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domenica 22 maggio 2022

Lgbt > Jake Daniels, dopo il suo coming out un compagno di squadra si scusa: “Perdono, sono stato omofobo”

Qualche giorno fa Jake Daniels ha fatto la storia del calcio inglese facendo coming out pubblicamente. Il giocatore del Blackpool infatti è l’unico calciatore professionista in attività nel Regno Unito ad essersi dichiarato omosessuale. Jake ha rivelato che i suoi compagni di squadra l’hanno supportato fin da subito e che l’hanno anche incoraggiato ad aprirsi con il pubblico. Alcuni utenti di Twitter però hanno scoperto che nel 2012 un giocatore del Blackpool, Marvin Ekpiteta, ha pubblicato dei tweet omofobi. Marvin si è subito scusato pubblicamente.

La lettera di Marvin Ekpiteta.

“Mi assumo la piena responsabilità di questi post. Voglio scusarmi con tutto il cuore per il linguaggio offensivo e completamente inappropriato che ho usato e per le cose orrende che ho scritto.

Non è una giustificazione, ma ero un ragazzino. Adesso sono cresciuto e ho conosciuto e lavorato con tutti i tipi di persone. Da quando sono diventato un giocatore professionista sono cresciuto come persona. Non sono più lo stesso che ha scritto quelle schifezze. Sono davvero imbarazzato per quello che ho pubblicato a 17 anni. Però vi giuro che quelle frasi non riflettono in alcun modo i valori che ho adesso e le convinzioni che ho come persona e come compagno di squadra.

Sono così orgoglioso di Jake, questo è un momento estremamente positivo per il calcio. Perché il calcio deve essere un luogo in cui tutti possono sentirsi liberi di essere sé stessi. E mi dispiace davvero se ripenso ai commenti che ho fatto in passato. Mi assumo la piena responsabilità di questi post e mi dispiace”.

Contro l’ondata di critiche che si è beccato Marvin, è intervenuto proprio Jake Daniels: “Quello che hai scritto quando avevi 17 anni non definisce l’uomo che sei adesso. Voglio dirti che sono fiero di essere tuo compagno di squadra. Tutti insieme stiamo facendo fare dei progressi al calcio“.

Jake Daniels ispirato da Tom Daley e Josh Cavallo.

Daniels in una nuova intervista ha dichiarato che per il suo coming out è stato ispirato da alcuni colleghi noti come Tom Daley: “Sono stato ispirato da Josh Cavallo, Matt Morton e dagli atleti di altri sport, come Tom Daley, ad avere il coraggio e la determinazione per guidare il cambiamento. Mi sono anche confidato con i miei compagni di squadra del Blackpool, e anche loro mi hanno spronato ad aprirmi e dirlo alla gente“.

Questa è la prova che i coming out sono ancora molto utili, al contrario di quanto sostengono molti artisti (soprattutto italiani), che credono che dichiarare il proprio orientamento sia fare un passo indietro. I coming out saranno etichette inutili quando al mondo nessuno dovrà nascondersi o aver paura di essere se stesso, fino ad allora atti di coraggio come quello di Jake restano importantissimi. 

fonte: Fabiano Minacci  www.biccy.it

giovedì 19 settembre 2019

Lgbt: A Ragusa la prima squadra di rugby gay-friendly in Italia per l'evento “Placca l'omofobia”

Allo stadio di via Forlanini le "partite sui generis" di "Libera Roma", "I Briganti di Librino" (Catania), "Bulls Vittoria Rugby", e Ragusa Rugby

Ragusa - Dire no all’omofobia attraverso lo sport. Domenica 22
settembre, una giornata in compagnia del rugby, con la sesta edizione della manifestazione “Placca l’omofobia - partite sui generis” per affermare la libertà di genere e vestire i colori dell’uguaglianza.

Ancora una volta sarà lo stadio di rugby di via Forlanini a Ragusa a ospitare una grande
festa aperta all’intera collettività, organizzata da Agedo Ragusa e dal Ragusa Rugby, con la partecipazione dei clown dottori dell’associazione “Ci ridiamo su”. La giornata gode del contributo del Centro Servizi Culturali del Comune di Ragusa e del patrocinio della Federazione Italiana Rugby.
Ospiti d’eccezione saranno alcuni giocatori in rappresentanza di Libera Roma, la prima squadra di rugby gay-friendly e inclusiva in Italia, insieme con i rugbisti della squadra catanese I Briganti di Librino e il Bulls Vittoria Rugby, tutti in serie C, oltre naturalmente ai padroni di casa del
Ragusa Rugby.

Sarà una giornata all’insegna della gioia, dello stare insieme, della condivisione e dello sport: una domenica colorata di vita e di diritti, a partire dai colori che, come di consueto, decoreranno il viso dei giocatori.

Una festa a cui tutta la collettività è invitata a partecipare e dove grandi e piccini, sportivi e non, parenti e amici, si ritroveranno per dire no alla discriminazione di genere.

In programma a partire dalle 10 le partite fra le quattro squadre presenti, intervallate dai divertenti interventi dei clown dottori di “Ci ridiamo su” che presenteranno anche il video realizzato questa estate insieme ai giocatori del Ragusa Rugby per sensibilizzare sul tema dell’omofobia.

Al termine delle partite la consegna della coppa della promozione alla squadra ragusana.
La giornata si concluderà con l’immancabile grigliata comune nel village che sarà allestito nello stadio che ospiterà stand con panini e bibite, banchetti informativi, iniziative.

La giornata sarà presentata da Mara Gelmini. L'iniziativa è sostenuta da Amnesty International – Ragusa, Arcigay Ragusa, Lebowski Music Network, Katastole' Prospettive E Casa Delle Maschere. Mediapartner il sito Ragusaoggi.it.
Per info: pagina facebook Ragusa Rugby.
fonte: COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

venerdì 10 luglio 2015

Lgbt: Bacio gay in copertina su Sportweek: è la prima volta in Italia per un giornale sportivo

"Chi ha paura di un bacio?" sarà il titolo della cover dell'allegato della Gazzetta dello Sport. I protagonisti sono due rugbisti della squadra Libera Rugby, compagni anche nella vita

Con l’hashtag #liberitutti Sportweek entra nella storia: per la prima volta, nel numero che troverete in edicola sabato, vedremo un bacio gay tra due rugbisti.
I protagonisti sono due giocatori della squadra amatoriale romana Libera Rugby, Stefano e Giacomo, non solo compagni di squadra, ma anche compagni di vita.
“Chi ha paura di un bacio?” sarà il titolo della copertina dell’allegato della Gazzetta dello Sport. Sul sito della squadra si legge: “Libera Rugby Club è la prima squadra maschile di rugby gay-friendly in Italia. L’obiettivo di Libera è promuovere la diffusione del gioco del rugby nella comunità LGBT, fornendo un ambiente sociale e sportivo dove tutti si sentono accettati e rispettati indipendentemente dal loro orientamento sessuale, contribuendo in tal modo a combattere l’omofobia nel mondo dello sport”.

Un messaggio forte in un mondo, quello sportivo, pieno di tabù. Per la prima volta in Italia un giornale sportivo pubblica un bacio gay sulla sua copertina, iniziativa commentata positivamente dal portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo: “Si tratta di una scelta rivoluzionaria per lo sport italiano e di grande importanza per il messaggio che vuole veicolare, quello di abbattere i pregiudizi anche nello sport e tramite lo sport”.

Nel 2013 GQ tedesco aveva lanciato l’hashtag #Mundpropaganda mettendo in copertina un bacio omosessuale e facendo una campagna di sensibilizzazione sull’omofobia chiedendo a 13 celebrità maschili tedesche di baciarsi. “L’intolleranza a cui sono sottoposti gli omosessuali è troppa – ha detto il capo redattore della rivista – Con #Mundpropaganda ci vogliamo battere per una società più libera e rispettosa”.
fonte: di Elisa D'Ospina per http://www.ilfattoquotidiano.it/

mercoledì 14 maggio 2014

Lgbt: Australia contro l'omofobia: ecco il rugby-gay, Alessandro Del Piero testimonial stop discriminazioni sessuali nello sport

Palla ovale, calcio e cricket in campo: stop discriminazioni sessuali nello sport
L'Australia dichiara guerra all'omofobia nello sport.

I dirigenti delle cinque maggiori leghe sportive nazionali della palla ovale, del calcio e del cricket si sono impegnati a liberare le rispettive discipline dalla discriminazione sessuale e a creare la necessaria struttura in tempo per l'inizio della Bingham Cup, il primo campionato mondiale di rugby gay. Un'iniziativa importante, che ha visto in campo testimonial di prim'ordine, tra cui anche Alessandro Del Piero.

L'ex capitano della Juventus e attuale stella del Sydney FC ha registrato alcuni annunci video, trasmessi dai maggiori canali Tv, insieme a molte altre star dello sport australiano, dal nazionale di calcio verde-oro Henry Kewell ai rugbisti David Pocock e Paul Gallen, passando per i cricketer Mitchell Johnson a Ryan Harris.

Un sostegno alla battaglia contro l'omofobia è arrivato anche dal ministro federale dello Sport Peter Dutton: "Sorgoglioso di vedere lo sport australiano in un ruolo di leadership di impegno alla diversità e all'inclusione". Gli fa eco il presidente della Commissione Diritti Umani, Tim Wilson: "I codici di condotta sono vitali nel rafforzare la legge e promuovere cambiamenti culturali, per combattere l'omofobia e rendere più inclusivo l'ambiente sportivo".

Anche le organizzazioni sportive internazionali hanno elogiato l'iniziativa. "Una storica pietra miliare", l'ha chiamata Patrick Burke, presidente dell'organizzazione di base in Usa, You Can Play.

"Lo sport è qualcosa che l'umanità abbraccia in tutto il mondo, quindi questa è una pietra miliare di portata storica, con tutti i maggiori sport professionisti in Australia impegnati a introdurre misure per eliminare l'omofobia e rendere gli sport accoglienti per gli atleti gay.

Siamo fiduciosi che organizzazioni sportive professioniste attorno al mondo seguiranno con attenzione il lavoro che si svolge ora in Australia", ha spiegato.
fonte http://www.tgcom24.mediaset.it/

martedì 18 febbraio 2014

Lgbt: Lacci rainbow contro l'omofobia nello sport anche in Italia

Anche in Italia la campagna lanciata da Paddy Power e Fondazione Cannavò in collaborazione con Arcigay e Arcilesbica si sta diffondendo.
Chi allaccia ci mette la faccia è il motto.
L’idea è quella di liberare i campi sportivi dal pregiudizio: si invitano, infatti, atlete e atleti e indossare dei lacci rainbow per “abbattere uno steccato e di contribuire all'empowerment delle persone LGBT nei campi da gioco, nelle tribune degli stadi e dei palazzetti, nelle case di tanti tifosi”. L'idea dei lacci colorati non è nuova.

REPLICA DELL'INIZIATIVA
L’idea dei lacci arcobaleno per gli sportivi era già era stata lanciata lo scorso anno nel Regno Unito: allora Paddy Power collaborò con l’associazione Stonewall e inviò i lacci a tutte le squadre professioniste di Inghilterra e Scozia.
Flavio Romani (presidente di Arcigay) e Paola Brandolini (presidente di ArciLesbica) così commentano l’iniziativa: "La lotta contro l'omofobia, la lesbofobia e la transfobia non ha come unico obbiettivo la richiesta di una norma penale che punisca gli atti di violenza, i cosiddetti crimini d'odio".
In questi mesi di intenso dibattito fuori e dentro le aule del Parlamento sull'estensione della legge Mancino, Arcigay e ArciLesbica, assieme alle altre associazioni e ai collettivi che compongono il movimento LGBT (lesbico, gay, bisex e trans), non hanno mai smesso di operare sul versante sociale e culturale, tentando di modificare i contesti e lavorare sull'origine della discriminazione, dell'ostilità e della violenza nei confronti delle persone gay, lesbiche e trans.

EDUCARE AL RISPETTO
Secondo i due attivisti LGBT: Le scuole, l'Università, i luoghi di lavoro, la pubblica amministrazione, i servizi sanitari e sociali: sono tutti ambiti nei quali tentiamo da tempo e costantemente di imprimere un cambiamento, nella convinzione che affrontare la questione dei crimini d'odio significhi innanzitutto modificare i contesti, educarli a una visione plurale delle identità e degli orientamenti, sgretolando le barriere che marginalizzano le persone LGBT costruendo per loro ambienti favorevoli all'espressione piena della propria individualità, che comprende non solo gli amori, i desideri, le relazioni, ma anche le idee, la creatività, il talento.
fonte http://www.nanopress.it/

lunedì 13 gennaio 2014

Lgbt: Il tuffatore Ian Matos ha fatto coming out

Dopo Matthew Mitcham, Tom Daley e Greg Louganis, un altro tuffatore olimpico ha scelto di fare coming out.

Si tratta del 24enne brasiliano Ian Matos che, intervistato dal quotidiano Correio, ha dichiarato: «Fin da quando ero piccolo sapevo di essere gay, ma è qui a Rio de Janeiro che ho avuto modo di vivere la mia sessualità».

Il suo recente trasferimento nella capitale, dunque, gli ha offerto la possibilità di vivere la propria sessualità alla luce del sole, ed è quello il motivo -unito all'esempio fornitogli da Tom Daley. ad averlo spinto verso un coming out pubblico.

Nell'occasione ha anche precisato che qualcuno gli aveva suggerito di attendere la conclusione delle olimpiadi di Rio de Janeiro prima di dichiararsi pubblicamente gay in modo da non rischiare di perdere degli sponsor, ma l'essere costretto a vivere nell'ombra fino al 2018 gli era apparsa un'opzione troppo snervante.

Il tre volte campione brasiliano nel tuffo da un metro ha anche spiegato che secondo lui l'omofobia nello sport non è poi molto diverso dal bullismo omofobico che si può subire in un liceo, assumendola come una sfida nel voler dimostrare di non valere certo meno di chiunque altro.
Fonte: http://gayburg.blogspot.com/

venerdì 11 ottobre 2013

Lgbt: Parigi capitale dei Gay Games 2018

Parigi designata città dei Gay Games 2018. Una vittoria attesa da 10 anni – afferma il sindaco Bertrand Delanoë-.

Istituita nel 1982 e tenutasi per la prima volta a San Francisco, la più grande manifestazione sportiva internazionale omosessuale si svolgerà nella romantica capitale europea, già avanti in materia di protezione dei diritti LGBT e pronta a ospitare più di 15.000 partecipanti dal 4 al 12 agosto 2018 presso il grande “Parvis de l’Hôtel de Ville”, un “villaggio” di 12000 mq . Senza alcuna discriminazione sessuale, razziale, religiosa.

La Cerimonia di apertura si terrà il giorno 2 agosto allo stadio Jean Bouin, inaugurato a marzo 2013, dove verrà inscenato uno spettacolo per presentare le bellezze di Parigi in un’ambientazione stile Belle Epoque.
Un’occasione per fermare l’omofobia e promuovere l’inclusione.
fonte http://www.west-info.eu/ di Annalisa Lista

sabato 11 maggio 2013

Lgbt Arezzo: Oltre 100 atleti al “Play Pride”, la due giorni di sport per i diritti oggi sabato 11 ore 16, e domani domenica 12


Oggi Sabato 11 ore 16 ad Arezzo tavola rotonda “Lo sport contro l’omofobia” e domenica 12 a Capolona tornei di calcio a 5 e volley per tutta la giornata

Oltre 100 atleti, 12 squadre, 2 tornei e tante associazioni insieme con un obiettivo comune: combattere i pregiudizi e la violenza basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere attraverso lo sport. Sono questi i numeri del “PLAY PRIDE.

Orgogliosi di scendere in campo contro l’omofobia e contro tutte le discriminazioni”, l’evento sportivo-culturale in programma l’11 e il 12 maggio.

Un momento di riflessione e una giornata di sport giocato sono gli ingredienti del progetto promosso da Chimera Arcobaleno Arcigay Arezzo e dal Comitato aretino UISP, con il patrocinio del Comune di Capolona e della Provincia di Arezzo grazie all’Assessorato alle Pari Opportunità e alla Commissione provinciale Pari Opportunità, e la media partnership del programma radiofonico Oltre le Differenze - Antenna Radio Esse.

La Uisp Nazionale convinta che fosse giunto il momento di scendere in campo contro le discriminazioni e i pregiudizi, ha organizzato una campagna di comunicazione e sensibilizzazione di ampia portata contro omofobia, transfobia e discriminazioni nello sport in Italia - ha commentato Antonio Leti, presidente del Comitato UISP di Arezzo - “Ora che lo sai cosa cambia?” è lo slogan della campagna dal titolo “Le differenze dell’uguaglianza” inserita all’interno del progetto Football for Equality (Calcio per l’Uguaglianza). Consapevoli del significato e della valenza di questa campagna, il Comitato Uisp di Arezzo ha voluto promuovere il progetto Play Pride portando ad Arezzo una mostra che è già stata esposta in 5 città europee e altre 2 città italiane. “Contro le regole” racconta in 37 pannelli curati della European Gay and Lesbian Sport Federation, le storie di discriminazione nello sport nei confronti dei gruppi LGBT, ma anche i diversi modi di auto-organizzazione che mirano a rendere lo sport un luogo tollerante, dove l'accoglienza ed il fairplay sono parte integrante del gioco.

Arcigay Arezzo ha da sempre come obiettivo principale il contrasto alle discriminazioni a causa dell’orientamento sessuale, e quest’anno abbiamo voluto celebrare il mese della lotta all’omo e transfobia utilizzando come strumento lo sport - dichiara la segretaria Veronica Vasarri – Siamo convinti che “scendere in campo” per i diritti con momenti di riflessione ma anche divertendoci come faremo in occasione del Play Pride, sia un modo efficace per favorire una cultura delle differenze in tutti gli ambienti di vita.

L'amministrazione di Capolona ha concesso ben volentieri il patrocinio e l'uso degli impianti sportivi a questa manifestazione per dare un concreto seguito all'adesione, effettuata nei giorni scorsi da parte della Giunta di Capolona, alla rete READY, rete nazionale delle pubbliche amministrazioni, creata per promuovere il contrasto alle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale ha affermato l’assessore Enrico Donati occorre ancora sottolineare come l'omofobia sia una delle tante malattie di cui "soffre" la nostra società, ma da questa malattia si può guarire maturando in noi una forte cultura del rispetto, per poi divulgarla. E allora quale azione più efficace ed incisiva di una manifestazione sportiva, specie se condivisa e posta in essere dai giovani, per diffondere questa cultura del rispetto e dire un fermo NO all'omofobia e alle discriminazioni in genere?.

La kermesse inizierà sabato pomeriggio con una tavola rotonda sul tema “Lo sport contro l’omofobia” in programma ad Arezzo alle ore 16, presso il Centro giovani “Onda d’Urto” nel parco di Villa Severi. Sono invitati a partecipare tutti gli addetti ai lavori del mondo sportivo giovanile, dilettantistico e non, e sono previsti gli interventi di Carla Borghesi assessore alla Formazione e alle Pari Opportunità della Provincia di Arezzo, Enrico Donati assessore del comune di Capolona, Federica d’Ercole referente del progetto “Football for Equalty” per UISP nazionale, Antonello Sannino - Arcigay nazionale e Layla Mousa - Peace Games Uisp. Modera l’incontro Natascia Maesi, giornalista e conduttrice del programma radiofonico Oltre le Differenze - Antenna Radio Esse.

Testimonial della giornata è Giulio Spatola, protagonista del cortometraggio “FuoriGioco” realizzato da GayNet Italia nonché vice presidente di MrGayEuropa. Nella sede dell’incontro, sarà allestita anche la mostra “Contro le regole”.

Domenica 12 maggio si continua con lo sport giocato, presso lo stadio e la palestra comunale di Capolona dalle 10 in poi si svolgeranno i tornei di volley e calcio a 5 ai quali si sono iscritte 12 squadre, provenienti non solo dalla provincia di Arezzo ma anche da Firenze, Grosseto e Perugia.

La manifestazione sarà inaugurata alle 9.30 con una esibizione della scuola calcio della Polisportiva Olimpia, realizzata grazie alla collaborazione con la U.S.D. Capolona, a dimostrazione che lo sport può e deve essere uno strumento di coesione ed integrazione per tutti.
arcigay.arezzo@gmail.com arezzo@uisp.it
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE

venerdì 3 maggio 2013

Lgbt: “Niente calciatori gay nella mia squadra” George Becali condannato dall'UE


George Becali, parlamentare rumeno e comproprietario della squadra Steaua Bucharest, condannato dall'Unione Europea per le sue parole omofobe sui calciatori gay.

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha condannato il parlamentare George Becali per la sua affermazione omofoba riguardo la presenza di calciatori gay nella sua squadra.

“A costo di chiudere, non ingaggerò mai un giocatore omosessuale nella squadra. Non c’è spazio per i gay nella mia famiglia, e la Steaua è la mia famiglia” Queste le parole di George Becali, parlamentare rumeno e comproprietario del club di calcio Steaua Bucharest.

I giudici supremi hanno reputato omofobe le parole che Bacali dichiarò nel febbraio 2010 riguardo l'acquisto di un giocatore bulgaro dichiaratamente omosessuale. Le dichiarazioni palesemente omofobe del politico hanno risollevato la questione dell'omosessualità nel calcio.

L'intervento della Corte di Giustizia dell'Unione Europea segna la storia della Romania per due motivi. Primo perché questo è il primo caso, nel mercato del lavoro, di discriminazione sessuale nel paese. Secondo perché evidenzia le lacune nella legislazione rumena che nega i diritti fondamentali alla popolazione.

L'ultimo episodio di omofobia nel paese risale al febbraio scorso: un gruppo di militanti di estrema destra ha fermato con violenza una manifestazione gay friendly. Gli aggressori non sono stati puniti in alcun modo perché la legge locale non prevede nessuna tutela per il diritto d'espressione per le minorenze.
Fonte: west-info.eu tramite http://www.gay.tv/

venerdì 19 aprile 2013

Lgbt Radio: "Sport e omofobia" se ne parla a "Oltre le Differenze" oggi venerdì 19 alle 21


Oggi Venerdì 19 alle 21 va in onda il format radiofonico dedicato al mondo LGBTQI condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini

Lo sport come mezzo per contrastare l'omofobia o è un ambiente che ancora discrimina? Se ne parlerà a Oltre le Differenze, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans, nella puntata che andrà in onda venerdì 19 aprile alle 21, e in replica sabato 20 alle ore 15, sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) o anche in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it.

Del rapporto tra omosessualità e sport si parla spesso in modo negativo: un ambiente, quello sportivo, che potrebbe essere un buon mezzo per integrazione e inclusione e invece si presenta ancora troppo spesso omofobo e discriminante, ne sono esempio le notizie di cronaca che arrivano dall'Italia e dal mondo.

Fortunatamente sempre più numerose sono le realtà sportive che includono gli atleti LGBT e si moltiplicano gli eventi ad hoc come tornei lgbt multisport contro l'omofobia.

Ascolteremo l'esperienza di una ragazza, Areta Sobieraj che ha partecipato lo scorso anno ad un torneo internazionale di sport LGBT e che sottolinea l'importanza di eventi come questo e l'atmosfera che vi si respira.

Inoltre, Vanessa Romeo, membro del direttivo di Chimera Arcobaleno Arcigay Arezzo, pubblicizzerà l'evento Play Pride - lo sport per i diritti - che si terrà l'11 e 12 maggio in provincia di Arezzo e che prevede una tavola rotonda e tornei di calcio a 5 femminile e pallavolo maschile aperti a tutt*.

In finale i consueti consigli su lettura, cinema e appuntamenti a tema, inoltre c'è sempre la possibilità di interagire con la redazione del programma chiamando il 366 289050, scrivendo a redazione.oltreledifferenze@gmail.com o visitando la pagina fan su facebook e il blog oltreledifferenze.wordpress.com in cui si trovano i video di tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"

lunedì 8 aprile 2013

Lgbt Germania: Ad Amburgo, lo stadio pieno di bandiere arcobaleno per i matrimoni gay


Bandiere arcobaleno dappertutto, in sostegno delle nozze gay.
Non siamo negli USA, dove la Corte Suprema è chiamata a prendere importanti decisioni in materia, ma in Europa, ad Amburgo.

E non è questa, comunque, la "stranezza".
Ciò che colpisce è che quelle bandierine vengono agitate, a migliaia, in uno stadio. Accompagnate da striscioni che rivendicano il diritto al matrimonio per le coppie omosessuali. Una vera e propria coreografia contro l'omofobia. Su quegli spalti che spesso conquistano le pagine dei giornali per il loro razzismo.

Un'altro calcio, tuttavia, è possibile almeno ad Amburgo, in Germania, la città in cui gioca il St. Pauli, un club che milita attualmente nella Zweite Liga, l'equivalente della nostra Serie B. Lunedì scorso, in occasione del match casalingo contro l'SC Paderborn 07, i tifosi di tutti i settori del Millerntor-Stadion - circa 24mila posti di capienza - hanno risposto all'invito del movimento antifascista Alerta Network, responsabile della bella campagna “Fußballfans gegen Homophobie” ("Tifosi di calcio contro l'omofobia").

E al momento dell'ingresso in campo delle due squadre hanno sventolato, al posto delle bandiere e delle sciarpe con i colori del loro club, i simboli della lotta alla discriminazione sessuale.
La coreografia è stata un successo e ha brillato per l'impegno più che per l'estetica.
Un compromesso sicuramente accettabile, che l'Alerta Network sogna di ripetere al livello internazionale. Il suo appello è stato diffuso in più lingue - c'è anche l'italiano - sul suo sito ufficiale.

Sarebbe bello. Poiché il mondo del calcio, si sa, non è mai stata un'isola felice per i gay.
Per chi gioca a certi livelli (e non solo) fare outing è praticamente impossibile. Prova ne è la recente storia di Robbie Rogers, 25enne calciatore statunitense "costretto" a ritirarsi prima del tempo per vivere serenamente la sua omosessualità . E a chi minimizza basta rammentare le parole di Antonio Cassano dell'anno scorso, quando durante gli Europei disse: "Froci? Sono problemi loro, se la vedessero loro. Io mi auguro che non ce ne siano in nazionale" .

Ma ad Amburgo, nel quartiere St. Pauli che da il nome alla società calcistica tedesca, si respira un aria diversa. Da tempo. Il club fondato nel 1910 è diventato molto più che una squadra a partire dal 1980, quando fu tra i primi club a impedire l'ingresso allo stadio agli esponenti di estrema destra.
Alla figura simbolo di società che combatte il razzismo e ogni sorta di discriminazione ha contribuito, dal 2002 al 2010, il suo ex presidente Corny Littman, imprenditore dichiaratamente gay.
fonte http://www.huffingtonpost.it/Pier Luigi Pisa

lunedì 7 gennaio 2013

Lgbt Rugby: Nuova Zelanda, cercasi gay tra gli All Black, per sconfiggere l’omofobia

In foto gli All Blacks durante al mitica Haka, la danza di guerra che apre le partite della nazionale neozelandese


Lettera aperta agli All Blacks: “Siete così bravi a vincere le partite di rugby, ora dateci una mano a sconfiggere l’omofobia. Se tra di voi c’è un gay, lo dichiari”.



Un appello particolare quello avanzato dai difensori dei diritti degli
omosessuali ai giocatori degli All Blacks: dichiarare apertamente la loro omosessualità per infrangere un tabù che non solo in Nuova Zelanda è duro a morire.

La questione dei giocatori omosessuali tra il XV campione del mondo tiene banco da diversi giorni in Nuova Zelanda, da quando un noto presentatore televisimo apertamente gay, Steve Gray, ha affermato di essere certo che diversi giocatori della nazionale di Rugby neozelandese sono omosessuali: «Posso assicurare che tra gli All Blacks ci sono diversi gay, perchè sono stato a letto con uno di loro», ha detto il presentatore.

Tony Simpson, presidente dell’associazione Rainbow Wellington, ha detto di sperare che un ”coming out” di un campione del rugby potrebbe spingere molti neozelandesi a considerare normale l’omosessualità.
Nelle ultime settimane, la stella del calcio inglese Matt Jarvis (eterosessuale) è apparso sulla rivista Attitude, rivolta al pubblico gay, con un messaggio rivolto ai compagni omosessuali: “Venite allo scoperto, è tempo di rompere il muro”.

Tornando al rugby, c’è almeno un caso celebre di coming out, ma nell’emisfero nord: nel 2009, l’ex capitano della nazionale gallese di rugby, Gareth Thomas, dichiarò apertamente di essere omosessuale: “Ma non voglio essere cosiderato un rugbista gay – disse – Sono un giocatore come un altro. E soprattuto un uomo”.

Sempre in Galles, anche l’arbitro internazionale Nigel Owens dichiarò la propria omosessualità con un’intervista a cuore aperto a un quotidiano del suo paese prima dei Mondiali di Francia (2007): l’International Board ci pensò su, ma non ebbe – per fortuna – la forza di chiudere la sua carriera.

Meno fortunato fu Justin Fashanu, ma siamo nel calcio: l’ex giocatore di Norwich, Nottingham e Hearts of Midlothian dopo il coming out del 1990 aprì una pagina nera della sua vita, fatta di umiliazioni e incomprensioni. Otto anni dopo si tolse la vita.
fonte http://mondovale.corriere.it di Paolo Ligammari e Roberto Iasoni

lunedì 3 dicembre 2012

Napoli: Alessandro Cecchi Paone a Poetè presenta il suo libro “Il campione innamorato” mercoledì 5 dicembre

Mercoledì 5 dicembre, nuovo appuntamento nel salottino del Chiaja Hotel de Charme con Poetè, ciclo di letture poetiche (e non solo) infuse di teina.

Ospite di Claudio Finelli, direttore artistico della rassegna sarà il giornalista e conduttore televisivo Alessandro Cecchi Paone che presenta il suo libro
“Il campione innamorato” (Giunti editore).
Letture a cura di Gino Curcione.
Interverrà Giuseppina Tommasielli, Assessore allo sport ed alle politiche sociali del Comune di Napoli

Fra avvincente narrazione, accurata ricerca e ricostruzione di eventi Cecchi Paone (insieme alo scrittore Flavio Pagano) riscrive la storia dello sport dalla parte della diversità: i protagonisti sono gay, lesbiche, transessuali e bisessuali.

Dall’antica Grecia (con la perduta lezione del “Kalos kai agathos”) fino agli odierni “Gay Games”, passando dal mito dei cavalieri nel Medioevo e dai muscoli dei regimi totalitari nel Novecento: in mezzo, ci sono i ritratti dell’orgoglioso - eppur sofferto - coming out di dieci campioni dello sport.

L’incontro sarà, come di consueto, condito da tè e biscottini.
Appuntamento mercoledì alle ore 18.30.
Il Chiaja Hotel de Charme si trova a Napoli al primo piano di via Chiaia 216.

Evento realizzato in collaborazione con: Centro di Poesia, Napoligaypress.it, ArciGay Napoli, ArciGay Salerno, Associazione Vololibero, iKen Onlus, Lalineascritta – Laboratorio di Scrittura Creativa

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Per info e prenotazioni: 349 47 84 545 | claudiofinelli1@virgilio.it

fonte http://www.napoligaypress.it/

venerdì 28 settembre 2012

Lgbt Napoli: Lo sport contro il pregiudizio, dal 27 al 30 settembre

Si svolgerà dal 27 a domenica 30 settembre la manifestazione “Dai un calcio al pregiudizio”
Clicca sulla foto per leggere il programma.

Patrocinata dalla Regione Campania e dalle Municipalità III e V del Comune di Napoli.

Nel programma di eventi, segnaliamo due momenti: il 27 ed il 30 settembre al Campo Sportivo Denza (via Tito Lucrezio Caro 6) la campionessa europea di taekwondo Laura Matrone gestirà due esibizioni pubbliche, mentre venerdi 28 settembre alle ore 16.30 presso la sede della V Municipalità (via Morghen) Manlio Converti parlerà di sport ed Omosessualità nell’ambito del congresso “Sport e Pregiudizi”.
fonte http://www.napoligaypress.it

martedì 19 giugno 2012

Lgbt: Il calciatore Claudio Marchisio favorevole al matrimonio gay, ecco perchè

Matrimonio gay: si o no?

Mentre in politica si discute molto in merito alle recenti dichiarazioni rilasciate dall’esponente del Partito Democratico Rosy Bindi,
che nei giorni scorsi ha sottolineato che, dal suo punto di vista, il matrimonio
“è solo eterosessuale”

a dire la sua in merito alla spinosa questione ci pensa anche il calciatore della Nazionale Claudio Marchisio, che contrariamente a quanto affermato alcuni giorni fa dal collega Antonio Cassano, si è dimostrato decisamente aperto in materia di omosessualità e di diritti per le coppie gay.

Ebbene si, mentre la comunità lgbt continua ad indignarsi di fronte alle assurde affermazioni pronunciate pochi giorni fa dal calciatore italiano Cassano, a ”mettere una toppa” ci pensa adesso Marchisio, che in un’intervista rilasciata al mensile ”L’Uomo Vogue”, si è dichiarato a favore dei matrimoni per le coppie omosessuali!

“Personalmente, sono d’accordo sui matrimoni tra persone dello stesso sesso”, ha dichiarato a sorpresa il calciatore italiano, che durante la sua intervista dice la sua anche in merito all’omofobia e all’intolleranza verso i gay che si respira sul campo di calcio, un campo in cui, fare coming out, risulta per i giocatori purtroppo ancora a dir poco difficile (se non impossibile), soprattutto in Italia.

Ebbene, Marchisio non può non constatare che in effetti nel mondo del calcio si respira una certa freddezza in merito all’argomento ”omosessualità”.

“Il nostro ambiente, in effetti, sull’argomento è un po’ ingessato – ammette infatti il centrocampista della Juventus - Se uno esce dal posto di lavoro per mano al proprio compagno per fortuna non fa più scalpore, all’uscita da un campo di allenamento, invece, la scena non si può immaginare. – racconta il calciatore – E non è giusto”.

Detto questo, e dopo aver constatato con piacere che non tutti coloro che appartengono a questo mondo, la pensano quindi allo stesso modo in materia di omosessualità e diritti lgbt, Marchisio dice la sua anche in merito ai figli delle coppie gay. Il calciatore sarà per caso favorevole alle adozioni lgbt?
Qui la situazione si complica …

“Sull’adozione dei figli, invece, istintivamente trovo più indicate le figure tradizionali di un uomo e di una donna. – ammette – Provo a pensare all’equilibrio necessario ai ragazzi, ma è un tema complicato. Non e’ che si possa sostenere che una coppia eterosessuale sia per forza in grado di dare più’ amore a un bambino”.
fonte http://www.gaywave.it

giovedì 12 aprile 2012

Lgbt Calcio: Il Borussia Dortmund vieta l'accesso al suo campo a tifosi omofobi

In Germania, il Borussia Dortmund, una delle squadre più importanti della Bundesliga, ha vietato a diversi tifosi di accedere allo stadio per tre anni come sanzione per aver esposto uno striscione omofono durante una partita contro il Werder Bremen.

Lo striscione ha scatenato una grande polemica in Germania e alla squadra di calcio è stata anche comminata una multa di ventimila euro da parte della Federazione Tedesca del Calcio.

Il Borussia Dortmund, dal canto suo, si è rivolto al gruppo ultras che aveva esposto lo striscione e ha preteso che venissero identificati i responsabili che, una volta individuati, sono stati interdetti all’accesso allo stadio per un triennio.

Inoltre la squadra ha anche voluto che i tifosi promettessero che in futuro non si abbiano a ripetere più episodi simili.

Il presidente esecutivo della squadra, Hans-Joachim Watzke, ha affermato:

"Nel corso dei nostri incontri abbiamo detto chiaramente che il Borussia Dortmund è a favore della tolleranza, dell’apertura e del rispetto verso tutti. Condanniamo la violenza e il razzismo."
fonte http://www.queerblog.it robo