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domenica 27 marzo 2022

Tecnologia: iPhone nuovo ogni anno? Apple pensa ad abbonamento all inclusive

Un Pixel Pass in salsa Apple: questa potrebbe essere una delle grosse novità che l'azienda di Cupertino presenterà più avanti, nel corso dell'anno. Non una revisione di Apple One, che già ora prevede un unico abbonamento per Music, TV+, Arcade, iCloud e, con la versione Premium, Apple Fitness+ (e News+ in certi mercati), ma qualcosa di diverso, che vada a comprendere - come Pixel Pass - prodotti hardware tipo iPhone, Apple Watch o iPad.

Reuters riferisce che si tratterebbe di una sottoscrizione mensile onnicomprensiva, la prima di questo genere nella storia del marchio (si è sempre limitata ai servizi digitali, mai ha incluso nelle sue forme di abbonamento i prodotti hardware con la possibilità di cambiarli a cadenza regolare). Non c'è ancora nulla di ufficiale né di definitivo, ma la fonte (il nome non è stato rivelato per ovvi motivi) pare essere ben informata dei progetti dell'azienda.

La Borsa ha accolto positivamente questa indiscrezione, tant'è che appena si è diffusa la notizia le azioni sono crescite del 2,3%. Certo è che se Apple davvero decidesse di affiancare alla vendita a prezzo pieno, alle rate ed ai sussidi tramite operatore anche la quarta via dell'abbonamento, sarebbe una piccola grande rivoluzione. L'intenzione sarebbe quella di attirare coloro che non intendono spendere cifre elevate tutte in una volta, optando piuttosto per una formula dilazionata.

Dunque potremo abbonarci ad un iPhone esattamente come oggi facciamo per Apple Music? Probabilmente sì, i margini di guadagno ci sono e l'azienda sa che potrebbe catturare tutti quelli che non vogliono pagare oltre 1.000 euro per un prodotto in un'unica soluzione. Attenzione: non è un pagamento a rate (ovvero la cifra totale divisa per il numero di mesi), né una versione rinnovata dell'Apple Upgrade Program attivo da diverso tempo, ma la somma mensile deve ancora essere definita dall'azienda - e chiaramente varierà al variare del dispositivo e del modello scelto. I clienti avranno anche la possibilità di cambiare ogni anno l'iPhone (o altro iDevice) sostituendolo con il modello più recente.

Chiaramente il piano di abbonamento hardware andrà integrato adeguatamente alle offerte digitali in corso, Apple One ed Apple Care in primis. Non è ancora chiaro se questi saranno inclusi per creare un abbonamento all-in-one o se invece resterà l'opzione per il cliente di selezionare voce per voce. Almeno Apple Care avrebbe senso fosse incluso automaticamente.

Il debutto del servizio è atteso entro la fine del 2022, o al limite a inizio 2023. Ma è anche possibile che Apple accantoni definitivamente il progetto o lo rimandi a data da destinarsi.

Stefano Bontempi

fonte: www.bloomberg.com Stefano Bontempi per www.hdblog.it

martedì 7 settembre 2021

Tecnologia > Documenti d’identità su Wallet di iPhone: ecco in quali Stati ed aeroporti sono già riconosciuti

Wallet diventa a tutti gli effetti un portafoglio. Insieme alle nostre carte di credito potrà contenere i documenti di identità. Per ora l’Italia è esclusa da questa possibilità, ma scopriamo in quali stati è già possibile farlo. photo Apple Wallet (via apple.com)

Finalmente i documenti non saranno più cartacei. La cosiddetta “smaterializzazione” dei nostri documenti di identità è ufficialmente iniziata e pare proprio che, almeno per ora, sarà l’ottimo servizio di gestione di carte Wallet a contenerli. 

Per chi non lo sapesse, iPhone (quindi iOS) è in grado di registrare e quindi gestire tutte le nostre carte di credito/debito, nonché biglietti dei concerti, del cinema e quant’altro. All’appello, per ora, manca la possibilità di registrare i nostri documenti di riconoscimento.

Ebbene, mentre in Italia ci apprestiamo ad una lenta conversione della carta d’identità in formato elettronico, negli Stati Uniti è già possibile registrare il proprio documento di riconoscimento, oltre che alla patente (standard ISO 18013-5) direttamente su Wallet di iPhone ed Apple Watch. Per ora, gli stati che aderiscono all’iniziativa sono Arizona e Georgia, mentre Iowa, Connecticut, Kentucky, Maryland, Oklahoma e Utah seguiranno in un prossimo futuro.

Stati Uniti pionieri: Wallet è il nuovo portafoglio per i documenti di identità. E l’Italia?

Ovviamente, insieme alla possibilità di registrare i propri documenti, è bene che tutti gli organi dello stato e non solo funzionino e remino nella stessa direzione. Per ora solo alcuni aeroporti riconoscono i documenti e quindi l’identità di un individuo tramite Wallet. Ovviamente l’idea e l’obbiettivo è che si arrivi ad una copertura totale e globale del riconoscimento mezzo servizio su smartphone.

L’aggiunta della patente di guida e della carta d’identità al Wallet Apple è uno step importante nella nostra visione di rimpiazzare il portafoglio fisico con un wallet digitale sicuro e facile da usare“. Ad intervenire con questi termine Jennifer Valley, vice-presidente Apple nella sezione Apple Pay ed Apple Wallet.

 “Queste nuove e innovative patenti digitali e carte d’identità con Apple e gli Stati del paese permetteranno un’esperienza di sicurezza aeroportuale più fluida per i viaggiatori“. Ha dichiarato David Pekoske, responsabile della TSA: “Questa iniziativa segna una pietra miliare importante perché fornisce un livello aggiuntivo di praticità per i viaggiatori, rendendo possibili nuove opportunità per scansioni touchless negli aeroporti TSA“.

E per l’Italia? La questione, al momento, è messa in panchina. Germania, Giappone e UK stanno sperimentando a loro volta quanto già si vede in USA. Per il nostro paese, almeno per ora, discorso rimandato.

fonte: By Fabio Alberti  www.computermagazine.it

venerdì 4 dicembre 2015

Lgbt: Apple guadagna ancora il punteggio perfetto nel questionario Corporate Equality Index

Apple ha ottenuto un ulteriore riconoscimento, oltre alla prima posizione nella classifica delle aziende più innovative al mondo. Per il 14esimo anno consecutivo, Apple ha ottenuto un punteggio perfetto nel sondaggio Corporate Equality Index della fondazione Human Rights Campaign a favore dell’uguaglianza sessuale.

Per il 14esimo anno di fila quindi Apple riesce a registrare un punteggio perfetto. Questo sondaggio, lo ricordiamo per chi non avesse mai seguito le notizie sull’argomento negli anni passati, serve a valutare le aziende statunitensi in base all’uguaglianza bisessuale, gay e transgender. Apple ha raggiunto il punteggio perfetto insieme ad altre 20 aziende tech in USA come Facebook, Intel, Microsoft, Tesla e Twitter.

Tra i criteri utilizzati per valutare le compagnie troviamo politiche non discriminanti, benefici per i dipendenti, competenza organizzativa dimostrata e inclusione circa la diversità LGBT, nonché impegno pubblico verso l’uguaglianza LGBT.
Risultato importante per Apple che si è sempre distinta in questo campo e che da 14 anni si trova ad essere un esempio nella lotta alla discriminazione.
fonte: di Francesco Siciliani http://www.iphoneitalia.com via http://appleinsider.com

venerdì 9 maggio 2014

Apple parteciperà ufficialmente al LGBT Pride di San Francisco

Apple ha invitati propri dipendenti a partecipare alla marcia per il LGBT Pride di San Francisco che si terrà a giugno.

Con una comunicazione interna che non sorprende, Apple ha invitato tutti i propri dipendenti a partecipare alla marcia annuale in difesa dei diritti della comunità LGBT di San Francisco.
Per l'occasione, riporta 9to5Mac, la società sarà presente con un "campo base dedicato agli impiegati accreditati e alle loro famiglie" e fornirà vettovagliamento, intrattenimento e magliette commemorative per tutti i partecipanti.

Siamo oramai giunti quarantaquattresima parata della città, e all'evento saranno presenti anche Google, Facebook e molte altre multinazionali. In passato, per dire, partecipò perfino Mark Zuckerberg in persona.

La notizia non desta curiosità. In fondo, Cupertino sfoggia da sempre grande sensibilità verso queste tematiche, arrivando ad assumere una posizione molto netta e coraggiosa. Solo un mese fa, per esempio, Tim Cook era nuovamente tornato ad esprimere interesse sulla questione dei diritti civili con un tweet.

"La Casa Bianca, "scrisse al tempo, "dovrebbe festeggiare i 50 anni dell'anniversario dei Diritti Civili facendo passare l'ENDA" ovvero l'Employment Non-Discrimination Act, la legislazione che rende illegale la discriminazione in base all'orientamento sessuale.

E poco prima, si era impegnato per il veto sulla controversa legge proposta in Arizona che avrebbe reso legale la discriminazione in base all'orientamento sessuale. Grazie alla spinta di Apple e di altri blasoni dell'high.tec, oltreché della società civile, alla fine non se ne fece più nulla, e tutto si risolse con tante scuse.

E una posizione Apple la prese anche in seguito alla sentenza della Corte Suprema USA che dichiarava illegittimo il Defense of Marriage Act, e che quindi apriva le porte ai matrimoni Gay. "Apple supporta fortemente l’uguaglianza nuziale e la considera un problema per i diritti civili," commentava a giugno dell'anno scorso. "Plaudiamo alla Corte Suprema per la decisione presa."

E che dire dell'editoriale scritto da Cook in persona e pubblicato sul Wall Street Journal l'anno scorso?
Per come la vediamo, abbracciare l'individualità delle persone è un problema base di dignità umana e di diritti civili. Tra l'altro, è anche un modo per aumentare la creatività che guida il nostro business. Abbiamo sperimentato che quando le persone si sentono apprezzate per quel che sono, ottengono poi la serenità e la fiducia in se stessi che li porta a fare il miglior lavoro delle loro vite.

E questo spiega per quale ragione Apple -ma anche Google, Cisco, Facebook, Intel, Qualcomm e così via- tifano apertamente per i matrimoni Gay. La diversità produce ricchezza di idee, ed è con le idee che si vince la sfida col futuro, e che si esce dal guado della crisi che ha colpito l'Occidente e l'Europa.
Ogni contributo può essere determinante, e ogni voce dev'essere ascoltata. Sono le idee che ci qualificano e ci rendono degni di attenzione: tutto il resto è solo dannoso preconcetto.
fonte http://www.melablog.it Scritto da: Giacomo Martiradonna

giovedì 28 febbraio 2013

Stati Uniti: Apple scrive alla Corte Suprema sostenendo le nozze gay e i diritti Lgbt


Già più volte vi abbiamo parlato di come la Apple sia una delle tante società che, senza alcun timore, si è esposta in prima persona sui diritti Lgbt.
Da sempre, questa società sostiene e appoggia gli omosessuali.

Ricordate? Quando arrivo la terribile notizia della morte di Steve Jobs, vi avevamo elencato cinque punti a dimostrazione di questa tesi.
Adesso, la Apple ha deciso nuovamente di agire e ha presentato alla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America un documento controfirmato da molti altri gruppi influenti come Facebook o Intel.
A darci la notizia sono stati i colleghi di Melablog, supportando i diritti Lgbt.

Proprio la Corte Suprema deve valutare in merito alla tristemente famosa “Proposizione 8″ che ha impedito in California i matrimoni gay. Cupertino, in questo caso, aveva già donato in passato ben 100.000 dollari in favore per il “NO” alla proposta di legge.

Ecco, invece, le parole di Bloomberg:
“I giudici ascolteranno le parti coinvolte il 26 marzo riguardo la Proposition 8 della California, l’iniziativa che alle urne ha stroncato il matrimonio gay a cinque mesi dalla sua istituzione. Il gruppo di società, che include tra l’altro Facebook e Intel, sosterranno nelle proprie tesi che i divieti sul matrimonio omosessuale in 41 stati danneggiano il morale del posto di lavoro e infiacchiscono le assunzioni. A prescindere dalla gran tolleranza interna, la cultura aziendale da sola non può superare lo stigma sociale istituzionalizzato dalla Proposition 8 e da leggi simili” questa sarà la tesi delle società”


Non sono nemmeno una decina, su cinquanta totali, gli Stati che permettono le nozze tra persone dello stesso sesso. E la battaglia per i diritti Lgbt sta finalmente coinvolgente non solo i diretti interessati ma sempre più societa e sempre più persone che, per interesse o per solidarietà, decidono di metterci i soldi e la faccia.

E un applauso se lo meritano sempre.
fonte http://www.queerblog.it da Alberto Graziola