Visualizzazione post con etichetta iniziative contro transfobia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta iniziative contro transfobia. Mostra tutti i post

martedì 23 marzo 2021

Ilga, Arcilesbica a rischio espulsione per le sue posizioni sulle persone transgender

Arcilesbica
rischia di essere espulsa dall’Ilga – l’International Lesbian and Gay Association –  per le sue ben note posizioni sulle persone transgender. È successo tutto su Twitter. Rispondendo ad un profilo che aveva sollevato il problema di certe affermazioni politiche, Ilga Europa si è così espressa: «Grazie per aver portato alla nostra attenzione queste affermazioni transfobiche. @ILGAEurope è un posto sicuro per le persone trans. È per questo che abbiamo chiesto @ILGAWORLD di rimuovere Arcilesbica come membro. Stiamo aspettando il completamento delle procedure ufficiali».

La denuncia di PornoNoblogs

Tutto nasce qualche mese fa, a dicembre del 2020. PornoNoblogs, l’utente di Twitter, ha chiamato in causa Ilga Europe chiedendo come mai l’associazione lesbica italiana fosse al suo interno nonostante le posizioni sulle persone transgender, considerate escludenti. Il 4 dicembre l’associazione rispondeva: «ILGA-Europe prende molto seriamente qualsiasi posizione anti-trans da parte delle organizzazioni membri. Questo è il motivo per cui stiamo attualmente esaminando la questione dell’adesione ad Arcilesbica, come faremmo per qualsiasi altro membro in situazioni simili».

Il tweet di Ilga su Arcilesbica

Quindi, in occasione dell’8 marzo. PornoNoBlogs è tornato sull’argomento, riportando un articolo. Lo stesso rimanda ad una condivisione sulla sua pagina ufficiale in cui Arcilesbica si era espressa ancora con affermazioni discutibili sulle persone transgender. «Qual è la vostra posizione ufficiale al riguardo?» chiedeva l’utente di Twitter. La risposta non si è fatta attendere. E quindi è arrivata la richiesta di rimuovere ufficialmente l’associazione italiana dai membri di Ilga.

fonte:  www.gaypost.it

venerdì 22 maggio 2020

ISS e UNAR: Nasce "Infotrans.it" il primo portale Istituzionale in Europa per le persone  transgender

Sarà online lunedì 25 maggio www.Infotrans.it il primo portale dedicato alle persone trangender frutto di una collaborazione tra il Centro di Riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – Presidenza del Consiglio dei Ministri (UNAR). Il progetto risponde all’esigenza di fornire alla popolazione informazioni indipendenti, certificate e aggiornate in questo campo e per favorire una piena inclusione sociale delle persone transgender.

“Con questo nuovo portale è stato fatto un lavoro importante – dichiara il Presidente dell’ISS Silvio Brusaferro – perché è stato possibile sistematizzare e mettere a disposizione in un modo accessibile e fruibile una mole importante di informazioni basate su evidenze scientifiche utili per orientare anche le scelte di salute di questa fascia di cittadini”.

“Sono grato all’Istituto Superiore di Sanità e alle associazioni che hanno collaborato per aver realizzato un Portale – dichiara il Direttore Generale dell’UNAR Triantafillos Loukarelis – che rappresenta un’esperienza unica in Europa, una buona pratica che sono certo altri Paesi, anche più avanti di noi in tema di diritti LGBTI, vorranno realizzare basandosi sul nostro esempio.
E’ la dimostrazione che quando istituzioni dello Stato come le nostre collaborano tra di loro coinvolgendo l’esperienza del Terzo Settore, sono in grado di fare la differenza, contribuendo al miglioramento di migliaia di vite che rischiano altrimenti di essere marginalizzate.

Pochi giorni fa l’Organizzazione europea ILGA Europe ha pubblicato la Rainbow map che vede l’Italia al 35° posto su 49 Paesi sul rispetto dei diritti umani riconosciuti alle persone LGBTI. Un posizionamento indegno per un Paese come il nostro. Per questo è urgente che il Parlamento approvi presto una legge contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia e che si moltiplichino nel nostro Paese iniziative importanti come quella che presentiamo oggi” – conclude Loukarelis.

“I dati della letteratura internazionale suggeriscono una numerosità della popolazione transgender adulta nel mondo compresa tra lo 0,5 e l’1,2%; estrapolando questi dati alla popolazione italiana si arriva ad una stima di circa 500.000 persone transgender – dichiara la responsabile scientifica del progetto Marina Pierdominici – Secondo le ricerche più recenti, le persone transgender in Italia, così come nella maggior parte del mondo, incontrano numerosi ostacoli nell’accesso all’assistenza sanitaria e a risorse considerate determinanti nel settore sanitario come l’istruzione, l’occupazione, l’alloggio con conseguenze allarmanti per la loro salute.

Ne consegue la necessità di politiche sanitarie maggiormente inclusive per questa fascia di popolazione. A loro, alle loro famiglie e più in generale a tutta la popolazione è dedicato il nuovo Portale Infotrans www.infotrans.it

Il nuovo portale istituzionale, il primo del genere, intende offrire una raccolta di tutti i punti di riferimento sul territorio che offrono servizi dedicati alle persone transgender, dalle Associazioni ai Centri clinici, ai Consultori e ai Punti di Ascolto. Attraverso la compilazione di una scheda appositamente predisposta le strutture hanno fornito informazioni riguardo:
  • numeri e indirizzi utili
  • servizi offerti
  • composizione dei team multidisciplinari
  • eventuale costo dei servizi
  • tempi di attesa per la presa in carico
Il sito contiene anche molte informazioni aggiornate riguardanti la prevenzione, la salute e il percorso di affermazione di genere (il supporto psicologico, il trattamento ormonale e chirurgico), la tutela dell’identità di genere, il diritto al cambio dei documenti e le norme da conoscere prima di affrontare eventuali interventi chirurgici di affermazione di genere oltre ai principali falsi miti e “bufale” che circolano sul tema.

Infotrans.it non contiene solo informazioni dedicate alle persone transgender, è stata predisposta infatti una sezione contenente buone pratiche dedicate agli operatori sanitari, ai datori di lavoro, ai sindacalisti, ai giornalisti e ad altre figure professionali.

Quest’ultima sezione in particolare verrà ampliata in una seconda fase del progetto, attraverso la realizzazione di materiale multimediale volto a veicolare con maggiore efficacia rispetto al testo scritto le informazioni presenti. Questa iniziativa ha già suscitato l’interesse del consiglio d’Europa, ci proponiamo quindi, come prossimo passo, l’esportazione di questo modello attraverso la rete di collaborazioni internazionali delle Istituzioni coinvolte nel progetto.
fonte:  www.unar.it

sabato 26 ottobre 2019

Lgbt: Sam Porto è il primo trans FtoM a sfilare alla São Paulo Fashion Week

È un grande atto di coraggio che ricorderemo grazie alle forti immagini immortalate dai fotografi: Sam Porto è stato il primo uomo transgender a calcare la passarella della settimana della moda di San Paolo, in Brasile, città in cui vive.


Il 25enne ha sfilato per Cavalera, che prende il nome dall’ex batterista della band Sepultura e che è uno dei più importanti brand brasiliani di abbigliamento, diventato in pochi anni un simbolo dell’universo pop, con il suo simbolo dell’aquila a due teste.

Sam Porto ha esibito le sue cicatrici dell’intervento al seno e una scritta sull’addome che recitava: «Rispetto per i trans». Dopo di che il modello si è inginocchiato a mani giunte, come se quel messaggio fosse una preghiera.

In un’intervista al magazine carioca UOL, Sam ha dichiarato che in un primo momento aveva paura di presentarsi a un’agenzia perché temeva di essere confuso con una persona androgina o di essere messo nel casting delle modelle donne. 

«Mi sono sempre vestito così – racconta il modello – vestito con abiti da ragazzo. I miei genitori hanno persino cercato di farmi indossare abiti da donna, ma quando sono cresciuto hanno iniziato a rispettare il modo in cui mi sentivo a mio agio nel vestirmi. Dico di essere privilegiato perché i miei genitori mi hanno supportato».
fonte: By   www.nonegrindr.it

Lgbt: "Trans Freedom March" marcia per commemorare le vittime di transfobia del 2019

Da Sabato 16 Novembre 2019 a Domenica 17 Novembre 2019

Domenica 17 novembre alle ore 16 partirà da piazza Vittorio Veneto a Torino la Trans Freedom March, sesta marcia per commemorare le vittime di transfobia del 2019 e per celebrare le identità trans nelle loro sfaccettature.
L'evento di quest'anno, che si svolge durante la settimana del Transgender Day Of Remembrance, è interamente organizzato da persone T+ e intersex con l'obiettivo di rivendicare uno spazio autogestito nell'ottica dell'auto-determinazione.
La marcia sarà precedeuta da una giornata di dibattiti e incontri, in base al programma seguente:

Sabato 16 novembre
  • ore 17: La favolosa rivoluzione - Trans Freedom March: 50 anni di lotta trans
    Casa Arcobaleno, via Bernardino Lanino 3/A, Torino
    Interverranno: Oliver Meo, Nathan Bonni, Monica J. Romano e Sandeh Veet
    Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti
  • ore 20: Amarcord - 2019, l'aperitivo sui generis!
    Casa Arcobaleno, via Bernardino Lanino 3/A, Torino
    Consumazione con buffet 8 euro fino alle 22 (prenotazioni entro il 14 novembre all'indirizzo info@fuoridaibinari.it). Dopo le 22.00 accesso libero senza prenotazione
Domenica 17 novembre
  • ore 16: Trans Freedom March in memoria di Marsha P. Johnson e Sylvia Rivera
    partenza da piazza Vittorio Veneto con arrivo in Piazza Castello
  • ore 19: Aperitivo e film
    Unione Culturale Antonicelli, via Cesare Battisti 4, Torino
    Aperitivo di auto-finanziamento e la proiezione dei film "Screaming Queens" e "Off Broom" dall'archivio di DQFF

L'iniziativa è organizzata da Sunderam Onlus – Identità Transgender Torino e dal gruppo Fuori dai Binari di Torino, con la collaborazione di Non Una Di Meno, Casa Arcobaleno, Divine Queer Film Festival e Unione Culturale Antonicelli, col patrocinio del Comune di Torino.

Info
Fuori dai binari
Tel. +393755176168
info@fuoridaibinari.it / sunderam.itt@gmail.com
www.fuoridaibinari.it
FB: @fuoridaibinaritorino / @Sunderam.onlus
IG: fuoridaibinari.torino / sunderam.itt
fonte:  www.comune.torino.it

venerdì 9 maggio 2014

Lgbt "UN ALTRO GENERE È POSSIBILE" Campagna per ottenere il cambio del nome e del sesso anagrafico senza intervento chirurgico

Campagna per ottenere il cambio del nome e del sesso anagrafico senza intervento chirurgico

Nel 1982 quando la Legge 164 venne emanata fu un’opportunità grandissima per le persone Trans.

Dopo 30 anni la Legge 164 è diventata il più grande ostacolo per le persone transessuali di emanciparsi dalla discriminazione.

Condizionare il cambiamento del nome e del sesso anagrafico all’intervento chirurgico fa sì che ogni persona Trans che non desidera o non può operarsi non può mai ottenere il cambiamento del nome.

In poche parole condanna le persone Trans non operate in un limbo giuridico da quale non potranno mai uscire.

E’ arrivato il momento di spezzare questa catena e di pretendere che in Italia sia possibile cambiare il nome anche per chi decide di NON operarsi.

L’identità sessuale è un diritto e non può essere condizionato dalla chirurgia.

Ecco perchè pensiamo sia urgente che venga approvata una nuova legge.

Nel frattempo, se questo Parlamento non legifererà noi proporremo cause in ogni Tribunale d’Italia per ottenere, così come è già avvenuto a Roma, sentenze cheautorizzano il cambiamento del sesso e del nome anche senza l’intervento chirurgico.

Ogni persona Trans d’Italia che non desidera operarsi ma desidera avere il cambiamento del nome potrà unirsi alla nostra battaglia.

Se sei una persona Trans non operata che vuole cambiare nome e sesso contattaci a: altrogenerepossibile@gmail.com
fonte http://www.mit-italia.it/

sabato 8 febbraio 2014

LGBT: Amnesty International: in Europa le persone transgender subiscono discriminazione e trattamenti disumani e degradanti

In un rapporto presentato oggi in alcune capitali europee, Amnesty International ha affermato che le persone transgender che intendono cambiare il loro sesso all'anagrafe subiscono violazioni dei diritti umani: sono costrette a subire interventi chirurgici invasivi, sterilizzazioni, terapie ormonali o test psichiatrici prima di poter modificare i loro documenti.

"Naturalmente, vi sono persone transgender che intendono usufruire dei trattamenti medici disponibili, ma molti altri non vogliono. Gli stati non dovrebbero forzare le scelte delle persone transgender facendo dipendere il riconoscimento legale della loro identità di genere da interventi chirurgici, trattamenti ormonali o sterilizzazioni" - ha dichiarato Marco Perolini, esperto di Amnesty International in materia di discriminazione.

"Molte persone transgender devono superare enormi ostacoli prima di conciliarsi con la loro identità e i problemi aumentano a causa di una manifesta discriminazione di stato".

Il rapporto di Amnesty International, intitolato "Lo stato decide chi sono: la mancanza di riconoscimento legale per le persone transgender in Europa", prende in esame sette paesi europei evidenziando come le procedure per ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere violino i diritti umani fondamentali in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania e Norvegia mentre in Irlanda non esista alcuna procedura, sebbene una legislazione in materia sia in cantiere.

Si stima che le persone transgender nei paesi dell'Unione europea siano circa un milione e mezzo.

In molti stati sono in vigore procedure rigorose attraverso le quali una persona può cambiare il sesso all'anagrafe.
Le persone transgender possono ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere solo se viene loro diagnosticato un disturbo mentale o se accettano di sottoporsi a procedure mediche come i trattamenti ormonali o interventi chirurgici che determinino una sterilità irreversibile.
In alcuni casi, devono dimostrare di essere single. Il tutto può durare anni.

"Gli stati devono assicurare che le persone transgender possano ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere attraverso una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla sua identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d'imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani" - ha sottolineato Perolini.

"Le persone si trovano a dover prendere un'odiosa decisione: o accettano di essere sottoposte a una serie di trattamenti e misure degradanti per volere dello stato o sono costrette a vivere con un genere basato sul sesso loro assegnato alla nascita, anche quando ciò contraddice il loro aspetto e la loro identità" - ha aggiunto Perolini.

In Irlanda non esiste ancora alcuna procedura per consentire alle persone transgender di cambiare il loro sesso all'anagrafe. Victoria, una transgender di Dublino, ha detto ad Amnesty International: "Il riconoscimento legale è importante perché finalmente non dovrei combattere per ottenere qualcosa cui ho diritto, come l'assistenza pubblica. Io voglio essere riconosciuta per chi maledettamente sono. È ridicolo che lo stato non mi riconosca per ciò che sono".

Il riconoscimento legale dell'identità di genere è fondamentale affinché le persone transgender beneficino dei loro diritti umani. Esse rischiano di essere discriminate ogni volta che devono esibire un documento in cui sono indicati nome e sesso all'anagrafe che non corrispondono alla loro identità ed espressione di genere.

Leggi le storie del nostro rapporto:
http://www.amnesty.it/europa-identita-negate-casi-di-persone-transgender

Scarica il rapporto in inglese "Lo stato decide chi sono: la mancanza di riconoscimento legale per le persone transgender in Europa"
:
http://www.amnesty.org/en/library/info/EUR01/001/2014/en
FONTE http://www.amnesty.it

venerdì 10 gennaio 2014

Lgbt: L'Andalusia, primo territorio d'Europa ad approvare una legge contro la discriminazione dei transessuali

Il 12 dicembre 2012, il Parlamento Europeo aveva raccomandato agli Stati dell'Unione di modificare le leggi per evitare la discriminazione delle persone transessuali e per depatologizzare la transessualità; aveva proposto, come modello di riferimento la legge argentina, che dal 2012 è l'unica al mondo che riconosce l'autonomia dei transessuali, anche minorenni.

Un anno dopo, l'Andalusia sarà la prima regione dell'Europa ad approvare il Progetto di Legge integrale di non discriminazione per motivi di identità di genere e di riconoscimento dei diritti delle persone transessuali. Il progetto arriverà in Parlamento la prossima settimana e diventerà legge, seguendo l'iter parlamentare, in quattro o cinque mesi.

Il quotidiano digitale eldiario.es, spiega bene quali sono gli obiettivi della legge andalusa e quello che succederà dopo la sua approvazione: http://www.eldiario.es/andalucia/Claves-andaluza-transexualidad-vanguardia-europea_0_196680636.html

La legge intende "garantire il diritto delle persone che manifestano socialmente un'identità di genere diversa da quella del sesso assegnato alla nascita, a ricevere un'attenzione integrale e adeguata alle loro necessità sociali, mediche, giuridiche, lavorative ed educative, tra le altre, in effettive condizioni di uguaglianza e senza discriminazioni rispetto al resto della cittadinanza".

Le Amministrazioni Pubbliche andaluse, con la collaborazione delle associazioni delle persone transessuali, dovranno "disegnare e valutare sistematicamente una politica pro-attiva per la migliore integrazione sociale, con una particolare attenzione alle donne transessuali, come collettivo a rischio di accumulare molteplici cause di discriminazione. Dovranno anche sviluppare programmi di sensibilizzazione e di capacità per il loro personale, in modo da evitare atteggiamenti discriminatori, pregiudizi e imposizione di stereotipi in relazione all'espressione della propria identità di genere; lanceranno campagne di sensibilizzazione dirette al pubblico in generale".

Cambierà, soprattutto, il trattamento nei centri sanitari. Le associazioni transessuali chiedevano che la transessualità fosse depatologizzata, cioè non venisse più considerata una malattia mentale. E con la nuova legge i transessuali avranno i trattamenti "a cui hanno accesso tutti i cittadini (ormoni, inibitori per i minorenni, operazioni chirurgiche…), senza dover superare le valutazioni a cui finora erano sottoposti.

Il Servicio Andaluz de Salud (SAS) garantirà ai transessuali di non essere segregati nell'accesso ai servizi comuni di attenzione primaria, includendo i trattamenti legati allo sviluppo puberale dei minorenni e ai servizi di attenzione specializzata più vicini, in particolare endocrinologia e chirurgia generale".

Inoltre, "nessuna persona potrà essere adesso obbligata a sottomettersi ad alcuna forma di trattamento, procedimento medico o esame psicologico per cercare di trattare o determinare la sua identità di genere".

Dunque, si garantirà in questo modo "l'autonomia responsabile del paziente-utente transessuale davanti ai prestatori di servizi sanitari, superando definitivamente l'anacronismo come le terapie 'curative' o il cosiddetto 'test o esperienza di vita reale'".

Con questa legge saranno decentralizzate tutte le cure a eccezione di quelle specializzate, come le chirurgie di ricostruzione genitale, che saranno eseguite sempre nell'Hospital Carlos Haya di Málaga. I trattamenti ormonali saranno invece decentalizzati nei centri di salute della regione.

La nuova legge stabilisce anche l'inclusione dei transessuali nei piani di lavoro diretti ai collettivi con particolari difficoltà di accesso all'impiego. Il 54% dei transessuali spagnoli è infatti disoccupato e per molti di loro, impossibilitati a trovare lavoro, soprattutto se immigrati, la prostituzione è l'unica soluzione possibile.

Per evitare la discriminazione la nuova legge faciliterà la documentazione amministrativa provvisoria, che sarà gratuita, in attesa del cambio del sesso e del nome e in nessun caso saranno richiesti documenti medici.
La legge dovrebbe essere approvata entro maggio o giugno.
fonte http://rottasudovest.blogspot.it

venerdì 5 aprile 2013

Lgbt Firenze: "Identità di genere in età evolutiva" domani sabato 6 aprile un convegno al Palagio di Parte Guelfa, inizio ore 9

(Clicca foto per ingrandire)
Creare un momento di conoscenza in merito alla situazione internazionale sull’argomento e favorire un confronto interdisciplinare in modo da integrare le diverse prospettive sul tema.

Sono questi gli obiettivi del convegno internazionale “Identità di genere in età evolutiva” in programma sabato 6 aprile al Palagio di Parte Guelfa e che sarà aperto dal saluto del vicesindaco e assessore al welfare Stefania Saccardi.

L’identità di genere rappresenta una dimensione dell’identità sessuale e fa riferimento al persistente senso di sé all’interno del continuum tra maschile e femminile.

Lo sviluppo dell’identità di genere non sempre è in accordo con il sesso biologico, per cui a partire da un’età precoce le persone possono non identificarsi con il genere assegnato alla nascita.

In alcuni casi tale condizione si può accompagnare anche a disagio (disforia di genere).
Gli adolescenti transgender soffrono di dinamiche di stigma e marginalizzazione, che possono avere effetti negativi sul benessere psicologico e la qualità della vita della persona.

Le tematiche relative all’identità di genere in età evolutiva rappresentano, all’interno della salute transgender, un importante capitolo che origina controversie e dibattiti.

Il convegno di sabato nasce proprio dall’esigenza di creare un momento di conoscenza in merito alla situazione internazionale sull’argomento e ha l’obiettivo specifico di favorire un confronto interdisciplinare in modo da integrare le diverse prospettive sul tema.
(Clicca foto per ingrandire)
Sono previsti interventi da parte di esperti (come il neuropsichiatra infantile Domenico Di Ceglie che tratterà il tema “Riflessioni sull’espressione in infanzia del ruolo di genere nei contesti sociali” e la psicologa e psicoterapeuta Maddalena Mosconi che invece si concentrerà sugli aspetti familiari legati alla disforia di genere nell’età evolutiva), una tavola rotonda che approfondirà la visione interdisciplinare sul tema e momenti di discussione.
L’appuntamento è alle 9 presso il Palagio di Parte Guelfa.
fonte http://press.comune.fi.it/ scritto da Martina Fontani

mercoledì 27 marzo 2013

Lgbt USA: Portland al liceo bagno unisex per le persone trans


La direzione di un liceo di Portland, in Oregon, ha creato dei bagni unisex per i transessuali; l’iniziativa è stata presa per andare incontro alle necessità di 10 transessuali, tra studenti e personale.

Il liceo di Portland è stato il primo negli Stati Uniti ad attuare questo provvedimento per semplificare la vita dei transgender; Scott Morrison, 17 anni, nato donna ma ormai identificato come maschio, ha commentato: ‘E’ una grande idea, non devi nemmeno pensarci’.

Stando a quanto scrive il Daily News, per evitare il problema, il ragazzo aveva smesso di bere a scuola: non sapeva se andare nel bagno dei maschi o delle femmine e la questione lo tormentava.
La decisione dell’avanzato liceo arriva a sei anni dall’approvazione dell’Oregon Equality Act, la legge che protegge gay, lesbiche, bisex e trans dalla discriminazione.Bravi.
Fonte: liberoquotidiano.it via http://www.chedonna.it/

martedì 22 gennaio 2013

Lgbt Bologna: Gaetano Navarra testimonal del telefono amico gay e lesbico, attivo al Cassero al numero 051555661

Parte oggi la nuova campagna informativa del Telefono amico gay e lesbico del circolo Arcigay Il Cassero, un’iniziativa che intende accendere i riflettori sul servizio di counseling messo in campo ogni settimana, dal lunedì al venerdì, dai volontari del circolo lgbt bolognese.

“L’omofobia – spiega il responsabile del servizio, Dr Maurizio Betti – mostra sintomi di grave radicamento nel nostro quotidiano, rendendo ricorrenti le discriminazioni e perfino gli atti violenza, fisica e psicologica, nei confronti di persone gay e lesbiche.

L’assenza di norme contro l’omofobia espone gli omosessuali a una fragilità sociale di fronte alla quale è necessaria la messa in campo di strumenti ad hoc: uno di questi è senza dubbio il Telefono amico gay e lesbico, servizio di ascolto, informazione e supporto attivo al Cassero,
dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 23,
al numero 051555661″.


In funzione dal 1992, il telefono amico gay e lesbico permette anche di accedere a servizi di consulenza individuale gratuita e lavora in rete con gli altri servizi del circolo, dallo sportello legale a quello sanitario. Inoltre, il Telefono amico gay e lesbico può rappresentare una prima importante porta di accesso alla socializzazione LGBT.

La campagna “Io non ci sto” – mirata a far conoscere a gay e lesbiche questo servizio – sarà diffusa attraverso manifesti e locandine nei locali frequentati dal pubblico lgbt e nei luoghi pubblici. Sul web, oltre ai banner diffusi sui vari siti tematici, è nato un sito dedicato – www.telefonoamicogay.it – con tutti i riferimenti del servizio.

Il Telefono amico gay e lesbico è anche sui social network
(facebook: facebook.com/telefonoamicogaylesbico – twitter: @telamico_gay).
Il primo testimonial della campagna “Io non ci sto” è Gaetano Navarra, noto stilista bolognese che veste star di fama internazionale, del mondo del cinema e della musica.

fonte http://www.arcigay.it/

mercoledì 16 gennaio 2013

Lgbt Trieste: Grande manifestazione contro chi umilia gay, lesbiche e trans

Una grande manifestazione di dignitosa rabbia si è svolta sabato pomeriggio sotto il palazzo della curia arcivescovile di Trieste, organizzata dalle associazioni Arcigay e Arcilesbica del Friuli Venezia Giulia insieme ad associazioni, sindacati e movimenti politici, e con la presenza del Presidente nazionale di Arcigay, Flavio Romani.

Le persone presenti al presidio hanno voluto affermare la laicità dello stato, condannare le indegne parole del vescovo Crepaldi e del suo collaboratore don Malnati nei confronti delle persone omosessuali e delle loro famiglie e denunciare il vuoto legislativo che in Italia ancor oggi impedisce di tutelare le persone e le famiglie omosessuali.

Tutti i partecipanti, sventolando un’enorme bandiera arcobaleno, simbolo del movimento omosessuale, hanno dimostrato la pacifica ma netta determinazione a non permettere più che istituzioni religiose, politiche o civili esprimano nei confronti di gay, lesbiche e transessuali insulti e giudizi denigranti, che nulla hanno a che fare con una supposta critica legittima, ma richiamano invece alle più pericolose forme di omofobia e di razzismo.

I presidenti di Arcigay e Arcilesbica di Trieste, Gorizia Udine e Pordenone, Davide Zotti e Giacomo Deperu, hanno potuto constatare che il presidio sotto la curia è stato un grande successo perché la numerosa e attiva presenza di cittadine e cittadini di ogni orientamento sessuale ha dimostrato di essere il miglior antidoto alla deriva omofoba e razzista a cui oggi sono esposti il nostro paese e la nostra città. Ora spetta alle istituzioni prevenire e contrastare attivamente tutte le diverse forme di omofobia che serpeggiano ed emergono con sempre maggior frequenza nella nostra società, anche a causa delle ingerenze della chiesa cattolica nella vita dello Stato.

Significativa a questo proposito è stata la presenza degli assessori comunali di Trieste, Marchigiani ed Omero, dell’assessore comunale di Udine Enrico Pizza, dei consiglieri comunali triestini Cogliati Dezza, Decarli, Andolina e dei consiglieri provinciali Morena e Canziani.

Hanno aderito e contribuito al successo dell’iniziativa Antonio Parisi, direttore artistico di Jotassassiana, che ha messo a disposizione l’enorme bandiera arcobaleno, Clara Comelli per l’Associazione Radicale Certi Diritti, i Cobas Fvg, Cinzia Villa ed Elena Dorigo dell’Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali), Sel Trieste e Arci Trieste.
fonte http://www.arcigay.it/

lunedì 14 gennaio 2013

Lgbt: Comune di Milano, dopo il registro gay, una mail per denunciare atti di intolleranza legati all'orientamento sessuale o all'identità di genere

Un indirizzo mail per denunciare casi di intolleranza legati all'orientamento sessuale o all'identità di genere.

Lo ha attivato ieri il Comune, la nuova casella di posta elettronica è:

antidiscriminazione@comune.milano.it


Un'urgenza? Sarà il tempo a dirlo, l'attivismo per istituire il Registro delle unioni civili già ha precorso le esigenze del mondo gay, visto che dopo quattro mesi sono «corse» a iscriversi solo un centinaio coppie omosessuali, nonostante la grande campagna mediatica intorno all'evento.

L'indirizzo mail secondo Majorino «darà la possibilità alle persone di denunciare o avere colloqui con gli operatori per casi di discriminazione sessuale o identità di genere».

Majorino ha presentato i progetti sul Welfare in partenza, tra cui
«Pronto soccorso sociale», ossia un sistema di pronto intervento con competenze trasversali e una rete di servizi emergenziali attivabili in ogni momento, attivo 24 ore su 24 e 365 giorni l'anno.

Il test inizierà nel corso dell'anno per arrivare a regime entro il 2014.

E l'assessore ha manifestato preoccupazione per la questione dei richiedenti asilo dal Nord Africa: «Situazione non risolta che rischia di far pagare un prezzo salato a città come Milano che si sono assunti l'onere dell'accoglienza e nei prossimi mesi saranno la nuova naturale meta di una ondata di senza dimora, se dallo Stato non arriverà un intervento degno di essere chiamato tale».
fonte http://www.ilgiornale.it

lunedì 17 settembre 2012

Lgbt USA: La campagna trans della Columbia "Faccio parte dello Stato"

Dopo alcuni episodi di transfobia, lo Stato americano del District of Columbia ha lanciato la sua campagna per l'integrazione: "Trattami come ogni altra donna, con gentilezza e rispetto".

Dopo alcuni episodi di transfobia, lo Stato americano del District of Columbia ha lanciato la sua campagna per l'integrazione delle persone transgender.

La prima testimonial dei manifesti affissi per tutto il territorio dice:
"Amo perdermi per il museo Smithsonian, mangiare con gli amici sulla H Street e andare agli spettacoli dell'Howard Theatre. Faccio parte di questo stato. Trattami come qualsiasi altra donna, con gentilezza e rispetto"
fonte http://www.gay.it

sabato 8 settembre 2012

Lgbt: Rimini Fiera si schiera contro l'omofobia e la transfobia

In foto la stretta di mano tra il presidente Lorenzo Cagnoni e l’assessore Nadia Rossi

La Spa riminese ufficializza l'adesione data fin dal suo annuncio alla pregevole iniziativa del Comune di Rimini per una comunicazione attenta e responsabile,
a tutela dei generi.

E' stato firmato da Rimini Fiera il 'Protocollo d'intesa per l'attività di sensibilizzazione sulla parità e non discriminazione tra i generi nell'ambito della pubblicità'.

Con questa sigla la Spa riminese ufficializza l'adesione data fin dal suo annuncio alla pregevole iniziativa del Comune di Rimini per una comunicazione attenta e responsabile, a tutela dei generi e priva di elementi di omofobia e trans fobia, lanciata nelle scorse settimane e subito raccolta con entusiasmo dalle agenzie del territorio.

Il Protocollo, che prevede anche l'impegno del Comune di Rimini a denunciare eventuali comunicazioni lesive della dignità dei generi, è stato firmato lunedì mattina dal Presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni, alla presenza di Nadia Rossi, Assessore alle Politiche di Genere del Comune di Rimini

"Rimini Fiera - commenta il Presidente Lorenzo Cagnoni - sviluppa in vari settori una intensa attività di comunicazione pubblicitaria, coinvolgendo numerose agenzie, del territorio e nazionali. Abbiamo aderito a questo protocollo per aggiungere un impegno formale alla convinzione che su certi temi sia necessario porre grande attenzione".

"La violenza contro le donne, - dice Nadia Rossi, Assessore alle Politiche di Genere del Comune di Rimini - va affrontata nelle sue forme estreme, ma va soprattutto contrastata sul piano culturale e dei valori, opponendosi ad una sorta di accettazione di un fenomeno che parte dalla concezione di relazioni fondate sul dominio, sull'idea del possesso di vite e di corpi altrui. Valori e obiettivi che la sottoscrizione di quest'oggi dimostra essere propri dell'intera collettività riminese, di cui Rimini Fiera è uno dei cardini portanti. E di questo ne siamo grati."

fonte http://www.riminitoday.it