venerdì 10 febbraio 2023

Il Leone d'oro "Tutta la bellezza e il dolore" arriva al cinema La Compagnia di Firenze

In programma dal 12 febbraio il documentario intimo ed emozionante della regista premio Oscar 

Le hanno detto che la sua fotografia non era arte, le hanno detto di stare zitta, le hanno detto che per quelli come lei, nel mondo, non c’era posto. Nan Goldin si è fatta strada nella vita con le unghie e con i denti, fino ad affermarsi come una delle più influenti fotografe contemporanee e come attivista di fama internazionale.

Laura Poitras, regista vincitrice dell’Oscar come Miglior Documentario con Citizenfour (2015), in Tutta la bellezza e il dolore racconta - dal 12 febbraio al cinema La Compagnia di Firenze in lingua originale - l’epopea umana e artistica di Goldin a partire dalla sua battaglia contro la famiglia Sackler, tra le maggiori responsabili della crisi degli oppioidi che negli ultimi venticinque anni ha causato negli Stati Uniti un incremento costante di morti per overdose da farmaco. 

 

Il doc ha vinto il Leone d’oro come Miglior Film a Venezia 79 ed è candidato come Miglior Documentario ai prossimi Premi Oscar.
 

All’inizio sono stata attratta dalla storia terrificante di una famiglia miliardaria che ha consapevolmente creato un’epidemia e ha successivamente versato denaro ai musei, ottenendo in cambio detrazioni fiscali e la possibilità di dare il proprio nome a qualche galleria. Ma mentre parlavamo, ho capito che questa era solo una parte della storia che volevo raccontare, e che il nucleo del film è costituito dall’arte, dalla fotografia di Nan e dall’eredità dei suoi amici e della sorella Barbara. Un’eredità di persone in fuga dall’America.

In Tutta la bellezza e il dolore (All the Beauty and the Bloodshed) grazie all’utilizzo di diapositive, fotografie, dialoghi intimi e filmati finora inediti, le azioni del gruppo P.A.I.N., fondato da Goldin per denunciare i Sackler e togliere lo stigma sulla dipendenza, si intrecciano con le sue vicende biografiche passate.

Un percorso di vita tumultuoso e appassionante – dal difficile rapporto coi genitori al trauma per il suicidio della sorella Barbara, dalla fuga di casa alle difficoltà economiche, fino alla progressiva affermazione – che attraversa i decenni e i temi mescolando vicende personali e spaccato sociale. E che ha donato a Nan Goldin uno sguardo unico sulla realtà e la capacità di intravedere e sublimare con la sua arte ciò che la sua compianta sorella aveva sempre davanti agli occhi: tutta la bellezza del mondo, tutto il suo dolore.

VAI ALLA SCHEDA COMPLETA DEL FILM

IL PROGRAMMA AL CINEMA LA COMPAGNIA DI FIRENZE
DOMENICA 12 FEBBRAIO, ORE 15.00, 19.00 E 21.00
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO, ORE 16.00, 18.30 E 21.00
MARTEDÌ 14 FEBBRAIO, ORE 15.00 E 17.15

LINGUA: v.o. sott. ita
INGRESSO: 6€ intero, 5€ ridotto, 3€ con tessera Firenze al Cinema (solo spettacoli segnalati nella newsletter di Firenze al Cinema)

fonte: www.mymovies.it

Libri: Sull'isola di Federico Baccomo

Marta sta per salire su un aereo. La meta è una piccola isola greca semidisabitata e battuta da una pioggia incessante, un posto incontaminato in cui è chiamata a realizzare un ambizioso progetto professionale destinato a cambiare le sorti del luogo e della sua carriera.

Ma questo viaggio, per Marta, è qualcosa di più di una trasferta di lavoro. Da quando si è spezzato qualcosa nel rapporto con il marito – precipitato in una depressione da cui sembra incapace di uscire – Marta si sente svuotata, priva di risorse. Le farà bene starsene lontana per un po’. A farle compagnia solo un vecchio romanzo ingiallito preso all’ultimo istante in aeroporto.

Lei e Diana, la protagonista, hanno molto in comune: sono entrambe in fuga, ed entrambe alla ricerca di qualcosa che le riporti in vita dopo un periodo di stallo. Ma la sovrapposizione non si ferma qui: le corrispondenze, all’inizio curiose, si moltiplicano in modo inquietante… Come inquietante, e affascinante al tempo stesso, è la presenza di un misterioso uomo che dell’isola sembra conoscere ogni segreto. Ben presto, quella che doveva essere una semplice parentesi – di lavoro, di riflessione – diventa per lei l’occasione di un’implacabile resa dei conti: con il marito, con il suo capo, con se stessa. Fino all’estremo delle sue possibilità.

In questo romanzo sorprendentemente generoso, Baccomo fa confluire i suoi molteplici talenti: una scrittura spigliata dai dialoghi perfetti, la finezza psicologica, l’arguzia, l’attitudine introspettiva coniugata alla capacità di concepire un intreccio in cui si alza sempre la posta per lasciare il lettore senza fiato.

Federico Baccomo è nato a Milano nel 1978. È autore di diversi romanzi, tra cui Studio illegale (Marsilio, 2009), Woody (Giunti, 2015) e Che cosa c’è da ridere (Mondadori, 2021). Oltre ai romanzi, scrive per il cinema, il teatro e la televisione

fonte: www.mondadori.it

Cultura > Scala: nasce la piattaforma streaming del teatro milanese. Primo spettacolo in diretta I vespri siciliani a San Valentino

La Scala diventa anche un 'Netflix' dell'opera e non solo, ovvero una piattaforma streaming dove si potranno vedere gli spettacoli del teatro milanese.

Già ora è possibile iscriversi a LaScala.tv, mentre i primi contenuti saranno caricati dal 9 febbraio.

Il primo spettacolo in diretta sarà invece I vespri siciliani, che debutterà a San Valentino, in un nuovo allestimento con la regia di Hugo de Ana, la direzione di Fabio Luisi e il soprano Marina Rebeka come protagonista. Il 9 febbraio inizierà anche la vendita dei biglietti per la visione sul sito dei Vespri e di altri titoli on demand.

Chi è già iscritto alla newsletter del Teatro potrà utilizzare le stesse credenziali per accedere alla piattaforma. 

Si tratta di un modo per permettere a chi già frequenta il teatro di avere dei contenuti in più, rivedere alcuni spettacoli o recuperarne altri che non avevano ancora visto ma soprattutto un modo per ampliare il pubblico, non solo all'estero ma anche ad esempio per i ragazzi delle scuole per cui è in programma un progetto speciale con prove e spettacoli visibili in streaming, realizzato in collaborazione con Fondazione Cariplo. 

Le dirette streaming di opere, balletti e concerti vengono effettuate con nove telecamere che sono state installate in teatro durante la pandemia. Negli intervalli gli spettatori, accomagnati dall'autore e regista Mario Acampa, potranno vedere il dietro le quinte a conoscere i protagonisti e i segreti dell'allestimento. Già ora c'è un catalogo di titoli che sono stati registrati nelle ultime stagione (inclusi gli spettacoli per i più piccoli e per le scuole) e una serie di contenuti speciali. 

Intesa Sanpaolo, sponsor principale della stagione della Scala, diventa anche sponsor principale della piattaforma LaScala.tv che rientra in un progetto di modernizzazione generale del teatro iniziato da anni. (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

giovedì 9 febbraio 2023

Libri: "Appuntamento a Positano" di Goliarda Sapienza

Un libro capace di raccontare la fugacità dell'incanto come se l'incanto non dovesse mai finire.

«Una sfumata esplorazione della gioia, della colpa e della volubilità degli affetti umani»The New York Times Book Review

"Appuntamento a Positano" di Goliarda Sapienza
A. Pellegrino (Curatore)

Negli anni Cinquanta il lavoro cinematografico porta Goliarda Sapienza a Positano, rivelandole un angolo di mondo quasi intatto, popolato da un'umanità con una dolcezza sconosciuta. E lí, tra l'oro e l'azzurro del mare, in un'atmosfera fuori dal tempo, una figura di donna si muove a passo di danza sulle scalinate del paese. La gente del posto la chiama principessa, ha una bellezza antica, gli occhi che cambiano colore. 

Quello tra Erica e Goliarda è un incontro felice, immerso in una pace che si avvicina all'ebbrezza: l'inizio di un rapporto che nel corso degli anni si fa sempre piú intenso, tra i fantasmi del passato e le ombre imminenti. Un libro capace di raccontare la fugacità dell'incanto come se l'incanto non dovesse mai finire. Postfazione e cura di Angelo Pellegrino.

Goliarda Sapienza nacque a Catania da famiglia socialista rivoluzionaria. A partire dai sedici anni visse a Roma, dove studiò all'Accademia di Arte Drammatica. Negli anni Cinquanta e Sessanta recitò come attrice di teatro e di cinema lavorando, tra gli altri, con Luchino Visconti (in Senso), Alessandro Blasetti e Citto Maselli. Al suo primo romanzo, Lettera aperta (1967), seguirono Il filo di mezzogiorno (1969), L'Università di Rebibbia (1983), Le certezze del dubbio (1987) e, postumi, L'arte della gioia (Stampa Alternativa 1998 e Einaudi 2008 e 2009), Il destino coatto (2002), Io, Jean Gabin (2010), Il vizio di parlare a me stessa (2011), La mia parte di gioia (2013), la raccolta poetica Ancestrale (2013), Elogio del bar (2014), Tre pièces (2014) e il romanzo Appuntamento a Positano (2015).

fonte: www.ibs.it

Eventi: Nexo Digital "La grande arte al cinema 2023"

Il fenomeno della Grande Arte al Cinema che ha conquistato centinaia di migliaia di spettatori in tutta Italia torna da marzo nelle sale cinematografiche con un inedito cartellone di appuntamenti >> Elenco cinema 

L’OMBRA DI GOYA PRESENTATO ALL’ULTIMO FESTIVAL DI CANNES
LE CELEBRAZIONI DI PERUGINO A 500 ANNI DALLA MORTE
L’ETERNA SFIDA PER LA PERFEZIONE TRA BORROMINI E BERNINI 

6, 7, 8 marzo
L’OMBRA DI GOYA

3, 4, 5 aprile
PERUGINO. RINASCIMENTO IMMORTALE

8, 9, 10 maggio
BORROMINI E BERNINI. SFIDA ALLA PERFEZIONE

La Grande Arte al Cinema di Nexo Digital tornerà nelle sale italiane a marzo con tre nuovi titoli che spazieranno dal Rinascimento elegante, equilibrato e ponderato di Perugino agli anni turbolenti del Barocco con l’eterna sfida alla ricerca della perfezione tra Borromini e Bernini, sino ad arrivare all’arte drammatica, oscura, ironica e dissacrante del genio assoluto di Goya.

Il primo appuntamento sarà il 6, 7, 8 marzo con il docu-film dedicato a uno dei più importanti artisti spagnoli di tutti i tempi, L’OMBRA DI GOYA, presentato al 75esimo Festival di Cannes, diretto da José Luis López-Linares e scritto da Jean-Claude Carrière e Cristina Otero Roth. Il regista di “Bosch. Il giardino dei sogni”, ha scelto un team di dodici specialisti di tutte le discipline per cercare di decifrare la ricca e sinuosa opera del pittore spagnolo in questo suo nuovo affascinante documentario corale. In testa al composito corteo di esperti e appassionati c’è Jean-Claude Carrière, storico amico e collaboratore di Luis Buñuel, sceneggiatore, scrittore, attore e regista, che López-Linares ha avuto la fortuna di filmare un anno prima della sua prematura scomparsa, ripercorrendo con lui le orme di Goya (1746-1828). Nel corso della narrazione ognuno degli intervistati fa luce a modo suo su un artista dall’incredibile ricchezza espressiva (un otorinolaringoiatra si cimenta, per esempio, nel rintracciare nei quadri le conseguenze della sordità del pittore) avvicinando tra loro i tasselli di un viaggio che esplora la relazione tra cultura ed emozioni, cinema e pittura. Invece di prediligere il percorso cronologico, L’OMBRA DI GOYA riesce a spaziare tra opere di periodi diversi con cui Goya smaschera vizi e ipocrisie della sua epoca, tutte collegate tra loro dalla guida acuta e dalle riflessioni illuminanti di Jean-Claude Carrière, che non manca di individuare i legami artistici tra il pittore e il regista di “Un chien andalou”, accomunati dall’essere originari dell’Aragona, dalla sordità e dalla predilezione per una narrazione di tipo surrealista. L’OMBRA DI GOYA è una produzione Mondex Films, Zampa Audiovisual, López Li Films, Fado Filmes, Milonga Productions.

A 500 anni dalla morte, il 3, 4, 5 aprile arriverà nelle sale PERUGINO. RINASCIMENTO IMMORTALE, prodotto da Ballandi e diretto da Giovanni Piscaglia, regista di Van Gogh. Tra il grano e il cielo e Napoleone. Nel nome dell’arte, su soggetto dello stesso Piscaglia con Marco Pisoni e Filippo Nicosia. Il documentario racconta l’evoluzione di un artista a cavallo tra due mondi: da una parte le architetture di Piero della Francesca fondamentali per la sua formazione, dall’altra la propensione per la pittura devozionale e lo studio fiorentino presso il Verrocchio. Pietro di Cristoforo Vannucci (1450 circa-1523), detto Perugino, nasce a Città della Pieve a metà del Quattrocento. Comincia a lavorare a Perugia ma si trasferisce a Firenze, dove lavora presso la fiorente bottega di Andrea del Verrocchio. Ha Leonardo come collega e Raffaello come allievo. Da artista, Perugino vive così il paradosso di essere “meno di sé stesso”: l’identità di “allievo di Piero della Francesca” e di “maestro di Raffaello” sono più forti della sua. Il suo genio e la sua importanza sono in seguito adombrati da quelli degli artisti a lui immediatamente precedenti e successivi e il suo – pur enorme – apporto viene considerato “di transizione”. Al contrario, grazie a riprese suggestive e all’intervento di storici ed esperti, PERUGINO. RINASCIMENTO IMMORTALE mette in luce le sue peculiarità e il suo ruolo fondamentale all’interno della storia del Rinascimento. Un viaggio attraverso l’Italia alla scoperta dei grandi capolavori, dagli affreschi della Cappella Sistina alle due sale a lui interamente dedicate alla Galleria Nazionale dell’Umbria. Il tributo a un artista che è stato in grado di ispirare in maniera decisiva i pittori del suo tempo, dando vita a opere di una bellezza immortale.

L’8, 9, 10 maggio sarà il momento di BORROMINI E BERNINI. SFIDA ALLA PERFEZIONE, prodotto da Sky e Quoiat Films, diretto da Giovanni Troilo, già regista di Frida. Viva la vida, Le Ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce e Power of Rome, e su soggetto di Luca Lancise. Borromini non ha ancora vent’anni quando arriva a Roma a piedi da Milano, lasciando i genitori e il suo lavoro di umile scalpellino al Duomo per inseguire il sogno di lavorare nel cantiere più prestigioso del suo tempo, la Fabbrica di San Pietro. È il 1619, Roma è il centro dell’arte occidentale, ‘the place to be’ per ogni pittore, scultore, architetto che desideri la gloria. Qui spuntano ogni giorno nuovi cantieri di chiese, fontane, palazzi nobiliari e sedi di giovani e ambiziose congregazioni religiose di tutta Europa: a cominciare dalla nuova Basilica di San Pietro, la Chiesa ha deciso di utilizzare l’arte e l’urbanistica come potente mezzo di fascino e persuasione e come simbolo di grandezza di fronte al mondo, per rilanciare il suo messaggio dopo lo shock provocato dalla Riforma protestante di Martin Lutero. Questa è la storia di Borromini, un uomo che si priva di tutto per inseguire un sogno, che si fa tutt’uno con la sua arte, senza altra ambizione che quella di riuscire a realizzarla lottando per affermarsi. È il racconto della rivoluzione architettonica di un genio solitario che cambia per sempre l’aspetto di Roma, attraverso una sfida personale alle convenzioni e ai pregiudizi, con l’umiltà di apprendere dal passato per inventare il futuro, con il coraggio di portare avanti un’idea pagandone il prezzo fino in fondo. Ma è anche la storia della rivalità artistica più famosa di sempre, quella tra Borromini (1599-1667) e Bernini (1598-1680) e soprattutto la storia della rivalità di Borromini con sé stesso: un genio talmente legato alla sua arte da trasformarla in un demone che lo divora dall’interno, fino a spingerlo a scegliere la morte pur di toccare l’eternità.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital.

Per il 2023 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

fonte: www.nexodigital.it

Fondazione Arena di Verona: Omaggio ai 100 anni di Franco Zeffirelli con la sua Aida più amata. Il debutto domenica 12 febbraio

AIDA Busseto 2001
Il Il 12 febbraio, nella ricorrenza esatta di quello che sarebbe stato il suo 100° compleanno, in scena la prima "Aida" al Teatro Filarmonico a Verona

Il Maestro nasceva a Firenze il 12 febbraio 1923: nella ricorrenza esatta di quello che sarebbe stato il suo 100° compleanno, Fondazione Arena di Verona mette in scena la prima Aida al Teatro Filarmonico nell’allestimento più “piccolo” e allo stesso tempo geniale e sontuoso di Zeffirelli, con un cast internazionale di primo piano diretto da Massimiliano Stefanelli

L’opera più comunemente associata ai maestosi spazi dell’Arena di Verona risplende in tutta la sua più intima e viscerale teatralità sul palcoscenico del Teatro Filarmonico, per la prima volta in forma scenica e nell’allestimento che Zeffirelli amò di più, per sua stessa ammissione, fra i diversi creati in 70 anni di carriera ∙ Dal piccolo teatro di Busseto, paese natale di Verdi dove nacque nel 2001 per commemorarne il centenario della morte, l’Egitto per antonomasia di Zeffirelli rivive con un cast internazionale di giovani talenti: Conesa, Magrì, Kemoklidze, Di Matteo, Park con l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena diretti dal M° Stefanelli, che ne seguì la prima assoluta ∙  L’anteprima riservata a giovani e scuole apre il 10 febbraio le iniziative di VIVA VERDI promosse dal MiC in tutta Italia per l’acquisto e la tutela di Villa Verdi a Sant’Agata. 

Creata per il Cairo nel 1871 su richiesta del Khedivè e subito rilanciata dall’Italia nel mondo, Aida è opera fra le più mature e profonde di Giuseppe Verdi (1813-1901): il soggetto originale, ideato dall’egittologo Auguste Mariette, lo conquistò subito e lo ispirò a creare mondi sonori inediti da intrecciare ad una storia avvincente e universale, inventando un Antico Egitto faraonico “più vero del vero”. Protagonista è Aida, schiava, innamorata e ricambiata del generale nemico: l’opera è un anelito alla pace e un inno all’amore oltre l’etnia e la politica.

Sin dal 1913 è il titolo-simbolo dell’Arena di Verona, che per l’inaugurazione del suo 100° Festival ne ha commissionato una nuova lettura. Complici le 739 volte in Anfiteatro (con le due serate dirette da Riccardo Muti), Aida non è mai stata messa in scena da Fondazione Arena al Filarmonico, eccettuata una serie di concerti. Dal 12 febbraio quindi l’occasione è imperdibile per riscoprire o conoscere per la prima volta questo capolavoro del teatro musicale in una forma visivamente sontuosa ma con una regia chiara e ideale, a tratti geniale per le soluzioni che l’ambizioso Zeffirelli trovò per il ridotto palcoscenico di Busseto. 

Il Maestro fiorentino, raffrontandola ai suoi altri lavori, la chiamò Aidina, figlia “minore” solo per dimensioni dell’apparato scenografico e in realtà dettagliatissima, da subito riuscita e amata, ripresa in teatri di ogni latitudine e ora finalmente anche a Verona, luogo d’approdo degli spettacoli più grandiosi di Zeffirelli (in Arena, ma anche dei suoi memorabili Pagliacci al Filarmonico), che in questa produzione rivela tutti i talenti e le ragioni di una carriera lunga e feconda, omaggiata da Fondazione Arena proprio nel giorno esatto del 100° compleanno. 

Sul podio sale Massimiliano Stefanelli, il primo direttore d’orchestra a battezzare questa stessa produzione a Busseto nel 2001, dopo un lungo lavoro coi giovani interpreti e col Maestro. Anche il cast in scena a Verona è giovane e composto da artisti da diverse parti del mondo già internazionalmente affermati, su cui Fondazione Arena ha scommesso in questi anni o punta oggi per il loro debutto: protagonista è il soprano statunitense Monica Conesa, affiancata dai tenori Stefano La Colla (12/2) e Ivan Magrì (15, 17 e 19/2) nei panni di Radamès; fra loro c’è la principessa Amneris del mezzosoprano georgiano Ketevan Kemoklidze e il gran sacerdote Ramfis del basso Antonio Di Matteo; ai capi delle opposte fazioni stanno l’Amonasro del baritono coreano Youngjun Park e il Re egizio del basso veronese Romano Dal Zovo; completano il cast il tenore Riccardo Rados (messaggero) e il soprano Francesca Maionchi (sacerdotessa). 

Le scene di Zeffirelli, ricostruite dallo storico scenografo collaboratore Carlo Centolavigna, valorizzano i costumi di Anna Anni sono stati fedelmente ripresi da Lorena Marin. Le coreografie originarie di Luc Bouy, riprese da Gaetano Petrosino, rivivono grazie ad Eleana Andreoudi, prima ballerina dell’Opera Nazionale Greca e già stella dell’Anfiteatro. Il Coro, preparato da Ulisse Trabacchin, l’Orchestra e i Tecnici di Fondazione Arena sono pronti a porgere al pubblico del Filarmonico di tutte le età, veronese e non, l’opera immortale di Verdi, titolo diventato specialità areniana lungo 100 edizioni di Festival popolare e universale.  

«Questa Aida vuole essere un doppio regalo della Fondazione al suo pubblico – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico di Fondazione Arena - perché la produzione è una grande festa per i cento anni di Franco Zeffirelli, amico dell’Arena e di Verona, massimo interprete, artista e narratore del grande romanzo popolare che è l’Opera. E ovviamente è una festa per il genio creatore di Verdi, con il titolo che è così legato all’Anfiteatro da rischiare di essere dato per scontato, o addirittura di intimorire il grande pubblico, come succede con tutti i veri classici. Accostiamoci a questo capolavoro nella cornice inedita del Filarmonico e ne rimarremo sorpresi, incantati, ammirati, commossi».

Aida debutta domenica 12 febbraio (alle 15.30) e replica mercoledì 15 febbraio (alle 19), venerdì 17 febbraio (alle 20) e domenica 19 febbraio (alle 15.30). Si ricorda che per l’accesso agli spettacoli non è più obbligatoria la presentazione di certificazione verde né l’uso di mascherina.

I biglietti sono disponibili a questo link.

Parallele alla Stagione Lirica 2023 sono le iniziative di Arena Young, rivolte a studenti e personale di scuole, università, accademie. Fra queste c’è la richiestissima Anteprima, lo spettacolo riservato a studenti e giovani venerdì 10 febbraio alle 16, data già prossima al sold-out ed eccezionalmente aperta a tutti i giovani under 35 al simbolico prezzo di 5 euro a biglietto. Il ricavato dell’Anteprima sarà interamente devoluto all’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che ha lanciato un appello a tutti i teatri italiani per l’acquisto e la salvaguardia di Villa Verdi a Sant’Agata di Villanova sull’Arda, casa della vita del Maestro.

Dopo la prima, prosegue inoltre la rassegna Ritorno a teatro, un percorso di avvicinamento all’opera e alla musica sinfonica proposto dalla Fondazione Arena di Verona: il mondo della Scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali in cartellone per la Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico, con tariffe speciali e con l’opportunità di partecipare ad un Preludio un’ora prima dello spettacolo, un momento di approccio alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, che avrà luogo nella prestigiosa Sala Maffeiana a cura di Fondazione Arena. 

Per l’opera Aida è ancora possibile partecipare al Preludio mercoledì 15 alle ore 18.00 e venerdì 17 febbraio alle ore 19.00. Informazioni e prenotazioni: Ufficio Formazione scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933.

Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare BCC di Verona e Vicenza, per il sostegno alle attività della Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico in qualità di main sponsor.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45 Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo Tel 045 8002880

Punti vendita TicketOne.it

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151   www.arena.it 

INFORMAZIONI

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona – Via Roma 7/D, 37121 Verona

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939 

ufficio.stampa@arenadiverona.itwww.arena.it 

fonte: www.arena.it