mercoledì 2 settembre 2026

Parigi - Per il ventennale del film cult "Marie Antoinette" arriva la mostra a Versailles

Versailles celebra il film di Sofia Coppola “Marie Antoinette” a vent’anni dall’uscita. 

In mostra al Petit Trianon, dal 22 settembre al 24 gennaio 2027, costumi, mood board e scenografie racconteranno la genesi e l’eredità estetica della pellicola.

È il 2006 quando nelle sale di tutto il mondo arriva un film destinato a diventare rapidamente un cult: Marie Antoinette, il film con cui Sofia Coppola diede della regina di Francia un'interpretazione pop e malinconica. 

Vent’anni dopo, Versailles torna a confrontarsi con quella rilettura cinematografica ospitando dal 22 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 al Petit Trianon una mostra realizzata in collaborazione con la regista statunitense. Un progetto alla genesi di quella fortunata pellicola, alle sue scelte estetiche e all’impatto culturale che continua a esercitare.

Girata in gran parte negli ambienti della reggia francese, la pellicola rompeva con il tradizionale biopic storico per raccontare non tanto una sovrana, quanto una giovane donna alle prese con solitudine, noia e pressione sociale. Colori pastello, musica contemporanea e una sensibilità quasi adolescenziale contribuirono a restituire una Marie Antoinette lontana dalla caricatura rivoluzionaria e più vicina ai temi ricorrenti del cinema di Coppola: identità, isolamento, ricerca di sé.

IL FILM SU MARIA ANTONIETTA DI SOFIA COPPOLA ISPIRA UNA MOSTRA A VERSAILLES

L’esposizione ricostruirà il processo creativo che portò alla nascita dell’universo visivo del film Marie Antoinette, mostrando documenti di lavoro, primi mood board, costumi, accessori, elementi scenografici e ambienti ricreati. Il percorso permetterà di osservare come Coppola abbia preferito reinterpretare il Settecento anziché ricostruirlo in modo filologico, immaginando Versailles non come semplice fondale monumentale. Nel film, infatti, la reggia perde in parte la sua carica di luogo solenne del potere per diventare uno spazio privato, sensoriale e femminile, segnato dal desiderio di evasione. La mostra approfondirà anche l’influenza esercitata dalla figura di Marie Antoinette oltre il cinema, dalla moda alla gastronomia fino all’estetica del lifestyle.

MARIE ANTOINETTE E IL PETIT TRIANON DI VERSAILLES

La scelta del Petit Trianon come sede della mostra aggiunge un ulteriore livello di significato. Costruito per Madame de Pompadour, abitato poi da Madame du Barry e infine divenuto il rifugio prediletto di Marie Antoinette, il piccolo château incarna il volto più intimo di Versailles: un luogo appartato, legato al gusto personale e alla possibilità di sottrarsi, almeno in parte, all’etichetta e allo sguardo della corte. Proprio per questo fu centrale anche nell’immaginario del film.

Durante la realizzazione di Marie Antoinette”, ha raccontato Sofia Coppola, “Versailles è stata molto più di una semplice location: è diventata parte del linguaggio e dell’atmosfera del film, quasi un personaggio a tutti gli effetti. Tornare vent’anni dopo per esplorare il processo creativo che ha dato vita al film e l’incredibile squadra di artigiani che vi ha lavorato, in questo stesso luogo, è un’esperienza inaspettatamente commovente”.

[Immagine in apertura: © Brigitte Lacombe] fonte: https://arte.sky.it 

Firenze: "Immersion" dal 10 al 19 settembre al Museo Marino Marini, un percorso immersivo che accompagna i visitatori dal primo laboratorio della famiglia Panerai fino al mare

Nel 2026, Panerai celebra il centenario della storica boutique di Piazza San Giovanni a Firenze con Immersion, una nuova mostra che propone un'esplorazione contemporanea dell'identità della Maison.

Ospitata dal 10 al 19 settembre presso il Museo Marino Marini, la mostra rappresenta un percorso immersivo che accompagna i visitatori dal primo laboratorio della famiglia Panerai fino al mare, invitandoli a scoprire la marca attraverso l’esperienza diretta delle condizioni e degli elementi che ne hanno storicamente plasmato l'identità, dalle origini fino a oggi: funzionalità, ricerca delle prestazioni e autentico spirito d’avventura.

A dieci anni dal grande successo della mostra Dive Into Time, allestita nel 2016 presso il Museo Marino Marini, Panerai torna nello storico museo fiorentino per offrire una nuova lettura del proprio straordinario passato. Celebre per il dialogo tra architettura storica ed espressione artistica contemporanea, il Museo Marino Marini ospiterà nuovamente la Maison nella sua cripta, cornice ideale per un viaggio attraverso il tempo e le profondità marine.

La mostra accompagna i visitatori alla scoperta delle origini dell'attività della famiglia Panerai, destinata a creare una delle icone dell'orologeria del XXI secolo, e tratteggia un ritratto contemporaneo dello spirito del marchio. A partire dal 1860, proprio a Firenze, la famiglia Panerai sviluppò parallelamente due realtà destinate a segnare la storia della Maison: la boutique Orologeria Svizzera, punto di riferimento per la cultura orologiera cittadina, e la società G. Panerai & Figlio, specializzata nella realizzazione di strumenti professionali destinati alla Marina Militare Italiana.

Da Firenze e dalla storia della famiglia Panerai, il percorso conduce i visitatori nell'atmosfera di un laboratorio militare segreto, dove si consolidano le basi della competenza tecnica della Maison. Da qui l'esperienza si addentra nelle profondità marine, immergendo il visitatore in un ambiente fatto di pressione, oscurità, silenzio e pericolo di vita, una situazione nel quale il significato di uno strumento professionale si rivela in modo immediato e tangibile.

Nel capitolo conclusivo, Panerai accompagna il visitatore in un universo fatto di vento, acqua, tempo e orizzonte, dove convivono l'intensità della vela sportiva e il ritmo senza tempo della navigazione tradizionale. Strumenti nautici storici e cronografi contemporanei dialogano tra loro come espressioni della stessa volontà di affrontare il mare aperto: da un lato la ricerca della prestazione e della competizione, dall'altro il desiderio di esplorazione, memoria e navigazione d’altura.

Più che una mostra dedicata all'orologeria, Immersion offre un'opportunità unica per entrare in contatto con l'identità più autentica della Maison. Dalle profondità dell'oceano fino al Polo Nord, i visitatori vivranno un'autentica esperienza di esplorazione, scoprendo come le caratteristiche che definiscono i segnatempo Panerai - robustezza, luminescenza, lunga riserva di carica e impermeabilità - rappresentino ancora oggi elementi essenziali per affrontare e portare a termine ogni missione.

Immersion – Un'esplorazione contemporanea dell'identità di Panerai
Museo Marino Marini, Piazza San Pancrazio, Firenze, Italia
Date: aperta al pubblico dall'11 al 19 settembre 2026
Orari di apertura: dalle 10:00 alle 19:00, tutti i giorni, dall'11 al 19 settembre

Al link anteprima mostra e prenotate la vostra visita su https://www.panerai.com/_website_locale_/focus/immersion.html

AVAMPOSTI TeatroFestival 026. Dal 5 settembre al 5 dicembre 2026 il Teatro delle Donne ritorna a Firenze, Scandicci e Sesto Fiorentino con prime, anteprime, incontri ed eventi

Pluralità dei linguaggi e valorizzazione delle differenze, per un teatro che rappresenti la contemporaneità, con specifico riferimento al femminile.  

Prime nazionali e anteprime, ma anche sperimentazioni, incontri ed eventi per Scenari Contemporanei - AVAMPOSTI TeatroFestival 026, rassegna che, dal 5 settembre al 5 dicembre 2026, segna il ritorno del Teatro delle Donne, da oltre trent’anni centro di produzione drammaturgica e avamposto del teatro d’innovazione per autrici e autori contemporanei.

Si parte con una tre giorni en plein air:

  • Sabato 5 settembre, nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi, Lucia Lavia con "Voltati, parlami" di Alberto Moravia, intenso monologo sull'incomunicabilità e sulla dipendenza affettiva.
  • Domenica 6, nel Cortile di Villa Vogel, Daniela Giovanetti presenta “Andromaca - Il candore del cigno”, una rilettura del mito classico in chiave contemporanea.
  • Lunedì 7, sempre a Villa Vogel, Iaia Forte ci conduce tra le pieghe della vita della poetessa Patrizia Cavalli con “Vita meravigliosa”.

Da venerdì 11 a domenica 13 settembre la prima nazionale di “Parole al vento” di Silvia Nanni riapre le porte del Teatro Goldoni con un nuovo lavoro della drammaturga toscana: al centro una cabina telefonica. Il telefono del vento è un monumento situato nella cittadina di Ōtsuchi, in Giappone: una cabina telefonica non funzionante in cui i visitatori intrattengono idealmente conversazioni con i propri cari defunti. Una cabina telefonica che si trasforma in confessionale, rifugio e ultima occasione, attraverso le parole di Antonio Fazzini, Roberto Gioffré e Vania Rotondi.

“Euridice non si volta”, nel monologo di Angela Antonini, diventa esempio di disobbedienza femminile, grazie alla poesia di Carol Ann Duffy, tra autobiografia e mito. In prima nazionale da venerdì 18 a domenica 20 settembre sempre al Goldoni di Firenze

Dal 2 al 4 ottobre si rinnova la collaborazione con Intercity Festival, al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, dove va in scena la prima italiana di “Le mani” (Les mains) di Llàtzer Garcia, testo breve e intenso centrato sul linguaggio del corpo. Sul palco salgono Chiara Cappelli e Federico Serafini, regia di Angelo Castaldo.

Non poteva mancare “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf, per riaffermare la necessità d’indipendenza da parte delle donne, dal 17 al 19 ottobre al Teatro Goldoni, con Elena Arvigo e Marta Comerio.

Il 14 e 15 novembre il Teatro dell’Elce porta al Goldoni “Little Boy”, nome in codice della bomba atomica lanciata su Hiroshima: in scena il carteggio tra il filosofo Gunter Anders e Claude Eatherly, il pilota americano che ha sganciato la bomba, poi ricoverato in un ospedale psichiatrico.

Due gli spettacoli nell’ambito della giornata internazionale contro la violenza sulle donne: il 20 novembre va in scena “Drago. Opera Finale” di Elena Miranda, con Gabriele Giaffreda nei panni dell’uomo maltrattante. Il 24 e 25 novembre Filippo Renda riprende “Il labirinto delle emozioni”, progetto sull’educazione sentimentale sostenuto da Fondazione CR Firenze e già presentato in alcune scuole.

Chiude il 5 dicembre “Leo - L’unica arte è un pugno” di Cubo Teatro, con Alberto Boubakar Malanchino. Frutto di più residenze artistiche (anche al Teatro Goldoni), lo spettacolo ripercorre glorie e umiliazioni del pugile italo-congolese Leone Jacovacci, tessendo un filo di speranza per le nuove generazioni.

Tutte le sere spazio libri a cura della Libreria Rinascita e brindisi con gli artisti al termine delle recite. Gli spettacoli si alternano a prove e laboratori in programma alla Limonaia di Villa Vogel, in collaborazione con il Quartiere 4. 

Da settembre riprendono le “Favole & merenda” alla Biblioteca Comunale di Scandicci (ingresso libero), con narrazioni di favole a cura di Angela Antonini. Al via a breve anche i seminari della Scuola Nazionale di Scrittura Teatrale.

Libri: "Love, mom. Vuoi sapere un segreto?" di Iliana Xander

Un romanzo magistrale, intenso e implacabile, un gioco di specchi in cui nulla è come sembra, una scrittura che, indagando tra le pieghe del mistero, esplora con coraggio il lato più oscuro del rapporto tra madre e figlia e scava nelle relazioni familiari e nei segreti che sempre nascondono.

«Fin dove ti spingeresti per la voglia di emergere? La risposta potrebbe non piacerti, specie se riguarda tua madre… Un libro semplicemente impossibile da mettere giù!» - Alessia Gazzola

«Un romanzo audace che porta il lettore sul confine labile tra fiducia e incredulità, e indaga l'extra-ordinario con un'ironia nera di fondo che stempera il dramma.» - Ilaria Tuti

«Iliana Xander (è uno pseudonimo) si è affermata con un thriller che non è soltanto metaletterario. Da madre e figlia: nasce un mistero dentro un mistero.» - Antonella Lattanzi, La Lettura


Mackenzie Casper non è stata una figlia felice. Eppure sua madre era Elizabeth Casper, una scrittrice capace di stregare milioni di lettori in tutto il mondo. Per la ragazza, tuttavia, Elizabeth era semplicemente una madre distante e fredda fino alla crudeltà. 

È per questo che Mackenzie accoglie la notizia della sua morte, avvenuta in circostanze non del tutto chiare, con un’indifferenza quasi priva di sensi di colpa. Per lei è morta un’estranea.Al funerale, Mackenzie sta per fuggire dagli sguardi invadenti e curiosi dei partecipanti quando trova sul sedile della sua auto una busta. L’intestazione recita «Dalla tua fan numero 1». 

Dentro la busta un foglio scritto nella grafia della madre: «Vuoi sapere un segreto?» e in calce la chiusa, sorprendente e dolorosa: «Love, Mom». Con amore, Mamma.Ma quale amore? E quale segreto?Da quel momento tutto cambia nella vita di Mackenzie: altre lettere arriveranno e nuovi tasselli si aggiungeranno a mostrare un passato che si rivela sempre più colmo di vuoti, di silenzi, di reticenze. 

E, appunto, di segreti. Chi era davvero sua madre? Chi sta cercando di farglielo scoprire? E chi vuole nasconderglielo a qualunque costo? Ma soprattutto chi è lei, per davvero? 

Iliana Xander è un'autrice di thriller psicologici. Scrive storie fin da quando era adolescente e ha pubblicato oltre venti romanzi di vari generi con diversi pseudonimi. Quando non scrive, viaggia per il mondo o si dedica a folli creazioni artistiche. Nel 2026 esce per Longanesi, Love, mom. Vuoi sapere un segreto?

fonte e libro: www.ibs.it  

Firenze - L’Archivio Storico del Comune celebra 50 anni a Palazzo Bastogi: porte aperte per le Domeniche Metropolitane tra teatro, mostre e memoria

A mezzo secolo dall'istituzione formale nella sede di via dell'Oriuolo, l'Archivio promuove visite teatralizzate straordinarie, una mostra documentaria e un video che ne ripercorrono la storia. Iniziative presentate stamani con l'assessore Bettarini

L’Archivio Storico del Comune di Firenze partecipa alle Domeniche Metropolitane offrendo ai cittadini un’occasione speciale per riscoprire il proprio patrimonio documentario e festeggiare un traguardo fondamentale: i 50 anni dalla sua istituzione formale nella sede di Palazzo Bastogi, in via dell’Oriuolo 33.

Per festeggiare l'anniversario, l'Archivio proporrà un originale percorso teatralizzato curato in collaborazione con la Fondazione MUS.E. Attraverso le figure del bibliotecario e archivista Giuseppe Conti, del Granduca Pietro Leopoldo e di Elisa Baciocchi, i visitatori saranno guidati alla scoperta dei tre principali fondi storici dell'Archivio (Comunità, Mairie e Comune di Firenze). La storia complessa dei documenti comunali – riuniti a Palazzo Bastogi nel 1976 a seguito dell'applicazione del DPR 1409/1963 – sarà inoltre raccontata in un video promozionale realizzato con l'Ufficio Comunicazione di Palazzo Vecchio.

Nelle sale espositive del piano terra sarà inoltre allestita una mostra speciale a cura del personale dell'Archivio, che esporrà alcuni dei documenti più rappresentativi conservati, compresi i fondi aggregati come quelli dedicati ai teatri cittadini, all'Ospedale San Giovanni di Dio e alle Scuole Leopoldine.

"L’Archivio Storico rappresenta la memoria viva di Firenze, un luogo straordinario in cui i documenti raccontano la grande e la piccola storia della nostra comunità" ha detto l'assessore alla cultura Giovanni Bettarini. "Festeggiare i cinquant'anni dalla sua sede a Palazzo Bastogi significa celebrare mezzo secolo di servizio pubblico gratuito, reso possibile da un costante investimento della nostra Amministrazione in personale qualificato, nella cura dell'immobile e nella tutela dei documenti garantita dal laboratorio di restauro interno. Oggi l'Archivio è un'eccellenza accessibile a tutti, sia in presenza sia grazie a un database online che conta oltre 270.000 record."

"Un evento di living history che restituisce agli occhi del pubblico i tratti di alcune figure chiave della storia della città e dei suoi archivi, dal Granduca Pietro Leopoldo a Elisa Baciocchi fino all'erudito Giuseppe Conti - ha spiegato Valentina Zucchi, responsabile della mediazione culturale di Fondazione MUS.E - Un percorso di teatro nel quale i personaggi si pongono in dialogo ideale con il ricco e prezioso corpus di documenti custoditi nell'antico Palazzo Bastogi, depositi della memoria civica dalla fine del Settecento in poi, quando nacque la Comunità di Firenze".

Informazioni e Calendario Events

  • Mostra documentaria: aperta dal 5 settembre al 4 ottobre (il martedì e il giovedì, oltre alle Domeniche Metropolitane).
  • Visite teatralizzate (Domeniche Metropolitane):6 settembre, 4 ottobre, 1° novembre e 6 dicembre (ore 15:00 e ore 17:00).
  • Anteprima straordinaria: Sabato 5 settembre alle ore 16:00.
  • Prenotazioni: L'ingresso ai percorsi teatralizzati è gratuito con prenotazione obbligatoria scrivendo a: prenotazioni.archiviostorico@comune.fi.it
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  • fonte (s.p)e info: www.comune.firenze.it 

Nasce Discover, primo Centro a Firenze e in Italia specializzato nella disconnessione guidata e nel contrasto all’uso improprio del digitale

Siglato l'accordo tra Asl, Comune di Firenze e ReteSviluppo

L’accordo di collaborazione è stato siglato questa mattina a Santa Maria Nuova dai tre attori del Centro “Discover-Fuori dal guscio”, primo presidio stabile a Firenze e primo centro specializzato in Italia, dedicato esclusivamente al tema della disconnessione, alla prevenzione dell‘abuso e dell’uso improprio del digitale e alla promozione di un uso consapevole, responsabile e creativo della tecnologia. 

 Con questo accordo il Direttore di Asl Toscana centro, Valerio Mari, l’Assessora alle politiche giovanili e allo sport del Comune di Firenze, Letizia Perini e la Presidente della Cooperativa Impresa Sociale, ReteSviluppo, Ester Macrì, si impegnano a dare una risposta territoriale condivisa a un fenomeno in forte crescita: l'uso precoce e incontrollato degli schermi che oggi colpisce ragazzi e ragazze e lascia le famiglie e le istituzioni scolastiche in un vuoto di risposte. Un fenomeno complesso, con risvolti sociali, culturali, educativi e familiari, non sempre né esclusivamente riconducibile a una vera e propria patologia. Il nome stesso, Discover, racchiude il senso della sfida: togliere la cover, il velo del digitale (dis-cover) per spingere i ragazzi a scoprire di nuovo il mondo reale, le relazioni e se stessi.

È un progetto pilota che prenderà l’avvio dopo l’estate per proseguire, in questa prima fase, fino a dicembre 2026. Il Centro sarà attivato a Firenze, presso la Biblioteca Chiarugi a San Salvi, e potrà accogliere giovani tra i 10 e i 25 anni. Lo spazio per questo progetto è messo a disposizione dall’Azienda Toscana centro con la possibilità di realizzare azioni anche in altri luoghi della città e dell’area metropolitana fiorentina. Il ruolo di facilitatore con le varie realtà del territorio spetterà invece, al Comune di Firenze, che favorirà l’attivazione di interventi nei luoghi diffusi della città, quali centri giovani, scuole, associazioni sportive, spazi civici, biblioteche, realtà educative e associative. 

Retesviluppo dalla cui esperienza decennale nelle scuole e sul territorio nasce l’idea del Centro con il sostegno e supporto di Kinoa Innovation Studio, gestirà lo spazio con un’équipe di dipendenti, collaboratori e volontari adeguatamente formati sui temi della prevenzione dei comportamenti digitali problematici, dell’educazione all’uso responsabile della tecnologia, della media education. Tutto ciò, vale la pena sottolinearlo, si realizza proprio mentre, a livello europeo, è particolarmente attuale il dibattito sulle misure volte a ridurre le dipendenze e i rischi connessi all'uso delle piattaforme digitali.

“Le tecnologie digitali fanno parte della vita quotidiana dei ragazzi e delle ragazze e rappresentano una straordinaria opportunità - spiega l’assessora alle Politiche Giovanili Letizia Perini - Proprio per questo abbiamo il dovere di accompagnarli a un utilizzo sempre più consapevole, aiutandoli a trovare un equilibrio tra il tempo trascorso online e quello vissuto nelle relazioni, nello sport, nella cultura e nelle esperienze condivise. Quando l’uso di smartphone, social network e videogiochi diventa eccessivo, infatti, può avere ricadute sul benessere psicofisico dei più giovani, sottraendo tempo alla concentrazione, alla creatività, alle relazioni e alle esperienze che sono fondamentali per una crescita sana ed equilibrata. Discover nasce con questo obiettivo: offrire ai giovani uno spazio in cui riscoprire il piacere di stare insieme, confrontarsi, giocare, sperimentare e costruire legami autentici anche lontano dagli schermi. Ma è anche un luogo che mette a disposizione di genitori ed educatori strumenti, occasioni di confronto e percorsi per accompagnare ragazze e ragazzi in un rapporto più sano ed equilibrato con le tecnologie. È un investimento sul loro benessere e sulla qualità della vita di comunità, perché crediamo che educare a un uso equilibrato del digitale – conclude - significhi anche restituire valore al tempo condiviso, all’incontro e alla partecipazione. Vogliamo offrire ai ragazzi e alle ragazze tante buone ragioni per scegliere anche il tempo offline: il tempo dell’incontro, dello sport, della cultura, delle amicizie e di tutto quello che nasce quando ci si guarda negli occhi invece che attraverso uno schermo”.

“Era un Centro necessario – sottolinea il Direttore di Asl Toscana centro Valerio Mari - che mancava sul nostro territorio e che impegna tutti noi, soggetti firmatari, a mantenere viva la condivisione di strategie e progettualità. Un valore aggiunto fondamentale è la possibilità di integrare le attività di prevenzione con un costante raccordo ai servizi competenti. Tutto questo in una prospettiva di responsabilizzazione, ben lontana da logiche di proibizione o di semplice divieto”.

Il Centro Discover nasce come spazio educativo e preventivo e non come servizio clinico specialistico. Tuttavia, qualora emergessero casi di ritiro sociale, isolamento, disagio psicologico o altre situazioni complesse, l’Azienda sanitaria potrà favorire il coordinamento con i servizi territoriali e specialistici, ponendo particolare attenzione ai casi che necessitano di valutazione e accompagnamento da parte dei servizi di cura. 

“Non proporremo semplici divieti – afferma la Presidente di ReteSviluppo, Ester Macrì - ma un approccio innovativo basato su due pilastri: la disconnessione guidata e la promozione di un uso consapevole della tecnologia, per trasformare i giovani da consumatori passivi a protagonisti attivi del loro tempo. Il Centro Discover intende essere un punto di raccordo aperto al territorio, per analizzare il fenomeno, attivare interventi e laboratori pratici e formare la comunità educante, ricostruendo quel tessuto sociale che l'isolamento digitale rischia di sfilacciare”.

Nel Centro saranno praticate attività di orientamento e mediazione rivolte ad adolescenti, giovani, genitori e nuclei familiari, attraverso uno sportello specialistico di ascolto. Ma anche percorsi laboratoriali di media education, comunicazione digitale e creatività tecnologica. Le attività dedicate alla disconnessione consapevole e alla valorizzazione della socialità analogica, si realizzeranno attraverso giochi da tavolo, attività cooperative, laboratori manuali, esperienze di gruppo. Ci saranno anche attività sportive all’aperto per favorire il benessere psicologico, la cura del corpo, la socializzazione e il riequilibrio tra tempo online e tempo offline. Uno spazio sarà riservato anche a genitori, neogenitori, docenti, educatori, allenatori e adulti di riferimento, con incontri formativi e informativi sui temi dell’uso precoce dei dispositivi digitali, dello sharenting, del cosiddetto “baby-sitting digitale”. Si parlerà quindi della gestione delle regole familiari per la costruzione di un rapporto equilibrato con le tecnologie fin dalla prima infanzia (per info: centrodiscover.it e info@centrodiscover.it).

fonte e Info: www.comune.firenze.it