giovedì 17 settembre 2026

A Milano: "A passo di Carla" una mostra per l'étoile Fracci

Ph. © Archivio fotografico del Teatro alla Scala
Si inaugura lunedì 21 settembre alle ore 19 al Teatro della Quattordicesima, nel cuore di Calvairate, la mostra "A passo di Carla", il progetto espositivo con cui l'Accademia Teatro alla Scala celebra gli ottant'anni dall'ingresso di Carla Fracci alla Scuola di Ballo scaligera.

Era infatti l'autunno del 1946 quando la futura étoile lasciava proprio quel quartiere per muovere i primi passi come allieva della Scuola di Ballo. Oggi, otto decenni dopo, sono le allieve e gli allievi dei Trienni AFAM in Multimedia per le Performing Arts e in Tecniche di Allestimento Scenico — guidati dalle docenti Laura Ferrari, Alessandra Galletta e Francesca Pedroni — a intrecciare fotografia, video, testi e contenuti multimediali per costruire un racconto contemporaneo fatto di frammenti, rimandi e memoria.

L'allestimento, reso possibile dal finanziamento del Municipio 4 del Comune di Milano, è stato pensato per vivere negli spazi di passaggio del teatro: il foyer diventa così parte del percorso, accompagnando l'attesa del pubblico prima e dopo lo spettacolo.

La mostra, che attinge all'Archivio fotografico del Teatro alla Scala e ad altri prestigiosi archivi, si sviluppa infatti in cinque sezioni.

Nella prima, due schermi mandano in loop altrettanti video costruiti su sequenze fotografiche, mettendo in dialogo la vita pubblica dell'étoile sul palco e la sfera più privata e intima.
Segue una selezione di scatti dall'Archivio fotografico della Scala, accompagnati da parole della stessa Fracci o da testimonianze su di lei: piccoli ricordi che il pubblico può portare con sé. Nella terza sezione, immagini della quotidianità della grande ballerina si diffondono nel teatro attraverso cartonati lungo le pareti del foyer.

Grazie alla collaborazione con il Triennio AFAM in Costume per lo Spettacolo, il percorso si arricchisce con un capitolo tridimensionale dedicato ai costumi, che accolgono il pubblico già all'ingresso della mostra.
Infine, le immagini delle interpretazioni che l'hanno resa immortale, accompagnate a QR code che rimandano ad approfondimenti sulla sua storia artistica e personale.

"A passo di Carla" sarà aperta al pubblico fino al 27 settembre.

Ingresso libero, dal 22 al 26 settembre con orario 10-20, il 27 settembre chiusura anticipata alle ore 19.

Allieve e allievi del Triennio AFAM in Tecniche di Allestimento Scenico: Elisa Antoniello, Aurora Bertolla, Pietro Leccese, Eleonora Mondora, Leila Morittu, Gloria Ravioli, Lorenzo Sala.

Allieve e allievi del Triennio AFAM in Multimedia per le Performing Arts: Dennis Cursio, Matilde Donato, Milana Megina, Enea Scutellà, Marco Rodaro.

Curatrici artistiche: Laura Ferrari, Alessandra Galletta, Francesca Pedroni

Coordinamento organizzativo: Jacopo Guarneri, Jessica Murano

Tutoraggio: Erica Locatelli, Roberto Vezzoli

fonte:  www.accademialascala.it 

lunedì 14 settembre 2026

Libri: "Il condominio" di James Graham Ballard

Nella periferia di Londra, in una zona rispettabile e residenziale, sorge un altissimo condominio costruito secondo le tecnologie più avanzate. Dotato com’è di palestre, piscine, parrucchieri e negozi di ogni genere, sembra invitare gli abitanti a non uscire, a non badare al mondo caotico e impreciso che c’è là fuori. 

E così accade. I residenti si abituano alla comoda modernità che li circonda, almeno finché una serie di black-out e cortocircuiti lascia uno spiraglio aperto alla violenza. 

Nell’arco di pochissimo tempo, la pettinata borghesia del palazzo rivela il suo vero volto. E mentre il condominio inizia a strutturarsi secondo una rigida gerarchia sociale che vede i meno abbienti sotto e i più ricchi sopra, emergono bande rivali pronte a conquistare con la forza i punti strategici del grattacielo e affermare la propria superiorità.

Ballard firma un romanzo tesissimo, subito divenuto di culto, in cui mostra il rovescio del progresso e la bruttura nascosta dietro convenevoli e cordialità. Ma Il condominio è anche una straordinaria lettura del presente, una metafora agghiacciante sul disagio che striscia sotto la pelle della nostra società.

“In un certo senso, la vita nel grattacielo aveva cominciato ad assomigliare a quella del mondo esterno: le stesse crudeltà e violenza celate entro una serie di cortesi convenzioni.”

Gli anni settanta, il boom edilizio, grattacieli che si alzano sempre più su, vite umane che si affastellano una sopra l’altra, un piano dopo l’altro, a centinaia. Ballard osserva i segni del mondo che corre e ce li restituisce in tutta la loro crudezza spietata. Un libro che capovolge il mito del progresso e mette a nudo i meccanismi perversi dell’animo umano.

fonte: www.amazon.it 

Al Teatro Regio di Parma - Corso di alta sartoria “Dal segno alla nascita di un sogno”

VI EDIZIONE dal 9 novembre 2026 all'8 novembre 2027

Un percorso di alta formazione unico in Italia dedicato alla sartoria teatrale e al costume di scena. 

L’Accademia di Sartoria del Teatro Regio di Parma accompagna gli allievi dall’ideazione creativa alla realizzazione del manufatto finale, attraverso un’esperienza immersiva che unisce tradizione artigianale, innovazione, competenze tecniche e visione artistica.

IL CORSO

Il Corso, riservato a 14 partecipanti selezionati, forma professionisti altamente qualificati nel settore sartoriale, in grado di operare nella realizzazione di costumi e manufatti per teatro, cinema, televisione, danza, grandi eventi, moda e industrie creative.

Durante l’anno accademico gli allievi acquisiscono competenze specialistiche in:

  • modellistica, taglio storico e moulage,
  • tecniche di confezione,
  • storia della moda e del costume,
  • modisteria,
  • illustrazione bozzetto,
  • tecniche applicate di ricamo,
  • tintoria dei tessuti,
  • costumi per la danza e realizzazione di gioielli di scena,
  • merceologia tessile e storia del costume,
  • storia del teatro d’opera e del balletto,
  • analisi drammaturgica e psicologica dei personaggi,
  • video e audio guida all’ascolto musicale,
  • organizzazione aziendale e gestione del lavoro in staff,
  • contrattualistica e legislazione sul lavoro,
  • comunicazione digitale e social media marketing,
  • nozioni generali di sicurezza sul lavoro.

La direzione didattica è affidata alla costumista Lorena Marin, ideatrice del progetto formativo. Le lezioni e i laboratori sono condotti dai maestri artigiani del Teatro Regio di Parma e da professionisti di riconosciuta esperienza internazionale, tra cui: Marina Laura Bianchi, Francesco Briggi, Simonetta Cesarini, Luca Dall’Alpi, Marco Nateri, Stefano Nicolao, Vittoria Papaleo e Dario Quintavalle. Il percorso è inoltre arricchito da masterclass con i costumisti delle produzioni della Stagione Lirica e del Festival Verdi.

Scopri tutte le attività sul profilo Instagram ufficiale dell’Accademia del Teatro Regio di Parma: 

PROJECT WORK

Elemento distintivo del percorso è il Project Work (300 ore), che permette agli allievi di confrontarsi con produzioni e realtà professionali di alto livello. Le esperienze pratiche possono svolgersi presso il Teatro Regio di Parma, nell’ambito del Festival Verdi, oppure presso importanti istituzioni, festival e sartorie teatrali nazionali e internazionali, tra cui Fondazione Festival Pucciniano (Festival Puccini), Associazione Arena Sferisterio (Macerata Opera Festival), Fondazione Arena di Verona, Fondazione Paolo Grassi (Festival della Valle d’Itria), Teatro Lirico di Cagliari, The Wexford Festival Trust (Wexford Festival Opera), Atelier Pietro Longhi, Nicolao Atelier, Laboratorio Pieroni e Tirelli Costumi.

A CHI SI RIVOLGE

Il Corso è rivolto a candidati maggiorenni in possesso di:

  • diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  • laurea triennale o magistrale, preferibilmente negli ambiti della moda, delle belle arti, del design o della comunicazione.
  •  

OPPORTUNITA PROFESSIONALI

Le competenze acquisite consentono di intraprendere percorsi professionali qualificati in:

  • sartorie teatrali
  • fondazioni lirico-sinfoniche
  • atelier di alta moda
  • laboratori artigianali
  • industria cinematografica e televisiva
  • produzioni culturali e creative in Italia e all’estero

DOMANDE DI PARTECIPAZIONE

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro il 1° settembre (sconto early application) ed entro 1° ottobre 2026, al seguente link. 

BORSA DI STUDIO

Grazie al sostegno del Gruppo Chiesi, è prevista una Borsa di Studio a copertura totale della quota di partecipazione destinata a uno degli allievi ammessi al Corso, per favorire l’inclusione, sostenere il talento e promuovere il merito artistico.

L’assegnazione tiene conto del merito, del curriculum, delle motivazioni e, ove presentata, della situazione economica del candidato attraverso attestazione ISEE.

COSTI

  • Quota di iscrizione alle selezioni: € 80
  • Quota di partecipazione al Corso: € 6.500
  • Early Application: € 5.850 per le candidature presentate entro il 1° settembre 2026 e successivamente ammesse al Corso.

fonte:  https://teatroregioparma.it 

Mostre: Keith Haring al Museo di Roma

 
"Keith Haring"  6 ottobre 2026 - 11 aprile 2027 al Museo di Roma 
 
Una mostra dedicata a una delle figure più riconoscibili del secondo Novecento: un artista che ha trasformato la linea in linguaggio pubblico, la strada in arte alta e l'immagine in messaggio universale

Nella New York turbolenta degli anni Ottanta - città segnata da violenza, droga e degrado urbano - Keith Haring trae ispirazione dall'energia grezza di un'epoca pre-digitale, in cui le idee circolavano attraverso le strade, la musica, i club e il contatto diretto tra le persone.

È il luogo di nascita dell'hip-hop e della street art, dove arte, attivismo e cultura popolare si incontrano.

Il progetto espositivo riunisce oltre 140 opere e materiali eccezionalmente prestati dalla Nakamura Keith Haring Collection, la maggiore raccolta al mondo dedicata all'artista, insieme a importanti prestiti pubblici e privati.

La mostra ripercorre il percorso artistico di Haring dai primi lavori a New York e dagli iconici Subway Drawings ai poster politici, alle sculture, ai dipinti e alle opere finali.

Per tutta la carriera Haring amplia il proprio linguaggio visivo restando fedele a una convinzione semplice: l'arte deve essere accessibile a tutti.

Bambini radianti, cani che abbaiano, figure danzanti, angeli, cuori, televisori e piramidi sono più che motivi ricorrenti: formano un linguaggio visivo universale che continua a parlare a culture e generazioni diverse.

Il percorso espositivo

Pensato per le sale di Palazzo Braschi, il percorso si articola in nuclei tematici: la strada e la metropolitana, l'impegno politico e sociale, il corpo e l'energia vitale, l'arte come linguaggio per tutti, fino alla dimensione simbolica e spirituale.
Dentro questo racconto, l'Italia diventa una chiave di lettura: qui Haring incontra spazi pubblici, galleristi e progetti capaci di dialogare con la sua idea di arte urbana e collettiva.

Il percorso è accompagnato da un articolato programma didattico pensato per i giovani e per le scuole, con attività capaci di avvicinare le nuove generazioni al linguaggio immediato, inclusivo e partecipativo dell'artista. 

 

>> Informazioni 

>> Visite guidate il sabato e la domenica alla mostra Keith Haring 

fonte: www.museodiroma.it 

Tecnologia: IA, per l'ad di Anthropic, il settore 'non ha mantenuto le promesse'. Dario Amodei individua nei traguardi scientifici l'unica via per recuperare il consenso

L'amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, ha dichiarato che le aziende operanti nel settore dell'intelligenza artificiale non hanno ancora "mantenuto le promesse relative ai benefici globali della tecnologia".

In un intervento sul social X, Amodei ha definito questa mancanza come la critica più fondata attualmente mossa all'industria, ammettendo la natura di una crisi di fiducia da parte del pubblico.

"La responsabilità è interamente nostra", ha scritto, "ed è su questo che dovremmo concentrarci più che sui messaggi di marketing". 

Secondo il dirigente, sostenere a parole che l'intelligenza artificiale curerà il cancro è diventato "un cliché spesso percepito come ingannevole". Amodei ha sottolineato che l'unico metodo efficace per superare lo scetticismo diffuso "è curare il cancro in modo concreto". 

Le parole del manager precedono una fase finanziaria cruciale per Anthropic. L'azienda si prepara a un'offerta pubblica iniziale prevista per ottobre, con stime degli investitori che indicano una potenziale valutazione di 2.000 miliardi di dollari. Una cifra che poggia anche sulle future capacità delle soluzioni di intelligenza artificiale di portare vantaggi tangibili alle persone. 

A delineare la distanza tra il mercato dell'IA e la percezione sociale concorrono i dati demoscopici. Una recente rilevazione del Pew Research Center evidenzia come il 50% degli adulti statunitensi si dichiari più preoccupato che entusiasta della diffusione dell'intelligenza artificiale nella vita quotidiana, contro il 10% di pareri favorevoli. Un divario in crescita rispetto al 37% di perplessità registrato nel 2021. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

Mostre: Museo degli Innocenti, Firenze "Artemisia Gentileschi" dal 21 ottobre 2026 al 04 aprile 2027

Dal 21 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, il Museo degli Innocenti ospita per la prima volta una straordinaria mostra dedicata al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi. 

In foto: Artemisia Gentileschi, Maddalena1630-1635, Olio su tela, 108×78,5 cm Beirut (Libano), Sursock Palace Collection

La mostra si concentra sull’importante soggiorno fiorentino dell’artista caravaggesca Artemisia Gentileschi, periodo cruciale per la sua affermazione professionale. 

Tra le sale del Museo degli Innocenti prendono vita i suoi dipinti più intensi, caratterizzati da un uso drammatico del chiaroscuro. L’esposizione indaga l’autonomia pattuita con la committenza medicea e il suo ruolo all’interno dell’Accademia delle Arti del Disegno. Un tributo alla forza espressiva e alla determinazione di una figura simbolo della pittura barocca.   

A Firenze Artemisia trova la sua maturità artistica: è la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti, riceve prestigiosi incarichi dalla famiglia Medici, frequenta Galileo Galilei e gli artisti coevi, è al centro della vita culturale del tempo. 

Qui Artemisia si afferma come artista, libera dalla morbosa attenzione mediatica che la costringe a lasciare Roma, e trova la sua strada, quella che la porterà ad entrare a pieno titolo tra i grandi maestri della storia dell’arte.

La mostra ospita anche due capolavori di Caravaggio.

Il ticket di accesso all'esposizione permetterà la visita a tutta la collezione permanente del Museo degli Innocenti, con oltre quattro piani di visita.
Le prevendite sono online:
https://www.ticket.it/mostre/evento/artemisia-firenze.aspx

https://www.ticket.it/mostre/abbonamento/artemisia-firenze.aspx

fonte e Info: www.museodeglinnocenti.it 

Cinema: Javier Bardem riceverà il Premio alla Carriera alla Festa del Cinema di Roma. Sarà consegnato da Paolo Sorrentino, proiezione di El ser querido di Rodrigo Sorogoyen

Javier Bardem riceverà il Premio alla Carriera nel corso della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgerà dal 13 al 25 ottobre 2026 all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Lo annuncia - in una nota - il Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, su proposta della Direttrice Artistica, Paola Malanga.

A consegnare il riconoscimento il regista premio Oscar Paolo Sorrentino.     

L'attore spagnolo, uno tra i più importanti a livello globale, premio Oscar per Non è un paese per vecchi di Joel ed Ethan Coen, interprete per Woody Allen, Sam Mendes, Denis Villeneuve, Julian Schnabel, Aaron Sorkin e Alejandro Amenábar, tra gli altri, presenterà al pubblico la proiezione di El ser querido di Rodrigo Sorogoyen. Il titolo, fra i più applauditi allo scorso Festival di Cannes, in programma alla Festa nella sezione Best of 2026, vede Bardem nel ruolo di Esteban Martínez, leggendario regista con un passato segnato da violenza ed eccessi.

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati  

lunedì 7 settembre 2026

Libri: "Nel forno di casa. Le mie ricette per tutti" di Fulvio Marino. In uscita il 6 ottobre 2026 - Pre order disponibile

"Nel forno di casa. Le mie ricette per tutti. 186 ricette di focacce, pizze, pani e dolci per mettere le mani in pasta." Il libro è disponibile in Pre Order. Link a metà articolo

186 ricette e un invito a riscoprire il saper fare: il primo grande ricettario di Fulvio Marino porta nella cucina di tutti i giorni il piacere di impastare.

Una pagnotta appena sfornata, una focaccia da dividere, una pizza capace di trasformare una cena qualunque in una festa. In Nel forno di casa, Fulvio Marino raccoglie le sue ricette del cuore e le mette a disposizione di chi desidera cominciare e di chi ha già confidenza con gli impasti. Un repertorio di 186 preparazioni, pubblicato da Slow Food Editore, che attraversa occasioni, tradizioni e livelli di difficoltà, con un’idea precisa: tutti possiamo imparare, e l’esperienza si costruisce mettendo le mani in pasta.

Si parte dalle focacce e dalle pizze per esplorare pani classici, speciali e conditi, panini, cracker, grissini e taralli. Si prosegue con i dolci e i lievitati delle feste, fino alle sezioni dedicate alle ricette senza glutine e al recupero del pane. Ricette ereditate, scoperte in viaggio o nate dalla sperimentazione compongono un libro da tenere aperto sul tavolo della cucina.

Procedure dettagliate, indicazioni sulle farine, tempi di lievitazione e cottura, consigli dell’autore e curiosità accompagnano il lettore. 

Tutti possono imparare l'arte della lievitazione

"Questo non è un libro da leggere e basta. È un libro da sporcare di olio e di farina, da aprire sul tavolo della cucina, da usare e da vivere. 

Da migliaia di anni uomini e donne hanno imparato a trasformare acqua e farina in qualcosa di nuovo. 

Un gesto apparentemente semplice che, in realtà, racchiude una quantità enorme di conoscenze, sensibilità ed esperienza. Il pane e i lievitati sono una scuola di vita. Ti insegnano la pazienza, ti ricordano che non tutto può essere accelerato, che esistono processi che hanno bisogno del loro tempo. E soprattutto ti insegnano che si impara facendo."

   186 ricette per mettere le mani in pasta

Questo volume raccoglie le ricette del cuore di Fulvio, quelle che non deludono mai e lo emozionano ogni volta. Le sue ricette di conforto. 

Alcune appartengono alla tradizione italiana, altre arrivano da Paesi lontani. 

Alcune sono nate dai suoi tanti viaggi, altre da esperimenti o da errori. Alcune le ha inventate, altre le ha ereditate.

Focacce, pizze, pani classici, speciali e conditi, panini, grissini, cracker e taralli, dolci, ricette delle feste, preparazioni senza glutine e modi semplici per recuperare il pane. 186 ricette, tante occasioni per mettere le mani in pasta, accendere il forno e condividere qualcosa di buono.

Il libro è disponibile in Pre Order su >> www.amazon.it   slowfoodeditore.it    www.ibs.it 

Fulvio Marino, nasce a Canelli (Asti) l’8 maggio del 1986. Mugnaio di terza generazione, maestro panificatore e volto televisivo, Fulvio cresce in mezzo alla farina del Mulino Marino, l’azienda di famiglia per cui ancora oggi si occupa di comunicazione e sviluppo. La sua prima pizza, a 12 anni, è stata un disastro ma da allora non hai mai smesso di mettere le mani in pasta e oggi, con oltre 20 anni di esperienza, è uno dei panificatori più apprezzati e conosciuti di tutto lo stivale. 

Forte di una grande capacità comunicativa, animata da una incessante passione per il suo lavoro, la popolarità di Fulvio dentro e fuori dai social è in costante crescita grazie anche alle sue partecipazioni a programmi televisivi: È sempre mezzogiorno (Rai1), dove da settembre 2020 è parte del cast fisso, e Bake Off Italia (Real Time). 

Da marzo 2023, inoltre, Fulvio Marino è tra i volti di punta di Discovery, con due programmi che lo vedono vestire i panni del padrone di casa: in Nel forno di casa tua, in onda su Food Network, canale 33, Fulvio mostra passo passo come realizzare panificati semplici e gustosi. Su Real Time, invece, gira l’Italia con Il forno delle meraviglie, panettieri in gara, un format in cui il confronto tra i diversi modi di vedere la panificazione è il terreno di sfida. 

fonte Libro:  www.amazon.it 

Moda - Guadagnino tra Altman e Zara, dal cinema un salto nel design. La collezione di arredamento debutta per la settimana della moda di Milano

↑ © ANSA/EPA
(di Alessandra Baldini) Nel giro di poche settimane, Luca Guadagnino passa da Milano a New York e dal design domestico alla battaglia che ha sconvolto OpenAI, la società simbolo dell'intelligenza artificiale.

Due progetti apparentemente lontanissimi, uniti però dallo stesso metodo: mentre il discusso Artificial, dedicato alla cacciata e al clamoroso ritorno di Sam Altman al timone debutterà il 5 ottobre al New York Film Festival, il regista italiano mette la firma anche su una vasta collezione di design per Zara Home.
    Un film girato a Budapest con Jamie Bell, Chase Sui Wonders, Michael Stuhlbarg e Patricia Arquette accompagna questa incursione nel mondo dell'arredamento che riecheggia le atmosfere di Io Sono l'Amore, il film del 2010 ambientato a Villa Necchi Campiglio su Via Mozart.

Come racconta il Financial Times, Baisi Guadagnino, lo studio creato dal regista con il suo abituale production designer Stefano Baisi, presenterà durante la Milano Fashion Week ben 65 pezzi tra mobili e oggetti per la casa e 75 capi e accessori. Divani, poltrone, tavoli, lampade, specchi, ceramiche e bicchieri compongono un universo domestico che porta nella grande distribuzione un'estetica sorprendentemente sofisticata — e a prezzi che, almeno per alcuni elementi, sono decisamente lontani dal consueto territorio del fast fashion. 

La collaborazione nasce dal cinema. Baisi ha costruito a Cinecittà le atmosfere polverose e al neon di Queer, l'adattamento del romanzo di William S. Burroughs diretto da Guadagnino, e ha poi lavorato a After the Hunt e proprio ad Artificial. Ma il sodalizio precede i set: nel 2017 Guadagnino chiamò Baisi come architetto per ristrutturare la casa sul lago di Como del fondatore di Yoox Federico Marchetti. Da lì nacque Studiolucaguadagnino, che ha firmato tra l'altro il Palazzo Talia di Roma e un negozio Aesop a Londra. 

Per Zara regista e designer hanno pescato a piene mani nella cultura visiva italiana e internazionale. Ci sono tra le ispirazioni da Gio Ponti, che Guadagnino ammira per la capacità di muoversi dall'industriale al pezzo su misura, a Lina Bo Bardi e suggestioni di Ettore Sottsass. Ma c'è soprattutto molto cinema: per colori e atmosfere Guadagnino e Baisi hanno riguardato i film anni Ottanta di Jean-Luc Godard, insieme alle opere di Edward Yang e Nagisa Ōshima. L'obiettivo, spiega Guadagnino, non è però imitare i maestri: "Non c'è niente di peggio di un mobile che cerca di riprodurre qualcosa che esiste già nel nostro alfabeto". 

È l'altra faccia del Guadagnino che il 5 ottobre arriverà al New York Film Festival con Artificial. Andrew Garfield interpreta Altman nel racconto dei convulsi giorni del novembre 2023, quando il consiglio di amministrazione di OpenAI licenziò il suo amministratore delegato per poi richiamarlo pochi giorni dopo. Nel cast Monica Barbaro è Mira Murati, Yura Borisov interpreta Ilya Sutskever e Ike Barinholtz veste i panni di Elon Musk. Amazon Mgm ha abbandonato il progetto quando le riprese erano sostanzialmente concluse, sostenendo che avrebbe trovato una collocazione migliore presso un altro distributore. La pellicola è stata poi acquistata da Neon.  

fonte: NEW YORK  Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati 

domenica 6 settembre 2026

Libri: "The Queen. Diario a colori della regina Elisabetta" Ediz. a colori di Sali Hughes

Un libro vibrante di colore, un'esplosione che cattura lo sguardo, alla scoperta dei mille colori della regina e di come sono stati indossati nelle occasioni fondamentali che hanno segnato la nostra storia recente. Un esempio da imitare!

Dio salvi la Rainbow Queen!

In un mondo in cui i colori sono sinonimo di frivolezza e la serietà sembra vestire sempre di grigio o nero, la regina Elisabetta ci insegna che resilienza, dedizione e discrezione possono essere espressi da tutte le sfumature dell'arcobaleno. 

Questo libro è un viaggio nell'eleganza - e nella stravaganza - della regina più amata: una collezione di foto che abbracciano in un arcobaleno un secolo di stile. 

Scelte e commentate dalla giornalista e presentatrice Sali Hughes, che coltiva fin da bambina quella che lei stessa definisce «un'insana passione per questa regina magnetica», le immagini di questo libro celebrano la sovrana più iconica della storia, in un omaggio al suo stile ma anche alla sua fermezza, resilienza, temerarietà.  

Dai castigati twin-set ai kilt da matrona, dai giudiziosi tacchi squadrati alla fidata borsa Launer sempre al suo fianco, Elisabetta II ammalia grazie a un guardaroba che ha finito per diventare il simbolo non solo di una monarca, ma anche di una monarchia.  Con la Prefazione di Rossella Migliaccio. 

Sali Hughes è editorialista e giornalista del Guardian. Ha scritto per numerose riviste di primo piano tra cui Grazia, The Observer, Elle, Vogue e Stylist. Consulente per le più grandi marche di beauty e abbigliamento, vive con il marito e i due figli a Brighton. 

fonte libro: www.lafeltrinelli.it 

Libri: "Jannik Sinner. 8 chilometri. Un fuoriclasse italiano nato ai confini di un altro destino" di Federico Ferrero e Federico Mariani

Il percorso di Jannik Sinner si rivela per ciò che davvero è: non soltanto l’ascesa di un fuoriclasse, ma la storia profonda di una formazione, di una disciplina, di una vocazione coltivata con rigore fin dagli anni più acerbi. 
 
Prima dei trionfi, prima del clamore e dei record, ci sono stati il lavoro quotidiano, la misura dei gesti, il peso delle rinunce, la tenacia silenziosa di chi ha saputo credere in un progetto di vita oltre che sportivo. 
 
Attorno a lui, una famiglia presente e determinata, capace di accompagnarne il talento senza mai sottrarlo alla fatica necessaria per farlo maturare. È in questa trama di dedizione, sostegno e sacrificio che prende forma una parabola eccezionale, destinata a superare i confini del campo da gioco per diventare racconto esemplare di crescita, identità e ambizione. 
 
Quella di Jannik Sinner è così una vicenda che parla di talento e disciplina, di radici solide e orizzonti vastissimi, di un ragazzo che, passo dopo passo, ha trasformato una promessa in una presenza dominante del tennis mondiale. Il ritratto di un campione, ma prima ancora di un destino costruito con pazienza e assoluta fedeltà al proprio sogno.
 

Federico Ferrero -  È voce di Eurosport dal 2005. Firma storie e reportage su «Il Tennis Italiano», scrive per il dorso torinese del «Corriere della Sera», ha collaborato a lungo con «l’Unità» e scritto per «l’Espresso» e «pagina99». Ha pubblicato Alla fine della fiera – Tangentopoli vent’anni dopo (add 2012) e "Il palpa" il più forte di tutti (Rizzoli 2019) con Roberto Palpacelli.

fonte libro: www.lafeltrinelli.it 

Meta dovrà pagare 567 milioni per i danni dei social ai minori. La cifra si aggiunge alle sanzioni civili per 375 milioni già disposte

↑ © ANSA/EPA
Meta Platforms dovrà versare altri 567 milioni di dollari in un apposito fondo nel New Mexico, dedicato alle misure di sostegno a favore dei minori alle prese con i danni causati dai social media.

La holding, a cui fanno capo Facebook, Instagram e WhatsApp, sarà tenuta inoltre ad adottare specifiche funzionalità di sicurezza, come l'impostazione predefinita che nasconde il numero di "mi piace" sulle foto per tutti gli utenti minorenni, e la pubblicazione sul proprio sito web di adeguate informazioni sui rischi legati all'uso delle piattaforme, a partire dalla dipendenza.

"Malgrado Meta non sia l'unica in questo senso, le sue piattaforme di social media contribuiscono in modo significativo all'attuale crisi della salute mentale tra i giovani del New Mexico", ha scritto il giudice Bryan Biedscheid nella sentenza diffusa giovedì sera nella causa di 'disturbo alla collettività', facendo notare che lo Stato è privo di un numero adeguato di programmi e servizi di salute mentale per aiutare i giovani in difficoltà, danneggiati dalle app. "Le testimonianze degli esperti confermano l'esistenza di un nesso di causalità tra i social media e la crisi della salute mentale giovanile nel New Mexico", ha rincarato il giudice.

La causa, tra l'altro, ha avuto inizio a seguito di un'azione sotto copertura del procuratore generale del New Mexico, Raul Torrez, con la creazione di un falso profilo social di una tredicenne: "Fu letteralmente inondato di immagini e sollecitazioni mirate" da parte di molestatori di minori, ha raccontato. Il nuovo fondo si aggiunge ai 375 milioni di dollari di sanzioni civili che Meta è stata costretta a pagare all'inizio dell'anno, dopo che è stato accertato nel corso del procedimento che l'azienda aveva violato le leggi del New Mexico sulle pratiche commerciali sleali. La seconda fase del processo, iniziata a maggio, ha avuto lo scopo di verificare se l'impero social di Mark Zuckerberg avesse "creato un disturbo alla collettività", giustificando così potenziali modifiche ai prodotti. Meta, i cui titoli viaggiano positivi a Wall Street, ha contestato la sentenza e ha anticipato il ricorso all'appello.

"Ci impegniamo a fondo per garantire la sicurezza delle persone sulle nostre piattaforme e siamo stati trasparenti sulle difficoltà nell'individuare e rimuovere soggetti malintenzionati e contenuti dannosi", ha commentato un portavoce, nella convinzione di aver tutelato gli adolescenti online: "continueremo a difenderci da accuse che travisano i fatti". La maggior parte delle risorse del fondo, pari a 420 milioni di dollari, è destinata al trattamento delle persone che hanno subito danni a causa della piattaforma, mentre la parte residua è al servizio "di attività di sensibilizzazione e prevenzione, screening e valutazione, indirizzamento ai servizi e coordinamento, nonché di attuazione, miglioramento della qualità e della valutazione dei risultati". Per Meta e le altre aziende del settore, la causa nel New Mexico è una delle tante di un fenomeno che gli esperti hanno paragonato allo tsunami legale contro l'industria del tabacco. Negli anni '90, le aziende produttrici furono costrette a pagare miliardi di dollari di rimborsi per aver ingannato l'opinione pubblica sulla sicurezza e sui potenziali rischi dei loro prodotti e del fumo in generale, vedendo successivamente ridursi drasticamente il proprio potere e la propria influenza. 

fonte: WASHINGTON,  Antonio Fatiguso  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati 

venerdì 4 settembre 2026

Libri: "Andare per grand hotel" di Stefano Pivato

I Grand Hotel, simbolo della vacanza altolocata di fine secolo, imitano le abitazioni della migliore aristocrazia europea, all'insegna del lusso, dello sfarzo e della grandiosità. 

All'apice del loro fulgore fra la seconda metà dell'Ottocento e la Belle Époque, per declinare poi alla vigilia della prima guerra mondiale, essi rappresentano quello che i castelli hanno significato per la nobiltà medievale: una ribalta in cui inscenare il proprio scintillante stile di vita. 

L'itinerario si snoda, da nord a sud, non solo nello spazio di quel lusso italiano, ma anche nel tempo: dai primi edifici tardo ottocenteschi sulla costa ligure fino agli anni '60. Senza scordarsi, con gustosi interludi, di renderli vividi nel loro sgranarsi quotidiano e di restituirci quelle atmosfere, felpate e sensuali, con le memorie di scrittori e musicisti che vi hanno soggiornato. 

Storico e saggista, collaboratore di Rai Storia, Stefano Pivato ha dedicato vari libri al rapporto fra politica e immaginario. Fra i più recenti: I comunisti mangiano i bambini. Storia di una leggenda (2013); Favole e politica. Pinocchio, Cappuccetto rosso e la Guerra fredda (2015); con Marco Pivato, I comunisti sulla luna. L’ultimo mito della rivoluzione russa (2017) e Sia lodato Bartali. Il mito di un eroe del Novecento (2018). 

Fonte libro: www.ibs.it 

Moda - Diventa un museo la casa di Pierre Cardin a Venezia 350 opere tra cui 130 abiti da sfilata. Apre al pubblico il 12 settembre

(di Mauretta Capuano) Palazzo Bragadin, la residenza veneziana nel sestiere di Santa Croce dove Pierre Cardin negli anni Ottanta disegnava, progettava, diventa un museo che aprirà al pubblico il 12 settembre.

Saranno 130 gli abiti per sfilata esposti da tutte le collezioni, dal 1950 al 2020, oltre ad oggetti di design, mobili, lampade, accessori, cappelli, borsette, tra cui le famose "Sculture utilitarie" degli anni Settanta per un totale di 350 opere su una superficie di quasi 1000 metri quadri. 

Venezia è sembrato il luogo giusto al nipote Rodrigo Basilicati-Cardin, presidente della Maison Pierre Cardin fondata nel 1950, per creare la prima casa museo Pierre Cardin che si inaugura la sera del 3 settembre.

 "Mi piaceva l'idea di inaugurare il museo a Venezia. A Parigi mio zio si è fatto conoscere nel mondo, ma qui ci sono le sue origini, Venezia è internazionale come era lui. Mi piacerebbe creare dei concorsi, delle borse di studio e delle residenze, come faccio a Parigi con dei giovani da tutto il mondo che vengono ospitati per tre mesi. Venezia potrebbe essere un altro centro di richiamo, un po' come una villa Medici perché il palazzo si presta. Ho in programma di aprire anche un museo in Francia, ma non a Parigi, in Costa Azzurra", ha raccontato Rodrigo Basilicati alla visita in anteprima della Casa Museo veneziana a cui era presente anche il nuovo sindaco di Venezia, Simone Venturini e l'ambasciatrice di Francia in Italia, Anne-Marie Descotes. 

"Oggi Venezia possiamo definirla capitale vera della contemporaneità. La città che nei cliché del mondo è la più legata al passato, alla fragilità, alla contemplazione nostalgica è invece il luogo dove stanno avvenendo le più grandi trasformazioni culturali e l'inaugurazione di questa Casa Museo aggiunge ulteriore benzina a questo grande cambiamento in atto" ha sottolineato Venturini. "Pierre Cardin era un artista, una personalità al di là della moda, creativo, inventivo e penso che sarebbe molto felice di vedere come si sviluppa la città oggi e di sapere che c'è questo spazio. Penso che potremmo sviluppare qui progetti non solo nella moda con una grande apertura ai giovani", ha spiegato Anne-Marie Descotes. 

L'inaugurazione non avviene in un giorno a caso, ma 75 anni dopo il leggendario 'Ballo del Secolo' dato da Charles de Beistegui a Palazzo Labia per il quale il giovane Pierre Cardin aveva disegnato una trentina di costumi da cui è cominciata la sua fortuna. Un'atmosfera che la Maison farà rivivere in un evento unico in costume. Nato nel 1922 a Sant'Andrea di Barbarana, in provincia di Treviso, Pietro Costante Cardin si è trasferito con la famiglia in Francia a due anni, ma è sempre rimasto legato all'Italia. "Ho scelto questa data perché 75 anni fa Pierre Cardin fa ebbe l'occasione di realizzare i costumi per questo ballo e fu davvero il suo grande inizio dal punto di vista del lavoro ed economico. 

Il tema vero dell'esposizione è proprio il fatto di non sottolineare la cronologia. Ho voluto mettere insieme epoche diverse. Per lui gli abiti erano sculture", racconta all'ANSA Basilicati.
    L'esposizione, sotto la cura di Andrea Burroni, è un'immersione senza tempo nell'universo Pierre Cardin e nel suo sguardo sempre rivolto al futuro, dagli abiti space-age degli anni Sessanta a quelli iconici con colletto in metallo al bubble dress, alle giacche in vinyle argento fino ai cappotti con il colletto a passamontagna e a quello rosso plissé in panno di lana del 1952 con cui presero il via le prime licenze. 

L'archivio conta 30mila abiti in Maison, sono 2000 quelli usati per sfilata che saranno esposti a rotazione nella nuova Casa-Museo ogni anno, custoditi e restaurati con cura dalla signora Renee che ha cominciato a lavorare con Pierre Cardin quando aveva 14 anni e si definisce "la custode del tempio".     

Dal marzo 2023 la Maison fa ancora sfilate fashion week a Parigi. L'eredità che Pierre Cardin, morto nel 2020 a 98 anni, ha lasciato a Basilicati, il cui nonno materno era fratello dello stilista, "è la libertà - dice - di creare e non copiare gli altri". Una visione che Pierre Cardin riassumeva così: "Un vestito è come una casa, bisogna sentirsi a casa. Ogni modello che concepisco è una costruzione architettonica e scultorea; l'unica differenza è che le forme si muovono". 

Dal 13 settembre sarà possibile effettuare le prenotazioni attraverso il sito ufficiale pierrecardin.com. per visitare il museo. 

fonte: di Mauretta Capuano  Redazione ANSA    www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

George Clooney Leone d'Oro alla Carriera: 'Nessuno ride o piange in lingue diverse'. L'attore: "Ho avuto una serie di fortunati eventi, non si arriva da nessuna parte da soli"

Le immagini della standing ovation che il suo personaggio riceve nel film con cui era in gara al Lido l'anno scorso, Jay Kelly, si è fusa con quella che George Clooney ha ricevuto al Palazzo del Cinema dove stasera nella serata d'apertura della 83esima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia ha ricevuto il Leone d'Oro alla Carriera dalle mani del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco.
George Clooney

 

Un momento all'interno della cerimonia, condotta da Greta Scarano e da un emozionato Nicolas Maupas (che in un intervento, garbato, a due, hanno ricordato come il cinema si un gioco di squadra, da supportare e proteggere), nella quale l'attualità è entrata di striscio, con il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che sfilando sul red carpet in smoking nero, ha reso omaggio con la pochette e una spilla ai colori della Palestina, e soprattutto grazie al discorso dell'attore e regista.

"Nessuno ride in una lingua diversa. Nessuno piange in una lingua diversa - ha detto Clooney -. I genitori si preoccupano allo stesso modo. I bambini sognano allo stesso modo. L'amore appare straordinariamente simile in ogni lingua, il che rende difficile credere che siamo così diversi come ci viene costantemente detto" ha sottolineato.

George Clooney e la moglie Amal

"Viviamo un'epoca in cui chi detiene il potere ci dice di temerci l'un l'altro, ma noi sappiamo bene che non funziona così, vero? Perché la storia ci insegna qualcosa. Le prime persone che gli autoritari cercano di mettere a tacere non sono i politici. Sono i giornalisti che fanno domande. Sono gli artisti che rifiutano le risposte semplici. Sono i registi, gli scrittori, gli attori e i musicisti che insistono sul fatto che qualcuno che non hai mai incontrato potrebbe meritare la tua empatia. Le storie sono sempre pericolose per chi spaccia paura". Certo "i film non fermano le guerre. Non riducono l'inflazione. Non spostano le elezioni, ma fanno qualcosa di straordinario. Ci ricordano che uno sconosciuto non è mai uno sconosciuto, e che potrebbe essere l'eroe della storia di qualcun altro". A introdurre la premiazione è stata l'amica Laura Dern in un delicato abito rosa. 

George Clooney

"Ci siamo conosciuti sul set di Grizzly 2. Un film incompiuto su un orso assassino. Ma in realtà, quel film si sarebbe rivelato il dono più prezioso della mia vita, perché mi ha regalato l'amico più incredibile che si possa desiderare" ha spiegato l'attrice, aggiungendo che Clooney "è un uomo di profonda umanità e integrità... un uomo che vive per il servizio e la verità, per raccontare storie che ci intrattengono e ci commuovono... per essere migliori, per desiderare la bontà in noi stessi, negli altri, storie che si concentrano sulla protezione delle nostre libertà e sulla responsabilizzazione degli altri... oh, e tutto questo mentre fa, come attore, scrittore, regista, produttore e attivista". Aggiungendo anche, in una gag con Clooney che, inquadrato, mentre era seduto in platea accanto alla moglie Amal, suggeriva indicando il numero 2, che "è stato per ben due volte eletto l'uomo più sexy del mondo".

George Clooney
Un tributo arricchito dai messaggi di amici e colleghi come Adam Sandler, Noah Baumbach, Alexander Payne, Steven Soderbergh e Brad Pitt. Ad applaudirlo in platea, fra gli altri, Bianca Balti, in un abito bianco rosato con sulle spalle un paio d'ali, il pilota Carlos Sainz, Werner Herzog, Jonathan Bailey, Nicholas Galitzine, Alessandra Ambrosio, Nina Dobrev. A concludere la serata, prima della proiezione del film d'apertura in concorso di quest'anno, Ink di Danny Boyle con Jack O' Connell, Guy Pearce e Claire Foy (arrivata in un elegante abito rosso), dedicato a un momento topico nella scalata mediatica di Rupert Murdoch, è stata la presidente della giuria che assegnerà il Leone d'oro Maggie Gyllenhaal: "Non sono una che crede che l'arte possa essere fatta solo su determinati argomenti e da determinate persone. Io voglio tutto - ha sottolineato, prima di dichiarare aperta la Mostra -. Voglio essere sconvolta, scossa, voglio che la mia mente cambi". 

Leggi anche >> Mostra del cinema di Venezia, Clooney: 'Usa guidati da persone incapaci, con il voto di midterm torni la normalità'. La star a Venezia per il Leone d'Oro alla Carriera 

fonte: Redazione ANSA    www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati 

giovedì 3 settembre 2026

Festival del Cinema Giapponese in Toscana 2026. Dal 3 al 6 settembre al Cinema Teatro La Compagnia di Firenze

Il Giappone come set cinematografico: narrazioni e territorio. Dopo il successo delle scorse edizioni, torna a Firenze il Festival del Cinema Giapponese in Toscana, la terza edizione sarà sempre a La Compagnia dal 3 al 6 settembre.

Il Festival del Cinema Giapponese in Toscana torna a Firenze per la sua terza edizione, inserendosi a pieno titolo nelle celebrazioni per i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Quattro giornate di proiezioni, dieci film i in lingua originale con sottotitoli in italiano e proiezioni in pellicola: un percorso attraverso narrazioni e territorio, esplorando il modo in cui il paesaggio giapponese diventa protagonista delle storie raccontate sullo schermo. Un programma che intreccia sguardi diversi, con protagonista sia il cinema del passato che opere contemporanee, passando per produzioni brevi e sperimentali, per raccontare il rapporto tra individui, comunità e ambiente in Giappone, tra tradizione e contemporaneità.

Il programma si arricchisce con una sezione dedicata ai cortometraggi diretti da giovani registi e tornano in sala anche le proiezioni in pellicola 16mm. La giornata di venerdì 4 settembre proporrà un percorso visivo unico con tre film storici, provenienti dall’archivio dell’Istituto di Cultura Giapponese di Roma. Una scelta mirata per sostenere l’importanza e la difficile conservazione dei formati tradizionali.


Il Festival del Cinema Giapponese in Toscana è un progetto di Terza Missione del Dipartimento DISU dell’Università per Stranieri di Siena, in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura – Roma, la Regione Toscana e Fondazione Sistema Toscana, con la direzione scientifica e organizzativa di Maria Gioia Vienna.


tutte le proiezioni sono a ingresso libero. >>  La Programmazione QUI 

fonte: www.cinemalacompagnia.it 

Libri: "Una libraia a Londra. Guida sentimentale di una città tra romanzi, parchi e panchine" di Ornella Tarantola e Paola De Carolis

Tutto inizia con una storia d’amore. Non quella perfetta, ma quella che resiste alle contraddizioni. 

Per oltre trent’anni, per gli italiani di Londra, l’Italian Bookshop è stato un’istituzione, è stato un punto di riferimento, è stato casa. Al centro di quel mondo c’era Ornella Tarantola, libraia per vocazione, capace di trasformare una libreria in un rifugio fatto di chiacchiere, vino, presentazioni e incontri che cambiavano la vita. 

Arrivata a Londra in un periodo difficile seguendo un’intuizione e un sogno, Ornella ha costruito con la città un legame profondo, attraversando entusiasmi, smarrimenti e la ferita della Brexit. Londra è stata libertà e prova di coraggio, casa e spaesamento: la panchina nascosta tra le rose di Regent’s Park, le colline selvagge di Hampstead Heath, la soglia luminosa di Cecil Court dove tutto è cominciato. 

A tre anni dalla chiusura della storica libreria – che, oltre agli scrittori, ha visto passare anche celebrità come Ezio Bosso, Simon Callow, Colin Firth, Gianni Morandi… –, Ornella dedica alla sua città d’adozione una guida sentimentale scritta assieme all’amica e giornalista Paola De Carolis: un viaggio personale tra parchi e panchine, passeggiate con attori squattrinati, piccoli musei, mercatini e charity shops, case celebri, pub, librerie e angoli nascosti sconosciuti ai più. 

Un racconto che intreccia memoria e presente, curiosità e arte, buon cibo e consigli pratici, per conoscere la capitale britannica da vero insider. Per chi arriva per la prima volta e per chi vuole guardarla con occhi nuovi, queste pagine sono un invito a lasciarsi attraversare dall’energia contraddittoria e magnetica della capitale britannica. Perché certe città non si visitano soltanto: si capiscono attraverso i loro scrittori e si abitano. Dentro e fuori di sé. 

fonte: www.ibs.it 

mercoledì 2 settembre 2026

Parigi - Per il ventennale del film cult "Marie Antoinette" arriva la mostra a Versailles

Versailles celebra il film di Sofia Coppola “Marie Antoinette” a vent’anni dall’uscita. 

In mostra al Petit Trianon, dal 22 settembre al 24 gennaio 2027, costumi, mood board e scenografie racconteranno la genesi e l’eredità estetica della pellicola.

È il 2006 quando nelle sale di tutto il mondo arriva un film destinato a diventare rapidamente un cult: Marie Antoinette, il film con cui Sofia Coppola diede della regina di Francia un'interpretazione pop e malinconica. 

Vent’anni dopo, Versailles torna a confrontarsi con quella rilettura cinematografica ospitando dal 22 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 al Petit Trianon una mostra realizzata in collaborazione con la regista statunitense. Un progetto alla genesi di quella fortunata pellicola, alle sue scelte estetiche e all’impatto culturale che continua a esercitare.

Girata in gran parte negli ambienti della reggia francese, la pellicola rompeva con il tradizionale biopic storico per raccontare non tanto una sovrana, quanto una giovane donna alle prese con solitudine, noia e pressione sociale. Colori pastello, musica contemporanea e una sensibilità quasi adolescenziale contribuirono a restituire una Marie Antoinette lontana dalla caricatura rivoluzionaria e più vicina ai temi ricorrenti del cinema di Coppola: identità, isolamento, ricerca di sé.

IL FILM SU MARIA ANTONIETTA DI SOFIA COPPOLA ISPIRA UNA MOSTRA A VERSAILLES

L’esposizione ricostruirà il processo creativo che portò alla nascita dell’universo visivo del film Marie Antoinette, mostrando documenti di lavoro, primi mood board, costumi, accessori, elementi scenografici e ambienti ricreati. Il percorso permetterà di osservare come Coppola abbia preferito reinterpretare il Settecento anziché ricostruirlo in modo filologico, immaginando Versailles non come semplice fondale monumentale. Nel film, infatti, la reggia perde in parte la sua carica di luogo solenne del potere per diventare uno spazio privato, sensoriale e femminile, segnato dal desiderio di evasione. La mostra approfondirà anche l’influenza esercitata dalla figura di Marie Antoinette oltre il cinema, dalla moda alla gastronomia fino all’estetica del lifestyle.

MARIE ANTOINETTE E IL PETIT TRIANON DI VERSAILLES

La scelta del Petit Trianon come sede della mostra aggiunge un ulteriore livello di significato. Costruito per Madame de Pompadour, abitato poi da Madame du Barry e infine divenuto il rifugio prediletto di Marie Antoinette, il piccolo château incarna il volto più intimo di Versailles: un luogo appartato, legato al gusto personale e alla possibilità di sottrarsi, almeno in parte, all’etichetta e allo sguardo della corte. Proprio per questo fu centrale anche nell’immaginario del film.

Durante la realizzazione di Marie Antoinette”, ha raccontato Sofia Coppola, “Versailles è stata molto più di una semplice location: è diventata parte del linguaggio e dell’atmosfera del film, quasi un personaggio a tutti gli effetti. Tornare vent’anni dopo per esplorare il processo creativo che ha dato vita al film e l’incredibile squadra di artigiani che vi ha lavorato, in questo stesso luogo, è un’esperienza inaspettatamente commovente”.

[Immagine in apertura: © Brigitte Lacombe] fonte: https://arte.sky.it 

Firenze: "Immersion" dal 10 al 19 settembre al Museo Marino Marini, un percorso immersivo che accompagna i visitatori dal primo laboratorio della famiglia Panerai fino al mare

Nel 2026, Panerai celebra il centenario della storica boutique di Piazza San Giovanni a Firenze con Immersion, una nuova mostra che propone un'esplorazione contemporanea dell'identità della Maison.

Ospitata dal 10 al 19 settembre presso il Museo Marino Marini, la mostra rappresenta un percorso immersivo che accompagna i visitatori dal primo laboratorio della famiglia Panerai fino al mare, invitandoli a scoprire la marca attraverso l’esperienza diretta delle condizioni e degli elementi che ne hanno storicamente plasmato l'identità, dalle origini fino a oggi: funzionalità, ricerca delle prestazioni e autentico spirito d’avventura.

A dieci anni dal grande successo della mostra Dive Into Time, allestita nel 2016 presso il Museo Marino Marini, Panerai torna nello storico museo fiorentino per offrire una nuova lettura del proprio straordinario passato. Celebre per il dialogo tra architettura storica ed espressione artistica contemporanea, il Museo Marino Marini ospiterà nuovamente la Maison nella sua cripta, cornice ideale per un viaggio attraverso il tempo e le profondità marine.

La mostra accompagna i visitatori alla scoperta delle origini dell'attività della famiglia Panerai, destinata a creare una delle icone dell'orologeria del XXI secolo, e tratteggia un ritratto contemporaneo dello spirito del marchio. A partire dal 1860, proprio a Firenze, la famiglia Panerai sviluppò parallelamente due realtà destinate a segnare la storia della Maison: la boutique Orologeria Svizzera, punto di riferimento per la cultura orologiera cittadina, e la società G. Panerai & Figlio, specializzata nella realizzazione di strumenti professionali destinati alla Marina Militare Italiana.

Da Firenze e dalla storia della famiglia Panerai, il percorso conduce i visitatori nell'atmosfera di un laboratorio militare segreto, dove si consolidano le basi della competenza tecnica della Maison. Da qui l'esperienza si addentra nelle profondità marine, immergendo il visitatore in un ambiente fatto di pressione, oscurità, silenzio e pericolo di vita, una situazione nel quale il significato di uno strumento professionale si rivela in modo immediato e tangibile.

Nel capitolo conclusivo, Panerai accompagna il visitatore in un universo fatto di vento, acqua, tempo e orizzonte, dove convivono l'intensità della vela sportiva e il ritmo senza tempo della navigazione tradizionale. Strumenti nautici storici e cronografi contemporanei dialogano tra loro come espressioni della stessa volontà di affrontare il mare aperto: da un lato la ricerca della prestazione e della competizione, dall'altro il desiderio di esplorazione, memoria e navigazione d’altura.

Più che una mostra dedicata all'orologeria, Immersion offre un'opportunità unica per entrare in contatto con l'identità più autentica della Maison. Dalle profondità dell'oceano fino al Polo Nord, i visitatori vivranno un'autentica esperienza di esplorazione, scoprendo come le caratteristiche che definiscono i segnatempo Panerai - robustezza, luminescenza, lunga riserva di carica e impermeabilità - rappresentino ancora oggi elementi essenziali per affrontare e portare a termine ogni missione.

Immersion – Un'esplorazione contemporanea dell'identità di Panerai
Museo Marino Marini, Piazza San Pancrazio, Firenze, Italia
Date: aperta al pubblico dall'11 al 19 settembre 2026
Orari di apertura: dalle 10:00 alle 19:00, tutti i giorni, dall'11 al 19 settembre

Al link anteprima mostra e prenotate la vostra visita su https://www.panerai.com/_website_locale_/focus/immersion.html

AVAMPOSTI TeatroFestival 026. Dal 5 settembre al 5 dicembre 2026 il Teatro delle Donne ritorna a Firenze, Scandicci e Sesto Fiorentino con prime, anteprime, incontri ed eventi

Pluralità dei linguaggi e valorizzazione delle differenze, per un teatro che rappresenti la contemporaneità, con specifico riferimento al femminile.  

Prime nazionali e anteprime, ma anche sperimentazioni, incontri ed eventi per Scenari Contemporanei - AVAMPOSTI TeatroFestival 026, rassegna che, dal 5 settembre al 5 dicembre 2026, segna il ritorno del Teatro delle Donne, da oltre trent’anni centro di produzione drammaturgica e avamposto del teatro d’innovazione per autrici e autori contemporanei.

Si parte con una tre giorni en plein air:

  • Sabato 5 settembre, nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi, Lucia Lavia con "Voltati, parlami" di Alberto Moravia, intenso monologo sull'incomunicabilità e sulla dipendenza affettiva.
  • Domenica 6, nel Cortile di Villa Vogel, Daniela Giovanetti presenta “Andromaca - Il candore del cigno”, una rilettura del mito classico in chiave contemporanea.
  • Lunedì 7, sempre a Villa Vogel, Iaia Forte ci conduce tra le pieghe della vita della poetessa Patrizia Cavalli con “Vita meravigliosa”.

Da venerdì 11 a domenica 13 settembre la prima nazionale di “Parole al vento” di Silvia Nanni riapre le porte del Teatro Goldoni con un nuovo lavoro della drammaturga toscana: al centro una cabina telefonica. Il telefono del vento è un monumento situato nella cittadina di Ōtsuchi, in Giappone: una cabina telefonica non funzionante in cui i visitatori intrattengono idealmente conversazioni con i propri cari defunti. Una cabina telefonica che si trasforma in confessionale, rifugio e ultima occasione, attraverso le parole di Antonio Fazzini, Roberto Gioffré e Vania Rotondi.

“Euridice non si volta”, nel monologo di Angela Antonini, diventa esempio di disobbedienza femminile, grazie alla poesia di Carol Ann Duffy, tra autobiografia e mito. In prima nazionale da venerdì 18 a domenica 20 settembre sempre al Goldoni di Firenze

Dal 2 al 4 ottobre si rinnova la collaborazione con Intercity Festival, al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, dove va in scena la prima italiana di “Le mani” (Les mains) di Llàtzer Garcia, testo breve e intenso centrato sul linguaggio del corpo. Sul palco salgono Chiara Cappelli e Federico Serafini, regia di Angelo Castaldo.

Non poteva mancare “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf, per riaffermare la necessità d’indipendenza da parte delle donne, dal 17 al 19 ottobre al Teatro Goldoni, con Elena Arvigo e Marta Comerio.

Il 14 e 15 novembre il Teatro dell’Elce porta al Goldoni “Little Boy”, nome in codice della bomba atomica lanciata su Hiroshima: in scena il carteggio tra il filosofo Gunter Anders e Claude Eatherly, il pilota americano che ha sganciato la bomba, poi ricoverato in un ospedale psichiatrico.

Due gli spettacoli nell’ambito della giornata internazionale contro la violenza sulle donne: il 20 novembre va in scena “Drago. Opera Finale” di Elena Miranda, con Gabriele Giaffreda nei panni dell’uomo maltrattante. Il 24 e 25 novembre Filippo Renda riprende “Il labirinto delle emozioni”, progetto sull’educazione sentimentale sostenuto da Fondazione CR Firenze e già presentato in alcune scuole.

Chiude il 5 dicembre “Leo - L’unica arte è un pugno” di Cubo Teatro, con Alberto Boubakar Malanchino. Frutto di più residenze artistiche (anche al Teatro Goldoni), lo spettacolo ripercorre glorie e umiliazioni del pugile italo-congolese Leone Jacovacci, tessendo un filo di speranza per le nuove generazioni.

Tutte le sere spazio libri a cura della Libreria Rinascita e brindisi con gli artisti al termine delle recite. Gli spettacoli si alternano a prove e laboratori in programma alla Limonaia di Villa Vogel, in collaborazione con il Quartiere 4. 

Da settembre riprendono le “Favole & merenda” alla Biblioteca Comunale di Scandicci (ingresso libero), con narrazioni di favole a cura di Angela Antonini. Al via a breve anche i seminari della Scuola Nazionale di Scrittura Teatrale.

Libri: "Love, mom. Vuoi sapere un segreto?" di Iliana Xander

Un romanzo magistrale, intenso e implacabile, un gioco di specchi in cui nulla è come sembra, una scrittura che, indagando tra le pieghe del mistero, esplora con coraggio il lato più oscuro del rapporto tra madre e figlia e scava nelle relazioni familiari e nei segreti che sempre nascondono.

«Fin dove ti spingeresti per la voglia di emergere? La risposta potrebbe non piacerti, specie se riguarda tua madre… Un libro semplicemente impossibile da mettere giù!» - Alessia Gazzola

«Un romanzo audace che porta il lettore sul confine labile tra fiducia e incredulità, e indaga l'extra-ordinario con un'ironia nera di fondo che stempera il dramma.» - Ilaria Tuti

«Iliana Xander (è uno pseudonimo) si è affermata con un thriller che non è soltanto metaletterario. Da madre e figlia: nasce un mistero dentro un mistero.» - Antonella Lattanzi, La Lettura


Mackenzie Casper non è stata una figlia felice. Eppure sua madre era Elizabeth Casper, una scrittrice capace di stregare milioni di lettori in tutto il mondo. Per la ragazza, tuttavia, Elizabeth era semplicemente una madre distante e fredda fino alla crudeltà. 

È per questo che Mackenzie accoglie la notizia della sua morte, avvenuta in circostanze non del tutto chiare, con un’indifferenza quasi priva di sensi di colpa. Per lei è morta un’estranea.Al funerale, Mackenzie sta per fuggire dagli sguardi invadenti e curiosi dei partecipanti quando trova sul sedile della sua auto una busta. L’intestazione recita «Dalla tua fan numero 1». 

Dentro la busta un foglio scritto nella grafia della madre: «Vuoi sapere un segreto?» e in calce la chiusa, sorprendente e dolorosa: «Love, Mom». Con amore, Mamma.Ma quale amore? E quale segreto?Da quel momento tutto cambia nella vita di Mackenzie: altre lettere arriveranno e nuovi tasselli si aggiungeranno a mostrare un passato che si rivela sempre più colmo di vuoti, di silenzi, di reticenze. 

E, appunto, di segreti. Chi era davvero sua madre? Chi sta cercando di farglielo scoprire? E chi vuole nasconderglielo a qualunque costo? Ma soprattutto chi è lei, per davvero? 

Iliana Xander è un'autrice di thriller psicologici. Scrive storie fin da quando era adolescente e ha pubblicato oltre venti romanzi di vari generi con diversi pseudonimi. Quando non scrive, viaggia per il mondo o si dedica a folli creazioni artistiche. Nel 2026 esce per Longanesi, Love, mom. Vuoi sapere un segreto?

fonte e libro: www.ibs.it