lunedì 1 aprile 2024

Medicina: intervista al Dr. Andrea Cocci. Presidente della missione umanitaria “Wellness Men Foundation ONLUS”

Prof. Andrea Minervini, Dr. Andrea Cocci, Dr. Rino Oriti, Dr. Francesco Sessa, Dr. Tuccio Agostino (AOUC), Dr. Girolamo Morelli (Ex AOUP), Dr.ssa Federica Mazzoleni (Como), Dr.ssa Serena Maruccia (Milano)
Sono circa 100 gli interventi chirurgici eseguiti in soli 10 giorni dall’equipe urologica fiorentina in missione umanitaria presso l’IKonda Hospital, in una remota regione della Tanzania.

Lo raccontano al rientro dell’ultima missione il Prof. Andrea Minervini responsabile, nell’Ospedale Careggi di Firenze, della SOD di urologia ed andrologia e il Dr. Andrea Cocci Presidente della Wellness Men Foundation ONLUS che hanno ideato e portato avanti questo progetto di cooperazione sanitaria internazionale insieme al Dr. Agostino Tuccio, Francesco Sessa, Rino Oriti tutti facenti parte della SOD di urologia all’interno dell’ospedale Careggi.


Tale progetto fa seguito ad altre 3 missioni portate avanti negli anni precedenti in Madagascar e Costa D’Avorio fortemente voluti dall’assessore al Welfare Dr.ssa Sara Funaro, socia e sostenitrice della Wellness Men Foundation e costantemente sostenuti dall’Ospedale Careggi

La Wellness Men Foundation è una fondazione ONLUS rappresentata da medici, personale sanitario e amministrativo, imprenditori e politici che supportano la salute dell’essere umano mediante lo sviluppo e diffusione dei moderni approcci terapeutici al fine di garantire i più alti standard assistenziali a livello globale.

La missione centrale della fondazione è rappresentata dal benessere dell’essere umano nella sua integrità fisica e mentale, raggiungibile mediante informazione scientifica, training sui moderni approcci terapeutici, raccolte fondi per missioni umanitarie e sviluppo di adeguate politiche socio-sanitarie.

Presso l’ospedale Ikonda, spiega Minervini, sono stati eseguiti interventi oncologici per tumori renali avanzati in giovani adulti e pazienti pediatrici. Abbiamo portato materiali ed attrezzature che hanno in parte permesso una modernizzazione delle procedure oltre ad avere trattato patologie benigne a forte impatto sociale che rendevano la vita di questi pazienti impossibile sia dal punto di vista umano che lavorativo.

Lo scopo principale delle missioni– precisa Cocci – è quello di educare i medici locali mettendo gli ospedali che abbiamo visitato ora ed in passato nelle condizioni di operare in autonomia. È per questo che non ci limitiamo a trattare le patologie ma insegniamo anche ai medici quello che possiamo in loco e proponendo stage presso Careggi occupandoci noi delle spese di viaggio, vitto e alloggio. Tale progetto è per noi prioritario.

Inoltre – conclude Minervini questo è un progetto fiorentino, ideato dai dottori Cocci, Tuccio, Sessa ed Oriti ma abbiamo deciso di espanderlo portandolo all’interno della Società Italiana di Urologia e della Società Europea di Urologia. Questo moltiplicherà i fondi a disposizione per queste missioni oltre a coinvolgere colleghi di più città e paesi europei che daranno il loro contributo permettendoci di aprire nuove sedi, aiutare con più costanza le popolazioni locali ed insegnare ai medici locali con maggior costanza sia in presenza sia a mezzo di supporti telematici.

Lisa del Greco ha rivolto alcune domande al Dr. Andrea Cocci. Presidente della Wellness Men Foundation ONLUS  (in foto il dr. Cocci in primo piano)

Benvenuto dottore, lieta di ospitarla nel Blog e raccontare ai nostri lettori questa iniziativa. 
Secondo lei su quali temi bisogna ancora, e con più urgenza, intervenire?

Il nostro è un mondo con enormi disparità sociali e culturali, è dovere di ognuno di noi accettare il fatto di essere la fortuna di essere nati in un Paese senza guerre e carestia sia un regalo e non un merito. Eccezion fatta per colore che vivono in condizioni di disagio, ognuno di noi può dare un contributo alla crescita altrui e noi da medici sentiamo il dovere di dedicare parte del nostro alla cooperazione internazionale portando l'esperienza chirurgica ed i mezzi necessari alle popolazioni meno fortunate. 
 
L'urgenza in Africa è una costante, una patologia che in Italia è un fastidio diventa in quei Paesi un motivo di ripudio dalla famiglia, l'impossibilità di vivere e lavorare. Il nostro ruolo è quindi non solo educare i medici locali al trattamento di queste patologie con i mezzi necessari ma di apportare immediato beneficio tramite il maggior numero di visite ed interventi chirurgici eseguiti durante le visite.
 
Quali sono i maggiori problemi dal punto di vista tecnologico e organizzativo?

Sicuramente l'acquisto ed il trasporto del materiale sanitario oltre al trovare i giusti contatti in modo da arrivare nell'ospedale ospitante pronti per eseguire quello per cui siamo venuti. Un'impresa che sembra semplice ma che è quasi impossibile se parliamo di Paesi senza internet, collegamenti o personale amministrativo dedicato.

Professionalità e intenso senso umanitario, come si fondono questi elementi?
 

Togliendo entrambe queste parole e parlando solo di "fare il proprio dovere". Una frase che è quanto mai non scontata se ogni giorno pensiamo a quello che crediamo di dare per fare star bene altre persone e quanto le altre persone fanno per far star bene noi. Il concetto di mutua assistenza, "io assisto quando posso e voglio essere assistito quando ho bisogno" è un paradigma che raramente viene applicato e non c'è certamente la necessità di essere medici per fare del bene. Donare denaro o attrezzature, passare del tempo con chi è solo o il semplice "non fare del male" sono concetti di cui ci riempiamo la bocca ma che non vengono applicati da una grande fetta di cittadini. 

Quali sono i vostri prossimi progetti? 

Abbiamo in ponte una missione in Ruanda e una in Etiopia oltre a mantenere aperte le missioni in Madagascar, Costa D'Avorio e Tanzania. Abbiamo anche in ponte il portare due medici africani a Careggi a nostre spese in modo da fargli fare un periodo di alcuni mesi di formazione.
 
C’è una storia che si porta nel cuore? 

Molte e ogni viaggio ne aggiunge di nuove. Quello che posso dire è che ogni viaggio che abbiamo fatto, parlo a nome anche dei miei colleghi, ti riporta con i piedi per terra. Stress, fretta, problemi, ansie, arrivismo tutto viene livellato quando ti scontri con persone e realtà che lottano per sopravvivere oggi. Ti fa rendere conto che noi siamo dei privilegiati per il solo fatto di poterci svegliare in un Paese come l'Italia, che la fame per noi è una sensazione positiva e non un dramma, che i progetti possono fallire e realizzarsi ma abbiamo il privilegio di poterli fare. Quello che vedo in Italia è la mancanza di sorriso a persone che avrebbero tutte le carte per ridere ogni ora della loro vita ed è incredibile quanto in posti dove tutto sembra essere atroce e difficile, il sorriso non manchi mai a nessuno. 

Grazie dottore, seguiremo le sue missioni.

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Se vuoi supportare questa missione umanitaria donando un contributo, clicca sul link 

fonte: https://wellnessmenfoundation.com intervista di Lisa del Greco per  http://lisadelgreco.blogspot.com © Riproduzione riservata

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