venerdì 1 maggio 2026

Danza, al Maggio Musicale di Firenze il 'David di Michelangelo'. Il 9 e 10 maggio, due giorni tra concorso internazionale, formazione e gala finale: 450 giovani danzatori e compagnie toscane sul palco

Il 9 e 10 maggio l’Auditorium Zubin Mehta del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ospita il “David di Michelangelo – Premio Danza Città di Firenze”, iniziativa ideata e realizzata da OPES Italia APS.
L’evento rappresenta la fase conclusiva del progetto “Danzando con il Cuore in Tour 2026”, promosso da OPES Toscana e dal Comitato provinciale di Siena, articolato in sei rassegne coreografiche sul territorio regionale, con il coinvolgimento di oltre 50 scuole di danza e più di 800 giovani allievi. Il progetto si è sviluppato con l’obiettivo di valorizzare la formazione, il talento e la funzione educativa e sociale della danza.

L’organizzazione è curata da Stefano Rossi (responsabile organizzativo generale) e Massimo Carletti (direzione esecutiva), mentre la direzione artistica è affidata ad Adria Ferrali.

Il concorso internazionale si svolgerà nel pomeriggio di sabato 9 maggio e per l’intera giornata di domenica 10, con la partecipazione di oltre 35 scuole provenienti da Toscana, Campania, Friuli Venezia Giulia e Veneto, per un totale di circa 450 giovani danzatori. 

La giuria internazionale sarà composta da Alain Honorez, Peter Bo Bendixen, Emanuela Tagliavia, Francesco Annarumma e Patrizia Coletta.
Nel programma sono previste anche masterclass di danza classica e contemporanea con artisti di rilievo internazionale, tra cui Maria Kochetkova, Sebastian Kloborg e Matteo Miccini.
Accanto al concorso, il Gran Gala vedrà esibirsi per la prima volta insieme 14 compagnie di danza toscane accreditate presso la Regione Toscana e il MIC, affiancate da étoile e artisti ospiti. Il programma, curato da Adria Ferrali, fondatrice del DAP Festival, includerà anche coreografie in prima nazionale.

“Eventi come questo – ha dichiarato l’assessora allo sport Letizia Perini – rappresentano un esempio concreto di come lo sport e le attività artistiche possano diventare strumenti fondamentali di crescita personale. La danza, in particolare, unisce disciplina, espressione e lavoro di gruppo, offrendo ai giovani un percorso educativo che va oltre l’aspetto tecnico". Iniziative di questo tipo permettono inoltre di valorizzare il grande lavoro delle scuole di danza e delle realtà associative del territorio - ha aggiunto - che quotidianamente contribuiscono alla formazione di centinaia di ragazze e ragazzi. Allo stesso tempo, eventi di questo livello rafforzano l’identità culturale della città e ne confermano la capacità di attrarre progetti di qualità nazionale e internazionale". "Come amministrazione - ha concluso l'assessora Perini - riteniamo fondamentale sostenere percorsi che mettano al centro i giovani e la loro crescita, favorendo occasioni di confronto, partecipazione e scambio tra esperienze diverse. Firenze, anche attraverso appuntamenti come questo, continua a investire in una visione dello sport e della cultura come beni capaci di generare comunità”.

Durante la serata conclusiva saranno assegnati il “Premio Danza Città di Firenze – David di Michelangelo” e il “Premio OPES Italia APS – Città di Firenze”, destinati a personalità del mondo della danza, dello sport e del sociale.
A supporto della direzione artistica, Sara Tartaglia ha seguito il coordinamento generale del progetto, contribuendo alla gestione delle relazioni con giurati, masterclass, borse di studio e comunicazione.

fonte: www.comune.firenze.it 

Libri: "È sempre Parigi. Guida illustrata agli indirizzi più autentici divisa per arrondissement." Ediz. a colori di Marin Montagut

«Appena arrivato a Parigi, mi son messo a caccia dei suoi tesori nascosti. Aprivo porte di botteghe discrete, varcavo passaggi e cortili appartati, incontravo artigiani, antiquari, pasticcieri… 

I luoghi che trovate in questa guida hanno almeno tren’anni, a volte secoli. Ho voluto condividerli per raccontare una città diversa, più intima, una Parigi oltre le epoche e il tumulto del mondo.» 

Arrondissement per arrondissement, Marin Montagut ci scorta in un viaggio fra i luoghi più autentici della Ville Lumière. I giocattoli di Au Nain Bleu, le carte da lettere di L’Écritoire, il Museo della Magia, le lampade di Lumière de L’œil… 

Oltre 470 indirizzi che stupiranno anche i viaggiatori più esperti, fra botteghe, caffè, mercatini, musei, giardini, cabaret..

Marin Montagut è un rinomato illustratore, designer e creatore francese, noto per il suo stile poetico e nostalgico che celebra l'artigianato parigino. Fondatore di una boutique-atelier a Parigi, crea oggetti decorativi unici, acquerelli e guide di viaggio, ispirati al fascino della Parigi del 1900 e alle Wunderkammer

Artista Versatile: Oltre al design, è autore, regista e assistente decoratore.Stile e Ispirazione: Il suo lavoro è un mix di artigianato, storie antiche e uno stile parigino sognante. Produce oggetti in porcellana, vetro e aquarelle personalizzate.La Boutique: Ha un negozio iconico al 48 di Rue Madame a Parigi, descritto come una bottega delle meraviglie.Editoria: È autore di libri illustrati come Sotto i tetti di Parigi e Ricordi di Parigi.Formazione: Ha studiato al Saint Martins College of Art and Design di Londra. 

fonte: www.lafeltrinelli.it     www.ippocampoedizioni.it 

Cinema - Palazzo Esposizioni Roma "Desiderio Almodóvar" termina il 3 maggio 2026

Immagine: Marisa Paredes, Pedro Almodóvar and Miguel Bosé. Foto di César Urrutia © El Deseo
Desiderio Almodóvar a cura di
Marco Berti e Francesca Pappalardo, Palazzo Esposizioni Roma

Promossa da
Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo

Si ringraziano
CG Entertainment, Cineteca Lucana, Cineteca Milano, Eagle Pictures, Imago Company Srl, Park Circus, Warner Bros. Entertainment Italia

Pedro Almodóvar è scoppiato all’improvviso – parafrasando l’amata Mina – dentro al cuore del pubblico a partire dagli anni ’80, letteralmente esplodendo sulla scena cinematografica europea con una forza rivoluzionaria e trasgressiva mai viste prima nei temi e nelle forme della rappresentazione. Nella Spagna appena liberata dal giogo franchista, ha portato sullo schermo i fermenti della mitica movida madrilena, dando spazio a un magma umano che poteva finalmente germogliare incontrollato dal sottosuolo urbano, dopo decenni di oppressione: omosessuali, travestiti, tossici, punk, casalinghe masochiste, cantanti sadiche, suore feticiste, sessuomani e tanti altri personaggi che vivono fino all’estremo le proprie passioni, finalmente liberi. Così come le vivono i loro antagonisti negativi, quali i poliziotti stupratori, i mariti violenti o i matador assetati di sangue, portatori di una carica distruttiva e mortale conseguenza del passato autoritario, le cui forze continuano ad agire sotterraneamente come un trauma irrisolto. Tutti i personaggi di questo caravanserraglio caotico ed esilarante rincorrono come ipnotizzati le proprie ossessioni, riducendo al desiderio l’espressione della propria identità. 

"Il desiderio è qualcosa che non si può controllare, che non risponde a nessuna legge. Per me il desiderio è l'unica guida possibile, l'unico elemento che permette ai personaggi di essere liberi e di agire secondo la propria natura, al di là del bene e del male." Così dichiara il regista individuando nel desiderio il motore narrativo delle sue opere e la ragione di esistere dei suoi personaggi, soprattutto femminili, "sempre alla ricerca di qualcosa che non hanno. Il desiderio nasce da questa mancanza, da questo vuoto che cercano di colmare con la passione, anche quando questa è chiaramente autodistruttiva."

Il desiderio è l’altra faccia del senso di vuoto, altro tema cardine delle sue opere sin dall’inizio. Il vuoto e la morte prendono via via sempre più spazio nei suoi film, fino a diventare centrali nei capolavori della maturità. Esaurita la necessità trasgressiva e grottesca dei primi film, nelle pellicole degli ultimi anni si addensano le nubi della perdita, incarnate dalle tante figure materne, archetipi di dolore e nostalgia. Ed è così che la lunga parabola creativa di questo grande maestro ribelle ci porta dall’energia provocatoria e libertaria riconquistata dopo la dittatura, fino alla lucida rappresentazione del dolore e della delusione esistenziale contemporanea, restituendoci un ritratto alternativo della cultura europea degli ultimi quarant’anni, dove il desiderio e la ricerca della felicità e della realizzazione personale finiscono per essere la condanna di un’umanità destinata all’auto annientamento.

Immagine: Marisa Paredes, Pedro Almodóvar and Miguel Bosé. Foto di César Urrutia © El Deseo

Informazioni
Ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione consigliata
Sala Cinema - Palazzo Esposizioni Roma
Scalinata di via Milano 9a
 
Puoi prenotare sulla pagina di ogni film dalle ore 9:00 del giorno precedente fino a due ore prima della proiezione.
Quando hai prenotato sei pregato di arrivare 10 minuti prima dell'inizio, altrimenti il posto verrà assegnato al pubblico in attesa all’ingresso. Se non puoi venire ricordati di cancellare la prenotazione dalla tua area riservata sul sito, per permettere ad altri di partecipare.
Se i posti risultano esauriti online, puoi accedere alle proiezioni senza prenotazione in caso di posti resi disponibili da rinunce e cancellazioni, presentandoti entro l’orario di inizio del film.

fonte e Info: www.palazzoesposizioniroma.it 

Mostre: "ROMASUONA. La musica in Italia 1970-1979" A cura di Guido Bellachioma. Palazzo Esposizioni Roma, dal 1 maggio al 12 luglio 2026

L'allestimento della mostra,  foto di Alberto Novelli
"ROMASUONA La musica in Italia 1970-1979" 

A cura di Guido Bellachioma 
Con l'amichevole collaborazione di Pino Candido
Mostra promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo
Ideata, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo

ROMASUONA. La musica in Italia 1970–1979 è una mostra che ripercorre un decennio cruciale della storia italiana, attraverso la rivoluzione dei linguaggi musicali, che hanno dominato la scena pop, nazionale e internazionale.

Nell’arco di questo decennio, la musica ha saputo travalicare i propri canoni estetici per fondersi con la letteratura, le arti visive e il cinema, agendo come potente catalizzatore di identità collettive, in un’epoca segnata dall’espansione dell’industria discografica e dall’avvento pionieristico delle radio libere. In tale contesto, l’espressione musicale diventa il terreno su cui istanze politiche e sperimentazioni artistiche si intrecciano. Roma è al centro di questa metamorfosi, affiancata da realtà di pari rilievo quali Milano, Napoli e Bologna e da centri minori, ma non marginali, come Viterbo, Nettuno o Zerbo, in provincia di Pavia.

L'allestimento della mostra,  foto di Alberto Novelli
Il nucleo della mostra è costituito da un corpus di circa settecento scatti fotografici in larga parte inediti: dalle luci dei grandi palchi al silenzio dei backstage, le immagini narrano la creatività degli artisti in studio e durante le performance, come anche l'estetica spontanea delle piazze, cristallizzando l'anima di un'epoca attraverso l'obiettivo dei fotografi, vero motore della mostra. Attorno a questo ingente nucleo fotografico affiorano frammenti di un intero mondo musicale: manifesti, biglietti di concerti, riviste specializzate, fanzine, volantini, libri e copertine di vinili, strumenti musicali, apparecchiature di amplificazione.

Il progetto espositivo si apre idealmente in continuità con la retrospettiva dedicata a Mario Schifano, ospitata contemporaneamente al piano nobile di Palazzo Esposizioni, richiamando la celebre serata Grande angolo, sogni & stelle, organizzata dallo stesso Schifano al Piper Club di Roma il 28 dicembre 1967, in cui si esibiva il gruppo rock progressive Le Stelle di Mario Schifano. L’evento, documentato dalle fotografie di Patrizia Ruspoli — sigillo di un’epoca e preludio agli anni a venire — rappresenta una delle prime espressioni di spettacolo multimediale moderno, con artisti, musicisti, performer e poeti in scena tra luci stroboscopiche, proiezioni filmiche e dispositivi visivi, un fenomeno che può essere contestualizzato all’interno del più ampio effetto Piper di cui l’opera di Rä di Martino in mostra, 100 Piper. Breve storia del Piper di Torino (1966-1969) in 100 frammenti, rievoca le atmosfere attraverso una personale riattivazione di materiali di archivio.

L'allestimento della mostra,  foto di Alberto Novelli

La mostra si arricchisce inoltre del contributo di importanti fotografi del mondo della musica, tra cui Antonio Amato, Ennio Antonangeli, Giorgio Battaglia, Massimo Capodanno, Renzo Chiesa, Giovanni Coccia, Fabio D’Emilio, Armando Gallo, Massimo Lastri, Silvia Lelli, Roberto Masotti, Toni Occhiello, Patrizia Ruspoli, Piero Togni, Fabio Treves e Lino Vairetti.

ll percorso prosegue spostandosi sui luoghi della musica a Roma: Il Piper che negli anni Sessanta ospita i Pink Floyd psichedelici; nel decennio successivo accoglie rock progressivo e jazz elettrico con gruppi come Genesis, Soft Machine, Traffic e Van der Graaf Generator, insieme a protagonisti italiani come Banco del Mutuo Soccorso.

Tra il 1975 e il 1976 prendono vita esperienze formative oggi ancora attive: la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia, con sede nel complesso di case popolari descritto da Pier Paolo Pasolini in Ragazzi di vita (1955), la Scuola Popolare di Musica di Testaccio e il Saint Louis.

Ma la musica in Italia non si esaurisce a Roma: attraversa l’intero Paese. Festival, rassegne e circuiti alternativi favoriscono la circolazione di artisti e linguaggi, disegnando un paesaggio sonoro esteso in cui le distanze si accorciano, mentre le radio libere diffondono i suoni più innovativi, rendendo la musica accessibile ovunque. Musicisti e pubblico si incontrano così in contesti sempre nuovi: dalle metropoli alle periferie, il live resta il motore principale.

Questo scenario è rievocato nell’allestimento a cura del collettivo THREES, ideatori del festival internazionale di musica Terraforma, che restituisce la vitalità e la complessità di un decennio irripetibile anche attraverso un ricco insieme di materiali – fotografie e video, insieme a documenti e memorabilia – e una selezione di brani emblematici.

In questo contesto si affermano figure centrali e di riferimento come Fabrizio De André e Patti Smith, accanto alle traiettorie più sperimentali o laterali di John Cage, degli Area, di Gabriella Ferri, Robert Wyatt e Mia Martini. A questi si affiancano protagonisti imprescindibili della scena italiana e internazionale, da Francesco De Gregori, Lucio Dalla e Antonello Venditti a Rino Gaetano, Renato Zero, Lucio Battisti e Franco Battiato, insieme a icone globali come David Bowie, i Genesis, i Rolling Stones, i Led Zeppelin e Miles Davis, fino alle esperienze del progressive italiano con Premiata Forneria Marconi, Le Orme, Osanna e Rovescio della Medaglia, e a figure fondamentali per il rapporto tra musica e immaginario cinematografico come Ennio Morricone e i Goblin.

Tank Trip, Festival di Villa Pamphilj, Roma, 25-27 maggio 1972, © Giovanni Coccia
I festival e le piazze rappresentano l’apice di questa energia collettiva. Dal Festival di Palermo del 1970 al Pirmo Festival Internazionale dei Poeti del 1979 a Castelporziano, passando per Caracalla, Villa Pamphili e Parco Lambro, la musica si afferma come strumento di partecipazione e condivisione. Questi appuntamenti diventano spazi di libertà, socialità e impegno politico. >> l'articolo continua QUI 

fonte e info: www.palazzoesposizioniroma.it 

mercoledì 29 aprile 2026

Giornata Internazionale della Danza – 29 aprile 2026. Istituita dal Comitato dell’International Theatre - UNESCO. Il messaggio di Crystal Pite, coreografa canadese di fama internazionale

44° Giornata Internazionale della Danza – 29 aprile 2026. La Giornata Internazionale della Danza istituita nel 1982 dal Comitato di Danza dell’International Theatre - UNESCO anche quest’anno celebra la danza affidando il messaggio internazionale a Crystal Pite.

La Giornata Internazionale della Danza, istituita nel 1982 dal Comitato di Danza dell’International Theatre UNESCO celebra la danza, il suo valore e la sua importanza come forma d’arte e come elemento fondamentale per la conoscenza e per la crescita degli uomini, delle donne e dei popoli.

 

Quest’anno il messaggio alla comunità artistica internazionale è stato affidato a Crystal Pite, coreografa canadese di fama internazionale che, nella sua lunga carriera, ha fatto parte della compagnia del Ballet British Columbia, del Ballett Frankfurt di William Forsytheed ed  ha creato opere per compagnie come il Royal Ballet, il Nederlands Dans Theater, il Balletto dell’Opéra di Parigi e il National Ballet del Canada.

Il suo messaggio sottolinea il ruolo della danza come strumento di unione e pace

“Nella danza e nel fare danza troviamo la prova che l’umanità è qualcosa di più del nostro ultimo, straziante fallimento globale. Se prestiamo attenzione, la danza ci donerà un barlume momentaneo dell’anima.”

Il messaggio, tradotto in molte lingue a cura dei numerosi Centri nazionali dell’International Theatre Institute, viene letto nei teatri, nelle scuole, nelle biblioteche, nei luoghi di cultura e di aggregazione in tutto il mondo. 

MESSAGGIO DI CRYSTAL PITE

Biografia di Crystal Pite

fonte: https://spettacolo.cultura.gov.it 

lunedì 27 aprile 2026

Serie TV - 'In Utero', nuova serie con Sergio Castellitto, creata da Margaret Mazzantini. Dall'8 maggio su Hbo Max, diretta da Maria Sole Tognazzi

Arriva in esclusiva su Hbo Max da venerdì 8 maggio 'In utero', la nuova serie creata da Margaret Mazzantini, diretta da Maria Sole Tognazzi, che firma anche la direzione artistica, e Nicola Sorcinelli, alla regia degli ultimi 4 episodi, con protagonisti Sergio Castellitto, Alessio Fiorenza, Maria Pia Calzone e Thony. 

In otto episodi, in onda il venerdì, la serie, ambientata a Barcellona, ci porta in una clinica per la fertilità dove si intrecciano destini e scelte che cambiano la vita. 

Nel cast d'eccezione: Camille Dugay, Michela De Rossi, Valentina Romani, Andrea Lattanzi, Ivana Lotito, Marianna Fontana, Romana Maggiora Vergano, Maya Sansa, Donatella Finocchiaro, Fabrizio Ferracane, Fabrizio Falco, Denise Capezza, Francesco Colella, Sara Drago, Enrico Borello, Daniele Parisi e Astrid Casali. 

Il ginecologo Ruggero (Castellitto), fondatore della clinica di fecondazione assistita 'Creatividad' e il talentuoso biologo Angelo (Fiorenza), giovane uomo trans, si confrontano ogni giorno con le complesse vicende umane dei pazienti insieme alla loro storia clinica.

Persone di differente orientamento sessuale e romantico, in coppia o single, che attraverso il proprio desiderio di genitorialità portano punti di vista inediti e conflitti profondi mai esplorati.

Accanto a loro Teresa (Maria Pia Calzone), amministratrice brillante e fondatrice insieme al marito della clinica, e Dora (Thony), la nuova patient assistant. 

Storie di speranza, attesa, coraggio e vulnerabilità raccontano i diversi percorsi delle persone che arrivano alla clinica con lo stesso desiderio, quello di avere un figlio. A seconda dei casi si devono confrontare con scelte difficili, limiti biologici, paure profonde e domande senza risposte.     

Prodotta da Cattleya - parte di Itv Studios - in associazione con Paramount Television International Studios, 'In utero' vede Margaret Mazzantini anche co-autrice con Enrico Audenino e Teresa Gelli del soggetto di serie. 

fonte: Redazione ANSA   www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

Rai Uno - Per celebrare la Giornata Internazionale della Danza "Siamo Danza" con Eleonora Abbagnato. Mercoledì 29 aprile alle ore 21.45


In occasione della Giornata Internazionale della Danza, mercoledì 29 aprile in prima serata su Rai1, Rai Cultura dedica una serata-evento da Palermo per celebrare l’arte del movimento come linguaggio universale, capace di unire epoche, culture e generazioni. 

Sotto la direzione artistica di Eleonora Abbagnato, "Siamo Danza" porta in scena un racconto corale che attraversa la tradizione classica e le espressioni contemporanee, intrecciando grandi repertori e nuove creazioni. L’idea centrale è che la danza non è qualcosa che si fa, ma qualcosa che si è. Un linguaggio invisibile che attraversa il corpo e diventa emozione, racconto, identità. 

Ad accompagnare i telespettatori un narratore d’eccezione, Giuseppe Fiorello, affiancato da Anna Ferzetti (candidata ai David di Donatello come Migliore attrice protagonista) e Noemi, oltre a ospiti come Fiorella Mannoia, Giuliano Sangiorgi, Raf, Dardust e la partecipazione straordinaria di Claudio Baglioni. 

Le incursioni ironiche sono affidate a Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, coppia nella vita e sulla scena, che danno la loro personale visione del mondo della danza. Non mancano esibizioni di danza inedite, come quella con Nikita Perotti, vincitore dell’ultima edizione di "Ballando con le stelle", e un sorprendente Tango con Samuel Peron.

Tanti gli artisti del mondo della danza, sia dall’Italia che dall’estero, presenti: Alice Mariani (Prima Ballerina del Teatro Alla Scala di Milano), Salvatore Manzo (Etoile del Teatro di San Carlo di Napoli), Michele Satriano (Primo Ballerino del Teatro Dell’Opera di Roma) e il Corpo Di Ballo del  Teatro Dell’Opera di Roma, Alessandro Casà e Martina Pasinotti (Tersicorei del Teatro Massimo di Palermo) e il Corpo Di Ballo del Teatro Massimo di Palermo,  Gareth Haw (Lead Principal dell’English National Ballet di Londra), Paul Mark (Etoile dell’Opéra National di Parigi),  Madeline Woo (Principal del San Francisco Ballet), Giorgi Potskhishvili (Principal del Dutch National Ballet di Amsterdam), Friedemann Vogel (Principal del Balletto di Stoccarda), Andrea Sarri (Primo Ballerino dell’Opéra National di Parigi), i coreografi e danzatori Sasha Riva e Simone Repele e tanti altri.

"Siamo Danza" è un programma di Rai Cultura prodotto da FRIENDSTV in collaborazione con Ministero della Cultura, Ministero del Turismo, Enit spa, Città di Palermo, Città Metropolitana di Palermo, Fondazione Teatro Massimo di Palermo, SIAE. 
Scritto da Rossella Rizzi, Federico Baccomo, Simone Di Rosa, light designer Marco Lucarelli e produzione esecutiva Orazio Caratozzolo e Annalisa Leo. 

Per la ripresa televisiva direttore della fotografia Francesco Falcone, edizione Marco Giovannetti e Ivo Semeraro, aiuto regia Stefania Viero, consulente musicale Amilda Bonfanti, direttore di produzione Pino Aprea, collaborazione editoriale e artistica di Nicola Pardini, a cura di Giulia Morelli e produzione esecutiva Serena Semprini. La regia è di Fabrizio Guttuso Alaimo.

fonte: Ufficio Stampa Rai  www.rai.it 

Libri: "Cambiocampo. È iniziata un’altra epoca del tennis" di Giri Nathan

Tra i migliori libri del 2025 secondo il New Yorker

Cambiocampo mescola i generi della telecronaca e del romanzo, per raccontare una nuova era del tennis, imperdibile sia per i meno esperti che per gli appassionati.

Un giorno di settembre del 2022 Giri Nathan prende una decisione sbagliata. Ha passato dieci giorni afosi in tribuna stampa a guardare partite su partite degli US Open di tennis per poi scriverne tutta la sera, è sfinito, e così prende la metropolitana per Brooklyn prima del solito e va a vedersi un quarto di finale a casa, in tv. «E fu così che riuscii a perdermi la partita tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, e con lei la chance di intravedere un futuro straordinario. 

Guardai gli scambi iniziali in metro, in streaming sullo smartphone, sapendo dentro di me di aver fatto un grave sbaglio». Inizia con questo rimpianto il racconto della trasformazione del tennis di questi anni. Per più di due decenni Federer, Nadal e Djokovic avevano dominato il tennis maschile, ed era difficile immaginare che cosa sarebbe successo quando si fossero ritirati, magari un futuro nuovo per tutti i tennisti che ne erano stati schiacciati. 

Invece, la scena se la sono presa due ventenni, spartendosi tutti gli Slam del 2024 e del 2025 e creando un nuovo tennis fatto del loro gioco, della loro rivalità e del loro essere opposti e complementari. Una nuova storia è iniziata e dopo quel giorno Nathan l’ha seguita tutta, partita per partita, mescolando i generi della telecronaca e del romanzo, in un racconto che fa venir voglia di cercare i video di quelle scene, di quegli scambi, di quelle vittorie e di quelle sconfitte. Descrivendo i caratteri dei comprimari e aggiungendo spiegazioni chiare di pratiche e consuetudini del grande tennis, illuminanti sia per i meno esperti che per gli appassionati. 

Giri Nathan è un giornalista sportivo statunitense. Scrive abitualmente per il sito Defector, di cui è stato cofondatore, ma suoi articoli sono stati pubblicati anche dal New York Magazine, dal Washington Post, dal Guardian, dal New York Times, dal National Geographic e dal New Yorker. 

La narrazione di Cambiocampo inizia da un momento preciso: la partita tra Sinner e Alcaraz ai quarti di finale maschili degli US Open del 2022, una partita così lunga e appassionante da far finire all’autore – letteralmente – l’inchiostro della penna. E da fargli capire che stava iniziando una nuova epoca del tennis: che ha deciso di raccontare con un libro. 

fonte: www.lafeltrinelli.it