mercoledì 5 agosto 2026

Toscana - Fino al 21 agosto 'Libri sotto le stelle', viaggio letterario in terra di Mugello

A Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Firenzuola, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Scarperia e San Piero, Vaglia, Vicchio. Direzione artistica di Daniela Morozzi. 

Prosegue fino al 21 agosto “Libri sotto le stelle”, il viaggio letterario itinerante nel territorio del Mugello. Giunto alla seconda edizione, il festival, con la direzione artistica dell’attrice e regista Daniela Morozzi, è realizzato dalla Compagnia Teatrale Catalyst, residenza artistica regionale che dirige da anni il Teatro Corsini di Barberino di Mugello, e dall’associazione Lo Stanzone delle Apparizioni.

Il progetto è un’iniziativa culturale di forte radicamento territoriale che consolida il percorso positivamente avviato con la prima edizione. Anche quest’anno è promosso dall'Unione Montana dei Comuni del Mugello: Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Firenzuola, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Scarperia e San Piero, Vicchio, coinvolgendo anche il Comune di Vaglia.

Gli appuntamenti, alle 21.15, ad ingresso libero, ciascuno ospitato in un comune diverso, attraversano il paesaggio del Mugello, alla scoperta anche dei suoi tanti spazi inediti: cortili, musei, palazzi, giardini, piazze e castelli. Gli incontri, coordinati da Daniela Morozzi, sono stati pensati per favorire un dialogo sui temi della contemporaneità, dalla guerra allo sfruttamento sui luoghi di lavoro, dalle comunità resistenti alla costruzione di un futuro diverso.

Libri sotto le stelle è un progetto sostenuto dall'Unione Montana dei Comuni del Mugello, con il contributo del BCC Banco Fiorentino e da Unicoop Firenze, con il patrocinio dello SDIMM Sistema Documentario Integrato Mugello Montagna Fiorentina. Catalyst è sostenuta dalla Regione Toscana per il progetto di residenza artistica al Teatro Corsini.

Tutti gli incontri sono coordinati da Daniela Morozzi. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

In caso di maltempo gli appuntamenti sono confermati in spazi al chiuso, ove disponibili.

PROGRAMMA AGOSTO “LIBRI SOTTO LE STELLE” >> QUI

fonte: Redazione di Met  https://met.cittametropolitana.fi.it  

Cinema: Biennale di Venezia, Greta Scarano con Nicolas Maupas conducono le serate di apertura e chiusura di Venezia 83.

Appuntamento all’83. Mostra le serate del 2 e del 12 settembre.

Le serate di apertura e di chiusura di Venezia 83

L’attrice e regista Greta Scarano con l’attore Nicolas Maupas condurranno le serate di apertura e di chiusura dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (2 – 12 settembre 2026).

Greta Scarano con Nicolas Maupas guideranno sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido) la cerimonia di inaugurazione dell’83. Mostra nella serata di mercoledì 2 settembre, nonché la cerimonia di chiusura di sabato 12 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali dell’83. Mostra.

Greta Scarano

Si forma tra Italia e Stati Uniti e debutta nel 2007 in televisione. Raggiunge il grande pubblico con serie di successo come Romanzo Criminale, Squadra antimafia, In Treatment, Il nome della rosa, Circeo e La linea verticale che le fa ottenere il Premio Flaiano.
Al cinema esordisce con Qualche nuvola e si afferma con Senza nessuna pietà, che le vale il Premio Biraghi ai Nastri d’Argento. Con Suburra vince il Nastro d’Argento come Migliore attrice non protagonista e il Ciak d’Oro come rivelazione dell’anno. Nel corso della carriera lavora con registi come Ferzan Ozpetek, Paolo Genovese e Sydney Sibilia.
Nel 2023 debutta alla regia con il cortometraggio Feliz Navidad, presentato in selezione ufficiale al Tribeca Film Festival e vincitore del Corto d’argento come miglior esordio alla regia.
Nel 2025 firma il suo primo lungometraggio, La vita da grandi, premiato con il Nastro d’argento per la Migliore opera prima e con l’European Young Audience Award agli European Film Awards 2026, oltre a numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali.
Nel 2026 torna protagonista al cinema con Piccolo miracolo di Guido Chiesa, interpretazione che le vale il premio come Migliore attrice al Taormina Film Festival, assegnato da una giuria presieduta da Jane Campion.

Nicolas Maupas

Attore italo-francese nato a Milano, debutta nel 2020 interpretando Filippo Ferrari, uno dei protagonisti nella prima stagione di Mare Fuori.
Il successo del progetto lo porta rapidamente all’attenzione del grande pubblico, imponendolo tra i volti emergenti più promettenti del panorama audiovisivo italiano.
Nel 2021 entra nel cast della serie Nudes e, nello stesso anno, diventa uno dei protagonisti di Un professore, serie di grande successo in cui interpreta Simone Balestra.
Nel 2022 debutta al cinema con La bella estate, diretto da Laura Luchetti e continua il proprio percorso artistico con diversi progetti tra i quali Sotto il sole di Amalfi, Sopravvissuti e Noi siamo Leggenda.
Tra il 2023 e il 2025 entra nel cast della produzione internazionale Il Conte di Montecristo, diretta dal premio Oscar Bille August e presentata alla Rome Film Fest, dove interpreta Albert de Morcerf, e veste i panni del giovane Guglielmo Marconi nella miniserie sulla vita del celebre inventore, Marconi – L’uomo che ha connesso il mondo.
Nel 2025 debutta come protagonista cinematografico con L'amore, in teoria, diretto da Luca Lucini e, oltre a tornare su Rai 1 con la terza stagione di Un professore, entra nel cast della terza stagione di Call My Agent – Italia.
Nel corso della sua carriera riceve numerosi riconoscimenti, tra cui il Next Generation Award alla 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il Premio Guglielmo Biraghi ai Nastri d’Argento, il Ciak d’Oro come Volto dell’anno e l’Explosive Talent Award alla 55ª edizione del Giffoni Film Festival a conferma del suo talento e della rapida affermazione nel panorama audiovisivo italiano.
Nell'aprile 2026 è tra i protagonisti del film Alla festa della rivoluzione, diretto da Arnaldo Catinari, confermando un percorso artistico in continua crescita tra cinema, televisione e teatro.

fonte: www.labiennale.org 

Libri: "Maggie cambia casa" Il fenomeno romantico di TikTok di Lucy Score

Il fenomeno romantico di TikTok

Maggie Nichols è pronta per una nuova entusiasmante sfida: restaurare una fatiscente villa vittoriana in soli quattro mesi. Impresa impossibile per chiunque, ma non per lei. 

La talentuosa star del design, reginetta di YouTube, è arrivata nella cittadina di Kinship, nell’Idaho, pronta a incantare migliaia di fan con una delle sue celebri opere di ristrutturazione: lavorerà sodo e progetterà un’altra casa da sogno, senza concedersi distrazioni. 

C’è solo un problema. Pronto a mandare in fumo i suoi piani, c’è l’affascinante paesaggista Silas Wright. Uno che, tanto per cominciare, la provoca in continuazione con sguardi bollenti. E non la smette di girarle intorno a torso nudo… o senza pantaloni. 

Maggie sa bene che, se vuole completare il lavoro in tempo, un’avventura è l’ultima cosa di cui ha bisogno. Non importa quanto la sola vista di Silas sia in grado di farle saltare il cuore in gola. Farà del suo meglio per non lasciarsi coinvolgere. Anche se i muri che ha costruito intorno al suo cuore rischiano di essere demoliti insieme ai tramezzi dell’antica casa...

Oltre 30 milioni di visualizzazioni su TikTok
4 milioni di copie vendute
Pubblicata in oltre 20 Paesi


Dall’autrice di
Cose che non abbiamo mai superato

«Lucy Score dà il meglio di sé con questa commedia intelligente e sexy!»

«Una lettura assolutamente da non perdere.»
Meghan Quinn

«Da quando il lieto fine viaggia su TikTok, Lucy Score è diventata virale.»
Vanity Fair

«Vieni per il romanticismo e rimani per i misteri. I personaggi secondari ruberanno la scena.»
USA Today

«Lucy Score dimostra un talento nel dare vita a personaggi forti: sono intelligenti, divertenti e selvaggiamente attraenti.»
Publishers Weekly

fonte: www.amazon.it 

Eventi: a Milano Le Cannibale + PAC Jolly Mare suona ‘La Luce dell’Alba’. Il 13 Settembre 2026, H 20:30 - 23:30

In occasione di PERFORMING PAC, la mostra che mette in dialogo arti visive e performance al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, Le Cannibale presenta la prima data milanese di ‘La Luce dell’Alba’, il nuovo progetto live di Jolly Mare dedicato all’eredità musicale di Piero Umiliani.

Un incontro inedito tra passato e futuro: grazie alla famiglia Umiliani, Jolly Mare rielabora una selezione di brani del Maestro creando un nuovo dialogo tra il linguaggio visionario di uno dei più importanti compositori italiani del Novecento e la ricerca elettronica contemporanea. Il live si inserisce nel percorso di ‘PERFORMING PAC. 

These fragments I have shored against my ruins’, la mostra dedicata al collage, all’assemblaggio e alla trasformazione dei linguaggi artistici, che mette in relazione la storica eredità di Kurt Schwitters con le opere di sette artisti contemporanei.

Partner dell’evento è il nuovo Aperitivo Ramazzotti, che accompagnerà la serata con una proposta bar dedicata, in dialogo con la dimensione culturale e conviviale del progetto. Con questa collaborazione, Le Cannibale e PAC esplorano nuove connessioni tra suono, arti visive e cultura contemporanea.

MUSIC:
Jolly Mare suona ‘La Luce dell’Alba’
Live in trio dell’album nato come incontro immaginario tra Jolly Mare e Piero Umiliani.

fonte: www.pacmilano.it 

Musica: Madonna e Kylie, il 7 agosto arriva il brano Love sensation (Afterhours mix). Con successi dance al primo posto in cinque decenni, Madonna continua a dominare

Madonna e Kylie, il 7 agosto arriva il brano Love sensation (Afterhours mix) - RIPRODUZIONE RISERVATA
Madonna e Kylie finalmente insieme.

Dopo aver portato ai fan il Club Confessions (presentato da MISTR) di Madonna al WorldPride di Amsterdam durante il fine settimana, la collaborazione, di cui si vociferava da tempo, è confermata.

Kylie ha raggiunto Madonna sul palco per un'esibizione a sorpresa, presentando in anteprima "Love Sensation (Afterhours Mix) - Madonna & Kylie" davanti a una folla gremita durante l'evento più atteso del festival. Prodotto da Stuart Price, il brano uscirà in tutto il mondo su etichetta Warner Records il 7 agosto. 

La collaborazione arriva sulla scia del successo di "Love Sensation", che venerdì ha raggiunto il primo posto nella classifica Dance Radio US, alimentando ulteriormente il successo di Confessions II di Madonna, uno degli album più celebrati e acclamati dalla critica quest' anno. Questo successo fa seguito a I Feel So Free, primo assaggio della nuova musica dell'album, che in precedenza aveva raggiunto il primo posto nella stessa classifica. Con successi dance al primo posto che abbracciano cinque decenni consecutivi e più brani in vetta alle classifiche dance di qualsiasi altro artista nella storia, Madonna continua non solo a dominare, ma anche a ridefinire e plasmare la cultura dance globale che lei stessa ha contribuito a creare. 

fonte: Redazione ANSA    www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati 

Libri - "I Wanna Be Loved By You: Marilyn Monroe, A Life in 100 Takes" Edizione Inglese di Andrew Wilson

A SUNDAY TIMES SUMMER READ

Dreamer. Bombshell. Icon. 

Featuring a wealth of unpublished material, Andrew Wilson’s biography of Marilyn Monroe presents the actress in a startling new light. 

Born Norma Jeane Mortenson, she had an uncertain and unforgiving upbringing. She grew up in Los Angeles and would dream about Hollywood, believing that acting would be her one-way ticket to happiness. Her dream was so powerful that she transformed herself into the ultimate goddess of the silver screen, and her image has been branded into the collective consciousness. Men lusted after her, and women wanted to be her. All her life, she just wanted to be loved. 

Told through 100 captivating snapshots, we are thrown into the glamorous but dangerous world of old Hollywood. We see a young Marilyn navigating the highs and lows of the studio system as she attempts to free herself from the constraints of Twentieth Century-Fox. We also go behind the scenes of her marriages to teenage sweetheart Jim Dougherty, baseball star Joe DiMaggio and famous playwright Arthur Miller. We hear the voices of friends, lovers – and enemies. 

We hear of the friendships she formed with poets, philosophers, playwrights and political activists, and the years spent training with Lee Strasberg at the Actors Studio.

In the concluding chapters, Andrew Wilson unpicks what happened on the night Marilyn died after a suspected drug overdose. Were the Kennedys involved, or was she just let down by those closest to her? 

I Wanna Be Loved By You is a revealing and nuanced portrait of the life, death and afterlife of an icon who still fascinates us today. 

source: www.amazon.it 

Libri: "First lady per caso" di Felicia Kingsley

L’autrice più venduta in Italia negli ultimi tre anni

«Queen Felicia resta lì dove l’avevamo lasciata, sulla vetta assoluta.»
Robinson - la Repubblica

«Con Felicia Kingsley il romance si prende il suo spazio.»
Sette - Corriere della Sera

«Un fenomeno editoriale.»
Vanity Fair

Dall’autrice del bestseller Due cuori in affitto

Nathan Edgerton ha tutto: un cognome storico, un sorriso da copertina e una dinastia repubblicana alle spalle che punta dritto alla Casa Bianca. Ma c’è un problema: il partito è in macerie e Nate è l’unico candidato rimasto a raccogliere i cocci di una sconfitta annunciata. 

Nicole Clark, deputata democratica dagli ideali taglienti e la lingua ancora più affilata, non potrebbe esserne più felice. Per anni ha fatto di Nate il bersaglio preferito dei suoi attacchi, rendendogli la vita nei corridoi di Washington un inferno. Ma il destino ha un crudele senso dell’umorismo: tradita dai suoi stessi alleati che la ritengono “ingestibile”, Nicole si ritrova all’improvviso fuori dai giochi. 

Quando un equivoco trasforma i loro scontri a Capitol Hill in un infuocato gossip su una “storia segreta”, i media vanno in delirio. Per Nate, i cui elettori non accetterebbero mai un candidato single, è la scialuppa di salvataggio. Per Nicole, è la chance per riprendersi la scena e vendicarsi di chi l’ha esclusa. Il patto è semplice: fingere di essere la coppia più innamorata d’America fino alle elezioni. Cosa può andare storto? Nulla, se non che, durante la campagna elettorale itinerante, tra hotel di lusso e cene di gala, il confine tra strategia e desiderio inizia a farsi molto sottile. In politica, la regola d’oro è non lasciarsi mai coinvolgere, ma come si fa quando il tuo peggior nemico è l’unica persona che ti conosce davvero?

fonte: www.amazon.it 

lunedì 3 agosto 2026

Gabriele Muccino firma la serie su Gucci per Sky. La storia basata sul libro della figlia, dopo il film di Scott

>ANSA-FOCUS/ Gabriele Muccino firma la serie su Gucci per Sky - RIPRODUZIONE RISERVATA
(di Marisa Alagia) Cominceranno a primavera 2026 le riprese di quella che si preannuncia come una delle serie originali Sky più attese, dedicata a Maurizio Gucci, l'imprenditore ucciso nel 1995, basata sul libro scritto dalla figlia Allegra, Gucci-Fine dei giochi.

Sei episodi prodotti da Sky Studios e Lucky Red e diretti da Gabriele Muccino, annunciati durante il lancio dei palinsesti della piattaforma televisiva a Milano, presenti il regista e l'autrice.

    "Ho iniziato a scrivere il libro approfittando del periodo del Covid e devo dire che il motore è stato mio marito che mi ha spronato a scrivere la verità", ha spiegato Allegra Gucci. 

 "La verità, ripeto, perché soprattutto con House of Gucci io sono rimasta molto delusa - ha aggiunto riferendosi al film di Ridley Scott con Lady Gaga - si è persa l'occasione di raccontare un'importante storia, una storia vera potente. La verità è molto meglio della finzione che è stata raccontata". 

"Io ho vissuto dei momenti molto intensi - ha continuato -. Nel raccontarli mi sono basata solo ed esclusivamente sui fatti per poter lasciare come una sorta di testamento di verità per le future generazioni, ma soprattutto per i miei figli". 

"E' una vicenda complessissima che parte lontano nel tempo, ma che che noi raccontiamo dal punto di vista di Allegra - ha detto Muccino -. E' stata la bussola per una vicenda così ampia, piena di conflitti, di sgomitate fortissime tra tanti membri della famiglia, conflitti che fanno implodere padri, i figli che poi si vendicano, madri che non riescono sopportare". 

Proprio la madre, l'ex moglie di Gucci Patrizia Reggiani, condannata a 26 anni di reclusione per l'omicidio dell'imprenditore, sarà 'il contrappunto di Allegra con la sua verità che alla fine diventerà una sola verità'. "Questa è una storia che ha tanto dolore, ma anche tanto glamour tanti soldi, tanto potere che poi è il motivo per cui l'aggregazione familiare arriva a cannibalizzarsi - ha concluso il regista -. E' la fine di un impero, di un matrimonio anche di molto altro e i Gucci hanno sempre fatto tutto il massimo, sono cresciuti al massimo della loro possibilità e dell'umana possibilità e sono caduti anche altrettanto al massimo". 

Il cast sarà interamente italiano e molto interesse l'annuncio della serie sta suscitando anche all'estero. 

fonte: di Marisa Alagia  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

Cinema: Karla Sofia Gascon, 'sogno di fare la cattiva in un film di James Bond'. Dopo la tempesta Emilia Perez l'attrice in un western spagnolo e un thriller argentino

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L'immagine delle montagne russe si accosta bene a Karla Sofia Gascon.

L'attrice spagnola nel giro di alcuni mesi nel 2024 è passata dalla standing ovation del festival di Cannes per il narcomusical Emilia Perez di Jacques Audiard, con annessa ubriacatura da successo, alla candidatura agli Oscar come migliore attrice protagonista, per altro la prima transgender della storia, e da favorita per la vittoria è stata catapultata giù per una vicenda di pregressi tweet razzisti che non le sono stati perdonati e anzi l'hanno costretta a tornare nell'ombra. Di Alessandra Magliaro

Ora quel periodo, che l'ha fatta conoscere, è alle spalle: ha girato con Carlo Verdone Scuola di seduzione in Italia, è la pistolera cattiva del western al femminile Trinity (o Trinidad) diretto da Laura Alvea e José Ortuño con Gabriela Andrada e Paz Vega ancora inedito ed è appena tornata dal set in Argentina di Las Malas, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Camila Sosa Villada con la regia del premio Oscar Armando Bó, anche qui in un ruolo 'negativo'. 

Gascon era un popolare attore di serie tv e commedie in Spagna fino al cambio di sesso alcuni anni fa, l'etichetta di attrice transgender la sente ancora? "Si, sono sempre sempre etichettata, il che è negativo per un'attrice e positivo perché sai di essere comunque un simbolo per le persone transgender e LGBT e puoi influenzare, il cinema stesso può aiutare a cambiare la cultura. Bisogna ricordarsi sempre che sono le persone maggiormente discriminate al mondo, in tutti i sensi, dalle religioni, dai governi, a quanto pare è la peggiore umanità, quasi che non meriti di vivere", risponde in un'intervista all'ANSA al Marateale 2026 in cui è stata premiata nell'ambito del festival diretto da Nicola Timpone ed ha fatto parte della giuria di Young Blood, tenendo anche una affollata masterclass ai giovani talenti. 

La scintilla per la recitazione quando è arrivata? "A me a 16 anni ma non c'è un'età, per me è una specie di chiamata, la scelta di sperimentare di vivere altre vite dentro me. Io la darei come materia scolastica obbligatoria, farebbe benissimo. 

Recitare è lasciare entrare dentro di te una persona diversa.
    Infatti quando termina un set, almeno per me, bisogna fare un esorcismo: 'esci da questo corpo'. Ho cominciato facendo la comparsa, ho fatto mille e mille film e ho imparato tantissimo, imitare gli attori è stata la mia scuola". 

Come ha mantenuto il suo centro in mezzo a quella tempesta degli Oscar che avrebbero depresso chiunque? "Parto dal presupposto che il lavoro viene giudicato sempre. Devi sapere chi sei tu, qual è la verità e a quel punto nessuno ti muovere dal tuo centro. Questa carriera è una maratona non una gara dei 100 metri". 

I ruoli che le offrono sono spesso da 'villain' da personaggio cattivo della storia, si è chiesta perché? "Personaggi come Emilia Perez sono regali, ruoli complessi. 

Ricevo molte proposte, spesso legate al mondo transgender, io le valuto tutte, per me i ruoli devono avere anima, vita e verità a prescindere da cosa raccontano. E poi provo a sceglierli lontanissimi da me, perché più mi sono distanti più mi sento libera, che è il motivo per cui faccio questo lavoro oltre che per amore, altrimenti non può durare tutta la vita. Poi tornando al villain mi vedono anche così, che poi io in verità sono buonissima, la più buona del mondo, non a livello di Santa Teresa di Calcutta ma comunque lo sono, ma certo al cinema sono una noia, molto meglio divertirsi a fare la pistolera come in Trinidad o la capa delle prostitute trans in Las Malas". 

Qual è la parte che sogna arrivi? "Adorerei D'Artagnan e mi piacerebbe tantissimo fare la cattivissima in un film di James Bond. Spero di arrivarci".  

fonte: di Alessandra Magliaro  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

La Biennale di Venezia: 17.000 presenze alla Biennale Danza 2026. Sir Wayne McGregor confermato Direttore artistico del settore Danza per il biennio 2027-2028.

Biennale Danza 2026

Si conclude domani, sabato 1 agosto, il 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, registrando 17.000 presenze e sale piene al 90%.

Sir Wayne McGregor è stato confermato nell’incarico di Direttore artistico del settore Danza per il successivo biennio 2027-2028 dal CdA della Biennale di Venezia, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco.

Il programma della Biennale Danza ideato da Wayne McGregor si conclude sabato 1 agosto con il profetico What is War di Wen Hui ed Eiko Otake, grandi artiste da Cina e Giappone attive sulla scena internazionale, presentato in prima italiana al Teatro Piccolo Arsenale (ore 18.00), e con la prima mondiale al Teatro Malibran (ore 21.00) di Scirocco (Death in Venice; Bridge of Sighs), un omaggio alla città lagunare firmato da John Neumeier, Imre e Marne van Opstal, Rainer Behr, Omar Román de Jesús, Javier de Frutos, interprete la WINNDance, neonata compagnia di Stoccarda al suo debutto internazionale.

Dichiarazioni

“La riconferma di Sir Wayne McGregor alla direzione artistica del Settore Danza – afferma Pietrangelo Buttafuoco - rappresenta un segnale di continuità nella volontà di eccellenza della Biennale. La sua visione ha profondamente ampliato i confini del linguaggio coreografico, valorizzando sia i grandi protagonisti internazionali sia l’attenzione per le nuove generazioni attraverso Biennale College. Nel rafforzare il profilo internazionale e il prestigio del Settore, Sir Wayne McGregor continuerà per i prossimi due anni a fare di Venezia un laboratorio privilegiato a cui guardare per scorgere il futuro della danza contemporanea”.

“Sono onorato di continuare a ricoprire il ruolo di Direttore della Biennale Danza per altri due mandati – dichiara Wayne McGregor. È stato un privilegio lavorare al fianco di artisti, pubblico e collaboratori eccezionali, esplorando la danza come potente forza di innovazione, immaginazione e connessione. Sono profondamente grato al Presidente Pietrangelo Buttafuoco e all’intero, straordinario team della Biennale di Venezia per la fiducia che continuano a riporre in me. Insieme continueremo ad ampliare le possibilità della coreografia, a sostenere voci nuove e audaci, a interrogare i nostri archivi come preziosi luoghi di produzione di conoscenza innovativa e a creare uno spazio in cui possano fiorire la curiosità artistica, la sperimentazione e l’eccellenza. Non vedo l’ora di portare avanti ciò che abbiamo iniziato e di plasmare il prossimo capitolo della Biennale Danza con ambizione, apertura e ottimismo”.

Sir Wayne McGregor -
nota biografica

Sir Wayne McGregor è Direttore artistico del settore Danza della Biennale di Venezia dal 2021. Nel 2011 è stato insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico (CBE) per i servizi resi alla danza; nel 2021 del Premio alla carriera al Prix de Lausanne; nel 2023 ha ricevuto una laurea honoris causa dal Royal College of Art di Londra e nel 2024 gli è stato conferito il titolo di Sir, primo coreografo contemporaneo, dopo i due grandi padri del balletto classico Frederick Ashton e Kenneth McMillan, a ricevere il riconoscimento per meriti nel campo della danza. Fa parte del Circle of Cultural Fellows del King’s College di Londra e nel 2017 è stato insignito della Fellowship onoraria della British Science Association. 

Dal 2006 McGregor è coreografo residente del Royal Ballet, il primo proveniente dalla danza contemporanea a essere invitato a ricoprire questo ruolo. Il suo lavoro è commissionato ed è nei repertori delle più importanti compagnie di danza del mondo. McGregor è richiesto come coreografo per il teatro (Old Vic, National Theatre, Royal Court, Donmar), l’opera (La Scala/Royal Opera, ENO, Dutch National Opera), il cinema (Harry Potter e il calice di fuoco, The Legend of Tarzan, Fantastic Beasts and Where To Find Them, Fantastic Beasts: The Crimes of Grindelwald, Sing, Mary Queen of Scots, The Outrun), video musicali (Radiohead, Thom Yorke, The Chemical Brothers), concerti (il rivoluzionario ABBA Voyage).

Ringraziamenti

Si ringraziano il Ministero della Cultura per il suo importante contributo e la Regione del Veneto per il sostegno accordato al settore Danza della Biennale di Venezia.

Media partner della Biennale Danza è la Rai. Attraverso i suoi canali informativi e Rai cultura - in particolare il canale Rai 5 e Radio3 – ha proposto e proporrà al pubblico i momenti salienti del festival.

fonte: www.labiennale.org 

Biotech > Cambia il libro della vita, è sottolineato e con pagine piegate. Racconta come il Dna si ripiega nello spazio e cambia nel tempo

Il nuovo atlante della vita si basa sull 'analisi di oltre 86.000 cellule di 16 tessuti umani (fonte: Amy Cao, Salk Senior Illustrator) - RIPRODUZIONE RISERVATA
Il libro della vita non è più un testo lineare da leggere una lettera dopo l'altra: finalmente contiene sottolineature, annotazioni e 'orecchie' alle pagine che permettono di interpretare meglio i geni scritti nel Dna umano. Di Elisa Buson

A rendere possibile questo nuovo livello di lettura è il primo atlante del corpo umano che mappa, cellula per cellula, sia il ripiegamento tridimensionale del Dna che le sue modifiche chimiche indotte dall'ambiente (epigenetiche) .

Basato sull'analisi di oltre 86.000 cellule di 16 tessuti umani, è stato realizzato dai ricercatori del Salk Institute in California, che rendono questa risorsa disponibile gratuitamente online, anche per l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale usati per prevedere l'impatto delle varianti genetiche sulla salute. Il risultato del loro lavoro è pubblicato sulla rivista Science.

La rivista pubblica insieme a Science Advances anche altri otto articoli sempre frutto del programma 4D Nucleome (NIH 4DN) del National Institutes of Health, che mira a comprendere come il genoma sia organizzato nello spazio e nel tempo per regolare l'espressione genica in condizioni di salute e malattia. "Questi studi mostrano quanto rapidamente questa disciplina sia maturata: dalla singola cellula oggi si arriva a mappare l'architettura del genoma nel cervello che invecchia, nell'Alzheimer, nel cuore, nel sistema immunitario", commenta il genetista Giuseppe Novelli dell'Università di Roma Tor Vergata. Le modificazioni chimiche e i ripiegamenti strutturali del Dna sono i due principali livelli di regolazione epigenetica che permettono di accendere e spegnere i geni secondo schemi specifici plasmando l'identità delle cellule. Entrambi i meccanismi influenzano l'espressione genica, ma finora non erano mai stati studiati simultaneamente in singole cellule dell'intero corpo umano.

Le informazioni ottenute grazie a questo nuovo studio aiutano a capire come agiscono le varianti genetiche che aumentano il rischio di specifiche malattie, in quale tipo di cellule entrano in azione e quali geni influenzano. "Per la medicina è un passaggio cruciale", sottolinea Novelli. Collegando i ripiegamenti strutturali del Dna alle varianti genetiche di rischio, "si passa dal dire 'questa variante è associata alla malattia' a dire 'questa variante agisce in questa cellula, attraverso questo contatto fisico tra regioni del Dna'. È la risoluzione di cui la medicina di precisione ha bisogno".

Lo studio ha anche evidenziato che, in alcune cellule, i cambiamenti tridimensionali del Dna e le modificazioni chimiche non vanno di pari passo: si è infatti osservato che la riorganizzazione tridimensionale del Dna cambia per prima, mentre le modifiche chimiche (prodotte dal cosiddetto processo di 'metilazione') seguono a ruota. Ciò suggerisce che diverse caratteristiche epigenetiche si aggiornano su scale temporali differenti durante le transizioni di stato cellulare: questa scoperta potrebbe ridefinire il modo in cui vengono definiti i tipi cellulari nei tessuti adulti e come viene tracciata la transizione delle cellule da una condizione normale a una di malattia.

fonte: Di Elisa Buson   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

mercoledì 15 luglio 2026

Moda: Gianni Versace, una retrospettiva a Parigi a 30 anni dalla morte. 450 capi e accessori, dal 5 giugno al 6 settembre nel Musée Maillol

ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA
(di Patrizia Vacalebri) Nell'anno in cui Gianni Versace avrebbe comoiuto 80 anni (il 2 dicembre) e in vista del 30/o anniversario della scomparsa (15 luglio 1997), Parigi dedica una grande mostra alla figura iconica e visionaria della moda che ha lasciato il segno nella sua epoca con un'estetica audace in cui glamour, sensualità e opulenza barocca convergono.

Dal 5 giugno e per tutta l'estate il Musée Maillol ospiterà la prima grande retrospettiva francese dedicata allo stilista dal 1986. Esposti quasi 450 pezzi: creazioni originali e silhouette, accessori, bozzetti, oggetti decorativi, fotografie, video e rare interviste in grado di offrire una panoramica completa dell'opera di Gianni Versace.

In una scenografia pop, curata da Nathalie Crinière, la mostra ripercorre un'intera carriera dedicata alla creazione e svela le molteplici ispirazioni che hanno plasmato l'universo Versace: gli esordi nella sartoria di famiglia in Calabria, l'iconografia della religione cattolica, l'ispirazione della statuaria greca, l'opera italiana e il suo fascino per il Barocco e le sue opulente stampe. 

Già acclamata a Londra, Berlino e Malaga, così come in diverse altre città europee, la mostra trova ora naturalmente la sua collocazione a Parigi, dove la moda si afferma come un linguaggio artistico e culturale. La mostra è una produzione Dreamrealizer, non è collegata né associata alla società Gianni Versace S.r.l. o alla famiglia Versace. Curatori della mostra sono Saskia Lubnow e Karl von der Ahé. 

"È nel mio lavoro che mi troverete": collocata sotto la scritta di questa citazione di Versace, la mostra esplora le molteplici ispirazioni che hanno plasmato l'universo dello stilista attraverso la presentazione di oltre 120 silhouette e manichini. Dal modernismo italiano ai riferimenti all'antichità della Magna Grecia, dallo splendore del Barocco alle influenze della Pop Art, la mostra rivela una moda nutrita di storia, arte e cultura popolare. Le creazioni dialogano con i mondi di Botticelli, Canova e Picasso, ma anche con l'energia grafica della Pop Art, incarnata da Andy Warhol, mentre artisti contemporanei come Julian Schnabel dimostrano il profondo legame dello stilista con la cultura visiva del suo tempo. 

L'esposizione esplora anche come questa estetica sia stata catturata da grandi fotografi di moda, tra cui Richard Avedon, Irving Penn, Helmut Newton, Patrick Demarchelier e Mario Testino, le cui fotografie hanno contribuito a diffondere l'immagine sensuale delle sue creazioni in tutto il mondo. La mostra mette inoltre in luce gli stretti legami tra Versace e le figure di spicco della cultura popolare, da icone della musica come Madonna, Elton John, George Michael, Grace Jones e Prince, a personalità del cinema e del palcoscenico internazionale come la Principessa Diana ed Elizabeth Hurley. Ricorda inoltre il ruolo fondamentale nel lanciare le prime top model, da Carla Bruni a Naomi Campbell, da Cindy Crawford a Claudia Schiffer, da Karen Mulder a Linda Evangelista. Video delle sfilate, servizi fotografici e riviste riportano in vita quel periodo. 

Dalle ispirazioni punk e degli anni '90 alle silhouette più minimaliste della fine della sua carriera, passando per l'energia solare di Miami e l'iconografia mediterranea delle sue stampe su seta, la mostra ripercorre l'evoluzione di uno stile audace che ha rinnovato il dialogo tra moda e arte. 

Per lo stilista nato in Calabria nel 1946, Parigi era la passerella del mondo. Alla fine degli anni '70, Gianni contribuì a spostare il centro di gravità della moda verso Milano, ma Parigi restava il palcoscenico storico dove le più grandi case di haute couture presentavano le loro collezioni. Così scelse Parigi per far sfilare la sua nuova linea di haute couture, "Atelier Versace", nel 1989. Da quel momento le sue sfilate al Ritz Hotel di Place Vendôme divennero leggendarie. Fino all'ultima apparizione, circondato dalle sue supermodelle, prima della sua tragica scomparsa a Miami nel 1997. 

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lunedì 13 luglio 2026

Mostre: "Edward Hopper" al Palazzo Blu a Pisa, dal 14 Ottobre 2026 - 7 Marzo 2027

Dal 14 ottobre 2026 al 7 marzo 2027, Palazzo Blu presenta Edward Hopper, una grande mostra con oltre 150 opere dedicata a uno dei più importanti artisti americani del Novecento, che si articola in cinque sezioni che ripercorrono le principali fasi della vita e della carriera dell’artista.

Per quasi sessant’anni New York fu la casa di Edward Hopper, il luogo che più di ogni altro alimentò la sua ricerca artistica e divenne protagonista di molte delle sue opere più celebri. Tuttavia, la sua visione si formò anche attraverso viaggi, soggiorni e paesaggi che lo accompagnarono per tutta la vita: dalla scoperta di Parigi alle coste del New England, fino ai lunghi spostamenti attraverso gli Stati Uniti.

Attraverso dipinti, acquerelli, disegni, incisioni e materiali d’archivio, la mostra racconta l’intero percorso creativo dell’artista, mettendo in luce il ruolo fondamentale che i luoghi ebbero nella costruzione del suo immaginario. Città, paesaggi, architetture e persone diventano così le tappe di un viaggio che permette di comprendere come Hopper abbia sviluppato quello sguardo unico e inconfondibile che ancora oggi continua ad affascinare il pubblico.

L’esposizione è promossa dalla Fondazione Palazzo Blu, organizzata dal Whitney Museum of American Art di New York con MondoMostre, con il contributo di Fondazione Pisa.


Edward Hopper
Statue at Park Entrance / Statua all’ingresso del Parco, 1918–20
Olio su tela, 61,6 × 74,5 cm
Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper
Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1194
© Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

Edward Hopper
Soir Bleu / Sera Blu, 1914
Olio su tela, 91,8 × 182,7 cm
Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1208
© Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

Edward Hopper
Queensborough Bridge / Ponte di Queensborough, 1913
Olio su tela, 65,7 × 96,8 cm Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1184
© Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

Edward Hopper
Self-Portrait / Autoritratto, 1925–30
Olio su tela, 64,5 × 51,8 cm
Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1165
© Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

fonte: https://palazzoblu.it 

Mostre: "After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985" AFTER STEPS THROUGH WORK.

Dal 10 luglio al 25 ottobre 2026 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea apre al pubblico After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985, che ripropone la mostra inaugurata il 5 ottobre del 1985 nelle sale del museo, per celebrare i primi vent’anni della collaborazione tra FENDI e Karl Lagerfeld. Una collaborazione destinata a durare fino alla morte del designer, nel 2019. 

La mostra, realizzata da FENDI, che ha festeggiato 100 anni di storia, è ideata da Maria Grazia Chiuri e curata da Maria Luisa Frisa ed è stata inaugurata il 9 luglio in occasione della sfilata di Fendi Couture, che è stata ospitata nelle sale dedicate alle opere del ‘900 della GNAMC. 

La mostra odierna segue il più fedelmente possibile le orme dell’esposizione del 1985, nello stesso museo ma in spazi diversi. Concepita per illustrare i diversi passaggi che conducono dall’ideazione alla progettazione e alla produzione del capo, si articola nelle sezioni Tavolette, Caleidoscopio, Matrici Progettuali, Teatro, Pettine, Video, Schizzi e Computer attraverso una sequenza narrativa basata su quella studiata dallo stesso Lagerfeld quarant’anni fa. 

Riproporre una mostra che ha fatto epoca significa indagare la storia della moda e farla rivivere attraverso una ricontestualizzazione critica degli oggetti e dei disegni originali, cercando di utilizzare le strutture allestitive storiche e di sostituire solo gli oggetti mancanti con heritage reproductions. Chiude la mostra una selezione della vastissima rassegna stampa del 1985, che offre una preziosa occasione per riflettere sull’evoluzione della museologia della moda in Italia.

«Questa mostra è un tassello della storia del nostro Paese e di quella della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, che è stata pioniera nell’ospitare la moda, anticipando una visione curatoriale multidisciplinare, che oggi si rafforza anche con l’introduzione del design all’interno del museo», dichiara la direttrice Renata Cristina Mazzantini. «La creatività contemporanea, che spesso si fonda sulla cultura del progetto, tende ad assottigliare i confini tra le discipline e vive di contaminazioni. Questa mostra celebra la tradizione del “bello e ben fatto” che insieme danno vita a oggetti di straordinaria qualità.»

After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985

A cura di Maria Luisa Frisa 

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma

Date: dal 10 luglio al 25 ottobre 2026
Orari: da martedì a domenica ore 9:00 – 19:00, lunedì chiuso

Biglietti: La mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

fonte: https://gnamc.cultura.gov.it 

Libri: "Il negozio di kimono vintage" di Marie di Sanaka Hiiragi

Dopo il successo di Il magico studio fotografico di Hirasaka, un appassionante viaggio tra kimono e ricordi, dove ogni abito custodisce la memoria di chi lo ha indossato e diventa il filo prezioso che unisce vite lontane. Un kimono, mille storie che si intrecciano. Nel cuore del Giappone rurale, la boutique Gatto nero di Marie custodisce segreti, rinascite e nuovi legami.

Un kimono marrone con obi turchese e, ricamato all’interno, un piccolo rebus. Un altro, del raffinato tessuto kurumegasuri, ricevuto per posta da una mittente misteriosa. Al Gatto nero, il negozio di Marie, i kimono non sono semplici abiti, ma veri e propri scrigni di storie e segreti. 

Quando la vita a Tōkyō le crolla addosso, Namiko trova rifugio a Kotohira, nella vecchia casa della nonna. Qui scopre una boutique sospesa nel tempo, specializzata in kimono di seconda mano. 

A gestirla è una donna elegante e riservata, dalla bellezza quasi innaturale. Visita dopo visita, tra scaffali di stoffe antiche e presenze abituali, Namiko impara a padroneggiare l’arte di indossare un kimono nel modo tradizionale, di cucire e di rallentare il passo. Ogni incontro – le Tre Nonnine con i loro pettegolezzi venati di saggezza, la piccola ribelle Kazuna, il medico Segawa – le insegna qualcosa di nuovo su sé stessa e sugli altri. Ma la presenza più enigmatica resta quella di Kako, cliente storica di Marie che Namiko non incontra mai: chi è? E perché non si fa vedere? 

Sanaka Hiiragi è un'autrice giapponese. Cresciuta nella prefettura di Hyogo, vive a Tokyo. Si è laureata in Letteratura presso l’università femminile di Kobe e ha completato gli studi all’università Himeji Dokkyo. Dopo sette anni all’estero come insegnante di giapponese, nel 2013 ha esordito nella narrativa vincendo un premio letterario. È appassionata di fotografia, vecchie macchine fotografiche e kimono.
Tra i suoi titoli, Il magico studio fotografico di Hirasaka (Feltrinelli, 2023), Il negozio di kimono vintage di Marie (Feltrinelli, 2026).

fonte: www.lafeltrinelli.it 

Moda - La couture di Chiuri per Fendi nella Galleria d'Arte Moderna. Riproposta nella Gnamc anche mostra omaggio a Karl Lagerfeld

ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA
L'alta moda di Maria Grazia Chiuri per Fendi debutta non a Parigi ma a Roma, nella sede della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea (Gnamc), dov'è stata inaugurata anche la mostra "After - Un percorso di lavoro - Fendi/Karl Lagerfeld 1985", a cura di Maria Luisa Frisa, riproposta da Chiuri la stessa mostra che la Gnamc ospitò nel 1985. 

Quella esposizione celebrava i primi vent'anni della collaborazione tra Fendi e Lagerfeld, che dal 1965 durò fino alla morte del designer nel 2019.

L'esposizione, segnò anche la prima volta che un brand di pellicce entrava in un museo italiano. Cosa che destò anche polemiche. Stavolta la mostra, che resterà aperta al pubblico dal 10 luglio fino al 25 ottobre, ripercorre un percorso illustrato delle tappe che partono dall'idea tematica di una collezione, ai bozzetti, ai teli prova, fino alla realizzazione dei capi finiti: coloratissime ed elaborate pellicce d'archivio che si muovono scorrendo su binari rotanti, come in palcoscenico teatrale. 

"E' stato naturale sfilare a Roma con la mia prima collezione di alta moda per Fendi - chiarisce nella conferenza stampa di presentazione la direttrice creativa di Fendi - . Roma è la mia città. Stando lontana (ha diretto Dior dal 1016 al 2025 ndr) l'ho apprezzata di più. Certo la capitale ha una storia direi ingombrante, ma è qui trovo ispirazione ed è in questa città che ho fatto il mio apprendistato, proprio dalle Sorelle Fendi. Da loro ho imparato tutto, dal lavorare tutte le materie, pellicce, pelli, cachemire, seta, al riutilizzare gli scarti, ma soprattutto a sperimentare con grande libertà. Loro mi spronavano proprio in questo perché erano sempre proiettate nel futuro". 

E poi, sul tema delle pellicce, che anche la Camera Nazionale della Moda Italiana suggerisce di non portare in passerella alla fashion week, Chiuri tranquillizza: "Noi usiamo solo pellicce di magazzino, capi vecchi, scarti che rendiamo preziosi, leggeri, morbidi, sensuali, con le nostre lavorazioni". 

La collezione couture di Maria Grazia Chiuri per Fendi si interroga sul desiderio di cui sono impastati i nostri corpi. 

Chiuri parla di una collezione costruita puntando alla sensualità, all'erotismo, alla libertà. Emerge anche in passerella l'immagine di libertà innocente ed erotica, quella di una ragazza tedesca che attraversa la Roma della fine degli anni Settanta in quella archeologia dei fashion film che è Histoire d'eau (evocazione ironica di Histoire d'O, di Pauline Réage) di Jacques De Bascher, grande amore del Kaiser, commissionato dallo stesso Karl Lagerfeld per la sua prima collezione ready-to-wear da Fendi nel 1977. 

La collezione di Chiuri asseconda il corpo. Sono abiti che non costringono, ma si muovono, scivolano sul corpo, sono leggeri come quelli in chiffon a intarsi a righe nel bianco e nero. La forma kimono, "quella classica della maison Fendi" sottolinea Chiuri, per giacche, soprabiti, diventa dichiarazione di un modo di vestire fluido, in materie come il velluto, il grain de pudre. Come l'abito che scolpisce il corpo, senza usare il corsetto, solo attraverso l'uso del drappeggio. Chiuri fa dialogare i diversi atelier. Vengono costruiti una serie di pezzi agiti nella sottrazione: la pelliccia è una piuma: righe bianche e nere trattenute dal tulle. Una venere in pelliccia che avanza sensuale e divertita. Il tulle è struttura anche di mantelli, cappe tracciati da arabeschi che diventano, foglie, piume, fiori di pelle, di pelliccia, di tessuto. Sulle spalle degli uomini sono coperta, capanna, poncho. La pelle traccia anche labirinti sul bianco di un cappotto double in cachemire. 

Il parterre del fashion show è da urlo: Sarah Jessica Parker, Jessica Alba, l'attrice spagnola Victoria Luengo, il regista Rodrigo Sorogoyen, Monica Bellucci, Valeria Bruni Tedeschi, l'attore Luca Marinelli, i registi Valeria Golino, Alice Rohrwacher e Pietro Castellitto.  

fonte: Redazione ANSA    www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati       

Facebook e Instagram, l'Europa contro Meta: il design crea dipendenza. NEL MIRINO ANCHE IL "RABBIT HOLE"

© Istockphoto
Il colosso rischia una multa fino a 12 miliardi di dollari anche per lo scroll infinito e l'autoplay dei video. Per Bruxelles servono pause efficaci e sistemi di raccomandazione meno invasivi

L'Unione Europea mette nel mirino Facebook e Instagram. La Commissione europea contesta a Meta in via preliminare la violazione della legge sui servizi digitali (Digital Services Act), ritenendo che il design delle due piattaforme social crei dipendenza. Lo scroll infinito, l'autoplay dei reel e video, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati sono le caratteristiche contestate dall'esecutivo europeo perché favoriscono "un uso compulsivo delle piattaforme, con rischi per il benessere fisico e mentale degli utenti". I social network, così come sono ora,, creano una dipendenza grave paragonabile a quelle delle droghe pesanti, soprattutto per minori e persone vulnerabili.  

L'accusa della Commissione

I risultati fanno parte di un'indagine di lunga durata su Meta avviata nel maggio 2024 e contengono diversi elementi critici per il colosso tecnologico. Bruxelles ritiene che la società debba modificare il design di Instagram e Facebook, ad esempio disattivando tra le impostazione predefinita funzioni come l'autoplay e lo scroll infinito, introducendo pause efficaci per il tempo di utilizzo e rendendo i sistemi di raccomandazione meno orientati a massimizzare il coinvolgimento degli utenti.

Oltre alle accuse per il design delle due piattaforme prese in esame, Meta finisce nel mirino dei funzionari Ue anche per gli effetti del "rabbit hole", in cui un algoritmo propone ai giovani contenuti negativi, ad esempio immagini corporee irrealistiche o create con l'intelligenza artificiale e scene violente. In un altro punto dell'indagine, la Commissione sostiene che l'azienda abbia anche violato la legge Ue – e i propri termini e condizioni – non impedendo ai bambini sotto i 13 anni di utilizzare Facebook e Instagram.

La multa salata per Meta

Se le conclusioni saranno confermate, Meta rischia una multa fino al 6% del fatturato annuo mondiale. Considerando che i ricavi annuali del colosso superano la soglia dei 200 miliardi di dollari, la potenziale sanzione ammonterebbe a oltre 12 miliardi di dollari. L'azienda tecnologica può ora esaminare le prove raccolte dall'esecutivo europeo contro di lui e presentare la sua difesa. L'azienda, che si dichiara contraria ai risultati preliminari dell'indagine, ricorda di aver sviluppato nell'ultimo decennio "più di 50 strumenti e politiche pensati per proteggere" i giovani utenti per rendere le loro "esperienze sicure e adeguate all'età".

La risposta di Meta

"Non concordiamo con questi risultati preliminari che non tengono adeguatamente conto delle misure significative che abbiamo adottato per proteggere gli adolescenti", si legge nella nota di un portavoce Meta. "Da quando è stata avviata questa indagine abbiamo lanciato gli account per teenager che proteggono automaticamente i ragazzi e danno ai genitori il controllo consentendo di bloccare l'accesso a Instagram di notte e limitare il tempo di uso giornaliero a soli 15 minuti. Condividiamo l'impegno della Commissione Europea nel garantire ai ragazzi esperienze online sicure e positive e continueremo a collaborare con loro in modo costruttivo". 

fonte: www.tgcom24.mediaset.it 

Libri: "Tutte le volte che le donne hanno inventato qualcosa ma il merito se l'è preso un uomo" di Cathy La Torre

La storia delle donne dimenticate non è finita ma sta cambiando. E il cambiamento, quando arriva, è radicale.

Questo libro parla di donne che hanno cambiato il mondo. Sapete chi ha inventato il Monopoly? Una donna. Il tergicristallo? Una donna. La lavastoviglie? Il Bacio Perugina? I segnali di stop? Donne. Donne. Donne. Eppure i loro nomi non compaiono nei libri di scuola. 
 
In alcuni casi le loro scoperte sono state rubate dai colleghi. In altri sono state derise, ostacolate, impedite persino di brevettare. In altri ancora, cancellate del tutto. In inglese è bropriating, una tradizione così consolidata che abbiamo dovuto inventare una parola apposta per definire quando un uomo si prende il merito del lavoro di una donna. "Tutte le volte che le donne" è un viaggio lungo secoli che parte da una scoperta shock: le seghe non le hanno inventate gli uomini. 
 
E nemmeno la lavastoviglie o il sacchetto di carta. Oggetti di uso quotidiano di cui non sappiamo nulla. Men che meno della loro geniale autrice. Il mondo della fisica, della chimica, della medicina e dell'astronomia è sempre stato affollato da scienziate ma non ce lo hanno mai detto. Di cosa sono fatte le stelle? E la materia oscura? Chiedetelo a Cecilia Payne-Gaposchkin o Vera Rubin. 
 
Le donne hanno saputo ridisegnare i confini del possibile. Come Franca Viola, che con il suo no al matrimonio riparatore ha cambiato per sempre il diritto italiano, o Tarana Burke, che con due parole - me too - ha dato voce a tutte le donne violentate e umiliate. 
 
Ma in questo libro Cathy La Torre, avvocata e attivista, non racconta solo donne straordinarie. Racconta il mondo che le ha rese invisibili. Un mondo in cui ancora oggi una donna guadagna meno di un uomo a parità di lavoro e nessuno sembra trovarlo scandaloso. Un mondo in cui dodici milioni di bambine ogni anno vengono costrette a sposarsi anche negli Stati Uniti.

fonte e libro: www.lafeltrinelli.it 

Mostre: a Carrara "Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna" curata da Massimo Bertozzi

“Le signore dell’arte” a Carrara: oltre 130 opere a Palazzo Cucchiari per svelare la parità del talento. A cura di Massimo Bertozzi

Dopo le esposizioni dedicate al Mare, al Novecento a Carrara, alla Belle Epoque e al Gioco, per l’estate 2026 la Fondazione Giorgio Conti promuove a Palazzo Cucchiari di Carrara la mostra Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna che si apre sabato 27 giugno per poi proseguire fino a domenica 25 ottobre 2026.

Curata da Massimo Bertozzi, l’esposizione si preannuncia come una mostra rivelatrice di un luogo comune da superare, proponendo un interessante sguardo “di genere” sull’universo artistico a cavallo tra XIX e XX secolo.

In totale saranno in mostra 131 opere – tra dipinti e sculture – che portano la firma di ben 42 artiste, a cui si affiancano tre dipinti di Giacomo Balla e quattro opere di Felice Casorati.

La qualità delle opere presenti nelle eleganti sale di Palazzo Cucchiari è garantita da prestiti eccezionali provenienti dalle più importanti collezioni pubbliche italiane. Tra gli enti prestatori figurano infatti il Quirinale, la Camera dei deputati, la Banca d’Italia, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Galleria Sabauda di Torino e il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.

Nelle intenzioni di Bertozzi vi è la volontà di richiamare l’attenzione dei visitatori sul “peso” dei rapporti familiari nella formazione e nell’affermazione delle artiste italiane. Un’analisi accurata a fronte del cambiamento della loro condizione sociale e artistica tra la metà dell’800 e la metà del ‘900, cento anni durante i quali i cambiamenti si rivelarono drastici.

Tutte queste opere contribuiranno a formare un percorso espositivo fondato sull’intreccio di molte storie, a cominciare dalle “pioniere” – vere protagoniste della mostra e qui definite le Signore dell’arte. Spesso ricordate solo come figlie, mogli o compagne di altri artisti, trovano qui spazio nella piena e libera esplicitazione del loro personale e innegabile talento.

Nella mostra saranno molti i focus dedicati ad alcune figure emblematiche. Tra queste Antonietta Raphael, moglie di Mario Mafai, prima pittrice e poi scultrice di respiro europeo che con Scipione fondò la Scuola romana. Di lei, che Cesare Brandi definì «l’unica scultrice italiana», si potrà ammirare Mario nello studio (Omaggio a Mafai) dipinta nel 1966.

Un altro dipinto da non perdere è l’Autoritratto del 1932 di Adriana Pincherle, proveniente dagli Uffizi. Moglie di Onofrio Martinelli e sorella di Alberto Moravia, si ispirò allo stile post-impressionista di Matisse, non abbandonandolo mai. Lontana dalla mondanità dei salotti romani, si trasferì a Firenze; in mostra, oltre all’autoritratto, si potrà ammirare anche il ritratto del marito.

Di tutt’altra natura artistica fu Leonor Fini, nata a Buenos Aires nel 1907: pittrice, scenografa, costumista, scrittrice e unica pittrice surrealista italiana. Rifiutando i canoni del Novecento italiano, si spostò a Parigi dove divenne una protagonista della seconda metà del secolo. Di questa eclettica e anticonformista artista vedremo il Ritratto del giovane scrittore André de Mandiargues, con il quale ebbe una relazione nel 1932.

In definitiva, quello confezionato dallo staff di Palazzo Cucchiari è un doveroso svelamento di un lato ancora poco noto della nostra storia dell’arte, che punta i riflettori non solo sull’estetica ma sulla fondamentale parità del talento nell’arte italiana moderna. 

fonte: www.mostralesignoredellarte.it 

lunedì 6 luglio 2026

Musica - Madonna elogia Raffaella Carrà: “Si è sempre spinta oltre, come piace a me”

Italians do it better non è solo uno slogan per la regina del pop, che negli anni ha sempre dimostrato il suo amore per l’Italia, non solo a parole, ma con i fatti, visitando le nostre città d’arte e trascorrendo i suoi compleanni nel Bel Paese. Per la Ciccone l’Italia è anche grande fonte di ispirazione e di recente ha svelato alcune icone che hanno alimentato la sua creatività e hanno influenzato in qualche modo la sua arte. Nella nuova intervista rilasciata a Vogue Italia, Madonna ha parlato di Raffaella Carrà, ma anche di alcuni tra i più grandi registi del nostro cinema, in particolare quelli del neorealismo. Di Anthony Festa

La popstar americana (che sta per rilasciare un nuovo album) ha rivelato di apprezzare i capolavori di Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini e “ovviamente quelli di Federico Fellini“. Madonna ha anche ammesso di amare la disco italiana degli anni Settanta, soprattutto quella di Raffaella Carrà: “Il modo in cui ballava e si vestiva, spingendosi sempre più in là, proprio come piace a me“.

È davvero bello quando un’icona riconosce l’impatto e la grandezza di un’altra leggenda del mondo dello spettacolo. Le parole della cantante di Material Girl sono l’ennesima prova che Raffaella ha lasciato il segno in tutto il mondo e di quanto anche all’estero la conoscessero e l’apprezzassero.

Madonna e l’incontro con Raffaella Carrà.

Non solo la grande ammirazione e il rispetto che le ha dimostrato nell’intervista concessa a Vogue, Madonna qualche anno fa ha anche incontrato Raffaella Carrà, in occasione di un suo viaggio promozionale in Italia. Nel dicembre del 2000. Due mesi dopo l’uscita del suo disco Music, la Ciccone è volata in Europa per promuovere l’album e una volta arrivata nel nostro Paese ha scelto Carramba Che Fortuna. Quell’ospitata sembrava partita con il piede sbagliato per alcune spiacevoli vicende personali della cantante, ma la Carrà è riuscita a risolvere la situazione e alla fine tutto è andato per il verso giusto.

Nel 2021 l’autrice Rai Chiara Di Giambattista, ai microfoni di Radio Deejay ha raccontato i retroscena dell’incontro tra le due dive. La notte prima dell’esibizione a Carramba Che Sorpresa, la casa londinese di Madonna è stata svaligiata dai ladri e questo ha comprensibilmente scosso la star: “Era molto innervosita e al suo arrivo negli studi Rai chiese di non parlare con nessuno“.

Quando Raffaella ha saputo che la sua ospite non voleva incontrare e parlare con nessuno, ha preso la sua cartellina e si è diretta verso il camerino della regina del pop, che era sorvegliato da una delle sue guardie del corpo: “Nessuno sa cosa si dissero in quell’occasione Madonna e Raffaella Carrà“, ha detto Chiara Di Giambattista, ma di certo qualcosa di positivo è accaduto nel backstage di Carramba. Le due donne infatti, in onda hanno dimostrato una grande sintonia, una complicità autentica e Madonna è apparsa serena e anche meno austera e spigolosa rispetto a molte altre sue apparizioni pubbliche.

fonte: www.biccy.it   Di  Anthony Festa

Musica - Cinque anni senza Raffaella Carrà, l'omaggio in musica del coro Le Dolci Note

©Ansa
Per il quinto anniversario dalla scomparsa, la Fondazione a lei intitolata, voluta dal figlio adottivo dell'artista, Gian Luca Pelloni Bulzoni, ha voluto l'artista con un video musicale realizzato insieme al coro diretto da Alessandro Bellomaria Le Dolci Note. Il remix di Pedro ha già totalizzato 6 miliardi di visualizzazioni su TikTok

Domenica 5 luglio ricorre il quinto anniversario dalla scomparsa di Raffaella Carrà e la Fondazione a lei intitolata, voluta dal figlio adottivo dell'artista, Gian Luca Pelloni Bulzoni, ha voluto ricordarla con un video musicale realizzato insieme al coro diretto da Alessandro Bellomaria Le Dolci Note, tra le realtà patrocinate dalla Fondazione, situato a Torpignattara, uno dei quartieri periferici e non facili della Capitale. Infatti, tra gli obiettivi del coro, così come della Fondazione, c'è quello di educare attraverso la musica bambini e ragazzi a sani valori, creando un clima di amicizia e aiutandoli a crescere in un posto sicuro e accogliente. Nel video, il coro canta e si scatena ballando sulle note del brano Pedro, il cui remix ha totalizzato 6 miliardi di visualizzazioni su TikTok. E poi l'emozione di Assulajé, sigla del programma Rai Amore, con il quale la Carrà fece adottare a distanza 150mila bambini. 

La Fondazione Raffaella Carrà ETS

Principi etici, valori morali e solidarietà: su questi presupposti si basa l'attività della Fondazione Raffaella Carrà ETS, gli stessi che hanno contraddistinto la vita e la carriera dell'artista. Tra i progetti in fase di avviamento: Vox Animae, dedicato alla crescita dei giovani attraverso il canto corale (progetto in cui rientra il coro Le Dolci Note), imparando il valore dell'ascolto, della collaborazione, della disciplina e della condivisione. Primus Actus, dedicata ai giovani registi che si affacciano al mondo del cinema e della produzione audiovisiva. Freedom, programma dedicato a giovani che crescono in contesti con poche opportunità e pensato per offrire tempo, strumenti, esperienze e relazioni autentiche. Talentum, progetto dedicato alla valorizzazione dei giovani talenti nel campo della danza con borse di studio e percorsi di sostegno formativo. Inoltre, per celebrare la vita e la carriera di Raffaella, in autunno la Fondazione patrocinerà la mostra "Raffaella Carrà. Coraggio, stile di vita e libertà", promossa dal Ministero della Cultura e prodotta da Alessandro Nicosia con la sua società C.O.R., con la curatela di Barbara Giaquinto e Margherita Vasselli.

fonte: https://tg24.sky.it 

Cinema: George Clooney riceverà il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia

©Getty
L'attore, regista e produttore statunitense, sarà premiato durante l'83esima edizione che si terrà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre. "Un onore immenso, probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così" ha commentato

E' stato attribuito a George Clooney, attore, regista e produttore statunitense (Jay Kelly, Syriana, Good Night and Good Luck), il Leone d'oro alla carriera dell'83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del Direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera. George Clooney, nell'accettare, ha detto: "Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d'Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così". 

Le motivazioni della direzione

A proposito del riconoscimento, il direttore Alberto Barbera ha affermato: “Nella sua triplice veste di attore, regista e produttore, George Clooney è un artista completo e carismatico, appassionato e originale, avendo saputo trasformare una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo. Un avvio di carriera vissuta senza scorciatoie, grazie a piccole parti in telefilm e B-movie sino al grande successo ottenuto come protagonista della serie ER, hanno plasmato un attore capace di abitare lo schermo con una naturalezza disarmante, conferendogli il dono di far sembrare i suoi personaggi non solo credibili ma desiderabili, vicini e umani, grazie anche ad un fascino innegabile.

Ma quello di Clooney è un carisma costruito sulla credibilità, non sull'immagine, perché il suo lato seduttivo non è mai stato solo estetico. Perfetta combinazione di glamour da star di altri tempi, grande professionalismo e sensibilità moderna, l'attore ha attraversato i generi con versatilità: i film di guerra con Three Kings e Syriana, il thriller con Michael Clayton, la commedia con Ocean's Eleven e Fratello dove sei?, la fantascienza con Gravity e Solaris, la commedia con Paradiso amaro, Tra le nuvole e Jay Kelly. In ciascuno di questi film ha modulato il suo registro senza tradire se stesso. Così come nei film realizzati da regista, tra cui Confessioni di una mente pericolosa, Good Night and Good Luck, Le idi di marzo e Suburbicon, opere che riflettono anche l’impegno sociale e umanitario dell’autore”. 

fonte:  https://tg24.sky.it