mercoledì 21 maggio 2014

Lgbt: Orientamento sessuale: 10 "scoperte" che annientano i preconcetti

Si nasce o si diventa etero, omo o bisessuali? L'orientamento sessuale non è una condizione immutabile come dimostrano le ricerche compiute in questi anni. Ecco 10 punti fermi per capirle meglio. E cancellare tante idee sbagliate

Si nasce, si diventa o si sceglie di essere etero, omo o bisessuali? La maggior parte degli studiosi ha più volte messo in evidenza la molteplicità degli aspetti che concorrono, fin dalla nascita, nel determinare il sesso dal quale siamo attratti.

E forse rimane sempre qualcosa di inspiegabile e di misterioso riguardo la direzione del nostro desiderio, delle nostre fantasie, della nostra sessualità.
L'orientamento sessuale deriva infatti da una delicata combinazione di fattori genetici e ambientali. Ed è ben più complesso, variabile e “colorato” di quanto si pensi.

Era il 1948 quando il biologo sessuologo Alfred Kinsey, sulla base dei risultati di una vasta inchiesta statistica sul comportamento sessuale della popolazione statunitense, dichiarò che l’orientamento sessuale non è una condizione immutabile, piuttosto una collocazione spesso dinamica, lungo un continuum di possibilità. Successive ricerche hanno poi permesso di approfondire questi aspetti e di mettere in luce una fluidità ancora più ampia. Vediamo alcuni risultati interessanti.

1. L’orientamento sessuale è il risultato dell'interazione di fattori biologici, genetici, ambientali e culturali. Non è biologicamente preordinato in modo rigido verso un dato sesso, ma solo indirizzato con una preferenza, in modo più o meno rilevante, nella maggioranza dei casi, in senso eterosessuale. Rimane un certo grado di fluidità potenziale, che permette lo svilupparsi delle differenze, in base a processi di apprendimento ed eventi di vita.

2. Non siamo sessualmente orientati in modo stabile e unico ma possono determinarsi dei cambiamenti. Ci sono persone che vivono anni da eterosessuali e poi sperimentano, in alcuni periodi, cambiamenti nell’attrazione sessuale, nelle fantasie e nel desiderio. Questa instabilità riguarda gli eterosessuali così come gli omosessuali.

3. Ci sono motivi per pensare che in assenza di pressioni sociali, condizionamenti culturali ed educativi di una società che sostiene e favorisce la direzione etero, probabilmente una proporzione di popolazione molto più vasta esprimerebbe un orientamento sessuale diverso. È un dato appurato inoltre che le persone che hanno rapporti di natura sessuale, in modo occasionale o continuativo, con una persona dello stesso sesso, sono molte di più delle persone che si definiscono omosessuali.

4.
Omosessuali ed etero non sono categorie distinte, nemmeno dal punto di vista genetico. Nonostante l’accanimento di qualche "ricercatore", nessun gene dell'omosessualità è stato fino a oggi isolato. Inoltre le etichette etero, omo e bisessuale sono ormai considerate inadeguate per esprimere l’ampia gamma di possibilità degli orientamenti sessuali. Non tutti siamo esclusivamente attratti da un genere o in misura uguale da entrambi. Sono solo schemi grossolani che inquadrano e riducono una realtà ben più complessa.

5.
Le donne mostrano una maggiore flessibilità nel proprio orientamento. Diversi studi evidenziano una maggiore probabilità che le donne siano bisessuali piuttosto che esclusivamente omosessuali, mentre negli uomini si verifica il contrario. Le donne non eterosessuali tendono di più a considerare il proprio orientamento sessuale come flessibile, in alcuni casi “scelto”, mentre gli uomini più spesso lo vivono come innato e immutabile.

6. Alternative di orientamento sessuale riguardano statisticamente più i maschi per poi rimanere abbastanza stabili nel tempo, rispetto a quello che avviene nelle femmine. Percorsi geneticamente innati sembrano esserne le cause, insieme ad elementi legati alla più elevata rigidità dei ruoli di genere culturalmente imposti agli uomini nella nostra cultura.

7. L’ipotesi – smentita dagli studi - che l’orientamento sessuale sia immutabile e che si nasca orientati verso un dato sesso, sembra rendere più facile l’accettazione sociale dell’omosessualità in una società, come la nostra, ancora omofobica.

8.
Non esistono evidenze scientifiche che l’orientamento sessuale possa essere modificato volontariamente. L’American Psychological Association ha escluso che sia possibile modificarlo utilizzando forme di terapia psicologiche o religiose. Non a caso, le cosiddette terapie riparative orientate agli omosessuali falliscono clamorosamente.

9.
Non c’è alcuna prova scientifica legittima che dimostri che vivere una sessualità diversamente orientata rispetto alla maggioranza, significhi aver subito traumi infantili, deficit educativi, rapporti difficili con i genitori o con l’altro sesso. Così come non è stata trovata nessuna correlazione tra orientamento sessuale e psicopatologia. Fino agli anni 70 del secolo scorso l’omosessualità era contemplata come deviazione sessuale nel DSM, il manuale diagnostico statistico di riferimento della psichiatria. Oggi questa voce resiste solo nel pregiudizio.

10. L’orientamento sessuale è una caratteristica radicata che ha un significato profondo per gli individui: è espressione di sé. La sua limitazione psicologica, culturale o giuridica infligge gravi danni psicologici.
fonte http://d.repubblica.it/ di Brunella Gasperini, psicologa

venerdì 16 maggio 2014

Lgbt: “Dillo come vuoi ma dillo: #liberidallomofobia” il primo spot made in Siena contro le discriminazioni lgbtqi in occasione delle Giornata internazionale contro l'Omofobia

In foto il sindaco di Siena Bruno Valentini che ha aderito alla campagna #liberidallomofobia. Un’idea del Movimento Pansessuale - Arcigay Siena e della redazione di Oltre le differenze, il format radiofonico di Antenna Radio Esse

“Dillo come vuoi ma dillo: #liberidallomofobia” il primo spot made in Siena contro le discriminazioni lgbtqi

Lo spot realizzato anche nella lingua dei segni è già virale. Anche il Sindaco Valentini aderisce al selfie collettivo #liberidallomofobia. Sabato 17 maggio, tutto pronto per il flash mob con i Bandao in Piazza San Domenico e il laboratorio per bambini “Giochiamo contro gli stereotipi“ all’Orto Botanico

Uno spot contro le discriminazioni, realizzato in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia che si celebrerà sabato 17 maggio in tutto il mondo. “Dillo come vuoi ma dillo: #liberidallomofobia” è la prima campagna sociale friendly, made in Siena, nata da un’idea del Movimento Pansessuale - Arcigay Siena e della redazione di Oltre le differenze, il format radiofonico di Antenna Radio Esse.

Cinquanta secondi nei quali vengono mostrate tre situazioni dove si è costretti al silenzio. I quattro protagonisti dello spot realizzato dal regista Paolo La Cola hanno, infatti, la bocca tappata, gli occhi bendati e le mani bloccate ma poi si liberano dalle catene che impediscono loro di esprimersi e quindi metaforicamente di essere se stessi.

Nello spot, lo slogan #liberidallomofobia è ripetuto nella nostra lingua parlata e scritta da due dei quattro volti della campagna: Greta Sartarelli e Francesco Montefoschi, ma viene pronunciato anche nella lingua dei segni, grazie alla partecipazione di Luana De Caro e Alessio Convito, due ragazzi non udenti che hanno aderito con entusiasmo al progetto, mettendosi in gioco. Grazie a Luana ed Alessio che nella vita fanno gli stilisti, i protagonisti dello spot hanno potuto indossare t-shirt 5W Brand (www.5wblog.com) ispirate al tema dello spot.

Lo spot “Dillo come vuoi ma dillo: #liberidall’omofobia” sta già diventando virale con quasi 500 visualizzazioni su youtube in poche ore e sarà proiettato fino al 30 maggio negli autobus Tiemme provvisti di video. Hanno sostenuto l’iniziativa le associazioni: Presenti Differenti, Centro Culturale delle Donne Mara Meoni, Link Siena, Donne per la riscossa popolare, Archivio dell’Udi di Siena e UDS.

Nel frattempo sono tutti impazziti per la campagna selfie #liberdallomofobia. Da tutta Italia stanno arrivando centinaia di autoscatti con l’hastag #liberidallomofia per dire basta alle discriminazioni sugli omosessuali, bisessuali e transessuali.

La campagna #liberidallomofobia è stata lanciata in occasione della Terza Settimana Senese contro l'Omofobia, la Bifobia e la Transfobia organizzata dal Movimento Pansessuale Comitato Territoriale Arcigay Siena con il supporto di Oltre le Differenze e del Segretariato Italiano Studenti di Medicina -SISM che si concluderà sabato 17 maggio, con una serie di eventi: in Piazza San Domenico dalle 10 alle 19 sarà allestito un info point. Alle 17.00, invece, è previsto il concerto del gruppo di percussionisti “Bandão” e a seguire alle 18 il flash mob. Nella mattinata in concomitanza con la settimana della Biodiversità, si terrà presso l'Orto Botanico di Siena, un laboratorio didattico per bambini dal titolo “ Giochiamo contro gli stereotipi” in cui verrà presentato il nuovo gioco di carte Cuntala, a cura dell'illustratrice Ilaria Gradassi.

La Settimana contro l'Omofobia, la Bifobia e la Transfobia è promossa dal Movimento Pansessuale- Arcigay Siena con il supporto di Oltre le Differenze e del Segretariato Italiano Studenti di Medicina-SISM, con il patrocinio di: Comune di Siena, Provincia di Siena, Regione Toscana, Università degli Studi di Siena e Università per Stranieri di Siena, Osservatorio Provinciale contro le discriminazioni, Arci Siena, CGIL e con il sostegno di ANPI Siena, Tiemme Spa, Train Spa, ArciGay Pistoia - La Fenice, a supporto delle iniziative culturali di Siena 2019 Capitale Europea della Cultura-città candidata.
fonte redazione "Oltre le Differenze"

Lgbt Cinema: "Più buio di mezzanotte" il film con Micaela Ramazzotti sbarca a Cannes

Sbarca a Cannes il film Più buio di mezzanotte, pellicola drammatica dell'esordiente Sebastiano Riso che racconta la difficile infanzia di un ragazzino dall'aspetto femminile. Il giovane regista catanese ha presentato ieri la propria opera prima alla Croisette, nella sezione Semaine de la Critique, affermando: "Non vedere l'omosessualità è un delitto e in questo senso la cecità della madre di Davide diventa una metafora"

Questo film, uscito anche nelle sale italiane ieri 15 maggio con la distribuzione di Luce Cinencittà, si ispira alla storia di Davide Cordova, in arte Fuxia, un adolescente catanese che si trova costretto ad affrontare la propria identità sessuale nella Catania degli anni '80, dibattuto tra l'amore incondizionato della madre e la negazione paterna della realtà. A 14 anni, Davide scopertosi a disagio in un corpo maschile, inizia a frequentare la comunità di trans e gay della città, ritrovandosi al fianco di chi, come lui, viene emarginato. In questo nuovo mondo, lontano dal perbenismo e dalle convenzioni sociali, l'accettazione giunge come una grande conquista, fino a quando Davide non sarà posto di fronte ad una scelta che rischierà di rivoluzionare tutti i propri traguardi. Oggi, a 48 anni, Davide, uno dei fondatori dello storico locale romano Mucca Assassina, torna nella sua terra, avvolta ancora da tradizioni antiche e tabù per cui lottare.

Il cast è composto da alcuni giovani attori non conosciuti, affiancati dalla presenza di volti del cinema italiano, tra cui Micaela Ramazzotti, Vincenzo Amato e Pippo Delbono che offrono quella riconoscibilità che spesso manca ad un'opera prima, garantendone una discreta risonanza.

Tra gli interpreti, spicca Davide Capone, selezionato tra 9mila candidati per il ruolo di Fuxia. Sebastiano Riso decide di trattare uno dei temi più discussi e insieme controversi della società contemporanea, toccando il disagio e la diversità attraverso la questione dell'etica morale, nel tentativo di sfatare alcuni credo che, inevitabilmente, vengono inculacati in modo talvolta automatico, plasmando la forma mentis delle persone, in un contesto che, spesso, contribuisce ad una(in)consapevole diffusione.

AL LINK IL TRAILER UFFICIALE:
https://www.youtube.com/watch?v=yylMJSsffJU

fonte http://cinema.excite.it di Marta Gasparroni

Lgbt Radio: Lotta all'omofobia, guardando all'Europa, ad "Oltre le Differenze" oggi 16 maggio ore 21

Venerdì 16 maggio nel format radiofonico sul mondo LGBTQI si parla Indie Pride e del progetto “A far l'Europa comincia tu” in vista delle elezioni europee

E' possibile scegliere i candidati e le candidate al Parlamento Europeo in base al loro sostegno ai diritti delle persone LGBT? Si, scopriremo come nella puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 16 maggio alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).

In apertura si parla di Indie Pride – Indipendenti contro l'omofobia – l’evento italiano in cui musicisti e addetti ai lavori del mercato discografico si uniscono per dire basta all’omofobia, in supporto ai diritti LGBT; scopriremo tutte le novità dell'edizione 2014 e gli artisti che hanno aderito al progetto insieme ad Antonia Peressoni, responsabile organizzazione e direzione artistica. Alle porte però ci sono le elezioni europee, così Arcigay e Anddos sono promotori della campagna “A far l'Europa comincia tu”, una piattaforma in 10 punti elaborata da ILGA Europe attraverso la quale ai candidati e alle candidate italiani al Parlamento Europeo saranno sottoposte le questioni fondamentali per la comunità LGBT. Vincenzo Branà, referente del progetto, illustrerà il sito www.cominciatu.eu per valutare il rainbow factor dei candidati/e italiani/e.

Consueto spazio anche alle segnalazioni di letture e film a tema nello scaffale e di tutti gli appuntamenti in programma in Toscana per celebrare il 17 maggio - Giornata Internazionale di lotta a Omofobia e Transfobia. Oltre le Differenze è partner e aderisce a tutte le iniziative della settimana senese contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia #liberidallomofobia.
fonte redazione "Oltre le Differenze"

mercoledì 14 maggio 2014

Lgbt: Australia contro l'omofobia: ecco il rugby-gay, Alessandro Del Piero testimonial stop discriminazioni sessuali nello sport

Palla ovale, calcio e cricket in campo: stop discriminazioni sessuali nello sport
L'Australia dichiara guerra all'omofobia nello sport.

I dirigenti delle cinque maggiori leghe sportive nazionali della palla ovale, del calcio e del cricket si sono impegnati a liberare le rispettive discipline dalla discriminazione sessuale e a creare la necessaria struttura in tempo per l'inizio della Bingham Cup, il primo campionato mondiale di rugby gay. Un'iniziativa importante, che ha visto in campo testimonial di prim'ordine, tra cui anche Alessandro Del Piero.

L'ex capitano della Juventus e attuale stella del Sydney FC ha registrato alcuni annunci video, trasmessi dai maggiori canali Tv, insieme a molte altre star dello sport australiano, dal nazionale di calcio verde-oro Henry Kewell ai rugbisti David Pocock e Paul Gallen, passando per i cricketer Mitchell Johnson a Ryan Harris.

Un sostegno alla battaglia contro l'omofobia è arrivato anche dal ministro federale dello Sport Peter Dutton: "Sorgoglioso di vedere lo sport australiano in un ruolo di leadership di impegno alla diversità e all'inclusione". Gli fa eco il presidente della Commissione Diritti Umani, Tim Wilson: "I codici di condotta sono vitali nel rafforzare la legge e promuovere cambiamenti culturali, per combattere l'omofobia e rendere più inclusivo l'ambiente sportivo".

Anche le organizzazioni sportive internazionali hanno elogiato l'iniziativa. "Una storica pietra miliare", l'ha chiamata Patrick Burke, presidente dell'organizzazione di base in Usa, You Can Play.

"Lo sport è qualcosa che l'umanità abbraccia in tutto il mondo, quindi questa è una pietra miliare di portata storica, con tutti i maggiori sport professionisti in Australia impegnati a introdurre misure per eliminare l'omofobia e rendere gli sport accoglienti per gli atleti gay.

Siamo fiduciosi che organizzazioni sportive professioniste attorno al mondo seguiranno con attenzione il lavoro che si svolge ora in Australia", ha spiegato.
fonte http://www.tgcom24.mediaset.it/

Lgbt Style: "Valentino, ritratto a più voci dell’ultimo imperatore della moda" Il libro di Tony di Corcia

Grandeur e creatività, bellezza e lusso, successo ed eleganza: sono gli ingredienti della straordinaria storia di Valentino, forse il più grande stilista italiano del XX secolo.

Il libro di Tony di Corcia, pubblicato da Edizioni Lindau e presentato in MyOwnGallery, racconta il grande fashion designer attraverso la voce dei personaggi che hanno fatto parte del suo percorso professionale ripercorrendo tappe, eventi, icone, temi, colori, luoghi di una carriera durata mezzo secolo.

La presentazione del libro è avvenuta il 9 maggio. Non la solita presentazione ma un vero talk con la partecipazione di Marta Marzotto, Giusi Ferrè, Barbara Vitti, Dario Ballantini, Antonio Bandini Conti e altri personaggi ancora...

Tony di Corcia, giornalista professionista e curatore di mostre dedicate alla moda, nel 2010 ha esordito con il libro di successo "Gianni/Versace: lo stilista dal cuore elegante". Ha firmato anche i libri "Gianni Versace, la biografia" (con una "storica" prefazione di Giorgio Armani) e "Burberry. Storia di un'icona inglese dalla Regina Vittoria a Kate Moss".
fonte http://www.affaritaliani.it

venerdì 9 maggio 2014

Lgbt "UN ALTRO GENERE È POSSIBILE" Campagna per ottenere il cambio del nome e del sesso anagrafico senza intervento chirurgico

Campagna per ottenere il cambio del nome e del sesso anagrafico senza intervento chirurgico

Nel 1982 quando la Legge 164 venne emanata fu un’opportunità grandissima per le persone Trans.

Dopo 30 anni la Legge 164 è diventata il più grande ostacolo per le persone transessuali di emanciparsi dalla discriminazione.

Condizionare il cambiamento del nome e del sesso anagrafico all’intervento chirurgico fa sì che ogni persona Trans che non desidera o non può operarsi non può mai ottenere il cambiamento del nome.

In poche parole condanna le persone Trans non operate in un limbo giuridico da quale non potranno mai uscire.

E’ arrivato il momento di spezzare questa catena e di pretendere che in Italia sia possibile cambiare il nome anche per chi decide di NON operarsi.

L’identità sessuale è un diritto e non può essere condizionato dalla chirurgia.

Ecco perchè pensiamo sia urgente che venga approvata una nuova legge.

Nel frattempo, se questo Parlamento non legifererà noi proporremo cause in ogni Tribunale d’Italia per ottenere, così come è già avvenuto a Roma, sentenze cheautorizzano il cambiamento del sesso e del nome anche senza l’intervento chirurgico.

Ogni persona Trans d’Italia che non desidera operarsi ma desidera avere il cambiamento del nome potrà unirsi alla nostra battaglia.

Se sei una persona Trans non operata che vuole cambiare nome e sesso contattaci a: altrogenerepossibile@gmail.com
fonte http://www.mit-italia.it/

Apple parteciperà ufficialmente al LGBT Pride di San Francisco

Apple ha invitati propri dipendenti a partecipare alla marcia per il LGBT Pride di San Francisco che si terrà a giugno.

Con una comunicazione interna che non sorprende, Apple ha invitato tutti i propri dipendenti a partecipare alla marcia annuale in difesa dei diritti della comunità LGBT di San Francisco.
Per l'occasione, riporta 9to5Mac, la società sarà presente con un "campo base dedicato agli impiegati accreditati e alle loro famiglie" e fornirà vettovagliamento, intrattenimento e magliette commemorative per tutti i partecipanti.

Siamo oramai giunti quarantaquattresima parata della città, e all'evento saranno presenti anche Google, Facebook e molte altre multinazionali. In passato, per dire, partecipò perfino Mark Zuckerberg in persona.

La notizia non desta curiosità. In fondo, Cupertino sfoggia da sempre grande sensibilità verso queste tematiche, arrivando ad assumere una posizione molto netta e coraggiosa. Solo un mese fa, per esempio, Tim Cook era nuovamente tornato ad esprimere interesse sulla questione dei diritti civili con un tweet.

"La Casa Bianca, "scrisse al tempo, "dovrebbe festeggiare i 50 anni dell'anniversario dei Diritti Civili facendo passare l'ENDA" ovvero l'Employment Non-Discrimination Act, la legislazione che rende illegale la discriminazione in base all'orientamento sessuale.

E poco prima, si era impegnato per il veto sulla controversa legge proposta in Arizona che avrebbe reso legale la discriminazione in base all'orientamento sessuale. Grazie alla spinta di Apple e di altri blasoni dell'high.tec, oltreché della società civile, alla fine non se ne fece più nulla, e tutto si risolse con tante scuse.

E una posizione Apple la prese anche in seguito alla sentenza della Corte Suprema USA che dichiarava illegittimo il Defense of Marriage Act, e che quindi apriva le porte ai matrimoni Gay. "Apple supporta fortemente l’uguaglianza nuziale e la considera un problema per i diritti civili," commentava a giugno dell'anno scorso. "Plaudiamo alla Corte Suprema per la decisione presa."

E che dire dell'editoriale scritto da Cook in persona e pubblicato sul Wall Street Journal l'anno scorso?
Per come la vediamo, abbracciare l'individualità delle persone è un problema base di dignità umana e di diritti civili. Tra l'altro, è anche un modo per aumentare la creatività che guida il nostro business. Abbiamo sperimentato che quando le persone si sentono apprezzate per quel che sono, ottengono poi la serenità e la fiducia in se stessi che li porta a fare il miglior lavoro delle loro vite.

E questo spiega per quale ragione Apple -ma anche Google, Cisco, Facebook, Intel, Qualcomm e così via- tifano apertamente per i matrimoni Gay. La diversità produce ricchezza di idee, ed è con le idee che si vince la sfida col futuro, e che si esce dal guado della crisi che ha colpito l'Occidente e l'Europa.
Ogni contributo può essere determinante, e ogni voce dev'essere ascoltata. Sono le idee che ci qualificano e ci rendono degni di attenzione: tutto il resto è solo dannoso preconcetto.
fonte http://www.melablog.it Scritto da: Giacomo Martiradonna

Lgbt: Aumentano i casi di neonati con sesso incerto, intersessualità incremento del 50% nell'Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma

Sono in forte aumento i casi di bambini che nascono con il sesso non definito.
Le patologie di intersessualità hanno avuto un incremento del 50% nell'Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma.

L’Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma ha reso noto un dato relativo a una realtà di cui si parla poco, i bambini che nascono con il sesso incerto. Negli ultimi cinque anni sono addirittura aumentati i casi.

Una stima relativa ai pazienti dell’Ospedale vorrebbe i casi aumentati del 50% e sono più di 350 gli interventi chirurgici che sono stati fatti su bambini fino ai 6 anni. La maggiore consapevolezza del problema, anche nei genitori, ha aiutato ad affrontare il problema e a intervenire in maniera efficace.

Aldo Morrone, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, ha spiegato a Leggo che “si tratta di piccoli affetti da disturbi della differenziazione sessuale che presentano sin dall’età neonatale, con attribuzione incerta del sesso e difetti dello sviluppo sessuale”.

I neonati con patologie di ambiguità sessuali non hanno gli organi sessuali pienamente sviluppati al momento della nascita ed è per questa ragione che si interviene chirurgicamente per l’attribuzione del sesso.

Tuttavia il Comitato Nazionale di Bioetica ha stabilito che l’intervento chirurgico debba essere effettuato al 5 o al 6 anno di vita perché in questo modo il bambino possa in un certo senso esprimere un consenso acquisendo una consapevolezza sessuale.

Queste patologie di intersessualità vengono classificate attraverso lo studio cromosomico che spesso aiuta a comprendere il sesso del bambino, ma si attende per vedere come la produzione di ormoni si sviluppi ad alcuni anni dalla nascita e come il bambino risponda agli input educativi verso cui vengono accompagnati dai genitori.
fonte http://www.fanpage.it/aumentano-i-casi-di-neonati-con-sesso-incerto/#inAppRedirect

Lgbt: Liberi dall’omofobia: a Oltre le Differenze tutti gli eventi della settimana contro omo e transfobia senese dal 9 al 17 maggio

Venerdì 9 maggio nel format radiofonico sul mondo LGBTQI i volontari e le volontarie di Arcigay Siena “Movimento Pansessuale”

#liberidallomofobia è lo spot con cui per una settimana tutta la città di Siena celebrerà la Giornata Internazionale contro omofobia, bifobia e transfobia.

Tutti i dettagli del programma saranno approfonditi nella puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 9 maggio alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).

In apertura il presidente di Arcigay Siena “Movimento Pansessuale” Giovanni Bacaro illustrerà le numerose collaborazioni e patrocini che sostengono la settimana di iniziative contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia di cui anche Oltre le Differenze è partner. Parola poi agli altri volontar* dell’associazione: con Giacomo Micheli entreremo nel vivo di “Verba Volant Scripta Queer” la 3° edizione del Festival di letterature LGBT, invece Manuel Maffeo e Ludovica Grazioli illustreranno gli appuntamenti dedicati a transessualità e identità di genere e, infine, il dott. Riccardo Pardini introdurrà la tavola rotonda sui servizi di ascolto e supporto alla persona nella realtà territoriale.

Durante la puntata ampio spazio al dettaglio di tutti gli eventi del programma senese e agli altri appuntamenti LGBT delle province limitrofe, in chiusura spazio anche alle segnalazioni di letture e film a tema. E’ attiva una pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"

mercoledì 7 maggio 2014

Lgbt Venezia: NittyGritty Club, il night-club in chiave queer, debutterà il 9 Maggio

Venezia avrà finalmente il suo night-club e in chiave queer.
Sarà itinerante, toccherà diversi luoghi e sarà temporaneo, aprirà giusto il tempo di una notte. Un’insegna rossa e un’atmosfera inconfondibile, dj e cantanti per live set, stripper inaspettati per seducenti performance: quello che si prepara è un salto in un immaginario inedito per la città d’acqua.

E’ il NittyGritty Club: nato all’interno del laboratorio di Arti Visive dello Iuav, ridisegnerà luoghi non convenzionali, interstizi urbani quasi dimenticati, ma densi di storia e di storie.

Al centro si muoveranno i corpi in mostra di performer non professionisti, che costruiranno uno spazio desiderante sfidando gli stereotipi e forse le stesse leggi del night.

Il progetto debutterà il 9 Maggio, in uno dei luoghi storici della città, il Circolo Culturale Santa Margherita, al 3686 dell’omonimo campo. Un luogo di battaglie per i diritti civili e sociali, che per una sera si vestirà con qualcosa di assolutamente inedito per il centro storico veneziano.

Per l’occasione, suonerà uno dei dj più conosciuti della scena elettronica internazionale, William Bottin, che in questo modo ha voluto dare il suo contributo al progetto NittyGritty.

Amico e collaboratore di Lucio Dalla. Ha lavorato inoltre con Donatella Rettore e Sergio Caputo. È stato per due anni nel dipartimento musica di Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton.


Gli e le stripper animeranno gli spazi con le loro esibizioni live: persone comuni hanno aderito ad una call lanciata nei social-network, si sono messe alla prova, hanno costruito un progetto di strip molto particolare, che nasce dal proprio immaginario, dalla propria vita.

Un vero e proprio queer party, dunque, animerà la sera del 9 maggio.

Attorno ad esso si sta riattivano l’intera rete di relazioni della comunità Lgbt, che a Venezia è vivace e informale, sottotraccia eppure visibile ovunque: singoli, associazioni, persone comuni, studenti, accademici, artisti e operatori culturali, locali, bar, gallerie.

Sono in molti che stanno apportando il proprio contributo al NittyGritty Club: quello che prenderà vita sarà qualcosa di inesistente a Venezia, inatteso, per i luoghi che abiterà, per l’impronta estetica che ridisegnerà, per gli immaginari che attraverserà.

Qui a Venezia, perché non c’è città come queste che sia così tanto queer, aperta e porosa alle contaminazioni, storta, resistente, liquida, un grande spazio pedonale fitto di callette e sotoporteghi, stretti e bui, dove tutti si incontrano e si sfiorano. Uno spazio urbano dove domina la prossimità dei corpi.

Il progetto è costituito da una serie di eventi serali NittyGritty Club che verranno realizzati da Maggio a Luglio e da un ciclo di incontri di riflessione teorica, i NittyGritty Talks, che si terranno da settembre e vedranno incontrarsi teorici, ricercatori e curatori di diverse discipline.
fonte http://www.pianetagay.com/

Lgbt Libri: Intervista con la scrittrice Melania Mazzucco dopo le polemiche per "Sei come sei"

Inside art incontra Melania Mazzucco, al centro di furiose polemiche per la lettura del suo ultimo romanzo al liceo Giulio Cesare di Roma. L’ultima opera di Melania Mazzucco Sei come sei, edita da Einaudi, è finita al centro di una bufera.

I docenti del liceo romano Giulio Cesare hanno fatto leggere e commentare agli studenti un passo del libro, per sensibilizzarli al tema dell’amore omosessuale, centrale nella storia, e per questo hanno subito un esposto da parte dei genitori e minacce di denuncia per corruzione di minorenni.

Come considera il fatto avvenuto ai professori del Giulio Cesare e le accuse di oscenità e pornografia rivolte al suo romanzo da parte delle associazioni Giuristi per la vita e Pro vita onlus?
«Leggere romanzi che parlano di cose reali e di temi anche complessi della nostra vita non ha mai corrotto nessuno. Il compito di un romanzo è anche quello di far riflettere sul mondo che ci circonda. A meno che non si voglia mettere in discussione il diritto di considerare i ragazzi delle persone capaci di intendere e di volere, e di formarsi delle opinioni. Dare loro gli strumenti per capire il mondo e se stessi – anche con un libro: è proprio questo che significa svolgere correttamente il proprio mestiere di insegnanti».

”Ciò che ci rende diversi dagli altri può salvarci” scrive nel libro, in cui torna sul rapporto tra genitori e figli, in questo caso tra l’adolescente Eva e i suoi due padri omosessuali. Come è nato il romanzo? «Volevo raccontare una famiglia diversa, ma allo stesso tempo uguale; rappresentare un legame tra un padre e una figlia non legati dal sangue, ma dall’amore, riflettere sul senso della paternità, se nasce solo dalle radici e dal sangue, oppure è anche una volontà».

I nomi dei protagonisti sono paradigmatici: Eva, Giose e Christian. Voleva conferire un valore archetipico alla storia?
«Eva è la figlia dell’uomo. Ho sempre negli occhi La creazione di Eva di Michelangelo nella Sistina, un’immagine iconica. Eva nasce dalla carne di Adamo. Il tema del rapporto col padre l’ ho declinato in tante storie.Vita è stato il viaggio nella famiglia di mio padre, ricostruendo la storia della mia generazione maschile, fino a mio nonno».

Avere un padre scrittore è stato una difficoltà o uno sprone? «Non è stato un problema, perché ho perso mio padre molto presto, non ci siamo mai confrontati, non ha mai letto le mie cose. Sellerio ha pubblicato I sicari di Trastevere, l’unico suo romanzo, perché era autore di teatro, dunque siamo stati in libreria insieme: l’unico momento in cui due generazioni così lontane, separate dalla morte, si sono incontrate. Per me altrimenti papà è l’infanzia».

Cos’ è l’ispirazione?
«È una scintilla. Gli scrittori considerano il libro un essere vivente, usano metafore organiche per descriverne il concepimento. Per me è un’impollinazione, casuale, non si sa cosa la porti, può essere il vento, una cometa. Arriva, ti si pianta dentro e poi matura. Può farla emergere un libro, un personaggio che ti dice qualcosa, come m’ è capitato con Annemarie Schwarzenbach: (scrittrice, fotografa e giornalista svizzera) avevo letto poco di lei, nell’autobiografia di Klaus Mann. Era citata solo come l’amica Annemarie, ma mi sono detta ”voglio sapere chi è”. A volte può parlarti un luogo in cui percepisci familiarità, e allora ci ambienti qualcosa, oppure un personaggio immaginario nasce e si sviluppa nelle parti più segrete di te, nella memoria».

Considerando il suo amore per l’arte a ispirarla può essere anche un quadro? «Assolutamente, come accadde con La presentazione di Maria al tempio di Tintoretto, il mio maestro, conosciuto ai tempi dell’università. Entrai nella chiesa della Madonna dell’orto di Venezia per caso, di lui sapevo appena quello che si studia a scuola. Mi colpì la straordinaria sensibilità per la narrazione, mi interessava la sua riflessione sulle donne e scoprii che ebbe una figlia pittrice. Fu l’ incontro che ha preceduto tutto: da allora ho scoperto molto di lui e di me, è iniziato un viaggio che non finirà mai».

Scrivere è un esercizio di memoria personale per lei?
«Da ragazzina, per desiderio di imitazione e perché vivevo circondata da scrittori, attori, gente di teatro, fu naturale passare dal leggere le storie al raccontarle e poi a scriverle. Crescere con uno scrittore significa anche capire quanto si è fragili, nudi, senza difese. Pensavo di fare altro nella vita, ma a 25 anni sentii il dovere di essere quella che sono e ne accettai le conseguenze, iniziando a pubblicare».

Quali sono i soggetti dell’iconografia d’arte a lei più cari?
«Quelli citati nelle Metamorfosi di Ovidio, la mia Bibbia, il nostro immaginario amoroso è tutto rappresentato lì. Mi interessano tutte le combinazioni d’amore che racconta, dèi che si innamorano di mortali, trasformazioni, capricci, contaminazioni. Ci sono tutte le contraddizioni e la libertà sfrenata dell’amore. Amo Leda e il cigno, anche per il fatto intrigante che se ne rimpiangono i quadri misteriosamente perduti, come quello di Caravaggio, o vari lavori di Leonardo».

I miti della letteratura che preferisce?

«Mi sono formata coi romanzi dell’Ottocento e Novecento, ma ciò che m’ha dato un’idea del racconto sta già nell’Odissea, in particolare in un verso che mi segnò molto: “Tu canti come se ci fossi stato”. Uno scrittore deve fare “come se ci fosse stato”, così come ho scritto Limbo, pur non essendo mai stata in guerra in Afghanistan».

Ci descrive la sua bottega artistica?
«Non ho riti particolari, sono la contraddizione vivente del principio di Virginia Woolf, non ho mai sentito l’esigenza di una stanza tutta per me, scrivo pure in una camera con persone che magari sentono musica, mentre io preferirei il silenzio. Quando entro nel mio libro io sono lì, ho scritto pure in treno, con intorno gente al cellulare. Non ho orari, dipende dalla vita. Quando sono pienamente nel libro quello diventa il mio centro e non faccio altro».

Quando non scrive cosa fa?
«Ho molte passioni, sono onnivora. Ad esempio curo una rubrica di storia dell’arte, tengo seminari, viaggio, cerco altre esperienze di vita».

I suoi musei preferiti? «Mi piacciono le case degli artisti, a Parigi adoro il Museo Gustave Moreau, perché è nel suo atelier, ci sono le opere che non ha venduto e preferito tenere per sé, disegni, mobili, acquarelli e altri oggetti comprati. Anche le case degli scrittori sono belle. Non mi piacciono i musei dei Re: grandi nostri musei sono frutto di collezioni imperiali o reali, nati non da scelte di gusto personale, ma per ostentare e possedere. A Parigi c’è la collezione Jacquemart-André, il museo di un collezionista in cui ci sono molte Madonne col bambino, che era il tema preferito suo e della moglie, e si percepisce che le hanno prese perché a loro dicevano qualcosa. Così come volevo che il mio Museo del mondo, in uscita per Einaudi, dicesse qualcosa non solo della bellezza delle opere scelte ma anche del mio gusto e di un’idea del mondo».

Il San Giuseppe con Gesù bambino di Francisco Herrera il vecchio è un quadro importante nel romanzo Sei come sei, ci racconta perché?
«In una scena cruciale Giose ( il padre non biologico) ha la rivelazione del suo desiderio di paternità, proprio stando di fronte a questo quadro di un pittore spagnolo del ’600. Lo amo perché è pittore capace di grandi asprezze, senza paura di commuovere e di essere vero. Al Museo di Budapest, vedendolo, rimasi turbata, perché nel nostro immaginario Giuseppe è uomo anziano, calvo, canuto, spesso curvo e non ha mai un rapporto fisico col bambino. Giuseppe non ha generato e non deve evocare la virilità per non turbare lo spettatore. Non è così nella tradizione spagnola, in cui è giovane e bello, un padre che prende fra le braccia Gesù, anche se nel quadro il bimbo e’ biondo, a indicare che non sono dello stesso sangue. Il quadro esprime grande amore ma anche il presagio della morte di Gesù, attraverso la corona che tiene in mano. Una tela struggente, che suggerisce l’impotenza di un genitore, che non può garantire protezione assoluta ai figli».

Come cambia la vita con un Premio Strega?
«Ero molto giovane, non me lo sarei aspettato a 36 anni. È una grande responsabilità, un tempo ci si arrivava quasi sempre a fine carriera, come un’incoronazione, subito mi sono detta “lo meriterò?”. Ho studiato Storia della letteratura moderna e contemporanea, con tesi su Paolo Volponi, l’unico a vincere lo Strega due volte, sapevo bene cosa era questo premio dagli autori che studiavo: Elsa Morante, Natalia Ginzburg, e gli altri erano entrati nella storia con quel premio e sentirmi parte di questa catena è bello. Avevo già un legame coi miei lettori, ma dopo ho vissuto un terremoto, essere nelle classifiche è un grande amplificatore».

Quali sono le sue grandi scrittrici di riferimento? «Si salta sempre la generazioni delle madri, con cui generalmente si è più in conflitto, e si scelgono le nonne, quindi amo Elsa Morante, Maria Bellonci per il suo lavoro sulla storia , Anna Banti per il suo rapporto tra pittura e prosa e il tentativo di raccontare anche il contemporaneo e il Risorgimento italiano, poi Sibilla Aleramo, centrale per l’ emancipazione e per ciò che ha subito dalla società letteraria italiana, una specie di monito per noi donne».

Lei ha studiato sceneggiatura al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, ma vedendo il suo romanzo Un giorno perfetto diventare film cosa ha provato? «Bisogna sapersi separare dalle proprie opere per affidarle a chi fa cinema o teatro. La trasposizione non toglie nulla al romanzo perché quello resta, anzi bisogna dargli altre possibilità. Io non intervengo sul lavoro del regista, perché voglio che chi prende in mano una mia storia la senta propria».
FONTE http://insideart.eu/ di Chiara Crialesi

Lgbt: IL ROMA PRIDE LANCIA IL SUO NUOVO LOGO PERMANENTE

Prosegue il percorso di avvicinamento al 7 giugno, data della manifestazione del Roma Pride 2014. Il Coordinamento Roma Pride è orgoglioso di lanciare il logo permanente del Pride Romano e la sua declinazione per il ventennale della manifestazione.

Il logo è un cerchio - simbolo di unità, inclusione, comunità, forza, condivisione – formato dai sei colori dell’arcobaleno, simbolo internazionale del movimento di liberazione delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali. Un cerchio che prende ispirazione dallo schema della teoria del colore. Qui nessun colore è più importante di un altro, ma tutti si mescolano per creare infinite tonalità: tutte uniche.

All’interno del cerchio campeggia la scritta “Roma Pride” in magenta e con un font originale e unico, pensato e realizzato appositamente per il Pride di Roma, che ricorda nelle sue curve l’arco a tutto sesto, elemento tipico e classico del panorama architettonico romano e dei suoi monumenti simbolicamente più rappresentativi, come il Colosseo, gli acquedotti romani, le porte cittadine, gli archi di trionfo.

Quest'anno il Roma Pride celebra i 20 anni dal primo Pride Nazionale e della Capitale, tenutosi nel 1994.

Una manifestazione che in questi due decenni ha contribuito a cambiare profondamente la cultura e la società del nostro Paese e della nostra città, ha portato al centro dell'agenda politica questioni fondamentali di democrazia, laicità, diritti, parità, salute, libertà, è entrata nel costume ed è diventata un appuntamento importante e atteso non solo dalla comunità lgbtqi ma da tutta la città e il Paese.

Una manifestazione che per ben due volte - nel 2000 con il World Pride e nel 2011 con l'EuroPride - ha proiettato Roma sulla ribalta internazionale con eventi di portata mondiale di primissimo piano, offrendo un contributo importantissimo al rinnovamento nella sua immagine e al suo fermento culturale, economico e sociale.

Per questo motivo il logo del Roma Pride per questo 2014 sarà declinato sul 20 e in questa forma accompagnerà tutta la nostra comunicazione e tutti gli eventi e appuntamenti previsti da qui alla grande parata di sabato 7 giugno.

Il Roma Pride 2014 vuole essere un grande momento di mobilitazione e rivendicazione, identità e orgoglio. Una scossa al nostro Paese duramente colpito dalla crisi economica e politica, perché tutte e tutti noi possiamo e vogliamo essere protagonisti di una ri-scossa necessaria, che parta dalle nostre vite e dalla nostra storia, per rimettere al centro del dibattito i nostri bisogni e la nostra felicità.

Il Coordinamento Roma Pride


(ANDOSS, ARCI Cultura Lesbica Viterbo, Associazione Libellula, Associazione Lista Lesbica Italiana, Certi Diritti Roma, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Condividilove, Controviolenzadonne, Di Gay Project, Famiglie Arcobaleno, Gaycs, Gaynet, Gruppo Pesce Roma, I Mondi Diversi, La Fenice Gay, LUISS Arcobaleno, Nuova Proposta – Donne e uomini omosessuali credenti, Ostia Rainbow, Queerlab, Rete Genitori Rainbow, Roma Rainbow Choir, Teatro Valle Occupato, UAAR Roma)
fonte http://www.digayproject.org

mercoledì 23 aprile 2014

Lgbt: Omosessuali ostaggio di uno Stato libero? 25 Aprile 2014

Come ogni anno, Arcigay Friuli parteciperà alle iniziative per la celebrazione della giornata del 25 aprile, festa della Liberazione, aderendo alla manifestazione indetta nel capoluogo friulano.

Quest’anno, tuttavia, l’associazione friulana per i diritti delle persone omosessuali, bisessuali, transessuali e transgender, coglie l’occasione per proporre quella che vuole essere una riflessione collettiva, attraverso il coinvolgimento anche di società ed istituzioni. Attraverso il sito web www.arcigayfriuli.it e con l’ausilio dei canali social, infatti, Arcigay Friuli lancia una campagna di sensibilizzazione, ponendo una domanda semplice quanto spiazzante: “Omosessuali ostaggio di uno Stato libero?”.

A spiegare l’iniziativa è il presidente di Arcigay Friuli “Nuovi Passi”, Giacomo Deperu. “Nel ricordare il sacrificio di quanti diedero la vita per la libertà – chiarisce –, non possiamo dimenticare coloro che di quella libertà ancora non godono appieno. Le persone omosessuali, bisessuali e transessuali, in Italia sono ancora cittadini di serie B ai quali viene negato il riconoscimento dei diritti civili fondamentali”.

Saranno tante in tutta la regione le iniziative per la commemorazione dell’anniversario della Liberazione d’Italia.

E alle tante persone ed istituzioni che parteciperanno solennemente, Arcigay Friuli chiede “con quale coraggio nel 2014 uno Stato democratico festeggia la Libertà sapendo che nega i diritti civili alle persone LGBT? 25 aprile: liberi tutti o libero nessuno”.
“Non si può festeggiare il 25 aprile e, al contempo, essere contrari al matrimonio egualitario – continua Deperu –.
Non si può celebrare la Libertà mentre la si nega a qualcuno.
Ancora una volta vogliamo quindi ribadire l’importanza del valore della libertà, su cui è fondata la nostra democrazia e rilanciare un nuovo patto sociale che si fondi sull’inclusione e sulla tutela giuridica di tutte le diversità, comprese quelle relative all’orientamento sessuale ed all’identità di genere”.
fonte http://www.udine20.it

Videoqueer: il concorso per corti a tematica LGBT al Florence Queer Festival

Riparte il concorso collegato alla manifestazione fiorentina a tematica LGBT. 1000 euro in palio per il vincitore.

Riparte il concorso per cortometraggi VIDEOQUEER che mette in palio 1000 euro, organizzato dal Florence Queer Festival.

Il concorso, dedicato a raccontare l'universo gay, lesbico e transgender, è gratuito e aperto a tutti. C'è tempo fino al 15 luglio 2014 per inviare le opere.
I corti selezionati entreranno a far parte del programma della dodicesima edizione del Florence Queer Festival che si svolgerà a Firenze dal 21 al 27 novembre 2014.

Il corto vincitore, scelto dal pubblico in sala, si aggiudicherà un premio di 1.000 euro e sarà premiato durante la serata di chiusura del festival, il 27 novembre al cinema Odeon di Firenze.

BANDO CONCORSO VIDEOQUEER 2014:
L'iscrizione al concorso è GRATUITA.
Possono partecipare esclusivamente cortometraggi realizzati dopo il 1° gennaio 2011.

Le opere inviate, pena l'esclusione dovranno:
- avere una durata massima di 30 minuti (inclusi i titoli di coda);
- non costituire messaggi pubblicitari;
- essere in lingua italiana o essere sottotitolate in lingua inglese.
Premio 1.000 €

Per partecipare al concorso è necessario compilare il form online (www.florencequeerfestival.it/?page_id=5223) e seguire le istruzioni per l'invio del materiale.

Scadenza invio opere 15 luglio 2014. Per informazioni: www.florencequeerfestival.it.
fonte http://www.movieplayer.it/a cura di Valentina D'Amico

Lgbt: Norvegia, campagna choc contro la violenza sulle donne

In Norvegia una campagna choc contro la violenza sulle donne sta popolando a tal punto da essere utilizzata anche all’estero. Vediamo di cosa si tratta

In Norvegia, una campagna choc contro la violenza sulle donne sta spopolando a tal punto da essere utilizzata anche all’estero. Due foto quelle della campagna.

La prima, mostra una coppia durante il giorno del matrimonio. I ragazzi sono sorridenti e felici e sembrano amarsi. Hanno coronato il loro sogno e li aspetta una lunga vita insieme, tra gioie e dolori, ma sempre in coppia.

Tuttavia, questa è solo una visione parziale di ciò che li aspetta. Infatti, la campagna choc sta tutta nella seconda foto. L’immagine cambia di prospettiva e mostra i due neosposini da dietro (in foto). Qui si può notare come l’uomo trattenga per il braccio – pieno di lividi – la neo sposina. Se in apparenza è un matrimonio felice, cambiando prospettiva si nota come la violenza domestica abbia convinto la donna a una vita fatta di sottomissioni.

Questa l’idea di una campagna contro la violenza sulle donne attuata in Norvegia. L’effetto fa riflettere e fa capire come è spesso inutile soffermarsi sulla superficie delle cose.

La speranza è che faccia riflettere anche gli uomini che sono soliti alzare le mani contro i più deboli, in questo caso le donne, e a far trovare il coraggio necessario a cambiare verso nella vita di tutte quelle ragazze che ormai si sono assuefatti ai soprusi.

È questa la nuova campagna choc contro la violenza sulle donne lanciata in Norvegia, Paese nel quale circa 1,3 milioni di donne, ogni anno, subisce violenza domestica.

In pratica, una su quattro. Ma è inutile sottolineare che stiamo parlando di un problema globale. Si spera di sensibilizzare al tema e come sempre si fa in questi casi il metodo utilizzato è quello della provocazione. L’immagine stimola le emozioni più di molte parole ed è inutile sottolineare come questa campagna sia perfettamente riuscita. Le foto stanno facendo il giro del web e quindi del mondo.
fonte http://www.ultimenotizieflash.com Scritto da Francesco Crudo

giovedì 17 aprile 2014

A Milano per Expo 2015 la mappa turistica Lgbt

Il Comune meneghino ha affidato l'incarico della sua realizzazione ad Alessio Virgili, presidente Aitgl Associazione Italiana Turismo Gay and Lesbian

A Milano arriva per Expo 2015 la Mappa Turistica Lgbt ed è Alessio Virgili, ambasciatore Iglta in Italia, che è stato incaricato di stilarla. Ad affidargli l’incarico lo stesso Comune di Milano, riponendo in lui la fiducia necessaria in base alla sua esperienza, che lo ha portato a divenire ambasciatore italiano Iglta (Interational Gay and Lesbian Travel Association) e presidente Aitgl (Associazione Italiana Turismo Gay and Lesbian).

“Il mio compito è quello di incontrare le imprese del turismo, del ricettivo, e le attività commerciali dedite all’accoglienza per comprendere il loro interesse verso il mercato gay friendly” spiega Alessio Virgili. “Oltre a questa attività di monitoraggio, vi è un’attività di formazione orientata a questo segmento di mercato”.

L’attività di formazione e monitoraggio viene coadiuvata da Mus, rappresentata da Valerio Agate nel gruppo Sonders & Beach, il quale si occupa in modo specifico di soluzioni marketing per il mercato gay. In contemporanea Sonders & Beach ha appena messo online un nuovo sito per i visitatori Lgbt di Milano.

Si chiama MiTown, the other side of Milano (www.mitown.it). Una guida al turismo Lgbt dentro Milano con offerte e prodotti esperienziali e tematici: eventi sportivi, giornate benessere, tour notturni, concerti, teatro, degustazioni di cibo o vino, shopping. Oltre al settore propriamente turistico sono stati selezionati molti ristoranti con particolare attenzione al tema Food che sarà centrale in vista dell’Expo 2015.

L’attività di formazione e comunicazione di Sonders & Beach, oltre che su Milano prosegue in tutta Italia dove il tour operator affiliato al gruppo Quiiky ha appena concluso le prime due tappe (Milano e Roma) di un tour formativo incentrato sul marketing, rivolto alle agenzie di viaggi. Seguiranno nei prossimi appuntamenti, Firenze, Bologna, Catania e Palermo.
PER MAGGIORI INFO:
http://immagini.guidaviaggi.it/ETG_ROMA_2014.pdf

fonte http://m.guidaviaggi.it

Lgbt Arte: La mostra di Warhol a Napoli: anche il Vesuvio è pop, dal 18 aprile al 20 luglio

Al Pan di Napoli, dal 18 aprile al 20 luglio in mostra la pop art di Andy Warhol tra Vesuvius e Napoliroid.
E per i primi tre giorni di apertura l’ingresso è gratuito.

A via dei Mille, il Pan – Palazzo delle Arti di Napoli – racconta il legame di Andy Warhol con la città partenopea nella ricca mostra di Palazzo Roccella in programma dal 18 aprile al 20 luglio.

Dalla metà degli anni ’70, ormai già noto internazionalmente, Warhol soggiornò diverse volte in Italia; più volte ancora a Napoli. Ruolo fondamentale a riguardo fu quello di Lucio Amelio, gallerista, mecenate, animatore della vita artistica partenopea tra gli anni ’60 e i ’90. Tramite Amelio, Warhol conobbe Napoli e se ne innamorò:

“Amo Napoli perché mi ricorda New York, specialmente per i tanti travestiti e per i rifiuti per strada. Come New York è una città che cade a pezzi, e nonostante tutto la gente è felice come a New York. Quello che preferisco di più a Napoli è visitare tutte le vecchie famiglie nei loro vecchi palazzi che sembrano stare in piedi tenuti insieme da una corda, dando quasi impressione di voler cadere in mare da un momento all’altro. A Napoli c’è anche il pesce migliore, la migliore pastasciutta ed il vino migliore. Cos’altro potrei aggiungere?” (Andy Warhol sul Mattino del 1 aprile 1980).

La mostra del Pan celebra questo amore e celebra l’arte di Warhol. Si intitola Andy Warhol: Vetrine, non solo per ricordare che gli esordi dell’artista lo videro lavorare come vetrinista, ma anche per sottolineare il “credo” warholiano, tutto incentrato sull’atto del vedere, del farsi vedere, del diventare famosi, del mettersi in mostra, in vetrina appunto. Così, l’esposizione è allestita in sezioni-vetrina e presenta circa 180 opere.

Immancabili le Campbell’s soup, le “scatole-scultura”, così come le Marilyn e la serie delle Drag Queen Paintings con i travestiti di New York. Abitano le sale del Pan anche i ritratti pop dei personaggi più in vista della Napoli degli anni ’70 e ’80, come Graziella Lonardi Buontempo, Ernesto Esposito, Salvatore Pica e naturalmente Joseph Beuys, l’artista che, pur agli antipodi di Warhol per carattere e per poetica, creò col maestro pop un dialogo incredibilmente fecondo che ebbe come terreno di incontro proprio la città di Napoli.

La serie delle Napoliroid, le polaroid con le vedute partenopee, ben dimostra da un lato il fascino che il capoluogo esercitò sul newyorkese, dall’altro come l’artista riuscisse a rendere pop tutto quello che toccava. Nelle sue mani anche il vulcano campano diventa icona pop, quando l’immagine più classica dell’iconografia tradizionale locale viene replicata in colori diversi, nella sgargiante ed esplosiva serie di Vesuvius: “Per me l’eruzione è un’immagine sconvolgente, un avvenimento straordinario ed anche un grande pezzo di scultura”, dichiarò Warhol.

In mostra un’altra potentissima opera strettamente e tragicamente legata a Napoli: Fate presto, il trittico che riproduce in formato gigante la prima pagina del Mattino del 26 novembre 1980; tre giorni prima, il 23 novembre, il terremoto aveva sconvolto e distrutto l’Irpinia e con quel titolo, drammatico, doloroso, ulteriormente allarmante, il giornale napoletano sollecitava i soccorsi. Andy Warhol alza i toni, trasforma la frase in un grido.

Nel contatto con Napoli, la freddezza, l’impassibilità, la superficialità dell’arte warholiana sembrano ribollire ed esplodere come il suo Vesuvius: l’ombra della morte, l’idea di effimero, la consapevolezza della distruzione, in Warhol c’erano sempre state; eppure a Napoli una certa sensibilità sembra farsi più profonda, quasi poetica.

Il curatore dell’esposizione al Pan, Achille Bonito Oliva – che Warhol lo ha conosciuto e frequentato – ha presentato in anteprima la mostra alla stampa ed ha parlato ai nostri microfoni.

Notizia che ha reso il pubblico ancor più trepidante, durante i primi tre giorni di apertura, dal 18 al 20 aprile, Andy Warhol: Vetrine sarà visitabile gratuitamente, come indicato sul sito www.mostrawarholnapoli.it.
fonte http://www.fanpage.it di Gabriella Valente

Lgbt Radio: Il web e i social media sono omofobi? Se ne parla a Oltre le Differenze con Francesca Vecchioni

Venerdì 18 aprile alle 21 nel format radiofonico sul mondo LGBTQI di Antenna Radio Esse tornano anche le "pillole di cultura pop in salsa lesbica"

La rete internet è ricca di informazioni sul mondo lgbt ma anche di stranezze, castronerie e siti bizzarri. Di quale sia il sentiment del web su omosessualità si parlerà nella puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 18 aprile alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).

Dopo la consueta rassegna stampa delle principali notizie sul mondo lgbt, una carrellata dei siti che in modo ironico e bizzarro raccontano il mondo queer, ma anche di tutte le castronerie e le false informazioni che vengono diffuse sul web, apriranno la riflessione su quale sia l'atteggiamento della rete rispetto a omosessualità e famiglie omogenitoriali.

A rispondere al quesito sarà Francesca Vecchioni, fondatrice e presidente di Diversity, associazione che ha condotto una ricerca proprio su questo tema e secondo la quale la rete non sarebbe omofobica. Per completare i modi ironici con cui si racconta l'omosessualità, in questo caso femminile, torna la rubrica "pillole di cultura pop in salsa lesbica" a cura di Milena Cannavacciuolo, autrice del sito LezPop.

In chiusura spazio alle segnalazioni dello scaffale LGBT con libri, film e appuntamenti a tema. Per interagire con la redazione del programma: redazione.oltreledifferenze@gmail.com, oppure tramite la pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"

lunedì 7 aprile 2014

Lgbt: La Turchia muove altri passi gay-friendly

Quattro candidati alle elezioni locali del 30 marzo scorso in diversi comuni della Turchia hanno firmato un Protocollo Gay Friendly Municipale, preparato dalla SPOD (Social Policies, Gender Identity and Sexual Orientation Studies Association.

I quattro candidati, eletti, si sono impegnati a stringere in tempi celeri delle alleanze con le organizzazioni LGBT per combattere le discriminazioni.

La maggioranza dei turchi nasconde ancora il proprio orientamento sessuale.
Uno studio effettuato dall’Università di Ankara ha rivelato che la maggior parte degli uomini omosessuali crede che la religione vieti loro di vivere liberamente il proprio orientamento sessuale.
Il 44%, addirittura, vive nell’angoscia di essere punito dal cielo per la propria condizione di omosessuale.

L’omosessualità è legale in Turchia da moltissimi anni (sin da metà ’800, uno dei primi Paesi a muoversi in questa direzione), ma fino a poco tempo fa continuava a essere un tabù sociale. Ora la situazione sta cambiando: i giovani, soprattutto nelle grandi metropoli, sono sempre più “occidentalizzati” e Istanbul, che stando ai sondaggi arriverà nel 2016 a essere la città europea più visitata (superando nientemeno che Londra), non può certo farsi trovare impreparata.
fonte http://www.justnews.it/ da yuri benaglio

Lgbt Napoli: Trans ricoverata nel reparto maschile, parlano Daniela Falanga e Rosa le trans che l’hanno accudita

Ai nostri microfoni la testimonianza di Daniela e Rosa, le due trans che si stanno prendendo cura di Maria (nome di fantasia), la trans ricoverata per un ictus in un reparto maschile

Ricoverata e denudata in un reparto maschile, senza alcun riguardo per la sua dignità né per la sua identità sessuale, soltanto perché questa non corrisponde al nome che era scritto sulla sua carta di identità.

È la triste avventura di una donna transessuale, che noi abbiamo deciso di chiamare Maria, per non aggiungere al sopruso subito l’onta ulteriore di essere identificata con uno spersonalizzante “la trans”.
Nome e genitali corrispondono al sesso maschile: ma basta questo a stabilire l’identità di una persona?

Una definizione generica, forse troppo, riduttiva, addirittura offensiva: come se l’identità di una persona potesse essere ricondotta a una sola parola, una sigla, un’etichetta vuota. O, peggio, a un nome.

Perché è questo che è accaduto quando la paziente è arrivata al San Giovanni Bosco per un ictus: leggendo il nome maschile scritto sulla sua carta di identità, corrispondente di fatto ai genitali di Maria, il personale dell’ospedale l’ha ricoverata in una stanza condivisa insieme a 4 uomini.

Lì Maria è stata spogliata senza riguardo, per essere lavata e svolgere le quotidiane abluzioni. Per fortuna con lei c’erano Daniela e Rosa, due transessuali che, venute a conoscenza del fatto, sono corse in ospedale per prestarle assistenza.
Ai nostri microfoni il loro racconto.

La testimonianza di Daniela e Rosa, le trans che hanno assistito Maria:

“Abbiamo dovuto prendere una coperta per improvvisare un paravento a una persona che è stata denudata davanti a quattro uomini, e senza alcuna premura. Una cosa che mi ha fatto sentire offesa, frustrata, ferita nella mia dignità“ racconta Daniela Falanga, delegata alle politiche trans per Arcigay Napoli.
Immediatamente Daniela e Rosa hanno discusso la questione con i responsabili della struttura ospedaliera, trovando insieme a loro un compromesso: “Fortunatamente tutti i responsabili della struttura sono stati molto comprensivi, e hanno cercato di venirci incontro come potevano” spiega Daniela.

Maria non sarà spostata in un reparto femminile, dove comunque la vista del suo corpo nudo potrebbe provocare imbarazzo nelle altre pazienti, così come accade per lei nel reparto maschile, ma durante le operazioni di pulizia sarà montato un paravento che la proteggerà dagli sguardi indiscreti, tutelando la sua intimità e rispettando la sua privacy.
In Italia non esiste ancora una legge per l’accoglienza ospedaliera delle persone transessuali

Tutto questo perché, come spiega ai nostri microfoni Antonello Sannino, presidente Arcigay Napoli, non esiste ancora una legge nazionale che stabilisca le buone pratiche che il personale medico e assistenziale deve adottare nei confronti delle persone transessuali. Uomini e donne a cui è negato molto spesso qualunque riconoscimento e diritto a una vita normale, come quella di tutti gli altri.

“La violenza sia fisica che verbale, purtroppo, ancora oggi, è all’ordine del giorno” spiega Daniela. “Io sono stata fortunata, perché nel mio percorso per diventare donna ho avuto vicino mia madre, che a un certo punto mi ha capita e ha cercato di aiutarmi”.
La stessa fortuna non è toccata invece a Rosa, che è stata cacciata di casa dai suoi genitori all’età di 16 anni, così come è successo anche a Maria, che anche oggi, nel letto di un ospedale, si trova costretta a pagare un prezzo ingiusto per la sua “diversità”.

Un paravento per proteggerla da sguardi indiscreti: questo l’unico compromesso possibile

“Per ora Maria rimarrà nella stanza in cui si trova ora, anche perché gli altri pazienti ricoverati si sono dimostrati molto disponibili e comprensivi nei suoi confronti” spiega Daniela.
“Ma” prosegue, “trovo incredibile e assurdo che in un luogo in cui bisognerebbe aiutare le persone, come un ospedale, accadano ancora queste cose, e che non ci sia uno spazio in cui accogliere i pazienti transessuali rispettando la loro privacy e le loro esigenze”.

“È una battaglia che tutti noi dobbiamo combattere, insieme, per ottenere dei risultati, come sta avvenendo in altri paesi del mondo, dove effettivamente esistono o sono in fase di elaborazione delle leggi specifiche che garantiscono il rispetto dei diritti delle persone transessuali” conclude Sannino.
Purtroppo, a oggi, la strada per l’integrazione sembra essere ancora lunga e irta di ostacoli. Come dimostra l’ “incidente” di cui Maria è diventata, suo malgrado, vittima e protagonista.
fonte http://www.roadtvitalia.it di Giuliana Gugliotti

Lgbt: Il francobollo commemorativo per Harvey Milk sarà emesso a maggio negli USA

Il Servizio Postale statunitense ha deciso di celebrare la figura di Harvey Milk dedicandogli un francobollo.

È stato reso noto il disegno del francobollo commemorativo dedicato ad Harvey Milk che il Servizio Postale statunitense emetterà il prossimo mese di maggio.

Come sapete Harvey Milk è stato il primo politico apertamente gay eletto a un incarico pubblico di rilievo negli Stati Uniti d’America ed è noto per la sua lotta a favore dei diritti civili delle persone LGBT, impegno che l’ha portato a essere ucciso nel 1978.

La sua storia è stata portata al cinema dal film Milk di Gus Van Sant con Sean Penn, film che ha vinto due Oscar nel 2009 (Miglior attore protagonista a Sean Penn e Migliore sceneggiatura originale a Dustin Lance Black).

A ottobre scorso il Servizio Postale statunitense aveva comunicato che Harvey Milk sarebbe stata una delle figure omaggiate dall’emissione di francobolli “permanenti” (si tratta di un tipo di francobolli dedicate a figure di spicco e hanno la caratteristica di essere sempre validi, anche se dovessero cambiare le tariffe postali).

Se, dunque, si sapeva dell’emissione filatelica, ancora non era noto né il disegno né la data di emissione. Per quel che riguarda l’immagine, il francobollo riproduce una fotografia in bianco e nero di Harvey Milk sotto il suo nome, scritto in bianco, e con accanto i sei colori della bandiera rainbow in verticale, sul lato superiore sinistro.

Per quel che riguarda la data di emissione, il francobollo sarà messo in vendita a partire dal prossimo 22 maggio, l’Harvey Milk Day. Non si sa dove ci sarà la prima emissione: probabilmente sarà San Francisco in cui Harvey Milk svolse il suo servizio o forse nella capitale federale Washington DC.
fonte http://www.queerblog.it/Scritto da: Roberto Russo Via | Linns
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Lgbt: #RightsAddict - Iniziativa etero per i diritti gay - Campagna per la sensibilizzazione dei veterosessuali Online il 4° episodio

Torna la graffiante ironia della serie #RightsAddict, con il quarto atteso capitolo, da oggi online.

Il quarto video sarà accompagnato nell'arco della settimana, da una serie di vignette dal titolo "#RightsAddict, un supereroe in difesa dei diritti". Il primo è Batman.


Negli ormai due mesi di campagna, i riscontri sono stati positivi, anche tra gli eterosessuali. Ma i veterosessuali più accaniti, hanno ribattuto alla campagna usando le stesse frasi che i video cercano di smontare.

“È un po' come parlare con i muri. Per questo, nel quarto video”, dice Fabio Morici “ho deciso di essere tremendamente didascalico, come se stessi spiegando le istruzioni di salvataggio sull'aeroplano.”

Il video cerca di chiarire, senza giri di parole, quali sarebbero le conseguenze sugli eterosessuali, dell'allargamento dei diritti agli omosessuali: “Semplice: non ci sarebbero conseguenze”. Ecco in sintesi il contenuto del messaggio.
Ma la campagna #RightsAddict ormai non è più solo sul web.
Fabio Morici ha infatti incontrato, il 4 aprile, le classi del Liceo Socrate di Roma, dove ha fatto da testimonial per il progetto “Le Cose Cambiano”.

Il primo di una serie di incontri: “È stato molto stimolante. Ho avuto la prova che i veicoli scelti per la campagna #RightsAddict, il web, la velocità, la sintesi, l'ironia, funzionano sui più giovani.
Il che è importantissimo, perché il miglior modo di combattere i pregiudizi sociali e fare in modo che smettano di replicarsi di generazione in generazione. Metterli in quarantena, insomma.”

Per finire, è stato annunciato anche un quinto episodio della serie. Ma ancora non ci sono anticipazioni né sulla data né sui contenuti.
fonte https://www.facebook.com/fabiomoricipublic

sabato 5 aprile 2014

Lgbt: Transessuali e ospedali, la vergogna dello Stato italiano che non riconosce il sesso di elezione della persona ricoverata

La notizia ci arriva da un comunicato congiunto di Arcigay Napoli e Salerno.
E riguarda il calvario che le persone transessuali subiscono quando vengono ricoverate in ospedale. La loro dignità è calpestata senza se e senza ma. Ecco quanto accaduto in un ospedale partenopeo qualche giorno fa.


“Una donna transessuale – si legge nel comunicato- è ricoverata per un ictus da diversi giorni presso l’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, e come accade sempre in questi casi, è ricoverata in un reparto maschile. E’ lancinante lo sconcerto per il disorientamento che si legge negli occhi di questa persona, costretta, da norme che non riconoscono il suo corpo ma solo un nome su un documento non ancora “normalizzato”, a subire un sopruso di fronte al quale siamo impotenti.

Invochiamo il rispetto della dignità di questa persona, ed allo stesso tempo ci chiediamo se sia ancora possibile che si debba intervenire, ogni volta, confidando nel buon cuore e nella disponibilità del responsabile di reparto di turno.
Chiediamo che si intervenga affinchè sia regolamentato l’accesso alle strutture sanitarie pubbliche per le persone transessuali con documenti non ancora corrispondenti alla loro identità, attesa anche l’incredibile complessità delle procedure previste dalla legge vigente per la riattribuzione anagrafica. Sono procedure che prevedono tempi lunghissimi, un doppio procedimento giudiziario, e l’obbligo della sterilizzazione preventiva, con liste d’attesa oramai proibitive nei nostri ospedali.

Alcune amiche assistono la ricoverata, mettendo una coperta tra lei e gli uomini con cui condivide la stanza, mentre il personale sanitario la spoglia per le operazioni di pulizia.
Questo è rispetto? Al momento la paziente non è in grado di intendere e rispondere, nemmeno ha l’uso della parola. È sola da diversi giorni, abbandonata a se stessa in un reparto maschile Ancora solitudine e sofferenza.
Importante è averla trovata (D.L. Falanga). Manlio Converti ha segnalato un altro caso, quello di Claudia, ricoverata dopo essere stata aggredita in piena notte. Claudia è stata ricoverata in un reparto maschile, chiamata con nome maschile, trattata come se la sua persona non ci fosse.

“Quanti e quante di noi – sottolineano dall’Arcigay- trovandosi in ospedale, per emergenza o procedure legate alla transizione, si sono sentit* ferit* e pres* in giro, anche in quei reparti dove le persone transessuali ci sono ogni giorno?
Quanti uomini FtM, per affrontare l’isterectomia, si sono visti mettere in isolamento in una stanza di ginecologia e sono stati invitati a non vagare per i corridoi, essendo un reparto femminile che ospita un uomo?
Per l’organizzazione mondiale della sanità salute significa: stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia.
Lo stato ci nega i documenti. La sanità ci nega la dignità.
E’ ora di dire basta. Siamo persone, non oggetti in riparazione da tenere nascosti”.


Per dire basta a questo stato di cose Michela Angelini di Livorno ha lanciato in rete una petizione di firme per una proposta di legge da presentare al presidene del Senato Piero Grasso.

Eccone il contenuto:
Mi chiamo Michela e sono una donna nata maschio. Vivo come donna da ormai tre anni e ho una relazione stabile con un ragazzo che ha fatto il percorso inverso al mio (da donna a uomo) che è anche un ottimo genitore.

Abbiamo una vita tranquilla e felice, finché non abbiamo necessità di utilizzare i nostri dati anagrafici.In Italia, infatti, per cambiare l’indicazione di sesso e nome sui documenti viene richiesto un lungo e costoso iter medico e giuridico che può durare anche 6 anni e che troppo spesso viene concesso solo dopo l’avvenuta sterilizzazione chirurgica.
Durante questo periodo è inevitabile l’obbligo di convivere per anni con l’aspetto desiderato ma con documenti che non ci rappresentano più, con inevitabili problemi e continue violazioni della privacy.Io, come tante altre persone transessuali, non ho intenzione di subire mutilazioni genitali, perché sono in perfetta sintonia con il mio corpo attuale.
Io, come tante persone transessuali, sono stanca di perdere tempo, energie e soldi per colpa di una legge scritta 32 anni fa, che nessuno intende rinnovare.
In questi anni me ne sono capitate diverse, la più frequente è il dover spiegare perché sui documenti che mostro c’è un nome maschile quando pago con la carta di credito, quando ritiro le analisi, quando passo un check-in, quando mi intestano una fattura, ritiro un pacco o prelevo dei soldi allo sportello delle poste e, ovviamente, tutti i presenti ne vengono così a conoscenza.

Sono veterinaria, quanti clienti avrei timbrando ogni prescrizione e ogni fattura con un nome ed un codice fiscale maschili?
Quanti colloqui di lavoro sono stati bruciati dall’essere transessuale?
Qualche mese fa ho superato ben tre selezioni, con tanto di complimenti da parte dell’ultimo esaminatore.
Nessuno aveva pensato di chiedermi i documenti.
Quando sono stata obbligata a svelarmi come donna transessuale sono iniziate le scuse e il lavoro è andato a qualcun altro.
Quanto tutto questo incide sulla transfobia che porta l’Italia ad essere il primo paese in Europa per omicidi di persone transessuali?
Quanto tutto questo incide sui suicidi e sull’isolamento che quotidianamente avvengono nel nostro paese?
Per garantire dignità ed inserimento sociale alle persone transessuali e transgender e per vietare gli interventi mutilativi sui neonati nati intersessuali, chiedo alla Presidente della Camera Laura Boldrini e al Presidente del Senato Pietro Grasso che tale proposta venga celermente avviata all’iter di approvazione e convertita in legge.

Per firmare basta cliccare su questo link:
https://www.change.org/it/petizioni/per-l-approvazione-di-una-legge-che-tuteli-le-persone-transessuali
Noi di NEWS DAL MONDO LGBT abbiamo firmato!..Che tu sia etero gay o lesbica anche la tua firma è importante....
fonte http://www.unavoceperledonne.it By Viviana Pizzi

Lgbt Libri: "Appena il tempo di andar via" Il romanzo di Fabio Morici

E’ un romanzo pieno, un’opera in cui confluiscono molti elementi diversi, e così quello che in un qualsiasi altro libro creerebbe dissonanze, qui diventa armonia grazie ad uno stile leggero, fluido e al tempo stesso deciso e d’impatto.

E’ lo stile di Fabio Morìci a rendere tutto armonico e a far sì che elementi, apparentemente distanti tra loro, si sposino in modo naturale e spontaneo.

Eccellente la tecnica dell’autore nell’assemblare i pezzi, le varie sequenze, molto vicina nelle scelte e nei tagli a quella usata da un regista che si accinge a dirigere un film… di cui ha precedentemente scritto soggetto e sceneggiatura.

E così conclusa la lettura del romanzo si prova un senso di duplice soddisfazione: buona lettura e buona visione! L’intreccio dei destini di tre individui diversi e distanti tra loro, nei comportamenti, nei pensieri e nel bagaglio di esperienze, lo spuntare dal “dietro le quinte” del racconto di altre vite, appartenenti a vecchi e nuovi personaggi… ha richiamato alla mia memoria film di spessore come Babel e 21 grammi.

Nella scrittura di Fabio Morìci, in questo particolare contesto, incontriamo i tempi di un verbo che comunque vengano usati, mantengono la forza, la carica e la capacità di impatto propri del tempo presente.

In quest’opera non si incontrano solo esseri umani con personalità ben delineate, ma si intersecano le vite di questi personaggi e ciascuna di queste con la funzione di legare ancor più la trama, in alcuni passaggi, ed accentuare il mistero che aleggia…e altre volte, invece, intervengono per sciogliere nodi, offrire un diverso punto di osservazione, dando al lettore nuove visioni e nuove chiavi di lettura.

La voce narrante è quella di Seth, a lui è destinato il ruolo di colonna vertebrale della narrazione ma non sempre il ruolo di protagonista principale. Spesso, infatti, Duncan, incontrato per caso, ruba a Seth la scena, lasciandogli il ruolo di spalla degli eventi normali e paranormali che investono questo personaggio carismatico, il tutto a favore dell’azione scenica e della narrazione.

Duncan è un concentrato di carisma che seduce, potere di attrazione incredibile, inquietante ed affascinante nella stessa misura e come sostiene in un passo lo stesso Seth “potenza fisica e psichica inestimabile”, in lui sembra insediarsi la rappresentazione di un leader. E fin dalle prime pagine Seth ne resta ammaliato al punto da non riuscire a scegliere liberamente cosa fare o non fare, ma a seguirlo senza farsi domande.

Seth e Duncan, affiancati l’uno all’altro, si prestano alla trama in maniera splendida perché, come avviene per i complementari, si completano e presi insieme riescono a valorizzare e sottolineare la sorprendente varietà di pensiero e di comportamento della natura umana. Fabio Morìci, per ottenere questo risultato ha sicuramente sfruttato la sua predisposizione innata nell’osservazione dell’esterno, la sua capacità di introspezione ed analisi del sé.

Il personaggio di Lana, che si unisce al viaggio dei due improvvisati amici, è il personaggio femminile che maggiormente domina la scena, anche se altre donne si muovono sul fondo del racconto riemergendo dal passato o riaffacciandosi nel futuro. E’ una figura anarchica in senso lato, non sottostà a regole morali, a tabù, a convenzioni e al precostituito e al “già deciso”: libera e istintiva in ogni situazione, vive la vita per come viene, senza pensarci troppo, senza pensarci su. E forse è proprio per questo che l’autore gli affida uno dei tanti momenti più carichi di pathos e successivamente momenti di intensa riflessione attraverso cui crescere e confrontarsi.

Non potrei chiudere l’analisi di APPENA IL TEMPO DI ANDAR VIA senza menzionare l’abilità di Morìci nell’ottenere il superamento dello spazio reale a favore del fantastico, il sorpasso del normale a favore del paranormale, senza far sentire la distanza tra le diverse dimensioni. Così il lettore si trova davanti a fatti assolutamente verosimili, ancorati solidamente a terra, e comuni all’esperienza umana e, un attimo dopo, si trova a sconfinare in una dimensione fantastica, ma senza strappi, senza buchi dimensionali. Tutto questo è possibile grazie alla sapienza dell’autore di guardare la realtà oggettiva in modo soggettivo, di estrapolarla dal contesto che l’ha generata dandole la possibilità di volare alto e nel saper dosare il ritmo dell’alternarsi di reale e fantastico, di normale e paranormale.

APPENA IL TEMPO DI ANDAR VIA è un’opera curata in ogni suo dettaglio capace di catturare l’attenzione del lettore, dalla prima all’ultima pagina… chi si accinge a leggerlo fin dalle prime pagine si accorge che è un romanzo fatto di colpi di scena, in sequenze imprevedibili, che si succederanno… e che apriranno altre scene, altri viaggi, altre esplorazioni… insomma un romanzo che potrebbe superare anche la stessa parola fine.
fonte http://paolathinkntellgraffiti.wordpress.com di Paola Tinchitella

mercoledì 2 aprile 2014

Roma: Mariela Castro, oggi a Montecitorio sui temi dei diritti LGBT

Mariela Castro, figlia del presidente cubano Raul, divenuta ormai una vera e propria icona nel mondo dei diritti civili, parteciperà oggi alle 14:00 a un’audizione sui temi dei diritti LGBT presso il Comitato Permanente dei Diritti Umani della Camera dei Deputati, sotto invito dei deputati della Commissione Affari esteri del MoVimento 5 Stelle.

Mariela Castro – annunciano i deputati M5S – terrà il suo intervento al fianco regista italiano Gianni Torres, con il quale ha collaborato per la realizzazione del documentario “Unique”, in anteprima mondiale proprio in Italia in occasione dell’apertura del Bifest di Bari.

La delegazione cubana invitata sarà composta, oltre che dalla stessa Castro, anche dall’ambasciatrice di Cuba in Italia Milagros Carina Soto Aguero e dal Console Roger Lopez Garcia.

Mariela Castro, protagonista di uno dei 5 episodi del documentario Unique, ha nella sua vita condotto numerose battaglie nell’isola caraibica, sia in qualità di parlamentare che di direttrice del Centro di Educazione Sessuale a L’Avana.

La Castro è infatti riuscita a far abrogare leggi omofobiche, garantire ogni trattamento sanitario gratuito, modificare l’approccio del corpo docente e degli studenti verso le persone LGBT nelle scuole e ha permesso la piena integrazione sociale in un’isola dal passato fortemente machista.
fonte http://www.agenparl.it/

Lgbt: Il 4 maggio a Firenze la festa delle famiglie, di tutte le famiglie

Le organizzazioni familiari LGBT di tutto il mondo uniranno le forze, per la terza volta, per aumentare la visibilità internazionale delle famiglie di ogni tipo.
Firene rappresenterà l'Italia

Una giornata per festeggiare le famiglie di tutti i tipi, da quelle tradizionali a quelle composte da due persone dello stesso sesso, magari con i loro figli: è la Festa delle famiglie, che si celebrerà domenica 4 maggio, a Firenze.

Un'idea nata nel 2009, spiega l'associazione di genitori omosessuali Famiglie Arcobaleno, "dalla voglia di pensare ad una festa dove tutti si sentano inclusi.
Un momento di aggregazione tra tutte le persone che si riconoscono in un'idea di societa' fondata sul dialogo, sullo scambio, sul rispetto di tutte le differenze. Una giornata per festeggiare le famiglie con giochi, fiabe, musica e teatro e far divertire insieme bimbe e bimbi".

Dal 2013 la Festa delle famiglie è stata inserita nelle celebrazioni dell'Ifed (International Family Equality Day), la Giornata Internazionale per l'Uguaglianza tra le Famiglie che si festeggia in contemporanea in decine di paesi in tutto il mondo.

Quest'anno in Italia l'appuntamento è di quelli speciali: per la prima volta infatti la Festa si terrà in un'unica città, a Firenze. "Abbiamo sentito la necessità di riunirci per un grande evento nazionale visibile - spiegano - per mettere in campo nuove energie positive e nuova grinta e prepararci a un'altra stagione di impegno per il riconoscimento di tutele e diritti per i nostri figli e per noi papà e mamme".

Alla festa aderiscono organizzazioni come Legambiente, Amnesty, il Coordinamento genitori democratici. "Mai come in questi ultimi tempi in Italia, fanalino di coda per i diritti lgbt, si sente l'esigenza di mostrare le nostre famiglie, in un momento in cui gli attacchi si sono fatti più sistematici e intimidatori.

Si pensi al caso del consigliere comunale di Trento che ha proposto di schedare tutte le famiglie con almeno un genitore omosessuale e segnalarle ai servizi sociali, fino a chiedere l'allontanamento dei bambini e l'affidamento a famiglie 'tradizionali" concludono".
fonte http://iltirreno.gelocal.it/ VIDEO: Le famiglie arcobaleno