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giovedì 18 giugno 2020

Omotransfobia, al via la campagna nazionale "Da' voce al rispetto" a sostegno della legge

IN DUE GIORNI OLTRE 1000 ADESIONI ALL'APPELLO. A FIRMARE TANTI NOMI FAMOSI: DA ARISA A MARZANO

Al via da oggi la campagna nazionale Da’ voce al rispetto, che, lanciata dall’omonimo comitato (Etta Andreella, Rosario Coco, Paola Guazzo, Cristina Leo, Francesco Lepore, Marta Ecca, Rosario Murdica, Alessandro Paesano, Luisa Rizzitelli, Daniele Russo, Daniele Sorrentino, Francesca Sozio, Luca Trentini), si prefigge di sostenere l’approvazione della legge contro l’omotransfobia e sensibilizzare al riguardo la pubblica opinione.

Il testo normativo unificato, che sarà presentato alla Camera il 25 giugno e arriverà in Aula a luglio per la discussione, prevede misure di prevenzione e contrasto alle discriminazioni e violenze motivate da genere, orientamento sessuale e identità di genere. Tema, questo, per il quale il movimento Lgbti italiano si batte da oltre 30 anni e che è stato normato in quasi tutti i Paesi Ue, fatta eccezione per Repubblica Ceca, Lettonia e Bulgaria.

Per la campagna, che è sostenuta da Ilga Europe e Gaynet, sono stati scelti sei personaggi: essi rappresentano diverse identità (gay, lesbiche, bisex, trans, uomini e donne di diverse età) e chiedono di dar voce al rispetto attraverso un fumetto simbolico simboleggiante anche il logo. Punto base dell’iniziativa è l’appello a sostegno di una legge che sia la migliore possibile e senza cedimenti verso pressioni al ribasso.

In esso si chiede «una legge che contrasti l’omotransfobia come fenomeno sociale, che intervenga negli aspetti penali legati ai crimini d’odio, negli ambiti legati alla prevenzione e al  sostegno alle vittime. Una legge contro i crimini d’odio basati su orientamento sessuale, genere e  identità di genere. Si tratta di reati che, secondo il diritto internazionale, non colpiscono solamente la persona che li subisce, ma individuano gruppi sociali rendendoli bersaglio di discriminazioni e violenze. Sono messe a rischio la libertà personale, la sicurezza e la dignità delle persone Lgbti+, delle donne e di chiunque possa essere ritenuto parte di tali gruppi.  

Una legge che intervenga, nella sua parte penale, quando il pregiudizio sull’orientamento sessuale, il genere o l’identità di genere è la causa e l’origine di omicidi, aggressioni, violenze fisiche, violenze psicologiche, ingiurie, minacce, persecuzioni, istigazione a commettere discriminazioni e altri reati. Una legge che intervenga in modo concreto a sostegno delle persone colpite dall’odio, che monitori il fenomeno e preveda investimenti per sportelli di ascolto e case di accoglienza.  

Una legge per tutte e tutti, che estenda la normativa vigente a protezione delle vittime di odio razziale, religioso, etnico e nazionale. La legge da approvare, infatti, punirà i reati, non prevederà “status privilegiati” e non toccherà la libera espressione del pensiero anche quando non condivisibile.  
Una legge di prevenzione che si preoccupi di porre le basi per agire sulle vere cause del pregiudizio e dello stigma sociale: misoginia, sessismo, omofobia, bifobia, lesbofobia, transfobia».

Oltre 1000 le firme raccolte in due giorni.
Ad aderire anche nomi famosi come Arisa, Alessandro Baracchini, Imma Battaglia, Senio Bonini, Lorenzo Bosio, Mario Franco Cao, Carlotta Cerquetti, Paolo Colombo, Francesca Comencini, Ezio Cristo, Antonello Dose, Giorgione, Franco Grillini, Eva Grimaldi, Lilia Giugni, Giovanni Guercio, Francesca Romana Guarnieri, Cathy La Torre, Sergio Lo Giudice, Vladimir Luxuria, Anna Chiara Marignoli, Porpora Marcasciano, Michela Marzano, Andreas Müller, Laura Onofri, Elena Petrosino, Giuliano Peparini, Veronica Peparini, Pasquale Quaranta, Michela Quagliano, Chiara Saraceno, Pino Strabioli, Saverio Tommasi, Cristina Trucco, Francesca Vecchioni, Daniele Viotti.

Le finalità della campagna saranno illustrate stasera, alle 18:00, nella conferenza stampa online sulla pagina Fb del comitato, durante la quale sarà messo online anche lo specifico sito. Per informazioni e adesioni scrivere a info@davocealrispetto.it.
fonte: www.gaynews.it

mercoledì 21 settembre 2016

Lgbt Trento: Giurisprudenza, il 4 ottobre un corso su orientamento sessuale e identità di genere tenuto dal prof. Alexander Schuster

Unico in Italia sarà tenuto dal prof. Schuster: "Tema di assoluta attualità"

TRENTO. Sarà l'unico in Italia e prenderà il via il prossimo 4 ottobre il corso universitario presso la Facoltà di giurisprudenza riguardante gli “Aspetti giuridici dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere”.

Il corso, le cui iscrizioni chiuderanno a fine mese, è arrivato alla terza edizione riscuotendo negli anni passati un forte interesse fra gli studenti. Avrà la durata di venti ore e assumerà la forma del laboratorio applicativo. Docente sarà il dott. Alexander Schuster, noto anche per l’attività svolta nel libero foro proprio in questi ambiti.

“E' un'occasione importante – ha spiegato Schuster - data agli studenti per toccare con mano un tema di assoluta attualità. Oltre a questo, l'idea del laboratorio applicativo è quella di capire come la tutela dei diritti fondamentali, per il giurista, non possa essere a settori ma debba necessariamente muovere da una visione integrata”.

Un corso, quindi, che tratterà materie che non si trovano in un manuale: “Offriremo l'opportunità di capire dal vivo – afferma Schuster – come si debbano risolvere questioni giuridiche mettendo in pratica quella che si chiama tutela multilivello, cioè intersecando settori disciplinari che spesso vengono vissuti come compartimenti stagni”. Un approccio raro nel panorama universitario italiano.

“Gli ordinamenti di giurisprudenza non sono molto ricettivi rispetto l'attualità – ha affermato il docente – e per molto tempo sono stati ingessati in corsi e materie tradizionali. Oggi c'è più spazio e un po' alla volta si intravvede un cambiamento della proposta didattica”.

Il laboratorio applicativo avrà l'obiettivo di stimolare la riflessione e la metodologia giuridica dello studente in relazione ad un ambito di evidente interesse quale è quello dell'orientamento sessuale, dell'identità di genere e dell'intersessualità. “Rispetto all'ultima edizione, nel 2014, è cambiato molto. Praticamente devo riscrivere tutte le lezioni, ma ben venga quando il cambiamento è in positivo!” aggiunge Schuster. Il docente sottolinea anche un aspetto che per lui è assai importante: “Come negli anni scorsi, sono benvenuti tutti gli studenti, qualsiasi sia la loro posizione diciamo ideologica. Si deve imparare a ragionare in maniera tecnica e questo vuol dire che argomenti come “natura” ed “eguaglianza” vanno declinati in concreto. Voci plurali sono essenziali per apprendere e coltivare questa capacità”.

Gli ambiti di studio spazieranno dal diritto internazionale (CEDU, Nazioni unite) a quello UE, da quello comparato a quello propriamente italiano, coinvolgendo la materia costituzionale, quella privatistica e laburistica in particolare. Particolare attenzione sarà data al contenzioso dei diritti fondamentali, alla dimensione unionale della tutela delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersessuali) e ai profili attinenti all'identità di genere e all'intersessualità nella dimensione biogiuridica.

Il corso verrà portato avanti offrendo allo studente lo studio su fonti prevalentemente giurisprudenziali in lingua italiana e in lingua straniera. Si prenderà dimestichezza con banche dati e con la letteratura giuridica nazionale e straniera. Un’occasione unica per ragionare di prima mano con chi non ha solo studiato, ma contribuito a creare una tutela italiana e internazionale per le persone Lgbti.
fonte: Di Giuseppe Fin per http://www.ildolomiti.it

mercoledì 21 maggio 2014

Lgbt: Orientamento sessuale: 10 "scoperte" che annientano i preconcetti

Si nasce o si diventa etero, omo o bisessuali? L'orientamento sessuale non è una condizione immutabile come dimostrano le ricerche compiute in questi anni. Ecco 10 punti fermi per capirle meglio. E cancellare tante idee sbagliate

Si nasce, si diventa o si sceglie di essere etero, omo o bisessuali? La maggior parte degli studiosi ha più volte messo in evidenza la molteplicità degli aspetti che concorrono, fin dalla nascita, nel determinare il sesso dal quale siamo attratti.

E forse rimane sempre qualcosa di inspiegabile e di misterioso riguardo la direzione del nostro desiderio, delle nostre fantasie, della nostra sessualità.
L'orientamento sessuale deriva infatti da una delicata combinazione di fattori genetici e ambientali. Ed è ben più complesso, variabile e “colorato” di quanto si pensi.

Era il 1948 quando il biologo sessuologo Alfred Kinsey, sulla base dei risultati di una vasta inchiesta statistica sul comportamento sessuale della popolazione statunitense, dichiarò che l’orientamento sessuale non è una condizione immutabile, piuttosto una collocazione spesso dinamica, lungo un continuum di possibilità. Successive ricerche hanno poi permesso di approfondire questi aspetti e di mettere in luce una fluidità ancora più ampia. Vediamo alcuni risultati interessanti.

1. L’orientamento sessuale è il risultato dell'interazione di fattori biologici, genetici, ambientali e culturali. Non è biologicamente preordinato in modo rigido verso un dato sesso, ma solo indirizzato con una preferenza, in modo più o meno rilevante, nella maggioranza dei casi, in senso eterosessuale. Rimane un certo grado di fluidità potenziale, che permette lo svilupparsi delle differenze, in base a processi di apprendimento ed eventi di vita.

2. Non siamo sessualmente orientati in modo stabile e unico ma possono determinarsi dei cambiamenti. Ci sono persone che vivono anni da eterosessuali e poi sperimentano, in alcuni periodi, cambiamenti nell’attrazione sessuale, nelle fantasie e nel desiderio. Questa instabilità riguarda gli eterosessuali così come gli omosessuali.

3. Ci sono motivi per pensare che in assenza di pressioni sociali, condizionamenti culturali ed educativi di una società che sostiene e favorisce la direzione etero, probabilmente una proporzione di popolazione molto più vasta esprimerebbe un orientamento sessuale diverso. È un dato appurato inoltre che le persone che hanno rapporti di natura sessuale, in modo occasionale o continuativo, con una persona dello stesso sesso, sono molte di più delle persone che si definiscono omosessuali.

4.
Omosessuali ed etero non sono categorie distinte, nemmeno dal punto di vista genetico. Nonostante l’accanimento di qualche "ricercatore", nessun gene dell'omosessualità è stato fino a oggi isolato. Inoltre le etichette etero, omo e bisessuale sono ormai considerate inadeguate per esprimere l’ampia gamma di possibilità degli orientamenti sessuali. Non tutti siamo esclusivamente attratti da un genere o in misura uguale da entrambi. Sono solo schemi grossolani che inquadrano e riducono una realtà ben più complessa.

5.
Le donne mostrano una maggiore flessibilità nel proprio orientamento. Diversi studi evidenziano una maggiore probabilità che le donne siano bisessuali piuttosto che esclusivamente omosessuali, mentre negli uomini si verifica il contrario. Le donne non eterosessuali tendono di più a considerare il proprio orientamento sessuale come flessibile, in alcuni casi “scelto”, mentre gli uomini più spesso lo vivono come innato e immutabile.

6. Alternative di orientamento sessuale riguardano statisticamente più i maschi per poi rimanere abbastanza stabili nel tempo, rispetto a quello che avviene nelle femmine. Percorsi geneticamente innati sembrano esserne le cause, insieme ad elementi legati alla più elevata rigidità dei ruoli di genere culturalmente imposti agli uomini nella nostra cultura.

7. L’ipotesi – smentita dagli studi - che l’orientamento sessuale sia immutabile e che si nasca orientati verso un dato sesso, sembra rendere più facile l’accettazione sociale dell’omosessualità in una società, come la nostra, ancora omofobica.

8.
Non esistono evidenze scientifiche che l’orientamento sessuale possa essere modificato volontariamente. L’American Psychological Association ha escluso che sia possibile modificarlo utilizzando forme di terapia psicologiche o religiose. Non a caso, le cosiddette terapie riparative orientate agli omosessuali falliscono clamorosamente.

9.
Non c’è alcuna prova scientifica legittima che dimostri che vivere una sessualità diversamente orientata rispetto alla maggioranza, significhi aver subito traumi infantili, deficit educativi, rapporti difficili con i genitori o con l’altro sesso. Così come non è stata trovata nessuna correlazione tra orientamento sessuale e psicopatologia. Fino agli anni 70 del secolo scorso l’omosessualità era contemplata come deviazione sessuale nel DSM, il manuale diagnostico statistico di riferimento della psichiatria. Oggi questa voce resiste solo nel pregiudizio.

10. L’orientamento sessuale è una caratteristica radicata che ha un significato profondo per gli individui: è espressione di sé. La sua limitazione psicologica, culturale o giuridica infligge gravi danni psicologici.
fonte http://d.repubblica.it/ di Brunella Gasperini, psicologa