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martedì 10 marzo 2020

Lgbt: Pose, via alle riprese ufficiale per la terza stagione

Tutto pronto per il ritorno di ‘Pose’.

Cresce l’attesa per il ritorno di ‘Pose’. La serie tv di Ryan Murphy in pochissimo tempo è diventata un vero e proprio fenomeno di costume, amata dalla critica e venerata dagli appassionati.

E dopo una seconda stagione che, di fatto, è stata bella e profonda quasi quanto la prima, i vertici della rete hanno confermato, la scorsa estate, anche un terzo ciclo di episodi. Non c’è ancora una data di trasmissione né in America né per l’Italia, ma per il momento nel cuore di New York le riprese sono appena cominciate.

In una foto che è stata pubblicata su twitter e sul profilo ufficiale di ‘Pose’, nel corso della giornata di mercoledì 4 Marzo, la regista di colore Janet Mock conferma il primo ciak. Sono pochissimi i dettagli che abbiamo a disposizione in merito agli episodi della terza stagione.

 Sicuramente i personaggi saranno ancora incastrati nei loro problemi, divisi tra cuore e sogni di un futuro migliore, senza dimenticare lo spettro dell’AIDS che sta terrorizzando tutta la comunità LGBT  (e non solo). Molto probabilmente ci sarà un altro salto temporale, ma sicuramente la terza stagione di ‘Pose’ si focalizzerà ancora di più su quei sfavillanti anni ’90. 

Confermato, per ora, tutto il cast che ha composto le due stagioni precedenti: da Billy Porter fino a Mj Rodriguez. Ad oggi resta una delle serie tv più queer degli ultimi anni. Pose, infatti,  ha avuto la sagacità di saper raccontare il passato (ma anche il presente) del mondo LGBT senza nessun freno inibitorio. Non sarà l’unica serie di Ryan Murphy che arriverà in tv nel corso del 2020. Oltre ad American Horror Story che torna per la stagione numero 10, è previsto il debutto di ‘Hollywood’ nel corso del mese di maggio e della miniserie ‘Halston’ con Ewan McMregor.
fonte:   www.gay.it

venerdì 24 ottobre 2014

Lgbt: "Transparent" la serie Amazon che ha rivoluzionato la tv. Amore, sesso e accettazione: "La salvezza del movimento trans"

"Non esiste dio, regole, giudizi morali, tranne quelli che accetti o che crei per te stesso. E quando è finita è finita, c'è una sola vita: perché non essere felici finché si è qui?". È una delle scene più memorabili di una delle serie più belle che la televisione americana ha saputo produrre: Six Feet Under. C'è la vita, la morte, l'amore e il suo contrario, e pure oltre, tutto in trenta secondi.

Da quell'avventura targata Hbo e capitanata da Alan Ball, papà di American beauty, è uscita un'autrice dal talento feroce: Jill Soloway. A molti il suo nome non dice nulla ma il suo curriculum parla per lei: dopo la saga della famiglia Fisher, è stata autrice per Dirty Sexy Money e Grey's Anatomy, poi executive producer per il sottovalutato United States of Tara.

Oggi, alla soglia dei cinquanta, Soloway arriva con un progetto tutto suo, ovviamente una serie televisiva. Si intitola Transparent, in Italia se ne parla ancora poco ma negli Stati Uniti è stata accolto come, né più e né meno, una rivoluzione. Andiamo per ordine: si tratta del primo telefilm prodotto e realizzato da Amazon, quindi non fatto per la tv, sulla linea tracciata da Netflix. E se due indizi non vi bastano per fare una prova, ecco la terza: Hbo ha deciso di lanciarsi nel meraviglioso mondo dello streaming. Il futuro è già arrivato, niente più attese settimanali, i telefilm si scaricano e si guardano quando si vuole, dove si vuole.

Ma la vera rivoluzione di Transparent sta nella vicenda che racconta, nelle storie della famiglia Pfefferman, una famiglia difficile, umana troppo umana, ripresa nella sua lotta quotidiana per l'amore, l'accettazione e la consapevolezza. I tre fratelli Shelley, Josh e Ali sono persone sole ed egoiste, incapaci di vivere una vita soddisfacente e di crescere, confusi dalle loro esistenze agiate da figli dell'occidente più evoluto. C'è mamma Sarah, una signora intelligente e logorroica che vent'anni fa ha lasciato papà.

Ecco papà Mort, l'occhio del ciclone attorno alla quale si muove tutta la vicenda. Mort è stato uno stimato professore di letteratura, un padre amorevole seppure spesso assente. Mort da sempre si sente donna, ma solo alla soglia dei settant'anni trova il coraggio (o quasi) di rivelarsi ai propri figli, di presentare loro Maura. La donna che ha fatto finire il matrimonio con Sarah, il tradimento per niente fisico che non c'è modo di perdonare. Insomma la trama del telefilm che ha fatto innamorare la critica e il pubbico (lo show è stato rinnovato per la seconda stagione), che ha fatto dire al Boston Globe che "c'è bisogno di parlarne" e chiedere al New York Times se non sia "la salvezza del movimento trans", (http://www.nytimes.com/2014/08/31/magazine/can-jill-soloway-do-justice-to-the-trans-movement.html?emc=edit_th_20140831&nl=todaysheadlines&nlid=43427833&_r=1) è semplice semplice: Maura inizia la sua nuova vita alla luce del sole.

Ed è proprio questo il punto: in Transparent c'è la vita così com'è, talmente semplice da sembrare quasi incredibile, roba da creare cortocircuiti al limite del ricovero in spettatori abituati a vivere le scelte vitali degli essere umani solo se presentati come macchiette da avanspettacolo. Qui si parla di identità, certo si parla di sesso, e se ne vede anche molto, ma bisogna sforzarsi di guardare la luna, evitando di stuzzicarsi col dito. Essere più del corpo che ci è stato dato, smontare tutte le convinzioni che si hanno non per ricostruirne altre ma per rendersi conto che la realtà è fluida, e dietro l'angolo non si nasconde proprio un bel niente. perché di angoli bui non ce ne sono. Transparent è amore, affetto, accettazione dell’altro. Quello che vediamo è un microcosmo che ricorda il "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore" di Raymond Carver, rivisitato da una mano più affettuosa, più complice, meno gelida e, ovviamente, più contemporanea.

Nota biografica: il padre della stessa ideatrice di Transparent si dichiarò transgender. E una battuta da ricordare della moglie divorziata dell’anziano protagonista trans che gli dice, con tenerezza “e così il nostro è stato un matrimonio gay, prima che diventasse di moda”. E i due si abbracciano, scoppiando a ridere.

I dieci episodi di Transparent sono disponibili sul sito di Amazon Prime in lingua originale
qui il trailer: https://www.youtube.com/watch?v=yawvtaFwfZs&feature=youtu.be
Visto il successo ottenuto la serie è già stata rinnovata per una seconda stagione che debutterà nel 2015.

Quindi guardate Transparent, non aspettatevi che qualche network ve lo faccia vedere. Perché abbiamo veramente bisogno di parlare dei Pfefferman.
fonte http://www.huffingtonpost.it/di Gianluca Ciucci

venerdì 30 maggio 2014

Lgbt: Showtime riporta in tv Queer as Folk e The L Word per il mese dell’orgoglio gay

Giugno è il mese dell’orgoglio gay e quale modo migliore per celebrarlo rivedendo gli episodi di due delle più innovative serie LGBT, Queer as Folk e The L Word?

Showtime, la rete che le programmò tra il 2000 e il 2009, ha annunciato via Tumblr che tutti gli episodi di entrambi i drama saranno ritrasmessi back-to-back tra il 2 e 30 giugno ogni sera a partire dalle ore 20:00. Inoltre, dal 3 giugno al 13 novembre, si potranno rivedere gli episodi con più tranquillità ogni giovedì sera.

Queer as Folk ha esplorato per cinque stagioni le vite di cinque uomini gay e una coppia lesbica a Pittsburgh. La serie – premiata come miglior drama ai GLAAD Media Awards nel 2001 – fece parlare di sé per i temi e le scene particolarmente audaci, qualcosa che fino a quel momento raramente si era visto in tv. The L Word, in onda per sei stagioni e miglior drama ai GLAAD Media Awards nel 2006 e 2009, si concentra invece su un gruppo di lesbiche di Los Angeles. Rinfreschiamoci la memoria con i loro trailer:
Queer As Folk (USA) Season 1 (Trailer)
https://www.youtube.com/watch?v=sJ6N0918EIQ
The L Word- Season 1 Promo
https://www.youtube.com/watch?v=dWcaOs8dgF0
fonte http://www.comingsoon.it/Emanuele Manta/Image Credit: Showtime

martedì 28 gennaio 2014

Lgbt: "Looking", la nuova serie tv "gay friendly" in onda su Hbo

Bollato come un "Sex and the City per omosex", la serie tv racconta con realismo le vicende di un gruppo di 30enni omosessuali di San Francisco

Una nuova serie tv in prima serata racconta la storia di un gruppo di omosessuali di San Francisco, una delle città più gay-friendly del mondo.
La Hbo ha iniziato a trasmettere “Looking”, otto episodi che vedono protagonisti Patrick, un giovane sviluppatore di videgiochi interpretato da Jonathan Groff, alla ricerca del principe azzurro, e il suo miglior amico dai tempi del college Augustin (Frankie J.Alvarez) e il cameriere quarantenne Dom (Murray Bartelett), il più anziano del gruppo.

La serie tv è stata accolta dalla critica americana con diffidenza e bollata come “un ‘Girls’ per gay”, come ha scritto il Daily Beast, o un “Sex and the City’ omosex”, secondo il NY Post. Il rischio legato al progetto c’è e infatti la Hbo non ha ancora confermato la serie per una terza stagione.

“Il nostro show non si basa sulla semplice ricerca di se stessi - ha detto lo sceneggiatore Michael Lannan al Los Angeles Times, spiegando le connessione con serie tv storiche come ‘Queer as Folk’ e “The L Word - Non parliamo di coming you, accettazione della propria sessualità da parte di ventenni o poco più. Volevamo raccontare un punto di arrivo nella vita di persone già formate. Persone che ormai hanno 30 anni e sanno già di essere gay, sono maturati e hanno delle aspettative”.

Da parte sua, “Looking” prova a raccontare storie di uomini omossessuali con realismo e sincerità, evitando censure e giocando ironicamente con gli stereotipi.
fonte http://www.today.it/

venerdì 20 dicembre 2013

Lgbt TV: Karen e Jack ancora insieme: reunion in "Sean saves the world" della coppia di "Will & Grace"

Negli Usa sta andando in onda la nuova serie tv “Sean saves the world” che vede protagonista proprio Sean Hayes. Lui è l’indimenticabile Jack della serie tv cult “Will & Grace”. Chi non lo ricorda impegnato nei suoi esilaranti dialoghi con l’amica Karen? Ebbene, presto potremo rivedere nuovamente la coppia insieme, sul piccolo schermo.

In una delle prossime puntata della serie tv, l’attore ritroverà infatti Megan Mullally come guest star. Un momento imperdibile per chi ha nostalgia dei due e sogna(va) di ritrovarli ancora insieme. L’occasione diventerà presto realtà.

Megan interpreterà il ruolo della sorella di Sean, il protagonista del telefilm, e verrà trasmesso a febbraio negli Usa. Inoltre, come partecipazione straordinaria, anche quella di Guy Pearce, attore in LA Confidential, Memento e il cult Lgbt Priscilla la regina del deserto

Recentemente, Hayes ha parlato del suo nuovo impegno in televisione come una sorta di serie tv post Will & Grace e… post gay:

“Senza Will & Grace non saremmo qui adesso. Ma io penso a questo come uno show post-gay dove c’è un uomo gay al centro, ma non si tratta di suo essere omosessuale”

Ancora non si sa quando potremo vedere “Sean Saves the world in Italia”.
fonte http://www.queerblog.it da: Desperate Gay Guy

lunedì 11 febbraio 2013

Lgbt TV: "The Fosters" una nuova serie incentrata su una coppia gay della ABC, prodotta da Jennifer Lopez

Jennifer Lopez produttrice di una serie incentrata su una coppia gay

Nonostante le polemiche suscitate dall’argomento della serie “The Fosters”, incentrata sulle vicende di una coppia gay, prodotta da Jennifer Lopez, la divisione Family dell’ABC l’ha integrata nel suo prossimo palinsesto estivo.

Il nuovo progetto di J Lo ruota intorno alla storia di una famiglia composta da una coppia di mamme gay, la poliziotta Stef (Teri Polo), e la vicepreside di una scuola, Lena (Sherry Saum).

Le due donne hanno tre figli, in più Lena, dalla sensibilità più spiccata decide di prendere in affidamento una scapestrata ragazzina appena uscita dal carcere minorile, Callie.
All’inizio Stef è riluttante all’idea, ma poi capisce insieme a tutta la famiglia di doverla aiutare.

Bradley Bredeweg ha firmato il soggetto e si occupa della produzione insieme alla Lopez.
Non ci resta che aspettare!
fonte http://www.ecodelcinema.com Paola Rulli

giovedì 27 dicembre 2012

Lgbt Serie TV: La Tata Fran Drescher scopre il marito gay in "Happily Divorced"

Andrà in onda a partire da questa sera, su Comedy Central, Happily Divorced (di cui vi parlammo già nel 2010), la serie tv con protagonista Fran Drescher.

Lei è diventata famosissima anche nel nostro paese grazie all’interpretazione di Francesca Cacace nel telefilm “La tata”


L’attrice torna nei panni di Fran, sposata con Peter da diciotto anni. Un giorno lui confessa alla moglie di essere gay.

Visto le difficoltà economiche alla base, i due decidono di continuare a vivere insieme. Inizia quindi una nuova vita per entrambi fatta di primi appuntamenti.

Proprio come nella serie tv, l’attrice era sposata con Peter Marc Jacobson e dopo la loro separazione, lui ammise la sua omosessualità alla moglie.

L’idea per la serie tv quindi era proprio al centro delle loro vite reali.

E anche in questo caso, nel quotidiano, il rapporto tra l’ex coppia è rimasto saldo e più che civile, nonostante lei assicuri di non essere così “dipendente” dall’ex marito come il personaggio della serie tv:
“Non dipendo dal mio ex marito come Fran nella sit com. Siamo molto, molto uniti e vicini, siamo come una famiglia e sicuramente chiamerei lui per primo se avessi bisogno di qualcosa o qualcuno. Le nostre vite non sono intrecciate come sul piccolo schermo”
fonte http://www.queerblog.it da Alberto Graziola

mercoledì 24 ottobre 2012

Lgbt: Da quarant'anni la tv mostra famiglie gay

Sono quarant’anni che la televisione mostra esempi di famiglie lgbt.

Era il 1972, infatti, quando negli USA veniva trasmessa la serie That Certain Summer in cui un padre divorziato era costretto a incontrarsi di nascosto con la sua nuova fiamma, che era un uomo a sua volta.

L’interessante analisi delle serie televisive che presentano famiglie omosessuali è stata realizzata dalla Gay & Lesbian Alliance Defamation che, appunto, intende celebrare i quarant’anni della serie That Certain Summer.

È stata realizzata anche un’infografica che presenta sommariamente le fiction che nel corso di questi anni hanno portato nelle case degli americani, prima, e di varie parti del mondo, poi, altri tipi di famiglie che non siano quelle classiche composte da papà, mamma e figli.

Ecco la sintesi proposta dalla GLAAD: certo, l’elenco prende in esame solo le produzioni statunitensi, ma è pur vero che moltissime di quelle serie sono poi state esportate in tutto il mondo e alcune sono diventate dei veri e propri cult pe ril mondo gay.

1972: That Certain Summer
1977: Soap
1987: The Tracey Ullman Show
1995: Friends
2000: Will & Grace
2001: Queer as Folk
2003: E.R. Medici in prima linea; It’s all relative; Normal; The Wire
2005: Six feet under; American Dad
2009: Modern Family
2011: Grey’s Anatomy
2012: Glee; The new normal
fonte http://www.queerblog.it da Roberto Russo

martedì 11 settembre 2012

Lgbt: Usa, l’emancipazione omosex passa dalla tv debutta “The new normal”

Da oggi su Nbc il nuovo serial di Ryan Murphy, già creatore di Glee, che racconta la storia di una coppia omoaffettiva che vorrebbe diventare una famiglia grazie a una madre "surrogata". Il trionfo di Modern Family non è più un'eccezione

The New Normal, il progetto tv Nbc che debutterà oggi, è il serial delle conferme. La serie certifica il talento di Ryan Murphy. L’ideatore di The New Normal, da anni, alterna il pop alle sceneggiature più alternative.

Dopo aver firmato Glee, il teen drama più famoso e desiderato da tutte le star che vogliono una seconda occasione (Sarah Jessica Parker, Carrie in Sex and The City, ha chiesto la consulenza di Anna Wintour, direttrice di Vogue Usa, per interpretare una giornalista web convincente), ha realizzato American Horror Story. La seconda serie del telefilm sarà ambientata in un istituto per disabili mentali gestito da un gruppo di suore.

Murphy torna al pop ogni volta che vuole raccontare i cambiamenti della società. Dopo aver evidenziato, con Glee, l’influenza che i talent show hanno avuto sugli adolescenti spiega le dinamiche, normali, dei nuovi nuclei familiari. Nella coppia David-Bryan, gli aspiranti padri di The New Normal, Goldie, la madre surrogata della serie Nbc, cerca un abbraccio e tanti sorrisi.

La famiglia che David e Bryan proveranno a far nascere, con il contributo di Goldie, conferma la direzione presa dal mercato televisivo degli Stati Uniti. Modern Family non è più un’eccezione.

La serie Abc che racconta la famiglia composta da Mitchell, Cameron e due figli adottivi ha raggiunto un successo unico. Auspicabile per gli altri network. I protagonisti della serie, forti dei risultati raggiunti, sono riusciti a far crescere il proprio cachet. Lo stesso aumento non è stato ottenuto da altri attori. La sesta serie di True Blood durerà dieci episodi invece dei dodici previsti nelle stagioni precedenti.

The New Normal, inoltre, conferma che la cultura pop ha saputo cambiare le parole. Fino al 2000, anno d’esordio di Queer as Folk, le serie tv con protagonisti omoaffettivi avevano titoli riconducibili all’orientamento sessuale dei suoi personaggi.

I baci bastavano per imbastire una storia. Gay o lesbica erano dei sostantivi. Nelle storie scritte successivamente l’orientamento sessuale è diventato una sfumatura. Una delle tante per descrivere un personaggio. In Six Feet Under David, interpretato da Micheal C. Hall (l’attore oggi noto per Dexter), prima di essere il gay della serie è il becchino che porta avanti l’attività di famiglia.

David sposa Keith nell’ultima puntata di Six Feet Under. Durante l’episodio si raccontano il futuro e le relative morti dei protagonisti del serial.

Per le nuove generazioni, quelle che si riconoscono in Glee, non esiste il matrimonio gay e quello etero. Per i giovanissimi esiste un riconoscimento unico. Todrick Hall, star di American Idol, nel video virale “Cinderfella” è la versione maschile della celebre serva con le scarpe di cristallo. Al ballo incontrerà un principe che è pronto ad amarlo.

Il rifacimento è uno dei tanti episodi di Legalize Love, la campagna lanciata per convincere Barack Obama ad aprire il matrimonio alle coppie che oggi non hanno nessun riconoscimento legale.

Alla Casa Bianca i gay ci sono già. In Political Animals Sigourney Weaver è il segretario di Stato, l’ex moglie del presidente degli Stati Uniti e la madre di T.J., il primo ragazzo a fare coming out durante il soggiorno familiare a Washington.
fonte http://www.ilfattoquotidiano.it/ di Giovanni Molaschi

giovedì 24 maggio 2012

Lgbt: Tris, la prima web serie gay italiana

È già online il primo episodio di "Tris, Tre tipi travolgenti", la prima web serie gay italiana.

Creata da Antonio Back, racconta con ironia le vicende di Alex, Daniele e Giulio, tre ragazzi come tanti che il caso vuole siano anche gay.
Il tutto attraverso la voce di un narratore etero onnisciente, la cui identità è misteriosa.

In totale verranno prodotti otto episodi, finanziati attraverso una campagna di crowd-funding e pensati per un pubblico eterosessuale con lo scopo di abbattere quel fastidioso cliché macchiettistico che la televisione generalista è solita affibbiare ai personaggi gay.

I tre protagonisti (interpretati da Alessandro Ananasso, Armando Pizzuti e Andrea Ris) sono giovani, hanno vite normali e il loro orientamento sessuale è un fatto assolutamente secondario.

Al loro fianco c'è anche una nutrita e variegata schiera di personaggi secondari, tra i quali amiche, amici, fiamme e parenti.
È possibile seguire la serie attraverso
il canale YouTube:
http://www.youtube.com/user/TrisLaSerie

la pagina Facebook:
https://www.facebook.com/TRISlaserie

e l'account Twitter del progetto:
http://twitter.com/#!/TRISlaserie
Il secondo episodio verrà pubblicato il 17 maggio.
fonte http://gayburg.blogspot.it

martedì 17 aprile 2012

Lgbt: Nella Soap "Beautiful" storia lesbo in arrivo

Beautiful, la longeva soap opera in onda su Canale5 (e in America in onda sulla CBS) si fa lesbo.

Dopo aver terminato tutti gli intrecci amorosi dei protagonisti, già da parecchi anni a dire il vero, visti i tanti ritorni di fiamma proposti, gli autori hanno pensato che fosse giunto il momento di passare alle storie gay, anche se hanno deciso di puntare, come prima relazione, su un rapporto amoroso tra due donne.

Ne dà notizia EW.com, che racconta che le protagoniste di questa storia saranno le due madri di Caroline Spencer. Sarà lei stessa a rivelarlo al fidanzato Thomas Forrester e allo zio Bill, fino ad allora ignari della situazione familiare della giovane.

Per chi si stesse chiedendo se si tratta di un ritorno della “vecchia” Caroline, già moglie di Ridge nelle prime stagioni, precisiamo che si tratta invece di un personaggio nuovo, entrato a far parte del cast negli Stati Uniti a febbraio di quest’anno, quindi ancora sconosciuto al pubblico italiano. Caroline è figlia di Karen Spencer, interpretata guarda caso proprio dall’attrice che diede il volto alla prima Caroline, Joanna Johnson.

Vi siete persi qualche passaggio? Anche noi, ma abbiamo parecchi mesi per “ripassare” i personaggi, visto che le puntate che avranno per protagoniste le due donne omosessuali non arriveranno in Italia prima del prossimo anno.
fonte http://www.tvblog.it da Debora Marighetti

sabato 14 aprile 2012

ROMA: 7° CINEFORUM SERIE TV LGBT DOMENICA 15 APRILE ORE 17 PRESSO LA SEDE DI DGP

Questa domenica 15 Aprile dalle ore 17 in poi presso la sede DGP, torna il cineforum delle serie tv lgbt con l’ultimo appuntamento della stagione.

Con quest’ultimo incontro concluderemo la visione delle puntate della prima serie di The L Word e la prima serie di Queer As Folk, due serie tv di grande successo che raccontano storie, percorsi e amori di un gruppo di gay e lesbiche nelle proprie città.

The L Word, episodio 12-13:
Nel dodicesimo episodio Marina non ha le possibilità economiche per rilevare la quota della sua compagna Francesca del loro locale. Intanto Bette è assediata dai manifestanti cattolici per la mostra che sta allestendo che viene definita pornografica e oscena, e sebbene abbia chiesto alla sua collaboratrice Candace di limitarsi ad un rapporto professionale, lei stessa sembra pentirsi della scelta. Shane spiega a Clea di essere innamorata di un'altra donna, tacendo che si tratta di sua madre; Dana e Alice hanno una disavventura in prigione, mentre Kit conosce Ivan, una drag king, che sembra saperla consigliare e conquistare.
Nell’ultimo episodio Jenny fa l'amore con Gene, un amico di Tim, ma subito dopo scoppia in lacrime, cosa che convince il ragazzo che lei non sia definitivamente più interessata agli uomini.

All'inaugurazione della mostra del museo di Bette, Robin si presenta con Marina, che però dichiara il suo amore a Jenny. Intanto Shane viene scoperta da Clea in atteggiamento intimo con sua madre, e così il suo progetto di lavoro sfuma. Tra Kit e Ivan procede tutto a gonfie vele, mentre Alice bacia Dana alla notizia che lei e la nuova compagna Tonya intendano sposarsi. Tina intuisce che tra Bette e Candace ci sia una forte attrazione, cosa che mette definitivamente fine alla loro storia.

Queer As Folk, episodio 7-8:
Nel settimo episodio dopo la disastrosa festa di compleanno, Vince capisce che lui e David hanno ben poco in comune e decide di mollarlo, ma David lo prende in contropiede chiedendogli di andare a vivere con lui.

In seguito a un viaggio al pronto soccorso, Melanie si rende conto di non avere diritti legali sul figlio Arnold e insieme a Lindsay chiede a Stuart di rinunciare legalmente ai suoi diritti parentali su suo figlio. Dopo aver trascorso una serata con suo padre, un alcolista manesco, Stuart cambia idea e decide di non rinunciare alla sua paternità.

Nell’ultimo episodio Vince va a convivere con David ma è irritato dal suo comportamento che si ostina a pagare per tutto, rifiutando di condividere le spese quotidiane.

Nathan Maloney viene sospeso per aver risposto male a un insegnante che non ha preso provvedimenti contro il bullismo omofobo che è costretto a subire.
Intanto Vince riceve un premio per le sue doti di pubblicitario e considera la possibilità di trasferirsi a New York.

Anche David decide di cambiare città e chiede a Vince di seguirlo. Stuart è disperato perchè compie trent'anni e perché è segretamente innamorato di Vince ed il fatto che probabilmente si trasferisce lo mette in crisi.

Alla fine Vince lascia David perché si accorgere di essere innamorato di un’altra persona e questa è proprio Stuart. I due finalmente decidono di partire insieme non più da amici ma da compagni per continuare a condividere insieme la loro vita.

La sede di DGP è a Roma in Via Costantino n. 82, a pochi minuti a piedi dalla fermata metro Basilica S.Paolo della linea B.
AGENDA PUNTATE THE L WORD e QUEER AS FOLK 2011-2012 (h. 17:00 sede DGP)
- 12-13 Episodio (The L Word)
- 7-8 Episodio (Queer As Folk)
fonte http://www.digayproject.org

sabato 10 marzo 2012

ROMA: 6° CINEFORUM SERIE TV LGBT @ PRESSO LA SEDE DGP QUESTA DOMENICA 11 MARZO

Questa domenica 11 Marzo dalle ore 17 in poi presso la sede DGP, ritorna l’appuntamento con il cineforum delle serie tv lgbt.

Riprenderemo, per questo penultimo appuntamento, con le puntate della serie di The L Word e Queer As Folk, due serie tv di grande successo che raccontano storie, percorsi e amori di un gruppo di gay e lesbiche nelle proprie città.


The L Word, episodio 10-11:

Nel decimo episodio Alice teme di essere incinta e le amiche le suggeriscono che potrebbe affidare il bambino a Bette e Tina. Shane ha la possibilità di aprire il proprio negozio di parrucchiera grazie all'appoggio della sua facoltosa conquista, la cui figlia sembra molto attratta dalla stessa Shane. Marina è sempre più insoddisfatta della relazione con Francesca; Tina è depressa per la perdita del figlio, mentre Bette insospettisce tutti poiché non versa una lacrima. La donna è poi aggredita da un'integralista religiosa per i contenuti dell'ultima mostra organizzata, e in seguito alla loro lite riesce finalmente a piangere.

Nell’undicesimo episodio tutte le ragazze, tranne Bette e Marina, partono per Palm Spring dove Dana riceverà un riconoscimento dall'associazione per i diritti civili, e il viaggio si rivela occasione per raccontare a vicenda i rispettivi coming out. Tutte fanno incontri interessanti, mentre Bette, al telefono con Tina, non riesce ad appianare i loro conflitti. Bette, al lavoro sulla sua mostra, si avvicina sempre più alla collaboratrice Candace, con la quale si scambierà un appassionato bacio.

Queer As Folk, episodio 6:

Nel sesto episodio Vince si fidanza con Michael che cerca da subito di farlo sentire importante nella sua vita. Stuart prende male il fidanzamento del migliore amico ed entra in guerra con nuovo ragazzo per conquistare la totale attenzione di Vince. Soprattutto Stuart cerca di provocare il nuovo fidanzato mettendolo costantemente in difficoltà e creando situazioni tese.
Intanto Nathan approfondisce la conoscenza di Lindsay che rimane favorevolmente colpita dal suo talento artistico. Il padre di Nathan scopre la verità su suo figlio e decide di mandarlo in un collegio e danneggia l'auto di Stuart accusandolo di aver deviato suo figlio.

AGENDA PUNTATE THE L WORD e QUEER AS FOLK 2011-2012 (h. 17:00 sede DGP)
- 10-11 Episodio (The L Word)
- 6 Episodio (Queer As Folk)
fonte http://www.digayproject.org

mercoledì 25 gennaio 2012

Serial TV Lgbt : The normal heart, Julia Roberts e Alec Baldwin nel cast

Agli appassionati di serie tv il nome di Ryan Murphy dice molto: è a lui che si deve il successo di Glee, da tre anni ormai autentico fenomeno della tv americana.

Murphy è però anche regista cinematografico (ricordiamo Correndo con le forbici in mano ed il più recente Mangia, Prega, Ama).

Tra i suoi progetti, riporta Variety, c'è quello di portare sul grande schermo con la collaborazione di Mark Ruffalo, un adattamento della piéce teatrale The Normal Heart, storia drammatica ambientata a New York negli anni '80, durante la diffusione dell'epidemia di AIDS che ha interessato in particolar modo il mondo gay.

Si tratta di un progetto che Murphy coltiva da svariati anni e finalmente dovrebbe vedere la luce in estate, quando prenderanno il via le riprese. Variety svela oggi la presenza nel cast di Julia Roberts ed Alec Baldwin: i due si erano già incrociati sul set del delizioso Notting Hill.

Al loro fianco anche l'attore della serie White Collar Matt Bomer e Jim Parsons, protagonista di The Big Bang Theory, oltra naturalmente allo stesso Ruffalo.

L'attore sarà Ned Weeks, un attivista del movimento LGBT, impegnato a contrastare il diffondersi dell'AIDS con una grande campagna di informazione.

La Roberts si calerà nei panni di Emma Brookner, ruolo già ricoperto in teatro da Ellen Barkin, medico costratto sulla sedia a rotelle, fra le poche a comprendere l'entità dell'epidemia.

Bomer sarà il fidanzato di Weeks, un giornalista di moda Alec Baldwin sarà il fratello di Mark Ruffalo ed infine Jim Parsons, che aveva già recitato la piece in teatro, riprenderà il suo ruolo, un attivista del sud che supporta la causa di Weeks.

Variety riporta anche un interessante rumor secondo il quale Murphy starebbe per offrire una parte anche a Viggo Mortensen...
fonte http://www.primissima.it/ Scritto da Manuela Blonna

lunedì 23 gennaio 2012

Ai Golden Globe trionfano le storie e i protagonisti lgbt

Pioggia di premi ieri notte per i film a tematica arcobaleno e i personaggi dichiaratamente omosex in quella che viene considerata ufficiosamente l’anticamera degli Oscar.

Nonostante lo sempre più sfavillante red carpet e la sala gremita del Beverly Hilton Hotel a Beverly Hills, la nostra attenzione è tutta rivolta ai principali riconoscimenti attribuiti durante la luccicante serata dei Golden Globe 2012.

Ecco una rapida carrellata di quello che è successo domenica sera in quel di Beverly Hills:

* Christopher Plummer ha portato a casa il suo primo Globo d’oro per il ruolo di un anziano padre gay che confessa al figlio, interpretato da Ewan McGregor, di avere un cancro e di avere un giovane amante nella pellicola Beginners.

* Meryl Streep ha ringraziato la regista lesbica Phyllida Lloyd, la mente che sta dietro al capolavoro annunciato The Iron Lady, incentrato sulla vita di Margaret Thatcher.

* Dopo aver accettato il Golden Globe per la miglior canzone, Madonna ha scherzato sul palco dichiarando che sono anni che non bacia una ragazza in televisione, una frecciatina diretta al conduttore della kermesse, Ricky Gervais.

* Kate Winslet ha vinto il Golden Globe come miglior attrice per un film-tv o miniserie Mildred Pierce. Questa acclamatissima fiction vede tra le protagoniste anche la bisessuale Evan Rachel Wood e il regista è niente di meno che Todd Haynes, dichiaratamente gay.

* Dulcis in fundo, la sitcom dell’ABC Modern Family ha vinto il premio come miglior comedy o serie musicale televisiva.
fonte http://gaymagazine.likepage.it Scritto da andrea

giovedì 19 gennaio 2012

TRIS Tre tipi travolgenti: la nuova webserie a tematica LGBT

Il mondo delle web serie per fortuna è sempre in movimento e continua ad essere una gran fucina di idee, quindi anche il mondo LGBT (il mondo omosessuale per intenderci) cerca di parlare, di dire la sua, di ribellarsi contro pregiudizi e omofobia ancora dilaganti attraverso varie forme non ultima quella dell’intrattenimento intelligente e di qualità: nasce cosi la nuova web serie TRIS.

Tre tipi travolgenti che si propone di parlare e rendere per immagini un punto di vista diverso del mondo gay, almeno per coloro che pensano che sia chissà che cosa o magari fatto di macchiette e fenomeni da baraccone.

Potrete trovare maggiori informazioni sul sito Eppela Jump on Opportunities, dove i responsabili del progetto stanno cercando fondi, sono arrivati a circa 3mila euro per far partire la serie. Quindi vi invitiamo anche noi a fare la vostra donazione, potete donare da un minimo di 5 euro e vale la pena farlo, davvero!

Abbiamo deciso di creare, scrivono quelli di Eppela, una serie per il web che presenti personaggi mai visti prima in Italia: ragazzi gay che non hanno niente di macchiettistico, ma sono semplici ragazzi come altri: c’è chi ama fare shopping e chi no; chi si diverte a fare gossip e chi non li fa.

L’idea è di seguirli per otto puntate (di 15 minuti circa) nelle loro comiche vicissitudini incorniciate nella bellissima capitale.
fonte http://www.teleblog.it

martedì 20 dicembre 2011

Lgbt: Work It, polemiche dalle associazioni transgender per la nuova comedy ABC

Di uomini che per trovare lavoro si travestono da donne è pieno il mondo cinematografico e televisivo, ma la nuova comedy Work It di ABC (al via in America il 3 gennaio) finisce nel mirino della Human Rights Campaign (la più grande organizzazione americana per lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e della Glaad (la Gay & Lesbian Alliance Against Defamation) che teme che lo show possa, nel tempo, rivelarsi offensivo nei confronti della comunità trans gender, già nel mirino dei benpensanti – secondo l’associazione – ‘e per questo il tempismo di trasmettere una sitcom in cui gli uomini si vestono da donna non potrebbe essere peggiore‘.

La crisi economica continua ad essere fonte di ispirazione per gli sceneggiatori,e così dopo Hung, lo show HBO in cui un maestro di scuola superiore si deve prostituire per far quadrare i conti, ABC prova a prenderla sul ridere con Work It, una sitcom con protagonisti Ben Koldyke (How I Met Your Mother) e Amaury Nolasco (Prison Break) nel ruolo di Lee e Angel, due uomini che, dopo aver per lungo tempo cercato lavoro, capiscono che l’unico modo per ottenerlo è… diventare donne, ovviamente non operandosi ma semplicemente travestendosi.

Oltre a farci ridere, la sitcom si propone come una riflessione sulla relazione tra uomini e donne al lavoro, a casa e socialmente, perché essere un uomo migliore significa anche dover essere una donna migliore.

Dal trailer che abbiamo visto la serie non ci sembra essere tutto questo granché – né in termini di storyline né quanto a comicità – e la lunga consuetudine di ABC nel trasmettere programmi gay friendly (Dirty Sexy Money vedeva nel cast la trans gender Candis Cayne, in Ugly Betty Rebecca Romijn interpretava la trans gender Alexis Meade) non la salva dalle polemiche della Glaad, l’associazione in difesa di gay e lesbiche secondo cui ‘in un periodo in cui la comunità transgender si trova ad affrontare delle difficoltà, non ci sembra il tempismo migliore per uno show in cui si tenta di essere divertenti con uomini vestiti da donne‘.

L’associazione riconosce che il pilot non si fa beffe dei transgender, ma ritiene che uno show in cui l’umorismo è tutto basato sugli uomini che si vestono da donne potrebbe essere portato alle estreme conseguenze, come la ‘transofobia, cui questo show potrebbe contribuire facendo passare l’errata convizione che i trans gender sono semplicemente degli uomini che fingo di essere donne e che i loro sforzi per vivere una vita da donne siano una menzogna o un inganno‘.

A far drizzare le antenne è il poster promozionale in cui si vedono Amaury Nolasco e Ben Koldyke che, vestiti da donne, fanno pipì in un bagno per uomini: un poster che non è il massimo del buongusto, ma che la Glaad ha chiesto di ritirare.

Una richiesta che ABC non sembra propensa a ritirare il network ha rifiutato di commentare la nota della Glaad, così come non ha risposto alla campagna lanciata da Human Rights Campaign che invita a scrivere alla rete per segnalare le mille difficoltà che le persone transgender affrontano al lavoro.

L’unica presa di posizione ufficiale risale a giugno, quando il presidente ABC Paul Lee subdorate le prime proteste – aveva spiegato al tour televisivo dei critici che Work It fa riferimento ad una lunga tradizione britannica di comedy sul transvestitismo, che risale ai Monty Phyton (ma la Glaad sostenne che dagli anni ’60 ne è passata di acqua sotto i ponti, così come dagli anni ’80 di Bosom Buddies, in cui due uomini si travestivano da donne per poter vivere nell’unico appartamento che il loro stipendio poteva permettersi) e che ‘a volte uno show divertente e stupidino è solo questo, non ha niente di politico: quando ordini un pilota ci sono molte ragioni, a volte perché – come nel caso di Work It – ti fa rotolare dalle risate: non devo assolutamente scusarmi – concludeva Lee – per questo show‘.
fonte http://www.televisionando.it

sabato 10 dicembre 2011

ROMA: 3° CINEFORUM SERIE TV LGBT DOMENICA 11 DICEMBRE ORE 17 PRESSO LA SEDE DGP

Questa domenica 11 Dicembre dalle ore 17 in poi presso la sede DGP, ritorna l’appuntamento con il cineforum delle serie tv lgbt.

Riprenderemo con le serie di The L Word e Queer As Folk, due serie tv di grande successo che raccontano storie, percorsi e amori di un gruppo di gay e lesbiche nelle proprie città.

The L Word, episodio 4-5:
Nella quarta puntata la madre di Alice arriva in città per un ingaggio come attrice, da subito fa impazzire Alice fornendole ben presto ragioni per preoccuparsi seriamente.

Intanto Jenny rivede un suo vecchio professore, nonché passato amante, che fa ingelosire Tim. Infine Bette incontra problemi lavorativi che ne segnano il suo destino rovinandole la gioia per le esaltanti novità riguardanti Tina.

Nel quinto episodio Tim sorprende Jenny e Marina in atteggiamenti inequivocabili, Jenny tenta disperatamente di salvare la sua relazione con il ragazzo. Intanto, il padre di Bette, il quale riesce a malapena a tollerare la relazione tra sua figlia e Tina, si rifiuta di accettare che le due donne lo rendano nonno.

Queer As Folk, episodio 3:
Nel terzo episodio Alexander, un amico di Vince, viene a trovarlo con alcuni amici. Tutti insieme trascorrono un lungo week end tra serate e discoteca in cui Stuart riesce sempre a conquistare nuove conoscenze e ragazzi.

Intanto Nathan Maloney, giovane e ribelle, continua ad essere innamorato di Stuart e seguirlo in tutte le sue serate entrando prepotentemente nel mondo di Stuart e Vince.
Infine Phil, l’amico di Vince, usciti dalla discoteca Babylon incontra un ragazzo con il quale trascorrere la notte ma, disgraziatamente, gli offro della droga dagli effetti mortali.

AGENDA PUNTATE THE L WORD e QUEER AS FOLK 2011-2012 (h. 17:00 sede DGP)
- 4-5 Episodio (The L Word)
- 3 Episodio (Queer As Folk)
fonte http://www.digayproject.org

giovedì 20 ottobre 2011

Lgbt: “I ragazzi stanno bene” diventa un telefilm


“I ragazzi stanno bene”, film del 2010 diretto da Lisa Cholodenko, sta per diventare una serie TV per l’emittente americana HBO.

Protagonista della fiction, che riprende la trama del film, sarà la coppia lesbica formata da Jules e Nic, donne e madri di due ragazzi nati a seguito dell’inseminazione artificiale.

Oltre alla trama molto particolare, non si hanno informazioni dettagliate sul cast della serie.

Nel film, le due donne sono state interpretate da Julianne Moore e Annette Bening, ma è probabile che si scelgano nuovi attori per contenere i costi di produzione del telefilm.

La serie sarà divisa in puntate da un’ora e tra i protagonisti non mancherà il personaggio di Paul, nel film interpretato da Mark Ruffalo, ristoratore donnaiolo e padre naturale dei due ragazzi, che entrerà nelle loro vite sconvolgendo la quiete del focolare domestico tutto al femminile.

Il film è stato molto apprezzato dalla comunità LGBT per aver raccontato con naturalezza un tema davvero duro come quello delle famiglie costruite da una coppia omosessuale: permettendo al pubblico di vivere questa situazione attraverso cinema e televisione, è possibile raggiungere l’obiettivo di sensibilizzare il maggior numero di persone possibili.

La pellicola ha infatti riscosso un discreto successo ricevendo un punteggio medio pari a 7,2/10 sul sito IMDb, dovr ha raccolto circa 38.000 preferenze.
Fonte: Gay.Tv via http://www.diredonna.it

martedì 5 aprile 2011

Lgbt, Donne in tv: FoxLife presenta Lip Service la risposta a L Word


Gli spazi “femminili” sono da sempre considerati delle risorse per gli editori. Lo switch-off verso il digitale terrestre ci ha regalato ben due canali dedicati alle donne. Mediaset ha investito su La5, Telecom Italia Media su La7d.

La moltiplicazione di spazi come questi è servita per ridefinire il concetto di “femminile”. Gli storici spazi dedicati alle donne eterosessuali hanno deciso di aprirsi alla comunità GLBTQ.

La scorsa settimana siamo stati i primi a scrivere di Adriana Mazzarini, concorrente transessuale di Italia’s Next Top Model, il talent show di SkyUno dedicato al mondo della moda. Fin dalla prima puntata il percorso di Adriana si è rivelato essere uno dei più interessanti.

La prova della ragazza non ha convito i giurati. Secondo il tutor Michael Giannini deve lavorare sul portamento che fa trasparire il suo passato maschile.

Anche Fox Life, storico canale di Sky dedicato alle donne, ha deciso di investire in produzioni omosessuali. Dal prossimo 15 aprile programmerà Lip Service, la risposta britannica a L Word, storica serie che non è mai stata programmata dal canale.

Se anche la roccaforte di Sex and The City, da sempre in palinsesto, ha deciso di cambiare forse è arrivato il momento per tutti gli editori di ragionare sui loro preconcetti. Anche le lesbiche o le transessuali sono donne.
fonte queerblog.it da giovanni molaschi