mercoledì 2 settembre 2026

Parigi - Per il ventennale del film cult "Marie Antoinette" arriva la mostra a Versailles

Versailles celebra il film di Sofia Coppola “Marie Antoinette” a vent’anni dall’uscita. 

In mostra al Petit Trianon, dal 22 settembre al 24 gennaio 2027, costumi, mood board e scenografie racconteranno la genesi e l’eredità estetica della pellicola.

È il 2006 quando nelle sale di tutto il mondo arriva un film destinato a diventare rapidamente un cult: Marie Antoinette, il film con cui Sofia Coppola diede della regina di Francia un'interpretazione pop e malinconica. 

Vent’anni dopo, Versailles torna a confrontarsi con quella rilettura cinematografica ospitando dal 22 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 al Petit Trianon una mostra realizzata in collaborazione con la regista statunitense. Un progetto alla genesi di quella fortunata pellicola, alle sue scelte estetiche e all’impatto culturale che continua a esercitare.

Girata in gran parte negli ambienti della reggia francese, la pellicola rompeva con il tradizionale biopic storico per raccontare non tanto una sovrana, quanto una giovane donna alle prese con solitudine, noia e pressione sociale. Colori pastello, musica contemporanea e una sensibilità quasi adolescenziale contribuirono a restituire una Marie Antoinette lontana dalla caricatura rivoluzionaria e più vicina ai temi ricorrenti del cinema di Coppola: identità, isolamento, ricerca di sé.

IL FILM SU MARIA ANTONIETTA DI SOFIA COPPOLA ISPIRA UNA MOSTRA A VERSAILLES

L’esposizione ricostruirà il processo creativo che portò alla nascita dell’universo visivo del film Marie Antoinette, mostrando documenti di lavoro, primi mood board, costumi, accessori, elementi scenografici e ambienti ricreati. Il percorso permetterà di osservare come Coppola abbia preferito reinterpretare il Settecento anziché ricostruirlo in modo filologico, immaginando Versailles non come semplice fondale monumentale. Nel film, infatti, la reggia perde in parte la sua carica di luogo solenne del potere per diventare uno spazio privato, sensoriale e femminile, segnato dal desiderio di evasione. La mostra approfondirà anche l’influenza esercitata dalla figura di Marie Antoinette oltre il cinema, dalla moda alla gastronomia fino all’estetica del lifestyle.

MARIE ANTOINETTE E IL PETIT TRIANON DI VERSAILLES

La scelta del Petit Trianon come sede della mostra aggiunge un ulteriore livello di significato. Costruito per Madame de Pompadour, abitato poi da Madame du Barry e infine divenuto il rifugio prediletto di Marie Antoinette, il piccolo château incarna il volto più intimo di Versailles: un luogo appartato, legato al gusto personale e alla possibilità di sottrarsi, almeno in parte, all’etichetta e allo sguardo della corte. Proprio per questo fu centrale anche nell’immaginario del film.

Durante la realizzazione di Marie Antoinette”, ha raccontato Sofia Coppola, “Versailles è stata molto più di una semplice location: è diventata parte del linguaggio e dell’atmosfera del film, quasi un personaggio a tutti gli effetti. Tornare vent’anni dopo per esplorare il processo creativo che ha dato vita al film e l’incredibile squadra di artigiani che vi ha lavorato, in questo stesso luogo, è un’esperienza inaspettatamente commovente”.

[Immagine in apertura: © Brigitte Lacombe] fonte: https://arte.sky.it 

Firenze: "Immersion" dal 10 al 19 settembre al Museo Marino Marini, un percorso immersivo che accompagna i visitatori dal primo laboratorio della famiglia Panerai fino al mare

Nel 2026, Panerai celebra il centenario della storica boutique di Piazza San Giovanni a Firenze con Immersion, una nuova mostra che propone un'esplorazione contemporanea dell'identità della Maison.

Ospitata dal 10 al 19 settembre presso il Museo Marino Marini, la mostra rappresenta un percorso immersivo che accompagna i visitatori dal primo laboratorio della famiglia Panerai fino al mare, invitandoli a scoprire la marca attraverso l’esperienza diretta delle condizioni e degli elementi che ne hanno storicamente plasmato l'identità, dalle origini fino a oggi: funzionalità, ricerca delle prestazioni e autentico spirito d’avventura.

A dieci anni dal grande successo della mostra Dive Into Time, allestita nel 2016 presso il Museo Marino Marini, Panerai torna nello storico museo fiorentino per offrire una nuova lettura del proprio straordinario passato. Celebre per il dialogo tra architettura storica ed espressione artistica contemporanea, il Museo Marino Marini ospiterà nuovamente la Maison nella sua cripta, cornice ideale per un viaggio attraverso il tempo e le profondità marine.

La mostra accompagna i visitatori alla scoperta delle origini dell'attività della famiglia Panerai, destinata a creare una delle icone dell'orologeria del XXI secolo, e tratteggia un ritratto contemporaneo dello spirito del marchio. A partire dal 1860, proprio a Firenze, la famiglia Panerai sviluppò parallelamente due realtà destinate a segnare la storia della Maison: la boutique Orologeria Svizzera, punto di riferimento per la cultura orologiera cittadina, e la società G. Panerai & Figlio, specializzata nella realizzazione di strumenti professionali destinati alla Marina Militare Italiana.

Da Firenze e dalla storia della famiglia Panerai, il percorso conduce i visitatori nell'atmosfera di un laboratorio militare segreto, dove si consolidano le basi della competenza tecnica della Maison. Da qui l'esperienza si addentra nelle profondità marine, immergendo il visitatore in un ambiente fatto di pressione, oscurità, silenzio e pericolo di vita, una situazione nel quale il significato di uno strumento professionale si rivela in modo immediato e tangibile.

Nel capitolo conclusivo, Panerai accompagna il visitatore in un universo fatto di vento, acqua, tempo e orizzonte, dove convivono l'intensità della vela sportiva e il ritmo senza tempo della navigazione tradizionale. Strumenti nautici storici e cronografi contemporanei dialogano tra loro come espressioni della stessa volontà di affrontare il mare aperto: da un lato la ricerca della prestazione e della competizione, dall'altro il desiderio di esplorazione, memoria e navigazione d’altura.

Più che una mostra dedicata all'orologeria, Immersion offre un'opportunità unica per entrare in contatto con l'identità più autentica della Maison. Dalle profondità dell'oceano fino al Polo Nord, i visitatori vivranno un'autentica esperienza di esplorazione, scoprendo come le caratteristiche che definiscono i segnatempo Panerai - robustezza, luminescenza, lunga riserva di carica e impermeabilità - rappresentino ancora oggi elementi essenziali per affrontare e portare a termine ogni missione.

Immersion – Un'esplorazione contemporanea dell'identità di Panerai
Museo Marino Marini, Piazza San Pancrazio, Firenze, Italia
Date: aperta al pubblico dall'11 al 19 settembre 2026
Orari di apertura: dalle 10:00 alle 19:00, tutti i giorni, dall'11 al 19 settembre

Al link anteprima mostra e prenotate la vostra visita su https://www.panerai.com/_website_locale_/focus/immersion.html

AVAMPOSTI TeatroFestival 026. Dal 5 settembre al 5 dicembre 2026 il Teatro delle Donne ritorna a Firenze, Scandicci e Sesto Fiorentino con prime, anteprime, incontri ed eventi

Pluralità dei linguaggi e valorizzazione delle differenze, per un teatro che rappresenti la contemporaneità, con specifico riferimento al femminile.  

Prime nazionali e anteprime, ma anche sperimentazioni, incontri ed eventi per Scenari Contemporanei - AVAMPOSTI TeatroFestival 026, rassegna che, dal 5 settembre al 5 dicembre 2026, segna il ritorno del Teatro delle Donne, da oltre trent’anni centro di produzione drammaturgica e avamposto del teatro d’innovazione per autrici e autori contemporanei.

Si parte con una tre giorni en plein air:

  • Sabato 5 settembre, nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi, Lucia Lavia con "Voltati, parlami" di Alberto Moravia, intenso monologo sull'incomunicabilità e sulla dipendenza affettiva.
  • Domenica 6, nel Cortile di Villa Vogel, Daniela Giovanetti presenta “Andromaca - Il candore del cigno”, una rilettura del mito classico in chiave contemporanea.
  • Lunedì 7, sempre a Villa Vogel, Iaia Forte ci conduce tra le pieghe della vita della poetessa Patrizia Cavalli con “Vita meravigliosa”.

Da venerdì 11 a domenica 13 settembre la prima nazionale di “Parole al vento” di Silvia Nanni riapre le porte del Teatro Goldoni con un nuovo lavoro della drammaturga toscana: al centro una cabina telefonica. Il telefono del vento è un monumento situato nella cittadina di Ōtsuchi, in Giappone: una cabina telefonica non funzionante in cui i visitatori intrattengono idealmente conversazioni con i propri cari defunti. Una cabina telefonica che si trasforma in confessionale, rifugio e ultima occasione, attraverso le parole di Antonio Fazzini, Roberto Gioffré e Vania Rotondi.

“Euridice non si volta”, nel monologo di Angela Antonini, diventa esempio di disobbedienza femminile, grazie alla poesia di Carol Ann Duffy, tra autobiografia e mito. In prima nazionale da venerdì 18 a domenica 20 settembre sempre al Goldoni di Firenze

Dal 2 al 4 ottobre si rinnova la collaborazione con Intercity Festival, al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, dove va in scena la prima italiana di “Le mani” (Les mains) di Llàtzer Garcia, testo breve e intenso centrato sul linguaggio del corpo. Sul palco salgono Chiara Cappelli e Federico Serafini, regia di Angelo Castaldo.

Non poteva mancare “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf, per riaffermare la necessità d’indipendenza da parte delle donne, dal 17 al 19 ottobre al Teatro Goldoni, con Elena Arvigo e Marta Comerio.

Il 14 e 15 novembre il Teatro dell’Elce porta al Goldoni “Little Boy”, nome in codice della bomba atomica lanciata su Hiroshima: in scena il carteggio tra il filosofo Gunter Anders e Claude Eatherly, il pilota americano che ha sganciato la bomba, poi ricoverato in un ospedale psichiatrico.

Due gli spettacoli nell’ambito della giornata internazionale contro la violenza sulle donne: il 20 novembre va in scena “Drago. Opera Finale” di Elena Miranda, con Gabriele Giaffreda nei panni dell’uomo maltrattante. Il 24 e 25 novembre Filippo Renda riprende “Il labirinto delle emozioni”, progetto sull’educazione sentimentale sostenuto da Fondazione CR Firenze e già presentato in alcune scuole.

Chiude il 5 dicembre “Leo - L’unica arte è un pugno” di Cubo Teatro, con Alberto Boubakar Malanchino. Frutto di più residenze artistiche (anche al Teatro Goldoni), lo spettacolo ripercorre glorie e umiliazioni del pugile italo-congolese Leone Jacovacci, tessendo un filo di speranza per le nuove generazioni.

Tutte le sere spazio libri a cura della Libreria Rinascita e brindisi con gli artisti al termine delle recite. Gli spettacoli si alternano a prove e laboratori in programma alla Limonaia di Villa Vogel, in collaborazione con il Quartiere 4. 

Da settembre riprendono le “Favole & merenda” alla Biblioteca Comunale di Scandicci (ingresso libero), con narrazioni di favole a cura di Angela Antonini. Al via a breve anche i seminari della Scuola Nazionale di Scrittura Teatrale.

Libri: "Love, mom. Vuoi sapere un segreto?" di Iliana Xander

Un romanzo magistrale, intenso e implacabile, un gioco di specchi in cui nulla è come sembra, una scrittura che, indagando tra le pieghe del mistero, esplora con coraggio il lato più oscuro del rapporto tra madre e figlia e scava nelle relazioni familiari e nei segreti che sempre nascondono.

«Fin dove ti spingeresti per la voglia di emergere? La risposta potrebbe non piacerti, specie se riguarda tua madre… Un libro semplicemente impossibile da mettere giù!» - Alessia Gazzola

«Un romanzo audace che porta il lettore sul confine labile tra fiducia e incredulità, e indaga l'extra-ordinario con un'ironia nera di fondo che stempera il dramma.» - Ilaria Tuti

«Iliana Xander (è uno pseudonimo) si è affermata con un thriller che non è soltanto metaletterario. Da madre e figlia: nasce un mistero dentro un mistero.» - Antonella Lattanzi, La Lettura


Mackenzie Casper non è stata una figlia felice. Eppure sua madre era Elizabeth Casper, una scrittrice capace di stregare milioni di lettori in tutto il mondo. Per la ragazza, tuttavia, Elizabeth era semplicemente una madre distante e fredda fino alla crudeltà. 

È per questo che Mackenzie accoglie la notizia della sua morte, avvenuta in circostanze non del tutto chiare, con un’indifferenza quasi priva di sensi di colpa. Per lei è morta un’estranea.Al funerale, Mackenzie sta per fuggire dagli sguardi invadenti e curiosi dei partecipanti quando trova sul sedile della sua auto una busta. L’intestazione recita «Dalla tua fan numero 1». 

Dentro la busta un foglio scritto nella grafia della madre: «Vuoi sapere un segreto?» e in calce la chiusa, sorprendente e dolorosa: «Love, Mom». Con amore, Mamma.Ma quale amore? E quale segreto?Da quel momento tutto cambia nella vita di Mackenzie: altre lettere arriveranno e nuovi tasselli si aggiungeranno a mostrare un passato che si rivela sempre più colmo di vuoti, di silenzi, di reticenze. 

E, appunto, di segreti. Chi era davvero sua madre? Chi sta cercando di farglielo scoprire? E chi vuole nasconderglielo a qualunque costo? Ma soprattutto chi è lei, per davvero? 

Iliana Xander è un'autrice di thriller psicologici. Scrive storie fin da quando era adolescente e ha pubblicato oltre venti romanzi di vari generi con diversi pseudonimi. Quando non scrive, viaggia per il mondo o si dedica a folli creazioni artistiche. Nel 2026 esce per Longanesi, Love, mom. Vuoi sapere un segreto?

fonte e libro: www.ibs.it  

Firenze - L’Archivio Storico del Comune celebra 50 anni a Palazzo Bastogi: porte aperte per le Domeniche Metropolitane tra teatro, mostre e memoria

A mezzo secolo dall'istituzione formale nella sede di via dell'Oriuolo, l'Archivio promuove visite teatralizzate straordinarie, una mostra documentaria e un video che ne ripercorrono la storia. Iniziative presentate stamani con l'assessore Bettarini

L’Archivio Storico del Comune di Firenze partecipa alle Domeniche Metropolitane offrendo ai cittadini un’occasione speciale per riscoprire il proprio patrimonio documentario e festeggiare un traguardo fondamentale: i 50 anni dalla sua istituzione formale nella sede di Palazzo Bastogi, in via dell’Oriuolo 33.

Per festeggiare l'anniversario, l'Archivio proporrà un originale percorso teatralizzato curato in collaborazione con la Fondazione MUS.E. Attraverso le figure del bibliotecario e archivista Giuseppe Conti, del Granduca Pietro Leopoldo e di Elisa Baciocchi, i visitatori saranno guidati alla scoperta dei tre principali fondi storici dell'Archivio (Comunità, Mairie e Comune di Firenze). La storia complessa dei documenti comunali – riuniti a Palazzo Bastogi nel 1976 a seguito dell'applicazione del DPR 1409/1963 – sarà inoltre raccontata in un video promozionale realizzato con l'Ufficio Comunicazione di Palazzo Vecchio.

Nelle sale espositive del piano terra sarà inoltre allestita una mostra speciale a cura del personale dell'Archivio, che esporrà alcuni dei documenti più rappresentativi conservati, compresi i fondi aggregati come quelli dedicati ai teatri cittadini, all'Ospedale San Giovanni di Dio e alle Scuole Leopoldine.

"L’Archivio Storico rappresenta la memoria viva di Firenze, un luogo straordinario in cui i documenti raccontano la grande e la piccola storia della nostra comunità" ha detto l'assessore alla cultura Giovanni Bettarini. "Festeggiare i cinquant'anni dalla sua sede a Palazzo Bastogi significa celebrare mezzo secolo di servizio pubblico gratuito, reso possibile da un costante investimento della nostra Amministrazione in personale qualificato, nella cura dell'immobile e nella tutela dei documenti garantita dal laboratorio di restauro interno. Oggi l'Archivio è un'eccellenza accessibile a tutti, sia in presenza sia grazie a un database online che conta oltre 270.000 record."

"Un evento di living history che restituisce agli occhi del pubblico i tratti di alcune figure chiave della storia della città e dei suoi archivi, dal Granduca Pietro Leopoldo a Elisa Baciocchi fino all'erudito Giuseppe Conti - ha spiegato Valentina Zucchi, responsabile della mediazione culturale di Fondazione MUS.E - Un percorso di teatro nel quale i personaggi si pongono in dialogo ideale con il ricco e prezioso corpus di documenti custoditi nell'antico Palazzo Bastogi, depositi della memoria civica dalla fine del Settecento in poi, quando nacque la Comunità di Firenze".

Informazioni e Calendario Events

  • Mostra documentaria: aperta dal 5 settembre al 4 ottobre (il martedì e il giovedì, oltre alle Domeniche Metropolitane).
  • Visite teatralizzate (Domeniche Metropolitane):6 settembre, 4 ottobre, 1° novembre e 6 dicembre (ore 15:00 e ore 17:00).
  • Anteprima straordinaria: Sabato 5 settembre alle ore 16:00.
  • Prenotazioni: L'ingresso ai percorsi teatralizzati è gratuito con prenotazione obbligatoria scrivendo a: prenotazioni.archiviostorico@comune.fi.it
  •  
  • fonte (s.p)e info: www.comune.firenze.it 

Nasce Discover, primo Centro a Firenze e in Italia specializzato nella disconnessione guidata e nel contrasto all’uso improprio del digitale

Siglato l'accordo tra Asl, Comune di Firenze e ReteSviluppo

L’accordo di collaborazione è stato siglato questa mattina a Santa Maria Nuova dai tre attori del Centro “Discover-Fuori dal guscio”, primo presidio stabile a Firenze e primo centro specializzato in Italia, dedicato esclusivamente al tema della disconnessione, alla prevenzione dell‘abuso e dell’uso improprio del digitale e alla promozione di un uso consapevole, responsabile e creativo della tecnologia. 

 Con questo accordo il Direttore di Asl Toscana centro, Valerio Mari, l’Assessora alle politiche giovanili e allo sport del Comune di Firenze, Letizia Perini e la Presidente della Cooperativa Impresa Sociale, ReteSviluppo, Ester Macrì, si impegnano a dare una risposta territoriale condivisa a un fenomeno in forte crescita: l'uso precoce e incontrollato degli schermi che oggi colpisce ragazzi e ragazze e lascia le famiglie e le istituzioni scolastiche in un vuoto di risposte. Un fenomeno complesso, con risvolti sociali, culturali, educativi e familiari, non sempre né esclusivamente riconducibile a una vera e propria patologia. Il nome stesso, Discover, racchiude il senso della sfida: togliere la cover, il velo del digitale (dis-cover) per spingere i ragazzi a scoprire di nuovo il mondo reale, le relazioni e se stessi.

È un progetto pilota che prenderà l’avvio dopo l’estate per proseguire, in questa prima fase, fino a dicembre 2026. Il Centro sarà attivato a Firenze, presso la Biblioteca Chiarugi a San Salvi, e potrà accogliere giovani tra i 10 e i 25 anni. Lo spazio per questo progetto è messo a disposizione dall’Azienda Toscana centro con la possibilità di realizzare azioni anche in altri luoghi della città e dell’area metropolitana fiorentina. Il ruolo di facilitatore con le varie realtà del territorio spetterà invece, al Comune di Firenze, che favorirà l’attivazione di interventi nei luoghi diffusi della città, quali centri giovani, scuole, associazioni sportive, spazi civici, biblioteche, realtà educative e associative. 

Retesviluppo dalla cui esperienza decennale nelle scuole e sul territorio nasce l’idea del Centro con il sostegno e supporto di Kinoa Innovation Studio, gestirà lo spazio con un’équipe di dipendenti, collaboratori e volontari adeguatamente formati sui temi della prevenzione dei comportamenti digitali problematici, dell’educazione all’uso responsabile della tecnologia, della media education. Tutto ciò, vale la pena sottolinearlo, si realizza proprio mentre, a livello europeo, è particolarmente attuale il dibattito sulle misure volte a ridurre le dipendenze e i rischi connessi all'uso delle piattaforme digitali.

“Le tecnologie digitali fanno parte della vita quotidiana dei ragazzi e delle ragazze e rappresentano una straordinaria opportunità - spiega l’assessora alle Politiche Giovanili Letizia Perini - Proprio per questo abbiamo il dovere di accompagnarli a un utilizzo sempre più consapevole, aiutandoli a trovare un equilibrio tra il tempo trascorso online e quello vissuto nelle relazioni, nello sport, nella cultura e nelle esperienze condivise. Quando l’uso di smartphone, social network e videogiochi diventa eccessivo, infatti, può avere ricadute sul benessere psicofisico dei più giovani, sottraendo tempo alla concentrazione, alla creatività, alle relazioni e alle esperienze che sono fondamentali per una crescita sana ed equilibrata. Discover nasce con questo obiettivo: offrire ai giovani uno spazio in cui riscoprire il piacere di stare insieme, confrontarsi, giocare, sperimentare e costruire legami autentici anche lontano dagli schermi. Ma è anche un luogo che mette a disposizione di genitori ed educatori strumenti, occasioni di confronto e percorsi per accompagnare ragazze e ragazzi in un rapporto più sano ed equilibrato con le tecnologie. È un investimento sul loro benessere e sulla qualità della vita di comunità, perché crediamo che educare a un uso equilibrato del digitale – conclude - significhi anche restituire valore al tempo condiviso, all’incontro e alla partecipazione. Vogliamo offrire ai ragazzi e alle ragazze tante buone ragioni per scegliere anche il tempo offline: il tempo dell’incontro, dello sport, della cultura, delle amicizie e di tutto quello che nasce quando ci si guarda negli occhi invece che attraverso uno schermo”.

“Era un Centro necessario – sottolinea il Direttore di Asl Toscana centro Valerio Mari - che mancava sul nostro territorio e che impegna tutti noi, soggetti firmatari, a mantenere viva la condivisione di strategie e progettualità. Un valore aggiunto fondamentale è la possibilità di integrare le attività di prevenzione con un costante raccordo ai servizi competenti. Tutto questo in una prospettiva di responsabilizzazione, ben lontana da logiche di proibizione o di semplice divieto”.

Il Centro Discover nasce come spazio educativo e preventivo e non come servizio clinico specialistico. Tuttavia, qualora emergessero casi di ritiro sociale, isolamento, disagio psicologico o altre situazioni complesse, l’Azienda sanitaria potrà favorire il coordinamento con i servizi territoriali e specialistici, ponendo particolare attenzione ai casi che necessitano di valutazione e accompagnamento da parte dei servizi di cura. 

“Non proporremo semplici divieti – afferma la Presidente di ReteSviluppo, Ester Macrì - ma un approccio innovativo basato su due pilastri: la disconnessione guidata e la promozione di un uso consapevole della tecnologia, per trasformare i giovani da consumatori passivi a protagonisti attivi del loro tempo. Il Centro Discover intende essere un punto di raccordo aperto al territorio, per analizzare il fenomeno, attivare interventi e laboratori pratici e formare la comunità educante, ricostruendo quel tessuto sociale che l'isolamento digitale rischia di sfilacciare”.

Nel Centro saranno praticate attività di orientamento e mediazione rivolte ad adolescenti, giovani, genitori e nuclei familiari, attraverso uno sportello specialistico di ascolto. Ma anche percorsi laboratoriali di media education, comunicazione digitale e creatività tecnologica. Le attività dedicate alla disconnessione consapevole e alla valorizzazione della socialità analogica, si realizzeranno attraverso giochi da tavolo, attività cooperative, laboratori manuali, esperienze di gruppo. Ci saranno anche attività sportive all’aperto per favorire il benessere psicologico, la cura del corpo, la socializzazione e il riequilibrio tra tempo online e tempo offline. Uno spazio sarà riservato anche a genitori, neogenitori, docenti, educatori, allenatori e adulti di riferimento, con incontri formativi e informativi sui temi dell’uso precoce dei dispositivi digitali, dello sharenting, del cosiddetto “baby-sitting digitale”. Si parlerà quindi della gestione delle regole familiari per la costruzione di un rapporto equilibrato con le tecnologie fin dalla prima infanzia (per info: centrodiscover.it e info@centrodiscover.it).

fonte e Info: www.comune.firenze.it 

sabato 15 agosto 2026

Mostre: al Palazzo dei Priori di Fermo "Frida Kahlo e Marilyn Monroe. Vite parallele” fino al 1 novembre 2026

"Frida Kahlo e Marilyn Monroe. Vite parallele” a cura di Carolina Dema, Tanino Bonifacio e Alberto Rossetti.

Così lontane, così vicine: la pittrice messicana icona del surrealismo e la diva di Hollywood simbolo del glamour. Palazzo dei Priori di Fermo ospita dal 28 giugno all’1 novembre 2026 “Frida Kahlo e Marilyn Monroe. Vite parallele”, a cura di Carolina Dema, Tanino Bonifacio e Alberto Rossetti.  

Oltre 120 fotografie raccontano le esistenze di due donne solo apparentemente lontane. Pittrice rivoluzionaria la prima, diva hollywoodiana e incarnazione della bellezza la seconda, Frida Kahlo e Marilyn Monroe condividono sorprendenti affinità, senza essersi mai incontrate: la costruzione della propria immagine pubblica, il rapporto complesso con il corpo, gli amori più tormentati, il desiderio di maternità mai realizzato e una costante tensione tra fragilità privata e mito pubblico, al quale sono infine dedicate alcune opere di artisti come Andy Warhol e Zhang Hongmei. Un racconto biografico intenso e coinvolgente che intreccia arte, cinema, politica e cultura visiva.

La mostra è promossa dal Comune di Fermo, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, partner Mus-e del Fermano e in collaborazione con Rjma Progetti culturali e Art Book Web. L’organizzazione è affidata a Maggioli Cultura e Turismo.

Attraverso gli scatti di grandi fotografi del loro tempo la mostra ripercorre l’evoluzione delle due protagoniste dall’infanzia alla piena affermazione artistica e mediatica, con un singolare punto di contatto: l’amicizia e la relazione, in momenti diversi, con il fotografo Nickolas Muray.Una lunga relazione e “quasi una venerazione” per Frida e con Marilyn una relazione tenuta segreta sino alla sua morte e rivelata dalla moglie di Muray dopo il ritrovamento di una fotografia con una dedica appassionata.

Oltre alle foto di Muray in mostra si possono ammirare, tra gli altri, gli scatti di Guillermo Kahlo, Imogen Cunningham, Lucienne Bloch, Leo Matiz, Lola e Manuel Alvarez Bravo, Edward Weston, Sam Sahw, Ed Feingersh, Milton Greene, Cecil Beaton e Richard Avedon. Ci raccontano il pubblico e il privato di Frida e di Marilyn, i loro rapporti con personalità importanti e ingombranti come Diego Rivera, compagno di Frida e impenitente donnaiolo, con Joe Di Maggio o Arthur Miller e lo stesso John Fitzgerald Kennedy, notoriamente malato di sesso per Marilyn.

Il percorso di mostra si completa con una sala “Omaggio a Frida” e una sala “Omaggio a Marilyn”, dove sono esposti alcuni documenti, un video di Frida e Diego e un gruppo di opere di alcuni artisti che nel tempo hanno continuato a guardare a Frida e Marilyn come muse contemporanee: tra questi Andy Warhol, Mimmo Rotella, Marco Lodola e i cinesi Xu De Qi, e Zhang Hongmei che ha realizzato riproduzione fedele del fondamentale dipinto Las Dos Frida

>> Guarda il video promo della mostra >> QUI

>> Info e prenotazioni >> QUI 

 fonte: www.fermomusei.it 

Libri: "Vivere a Firenze. Un racconto tra case e botteghe" di Livia Frescobaldi.

"Vivere a Firenze", edito da Marsilio Arte, è un racconto inedito di Firenze che nasce dall’amore per la tutela dei suoi luoghi e dalla volontà di offrire uno sguardo intimo e originale sulla bellezza e la sapienza secolare delle botteghe artigiane cittadine, che fanno del capoluogo toscano una delle città più ammirate al mondo. 

Gli splendidi scorci, i minuziosi dettagli dell’arredo, le inquadrature, la cura e l’attenzione nel raccontare e descrivere l’opulenza e la raffinatezza delle dimore fiorentine, sono solo alcuni degli elementi che l’autrice Livia Frescobaldi ha selezionato per tracciare un itinerario alla scoperta dei suoi luoghi del cuore. 

Attraverso la fotografia di Alessandro Moggi e Eugenia Maffei, il volume incarna lo spirito di un affresco dagli infiniti scenari, i cui protagonisti sono gli eredi di una storia millenaria, in un difficile equilibrio tra modernità e tradizione. 

Sedici sezioni per sedici dimore - tra palazzi, giardini ed ex conventi - ciascuno dei quali legato ad uno specifico mestiere artigianale: il primo binomio raccontato è quello tra Palazzo Frescobaldi e l’Antico Setificio Fiorentino, il cui connubio è reso indissolubile dalla stoffa personalizzata Frescobaldi in produzione da tempi immemorabili. 

"Vivere a Firenze", oltre ad essere specchio della ricchezza architettonica e artistica fiorentina, è proprio un atto d’amore verso quelle figure professionali che, come sostiene Leonardo Ferragamo nel suo saggio introduttivo, «continuano a creare la storia del futuro con la loro ingegnosa, perseverante e dedicata passione». 

Arricchito dalle introduzioni di Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana, e Bernabò Bocca, Presidente della Fondazione CR Firenze, la pubblicazione reclama l’unicità e la storicità di una città, Firenze, che gelosamente custodisce i mestieri d’arte e le botteghe artigiane, i palazzi noti e quelli più nascosti, i giardini e gli spazi dedicati all’epoca contemporanea. Un itinerario pensato per chi vuole vivere Firenze, oltre che visitarla. 

"Vivere a Firenze. Un racconto tra case e botteghe"
di Livia Frescobaldi (Autore) , Alessandro Moggi (Illustratore) , Eugenia Maffei (Illustratore)

>> Disponibile anche la versione in inglese  

fonte e libro: www.lafeltrinelli.it 

mercoledì 5 agosto 2026

Toscana - Fino al 21 agosto 'Libri sotto le stelle', viaggio letterario in terra di Mugello

A Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Firenzuola, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Scarperia e San Piero, Vaglia, Vicchio. Direzione artistica di Daniela Morozzi. 

Prosegue fino al 21 agosto “Libri sotto le stelle”, il viaggio letterario itinerante nel territorio del Mugello. Giunto alla seconda edizione, il festival, con la direzione artistica dell’attrice e regista Daniela Morozzi, è realizzato dalla Compagnia Teatrale Catalyst, residenza artistica regionale che dirige da anni il Teatro Corsini di Barberino di Mugello, e dall’associazione Lo Stanzone delle Apparizioni.

Il progetto è un’iniziativa culturale di forte radicamento territoriale che consolida il percorso positivamente avviato con la prima edizione. Anche quest’anno è promosso dall'Unione Montana dei Comuni del Mugello: Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Firenzuola, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Scarperia e San Piero, Vicchio, coinvolgendo anche il Comune di Vaglia.

Gli appuntamenti, alle 21.15, ad ingresso libero, ciascuno ospitato in un comune diverso, attraversano il paesaggio del Mugello, alla scoperta anche dei suoi tanti spazi inediti: cortili, musei, palazzi, giardini, piazze e castelli. Gli incontri, coordinati da Daniela Morozzi, sono stati pensati per favorire un dialogo sui temi della contemporaneità, dalla guerra allo sfruttamento sui luoghi di lavoro, dalle comunità resistenti alla costruzione di un futuro diverso.

Libri sotto le stelle è un progetto sostenuto dall'Unione Montana dei Comuni del Mugello, con il contributo del BCC Banco Fiorentino e da Unicoop Firenze, con il patrocinio dello SDIMM Sistema Documentario Integrato Mugello Montagna Fiorentina. Catalyst è sostenuta dalla Regione Toscana per il progetto di residenza artistica al Teatro Corsini.

Tutti gli incontri sono coordinati da Daniela Morozzi. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

In caso di maltempo gli appuntamenti sono confermati in spazi al chiuso, ove disponibili.

PROGRAMMA AGOSTO “LIBRI SOTTO LE STELLE” >> QUI

fonte: Redazione di Met  https://met.cittametropolitana.fi.it  

Cinema: Biennale di Venezia, Greta Scarano con Nicolas Maupas conducono le serate di apertura e chiusura di Venezia 83.

Appuntamento all’83. Mostra le serate del 2 e del 12 settembre.

Le serate di apertura e di chiusura di Venezia 83

L’attrice e regista Greta Scarano con l’attore Nicolas Maupas condurranno le serate di apertura e di chiusura dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (2 – 12 settembre 2026).

Greta Scarano con Nicolas Maupas guideranno sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido) la cerimonia di inaugurazione dell’83. Mostra nella serata di mercoledì 2 settembre, nonché la cerimonia di chiusura di sabato 12 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali dell’83. Mostra.

Greta Scarano

Si forma tra Italia e Stati Uniti e debutta nel 2007 in televisione. Raggiunge il grande pubblico con serie di successo come Romanzo Criminale, Squadra antimafia, In Treatment, Il nome della rosa, Circeo e La linea verticale che le fa ottenere il Premio Flaiano.
Al cinema esordisce con Qualche nuvola e si afferma con Senza nessuna pietà, che le vale il Premio Biraghi ai Nastri d’Argento. Con Suburra vince il Nastro d’Argento come Migliore attrice non protagonista e il Ciak d’Oro come rivelazione dell’anno. Nel corso della carriera lavora con registi come Ferzan Ozpetek, Paolo Genovese e Sydney Sibilia.
Nel 2023 debutta alla regia con il cortometraggio Feliz Navidad, presentato in selezione ufficiale al Tribeca Film Festival e vincitore del Corto d’argento come miglior esordio alla regia.
Nel 2025 firma il suo primo lungometraggio, La vita da grandi, premiato con il Nastro d’argento per la Migliore opera prima e con l’European Young Audience Award agli European Film Awards 2026, oltre a numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali.
Nel 2026 torna protagonista al cinema con Piccolo miracolo di Guido Chiesa, interpretazione che le vale il premio come Migliore attrice al Taormina Film Festival, assegnato da una giuria presieduta da Jane Campion.

Nicolas Maupas

Attore italo-francese nato a Milano, debutta nel 2020 interpretando Filippo Ferrari, uno dei protagonisti nella prima stagione di Mare Fuori.
Il successo del progetto lo porta rapidamente all’attenzione del grande pubblico, imponendolo tra i volti emergenti più promettenti del panorama audiovisivo italiano.
Nel 2021 entra nel cast della serie Nudes e, nello stesso anno, diventa uno dei protagonisti di Un professore, serie di grande successo in cui interpreta Simone Balestra.
Nel 2022 debutta al cinema con La bella estate, diretto da Laura Luchetti e continua il proprio percorso artistico con diversi progetti tra i quali Sotto il sole di Amalfi, Sopravvissuti e Noi siamo Leggenda.
Tra il 2023 e il 2025 entra nel cast della produzione internazionale Il Conte di Montecristo, diretta dal premio Oscar Bille August e presentata alla Rome Film Fest, dove interpreta Albert de Morcerf, e veste i panni del giovane Guglielmo Marconi nella miniserie sulla vita del celebre inventore, Marconi – L’uomo che ha connesso il mondo.
Nel 2025 debutta come protagonista cinematografico con L'amore, in teoria, diretto da Luca Lucini e, oltre a tornare su Rai 1 con la terza stagione di Un professore, entra nel cast della terza stagione di Call My Agent – Italia.
Nel corso della sua carriera riceve numerosi riconoscimenti, tra cui il Next Generation Award alla 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il Premio Guglielmo Biraghi ai Nastri d’Argento, il Ciak d’Oro come Volto dell’anno e l’Explosive Talent Award alla 55ª edizione del Giffoni Film Festival a conferma del suo talento e della rapida affermazione nel panorama audiovisivo italiano.
Nell'aprile 2026 è tra i protagonisti del film Alla festa della rivoluzione, diretto da Arnaldo Catinari, confermando un percorso artistico in continua crescita tra cinema, televisione e teatro.

fonte: www.labiennale.org 

Libri: "Maggie cambia casa" Il fenomeno romantico di TikTok di Lucy Score

Il fenomeno romantico di TikTok

Maggie Nichols è pronta per una nuova entusiasmante sfida: restaurare una fatiscente villa vittoriana in soli quattro mesi. Impresa impossibile per chiunque, ma non per lei. 

La talentuosa star del design, reginetta di YouTube, è arrivata nella cittadina di Kinship, nell’Idaho, pronta a incantare migliaia di fan con una delle sue celebri opere di ristrutturazione: lavorerà sodo e progetterà un’altra casa da sogno, senza concedersi distrazioni. 

C’è solo un problema. Pronto a mandare in fumo i suoi piani, c’è l’affascinante paesaggista Silas Wright. Uno che, tanto per cominciare, la provoca in continuazione con sguardi bollenti. E non la smette di girarle intorno a torso nudo… o senza pantaloni. 

Maggie sa bene che, se vuole completare il lavoro in tempo, un’avventura è l’ultima cosa di cui ha bisogno. Non importa quanto la sola vista di Silas sia in grado di farle saltare il cuore in gola. Farà del suo meglio per non lasciarsi coinvolgere. Anche se i muri che ha costruito intorno al suo cuore rischiano di essere demoliti insieme ai tramezzi dell’antica casa...

Oltre 30 milioni di visualizzazioni su TikTok
4 milioni di copie vendute
Pubblicata in oltre 20 Paesi


Dall’autrice di
Cose che non abbiamo mai superato

«Lucy Score dà il meglio di sé con questa commedia intelligente e sexy!»

«Una lettura assolutamente da non perdere.»
Meghan Quinn

«Da quando il lieto fine viaggia su TikTok, Lucy Score è diventata virale.»
Vanity Fair

«Vieni per il romanticismo e rimani per i misteri. I personaggi secondari ruberanno la scena.»
USA Today

«Lucy Score dimostra un talento nel dare vita a personaggi forti: sono intelligenti, divertenti e selvaggiamente attraenti.»
Publishers Weekly

fonte: www.amazon.it 

Eventi: a Milano Le Cannibale + PAC Jolly Mare suona ‘La Luce dell’Alba’. Il 13 Settembre 2026, H 20:30 - 23:30

In occasione di PERFORMING PAC, la mostra che mette in dialogo arti visive e performance al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, Le Cannibale presenta la prima data milanese di ‘La Luce dell’Alba’, il nuovo progetto live di Jolly Mare dedicato all’eredità musicale di Piero Umiliani.

Un incontro inedito tra passato e futuro: grazie alla famiglia Umiliani, Jolly Mare rielabora una selezione di brani del Maestro creando un nuovo dialogo tra il linguaggio visionario di uno dei più importanti compositori italiani del Novecento e la ricerca elettronica contemporanea. Il live si inserisce nel percorso di ‘PERFORMING PAC. 

These fragments I have shored against my ruins’, la mostra dedicata al collage, all’assemblaggio e alla trasformazione dei linguaggi artistici, che mette in relazione la storica eredità di Kurt Schwitters con le opere di sette artisti contemporanei.

Partner dell’evento è il nuovo Aperitivo Ramazzotti, che accompagnerà la serata con una proposta bar dedicata, in dialogo con la dimensione culturale e conviviale del progetto. Con questa collaborazione, Le Cannibale e PAC esplorano nuove connessioni tra suono, arti visive e cultura contemporanea.

MUSIC:
Jolly Mare suona ‘La Luce dell’Alba’
Live in trio dell’album nato come incontro immaginario tra Jolly Mare e Piero Umiliani.

fonte: www.pacmilano.it 

Musica: Madonna e Kylie, il 7 agosto arriva il brano Love sensation (Afterhours mix). Con successi dance al primo posto in cinque decenni, Madonna continua a dominare

Madonna e Kylie, il 7 agosto arriva il brano Love sensation (Afterhours mix) - RIPRODUZIONE RISERVATA
Madonna e Kylie finalmente insieme.

Dopo aver portato ai fan il Club Confessions (presentato da MISTR) di Madonna al WorldPride di Amsterdam durante il fine settimana, la collaborazione, di cui si vociferava da tempo, è confermata.

Kylie ha raggiunto Madonna sul palco per un'esibizione a sorpresa, presentando in anteprima "Love Sensation (Afterhours Mix) - Madonna & Kylie" davanti a una folla gremita durante l'evento più atteso del festival. Prodotto da Stuart Price, il brano uscirà in tutto il mondo su etichetta Warner Records il 7 agosto. 

La collaborazione arriva sulla scia del successo di "Love Sensation", che venerdì ha raggiunto il primo posto nella classifica Dance Radio US, alimentando ulteriormente il successo di Confessions II di Madonna, uno degli album più celebrati e acclamati dalla critica quest' anno. Questo successo fa seguito a I Feel So Free, primo assaggio della nuova musica dell'album, che in precedenza aveva raggiunto il primo posto nella stessa classifica. Con successi dance al primo posto che abbracciano cinque decenni consecutivi e più brani in vetta alle classifiche dance di qualsiasi altro artista nella storia, Madonna continua non solo a dominare, ma anche a ridefinire e plasmare la cultura dance globale che lei stessa ha contribuito a creare. 

fonte: Redazione ANSA    www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati 

Libri - "I Wanna Be Loved By You: Marilyn Monroe, A Life in 100 Takes" Edizione Inglese di Andrew Wilson

A SUNDAY TIMES SUMMER READ

Dreamer. Bombshell. Icon. 

Featuring a wealth of unpublished material, Andrew Wilson’s biography of Marilyn Monroe presents the actress in a startling new light. 

Born Norma Jeane Mortenson, she had an uncertain and unforgiving upbringing. She grew up in Los Angeles and would dream about Hollywood, believing that acting would be her one-way ticket to happiness. Her dream was so powerful that she transformed herself into the ultimate goddess of the silver screen, and her image has been branded into the collective consciousness. Men lusted after her, and women wanted to be her. All her life, she just wanted to be loved. 

Told through 100 captivating snapshots, we are thrown into the glamorous but dangerous world of old Hollywood. We see a young Marilyn navigating the highs and lows of the studio system as she attempts to free herself from the constraints of Twentieth Century-Fox. We also go behind the scenes of her marriages to teenage sweetheart Jim Dougherty, baseball star Joe DiMaggio and famous playwright Arthur Miller. We hear the voices of friends, lovers – and enemies. 

We hear of the friendships she formed with poets, philosophers, playwrights and political activists, and the years spent training with Lee Strasberg at the Actors Studio.

In the concluding chapters, Andrew Wilson unpicks what happened on the night Marilyn died after a suspected drug overdose. Were the Kennedys involved, or was she just let down by those closest to her? 

I Wanna Be Loved By You is a revealing and nuanced portrait of the life, death and afterlife of an icon who still fascinates us today. 

source: www.amazon.it 

Libri: "First lady per caso" di Felicia Kingsley

L’autrice più venduta in Italia negli ultimi tre anni

«Queen Felicia resta lì dove l’avevamo lasciata, sulla vetta assoluta.»
Robinson - la Repubblica

«Con Felicia Kingsley il romance si prende il suo spazio.»
Sette - Corriere della Sera

«Un fenomeno editoriale.»
Vanity Fair

Dall’autrice del bestseller Due cuori in affitto

Nathan Edgerton ha tutto: un cognome storico, un sorriso da copertina e una dinastia repubblicana alle spalle che punta dritto alla Casa Bianca. Ma c’è un problema: il partito è in macerie e Nate è l’unico candidato rimasto a raccogliere i cocci di una sconfitta annunciata. 

Nicole Clark, deputata democratica dagli ideali taglienti e la lingua ancora più affilata, non potrebbe esserne più felice. Per anni ha fatto di Nate il bersaglio preferito dei suoi attacchi, rendendogli la vita nei corridoi di Washington un inferno. Ma il destino ha un crudele senso dell’umorismo: tradita dai suoi stessi alleati che la ritengono “ingestibile”, Nicole si ritrova all’improvviso fuori dai giochi. 

Quando un equivoco trasforma i loro scontri a Capitol Hill in un infuocato gossip su una “storia segreta”, i media vanno in delirio. Per Nate, i cui elettori non accetterebbero mai un candidato single, è la scialuppa di salvataggio. Per Nicole, è la chance per riprendersi la scena e vendicarsi di chi l’ha esclusa. Il patto è semplice: fingere di essere la coppia più innamorata d’America fino alle elezioni. Cosa può andare storto? Nulla, se non che, durante la campagna elettorale itinerante, tra hotel di lusso e cene di gala, il confine tra strategia e desiderio inizia a farsi molto sottile. In politica, la regola d’oro è non lasciarsi mai coinvolgere, ma come si fa quando il tuo peggior nemico è l’unica persona che ti conosce davvero?

fonte: www.amazon.it 

lunedì 3 agosto 2026

Gabriele Muccino firma la serie su Gucci per Sky. La storia basata sul libro della figlia, dopo il film di Scott

>ANSA-FOCUS/ Gabriele Muccino firma la serie su Gucci per Sky - RIPRODUZIONE RISERVATA
(di Marisa Alagia) Cominceranno a primavera 2026 le riprese di quella che si preannuncia come una delle serie originali Sky più attese, dedicata a Maurizio Gucci, l'imprenditore ucciso nel 1995, basata sul libro scritto dalla figlia Allegra, Gucci-Fine dei giochi.

Sei episodi prodotti da Sky Studios e Lucky Red e diretti da Gabriele Muccino, annunciati durante il lancio dei palinsesti della piattaforma televisiva a Milano, presenti il regista e l'autrice.

    "Ho iniziato a scrivere il libro approfittando del periodo del Covid e devo dire che il motore è stato mio marito che mi ha spronato a scrivere la verità", ha spiegato Allegra Gucci. 

 "La verità, ripeto, perché soprattutto con House of Gucci io sono rimasta molto delusa - ha aggiunto riferendosi al film di Ridley Scott con Lady Gaga - si è persa l'occasione di raccontare un'importante storia, una storia vera potente. La verità è molto meglio della finzione che è stata raccontata". 

"Io ho vissuto dei momenti molto intensi - ha continuato -. Nel raccontarli mi sono basata solo ed esclusivamente sui fatti per poter lasciare come una sorta di testamento di verità per le future generazioni, ma soprattutto per i miei figli". 

"E' una vicenda complessissima che parte lontano nel tempo, ma che che noi raccontiamo dal punto di vista di Allegra - ha detto Muccino -. E' stata la bussola per una vicenda così ampia, piena di conflitti, di sgomitate fortissime tra tanti membri della famiglia, conflitti che fanno implodere padri, i figli che poi si vendicano, madri che non riescono sopportare". 

Proprio la madre, l'ex moglie di Gucci Patrizia Reggiani, condannata a 26 anni di reclusione per l'omicidio dell'imprenditore, sarà 'il contrappunto di Allegra con la sua verità che alla fine diventerà una sola verità'. "Questa è una storia che ha tanto dolore, ma anche tanto glamour tanti soldi, tanto potere che poi è il motivo per cui l'aggregazione familiare arriva a cannibalizzarsi - ha concluso il regista -. E' la fine di un impero, di un matrimonio anche di molto altro e i Gucci hanno sempre fatto tutto il massimo, sono cresciuti al massimo della loro possibilità e dell'umana possibilità e sono caduti anche altrettanto al massimo". 

Il cast sarà interamente italiano e molto interesse l'annuncio della serie sta suscitando anche all'estero. 

fonte: di Marisa Alagia  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

Cinema: Karla Sofia Gascon, 'sogno di fare la cattiva in un film di James Bond'. Dopo la tempesta Emilia Perez l'attrice in un western spagnolo e un thriller argentino

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L'immagine delle montagne russe si accosta bene a Karla Sofia Gascon.

L'attrice spagnola nel giro di alcuni mesi nel 2024 è passata dalla standing ovation del festival di Cannes per il narcomusical Emilia Perez di Jacques Audiard, con annessa ubriacatura da successo, alla candidatura agli Oscar come migliore attrice protagonista, per altro la prima transgender della storia, e da favorita per la vittoria è stata catapultata giù per una vicenda di pregressi tweet razzisti che non le sono stati perdonati e anzi l'hanno costretta a tornare nell'ombra. Di Alessandra Magliaro

Ora quel periodo, che l'ha fatta conoscere, è alle spalle: ha girato con Carlo Verdone Scuola di seduzione in Italia, è la pistolera cattiva del western al femminile Trinity (o Trinidad) diretto da Laura Alvea e José Ortuño con Gabriela Andrada e Paz Vega ancora inedito ed è appena tornata dal set in Argentina di Las Malas, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Camila Sosa Villada con la regia del premio Oscar Armando Bó, anche qui in un ruolo 'negativo'. 

Gascon era un popolare attore di serie tv e commedie in Spagna fino al cambio di sesso alcuni anni fa, l'etichetta di attrice transgender la sente ancora? "Si, sono sempre sempre etichettata, il che è negativo per un'attrice e positivo perché sai di essere comunque un simbolo per le persone transgender e LGBT e puoi influenzare, il cinema stesso può aiutare a cambiare la cultura. Bisogna ricordarsi sempre che sono le persone maggiormente discriminate al mondo, in tutti i sensi, dalle religioni, dai governi, a quanto pare è la peggiore umanità, quasi che non meriti di vivere", risponde in un'intervista all'ANSA al Marateale 2026 in cui è stata premiata nell'ambito del festival diretto da Nicola Timpone ed ha fatto parte della giuria di Young Blood, tenendo anche una affollata masterclass ai giovani talenti. 

La scintilla per la recitazione quando è arrivata? "A me a 16 anni ma non c'è un'età, per me è una specie di chiamata, la scelta di sperimentare di vivere altre vite dentro me. Io la darei come materia scolastica obbligatoria, farebbe benissimo. 

Recitare è lasciare entrare dentro di te una persona diversa.
    Infatti quando termina un set, almeno per me, bisogna fare un esorcismo: 'esci da questo corpo'. Ho cominciato facendo la comparsa, ho fatto mille e mille film e ho imparato tantissimo, imitare gli attori è stata la mia scuola". 

Come ha mantenuto il suo centro in mezzo a quella tempesta degli Oscar che avrebbero depresso chiunque? "Parto dal presupposto che il lavoro viene giudicato sempre. Devi sapere chi sei tu, qual è la verità e a quel punto nessuno ti muovere dal tuo centro. Questa carriera è una maratona non una gara dei 100 metri". 

I ruoli che le offrono sono spesso da 'villain' da personaggio cattivo della storia, si è chiesta perché? "Personaggi come Emilia Perez sono regali, ruoli complessi. 

Ricevo molte proposte, spesso legate al mondo transgender, io le valuto tutte, per me i ruoli devono avere anima, vita e verità a prescindere da cosa raccontano. E poi provo a sceglierli lontanissimi da me, perché più mi sono distanti più mi sento libera, che è il motivo per cui faccio questo lavoro oltre che per amore, altrimenti non può durare tutta la vita. Poi tornando al villain mi vedono anche così, che poi io in verità sono buonissima, la più buona del mondo, non a livello di Santa Teresa di Calcutta ma comunque lo sono, ma certo al cinema sono una noia, molto meglio divertirsi a fare la pistolera come in Trinidad o la capa delle prostitute trans in Las Malas". 

Qual è la parte che sogna arrivi? "Adorerei D'Artagnan e mi piacerebbe tantissimo fare la cattivissima in un film di James Bond. Spero di arrivarci".  

fonte: di Alessandra Magliaro  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

La Biennale di Venezia: 17.000 presenze alla Biennale Danza 2026. Sir Wayne McGregor confermato Direttore artistico del settore Danza per il biennio 2027-2028.

Biennale Danza 2026

Si conclude domani, sabato 1 agosto, il 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, registrando 17.000 presenze e sale piene al 90%.

Sir Wayne McGregor è stato confermato nell’incarico di Direttore artistico del settore Danza per il successivo biennio 2027-2028 dal CdA della Biennale di Venezia, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco.

Il programma della Biennale Danza ideato da Wayne McGregor si conclude sabato 1 agosto con il profetico What is War di Wen Hui ed Eiko Otake, grandi artiste da Cina e Giappone attive sulla scena internazionale, presentato in prima italiana al Teatro Piccolo Arsenale (ore 18.00), e con la prima mondiale al Teatro Malibran (ore 21.00) di Scirocco (Death in Venice; Bridge of Sighs), un omaggio alla città lagunare firmato da John Neumeier, Imre e Marne van Opstal, Rainer Behr, Omar Román de Jesús, Javier de Frutos, interprete la WINNDance, neonata compagnia di Stoccarda al suo debutto internazionale.

Dichiarazioni

“La riconferma di Sir Wayne McGregor alla direzione artistica del Settore Danza – afferma Pietrangelo Buttafuoco - rappresenta un segnale di continuità nella volontà di eccellenza della Biennale. La sua visione ha profondamente ampliato i confini del linguaggio coreografico, valorizzando sia i grandi protagonisti internazionali sia l’attenzione per le nuove generazioni attraverso Biennale College. Nel rafforzare il profilo internazionale e il prestigio del Settore, Sir Wayne McGregor continuerà per i prossimi due anni a fare di Venezia un laboratorio privilegiato a cui guardare per scorgere il futuro della danza contemporanea”.

“Sono onorato di continuare a ricoprire il ruolo di Direttore della Biennale Danza per altri due mandati – dichiara Wayne McGregor. È stato un privilegio lavorare al fianco di artisti, pubblico e collaboratori eccezionali, esplorando la danza come potente forza di innovazione, immaginazione e connessione. Sono profondamente grato al Presidente Pietrangelo Buttafuoco e all’intero, straordinario team della Biennale di Venezia per la fiducia che continuano a riporre in me. Insieme continueremo ad ampliare le possibilità della coreografia, a sostenere voci nuove e audaci, a interrogare i nostri archivi come preziosi luoghi di produzione di conoscenza innovativa e a creare uno spazio in cui possano fiorire la curiosità artistica, la sperimentazione e l’eccellenza. Non vedo l’ora di portare avanti ciò che abbiamo iniziato e di plasmare il prossimo capitolo della Biennale Danza con ambizione, apertura e ottimismo”.

Sir Wayne McGregor -
nota biografica

Sir Wayne McGregor è Direttore artistico del settore Danza della Biennale di Venezia dal 2021. Nel 2011 è stato insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico (CBE) per i servizi resi alla danza; nel 2021 del Premio alla carriera al Prix de Lausanne; nel 2023 ha ricevuto una laurea honoris causa dal Royal College of Art di Londra e nel 2024 gli è stato conferito il titolo di Sir, primo coreografo contemporaneo, dopo i due grandi padri del balletto classico Frederick Ashton e Kenneth McMillan, a ricevere il riconoscimento per meriti nel campo della danza. Fa parte del Circle of Cultural Fellows del King’s College di Londra e nel 2017 è stato insignito della Fellowship onoraria della British Science Association. 

Dal 2006 McGregor è coreografo residente del Royal Ballet, il primo proveniente dalla danza contemporanea a essere invitato a ricoprire questo ruolo. Il suo lavoro è commissionato ed è nei repertori delle più importanti compagnie di danza del mondo. McGregor è richiesto come coreografo per il teatro (Old Vic, National Theatre, Royal Court, Donmar), l’opera (La Scala/Royal Opera, ENO, Dutch National Opera), il cinema (Harry Potter e il calice di fuoco, The Legend of Tarzan, Fantastic Beasts and Where To Find Them, Fantastic Beasts: The Crimes of Grindelwald, Sing, Mary Queen of Scots, The Outrun), video musicali (Radiohead, Thom Yorke, The Chemical Brothers), concerti (il rivoluzionario ABBA Voyage).

Ringraziamenti

Si ringraziano il Ministero della Cultura per il suo importante contributo e la Regione del Veneto per il sostegno accordato al settore Danza della Biennale di Venezia.

Media partner della Biennale Danza è la Rai. Attraverso i suoi canali informativi e Rai cultura - in particolare il canale Rai 5 e Radio3 – ha proposto e proporrà al pubblico i momenti salienti del festival.

fonte: www.labiennale.org 

Biotech > Cambia il libro della vita, è sottolineato e con pagine piegate. Racconta come il Dna si ripiega nello spazio e cambia nel tempo

Il nuovo atlante della vita si basa sull 'analisi di oltre 86.000 cellule di 16 tessuti umani (fonte: Amy Cao, Salk Senior Illustrator) - RIPRODUZIONE RISERVATA
Il libro della vita non è più un testo lineare da leggere una lettera dopo l'altra: finalmente contiene sottolineature, annotazioni e 'orecchie' alle pagine che permettono di interpretare meglio i geni scritti nel Dna umano. Di Elisa Buson

A rendere possibile questo nuovo livello di lettura è il primo atlante del corpo umano che mappa, cellula per cellula, sia il ripiegamento tridimensionale del Dna che le sue modifiche chimiche indotte dall'ambiente (epigenetiche) .

Basato sull'analisi di oltre 86.000 cellule di 16 tessuti umani, è stato realizzato dai ricercatori del Salk Institute in California, che rendono questa risorsa disponibile gratuitamente online, anche per l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale usati per prevedere l'impatto delle varianti genetiche sulla salute. Il risultato del loro lavoro è pubblicato sulla rivista Science.

La rivista pubblica insieme a Science Advances anche altri otto articoli sempre frutto del programma 4D Nucleome (NIH 4DN) del National Institutes of Health, che mira a comprendere come il genoma sia organizzato nello spazio e nel tempo per regolare l'espressione genica in condizioni di salute e malattia. "Questi studi mostrano quanto rapidamente questa disciplina sia maturata: dalla singola cellula oggi si arriva a mappare l'architettura del genoma nel cervello che invecchia, nell'Alzheimer, nel cuore, nel sistema immunitario", commenta il genetista Giuseppe Novelli dell'Università di Roma Tor Vergata. Le modificazioni chimiche e i ripiegamenti strutturali del Dna sono i due principali livelli di regolazione epigenetica che permettono di accendere e spegnere i geni secondo schemi specifici plasmando l'identità delle cellule. Entrambi i meccanismi influenzano l'espressione genica, ma finora non erano mai stati studiati simultaneamente in singole cellule dell'intero corpo umano.

Le informazioni ottenute grazie a questo nuovo studio aiutano a capire come agiscono le varianti genetiche che aumentano il rischio di specifiche malattie, in quale tipo di cellule entrano in azione e quali geni influenzano. "Per la medicina è un passaggio cruciale", sottolinea Novelli. Collegando i ripiegamenti strutturali del Dna alle varianti genetiche di rischio, "si passa dal dire 'questa variante è associata alla malattia' a dire 'questa variante agisce in questa cellula, attraverso questo contatto fisico tra regioni del Dna'. È la risoluzione di cui la medicina di precisione ha bisogno".

Lo studio ha anche evidenziato che, in alcune cellule, i cambiamenti tridimensionali del Dna e le modificazioni chimiche non vanno di pari passo: si è infatti osservato che la riorganizzazione tridimensionale del Dna cambia per prima, mentre le modifiche chimiche (prodotte dal cosiddetto processo di 'metilazione') seguono a ruota. Ciò suggerisce che diverse caratteristiche epigenetiche si aggiornano su scale temporali differenti durante le transizioni di stato cellulare: questa scoperta potrebbe ridefinire il modo in cui vengono definiti i tipi cellulari nei tessuti adulti e come viene tracciata la transizione delle cellule da una condizione normale a una di malattia.

fonte: Di Elisa Buson   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

mercoledì 15 luglio 2026

Moda: Gianni Versace, una retrospettiva a Parigi a 30 anni dalla morte. 450 capi e accessori, dal 5 giugno al 6 settembre nel Musée Maillol

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(di Patrizia Vacalebri) Nell'anno in cui Gianni Versace avrebbe comoiuto 80 anni (il 2 dicembre) e in vista del 30/o anniversario della scomparsa (15 luglio 1997), Parigi dedica una grande mostra alla figura iconica e visionaria della moda che ha lasciato il segno nella sua epoca con un'estetica audace in cui glamour, sensualità e opulenza barocca convergono.

Dal 5 giugno e per tutta l'estate il Musée Maillol ospiterà la prima grande retrospettiva francese dedicata allo stilista dal 1986. Esposti quasi 450 pezzi: creazioni originali e silhouette, accessori, bozzetti, oggetti decorativi, fotografie, video e rare interviste in grado di offrire una panoramica completa dell'opera di Gianni Versace.

In una scenografia pop, curata da Nathalie Crinière, la mostra ripercorre un'intera carriera dedicata alla creazione e svela le molteplici ispirazioni che hanno plasmato l'universo Versace: gli esordi nella sartoria di famiglia in Calabria, l'iconografia della religione cattolica, l'ispirazione della statuaria greca, l'opera italiana e il suo fascino per il Barocco e le sue opulente stampe. 

Già acclamata a Londra, Berlino e Malaga, così come in diverse altre città europee, la mostra trova ora naturalmente la sua collocazione a Parigi, dove la moda si afferma come un linguaggio artistico e culturale. La mostra è una produzione Dreamrealizer, non è collegata né associata alla società Gianni Versace S.r.l. o alla famiglia Versace. Curatori della mostra sono Saskia Lubnow e Karl von der Ahé. 

"È nel mio lavoro che mi troverete": collocata sotto la scritta di questa citazione di Versace, la mostra esplora le molteplici ispirazioni che hanno plasmato l'universo dello stilista attraverso la presentazione di oltre 120 silhouette e manichini. Dal modernismo italiano ai riferimenti all'antichità della Magna Grecia, dallo splendore del Barocco alle influenze della Pop Art, la mostra rivela una moda nutrita di storia, arte e cultura popolare. Le creazioni dialogano con i mondi di Botticelli, Canova e Picasso, ma anche con l'energia grafica della Pop Art, incarnata da Andy Warhol, mentre artisti contemporanei come Julian Schnabel dimostrano il profondo legame dello stilista con la cultura visiva del suo tempo. 

L'esposizione esplora anche come questa estetica sia stata catturata da grandi fotografi di moda, tra cui Richard Avedon, Irving Penn, Helmut Newton, Patrick Demarchelier e Mario Testino, le cui fotografie hanno contribuito a diffondere l'immagine sensuale delle sue creazioni in tutto il mondo. La mostra mette inoltre in luce gli stretti legami tra Versace e le figure di spicco della cultura popolare, da icone della musica come Madonna, Elton John, George Michael, Grace Jones e Prince, a personalità del cinema e del palcoscenico internazionale come la Principessa Diana ed Elizabeth Hurley. Ricorda inoltre il ruolo fondamentale nel lanciare le prime top model, da Carla Bruni a Naomi Campbell, da Cindy Crawford a Claudia Schiffer, da Karen Mulder a Linda Evangelista. Video delle sfilate, servizi fotografici e riviste riportano in vita quel periodo. 

Dalle ispirazioni punk e degli anni '90 alle silhouette più minimaliste della fine della sua carriera, passando per l'energia solare di Miami e l'iconografia mediterranea delle sue stampe su seta, la mostra ripercorre l'evoluzione di uno stile audace che ha rinnovato il dialogo tra moda e arte. 

Per lo stilista nato in Calabria nel 1946, Parigi era la passerella del mondo. Alla fine degli anni '70, Gianni contribuì a spostare il centro di gravità della moda verso Milano, ma Parigi restava il palcoscenico storico dove le più grandi case di haute couture presentavano le loro collezioni. Così scelse Parigi per far sfilare la sua nuova linea di haute couture, "Atelier Versace", nel 1989. Da quel momento le sue sfilate al Ritz Hotel di Place Vendôme divennero leggendarie. Fino all'ultima apparizione, circondato dalle sue supermodelle, prima della sua tragica scomparsa a Miami nel 1997. 

fonte: Redazione ANSA    www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati