lunedì 19 gennaio 2026

Moda - È morto lo stilista Valentino Garavani, l'ultimo imperatore della moda. Mercoledì e giovedì la camera ardente, venerdì i funerali a Roma

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È morto a 93 anni lo stilista Valentino Garavani, gigante della moda.

Il mondo della moda piange il suo Ultimo Imperatore: protagonista dell'haute couture internazionale.

Il mondo glamour di Valentino Clemente Ludovico Garavani, alias Valentino, nato a Voghera, l'11 maggio 1932, scompare con lui, il creatore dell'omonimo marchio, che amava il lusso e Roma, dove aveva lasciato il cuore, pur scegliendo Parigi per sfilare. E a Roma si è spento oggi, nella serenità della sua residenza sull'Appia Antica, circondato dall'affetto dei suoi cari. La camera ardente sarà allestita mercoledì e giovedì, dalle 11 alle 18 in piazza Mignanelli, storica sede della maison; i funerali venerdì alle 11, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. In piazza Mignanelli, appena dietro piazza di Spagna, Valentino aprì l'atelier nei primi anni Sessanta, il più frequentato dalle lady del jet set internazionale. 

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Un punto fermo almeno quello, rispetto ai passaggi di proprietà del marchio, venduto nel 1998 alla casa tedesca Hdp, rilevato nel 2002 dal Gruppo Marzotto, passato al fondo Permira e infine nel 2007, alla moglie dell'emiro del Qatar, la potente sceicca Sheikha Mozah. Ultimo passaggio di mano nel 2023 con il gruppo Kering che ha acquisito il 30% del capitale per 1,7 miliardi di euro, con l'opzione di raggiungere la totalità dell'acquisizione entro il 2029. Ed è sempre al civico 23 di piazza Mignanelli che Valentino e il suo socio Giancarlo Giammetti hanno aperto nel febbraio 2025 la Fondazione Garavani Giammetti, con lo scopo di ospitare mostre di arte e moda e dare sostegno alla formazione di giovani stilisti.

L'ultima mostra quella inaugurata il 18 gennaio, Venus-Valentino visto dagli occhi dell'artista portoghese Joana Vasconcelos. Valentino non ha mai lasciato il suo lavoro di stilista. "Disegna abiti anche la notte" confidava nel 2007 Giancarlo Giammetti, suo socio ed ex compagno di vita. "Non mi piace la gente che ostenta i propri gusti sessuali. Inorridisco a vedere due uomini baciarsi in strada. Io e Giancarlo non ci siamo mai neppure sfiorati una mano in pubblico. E' una questione di stile", diceva. Il suo addio alla moda a Roma durò tre giorni. Fu una festa faraonica, l'evento più glamour mai progettato nel mondo della moda. Furono invitati principi, dive di Hollywood, principesse e capi di stato.

A Roma il 45/o di Valentino è ricordato ancora come tre giorni di feste sfarzose, comprensive di una retrospettiva di abiti d'archivio all'Ara Pacis, di una sfilata di alta moda nel complesso di S. Spirito in Sassia, di un galà tra le colonne del Tempio di Venere, mai concesso prima di allora, con il Colosseo sullo sfondo e il premio Oscar Dante Ferretti a curare la scenografia. Infine, di un galà con ballo e concerto live di Annie Lennox in una finta pagoda cinese nei toni oro, nero e rosso (il suo colore preferito, un incrocio fra carminio, porpora e cadmio) allestita nel Parco dei Daini, nel cuore nobile di Villa Borghese. Mille invitati vi ballarono fino all'alba. Valentino ballava circondato da Caroline di Monaco, Claudia Schiffer, Mick Jagger e altre celebrities.

Una festa kolossal, che gli fece meritare appieno il soprannome di 'Ultimo Imperatore' della moda. Stesso epiteto che diede in seguito il titolo al docu-film, The Last Emperor, diretto dal regista Matt Tyrnauer, pellicola sugli ultimi due anni di attività dello stilista, girata tra passerelle, backstage e interviste. "Sono sempre andato avanti per la mia strada. Mai seguito il minimalismo, il grunge, un'offesa alle donne vedere come le conciano" rispondeva a chi gli chiedeva di commentare le mode del momento. Lui le donne le voleva rendere eleganti e sempre perfette. Dopo un breve periodo di direzione della Valentino da parte di Alessandra Facchinetti, la maison è stata diretta dai due stilisti che avevano affiancato Valentino negli ultimi anni, Pierpaolo Piccioli, attuale direttore creativo, e Maria Grazia Chiuri, passata nel 2016 a dirigere come prima donna, la maison Christian Dior. Piccioli ha diretto la maison da solo dal 2016 al 2024.

Al couturier che ora disegna Balenciaga è subentrato subito Alessandro Michele che ancora è in carica. Il giovane Valentino aveva frequentato una Scuola di figurino a Milano e studiato francese alla Berlitz School. A Parigi aveva seguito un corso di stilismo all'École de La Chambre Syndicale de la Couture.

Negli anni Cinquanta aveva collaborato con la maison Jean Dessès e con l'atelier di Guy Laroche. Nel 1957 aveva fondato la Valentino assieme al padre. Ma gli alti costi di gestione avevano messo in crisi l'attività. Fu risolutivo l'ingresso in società di Giancarlo Giammetti, allora studente di architettura con cui Garavani avviò una nuova maison occupandosi solo dell'aspetto creativo e lasciando a lui quello finanziario.

Nel 1959 Valentino aprì il suo atelier a Roma in via dei Condotti e nel 1960 iniziò la collaborazione con Giammetti. Nel 1962 dopo il trionfo della sua prima collezione a Pitti Moda di Firenze, Valentino divenne uno dei più popolari couturiers del mondo. Nel 1967 presentò la prima collezione maschile. Nel 1968 iniziò ad usare come logo la lettera V e creò l'abito da sposa di Jacqueline Bouvier per le nozze con Onassis. Dagli anni Settanta aprì boutique nelle più importanti città del pianeta. Il profumo che porta il suo nome nacque nel 1991. Nel 1990 diede vita all'Associazione L.I.F.E, con Giammetti, a supporto della ricerca per l'Aids.

Meloni: 'Valentino simbolo eterno dell'alta moda italiana'

"Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell'alta moda italiana. Oggi l'Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto". Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

"Maestro di eleganza, simbolo del genio italiano conosciuto in tutto il mondo. Il nostro Paese perde un protagonista assoluto dello stile e della creatività, inimitabile e insostituibile. Una preghiera". Lo scrive sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.

"Con Valentino Garavani l'Italia perde un protagonista assoluto della moda mondiale. Il suo talento ha portato il Made in Italy sulle passerelle internazionali, rendendolo simbolo di stile, creatività e prestigio. Un'eredità che resterà nella storia. Ci ha lasciato un'icona del Made in Italy, che ha reso il nostro Paese un'eccellenza mondiale e la cui visione e la creatività hanno illuminato le sfilate in tutte le città. Sentite condoglianze alla famiglia, ai suoi cari e a tutti i suoi collaboratori". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

"Se ne va una vera leggenda, la storia del nostro stile e dell'eccellenza italiana che ha conquistato il mondo. Ciao Valentino". Così il presidente del M5S Giuseppe Conte.

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fonte: di PatriziVacalebri   www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati    

Libri: "In Inghilterra con Agatha Christie. Una vita da romanzo" di Melania Guarda Ceccoli


Questo libro racconta la donna dietro la leggenda, andando oltre l’immagine stereotipata della signora inglese dai modi austeri. 

Agatha fu molto di più: una viaggiatrice instancabile, una scrittrice geniale, una donna indipendente e appassionata, spesso in anticipo sui tempi. 

Attraverso ricordi autobiografici, episodi poco noti e itinerari nei luoghi a lei legati, il lettore scopre la sua infanzia felice nel Devon, i grandi amori, l’inattesa passione per l’archeologia, l’invenzione di personaggi iconici come Hercule Poirot e Miss Marple. 

Ma anche episodi affascinanti come il suo misterioso periodo di sparizione o le avventure in Oriente. Un ritratto intimo e coinvolgente che unisce biografia, letteratura e racconto di viaggio, per restituire la voce di una donna straordinaria che, pur rifuggendo la fama, ha conquistato generazioni con il suo talento unico per l’enigma. 

fonte: www.lafeltrinelli.it 

Libri: "L'ora dei predatori. Il nuovo potere mondiale visto da vicino" di Giuliano da Empoli

Sono politici spregiudicati, sono titani della tecnologia. Quasi ovunque hanno spazzato via la vecchia classe politica. Di fronte a loro le élite tradizionali, un tempo forti di regole e istituzioni, si ritrovano disorientate, incapaci di resistere. Non c’è dubbio, è suonata l’ora dei predatori.

«Giuliano da Empoli è il cronista dei nostri tempi difficili. L’ora dei predatori conquista come un romanzo o una tragedia greca».
Le Monde

Da New York al Medio Oriente, dal palazzo dell’Onu all’hotel Ritz-Carlton di Riyad, Giuliano da Empoli ci accompagna in una serie di incursioni in territori dove il potere è basato sulla spettacolarizzazione, sull’uso spregiudicato delle informazioni e sulla capacità di generare shock continui. 

I predatori hanno capito come sfruttare il nuovo ordine globale. 

E il caos è il loro ambiente naturale. Con il gusto sottile del polemista e la lucidità dell’antropologo, Giuliano da Empoli tratteggia un ritratto fulminante dei leader contemporanei, da Trump a Muhammad bin Salman, consegnandoci un’analisi che non lascia scampo.

«Oggi è scoccata l’ora dei predatori e ovunque le cose stanno evolvendo in modo tale che tutto ciò che deve essere deciso lo sarà con il fuoco e con la spada. Questo piccolo libro è il resoconto di quei fatti, scritto dal punto di vista di uno scriba azteco e alla sua maniera, per immagini, più che per concetti, nell’intento di cogliere il soffio di un mondo che sprofonda nell’abisso e la gelida morsa di un altro che prende il suo posto».

fonte: www.lafeltrinelli.it 

Bernini e i Barberini – Roma, Palazzo Barberini racconta il genio di Gian Lorenzo Bernini e il ruolo culturale della famiglia Barberini, dal 12 febbraio al 14 giugno 2026.

Bernini e i Barberini

12 Febbraio 2026 - 14 Giugno 2026

Dopo il successo di Caravaggio 2025, dal 12 febbraio al 14 giugno 2026 le Gallerie Nazionali di Arte Antica presenteranno nelle sale di Palazzo Barberini la grande mostra Bernini e i Barberini, a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi: un’indagine sul rapporto straordinario tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e più decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII.

La mostra sarà realizzata con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo e con il patrocinio della Fabbrica di San Pietro, e offrirà un’occasione inedita per ripensare la nascita del Barocco attraverso la lente privilegiata del dialogo artistico, politico e personale tra Bernini e Papa Urbano VIII, figure chiave nell’affermazione del linguaggio barocco. 

L’esposizione si colloca, inoltre, in coincidenza con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626), uno dei momenti più alti del Barocco romano e dell’attività berniniana.

Bernini e i Barberini beneficerà del supporto di Coopculture come partner tecnico.

Biglietti in prevendita a questo link

fonte e info: https://barberinicorsini.org 

Cinema: Paolo Sorrentino a Torino il 18 gennaio per presentare 'La grazia'. L'ultimo film del regista girato per gli interni nella città e dintorni

Il regista Premio Oscar Paolo Sorrentino sarà a Torino domenica 18 gennaio al Cinema Nazionale in una serata-evento organizzata da Film Commission Torino Piemonte, in collaborazione con la produzione e la distribuzione del film.

Nell'occasione sarà presentato al pubblico il suo ultimo lungometraggio, film d'apertura della 82/a Mostra del Cinema di Venezia, che è valsa la Coppa Volpi all'attore protagonista Toni Servillo.

Paolo Sorrentino saluterà il pubblico in sala al termine della proiezione delle 18 e, a seguire, introdurrà la proiezione a inviti delle 21 organizzata dalla Film Commission Torino Piemonte e che coinvolgerà troupe, cast locale referenti delle location che hanno ospitato le riprese, insieme alle istituzioni locali. 

Per il film - ambientato a Roma - sono stati realizzati a Torino quasi tutti gli interni dei palazzi della politica, nello specifico i vari ambienti del palazzo del Quirinale dove risiede il protagonista. 

Il set - fa sapere in una nota Film Commission Torino Piemonte - ha impegnato il territorio per 27 giorni, dal 7 marzo al 9 aprile 2025, coinvolgendo l'Accademia delle Scienze, la Bocciofila La Tesoriera, la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, il Castello del Valentino, il Castello di Moncalieri - con la collaborazione della Rete regionale di Film Commission Torino Piemonte - unitamente a Palazzo Chiablese e presso i Musei Reali, in particolare Palazzo Reale. 

In occasione dell'uscita del film, con l'obiettivo di omaggiare le riprese de La Grazia e promuovere le varie location coinvolte, Film Commission Torino Piemonte ha curato - in collaborazione con Fremantle, The Apartment, Numero 10 e PiperFilm - la realizzazione della mostra La Grazia - Immagini e location della Torino di Paolo Sorrentino, con gli scatti del fotografo di scena Andrea Pirrello, allestita presso Palazzo Chiablese fino al 10 aprile. 

fonte: di Redazione ANSA    www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati