mercoledì 24 marzo 2021

Serie TV > "Leonardo”: ritratto di un genio votato alla ricerca della perfezione

Aidan Turner e Matilda De Angelis nella serie evento internazionale dal 23 marzo su Rai 1

Una serie ideata da Frank Spotnitz, Steve Thompson. Con Aidan Turner, Matilda De Angelis, Freddie Highmore, Giancarlo Giannini. Drammatico, storico. Italia, Regno Unito, Francia, Spagna, USA. 2021

Nel 1503, Leonardo da Vinci, il più famoso artista del suo tempo, viene accusato dell’omicidio di Caterina da Cremona. Interrogato da Stefano Giraldi, ambizioso ufficiale del Ducato di Milano, Leonardo inizia a raccontare la sua vita, a partire dal primo incontro con Caterina nella bottega di Andrea del Verrocchio. Giraldi, affascinato dalla personalità dell’artista, inizia a sospettare che Leonardo possa essere innocente e indaga per scoprire la verità.

Andrà in onda in prima visione su Rai1 a partire da oggi, 23 marzo, la serie evento internazionale “Leonardo”. Otto episodi per raccontare la storia di un genio la cui personalità complessa ed enigmatica rappresenta ancora oggi un mistero.

Nonostante le sue opere d’arte siano note al mondo intero, molti elementi della vita di Leonardo da Vinci sono ancora oggi ignoti. Proprio su questi si concentra la serie, attraverso un’indagine thriller molto avvincente.

La nostra storia inizia con un assassinio: Caterina da Cremona (De Angelis), la donna che per anni è stata la modella di Leonardo, muore tragicamente. È l’artista stesso (Turner), accusato del crimine, a raccontarci come siamo arrivati a questo punto. Per farlo torna indietro nel tempo, iniziando da quando poco più che ventenne, apprendista nella bottega di Andrea Del Verrocchio (Giannini) a Firenze, incontrò per la prima volta la donna che avrebbe cambiato la sua vita.

Ogni episodio è incentrato su una delle opere di Leonardo – alcune molto famose, altre meno note al grande pubblico -, non solo dipinti, ma anche invenzioni, macchine da guerra, sculture. Raccontandone l’ideazione e la realizzazione, gli sceneggiatori portano avanti un discorso più ampio, che riguarda la formazione e la personalità di questo genio del Rinascimento.

Come vedeva il mondo, Leonardo? Che esperienza ne aveva? Quali erano le sue paure? Quali le gioie che ha vissuto e le relazioni che lo motivavano? La serie cerca di rispondere a queste domande, mostrando non solo l’artista ma l’uomo, e il prezzo che ha dovuto pagare per la sua genialità.

Esteticamente accattivante, minuziosa nei dettagli, proprio come il suo protagonista, “Leonardo” è un mix tra storia e fiction. Quello che emerge è il ritratto di un uomo ossessivo, votato alla ricerca della perfezione, instancabile. Perennemente insoddisfatto.

fonte: By Federica Rizzo  www.paroleacolori.com

Libri: "#12papà. Calendario della paternità" di Giovanni Salzano

Da "sono tutte belle le mamme del mondo" a "ogni scarrafone è bell'a mamma soja", sono innumerevoli i proverbi e i modi di dire sulla mamma. Ora provate, così su due piedi, a citare un detto che riguardi il papà. Trovato? 3-2-1: tempo scaduto. 

Se anche voi, come tutti, state sgranando gli occhi e non vi viene in mente nulla, allora dovete leggere #12papà. Questo libro è la rivincita di tutti i papà costretti al triste appellativo di "mammo" solo perché sanno come preparare una poppata, come se fosse così complicato riempire il biberon di latte e metterlo nel microonde per sessanta secondi. 

E il riscatto dei padri che per cambiare la bambina in un centro commerciale sono costretti a far evacuare il bagno delle donne, visto che sì, nel 2021 il fasciatoio si trova ancora solo lì. Per tutti loro, e anche per chiunque senta quanto sia ridicolo e anacronistico questo modello, ecco un manifesto-calendario della paternità: dodici mesi di genitorialità raccontate da un papà. 

Uno normale, di quelli che si nascondono in bagno per sfuggire ai figli indemoniati e che arrivano in ufficio tutti maltrattati dopo una notte insonne, passata fra ninne nanne, colichette e pianti disperati. Un libro per genitori in cerca di solidarietà, per i papà con la pancia e per quelli con l'addominale scolpito, per le mamme che ogni volta che i bambini li veste il padre sembra il giorno di Carnevale e per chi ancora non ha figli e ha bisogno di informazioni dettagliate e precise sulla vera vita dei genitori. Perché sappiatelo: quella del Mulino Bianco è una fake news!

fonte:  www.mondadoristore.it

In Pakistan apre la prima madrasa per sole persone transgender

Un’attivista e modella transgender spiega a TPI il cammino ancora lungo della parità in Pakistan, nonostante i nuovi passi avanti dal punto di vista legislativo e social. 

Photo: EPA/DIVYAKANT SOLANKI / ANSA

La prima madrasa, una scuola coranica, per sole persone transgender segna un’ulteriore passo avanti per la comunità LGBTQ+ in Pakistan, dove però la condizione delle persone in transizione non sembra essere migliorata concretamente nonostante alcune novità dal punto di vista legislativo, come spiega a TPI una modella e attivista locale transessuale.

Aperto a ottobre a Islamabad, l’istituto conta ancora due sole aule ma si propone di aiutare tutti gli iscritti non soltanto negli studi religiosi ma anche a imparare lavori come il cucito e il ricamo, in primis per raccogliere fondi.

Inaugurata dalla 34enne Rani Khan, che vi ha investito i risparmi di una vita, la madrasa intende offrire alle persone transgender un rifugio dall’ostracismo che ancora sono costrette a vivere nel Paese dell’Asia meridionale. Nonostante in Pakistan non vi siano ufficialmente preclusioni alla frequentazione delle moschee e delle scuole coraniche da parte di persone transessuali, la loro presenza non facilmente accettata.

La stessa fondatrice del nuovo istituto di Islamabad, come racconta a Reuters, ha frequentato alcune scuole religiose prima di aprire la propria madrasa, non senza difficoltà. Rani Khan è stata infatti ripudiata dalla propria famiglia a 13 anni e costretta a chiedere l’elemosina finché, a 17 anni, non si è unita a un gruppo di ballo di persone trans, esibendosi in occasione di matrimoni e altre celebrazioni.

Dopo aver riscoperto la religione a seguito della scomparsa di un amico, Khan ha deciso di aprire una scuola per “insegnare il Corano e migliorare la vita qui e nell’aldilà”. L’istituto non riceve alcun aiuto dalle autorità ma gode di alcune donazioni private. Tuttavia, la fondatrice insegna anche alle iscritte a cucire e ricamare, nella speranza di raccogliere fondi vendendo capi d’abbigliamento.

L’iniziativa della 34enne pakistana segue l’apertura di una chiesa cristiana nel 2020 da parte di un’associazione transgender nella città di Karachi e il progetto “The Gender Guardian”, un istituto privato di Lahore che da tre anni si propone di “assicurare pari opportunità alle persone transgender attraverso l’offerta di corsi gratuiti di formazione professionale e di istruzione”.

Sebbene nel 2018 il parlamento pakistano abbia riconosciuto il “terzo genere” sessuale, conferendo alle persone in transizione la tutela legale dei propri diritti fondamentali assicurando loro il diritto di voto e di dichiarare il proprio genere sui documenti, i transessuali restano ancora ai margini della società del Paese asiatico.

La stessa legge approvata tre anni fa ha raccolto diverse critiche anche da parte di alcuni esponenti della comunità LGBTQ+ in Pakistan, come la giornalista Marvia Malik, presidente della Khwaja Sira Society nonché prima giornalista transgender pakistana a condurre un telegiornale, secondo cui le transessuali dovrebbero avere “pari diritti ed essere considerate non un terzo genere ma cittadini comuni”.

L’impressione è che i diritti acquisiti e la tutela legale siano assicurati soltanto sulla carta. “Lavoro per la mia comunità dal 2011 e, sebbene la consapevolezza sulla condizione delle persone transessuali sia aumentata, la situazione generale non è cambiata molto negli ultimi dieci anni”, spiega a TPI l’attivista Kami Sid, prima transessuale pakistana a salire alla ribalta come modella. “Come ho sperimentato sulla mia pelle, dobbiamo ancora affrontare il pregiudizio religioso e sociale, nonostante la presenza di tante figure pubbliche progressiste su questo tema, le persone trans devono tuttora lottare per i propri diritti, come d’altra parte accade anche in Europa e negli Stati Uniti”.

Nata in una famiglia della classe media di Karachi, durante l’adolescenza Sid ha dovuto affrontare la morte del padre. Riuscendo a superare le difficoltà e i pregiudizi grazie all’aiuto della madre, dopo essersi laureata in Economia, nel 2012 l’attivista pakistana ha cominciato il proprio lavoro da modella, permettendole di recarsi anche all’estero.

“A fronte dei tanti diritti garantiti alle persone omosessuali in Occidente, anche nei Paesi europei e in America le persone trans devono ancora affrontare molti pregiudizi, così come in Pakistan, anche se qualcosa sta cambiando in Asia meridionale, e non proprio in meglio”, sottolinea la modella. “In Pakistan e India esiste un’antica cultura legata alla transessualità degli Hijra e dei Khwaaja Sira, figure familiari alle popolazioni locali, anche grazie ai media, comunità una volta rispettate”.

“Nonostante le nuove norme il rischio è che i diritti attualmente garantiti lo siano solo sulla carta, restando senza una vera applicazione”, prosegue Sid. “Una recente petizione lanciata a Islamabad da parte di alcuni gruppi religiosi conservatori chiede ad esempio di cambiare la legge del 2018 mentre le stesse persone transessuali, in particolare tra le fasce più povere e nelle aree rurali, non sembrano avere ancora piena consapevolezza dei propri diritti”.

Secondo l’ultimo censimento tenuto nel 2017, sono oltre 10 mila le persone transgender registrate in Pakistan secondo l’appartenenza al cosiddetto “terzo genere” su una popolazione di oltre 220 milioni di abitanti, un numero che secondo le associazioni locali per i diritti della comunità LGBTQ+ è sottostimato nell’ordine di alcune centinaia di migliaia.

fonte: Di Andrea Lanzetta    www.tpi.it

Petizione > ALL OUT: Fermiamo l’omotransfobia e la misoginia in Italia. Firma ora

Donne e persone LGBTI+ devono essere protette da discriminazioni e violenze. Non si può più rinviare, serve una legge efficace ora!

Violenze e discriminazioni verso le persone LGBTI+ e le donne sono una realtà nel nostro Paese. 

L’ultima ricerca dell’Agenzia Europea dei Diritti Fondamentali sulle persone LGBTI+ in Italia evidenzia che il 62% evita di prendere per mano la persona amata e il 30% non frequenta alcuni luoghi per paura di subire aggressioni. Il 23% dichiara di aver subito discriminazioni sul lavoro, il 32% di aver subito almeno un episodio di molestia nell’ultimo anno e l’8% un episodio di aggressione fisica negli ultimi 5 anni. Solo 1 persona su 6 ha denunciato questi episodi.

Dopo tanti fallimenti nell’approvare leggi su questi temi è ora che l’Italia faccia la sua parte nel contrasto a discriminazioni e violenze fondate su sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere.

Non si può più aspettare, Parlamento e Governo devono fare presto, approvando una legge seria ed efficace. 

Siamo cittadine e cittadini di questo Paese e chiediamo una cosa semplice: poter vivere e amare liberi dalla paura.

PER FIRMARE CLICCA >>> QUI

Questa campagna è promossa da Agedo, Ali d'aquila - persone cristiane LGBT, All Out, Arcigay, Arci, Associazione culturale marxista, Cammini di Speranza, associazione nazionale persone LGBT+ cristiane, Differenza Lesbica Roma, Diversity, EDGE – Excellence and Diversity by GLBT Executives, Gay Center, Giosef Italy, I sentinelli di Milano, neg.zone, Noi Siamo Chiesa, Polis Aperta, Progetto Giovani Cristiani LGBT, Ra.Ne, Rete Genitori Rainbow, Rete Studenti Medi, Salento Pride, 6000 Sardine, UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti e UDU - Unione degli Universitari.

fonte:  https://action.allout.org/it/

La Scala trova un nuovo socio fondatore, arriva Esselunga

Bilancio 2021 in pareggio anche grazie agli sponsor

(ANSA) - MILANO, 15 MAR - Esselunga diventerà socio fondatore permanente del teatro alla Scala. Il sovrintendente Dominique Meyer, a quanto apprende l'ANSA, lo ha annunciato il 15 marzo durante la riunione del consiglio di amministrazione.

La nomina sarà ufficiale con il via libera (scontato) dell'assemblea dei soci fissata per il 13 marzo. Si tratta di un ingresso da 6 milioni di euro, che conferma il "record di sponsor" annunciato nei giorni scorsi da Meyer per il teatro che vede un bilancio preventivo in pareggio anche per il 2021 con un budget di 98,3 milioni. 

Nel 2019 il bilancio della Scala, che dal 2006 è in pareggio, è stato di 133 milioni di euro, cifra ridimensionata causa Covid a 86,3 milioni nel 2020. 

Rispetto a questo budget, anche in considerazione dell'aumento di produzioni rispetto allo scorso anno, il budget 2021 è di 98,3 milioni di euro. Il pareggio di quest'anno - che non può contare sugli introiti da biglietteria dato che per le norme anticovid è vietato l'ingresso del pubblico - è dovuto ai ristori, agli ammortizzatori sociali (in particolare il fis, ovvero il fondo di integrazione salariale) e all'appoggio degli sponsor. Fra questi figura ora anche Esselunga, di cui è presidente Marina Caprotti, che è fra l'altro dal 2018 è fra i sostenitori del concerto gratuito in piazza Duomo della Filarmonica. 

Per diventare soci fondatori permanenti (cosa che permette, ma non obbliga, l'ingresso in cda) lo statuto della Scala prevede un versamento di sei milioni di euro in un'unica tranche o dilazionati in cinque anni. (ANSA). 

fonte: www.ansa.it

martedì 23 marzo 2021

Violenza sulle donne: “signal for help”, può davvero diventare un aiuto concreto?

Un gesto silenzioso che può salvare delle vite umane: così viene considerato “signal for help”, ovvero il segnale contro la violenza che le associazioni di tutto il mondo stanno facendo rimbalzare sui social. 
Una campagna di sensibilizzazione e conoscenza, mirata a diffondere un gesto universale, semplice, che però ha un valore immenso. 
Purtroppo le restrizioni dovute alla pandemia e la convivenza in casa, certe volte forzata, hanno fatto registrare nell’ultimo anno un aumento delle violenze e degli abusi domestici. 

Solamente in Italia sono 14 le donne vittime di femminicidio dall’inizio dell’anno: botte, abusi, aggressioni fisiche e psicologiche che troppo spesso non vengono denunciate. La stessa cronaca locale, degli ultimi giorni, ci racconta scenari inverosimili, di maltrattamenti subiti da donne e bambini. L’isolamento domestico diventata un incubo per le vittime di violenza ed è ancora più difficile trovare il modo e la forza di denunciare.

L’iniziativa è partita dal Canada, nello specifico è stata l’associazione “Canadian Women’s Foundation” a lanciare lo scorso aprile, in pieno lockdown, il segnale che adesso sta diventando popolare in tutto il mondo: un gesto silenzioso e discreto che è, a tutti gli effetti, è una richiesta muta di aiuto urgente, che può essere fatta silenziosamente durante una videochiamata o in qualsiasi altra situazione. Con il pollice ripiegato all’interno della mano, le altre dita si richiudono a pugno sul palmo in maniera ripetuta, a mo’ di saluto.

Adesso si cerca di diffondere la conoscenza del gesto affinché tutti sappiano riconoscerlo: l’intenzione è quella di stilare un protocollo per definire anche quali siano gli interventi immediati per rispondere alla richiesta di aiuto, perché con la violenza non si può improvvisare. Sicuramente la prima cosa da fare è quella di chiamare il numero antiviolenza del Servizio Nazionale “Telefono Rosa” 1522 oppure il Servizio Nazionale “Telefono Rosa” Arma dei Carabinieri allo 0637518261/2 o avvisare le forze dell’ordine.
In allegato il video diramato da Giuditta Pasotto, dove spiega il “signal for help”: https://youtu.be/joAmEIhFKKU
fonte: di Sara Pacitto www.tg24.info

Libri: "Finché il caffè è caldo" di Toshikazu Kawaguchi

Un tavolino, un caffè, una scelta. Basta solo questo per essere felici.

«Una meravigliosa lettura su una caffetteria in cui tutto è possibile» - Publishers Weekly

 

ECCO LE 5 REGOLE DA SEGUIRE:

1. Sei in una caffetteria speciale. C’è un unico tavolino e aspetta solo te.
2. Siediti e attendi che il caffè ti venga servito.
3. Tieniti pronto a rivivere un momento importante della tua vita.
4. Mentre lo fai ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi.
5. Non dimenticarti la regola fondamentale: non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi.

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. 

Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. 

Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.

Finché il caffè è caldo è diventato un caso editoriale in Giappone, dove ha venduto oltre un milione di copie. Poi ha conquistato tutto il mondo e le classifiche europee a pochi giorni dall’uscita. Un romanzo pieno di fascino e mistero sulle occasioni perdute e sull’importanza di quelle ancora da vivere. 

fonte:  www.ibs.it

Ilga, Arcilesbica a rischio espulsione per le sue posizioni sulle persone transgender

Arcilesbica
rischia di essere espulsa dall’Ilga – l’International Lesbian and Gay Association –  per le sue ben note posizioni sulle persone transgender. È successo tutto su Twitter. Rispondendo ad un profilo che aveva sollevato il problema di certe affermazioni politiche, Ilga Europa si è così espressa: «Grazie per aver portato alla nostra attenzione queste affermazioni transfobiche. @ILGAEurope è un posto sicuro per le persone trans. È per questo che abbiamo chiesto @ILGAWORLD di rimuovere Arcilesbica come membro. Stiamo aspettando il completamento delle procedure ufficiali».

La denuncia di PornoNoblogs

Tutto nasce qualche mese fa, a dicembre del 2020. PornoNoblogs, l’utente di Twitter, ha chiamato in causa Ilga Europe chiedendo come mai l’associazione lesbica italiana fosse al suo interno nonostante le posizioni sulle persone transgender, considerate escludenti. Il 4 dicembre l’associazione rispondeva: «ILGA-Europe prende molto seriamente qualsiasi posizione anti-trans da parte delle organizzazioni membri. Questo è il motivo per cui stiamo attualmente esaminando la questione dell’adesione ad Arcilesbica, come faremmo per qualsiasi altro membro in situazioni simili».

Il tweet di Ilga su Arcilesbica

Quindi, in occasione dell’8 marzo. PornoNoBlogs è tornato sull’argomento, riportando un articolo. Lo stesso rimanda ad una condivisione sulla sua pagina ufficiale in cui Arcilesbica si era espressa ancora con affermazioni discutibili sulle persone transgender. «Qual è la vostra posizione ufficiale al riguardo?» chiedeva l’utente di Twitter. La risposta non si è fatta attendere. E quindi è arrivata la richiesta di rimuovere ufficialmente l’associazione italiana dai membri di Ilga.

fonte:  www.gaypost.it

Arte > Firenze: A Palazzo Strozzi "La Ferita" di JR dal 19 marzo al 22 agosto 2021

Dal 19 marzo 2021 Palazzo Strozzi cambia volto attraverso l’intervento di JR, artista contemporaneo tra i più celebri al mondo, chiamato a reinterpretare la facciata di un simbolo del Rinascimento a Firenze con una nuova opera site specific intitolata La Ferita, che propone una riflessione sull’accessibilità ai luoghi della cultura nell’epoca del Covid-19.

Alta 28 metri e larga 33, la monumentale installazione di JR propone una sorta di squarcio visivo sulla facciata di Palazzo Strozzi, che si apre alla visione di un interno reale e immaginato allo stesso tempo. 

 

L’opera, realizzata con un collage fotografico in bianco e nero tipico dello stile dell’artista, è costruita come una anamorfosi, un gioco illusionistico in cui, osservando da un preciso punto di vista, si schiudono davanti agli occhi, proprio come all’interno di una ferita, diversi ambienti di Palazzo Strozzi: il colonnato del cortile, un’immaginaria sala espositiva e una biblioteca.

Inserendo opere iconiche del patrimonio artistico fiorentino e citando direttamente un luogo reale come la biblioteca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, JR propone una diretta e suggestiva riflessione sull’accessibilità non solo a Palazzo Strozzi ma a tutti i luoghi della cultura nell’epoca del Covid-19. Palazzo Strozzi diviene così il palcoscenico spettacolare per una ferita, simbolica ma dolorosa, che accumuna tutte le istituzioni culturali italiane e non solo: musei, biblioteche, cinema e teatri, costretti a limitare o a non poter far accedere il pubblico ai propri spazi. 

L’iniziativa è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Andy Bianchedi in memoria di Hillary Merkus Recordati.
Sostenitori Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Fondazione CR Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi, Intesa Sanpaolo.
Con il patrocinio dell’Institut français Firenze. Si ringrazia Galleria Continua per la collaborazione al progetto di JR.

JR (Francia, 1983)

JR utilizza il collage fotografico come tecnica caratteristica del suo stile, esploso nella dimensione dell’arte pubblica nelle città di tutto il mondo. Come afferma lo stesso artista: “Ho la più grande galleria d’arte immaginabile: i muri del mondo intero”. 

La sua ricerca unisce originalità e appropriazione, sempre distinguendosi per una forte connotazione pubblica e di partecipazione che lo ha portato a creare opere di grande impatto visivo e coinvolgimento in luoghi e contesti sempre diversi, dalle favelas di Rio de Janeiro alla grande piazza della Piramide del Louvre, da Ellis Island a New York alla prigione di massima sicurezza di Tehachapi in California.

fonte:  www.palazzostrozzi.org