lunedì 15 gennaio 2024

Cinema: "La Compagnia Cult – I capolavori del XX secolo" in programma fino a marzo 2024 per 50 Giorni di Cinema a Firenze

La rassegna “XX Secolo – L’invenzione più bella“, cambia nome ma non la sostanza. Finita la stagione dei festival e della 50 Giorni di Cinema a Firenze, torniamo a dedicare una grossa fetta della nostra programmazione ai capolavori senza tempo da rispolverare in sala, in lingua originale, e sempre con il supporto prezioso di CSC – Cineteca Nazionale

La formula è la stessa: blocchi via via dedicati ad un attore/attrice, un autore/autrice o ad un determinata wave o periodo storico significativo. In questo tranche ci dedichiamo a Marilyn Monroe, Roman Polanski, Luchino Visconti, ad un focus sul Cinema inglese tra il 1941 e il 1985 per poi finire, a marzo, con il grande melodramma (ma non solo!) di Douglas Sirk.

La Compagnia CULT diventa anche il nuovo marchio (e presto una sezione/tag sul sito) sotto al quale troverete reggruppate tutte le rassegne, retrospettive ed omaggi che dedicheremo, da qui in avanti, più strettamente alla Storia del cinema.

 

I nostri prezzi sono immuni all’inflazione. I biglietti e abbonamenti per questa rassegna non cambiano:

Biglietto intero: 5€
Biglietto ridotto: 4€
Carnet 10 film: 35€
PROGRAMMA

Le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli in italiano

 >> Scarica il programma in formato pdf


fonte: www.cinemalacompagnia.it

Libri: "Io che nasco immaginaria" di Chiara Boni

Un'autobiografia brillante. Un ritratto complesso, indomito e vitale.

«A Chiara le donne piacciono davvero quando sanno fare squadra.» Non è l’incipit della storia di questa donna eclettica e resiliente, ma le donne, di certo, occupano un posto importante nella vita della stilista toscana. Le amiche sono al suo fianco sin dall’inizio, quando seguiva la mamma in sartoria a Firenze, dove quest’ultima provava modelli e lei, bambina, già imparava i trucchi del mestiere. 

Poi nella stagione dei balli, o quando Chiara, appena diciottenne, parte per Londra, la città che le insegna a vestirsi libera da qualsiasi condizionamento. Anni dopo, in Italia, l’incontro con Titti, il suo primo marito, la politica, un figlio. Le prime «cose» create e vendute, l’avanguardia architettonica degli UFO – di cui Titti era ideatore – l’influenza dell’arte, del cinema, della musica. E poi la Milano degli anni Ottanta, quando è una giovane donna separata alle prese con una carriera in ascesa. 

La sperimentazione con il Collettivo Moda Nostra e il successo che arriva quando il suo marchio entra nel GFT, il Gruppo Finanziario Tessile, e lei sceglie di usare un unico tessuto, un jersey elastico, e un unico colore, il nero. Nasce così la sua petite robe, un abito adatto a tutte, che si può ripiegare in una bustina e che rappresenta la sua concezione della moda e della bellezza: un vestito che possa farsi interpretare da ogni corpo, dando a ogni donna la possibilità di esprimersi. 

Tante persone attraversano la sua vita privata e lavorativa, e amori appassionati – da Cesare Romiti ad Angelo Rovati, a Fabrizio Rindi. E, ancora, il sogno americano, con lo sbarco negli Stati Uniti, seguendo un itinerario funambolico di Stato in Stato, e una vita che mai si ferma, riservandole anche prove dolorose. Questa autobiografia, scritta con Daniela Fedi, si snoda parallela al racconto di un’Italia che cresce e cambia nelle vicissitudini politiche, negli scontri generazionali, nella trasformazione dei costumi. Chiara Boni si svela come donna e come stilista, lasciando che le pieghe più intime del proprio vissuto esprimano sempre un’idea della moda che da quel vissuto origina, rilanciandone un invincibile senso di gioiosa libertà. 

Chiara Boni scopre la sua passione con la mamma in sartoria a Firenze, dove quest’ultima provava modelli e lei, bambina, già imparava i trucchi del mestiere. Poi, appena diciottenne, parte per Londra, la città che le insegna a vestirsi libera da qualsiasi condizionamento. Anni dopo, in Italia, le prime «cose» create e vendute, l’avanguardia architettonica degli UFO, l’influenza dell’arte, del cinema, della musica, il brand You Tarzan Me Jane notato e acquisito da GFT, il Gruppo Finanziario Tessile. Sceglie di usare un unico tessuto, un jersey elastico, e un unico colore, il nero. Nasce così la sua petite robe, un abito adatto a tutte, che si può ripiegare in una bustina e che rappresenta la sua concezione della moda e della bellezza: un vestito che possa farsi interpretare da ogni corpo, dando a ogni donna la possibilità di esprimersi.
Il racconto della sua vita in Io che nasco immaginaria, a cura di Daniela Fedi, è pubblicato nel 2023 da Baldini + Castoldi.

fonte: www.lafeltrinelli.it

Mostre: a Firenze "Beauty and Desire" fino al 14 febbraio il Museo Novecento rende omaggio a Robert Mapplethorpe

Fino al 14 febbraio il Museo Novecento rende omaggio a uno dei più grandi esponenti della fotografia del Novecento, Robert Mapplethorpe

Robert Mapplethorpe (New York, 1946 – Boston, 1989), raccontato tramite un raffronto inedito con gli scatti di Wilhelm von Gloeden (Wismar, 1856 – Taormina, 1931) e alcune immagini dei Fratelli Alinari: un confronto evocativo e a tratti puntuale, che rivela il ricorrere di temi comuni; motivi che attraversano il tempo e giungono fino a noi, ponendosi come spunti di riflessione sull’attualità e su come arte, morale e spiritualità cambino e si evolvano nella loro reciproca relazione.

La mostra, organizzata a quarant’anni di distanza dall’esposizione del Palazzo delle Cento Finestre che fece conoscere a Firenze l’opera del fotografo statunitense, mette in luce il legame di Robert Mapplethorpe con la classicità, nonché il suo approccio scultoreo al mezzo fotografico. Il profondo interesse per l’antico, la passione per i maestri che lo hanno preceduto e l’attenta comprensione della statuaria (in particolare dell’opera di Michelangelo) sono delle costanti nella ricerca dell’artista.

Appassionato collezionista di fotografie, Mapplethorpe conosce l’opera del barone Wilhelm von Gloeden, con la quale ha forse la possibilità di confrontarsi ampiamente anche agli inizi degli anni Ottanta, grazie ai contatti con il gallerista Lucio Amelio e a un soggiorno a Napoli, durante il quale si misura inoltre con la potenza disarmante delle rovine. Von Gloeden, tra i pionieri della staged photography, celebra nelle sue composizioni un ideale richiamo al passato, concepito quale inesauribile bacino di soggetti e suggestioni: un segno stilistico unico, che lo rende ancora oggi un’icona e costituisce un suggestivo riferimento per Mapplethorpe.

Le fotografie di Mapplethorpe e von Gloeden, pur traendo ispirazione dai canoni della classicità, sembrano condurre lungo traiettorie estetiche non scontate e a tratti perturbanti, sollevando e risolvendo interrogativi sul tema del corpo e della sessualità la cui eco risuona, a tratti immutata, nella cultura visiva contemporanea, dove la censura e il giudizio morale sono sempre pronti a mettere sotto accusa la bellezza e il desiderio.

Museo Novecento  www.museonovecento.it   info@musefirenze.it

Lunedì-Domenica 11:00 - 20:00 Giovedì Chiuso

fonte: https://cultura.comune.fi.it

Musica > Ad Atene apre il primo museo dedicato a Maria Callas

Nel centenario della nascita del leggendario soprano Maria Callas, la città di Atene le rende omaggio aprendo al pubblico il primo museo al mondo dedicato alla commemorazione della sua straordinaria carriera, che cambiò per sempre il mondo dell’opera.

Passata alla storia come il soprano che rivoluzionò l’opera del XX secolo, l’iconica cantante statunitense (naturalizzata italiana e poi greca) Maria Callas è tutt’oggi riconosciuta come una delle personalità più amate e carismatiche della storia della musica, in grado di influenzare generazioni di artisti a venire. Nel centenario della sua nascita, l’hub culturale The Technopolis City of Athens inaugura il primo museo al mondo dedicato alla celebrazione del suo talento, della sua voce, e soprattutto del mito senza tempo a cui ha dato forma.

IL MARIA CALLAS MUSEUM DI ATENE

Il Maria Callas Museum, allestito negli spazi di un edificio neoclassico di tre piani situato nel cuore di Atene, apre le sue porte ai visitatori con l’obiettivo di offrire un viaggio esperienziale attraverso i punti salienti della sua vita e della sua carriera. Questo grazie a un'incredibile collezione di oggetti appartenuti al soprano, tra cui lettere, fotografie, libri e costumi di scena, ma anche video e frammenti audio rari. 

È infatti dai primi anni del Duemila che la città di Atene si impegna nella raccolta e nella conservazione di un vasto schieramento di memorabilia legati a Maria Callas, che a oggi conta oltre mille pezzi (questo anche grazie alle generose donazioni degli ultimi anni: nel 2022, Konstantinos e Victoria Pylarinos della Maria Callas Scholarship Society hanno affidato alla città cinquanta reperti unici della cantante; seguiti nel 2023 dalla Maria Callas Greek Society che ha donato, tra gli altri oggetti, un disegno dello stilista Manolo Blahnik a lei ispirato).

LA COLLEZIONE DEL MARIA CALLAS MUSEUM

Finalmente raccolti sotto un unico tetto e riconsegnati alla comunità locale e ai fan di tutto il mondo, questi oggetti danno vita a un percorso espositivo che indaga il "fenomeno Callas" a partire dagli esordi, analizzando il suo legame con la Grecia; passando per la consacrazione sulla scena internazionale e le sue interpretazioni più celebri; ricordando infine la sua personalità, i suoi affetti e l’eredità che ha lasciato al mondo. 

"Creare un museo, il primo al mondo, per la grande artista Maria Callas, è stato un compito impegnativo che la città di Atene ha assegnato a Technopolis, e siamo lieti di inaugurarlo. I residenti e i visitatori della città avranno l'opportunità di conoscere, sentire e ascoltare la sua voce in un luogo moderno e accessibile nel cuore di Atene", ha dichiarato Konstantinos Dedes, presidente di Technopolis.

[Immagine in apertura: view of the first floor Maria Callas Museum. © Vangelis Patsialos]

fonte: https://arte.sky.it