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lunedì 26 maggio 2014

Lgbt Musica: “We Exist” Arcade Fire criticati da Laura Jane Grace leader degli Against Me! "Scorretto non usare una vera attrice trans"

La leader degli Against Me! contro il video "transgender friendly" della band canadese: "Scorretto non usare una vera attrice trans" In foto Laura Jane Grace p.g.c. Big Hassle

Nei giorni scorsi vi abbiamo presentato il video “transgender-friendly” di We Exist degli Arcade Fire con Andrew Garfield, ma il filmato ha creato polemica intorno alla band canadese, ora raggiunto dalle critiche di chi sta passando attraverso lo stesso processo di transizione raccontato dal minifilm.

Laura Jane Grace degli Against Me!, che fino all’anno scorso conoscevamo come Tom Gabel e che ha combattuto per anni con la disforia di genere, ha infatti trovato pubblicamente molto da ridire con l’impianto narrativo della storia del video e su Twitter ha scritto “Cari Arcade Fire, la prossima volta che farete un video per una canzone chiamata We Exist pensate a ingaggiare un’attrice veramente transessuale invece dell’Uomo Ragno”.

Per Win Butler, senz’altro in buona fede ma confuso, la canzone parla di un ragazzo che cerca di confessare al padre di essere gay (… e non trans). Su Twitter Grace ha anche linkato a un articolo che critica in esteso il videoclip elencandone i luoghi comuni: secondo l’autrice Leela Ginella il video sembra comunicare che “tutte le donne transessuali si odiano; vogliono uomini dalle quali sono respinte; e peggio di tutti hanno la calamita per le aggressioni”. Al momento in cui scriviamo, né Garfield né Arcade Fire hanno commentato sul messaggio di We Exist.
GUARDA IL VIDEO A QUESTO LINK:
https://www.youtube.com/watch?v=hRXc_-c_9Xc

fonte http://www.rollingstonemagazine.it/

lunedì 24 febbraio 2014

"Tomorrow" un cortometraggio sui diritti lgbt in Russia

Si intitola "Tomorrow" ed è il cortometraggio con cui alcuni cineasti vogliono raccontare una giornata tipo di una coppia omosessuale che vive in un paese dove è vietato organizzato organizzare pride, parlare di diritti lgbt o vivere a testa alta una relazione con persone del proprio sesso (in una parola, la Russia).

Ed è così che incontreremo un'insegnante di scuola che si ritroverà a doversi difendere da accuse inventate contro di lei e contro suo figlio, così come la sua compagna scoprirà verità assai spiacevoli sul sistema delle adozioni...

Il progetto è attualmente solo su carta, motivo per cui Elonora Zbanke ed Olga Murzak (rispettivamente la regista e la sceneggiatrice) hanno deciso di lanciare un crowdfunding per trovare i fondi necessari alla sua realizzazione.

«Purtroppo stiamo svolgendo un lavoro molto pericoloso e qui in Russia non possiamo chiedere auto dato che potremmo finire in carcere. Ma siamo ferme sul nostro obiettivo di riuscire a realizzare questo film, per raccontare una storia molto importante per l'intero pianeta», hanno dichiarato.

La scelta di girare un cortometraggio e non un documentario è stata dettata dal timore di poter mettere in difficoltà le persone che saranno coinvolte nelle riprese, motivo per cui si è scelto di optare per il racconto di una storia: Ciò non toglie che l'obiettivo è di restare quanto più possibile fedeli alla realtà del Paese, raccontando fedelmente gli effetti devastanti provocati della legge contro la cosiddetta «propaganda omosessuale» sui minori.

Per partecipare al crowdfunding è possibile trovare tutte le indicazioni necessarie sulla pagina dedicata: http://www.indiegogo.com/projects/tomorrow-short-film-about-lgbt-and-human-rights-issue-in-russia
mentre su Facebook sarà possibile seguirne l'evoluzione del progetto:
https://www.facebook.com/movietomorrowpromo
Fonte: http://gayburg.blogspot.com/

sabato 15 febbraio 2014

Lgbt: "Io Sono - Le parole non contano" Il bellissimo progetto video di un ragazzo FtoM

Mi chiamo Federico Gabriel e ho 24 anni.
Sono appassionato di Cinofilia, Fotografia, Ripresa e sono un'amante delle Natura.
Ho aperto questo canale, perchè spero di poter raccontare qui la mia esperienza di vita. Grazie a chi deciderà di seguirmi: http://www.youtube.com/user/GeckoGabriel/featured

Il Piccolo progetto che ho voluto portare a termine, dopo giorni di preparazione e di brainstorming.
Un punto di vista o un piccolo spunto. Al di là del tema trattato, tutti dobbiamo avere il diritto di farci rispettare come Persone....a prescindere dal colore della nostra pelle o dalla religione in cui crediamo.

Il progetto non è stato creato per offendere o denigrare nessuno, ogni persona ripresa ha acconsentito al trattamento della propria immagine.L'audio, le riprese e i testi, sono di mia proprietà.La musica non è di mia proprietà.GeckoGabriel
fonte http://www.youtube.com/watch?v=2QBjfHQUxk0

mercoledì 5 giugno 2013

Lgbt: Premiato a Roma il video degli studenti contro l'omofobia per il progetto "Laboratorio Rainbow"


Un video realizzato dagli studenti e per gli studenti per sensibilizzare contro l'omofobia: è il progetto 'Laboratorio Rainbow', di cui questa mattina si è svolta la premiazione nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio a Roma.

A partecipare all'evento il ministro per le Pari opportunità, Josefa Idem, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo.

Laboratorio Rainbow è un progetto nazionale dell'Unar con il dipartimento delle Pari opportunità della Presidenza del Consiglio, Gay Center e Gay help line. Hanno partecipato 20 istituti superiori della capitale, circa 16 mila studenti hanno seguito un percorso di laboratori sulla discriminazione e sul cinema.
I sei video-finalisti sono stati presentati oggi di fronte a una platea di ragazzi.

«La Gay help line - ha spiegato Marrazzo - riceve ogni anno 20 mila contatti, di cui molti giovanissimi. Da quelle telefonate emerge un grande disagio legato all'omofobia e al bullismo. Abbiamo iniziato questo progetto pensando a quel ragazzo del 'Cavour' che, vittima di prese in giro continue, ha deciso di suicidarsi».

Marrazzo ha ricordato il caso di quell'altro ragazzo «che si è buttato dalla finestra della scuola perché ha subito l'isolamento, anche se non è stato offeso direttamente. Abbiamo intrapreso un percorso con lui - ha concluso - ma sono iniziative che vanno fatte in tutte le scuole».
fonte http://www.ilmessaggero.it

martedì 28 maggio 2013

Lgbt Video: Arriva la campagna di Arcigay con Draftfcb “Storie, racconti di ordinaria diversità”


Vanda, Valeria, Marco e Mariella: sono i testimonial della campagna “Storie – racconti di ordinaria diversità”, nata dall’incontro di Arcigay e Draftfcb per una campagna nazionale di sensibilizzazione sul tema della diversità e della serenità di vivere visibilmente l’essere gay o lesbica oggi in Italia.

La campagna di street casting, avviata nel mese di novembre da Draftfcb con il supporto di Arcigay, ha raccolto le testimonianze spontanee di giovani e meno giovani lesbiche e gay, ma anche quelle di alcuni genitori e il racconto delle loro vite insieme.
Questo, per favorire l’ascolto e raccontare una quotidianità troppo spesso invisibile nella sua serenità.

Gli annunci dei quattro testimonial prendono forma in una campagna adv stampa e web che raffigura i loro volti in primo piano con una frase teaser lasciata incompleta. Sulle loro bocche il QR code per visualizzare – collegandosi al sito: www.diversamenteuguali.org – la video testimonianza di ciascuno di loro.

Il sito www.diversamenteuguali.org, ha inoltre uno spazio per commentare ed inviare le proprie video-storie, un modo per alimentare la discussione intorno ai temi più comuni che riguardano il mondo omosessuale, dal coming out in famiglia, agli affetti al lavoro. Uno spazio dove visibilità e partecipazione danno voce a gay e lesbiche per ascoltare e ascoltarsi e riconoscersi in storie ordinarie e straordinarie di vita di tutti i giorni.

Credits Draftfcb
Nicola Rovetta – Direttore creativo, Gianluca Belmonte – Associated creative director
Luca Gallina – Copywriter, Fulvia Sacchi – Artworks,
Nicoletta Prada – Production, Simone Simola – Production&delivery director,
Casa di produzione Videozone, Regia – Emanuele Concadoro,
Fotografo – Matteo Cremonini, Centro Media - Initiative
fonte http://www.spotandweb.it

lunedì 20 maggio 2013

Lgbt: GAY CENTER: SCUOLA, SU MILLE INTERVISTATI IL 49% DICE DI AVERE SUBITO DISCRIMINAZIONI. SU INTERNET DA OGGI I VIDEO REALIZZATI DAGLI STUDENTI.


OMOFOBIA: UNAR E GAY CENTER IN PRIMA LINEA NELLE SCUOLE CON OLTRE 16MILA STUDENTI COINVOLTI. SU MILLE INTERVISTATI IL 49% DICE DI AVERE SUBITO DISCRIMINAZIONI A SCUOLA. SU INTERNET DA OGGI I VIDEO REALIZZATI DAGLI STUDENTI.

Sono online da oggi i video contro l’omofobia realizzati dagli studenti delle scuole superiori protagoniste del progetto anti discriminazione portato avanti dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del consiglio dei Ministri, tramite l’UNAR, Ufficio Nazionale contro le Discriminazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Gay Center al fine di contrastare il bullismo e le discriminazioni verso le persone lesbiche, gay e trans partendo dall’ambito primario dell’educazione. Il progetto ha coinvolto oltre 20 scuole ed associazioni.

In particolare in alcune scuole sono stati attivati i laboratori con gli studenti che hanno portato alla produzione di 6 campagne contro l’omofobia realizzate da ragazzi dai 14 ai 18 anni.

E’ possibile vedere i video a questo link: https://www.facebook.com/laboratoriorainbow

Nei video i ragazzi affrontano l’omofobia in molti modi, ricorrendo alla metafora sportiva con le squadre di calcio che annullano le differenze, mostrando la violenza che si esprime tra coetanei, affrontando il tema del matrimonio, trattando con delicatezza l’amore, il coming out e la scoperta della propria omosessualità.

I video potranno essere votati su internet dal 17 maggio, Giornata mondiale contro l’omofobia, fino al 3 giugno.

Successivamente saranno valutati il 4 giugno da una giuria di qualità e presentati nell’evento che si terrà presso la sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’iniziativa rientra nella ‘Strategia Nazionale dell’UNAR per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere’ ed ha coinvolto circa 16mila ragazze e ragazzi delle scuole superiori del Lazio tra cui: Liceo Socrate, Liceo Giordano Bruno, ITIS Armellini, Liceo Tacito, Liceo Chris Cappell Anzio, Istituto Magistrale Statale "Vittorio Gassman”, Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, Liceo Classico «Pilo Albertelli», Liceo Scientifico Nomentano, Liceo Classico Mamiani, Liceo Tacito, Liceo Dante Alighieri, Liceo Classico Statale Sperimentale Bertrand Russell, etc.

Nelle scuole coinvolte si sono tenuti dibattiti e iniziative di comunicazione e sensibilizzazione anche affrontando vicende complesse, come al liceo Tacito, dove proprio di recente uno dei rappresentanti di istituto era stato discriminato perché gay.

“La scuola deve essere un posto migliore per tutti – ha detto il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo – Oggi troppo spesso i giovani e anche i giovanissimi sono protagonisti di episodi di violenza e di discriminazione, sia come vittime che come aggressori, come risulta sia dal nostro servizio Gay Help Line 800-713-713, sia da nostre ricerche effettuate nelle scuole. La scuola è quindi il primo luogo dove agire e intervenire in modo concreto parlando alle ragazze e ai ragazzi. Questo progetto è all’avanguardia in Italia perché lo fa attraverso l’interazione e la partecipazione dei più giovani. “

Secondo un’indagine realizzata dal Gay Center e T6- cooperativa, nell’ambito di un progetto europeo nelle scuole, che ha coinvolto in Italia oltre mille studenti, quasi tre persone LGBT su 4 hanno subito forme di discriminazione o di pregiudizio durante la loro vita. Il contesto più spesso nominato dagli intervistati è la scuola (il 49% degli intervistati che hanno subito forme di discriminazione o pregiudizio dichiarano di essere stati discriminati a scuola), seguito dalla famiglia (42%), dai bar e locali (33%) e dai media ed internet (30%). Gli uomini gay citano più spesso la scuola come luogo di discriminazione (43% degli intervistati gay), mentre le donne lesbiche citano la famiglia (37% delle intervistate lesbiche). In generale, le persone transgender e gli uomini gay e bisessuali sembrano essere più spesso vittime di discriminazioni delle donne lesbiche e bisessuali.

Gli studenti appaiono abbastanza consapevoli delle difficoltà incontrate dalle persone LGBT: il 55% degli studenti intervistati pensano che le persone gay e lesbiche siano discriminate in Italia.

I contesti che secondo loro sono meno gay-friendly sono il loro quartiere (65% degli studenti), la loro scuola (59%) nonché le associazioni che frequentano (59%), le attività dopo-scuola e il loro gruppo di amici (58%). Al contrario, i contesti considerati come maggiormente gay-friendly sono Internet (44% degli studenti), la casa (37%) e i bar o locali che frequentano (26%).
fonte Gay Center | Ufficio Stampa

lunedì 13 maggio 2013

Lgbt: 17 maggio Giornata internazionale contro l’omo-transfobia, l’iniziativa di Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, il video "Questo è amore – This is love"


"Questo è amore – This is love"
Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia
International Day Against Homophobia and Transphobia
17 maggio/17 May 2013

Quest’anno Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura vuole denunciare l’omofobia ricordando a tutti, con un video, che gli amori omosessuali sono amori.
Il titolo del video è semplice: “Questo è amore – This is love”. Volutamente semplice.

Sulla schiena, una qualunque schiena, che, per mero caso, appartiene a una filosofia (Nicla Vassallo), ma potrebbe appartenere a chiunque altro, scrive l’artista e calligrafa (Francesca Biasetton).
Perché l’amore rimane “Written On The Body” (Jeannette Winterson), perché è passione e così deve essere, ma non è solo passione. L’amore presuppone il rispetto, non l’offesa.

Ogni offesa contro gli amori omosessuali oltraggia il diritto di amare e di amore, diritto che non appartiene ad alcun orientamento, né ad alcuna preferenza sessuale, oltraggio che genera sofferenza nella mente e si ripercuote subitaneamente nel e sul corpo. L’omofobia costituisce una coltellata alla schiena, e per questo sulla schiena noi scriviamo di amore, con Vita Sackwille-West, Sandro Penna, Federico García Lorca, Paul Verlaine.
Per ricordare (ma non dovrebbe essercene alcun bisogno nei luoghi civili, educati, progrediti, umani) che gli amori omosessuali sono amori.

Lettering e calligrafia si devono a Francesca Biasetton (http://www.biasetton.com). Il corpo è quello di Nicla Vassallo (http://www.niclavassallo.net).
Alla regia: Serena Gargani. All’ideazione hanno collaborato Francesca Biasetton, Elvira Bonfanti, Luca Borzani, Vittorio Lingiardi (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Lingiardi), Nicla Vassallo.
La produzione: Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura (http://www.palazzoducale.genova.it/)

Contacts:
info@biasetton.com
palazzoducale@palazzoducale.genova.it
nicla.vassallo@unige.it
fonte http://www.culturame.it

Lgbt: Supporta il documentario di "Lei Disse si" il racconto del matrimonio di Ingrid e Lorenza in Svezia


"Lei disse sì" è il racconto dei mesi che precedono il matrimonio di Ingrid e Lorenza, che si sposeranno a Giugno in Svezia perché in Italia due persone dello stesso sesso non possono farlo.

Ingrid e Lorenza raccontano che l'esperienza del matrimonio è la stessa per tutti e che per organizzarlo i passi tradizionali sono sempre quelli: annunciarlo a parenti ed amici, trovare un posto in cui fare la festa, fare la lista degli invitati, pensare agli abiti, alle fedi, al cibo, etc.

"Lei disse sì" è un progetto cross-mediale che attraverso un blog attivo da dicembre 2012 e una pagina facebook sta raccontando questo percorso, in modo più o meno leggero, incontrando la partecipazione di un'intera community.

Il documentario:
"Lei disse sì" trova il suo compimento in un documentario in cui si racconterà tutto il percorso fino ad arrivare al viaggio in Svezia, dove verrà celebrato il matrimonio insieme a parenti ed amici che seguiranno le spose per brindare a loro e ai diritti per tutti e tutte.

Il documentario verrà sviluppato partendo dalle pillole video del blog, si aprirà ad interviste e approfondimenti e sarà l'occasione per uno sguardo sui diritti civili nell'Italia del 2013.

Per realizzare il documentario abbiamo bisogno di te (dei tuoi piedi)
sostieni lei disse si per fare un salto verso i diritti di tutti. Anche i tuoi.

Cosa sostieni sottoscrivendo il progetto:
- Spese di comunicazione e promozione
- Costi di realizzazione (service audio video, postproduzione)
- Costi di mantenimento blog
- Spese legali (diritti d'autore)
- Spese di traduzione del documentario

N.B. Le quote non saranno usate in alcun modo per sostenere le spese del matrimonio

Una quota corrisponde a 10€. Cosa ricevi con una o più quote:
Da 1 a 4 quote - ringraziamento su blog e facebook
Da 5 a 9 quote - t-shirt "leidissesi"+ ringraziamento su blog e facebook
Da 10 a 24 quote - DVD autografato + ringraziamento nel documentario
Da 25 a 49 quote - DVD autografato + t-shirt "leidissesi" autografata dalla stylist + ringraziamento nel documentario
Da 50 a 99 quote - DVD autografato + ringraziamento personale in video sul blog
Da 100 a 499 quote - DVD autografato + cena con le spose "sposate"
500 quote - DVD autografato +invito al matrimonio

PER PARTECIPARE VAI AL LINK.
http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2164.html?PHPSESSID=898nd8phfoajm3u7h5pefqpbl2

Lei disse si "Press"
http://www.leidissesi.net/press/
fonte http://www.produzionidalbasso.com

venerdì 10 maggio 2013

Lgbt: "Le cose cambiano" Storie in video, così inizia la «bonifica delle nostre paure»


Lorenza e Ingrid: si sposeranno in Svezia, in estate.
Marcello: al gay pride va ormai col papà.
Antonia, trans: da bambino volevano operarlo al cervello.
Storie in video, tutte postate su uno stesso sito, per dire ai più giovani: «Non siete soli, e se ora vivete il buio, dopo va meglio»

E poi, a un certo punto di queste esistenze, c'è stata una porta stretta.
A volte, passarla è durato mesi.
Altre, anni. Per Lorenza e Ingrid superarla è stato a tratti «traumatico»: hanno dovuto farsi invisibili per un po', ma adesso, a 35 anni, dopo sette d'amore e quattro di convivenza, il 21 giugno vanno a sposarsi in Svezia.
E sui preparativi al sì, hanno aperto pure un blog, leidissesì.

I VIDEO AL SITO:
http://www.lecosecambiano.org/


Marcello invece alle medie si spingeva nelle orecchie gli auricolari del walkman, per non ascoltare: il professore di geometria che gli diceva «Stai zitto, ricchione» i compagni di classe, che di ritorno lo spintonavano dandogli del finocchio, e via dicendo. Però, ora, ai gay pride, a suo papà fanno male le braccia, perché sventola a non finire, e più del figlio, la sua bandiera.

Antonia, quando era solo un bambino di nove anni in una cittadina pugliese di 70 mila abitanti, l'hanno trascinata in manicomio: un medico di base aveva consigliato alla mamma impensierita di portarlo lì, quel ragazzino con la mania del trucco e delle ballerine, e sarebbe guarito con una bella lobotomia, un lavaggio del cervello, che avrebbe tolto «la parte malata».
Raggiunta la maggiore età, è fuggito a Roma, nel 2011 ha fatto l'intervento per l'adeguamento di genere a Milano, un anno dopo c'è stata la sentenza che gli cambiava il nome all'anagrafe, un mese fa, il 9 aprile, il nome nuovo anche sul documento. Oggi è responsabile dello sportello trans.

Che le cose cambiano, Lorenza e Ingrid, Marcello, Antonia e tanti altri, lo raccontano su un sito che ha intenzioni rivoluzionarie: nasce (grazie all'associazione Girls and Boys e Isbn edizioni) dai fuochi d'artificio dell'americano It gets better, in Rete dal 2010, dove perfino il presidente Barack Obama ha postato un contributo video, tra i 50 mila raccolti finora.
E chiede di diventare virale, così da sentirsi «meno soli nel mare del web», da non avere «più niente da tenere al buio», «da far morire bullismi e discriminazioni», dice Massimo Coppola, proprietario e direttore editoriale della casa editrice.
E il coro #nocoppiediserieb, lanciato in una campagna da Vanity Fair, si fa sempre a più voci.

Lo psichiatra Vittorio Lingiardi, che cura la supervisione scientifica del progetto, parte da Emily Dickinson, che scriveva: «Non occorre essere una stanza per sentirsi infestati dai fantasmi».
Arriva alla conclusione in un manifesto: «Le cose cambiano è raccontare il silenzio». Quello delle istituzioni, certo, c'è stato.
«Abbiamo presentato il tutto al ministero delle Pari Opportunità, prima sono stati promessi i fondi, poi si sono dissolti», racconta Fulvio Zendrini, esperto di comunicazione.
«Fortunatamente, è corso Enel Cuore Onlus con un "rimediamo noi"».
Linda Fava cura il coordinamento editoriale. Ci crede: «Le cose cambiano vuole essere una biblioteca di futuri possibili per chi oggi non sa dove sta andando il suo».

E mentre pure l'associzaione delle Famiglie Arcobaleno, insieme ad Amnesty International e Legambiente, chiede a governo e parlamento provvedimenti urgenti per i diritti e la dignità alle famiglie con genitori omosessuali (e lo ha fatto con una festa delle famiglie alla sua quinta edizione in una domenica 5 maggio di pic nic e giochi in 9 città d'Italia e in 16 Paesi del mondo), lo scrittore Paolo Giordano legge la storia di Samuele, un ragazzino con i genitori buoni, ma presi in una «quotidianità impietosa», che lo guardavano come a dire (e spesso glielo urlavano anche contro): «Perché ci stai facendo questo?».
Giordano chiude commosso, e commuovendo: «Ci aspetta un'opera grandiosa di bonifica di un territorio immenso. Con le nostre paure di tutto ciò che non conosciamo. Di tutto ciò che non capiamo».
VAI AL SITO PER I VIDEO:
http://www.lecosecambiano.org/

fonte http://www.vanityfair.it di Lavinia Farnese

sabato 4 maggio 2013

Omofobia "RePulsione" è il cortometraggio del ”WAND” collettivo LGBT di Benevento


Continua la campagna di sensibilizzazione che il WAND, unico collettivo LGBT di Benevento, sta portando avanti sul tema dell’omofobia.

Il collettivo organizza eventi di piazza, raccolta firme ed incontri volti a sensibilizzare la cittadinanza sull’argomento omosessualità.

L’ultimo progetto portato a termine è stato la creazione di un cortometraggio ideato,scritto e diretto da Claudio Russo. Riprese e montaggio di Giuseppe Fragola.
E’ trattata la tematica sociale dell’omofobia da un punto di vista emotivo di entrambe le parti riguardanti tale condizione.
fonte http://www.informatoresannita.it
https://www.youtube.com/watch?v=Ns285Ofurbo

sabato 23 febbraio 2013

USA: #Time4marriage, lo spot americano a favore dei diritti Lgbt con Obama


Se qua in Italia sembra quasi rivoluzionario chi esprimere politicamente la propria apertura e il proprio sostegno ai diritti Lgbt, negli Usa è comune il pensiero di una necessità a combattere tutti insieme per migliorare le condizioni di vita degli omosessuali.

A livello di tempo, uno dei passi in avanti più recenti, è un video con un proprio hashtag su Twitter, #Time4marriage.

Quello che ha fatto “clamore” è la presenza, nello spot, di testimonial di altissimo livello.

Parliamo di Barack Obama, il presidente riconfermato degli Stati Uniti d’America, l’ex vicepresidente repubblicano Dick Cheney, Colin Powell e la moglie di George W. Bush, Laura

Al centro del video, la necessità e l’urgenza di sottolineare e ribadire come i diritti omosessuali siano un argomento che non accomuna solamente chi ha un pensiero politico democratico, bensì anche esponenti politici di stampo repubblicano

Un esempio di civiltà unita alla politica che da noi sembra quasi fantascienza.
fonte http://www.queerblog.it da Alberto Graziola

giovedì 10 gennaio 2013

Lgbt: Il video della trasformazione durata tre anni di una transgender in timelapse

La trasformazione di una transgender in timelapse mostra le fasi che hanno permesso a iiGethii di esternare la sua identità reale.
Ecco il viaggio durato tre anni.

IL VIDEO
Nel video pubblicato da Huffington Post:
http://www.huffingtonpost.it/2013/01/09/timelapse-transgender-da-uomo-donna_n_2438285.html?
iiGethii abbandona il suo lato maschile in virtù del suo vero io femminile.

Un minuto e quaranta secondi a testimonianza di una trasformazione durata tre anni in cui, immagine dopo immagine, i tratti somatici si ingentiliscono.
Guardate com’è diventata oggi.
fonte http://www.giornalettismo.com di Alessandra Cristofari

sabato 5 gennaio 2013

Lgbt Giamaica: Dove l'omosessualità è vietata. Il viaggio nell'emarginazione documentato da Matteo Armellini nel mini-doc "Boom Bye Bye"

Un viaggio nell'emarginazione giamaicana.
In "Boom Bye Bye", Matteo Armellini racconta il disagio degli omosessuali.
Con interviste a madri, donne e ragazzi, il fotografo ha realizzato un mini-doc di 10 minuti sui battyboys in patois, quelle vittime designate della cultura tutta al maschile che domina in Giamaica, sia musica e nel quotidiano.


Il lavoro, girato lo scorso maggio tra Kingston e Portantonio, ha vinto il Represent homophobia award, indetto da Arcigay e Universita' di Napoli Federico II.

Racconta Matteo Armellini:
"L'articolo 76 del codice penale giamaicano vieta e bandisce i rapporti tra uomini. La Giamaica, che supera di poco i 2 milioni di abitanti, non accetta l'omosessualità a nessun livello.
I gay non trovano comprensione, affetto e appoggio, spesso neanche in famiglia. Subiscono violenze e discriminazioni sessuali.
È un vero e proprio dramma che riguarda i ghetti e le scuole riservate alle elites."

fonte http://www.huffingtonpost.it Adele Sarno

martedì 11 dicembre 2012

Lgbt: "YourHolidayMom" i video-messaggi di 40 mamme per le festività di Natale, a tutti i giovani gay alle lesbiche e ragazzi e ragazze transgender

Quaranta messaggi di altrettante mamme (e qualche papà) rivolti ai giovani gay, alle lesbiche e ragazzi e ragazze transgender, in occasione delle festività di Natale.

Un incoraggiamento a chi non è accettato dai propri genitori e dagli amici.
A pubblicarli, sotto forma di video, audio e lettere, è il sito YourHolidayMom, nato per essere vicino a ragazzi e ragazze Glbt o che, comunque, hanno iniziato a farsi delle domande sulla loro sessualità.

"Sapevo che c'era bisogno di qualcosa del genere, soprattutto durante le festività - ha detto Robin Rice, fondatrice del sito, all'Huffington Post - per quei giovani che non hanno il sostegno della famiglia".

Una situazione, quella degli adolescenti in difficoltà, che Robin conosce bene. "Trenta anni fa - ricorda - il mio fratellino si è ucciso. Aveva paura di essere gay. Oggi sento ancora un vuoto nel mio cuore e, per questo, voglio fare il più possibile per sostenere questi ragazzi".

Da qui l'idea di raccogliere 40 voci di mamme: "Ho chiesto a tutte di aprire i loro cuori. Le loro storie, sono storie spesso ignorate. Ora sono alla portata di tutti".

Sotto uno dei video registrato per il sito (ogni giorno ne sarà pubblicato uno diverso, fino al primo gennaio 2013).
"Non sono una mamma importante, sono una mamma come tante. Una mamma che ti accetta. Potrei dire che non mi importano la tua sessualità o il tuo orientamento sessuale, ma non sarebbe vero. Sono parti di te e quindi sono importanti per me. Così come ci tengo che tu possa amare qualunque persona ma, cosa più importante, possa amare te stesso. Come mamma, ti accetto e mi preoccupo e mi interesso a te. Voglio che tu possa amare ed essere amato"
fonte http://www.huffingtonpost.it Di Marco Pasqua

giovedì 29 novembre 2012

Il video sui diritti lgbt negli Emirati Arabi

Parlare di diritti lgbt negli Emirati Arabi Uniti è ancora pericoloso.

LGBT Rights UAE ha fatto questo video chiedendo di raccontare la loro storia a un poliziotto, un'ostetrica e un'insegnante.


Parlare di diritti lgbt in uno dei più popolosi paesi musulmani?
Solo con un video, per adesso.
Negli Emirati Arabi Uniti affrontare questi argomenti è ancora rischioso.
LGBT Rights UAE è un'associazione che si prefigge questo scopo ma che combatte nella clandestinità.

Per parlare di diritti lgbt ha chiesto di raccontare la loro storia a un poliziotto gay di Dubai, un'ostetrica lesbica e un'insegnante.
fonte http://www.gay.it/

venerdì 16 novembre 2012

Lgbt USA: Il video che commuove gli Stati Uniti “Che cosa rende un militare gay diverso da un militare etero?”

Il video che commuove gli Stati Uniti mostra due soldati con le stesse ferite sul corpo per aver difeso il proprio Paese

Il titolo è “Second skin”. Seconda pelle
. Quella mostrata dal video che sta commuovendo gli Stati Uniti e che racconta la realtà gay all’interno delle forze militari americane.

Mostra due soldati mentre si tolgono la divisa e fanno vedere a tutti semplicemente due corpi, uno di un eterosessuale e uno di un omosessuale, che hanno delle ferite.

Ferite “guadagnate” sul campo di battaglia, indipendentemente dalle scelte sessuali che l’uno o l’altro hanno fatto nella loro vita privata. Il messaggio, infatti, è tutto alla fine delle immagini: «Gay o etero ci si ferisce allo stesso modo per difendere il Paese».
Il video è stato prodotto da “Freedom to Marry” e da “OutServe”, associazioni che si occupano della difesa dei diritti.
fonte http://www.ilsecoloxix.it

sabato 3 novembre 2012

Lgbt Firenze: “Oggi scelgo io” di Valeria Savazzi vince il concorso VideoQueer, la decima edizione del Florence Queer Festival chiude con 5000 presenze

Si chiude con 5000 presenze, tra proiezioni ed eventi collaterali, la 10^ edizione del Florence Queer Festival.

Durante la serata conclusiva del festival, mercoledì 31 ottobre, al cinema Odeon di Firenze, è stata premiata, alla presenza dell’Assessore alle politiche giovanili del Comune di Firenze, Cristina Giachi, la vincitrice del concorso VideoQueer 2012: Valeria Savazzi con il cortometraggio Oggi scelgo io (Italia, 2012).

Per la giovane film-maker un premio di 1000 euro.
A decretare il miglior Videoqueer è stato il pubblico in sala.

“Nell’edizione del decennale – dichiarano i direttori artistici Bruno Casini e Roberta Vannucci – è stata dedicata grande attenzione alle cinematografie emergenti internazionali, come dimostra la presenza di Libano, India, Indonesia, Turchia, Sudafrica. E’ un segnale importante che sottolinea la necessità di aprirsi non soltanto a nuove riflessioni, ma anche a quei nuovi contesti nel mondo e società in cui iniziano ad affacciarsi i temi che abbiamo affrontato nei dieci anni del nostro festival. Il pubblico ci ha sostenuto ancora una volta con grande partecipazione e coinvolgimento."

Prosegue fino al 18 novembre, al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, la mostra fotografica dell’artista e attivista sudafricana Zanele Muholi.

Il Florence Queer Festival è organizzato dall’associazione Ireos - Centro Servizi Autogestiti per la Comunità Queer di Firenze, in collaborazione con Arcilesbica Firenze e Music Pool, con il contributo di Fondazione Sistema Toscana – Mediateca Regionale nell’ambito del progetto 50 giorni di cinema internazionale a Firenze, la kermesse che riunisce i principali festival cinematografici fiorentini.

Patrocinio del Comune di Firenze. Direzione Artistica: Bruno Casini e Roberta Vannucci, organizzazione generale Silvia Minelli, selezione e programmazione Nicola Dorin e Massimiliano Giunta, consulenti al festival Paolo Baldi e Massimo Poccianti.

Informazioni:
Infoline: 347 8553836 Ireos: 055 216907 Music Pool: 055 240397
info@florencequeerfestival.it
Ireos – Via de’ Serragli, 3 – Firenze t. 055 216907
fonte http://www.florencequeerfestival.it

mercoledì 24 ottobre 2012

Celebrità LGBT pubblicano video per sostenere Obama

Zachary Quinto, Wanda Sykes e Chaz Bono sono solo alcune delle celebrità LGBT che hanno preso parte ad un nuovo video in sostegno della ri-elezione dell’esponente democratico Barack Obama.

Le star spiegano il ruolo importante giocato dal Presidente nel corso dei 4 anni trascorsi, con l’abrogazione del Don’t Ask Don’t Tell (la regola che vietava ai militari di rivelare la propria omosessualità) nonché l’annuncio pubblico in favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

La tennista Billie Jean King afferma:
È incredibile il modo in cui ogni generazione si spinga sempre più avanti.
E il Presidente Obama lo ha fatto ancor più velocemente di chiunque altro nella storia della nostra comunità.
fonte http://aftersantana.altervista.org

lunedì 8 ottobre 2012

Lgbt USA: Il commovente video di Expedia a favore dei matrimoni gay

Un anziano padre si preparara per attraversare gli Usa ed assistere al matrimonio della figlia.: lei sposa un'altra donna e il padre non è contento. Ma basterà vedere la sua gioia per cambiare idea...

Il noto portale di viaggi online, Expedia, ha appena diffuso un lungo spot in cui si schiera apertamente dalla parte del matrimonio gay.

E' la storia di un uomo anziano che, insieme alla moglie, affronta un lungo viaggio in aereo per andare ad assistere al matrimonio della figlia.

Matrimonio che, però, non è quello che si sarebbe aspettato vedendo crescere la figlia. "Quando Nikki ci ha chiesto il permesso di sposare nostra figlia - dice - ho detto: non è quello che mi auguravo".

Già, perché la figlia non sposerà un uomo, come il padre si sarebbe aspettato, ma un'altra donna, Nikki, appunto (la coppia dello spot, per la cronaca, è formata dalle stesse Nikki e Jill di "The real L Word").


L'anziano padre, però, sa di dover scegliere: "O mantieni il rapporto speciale che hai con tua figlia - pensa - o la perdi per sempre".

E così parte e va al matrimonio. Gli basta arrivare alla cerimonia e vedere l'emozione, la gioia negli occhi della figlia e della moglie per capire che "questo è l'ordine naturale delle cose".

Un bellissimo video, che parte dalla difficile prospettiva di un padre anziano con una mentalità legata alla sua generazione che, però, decide di farsi guidare dall'amore per la figlia e di essere felice insieme a lei.

Vale la pena di ricordare che è uno spot e che alla fine appare il brand dell'azienda che, non a caso, vende viaggi e racconta un viaggio. Ma è sempre più frequente che siano proprio gli spot delle aziende a lanciare messaggi a favore dei diritti delle persone lgbt.
fonte http://www.gay.it/

martedì 25 settembre 2012

Lgbt Genova: Coppie gay in coda per il video di Nina Zilli

La cantante gira la sua clip in città, e recluta comparse omosessuali. Non si guadagna nulla ma in tanti sognano un posto

Coppie omosessuali (vuoi gay, vuoi lesbo), comunque molto affiatate.
Venti-trentenni, rigorosamente maschi, in lizza per un ruolo da travestito. Ragazze appena maggiorenni che ambiscono ad una parte da prostituta.

Coppie reali (anche nella vita): ventenni, trentenni, qualche quarantenne. E poi ragazzi extracomunitari, studenti, persino una casalinga. Tutti pazzi per la Zilli o - meglio - tutti pazzi per una comparsata (a titolo assolutamente gratuito) nel video musicale di Nina Zilli che verrà girato giovedì notte - non a caso il pezzo si chiama "Una notte" - tra alcune piazze del Centro storico, Spianata Castelletto e Boccadasse.

Per cinque ore, ieri, a Villa Bombrini decine di ragazzi si sono messi in coda per strappare un ruolo nel video che sarà diretto da Fabio Jansen (con la fotografia di Davide Crippa per Blackmamba Producions, in collaborazione con la Genova-Liguria Film Commission di Andrea Rocco).

"A scanso di equivoci, lo abbiamo chiarito immediatamente a tutti - spiega Bendetta Marchesi, dalla società di produzione e casting che collabora con Film Commission - la partecipazione alla videoclip è a titolo assolutamente gratuito: sono arrivate parecchie decine di persone e così il casting è durato per tutte le cinque ore previste.

Il video racconterà un viaggio suggestivo della Zilli attraverso le strade di Genova: la città che respira piano e in silenzio e le anime solitarie che ci vivono".

Ma come mai questo amore della Zilli per la città e per i suoi vicoli? E' il regista Fabio Jansen ad aver indicato Genova, e in particolare il Centro storico: tra i suoi lavori precedenti un'altra video-clip nei vicoli, che aveva come protagonista Nek.
fonte http://genova.repubblica.it di Raffaele Niri