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lunedì 1 giugno 2026

Regione Lombardia - De Sarno porta al Pac 'Eravamo notte, ora siamo giorno' per il Pride Month. 'Parlare di attivismo è importante, ma è necessario creare contesti reali'

Anche il Padiglione d'Arte contemporanea di Milano partecipa al Milano Pride 2026 con 'Eravamo notte, ora siamo giorno', un progetto espositivo dell'artista e fotografa Ambrosia Fortuna, a cura di Sabato De Sarno, che sarà aperto dal 13 al 15 giugno. 

La mostra raccoglie una serie di fotografie e video, realizzati nell'arco di oltre dieci anni tra Milano e Napoli, legati alla scena queer e drag italiana. 

 

Il progetto prende forma a partire dall'esperienza diretta dell'artista napoletana, arrivata a Milano all'età di 21 anni entrando a far parte della vita culturale e notturna della città.

Fotografie e riprese video restituiscono frammenti di quotidianità — preparazioni, camerini, attese, momenti domestici, confessioni, amicizie — raccontando la dimensione umana e affettiva di una comunità che trova nello spazio notturno un luogo di espressione, trasformazione e libertà.

Nel percorso espositivo il tempo diventa elemento centrale: i corpi cambiano, le identità si trasformano, le relazioni si ridefiniscono. 

"La mostra non interpreta. E espone" spiega De Sarno. "Per il secondo anno - racconta l'ex braccio destro di Pier Paolo Piccioli da Valentino e poi ex stilista di Gucci - collaboro con Orgoglio Porta Venezia Milano, un progetto con cui condivido profondamente valori di libertà, inclusione e valorizzazione della diversità. Oggi più che mai è importante continuare a creare occasioni di dialogo, presenza e partecipazione, dando voce a esperienze e punti di vista differenti".

"Attraverso questa mostra, il mio intento è costruire un luogo aperto, in cui identità ed esperienze possano incontrarsi, riconoscersi e dialogare. Parlare di attivismo è importante, ma oggi è necessario soprattutto creare contesti reali: luoghi, connessioni e conversazioni capaci di mettere in relazione mondi diversi. Credo profondamente - conclude - nel valore di uno spazio culturale accessibile a tutti, dove le persone possano sentirsi accolte, rappresentate e parte di una comunità." 

La mostra è promossa dal Comune di Milano - Cultura e prodotta dal Padiglione d'Arte contemporanea con Wunderplace Studio, in collaborazione con Orgoglio Porta Venezia Milano e il supporto di Levi's, che attraverso questo progetto rinnova il proprio storico impegno a sostegno della comunità Lgbtqia+ ed è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale. 

fonte: Redazione ANSA    www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati      

lunedì 11 maggio 2026

Moda - Una moneta celebrativa per Valentino Garavani, Giammetti 'straordinario gesto simbolico'. Sarà realizzata dall'Istituto Poligrafico in oro e in argento

ANSA - RIPRODUZIONE RISERVATA
Il ministero dell'Economia e delle Finanze emetterà nel corso dell'anno la "Moneta Celebrativa Valentino Garavani", realizzata dall'Istituto Poligrafico e dalla Zecca dello Stato in due versioni, d'oro e d'argento.

A darne notizia in una nota, l'ufficio stampa della Fondazione Valentino Garavani Giancarlo Giammetti.

 "La moneta - spiega la nota - rende omaggio a una figura simbolo dell'eccellenza italiana, protagonista assoluto della storia della moda internazionale grazie a una visione creativa che ha saputo coniugare eleganza, bellezza e straordinaria maestria artigianale". "La Moneta Celebrativa Valentino Garavani - ha dichiarato Giancarlo Giammetti - rappresenta un gesto di straordinaria valenza simbolica. Per me, e per la nostra Fondazione, è motivo di grande emozione vedere riconosciuto, anche attraverso un'iniziativa così significativa, il contributo che Valentino (di cui ricorre il compleanno l'11 maggio prossimo ndr ) ha dato allo stile, alla cultura e all'immagine dell'Italia nel mondo". 

"Con questa emissione - ha spiegato Michele Sciscioli, amministratore delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - celebriamo non soltanto il talento creativo di uno straordinario maestro della moda, ma un simbolo autentico dell'eccellenza italiana nel mondo. È il tributo più alto che possiamo offrirgli: una moneta della Collezione numismatica della Repubblica italiana, capace di tradurre la memoria in un segno destinato a durare nel tempo. La sua arte, la sua visione, il suo stile, ancora una volta eterni".

fonte: Redazione ANSA    www.ansa.it    RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati    

lunedì 15 settembre 2025

Moda > Lo Studio 54 ha riaperto una sola sera per Valentino Beauty. Tra gli ospiti Cher, Pat Cleveland, Lenny Kravitz

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Per la prima volta dalla sua chiusura e per una notte soltanto, il mitico Studio 54, il locale simbolo della nightlife newyorchese, ha riaperto le porte lo scorso 10 settembre per il debutto della collezione in edizione limitata "Born in Roma 2025 Rendez-Vous" di Valentino Beauty.     

Oltre ai gestori originali dello storico club, hanno partecipato alla serata alcune personalità che hanno fatto la storia dello Studio 54, come Cher, Maripol e Pat Cleveland, insieme ai volti Valentino Beauty Colman Domingo, Adut Akech e Nana.

Al party si sono viste anche celebrities come FKA Twigs e Lenny Kravitz.  Per l'occasione sono stati ricreati due luoghi iconici del locale, il DJ booth e la pista da ballo, dove si sono sono esibiti l'artista Violet Chacki, l'ex dj resident Nicky Siano insieme e l'emergente The Dare.

fonte: di Redazione ANSA   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati     

Moda: Marie Antoinette Style, una grande mostra a Londra celebra Maria Antonietta, la regina più stilosa. Al Victoria & Albert Museum da settembre 250 tra abiti e oggetti della sovrana di Francia

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Il Victoria & Albert Museum di Londra celebra la regina di Francia Maria Antonietta con la prima mostra che il Regno Unito dedica alla sovrana più alla moda che la storia abbia finora conosciuto.

Si intitola infatti "Marie Antoinette Style", la grande esposizione sponsorizzata dalla griffe di calzature Manolo Blahnik - che tra l'altro realizzò un modello di scarpe indossate da Kirsten Dunst nei panni della regina fashionista nel cult-movie premio Oscar "Maria Antonietta", di Sofia Coppola, esposte con i costumi del film nella mostra - in programma dal 20 settembre al 22 marzo 2026 nel prestigioso museo londinese.

Marie Antoinette Style presenterà 250 oggetti, tra abiti, gioielli e oggetti appartenuti alla sovrana, inclusi prestiti eccezionali mai visti prima al di fuori di Versailles e della Francia. Saranno esposti rari oggetti personali appartenuti e indossati da Maria Antonietta, tra cui le pantofole di seta della regina, la sua sedia, gioielli della sua collezione privata, frammenti riccamente decorati di abiti di corte. E ancora altri oggetti di spicco che non hanno mai lasciato Versailles o la Francia prima d'ora, tra cui effetti personali come il servizio da tavola della regina dal Petit Trianon, i suoi accessori e oggetti intimi dalla sua trousse. 

La mostra presenterà anche abiti contemporanei ispirati alla celebre sovrana, tra cui capi di alta moda di maison come Moschino, Dior, Chanel, Erdem, Vivienne Westwood e Valentino. Ma anche costumi realizzati per il grande schermo, come quello per il film di Sofia Coppola. L'esposizione sarà la prima nel Regno Unito dedicata alla regina francese ed esplorerà le origini e le innumerevoli rivisitazioni dello stile plasmato dalla sovrana. 

Icona della moda del suo tempo e celebrità della prima età moderna, gli abiti e gli interni indossati e adottati dalla sfortunata regina di Francia negli ultimi decenni del XVIII secolo hanno avuto un'influenza duratura su oltre 250 anni di design, moda, cinema e arti decorative. Spazio a installazioni audiovisive e a un allestimento immersivo per capire come e perché Maria Antonietta sia stata una fonte costante di ispirazione, ieri come oggi. 

La mostra considererà anche in modo nuovo l'eredità di una figura complessa il cui stile, la cui giovinezza e la cui notorietà hanno contribuito al suo fascino senza tempo. Tanto che Maria Antonietta può essere considerata la prima influencer ante litteram. 

"Il nome di Maria Antonietta, la regina più alla moda - commenta la curatrice della mostra Sarah Grant - scrutata e controversa della storia, evoca sia visioni di eccesso che oggetti e interni di grande bellezza. L'arciduchessa austriaca, divenuta regina di Francia, ebbe un enorme impatto sul gusto e sulla moda europea del suo tempo, creando uno stile distintivo che oggi gode di un fascino e di un'applicazione universali". L'esposizione cercherà di raccontare come la regina già nella sua epoca dettava la moda, inventando con la sua sarta di corte Rose Bertin un certo stile nel vestire imitato da tutte le corti europee, introducendo ad esempio le tournure, una struttura sotto la gonna che dava volume ai fianchi, e i paniers, strutture più ampie che davano forma alla gonna. 

Così come a lei si devono le acconciature alte ed elaboratissime dell'epoca e la diffusione dell'uso dei profumi. Nella mostra, un'esperienza olfattiva ricreerà i profumi di corte e la fragranza preferita dalla regina stessa. 

 fonte: di Redazione ANSA   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

martedì 25 ottobre 2022

Moda: Forever Valentino, una mostra a Doha celebra il fondatore della maison. La più grande esposizione su Garavani è in Qatar dal 28 ottobre all'1 aprile 2023

In occasione dell' annuale Qatar Creates - Qatar Museums, e in concomitanza con il novantesimo compleanno di Valentino Garavani, la mostra "Forever Valentino", la più grande esposizione della maison fino ad oggi, renderà omaggio al suo fondatore e alla sua eredità creativa.

Location scelta per la rassegna - a cura di Massimiliano Gioni, direttore artistico del Nuovo Museo di New York, e del critico di moda e scrittore Alexander Fury, che hanno lavorato a stretto contatto con il direttore creativo della maison Pierpaolo Piccioli - è M7, polo di design situata a Msheireb Downtown Doha, in Qatar.

Le date, dal 28 ottobre all'1 aprile 2023.    

Forever Valentino è un'esplorazione dei codici haute della maison e un viaggio attraverso Roma, città "dove tutto ha avuto inizio e a cui appartiene la sua identità" ama ricordare Piccioli. La mostra è concepita come una vasta panoramica della storia della maison, incastonata in scenografie che evocano la Città Eterna, casa di Valentino sin dalla sua fondazione nel 1959.    

"Forever Valentino" costruisce un'immagine onirica della città di Roma, guidando gli spettatori dentro e fuori da palazzi, piazze e cortili, consentendo l'accesso esclusivo a spazi intimi come il celebre Valentino Atelier, agli storici archivi della maison, e ai saloni di allestimento nella leggendaria sede di Piazza Mignanelli. La mostra ritrae una città istantanea costruita come un collage di ambienti in cui le creazioni di Valentino sono esposte in dialogo con molte delle fonti di ispirazione che hanno stimolato la creatività sia del fondatore Valentino Garavani che del suo successore Pierpaolo Piccioli.    

Attraverso l'accostamento di diverse atmosfere e narrazioni, la mostra compone un drammaturgia emotiva ispirata al capriccio, una forma d'arte del XVIII secolo che combinava disparate vedute di città e architetture, re-immaginandole come paesaggi fantastici della mente. Concepito da geni del barocco come Giovanni Antonio Canaletto e Giovanni Battista Piranesi, l'arte del capriccio ha trasformato meravigliosi panorami italiani in miraggi incantati, creandone molte icone e miti, che ancora danno la percezione dell'Italia a livello locale internazionale.    
La moda stessa è composta da capricci, da fantasie, da ispirazioni fatte di materia, arte, musica, cultura, tradotte in stoffa.     

Con oltre 200 capi Valentino haute couture e pret-à-porter presentati su manichini di La Rosa, accompagnati da accessori e oggetti esposti in maniera immersiva, Forever Valentino tesse una visione materica della città di Roma, intrecciata a ricordi ;;e creazioni dei sei decenni di storia della maison. Tra questi, capi raramente visti, progettati per artisti del calibro di Elizabeth Taylor, Jacqueline Kennedy e altri recenti come Zendaya, assieme a creazioni straordinarie ed esempi virtuosistici del leggendario Valentino. La mostra comprende anche capi della collezione privata della Sheikha Moza bint Nasser, cliente di lunga data di Valentino e diciamolo, proprietaria del marchio.

 I codici di Valentino e le metodologie dell'haute couture sono esplorati in tutti gli spazi di questa Roma reinventata. Gli abiti, che abbracciano l'intera vita della maison, fanno eco e contraddicono l'ambiente circostante. Le creazioni di Valentino appaiono incastonate nel luogo di nascita. Pochi marchi hanno stabilito un profondo legame con Roma, dove Valentino Garavani aveva fondato la sua maison nel 1959, al culmine della Dolce Vita, inaugurando il suo quartier generale nel cuore del centro storico della città. Nell'opera del suo successore, Pierpaolo Piccioli, Roma non appare come emblema di opulenza, ma come una metropoli vivace e multiculturale, un crogiolo polifonico di comunità e voci che si traducono in un complesso tessuto.   

Forever Valentino mette in scena una visione onirica e pop-up di Roma che è ancora più allettante quando visto a Doha, una città dove passato e futuro s' incontrano a velocità vertiginosa. 

fonte: di Patrizia Vacalebri ANSA www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

venerdì 21 maggio 2021

Fashion > Valentino dice addio alle pellicce: dal 2022 la Maison sarà totalmente fur free

Il brand di moda si impegna a non utilizzare più il pelo animale a partire dal prossimo anno. Il ceo dell'azienda, Jacopo Venturini, ha aggiunto che stanno lavorando alacremente a livello di ricerca per offrire materiali differenti che siano cruelty-free e maggiormente ecosostenibili. Tra le novità dell'azienda c'è anche la scelta dell'etichetta unica, chiudendo la label REDValentino alla fine del 2023 per concentrarsi su un'unica offerta

Il celebre marchio di alta moda Valentino ha deciso di dire definitivamente addio alle pellicce: la Maison ha annunciato ufficialmente che diventerà fur free a partire dal 2022.

Un impegno sia in ottica cruelty free che si rivela importante anche a livello di ecosostenibilità, due fattori diventati fondamentali per il riposizionamento del brand sul mercato di oggi.

Lo dichiarano apertamente nella nota ufficiale diffusa dall'azienda: "in linea con gli obiettivi di ridefinizione del proprio posizionamento competitivo", le energie verranno focalizzate su un'unica etichetta. Con queste parole ci si riferisce alla decisione di mettere la parola fine sulla produzione e la vendita di capi della linea REDValentino, chiudendo la label alla fine del 2023 (l'ultima stagione del brand sarà quella dell'autunno-inverno 2023-2024).

"Maison de Couture per noi significa creatività, unicità, intimità e mindset inclusivo. Il concetto fur free è perfettamente allineato ai valori della nostra azienda", ha dichiarato il ceo di Valentino, Jacopo Venturini. Aggiungendo che stanno lavorando alacremente a livello di ricerca per offrire materiali differenti a quelli di derivazione animale, che siano quindi cruelty-free e anche più ecosostenibili. "Una maggiore attenzione all'ambiente per le collezioni dei prossimi anni", continua Venturini, è la priorità del marchio.

L'impegno a svestirsi totalmente di pelo animale è previsto entro il 2022, anno in cui Valentino si aggiungerà alla lista di brand di lusso totalmente (e virtuosamente) fur free. L'azienda di pellicce Valentino Polar, la cui sede sorge a Milano, chiuderà la propria produzione alla fine del 2021 e l'ultima collezione che comprenderà capi di pellicceria sarà quella della stagione Autunno-Inverno 2021-22.

"La visione estetica del nostro Direttore Creativo, unita allo spirito artigianale delle lavorazioni e all'eccellenza nell'esecuzione, si armonizza perfettamente con nuove tecnologie e obiettivi futuri. Gli input a cui i clienti, o i nostri Friends of the House, sono quotidianamente esposti sono tantissimi. In uno scenario del genere la concentrazione di messaggi su uno e un solo brand potrà sostenere una crescita più organica della Maison", conclude il ceo Jacopo Venturini, spiegando sia la scelta di chiudere REDValentino sia quella dell'addio alle pellicce, salutata con entusiasmo da tutti gli animalisti e da chiunque ritenga sbagliato uccidere gli animali per il settore moda.

La strategia del marchio tra i più celebri del made in Italy nasce da un presupposto che per l'azienda è imprescindibile, come dichiarato nella stessa nota ufficiale diffusa: "Valentino è nata e continuerà a essere una Maison de Couture, un luogo dove la maestria acquisita nel passato, e ancora oggi
coltivata come elemento fondante, si unisce alla contemporaneità per disegnare scenari futuri", così si conclude il comunicato stampa che annuncia questa svolta importante nel mondo del fashion.

Quella "contemporaneità per disegnare scenari futuri" su cui pone l'accento il brand sottintende proprio la necessità di fare scelte etiche a tutti i livelli: ecosostenibilità, diritti dei lavoratori, creulty-free...Oggi più che mai sentiamo il bisogno di cambiare le cose, nel settore del fashion così come dovunque.

I marchi di moda che non hanno mai usato pellicce di animali

La lista dei brand fashion che hanno fatto una scelta fur free incomincia a essere fortunatamente lunga. C'è anche chi, innanzitutto, non ha mai utilizzato materiali di origine animale. Un esempio su tutti? Stella McCartney.
La designer è vegana come papà Paul e mamma Linda, motivo per cui le sue collezioni di borse, di scarpe e di vestiario non hanno mai impiegato materiali di origine animale. La stilista nel 2012, in occasione della settimana della moda di New York, ha varato una campagna di sensibilizzazione circa l'importanza della scelta cruelty-free al fianco della Peta, (People for the Ethical Treatment of Animals, l'organizzazione che dal 1980 si batte per i diritti degli animali).

Anche Save the Duck è 100% animal free da sempre. Nata nel 2012 da una costola dell'azienda di abbigliamento Forest (che ha aperto i battenti nel 1914 grazie allo spirito imprenditoriale di Foresto Bargi), Save the Duck è stata fondata da Nicolas Bargi, nipote di Foresto, con il dichiarato impegno di creare un prodotto nel rispetto degli animali, dell’ambiente e delle persone.

I brand fashion che hanno abbandonato le pellicce

I marchi di moda che negli ultimi anni hanno detto basta all'utilizzo di pelo animale sono parecchi. Pioniere nell'alta moda è stato Armani, con una scelta animalista che risale al 2016. Il suo esempio virtuoso è stato seguito da Gucci, Versace, Hugo Boss, Burberry, Michael Kors, Furla e Diane von Furstenberg, tra gli altri.

E non solo marchi: c'è anche il caso dell'e-commerce di abbigliamento Ynap (Yoox Net-A-Porter-Group) che ha smesso di distribuire capi e accessori che presentano pelo animale. Anche la fashion week di Londra "goes cruelty free": dal 2019 la kermesse di moda londinese ha lanciato un appello agli stilisti che sfilano sulle sue passerelle, sensibilizzandoli sul tema.

fonte: Camilla Sernagiotto   https://tg24.sky.it

giovedì 26 marzo 2020

Gucci and Valentino Pledge Millions of Euros to Fight Coronavirus Pandemic

The fashion houses have pledged €2 million and €1 million, respectively. 

As Covid-19 continues to spread, fashion brands are responding in a myriad of ways, from manufacturing personal protective equipment like masks and hospital gowns to donating shoes or hijabs to medical professionals. Photo: Stefano Guidi/Getty Images

Some, though, are just straight up giving money. Dolce & Gabbana was one of the first brands to announce that it would earmark funds for coronavirus research back in February. On Thursday, it was joined by two other Italian luxury houses: Gucci and Valentino.

Gucci announced in a release that it would be donating a total of two million euros to be split between the World Health Organization's Covid-19 Solidarity Response Fund and the Italian Civil Protection Department. It's also encouraging its followers and customers to make donations of their own through a campaign called "We Are All In This Together," which will launch on Gucci's social media accounts on Friday.

In addition, Gucci has promised to put its social media accounts at the disposal of the World Health Organization to "help in amplifying official public service information to protect the health, safety and well-being of the community," the brand said in a release.

“This pandemic calls us to an unexpected task, but it is a call to which we respond decisively, advocating the selfless work carried out by health workers, doctors and nurses on the front lines every day in the fight against the Covid-19 pandemic, in Italy and in the rest of the world," creative director Alessandro Michele and president and CEO Marco Bizzarri wrote in a joint letter.
Meanwhile, Valentino announced that its non-profit arm, the Valentino Garavani and Giancarlo Giammetti Foundation, will donate one million euros to benefit the new Columbus Covid 2 Hospital, a new area dedicated to Covid-19 cases at Rome's Agostino Gemelli University Policlinic, which was inaugurated just five days ago.

"In such a dramatic moment for the whole world, we wanted to give our contribution to win this crucial battle against this invisible, but terrible enemy," Valentino Garavani and Giancarlo Giammetti said in a release. "Our deepest gratitude goes to those women and men who are fighting night and day to save human lives in our hospitals."
fonte:     fashionista.com

mercoledì 14 maggio 2014

Lgbt Style: "Valentino, ritratto a più voci dell’ultimo imperatore della moda" Il libro di Tony di Corcia

Grandeur e creatività, bellezza e lusso, successo ed eleganza: sono gli ingredienti della straordinaria storia di Valentino, forse il più grande stilista italiano del XX secolo.

Il libro di Tony di Corcia, pubblicato da Edizioni Lindau e presentato in MyOwnGallery, racconta il grande fashion designer attraverso la voce dei personaggi che hanno fatto parte del suo percorso professionale ripercorrendo tappe, eventi, icone, temi, colori, luoghi di una carriera durata mezzo secolo.

La presentazione del libro è avvenuta il 9 maggio. Non la solita presentazione ma un vero talk con la partecipazione di Marta Marzotto, Giusi Ferrè, Barbara Vitti, Dario Ballantini, Antonio Bandini Conti e altri personaggi ancora...

Tony di Corcia, giornalista professionista e curatore di mostre dedicate alla moda, nel 2010 ha esordito con il libro di successo "Gianni/Versace: lo stilista dal cuore elegante". Ha firmato anche i libri "Gianni Versace, la biografia" (con una "storica" prefazione di Giorgio Armani) e "Burberry. Storia di un'icona inglese dalla Regina Vittoria a Kate Moss".
fonte http://www.affaritaliani.it