venerdì 11 agosto 2023

Libri: "Vite mie" di Yari Selvetella

Un romanzo pervaso di riflessioni sull'amore, sulla famiglia, sul nostro rapporto con il tempo che passa. Un libro emozionante e commovente che con una scrittura ipnotica, nitida, plastica, prova a raccontarci qualcosa di essenziale che sempre ci sfugge.

«Il romanzo di Selvetella è un libro profondissimo, scritto in modo essenziale ma pieno di sensibilità, riguarda tutti noi e ci costringe a guardarci dentro.» - Pier Francesco Fusari

Amare non è sufficiente, bisogna sapere come si fa. Talvolta una vita non basta a impararlo per bene, oppure l'abilità coltivata negli anni si dissolve misteriosamente e non rimane altro che un senso di inadeguatezza e di nostalgia. Serve più di una vita, a Claudio Prizio, per poter sentire che sta davvero ricominciando da capo. Gli serve, anzitutto, cercare sé stesso negli altri. 

Claudio chiede riparo, come ha sempre fatto, alla famiglia, ma anche gli equilibri domestici si stanno ormai modificando. La sua è una famiglia particolare e al tempo stesso normalissima, che custodisce grandi dolori, legami insoliti e momenti di autentica felicità. Tutti devono trovare la forza di lasciar andare il passato: la sua compagna Agata, i suoi quattro figli – due dei quali ormai adulti – e soprattutto lui. Claudio cerca sé stesso in casa, ma anche nella sua città: Roma è così prodiga di incontri che finisce per stordirlo in un vortice di coincidenze. 

Da qualche tempo, infatti, Claudio non fa che ravvisare somiglianze tra sé e le persone in cui si imbatte: un guidatore distratto che quasi lo investe al semaforo, un rocker attempato, un agente immobiliare, una donna che si è rifugiata in campagna. I suoi simili sono specchi, ma anziché aiutarlo a comprendere la propria identità, sembrano avvilupparlo in un gioco di riflessi senza scampo. 

Come si fa a passare oltre preservando la memoria, ma senza diventarne schiavi? Roma, che tutto custodisce e a niente pare far caso, è una maestra in quest'arte, e suggerirà a Claudio lo stratagemma – l'ultima illusione, forse – per liberare sé stesso e coloro che ama. Vite mie è una impetuosa esplorazione esistenziale spinta avanti da domande brucianti: cosa vuol dire amare a un certo punto della vita, e quando la vita ha già colpito duro? Come si fa a non dare per scontati i nostri legami e renderli invece speciali, unici e duraturi? 

Yari Selvetella (1976) è un giornalista e scrittore romano. Collabora con vari programmi della Rai. È un esperto di storia della criminalità romana, un tema su cui lavora da molti anni attraverso articoli e libri, tra cui il bestseller Roma criminale (scritto con Cristiano Armati, Newton Compton 2005). Tra gli altri suoi libri ricordiamo Banditi, criminali e fuorilegge di Roma. Storie di assassini, rapinatori e ribelli nella città eterna (Newton Compton 2010), Roma. L'impero del crimine. I padroni e i misfatti della capitale (Newton Compton 2011), La maschera dei gladiatori (Carta Canta 2014), La banda Tevere (Mondadori 2015), Rino Gaetano. Il figlio unico della canzone italiana (Bizzarro Books 2017), Le stanze dell'addio (Bompiani 2018).

fonte: www.lafeltrinelli.it

Libri: "God Save the Queer. Catechismo femminista" di Michela Murgia

Si può essere persone femministe e cattoliche nello stesso tempo? Michela Murgia, cattolica, pensa di sí. E questo audace pamphlet, colto e popolare, sfida il senso comune, e con lucidità e ironia ci spiega perché.

«Vorrei capire, da femminista, se la fede cristiana sia davvero in contraddizione con il nostro desiderio di un mondo inclusivo e non patriarcale, o se invece non si possa mostrare addirittura un'alleata. Da cristiana confido nel fatto che anche la fede abbia bisogno della prospettiva femminista e queer, perché la rivelazione non sarà compiuta fino a quando a ogni singola persona non sarà offerta la possibilità di sentirsi addosso lo sguardo generativo di Dio mentre dichiara che quello che vede "è cosa buona"».


Come fai a tenere insieme la tua fede cattolica e il tuo femminismo? È una domanda che Michela Murgia si sente rivolgere di continuo. È la stessa che si pongono le persone credenti LGBTIAQ+ e che si pone chiunque debba fare compromessi tra la propria coscienza e i precetti dottrinari, per esempio in merito ad aborto, eutanasia, fecondazione assistita. Per rispondere è necessario capire quali aspetti della vita e della fede siano davvero in contraddizione, e soprattutto se certi insegnamenti non siano semplicemente un’eredità storica da ridiscutere ogni giorno alla luce del Vangelo e della propria intelligenza. D’altronde, lo stesso Dio dei cristiani è contraddittorio: è divino ma anche umano, è uno ma anche trino, è onnipotente ma è morto in croce. Partendo dalla rilettura del Credo e attingendo alla propria esperienza personale – la sé bambina piena di dubbi, ma anche la nonna, la madre, la zia, le donne con le quali ha incontrato la fede – Michela Murgia fornisce gli strumenti per affrontare alcune di queste antinomie, e mostra come la pratica della soglia, che rigetta l’appartenenza a un unico recinto, cioè la queerness, sia una pratica cristologica. Accettarla come tale significa riconoscere che «il confine non ci circonda, ma ci attraversa, e che quel che avvertiamo come contraddizione è in realtà uno spazio fecondo di cui non abbiamo ancora compreso il potenziale vitale».

Michela Murgia scrittrice, intellettuale e conduttrice radiofonica (Radio Capital) sarda. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn Il mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti

Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell'isola che non si vede, nel 2009 il romanzo Accabadora con cui ha vinto l'edizione 2010 del Premio Campiello, nel 2011 Ave Mary (ripubblicato nei Super ET nel 2012), nel 2012 Presente (con Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta) e nel 2012 il racconto L'incontro. È fra gli autori dell'antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Francesco Abate, Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu e Paola Soriga), i cui proventi sono sati destinati alla comunità di Bitti, un paese gravemente danneggiato dall'alluvione.  
 
Nel 2018 il suo L'inferno è una buona memoria. Visioni da Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley ha inaugurato la collana PassaParola di Marsilio. Nel 2019 per Mondadori pubblica Morgana insieme a Chiara Tagliaferri a cui segue Morgana. L'uomo ricco sono io. Per Einaudi è uscito nel 2021 Stai zitta e nel 2022 God Save the Queer. Catechismo femminista.
 
"Sono nata in Sardegna, e per quanti indirizzi abbia cambiato in questi anni, dentro non ho mai smesso di abitarla, sognandola indipendente in ogni accezione del termine. Mi sono diplomata in una scuola tecnica e dopo ho fatto studi teologici, ma questo non ha fatto di me una teologa, almeno non più di quanto studiare filosofia faccia diventare la gente filosofa. Non mi piace essere definita giovane, a 37 anni essere considerati adulti dovrebbe essere un diritto. Non fumo, non porto gioielli preziosi, detesto i graziosi cadaveri dei fiori recisi, i giornalisti che mi chiedono quanto c'è di autobiografico e gli aspiranti pubblicatori che mi mandano da valutare romanzi che non leggerò mai, perché preferisco di gran lunga i saggi. Sono vegetariana, ma so riconoscere le occasioni in cui si può fare uno strappo. Per etica politica mi definisco di sinistra, e nel mio ordine interiore quella parola ha ancora senso. Sono sposata, e questo mi ha resa una persona più trattabile, anche se mi rendo conto che a leggere questa biografia non si direbbe. C'è tempo."
dal sito ufficiale della scrittrice
 

Cultura: È morta la scrittrice Michela Murgia

51 anni, a maggio aveva rivelato la malattia. Firmò Accabadora 

È morta all'età di 51 anni la scrittrice Michela Murgia.

A maggio aveva rivelato, in un'intervista al Corriere della Sera, di soffrire di un cancro ai reni al quarto stadio.

A confermarlo all'ANSA sono i suoi amici più vicini. Dopo aver reso pubblica la sua malattia la scrittrice, drammaturga, opinionista, ha raccontato sui social i momenti privati, celebrando la sua famiglia queer ma anche continuando le sue battaglie da attivista per i diritti. 

Nata a Cabras nel 1972, Michela Murgia ha esordito con Il mondo deve sapere (2006), romanzo tragicomico sul mondo dei call center, che ha ispirato l'opera teatrale omonima e il film Tutta la vita davanti (2008). Molto legata alla sua terra, nel 2008 ha firmato Viaggio in Sardegna. Due anni dopo è uscito Accabadora, premio Super Mondello e premio Campiello, mentre è del 2011 Ave Mary, riflessione sul ruolo della donna nel contesto cattolico. 

Tra le sue opere successive Presente, L'incontro. l saggio breve sul femminicidio L'ho uccisa perché l'amavo. Falso!; e ancora Futuro interiore, L'inferno è una buona memoria, il saggio Istruzioni per diventare fascisti, Noi siamo tempesta. 

Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo. Stai zitta, God save the queer. Catechismo femminista e infine l'ultimo Tre ciotole, entrato subito in testa alle classifiche di vendita. Lo scorso 11 giugno Murgia aveva annunciato il ritiro dall'attività pubblica. A metà luglio aveva sposato l'attore e regista Lorenzo Terenzi.  

fonte: di Redazione ANSA www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

Venezia: CASANOVA OPERA POP - IL FILM, in anteprima all’80esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Il lungometraggio, tratto dal musical di Red Canzian, approda al Lido di Venezia sabato 2 settembre in Sala Volpi, nell’ambito delle proiezioni del Venice Production Bridge con il supporto della Regione del Veneto.

Milano, 10 agosto 2023 – Il Casanova di Red Canzian ritorna a Venezia, ma questa volta si tratta del film, tratto dal suo kolossal di teatro musicale Casanova Opera Pop, e il contesto è quello prestigiosissimo dell’80. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. 

Appuntamento il 2 settembre in Sala Volpi al Palazzo del Casinò, nell’ambito delle proiezioni del Venice Production Bridge.

Partito in anteprima assoluta proprio da Venezia nel gennaio 2022, lo spettacolo di teatro musicale ideato, composto e prodotto da Red Canzian è divenuto rapidamente il più grande successo italiano nella stagione 2022/2023, con oltre 100.000 spettatori in 88 repliche nei principali teatri del Paese, in un crescendo che lo ha portato a una lunghissima serie di “tutto esaurito” fino alla chiusura della sua prima stagione il 12 marzo scorso.

“Realizzare il film – dice Red Canzian – a un certo punto è diventata un’esigenza. Gli spettacoli in teatro tutti sold out e l’impossibilità di accontentare non solo gli spettatori, ma i teatri stessi che ci chiedevano di estendere la programmazione per l’enorme richiesta, insieme alla consapevolezza di avere realizzato qualcosa di ‘grande’, un progetto importante, indiscutibilmente di qualità, al 100% italiano, su un personaggio – Casanova – e una città – Venezia – conosciuti e ammirati in tutto il mondo: tutto questo mi ha convinto ad affrontare un’ulteriore impresa, quella di realizzare un lungometraggio capace di restituire il sapore dello spettacolo dal vivo per chi non è riuscito ancora a vederlo, ma anche di dare una nuova prospettiva a chi lo ha vissuto in teatro, perché il cinema è il luogo migliore per esaltare il dettaglio e apprezzare tutto quello che con grande amore, dedizione, impegno e cura abbiamo scelto di portare in scena, a partire dal cast straordinario fino ai costumi - cinematografici - realizzati dall’Atelier Stefano Nicolao”.

Ripreso durante le repliche al Teatro Rossetti di Trieste e a Padova in febbraio e marzo 2023, con la produzione esecutiva di Eventi Digitali e la regia di Riccardo Guernieri, CASANOVA OPERA POP – IL FILM è realizzato con tecnica cinematografica e audio surround 5.1 a sei canali, per restituire l’effetto immersivo del live.

Prodotto da Red Canzian e Beatrix Niederwieser per Blu Notte, in collaborazione con Stefano Scaroni e con il sostegno della Regione del Veneto, CASANOVA OPERA POP - IL FILM sarà al Lido di Venezia in anteprima assoluta.

fonte: Ufficio Stampa: pantarei 3.0 - Elena Pantera

mercoledì 9 agosto 2023

Libri: "Un luogo sicuro" di Marcello Cesena

Questa è la storia di due donne. Geneviève, regista cinematografica di grande successo, dal carattere duro e impulsivo. E Azadeh, giovane profuga fuggita dagli orrori di un Paese in guerra. 

Le strade che hanno percorso non potrebbero essere più distanti. Eppure il filo rosso del destino le unisce nel più inaspettato dei modi: durante un funerale, in una cittadina lontana da Parigi. 

Geneviève, cacciatrice di storie, scorge Azadeh e rimane ipnotizzata dalla bellezza e dal pianto della giovane, accompagnata da un bambino. Perciò la cerca, nuovamente la incontra e decide di fermarla per conoscerla e scoprire cosa si cela dietro la disperazione che ha negli occhi. 

Tra le due nasce un rapporto sorprendente, fatto di solidarietà e di calcolo, in un delicato equilibrio che si alimenta di ricordi terribili. E sarà proprio la storia di Azadeh, tormentata e straziante, lontana eppure vicina, raccontata in un luogo sicuro, a legare per sempre le loro vite. Parigi e la Francia strette nella morsa del terrorismo fanno da sfondo a un romanzo dal ritmo incalzante, ricco di azione e suspence.

MARCELLO CESENA è un comico televisivo e regista cinematografico. Ha diretto i film Mari del sud con Diego Abatantuono e Victoria Abril e Il cosmo sul comò col trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. Ha partecipato ai programmi della Gialappa's Band per cui ha ideato la serie-cult Sensualità a Corte, in cui interpreta il protagonista Jean Claude. Un luogo sicuro è il suo primo romanzo.

Instagram: marcellocesena

Facebook: Marcello Cesena 

fonte: www.amazon.it

Serie TV: Heartstopper, il backstage della seconda stagione.

Kit Connor ha parlato delle riprese nella capitale francese: “Abbiamo una sola settimana, il ritmo è serrato, ma è una delle città più belle del mondo”

La seconda stagione di Heartstopper vede i protagonisti nella capitale francese. Netflix Italia ha pubblicato un video del backstage a Parigi tra pause sul set e momenti divertenti.

heartstopper 2, il backstage

Kit Connor e Joe Locke sono tornati nei panni di Nick Nelson e Charlie Spring nei nuovi episodi della produzione targata Netflix. Giovedì 3 agosto la piattaforma di streaming (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick) ha distribuito i nuovi otto episodi.

Heartstopper, il backstage della seconda stagione >> VIDEO 

Heartstopper - Stagione 2 | Dietro le quinte a Parigi | Netflix >> QUI

Il canale YouTube di Netflix Italia ha ora condiviso un filmato direttamente dal set della serie TV (FOTO), tratta dalla graphic novel di Alice Oseman, mostrando i giovani protagonisti tra un ciak e l’altro. 

Il filmato vede Kit Connor raccontare l’esperienza parigina: “Girare a Parigi è stato pazzesco, finora. Abbiamo una sola settimana, il ritmo è serrato, ma è una delle città più belle del mondo. Ci sono posti peggiori dove girare”.

L’attore ha aggiunto: “Stavamo girando al Sacro Cuore e abbiamo visto l’alba. Una delle cose più belle che abbia mai visto”.

Questi i titoli degli otto episodi e le relative sinossi:

  • Episodio 1 - Coming out: “Man mano che la sua relazione con Charlie matura, Nick pensa di fare coming out con Imogen, ma è molto più difficile di quanto si aspettasse. Elle cerca di flirtare con Tao”
  • Episodio 2 - Famiglia: “I voti di Charlie peggiorano e i genitori inaspriscono le regole. Tao è geloso quando Elle fa nuove amicizie. Il fratello maggiore di Nick invade la sua privacy”
  • Episodio 3 - Promessa: “Nick cerca di fare coming out con alcuni compagni di squadra a un falò dopo gli esami. Tao pianifica l'appuntamento perfetto. Fra Tara e Darcy le cose si complicano”
  • Episodio 4 - Sfida: “Durante una gita scolastica a Parigi, Nick e Charlie cercano di tenere nascosta la loro relazione. Elle e Tao si ritrovano in un museo. Imogen affronta Ben”
  • Episodio 5 - Calore: “Iniziano a circolare voci quando Charlie si sveglia con qualcosa sul collo. Una gita di gruppo nei luoghi più famosi della città rivela alcuni importanti segreti”
  • Episodio 6 - Obbligo / Verità: “Durante il loro ultimo giorno a Parigi, Nick presenta Charlie al padre. Elle e Tao ufficializzano il loro rapporto. La verità viene a galla a una festa piena di sorprese”
  • Episodio 7 - Scusa: “Elle riceve grandi notizie da Tao, Ben insiste con Charlie per essere perdonato e Isaac si confida con James. Nick invita Charlie a una cena di famiglia dall'atmosfera tesa”
  • Episodio 8 - Perfetto: “Il gruppo si riunisce per un memorabile ballo di fine anno con un tema appropriato: 'L'estate dell'amore', ma non è perfetto se manca qualcuno di importante”

fonte: di Matteo Rossini https://tg24.sky.it

domenica 6 agosto 2023

Cultura: Picasso, Dalì, Chagall, Mirò: a Palazzo Blu in mostra i capolavori del Philadelphia Museum of Art

Dal 28 settembre 2023 al 7 aprile 2024 a Pisa una straordinaria raccolta di dipinti e sculture dei protagonisti dell’arte europea dei primi decenni del ‘900

Dal 28 settembre 2023 al 7 aprile 2024 Palazzo Blu a Pisa ospiterà una straordinaria raccolta di dipinti e sculture provenienti dal Philadelphia Museum of Art, centro museale ed espositivo tra i più importanti e riconosciuti a livello internazionale .

La mostra, a cura di Matthew Affron, con la consulenza scientifica per la presentazione pisana dello storico dell’arte Stefano Zuffi, sarà un’occasione unica per ammirare alcuni dei più importanti protagonisti dell’arte europea dei primi decenni del ‘900.

Sono infatti in arrivo nelle sale di Palazzo Blu opere di Chagall, Dalì, Duchamp, Kandinsky, Mirò e Picasso. A cui si aggiungono anche opere di Matisse, Mondrian, Klee, Ernst e Gris, artisti che non sono mai stati esposti nel palazzo d’arte che si affaccia sul Lungarno.

Sarà un’occasione unica per ripercorrere alcuni dei momenti salienti del “secolo breve”, in dialogo con la sensibilità verso la storia internazionale.

Il Philadelphia Museum of Art è un riferimento nazionale e internazionale per l’arte, che vanta collezioni di fama mondiale e mostre riconosciute a livello internazionale dove le opere delle Avanguardie europee hanno una presenza particolarmente densa e significativa. Il merito è dei collezionisti, sotto la cui direzione il museo ha continuato a crescere per tutto il XX secolo, soprattutto durante i 30 anni di direzione di Fiske Kimball. 

Ad aprire, in modo molto significativo, il percorso espositivo a Palazzo Blu, sarà un Autoritratto di Picasso venticinquenne. Il giovane pittore imbraccia la tavolozza e, letteralmente, si rimbocca le maniche: è il primo, consapevole passo per diventare il grande protagonista della vicenda artistica di un intero secolo.

Poi il percorso mostra proseguirà come una intensa “linea del tempo” in cui le opere saranno accompagnate da installazioni visive, sonore e multimediali, per collocarle nella sequenza degli eventi storici e culturali dalla fine della “Belle Époque” fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

La mostra proporrà una parte finale tutta in crescendo, con un’opera di fortissima suggestione e di alto valore simbolico: la Crocifissione dipinta da Chagall nel 1940.

L’apertura della mostra, prodotta e organizzata da Fondazione Palazzo Blu e MondoMostre, con il contributo di Fondazione Pisa, coincide anche con la conclusione di un intervento di riqualificazione e rinnovamento degli spazi a Palazzo Blu, intervento che ha riguardato l’illuminazione e gli impianti dello storico edificio affacciato sull’Arno.

fonte: di

Arte: In autunno la prima grande mostra di Monet a Madrid

Oltre cinquanta fra i capolavori più cari al maestro impressionista, provenienti direttamente dal Musée Marmottan Monet di Parigi, sbarcheranno per la prima volta nella capitale spagnola. L'occasione è una mostra senza precedenti, che ripercorre l'intera produzione del grande artista francese da un punto di vista intimo.

Il padre dell'Impressionismo e genio della pittura en plein air arriva per la prima volta a Madrid per uno dei più attesi eventi culturali dell'autunno 2023 in Spagna. Dal prossimo 21 settembre, la mostra Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet di Parigi, allestita al CentroCentro madrileno, raccoglierà oltre cinquanta capolavori di Claude Monet provenienti direttamente dal Musée Marmottan Monet. Si tratta dell'istituzione museale che detiene il nucleo più importante e numeroso delle opere del maestro francese, frutto della donazione del figlio Michel nel 1966. 

OLTRE 50 OPERE DI MONET NELLA CAPITALE SPAGNOLA

Visitabile fino al 25 febbraio 2024 e curata da Sylvie Carlier, con Marianne Mathieu e Aurélie Gavoille, la mostra sta per arrivare a Madrid dopo le tappe Genova e a Milano. L'esposizione ripercorrerà l'intera parabola dell'influente autore impressionista da un particolare punto di osservazione: saranno infatti le opere a lui più care a illustrare il suo linguaggio e la sua ricerca. I dipinti esposti, in prestito dal museo parigino sono quelle che, per tutta la vita, Monet ha conservato gelosamente nella sua casa di Giverny, quelle da cui non ha mai voluto separarsi, a cui era dunque particolarmente affezionato. 

LA PRIMA GRANDE MOSTRA DI MONET A MADRID

Per l'occasione, al CentroCentro sbarcheranno capolavori come Ritratto di Michel Monet con cappello a pompon del 1880, Il treno nella neve. La locomotiva del 1875 e Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi, senza dimenticare i dipinti di grande formato, tra cui spiccano le indimenticabili Ninfee, realizzate tra il 1917 e il 1920, e Glicini (1919-1920). Oltre a essere la prima grande mostra spagnola dedicata all'artista, Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet di Parigi promette di approfondire una delle più rilevanti personalità della storia dell'arte di tutti i tempi, proponendo alcuni dei contributi più iconici e significativi della sua carriera.

[Immagine in apertura: Madrid. Foto di Jorge Fernández Salas su Unsplash]

fonte: https://arte.sky.it

Il Principe arriva su Netflix: “qualcuno vuole uno champagnino?”

Vittorio Emanuele di Savoia - Netflix
 Recensione di  

 La nuova docuserie su Vittorio Emanuele di Savoia è un racconto corale su una vicenda complessa e controversa, dal punto di vista umano e giudiziario. E merita di essere vista. 

 Le docuserie di Netflix come Il Principe, disponibile da oggi sulla piattaforma, sono in genere molto seguite per almeno due ragioni: approfondiscono personaggi e vicende controversi e sanno raccontarli alle nuove generazioni che non li conoscono ancora. 

È stato così per Vincenzo Muccioli, al centro di SanPa, per Wanna Marchi protagonista di Wanna e adesso per Vittorio Emanuele di Savoia nella nuova docuserie diretta da Beatrice Borromeo Casiraghi. Come in Wanna anche qui c’è il diretto interessato a parlare in prima persona, insieme a membri della famiglia Savoia (da Marina di Savoia a Emanuele Filiberto) e ai testimoni della tragedia accaduta la notte del 18 agosto del 1978 all’Isola di Cavallo, in cui perse la vita Dirk Hamer. Ne Il Principe la narrazione, volutamente e doverosamente corale, risulta interessante sin dal primo episodio, segue un ritmo incalzante e persegue il chiaro intento di far luce sulla vicenda sospendendo ogni giudizio e lasciando piuttosto ai protagonisti la possibilità di raccontare la vicenda per come l’hanno vissuta, nel bene e nel male.

Vittorio Emanuele di Savoia - Netflix
 Al centro della serie c’è un delitto che potrebbe ispirare un gangster movie da grande cinema, con al centro l’ultimo erede al trono d’Italia, un principe allora in esilio accusato di omicidio. Attorno a lui, in una gravitazione accusatoria perenne, una serie di testimoni che denunciano sparizioni misteriose di prove cruciali, tentativi di far passare l’omicidio come “un incidente insignificante”, il trasferimento di un giudice a Tahiti e una serie di altre anomalie piuttosto clamorose che culminano in un’assoluzione alla Corte di Assise di Parigi, malgrado l’instancabile lavoro di denuncia e protesta della sorella della vittima. Ex top model, Birgit Hamer diventa una sorta di eroina decisa a lottare affinché suo fratello ottenga giustizia. Una vicenda così complessa, dal punto di vista giudiziario e umano, meritava un racconto altrettanto multistratificato, accurato e interessante come questa serie, decisamente da vedere.

La famiglia Hamer - Netflix
Perché pur trattando una vicenda del 1978, la visione resta attuale per una serie di motivi, dagli infiniti stratagemmi e privilegi di una classe sociale ormai sulla carta inesistente, quella monarchica (siamo orgogliosamente repubblicani), fino al senso di impunità che ogni delitto senza castigo trascina con sé. Ognuno si farà una sua idea in merito alla vicenda e al protagonista, coinvolto in altri casi molto controversi. Resta che dopo l’arcinota confessione involontaria intercettata in cella, che lui ancora oggi nega, così potente che avrebbe potuto decostruire ogni linea difensiva (ma così non è andata), sentirlo affermare di non avere rimorsi fa male. “Anche se avevo torto... devo dire che li ho fregati. È davvero eccezionale: venti testimoni, e si sono affacciate tante di quelle personalità importanti. Ero sicuro di vincere“. Fa male, come fa male quel suo “Chi vuole uno champagnino?” nel finale, che in un attimo rievoca l’odore stantio di abuso di potere e arroccamento sui propri privilegi che una certa classe sociale ha a lungo portato con sé. Ieri la chiamavamo monarchia, oggi potrebbe avere altri nomi. 

fonte: Recensione di   www.wired.it

Libri: "A pugni chiusi. Psicoanalisi del mondo contemporaneo" di Massimo Recalcati

Un’orazione civile, un racconto lucido della vita collettiva degli ultimi vent’anni, un intenso ritratto dei problemi del mondo contemporaneo riletti alla luce della psicoanalisi.

«Quale mondo stiamo consegnando in eredità alle nuove generazioni?»


In questo libro Massimo Recalcati si rivela commentatore lucido e originale della nostra vita collettiva degli ultimi vent’anni: le trasformazioni della famiglia, il disagio della giovinezza, il declino irreversibile dell’autorità paterna, il ricorso diffuso alla violenza, lo scientismo come nuova forma di religione, il culto ipermoderno del corpo in salute e del benessere, la medicalizzazione della vita, lo schermo narcisistico dei social, l’isolamento e la spinta melanconica alla morte in un mondo dominato dal consumo e dalla celebrazione dell’immagine, la crisi economica e la precarietà del lavoro, il trauma della pandemia e la sua incidenza sulle nostre esistenze, l’orrore della guerra e della repressione patriarcale degli ayatollah contro le donne sono solo alcuni dei temi affrontati, insieme a quelli più direttamente politici che riguardano i ritratti psicoanalitici dei maggiori protagonisti della politica nazionale e internazionale dell’ultimo ventennio come Berlusconi, Grillo, Renzi, Salvini, Mattarella, Draghi, Trump e Putin. In queste pagine Recalcati offre al lettore un appassionato ritratto antropologico del nostro Paese e dei problemi del mondo contemporaneo. 

Massimo Recalcati è uno psicoanalista lacaniano e autore.
Si è formato alla psicoanalisi a Parigi con Jacques-Alain Miller. Tra i più noti psicoanalisti in Italia, è membro analista dell’Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi e direttore dell’IRPA (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata).
È stato direttore scientifico nazionale dell'ABA (Associazione per lo studio e la ricerca dell'anoressia e della bulimia) dal 1994 al 2002. 

Ha insegnato nelle Università di Milano, Padova, Urbino e Losanna.
Oggi insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università degli Studi di Pavia e Psicoanalisi e scienze umane presso il Dipartimento di Scienze Umane dell'Università degli Studi di Verona.

Nel 2003 ha fondato Jonas: Centro di ricerca psicoanalitica per i nuovi sintomi e nel 2007 ha ideato Palea: Seminario permanente di psicoanalisi e scienze sociali. Nel 2017 ha vinto il Premio Ernest Hemingway, Testimone del nostro tempo, con la seguente motivazione: «... per aver raccontato nelle sue opere, con profondità e intelligenza, le mutazioni avvenute nella nostra società, indicando temi e bisogni che, per l’acume analitico, diventano paradigmatici del nostro tempo».
Dirige la collana Eredi per l'editore Feltrinelli e la collana Studi di Psicanalisi per le edizioni Mimesis, insieme a Franco Lolli. Ha tenuto conferenze e seminari in diverse città d'Italia e d'Europa (Dublino, Ginevra, Valencia, Madrid, Parigi, Siviglia, Losanna, Granada). 

Da anni affianca alla pratica clinica la scrittura: oltre a collaborare regolarmente con «il manifesto» e «la Repubblica», ha pubblicato numerosi saggi

fonte: www.ibs.it

News media: nuove regole per gli influencer sulla pubblicità, arriva la stretta di Agcom

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato all'unanimità una consultazione pubblica: "I creatori di contenuti digitali diffusi sui social rispettino le norme sull'audiovisivo come le tv e l'on demand"

Trasparenza e riconoscibilità dei messaggi pubblicitari, tutela dei minori, divieto di messaggi discriminatori e di hate speech. Sono alcune delle regole del Testo unico dei servizi di media audiovisivi alle quali dovranno presto attenersi anche gli “influencer”.

Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato all'unanimità una consultazione pubblica della durata di 60 giorni sulle misure per garantire il rispetto, da parte dei creatori di contenuti digitali, delle disposizioni del Testo unico sui servizi di media audiovisivi, proprio perché questi soggetti - non solo influencer, ma anche streamer, creator, vlogger - “svolgono un'attività analoga o comunque assimilabile a quella dei fornitori di servizi di media audiovisivi” e quindi sono chiamati al rispetto delle stesse regole.

L'impatto sugli utenti e sulla società che hanno i “nuovi media” è lo stesso di quelli “regolamentati”, per questo l'Authority chiede “maggiore trasparenza e consapevolezza nei confronti degli stakeholder e del pubblico”.

Il primo passo della consultazione sarà definire i parametri - ricavi, contatti, engagement, quantità di contenuti messi a disposizione degli utenti - che identifichino gli influencer in grado di raggiungere il grande pubblico, e quindi paragonabili alle tv o ai servizi on demand (come i canali YouTube), chiamati perciò al rispetto delle norme del Testo Unico. 

Tra gli obblighi previsti dalla legge, per esempio, l'iscrizione al Roc (il Registro operatori della comunicazione), la disciplina in materie di opere europee e indipendenti, la Scia (la segnalazione certificata di inizio attività).   

Restano fuori, invece, i "soggetti che operano in maniera meno continuativa e strutturata, ai quali, di contro, non appare giustificata l'applicazione nella sua interezza del regime giuridico previsto per i servizi di media audiovisivi a richiesta", spiega l'Autorità.

Cambia poco invece per le piattaforme di condivisione video: a loro già si applicano “le disposizioni di cui agli articoli 41 e 42 del Testo unico e i regolamenti attuativi adottati dall'Autorità”.

Alla fine della consultazione, l'Agcom varerà delle Linee guida, strumento più flessibile rispetto al Regolamento e che meglio si adatta alla realtà del settore: sarà così individuato un quadro chiaro e trasparente delle regole applicabili a un mondo in crescita esponenziale, ma senza "prevedere oneri burocratici non necessari".

Quanti sono gli “influencer” italiani?

In base a stime recenti, gli influencer in Italia sono 350mila. 

Secondo la società DeRev, nel 2022 il giro d'affari sui social è stato di 308 milioni e quest'anno salirà a 348 milioni (+13%), ma la situazione varia a seconda della piattaforma. 

Se su Facebook si registra una progressiva scomparsa dei creator, su Instagram la crescita maggiore dei compensi (+14,4%) è per chi ha fino a 300 mila follower e molto meno per i mega influencer (+1,8%) con una community superiore al milione. 

Su TikTok crescono molto (+10,5%) i compensi di chi ha tra 300 mila e un milione di follower e calano quelli dei più piccoli. I compensi per un contributo da parte delle celebrities con milioni di follower possono arrivare anche a 80 mila euro, mentre i micro influencer con un seguito di diecimila persone possono ottenerne dai 50 ai 1.500. A pagare di più Youtube, di meno Facebook. 

Nuove norme in Francia

L'impatto sempre più ampio che gli influencer hanno su utenti e consumatori ha spinto diversi Paesi europei ad avviare iniziative regolamentari.

In Francia la nuova legge approvata a giugno vieta la promozione di determinate pratiche, come la chirurgia estetica o la desistenza terapeutica. Stretta anche per la promozione di certi dispositivi medici, di prodotti contenenti nicotina, delle scommesse sportive e dei giochi d’azzardo: potranno essere pubblicizzati soltanto da piattaforme che vietano l’accesso ai minori.

fonte: www.rainews.it