martedì 24 marzo 2026

ALL AREAS - LUCIANO LIGABUE | la mostra fotografica di JARNO IOTTI dal 13 GIUGNO in PIEMONTE al MOVÌ MUSIC FESTIVAL

Aspettando il concerto di Certe Notti 2026 di Ligabue apre la mostra JARNO IOTTI ALL AREAS – LUCIANO LIGABUE viaggio fotografico dal 13 giugno 2026 - MONDOVÌ (CN) protagonista della sezione MOVÌ CULT del Movì Music Festival. Si annuncia oggi una nuova tappa per il viaggio fotografico ALL AREAS – LUCIANO LIGABUE che Jarno Iotti ha dedicato al musicista e amico Ligabue. 

A poco più di due anni dalla residence di enorme successo a Palazzo dei Principi a Correggio, la mostra aprirà il 13 giugno 2026 a Mondovì (CN), negli spazi del Museo Civico della Stampa, trasformato per l’occasione in un luogo di dialogo tra musica e arti. 

ALL AREAS – LUCIANO LIGABUE è il racconto fotografico del viaggio percorso con il Liga nei vent’anni e oltre trascorsi insieme “su e giù da un palco” – Jarno dietro l’obiettivo, Luciano davanti, sempre più libero e autentico. In mostra saranno esposte 70 stampe in cornice, formato 40x30 cm, di scatti o sequenze che mostrano il musicista e cantante rock quasi sempre inconsapevole dell’obiettivo che lo inquadra, colto in attimi di pura verità, spesso sul palco durante i concerti ma anche in momenti che solitamente restano inediti per il pubblico (ma anche per il soggetto fotografato) in un infinito viaggio nella musica e nella vita. Inoltre ci saranno 7 ingrandimenti, formato 120 x 220 cm, una gigantografia formato 4 x 3 metri e una foto “del cuore” – il primissimo scatto di Jarno al Liga, risalente al 2001 e catturato non su un palco ma sul set del film Da Zero a Dieci, scritto e diretto da Luciano. Ad arricchire la mostra a Mondovì, non mancheranno iniziative collaterali per i visitatori e in particolare per i fan di Ligabue, il quale – vale la pena ricordarlo – il 17 giugno, proprio pochi giorni dopo l’inaugurazione, farà tappa all’Allianz Stadium di Torino con il suo tour Certe Notti 2026.

Il filo impalpabile che guida il percorso raccontato da ALL AREAS – LUCIANO LIGABUE è dato da ispirazione e visione, unite al raro dono di saper scomparire dietro l’obiettivo, caratteristiche che fanno di Jarno Iotti il fotografo capace come nessun altro di cogliere l’attimo fuggente nell’anima del musicista amico e concittadino.

Luciano Ligabue nell’introduzione alla mostra commenta così: Jarno mi è stato vicino per tanto tempo e, conoscendomi così bene, è riuscito a ritrarmi nella mia versione più vera, quella in cui “non sento” la macchina fotografica. Il risultato lo potete vedere in questa mostra di cui sono molto felice non tanto per me come soggetto (ma sì, poi, anche quello), quanto per lui come autore. E devo ringraziarlo perché questa serie di scatti sono una specie di diario che non ho scritto io, ma che, ricordandomi dove sono stato e che cosa ho fatto, mi muove profonde emozioni”.

Le fotografie esposte sono corredate e commentate da 18 aneddoti che riguardano alcuni scatti a cui l’autore è particolarmente legato e dall’emozionata introduzione scritta da Luciano Ligabue dopo avere visto le foto, dalla quale riportiamo un altro passaggio: “Poi si è specializzato nelle foto dei nostri live. Lì non c’erano pose che dovevo tenere e il suo obiettivo puntato non lo vedevo quasi mai. Quelle foto me le mostrava con orgoglio. Mi piacevano sempre di più. Raccontavano la verità”.

L’evento, unico appuntamento per il nord Italia, sarà protagonista della sezione Movì Cult del Movì Music Festival, che raccoglie iniziative culturali di prestigio con l’obiettivo di approfondire i linguaggi della musica contemporanea attraverso fotografia, arti visive, incontri e talk dedicati.

«Un viaggio fotografico ed emozionale nel cammino artistico di uno dei più grandi interpreti della musica italiana - il commento del sindaco Luca Robaldo e dell’assessore alle Manifestazioni Alessandro Terreno - per un progetto espositivo che conferma l’autorevolezza culturale del Movi Cult. Grazie all’esposizione All Areas - Luciano Ligabue di Jarno Iotti, la nostra città si prepara ad ospitare una mostra capace di raccontare il dietro le quinte dell’artista e dei suoi fan. Uno straordinario intreccio tra il lato musicale e quello più umano, per una proposta artistica in perfetto dialogo metaforico con le pregresse mostre di Henry Ruggeri e Marky Ramone. Mondovì 2026 dopo Correggio 2024, allora, per una simbiosi fotografica che testimonia la vivacità del mondo provinciale che accomuna le rispettive comunità e che ha profondamente influito nel percorso creativo di Ligabue».

fonte: Ufficio Stampa: pantarei 3.0 – Elena Pantera – pantera.tre.zero@gmail.com T. +39 348 0908954

Responsabile Comunicazione Luciano Ligabue: Riccardo Vitanza (Parole & Dintorni) 

Mostre: a Fara In Sabina "APERTA PARENTESI - Visioni di “Una Storia Mancata” Il vernissage sabato 28 marzo

ForcinArt è lieta di presentare “Aperta Parentesi – Visioni di una storia mancata”, una mostra fotografica collettiva che riunisce dieci artiste italiane.

Aprire una parentesi significa aprire uno spazio laterale, un margine, un altrove.
Una parentesi aperta non chiude e non conclude.
La mostra, ospitata da Forcinart, nasce da un workshop svolto nel 2021 sulla piattaforma SPEX, creata da Cristina Nuñez, dal titolo Una storia mancata. In quell'occasione ho invitato le partecipanti a misurarsi con un'assenza e a trasformarla in materia attraverso i mezzi che sentivano più propri: immagini, video, performance, ricostruzioni intime o immaginarie.
Ogni autrice ha aperto la propria parentesi personale, muovendosi nello spazio sottile tra ciò che non è stato detto e ciò che non ha avuto luogo.
Una parentesi aperta, ap-punto, in cui il non-accaduto si avvicina, prende forma, diventa immagine, voce, corpo.

Esporre questa mostra collettiva in una casa abitata è come riportare le ricerche delle autrici nel loro luogo più naturale: uno spazio quotidiano, attraversato da gesti e si-lenzi,
dove l'intimità non viene esibita ma accolta.
In un ambiente vissuto, queste opere trovano la risonanza più autentica, lasciandosi incontrare, con la stessa delicatezza con cui sono nate.
Lo spettatore è invitato a osservare queste opere come si guarda un paesaggio in-teriore, riconoscendo che ogni vita e fatta anche di deviazioni non prese, di frasi non dette, di incontri sfiorati, di futuri possibili.
E un invito a entrare in quella parentesi e a restarci un momento.
Moira Ricci 

La mostra inaugura con un vernissage sabato 28 marzo 2026, dalle ore 17.00 e sarà visitabile nelle seguenti date:
29 marzo
dal 3 al 6 aprile
11 e 12 aprile
Orari di apertura:
11.00–13.00
15.00–20.00

Ospitata negli spazi di Palazzo Traversa, l’esposizione propone un dialogo tra dieci autrici che, attraverso linguaggi differenti, costruiscono un racconto plurale fatto di assenze, possibilità sospese e storie rimaste ai margini. “Aperta Parentesi” diventa così uno spazio simbolico: un’interruzione che non chiude, ma apre nuove prospettive di lettura del reale.

Espongono:
Cristina Armeni - Giovanna Bassi- Martina Caroli - Anna D’Elia - Benedetta Manzi - Irene Mastrocicco - Cristina Morello - Giulia Morrica - Elisabetta Müller - Sara Sigona.

La mostra nasce dal workshop Una storia mancata (2021), realizzato sulla piattaforma SPEX creata da Cristina Nuñez. In quell’occasione le partecipanti erano state invitate a confrontarsi con un’assenza, trasformandola in immagine, video, performance o racconto intimo.

Come ci dice la curatrice della mostra Moira Ricci:
“Esporre questa mostra collettiva in una casa abitata è come riportare le ricerche delle autrici nel loro luogo più naturale: uno spazio quotidiano, attraversato da gesti e silenzi, dove l’intimità non viene esibita ma accolta.
Lo spettatore è invitato a osservare queste opere come si guarda un paesaggio interiore, riconoscendo che ogni vita è fatta anche di deviazioni non prese, di frasi non dette, di incontri sfiorati, di futuri possibili.
È un invito a entrare in quella parentesi e a restarci un momento.”

Altre Info >>  QUI 

fonte: www.exibart.com  Ufficio Stampa - Piero Izzolino, ForcinArt, Piazza Garibaldi 15, Fara Sabina, Rieti ForcinArt@gmail.com  +39 333 467 9217

Paris - Exposition en cours - La mode du 18e siècle. Un héritage fantasmé. Du 14.03 au 12.07.2026

Le Palais Galliera dévoile l’exposition La mode du 18e siècle. Un héritage fantasmé qui présente les caractéristiques de la mode féminine au siècle des Lumières et ses nombreuses réinterprétations à travers l’histoire de la mode jusqu’à aujourd’hui. Souvent perçu comme un siècle lointain, voire poussiéreux, le 18e siècle constitue pourtant une étape majeure dans l’évolution des apparences féminines qui influencent encore à ce jour le monde de la mode et la culture populaire.

Marqué par une effervescence créative sans précédent, le 18e siècle se distingue par la diversité des silhouettes, la richesse des étoffes et l’exubérance des parures ainsi que des coiffures. Il signe également la fin d’un modèle vestimentaire féminin hérité des siècles précédents, ouvrant la voie à une nouvelle conception du corps et de l’apparence.

Dès le Second Empire, la mode féminine puise largement dans l’esthétique du siècle des Lumières, qui devient une source d’inspiration majeure. Dans un contexte de bouleversements politiques et sociaux, le 18e siècle apparaît comme un monde d’élégance et un paradis perdu qui suscitent une forte nostalgie.

Après la Seconde Guerre mondiale, la couture française, en recherche de légitimation pour s’imposer sur le marché international, se tourne à nouveau vers les savoir-faire du luxe développés au 18e siècle. La diffusion massive des images par la presse, le cinéma et les arts du divertissement transforme cet héritage en un code visuel immédiatement identifiable par la culture populaire.

Progressivement, la mode du 18e siècle n’est plus uniquement une référence historique mais devient une esthétique à part entière. L’exposition propose ainsi une réflexion sur la manière dont la mode et la mémoire collective façonnent, transforment et projettent ce passé pour en faire un récit esthétique, culturel et symbolique encore vivant. Sans cesse réinventé et idéalisé, le 18e siècle rentre en résonance avec les aspirations de chaque époque. Aujourd’hui, cette esthétique flirte avec les univers kitsch, camp et queer.

Riche de plus de soixante-dix silhouettes, accompagnées d’accessoires de mode, de textiles, d’arts graphiques et de photographies, l’exposition met en avant des chefs-d’œuvre comme le corset de la reine Marie-Antoinette, exceptionnellement présenté au public en raison de sa grande fragilité. Le parcours confronte des silhouettes du 18e siècle avec celles des siècles suivants, dont des tenues iconiques de la création contemporaine des collections de Chanel, Christian Dior, Louis Vuitton, Christian Lacroix, Vivienne Westwood, Dries van Noten… À travers trois siècles de création, le Palais Galliera révèle à quel point la mode du 18e siècle a été réinterprétée, entre héritage historique, fantasmes esthétiques et liberté créative.

Commissariat

Commissariat général

Émilie Hammen, directrice du Palais Galliera

Commissariat scientifique

Pascale Gorguet-Ballesteros, conservatrice générale du patrimoine, responsable des collections vêtements XVIIe-XVIIIesiècles et poupées, assistée d'Alice Freudiger

More INFO 

source:  www.palaisgalliera.paris.fr 

Libri: "Siamo stelle che brillano" di Vittoria Schisano e Alessio Piccirillo

È il 1983 e Cristiano ha appena compiuto 10 anni. È innamorato degli show televisivi e balla “Cicale” davanti alla Tv, ipnotizzato da Heather Parisi che prova a imitare. Si sente diverso da tutti e ben presto la scuola diventa un posto da incubo che lo soffoca e lo ferisce. 

Solo Delia, la giovane zia che vive in assoluta libertà e che lo ospita per l’estate sull’isola di Ischia, lo capisce davvero. È lei che inizia a chiamarlo Crilù ed è lei che lo spinge a cercare il suo vero io. 

Durante quella vacanza, Cristiano conosce anche Yu, una ragazzina cinese con cui stringerà un profondo e salvifico rapporto di amicizia e che ritroverà qualche anno più tardi a Bologna, una città che gli permetterà di respirare finalmente un’aria nuova e diversa da quella claustrofobica del paesino in cui è cresciuto. 

Sarà qui che la consapevolezza sulla sua vera identità inizierà a farsi strada dentro di lui. Siamo stelle che brillano è un romanzo corale in cui le vicende di personaggi dalle mille sfaccettature si intrecciano con quelle del movimento LGBT, con le prime contestazioni bolognesi, con la rivendicazione di diritti naturali e con le indimenticabili musiche degli anni Ottanta che fanno da fil rouge a tutta la narrazione. Un percorso in cui Crilù sarà circondato da una comunità queer e bohémien, compatta e coraggiosa, che lo porterà a comprendere che un altro mondo è possibile.

VITTORIA SCHISANO nasce a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. Attrice e doppiatrice, ha ottenuto vari riconoscimenti nell'ambito fiction e televisione e, nel 2010, ha vinto  il Premio Rivelazione alla 40ª edizione di "Giornata d'Europa", ricevuto in Campidoglio. Nel 2011, alla soglia dei trent’anni, dichiara pubblicamente di voler intraprendere il percorso di transizione, che porta a compimento nel 2014. Nello stesso anno partecipa alla Mostra del Cinema di Venezia concorrendo con il film  “La Vita Oscena” di Renato De Maria. È stata una delle protagoniste della rinomata fiction Rai "Un Posto al Sole". Nel 2017 scrive, per Sperling & Kupfer, la sua prima biografia “La Vittoria che nessuno sa”. Ha appena finito di girare, come attrice protagonista, la serie Netflix, scritta e diretta da Ivan Cotroneo, "La vita che volevi”. 

ALESSIO PICCIRILLO nasce nel 1977 a Pistoia dove si diploma all’Istituto d’arte. Studia al DAMS di Bologna e, attualmente, vive a Roma. È uno dei più accreditati uffici stampa cinematografici italiani e lavora con registi e attori di calibro internazionale. Con la sua agenzia Manzo&Piccirillo cura il lancio e la promozione di numerosi film, serie tv, programmi televisivi, eventi, festival e rassegne cinematografiche.

fonte: www.lacorteditore.it