venerdì 22 settembre 2023

Firenze: Apocalisse a Boboli. Visioni dal Libro di Giovanni. La Rivelazione biblica diventa un grande spettacolo teatrale

Dal 27 settembre, per quattro giorni consecutivi (e in prova aperta al pubblico già dal 26 settembre), il Giardino di Boboli si trasforma nel teatro di una grande rappresentazione itinerante improntata alla contaminazione delle più diverse arti dello spettacolo, dal teatro alle arti circensi, dalla musica alla danza, dalle installazioni alle esibizioni di cavalli, in un mélange di linguaggi e ibridazioni fra generi declinato in chiave contemporanea per la regia di Riccardo Massai.

Apocalisse a Boboli. Visioni dal Libro di Giovanni, questo il nome dello spettacolo, è frutto della collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi, l'Associazione Culturale Archètipo ed Elsinor Centro di Produzione Teatrale. 

Da un’idea di Eike Schmidt
Regia di Riccardo Massai

Strutturato in una narrazione a sei tappe, l’evento performativo coinvolge oltre 100 artisti fra attori, musicisti, danzatori, performer per una reinterpretazione in chiave contemporanea dell’Apocalisse biblica, che intende rivelare la natura ossimorica insita nel concetto di fine del mondo, coinvolgendo gli spettatori nell’itinerario della performance e dando vita ad una sorta di rito collettivo contemporaneo, che in fondo recupera il significato stesso, originale e primigenio, del "teatro" per ciò che rappresenta, in Occidente, da più di duemila anni.

Il contrasto tra gli spazi armoniosi e geometrici di Boboli e il dinamico turbinio della narrazione biblica diviene così emblema del confronto continuo tra caos e ordine, sintesi possibile tra eternità e contemporaneità, già insita nel Libro dell’Apocalisse e restituita visivamente e teatralmente dal progressivo dipanarsi delle visioni evocate da Giovanni e rappresentate in alcuni fra gli scorci più suggestivi del Giardino di Boboli. Il luogo perfetto. Il luogo dove il pubblico può raccogliersi e partecipare in prima persona ai momenti più cruciali, drammatici e sublimi della fine del mondo.

La rappresentazione di “Apocalisse a Boboli” si tiene da mercoledì 27 a sabato 30 settembre, ogni giorno, dalle 14 alle 17.30. Nel pomeriggio del 26, con gli stessi orari, si svolge una prova generale aperta al pubblico. La visione dello spettacolo è gratuita con l’acquisto del biglietto di ingresso a Boboli (valido esclusivamente per la giornata selezionata). Si ricorda che valgono le ordinarie regole di ingresso e le eventuali gratuità e riduzioni di cui al link dedicato.

Per ogni informazione specifica su biglietti, accessibilità, avvertenze sui contenuti, prescrizioni, guida alla descrizione dello spettacolo e del percorso, si rimanda al libretto completo allegato.

Apocalisse a Boboli. Visioni dal Libro di Giovanni

Da mercoledì 27 a sabato 30 settembre, ogni giorno, dalle 14 alle 17.30 (martedì 26, prova generale aperta al pubblico con lo stesso orario).

Per info e acquisto dei biglietti www.uffizi.it/giardino-boboli

Si consiglia di programmare l’ingresso a Boboli in tempo utile per raggiungere la prima stazione scenica, presso il piazzale della Meridiana.

La fruizione dello spettacolo è inclusa nel regolare biglietto d’ingresso al Giardino di Boboli. Il biglietto pertanto segue la regolamentazione ordinaria dei biglietti dei musei delle Gallerie degli Uffizi e quindi non è cedibile, né trasferibile, né rimborsabile.

fonte:  https://www.uffizi.it/eventi/apocalisse

Firenze: al Teatro della Limonaia "Conversation after sex" di Mark O’Halloran, scene e regia Dimitri Milopulos

Teatro della Limonaia 22, 23, 24 settembre ore 20.30 Intercity/Teatro delle Donne

CONVERSATIONS AFTER SEX di Mark O’Halloran
scene e regia Dimitri Milopulos
con Barbara Esposito, Gabriele GiaffredaAnastasia Ciullini
assistente alla regia Marta Giusti, assistente Federico Franchina, traduzione Lorenzo Borgotallo
prima assoluta in italiano

Una donna, tanti uomini. Una girandola di incontri sessuali a due, perlopiù occasionali, come antidoto alla solitudine e alle pressioni esterne. La camera da letto come luogo di confessioni impensate e impensabili, cui affidarsi con la complicità del buio, dell’alcol, delle droghe o dell’intimità; a tratti, persino della violenza. Al centro Lei, donna senza nome, ma cocciutamente reale, alle prese con uomini, talvolta appena tratteggiati, ma sempre vividissimi, che incarnano sfaccettature diverse dell’universo maschile, ognuno con il suo percorso e le sue fragilità: squarci, ora lirici e toccanti, ora grevi e respingenti, che, nell’arco temporale di un anno, getteranno progressivamente luce su un passato doloroso, pieno di non detti. Spogliandosi, letteralmente e metaforicamente, i protagonisti finiranno spesso per giocare ad armi pari, toccando corde molto più intime di qualunque acrobazia sessuale. Conversations after sex, ovvero il cuore umano scandagliato… dal buco della serratura.

Mark O’Halloran è uno scrittore/attore originario dell’ovest dell’Irlanda. Tra le sue opere: i film Garage, Adam & Paul, Viva, lungometraggio in lingua spagnola ambientato all’Havana, e Rialto, che ha debuttato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2019. Per la televisione ha scritto Prosperity e Conversations with friends – Parlarne tra amici, tratto dall’omonimo romanzo di Sally Rooney. I suoi lavori sono stati presentati a Venezia, Cannes, Berlino, Toronto, al Telluride e al Sundance Film Festival. Per il teatro, ha scritto Trade, ha contribuito alla stesura di Lippy ed è coautore di Beckett’s Room per il Dead Centre al The Gate Theatre di Dublino. Nel 2021 un suo adattamento de Il silenzio di Bergman ha debuttato allo Stadsteater di Göteborg, in Svezia.

Dimitri Milopulos, regista, scenografo, costumista, autore, attore, grafico. Dirige – oltre ai propri – testi di Sarah Kane, Oscar Wilde, Virginie Thirion, Michel Tremblay, David Ireland, Barbara Nativi, Arkàs, Dimitri Dimitriadis, Wajdi Mouawad, Drusilla Foer, Daphne Du Maurier, Manuel Puig e firma le scene di più di 80 produzioni su testi di autori come Sarah Kane, Jon Fosse, Jean-Luc Lagarce, Sergi Belbel, Barbara Nativi, Michel Tremblay, Martin Crimp, Michel Marc Bouchard, Oscar Wilde. Nel 1988 crea insieme a Barbara Nativi e altri collaboratori il Teatro della Limonaia e il Festival Intercity di cui è direttore artistico dal 2005.

fonte: www.teatrodellalimonaia.it

lunedì 18 settembre 2023

Danza: Wheeldon, il mio balletto dall'oro di Klimt a Ezio Bosso. ''Within the Golden Hour'' nel trittico all'Opera di Roma

''Within the Golden Hour'' nel trittico all'Opera di Roma 

Una danza poetica e astratta ispirata dall'oro di Klimt e dalla musica di Ezio Bosso, un 'quadro' dalle storie che ognuno dei 14 ballerini è lasciato libero di creare con i suoi movimenti.

Christopher Wheeldon descrive così il suo ''Within the Golden Hour'' che dal 19 al 24 settembre sarà all' Opera di Roma per le serate dedicate alla scena contemporanea insieme con i lavori di altri due autori - Chacona di Goyo Montero e Bolero di Krzysztof Pastor - protagonisti étoiles, primi ballerini, solisti e il Corpo di Ballo della fondazione diretto da Eleonora Abbagnato.

Lo spettacolo in un atto unico creato dal coreografo britannico nel 2008 per il San Francisco Ballet vuole essere un omaggio a Ezio Bosso nel mese in cui anche in altre città italiane è stato ricordato il compleanno del musicista morto nel 2020. Il balletto si sviluppa sulla partitura per archi composta da Bosso e sul Movimento andante del Concerto per violino in si bemolle maggiore di Vivaldi, con i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Peter Mumford. 

''Inizialmente - dice Wheeldon all' ANSA - sono stato ispirato dai quadri dell'artista austriaco Klimt, che usa moltissimo l'oro nel suo lavoro. Quindi l'idea mi è arrivata prima di tutto da un'ispirazione visiva. In un secondo momento ho scoperto la musica di Ezio perché ho danzato un altro balletto firmato da un altro coreografo sulla sua musica e ho desiderato subito fortemente di lavorare con lui. In un secondo momento quindi ho scelto la musica per sviluppare questa idea di Klimt e del suo mondo, e solo alla fine ho messo da parte l'idea di trasporre letteralmente l'ambientazione dei dipinti di Klimt e ho preso solo alcuni spunti, alcuni colori e ovviamente l'oro per creare un balletto poetico, più astratto ispirato dalla musica''. 

L'elemento più affascinante del balletto ''è che dà la possibilità ai danzatori di avere lo spazio per creare quasi una storia a partire da ognuno dei movimenti, una collezione di pezzi che confluiscono in un tutt'uno. Ogni pezzo ha una piccola narrativa che ogni ballerino scopre da solo''. Il coreografo spiega di non voler condizionare i danzatori. ''Non dico mai esattamente 'ecco questo è quello di cui parla questo pezzo, questo dell'amore o questa della natura..' ogni tanto do loro qualche indizio, un abbozzo dell'idea e poi lascio che siano loro a dare la propria narrativa, diventa molto personale. Non stanno semplicemente ricreando la stessa cosa che altri ballerini hanno già danzato''. 

Christopher Wheeldon, 50 anni, è stato nel 1991 un ballerino del Royal Ballet e nel 1993 del New York City Ballet, dove nel 2001 ha mosso i primi passi da coreografo. Da allora ha creato e messo in scena produzioni premiate per molte delle principali compagnie di balletto del mondo. Con Within the Golden Hour, considerata una delle sue migliori creazioni, torna a Roma da cui mancava dal 2016 quando sempre al Teatro Costanzi propose la sua versione del Lago dei Cigni. 

''È davvero bellissimo essere tornato a Roma. Amo sempre questa città. Sono già venuto alcune volte come turista ma lavorare qui è diverso, è molto speciale. Lavorare all'Opera di Roma, con la compagnia, ti fa sentire parte della città''. Il coreografo attualmente è concentrato su un spettacolo che gli sta molto a cuore e che andrà in scena a novembre. ''Due anni fa a New York ho creato un musical basato sulla vita di Michael Jackson e ora stiamo preparando la compagnia per Londra, per il West End. Poi andrò in Australia per una nuova creazione con l'Australian Ballet sulla vita di Oscar Wilde. Comincerò a lavorare a novembre e il debutto sarà il prossimo anno, insomma sarò molto impegnato''. 

fonte: di Luciano Fioramonti www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

Cinema: Stranizza d’Amuri con Samuele Segreto in corsa per gli Oscar 2024

Samuele Segreto potrebbe passare da Amici di Maria De Filippi alla notte degli Oscar grazie al film Stranizza d’Amuri che lo ha visto fra i protagonisti. Ovviamente la strada è lunga e in salita, ma le possibilità ci sono concretamente.

C’è infatti anche il titolo di Beppe Fiorello fra i 12 film italiani che sono stati selezionati per essere quello candidato a rappresentare l’Italia alla prossima notte degli Oscar. 

Il film vincitore della selezione italiana finirà poi nella categoria Internation Feature Film Award per la prossima edizione degli Oscar che ha già raggiunto quota 96.

La commissione di selezione su richiesta dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences dovrà votare tra cinque giorni, ma le nomination ufficiali le scopriremo solo il prossimo 23 gennaio. La cerimonia degli Oscar si terrà, come già sappiamo, il prossimo 10 marzo.

Ecco i film italiani candidati:

C’è ancora domani di Paola Cortellesi
Grazie ragazzi di Riccardo Milani
Il ritorno di Casanova di Gabriele Salvatores
Il Sol dell’avvenire di Nanni Moretti
Io Capitano di Matteo Garrone
L’ultima notte di Amore di Andrea Di Stefano
La Chimera di Alice Rohrwacher
La terra delle donne di Marisa Vallone
Mixed by Erry di Sydney Sibilia
Noi Anni Luce di Tiziano Russo
Rapito di Marco Bellocchio
Stranizza d’Amuri di Giuseppe Fiorello

Il film di Beppe Fiorello – nonostante la scarsa distribuzione – ha incassato un milione di euro in un mese.

fonte: di Fabiano Minacci  www.biccy.it