venerdì 27 febbraio 2026

Mostre: "ANDY WARHOL. Ladies and Gentlemen" Ferrara, Palazzo dei Diamanti. Dal 14 marzo al 19 luglio 2026

Ferrara si prepara ad ospitare nella primavera 2026 un evento di portata internazionale. Ricorrono i 50 anni dall’epocale mostra Ladies and Gentlemen del 1975-76 che ha portato a Palazzo dei Diamanti una delle più carismatiche figure del Novecento: Andy Warhol.

La città estense celebra l’evento accogliendo nella stessa sede i capolavori del padre della pop art. Non sarà solo una mostra su Warhol, ma una riedizione della trasgressiva esposizione che Warhol in persona aveva presentato in Italia e che aveva segnato un punto di svolta nella sua produzione e nell’arte del tempo. 

Con Ladies and Gentlemen, infatti, l’artista aveva per la prima volta eletto a protagonisti del proprio lavoro anonime drag queen afro-americane e portoricane, piuttosto che icone della società dello spettacolo come Marilyn Monroe e Liz Taylor sulle quali si era concentrato fino a quel momento, spostando l’attenzione sull’individuo e sulla sua identità. Un’energia nuova emerge da quei ritratti vividi ed esuberanti, dando vita a una coloratissima galleria di effigi glam-queer che sembrano annunciare tendenze dell’estetica del terzo millennio.

La mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen, ideata e organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, vanta il prestigioso sostegno dell’Andy Warhol Museum di Pittsburgh. Palazzo dei Diamanti torna ad accogliere alcune tra le creazioni più provocatorie del grande artista, in un’immersiva rievocazione dell’esposizione del 1975-76 a cui si accompagna un appassionante viaggio nell’universo della ritrattistica warholiana. La mostra propone, infatti, una eccezionale selezione di oltre 150 ritratti, tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid, provenienti da importanti musei e collezioni, europei e americani.

La duplice ambizione è quella di riscoprire la forza iconica di quelle immagini esplosive e, parallelamente, mettere alla prova la sorprendente attualità della ricerca di Warhol, che ha anticipato l’era della comunicazione globale e ha acceso i riflettori su temi tuttora aperti come la manipolazione estetica, l’identità di genere, il multiculturalismo, l’artificialità mediatica, la creazione e diffusione di un’identità sociale.

A un’estesa narrazione dedicata alla serie Ladies and Gentlemen segue una selezione di alcuni dei ritratti e autoritratti più iconici prodotti tra gli anni Sessanta e gli Ottanta: dalla serie di Marilyn che codifica l’archetipo della star, alla parodia dell’iconografia ufficiale di Mao Tse-tung, dalle silhouette di Mick Jagger e Liza Minnelli, emblemi globali di una sensualità disinibita e teatrale, alle effigi fluide e smaterializzate di Robert Mapplethorpe e Grace Jones, che annunciano l’avvento delle immagini digitali, per culminare con una spettacolare sala di autoritratti con cui l’artista esplora i confini della sua stessa identità.

Il percorso espositivo segue le tappe della radicale reinvenzione del ritratto tradizionale operata da Warhol prendendo a prestito i codici della comunicazione di massa, l’estetica tecnologica, gli idiomi del glam rock e della cultura camp, le immagini amatoriali scattate con la Polaroid, il linguaggio filmico e persino il reality televisivo. Il pubblico potrà immergersi nel processo creativo del genio warholiano, grazie a un esteso nucleo di dipinti ad acrilico, molti dei quali mai mostrati in Italia, e a una rassegna dei diversi media che l’artista ha sperimentato. Filmati e fotografie arricchiscono il racconto per far rivivere l’artista nelle sale di Palazzo dei Diamanti ma anche l’energia irripetibile della scena pop di cui Warhol ha incarnato il mito. 

Mostra a cura di Chiara Vorrasi
organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara

Informazioni e prenotazioni
tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it  sito Palazzo dei Diamanti

Photo: Andy Warhol, Ladies and Gentlemen (Wilhelmina Ross), 1975
Pittsburgh, the Andy Warhol Museum, Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc., 1998.1.167
© The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2025

fonte e Info: www.palazzodiamanti.it 

Milano: "Les Étoiles" il gala internazionale di balletto a cura di Daniele Cipriani, ritorna a incantare il pubblico del Teatro degli Arcimboldi! 11 e 12 aprile 2026

La grande danza e le sue stelle si fanno portatrici di un messaggio di amicizia e universalità. Les Étoiles, il gala internazionale a cura di Daniele Cipriani di cui si annunciano le prossime date di Roma e Milano, vuol essere un ponte, illuminato da un condiviso desiderio di armonia.

Rispettivamente la 21a e 22a edizioni di Les Étoiles, i due appuntamenti, all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone - Sala S. Cecilia, Roma (20 e 21 marzo), e al Teatro Arcimboldi, Milano (11 e 12 aprile), offrono al pubblico la possibilità di vedere concentrati in un unico spettacolo nomi di punta del balletto mondiale.

Tra le stelle pre-annunciate per Milano troviamo i nomi Davide Dato (Opera di Vienna), Hugo Marchand (Opéra de Paris), Marianela Núñez (The Royal Ballet of London) e Patricio Revé (Queensland Ballet, Australia), con la partecipazione straordinaria di Luciana Savignano, nome leggendario del balletto italiano. L'appuntamento milanese vede la partecipazione della estrella spagnola Sergio Bernal, presenza imprescindibile dei gala Les Étoiles, nonché di Sasha Riva e Simone Repele (Riva & Repele, Ginevra), i coreografi residenti della Daniele Cipriani Entertainment.

Saranno offerti, come già nelle edizioni precedenti, i brani più apprezzati del repertorio del '800 e ‘900 e altri di sofisticata modernità firmati dai coreografi sulla cresta dell’onda oggi. Diamo giusto qualche cenno: accanto a passi a due di tradizione, come quello tratto dal Don Chisciotte di Marius Petipa (Núñez/Revé), ci saranno capolavori del '900, come Suite of Dances (Marchand) di Jerome Robbins. Possiamo inoltre anticipare che vedremo il recentissimo Pavane pour une infante défunte di Riva&Repele (Savignano, insieme ai due coreografi stessi).

Le edizioni 2026 di Les Étoiles a Roma e Milano sono un omaggio alle étoile che sono già delle vere e proprie icone del balletto classico: a partire da Luciana Savignano, il cui esordio sul palcoscenico de La Scala risale agli anni '60, a Marianela Núñez, oggi orgoglio del balletto inglese.

Nella formula alchemica di Les Étoiles, di cui ricordiamo l'ormai noto leitmotiv “virtuosismi in volo e sulle punte”, troviamo da sempre la ricerca della "pietra dell’eccellenza", compiuta amalgamando i migliori elementi di quella tavola periodica che è il balletto mondiale. Allo stesso tempo, anche in queste prossime edizioni di Les Étoiles ci si è premurati di riportare in Italia i nostri talenti espatriati, dando agli spettatori la possibilità di conoscere ballerini italiani acclamatissimi in teatri esteri, ma non altrettanto spesso visti sulle nostre scene. Uno di loro è il biellese Davide Dato, da 10 anni "Erste Solotänzer" all'Opera di Vienna.

Il catalizzatore della formula di Les Étoiles è la sua internazionalità; eppure, è come se sparissero d'incanto le bandiere nazionali a favore di un unico vessillo e di una lingua universale: la Danza. I gala Les Étoiles, concepiti da Daniele Cipriani nel 2015 per essere delizie per gli occhi e gioie per il cuore, diventano un balsamo per gli animi in questi tempi cupi. Come ha detto il Pontefice ("colui che costruisce ponti") Papa Leone, all'Angelus del 25 gennaio: "Siate operatori di pace a casa, a scuola, nello sport, dappertutto. (...) Il male si vince solo con il bene." L'arte - in questo caso l'arte della danza -  è uno dei ponti, insieme alla letteratura e allo sport, che ci permettono di andare gli uni incontro agli altri. Les Étoiles ci invita ad attraversare quel ponte, illuminato dalle stelle più fulgide, a passo di danza… "in volo e sulle punte"!

Info >> QUI  

fonte: www.teatroarcimboldi.it 

Libri: "Voglia di Pici. Antropologia e pratica dell'appiciare in Toscana" di Roberta Perugini e Marco Ginanneschi (Ediz. illustrata)

"Voglia di Pici" (2025) di Roberta Perugini e Marco Ginanneschi è un libro che esplora l'antropologia e la pratica dell'appiciare in Toscana, proponendo 12 ricette tra tradizionali e innovative
Il testo, con disegni originali, racconta i pici come cibo rituale e simbolo della Toscana, tra storia (fin dall'epoca etrusca) e futuro. 


Punti chiave sui pici:
Cosa sono: Pasta fresca fatta a mano con farina, acqua e sale, tipica del senese, del grossetano e dell'aretino.
Origini: Risalgono agli Etruschi, con raffigurazioni nel V secolo a.C..
Cottura: Si consiglia di cuocerli per circa 8 minuti senza muoverli per non romperli, poi procedere con la cottura finale.
Ricette: Tradizionali come l'all'aglione, o rivisitate
     

VOGLIA DI PICI
Di Marco Ginanneschi e Roberta Perugini. Illustrato da Ginanneschi M. 

Un'originale esplorazione della dimensione sociale dei pici e del significato più profondo dell’appiciare; una guida pratica e ragionata ai gesti che portano a formare i pici (o lunghetti); più dodici ricette suddivise in tradizionali, innovative e “rivoluzionarie”. Da questa lettura si esce trasformati: i pici ne sono i grandi protagonisti, non semplici “fili di pasta”, ma cibo rituale e anello di congiunzione tra passato e futuro.  

In libreria un libro dedicato ai pici e alla tradizione tutta toscana di allungare fili di pasta fresca usando il palmo della mano. Si intitola "Voglia di Pici. Antropologia e pratica dell'appiciare in Toscana". 

Il libro, che, come scrive Paolo Ciampi nella sua introduzione, "è un piccolo grande libro". Piccolo nel formato ma non per il tema trattato: quello del recupero della tradizione di un grande prodotto agroalimentare toscano, sia in termini di valore culturale che di pratica culinaria e sociale. 

I pici come non li avete mai visti, dunque. I pici come portatori di significato per chi li fa e per i fortunati che possono mangiarli. I pici come anello di congiunzione tra il nostro passato e il nostro futuro, quello che possiamo tutti contribuire a creare ricominciando ad ... appiciare!

Un'originale esplorazione della dimensione sociale dei pici e del significato più profondo dell’appicciare; una guida pratica e ragionata ai gesti che portano a formare i pici (o lunghetti); più dodici ricette suddivise in tradizionali, innovative e “rivoluzionarie”. 

Da questa lettura si esce trasformati: i pici ne sono i grandi protagonisti, non semplici “fili di pasta”, ma cibo rituale e anello di congiunzione tra passato e futuro. Durante le Masterclass "Con le mani in pasta" che si sono tenute nel corso del 2025 a Firenze, tante persone non sono riuscite a partecipare ai seminari, a causa del pressoché immediato esaurimento dei posti disponibili. 

È venuta così l'idea, all'editore - I libri di Mompracem - e agli autori, Marco Ginanneschi e Roberta Perugini, che si potesse scrivere un libro su questa esperienza, rendendola fruibile a tutti gli interessati, quasi a creare un movimento di massa intorno alla filosofia (e alla pratica) dell'appiciare.
È nato così "Voglia di pici": in parte saggio, in parte racconto, in parte libro di ricette. Ci siamo divertiti a scriverlo e questo è stato sicuramente l'inizio migliore.

Gli autori:
Roberta Perugini è libraia da una vita e piciologa. Crede fermamente nella funzione sociale e solidale del cibo ed è impegnata nella riscoperta e nella valorizzazione dei cibi della tradizione toscana.

Marco Ginanneschi, esperto di Prodotti Agroalimentari Tradizionali e di Indicazioni Geografiche, Accademico dei Georgofili, unisce alla professione di consulente un’intensa attività di ricerca indipendente su tutti gli aspetti relativi al significato culturale del cibo.

il libro >> QUI

fonte: Pagina Facebook >>  Libraccio Firenze  

lunedì 23 febbraio 2026

Libri: "Come un miraggio" di Banana Yoshimoto

Uscito subito dopo il successo mondiale di Kitchen e pubblicato oggi per la prima volta in Italia, Come un miraggio riprende la tradizione degli shōjo manga, i fumetti per ragazze con cui Banana Yoshimoto è cresciuta e che per primi hanno ispirato la sua scrittura. Storie dove amore e dolore convivono e in cui a emergere nitido è, nelle parole dell’autrice, “lo scintillio dell’essere giovani e l’inquietudine di una età in cui non si sa niente di ciò che porterà il domani”.

«Se dovessi paragonare l’amore a qualcosa, sarebbe al fondo del mare. Seduta sulla distesa di sabbia, cullata dalla corrente, guardo incantata l’azzurro del cielo lontano che traspare attraverso l’acqua limpida. Inutile chiudere gli occhi, fuggire, tentare di andare da tutt’altra parte: la mia mente ritorna sempre lì.»

«Nel 1988 con Kitchen in Giappone s'impose una voce giovane e nuova. Che nello stesso anno pubblicò un dittico di storie sui sentimenti e sui legami fragili del quale arriva in Italia la prima versione in una lingua straniera.» - Marco Del Corona, La Lettura

«Centoventi pagine che scorrono come l'acqua, disseminate più di sensazioni che di eventi.» - Marina Leonardini, Tuttolibri

«In questi racconti pieni di magico candore e stupore, in cui sembra sempre che stia per avvenire qualcosa di soprannaturale, il vero protagonista è il cuore umano, che sempre e comunque arriverà a stupirci». - Il Messaggero

«La sua lingua infatti restituisce infatti tutta la delicatezza emotiva già presente in Kitchen, quel magma emozionale situato nello spazio del miraggio, per sua natura mutevole e incerto, che traduce lo spaesamento di una generazione in cui futuro è segnato dall'assenza di promesse». - Paola Scrolavezza, Il Manifesto


Toriumi Ningyo ha il nome di un uccello marino, vive sola con la madre e ha un padre che aleggia su di lei come un temporale. Quando incontra il giovane Arashi, un innamoramento fragile – il primo – prende forma. Solo curare la madre le farà capire che a volte l’amore è come il mare, limpido e terribile, e che crescere significa accettarne la profondità. Nel secondo breve romanzo che compone il libro, Santuario, a incontrarsi di notte su una spiaggia sono altre due vite ferite: quella di Tomoaki, segnato da un lutto che non riesce a superare, e quella di Kaoru, che ha perso tutto ciò che amava. Il loro legame diventerà insieme conforto e rivelazione – la possibilità, fragile ma reale, che la tenerezza salvi. 

fonte: www.ibs.it 

Libri: "La disobbediente" di Mavie Da Ponte

La disobbediente è la storia di una millennial che rifiuta la maternità biologica ma si ritrova a fare i conti con altre maternità, altri amori, altri percorsi di crescita: infatti essere madre, a volte, significa uscire da se stessi e imparare a dire «noi».

«Figli non ne avevo; l’ho sempre saputo che sarebbe andata così. Ecco perché mi trovavo a casa di Anna, e non a casa mia; ecco perché stavo per trasferirmi altrove, ecco perché non c’erano luoghi che potessi considerare casa. O almeno non più. Avevo trentacinque anni ed ero sola. È la sorte che spetta a quelle come me. Ero una disobbediente: la solitudine me l’ero meritata.»

Monda l’ha sempre saputo: non vuole figli. Non ne avrà, il suo corpo disobbediente non si presterà al dovere sociale né all’istinto animale della riproduzione, e la sua vita non si adatterà a una tacita norma che, da sempre, vede nelle donne creature nate solo per metterne al mondo altre. All’inizio del romanzo, Monda ha trentacinque anni. 

Alle spalle una formazione accademica che ha promesso molto e non ha mantenuto nulla, un fidanzato che ama, sembrava aver accettato la sua decisione, ma adesso non è più così sicuro. Nel momento in cui Monda sta per cedere alle pressioni di lui, la sua natura ribelle riaffiora e s’impone, prepotente e vitale, e le fa cambiare strada. 

Perché forse si nasce disobbedienti, ma bisogna esercitarsi, e Monda ha cominciato molto presto: per la storia famigliare, i vuoti affettivi, gli abbandoni che l’hanno costruita, per il suo carattere riottoso e per il suo desiderio di esistere in prima persona, di dire «io» senza paura, di farsi riconoscere in quanto Monda, in quanto donna, in quanto essere umano capace di decidere, di amare e scegliere. 

fonte: www.ibs.it 

A Palazzo Strozzi: "Rothko a Firenze"

Dal 14 marzo al 23 agosto 2026, Palazzo Strozzi presenta un’imperdibile mostra dedicata al grande maestro dell’arte americana Mark Rothko attraverso una selezione straordinaria di opere, tra cui grandi dipinti mai esposti in Italia, provenienti da prestigiose collezioni private e musei internazionali come il MoMA e il Metropolitan Museum di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.

A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, il percorso espositivo esplora l’evoluzione dell’arte di Rothko, dalle prime opere figurative, in dialogo con l’Espressionismo e il Surrealismo, alle celebri tele astratte degli anni Cinquanta e Sessanta, approfondendo anche la sua connessione con la tradizione artistica italiana. La mostra rende omaggio a una figura centrale della storia dell’arte moderna, che con le sue opere crea spazi in cui il colore e la luce invitano alla meditazione e all’introspezione, in una tensione costante tra astrazione e spiritualità.

Da Palazzo Strozzi il progetto si estende poi alla città di Firenze, coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista in due sezioni satellite: il Museo di San Marco, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo.

La mostra Rothko a Firenze è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, con la collaborazione del Museo di San Marco (Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana) e della Biblioteca Medicea Laurenziana.
Sostenitori pubblici Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze.
Sostenitori privati Fondazione Palazzo Strozzi: Fondazione CR Firenze, Intesa Sanpaolo, Fondazione Hillary Merkus Recordati, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi.

In copertina: Mark Rothko, No. 3 / No. 13, 1949, New York, MoMA-The Museum of Modern Art, Bequest of Mrs. Mark Rothko through The Mark Rothko Foundation, Inc. 428.1981, Photo credits: Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze © 1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma

fonte: www.palazostrozzi.org  

Libri: "Her Majesty. A photographic history 1926-2022" Ediz. inglese, francese e tedesca, di Christopher Warwick, Reuel Golden

La vita pubblica e privata della più grande regina della storia.

Nata nel 1926, sposatasi nel 1947 e incoronata regina nel 1953, Elisabetta II assolve ai suoi compiti di sovrana da oltre sessant’anni. Taschen celebra la sua straordinaria storia con una nuova edizione di Her Majesty, una raccolta di fotografie che raccontano la sua vita pubblica e privata. 

Traboccante di storia, tradizione, glamour e cultura, il libro ripercorre i primi anni di Sua Maestà fino ai viaggi di stato e alle cerimonie più recenti. Ne racconta il compimento della maggiore età durante la Seconda guerrra mondiale, il matrimonio, la maternità e l’incoronazione, gli incontri con icone del tempo quali i Beatles, Marilyn Monroe e JFK e i numerosi viaggi internazionali. 

In queste pagine visitiamo gli sbalorditivi palazzi reali e ci lasciamo coinvolgere nella celebrazione di matrimoni reali e giubilei. Ammiriamo l’eleganza dei ritratti ufficiali, e la tenerezza e lo humour che pervadono i momenti informali. Al contempo vetrina per alcuni dei più osannati fotografi al mondo e omaggio a Sua altezza reale, Her Majesty include il lavoro di celebrità del calibro di Cecil Beaton, Studio Lisa, Dorothy Wilding, Karsh, Lord Snowdon, David Bailey, Patrick Lichfield, Wolfgang Tillmans, Rankin e Annie Leibovitz. 

fonte: www.lafeltrinelli.it 

Bologna: Arriva la quinta edizione di Visioni in Transito

Siamo giunti alla quinta edizione di Visioni in Transito, il laboratorio gratuito condotto da Luca Nieri, che unisce il cinema ai temi delle migrazioni e delle soggettività LGBTQIA+.

Promosso da Arca di Noè, partner del Consorzio l’Arcolaio, il laboratorio si inserisce nell’ambito progetto SAI in collaborazione con ASP Città di Bologna

 Nel corso delle passate edizioni sono state tante le associazioni con cui abbiamo collaborato per la realizzazione di Visioni in Transito: Cassero LGBTQIA+, Il Grande Colibrì, MIT- Movimento Identità Trans, Omphalos Perugia, Associazione Luki Massa e DIS_Donne In Strada. L’obiettivo è sempre stato quello di stimolare dialogo e inclusione su migrazioni e diversità LGBTQIA+.

Visioni in Transito: uno spazio di confronto

Visioni in Transito propone un ciclo di tre incontri online in cui il cinema diventa strumento di dialogo. Alle persone partecipanti verrà inviato gratuitamente, ogni 15 giorni, un link per vedere (e rivedere quanto volete) comodamente da casa, un film a tema soggettività LGBTQIA+ migranti. Poi nelle date previste, ci incontreremo per confrontarci sul film visto.

Condotte da Luca Nieri, attivista ed esperto di cinema, le persone partecipanti saranno guidate nell’analisi delle tematiche legate alle migrazioni e alle soggettività LGBTQIA+, esplorando anche gli aspetti tecnici dei film, andando oltre la semplice esperienza di un cineforum. Questo approccio mira a stimolare un dialogo sia sull’estetica cinematografica sia sui temi trattati, promuovendo lo scambio di idee e la condivisione.

Come racconta Luca Nieri:

Visioni in Transito unisce tecnica ed emozione, creando una comunità accogliente in cui nessuno si sente giudicato.

Anche quest’anno gli incontri saranno raccontati tramite le illustrazioni di Lavinia Cultrera e i podcast realizzati con Radio Città Fujiko, disponibili su Spotify.

Quest’anno sarà l’associazione DIS_Donne In Strada ad accompagnare Arca di Noè e Luca Nieri negli incontri previsti dal laboratorio.

I tre incontri di Visioni in Transito

  • Martedì 17 marzo, ore 20.30 – 22.45. In questo prima incontro l’orario di inizio è anticipato per riservare i primi minuti alla presentazione del laboratorio.
  • Martedì 31 marzo, ore 20.45 – 22.45
  • Martedì 14 aprile, ore 20.45 – 22.45

La partecipazione è gratuita iscrivendosi a al form qui sotto entro il 6 marzo. Affrettatevi, i posti sono limitati!

Infine ci teniamo a ringraziare Sub-ti e Sub-ti Access per averci concesso gratuitamente i sottotitoli di uno dei film in programma.

Per informazioni: valentina.tiecco@arcacoop.com

fonte: www.arcacoop.com 

Books - "Karl Lagerfeld: A Life in Houses" by Patrick Mauriès and Marie Kalt

The first publication dedicated to Karl Lagerfeld's glamorous homes, known for their eclectic interiors, ranging from the Art Deco to the ultramodern. 

While Karl Lagerfeld was famous for being at the very centre of the fashion industry for over half a century, he was equally opinionated when it came to interiors, which acted as a private creative outlet alongside his fashion designs. 

Following an overview by Patrick Mauriès, each house is introduced by a short text by Marie Kalt unveiling its history and identifying key designers and pieces. The homes are documented by date, beginning with rare photography of Lagerfeld’s early addresses in the 1960s and 1970s, through to his final house purchase in 2009. 

From the elegant Art-Deco inspired apartment in Saint-Sulpice, Paris, to the incredibly ornate 18th-century mansion, Hôtel Pozzo di Borgo (his muse and collaborator Amanda Harlech described Lagerfeld as having ‘a Versailles complex’) – Lagerfeld’s houses reveal he was a collector of a Renaissance scale, and showed spectacular range in his decorating styles. 

Lagerfeld would balance the old with the new, humorously describing the minimalist decor of his 200-year old apartment in Quai Voltaire, Paris as ‘like floating in your own spaceship over a very civilised past’, and moved from one atmosphere to the next, leaving a Memphis-designed apartment in Monte Carlo for a Grand-Tour themed Roman pied-à-terre, followed by bucolic French country houses and even a majestic Nordic villa in his native Hamburg. 

Presented in a large, elegant format, Karl Lagerfeld: A Life in Houses will be a rich source of inspiration for those interested in interior design, and will appeal to fans of the decorative arts and the fashion designer himself. 

source: www.ibs.it 

Libri: "Kitchen" di Banana Yoshimoto

In un crescendo tragicomico di ambiguità, Banana Yoshimoto affronta il tema della solitudine giovanile, rivelandoci un Giappone sconosciuto e inaspettato.

Tra sogni a occhi aperti e famiglie che si reinventano tra i fornelli, un romanzo sulla solitudine e sulla gioia di condividere. “Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.” Così comincia il romanzo con cui Banana Yoshimoto conquista i lettori di tutto il mondo. 

È la storia di Mikage, che dopo la morte della nonna adorata si ritrova sola al mondo e si perde a fantasticare su quello strano luogo di passaggio, di preparazione, che sono le cucine. Che siano nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, iniziano a riempire i sogni della protagonista, in cui rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata e mai avuta. 

Così, quando viene invitata a pranzo dall’amico Yūichi, Mikage inizia a pensare che quella famiglia potrebbe diventare la sua, almeno nell’immaginazione. E visto che di fantasia si tratta, che male c’è se il padre di Yūichi si trasforma per lei nella madre? In un crescendo tragicomico di ambiguità, Banana Yoshimoto affronta il tema della solitudine giovanile, rivelandoci un Giappone 

Banana Yoshimoto è un'autrice giapponese. Suo padre Ryumey Yoshimoto è un celebre poeta scrittore e critico di formazione marxista, autore, tra l’altro, di un saggio sulla figlia. Scrive sin da piccola, e nei primi anni delle elementari è decisa a diventare scrittrice. In alcune interviste ha dichiarato che a spingerla in questa direzione potrebbe essere stato, più che l'esempio del padre, quello della sorella Sawako, di sette anni più grande, che eccelleva nel disegno. Sarebbe stata la creatività di Sawako (in seguito diventata disegnatrice di manga con lo pseudonimo di Ha-runo Yoiko) a stimolarla a cercare una propria strada.Negli anni dell'infanzia legge molti manga. Ama in particolare quelli di Fujiko Fujio, Doraemon ("il mio primo amore")...  

fonte: www.lafeltrinelli.it