sabato 6 agosto 2022

Su Sky arriva la regina del pop! Scopriamo la docu-serie di Janet Jackson. Uno sguardo intimo e senza filtri nella storia non raccontata

Janet Jackson apre il suo cuore e lo scrigno della sua memoria allo spettatore, raccontandosi senza filtri nella docu-serie in arrivo su Sky Documentaries. Scopriamo insieme tutti i dettagli di questa nuova proposta presente sulla piattaforma da giovedì 7 luglio alle 21.15 e in streaming su NOW.

Janet Jackson su Sky Documentaries

La docu-serie dedicata a Janet Jackson è stata girata nell’arco di tre anni e al suo interno sono presenti molti filmati d’archivio, home video mai visti e interviste piene di star.

Grazie a questa produzione, tutti i fan potranno scoprire l’intera vita dell’artista, dall’ingresso infantile nel mondo dello spettacolo, al rapporto travagliato con il padre e con il fratello Michael, fino allo scandalo del Nipplegate e alla lotta per la difesa della propria reputazione. 

La produzione

La docu-serie è prodotta dalla stessa Janet Jackson con il fratello Randy e realizzata dalla Workerbee Documentary Films con la regia di Benjamin Hirsch.

Le sinossi degli episodi

Di seguito condividiamo con voi le sinossi ufficiali degli episodi in uscita!

Il primo episodio

Quando i suoi cinque fratelli firmano per la Motown Records e tutta la famiglia si trasferisce dalla povera Gary, nell’Indiana, alla scintillante Los Angeles, il destino di Janet è già segnato. La giovane non insegue il sogno americano, vorrebbe piuttosto diventare avvocato, ma fin da piccola è costretta dal padre a lavorare nello spettacolo di famiglia. Per liberarsi dall’oppressione dell’uomo che l’ha cresciuta, Janet si rifugia tra le braccia di un altro uomo, il cantante James DeBarge, ma il loro matrimonio va presto a rotoli. Janet capisce che deve contare solo su se stessa.

Il secondo episodio

All’età di 20 anni, dopo due album infruttuosi e un matrimonio fallito, Janet prende in mano la sua vita: licenzia suo padre e scrive il suo primo grande disco, Control. L’album non ha però il successo di Thriller, che trasforma suo fratello maggiore in una superstar globale. Da quel momento il rapporto con Michael si incrina e Janet ne parla nel suo secondo disco, Rhythm Nation 1814, che finalmente la lancia come artista internazionale.

Il terzo episodio

All’inizio degli anni ’90, tutti vogliono un pezzo di Janet: firma con sponsor multimilionari, recita nei film, diventa un’icona del sesso. Ma quando il suo cognome viene macchiato dalle accuse di pedofilia rivolte al fratello, anche la carriera di Janet è messa alla prova. Come se non bastasse, nel 2004 arriva l’esibizione al Superbowl e il famigerato scandalo del Nipplegate, che affonda la musica di Janet nella lista nera di diverse emittenti. Il tutto mentre Justin Timberlake, artista uomo, esce illeso dall’incidente. Nonostante tutto, Janet è determinata a riabilitare la sua immagine. Ma arriva l’ennesima prova: l’improvvisa morte di Michael.

Il questo episodio

Oggi Janet è una donna matura, finalmente in pace con se stessa. Si esibisce sul palco dei Billboard Awards in piena forma, senza più nulla da perdere. Nonostante le ferite inferte dalle relazioni passate, cerca di nuovo l’amore. Una cosa è certa: ha fatto la storia del pop.

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fonte: di Andrea Aurora  https://orgoglionerd.it

Uncoupled: recensione della serie Netflix , Neil Patrick è fenomenale

La serie Netflix che vede protagonista Neil Patrick Harris è Uncoupled, una serie tragicomica basata sulla vita di Michael, un brillante agente immobiliare che si trova all’improvviso single suo malgrado. In occasione della festa a sorpresa per il cinquantesimo compleanno del suo compagno Colin, si trova di fronte alla sua irreversibile decisione di porre fine alla loro relazione di 17 anni. 

Michael inizia a dover trovare un nuovo equilibrio, circondandosi di variopinti amici, colleghi e clienti, tutti personaggi che in qualche modo riescono a far capire a Michael come poter continuare nella sua quotidianità newyorkese. Tra lavoro, amicizie e incontri fugaci, la vita di Michael procede a sobbalzi ma inesorabile, senza mai rinunciare alla sua natura sensibile e romantica. Gli sceneggiatori e ideatori della serie sono Darren Star (già dietro la realizzazione di Sex and the City e Emily in Paris) e Jeffrey Richman (reduce dal successo di Modern Family), che hanno trasposto in questa versione di New York le loro esperienze di narrazione urbana precedenti, modellando la città sulla vita ormai rivoluzionata di Michael.

Neil Patrick come non lo avete mai visto in Uncoupled

Uncoupled rende probabilmente giustizia a un’immagine di Neil Patrick Harris molto diversa da quella che abbiamo imparato a conoscere. Se infatti le sue partecipazioni più significative per il grande pubblico sono How I met your mother e Una serie di sfortunati eventi, nel suo privato Harris ci ha da sempre mostrato un lato di sé profondamente differente sia da Barney Stinson che dal Conte Olaf, che trova almeno in parte riscontro nel personaggio di Michael, decisamente più tenero (persino insostenibilmente ingenuo) e sensibile rispetto alle macchiette che lo hanno reso tanto celebre. In ogni caso, la sua bravura da un punto di vista interpretativo resta comunque indubbia e anche in questo caso Harris si diverte e intrattiene con un approccio teatrale e mai scontato. Gli otto episodi che compongono la prima stagione di Uncoupled possono quindi contare sul valore aggiunto dato dalla capacità di Neil Patrick Harris di dare vita a un personaggio particolare senza farlo scadere in una parodia di se stesso. Oltre a Harris, anche gli altri personaggi si avvalgono di ottimi interpreti per la loro resa scenica, a partire da Tisha Campbell nei panni dell’amica e collega Suzanne fino a Marcia Gay Harden che presta il volto a Claire, una cliente abbiente appena abbandonata dal ricchissimo marito.

Uncoupled non si dimentica di presentare anche il mondo reale nella vita di Michael, mostrando spesso quanto l’ingerenza di vari mezzi influenza la quotidianità di ognuno. 

Dalle chat a Instagram, da Grindr agli sms, la serie mostra varie modalità di comunicazione e di quanto ci si affidi a questi mezzi per comunicare decisioni e sentimenti; a questo proposito basti pensare a come Colin comunica la drastica fine della storia a Michael, affidando 17 anni di relazione a qualche riga di messaggio. Se la rappresentazione della comunità arcobaleno si adagia di tanto in tanto su cliché superficiali, tutta la serie nel suo complesso gioca proprio su questi toni quasi infantili, che diventano anche un tratto particolare della personalità di Michael stesso.

Per il momento non ci sono notizie circa il futuro produttivo della serie e non ci sono comunicati ufficiali circa un’eventuale seconda stagione di Uncoupled, ma visti gli ottimi riscontri da parte del pubblico nei primi giorni di uscita su Netflix, tutto lascerebbe ben sperare circa un probabile rinnovo.

Pollice su
REGIA 3/5
SCENEGGIATURA 4/5
FOTOGRAFIA 3/5
EMOZIONE 3/5
SONORO 3/5
RECITAZIONE 4/5

fonte: Da Teresa Nannucci  www.cinematographe.it

Omaggio a Monica Vitti in piazza Maggiore a Bologna Cineteca la ricorda con tre film dal 6 all'8 agosto

(ANSA) - BOLOGNA La Cineteca di Bologna rende omaggio a una delle più grandi attrici del cinema italiano, scomparsa lo scorso febbraio: tre film con Monica Vitti in piazza Maggiore a Bologna, per il cartellone di 'Sotto le stelle del cinema' (inizio proiezioni ore 21.30).

Si inizia sabato 6 agosto con 'L'eclisse' di Michelangelo Antonioni, per proseguire domenica 7 con 'Dramma della gelosia' di Ettore Scola e lunedì 8 con 'La Tosca' di Luigi Magni.

 "Tra le attrici di maggior talento, Monica è certamente la prima", ha detto Antonioni. E con L'eclisse (1962) si è nel pieno del 'periodo antonioniano' di Monica Vitti: il regista ferrarese la pone al fianco di Alain Delon in "un film - disse la stessa attrice - difficile da capire anche per me. Attraverso le storie di Michelangelo maturavo anche io, in fretta. 

L'eclisse non era solo un film, una storia, era anche una particolare visione della vita, dei rapporti uomo-donna". 

'Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)' porta al 1970, con l'attrice protagonista di un triangolo amoroso con Marcello Mastroianni e Giancarlo Giannini ("Monica - raccontava Scola - è l'unica attrice entrata di diritto a far parte del ristretto gruppo dei colonnelli della commedia italiana, che è un cinema di autori, cioè registi, sceneggiatori e anche attori: Sordi, Gassman, Mastroianni, Tognazzi, Manfredi, e Vitti, non possono considerarsi soltanto degli attori"). 

Chiude il ciclo la commedia musicale che Luigi Magni trasse nel 1973 da Victorien Sardou, quella Tosca che ispirò anche una delle più celebri opere di Giacomo Puccini: questa volta le musiche sono di Armando Trovajoli e gli interpreti sono Monica Vitti nei panni di Tosca, Gigi Proietti in quelli di Cavaradossi e Vittorio Gassman in quelli del crudele Scarpia. (ANSA). 

fonte: www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Libri: "Zero gravity" di Woody Allen

Woody Allen è tornato. Che scriva di attori falliti o mucche assassine, dell’origine del pollo del generale Tso o di quella del nodo Windsor, che descriva la vita sessuale delle celebrità o il talento di un cavallo pittore, ognuno di questi racconti è spiazzante, acuto e, soprattutto, spassoso.

Tra galline annoiate, riunioni del Club degli Esploratori, la vita imprevedibile di Manhattan e il lusso di Hollywood, un libro che prosegue dopo quindici anni la straordinaria vena di narratore puro del regista premio Oscar. Zero Gravity dimostra tutta la serietà dell’irresistibile umorismo di Woody Allen.

“Allen non ha perso un briciolo della sua abilità nel divertirci. In questi tempi, uno dei pochi rimedi affidabili alla cupezza e alla disperazione è l’umorismo. In tutte le sue varianti, da quelle più raffinate a quelle più scurrili, ci ricorda che nella vita non c’è solo l’orrore. Mai come ora, è importante far scendere in pista i clown. Allora, signore e signori, ecco a voi Woody Allen.”Dalla prefazione di Daphne Merkin.Traduzione di Alberto Pezzotta.

Woody Allen

Woody Allen è uno scrittore, regista e attore. È stato stand-up comedian e autore di diversi libri. Vive nell’Upper East Side di Manhattan con Soon-Yi, sua moglie da ventiquattro anni, e le loro due figlie, Manzie e Bechet. È un grande appassionato di jazz e un tifoso di sport. Come ha detto, si rammarica di non aver mai fatto un grande film, ma ci sta ancora provando. Per La nave di Teseo ha pubblicato A proposito di niente (2020).

fonte: www.lanavediteseo.eu

Cinema: 'Diabolik 2' arriva il sequel dei Manetti. A novembre 'Ginko all'attacco!'

Sotto la maschera, al posto di Luca Marinelli, c'è Giacomo Gianniotti. Confermati Miriam Leone e Valerio Mastandrea.

Sarà nelle sale a novembre il secondo capitolo della saga dei Manetti Bros, Diabolik. Sotto la maschera del Re del Terrore non c'è più Luca Marinelli, che è stato Diabolik nel primo capitolo, ma l'attore italiano naturalizzato canadese Giacomo Keaton Gianniotti (già dottor Andrew DeLuca nella serie Grey’s Anatomy).

Confermati Miriam Leone e Valerio Mastandrea che tornano a vestire i panni dell’affascinante Eva Kant e dell’instancabile ispettore Ginko, mentre Monica Bellucci sarà Altea, eterna fidanzata dell’ispettore, nobildonna stravagante e anticonvenzionale, dal carattere forte e dal grande carisma.

Il film uscirà nelle sale il 17 novembre 2022 distribuito da 01 Distribution e avrà un ulteriore seguito con gli stessi protagonisti (le riprese degli episodi 2 e 3 sono state fatte contemporaneamente)

Soggetto scritto dai Manetti bros. e Mario Gomboli, tratto dalla storia originale di Angela e Luciana Giussani, la sceneggiatura a firma dei Manetti bros. e Michelangelo La Neve, Diabolik Ginko all'attacco è una produzione Mompracem con Rai Cinema, prodotto da Carlo Macchitella, Manetti bros., Pier Giorgio Bellocchio in associazione con Astorina e Bleidwin, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e di Friuli Venezia Giulia Film Commission.

fonte: www.repubblica.it  

Libri: "Mio fratello" di Daniel Pennac, tradotto da Yasmina Mélaouah

Urgente, intenso, diretto. Daniel Pennac ci sorprende con un romanzo come non ne aveva mai scritti. Un omaggio a un fratello molto amato e perduto. Un romanzo ispirato che resterà nel cuore dei lettori.


"Non so niente di mio fratello morto, se non che gli ho voluto bene. Sento moltissimo la sua mancanza, e tuttavia non so chi ho perso. Ho perso il piacere della sua compagnia, la gratuità del suo affetto, la serenità dei suoi giudizi, la complicità del suo senso dell'umorismo, ho perso la quiete. Ho perso quel po' di tenerezza che c'era ancora al mondo. Ma chi ho perso?"

Poco tempo dopo la morte del fratello Bernard, Daniel Pennac allestisce una lettura scenica di un celebre racconto di Melville, «Bartleby lo scrivano». 

Per il personaggio di Bartleby, lui e Bernard avevano la medesima predilezione. Alternando qui gli estratti del suo adattamento teatrale di Bartleby e gli aneddoti su Bernard, ricordi affettuosi, divertenti o spietati, battute piene di humour e di lucidità, Daniel Pennac tratteggia il ricordo del fratello scomparso, vero e proprio complice, insostituibile compagno di vita. E al contempo mette in luce una singolare affinità tra i due personaggi. 

Come Bartleby, Bernard era sempre più incline a ritrarsi deliberatamente dalla vita sociale, a un rifiuto categorico di aggravare l'entropia. A questa testimonianza di affetto fraterno, Pennac affianca riflessioni appassionate sul teatro, la recitazione e le maschere sociali. Il tutto costituisce un singolare libro d'amore, insieme profondo, lucido e toccante. 

fonte: www.ibs.it

venerdì 5 agosto 2022

Cinema > Lady Gaga sarà nel nuovo film Joker Folie à Deux: il video

Dopo A Star Is Born e House of Gucci Lady Gaga tornerà al cinema con un altro film. Da mesi circolano rumor sulla presenza della Germanotta nel sequel di Joker, ‘Folie à Deux’ e oggi la popstar americana ha confermato le indiscrezioni con un video pubblicato su Instagram. Non solo una breve clip, Lady Gaga ha anche rivelato la data d’uscita della pellicola, che è il 4 ottobre 2024.

Lady Gaga sarà nel nuovo film di Joker: il video

 
La cantante di Born This Way dovrebbe vestire i panni di Harley Quinn, la ‘partner’ di Joker. Il ruolo era stato precedentemente rivestito da Margot Robbie in ‘Suicide Squad’ e in ‘Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn’. In Joker Folie à Deux Lady Gaga non si limiterà a recitare, perché il sequel di Joker sarà un musical.

I media americani parlavano del possibile arrivo di Gaga in questo sequel già un mese fa: “La cantante è fortemente corteggiata per il ruolo di Harley Quinn. Il regista pensa che lei sia perfetta per recitare nei panni di quel personaggio. Il corteggiamento è andato avanti a lungo e le cose sono andate a buon fine. La trattativa adesso è a buon punto. Sembra infatti che Lady Gaga abbia già detto di essere interessata e si stanno finalizzando gli ultimi accordi. La presenza della popstar è anche giustificata dal fatto che questo film sarà una sorta di musical. Ci saranno molte canzoni e Gaga sembra essere la scelta più giusta per questa nuova Harley. Potrebbe essere l’occasione per lei di tornare agli Oscar ancora una volta. Per adesso il portavoce dell’artista non ha risposto alle nostre domande. Ormai è quasi sicuro che la rivedremo al cinema“.

Pronti a vedere la Mother Monster nei panni di Harley Quinn?

fonte: Anthony Festa  www.biccy.it

Università di Bologna, intervista al Rettore: “Da noi alta istruzione e inclusione sociale”

Robert Evans / Alamy Stock Photo
 L'università più antica del mondo occidentale crede nel diritto allo studio. E grazie ad alcuni fattori, è l'unica in Italia a crescere. Scopriamo perché

 L'Università di Bologna punta su internazionalizzazione, innovazione e ricerca.

 La prima cosa che ha fatto quando è diventato Rettore è stata abbassare le tasse universitarie. La seconda, abolire la didattica online. La terza, incrementare le risorse per le borse di studio. Eletto nel giugno 2021, Giovanni Molari, ingegnere agrario, prepara il terreno per il futuro dell’università di Bologna, fondata nel 1088 e oggi uno dei più grandi atenei pubblici dell’Occidente con i suoi 90mila iscritti. Nel nome del diritto allo studio. 

 «Credo molto nell’articolo 34 della Costituzione. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. Un ateneo come l’Alma Mater deve tenere insieme anime all’apparenza contraddittorie: l’alta qualità didattica e la massima inclusione sociale», afferma. 

Via Zamboni, cuore pulsante della vita universitaria bolognese

E i numeri gli danno ragione: l’università sotto le torri ha visto crescere nell’ultimo anno le iscrizioni del 4%, un dato in netta controtendenza con quello nazionale dove le iscrizioni sono calate del 3%. 

 A Bologna si studia e si studia bene, come attesta il QS World University Rankings, tra le più note classifiche mondiali, che ha visto l’Unibo piazzarsi al 167° posto, seconda in Italia dopo il Politecnico di Milano. Ancor più rilevante è il Times Higher Education Impact Rankings, che valuta l’impatto degli atenei sul tessuto sociale e il loro impegno per lo sviluppo sostenibile, dove l’Alma Mater Studiorum svetta al primo posto. 

Cerimonia di Graduation 2021 in Piazza Maggiore, Bologna.Giacomo Maestri
 «Vogliamo contribuire al sistema Paese, la responsabilità sociale è tra i nostri principi cardine», sottolinea Molari. Puntando dritto all’innovazione, al futuro, all’internazionalità da sempre nel dna di Unibo. «Nell’ultimo triennio abbiamo inaugurato trenta nuovi corsi, una decina solo per il prossimo anno accademico». 

«Credo molto nell’articolo 34 della Costituzione. I meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi».

Come il corso di laurea European Studies: il primo congiunto di Una Europa, sviluppato da otto atenei del Vecchio continente, una laurea triennale che consente agli studenti iscritti di frequentare fino a tre diversi atenei. «Quasi il 50% delle nostre lezioni sono in inglese o possono essere frequentate nella doppia lingua». 

Un approccio globale, con i piedi saldamente ancorati al territorio, al suo tessuto produttivo. Così gli ingegneri del futuro studiano alla Muner, la Motorvehicle University of Emilia-Romagna, unica nel panorama internazionale, nata dalla collaborazione tra le case motoristiche e gli atenei della regione. Il corso di Moda a Rimini dialoga con le aziende del tessile e con il Fashion Research Italy di Alberto Masotti, l’ex patron di La Perla. Fortemente legata all’universo aziendale è poi la Bologna Business School, scuola di alta formazione manageriale fondata da Unibo nel 2001, che lo scorso settembre ha conquistato il riconoscimento Equis, ottenuto da appena l’1% delle business school del pianeta. Ogni anno Piazza Maggiore ospita la graduation – in puro stile Usa – degli oltre 1.500 partecipanti accompagnandola con il discorso di un protagonista del business: il 9 settembre toccherà a Marco Bizzarri, Ceo di Gucci. Non a caso: il corso Global MBA in Design, Fashion and Luxury Goods della BBS è uno dei più performanti.

La vera sfida però si chiama Tecnopolo: farà di Bologna la capitale dei Big Data. Un hub italiano ed europeo di avanguardia su nuove tecnologie, climatologia, sviluppo umano scelto per ospitare due infrastrutture strategiche: il Data Center del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF) e il super calcolatore Leonardo. «È un’opportunità da non perdere, l’ateneo deve portare qui la ricerca avanzata su questi temi». 

Spina nel fianco del Rettore è invece Patrick Zaki, lo studente Unibo egiziano incarcerato al Cairo il 7 febbraio del 2020, detenuto fino allo scorso dicembre, ancora in attesa di una sentenza che forse arriverà (salvo ulteriori rinvii) il 27 settembre. «Nell’articolo 5 del nostro statuto c’è la difesa dei diritti della persona – osserva Molari – ma basterebbe vedere le manifestazioni di piazza a favore di Patrick a Bologna, spesso nate dal basso, per comprendere con quanto affetto e trepidazione lo aspettiamo. Riportarlo nelle nostre aule è in cima all’agenda del mio mandato».

Palazzo Poggi, che ospita la sede dell'Alma Mater Studiorum e altri musei universitari, quali il Museo della Specola e il Museo Europeo degli Studenti.

Teatro Anatomico di Bologna, ubicato nell'Archiginnasio, è stato costruito nel 1636-68, e usato per lezioni di anatomia della facoltà di Medicina

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Milano celebra Avedon con 106 scatti a Palazzo Reale

Milano celebra Avedon con 106 scatti a Palazzo Reale RIPRODUZIONE RISERVATA
Dalle immagini icone della moda a scrittori e cantanti

MILANO - Centosei scatti che raccontano oltre 60 anni di carriera di uno dei maestri delle fotografia del Novecento: dalle icone della moda ai ritratti delle celebrità, in bianco e nero, come i Beatles, Bob Dylan o lo scrittore Truman Capote. Milano celebra Richard Avedon, scomparso nel 2004, con una mostra a Palazzo Reale che si potrà visitare dal 22 settembre al 29 gennaio 2023.

Richard Avedon: Relationships, il titolo scelto per l'esposizione promossa dal Comune di Milano e Skira Editore, ripercorre la carriera dell'artista con le immagini provenienti dalla collezione del Center for Creative Photography di Tucson e dalla Richard Avedon Foundation. Avedon ha rivoluzionato il modo di fotografare le modelle, trasformandole da soggetti statici ad attrici protagoniste del set, mostrando il loro lato umano. Una sezione della mostra infatti è dedicata alla collaborazione con Gianni Versace, iniziata con la campagna per la collezione primavera/estate 1980, che decretava l'esordio dello stilista. 

Molte sono le top model con cui Avedon ha lavorato intensamente, da Dovima a China Machado, da Suzy Parker a Jean Shrimpton, da Penelope Tree a Twiggy, a Veruschka. Dalla straordinaria affinità che aveva con Dovima, ad esempio, sono scaturite immagini spettacolari, come l'iconica Dovima con gli elefanti, Abito da sera Dior, Cirque d'Hiver, Parigi 1955. 

Il fotografo americano nella sua carriera ha ritratto i personaggi più famosi, in bianco e nero, su sfondo bianco e da vicino, per enfatizzare la qualità della posa. Ne è un esempio la fotografia del 1981, scelta come immagine guida della mostra, che ritrae Nastassja Kinski, distesa sul pavimento e abbracciata da un serpente. Alcuni personaggi sono stati ritratti più volte a distanza di anni: il caso più eclatante è quello di Truman Capote ritratto per la prima volta nel 1949 e poi più volte fino all'ultimo ritratto del 1974, con lo scrittore cinquantenne. 

Il percorso espositivo propone una selezione di ritratti di celebrità dello spettacolo ma anche di attivisti per i diritti civili, politici e scrittori, tra cui quelli dei Beatles, di Bob Dylan, di Michelangelo Antonioni, Allen Ginsberg, Sofia Loren, Marylin Monroe, del Dalai Lama e due di Andy Warhol. 

fonte:Redazione ANSA www.ansa.it/canale_viaggiart/it  RIPRODUZIONE RISERVATA© Copyright ANSA  

Carrara > CarMi: ingresso gratuito alla mostra su Michelangelo

Domenica 7 agosto, in concomitanza con le domeniche gratuite nei musei, sarà possibile visitare gratuitamente anche la mostra 1972. Michelucci, Moore e Michelangelo. 

La vitalità del marmo, curata da Marco Ciampolini ed Emanuela Ferretti e allestita al CARMI- Villa Fabbricotti fino al prossimo 15 settembre.

L' esposizione è dedicata alla vicenda progettuale del Memoriale in onore di Michelangelo, promosso nei primi anni Settanta, che vide impegnato l'architetto Giovanni Michelucci.

Celebrazione antiretorica del rapporto dell'artista con Carrara, il progetto è stato elaborato fra il 1972 e il 1975 da Giovanni Michelucci (1891-1990), figura di assoluto rilievo dell'architettura del Novecento. La proposta del maestro pistoiese - fra architettura e scultura, memoria e trasferimento di saperi, celebrazione delle maestranze carraresi e valorizzazione delle cave– si sarebbe dovuta arricchire con il coinvolgimento dello scultore Henry Moore (1898-1986), presenza significativa nell'area apuana fin dagli anni Cinquanta.
 
La narrazione espositiva che adotta diversificati media (disegni originali, stampe, modelli, fotografie e filmati multimediali) si snoda su tre nuclei tematici, individuati dalla professoressa Emanuela Ferretti: lo sviluppo dell'idea iniziale di un 'monumento' a Michelangelo da parte del Circolo Arturo Dazzi e del suo presidente Pierantonio Balli (1904-1987); la genesi e il percorso progettuale del Memoriale a Michelangelo di Michelucci, in tutte le sue articolazioni; la focalizzazione, con materiali inediti, sulla grande mostra antologica di Moore al Forte Belvedere (1972), come tassello evocativo del contesto di riferimento.

A completamento della mostra, all'interno del percorso museale permanente del CARMI, vengono presentate una serie di sculture, pitture e disegni - inediti o poco conosciuti - dei secoli XVI-XIX, selezionati dal professore Marco Ciampolini con l'intento di esemplificare l'immensa fortuna del maestro e delle sue opere: l'allestimento prende in esame opere di "ispirazione" michelangiolesca, a partire dal XVI secolo, fino a dipinti di tono spiccatamente narrativo, tipici dell'età Romantica.

Mostra e museo sono visitabili con il seguente orario: 9.30-12.30/17.00-20.

Ricordiamo, inoltre, che domenica 7 agosto saranno aperti al pubblico in modalità gratuita anche il Museo Civico del Marmo e il mudaC, che è stato recentemente oggetto di un accurato riallestimento.

Orari e indirizzi sono i seguenti:
CARMI e mostra 1972. Michelucci, Moore e Michelangelo. La vitalità del marmo. Villa Fabbricotti, Via di Sorgnano, orario 9.30-12.30/17.00-20.
Museo Civico del Marmo Viale XX Settembre 85, orario 11-17;
mudaC, Via Canal del Rio, orario 17- 21.
 
fonte: Scritto da Redazione www.lagazzettadimassaecarrara.it

mercoledì 3 agosto 2022

Il cinema di Disney in sala, tutte le uscite

Dal sequel di Avatar alla versione live-action La Sirenetta, passando per Black Panther e Empire of Light, The Walt Disney Company Italia ha annunciato le date di uscita dei film nelle sale italiane.

Ecco alcuni dei titoli: si parte il 22 settembre con la riedizione di AVATAR, in attesa del sequel e si prosegue con OMICIDIO NEL WEST END il 29 settembre, con Sam Rockwell e Saoirse Ronan ambientato a Londra negli anni Cinquanta.

AMSTERDAM di David O. Russel, arriverà il 3 novembre, crime originale su tre grandi amici che si trovano al centro di uno dei complotti segreti più scioccanti della storia americana. 

Tra gli altri nel cast Christian Bale, Margot Robbie, Zoe Saldaña, Rami Malek e Robert De Niro. BLACK PANTHER: WAKANDA FOREVER, diretto da Ryan Coogler, arriverà il 9 novembre. Nel film Marvel Studios, la Regina Ramonda (Angela Bassett) e le altre lottano per proteggere la nazione dalle invadenti potenze mondiali dopo la morte di Re T'Challa. THE MENU arriverà il 17 novembre: una coppia (Anya Taylor-Joy e Nicholas Hoult) si reca su un'isola per mangiare in un ristorante dove lo chef (Ralph Fiennes) ha preparato un menù sontuoso. 

Dal sequel di Avatar al live action La Sirenetta

AVATAR: LA VIA DELL'ACQUA, primo sequel di Avatar diretto da James Cameron, il film con il maggior incasso di tutti i tempi arriverà il 14 dicembre. E' interpretato tra gli altri da Zoe Saldaña, Sam Worthington, Sigourney Weaver e Kate Winslet. 

GLI SPIRITI DELL'ISOLA (THE BANSHEES OF INISHERIN) di Martin McDonagh sarà presentato in anteprima a Venezia 79 il prossimo 5 settembre 2022 e arriverà nelle sale il 2 febbraio 2023. Ambientato su un'isola dell'Irlanda, segue vecchi due amici, Padraic (Colin Farrell) e Colm (Brendan Gleeson). 

TITANIC, il grande successo del 1997, torna il 9 febbraio 2023. ANT-MAN AND THE WASP: QUANTUMANIA il 15 febbraio. EMPIRE OF LIGHT ambientato nei primi anni '80 in una cittadina balneare inglese, con la regia di Sam Mendes arriverà il 23 febbraio 2023 e vanta un cast con Olivia Colman, Micheal Ward, Colin Firth. 

GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 3 il 3 maggio 2023. Infine LA SIRENETTA, la versione live-action del classico d'animazione diretta da Rob Marshall, arriverà il 24 maggio 2023: protagonista la cantante e attrice Halle Bailey. 

fonte: Redazione ANSA www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Da The Sandman a Echoes, le serie più attese su Netflix

Appena uscite, ma già in testa Keep Breathing e Uncoupled

Dall'attesa serie fantasy The Sandman (al via il 5 agosto), fino al thriller Echoes, in arrivo il 19, fino alla coreana A Model Family (il 12): sono tante le nuove storie a cui appassionarsi su Netflix, mentre altri titoli sono usciti a fine luglio ma già in testa alle classifiche tra i più visti.

E' il caso di Keep Breathing, per chi ama il genere storie di sopravvivenza, miniserie in sei episodi che affronta anche temi introspettivi.

Racconta la storia di una giovane donna che sopravvive da sola a un incidente aereo e fa di tutto per restare in vita in una foresta. Non deve, infatti solo sopravvivere fisicamente, ma anche affrontare tutti i suoi demoni personali. Grazie a numerosissimi flashback che riempiono gli episodi, Keep Breathing riesce a trattare diversi tematiche. La serie dà spazio al personaggio, della mamma della protagonista (attraverso i suoi ricordi di bambina), Liv, un'artista sopra le righe: "Sono una persona, sono un'artista e non solo una mamma" dice la donna al marito. Un tema delicato che viene messo in mostra in questa serie con l'esempio di quella che sarebbe considerata una "cattiva madre" ma che, alla fine, non fa altro che fare ciò che crede la cosa migliore per sua figlia: lasciarla a sua padre, un atto di amore perché sa che sarà un genitore migliore e la crescerà nel migliore dei modi. Anche se la figlia la vivrà sempre come un abbandono, e lo capirà alla fine. 

Per chi ha voglia di leggerezza ecco Uncoupled, la nuova comedy che vede il ritorno sul piccolo schermo di Neil Patrick Harris, conosciuto come "Barney Stinson" per il suo iconico personaggio in How I Met Your Mother. L'attore, infatti, torna protagonista di una storia divertente sulla vita da single a New York dopo i 40 anni. Michael (Harris) pensava che la sua vita fosse perfetta, ma poi il compagno lo sorprende lasciandolo dopo 17 anni. All'improvviso deve affrontare due incubi: perdere quella che pensava fosse la sua anima gemella e ritrovarsi a oltre quarant'anni da uomo single e gay a New York. 

Il 5 agosto debutta il fantasy mitologico The Sandman sulla storia del re dei sogni Morfeo, tratta da quello che viene considerato il fumetto più bello di sempre di Neil Gaiman. E' un connubio di mitologia e fantasy dark in cui la fiction moderna si intreccia con il dramma storico e la leggenda. La trama segue i personaggi e i luoghi finiti sotto l'influenza di Morfeo, il signore dei sogni che pone rimedio agli errori da lui commessi durante la sua lunga esistenza. In dieci episodi, racconta la storia di Morfeo (interpretato da Tom Sturridge) e trascina in un mondo dove la realtà si contrappone a una dimensione onirica gestita da un essere immortale che la governa. Questo, però, viene catturato e la sua assenza porterà alla rovina del mondo dei sogni e le conseguenze di ciò si riverseranno sugli esseri umani che cadranno in un sonno profondo da cui non riusciranno più a svegliarsi. 

Il 19 agosto sbarca su Netflix 'Echoes' una serie thriller con sfumature gialle su Leni e Gina, due gemelle identiche che condividono un pericoloso segreto. Creata dell'ideatore di Tredici Brian Yorkey, questa serie in sette episodi è pronta a incutere timore, coinvolgere e raccontare una storia che ha dell'incredibile. Lo scambio di ruolo iniziato di nascosto da bambine le ha portate a condurre una doppia vita da adulte: le sorelle condividono due case, due mariti e un bambino, ma il loro mondo perfettamente coreografato sprofonda nel caos quando una delle due scompare. 

Il 12 agosto esce A Model Family, la serie thiller coreana diretto da Kim Jin-woo ("Love Alarm 2"): un professore al verde ruba inconsapevolmente denaro a un cartello e scopre che l'unico modo per salvare la famiglia è lavorare come corriere della droga. E poi c'è l'uscita della terza stagione di due amatissime serie come Locke & Key e Non ho mai... (12 agosto).

fonte: di Nicoletta Tamberlich www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Sport: L’ATP attiverà un programma di inclusione LGBT+

LGBT+ flag- Queen's 2022 (Photo by Luke Walker:Getty Images for LTA)
 Dopo aver fatto un sondaggio, l’ATP ha annunciato una nuova partnership con il progetto “You Can Play” con lo scopo di migliorare l’inclusività LGBT nello sport

 Nel 2021 l’ATP ha effettuato per la prima volta un sondaggio LGBT con alcuni giocatori che hanno anche accettato di prendere parte a interviste one-to-one

Il questionario era disponibile su base anonima per i giocatori, con un totale di 65 partecipanti. La maggior parte degli intervistati era classificata tra i primi 250 al mondo, ma l’esatto resoconto non è stato pubblicato. 

Promosso da Pride Sports e dai ricercatori della Monash University di Melbourne, il sondaggio si proponeva di raccogliere informazioni sui comportamenti e gli atteggiamenti nei confronti della comunità LGBT+. I risultati sono stati poi analizzati in modo indipendente. 

Dal sondaggio è emerso un diffuso utilizzo nel circuito di un linguaggio omofobico, peraltro a livelli non dissimili dagli altri sport.

Questa definizione fa riferimento all’utilizzo di espressioni omofobe in generale, non utilizzate in maniera specifica per insultare una persona in particolare.  Il 75% degli intervistati ha dichiarato di aver sentito frasi omofobe usate da altri giocatori. Si è quindi concluso che questi termini vengono utilizzati in quanto “socialmente accettati” e conformi a norme sociali e atteggiamenti scherzosi.

Un’altra risposta chiave data dal test rivela che i giocatori siano totalmente d’accordo sul fatto che tutto ciò crei un ambiente negativo. Tutti i dati sottolineano che i giocatori sono riluttanti a parlare delle loro preferenze sessuali, proprio per il timore di un possibile “rifiuto, isolamento dagli atri giocatori e senso di solitudine”. Non stupisce quindi, e fa riflettere, il fatto che attualmente non ci sia nessun giocatore apertamente gay nell’ATP Tour.

Per affrontare queste questioni che sono emerse, l’ATP ha lanciato un programma educativo in collaborazione con “You Can Play”, un’organizzazione che si concentra sulla sicurezza e l’inclusione di coloro che praticano sport, in particolare dalla comunità LGBT+. I loro partner includono MLS, NFL e NHL.

I passi che l’ATP ha deciso di intraprendere sull’inclusione sono impressionanti: non solo dimostrano la loro volontà di individuare le sfide di oggi e affrontarle, ma anche di trovare opportunità future e sfruttarle. Proprio questa è la ragione del nostro entusiasmo per questa partnership”, così ha dichiarato in conferenza stampa Kurt Weaver, il CEO di You Can Play.

L’importanza dell’ATP e quindi del tennis è di portata mondiale e la loro abilità nell’utilizzare quella voce per sostenere l’inclusività nel tennis, farà in modo che il gioco sia aperto ed accogliente per ogni partecipante, indipendentemente dalla sessualità o identità di genere.”

Il programma sarà improntato su “contenuti educativi basati sulla scienza” e rilasciato allo staff, ai tornei e ai giocatori dell’ATP nelle prossime stagioni. Il contenuto sarà legato ai risultati del loro sondaggio LGBT. 

“Il tennis è uno degli sport più globali al mondo e attraverso ATP Serves, il nostro obiettivo è garantire che la cultura del tennis sia la più inclusiva e accogliente possibile. Questo deve farci guardare dentro noi stessi per continuare a porci le domande giuste”, ha dichiarato Massimo Calvelli, CEO dell’ATP. Il nostro sondaggio LGBT+ ci ha mostrato un supporto incondizionato tra i giocatori dell’ATP per una maggior azione in questo settore e per l’identificazione di aree dove tutti possiamo fare molto meglio. Vorremmo ringraziare tutti per il loro contributo in questo processo e, insieme a You Can Play, guardiamo a un futuro pieno di progressi significativi negli anni a venire.”

Il 95% dei giocatori al di sotto dei 31 anni, che hanno preso parte al sondaggio, hanno confermato il pieno supporto all’ATP nell’attivarsi contro l’omofobia.

Traduzione di Luca Gori, di Adam Addicott, Ubitennis.net, 22/07/2022

fonte: www.ubitennis.com

martedì 2 agosto 2022

Quante novità per Netflix: chiuso account storico, nuovo pulsante iOS e stop condivisione

La questione dell'abbonamento con pubblicità di Netflix è sicuramente quella che sta facendo maggiormente discutere per quel che concerne il rinnovato focus della piattaforma di Reed Hastings e soci. Tuttavia, si tratta di un periodo di novità in generale per Netflix, visto anche quanto emerso nel corso degli ultimi giorni.

Infatti, stando anche a quanto riportato da Variety, l'azienda ha scelto di chiudere un popolare account Twitter, ovvero Netflix CS (conosciuto anche come Netflixhelps). Quest'ultimo ha cessato le sue attività senza troppi annunci da parte di Reed Hastings e soci, ma la questione sta attirando l'attenzione per via del fatto che si trattava di un profilo attivo da oltre 13 anni, che nel corso di questo lasso di tempo ha aiutato gli utenti di Netflix fungendo da supporto.

Un portavoce dell'azienda ha spiegato ai microfoni di Variety che la chiusura del servizio non sarebbe legata ai recenti tagli dei costi. Tuttavia, vedere la scritta "Questo account non è più attivo" relativamente a un profilo che già nel lontano 2009 forniva supporto persino sui DVD non può che far scendere una lacrimuccia sul volto di alcune persone. In ogni caso, chiaramente le modalità per ottenere supporto relativamente al servizio non mancano, come potete approfondire tramite il Centro assistenza di Netflix.

Nel frattempo, stando anche a quanto riportato da 9to5Mac, su iOS è iniziato ad apparire il pulsante per effettuare la sottoscrizione in modo esterno all'App Store. In parole povere, ora Netflix sta rimandando al suo sito Web (l'utente vede a schermo un apposito avviso). Ricordiamo che si tratta di una novità, in quanto in precedenza la società di Reed Hastings, per indicare la possibilità di abbonarsi su iOS, avrebbe dovuto per forza di cose passare per gli abbonamenti in-app legati al sistema di pagamenti di Apple, pagando una commissione di base del 30%. 

Adesso, invece, la già preannunciata svolta di Apple sta permettendo a Netflix di procedere esternamente.

Per il resto, stando anche a quanto riportato da GSMArena, sono emersi alcuni screenshot legati alla ormai ben nota funzionalità di aggiunta delle abitazioni su Netflix. Per intenderci, alcuni test condotti dalla piattaforma, per ora solamente in mercati specifici come l'Argentina, stanno facendo pagare un extra per ogni abitazione ulteriore in cui si utilizza l'account. In parole povere, si tratta della mossa che vuole mettere fine alla condivisione dei profili.

In ogni caso, dagli screenshot apprendiamo che viene aggiunta, tra le opzioni legate all'account, una sezione "Case". Premendo sul pulsante "Gestisci case", sarà possibile gestire le abitazioni, dando inoltre un'occhiata ai dispositivi connessi legati alle singole case. Insomma, sembra proprio trattarsi di un momento di novità per la società di Reed Hastings.

Ricordiamo d'altronde che il periodo non è dei migliori per la piattaforma. A tal proposito, di recente è emerso che la crisi di Netflix potrebbe comportare la vendita di alcune serie originali ad altre emittenti. Se volete informarvi ulteriormente sulla questione, che ha portato anche a tagli del personale, potete fare riferimento al nostro approfondimento sulla crisi di Netflix.

fonte: di Andrea Zanettin  https://tech.everyeye.it

Cinema, l'esordio di Elodie in concorso al Festival di Venezia: "Ti mangio il cuore" nella sezione 'Orizzonti'

Elodie in Ti mangio il cuore
La pellicola, tratta dall'omonimo libro inchiesta di Carlo Bonini e Giuliano Foschini, uscirà nelle sale il 22 settembre 

Ti mangio il cuore, il film che segna l'esordio di Elodie sul grande schermo, sarà presentato alla settantanovesima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Si tratta della prima pellicola italiana in concorso annunciata durante la conferenza stampa della rassegna in programma dal 31 agosto al 10 settembre. 

La pellicola in bianco e nero, che concorrerà nella sezione "Orizzonti", è made in Puglia: è diretta dal regista di Bitonto Pippo Mezzapesa ed è stata girata sul Gargano. E proprio di questa terra racconta le faide: Ti mangio il cuore è tratto dall'omonimo libro inchiesta scritto dal vicedirettore di Repubblica Carlo Bonini e dall'inviato Giuliano Foschini - edito da Feltrinelli - che ripercorre la guerra tra le famiglie della Società foggiana e le sue pratiche. E qui, in particolare, viene narrata una tragica storia d'amore della quale sono protagonisti la stessa cantante romana e Francesco Patanè.

La sceneggiatura del film, in sala il 22 settembre e distribuito da 01 distribution, è firmata dalla giornalista di Repubblica Bari Antonella Gaeta, lo stesso Mezzapesa e Davide Serino. Nel cast ci sono anche Michele Placido, Brenno Placido, Tommaso Ragno, Francesco Di Leva e Linda Vitale.

fonte: https://bari.repubblica.it/

Libri: "Anche per te" di Nicolò Madia

Angela, una giovane novizia colta da forti dubbi esistenziali, si ritrova a riflettere sulla sincerità della sua vocazione. 

Irina, invece, è fuggita dalla povertà del suo Paese natio ed è giunta in Italia in cerca di fortuna;  finisce però in balia di un uomo senza scrupoli che la costringe a prostituirsi per pagare i propri debiti di gioco. 

Infine Giulia, ragazza madre, deve crescere suo  figlio senza alcun sostegno, rinunciando agli studi e maturando un sentimento di diffidenza nei confronti dell’altro sesso. Le loro vite incroceranno quella di Claudio, un uomo brillante e generoso con alle spalle una vita familiare difficile, ma con la vocazione ad aiutare il prossimo.


L'AUTORE
Nicolò Madia è nato a Roma nel 1988. Ristoratore, dopo le prime esperienze letterarie è passato alla stesura di canzoni, tra cui Non è un calcolo matematico, con la quale è arrivato in  finale allo Star Music Festival nel 2011. Successivamente si è cimentato nella scrittura di racconti. Anche per te è la sua prima pubblicazione. 

fonte: www.edizionidialoghi.it

Serie TV > Queer as Folk, la recensione: essere LGBTQIA+ oggi

La nostra recensione del nuovo Queer as Folk, il reboot del 2022 che re-immagina la vita di un gruppo eterogeneo di amici nella New Orleans di oggi, tra identità di genere, ricerca di se stessi e una tragedia comune da affrontare, dal 31 luglio su STARZPLAY con appuntamento settimanale.

Era con un misto di curiosità e apprensione che ci apprestavamo alla visione e poi alla recensione del nuovo Queer as Folk, dal 31 luglio su STARZPLAY con appuntamento settimanale: una re-immaginazione di ciò che fece successo e scalpore con la serie originale britannica di Russell T. Davies per Channel 4 prima e con il remake statunitense poi, durato cinque stagioni su Showtime.

Sei l'LGBT al mio QIA+

Viviamo in un momento storico in cui si sta cercando di acquisire sempre più consapevolezza - e soprattutto farla acquisire agli altri - sul mondo queer e soprattutto sulle tante sigle che animano la parola LGBTQIA+, che va ad indicare tutte le sfumature e identificazioni per le persone nella sfera sessuale e sentimentale. Serviva quindi una serie che potesse rispecchiare tutto ciò e, se in Italia sembra che proveremo a farlo con Prisma in arrivo su Prime Video, oltreoceano possiamo dire che Stephen Dunn ci sia riuscito con questo nuovo Queer As Folk, almeno dai primi episodi visti. Anche perché una delle critiche mosse alla serie statunitense era stata proprio il non esplorare a fondo la sfera, mostrando quasi solamente omosessuali bianchi e benestanti, con una visione riduttiva di lesbiche e trans. Questo reboot tenta di ispirarsi alla storia originale (sarà possibile trovare rimandi e riferimenti qui e là) ma re-immaginando il tutto nella società contemporanea. 

Ambientata a New Orleans, perfetta location colorata e dal vivacissimo battito notturno per le vite dei personaggi che va a raccontare la storia, Queer as Folk 2022 si concentra sull'incontro tra il giovanissimo Mingus (Fin Argus, The Gifted), che vorrebbe tanto diventare una drag queen, e il complicato Brodie (Devin Way, Grey's Anatomy), tornato in città dopo aver mollato medicina scontrandosi con un mondo cambiato mentre lui non c'era. Il suo ex storico, Noah (Johnny Sibilly, Hacks), un giovane e complessato avvocato nero, pare essersi rifatto una vita, così come l'amico Daddius (Chris Renfro, Reno 911!), mentre la migliore amica trans Ruthie (Jesse James Keitel, Big Sky) insegna inglese e sta per avere due gemelli insieme alla compagna Shar (CG), che porta in grembo i figli avuti grazie allo sperma donato proprio da Brodie.  

A completare il quadro ci sono l'apparentemente timido fratello di Brodie, Julian, affetto da lieve paralisi celebrale (Ryan O'Connell, già adorato in Special e che anche qui ha contribuito con la sceneggiatura di alcuni episodi oltre che con la recitazione) e Marvin (Eric Graise, Step Up: High Water), giovane gay nero che vuole rendere la vita notturna cittadina più accessibile alle persone con disabilità, dato che lui per primo deve muoversi su una carrozzina. Non mancano le guest star tra gli adulti, come i genitori di Brodie e Julian, interpretati da una sempre spumeggiante Kim Cattrall e un granitico Ed Begley Jr. e una mamma spirito libero come quella di Mingus, che supporta in tutto e per tutto il percorso del figlio, col volto di Juliette Lewis (di recente tornata alla ribalta con Yellowjackets).

Trauma queens

Una novità sostanziale apportata alla trama di questo reboot, sempre nell'ottica di riscriverlo in chiave attuale rispetto all'originale e al primo remake, è che nel pilot accade una tragedia che colpirà tutti i personaggi e che dovranno affrontare negli episodi successivi. Non si parla solo di identità di genere e di scoperta di se stessi, ma anche di disturbo da stress post-traumatico, di crimini d'odio e ovviamente di omofobia. Non c'è più solo il triangolo Mingus-Brodie-Noah ma anche qualcos'altro ad arricchire la narrazione e a tenere alta l'attenzione degli spettatori, che potrebbero aprire la mente sul mondo queer vedendo lo show. Gli ambienti sono altrettanto importanti per raccontare i protagonisti: non solo la New Orleans che si respira in ogni inquadratura, coi suoi colori e la sua musica, ma anche il Babylon, il locale della serie originale qui riproposto anche come palco per le drag queen. La musica è un altro elemento fondamentale del serial, in cui i brani scelti accuratamente raccontano coi propri versi ciò che stiamo vedendo davanti ai nostri occhi e ci guidano nei pensieri e nelle sensazioni dei personaggi. Proprio come nella serie originale, le scene esplicite non sono mai gratuite ma volte a spiegare un determinato sviluppo legato a un personaggio, o a presentarlo, o a far semplicemente vedere un mondo che esiste a tutti gli effetti, proprio come quello etero. Deal with it.

Conclusioni

È stato fatto un lavoro attento e rispettoso di ricostruzione e attualizzazione, come abbiamo cercato di spiegare nella nostra recensione del nuovo Queer as Folk, almeno dai primi episodi visti. Si è tentato di riempire i buchi della sfera sessuale e sentimentale queer che non erano stati coperti nella serie originale, mostrando un variegato ed eterogeneo gruppo di personaggi determinati a trovare se stessi nella società contemporanea, in una New Orleans perfetto specchio delle vite coloratissime eppure nerissime che vive ognuno di loro.

fonte:  RECENSIONE di   https://movieplayer.it

Netflix: uno studio rivela l'importanza di film e serie tv per l'inclusione LGBT+

Secondo una ricerca firmata Netflix e Diversity, l'intrattenimento rappresenta un mezzo fondamentale per una maggiore comprensione del mondo LGBT+.

Netflix e Diversity hanno condotto uno studio i cui risultati sottolineano quanto film e serie tv riescano a migliorare la comprensione del mondo LGBT+ e a favorirne l'inclusione.

Nel corso degli anni, sono sempre di più i film e le serie tv in cui interviene almeno un personaggio appartenente alla comunità LGBT+. Rispetto a trenta o venti anni fa, quando l'orientamento omo, bi o transessuale poteva rappresentare ancora un tabù, le opere cinematografiche o seriali possono contare su un pubblico più progressivo e proprio questo aspetto ha spinto Netflix a condurre uno studio per analizzare quanto sia importante la rappresentazione LGBT+ nel mondo dell'intrattenimento. 

Lo streamer si è unito a Diversity per presentare la ricerca "LGBT+ inclusion nelle serie TV e nei film" che, come intuibile, si concentra soprattutto su quello che viene proposto nel catalogo Netflix. Ebbene, dallo studio è emerso che secondo l'82% delle persone intervistate i film e le serie tv hanno una funzione cruciale e trasversale di inclusività a livello collettivo. In definitiva, 7 persone su 10 pensano che determinate opere, proprio presentando al loro interno uno o più personaggi LGBT+, aiutino le persone a conoscere meglio persone e situazioni legate alla comunità. Il 72% degli intervistati ha quindi ammesso che vedere personaggi LGBT+ sullo schermo li ha aiutati a sentirsi più a proprio agio con le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer che conoscono.

Lo studio celebra anche quei prodotti che non sono esclusivamente "LGBT+ oriented" ma che sono comunque stati in grado di raccontare e includere il mondo LGBT+ nella propria storyline, basti pensare ai casi de La casa di carta, Sex Education ed Orange is the new black. Gli utenti Netflix che fanno parte della comunità LGBT+ hanno infine sottolineato quanto sia importante anche il modo in cui determinati personaggi vengano rappresentati, e quindi senza che questi risultino troppo stereotipati o poco carismatici. La loro profondità individuale, invece, aiuta ben l'82% del pubblico LGBT+ ad identificarsi, come nel caso di Omar in Élite, Robin Buckley in Stranger Things e della coppia composta da Eric e Adam in Sex Education. 

Francesca Vecchioni, Presidente di Diversity, associazione non profit impegnata nella promozione di una cultura dell'inclusione, ha dichiarato: "Oggi la rappresentazione sullo schermo è più importante che mai. Netflix e i narratori di tutto il mondo hanno l'opportunità di aumentare l'inclusione della comunità LGBT+ attraverso l'intrattenimento. Una percentuale dell'82% in un'analisi su campione rappresentativo è una conferma schiacciante di quanto siano importanti storie in cui, non solo potersi riconoscere, ma attraverso le quali poter comprendere la realtà vissuta dalle altre persone. A conferma di questo, un altro dato eclatante è che il 75% delle persone coinvolte1 vorrebbe vedere ancor più rappresentate sullo schermo le relazioni genitoriali e familiari delle persone LGBT+".

fonte: del 04/12/2020  NOTIZIA di     https://movieplayer.it

Sex and the City: la casa di Carrie Bradshaw è su Airbnb (inclusa la cabina armadio)

>>> (L'articolo è stato scritto il 3 novembre 2021) Dormire nell’appartamento dell’Upper East Side di Sarah Jessica Parker e provare i suoi vestiti scintillanti (gli stessi sfoggiati nell’iconica e amatissima serie tv), oggi si può. Per celebrare l’imminente uscita del nuovo capitolo di Sex and the City, And Just Like That... su HBO Max Original, la pluripremiata attrice e produttrice collabora infatti con Airbnb e Warner Bros e apre le porte della sua casa in mattoni rossi. 

Fashioniste di tutto il mondo, tenetevi pronte. Sono passati più di vent’anni da quando gli editoriali sulle faccende di cuore di Carrie Bradshaw sono entrati nelle nostre vite con la serie Sex and the City. Ma il tempo sembra essersi fermato. 

Il grande amore, il matrimonio, la passione, i flirt, i rimorsi, i rancori. Nulla è cambiato (a parte qualche ruga in più). 

E se un tempo le grandi appassionate della serie tv in gita a New York non potevano fare a meno di scattarsi un selfie davanti alle scale dell’appartamento di Sarah Jessica Parker (i look strepitosi che ha sfoggiato andando incontro al suo Mr. Big non si contano) ora potranno perfino soggiornarci. In attesa infatti di And Just Like That..., il nuovo capitolo che la vedrà nuovamente nei panni del suo amato personaggio, l’attrice e produttrice aggiunge l’attività di host al suo repertorio per offrire ai fan l’occasione unica di soggiornare nell’appartamento di Carrie.

«Tengo molto al personaggio di Carrie Bradshaw e sono molto felice di poter visitare nuovamente il suo mondo per il nuovo capitolo della storia di Sex and the City» ha detto Sarah Jessica Parker

«Sono entusiasta che il nostro pubblico possa vivere la New York di Carrie come mai prima d’ora e mettersi nei suoi panni, letteralmente, per la prima volta».  Photo: Kate Glicksberg

Un soggiorno per veri appassionati, che potranno sedersi nella scrivania davanti alla finestra dove Carrie si dedicava alla scrittura delle sue celebri column; entrare nella cabina armadio, dove ammirare e indossare gli outfit più iconici del guardaroba della star (tra cui il celebre tutù firmato Patricia Field, la stylist che ha creato uno stile iconico e generazionale) scarpe incluse.

Sorseggiare un Cosmopolitan (il cocktail più amato dalle Sex and the City’s girls) nel living room per un brindisi tra amici; prendere parte a una sessione di styling e photoshooting per trasformarsi in veri fashionisti. Queste sono le opportunità che include la prenotazione. Last but not least: gli ospiti verranno accolti con un check-in virtuale dall’host Sarah Jessica Parker. 

Le richieste di prenotazione sono attive sul sito airbnb.com/sexandthecity