venerdì 9 dicembre 2022

Danza, alla Scala Tissi protagonista di Schiaccianoci di Nureyev

la star internazionale Jacopo Tissi
Nel trentennale della scomparsa del grande danzatore russo l'omaggio del Piermarini con uno dei capolavori della letteratura coreografica del '900

Nel nome di Nureyev, di cui nel 2023 ricorre il trentesimo anniversario della scomparsa, si apre la nuova stagione di balletto, con il grande ritorno, dopo sedici anni, del suo Schiaccianoci, dal 15 dicembre all'11 gennaio, di nuovo sul palcoscenico della Scala dove fu presentato la prima volta nel 1969 (non molto lontano dal debutto a Stoccolma nel 1967 e al Covent Garden l’anno successivo con il Royal Ballet) e l’ultima volta nel 2006. 

Lo schiaccianoci risplenderà ancora nell’allestimento di Nicholas Georgiadis, rinnovato nel décor e nei costumi proprio dalla Scala nel 1987, e affascinerà anche i più piccoli, nella magica atmosfera natalizia, ideale cornice per ripresentare questo capolavoro di maestria. Accanto alle étoile, i primi ballerini, il corpo di ballo scaligero e l'Orchestra della Scala diretta da Valery Ovsyanikov, il Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala l'artista ospite Jacopo Tissi 

In scena a rivivere il capolavoro cajkovskiano, dalle danze dei bambini delle casalinghe celebrazioni del Natale, la musica e la coreografia convogliano verso i celebri valzer e verso gli straordinari passi a due ricchi di prodezze tecniche, di rigore, linee ed equilibri. 

Accademismo ma anche verve, tecnica ma anche espressività teatrale che ben si addicono allo stile del Balletto scaligero, con il quale Nureyev aveva un legame speciale, tanto da destinare alla Scala la maggior parte delle riletture dei classici ed essere lui stesso tante volte in scena al Piermarini a interpretare Drosselmeyer, che si trasforma in uno splendente Principe.Per l'appuntamenmto con Prima delle prime – Balletto il 15 dicembre in cartellone 'Un sogno color della notte' condotto dal critico e giornalista Elisa Guzzo Vaccarino.

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La delusione di Stefano Accorsi: “Il Governo si è dimenticato della cultura”

Lo sfogo di Stefano Accorsi per i mancati fondi alla cultura: "Nella legge di bilancio non c’è traccia di fondi"

BOLOGNA – “La Prima della Scala è una serata importante, dimostra quanto in Italia la cultura abbia un peso specifico importante ed è bene ricordarselo anche nella legge di Bilancio, quest’anno se ne sono un po’ dimenticati, un po’ parecchio”. 

È l’accusa arrivata ieri sera, in occasione della Prima del teatro La Scala, dall’attore e regista Stefano Accorsi, che ha speso parole per il settore dello spettacolo, dove i lavoratori sono stati “tartassati” negli ultimi anni e non hanno avuto il dovuto sostegno da parte del mondo politico. Lo sfogo di Accorsi è stato raccolto da Corriere Tv.

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“Il Parlamento – ha proseguito Accorsi – aveva approvato l’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo che hanno già tanto sofferto. Una categoria molto ampia, di attori ma anche di maestranze che sono molte specializzate. Però nella legge di bilancio non c’è traccia di fondi, per quanto il ministro avesse detto che anzi voleva aumentarla. Il mondo dello spettacolo è stato tartassato in questi ultimi anni, anche in modo atroce. C’è gente che ha smesso di fare questo mestiere, tanta“, conclude Accorsi.

RENZI: SERVONO SOLDI PER CULTURA NON REGALI A PRESIDENTI SERIE A

Sullo sfogo di Accorsi ha preso parola Matteo Renzi: “Le parole di Stefano Accorsi spiegano meglio di qualsiasi emendamento la follia di una legge di bilancio che taglia sulla cultura- ha scritto oggi su Twitter il leader di Iv-. Lo dicevo ieri sera a Rete4, lo dirò in tutte le sedi in Senato. Servono soldi per la cultura, non regali ai presidenti di Serie A”.

fonte: Autore: Agenzia DIRE www.dire.it

Moda: Fashion Awards, Piccioli per Valentino Designer dell'anno. Premiazione a Londra del British Fashion Council

Il premio come Designer dell'anno ai Fashion Awards 2022, premi del British Fashion Council (BFC) presentati da Diet Coke, è stato assegnato a Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino.

La cerimonia di consegna c'è stata il 5 dicembre a Londra.

L'evento va ad aumentare i fondi per l'ente benefico BFC Foundation che assegna borse di studio, sovvenzioni e tutoraggio per i talenti dell'industria della moda. La manifestazione, spiega un comunicato della Valentino, "celebra il ruolo della moda nell'espressione di sé, evasione e ottimismo. 

Riconosce anche gli individui, i marchi e le aziende eccezionali la cui immaginazione e creatività hanno aperto nuovi orizzonti nella moda a livello globale negli ultimi 12 mesi, trasformando le possibilità della moda oggi". 

Nel corso della serata, presentata dall'attrice britannica e giamaicana Jodie Turner-Smith, sono stati assegnati ventitré premi tra cui quindici Leaders of Change. Candidati e vincitori dei Fashion Awards sono votati da una giuria internazionale composta da oltre 1000 esperti del settore. (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA ROMA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

domenica 4 dicembre 2022

Tv: Drusilla, entro nelle case col garbo dell'Almanacco. Dal 12/12 su Rai2. Sanremo salto, poi magari da cantante chissà

Drusilla, entro nelle case col garbo dell'Almanacco RIPRODUZIONE RISERVATA
La più elegante su tutti i red carpet dell'anno, la più ironica ma "nel limite del garbo", non si chiede a chi piace e fila dritto verso un futuro da cantante, ma applaude gioiosa a chi le dice che così com'è, classica e vintage, Drusilla Foer la vedrebbe benissimo in una riedizione del mitico Milleluci.

"Che gioia! Milleluci con altri programmi di quegli anni, magari con Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, dove passavano tutte le grande personalità artistiche - da Totò, a De Sica a Sandra Milo - era un mondo irrorato di artisticità a cui non ho la pretesa di paragonarmi, ma quella tensione è dentro di me".

Con una tv altrettanto vintage torna intanto dal 12 dicembre dal lunedì al venerdì su Rai2 nella fascia preserale prima del Tg2 con Drusilla e l'Almanacco del giorno dopo.

"L'almanacco era una delizia che durava sette minuti - spiega in un'intervista all'ANSA - breve e fulminea in un'Italia che aveva forse meno attitudine alla tv. Ora che la tv è ricca di tante sollecitazioni, l'almanacco diventa un momento riposante di una mezz'ora per avere coscienza che il giorno dopo è successo qualcosa di buono o che ha segnato la storia in modo negativo, nella speranza che si possa andare meglio". 

Ad un pubblico anche di bambini "il programma si propone come una cosa carina, con una nonna supportata da uno staff evoluto ed informato, che ha la fortuna di avere tutta la libertà. Posso parlare di temi significativi in un format integrato da una parte di intrattenimento. Ho un microfono e un pianoforte in studio, è difficile per me stare zitta". 

Ci sarà ancora Topo Gigio? 

"Ci sarà un po' meno, nel mondo ha milioni di follower e sarà impegnato. Ci sarà una nuova rubrica in cui i ragazzi raccontano in brevi video gli strumenti della nostra politica: che cos'è il Parlamento, che cosa sono i grandi giganti che ci gestiscono. Poi ci sarà il momento cultura legato alla letteratura. Parleremo del futurismo e di Marinetti ad esempio anche con le pillole d'arte del nostro art influencer". E poi "non mancheranno i Santi: mi stanno simpatici. Abbiamo sempre celebrato coloro che hanno portato qualcosa all'umanità, ma vogliamo ricordare anche chi ha fatto qualcosa contro l'umanità, come ad esempio chi ha scritto le leggi razziali".

Tornando a Milleluci, lo farebbe ''con la Vanoni che mi è molto simpatica tra bacini e bisticci, oppure con Nada che è così integra e severa, con qualcuno schivo e poco televisivo dei giovani ce ne sono tanti che mi piacciono. Marco Mengoni per esempio. Io in tv sono una brontolona, mi lamento di tutto, ma mi è stata data l'enorme libertà di esprimere il mio personaggio anticonvenzionale, un segno di grande civiltà". 

Personaggio anche di enorme eleganza ed ironia. 

"L'eleganza è un fattore che non prendo in considerazione per l'aspetto, faccio figura, sono alta, ho i capelli bianchi. Per me l'eleganza è l'effetto e non la causa del pensiero. Preferirei parlare di garbo, quella robina che si bussa e si chiede 'disturbo'? Mi sembra un atto dovuto ad una nazione che esce da un periodo così doloroso ed ha una guerra a due passi. Cerchiamo di essere gentili. Così per me il limite sull'ironia è l'offensività fine a se stessa. Non mi va di deridere. Per fare un esempio, non direi mai vedendo una mia foto invecchiata 'sembro la Montalcini', perché è una signora bellissima ed ha fatto tantissimo, non la voglio deridere a pro di una battuta. Mi fermo dove la battuta è inutile ed offensiva, perché l'ovvietà è una scorciatoia furbesca". 

Una tv educata: "In Milleluci c'è mai stata aggressività o imbarazzo? Vediamo tutti i giorni programmi che trattano temi difficili con un linguaggio brusco, dove ognuno mette il cappello sul dolore dell'altro. Lo stesso fa la politica sulle difficoltà di un paese per dimostrare quanto si è bravi e non per risolvere il problema". 

Come donna ha mai subito discriminazioni? 

"Come artista, come soggetto umano che produce dell'intrattenimento, ho subito qualche volta in teatro della diffidenza. Ma Sanremo mi ha chiarito come personaggio a tutti. Io faccio il mio lavoro molto seriamente e penso molto le mie performance. Del resto sono un personaggio complesso e l'Italia di oggi si può pensare che tenda ad una regressione".

Cosa pensa dell'attuale quadro politico? 

"Se alla guida del nostro paese salisse Satana io inviterei tutti a scendere in piazza, ma non penso che la signora Meloni, forse il primo uomo politico italiano che ha un grosso carisma sia Satana, quindi vediamo il suo lavoro e giudichiamo quello. Poi c'è distrazione sui temi sociali e questo non mi piace. Siamo uno dei paesi in Europa più indietro dal punto di vista dei diritti lgbt e spero che i nostri signori là nelle loro stanze si occupino di ecologia, che è un'urgenza, e diritti umani". 

La vedremo quest'anno a Sanremo? 

"Forse meglio prendere una pausa dopo l'anno scorso, ma sto lavorando ad un bellissimo disco, facciamo uscire il disco poi se mi chiamano a cantare sono contenta". C'è insomma la musica nel suo futuro? "Ho due partecipazioni cinematografiche a cui tengo moltissimo, poi la prossima estate torno in teatro e nell'autunno del 2023 arriva il disco a cui seguirà un piccolo tour musicale, infine ancora in teatro con Venere nemica... e qui siamo già al 2025...". Lo dice la Drusilla che al momento vorrebbe dare il suo contributo concreto a chi lavora nelle onlus: "Coloro che si espongono per qualcosa di cui serve parlare, ora, confesso, mi piacerebbe occupami di questo, ci sto lavorando. Non servono solo le pur preziosissime donazioni, io voglio andare con le mani in pasta nei luoghi, ho voglia di uscire da me".

fonte: di Elisabetta Stefanelli ANSA ROMA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Libri: "Una vita in alto" di Sara Simeoni con Marco Franzelli

Sara Simeoni è amata come pochi altri campioni dello sport italiano. Per i risultati che ha saputo raggiungere nella sua lunga carriera, per aver aperto la strada alle donne nell’atletica ad alto livello, combattendo per far cadere tabù e pregiudizi, per l’atteggiamento sorridente che nasconde una forza di carattere che le ha permesso di superare non solo l’asticella in pedana, ma anche le piccole e grandi difficoltà della vita.

Un personaggio, quello di Sara, che è prima di tutto persona. Lo ha dimostrato riscuotendo grande favore di pubblico per l’allegria e l’autoironia con cui ha conquistato milioni di telespettatori nella trasmissione di Rai 2 “Il circolo degli anelli” dedicata all’Olimpiade di Tokyo del 2021. È sempre lei, l’eterna ragazza di Rivoli Veronese, ma è tornata popolarissima sui social e sulle prime pagine dei giornali, così come le accadeva quando vinceva negli anni 70 e 80.

Nel libro, con la stessa divertita leggerezza, Sara Simeoni si racconta in prima persona a Marco Franzelli, storico giornalista sportivo Rai, attraverso i retroscena, molti inediti, di una carriera che l’ha portata ad essere eletta “Atleta del Centenario” nel 2014 in occasione dei 100 anni del CONI. E poi aneddoti imprevedibili, comici, bizzarri; insospettabili curiosità e originali ritratti dei personaggi dello sport, e non solo, le cui storie sono intrecciate alla sua.

fonte: www.railibri.rai.it

Cinema: Questo mese su Nexo+ arriva "Decumano Maximo" il film-dossier con la regia di Alessio Consorte

E' disponibile su >> Nexo+ "Decumano Maximo" con la regia di Alessio Consorte.

Decumano Maximo è un innovativo documentario storico che narra il viaggio del regista nel percorso dell'antica Via Valeria, segnato dalle cruente fasi della Guerra sociale dal 91 all'88 a.C, epico conflitto che oppose le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli contro Roma.  

Il regista ci porta sui reali campi di battaglia che furono teatro dei sanguinosi scontri fra gli alleati italici e la Repubblica romana, offrendo allo spettatore una visione inedita del panorama storico e naturalistico abruzzese.  

Tantissime le testimonianze di ricercatori non ufficiali che il regista ha accuratamente documentato verificando sul campo le informazioni e i resoconti anche di scavi e ritrovamenti clandestini. Il documentario è anche uno studio accurato sul territorio tenendo presenti le indicazioni tratte dai libri di Tito Livio, di Strabone e di altri illustri storici dell'epoca.

A sostegno del film si sono mobilitate molte eccellenze nel campo dell'archeologia e dell'astronomia, come il docente Adriano Gaspani, archeoastronomo e ricercatore dell'INAF, l'astronoma Silvia Motta, Adriano La Regina Presidente dell'Istituto di archeologia e storia dell'Arte, nonché Soprintendente archeologo di Roma dal 1976 al 2004. 

Vanno menzionati anche Lorenzo Dell'Aquila archeologo, Paolo Poccetti professore dell'Università Tor Vergata ed esperto di lingue antiche, Andrea Frediani massimo esperto di battaglie romane, Ezio Mattiocco ricercatore e archeologo, gli archeologi Glauco Angeletti e Giuseppe Grossi. Inoltre va sottolineata la stretta collaborazione con il Parco Archeologico del Colosseo per la recente scoperta sul Solstizio che interessa l'Anfiteatro Flavio e con il funzionario archeologo del comune di Roma Antonio Insalaco

Un viaggio nel percorso dell’antica Via Valeria, segnato dalle cruente fasi della Guerra sociale dal 91 all’88 a.C, epico conflitto che oppose le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli contro Roma. È il tragitto che conduceva i soldati alla gloria e la gloria alla guerra, ai tempi della Guerra Sociale (91-88 a.C.). 

Il regista ci porta sui reali campi di battaglia che furono teatro dei sanguinosi scontri fra gli alleati italici e la Repubblica romana, offrendo allo spettatore una visione inedita del panorama storico e naturalistico abruzzese. 

Un'avventura da non perdere su  >> Nexo+
 

“Decumano Maximo”, il film-dossier diretto da Alessio Consorte, coprodotto da CF Studio, dalla Fondazione Pescarabruzzo e dallo stesso regista. 

DECUMANO MAXIMO - Official Trailer >> QUI

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Un docufilm nevralgico e innovativo, girato soprattutto in Abruzzo, con spettacolari riprese aeree e una minuziosa ricostruzione storica, e sul campo, lunga cinque anni. Consorte ha raccolto e verificato centinaia di testimonianze, intervistando, tra l’altro, eccellenze dell’archeologia nazionale, docenti universitari e grandi esperti della storia e della lingua pre-romane.

Nell’antica Roma, il Decumano costituiva la via principale di attraversamento della penisola da est a ovest. Prendendo idealmente le mosse dal tracciato della mitica via Valeria, il mediometraggio (la durata è di 67 minuti) è un viaggio nel tempo e nello spazio sulle tracce della misconosciuta Guerra sociale, il conflitto epocale che vide opporsi, dal 91 all’88 a.C., le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli “periferici” allo strapotere di Roma. Contro il suo dominio indiscriminato, il suo
giogo, il suo centralismo di rado illuminato. Gli italici venivano trattati alla stregua di cittadini di seconda classe, e rivendicavano gli stessi diritti dei parigrado romani; o perlomeno, una loro integrazione sostanziale, non di facciata.

Non a caso, sulle monete italiche dell’epoca è raffigurato un toro (simbolo italico) intento ad azzannare una lupa, l’effigie romana per antonomasia. Furono proprio i nostri fieri e coraggiosi antenati abruzzesi, i Marsi, a decidere di marciare sulla via Valeria, giungendo alle porte di Roma. Oltre a loro, si fecero valere gli altri intrepidi popoli italici radicati nella nostra regione: gli Equi, i Peligni, i Vestini, i Marrucini, i Pretuzi, i Frent ani, i Carricini, federati coi vicini Sanniti, Piceni, Irpini, Sabini, Lucani. La guerra, molto sanguinosa, si concluse con la vittoria (ottenuta con machiavellica diplomazia) dei romani. Ciò non toglie che era stato proprio l’Abruzzo l’epicentro, il set di questa pluriennale ed epica battaglia, che avrebbe potuto cambiare per sempre la storia d’Italia.

Asciutto ma vibrante, ricco di emozioni e trovate stilistiche, Decumano Maximo ci riporta a quei giorni e in quei remoti luoghi bellici abruzzesi rupestri, arcaici e magici, oggi completamente dimenticati. Da Alba Fucens al tempio italico di Pescosansonesco, dal Monte Ocre al Monte Pallano: siti, fortezze, acropoli, necropoli floride di reperti dal valore inestimabile, ma lasciate nell’oblio. Un ruolo di primo piano nel docufilm è esercitato da Corfinio, in provincia dell’Aquila, dove venne forgiata per la prima volta una moneta autonoma con la scritta Italia.
Corfinio fu persino indicata, durante la Guerra sociale contro Roma, capitale della Lega italica e di una porzione territoriale chiamata Italia.

Tant’è che in quel periodo venne ribattezzata, temporaneamente, Italica. Corfinio è stata quindi la prima capitale italiana. «L’origine del nome Italia fa ovviamente gola a tutti, ma le sue origini assolute dimorano nella Majella, nel Gran Sasso, in Abruzzo, a Corfinio – spiega il regista Alessio Consorte -. Oggi la vulgata vuole che le sue radici siano in Calabria: ma il cuore italico batteva nell’Appennino, e nella nostra regione, solo successivamente quelle genti e quei guerrieri sono scesi a sud». 

Su alcune favolose cinture montane dell’Aquilano, simili ora a paesaggi lunari e dove al tempo sorgevano diverse cittadelle fortificate (e questo è uno dei risvolti più sorprendenti del suo film), sono stati rinvenuti tesoretti italici, comprensivi di monete con sopra stampigliata la parola Italia. Molti residui e scoperte le ha fatte il regista medesimo, in collaborazione con appassionati e cercatori amatoriali, inerpicandosi di persona su quelle sommità. 

Come i proiettili delle frombole, in piombo, “ghiandole letali” sopravvissute più di 2 mila anni. Saette di metallo capaci di sfondare una corazza nemica. Non mancano, sul finire dell’opera cinematografica, rivelazioni inedite sul guerriero di Capestrano, emerso in epoca fascista, nonché interessanti scoperte di matrice astrologica. Decumano Maximo è una pietra miliare nel suo genere, destinata a far parlare di sé e a lanciare una nuova potenziale narrazione del territorio abruzzese. 

"Decumano Maximo" Film dossier sui popoli italici in guerra contro Roma. Soggetto e regia di Alessio Consorte. Italia 2021

Alessio Consorte - Nato a Pescara nel 1980 è un poliedrico professionista nel campo della fotografia, della moda e dell’audiovisivo. Per oltre dieci ha lavorato come modello a livello internazionale per Armani, Versace, Zegna e molti altri. Passa dall’altra parte dell’obiettivo dopo l’esperienza con il fotografo e regista Bruce Weber.
Nel 2012 e nel 2013 realizza tre edizioni di D’Annunzio & Friends, mostra fotografica che reinventa luoghi e atmosfere di Gabriele D’Annunzio in chiave multimediale. Foto originali sospese fra poesia e arte d’avanguardia recensiti da tutti i media italiani.
Lavora ad un originale docufilm dedicato a Pescara, Il Traghettatore: raccontando la sua terra d'origine con lo stile corrosivo di Ennio Flaiano e molte suggestioni neorealiste.
Realizza con il Rotary distretto 2090 un documentario sui musei della Provincia di Pescara dal titolo “Filo percorso museale” per dare rilevanza ai luoghi d’arte “Progetto oltre il Covid”.
Nell’ottobre 2021 pubblica il film dossier “Decumano Maximo” un viaggio nel tempo e nello spazio sulle tracce della misconosciuta Guerra sociale, il conflitto epocale che vide le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli “periferici” allo strapotere di Roma. Una ricerca durata cinque anni che ha portato alla luce situazioni e luoghi inediti della terra e della storia d’Abruzzo.

fonte: Ufficio Stampa Consorte e https://play.nexoplus.it  https://nexoplus.it/