venerdì 16 gennaio 2026

Mostre: a Roma "Valentino Garavani attraverso gli occhi di Joana Vasconcelos" Palazzo Mignanelli, dal 18 gennaio al 31 maggio


Nel ritmo solenne di Piazza Mignanelli – l’intima soglia romana che lambisce Piazza di Spagna e custodisce la storia di Valentino Garavani – PM23 presenta un nuovo capitolo del percorso immaginato da Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, espressione dell’esperienza artistica e culturale della loro Fondazione e punto di partenza di un rinnovato impegno: restituire alla città uno spazio espositivo dedicato all’arte, alla moda e alla cultura, intese come strumenti di dialogo, crescita e progresso sociale. 

Un luogo, fisico e ideale, in cui la bellezza non è concetto statico, ma forza propulsiva, capace di generare significato e trasformazione. La mostra VENUS offre un percorso non lineare, accostando opere emblematiche di Joana Vasconcelos a inediti e sorprendenti lavori site-specific ispirati al patrimonio di Valentino Garavani.

“La mostra è un dialogo. Il mio lavoro e quello di Valentino Garavani si parlano fino a convergere in un momento finale, quasi sospeso. Il Signor Valentino crede profondamente nella bellezza, e lo stesso vale per me. Perché la bellezza genera armonia, e l’armonia porta con sé la promessa di pace e giustizia sociale, una promessa di cui il mondo oggi ha un urgente bisogno.” - Joana Vasconcelos

Attraverso l’astrazione, l’artista rilegge abiti, forme e superfici tessili dando vita alla Valchiria VENUS – un corpus che non imita, ma dialoga con la haute couture quale disciplina di maestosa bellezza e di sapiente, ieratica eccellenza.

Vasconcelos presenta un’opera monumentale, la quale, intrecciando migliaia di elementi decorativi, dà vita a una contemporanea e astratta eroina, simbolo di potenza, protezione e resilienza. VENUS si fa dunque ambasciatrice e interprete del nostro tempo, espressione di una potente e corale intelligenza artigianale, di riscoperta identitaria, di riscatto e di vitalità sociale per le persone più fragili del mondo di oggi.

Un’opera concepita dall’artista e realizzata da migliaia di mani, grazie alla collaborazione tra Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti | PM23 e dieci autorevoli partner: a crearla sono state le mani di oltre cento studenti di Arte e Moda, della NABA, Nuova Accademia di Belle Arti - Campus di Roma, dell’Accademia di Costume e Moda, della Maiani Accademia Moda; le mani dei piccoli pazienti nelle sedi dell’Ospedale Bambino Gesù e delle loro famiglie; le mani dei pazienti in fine vita del Gemelli Medical Center; le mani delle donne delle case di INTERSOS per i rifugiati e di Differenza Donna per le vittime di violenza; le mani delle detenute della Casa Circondariale del Carcere di Rebibbia, coinvolte grazie alla partnership con la Fondazione Severino.

VENUS, titolo attribuito alla Valchiria e per estensione all’intera mostra, è dunque il risultato di un dialogo artistico, un imponente e ambizioso progetto di arte partecipativa: 756 ore di workshop, oltre 200 partecipanti di ogni età, oltre 200 kg di moduli all’uncinetto realizzati dai partecipanti in ogni angolo della città – dal centro alle periferie – e inviati allo studio dell’artista a Lisbona. 

Un flusso che converge in un unico grande gesto artistico collettivo, potente simbolo di trasmissione del saper fare e di tradizione, che si trasformano in veicolo di potenziamento ed emancipazione, di cura condivisa e resistenza individuale e collettiva: l’arte quale agente di cambiamento, strumento di risignificazione, di educazione e solidarietà. 

Un progetto partecipativo nel senso più ampio, capace di generare nuove comunità, non solo all’interno dei singoli contesti, ma anche attraverso la contaminazione con realtà esterne. Studentesse e studenti delle Accademie, infatti, oltre a partecipare ai propri laboratori, hanno potuto arricchire l’esperienza collaborando nelle sedi degli altri partner, attraversando luoghi e storie, dando vita a intrecci inaspettati, densi di significato.

Con questo progetto, PM23 si afferma come testimonianza viva della convinzione che la bellezza non sia solo da contemplare, ma da condividere: un luogo in cui arte e moda si incontrano per generare cultura, ispirare dialogo e aprire nuovi orizzonti alla visione collettiva. 

Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti e PM23 

Iniziativa patrocinata dall'Assessorato alla Cultura e alCoordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. In collaborazione con Municipio I Roma Centro

Palazzo Mignanelli
Aperto tutti i giorni dalle 11:00 alle 20:00. Ultimo ingresso 19:30. Dal 18 gennaio al 31 maggio.  

Per accedere alla mostra è necessario prendere visione del >> Regolamento di visita in formato PDF.

"Inside Marangoni. Dove nascono i talenti" è il nuovo documentario di SKY Arte. Dietro le quinte della scuola per i futuri big della moda. In prima visione sabato 17 gennaio ore 20:30

INSIDE MARANGONI. DOVE NASCONO I TALENTI: un nuovo documentario che esplora i talenti emergenti della moda, nel cuore dell’eccellenza che li forma: Istituto Marangoni.

Inside Marangoni. Dove nascono i talenti. Sabato 17 gennaio – ore 20:30
IN PRIMA VISIONE SU SKY ARTE IL 17 GENNAIO 2026 ALLE 20:30
IN STREAMING SOLO SU NOW E DISPONIBILE ON DEMAND
 

Cosa accade all’interno di una scuola di moda di alto livello subito prima del Fashion Show conclusivo? A questa domanda risponde il documentario Inside Marangoni. Dove nascono i talenti, in onda su Sky Arte sabato 17 gennaio.

Il prestigioso Istituto Marangoni di Milano accoglie eccezionalmente le telecamere per raccontare le piccole e grandi sfide che attendono i fashion designer in formazione. Gli spettatori sono così invitati dietro le quinte della scuola per scoprire ogni aspetto del lavoro di 250 studenti del corso di fashion design: dall’ideazione degli abiti alle dure prove di selezione per l’evento conclusivo.

Dopo una prima scrematura, solo 40 ragazzi possono mostrare le proprie idee a una giuria composta da esperti del calibro di Sara Sozzani Maino, Francesca Ragazzi, Vincenzo Ferrante, Alessandro Sartori e Stefania Valenti. Sono loro a indicare i nomi dei dieci talenti ammessi all’ambito Fashion Show finale. I protagonisti delle riprese provengono da ogni parte del mondo, e proprio l’unione di influenze culturali rende il corso di studi un’esperienza unica e di respiro internazionale.

Il cuore del documentario è tutto nel backstage delle lavorazioni, dove regnano la precisione assoluta e la ferrea gestione dei tempi. Qui, accanto agli studenti, troviamo insegnanti e tutor, pronti nel guidare la creatività dei giovani allievi per aiutarli a diventare i prossimi protagonisti dell’alta moda. Inside Marangoni lascia emergere così l’aspetto più personale e intimo di un percorso di formazione tanto rigoroso, quanto studiato per condurre questi giovani talenti verso la realizzazione dei loro sogni.

Inside Marangoni. Dove nascono i talenti racconta il viaggio degli studenti di Istituto Marangoni Milano verso il momento più atteso: il Fashion Show. Soltanto 10 di loro saranno scelti per sfilare durante l’evento finale.

Il documentario segue da vicino il lavoro di questi giovani talenti internazionali, provenienti da Paesi come Italia, Corea, Romania e Bielorussia. Le loro collezioni riflettono temi profondi e personali: la ricerca dell’identità, la critica sociale, il sogno e l’arte.

Nel backstage, tra fitting e prove coordinate dalla Director of Education Diana Marian Murek e dal Program Leader Antonio Patruno Randolfi, tutto deve funzionare come un orologio svizzero.

Ne emerge un ritratto autentico e pulsante di creatività, passione e determinazione: un racconto corale che celebra la moda come forma d’arte e linguaggio universale, con uno stile visivo contemporaneo e dinamico.

Il documentario nasce all’interno dalla Content Factory di Sky, il nuovo laboratorio creativo trasversale che mette in dialogo news, sport, cultura e intrattenimento con l’obiettivo di sviluppare format originali, in sintonia con le nuove abitudini di consumo e con l’evoluzione del linguaggio audiovisivo.

fonte: https://arte.sky.it 

lunedì 12 gennaio 2026

Cinema - La fine di Downton Abbey, ma 'con possibilità di ritorno'. Fellowes: "Ma per il cast originale sicuramente è un addio"

Abbiamo detto addio a questi personaggi già sei o sette volte.

Dopo la serie TV pensavamo fosse la fine, poi ci sono stati i film.

In questo settore non devi mai dire mai. Ma stavolta penso sia la conclusione, quantomeno per il cast originale". Julian Ferrowes, l'ideatore di Downton Abbey, parla così durante la presentazione dell'ultimo film della trilogia legata alla fortunatissima serie, 'Downton Abbey 3 - Il gran finale', in uscita l'11 settembre. Lascia così uno spiraglio di speranza per i fan irriducibili, perché un sequel o un remake non dev'essere per forza con gli stessi attori. 

Che questa sia o meno l'ultima volta che sentiremo parlare di Downton Abbey è difficile dirlo. Il regista del film, Simon Curtis, intanto commenta che "è stato un vero privilegio poter raccontare l'ultimo capitolo di questa storia straordinaria". 

Ma forse è proprio la predisposizione al colpo di scena ad essere la ragione del grande successo della saga. "Quello che ho imparato negli ultimi 15 anni è che bisogna aspettarsi l'inatteso quando si parla di Downton Abbey", sostiene Kevin Doyle, il volto di Mr. Molesley, personaggio che all'inizio sarebbe dovuto durare due, massimo tre episodi. E toccherà essere pronti a stupirsi pure stavolta, a partire dall'aggiunta di un personaggio reale alla storia, ossia il commediografo Noel Coward. 

Ed è proprio da questo decennio che la storia riparte, con la famiglia Crawley che si ritrova ad affrontare da un lato lo scandalo che colpisce Mary, fresca di divorzio, dall'altro le difficoltà finanziarie, che fanno temere la disgrazia sociale. 

Qualcosa dovrà cambiare per loro, mentre pure il personale di servizio si prepara ad affrontare un nuovo capitolo, con la nuova generazione che prenderà il posto della vecchia alla guida di Downton Abbey. 

Mentre "il personaggio di Maggie Smith aveva avuto un finale fantastico nel secondo film - racconta il produttore Garreth Neame - non sentivamo fosse arrivata la fine per il resto del cast". L'omaggio collettivo a Smith arriva da più voci nel corso dell'incontro: tutti promettono che pure nel film - nonostante la sua assenza - si senta lo "spirito" dell'attrice. 

fonte: di Redazione ANSA    www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati    

Prosa: ad Asti "La signora delle camelie" al Teatro Alfieri il 22 marzo 2026

Domenica 22 marzo 2026 La signora delle camelie

liberamente tratto dal romanzo di Alexandre Dumas figlio

drammaturgia e regia Giovanni Ortoleva

drammaturgo Federico Bellini

scene Federico Biancalani

costumi Daniela De Blasio

con Gabriele Benedetti, Anna Manella, Alberto Marcello, Nika Perrone e Vito Vicino

produzione Fondazione Luzzati, Teatro della Tosse, Elsinor, Centro di Produzione Teatrale, TPE, Teatro Piemonte Europa, Arca Azzurra Associazione Culturale 

Spettacolo selezionato da Next – Laboratorio delle Idee per la produzione e programmazione dello spettacolo lombardo.

Spettacolo audiodescritto

Nel corso dei secoli l’amore impossibile tra Marguerite Gautier e Armand Duval si è ripetuto, diventando, forse, il più grande mito romantico moderno. Malgrado le intenzioni reazionarie e moralizzanti del suo autore, il romanzo di Dumas figlio ha mantenuto intatta tutta la sua brutalità, basandosi su una storia vera.

Una storia che continua a toccarci, più di quanto vorremmo, ponendo al centro il voyeurismo e la perversione di una società che sfoga le sue tensioni sul corpo della donna.

Genere: Teatro Prosa

Autore: ORTOLEVA-BELLINI

Compagnia: F.LUZZATI T.TOSSE,TPE,ELSINOR,

Organizzatore: FONDAZIONE LIVE PIEMONTE DAL VI 

fonte: https://bigliettoveloce.it 

Teatro Augusteo e NMAO presentano “Celebrando Sophia Loren” con il tenore Pasquale Esposito e un’orchestra condotta dal M° Carlo Ponti

Napoli: Teatro Augusteo e NMAO presentano “Celebrando Sophia Loren” con il tenore PASQUALE ESPOSITO e un’orchestra condotta dal M.° CARLO PONTI. 

Sabato 21 febbraio 2026 ore 21
CELEBRANDO SOPHIA LOREN
E con tanti ospiti speciali. 
 

Biglietti al botteghino Augusteo, presso le rivendite autorizzate e online su Ticketone e Bigliettoveloce
 

Cinema - Audrey Hepburn, arriva “Dinner With Audrey”: il film che racconta la nascita di un mito

La pellicola, intitolata “Dinner With Audrey”, è diretta dal regista Abe Sylvia, noto per la sensibilità con cui racconta figure iconiche e complesse.

A interpretare Audrey Hepburn sarà la talentuosa attrice neozelandese Thomasin McKenzie, mentre Ansel Elgort darà volto e presenza scenica al giovane e geniale Givenchy. Il film si concentra sul momento esatto in cui tutto ha avuto inizio: il 1953, quando una Audrey poco più che ventenne, fresca del successo di Vacanze Romane, si presenta nella maison di Hubert de Givenchy con un desiderio chiarissimo. Vuole che sia proprio lui a disegnare il suo guardaroba per il film “Sabrina”.

È un incontro destinato a cambiare il cinema, la moda e il concetto stesso di eleganza. Da quel momento nasce una collaborazione intensa, raffinata, quasi alchemica: lo stilista, anni dopo, descriverà il loro rapporto come “una sorta di matrimonio”. Un legame fatto di stima profonda, intuizioni condivise e un’eleganza diventata leggenda.

Eleganza eterna, emozioni moderne

Mentre un’icona della musica racconta senza filtri le sue vicissitudini sentimentali tra match internazionali e chat un po’ troppo intense, Dinner With Audrey ci ricorda che i rapporti più profondi – creativi o affettivi – spesso nascono da un incontro inatteso, da una richiesta audace, da un’intesa immediata.

Che si tratti di un colpo di fulmine su un’app di incontri o dell’inizio di un sodalizio artistico che farà la storia, la verità è sempre la stessa: certe connessioni, quando arrivano, lasciano un segno indelebile.

E forse è proprio questo che, oggi come allora, tutti cerchiamo.

fonte: www.spyit.it