lunedì 13 luglio 2026

Mostre: "Edward Hopper" al Palazzo Blu a Pisa, dal 14 Ottobre 2026 - 7 Marzo 2027

Dal 14 ottobre 2026 al 7 marzo 2027, Palazzo Blu presenta Edward Hopper, una grande mostra con oltre 150 opere dedicata a uno dei più importanti artisti americani del Novecento, che si articola in cinque sezioni che ripercorrono le principali fasi della vita e della carriera dell’artista.

Per quasi sessant’anni New York fu la casa di Edward Hopper, il luogo che più di ogni altro alimentò la sua ricerca artistica e divenne protagonista di molte delle sue opere più celebri. Tuttavia, la sua visione si formò anche attraverso viaggi, soggiorni e paesaggi che lo accompagnarono per tutta la vita: dalla scoperta di Parigi alle coste del New England, fino ai lunghi spostamenti attraverso gli Stati Uniti.

Attraverso dipinti, acquerelli, disegni, incisioni e materiali d’archivio, la mostra racconta l’intero percorso creativo dell’artista, mettendo in luce il ruolo fondamentale che i luoghi ebbero nella costruzione del suo immaginario. Città, paesaggi, architetture e persone diventano così le tappe di un viaggio che permette di comprendere come Hopper abbia sviluppato quello sguardo unico e inconfondibile che ancora oggi continua ad affascinare il pubblico.

L’esposizione è promossa dalla Fondazione Palazzo Blu, organizzata dal Whitney Museum of American Art di New York con MondoMostre, con il contributo di Fondazione Pisa.


Edward Hopper
Statue at Park Entrance / Statua all’ingresso del Parco, 1918–20
Olio su tela, 61,6 × 74,5 cm
Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper
Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1194
© Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

Edward Hopper
Soir Bleu / Sera Blu, 1914
Olio su tela, 91,8 × 182,7 cm
Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1208
© Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

Edward Hopper
Queensborough Bridge / Ponte di Queensborough, 1913
Olio su tela, 65,7 × 96,8 cm Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1184
© Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

Edward Hopper
Self-Portrait / Autoritratto, 1925–30
Olio su tela, 64,5 × 51,8 cm
Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1165
© Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

fonte: https://palazzoblu.it 

Mostre: "After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985" AFTER STEPS THROUGH WORK.

Dal 10 luglio al 25 ottobre 2026 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea apre al pubblico After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985, che ripropone la mostra inaugurata il 5 ottobre del 1985 nelle sale del museo, per celebrare i primi vent’anni della collaborazione tra FENDI e Karl Lagerfeld. Una collaborazione destinata a durare fino alla morte del designer, nel 2019. 

La mostra, realizzata da FENDI, che ha festeggiato 100 anni di storia, è ideata da Maria Grazia Chiuri e curata da Maria Luisa Frisa ed è stata inaugurata il 9 luglio in occasione della sfilata di Fendi Couture, che è stata ospitata nelle sale dedicate alle opere del ‘900 della GNAMC. 

La mostra odierna segue il più fedelmente possibile le orme dell’esposizione del 1985, nello stesso museo ma in spazi diversi. Concepita per illustrare i diversi passaggi che conducono dall’ideazione alla progettazione e alla produzione del capo, si articola nelle sezioni Tavolette, Caleidoscopio, Matrici Progettuali, Teatro, Pettine, Video, Schizzi e Computer attraverso una sequenza narrativa basata su quella studiata dallo stesso Lagerfeld quarant’anni fa. 

Riproporre una mostra che ha fatto epoca significa indagare la storia della moda e farla rivivere attraverso una ricontestualizzazione critica degli oggetti e dei disegni originali, cercando di utilizzare le strutture allestitive storiche e di sostituire solo gli oggetti mancanti con heritage reproductions. Chiude la mostra una selezione della vastissima rassegna stampa del 1985, che offre una preziosa occasione per riflettere sull’evoluzione della museologia della moda in Italia.

«Questa mostra è un tassello della storia del nostro Paese e di quella della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, che è stata pioniera nell’ospitare la moda, anticipando una visione curatoriale multidisciplinare, che oggi si rafforza anche con l’introduzione del design all’interno del museo», dichiara la direttrice Renata Cristina Mazzantini. «La creatività contemporanea, che spesso si fonda sulla cultura del progetto, tende ad assottigliare i confini tra le discipline e vive di contaminazioni. Questa mostra celebra la tradizione del “bello e ben fatto” che insieme danno vita a oggetti di straordinaria qualità.»

After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985

A cura di Maria Luisa Frisa 

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma

Date: dal 10 luglio al 25 ottobre 2026
Orari: da martedì a domenica ore 9:00 – 19:00, lunedì chiuso

Biglietti: La mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

fonte: https://gnamc.cultura.gov.it 

Libri: "Il negozio di kimono vintage" di Marie di Sanaka Hiiragi

Dopo il successo di Il magico studio fotografico di Hirasaka, un appassionante viaggio tra kimono e ricordi, dove ogni abito custodisce la memoria di chi lo ha indossato e diventa il filo prezioso che unisce vite lontane. Un kimono, mille storie che si intrecciano. Nel cuore del Giappone rurale, la boutique Gatto nero di Marie custodisce segreti, rinascite e nuovi legami.

Un kimono marrone con obi turchese e, ricamato all’interno, un piccolo rebus. Un altro, del raffinato tessuto kurumegasuri, ricevuto per posta da una mittente misteriosa. Al Gatto nero, il negozio di Marie, i kimono non sono semplici abiti, ma veri e propri scrigni di storie e segreti. 

Quando la vita a Tōkyō le crolla addosso, Namiko trova rifugio a Kotohira, nella vecchia casa della nonna. Qui scopre una boutique sospesa nel tempo, specializzata in kimono di seconda mano. 

A gestirla è una donna elegante e riservata, dalla bellezza quasi innaturale. Visita dopo visita, tra scaffali di stoffe antiche e presenze abituali, Namiko impara a padroneggiare l’arte di indossare un kimono nel modo tradizionale, di cucire e di rallentare il passo. Ogni incontro – le Tre Nonnine con i loro pettegolezzi venati di saggezza, la piccola ribelle Kazuna, il medico Segawa – le insegna qualcosa di nuovo su sé stessa e sugli altri. Ma la presenza più enigmatica resta quella di Kako, cliente storica di Marie che Namiko non incontra mai: chi è? E perché non si fa vedere? 

Sanaka Hiiragi è un'autrice giapponese. Cresciuta nella prefettura di Hyogo, vive a Tokyo. Si è laureata in Letteratura presso l’università femminile di Kobe e ha completato gli studi all’università Himeji Dokkyo. Dopo sette anni all’estero come insegnante di giapponese, nel 2013 ha esordito nella narrativa vincendo un premio letterario. È appassionata di fotografia, vecchie macchine fotografiche e kimono.
Tra i suoi titoli, Il magico studio fotografico di Hirasaka (Feltrinelli, 2023), Il negozio di kimono vintage di Marie (Feltrinelli, 2026).

fonte: www.lafeltrinelli.it 

Moda - La couture di Chiuri per Fendi nella Galleria d'Arte Moderna. Riproposta nella Gnamc anche mostra omaggio a Karl Lagerfeld

ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA
L'alta moda di Maria Grazia Chiuri per Fendi debutta non a Parigi ma a Roma, nella sede della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea (Gnamc), dov'è stata inaugurata anche la mostra "After - Un percorso di lavoro - Fendi/Karl Lagerfeld 1985", a cura di Maria Luisa Frisa, riproposta da Chiuri la stessa mostra che la Gnamc ospitò nel 1985. 

Quella esposizione celebrava i primi vent'anni della collaborazione tra Fendi e Lagerfeld, che dal 1965 durò fino alla morte del designer nel 2019.

L'esposizione, segnò anche la prima volta che un brand di pellicce entrava in un museo italiano. Cosa che destò anche polemiche. Stavolta la mostra, che resterà aperta al pubblico dal 10 luglio fino al 25 ottobre, ripercorre un percorso illustrato delle tappe che partono dall'idea tematica di una collezione, ai bozzetti, ai teli prova, fino alla realizzazione dei capi finiti: coloratissime ed elaborate pellicce d'archivio che si muovono scorrendo su binari rotanti, come in palcoscenico teatrale. 

"E' stato naturale sfilare a Roma con la mia prima collezione di alta moda per Fendi - chiarisce nella conferenza stampa di presentazione la direttrice creativa di Fendi - . Roma è la mia città. Stando lontana (ha diretto Dior dal 1016 al 2025 ndr) l'ho apprezzata di più. Certo la capitale ha una storia direi ingombrante, ma è qui trovo ispirazione ed è in questa città che ho fatto il mio apprendistato, proprio dalle Sorelle Fendi. Da loro ho imparato tutto, dal lavorare tutte le materie, pellicce, pelli, cachemire, seta, al riutilizzare gli scarti, ma soprattutto a sperimentare con grande libertà. Loro mi spronavano proprio in questo perché erano sempre proiettate nel futuro". 

E poi, sul tema delle pellicce, che anche la Camera Nazionale della Moda Italiana suggerisce di non portare in passerella alla fashion week, Chiuri tranquillizza: "Noi usiamo solo pellicce di magazzino, capi vecchi, scarti che rendiamo preziosi, leggeri, morbidi, sensuali, con le nostre lavorazioni". 

La collezione couture di Maria Grazia Chiuri per Fendi si interroga sul desiderio di cui sono impastati i nostri corpi. 

Chiuri parla di una collezione costruita puntando alla sensualità, all'erotismo, alla libertà. Emerge anche in passerella l'immagine di libertà innocente ed erotica, quella di una ragazza tedesca che attraversa la Roma della fine degli anni Settanta in quella archeologia dei fashion film che è Histoire d'eau (evocazione ironica di Histoire d'O, di Pauline Réage) di Jacques De Bascher, grande amore del Kaiser, commissionato dallo stesso Karl Lagerfeld per la sua prima collezione ready-to-wear da Fendi nel 1977. 

La collezione di Chiuri asseconda il corpo. Sono abiti che non costringono, ma si muovono, scivolano sul corpo, sono leggeri come quelli in chiffon a intarsi a righe nel bianco e nero. La forma kimono, "quella classica della maison Fendi" sottolinea Chiuri, per giacche, soprabiti, diventa dichiarazione di un modo di vestire fluido, in materie come il velluto, il grain de pudre. Come l'abito che scolpisce il corpo, senza usare il corsetto, solo attraverso l'uso del drappeggio. Chiuri fa dialogare i diversi atelier. Vengono costruiti una serie di pezzi agiti nella sottrazione: la pelliccia è una piuma: righe bianche e nere trattenute dal tulle. Una venere in pelliccia che avanza sensuale e divertita. Il tulle è struttura anche di mantelli, cappe tracciati da arabeschi che diventano, foglie, piume, fiori di pelle, di pelliccia, di tessuto. Sulle spalle degli uomini sono coperta, capanna, poncho. La pelle traccia anche labirinti sul bianco di un cappotto double in cachemire. 

Il parterre del fashion show è da urlo: Sarah Jessica Parker, Jessica Alba, l'attrice spagnola Victoria Luengo, il regista Rodrigo Sorogoyen, Monica Bellucci, Valeria Bruni Tedeschi, l'attore Luca Marinelli, i registi Valeria Golino, Alice Rohrwacher e Pietro Castellitto.  

fonte: Redazione ANSA    www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati       

Facebook e Instagram, l'Europa contro Meta: il design crea dipendenza. NEL MIRINO ANCHE IL "RABBIT HOLE"

© Istockphoto
Il colosso rischia una multa fino a 12 miliardi di dollari anche per lo scroll infinito e l'autoplay dei video. Per Bruxelles servono pause efficaci e sistemi di raccomandazione meno invasivi

L'Unione Europea mette nel mirino Facebook e Instagram. La Commissione europea contesta a Meta in via preliminare la violazione della legge sui servizi digitali (Digital Services Act), ritenendo che il design delle due piattaforme social crei dipendenza. Lo scroll infinito, l'autoplay dei reel e video, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati sono le caratteristiche contestate dall'esecutivo europeo perché favoriscono "un uso compulsivo delle piattaforme, con rischi per il benessere fisico e mentale degli utenti". I social network, così come sono ora,, creano una dipendenza grave paragonabile a quelle delle droghe pesanti, soprattutto per minori e persone vulnerabili.  

L'accusa della Commissione

I risultati fanno parte di un'indagine di lunga durata su Meta avviata nel maggio 2024 e contengono diversi elementi critici per il colosso tecnologico. Bruxelles ritiene che la società debba modificare il design di Instagram e Facebook, ad esempio disattivando tra le impostazione predefinita funzioni come l'autoplay e lo scroll infinito, introducendo pause efficaci per il tempo di utilizzo e rendendo i sistemi di raccomandazione meno orientati a massimizzare il coinvolgimento degli utenti.

Oltre alle accuse per il design delle due piattaforme prese in esame, Meta finisce nel mirino dei funzionari Ue anche per gli effetti del "rabbit hole", in cui un algoritmo propone ai giovani contenuti negativi, ad esempio immagini corporee irrealistiche o create con l'intelligenza artificiale e scene violente. In un altro punto dell'indagine, la Commissione sostiene che l'azienda abbia anche violato la legge Ue – e i propri termini e condizioni – non impedendo ai bambini sotto i 13 anni di utilizzare Facebook e Instagram.

La multa salata per Meta

Se le conclusioni saranno confermate, Meta rischia una multa fino al 6% del fatturato annuo mondiale. Considerando che i ricavi annuali del colosso superano la soglia dei 200 miliardi di dollari, la potenziale sanzione ammonterebbe a oltre 12 miliardi di dollari. L'azienda tecnologica può ora esaminare le prove raccolte dall'esecutivo europeo contro di lui e presentare la sua difesa. L'azienda, che si dichiara contraria ai risultati preliminari dell'indagine, ricorda di aver sviluppato nell'ultimo decennio "più di 50 strumenti e politiche pensati per proteggere" i giovani utenti per rendere le loro "esperienze sicure e adeguate all'età".

La risposta di Meta

"Non concordiamo con questi risultati preliminari che non tengono adeguatamente conto delle misure significative che abbiamo adottato per proteggere gli adolescenti", si legge nella nota di un portavoce Meta. "Da quando è stata avviata questa indagine abbiamo lanciato gli account per teenager che proteggono automaticamente i ragazzi e danno ai genitori il controllo consentendo di bloccare l'accesso a Instagram di notte e limitare il tempo di uso giornaliero a soli 15 minuti. Condividiamo l'impegno della Commissione Europea nel garantire ai ragazzi esperienze online sicure e positive e continueremo a collaborare con loro in modo costruttivo". 

fonte: www.tgcom24.mediaset.it 

Libri: "Tutte le volte che le donne hanno inventato qualcosa ma il merito se l'è preso un uomo" di Cathy La Torre

La storia delle donne dimenticate non è finita ma sta cambiando. E il cambiamento, quando arriva, è radicale.

Questo libro parla di donne che hanno cambiato il mondo. Sapete chi ha inventato il Monopoly? Una donna. Il tergicristallo? Una donna. La lavastoviglie? Il Bacio Perugina? I segnali di stop? Donne. Donne. Donne. Eppure i loro nomi non compaiono nei libri di scuola. 
 
In alcuni casi le loro scoperte sono state rubate dai colleghi. In altri sono state derise, ostacolate, impedite persino di brevettare. In altri ancora, cancellate del tutto. In inglese è bropriating, una tradizione così consolidata che abbiamo dovuto inventare una parola apposta per definire quando un uomo si prende il merito del lavoro di una donna. "Tutte le volte che le donne" è un viaggio lungo secoli che parte da una scoperta shock: le seghe non le hanno inventate gli uomini. 
 
E nemmeno la lavastoviglie o il sacchetto di carta. Oggetti di uso quotidiano di cui non sappiamo nulla. Men che meno della loro geniale autrice. Il mondo della fisica, della chimica, della medicina e dell'astronomia è sempre stato affollato da scienziate ma non ce lo hanno mai detto. Di cosa sono fatte le stelle? E la materia oscura? Chiedetelo a Cecilia Payne-Gaposchkin o Vera Rubin. 
 
Le donne hanno saputo ridisegnare i confini del possibile. Come Franca Viola, che con il suo no al matrimonio riparatore ha cambiato per sempre il diritto italiano, o Tarana Burke, che con due parole - me too - ha dato voce a tutte le donne violentate e umiliate. 
 
Ma in questo libro Cathy La Torre, avvocata e attivista, non racconta solo donne straordinarie. Racconta il mondo che le ha rese invisibili. Un mondo in cui ancora oggi una donna guadagna meno di un uomo a parità di lavoro e nessuno sembra trovarlo scandaloso. Un mondo in cui dodici milioni di bambine ogni anno vengono costrette a sposarsi anche negli Stati Uniti.

fonte e libro: www.lafeltrinelli.it 

Mostre: a Carrara "Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna" curata da Massimo Bertozzi

“Le signore dell’arte” a Carrara: oltre 130 opere a Palazzo Cucchiari per svelare la parità del talento. A cura di Massimo Bertozzi

Dopo le esposizioni dedicate al Mare, al Novecento a Carrara, alla Belle Epoque e al Gioco, per l’estate 2026 la Fondazione Giorgio Conti promuove a Palazzo Cucchiari di Carrara la mostra Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna che si apre sabato 27 giugno per poi proseguire fino a domenica 25 ottobre 2026.

Curata da Massimo Bertozzi, l’esposizione si preannuncia come una mostra rivelatrice di un luogo comune da superare, proponendo un interessante sguardo “di genere” sull’universo artistico a cavallo tra XIX e XX secolo.

In totale saranno in mostra 131 opere – tra dipinti e sculture – che portano la firma di ben 42 artiste, a cui si affiancano tre dipinti di Giacomo Balla e quattro opere di Felice Casorati.

La qualità delle opere presenti nelle eleganti sale di Palazzo Cucchiari è garantita da prestiti eccezionali provenienti dalle più importanti collezioni pubbliche italiane. Tra gli enti prestatori figurano infatti il Quirinale, la Camera dei deputati, la Banca d’Italia, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Galleria Sabauda di Torino e il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.

Nelle intenzioni di Bertozzi vi è la volontà di richiamare l’attenzione dei visitatori sul “peso” dei rapporti familiari nella formazione e nell’affermazione delle artiste italiane. Un’analisi accurata a fronte del cambiamento della loro condizione sociale e artistica tra la metà dell’800 e la metà del ‘900, cento anni durante i quali i cambiamenti si rivelarono drastici.

Tutte queste opere contribuiranno a formare un percorso espositivo fondato sull’intreccio di molte storie, a cominciare dalle “pioniere” – vere protagoniste della mostra e qui definite le Signore dell’arte. Spesso ricordate solo come figlie, mogli o compagne di altri artisti, trovano qui spazio nella piena e libera esplicitazione del loro personale e innegabile talento.

Nella mostra saranno molti i focus dedicati ad alcune figure emblematiche. Tra queste Antonietta Raphael, moglie di Mario Mafai, prima pittrice e poi scultrice di respiro europeo che con Scipione fondò la Scuola romana. Di lei, che Cesare Brandi definì «l’unica scultrice italiana», si potrà ammirare Mario nello studio (Omaggio a Mafai) dipinta nel 1966.

Un altro dipinto da non perdere è l’Autoritratto del 1932 di Adriana Pincherle, proveniente dagli Uffizi. Moglie di Onofrio Martinelli e sorella di Alberto Moravia, si ispirò allo stile post-impressionista di Matisse, non abbandonandolo mai. Lontana dalla mondanità dei salotti romani, si trasferì a Firenze; in mostra, oltre all’autoritratto, si potrà ammirare anche il ritratto del marito.

Di tutt’altra natura artistica fu Leonor Fini, nata a Buenos Aires nel 1907: pittrice, scenografa, costumista, scrittrice e unica pittrice surrealista italiana. Rifiutando i canoni del Novecento italiano, si spostò a Parigi dove divenne una protagonista della seconda metà del secolo. Di questa eclettica e anticonformista artista vedremo il Ritratto del giovane scrittore André de Mandiargues, con il quale ebbe una relazione nel 1932.

In definitiva, quello confezionato dallo staff di Palazzo Cucchiari è un doveroso svelamento di un lato ancora poco noto della nostra storia dell’arte, che punta i riflettori non solo sull’estetica ma sulla fondamentale parità del talento nell’arte italiana moderna. 

fonte: www.mostralesignoredellarte.it 

lunedì 6 luglio 2026

Musica - Madonna elogia Raffaella Carrà: “Si è sempre spinta oltre, come piace a me”

Italians do it better non è solo uno slogan per la regina del pop, che negli anni ha sempre dimostrato il suo amore per l’Italia, non solo a parole, ma con i fatti, visitando le nostre città d’arte e trascorrendo i suoi compleanni nel Bel Paese. Per la Ciccone l’Italia è anche grande fonte di ispirazione e di recente ha svelato alcune icone che hanno alimentato la sua creatività e hanno influenzato in qualche modo la sua arte. Nella nuova intervista rilasciata a Vogue Italia, Madonna ha parlato di Raffaella Carrà, ma anche di alcuni tra i più grandi registi del nostro cinema, in particolare quelli del neorealismo. Di Anthony Festa

La popstar americana (che sta per rilasciare un nuovo album) ha rivelato di apprezzare i capolavori di Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini e “ovviamente quelli di Federico Fellini“. Madonna ha anche ammesso di amare la disco italiana degli anni Settanta, soprattutto quella di Raffaella Carrà: “Il modo in cui ballava e si vestiva, spingendosi sempre più in là, proprio come piace a me“.

È davvero bello quando un’icona riconosce l’impatto e la grandezza di un’altra leggenda del mondo dello spettacolo. Le parole della cantante di Material Girl sono l’ennesima prova che Raffaella ha lasciato il segno in tutto il mondo e di quanto anche all’estero la conoscessero e l’apprezzassero.

Madonna e l’incontro con Raffaella Carrà.

Non solo la grande ammirazione e il rispetto che le ha dimostrato nell’intervista concessa a Vogue, Madonna qualche anno fa ha anche incontrato Raffaella Carrà, in occasione di un suo viaggio promozionale in Italia. Nel dicembre del 2000. Due mesi dopo l’uscita del suo disco Music, la Ciccone è volata in Europa per promuovere l’album e una volta arrivata nel nostro Paese ha scelto Carramba Che Fortuna. Quell’ospitata sembrava partita con il piede sbagliato per alcune spiacevoli vicende personali della cantante, ma la Carrà è riuscita a risolvere la situazione e alla fine tutto è andato per il verso giusto.

Nel 2021 l’autrice Rai Chiara Di Giambattista, ai microfoni di Radio Deejay ha raccontato i retroscena dell’incontro tra le due dive. La notte prima dell’esibizione a Carramba Che Sorpresa, la casa londinese di Madonna è stata svaligiata dai ladri e questo ha comprensibilmente scosso la star: “Era molto innervosita e al suo arrivo negli studi Rai chiese di non parlare con nessuno“.

Quando Raffaella ha saputo che la sua ospite non voleva incontrare e parlare con nessuno, ha preso la sua cartellina e si è diretta verso il camerino della regina del pop, che era sorvegliato da una delle sue guardie del corpo: “Nessuno sa cosa si dissero in quell’occasione Madonna e Raffaella Carrà“, ha detto Chiara Di Giambattista, ma di certo qualcosa di positivo è accaduto nel backstage di Carramba. Le due donne infatti, in onda hanno dimostrato una grande sintonia, una complicità autentica e Madonna è apparsa serena e anche meno austera e spigolosa rispetto a molte altre sue apparizioni pubbliche.

fonte: www.biccy.it   Di  Anthony Festa

Musica - Cinque anni senza Raffaella Carrà, l'omaggio in musica del coro Le Dolci Note

©Ansa
Per il quinto anniversario dalla scomparsa, la Fondazione a lei intitolata, voluta dal figlio adottivo dell'artista, Gian Luca Pelloni Bulzoni, ha voluto l'artista con un video musicale realizzato insieme al coro diretto da Alessandro Bellomaria Le Dolci Note. Il remix di Pedro ha già totalizzato 6 miliardi di visualizzazioni su TikTok

Domenica 5 luglio ricorre il quinto anniversario dalla scomparsa di Raffaella Carrà e la Fondazione a lei intitolata, voluta dal figlio adottivo dell'artista, Gian Luca Pelloni Bulzoni, ha voluto ricordarla con un video musicale realizzato insieme al coro diretto da Alessandro Bellomaria Le Dolci Note, tra le realtà patrocinate dalla Fondazione, situato a Torpignattara, uno dei quartieri periferici e non facili della Capitale. Infatti, tra gli obiettivi del coro, così come della Fondazione, c'è quello di educare attraverso la musica bambini e ragazzi a sani valori, creando un clima di amicizia e aiutandoli a crescere in un posto sicuro e accogliente. Nel video, il coro canta e si scatena ballando sulle note del brano Pedro, il cui remix ha totalizzato 6 miliardi di visualizzazioni su TikTok. E poi l'emozione di Assulajé, sigla del programma Rai Amore, con il quale la Carrà fece adottare a distanza 150mila bambini. 

La Fondazione Raffaella Carrà ETS

Principi etici, valori morali e solidarietà: su questi presupposti si basa l'attività della Fondazione Raffaella Carrà ETS, gli stessi che hanno contraddistinto la vita e la carriera dell'artista. Tra i progetti in fase di avviamento: Vox Animae, dedicato alla crescita dei giovani attraverso il canto corale (progetto in cui rientra il coro Le Dolci Note), imparando il valore dell'ascolto, della collaborazione, della disciplina e della condivisione. Primus Actus, dedicata ai giovani registi che si affacciano al mondo del cinema e della produzione audiovisiva. Freedom, programma dedicato a giovani che crescono in contesti con poche opportunità e pensato per offrire tempo, strumenti, esperienze e relazioni autentiche. Talentum, progetto dedicato alla valorizzazione dei giovani talenti nel campo della danza con borse di studio e percorsi di sostegno formativo. Inoltre, per celebrare la vita e la carriera di Raffaella, in autunno la Fondazione patrocinerà la mostra "Raffaella Carrà. Coraggio, stile di vita e libertà", promossa dal Ministero della Cultura e prodotta da Alessandro Nicosia con la sua società C.O.R., con la curatela di Barbara Giaquinto e Margherita Vasselli.

fonte: https://tg24.sky.it 

Cinema: George Clooney riceverà il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia

©Getty
L'attore, regista e produttore statunitense, sarà premiato durante l'83esima edizione che si terrà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre. "Un onore immenso, probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così" ha commentato

E' stato attribuito a George Clooney, attore, regista e produttore statunitense (Jay Kelly, Syriana, Good Night and Good Luck), il Leone d'oro alla carriera dell'83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del Direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera. George Clooney, nell'accettare, ha detto: "Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d'Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così". 

Le motivazioni della direzione

A proposito del riconoscimento, il direttore Alberto Barbera ha affermato: “Nella sua triplice veste di attore, regista e produttore, George Clooney è un artista completo e carismatico, appassionato e originale, avendo saputo trasformare una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo. Un avvio di carriera vissuta senza scorciatoie, grazie a piccole parti in telefilm e B-movie sino al grande successo ottenuto come protagonista della serie ER, hanno plasmato un attore capace di abitare lo schermo con una naturalezza disarmante, conferendogli il dono di far sembrare i suoi personaggi non solo credibili ma desiderabili, vicini e umani, grazie anche ad un fascino innegabile.

Ma quello di Clooney è un carisma costruito sulla credibilità, non sull'immagine, perché il suo lato seduttivo non è mai stato solo estetico. Perfetta combinazione di glamour da star di altri tempi, grande professionalismo e sensibilità moderna, l'attore ha attraversato i generi con versatilità: i film di guerra con Three Kings e Syriana, il thriller con Michael Clayton, la commedia con Ocean's Eleven e Fratello dove sei?, la fantascienza con Gravity e Solaris, la commedia con Paradiso amaro, Tra le nuvole e Jay Kelly. In ciascuno di questi film ha modulato il suo registro senza tradire se stesso. Così come nei film realizzati da regista, tra cui Confessioni di una mente pericolosa, Good Night and Good Luck, Le idi di marzo e Suburbicon, opere che riflettono anche l’impegno sociale e umanitario dell’autore”. 

fonte:  https://tg24.sky.it 

lunedì 29 giugno 2026

Libri: "Le non cose. Come abbiamo smesso di vivere il reale" di Byung-Chul Han

Abbiamo perso il contatto con il reale. È necessario tornare a rivolgere lo sguardo alle cose concrete, modeste e quotidiane. Le sole capaci di starci a cuore e stabilizzare la vita umana. 

Una massa di informazioni ci investe ogni giorno. Come ogni inondazione, anche questa agisce sulle nostre esistenze, spazza via confini, rimodella geografie. 

Ormai sono i dati e non piú le cose concrete a influenzare le nostre vite. Le non-cose stanno prendendo il sopravvento sul reale, sui fatti e la biologia. E cosí la realtà ci appare sempre piú sfuggente e confusa, piena di stimoli che non vanno oltre la superficie. 

Con la sua consueta lucidità e veemenza, Byung-chul Han, critico severo ma acuto della contemporaneità, ci offre una peculiare e sferzante riflessione sulla comunicazione, la Rete e il futuro che stiamo costruendo. 

«Byung-chul Han, con una prosa che colpisce per il nitore, affonda la lama del suo pensiero nella carne del contemporaneo» («la Repubblica»). «Byung-chul Han si fa entomologo e con perizia disseziona la nostra epoca» («tuttolibri - La Stampa»). 

Byung-Chul Han, nato a Seul, è considerato uno dei più interessanti filosofi contemporanei. Nel 2025 ha ricevuto il prestigioso Premio Principessa delle Asturie per la Comunicazione e le Scienze Umane con questa motivazione: «La sua opera rivela una straordinaria capacità nel comunicare nuove idee in modo chiaro e diretto, fondendo armoniosamente le tradizioni filosofiche orientali e occidentali».

Già docente di Filosofia e Teoria dei Media presso la Staatliche Hochschule für Gastaltung di Karlsruhe, insegna ora Filosofia e Cultural Studies alla Universität der Künste di Berlino, ed è autore di saggi sulla globalizzazione e l’ipercultura. Per nottetempo ha pubblicato La società della stanchezza (2012), Eros in agonia (2013) La società della trasparenza (2014), Nello sciame. Visioni del digitale (2015), Psicopolitica. Il neoliberismo e le nuove tecniche del potere (2016), L'espulsione dell'altro (2017), Shanzhai. Pensiero cinese e decreazione (2025). Nel 2021ha pubblicato con Einaudi La società senza dolore.  

fonte: www.lafeltrinelli.it  

Libri: "Dizionario tecnico metodologico della danza classica" di Flavia Pappacena

Ideato da una delle principali autorità italiane e internazionali nel campo della ricerca coreutica, questo volume propone un innovativo e stimolante approccio metodologico alla tecnica della danza. 

Di ogni passo, infatti, il dizionario ricostruisce significato e struttura originaria, con una particolare attenzione anche ai profili linguistici ed etimologici. 

Ne osserva poi l’evoluzione tra Settecento, Ottocento e Novecento, e quindi ne mette a confronto, in termini di stile e dinamiche del movimento, le differenze tra le diverse scuole attive in Europa e in America. Nell’intento di offrire per ogni passo una sintesi organica e coerente, le voci sono calibrate di volta in volta per taglio ed estensione e, quando necessario, prevedono trattazioni più ampie e articolate. 

È il caso, soprattutto, di alcuni termini coniati all’epoca della Rivoluzione francese e in età napoleonica, quando la danza era profondamente influenzata dall’estetica neoclassica e partecipava alle spinte innovative che attraversavano tutte le arti. 

fonte: www.lafeltrinelli.it 

Mostre: "Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale" ai Musei Capitolini Centrale Montemartini

Viaggio dentro un mito: quando Roma divenne capitale mondiale della moda. In 150 fotografie, filmati e abiti originali, un’esplosione di creatività che ancora oggi influenza il pianeta.

La mostra fotografica, multimediale e di capolavori sartoriali Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale fa rivivere una stagione di esplosione di idee, nomi, marchi, creatività, industria, un portato di beni materiali e immateriali, un “big bang” dell’immaginario della moda che riverbera ancora oggi il suo successo, il fascino, la magia delle sue forme. L’iniziativa, organizzata da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura, e curata da Fabiana Giacomotti, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali: Zètema Progetto Cultura.

La mostra rappresenta il “secondo capitolo” dell’esposizione Moda in Luce 1925–1955. Alle origini del Made in Italy, ospitata presso il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti a Firenze. La mostra romana, interamente nuova per opere, allestimento e temi, prosegue il racconto di un mito, nel passaggio alla sua consacrazione ed esplosione.

IL CONTESTO

All’inizio degli anni Cinquanta l’Italia sta cambiando alla velocità della luce e sta entrando nel boom e nella modernità. Corre su nuove infrastrutture, autostrade, mezzi. Su professioni nuove, e nuovi abiti sociali. Due campi in particolare segnano visibilmente questo sisma storico: la moda e il cinema. Roma ne è il grande vivace contenitore e contenuto.

A Roma si trova Cinecittà, la città del cinema che, dopo l’epocale rivoluzione del Neorealismo italiano, si sta trasformando nella “Hollywood sul Tevere”: la città dove le major statunitensi e lo star system trovano la sede distaccata del sogno americano. Il risultato è prorompente: quella italiana diventerà la cinematografia con il maggior numero di premi Oscar vinti, dopo gli Stati Uniti.

Nella moda avviene qualcosa di analogo. Un mondo di sartorie, di piccole botteghe, di atelier, che ha studiato alla scuola di Parigi e sui tavoli di ricamo e libri d’arte italiana, si trova proiettato sulla vetta di passerelle, riviste e clienti del mondo, in America, Europa, Russia, Giappone. L’haute couture dagli anni Cinquanta, e fino a noi, deve conoscere tra le sue lingue quella del Made in Italy.

Da Roma, l’Italia riesce in due miracoli inattesi: dimostra che a Cinecittà si possono fare film come in America e che l’haute couture può sfilare per via Veneto. È un viaggio lungo, che l’esposizione alla Centrale Montemartini mostra al vivo. 

LA MOSTRA

Protagonista di Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale è il patrimonio di memoria, fotografie, filmati dell’Archivio storico Luce. Fondamento della conoscenza del XX secolo italiano ed europeo, bene tutelato dell’Unesco, l’Archivio Luce rappresenta una ricchissima fonte di testimonianze sulla moda e lo spettacolo. Il Luce immortala la moda nel momento in cui Roma ne diventa riferimento, tra gli anni Cinquanta e la metà dei Settanta. Una stagione straordinaria in cui la sinergia tra moda, cinema, industria e creatività ha permesso all'Italia di esercitare un profondo influsso culturale a livello internazionale, ridefinendo i canoni del gusto e dello stile.

Il percorso espositivo immerge i visitatori dentro 150 fotografie d’epoca, per la gran parte del Luce, cinque postazioni video con filmati spesso rari e fino a oggi non disponibili al pubblico, oggetti, documenti, tessuti e 27 abiti originali, e nella maggior parte inediti, creati da nomi leggendari come Valentino Garavani, Karl Lagerfeld per Fendi, Federico Forquet, Sorelle Fontana, Giovanna Caracciolo-Carosa, Simonetta Visconti, Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni e ancora Roberto Capucci, Maria Antonelli, Patrick de Barentzen, Renato Balestra, André Laug, Emilio Federico Schuberth, Gabriellasport, Antonio De Luca, Angelo Litrico, Domenico e Agostino Caraceni, Pino Lancetti, Laura Biagiotti.

Opere d’arte di grande valore storico ed estetico, provenienti dagli archivi delle maison, incluse Mantero Seta, Taroni e il gruppo Ermenegildo Zegna, sartorie cinematografiche storiche come Farani, musei quali il Boncompagni Ludovisi, da cui proviene anche un sontuoso completo da sera appartenuto a Franca Bettoja, che dialoga con capi coevi indossati da nomi quali Silvana Mangano, e ancora il CIAC-Centro internazionale Arti e Costume di Venezia. Rilevante il prestito della più importante collezione privata italiana, di proprietà di un protagonista del cinema italiano, Massimo Cantini Parrini, costumista di fama internazionale, più volte candidato al premio Oscar e vincitore di innumerevoli premi, che mostra l’estensione di un talento costruito sulla conoscenza profonda della storia dell’arte e del costume.

Organizzato nello stile e nei colori come un’elegante sartoria romana degli anni Cinquanta e Sessanta, il progetto dell’architetto Dario Dalla Lana si conclude in una sala-biblioteca che presenta una selezione di preziosi campionari tessili di proprietà degli archivi di Mantero Seta, Taroni e il gruppo Ermenegildo Zegna, oltre a volumi e riviste rare, di proprietà della curatrice, studiosa del costume e dell’editoria di moda dai suoi albori. Impreziosiscono il percorso inviti, memorabilia e un album amicorum, appartenuto ad Angelo Litrico, che include disegni e dediche dei più importanti sarti e artisti dell’epoca, da Emilio Pucci a Valentino e Novella Parigini.

Un viaggio multimediale e fisico nell’immaginario, tra storia, stile, costume, società e sogno, una macchina del tempo che ci trasporta nel mito: quando Roma e l’Italia hanno spiegato al mondo come vestire, e come vivere.

Le immagini raccontano sfilate, atelier, reportages, interviste, jet-set, lavoro e glamour, artigianato e arte. A fianco, il cinema che fa di Roma un tempio, e fornisce alla moda sogno e corpi. Quelli di: Sophia Loren, Audrey Hepburn, Liz Taylor, Lucia Bosè, Kirk Douglas, Charlton Heston, Sean Connery, Elsa Martinelli, Anita Ekberg, Anna Magnani, Ingrid Bergman, Gabriele Ferzetti, Rod Steiger.

Accompagna Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale il catalogo, edito da Silvana Editoriale, a cura di Fabiana Giacomotti.

Informazioni

Luogo
Musei Capitolini Centrale Montemartini
Dal 26 giugno al 15 novembre 2026 dal martedì alla domenica 9.00-19.00

Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Giorni di chiusura: lunedì

CONSULTA SEMPRE LA PAGINA AVVISI prima di programmare la tua visita al museo.

Biglietto d'ingresso

Biglietto di ingresso secondo la tariffazione vigente

Informazioni

Tel 060608 attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00

Organizzazione di Cinecittà-Istituto Luce

Con il supporto di Zètema Progetto Cultura

Japan moves towards nationwide LGBTQ+ education programme despite political tensions

Japanese Prime Minister Sanae Takaichi | Image: IMAGO / Kyodo News
Japan is preparing to introduce a nationwide education programme on sexual orientation and gender identity, aimed at addressing wid espread gaps in public understanding of LGBTQ+ issues.

The initiative has been approved by the ruling Liberal Democratic Party and is expected to receive final approval from the cabinet. It stems from a 2023 law designed to promote public awareness of diversity in sexual orientation and gender identity.

While full details have not yet been released, the programme is expected to require schools to provide information about LGBTQ+ people, alongside offering access to trained counsellors and social workers. Universities are also set to include education on gender and sexual diversity within training for future professionals, including those in healthcare and academia.

The development comes amid a complex political backdrop. Prime Minister Sanae Takaichi has previously voiced opposition to same-sex marriage, reflecting broader conservative views within the governing party. Japan currently has no nationwide anti-discrimination protections for LGBTQ+ people and remains the only G7 country without marriage equality.

Supporters argue that improving education could help shift public attitudes over time, although some LGBTQ+ voices have warned it may only represent an initial step. Young people in Japan are generally seen as more supportive of LGBTQ+ rights than older generations, which observers say may be influencing the government’s approach.

Experts suggest that increasing awareness and understanding could help reduce stigma, even as wider legal reforms remain uncertain.

Expanding LGBTQ+ education has the potential to challenge stigma and build long-term cultural change, especially in countries where legal protections and recognition remain limited.

source:  www.scenemag.co.uk 

lunedì 8 giugno 2026

Secret Florence 2026: performance site-specific a ingresso libero in luoghi inaspettati. Dalla musica alla danza, dal cinema alle arti performative

Dal 9 giugno al 1° luglio 2026 chiostri storici, cortili monumentali, cinema, spazi urbani e luoghi della memoria diventano scenari di esperienza e scoperta per l’undicesima edizione di Secret Florence, festival di punta dell’Estate Fiorentina, dedicato ai linguaggi contemporanei tra musica, danza e arti performative. 

Da Santa Maria Novella al Convento del Carmine, dal Cinema La Compagnia a Palazzo Neroni e Palazzo Marucelli – Fenzi, fino ai percorsi urbani di Firenze Ovest, il festival costruisce una geografia culturale diffusa, che invita il pubblico a vivere la città attraverso nuove forme di ascolto, visione e partecipazione.

Secret Florence concepisce ogni appuntamento in stretta relazione con il luogo che lo ospita, attivando spazi inconsueti o reinterpretando luoghi simbolici della città attraverso performance, concerti e proiezioni, grazie al coinvolgimento di cinque realtà di respiro internazionale attive nei linguaggi artistici contemporanei: Tempo Reale, capofila del progetto, in collaborazione con Fabbrica Europa, Lo schermo dell’arte, Musicus Concentus e Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze.

“Secret Florence rappresenta uno dei progetti più originali e identitari dell’Estate Fiorentina, capace di mettere in dialogo il contemporaneo con il patrimonio storico e urbano della nostra città - ha detto l'assessore alla cultura Giovanni Bettarini. - Anche quest’anno il festival trasforma Firenze in uno spazio aperto di sperimentazione, partecipazione e scoperta, valorizzando luoghi simbolici e aree meno convenzionali attraverso linguaggi artistici innovativi. È un’iniziativa che conferma la vocazione internazionale di Firenze e la capacità delle nostre istituzioni culturali di costruire reti, creare occasioni di accesso gratuito alla cultura e coinvolgere pubblici diversi. Dalla musica alla danza, dal cinema alle arti performative, Secret Florence invita cittadini e visitatori a vivere la città con uno sguardo nuovo, rendendo l’arte contemporanea uno strumento di relazione, inclusione e rigenerazione urbana”.

Inaugura questo viaggio aperto a tutti, martedì 9 giugno, alle ore 21.00, Lo Schermo dell’arte presentando al cinema La Compagnia il documentario Oltre il confine, Le immagini di Mimmo e Francesco Jodice, dedicato a Mimmo Jodice, grande maestro della fotografia italiana recentemente scomparso, in dialogo con il figlio Francesco Jodice. Il film, a partire da materiali d’archivio e conversazioni, costruisce un viaggio attraverso oltre cinquant’anni di fotografia, ma anche un passaggio di testimone tra due generazioni di sguardi.

Il paesaggio sonoro della zona Ovest della città diventa protagonista in Soundride | Firenze ovest. Un percorso interattivo in bicicletta, a cura di Tempo Reale, che conduce il pubblicoin modo partecipativo, alla scoperta del paesaggio sonoro urbano, tra ascolto, movimento e riflessione sul rapporto tra suono, ambiente e percezione quotidiana (14/6, ore 18.00, Partenza da Piazzale Vittorio Veneto)

Nella performance in prima assoluta, dal titolo Muta-Menti della cantante e cantautrice Elena Romano, studiata per il Chiostro del Convento del Carmine, e presentata da Musicus Concentus, il pubblico viene attratto quasi inconsciamente nel movimento della musica e coinvolto in un attraversamento fisico e interiore, dove l’ascolto si trasforma in esperienza. Accompagnata da Francesco D’Elia al violino e Francesca Fedi Perilli al violoncello, Elena Romano sviluppa un linguaggio sonoro che intreccia elettronica, suggestioni classiche, jazz e sensibilità pop, in un equilibrio dinamico tra antico e contemporaneo. (16/6, ore 19, massimo 200 posti).

Il dialogo tra corpo e architettura attraversa Palazzo Marucelli – Fenzi, edificio storico e sede universitaria, che diventa scenario del progetto coreografico di Virgilio Sieni con la collaborazione e interpretazione di Giulia Mureddu, Vanessa Mattei Scarpaccini, Beatrice Gatti, Maria Vittoria Feltre, Il sole sorgerà, ispirato al romanzo di Ernest Hemingway, in cui si racconta della vacanza di un gruppo di amici in Spagna. Qui un gruppo di amiche si ritrova per intrecciare i loro racconti fisici distribuendo le “macerie” del secolo al pari di una mappa emozionale che le orienta nel futuro.
La performance della Compagnia Virgilio Sieni è accompagnata dalle composizioni musicali di Ascari. (18/6, ore 18 e 19)

Fabbrica Europa presenta nel Complesso di Santa Maria Novella due performance che intrecciano culture differenti: La Prima Danza (ore 18:30, Cappellone degli Spagnoli), coreografia di Damiano Ottavio Bigi e Alessandra Paoletti (Italia) e The Butterfly Dream (ore 19:00, Chiostro Verde), coreografia di Ahn Aesoon (Corea). Architettura, affreschi e dimensione spirituale diventano parte integrante della creazione. La gestualità dei sei danzatori coreani, tra passato e presente, realtà e illusione, individuo e comunità, dà vita a un’esperienza sensibile in cui la danza ridefinisce il rapporto tra corpo e spazio, aprendo nuove prospettive tra tradizione e contemporaneità (23/6).

In chiusura nel Cortile di Palazzo Neroni, sede della Soprintendenza archivistica e bibliografica, una performance elettroacustica dal vivo rielabora materiali sonori d’archivio legati alle comunità migranti. In Live archive: Suoni Migranti a cura di Tempo Reale, i materiali d’archivio registrati, rielaborati dal sound design di Francesco Vogli, entrano in dialogo con l’intervento di Achille Succi al sassofono, improvvisatore di ambito jazz, chiamato ad agire in tempo reale sul tessuto sonoro elettroacustico (1/7, ore 17.30).

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

Programma completo e informazioni su www.secretflorence.it 

fonte: https://portalegiovani.comune.fi.it 

Sky Cinema: Diamanti, record di ascolti su Sky per il film di Ferzan Ozpetek

Il lungometraggio nella prima settimana di programmazione, totalizza 832 mila spettatori medi diventando così il film più visto su Sky Cinema nel 2025. La pellicola è disponibile on demand in esclusiva su Sky Cinema e in streaming solo su NOW

ll film italiano più visto al cinema nel 2024 è ora, a pochissimi mesi dall’uscita sala, il film record di ascolti su Sky nel 2025: DIAMANTI di Ferzan Ozpetek, nella prima settimana di programmazione, totalizza 832 mila spettatori medi diventando così il film più visto su Sky Cinema nel 2025.

Vincitore di 2 David di Donatello

DIAMANTI – che resta sempre disponibile on demand in esclusiva su Sky Cinema e in streaming solo su NOW – è un racconto intimo ed emozionante messo in scena con il tocco inconfondibile e ammaliante di Ferzan Ozpetek, che ha radunato un imponente cast di sue attrici-muse che regalano interpretazioni magistrali. Il film è candidato a due David di Donatello ed è già vincitore del David dello Spettatore


Diamanti, il cast  e la trama

Scritto da Ferzan Ozpetek, Carlotta Corradi ed Elisa Casseri, DIAMANTI è una produzione Greenboo Production, Faros Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky.Il film pone al centro della narrazione una sartoria specializzata in costumi per il cinema e il teatro gestita da due sorelle, Alberta e Gabriella Canova, interpretate rispettivamente da Luisa Ranieri e Jasmine Trinca.

Intorno a loro si intrecciano le storie di tutte le maestranze che lavorano nell’atelier e quelle dei clienti, come un filo che, danzando tra un pezzo di stoffa e un altro, lega indissolubilmente e crea qualcosa di più grande e meraviglioso: Lunetta Savino è la ricamatrice Eleonora, Paola Minaccioni è la capo sarta Nina; Milena Mancini e Geppi Cucciari le sarte Nicoletta e Fausta; Anna Ferzetti è la modista e madre single Paolina, Vanessa Scalera è la costumista Bianca Vega; Carla Signoris è l’attrice di teatro Alida Borghese, mentre Kasia Smutniak è l’attrice di cinema Sofia Volpi.  Ma ancora, Mara Venier interpreta il ruolo della cuoca Silvana e Milena Vukotic quello di Olga, zia delle sorelle Canova. Al loro fianco un cast maschile d’eccezione capitanato da Stefano Accorsi nel ruolo del regista Lorenzo, Vinicio Marchioni in quello di Bruno, marito di Nicoletta, e Luca Barbarossa in quello di Lucio, marito di Gabriella

fonte: https://tg24.sky.it   Foto di Stefania Casellato

Libri: "Taste Italy. The slow guide to la dolce vita" Slow Food Editore

L’interesse turistico per l’Italia enogastronomica da parte di viaggiatori provenienti da tutto il mondo è sempre molto vivo, ed è probabilmente destinato a crescere anche grazie al recente riconoscimento Unesco della nostra cucina come patrimonio immateriale dell’umanità. 

Taste Italy è la guida ideale in lingua inglese per scoprire le migliori e più genuine proposte di cantine e osterie. 

Una panoramica esaustiva che tiene conto delle realtà più diverse, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Il volume propone circa 500 indirizzi che rappresentano al meglio la cultura gastronomica ed enologica delle località più rinomate. 

A questi si aggiungono una sessantina di ricette, ciascuna con un breve racconto della sua storia e delle sue origini, per permettere di realizzare anche in casa le specialità che caratterizzano il meglio della cucina del nostro Paese. 

fonte e libro: https://giunti.it 

Firenze: dal 15 giugno al 26 luglio, ogni sera alle ore 21.45 si rinnova l’appuntamento con l’arena cinematografica estiva Apriti Cinema

Apriti Cinema: dal 15 giugno al 26 luglio, ogni sera alle ore 21.45, saranno proiettati film di fiction e documentari in lingua originale con sottotitoli in italiano e in inglese. 

Dopo il successo della scorsa edizione, anche quest’anno l’arena cinema sarà ospitata in Piazza de’ Pitti, location tra le più belle e scenografiche del centro storico fiorentino.A organizzare il cinema sotto le stelle Apriti Cinema è l’Associazione Quelli dell’Alfieri, con la programmazione curata dal Cinema La Compagnia di Firenze (Fondazione Sistema Toscana), in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi.

“L’arena cinematografica estiva, “Apriti Cinema”, inserita nel cartellone dell’Estate Fiorentina, consentirà ai film dei festival internazionali della “50 Giorni” e alle tante iniziative che si sono svolte nel corso dell’anno a La Compagnia, Casa del Cinema della Regione Toscana, di raggiungere un numero sempre più elevato di spettatori, italiani e stranieri, contribuendo così alla divulgazione del cinema d’autore, di film ad alto profilo culturale, di documentari che raccontano volti, espressioni e criticità sociali della contemporaneità - afferma il presidente di Fondazione Sistema Toscana, Iacopo Di Passio”. 

 Ad Apriti Cinema 2026 si celebrano tre centenari di personaggi che hanno segnato la storia del cinema: “Marilyn 100”, dedicato all’icona immortale del cinema hollywoodiano, Marilyn Monroe; “Carlo Rambaldi – La materia dei sogni”, in onore del grande genio italiano, premiato agli Oscar, creatore di effetti speciali e visivi al cinema; l’omaggio al maestro italiano dei film di impegno civile, Florestano Vancini.

In cartellone, come di consueto, le proposte di film provenienti dalla scorsa stagione dei festival internazionali della 50 Giorni di Cinema a Firenze, tra cui le mini-rassegne “Lo Schermo dell’arte – Notti di mezza estate”, dedicata ai film che raccontano il rapporto tra l’arte contemporanea e il cinema; “I documentari musicali dall’archivio del Festival dei Popoli”; “Middle East Now - Summer Beats”, incentrata sulla recente produzione dai paesi mediorientali. E poi i titoli selezionati dal River to River Florence Indian Film Festival, Florence Korea Film Fest, France Odeon,  FánHuā Chinese Film Festival, Florence Queer festival,  Festival di Cinema e Donne e dal N.I.C.E Festival, in occasione dei suoi trentacinque anni di attività. Ci saranno i film del Premio Fiesole ai Maestri del Cinema, riconoscimento del Comune di Fiesole con SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Gruppo toscano, quest’anno conferito al regista e critico francese Olivier Assayas.

Ancora mini-rassegne, nel composito programma di Apriti Cinema, con i film de “Le Gallerie degli Uffizi presentano”; l’ultimo appuntamento della manifestazione dedicata al contrasto della violenza maschile sulle donne, “Cambia Uomo Cambia”; “Dal libro al film - Tratto da…”, che propone film ispirati o tratti dai grandi capolavori letterari, di Agatha Christie, Carlo Collodi, Giorgio Bassani, Stephen King, del quale sarà proposto Shining di Stanley Kubrick, con una proiezione accessibile alle persone con disabilità visiva, in collaborazione con INCinema – festival del cinema inclusivo. All’interno del cartellone di Apriti Cinema, anche la cerimonia di premiazione del “Premio Carabba”, organizzato dal Lanterne Magiche (programma di educazione al linguaggio dell’immagine di Fondazione Sistema Toscana) con SNCCI.

Tutti i film sono proiettati in lingua originale, con sottotitoli in italiano e/o in inglese. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Giovedì 25 giugno, in occasione del Premio Fiesole e del Premio Carabba e sabato 4 luglio, per l’ultimo appuntamento della rassegna “Cambia Uomo Cambia”, le serate avranno inizio alle ore 21.30. 

Tutto il programma sul sito: www.cinemalacompagnia.it

 >>>  Estate Fiorentina

fonte: https://cultura.comune.fi.it 

lunedì 1 giugno 2026

Libri: "La solitudine di Sonia e Sunny" di Kiran Desai

L’atteso, acclamatissimo nuovo romanzo di Kiran Desai.

«Una storia d’amore epica e sconfinata... Il romanzo più superbo di Kiran Desai» - The New York Times

«la solitudine di Sonia e Sunny è un romanzo così pieno, straripante d'immaginazione, personaggi, mondi, emozioni, colori e avventure, che mi è sembrato non di leggerlo ma di viverlo, e mi ha lasciato un senso di felicità e meraviglia.» - Peter Cameron

«Grande romanzo indiano che, con la colonizzazione da un lato e l'emigrazione dall'altro, non può esimersi dall'essere anche grande romanzo globale.» - Vanni Santoni, La Lettura

Ancora non si conoscono, Sonia e Sunny, malgrado il tentativo dei genitori di combinare il loro matrimonio. 

Sono entrambi indiani, figli di famiglie agiate che li hanno mandati a studiare e a farsi una carriera negli Stati Uniti: Sonia, che vive in un college nel nevoso Vermont, sogna di diventare scrittrice ed è invischiata in una relazione tossica con un pittore folle e narcisista; Sunny è un giornalista agli esordi, irrequieto e ambizioso, che tenta di costruirsi un futuro a New York per sfuggire a una madre tirannica e possessiva. 

Non si conoscono, ma tutti e due avvertono la solitudine di chi, sradicato, si ritrova in bilico fra due mondi, sospeso tra il desiderio di recidere i legami con una cultura sentita come arretrata e oppressiva e l’impossibilità di accogliere fino in fondo una nuova identità. Sarà un incontro fortuito su un treno notturno, in India, a far nascere un amore travolgente ma fragile, minato da incertezze e timori, cui seguirà un lungo distacco e una serie interminabile di avventure e disavventure – viaggi, malattie, faide familiari, delitti, trasformazioni – forse dovute alla perdita di un misterioso amuleto tibetano, che Sonia e Sunny dovranno ritrovare per ritrovarsi. 

Entrare in questo libro è come immergersi nelle acque di un fiume che si getta in altri fiumi, sempre più ampi e vorticosi, fino a formare un oceano di storie: storie intrecciate le une alle altre, che solo dopo essere attraversate rivelano il suo «tesoro nascosto». È la magia dei grandi romanzi. E La solitudine di Sonia e Sunny, di Kiran Desai – con la sua scrittura oceanica e traboccante di immagini, di colori, di humour – dovrebbe essere salutato come uno dei romanzi magici dei nostri tempi. 

fonte: www.ibs.it 

Netflix - Physical Italia: da 100 a 1, il cast completo

Se il cast di The 50 vi sembrava già affollato, aspettate di vedere quello di Physical Italia: da 100 a 1, il nuovo reality di Netflix che può contare su ben cento persone. Di Fabiano Minacci

Al contrario del reality di Prime Video qua non abbiamo prezzemolini televisivi o creator di TikTok, ma sportivi, atleti, ex campioni olimpionici e persone che hanno fatto del fitness la propria ragione di vita. 

È vero, alcuni sono diventati famosi partecipando a programmi televisivi (ci sono alcuni ex gieffini come Paolo Masella e Giovanni Masiero, l’ex tronista Claudio Sona con il suo attuale fidanzato Nicholas Cornia, e poi ancora Elisabetta Canalis, Alvise Rigo, Luis Sal e il ballerino Mowgli che ha partecipato ad Amici), ma soprattutto ci sono campioni come Tania Cagnotto, Yuri Chechi e Federica Pellegrini. 

Ma anche medagliati di crossfit, fitness influencer, ginnasti, personal trainer, campioni di judo, di calisthenics, di fooball, di surf, di lotta greco romana e infine pure un giocatore di calcio storico fiorentino e un giocoliere col fuoco. In comune hanno la forza fisica, il corpo allenato e la voglia di vincere. 

Nella Sala dei Busti non contano le medaglie passate, ma quanto fuoco hai dentro” – recita lo slogan del programma – “Perché alla fine, solo uno di loro porterà a casa la vittoria“.

Insomma, personalmente trovo più divertente vedere Francesco Nozzolino scappare da una palla che cerca di colpirlo piuttosto che cento atleti che lottano fra loro, ma ovviamente guarderò anche questo Physical Italia: da 100 a 1: se sento odore di dinamiche e complotti mi ci butto a capofitto. Anche se per me, Physical resta…

>> Physical Italia: da 100 a 1 | Trailer Ufficiale | Netflix Italia

Physical Italia: da 100 a 1, il cast completo

Questo è il cast completo: Alice Sganzerla, Alice Veniani, Alvise Rigo, Andrea Cingolani, Andrea Miccio, Andrea Minguzzi, Beatrice Beni, Benedetto Ernesto Beltrame, Camilla Contesso, Caterina Piccirilli, Chiara Sergi, Claudio Sona, Daniele Scatizzi, Edoardo Papa, Elisa Fuliano, Elisa Picciciuto, Elisabetta Canalis, Elisabetta D’Ambrosio, Emanuele Biviano, Emanuele Bruno, Erik Lugli, Federica Cesarini, Federica Pellegrini, Federico Rotoni, Filippo Pici, Gabriele Di Via, Gaggi Vatarov, Gennaro Farella, Georgian Cimpeanu, Giampaolo Calvaresi, Gianmarco Bollaro, Giovanni Masiero, Giulio Domi, Giuseppe Santamaria, Guglielmo Coiro, Ivano Salerno, Jessica Allegretti, Jobel De Castro, Jury Chechi, Luca Palla, Luca Pescollderungg, Lorenzo Dalle Piagge, Luis Sal, Luigi Turetti Osagie, Manuel Di Bernardo, Manuel Lombardo, Marco Begalli, Matteo Sartori, Matteo Tedesco, Mattia Schinco, Mauro Oldani, Mirco Bergamasco e Mogwli.

E ancora: Nicholas Cornia, Paolo Innocenti, Paolo Masella, Paola Ciabattoni, Pietro Checchi, Raffaele Del Piano, Rosalba Forciniti, Sabrina Giungi, Samuele Rossi, Sara Del Prete, Sara Lisanti, Sara Sordini, Sarah Abdessalem, Sebastian Rodwell, Sebastiano Occhipinti, Semiljana Rexhepi, Simone Ponti, Sofia Pronesti, Sonia Fracassi, Stefano Malaguti, Stefano Migliorini, Susy Scutto, Tania Cagnotto, Tommaso Fragassi, Tommaso Nisi, Tommaso Pampinella, Valentina De Gregori, Valentina Margaglio e Veronica Paladino. PS: al momento sono solo 83, ogni volta che riuscirò a recuperare un nome che manca all’appello lo inserirò in rigoroso ordine alfabetico.

fonte: di Fabiano Minacciwww.biccy.it 

Libri: "Non so come è successo" di Ilenia Pastorelli

Non so come è successo è un romanzo di formazione sincero e intenso, in cui si alternano forza e vulnerabilità, leggerezza e profondità, buio e luce. Una storia d'amore, di perdita e di crescita, che parla a chi non ha paura di guardarsi dentro, a chi è disposto a smarrirsi per potersi ritrovare.

Se hai solo undici anni quando le tue certezze cominciano a frantumarsi, a una a una, c'è poco che tu possa fare. 

Anita lo scopre in quell'estate, per sempre indelebile nella sua memoria, trascorsa come al solito al campeggio affacciato sulle coste laziali. È la scoperta dell'amore, e delle sue conseguenze, ad aprirle gli occhi. 

Come un sasso in uno specchio d'acqua, il cambiamento genera nella sua vita cerchi che si propagano al di fuori del suo controllo, anno dopo anno. 

Sugli adulti non si può contare perché sono alle prese con le loro battaglie invisibili, le amicizie che sembravano indissolubili possono finire in un attimo , perfino la scuola di danza non è un luogo sicuro, e ciò che più ci attrae più ci può ferire. 

E allora, tanto vale abbandonarsi alla corrente e lasciare che una catena di singoli eventi casuali ti porti a vivere esperienze che non avevi nemmeno cercato: Anita si ritrova catapultata nel mondo surreale della tv, un universo dove tutto è un gioco, compresi i sentimenti. 

Affrontando una fama inaspettata e una crisi personale, una disillusa Anita sente il desiderio di sparire e ritirarsi su un'isola, lontana da tutto e tutti… Ma non è quella la fine del suo viaggio: rimettendo insieme i cocci, emergerà una giovane donna pronta a tornare a Roma, riprendere in mano la sua vita e abbracciare il suo talento. Perché non si è mai arrivati, non c'è un traguardo, non c'è un attracco finale che ti mette al riparo nella tempesta della vita. Puoi soltanto imparare a navigare. 

fonte: www.ibs.it 

Libri: "Gli anni in bianco e nero" di Francesca Giannone

Dall'autrice di La Portalettere e Domani, domani 

 

«Ho sentito dire che ogni storia è il racconto di qualcuno che arriva in un posto o di qualcuno che se ne allontana. Non so se è vero, o perlomeno se lo è sempre. Ho la sensazione che certi racconti comincino e finiscano con chi resta. Tutti gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo in bianco e nero.»

Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni '60, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. 

Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori. 

fonte: www.ibs.it