schnabel, artista e regista visionario che il 5 giugno presenterà al Piccolo Teatro il suo nuovo film In the Hand of Dante, accompagnato da una masterclass insieme a Valeria Golino e Claudio Santamaria.

Il film, già passato dalla Mostra del Cinema di Venezia, mette insieme un cast gigantesco che comprende Oscar Isaac, Gal Gadot, Jason Momoa, Al Pacino, Martin Scorsese e John Malkovich.

Ma più ancora dei nomi colpisce l'idea che sta dietro alla sua presenza: portare a Milano un autore capace di muoversi continuamente tra cinema, pittura, letteratura e ossessione artistica. Come se il festival volesse dichiarare apertamente che oggi il cinema non può più vivere chiuso dentro i suoi confini tradizionali.

Il film di apertura è dedicato a Vittorio De Sica

Ad aprire ufficialmente il programma cinematografico sarà Vittorio De Sica – La vita in scena di Francesco Zippel, unico film italiano presentato al Festival di Cannes 2026 e qui proposto in prima nazionale.

Il documentario racconta il maestro del neorealismo attraverso materiali d'archivio inediti e testimonianze di cineasti e artisti internazionali come Wes Anderson, Francis Ford Coppola, Ruben Östlund, Isabella Rossellini e i fratelli Dardenne.

Un omaggio che sembra perfetto per un festival che tenta continuamente di tenere insieme memoria e contemporaneità. Perché Milano, in fondo, è anche questo: una città che corre verso il futuro senza smettere di guardare le proprie rovine culturali illuminate al neon.  Continua a leggere l'articolo >> QUI

fonte: https://tg24.sky.it  

Libri: "Archeologia della moda. Heritage, archivi, comunicazione" di Sofia Gnoli

L’amore per il revival, il gusto per il vintage e per il collezionismo, l’importanza del patrimonio culturale di un brand: la moda di oggi è sempre più intrecciata con la sua storia. 

In un’epoca di globalizzazione e musealizzazione crescente, il valore delle radici e dell’identità di una griffe è infatti diventato un elemento chiave per il successo. 

Sofia Gnoli esplora il ruolo strategico del brand heritage, l’anima storica di un marchio che ne rafforza il prestigio e ne alimenta la desiderabilità. Un tema cruciale per le grandi holding del lusso, che da decenni investono nella riscoperta e nella valorizzazione delle maison dalla tradizione più illustre. 

Un viaggio tra passato e presente per comprendere come la moda continui a reinventarsi, senza mai dimenticare le proprie origini.

 

Sofia Gnoli, studiosa di moda, curatrice, e giornalista Sofia Gnoli insegna all'Università IULM, collabora con La Repubblica, La Stampa, Il Venerdì e Vogue Italia. È consulente e autrice dell’Enciclopedia Italiana Giovanni Treccani. È consulente e autrice dell’Enciclopedia Italiana Giovanni Treccani. Esperta di patrimonio, ha curato gli archivi storici di Valextra, Luisa Spagnoli e Federico Forquet. Per il Parco Archeologico del Colosseo ha curato il ciclo di incontri Ephimera. Dialoghi sulla moda (raccolti in volume edito da Electa, 2020) e la mostra Rara Avis. Moda in volo alle Uccelliere Farnesiane (2024, catalogo Marsilio Arte).

E’ autrice dei seguenti libri: Archeologia della moda. Heritage, archivi, comunicazione (Carocci, 2025), Moda. Dalla Nascita della haute couture a oggi (2° ed., Carocci, 2020), L’alfabeto della moda (Carocci, 2019), Luisa Spagnoli 90 Years of Style (Rizzoli, 2018), Eleganza fascista (Carocci, 2017), The Origins of Italian Fashion. 1900-1945 (V&A Publishing, 2014), Moda e teatro (Meltemi, 2008), Un secolo di moda italiana (Meltemi, 2005), Moda & cinema. La magia dell'abito sul grande schermo Edimond, 2002). E’ nell’Advisory Board di Zone Moda Journal (ZMJ).

fonte: www.amazon.it 

Cultura - Cento anni fa nasceva Miles Davis, già mito in vita. Era nato il 26 maggio 1926, il trombettista ha travalicato i confini del jazz

 Miles Davis 100, una grande mostra da ascoltare a Pordenone - RIPRODUZIONE RISERVATA 
Celebrare il centenario della nascita di Miles Davis, che cade il 26 maggio, vuol dire celebrare l'opera di uno dei geni innovatori della musica del '900.

La sua potenza creativa, la sua capacità di anticipare il futuro, la sua lezione secondo cui i principi fondanti della sua arte sono l'individualità dello stile e del suono, ne fanno una figura che ha travalicato i confini del jazz e che già in vita conviveva con il suo mito.

Sono davvero pochi gli artisti che nel corso della loro carriera sono riusciti a cambiare più volte le regole del loro ambito espressivo aprendo nuove possibilità creative come ha fatto lui: il paragone possibile è Picasso, che in fondo lo riguarda da vicino per la passione con cui nell'ultima parte della sua vita tumultuosa si è dedicato alla pittura.

Per completare il quadro d'assieme mancano due elementi fondamentali: il primo è il sommo trombettista, creatore di un sound che è come l'impronta digitale dell'anima, l'espressione di un'idea di musica ispirata all'icastica formula "less is more", dove le pause e i silenzi valgono esattamente quanto le note. Il secondo elemento è il leader assemblatore di talenti.

La sua parabola artistica coincide in parte con l'evoluzione stessa del jazz: la sua vera palestra, da giovanissimo sono stati i locali della 52ma strada di New York, i templi del Be Bop: il ragazzino di Alton, Illinois, che ancora frequentava i corsi della prestigiosa Juillard School, in realtà sognava di suonare accanto ai suoi idoli, Charlie Parker e Dizzy Gillespie.

Il primo passo fu lasciare i corsi troppo "accademici" della Juillard, il secondo suonare il più possibile e inserirsi nella nuova scena. L'esperienza nel quintetto di Charlie Parker non solo gli ha permesso di imparare il nuovo linguaggio ma anche di sperimentare cosa voglia dire la vita del musicista in studio di registrazione e in tournée ma anche essere alle prese con un leader ingestibile come Parker.

Quello che fa impressione e che è anche il segno di un predestinato è che già nel 1948, cioè a 22 anni, Miles Davis ha organizzato la prima "rivoluzione".

"Birth of the Cool", titolo programmatico, è il primo fondamentale atto della sua collaborazione con Gil Evans, il raffinatissimo e geniale compositore, arrangiatore e direttore d'orchestra, che diventerà una sorta di spirito guida della carriera di Davis. Ispirandosi alla leggendaria "nuvola di suono" di Claude Thornill, Evans e Miles mettono insieme quella che è passata alla storia come "Tuba Band", aggiungendo alla strumentazione appunto una tuba e un corno francese ma anche scritturando musicisti come Lee Konitz e Gerry Mulligan: dalle vertiginose frenesie del Be Bop si passa a un sound più rilassato che inaugura di fatto l'era del post Bop.

Sfortunatamente gli anni immediatamente successivi portano nella vita di Miles la più scomoda dei partner: l'eroina. L'occasione di uscirne presto e di vivere un'esperienza da romanzo gli viene offerta da una tournée che lo porta a Parigi dove, al contrario di quanto avveniva negli USA viene accolto come un divo e vive una storia d'amore con Juliette Greco.

Rientrato negli Stati Uniti, si trova alle prese con un periodo drammatico legato alla sua dipendenza dall'eroina che se da un lato lo porta addirittura a ritirarsi dalle scene dall'altro gli permette di realizzare importanti incisioni e soprattutto di affinare lo stile di solista e di scoprire i segreti dell'uso della sordina che diventerà l'elemento distintivo del suo stile.

Gli anni '50 sono decisivi: intanto sono il periodo del primo grande quintetto, quello con John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers e Philly Joe Jones che segna uno dei momenti fondamentali dell'hard bop, ma anche delle meraviglie orchestrali incise con Gil Evans come "Porgy and Bess" e che culmina nel 1959 nell'incisione di "Kind of Blue", l'album chiave del jazz moderno, nuova fondamentale rivoluzione firmata da Miles che spalanca nuovi orizzonti alla musica improvvisata facendo tesoro delle intuizioni di Gil Evans, John Coltrane e Bill Evans.

Seguire passo passo la carriera di Miles Davis vorrebbe dire scrivere un libro: dopo lo scioglimento del quintetto e la dolorosa separazione da John Coltrane, Miles attraversa un periodo vorticoso di cambiamenti e registrazioni che lo portano a mettere in piedi il secondo grande quintetto, destinato a cambiare di nuovo le regole del gioco musicale: quello con tre formidabili giovani talenti, Wayne Shorter, Herbie Hancock e Ron Carter e un adolescente prodigio, Tony Williams. Questa è la band che porta nel futuro il jazz modale.

Le rivoluzioni della seconda parte degli anni '60 portano nella musica nuovi strumenti e soprattutto abbattono le barriere che dividevano i generi mentre il Jazz si misura con gli sconvolgimenti del Free: grazie all'incontro con Betty Mabry, che diventerà sua moglie e che ancora oggi, come Betty Davis, è una cantante culto assoluto del Funk, Davis scopre Jimi Hendrix e Sly Stone e si muove verso l'elettrificazione della sua musica.

In quegli anni sia Keith Jarrett che Chick Corea nei suoi gruppi suoneranno il piano elettrico. Da "In a Silent Way" a "Bitches Brew" (che fu un vero e proprio best seller) corrono le radici di quella che fu chiamata prima jazz rock e poi Fusion per intendere un mondo, poi diventato a se stante, che univa appunto il jazz ad altri generi. Miles cambiò musicisti, modo di suonare ma anche look abbandonando gli impeccabili completi per adottare uno stile molto più vicino a quello tipico della Blaxploitation dell'epoca.

Come dimostra il suo concerto all'Isola di Wight, nessun jazzista si era mai avvicinato alla popolarità che aveva raggiunto Davis in quel periodo che, in un turbinare di cambiamenti di formazione, culmina con "Jack Johnson", "On The Corner" e dischi sottovalutati all'epoca ma che sono poi stati campionati e super studiati dall'hip hop.

In questo periodo c'è un'altra rivoluzione silenziosa che viene compiuta accanto a Miles: insieme a lui la mette in atto Teo Macero, produttore per questo molto discusso, che sperimenta tecniche poi applicate comunemente in sala di registrazione manipolando il materiale suonato in studio.

La fine degli anni '70 è un momento drammatico per Davis: si chiude in casa e si abbandona alla vita del recluso tossico, convivendo con un fisico pieno di acciacchi, dai problemi all'anca, al diabete.

Solo nel 1981 ricominciò a suonare in pubblico e a fare tournée proprio con quei musicisti con cui ha inciso "The Man With The Horn" e che questa estate porteranno sul palco il loro omaggio a Miles: il sassofonista Bill Evans e Marcus Miller il virtuoso del basso elettrico che ha prodotto quello che è il suo capolavoro dell'ultima fase, "Tutu".

Nei dieci anni prima della scomparsa, avvenuta nel 1991, ha fatto in tempo a tornare a fare dei concerti memorabili, a trasformare "Time After Time" e "Human Nature" in due standard del jazz, a registrare con Zucchero, Prince e gli Scritti Politti, a sconvolgere la stampa mondiale, quella italiana compresa, accettando di parlare con i giornalisti, lui che era stato un nemico giurato dei media, e, complice il suo amico Quincy Jones, a tornare ad eseguire, dal vivo al Festival di Montreux, quei classici del jazz e quelle meraviglie orchestrali di Gil Evans che si rifiutava di suonare da decenni. L'ultimo atto di una leggenda chiamata Miles. 

fonte: di Paolo Biamonte  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati    

Viaggi: 'Itinerari d'autore', tre nuovi viaggi a bordo di treni storici. Da Torino a Ventimiglia e due percorsi in Piemonte tra arte, cultura e territori

Un viaggio da Torino a Ventimiglia attraverso le Alpi Marittime tra paesaggi mozzafiato e due itinerari da Milano e Torino alla scoperta del Piemonte e dei suoi vini: sono i tre 'Itinerari d'Autore' proposti da FS Treni Turistici Italiani e Fondazione FS; tre viaggi a bordo di treni storici che raccontano l'Italia attraverso il ritmo lento della scoperta, la bellezza del paesaggio e la valorizzazione dei territori, dalle Alpi al Mediterraneo fino alle colline piemontesi Patrimonio Unesco.

Dopo il successo dell'estate scorsa, i treni storici tornano a percorrere la celebre Ferrovia delle Meraviglie, un itinerario panoramico che collega il Piemonte alla costa Ligure attraverso la Val Roya e il Parco del Mercosur, con le carrozze Centoporte degli anni 20'.

 E' un viaggio nel tempo, dove il percorso diventa parte centrale della destinazione, ed è accompagnato da esperienze enogastronomiche a bordo con degustazioni di vini italiani e francesi che raccontano i territori attraversati. 

Il treno partirà tutte le domeniche dal 5 luglio al 6 settembre, a eccezione del 25 luglio, 8 e 22 agosto con circolazioni programmate il sabato; la partenza è da Torino con fermate intermedie a Cuneo, Limone, Tende, Breil-sur-Roya, Ventimiglia, Sanremo e Imperia. 

Arricchiscono l'offerta di treni storici in Piemonte due itinerari che valorizzano la tradizione vitivinicola nei territori Unesco delle Langhe: tutte le domeniche dall'11 ottobre al 27 dicembre sarà possibile vivere un'esperienza di viaggio unica a bordo delle celebri carrozze Gran Confort con partenza da Milano e arrivo ad Alba e alla sua celebre Fiera del Tartufo. 

ANSA - RIPRODUZIONE RISERVATA
Si sale a bordo di storiche vetture, che hanno rappresentato i grandi collegamenti internazionali degli anni 70', caratterizzate da ampie sedute in velluto blu e da un'atmosfera ovattata, con servizio catering dedicato alla territorialità e alla valorizzazione del patrimonio culinario del territorio che attraversano. 

Tutte le domeniche di novembre si potrà viaggiare tra Torino e Canelli, sulla Ferrovia delle Langhe, Roero e Monferrato, a bordo delle carrozze Centoporte per un'esperienza d'altri tempi che, nel suo viaggio inaugurale, avrà come protagonista una locomotiva a vapore. 

I biglietti sono acquistabili sul sito fstrenituristici.it, su tutti i canali di vendita Trenitalia, inclusi l'app Trenitalia, le biglietterie di stazione, i distributori self-service e le agenzie di viaggio. 

fonte: Redazione ANSA  per  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati     

lunedì 18 maggio 2026

Comune di Firenze: Santo Spirito Living Room. Un nuovo progetto dedicato ai giovani Under 35 in una delle piazze più importanti di Firenze!

Con il progetto “Santo Spirito Living Room” il Comune di Firenze è risultato vincitore dell’Avviso ANCI del 10 dicembre 2024 per l’assegnazione di spazi pubblici a giovani under 35 destinati alla realizzazione di progetti innovativi in ambito sociale, economico e culturale.

Il progetto riguarda uno spazio situato in Piazza Santo Spirito, una delle piazze più vive e frequentate del centro storico,caratterizzata da una forte identità e da un contesto sociale in evoluzione,animata di giorno dai mercatini e dai bistrot che si affacciano sulla piazza e di sera luogo di ritrovo prediletto della movida fiorentina.

Il locale, un open space di circa 40 metri quadrati, sarà trasformato in un luogo di incontro e socializzazione, spazio eventi e chill out zone, affidato in gestione,tramite Avviso pubblico, a giovani under 35.

Santo Spirito Living Room è un progetto cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale a valere sul “Fondo per le politiche giovanili – Anno 2023”

Per tutte le altre informazioni: clicca QUI    oppure alla mail  politiche.giovanili@comune.fi.it

Pagina Instagram del progetto        Pagina Facebook del progetto 

 fonte e info: www.comune.firenze.it 

Venezia - Fondazione Dries Van Noten: "The Only True Protest Is Beauty" Palazzo Pisani Moretta, fino al 4 ottobre 2026

La Fondazione Dries Van Noten presenta The Only True Protest Is Beauty, visitabile a Venezia dal 25 aprile al 4 ottobre 2026. Ispirandosi alle parole dell’attivista Phil Ochs, il titolo eleva la bellezza a forza che muove emozioni, provocazioni e cambiamenti.

Curata da Dries Van Noten insieme a Geert Bruloot, la presentazione celebra l'artigianato come linguaggio espressivo. Opere di gioielleria, design e moda, arte, fotografia e sperimentazioni materiche, superano i confini disciplinari per dialogare tra loro. L'obiettivo è scardinare i pregiudizi, ribaltare le aspettative e rivelare la dimensione profondamente umana insita nel processo creativo.

All’interno delle sale di Palazzo Pisani Moretta, le opere dialogano con l’architettura e tra loro. Quando i visitatori salgono dal piano terra verso i piani nobili, gli oltre duecento oggetti esposti entrano in risonanza con i soffitti affrescati e gli apparati decorativi del palazzo, creando un percorso ritmico e intuitivo. Affinità e contrasti si diffondono attraverso gli spazi: ogni composizione racchiude in sé la tensione tra maestria tecnica e spirito di scoperta, tra riflessione e provocazione. Il Palazzo stesso cessa di essere un semplice contenitore per farsi parte attiva della narrazione, orientando la percezione del visitatore e plasmando il rapporto tra forme, materiali e memorie storiche.

Qui, la bellezza non è un ideale statico ma una presenza interrogante: un processo di indagine in cui la percezione si risveglia e il saper fare si rivela come un atto radicale di incontro.

fonte: https://fondazionedriesvannoten.org 

Sport: Sinner trionfa a Roma, un italiano vince 50 anni dopo Panatta

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Ruud battuto 6-4 6-4 in finale agli Internazionali. Il n.1 al mondo: 'Fisicamente è stata molto dura. Grazie ai miei preparatori'. L'omaggio della Meloni: 'Leggendari

Jannik Sinner trionfa agli Internazionali e 50 anni dopo il successo di Adriano Panatta un italiano vince a Roma.

Il tennista n.1 al mondo ha battuto in finale il norvegese Casper Ruud con un doppio 6-4. Record per Sinner che conquista così tutti gli Atp Masters 1000, e con Roma centra il sesto di fila.

È incredibile, erano 50 anni che un italiano non vinceva qui. Sono contento che uno di noi è riuscito a farlo. Oggi è stato molto molto difficile, c'era tanta tensione. Non c'è stato un tennis perfetto in campo, ma sono stati due mesi e mezzo incredibili. Ho cercato di mettermi nelle condizioni migliori, non tutti i giorni sono semplici ma sono contento". Così Jannik Sinner dopo la vittoria su Casper Ruud nella finale degli Internazionali d'Italia. "Fisicamente è stata molto dura, grazie ai miei preparatori, chi si occupa del mio corpo è importante come chi si occupa del mio tennis", ha aggiunto.

Jannik Sinner è il campione degli Internazionali d'Italia e stabilisce nuovi record. Battendo in finale Casper Ruud (n.25) con un doppio 6-4 è diventato il sesto italiano a vincere a Roma dopo Emanuele Sertorio (1933), Giovanni Palmieri (1934), Fausto Gardini (1955), Nicola Pietrangeli (1955, 1957) ed Adriano Panatta (1976). A 24 anni, Sinner è anche il più giovane di sempre a vincere almeno una volta tutti i Masters 1000, il secondo in assoluto è Novak Djokovic, che è riuscito nell'impresa a 31 anni nel 2018. Sinner nei 1000 è imbattuto da Parigi (novembre 2025) ed ha vinto gli ultimi sei titoli e le ultime 34 partite (29 nel 2026). Complessivamente, per Sinner è il 29/o trofeo sul circuito Atp, il decimo nei "1000". In stagione, ha un bilancio di 36 vittorie e due sconfitte: tra una settimana, il 24 maggio, Sinner sarà al via del Roland Garros con il sogno di completare anche il Career Grand Slam.

"Leggendario!". Così la premier Giorgia Meloni sui social rende omaggio a Jannik Sinner, pubblicando una foto del tennista che ha trionfato agli Internazionali di Roma.

"Jannik Sinner ancora una volta nella storia. 50 anni dopo un italiano torna a vincere gli Internazionali d'Italia. Con la vittoria a Roma diventa il più giovane di sempre a vincere tutti i Masters 1000. Grazie per queste incredibili emozioni, campione!" Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

"Vedere Jannik vincere al Centrale del Foro Italico ha qualcosa di speciale. Qui ho vissuto un giorno che mi ha cambiato la vita nel '76, e ritrovare oggi un italiano capace di imporsi con questa personalità e questo gioco mi fa davvero piacere". Così Adriano Panatta, l'ultimo italiano a vincere gli Internazionali 50 anni fa, esulta per il trionfo di Sinner al Foro Italico. "Contro un avversario solido come Casper Ruud ha mostrato maturità, calma e coraggio nei momenti importanti - ha aggiunto - . Il pubblico romano aspettava un momento così e sa riconoscere chi entra in campo con rispetto e carattere, e Jannik oggi se l'è preso tutto. Jannik è un esempio per tutti, gli faccio le mie congratulazioni".

L'inno d'Italia e gli applausi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella hanno accompagnato il via della finale degli Internazionali al Centrale del Foro Italico tra Jannik Sinner e Casper Ruud. L'inno è stato cantato dal coro delle voci bianche dell'accademia di Santa Cecilia. Momento preceduto dalla standing ovation dell'impianto del Foro Italico per il capo dello Stato, inquadrato sui maxi schermi dell'impianto. Per lui anche tanti cori.

Tra le donne, Elina Svitolina ha vinto gli Internazionali d'Italia. La tennista ucraina ha supera in tre set Coco Gauff con il punteggio di 6-4, 6-7, 6-2. Per l'americana è la seconda finale consecutiva persa a Roma dopo quella dello scorso anno contro Jasmine Paolini. "Sono molto contenta di come sono riuscita a gestire i nervi, non solo oggi ma anche durante tutto il torneo. Penso che queste due settimane siano state difficili, ma sono molto contenta di come ho giocato e di come il mio corpo ha reagito a queste partite impegnative" ha detto la vincitrice al termine del match 

fonte: Dario Marchetti  per www.ansa.it    RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati    

Libri: "Di chi parliamo quando parliamo di tennis" di Stefano Meloccaro

Di chi parliamo quando parliamo di tennis. Da Jannik Sinner a Lewis Carroll, da Clerici & Tommasi a Roger Federer, 100 personaggi senza i quali la Storia sarebbe stata diversa. 

Questo libro non è un'enciclopedia e meno che mai una classifica di importanza. È piuttosto un quaderno di appunti in ordine sparso: un centinaio di soggetti, forse qualcuno in più, senza i quali la storia di questo sport sarebbe stata diversa.

Dentro ci sono campioni e campionesse di ogni epoca, selezionati a insindacabile giudizio dell'autore, trovatosi di fronte a scelte talvolta dolorose. Ci sono anche tennisti e tenniste che non hanno vinto abbastanza e che pure hanno lasciato un segno indelebile. 
 
Ci sono gli inventori che hanno cambiato la forma e la sostanza di racchette e palle, da Pierre Babolat a John Boyd Dunlop; ci sono scribi e cronisti che hanno trasformato il racconto in letteratura, come l'indimenticabile coppia Clerici-Tommasi; ci sono artisti - Lewis Carroll, Elton John, David Foster Wallace - e personaggi storici - come Luigi X - che di solito firmano o popolano un altro genere di opere; ci sono i mentori, gli allenatori, i manager, i genitori che hanno costruito carriere e a volte le hanno complicate. 
 
Insomma, in "Di chi parliamo quando parliamo di tennis" Stefano Meloccaro, volto storico di Sky Sport e inviato sui campi dei più importanti tornei del circuito, compone una ricca e variegata galleria di persone e fatti che sarebbe meglio conoscere, magari per fare una gran bella figura al bar, o sostenere una conversazione tra commensali che ne sanno davvero. 
 
Non è necessario leggere il libro dall'inizio alla fine, anzi, è raccomandato lasciarsi sorprendere dagli accostamenti, perdersi nel racconto delle tante traiettorie umane. Del resto, come scrive l'autore nella sua nota introduttiva, «il tennis stesso si guarda così: si entra, si esce, si torna indietro, si resta incollati a un insignificante quindici pari come se fosse il punto decisivo di una finale».

A Palermo "Love Morricone" Un vero e proprio viaggio nell’universo musicale del Maestro Morricone. Al Teatro di Verdura, il 17 luglio 2026

L’evento concertistico, che ha registrato nel corso delle edizioni del Festival Lirico dei Teatri di Pietra continui e costanti tutto esaurito, è un vero e proprio viaggio nell’universo musicale del noto compositore romano. 

Il programma verte sulle interpretazioni suggestive delle colonne sonore dei film simbolo della storia del cinema come Nuovo Cinema Paradiso, Malèna, La leggenda del pianista sull’oceano, Per un pugno di dollari, Mission, C’era una volta il west, Giù la testa, C’era una volta in America; la seconda parte del concerto è, invece, incentrata sul lato “pop” del compositore romano, che – non tutti lo sanno – ha composto anche canzoni molto famose come “Se telefonando” e arrangiato brani come “Il Mondo”, “Che cosa c’è”, “Amapola”.

Complesso artistico, nella nuova versione, composto da: soprano solista, ensemble vocale (artisti lirici), percussioni, arpa, orchestra di archi (12 elementi).

fonte e Info: www.ticketone.it 

Libri: "La via della musica" di Francesco Meucci

"Guardandomi intorno, osservando la direzione che sta prendendo il mondo in cui viviamo e ripensando ogni giorno a quello mi circonda, sono sempre più convinto dell'attualità di questa storia di musica e spiritualità." 

"La via della musica" è un romanzo che racconta un viaggio straordinario nella vita di Edu, un musicista che lotta contro una forza interiore che gli impedisce ogni realizzazione professionale e a perdere affetti, casa, soldi e mezzi di sostentamento. 

Ma nel momento di disperata solitudine, avviene un risveglio che lo guiderà, anche grazie all'aiuto di un maestro, verso grandi scoperte e traguardi, sia musicali che umani. La musica diventa la nuova via di Edu che lo conduce ad affrontare la meditazione, la tirannia dell'ego, la spiritualità, e l'inganno dei mass media che condizionano la nostra vita. 

La pienezza della pace è l'idea finale di illuminazione di Edu, nessun fratello o sorella può essere lasciato indietro. E il sogno di un concerto che riunisca nello stesso momento in preghiera le anime di tutto il pianeta. Solo così si compie per l'uomo il pieno ritorno a casa, nella gioia eterna, la sua vera essenza da sempre, al di là del tempo e dello spazio.   

- L’opera è stata premiata nel 2024 con l’assegnazione del Fiorino di bronzo al Concorso Internazionale di letteratura XLI Premio Firenze e nel 2025 con il conferimento del primo premio nell’ambito del XXV edizione del Concorso Internazionale di Letteratura A.U.P.I. Milano.

"La musica può diventare un rifugio, una guida, una storia che ci accompagna oltre la paura di sbagliare. “La Via della Musica”, viaggio interiore, un romanzo autobiografico, un libro di autoaiuto, una favola, un thriller e un viaggio spirituale . Ambientato tra Firenze, Ascea (il meraviglioso paese affacciato sul mare del Cilento), Eurpoa e USA. > Puoi ascoltare l'ntervista YOUTUBE completa a Francesco Meucci cliccando >> QUI 

Francesco Meucci è nato a Firenze nel 1969.
È un musicista professionista di musica classica (musica antica con strumenti d'epoca)
con all'attivo migliaia di concerti in più di trenta nazioni.
Ha suonato nelle sale più prestigiose del mondo dal Concertgebouw di Amsterdam alla Carnegie Hall di New York dal Barbican Center di Londra al Musikverein a Vienna solo per citarne alcune. Ha inciso per le più importanti etichette del pianeta quali DeutscheGrammophone, Sony, Virgin, DECCA
sotto la direzione di maestri di fama mondiale come: Zubin Metha, Riccardo Muti, Daniel Harding, Myung WhungChung, Franz Bruggen.

fonte e libro: www.libraccio.it