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lunedì 17 novembre 2025

Morte le gemelle Kessler, avevano 89 anni. In Germania erano chiamate 'le gambe della nazione'

ANSA  - RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono decedute le gemelle Alice e Ellen Kessler, lo riferisce l'agenzia di stampa Dpa.

Le due avevano 89 anni e si sono spente a Gruenwald, nei pressi di Monaco di Baviera.

Sembra che sia intervenuta la polizia che non ha fornito ulteriori dettagli. 

Le gemelle Ellen e Alice Kessler erano chiamate "le gambe della nazione" in Germania. Erano nate nel 1936 a Nerchau, in Sassonia, vicino Lipsia. Proprio qui avevano iniziato sin da bambine a prendere parte al balletto dell'Opera. 

Nel 1952, a sedici anni, lasciano la Repubblica democratica tedesca e si stabiliscono nella Germania Ovest, a Duesseldorf, dove inizia la loro carriera che le porterà ad esibirsi in tutto il mondo con artisti come Frank Sinatra e Fred Astaire. Secondo il quotidiano Bild avevano scritto nel testamento che, dopo la cremazione, le loro ceneri fossero messe nella stessa urna. 

Gli italiani le scoprirono per le gambe mozzafiato, lunghe, lunghissime, quasi quanto il viaggio che dalle luci del Lido di Parigi le aveva portate fino agli studi televisivi di Giardino d'inverno, tra Don Lurio e il Quartetto Cetra, e poi di Studio Uno con Mina. Era il 1961 e da allora un po' tutti, almeno una volta, abbiamo canticchiato quel loro 'Da-da-un-pa', magari imitando l'accento teutonico e qualche mossetta anca-spalla. 

Alice ed Ellen Kessler rimarranno così insieme, come nell'immaginario degli italiani, e all'unisono, come avevano vissuto, sono morte oggi. Sono state trovate senza vita a Gruenwald, nei pressi di Monaco di Baviera nella casa dove vivevano l'una accanto all'altra, in due appartamenti confinanti, separati solo da una parete scorrevole. Nate a Nerchau, in Sassonia, il 20 agosto 1936, fuggite con la famiglia nella Germania Ovest, arrivate a 19 anni tra le fila delle mitiche Blubell Girls e a 40 sulla copertina di Playboy, hanno fatto innamorare uomini da un oceano all'altro.     

Ballerine, cantanti, attrici al cinema per Dino Risi ne Il giovedì e, con Alberto Sordi, ne I complessi e in teatro per Garinei e Giovannini, per noi però le gemelle Kessler sono rimaste i Carosello dei collant, il ritornello de La notte è piccola e gli sketch di Milleluci e Canzonissima, tutti ancora cliccatissimi su YouTube. E loro, di tanti anni nella tv italiana, cosa ricordavano di piu'? ''Ci piaceva lavorare con Mina, Raimondo Vianello e Johnny Dorelli, forse il più' vicino a noi per il suo stile americano - raccontavano in un'intervista all'ANSA -. Don Lurio aveva idee stupende, ma erano troppo 'piccole' per due ragazze alte come noi''.  

fonte: di Redazione ANSA    www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati     

sabato 12 giugno 2021

Danza: Eleonora Abbagnato saluta l’11 giugno l’Opéra de Paris con “Hommage à Roland-Petit”

Eleonora Abbagnato, Défile de l’Opéra national de Paris – ph.Julien Benhamou
 Dopo l’annuncio della riapertura dei luoghi culturali il 19 maggio, la direzione dell’Opera di Parigi annuncia la ripresa delle sue rappresentazioni pubbliche all’Opéra Bastille e Garnier.

 Per gli amanti del balletto, le esibizioni dello spettacolo Hommage à Roland-Petit , coreografo e ballerino francese, inizieranno il 28 maggio al Palais Garnier fino al 7 luglio, ed è proprio in questa occasione, precisamente l’11 giugno che l’étoile Eleonora Abbagnato, fiore all’occhiello della danza italiana, saluterà il suo pubblico, dopo una lunga e strepitosa carriera. Infine, i Montecchi ei Capuleti dedicheranno un odio senza precedenti nel balletto Romeo e Giulietta di Rudolf Nureyev , sul palco dell’Opéra Bastille dal 10 giugno al 10 luglio.

 

La riapertura dell’Opera di Parigi, così come i suoi numerosi programmi, segna l’inizio di una rinascita. Alexander Neef , il suo nuovo direttore da settembre, ha annunciato la partenza del suo direttore musicale Philippe Jordan , in carica da quasi dieci anni. Si congederà dal pubblico il 2 luglio durante un concerto eccezionale , tenuto all’Opéra Bastille. Sarà sostituito da Gustavo Dudamel, un rinomato direttore d’orchestra venezuelano.

Eleonora Abbagnato e la sua carriera

Nata a Palermo il 30 giugno 1978, Eleonora Abbagnato inizia giovanissima la sua carriera come ballerina: a soli 11 anni fa il suo esordio in tv ballano in un programma condotto da  Successivamente coltiva la sua passione per il ballo studiando nelle più prestigiose scuole di danza francesi. Audizioni, impegno e bravura le permettono di fare le sue prime tournée fino ad entrare definitivamente nel corpo di ballo dell’Opéra di Parigi. Qui, dal 1996 (appena diplomata) al 2001, fa una rapida carriera fino a diventare prima ballerina. Ha inoltre esordito come attrice nel 2006 nel film “Il 7 e l’8” di Salvatore Ficarra e Valentino Picone.

Nel 2009 partecipa come ospite in una delle serate del Festival di Sanremo 2009. Nel novembre dello stesso anno pubblica per Rizzoli la sua autobiografia “Un angelo sulle punte”. Il 13 giugno 2011 Eleonora Abbagnato si unisce in matrimonio con Federico Balzaretti, calciatore del Palermo e della Nazionale italiana. Nel gennaio del 2012 diventa mamma (aveva continuato a danzare fino al quinto mese di gravidanza): la figlia della coppia si chiama Julia. Alla fine del mese di marzo del 2013 è nominata étoile dell’Opera di Parigi: è la prima volta per una danzatrice italiana nella storia di Palais Garnier.

fonte:  Redazione https://giornaledelladanza.com

martedì 5 maggio 2020

Danza: Una giornata, online, dedicata a Pina Bausch

Un evento per omaggiare la grandissima Pina Bausch: venerdì 8 maggio alle 20.30, sulla piattaforma MYMOVIESLIVE, Bim, Romaeuropa e MYmovies andrà in scena un evento esclusivo , dedicato ad un’importantissima artista che ha segnato, per sempre, il mondo della danza. In questa occasione verrà diffuso in streaming gratuito un dibattito in diretta tra esperti di danza, cinema, danzatrici e coreografe, seguito dal film, candidato al Premio Oscar, Pina di Wim Wenders. 


Attraverso un incontro live e un film rimasto nella memoria per la sua straordinaria potenza visiva, gli appassionati di cinema e danza potranno così assistere a un evento unico, che a partire dallo stile performativo senza precedenti di Pina Bausch, a 80 anni dalla sua nascita, cerca di rintracciarne il lascito nelle più recenti generazioni, senza dimenticare lo sguardo di chi scopre per la prima volta il suo lavoro o di chi, con un approccio differente alle arti coreutiche, lo osserva da lontano. 

L’incontro vedrà, tra gli altri, la testimonianza di Monique Veaute Presidente della Fondazione Romaeuropa, la partecipazione di Francesca Pennini, coreografa della compagnia CollettivO CineticO e oggi una delle menti più creative della danza contemporanea italiana.

Per partecipare gratuitamente online alla visione collettiva del film in streaming sarà sufficiente collegarsi dal proprio computer, tablet o device all’indirizzo https://www.mymovies.it/film/2011/pina/live/ e prenotare uno dei posti disponibili nella sala web.

Pinaè un film per Pina Bausch di Wim Wenders. 

Pina, con il Tannztheater Wuppertal Pina Bausch, è il tributo di Wim Wenders all’arte unica e visionaria della grande coreografa tedesca, scomparsa nell’estate del 2009.  Il regista ci guida in un viaggio sensuale e di grande impatto visivo, seguendo gli artisti della leggendaria compagnia sulla scena e fuori, nella città di Wuppertal, il luogo che per 35 anni è stato la casa e il cuore della creatività di Pina Bausch. 
fonte: www.giornaledelladanza.com

venerdì 17 aprile 2020

Roberto Bolle prima di Danza Con Me – Best Of: “È pesante e doloroso”

Roberto Bolle rompe il silenzio prima di Danza con Me – Best Of: “È pesante e doloroso”

Sabato 18 aprile andrà in onda in prima serata su Rai1 Danza con Me – Best Of, il meglio delle tre edizioni dello spettacolo di Capodanno di cui l’Etoile Roberto Bolle è stato presentatore, direttore creativo e host di grandi artisti.

Uno spettacolo che ha parlato a tutto il pubblico, una serata di gioia dedicata alla danza, anche in chiave ironica. Intervistato dal settimanale Chi Roberto Bolle ha parlato di come sta trascorrendo il suo periodo di isolamento in casa, in cui tutti ci ritroviamo costretti a vivere, a causa della pandemia da coronavirus. Il ballerino conosciuto e apprezzato in tutto il mondo ha dichiarato:
 “C’è come una cappa opprimente sopra di noie vedere le immagini delle città deserte e degli ospedali, sentire le storie di chi ha perso un parente senza poterlo salutare è doloroso e pesante”.

 

Danza Con Me, Roberto Bolle ammette: “La mia vita? Non l’ho mai subita”

Come tutti gli italiani, anche Roberto Bolle sta in casa, fa delle uscite molto limitate alla spesa settimanale e nell’impossibilità di fare altro cerca di mantenersi in allenamento quotidianamente. Ogni mattina fa stretching, addominali, dorsali, allungamento, potenziamento e yoga, segue tutte le lezioni di classico del palinsesto live che ha messo su con i maestri di OnDance.

Il padrone di casa di Danza con Me, il programma di Rai1 che torna sabato 18 aprile in prima serata con il meglio delle tre edizioni andate in onda, è molto attento all’alimentazione anche se nei giorni scorso ha cucinato, fatto torte, mangiato cioccolato. Come rivelato a Da Noi…a Ruota Libera di Francesca Fialdini, Roberto Bolle non se lo fa mai mancare:  “Non dovrei perchè senza sala ballo e spettacoli il mio fabbisogno energetico è cambiato. Speriamo che il mio metabolismo resista e che la ripresa con sia troppo dura”.

 

Roberto Bolle fa un’ammissione: “Ho avuto momenti di commozione”

Nel corso dell’intervista al settimanale Chi, Roberto Bolle ha dichiarato di avere avuto momenti di commozione a causa della situazione che stiamo vivendo tutti in questa piena emergenza sanitaria.
La prima cosa che farà subito dopo la fine della quarantena per coronavirus sarà quella di andare in teatro in sala ballo:
“Tutta questa tragedia potrebbe non essere inutile se arrivasse a tutti una visione diversa di come ci rapportiamo agli altri, al mondo e alla natura”.
 fonte:  Scritto da    www.lanostratv.it

giovedì 27 febbraio 2020

Danza: Carla Fracci al Senato per il premio “Genio ed eccellenza italiana nel mondo”

Sabato 14 marzo, nell’Aula di Palazzo Madama, avrà luogo un evento culturale della durata di circa un’ora, che avrà come tema un omaggio alle donne.

Nel corso dell’evento, che inizierà alle ore 11.00, con la conduzione di Andrea Delogu, il Presidente del Senato consegnerà il premio “Genio ed eccellenza italiana nel mondo” a Carla Fracci.

E’ prevista l’esibizione dei primi ballerini e solisti dei corpi di ballo del Teatro San Carlo di Napoli, del Teatro alla Scala di Milano, del Teatro Massimo di Palermo e del Teatro dell’Opera di Roma, nonché delle attrici Margherita Mazzucco e Gaia Girace. E’ prevista altresì la partecipazione di alcune scienziate italiane, che si sono particolarmente distinte nelle loro rispettive attività di ricerca.
Accrescere la conoscenza del patrimonio artistico-culturale italiano.

Valorizzare i giovani talenti e le eccellenze del nostro paese. Mettere a frutto le potenzialità di Palazzo Madama come spazio culturale aperto ai cittadini e renderlo parte attiva della vita artistica nazionale.
Sono questi gli obiettivi di Senato&Cultura, la rassegna di eventi – concerti, recital, balletti e incontri coi grandi protagonisti italiani dell’arte e dello spettacolo – con cui, dal febbraio 2019, il Senato apre al pubblico le porte della propria Aula legislativa.
L’iniziativa, fortemente voluta dal Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, è realizzata sulla base di un protocollo d’intesa con la Rai-Radio televisione italiana.
fonte:  Sara Zuccari  Direttore www.giornaledelladanza.com

mercoledì 14 agosto 2019

Lgbt. La danza di Carla Fracci in 12 anni di scatti


Dodici anni di foto, dal 1996 al 2018. Sul palco, in scena. Nei teatri più importanti di tutto il mondo. Per raccontare il mito e la storia di una delle danzatrici italiane più famose: Carla Fracci.
Si intitola "Los Abrazos" la mostra fotografica ospitata dall'Istituto di Cultura di Città del Messico a partire dal 22 agosto della fotografa toscana Lucia Baldini. 
Baldini ha collaborato con l'étoile per oltre 12 anni, vivendo un periodo molto interessante della carriera dell'artista. Sono stati anni in cui la Fracci ha interpretato ruoli meno convenzionali della cultura del balletto, proponendo un ventaglio ampio e intenso di figure femminili. Raccontandone la forza, la fragilità, l'amore e la disperazione, ogni volta andando a esaltare le potenzialità del femminile nelle sue infinite identità e modalità.




La mostra si muove su flussi paralleli creando un allestimento che ha il sapore di un'istallazione costruita da un'ampia galleria di ritratti fotografici in bianco e nero, fotografie analogiche, di formati diversi che vanno a creare un percorso visivo in continua evoluzione. Fotografie in scena che Lucia Baldini ha creato a fianco della Fracci, interpretando opere proposte su palcoscenici italiani e internazionali. Un fil rouge in cui l'étoile dialoga con coreografi e ballerini: Carolyn Carson per la Biennale di Venezia, Micha Van Hook per raccontare i "Giorni Felici" di Beckett, "L'apres midi d'un faune" reinterpretando i costumi e le coreografie di Nijinsky e dei Balletti Russi, ma anche il Nijinsky dei giorni tormentati in manicomio. 
 
Un'interpretazione maestosa di Isadora Duncan, l'appassionata Filumena Marturano che tanto Edoardo De Filippo ha voluto per lei. Il dolore della madre palestinese che soffre con la madre israeliana degli stessi strazi di vedere i propri figli morti che Mario Luzi ha scritto perché Carla la mettesse in scena e ne potesse raccontare la potenza della devastazione del dolore materno. E poi un Amleto insolito, inventato da Beppe Menegatti, in cui la Fracci è proprio Amleto e tutti gli altri ruoli, maschili e femminili, sono interpretati esclusivamente da danzatori maschi. 
Una mostra che passo dopo passo apre nuove strade narrative, diversi registri registici e coreografici, un caleidoscopio di ruoli femminile interpretati ogni volta magistralmente dalla Fracci per sorprenderci e per emozionarci.

lunedì 8 luglio 2019

Lgbt: A Villa Bardini la prima mostra italiana dedicata alla danzatrice rivoluzionaria Isadora Duncan

A Villa Bardini e al Museo Stefano Bardini di Firenze è visitabile fino al 22 settembre 2019 la mostra A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia, prima rassegna italiana dedicata alla danzatrice americana Isadora Duncan (San Francisco, 1877 – Nizza, 1927) e al suo rapporto con le arti figurative italiane.


Un legame raccontato attraverso dipinti, sculture, documenti, fotografie inedite, per un totale di circa 170 pezzi visibili nei due piani di Villa Bardini e in una sezione speciale delle grandi sculture al Museo Stefano Bardini.

Isadora Duncan rivoluzionò le teorie accademiche della danza per giungere a una visione moderna del corpo femminile e del suo movimento nello spazio; questa sua liberazione del corpo della donna si coniuga con modelli tratti dall’archeologia e dal mondo classico. L’utilizzo di abiti leggeri invece di corsetti stretti e la danza a piedi nudi al posto delle punte di gesso significava per lei il contatto diretto ed energetico con la terra.

Facente parte del mondo culturale del primo Novecento, si esibì a Parigi, a Berlino, a Monaco, a Trieste, a Roma, ed ebbe un forte legame con la città di Firenze, grazie all’amicizia con Eleonora Duse e alla lunga permanenza di uno dei suoi compagni, lo scenografo inglese Edward Gordon Craig.

Tra le opere in mostra, i visitatori possono ammirare disegni e olii di Plinio Nomellini, bronzi di Romano Romanelli e di Libero Andreotti, che la ritrassero mentre danzava nei salotti aristocratici parigini o sulla spiaggia di Viareggio; inoltre opere di Rodin, Bourdelle, Stuck, Carrière, Zandomeneghi, Previati, Sartorio, Bistolfi, Baccarini, De Carolis, Chini, Cambellotti, Nonni, Boccioni, Depero, Severini, Casorati, Campigli, Sironi, Raphaël, Gio Ponti si susseguono per una panoramica sulle arti figurative e decorative di quell’epoca.
In occasione dell’esposizione, le due parti che compongono l’opera di Plinio Nomellini dal titolo Gioia sono visibili riunite dopo trent’anni.

La mostra è curata da Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi, in collaborazione con Rossella Campana, Eleonora Barbara Nomellini e PatriziaVeroli, promossa da Fondazione CR Firenze e da Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, con il patrocinio del Comune di Firenze, in collaborazione con il Museo Stefano Bardini.


“A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia”
Mostra a cura di Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi
Villa Bardini (Costa San Giorgio 2) e Museo Stefano Bardini (via dei Renai 37)
Dal 13 aprile al 22 settembre
Orario: 10-19, chiuso i lunedì feriali, ultimo ingresso ore 18.00; biglietti: intero € 10.00, ridotto € 5.00.
Tel 055 20066233 (da lunedì al venerdì 15-18 e mercoledì 10-13)
eventi@villabardini.it
www.villabardini.it
fonte: www.finestresullarte.info

lunedì 17 settembre 2018

A 25 anni dalla scomparsa il cinema omaggia Nureyev. Sarà nelle sale solo il 29 e 30 ottobre

Sarà nelle sale solo il 29 e 30 ottobre il commovente film evento dedicato a Nureyev, l’uomo che ha saputo rivoluzionare il concetto di danza, trasformandosi in un’icona della cultura pop del tempo

 A 25 anni dalla morte, arriva nelle sale solo il 29 e il 30 ottobre (elenco a breve su www.nexodigital.it) un film evento sorprendente e commovente dedicato al più grande ballerino di tutti i tempi: Rudolf Nureyev (Irkutsk, 1938 – Parigi, 1993).

In Nureyev i registi candidati al BAFTA, Jacqui e David Morris, ripercorrono la vita straordinaria dell’uomo che ha trasformato il mondo della danza diventando un’icona della cultura pop del tempo.
Il film evento racconta la vita dell’artista: dalle umili origini alla relazione con l’amata compagna di ballo, Margot Fonteyn, la più famosa Prima Ballerina del Royal Ballet, dal suo rapporto con i Kennedy alle celebri feste con Liza Minnelli allo Studio 54 di New York. 

Sino ad arrivare, naturalmente, alla rocambolesca fuga in Occidente, evento che ha scioccato il mondo intero trovando spazio ed eco sui media di tutto il mondo. 
In un’epoca in cui la guerra fredda tra Russia e Occidente imperversava, Nureyev si è così trasformato in un fenomeno culturale globale.

Unendo filmati mai visti prima, la colonna sonora originale del pluripremiato compositore Alex Baranowski e una serie affascinante di esclusivi tableaux di danza moderna diretti da Russell Maliphant del Royal Ballett, Nureyev propone un’esperienza cinematografica diversa da qualunque altro film biografico mai realizzato prima sull’artista, chiamato dagli amici più cari ma anche da moltissimi dei suoi fan con il soprannome di “Rudy”.

Sostenuto dalla Rudolf Nureyev Foundation e dal GAY PRIDE Worldwide, Nureyev è distribuito al cinema in esclusiva da Nexo Digital con i media partner Radio DEEJAY, Sky ClassicaHD, MYmovies.it, Danza&Danza, Sipario.
Fonte: 

giovedì 8 giugno 2017

Lgbt: A Firenze Lindsay Kemp a Pitti Uomo con un workshop, una mostra e uno spettacolo al Museo Novecento

Ospite fuori del comune per il 92/o Pitti Immagine Uomo: l’artista inglese Lindsay Kemp sarà all’Istituto Europeo di Design dal 12 al 15 giugno per un workshop ispirato al teatro Kabuki e alle stampe artistiche giapponesi l’ukiyo-e, del periodo Edo, tra il XVII e il XIX secolo. 

Il workshop coinvolgerà 40 studenti del gruppo IED, provenienti dalle 9 sedi nel mondo, che sotto la guida di Kemp e la supervisione di Giovanni Ottonello, Art Director IED, creeranno i costumi per l’evento, con tessuti e prodotti provenienti da aziende del territorio comasco e toscano.  

La performance finale – che coinvolgerà alcuni interpreti di Kemp (Daniela Maccari e Alessandro Pucci) e Lindsay Kemp stesso come protagonista – andrà in scena il 15 giugno nel suggestivo Chiostro del Museo Novecento di Firenze (ingresso su invito). Gli studenti coinvolti nella realizzazione dei costumi prenderanno parte all’evento indossando le proprie creazioni.

Lo spettacolo conclusivo sarà un evento semi-improvvisato e irripetibile. Kemp e i danzatori evocheranno la figura di Okuni, fondatrice del kabuki, che interagirà con i giovani designer-modelli-cortigiane. Ad accompagnare il maestro dal vivo sarà Joji Hirota, acclamato musicista giapponese che per anni ha lavorato con Kemp e duetterà con lui attraverso percussione, flauto e canto, in una fusione tra antica tradizione e avanguardia contemporanea.

Negli stessi giorni sarà allestita presso la sede di IED Firenze (Via M. Bufalini 6r) una mostra dei disegni su seta realizzati da Kemp, destinata a diventare itinerante.

Dagli anni settanta Lindsay Kemp e la Lindsay Kemp Company hanno suscitato meraviglia e talvolta dato scandalo in ogni parte del mondo, con un incrocio eterodosso di stili, mescolando teatro e danza, tradizione e sperimentazione. David Bowie è salito per la prima volta su un palcoscenico proprio con la compagnia di Kemp che gli ha insegnato a muoversi e a trasformarsi e fu Kemp a dirigere lo Ziggy Stardust show.

La magia degli spettacoli di Kemp ruota sempre intorno al suo personalissimo carisma come interprete: ballerino, attore senza parole, ipnotista, maschera ironica e inquieta, Kemp è sempre stato un artista spontaneamente poliedrico, ispirato da Lorca o Fellini, da Mick Jagger o Isadora Duncan, da Mirò o Mozart, Flamenco, Espressionismo o Butoh, e ispiratore di generazioni di creatori di ogni tipo.

Ora verso la fine dei suoi personali anni Settanta, Lindsay Kemp è cittadino della Toscana. 
Vive e lavora a Livorno. Non smette mai la sua danza della vita, della creazione e del contatto col pubblico. Non smette mai di sognare e di trasportare i suoi collaboratori e spettatori nei i suoi sogni. Come fa in questo unico onirico “Kemp Dreams Kabuki Courtesans”.
Info: IED Firenze Via Bufalini 6/r 50122 Firenze | Tel 055 29821 | www.ied.it/firenze
Fonte: di Roberta Manetti per https://www.firenzepost.it

lunedì 29 giugno 2015

Cinema: Ralph Fiennes dirige un film su Rudolph Nureyev

Il film si concentrerà solo su alcuni periodi della vita della star della danza: l'inizio delle riprese è previsto nel 2016.

Ralph Fiennes dirigerà alla fine del 2016 un lungometraggio sulla vita di Rudolf Nureyev, il celebre ballerino scomparso nel 1993. La sceneggiatura, tratta dalla buografia scritta da Julie Kavanaghs, è stata affidata a David Hare, che ha già collaborato con l'attore e regista in "The Reader".

Il progetto non sarà un biopic nel senso stretto del termine: si concentrerà infatti su dei periodi determinati della vita di Nureyev, come la fuga in Occidente, nel 1961, quando chiese asilo politico alle autorità francesi all'aeroporto di Le Bourget a Parigi, nonostante i tentativi del Kgb per trattenerlo, e voltò per sempre le spalle alla compagnia del Kirov e all'Unione Sovietica.

Nureyev ebbe uno stretto rapporto con il mondo del cinema: Ken Russell lo volle ad esempio come protagonista del suo "Valentino" nel 1977, dove il danzatore russo interpretava proprio Rodolfo Valentino.

Non si sa ancora nulla del cast del film, ma Ralph Fiennes non sarà il protagonista. Per l'attore questo su Nureyev sarà il terzo film da regista dopo "Coriolanus" nel 2011 e "The Invisible woman" nel 2013.
fonte: http://www.globalist.it    giornaledellospettacolo.globalist.it

giovedì 3 luglio 2014

Lgbt Eventi Danza: Carolyn Carlson a Roma con "Dialogue with Rothko" Teatro di Villa Torlonia il 3-4-5- Luglio

SPETTACOLO/WORKSHOP/INCONTRO-CONFERENZA
3-4-5- LUGLIO 2014 Villa Adriana (Tivoli) – Teatro di Villa Torlonia (Roma)

Spettacolo "Dialogue with Rothko" solo di Carolyn Carlson
in PRIMA ITALIANA
3 luglio 2014 ore 21.00 – Villa Adriana (Tivoli)
Coreografia, interpretazione, testi | Carolyn Carlson

Assistente | Yoshi Oïda
Musiche e accompagnamento al violoncello | Jean-Paul Dessy
Voce | Juha Marsalo
Collaborazione musica registrata | Aleksi Aubry-Carlson, Pierre-Alain Samanni
Ideazione luci e scene | Rémi Nicolas
Costumi | Chrystel Zingiro

L’assolo si ispira a Dialogue avec Rothko, il libro-tributo di Carolyn Carlson al pittore. Parole e gesti si uniscono per rivelare la vera natura dell’essere. Poesia, musica, luci e danza vibrano insieme nell’opera di Rothko. Una nuova creazione raffinata, poetica, di grande qualità artistica così come le musiche originali di Jean-Paul Dessy. Il primo incontro di Carolyn Carlson con l’opera di Rothko è stato di grande impatto: un’immersione profonda nell’istante presente, una pittura avvolgente che aspira a un’infinita meditazione. Le forme quadrate dei suoi colori sono l’espressione più intensa di una semplicità che rimanda direttamente all’essenziale. Nessuna interpretazione è necessaria.
3 luglio 2014 ore 21.00 Festival Internazionale di Villa Adriana
Largo Marguerite Youcenar, 1 – Tivoli (Roma) Posto unico 30 euro

Workshop
Il 4 e 5 luglio 2014 Carolyn Carlson, una delle principali interpreti e autrici della scena internazionale, terrà un workshop a Roma nella splendida cornice del Teatro di Villa Torlonia.
Il workshop con Carolyn Carlson si svolge venerdì 4 luglio 2014 dalle ore 12:00 alle ore 17:00 e sabato 5 luglio 2014 dalle ore 11:00 alle ore 16:00.
In entrambe le giornate il workshop si articola in cinque ore di studio che comprendono una classe di tecnica contemporanea e un laboratorio di improvvisazione e composizione.

Le lezioni sono tenute da Carolyn Carlson con l’assistenza di Simona Bucci e con l’accompagnamento di musica dal vivo di Paki Zennaro.
Il workshop è rivolto a danzatori di livello avanzato e ad uditori.

La quota di partecipazione al workshop per i danzatori è pari a euro 180.
La quota di partecipazione per gli uditori (che consente loro di assistere al workshop per i danzatori) è pari a euro 70.
Il workshop è a numero chiuso ed è possibile iscriversi fino ad esaurimento posti disponibili.
Al termine del workshop verrà rilasciato un attestato a tutti i partecipanti (danzatori e uditori) firmato da Carolyn Carlson.

Per informazioni e prenotazioni contattare Francesca Bernabini 348.3132438 info@danzaeffebi.com o gli uffici di Daniele Cipriani Entertainment 06.93663062.
4 luglio 2014 ore 12:00-17:00 e 5 luglio 2014 ore 11:00-16:00
Teatro di Villa Torlonia Via Lazzaro Spallanzani, 5 (Roma)
Wokshop per danzatori 180 euro-Workshop per uditori 70 euro

Incontro-Conferenza
Venerdì 4 luglio 2014 alle ore 17:30 si terrà l’incontro-conferenza Paesaggi contemporanei: TRA DANZA E ARTI VISIVE incontro con Carolyn Carlson e Achille Bonito Oliva condotto da Leonetta Bentivoglio al Teatro di Villa Torlonia di Roma. Via Lazzaro Spallanzani, 5 (Roma)
Ingresso libero
fonte http://dceblog.danielecipriani.it/

mercoledì 12 marzo 2014

Lgbt Danza: Il film segreto di Pina Bausch. Una scoperta d’eccezione, che svela passaggi e dettagli del metodo di lavoro della grande coreografa tedesca

Scomparsa prematuramente nel 2009, Pina Bausch ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della danza e del teatro contemporanei.
Una perdita immensa, che ha privato il mondo della cultura di una figura carismatica, di un’artista potentissima e di un’autentica innovatrice dell’estetica coreutica.

Dal giorno della sua morte è in corso un complesso progetto di recupero e digitalizzazione dell’Archivio Pina Bausch: un modo per salvare, organizzare e condividere tutto il materiale esistente relativo al suo lavoro internazionale e a quello del Tanztheater Wuppertal.

A coordinare il tutto è la Pina Bausch Foundation, diretta da Rolf-Salomon Bausch, figlio di Pina.
Un percorso lungo e necessario, che ha condotto di recente a una scoperta d’eccezione.
È stato infatti rinvenuto un lungometraggio, dal titolo AHNEN ahnen, realizzato da Pina Bausch nel 1987 mentre era impegnata a girare Il Lamento dell’Imperatrice, uscito nel 1990, sua unica altra produzione cinematografica conosciuta.

Il film, rimasto sepolto tra gli scaffali della Fondazione per decenni, racconta dell’originale, intenso, minuzioso metodo di lavoro attuato dalla coreografa con la sua compagnia.

AHNEN ahnen era nato per un’esigenza pratica, quasi una sfida: Pina volle dimostrare ai produttori de Il Lamento dell’Imperatrice che era capace di girare un intero film senza avvalersi di un copione.

Dall’ideazione alla creazione, fino alla messa in scena, le sue opere – che fossero spettacoli o lavori cinematografici per il grande schermo – nascevano grazie a una maniera tutta personale di approcciare la danza e il rapporto con i danzatori.

Un processo mai svelato, lontano dai tradizionali format, che l’artista aveva deciso di fissare su pellicola: da lei diretto e montato, il film è un documentario sulla genesi dell’omonimo spettacolo teatrale Ahnen (1987), ancora inedito in Italia.

AHNEN ahnen è stato presentato unicamente a Wuppertal, lo scorso 18 gennaio, nell’ambito del festival che celebra – fino a maggio 2014 – i quarant’anni dalla nascita del mitico Tanztheater Wuppertal.
Fonte http://www.artribune.com/ Scritto da Helga Marsala

venerdì 1 novembre 2013

Lgbt Napoli: Carla Fracci ospite d’eccezione ad Autunnodanza con “Das Marienleben” il 2 e 3 novembre

Continua la programmazione serrata del Teatro di San Carlo con la punta di diamante di “Autunnodanza” rassegna diretta da Alessandra Panzavolta, che sabato 2 novembre (e in replica domenica 3), farà salire sul palco una delle più importanti étoile di tutti i tempi: Carla Fracci.

A lei Beppe Menegatti dedica Das Marienleben (Sogno, Annunciazione, Vita di Maria), coreografia di Luc Bouy, su musiche di Paul Hindemith, Tomaso Albinoni, Johann Sebastian Bach, ispirata al ciclo di liriche di Rainer Maria Rilke.

“Per me è molto emozionante essere qui al San Carlo” ha affermato la Fracci, assente dalle scene sancarliane da 13 anni, l’ultima volta nel 2000 aveva interpretato Filumena Marturano. “Un teatro meraviglioso che mi ha ospitato così tante volte nel corso della mia carriera. Ritornare qui è per me un po’ come tornare a casa, sono molto legata a questa città e a questo teatro ed è per questo che mi sento molto felice a salire di nuovo su questo palco con uno spettacolo complesso e particolare, che unisce danza, musica, poesia e canto”.

In scena con la Fracci oltre al corpo di ballo sancarliano e il primo ballerino ospite Alessandro Macario, anche la voce recitante Lorenzo Degl’Innocenti, a cui è affidata l’interpretazione delle liriche di Rilke.
L’esecuzione musicale è affidata al soprano Giacinta Nicotra e a Alexandra Brucher, Roberto Moreschi al pianoforte, Riccardo Fiorentino all’organo, Massimo Tannoia al violoncello. Costumi e arredi scenici sono firmati da Anna Maria Morelli, al fianco di Fracci e Menegatti per numerosi spettacoli.

ORARI&INFO
Sabato 2 novembre 2013, ore 20:30
Domenica 3 novembre 2013, ore 20:30


Teatro San Carlo-Via San Carlo 98F- Napoli
Infoline: (+39) 081. 79.72.331 – 412
biglietteria@teatrosancarlo.it
www.teatrosancarlo.it
fonte http://giornaledelladanza.com di Lorena Coppola/Foto di Paolo Bonciani

sabato 6 luglio 2013

Roma "Tributo a Rudolf Nureyev. Il mito e la passione" Gala Internazionale di danza domenica 28 luglio ore 21

Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Daniele Cipriani Entertainment presenta
Gala Internazionale di danza
a cura di Daniele Cipriani
consulenza artistica Valeria Crippa
video artisti Ginevra Napoleoni e Massimiliano Siccardi

danzano
Silvia Azzoni (Hamburg Ballett)
Ashley Bouder (New York City Ballet)
Oscar Chacon (Béjart Ballet Lausanne)
Denys Cherevychko (Opera di Vienna)
Claudio Coviello (Teatro alla Scala)
Joaquin De Luz (New York City Ballet)
Marlon Dino (Bayerisches Staatsballett di Monaco)
Liudmila Konovalova (Opera di Vienna)
Lucia Lacarra (Bayerisches Staatsballett di Monaco)
Maurizio Nardi (Martha Graham Dance Company)
Evgenia Obraztsova (Teatro Bolshoi)
Giuseppe Picone (étoile internazionale)
Denis Rodkin (Teatro Bolshoi)
Oleksandr Ryabko (Hamburg Ballett)
Maria Shirinkina (Kirov – Teatro Mariinsky di San Pietroburgo)
Vladimir Shklyarov (Kirov – Teatro Mariinsky di San Pietroburgo)
Friedemann Vogel (Stuttgarter Ballett)

"La danza è tutta la mia vita. Esiste in me una predestinazione, uno spirito che non tutti hanno. Devo portare fino in fondo questo destino: intrapresa questa via non si può più tornare indietro. E’ la mia condanna, forse, ma anche la mia felicità. Se mi chiedessero quando smetterò di danzare, risponderei "quando finirò di vivere". Rudolf Nureyev

Nel ventesimo anno della scomparsa, un gala rende omaggio a Rudolf Nureyev attraverso i molti amori di una personalità poliedrica che ha rivoluzionato il balletto. Le grandi passioni della star russa rivivono attraverso le tappe che ne hanno segnato la vita e la carriera, dal Kirov di San Pietroburgo all’Opéra di Parigi.

L'evento è ideato e realizzato da Daniele Cipriani con la consulenza di Valeria Crippa (critico di danza del Corriere della Sera, già assistente di Nureyev, autrice del libro Nureyev – Rizzoli, 2003): il gala sarà un viaggio antologico attraverso i balletti più significativi della carriera dell'artista, con étoile e primi ballerini provenienti dai Teatri più celebri del mondo.
Una rosa di talenti per un evento italiano unico, interpreti meravigliosi di alcuni balletti creati appositamente per Nureyev come Chant du compagnon errant di Maurice Béjart, Don Juan di John Neumeier, Lucifer di Martha Graham, insieme ad altri “classici di repertorio” che hanno visto protagonista il mitico danzatore in tutto il mondo, dal Corsaro alla Bella addormentata, da La Bayadère a Spectre de la rose, o di cui è stato coreografo, come Don Chisciotte e Il lago dei cigni.
Ad arricchire la scena, creando uno spazio complesso e denso di significati, saranno le proiezioni multimediali dei video-artisti Ginevra Napoleoni e Massimiliano Siccardi.

"Tributo a Rudolf Nureyev.Il mito e la passione"
Biglietti: da 25 a 60 euro
Biglietteria 892982 (Clicca e visualizza i costi del servizio:
http://www.listicket.it/callcenter.php?lang=IT&S
PER MAGGIORI INFO:
http://www.auditorium.com/eventi/5566772
Riduzioni: Parco della Musica Card, giovani fino a 26 anni, over 65 anni, American Express, Feltrinelli, Carta Per Due, Interclub, ACI, Bibliocard, Carta Giovani, CTS e cral convenzionati

Conferenza il 27 luglio Sala Ospiti ore 18.30
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Danzare con Nureyev incontro/conferenza con Luciana Savignano e Elisabetta Terabust
conduce Valeria Crippa
fonte http://www.auditorium.com

lunedì 17 giugno 2013

Lgbt: A Civitanova Danza "La notte della stella" il Gala di Svetlana Zakharova

Il Festival Internazionale Civitanova Danza compie vent’anni e per questa edizione 2013 lo slogan che l’accompagnerà è: Da 20 a 2.0.

L’evento è promosso dal Comune di Civitanova Marche, Teatri di Civitanova, AMAT in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Camera di Commercio di Macerata, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Marche e Provincia di Macerata.

Fiore all’occhiello di questa edizione la presenza dell’étoile russa Svetlana Zakharova (in foto) che si esibirà il 15 agosto al Teatro Rossini con un Gala intitolato La notte della stella.
Sarà proprio la Zakharova, dopo la travolgente esibizione allo Sferisterio nel 2011, anche in quell’occasione nell’ambito di Civitanova Danza, a concludere questa ventesima edizione di Civitanova Danza con lo spettacolo che la vede protagonista.

Svetlana Zakharova entra a far parte del Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nel 1996 e l’anno seguente viene nominata prima ballerina. Dal 1999 è regolarmente étoile ospite presso le più prestigiose compagnie di balletto del mondo, tra cui: New York City Ballet, Bayerisches Staatsballett, Teatro dell’Opera di Roma, Opéra di Parigi, Nuovo Teatro Nazionale di Tokyo, Teatro San Carlo di Napoli, American Ballet Theatre, Hamburg Ballet, Teatro alla Scala.

Nel 2003 entra a far parte del Balletto del Teatro Bolshoi, è stata allieva di Ljudmila Semenjanka. Nel 2009 Francesco Ventriglia, coreografo apprezzato in tutto il mondo, ha creato per lei il balletto Zakharova Supergame. Dal 2007 Svetlana Zakharova ricopre il ruolo di ballerina étoile del Balletto del Teatro alla Scala di Milano.

INFO
15 agosto ore 21.30
Teatro Rossini
Via Buozzi 6, Civitanova Marche
www.civitanovadanza.it
fonte http://giornaledelladanza.com Alessandro Di Giacomo

martedì 7 maggio 2013

Danza: A Roma la presentazione del libro "Elisabetta Terabust. L'assillo della perfezione" di Emanuele Burrafato, al Teatro dell’Opera domani 8 maggio ore 17

(clicca su foto per ingrandire)
Dalì suggeriva di non aver paura della perfezione perché tanto non la si raggiunge mai, ma nessuno ovviamente vieta di tendere ad essa, anzi in certi campi è obbligatorio ricercarla.

Come nella danza, ad esempio, dove per emergere, per brillare, bisogna sempre dare il massimo e questo lo sa bene Elisabetta Terabust, étoile dell’Opera di Roma, musa di Roland Petit, partner di Rudolf Nureyev e direttrice del corpo di ballo del Teatro alla Scala, che ha fatto della danza la sua vita e che adesso ha deciso di raccontare le sue esperienze, la sua continua ricerca della perfezione.

Mercoledì 8 maggio alle ore 17, dunque, nel Foyer del Teatro dell’Opera, verrà presentato il libro “Elisabetta Terabust. L’assillo della perfezione” edito da Gremese, scritto da Emanuele Burrafato e dalla stessa Terabust.

Le pagine di questo libro permettono di ripercorrere, attraverso la brillante carriera internazionale di questa etoile, mezzo secolo di danza italiana e internazionale, i vari passaggi della sua vita, costellata di sfide, sacrifici e successi ci conducono attraverso i palchi più prestigiosi del mondo.

Il volume verrà presentato da Donatella Bertozzi e dagli stessi autori Emanuele Burrafato e Elisabetta Terabust.
fonte http://www.romalive.org/

sabato 16 marzo 2013

Lgbt Danza: Roberto Bolle "Mi sento davvero Romeo. Per sempre"


Abbiamo chiesto a Roberto Bolle in quale personaggio vorrebbe reincarnarsi.
L'Étoile della Scala non ha dubbi: l'innamorato shakespeariano per eccellenza è
“Un uomo che non vive a metà. O tutto o niente”

Perché vorrebbe essere Romeo?
È il personaggio a cui sono più legato, che mi accompagna da sempre, è stato il mio primo ruolo importante. È dopo un Romeo che mi hanno nominato primo ballerino alla Scala. Ogni volta che lo interpreto mi arricchisce per la maturità dei sentimenti e la sua profondità.

Quando l'ha portato in scena la prima volta?
A 20 anni. Allora pensavo di sentire le emozioni di Romeo e di viverle sul palco ma, se mi riguardo adesso, mi rendo conto che ero immaturo, un po' scolastico.

Che cosa la emoziona di più in questa figura romantica?

Romeo vive al massimo livello l'intensità dei suoi sentimenti, non a metà. È tutto o niente.

Si può essere così a ogni età?
Credo proprio di sì ed è una delle cose per cui vale la pena di vivere.

Il suo primo Romeo da spettatore?
Il film di Zeffirelli. Avevo 15 anni e me ne innamorai.
E poi, alle medie, la prima lettura di Shakespeare.
Interpretai la scena del balcone. Si vede che ero predestinato.

Qual è, secondo lei, il maggiore difetto di questo personaggio?

L'impulsività. Se avesse aspettato un attimo sarebbe andata diversamente.

Il momento più liberatorio quando lo interpreta?
Nella scena in cui, vado al balcone e, finalmente, esco dal corpetto e indosso la camicia.

Un suo errore che non commetterebbe?
Io sono più calmo, meno impetuoso. Nella vita reale è difficile essere Romeo, perché dopo la prima delusione sei più cauto.
Invece lui si dà sempre e tutto, fin dal primo momento.

È una figura universale?
Non credo, ma sarebbe bello che le persone si lasciassero andare ai propri sentimenti. In giro vedi molto cinismo, molta costrizione.
Ci vorrebbe un po' più di Romeo in ognuno di noi.

È un perdente?
No, al contrario perché sa vivere tutto al massimo.

Qual è la sua Giulietta ideale?
Alessandra Ferri. Intensa, passionale sia nella vita reale, sia in scena.

Che cosa le regalerebbe al primo appuntamento?

La porterei a teatro, in un luogo mio e magico.

Dove la inviterebbe a cena?

Sul palcoscenico del teatro vuoto, illuminato solo per noi.

In quale teatro si è sentito più Romeo?
Al Covent Garden di Londra, dove il Romeo di Kenneth MacMillan è stato creato.
E poi è in Inghilterra, la patria di Shakespeare.

Ha visto il film sui due innamorati di Baz Luhrmann?
Sì e mi è piaciuto tantissimo, così visionario e universale.
Luhrmann è uno dei miei registi preferiti. Sarebbe bello recitare con lui.

Se fosse Shakespeare, cambierebbe il finale?
No. Va bene così. Ci piace emozionarci.

Assomiglia a Romeo fisicamente?
Lascio decidere al pubblico.

Se lo incontrasse, che cosa gli direbbe?
Vacci piano, prendi il tuo tempo, calmati.Ma sarebbe un peccato.
L'impulsività è la sua bellezza, la sua vera natura.

Metta in ordine di importanza quattro caratteristiche di questo personaggio: coraggio, fedeltà, rispetto delle regole, lealtà.
Fedeltà e lealtà al primo posto, poi rispetto delle regole perché sta alla base di tutto, infine coraggio.

Un aggettivo, un sostantivo, un colore per definire la vita, l'amore, la gelosia, la morte.
La morte, il nero e la croce. La vita la associo ai bambini e al loro sorriso. La gelosia è come un cane che ti morde alla gola. L'amore è rosso, come il fuoco e la passione.

Fra tradimento, dolore, solitudine, ingiustizia, intolleranza e pregiudizi, che cosa teme di più?
Ingiustizia e tradimento. Non li tollero perché sono come pugnalate alle spalle ed è difficile difendersi da loro. Al secondo posto metto intolleranza e pregiudizi. Al dolore fisico sono abituato, quindi non mi pesa. Non temo la solitudine, la metto per ultima.

Dove sarà Romeo nel 2020?
E chi lo sa! La mia prospettiva di futuro è lunga quanto il mio calendario da ballerino che è fine 2013. Poi si vedrà.
fonte http://www.leiweb.it/amica di Mariangela Mianiti/foto Giovanni Gastel

martedì 11 settembre 2012

Lgbt Eventi Danza: Alla ballerina cubana Alicia Alonso il Premio Positano

Quando, con determinazione, ancora bambina disse alla madre che ballare era quello che voleva fare per tutta la vita, non poteva prevedere che quel sogno sarebbe durato talmente a lungo da farla entrare nella storia della danza del ventesimo secolo.

Non immaginava, soprattutto, che la vita le avrebbe riservato oltre ad una straordinaria longevità, una dura "prova" fisica: quella di una malattia degli occhi che, a 19 anni, la rese parzialmente cieca, ma non le impedì di poter continuare a ballare.

Anzi, con una forza, una volontà e un coraggio encomiabili, ha affrontato questa menomazione forgiando un carattere e una personalità scenica che ha segnato fortemente il suo stile la sua carriera professionale.

Oggi la cubana Alicia Alonso, 91 anni, ballerina, coreografa e insegnante, rappresenta un vero e proprio monumento vivente dell'arte di Tersicore, icona unica e irripetibile, ultima diva del balletto insieme alla russa Maya Plisetskaya.

La sua formazione inizia a L'Avana, nel 1931 presso la scuola di balletto della Sociedad Pro-Arte Musical. Dopo aver sposato a 15 anni il ballerino Fernando Alonso, prosegue gli studi a New York e poi a Londra.

L'inizio della sua carriera professionale e il successo che seguirà è negli Stati Uniti nelle file dell'American Ballet Caravan di L. Kirstein e George Balanchine, futuro New York City Ballet.

Diventa étoile nella prestigiosa compagnia americana e si distinguerà interpretando i grandi ruoli del balletto classico - "Giselle" è stato il suo cavallo di battaglia -, e lavorando con i più grandi coreografi del tempo: da Fokine a Balanchine, da Massine a Bronislava Nijinska, da Antony Tudor a Jerome Robbins e Agnes de Mille.

Il suo nome è anche legato al contributo che ha dato per lo sviluppo del balletto nel suo paese d'origine, e non solo, fondando dal niente, nel 1948 a L'Avana, il Ballet Alicia Alonso che, in seguito, prenderà il nome attuale di Ballet Nacional de Cuba, compagnia che ancora oggi continua a dirigere.

A questa scuola da lei creata, luogo di formazione ed educazione, di aggregazione e di creatività sociale, sinonimo di eccellenza, di qualità, e di rigorosa preparazione tecnica, si sono formati centinaia di ballerini sparsi poi in tutto il mondo.

Oltre, quindi, al personale e indiscusso valore di interprete il nome di Alicia Alonso è legato anche a quello di creatrice. Al punto da poter parlare, citando la collocazione geografica di coreografi che hanno "fatto scuola", oltre alla scuola russa, inglese, danese, anche quella cubana.

Proprio per il suo enorme contributo allo sviluppo e alla salvaguardia della danza classica, è stata nominata, nel 2002, ambasciatrice di buona volontà dell'Unesco. Premi e riconoscimenti non si contano.

Ultimo quello di sabato 8 settembre: il Premio alla carriera "Positano premia la danza-Léonide Massine 2012". Premiato anche il giovane Alessio Rezza del Teatro dell'Opera di Roma. Il premio "Compagnia d'autore" è assegnato alla The Forsythe Company del suo direttore artistico William Forsythe.
fonte http://www.ilsole24ore.com di Giuseppe Distefano

giovedì 10 maggio 2012

Ballando ballando, l'allarme di Roberto Bolle "In Italia la danza sta sparendo"

Una leggenda metropolitana assicura che lo scorso 27 ottobre a Monaco di Baviera i manifesti di Orpheus con la sua foto, sono spariti dai muri della città in una notte.

Ma dal vero, Roberto Bolle, è molto più bello. Uno e ottantasette, il viso piccino, capriccioso, gli occhi azzurri, i capelli giovani, il tipo un po' all' americana in jeans e giubbotto che fa invaghire indistintamente uomini e donne, tanto che non sono mancati pettegolezzi e insinuazioni che lui eroicamente ha sopportato con serenità e ottimismo.

Da numero uno. A 37 anni Bolle è infatti la star indiscussa della danza italiana- ieri ha trionfato alla Scala di Milano in Marguerite and Armand, balletto rarissimo, seducente, e con Svetlana Tsakarova sono stati una coppia siderale, da capogiro - ha ballato per le olimpiadi, per il giubileo della regina Elisabetta, per il papa, è (primo italiano) principal dancer dell' American Ballet, è stato otto anni al Royal Ballet...

Dalla scena mondiale vede di più gli obbrobri culturali italiani, tanto da lanciare un accorato allarme sul futuro della danza in Italia.

«A parte la Scala, un po' l' Opera di Roma, da noi la danza è ridotta al lumicino. Al San Carlo di Napoli, all' Arena di Verona, al Comunale di Firenze o al Massimo di Palermo ci sono organici sempre più ridotti, integrati da giovani con contratti a termine che lavorano poco perché nei calendari la danza fa da tappabuchi.

Giovani quindi che non potranno mai crescere, mentre in teatro non restano che una decina di ballerini, ovviamente sempre più vecchi. La situazione è drammatica e non si capisce quale potrà essere il futuro».

Lei che farebbe? «Se fossi ministro, visto che non si può aumentare il contributo, almeno tenterei la defiscalizzazione per gli sponsor come si fa all' estero. In Americai donors non mettono i loro soldi nel calderone ma finanziano una cosa specifica: la sbarra per la sala prove, o lo spettacolo dell' étoile... e per questo vengono ringraziati pubblicamente. Per invogliarli, per loro si organizzano giornate di prove aperte.

Non sarebbe un buon modo per finanziare spettacoli, teatri, o le scuole, altro argomento caldo? Ce ne sono alcune dubbie perché non c' è controllo. Eppure sono strapiene, a riprova che c' è in giro una vera passione, amore per la danza». Secondo lei perché? «Perché la danza fa parte del benessere di una persona, è autodisciplina per il corpo e la mente». Vale per lei che si chiama Roberto Bolle... «È stato faticoso anche per me autodisciplinarmi.

Arrivare dove sono, ha voluto dire preparazione quotidiana, sacrificio, dedizione... Ma sono contento se questo serve ad avvicinare più persone alla danza. Perché, specie i ragazzi, hanno bisogno di qualcuno da emulare e mentre nella danza femminile ce ne sono di stelle, in quella maschile no».

Già, è vero, nel balletto classico ci sono meno ballerini maschi celebri che donne.È per la sindrome Billy Eliot? «Sì, questa del balletto considerato poco maschile, è un pregiudizio cresciuto a lungo in Italia. Io? Quando cominciai a 12 anni i miei miti erano ovviamente Nureyev e Barishnikov, ma nella scuola della Scala eravamo in due maschi nel corso.

Adesso per fortuna qualcosa è cambiato. La percentuale di maschi iscritti è passata negli ultimi 15 anni dal 10 al 40 per cento». E come si sentiva da bambino a essere una "minoranza"? «Quando facevo le elementari andavo due volte la settimana da Trino a Vercelli, a una scuola di ballo lì, ma non ne parlavo. Non per altro, solo capivo che nessuno avrebbe capito. Coi miei compagni facevo nuoto, calcetto, il boyscout e non mi veniva di dire del balletto.

Dopo, alla Scala è stato diverso. Lì entri come in un altro mondo, la vita diventa la danza, e non senti troppa differenza maschio o femmina che tu sia». Che dice dell' anoressia dei giovani ballerini «Si può parlare di disturbi alimentari, non di anoressia.
È evidente che devi stare attento con la dieta e chi da adolescente non ha fatto pasticci, un po' di fai da te? Ma da qui a fare della Scala un lager...E poi con l' anoressia come fai a sostenere la fatica che è tanta?». Allenamenti, balletti... «Non esci mai dal tunnel. È peggio degli atleti.

Loro si preparano finalizzati per una gara. Io mi alleno sempre» E se salta un allenamento? «Uno ancora ancora, ma già due è una tragedia. Se non posso andare in teatro, faccio jogging, piscina, esercizi a terra.... La danza forgia: devi imparare da subito una grande disciplina». Mai ribellato? «Col pensiero tante volte, fatto mai. Sono un bravo ragazzo».

Mai nemmeno provato odio per il balletto? «Da spettatore mi annoia. I balletti li conosco a memoria e senza l' adrenalina del palcoscenico, non mi sento trasportato più di tanto». Da qui a questa estate lei ha un calendario da pazzi: fino all' 8 maggio alla Scala, il 14 è al Gala del Metropolitan di New York dove il 16 ballerà Giselle, poi Oneghin, poi Romeo et Juliet. A luglio è in tournèe in Italia, BolgheriCaracalla-Macerata-Palermo col Trittico del Novecentoe il 23 luglio riporta la danza all' Arena dopo 19 anni, con un Gala carico di ètoile.... Viene da dire: aiuto.

«Potevo fermarmi a Scala e Metropolitan per essere già morto di fatica, ma portare la danza in luoghi dove non arriva come farò col Trittico o addirittura riportarla a Veronaè troppo allettante. Per l' Arena ho convinto tante étoile internazionali.

Ci divertiremo, sarà come una carovana internazionale». Cosa farà dopo i 45 anni, quando c' è la pensione. «Mi piacerebbe insegnare, preparare nuovi talenti. E dirigere una compagnia».
Il corpo di ballo della Scala? «L'ha detto lei. Intanto, continuo ad allenarmi per ballare, per migliorarmi, per superare i miei limiti». Ma ogni tanto si riposerà? «Sì, in agosto, per esempio. Il riposo è non alzarmi dal letto.
Magari solo un po' di stretching la mattina....».
fonte http://ricerca.repubblica.it di ANNA BANDETTINI

lunedì 7 novembre 2011

Danza: Pina Bausch il film, il regista Wim Wenders dedica il suo nuovo lavoro alla grande coreografa tedesca

Il nuovo e bellissimo film di Wim Wenders intitolato con amichevole e complice semplicità «Pina»

La pellicola riesce in un’impresa miracolosa: rimuove il lutto collettivo per la morte della Bausch, grande coreografa e massima personalità innovatrice del teatro danza europeo, scomparsa il 30 giugno 2009.

Se ne era accorto Fellini, dotato di incredibili antenne, rimasto stregato dalla danzatrice che scritturò in «E la nave va».

Ora Wim Wenders, anch’egli stregato dalla visione di «Café Muller», le dedica una biografia per immagini, con frammenti dei suoi spettacoli, in cui si vede la danzatrice all’opera insieme al suo mitico gruppo del Tanztheater di Wuppertal.

UN OMAGGIO AFFETTUOSO
Quando la Bausch è mancata, all’improvviso, due anni fa, stava per partire il film: dopo un momento di inevitabile sconcerto, Wenders trovò la forza di mantenere la promessa con la sua casa di produzione.

Soprattutto in omaggio a quella signora dal viso triste che inventò il teatro danza in una nuova dimensione espressiva (anche con la complicità di elementi primordiali, terra e acqua) con cui riesce ad esprimere insieme l’interiorità di ogni movimento come risultato di infiniti studi e prove, di un lavoro che parte proprio dalla vita, dall’esperienza, dalla conoscenza comuni.

Non a caso il sottotitolo del film recita: balliamo, balliamo, altrimenti siamo perduti. Pina domandava, e il ballerino rispondeva con movimenti del corpo. La stessa Bausch aveva ragionato su questo film a lungo, su come si sarebbe potuto raccontare la storia d’una compagnia che racconta le infelicità, i dubbi collettivi. E l’autore di «Paris, Texas» e di altri titoli cult, decise di usare, a sorpresa, le riprese in 3 dimensioni.

SUL PALCO FRA I BALLERINI, CON IL 3D
Per la prima volta, il 3D trova un autore che avvicina lo spettacolo all’occhio del pubblico, «immergendosi» fra i danzatori. Che potrà così gustare alcuni momenti meravigliosi degli spettacoli più noti della Bausch, visti anche in Italia ("Café Muller", "Le Sacre du printemps", "Vollmond", "Kontakthof") con la compagnia cui le Olimpiadi di Londra dedicheranno nel 2012 una personale.

Ma soprattutto il film che mostra Pina in prova, in stretto rapporto coi suoi ballerini, ci offre una visione del suo metodo di lavoro, la tensione quasi monacale e nella sua essenza affrontata per una nuova creazione. E infine il rapporto inusuale tra le parti girate in teatro e invece quando i danzatori escono in spazi reali.

Così il gioco del teatro si sdoppia e l’emozione viaggia con la nostalgia di serate mitiche (la Bausch a Milano ha danzato troppo poco ma è stata alla Scala e al Piccolo Teatro) dove lo sguardo della coreografa rivoluzionaria era sempre presente.
fonte http://milano.corriere.it/ di Maurizio Porro