Quattro candidati alle elezioni locali del 30 marzo scorso in diversi comuni della Turchia hanno firmato un Protocollo Gay Friendly Municipale, preparato dalla SPOD (Social Policies, Gender Identity and Sexual Orientation Studies Association.
I quattro candidati, eletti, si sono impegnati a stringere in tempi celeri delle alleanze con le organizzazioni LGBT per combattere le discriminazioni.
La maggioranza dei turchi nasconde ancora il proprio orientamento sessuale.
Uno studio effettuato dall’Università di Ankara ha rivelato che la maggior parte degli uomini omosessuali crede che la religione vieti loro di vivere liberamente il proprio orientamento sessuale.
Il 44%, addirittura, vive nell’angoscia di essere punito dal cielo per la propria condizione di omosessuale.
L’omosessualità è legale in Turchia da moltissimi anni (sin da metà ’800, uno dei primi Paesi a muoversi in questa direzione), ma fino a poco tempo fa continuava a essere un tabù sociale. Ora la situazione sta cambiando: i giovani, soprattutto nelle grandi metropoli, sono sempre più “occidentalizzati” e Istanbul, che stando ai sondaggi arriverà nel 2016 a essere la città europea più visitata (superando nientemeno che Londra), non può certo farsi trovare impreparata.
fonte http://www.justnews.it/ da yuri benaglio
Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce nel 2010, per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
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lunedì 7 aprile 2014
sabato 15 febbraio 2014
Stati Uniti: Fondi «Gay friendly», la finanza americana punta sulla comunità LGBT
Credit Suisse la prima a proporre un portafogli composto di aziende con policy LGTB.
Ormai è passato quasi un anno da quando la Corte Suprema americana ha stabilito che i matrimoni gay hanno valore su tutto il territorio statunitense.
Nascono quindi anche prodotti finanziari ad hoc: i fondi Gay Friendly.
La prima ad agire è stata Credit Suisse che ha lanciato, ad ottobre 2013, un indice che misura le performarce di aziende con una policy LGTB (lesbian, gay, transessuali e bisessuali). Si chiama LGBT equality index e racchiude 200 società Usa che hanno un voto di almeno 80 nell’annuale classifica redatta dalla fondazione Human Right Campaign (che misura il grado di sostegno alla diversità e promozione delle pari opportunità con un rating che va da -25 a 100).
Progetti similari sono stati avviati anche da Bank of America e Wells Fargo, per non parlare di quanto sia in crescita tutto il settore marketing puntato ad attrarre la comunità LGTB.
Come ci si può ben aspettare, in Italia il settore è rimasto al palo.
fonte http://www.professionefinanza.com/
Ormai è passato quasi un anno da quando la Corte Suprema americana ha stabilito che i matrimoni gay hanno valore su tutto il territorio statunitense.
Nascono quindi anche prodotti finanziari ad hoc: i fondi Gay Friendly.
La prima ad agire è stata Credit Suisse che ha lanciato, ad ottobre 2013, un indice che misura le performarce di aziende con una policy LGTB (lesbian, gay, transessuali e bisessuali). Si chiama LGBT equality index e racchiude 200 società Usa che hanno un voto di almeno 80 nell’annuale classifica redatta dalla fondazione Human Right Campaign (che misura il grado di sostegno alla diversità e promozione delle pari opportunità con un rating che va da -25 a 100).
Progetti similari sono stati avviati anche da Bank of America e Wells Fargo, per non parlare di quanto sia in crescita tutto il settore marketing puntato ad attrarre la comunità LGTB.
Come ci si può ben aspettare, in Italia il settore è rimasto al palo.
fonte http://www.professionefinanza.com/
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mercoledì 31 luglio 2013
Lgbt Sport: Ecco “Libera Rugby Club”, la prima squadra gay-friendly d’Italia
E’ arrivata, anche in Italia, la prima squadra gay friendly di rugby ed è proprio a Roma che la comunità gay ha raccolto le adesioni per farla nascere.
L’Italia era uno dei pochissimi paesi occidentali a non avere ancora squadre di rugby gay-friendly, a differenza di nazioni europee e d’oltre oceano e di città come Parigi, Londra, Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Lisbona, Dublino, Los Angeles, New York, Sydney.
Al momento sono 23 i ragazzi fissi della formazione, due di loro non sono gay e non rimarranno gli unici. Sono giovani che hanno aderito perché, come ci spiegano gli organizzatori, questa iniziativa serve non solo a permettere a ragazzi omosessuali di poter giocare serenamente in una squadra di rugby, ma anche un modo per combattere alcuni falsi stereotipi che vedono l’omosessuale privo delle tipiche caratteristiche maschili di forza e carattere.
“Libera Rugby Club”, federata Gaycs, dipartimento Glbt dell’Aics, l’Associazione Italiana Cultura e Sport, e a breve federata della FIR, è il nome dell’associazione sportiva dilettantistica, dove quel “Libera”, volutamente al femminile, sta a sottolineare che non esiste nell’ideologia del gruppo nessun tipo di sessismo, ma anche che il rugby italiano ha bisogno di essere liberato da falsi pregiudizi, dall’omofobia ed essere davvero un gioco di squadra aperto a tutti, gay ed etero, dove fare amicizia e dare un bell’esempio di integrazione.
Da meno di un mese sono iniziati i primi incontri di prova e da poco gli allenamenti ufficiali della nuova squadra di rugby romana Libera Rugby Club, come il primo della serie, il 4 luglio, che ha visto scendere in campo 25 ragazzi. La Libera Rugby Club è inoltre gemellata con la squadra di serie C degli AllReds per la condivisione di valori di antisessismo e antiomofobia. Gli allenamenti si stanno infatti tenendo presso il campo degli AllReds, all’ex cinodromo, dove la nuova squadra è molto grata agli AllReds per il loro indispensabile appoggio.
Adesso non resta che la presentazione ufficiale al Coni, evento che dovrebbe avvenire entro il 20 luglio 2013. Chiunque voglia condividere la passione per il rugby, contribuendo ad abbattere l’omofobia nel mondo dello sport maschile, può inviare una mail a romanrugby2013@gmail.com
fonte http://www.nprugby.it
L’Italia era uno dei pochissimi paesi occidentali a non avere ancora squadre di rugby gay-friendly, a differenza di nazioni europee e d’oltre oceano e di città come Parigi, Londra, Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Lisbona, Dublino, Los Angeles, New York, Sydney.
Al momento sono 23 i ragazzi fissi della formazione, due di loro non sono gay e non rimarranno gli unici. Sono giovani che hanno aderito perché, come ci spiegano gli organizzatori, questa iniziativa serve non solo a permettere a ragazzi omosessuali di poter giocare serenamente in una squadra di rugby, ma anche un modo per combattere alcuni falsi stereotipi che vedono l’omosessuale privo delle tipiche caratteristiche maschili di forza e carattere.
“Libera Rugby Club”, federata Gaycs, dipartimento Glbt dell’Aics, l’Associazione Italiana Cultura e Sport, e a breve federata della FIR, è il nome dell’associazione sportiva dilettantistica, dove quel “Libera”, volutamente al femminile, sta a sottolineare che non esiste nell’ideologia del gruppo nessun tipo di sessismo, ma anche che il rugby italiano ha bisogno di essere liberato da falsi pregiudizi, dall’omofobia ed essere davvero un gioco di squadra aperto a tutti, gay ed etero, dove fare amicizia e dare un bell’esempio di integrazione.
Da meno di un mese sono iniziati i primi incontri di prova e da poco gli allenamenti ufficiali della nuova squadra di rugby romana Libera Rugby Club, come il primo della serie, il 4 luglio, che ha visto scendere in campo 25 ragazzi. La Libera Rugby Club è inoltre gemellata con la squadra di serie C degli AllReds per la condivisione di valori di antisessismo e antiomofobia. Gli allenamenti si stanno infatti tenendo presso il campo degli AllReds, all’ex cinodromo, dove la nuova squadra è molto grata agli AllReds per il loro indispensabile appoggio.
Adesso non resta che la presentazione ufficiale al Coni, evento che dovrebbe avvenire entro il 20 luglio 2013. Chiunque voglia condividere la passione per il rugby, contribuendo ad abbattere l’omofobia nel mondo dello sport maschile, può inviare una mail a romanrugby2013@gmail.com
fonte http://www.nprugby.it
mercoledì 10 luglio 2013
Lgbt: Estate 2013, le 5 destinazioni gay friendly, le 5 migliori destinazioni dedicate per la prossima estate, proposte e selezionate da eDreams
Suggerite da eDreams le 5 migliori destinazioni dedicate al turismo gay, quello orientato a soddisfare le esigenze dei turisti appartenenti alla comunità LGBT (lesbo, gay, bisessuale e transgender). Mete che soddisfano non soltanto le esigenze di questa comunità, ma anche quelle di chi è alla ricerca di qualcosa di innovativo e talvolta trasgressivo.
Tel Aviv, Israele
La capitale israeliana, città in constante evoluzione con una vivacissima vita notturna, è sempre più una meta gay friendly grazie alla sua atmosfera liberale e informale. Mecca della comunità giovane locale, Hilton Beach, assolata e rilassante spiaggia, da non perdere. Al calar del sole i locali del quartiere di Nahalat Binyamin e le discoteche della zona del porto ospitano spesso dj di fama internazionale apprezzati dalla clientela gay ed etero. Da non perdere i gay party settimanali organizzati in location sempre diverse, chiamati Highlights.
Austin, Texas
Tappa obbligata per gli amanti della musica, grazie alle tantissime proposte live, Austin, la capitale del Texas è uno degli astri nascenti nella costellazione delle gay destination; gli ingredienti del successo sono: tantissimi locali di qualità e un clima spensierato e divertente. Qui tutti possono dichiararsi amore reciproco alla luce del sole, magari in uno degli splendidi parchi cittadini o al tavolino di un ottimo ristorante.
Fuerteventura, Canarie
Se Gran Canaria è universalmente riconosciuta come una delle migliori destinazioni gay del mondo, forse in pochi conoscono le potenzialità di Fuerteventura. A consigliarla è Twizz, tour operator gay italiano, specializzato in viaggi gay e matrimoni gay, che la segnala come una delle mete emergenti del 2013. L'offerta alberghiera è in espansione, le spiagge sono per tutti i gusti e i locali gay sono frequentatissimi e alla moda. Il mese migliore per visitarla è dicembre, quando si svolgerà Rainbow Fuerteventura, una competizione per gay di tutto il mondo che prevede gare piuttosto particolari.
Gallipoli, Puglia
Questa bellissima cittadina al centro della movida salentina, Gallipoli, è da qualche anno nota anche con il nome di Gaypolis. Perchè qui non ci sono solo spiagge bianche, paesaggi mozzafiato e ottima gastronomia, ma anche trasgressive serate a tema e locali dichiaratamente gay dove incontrare gente di tutti i tipi e per tutti i gusti. Il Salento Gay Club è specializzato nel consigliare strutture per pernottare (numerose nella zona della riserva naturale di Porto Selvaggio), locali e spiagge gay-friendly, come quella di Makò Beach, tra gli stabilimenti più vivaci. La serata più "hot" è invece il GayDay, che riempie periodicamente le piste delle migliori discoteche della provincia di Lecce.
Rio de Janeiro, Brasile
E' sempre stata e continua ad essere una della città più frizzanti, colorate e trasgressive del mondo, con la sua carica di vitalità e ritmo che travolge chiunque la visiti. Il suo spirito tollerante, aperto, meticcio, emerge anche dall'accoglienza che la metropoli riserva al mondo gay. Per loro, ristoranti, locali, negozi e servizi creati ad hoc per soddisfarne le esigenze. La zona vicino a rua Teixeira de Melo è tra i quartieri a più alto tasso gay, mentre la spiaggia più apprezzata è quella di Ipanema. Ma ognuno, qui, può trovare il suo angolo di libertà.
fonte http://viaggi.libero.it
Tel Aviv, Israele
La capitale israeliana, città in constante evoluzione con una vivacissima vita notturna, è sempre più una meta gay friendly grazie alla sua atmosfera liberale e informale. Mecca della comunità giovane locale, Hilton Beach, assolata e rilassante spiaggia, da non perdere. Al calar del sole i locali del quartiere di Nahalat Binyamin e le discoteche della zona del porto ospitano spesso dj di fama internazionale apprezzati dalla clientela gay ed etero. Da non perdere i gay party settimanali organizzati in location sempre diverse, chiamati Highlights.
Austin, Texas
Tappa obbligata per gli amanti della musica, grazie alle tantissime proposte live, Austin, la capitale del Texas è uno degli astri nascenti nella costellazione delle gay destination; gli ingredienti del successo sono: tantissimi locali di qualità e un clima spensierato e divertente. Qui tutti possono dichiararsi amore reciproco alla luce del sole, magari in uno degli splendidi parchi cittadini o al tavolino di un ottimo ristorante.
Fuerteventura, Canarie
Se Gran Canaria è universalmente riconosciuta come una delle migliori destinazioni gay del mondo, forse in pochi conoscono le potenzialità di Fuerteventura. A consigliarla è Twizz, tour operator gay italiano, specializzato in viaggi gay e matrimoni gay, che la segnala come una delle mete emergenti del 2013. L'offerta alberghiera è in espansione, le spiagge sono per tutti i gusti e i locali gay sono frequentatissimi e alla moda. Il mese migliore per visitarla è dicembre, quando si svolgerà Rainbow Fuerteventura, una competizione per gay di tutto il mondo che prevede gare piuttosto particolari.
Gallipoli, Puglia
Questa bellissima cittadina al centro della movida salentina, Gallipoli, è da qualche anno nota anche con il nome di Gaypolis. Perchè qui non ci sono solo spiagge bianche, paesaggi mozzafiato e ottima gastronomia, ma anche trasgressive serate a tema e locali dichiaratamente gay dove incontrare gente di tutti i tipi e per tutti i gusti. Il Salento Gay Club è specializzato nel consigliare strutture per pernottare (numerose nella zona della riserva naturale di Porto Selvaggio), locali e spiagge gay-friendly, come quella di Makò Beach, tra gli stabilimenti più vivaci. La serata più "hot" è invece il GayDay, che riempie periodicamente le piste delle migliori discoteche della provincia di Lecce.
Rio de Janeiro, Brasile
E' sempre stata e continua ad essere una della città più frizzanti, colorate e trasgressive del mondo, con la sua carica di vitalità e ritmo che travolge chiunque la visiti. Il suo spirito tollerante, aperto, meticcio, emerge anche dall'accoglienza che la metropoli riserva al mondo gay. Per loro, ristoranti, locali, negozi e servizi creati ad hoc per soddisfarne le esigenze. La zona vicino a rua Teixeira de Melo è tra i quartieri a più alto tasso gay, mentre la spiaggia più apprezzata è quella di Ipanema. Ma ognuno, qui, può trovare il suo angolo di libertà.
fonte http://viaggi.libero.it
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martedì 11 giugno 2013
E’ la Spagna il paese più lgbt friendly

Secondo una ricerca, quasi il novanta per cento della popolazione pensa che l’omosessualità debba essere accettata dalla società e nella penisola iberica matrimoni e adozioni gay sono legali dal 2005
La Spagna, dove nozze ed adozioni omosessuali sono legali dal 2005, è il Paese più gay friendly del mondo: ben l’88% della sua popolazione pensa che la omosessualità debba essere accettata dalla società.
Lo rileva un sondaggio a scala mondiale dal titolo “The global divide on homosexuality”, realizzato dal prestigioso istituto statunitense di indagine sociale Pew Research Center.
Tranne che in Russia ed in Polonia (16% e 42% rispettivamente), in Europa l’accettazione dei gay supera il 50% della popolazione: 87% in Germania, 77% in Francia,76% in Inghilterra, 74% in Italia. Un trend che vale anche per il Nord America: l’80% in Canada ed il 60% negli Usa.
Sarà un caso, ma il nuovo ambasciatore di Obama a Madrid sarà il gay dichiarato ed attivista omosessuale James Costos, attualmente uno dei vicepresidenti della tv via cavo satellitare Hbo (quello di Sex & the City) ed uno dei grandi finanziatori dell’ultima campagna presidenziale democratica statunitense.
Il nuovo diplomatico che, mobilitando il mondo gay di Hollywood, ha dato un importante contributo alla rielezione di Obama, arriverà a Madrid con il suo fidanzato, Michael Smith, notissimo decoratore.
fonte http://www.lastampa.it di Gian Antonio Orighi
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venerdì 1 marzo 2013
Lgbt: Nasce "Siena Friendly" rete delle attività commerciali ed alberghiere gay friendly della provincia di Siena

Un passo importante verso una provincia che fa dell'accoglienza un proprio vanto
Dall'impegno del Movimento Pansessuale – Comitato Territoriale Arcigay di Siena, nasce oggi nella nostra provincia la rete che unisce le strutture alberghiere, gli esercizi commerciali, i ristoranti e i bar sotto il comune intento di impegnarsi anche con lo strumento del turismo ad abbattere qualsiasi forma di discriminazione legata all'orientamento sessuale e di riconoscere ed accogliere le persone e le coppie omosessuali al pari di tutte le altre.
Nata sotto il patrocinio della Provincia di Siena, dell'Assessore al Turismo Anna Maria Betti, ed in collaborazione con ARCI Siena, l'iniziativa vede la partecipazione di molte associazioni di settore, ed inoltre della Fondazione Sistema Toscana.
Per diversi mesi, gli informatici di Arcigay Siena hanno lavorato per creare una piattaforma web, consultabile all'indirizzo www.movimentopansessuale.it/siena-friendly/ dove un motore di ricerca permette di ottenere informazioni sulle strutture friendly divise per località e per tipo di attività e sul tipo di agevolazione riservata ai possessori della tessera Arcigay.
“Un enorme passo in avanti della nostra provincia verso l'accoglienza del turismo lgbtq di tutta Italia, e non solo, un segnale forte che la Toscana e il suo cuore geografico credono in una società più egualitaria e meno discriminatoria e che qui, come in altre regioni d'Italia, siamo in attesa che il nuovo governo nazionale agisca concretamente per il riconoscimento della parità dei diritti delle cittadine e dei cittadini omosessuali, incluso, tra le altre cose, il diritto al matrimonio egualitario e il diritto ad essere genitori” dichiara il presidente del Movimento Pansessuale, Giovanni Bacaro.
E ancora “Un atto dovuto per una città, Siena, che si candida ad essere capitale della Cultura nel 2019 e che noi come Arcigay ci impegneremo a candidare per ospitare il primo Gay Pride nella storia di questa splendida perla Toscana”
“Siena Friendly” è stata presentata alla cittadinanza ed alle autorità Mercoledì 20 Febbraio 2013 presso la Sala degli Arazzi, del Palazzo del Governo della Provincia in piazza Duomo a Siena. All'iniziativa sono stati invitati tutti gli esercenti che hanno aderito e tutte le varie Associazioni di categoria che con il loro contributo hanno reso possibile il progetto.
fonte http://www.sienafree.it
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giovedì 8 novembre 2012
Lgbt Cinema: James Bond e il cattivissimo gay nel nuovo film "Skyfall"
Javier Bardem è il rivale di Daniel Craig in "Skyfall". Platinato, laido e gay, tenta la seduzione di 007 in un a scena destinata a diventare un cult.
Non c'è James Bond se non c'è il cattivo di turno, il suo nemico. E' sempre stato così, sin dalle origini della fortunata saga di spie e avventure mozzafiato in tutte le parti del mondo tra affascinanti Bond girl e inverosimili gadget destinati a stupire.
E' un copione immutabile ma fondamentale perche è l'essenza stessa delle storie di 007.
Primo rivale dell'agente segreto di Sua Maestà britannica fu il Dr. No. Il film era "Licenza d'uccidere" uscito giusto cinquanta anni fa col titolo originale "Dr. No", riferito quindi proprio al cattivo. Ad interpretare questo malefico cinese appartenente alla SPECTRE, organizzazione criminale che voleva distruggere le missione spaziali americane allora in gran voga, era l'attore canadese Joseph Wiseman.
Da quella pellicola iniziò la lunga serie di cattivi col pallino di diventare i padroni del mondo, che ha visto di volta in volta interpreti del calibro di Lotte Lenia, Gert Frobe (Goldfinger), Adolfo Celi (Emilio Largo), Telly Savals, Critopher Lee (Scaramanga), Max Von Sydow, Klaus Maria Brandauer e Robert Davi per citarne solo alcuni dei più famosi.
In "Skyfall", il film appena uscito che in Italia ha incassato oltre 6 milioni di euro in cinque giorni e che si avvia a diventare il miglior Bond della sua storia ai box office internazionali, il cattivone è l'attore spagnolo Javier Bardem.
Nato nelle isole Canarie 43 anni fa, figlio d'arte, lanciato nel grande cinema da Pedro Almodovar e Bigas Luna, marito di Penolope Cruz, primo attore spagnolo candidato all'Oscar nel 2001 vinto poi nel 2008 come attore non protagonista di "Non è un paese per vecchi" dei fratelli Coen, Bardem è nella pellicola diretta da Sam Mendes, Raul Silva, psicopatico gay con un passato nei servizi inglesi che vuole colpire al cuore.
La sua è un'interpretazione particolarmente riuscita, che ha riscosso consensi dalla critica e dal pubblico. Lavorando molto sul personaggio, Bardem ha dato il meglio di sé ed è entrato a pieno titolo nel gotha dei cattivi di 007, seminando anche lui come i suoi illustri predecessori, terrore, distruzione e morte.
Biondo platinato, laido, ironico e diabolico, con Craig-Bond poi si è reso protagonista di una scena destinata a diventare di culto, soprattutto per la novità e per la particolarità della situazione. E' il momento in cui lo cerca di sedurre con carezze sul petto e sulle cosce, mentre lo tiene prigioniero nel suo rifugio. Una sequenza di una decina di minuti che entrera nella storia di questa saga.
Gay seduttore e cattivo in "Skyfall", Javier Bardem ora sarà El Macho nel sequel di "Cattivissimo me". Passerà quindi senza soluzione di continuità, dal ruolo di omosessuale a quello di aitante maschio. L'unica cosa che resta, la cattiveria. In questa materia d'altronde si è specializzato.
fonte http://www.globalist.it di Francesco Troncarelli
Non c'è James Bond se non c'è il cattivo di turno, il suo nemico. E' sempre stato così, sin dalle origini della fortunata saga di spie e avventure mozzafiato in tutte le parti del mondo tra affascinanti Bond girl e inverosimili gadget destinati a stupire.
E' un copione immutabile ma fondamentale perche è l'essenza stessa delle storie di 007.
Primo rivale dell'agente segreto di Sua Maestà britannica fu il Dr. No. Il film era "Licenza d'uccidere" uscito giusto cinquanta anni fa col titolo originale "Dr. No", riferito quindi proprio al cattivo. Ad interpretare questo malefico cinese appartenente alla SPECTRE, organizzazione criminale che voleva distruggere le missione spaziali americane allora in gran voga, era l'attore canadese Joseph Wiseman.
Da quella pellicola iniziò la lunga serie di cattivi col pallino di diventare i padroni del mondo, che ha visto di volta in volta interpreti del calibro di Lotte Lenia, Gert Frobe (Goldfinger), Adolfo Celi (Emilio Largo), Telly Savals, Critopher Lee (Scaramanga), Max Von Sydow, Klaus Maria Brandauer e Robert Davi per citarne solo alcuni dei più famosi.
In "Skyfall", il film appena uscito che in Italia ha incassato oltre 6 milioni di euro in cinque giorni e che si avvia a diventare il miglior Bond della sua storia ai box office internazionali, il cattivone è l'attore spagnolo Javier Bardem.
Nato nelle isole Canarie 43 anni fa, figlio d'arte, lanciato nel grande cinema da Pedro Almodovar e Bigas Luna, marito di Penolope Cruz, primo attore spagnolo candidato all'Oscar nel 2001 vinto poi nel 2008 come attore non protagonista di "Non è un paese per vecchi" dei fratelli Coen, Bardem è nella pellicola diretta da Sam Mendes, Raul Silva, psicopatico gay con un passato nei servizi inglesi che vuole colpire al cuore.
La sua è un'interpretazione particolarmente riuscita, che ha riscosso consensi dalla critica e dal pubblico. Lavorando molto sul personaggio, Bardem ha dato il meglio di sé ed è entrato a pieno titolo nel gotha dei cattivi di 007, seminando anche lui come i suoi illustri predecessori, terrore, distruzione e morte.
Biondo platinato, laido, ironico e diabolico, con Craig-Bond poi si è reso protagonista di una scena destinata a diventare di culto, soprattutto per la novità e per la particolarità della situazione. E' il momento in cui lo cerca di sedurre con carezze sul petto e sulle cosce, mentre lo tiene prigioniero nel suo rifugio. Una sequenza di una decina di minuti che entrera nella storia di questa saga.
Gay seduttore e cattivo in "Skyfall", Javier Bardem ora sarà El Macho nel sequel di "Cattivissimo me". Passerà quindi senza soluzione di continuità, dal ruolo di omosessuale a quello di aitante maschio. L'unica cosa che resta, la cattiveria. In questa materia d'altronde si è specializzato.
fonte http://www.globalist.it di Francesco Troncarelli
venerdì 26 ottobre 2012
Lgbt Viaggi: Hotel gay friendly? Sì, ma a pagamento. Scoppia la polemica
Denuncia della Rete GLBTQE Rimini Pride/ "Vogliamo esprimere la nostra solidarietà a chi come Asshotel ha cozzato contro gli interessi speculativi di certi siti ed associazioni gay, che si fanno pagare per assegnare la dicitura "Hotel Gay Friendly".
Siamo fortemente indignati, desolati ed umiliati.
Noi gay non abbiamo bisogno di bollini, non siamo un prodotto ed apprendere che c'è chi specula sulla nostra pelle ci ferisce ancora di più".
LA LETTERA:
Vogliamo esprimere la nostra solidarietà a chi come Asshotel ha cozzato contro gli interessi speculativi ed economici di taluni siti gay e talune associazioni. Apprendiamo sconcertati e basiti di come la stessa Asshotel, rivolgendosi ad alcuni siti, abbia scoperto come per diventare "Hotel Gay Friendly" ci siano soggetti che si facciano pagare.
Lo diciamo ad alta voce e non lo nascondiamo: siamo fortemente indignati, desolati ed umiliati per l'accaduto. Invitiamo il Presidente Filippo Donati a verificare chi c'è dietro quei siti, molti dei quali volgari è innapropriati a dipingere le persone gay.
Noi gay non abbiamo bisogno di bollini, non siamo un prodotto ed apprendere che c'è chi specula sulla nostra pelle ci ferisce ancor più. E' un'umiliazione!!! Ma noi la ringraziamo per la segnalazione che invitiamo anche a riferire agli organi competenti.
Ma a tutto ciò mi domando una cosa. La nostra Rete GLBTQE, che è la più grande e rappresentativa del territorio e da anni sul territorio, che ha stilato parte del piano strategico del welfare con il comune di Rimini chiedendo anche una verifica in tale senso sull'ospitalità e l'accoglienza a più riprese, si domanda: ma c'era bisogno di andare a cercare in rete siti per l'opistalità gay?
Purtroppo Donati se non c'è dentro non poteva sapere, nessuno l'ha avvertito. Ma nel mondo gay ci sono molti trappoloni in cui se non si fa attenzione cascano gli stessi gay. Io le potrei rispondere che è anche inconsueto fare una tessera per andare a ballare in certi locali gay che hanno poco di serio e molto di squallido.
Noi siamo una Rete GLBTQE aperta, talmente aperta, e ci rifiutiamo in tal senso di coinvolgerci in una ghettizzazione. E ci domandiamo ulteriormente come mai a suo tempo non avete risposto a nostri quesiti gratuiti partiti dal territorio ?
Ne avevamo predisposto uno, ma silenzio assoluto e censura totale. Noi crediamo e siamo convinti che la realtà locale ed un buon dipinto dell'ospitalità possa solo partire da chi conosce la realtà locale. Saremmo lieti di incontrarla direttamente invitandola a diffidare dalle associazioni che per il territorio e per la comunità gay non solo non rappresentano nulla, ma rappresentano solo locali esclusivi e ghettizzanti nascosti il più delle volte fuori città dove si fa sesso in camere oscure.
Noi non amiamo mercificare il nostro essere gay e non vogliamo accusare nessuno, anzi con la presente invitiamo a prendere coscienza di quanto la comunità gay è ampia e come tra gli stessi gay c'è chi dice altolà: noi chiedimo diritti, non chiediamo bollini né tessere.
E la nostra parola ed il nostro riconoscimento le possiamo assicurare che parte dal basso e vale più di 100 siti inappropriati, che solo ora approfittano magari della comunità gay, solo ora che Rimini si è riscoperta all'improvviso una delle città Europee più frequentate dai gay nonostante è osteggiata dalla giunta Gnassi.
Aspettiamo volentieri sua convocazione e le gireremo volentieri il quesito di cui potrebbe farsi garante la stessa Assohotel per tutti gli hotel della zona. Un quesito che a suo tempo avevamo proposto alla Presidente dellìAssociazione Albergatori Rinaldis e di cui non abbiamo più sentito parlare.
Emilio Manaò
Portavoce - Rete GLBTQE Rimini Pride
Segretario Nazionale - R.D.S. Riformatori di Sinistra
fonte http://affaritaliani.libero.it
Siamo fortemente indignati, desolati ed umiliati.
Noi gay non abbiamo bisogno di bollini, non siamo un prodotto ed apprendere che c'è chi specula sulla nostra pelle ci ferisce ancora di più".
LA LETTERA:
Vogliamo esprimere la nostra solidarietà a chi come Asshotel ha cozzato contro gli interessi speculativi ed economici di taluni siti gay e talune associazioni. Apprendiamo sconcertati e basiti di come la stessa Asshotel, rivolgendosi ad alcuni siti, abbia scoperto come per diventare "Hotel Gay Friendly" ci siano soggetti che si facciano pagare.
Lo diciamo ad alta voce e non lo nascondiamo: siamo fortemente indignati, desolati ed umiliati per l'accaduto. Invitiamo il Presidente Filippo Donati a verificare chi c'è dietro quei siti, molti dei quali volgari è innapropriati a dipingere le persone gay.
Noi gay non abbiamo bisogno di bollini, non siamo un prodotto ed apprendere che c'è chi specula sulla nostra pelle ci ferisce ancor più. E' un'umiliazione!!! Ma noi la ringraziamo per la segnalazione che invitiamo anche a riferire agli organi competenti.
Ma a tutto ciò mi domando una cosa. La nostra Rete GLBTQE, che è la più grande e rappresentativa del territorio e da anni sul territorio, che ha stilato parte del piano strategico del welfare con il comune di Rimini chiedendo anche una verifica in tale senso sull'ospitalità e l'accoglienza a più riprese, si domanda: ma c'era bisogno di andare a cercare in rete siti per l'opistalità gay?
Purtroppo Donati se non c'è dentro non poteva sapere, nessuno l'ha avvertito. Ma nel mondo gay ci sono molti trappoloni in cui se non si fa attenzione cascano gli stessi gay. Io le potrei rispondere che è anche inconsueto fare una tessera per andare a ballare in certi locali gay che hanno poco di serio e molto di squallido.
Noi siamo una Rete GLBTQE aperta, talmente aperta, e ci rifiutiamo in tal senso di coinvolgerci in una ghettizzazione. E ci domandiamo ulteriormente come mai a suo tempo non avete risposto a nostri quesiti gratuiti partiti dal territorio ?
Ne avevamo predisposto uno, ma silenzio assoluto e censura totale. Noi crediamo e siamo convinti che la realtà locale ed un buon dipinto dell'ospitalità possa solo partire da chi conosce la realtà locale. Saremmo lieti di incontrarla direttamente invitandola a diffidare dalle associazioni che per il territorio e per la comunità gay non solo non rappresentano nulla, ma rappresentano solo locali esclusivi e ghettizzanti nascosti il più delle volte fuori città dove si fa sesso in camere oscure.
Noi non amiamo mercificare il nostro essere gay e non vogliamo accusare nessuno, anzi con la presente invitiamo a prendere coscienza di quanto la comunità gay è ampia e come tra gli stessi gay c'è chi dice altolà: noi chiedimo diritti, non chiediamo bollini né tessere.
E la nostra parola ed il nostro riconoscimento le possiamo assicurare che parte dal basso e vale più di 100 siti inappropriati, che solo ora approfittano magari della comunità gay, solo ora che Rimini si è riscoperta all'improvviso una delle città Europee più frequentate dai gay nonostante è osteggiata dalla giunta Gnassi.
Aspettiamo volentieri sua convocazione e le gireremo volentieri il quesito di cui potrebbe farsi garante la stessa Assohotel per tutti gli hotel della zona. Un quesito che a suo tempo avevamo proposto alla Presidente dellìAssociazione Albergatori Rinaldis e di cui non abbiamo più sentito parlare.
Emilio Manaò
Portavoce - Rete GLBTQE Rimini Pride
Segretario Nazionale - R.D.S. Riformatori di Sinistra
fonte http://affaritaliani.libero.it
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mercoledì 18 luglio 2012
Lgbt: Facebook e Google, i colossi del web gay friendly
Gayglers in foto(così si chiamano i dipendenti gay di Google) in corteo all'ultimo World Pride di Londra - Credits: Flickr/xJason.Rogersx
"Big G" lancia un'iniziativa globale a sostegno dei diritti omosessuali, mentre il social network introduce nuove icone per definire le unioni di persone dello stesso sesso.
E non è la prima volta che i due giganti della Rete appoggiano il movimento Lgbt
Quasi un botta e risposta. Un po' come quando si sfidano a suon di nuove funzionalità per conquistare gli utenti della rete. Solo che in questo caso il terreno di competizione, se di competizione si può parlare, riguarda la solidarietà con i diritti omosessuali.
Protagoniste del duetto le due regine del web che a distanza di pochi giorni hanno promosso iniziative in favore della comunità Lgbt (acronimo riferito alle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender ndr.).
La prima mossa è toccata a Facebook che il 2 luglio scorso ha regalato agli utenti la possibilità di caratterizzare sulla timeline la natura della propria unione attraverso nuove icone.
Invece che, obbligatoriamente, un uomo e una donna, le opzioni prevedono ora la possibilità di due iconcine del medesimo sesso.
La funzionalità è stata notata per la prima volta nell'aggiornamento della timeline di Chris Hughes, co-fondatore dell'azienda, che si è da poco sposato con il suo compagno, Sean Eldridge.
La risposta di Google non si è fatta attendere. Una settimana dopo, il 7 e l'8 luglio per l'esattezza, il motore di ricerca ha annunciato la campagna “Legalise love”, legalizzare l'amore, per promuovere i diritti omosessuali all'interno dei propri uffici e, più in generale, nella società.
Lavoro e diritti – Il progetto – hanno fatto sapere dal quartier generale del motore di ricerca – non ha come obiettivo la legalizzazione delle unioni omosessuali, ma il rispetto e la tolleranza per la comunità Lgbt in quei Paesi in cui la cultura dominante è ancora arretrata. Le prime iniziative della campagna avranno come teatro Singapore e la Polonia, dove il colosso del web è presente e dove desidera che i propri dipendenti gay (i cosiddetti “gayglers”) possano essere se stessi dentro e fuori le mura dell'azienda.
“Singapore vuole essere un centro finanziario globale leader nel mondo - ha detto Mark Palmer-Edgecumbe di Google al magazine online dot429 - e noi possiamo spronarli sul fatto che per essere tali bisogna trattare tutte le persone allo stesso modo indipendentemente dal loro orientamento sessuale”.
Nel 2012, a detta della società, sono stati più di 1.500 i dipendenti del motore di ricerca che hanno partecipato alle manifestazioni del Gay Pride nel mondo. In occasione delle celebrazioni londinesi Google ha invitato 100 attivisti LGBT nei propri uffici per la prima Legalise London Conference.
Google e la causa gay -
Non è la prima volta – anche se di certo è la più eclatante - che l'impresa fondata da Larry Page e Sergey Brin dimostra il proprio supporto ai diritti omosessuali.
Il mese scorso, in occasione del Gay Pride, l'azienda aveva escogitato un “easter egg”, una sorpresa per tutti coloro che cercavano, appunto, “gay pride”, “lesbian” o altri termini associati alla causa Lgbt: digitate le parole, la maschera di ricerca del motore si ornava di un nastrino con i colori del arcobaleno, simbolo del movimento.
In precedenza, nell'autunno del 2008, il colosso della rete aveva preso posizione contro la proposta, sottoposta a referendum nello stato della California, di cancellare il diritto al matrimonio delle persone dello stesso sesso.
Nel 2011, infine, Google ha supportato il progetto It gets better e nel Doodle realizzato in occasione dell'ultimo San Valentino non ha mancato, nel finale, di inserire un riferimento all'amore tra persone dello stesso sesso.
Facebook e la causa gay –
Anche il social network di Mark Zuckerberg non è nuovo a iniziative in favore dei diritti omosessuali.
Nel febbraio dello scorso anno aveva introdotto (anche se non in Italia) due nuove opzioni per definire lo status sentimentale dell'utente proprio per andare incontro alle esigenze della comunità Lgbt: “convivente” e “in un'unione civile”.
Nell'autunno 2010, invece, a seguito di una serie di suicidi di giovani vessati per le loro preferenze sessuali, Facebook aveva stretto una partnership con la Gay & Lesbian Alliance Against Defamation (Glaad) per cercare di ridurre i fenomeni di bullismo nei confronti di persone gay sul social network e su Internet in generale.
fonte http://tg24.sky.it/tg24 di Raffaele Mastrolonardo
Il Video di Google per San Valentino
"Big G" lancia un'iniziativa globale a sostegno dei diritti omosessuali, mentre il social network introduce nuove icone per definire le unioni di persone dello stesso sesso.
E non è la prima volta che i due giganti della Rete appoggiano il movimento Lgbt
Quasi un botta e risposta. Un po' come quando si sfidano a suon di nuove funzionalità per conquistare gli utenti della rete. Solo che in questo caso il terreno di competizione, se di competizione si può parlare, riguarda la solidarietà con i diritti omosessuali.
Protagoniste del duetto le due regine del web che a distanza di pochi giorni hanno promosso iniziative in favore della comunità Lgbt (acronimo riferito alle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender ndr.).
La prima mossa è toccata a Facebook che il 2 luglio scorso ha regalato agli utenti la possibilità di caratterizzare sulla timeline la natura della propria unione attraverso nuove icone.
Invece che, obbligatoriamente, un uomo e una donna, le opzioni prevedono ora la possibilità di due iconcine del medesimo sesso.
La funzionalità è stata notata per la prima volta nell'aggiornamento della timeline di Chris Hughes, co-fondatore dell'azienda, che si è da poco sposato con il suo compagno, Sean Eldridge.
La risposta di Google non si è fatta attendere. Una settimana dopo, il 7 e l'8 luglio per l'esattezza, il motore di ricerca ha annunciato la campagna “Legalise love”, legalizzare l'amore, per promuovere i diritti omosessuali all'interno dei propri uffici e, più in generale, nella società.
Lavoro e diritti – Il progetto – hanno fatto sapere dal quartier generale del motore di ricerca – non ha come obiettivo la legalizzazione delle unioni omosessuali, ma il rispetto e la tolleranza per la comunità Lgbt in quei Paesi in cui la cultura dominante è ancora arretrata. Le prime iniziative della campagna avranno come teatro Singapore e la Polonia, dove il colosso del web è presente e dove desidera che i propri dipendenti gay (i cosiddetti “gayglers”) possano essere se stessi dentro e fuori le mura dell'azienda.
“Singapore vuole essere un centro finanziario globale leader nel mondo - ha detto Mark Palmer-Edgecumbe di Google al magazine online dot429 - e noi possiamo spronarli sul fatto che per essere tali bisogna trattare tutte le persone allo stesso modo indipendentemente dal loro orientamento sessuale”.
Nel 2012, a detta della società, sono stati più di 1.500 i dipendenti del motore di ricerca che hanno partecipato alle manifestazioni del Gay Pride nel mondo. In occasione delle celebrazioni londinesi Google ha invitato 100 attivisti LGBT nei propri uffici per la prima Legalise London Conference.
Google e la causa gay -
Non è la prima volta – anche se di certo è la più eclatante - che l'impresa fondata da Larry Page e Sergey Brin dimostra il proprio supporto ai diritti omosessuali.
Il mese scorso, in occasione del Gay Pride, l'azienda aveva escogitato un “easter egg”, una sorpresa per tutti coloro che cercavano, appunto, “gay pride”, “lesbian” o altri termini associati alla causa Lgbt: digitate le parole, la maschera di ricerca del motore si ornava di un nastrino con i colori del arcobaleno, simbolo del movimento.
In precedenza, nell'autunno del 2008, il colosso della rete aveva preso posizione contro la proposta, sottoposta a referendum nello stato della California, di cancellare il diritto al matrimonio delle persone dello stesso sesso.
Nel 2011, infine, Google ha supportato il progetto It gets better e nel Doodle realizzato in occasione dell'ultimo San Valentino non ha mancato, nel finale, di inserire un riferimento all'amore tra persone dello stesso sesso.
Facebook e la causa gay –
Anche il social network di Mark Zuckerberg non è nuovo a iniziative in favore dei diritti omosessuali.
Nel febbraio dello scorso anno aveva introdotto (anche se non in Italia) due nuove opzioni per definire lo status sentimentale dell'utente proprio per andare incontro alle esigenze della comunità Lgbt: “convivente” e “in un'unione civile”.
Nell'autunno 2010, invece, a seguito di una serie di suicidi di giovani vessati per le loro preferenze sessuali, Facebook aveva stretto una partnership con la Gay & Lesbian Alliance Against Defamation (Glaad) per cercare di ridurre i fenomeni di bullismo nei confronti di persone gay sul social network e su Internet in generale.
fonte http://tg24.sky.it/tg24 di Raffaele Mastrolonardo
Il Video di Google per San Valentino
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venerdì 24 febbraio 2012
Lgbt: L'Italia, Paese poco «gay friendly»
Secondo l'associazione IlGa, nell'Unione Europea solo a Cipro ci sono più discriminazioni. «Poche tutele»L'Italia è un paese poco "gay-friendly" e non tutela abbastanza i diritti degli omosessuali.
A stabilirlo è l'ILGA-Europe, l'associazione regionale per l'Europa che difende i diritti degli omosessuali, che in un recente articolo apparso su EuObserver.com, la rivista online che si occupa esclusivamente di tematiche legate all’Unione Europea, boccia sonoramente il Belpaese.
Tra i paesi che fanno parte dell’Unione peggio dell’Italia fa solo Cipro, mentre nell’intero continente – rivela l’associazione ci sono alcuni nazioni come Armenia, Azerbaijan, Macedonia, Russia, Turchia e lo stesso Cipro che violano e discriminano apertamente i diritti degli omosessuali
TUTELE
Nella pagina dedicata all'Italia, l'associazione sostiene che nel Belpaese sebbene la discriminazione sessuale sia proibita dalla Costituzione, a differenza di ciò che accade in tanti paesi dell'Unione Europea non esiste ancora alcuna norma che disciplini le unioni tra persone dello stesso sesso o che permetta l'adozione a cittadini omosessuali.
I paesi che maggiormente tutelano gay e lesbiche nell'unione continentale, continua l’associazione, sono l’Inghilterra, la Svezia e la Spagna che da anni ormai hanno approvato leggi che garantiscono i loro diritti.
Ma se in Italia essere omosessuale per molti risulta ancora un problema, a Cipro racconta la rivista online, va anche peggio.
Nel territorio settentrionale dell'isola, controllato dalla Turchia, l'omosessualità è illegale e negli scorsi mesi sono stati eseguiti diversi arresti di persone gay, tra cui l'ex ministro delle finanze greco-cipriota Michael Sarris
CAMPAGNA
Tre anni fa ILGA-Europe lanciò la campagna «Be Bothered» che s'impegnava non solo a promuovere leggi e iniziative comunitarie a favore dei diritti delle persone lesbiche, gay e transgender, ma aveva come principale obiettivo il riconoscimento dell'omofobia e della transfobia come reato.
La Commissione Europea propose nel 2008 una norma antidiscriminatoria che garantisse i diritti non solo della comunità gay e lesbica, ma di diverse minoranze tra cui i disabili,gli anziani, i gruppi religiosi e etnici.
Tuttavia vari paesi, guidati dalla Germania, affermarono che i diritti delle minoranze erano disciplinati dalle leggi nazionali e la norma si bloccò: «L'Europa si considera un leader globale nei campi dei diritti umani e delll'eguaglianza, ha dichiarato qualche mese fa alla rivista online Linda Freimane, portavoce di ILGA-Europe
Ma gli indici ci dicono che siamo ancora molto lontani dal diventare un continente dove i diritti dei gay e delle lesbiche sono garantiti completamente e dal poterci dichiarare campioni d'uguaglianza»
fonte http://www.corriere.it di Francesco Tortora
giovedì 16 febbraio 2012
Lgbt: Toscana Gay friendly si conferma terra di liberta'
La Toscana, storicamente terra di liberta', dallo scorso aprile 2011 ha dato vita a 'Toscana Gay Friendly', un canale dedicato al turismo lgbt sul proprio sito ufficiale di promozione turistica regionale: www.turismo.intoscana.it gestito da Fondazione Sistema Toscana.E la Toscana e' stata la prima Regione in Italia a compiere questa scelta.
Il turismo lgbt e' una forma di turismo rivolto a persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali che desiderano viaggiare in destinazioni gay o in strutture selezionate per essere 'gay-owned' (cioe' di proprieta' o gestite da gay) o per essere gay-friendly.
Il canale 'Toscana Gay Friendly' e' stato realizzato attraverso una mappatura delle strutture gay e gay-friendly toscane, che hanno potuto aderire attraverso la compilazione di un questionario nel quale, tra l'altro, si chiedevano precisi impegni in tema di parita' di trattamento dei turisti lgbt, formazione e gestione del personale, coordinamento con le altre realta' gay-friendly della zona e col mondo dell'associazionismo lgbt.
La mappatura, alla quale hanno aderito oltre cento strutture, di fatto consente ai turisti lgbt di scegliere itinerari, strutture alberghiere, servizi complementari, che si rivolgono con una piu' particolare attenzione all'ospite lgbt.
Questo canale ha cosi' valorizzato tutta l'offerta gay-friendly regionale, con focus particolari su Firenze, citta' gay-friendly fin dall'epoca rinascimentale.
Ma oltre a Firenze si potra' scoprire la vita gay di Torre del Lago e della Versilia, zone che da piu' di dieci anni hanno affinato la loro offerta ricettiva con particolare attenzione alle esigenze dei turisti gay italiani e stranieri.
E poi si possono trovare anche itinerari nella Maremma, con le sue spiagge libere e le calde acque delle terme, nelle citta' d'arte e nei numerosi agriturismi, B&B e alberghi, gay e gay friendly, sparsi in tutta la Toscana.
Fonte Ansa via http://www.notiziarioitaliano.it
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domenica 4 settembre 2011
Lgbt Padova: dal 2012 bollini gay friendly davanti ai locali. Apertura o ghettizzazione?
A volte capita di chiederti, soprattutto quando sei in una città nella quale non vivi, se il locale o ristorante nel quale stai entrando sia gestito da personale omofobo oppure mentalmente aperto.
Magari te lo domandi quando stai andando a cena con altri amici gay oppure sei con il tuo partner e non vuoi minimamente rischiare di sentirti a disagio.
Padova ha pensato di risolvere questo problema con un’iniziativa di bollini da poter esporre fuori dal proprio esercizio commerciale.
L’adesivo permetterà di far capire ai gay che, all’interno del locale, si sentiranno assolutamente come a casa loro. E saranno i benvenuti.
E qui scatta il pensiero di chi applaude all’iniziativa e chi invece ne è indignato, vedendo nella presenza/assenza dei bollini un ‘permesso’ per gli omosessuali, come non potessero già entrare automaticamente ovunque. Autoghettizzazione è la parola scelta da Filippo Ascierto, coordinatore provinciale del Pdl:
“Con questa iniziativa si escludono da soli dalla società. Se il loro obiettivo è l’uguaglianza con gli eterosessuali un bollino è davvero un controsenso. Essere gay non è un titolo di merito, loro sono proprio come tutti gli altri”
La domanda successiva a questa iniziativa è: quale commerciante non la vorrà fuori dal proprio negozio se rischia di passare per qualcuno che non tollera i gay? E, a quel punto, di tutti questi bollini, quali davvero indicheranno un luogo dove il mondo Lgbt è ben accolto e non solamente sono stati utilizzati per non passare per “coloro che discriminano”?
Per la cronaca… la Curia Padovana non ha affatto ben accolto questa iniziativa. Don Cesare Contarini liquida il tutto con poche parole:
“Un’iniziativa propagandistica, utile solo a far arrabbiare chi la pensa diversamente: questa resta la città del Santo, e del caffè Pedrocchi”
Idea: e se questi bollini potessero essere utilizzati, ovunque, anche per i luoghi di culto e di ritrovo/preghiera? Sarei proprio curioso…
fonte http://www.queerblog.it, Via | Il Mattino di Padova
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giovedì 21 luglio 2011
Lgbt: Dopo la Toscana, nasce il portale turistico della Puglia gay friendly

Dopo la Toscana, la Puglia apre al turismo lgbt con un portale web che elenca le strutture gayfriendly.
"Vogliamo un turismo amico di tutte le differenze e contro le discriminazioni"
Sarà on line da oggi 21 luglio, all'indirizzo www.partifriendly.com il primo portale del turismo "friendly", cioè amico di tutte le differenze e contro le discriminazioni: di orientamento sessuale e identità di genere, razza, religione, culture, ecc.
Una iniziativa che parte dalla Puglia e più precisamente da Bari, dall'intraprendenza e dall'esperienza di cinque donne che hanno costituito l'associazione
Partifriendly, di cui è presidente Tommy Ditano, e composta da Titti De Simone, Pina Cotroneo, Francesca Vitucci e Elena Violante.
Gay.it - Nasce il portale turistico della Puglia gay friendlyIl portale però non si occuperà solo della Puglia, ma si propone di offrire una rete di operatori turistici, strutture, attività e associazioni, di tutta la penisola, al servizio dei visitatori italiani e stranieri. PartiFriendly nasce dal desiderio di creare una rete di scambio e di incoming sul turismo etico, ecosostenibile e responsabile.
Friendly è un'offerta turistica nel rispetto dell'ambiente e dei diritti fondamentali della persona, della parità di trattamento e della non discriminazione di tutte le differenze. A sostenere i principi del progetto infatti sono scese in campo associazioni che si battono per i diritti civili, come Amnesty International e Famiglie Arcobaleno, l'associazione di famiglie omosessuali con figli, e iniziative come quella della cooperativa Explorando, finalizzate al turismo sociale.
fonte http://www.gay.it
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martedì 31 maggio 2011
Lgbt sport: International Boga Basket Tournament, la prima squadra italiana gay e gay friendly di pallacanestro

IBT – INTERNATIONAL BOGA BASKET TOURNAMENT
Dal 2 al 5 giugno, su iniziativa del Boga Basket, la prima squadra italiana gay e gay friendly di pallacanestro, Basket City ospiterà l’INTERNATIONAL BOGA BASKET TOURNAMENT. Si tratta del primo torneo internazionale di pallacanestro per squadre formate da atleti omosessuali e non che si sia mai giocato in Italia.
Organizzato in collaborazione con Virtus Pallacanestro, che dall’inizio della stagione sportiva 2010/2011 sostiene Boga Basket, e con Boga Sport ASD che, oltre al basket, annovera al suo interno squadre gay e gay friendly di volley, calcio, tennis e ciclismo, il torneo si svolgerà a Bologna nelle giornate di venerdì 3 e sabato 4 giugno presso il Cierrebi Club di Via Marzabotto 24 con la partecipazione di squadre di pallacanestro provenienti da tutto il mondo.
Olanda, Francia, Spagna, Albania, Stati Uniti e, naturalmente, Italia i paesi coinvolti per quella che si preannuncia come una lunga festa dell’amicizia e della tolleranza, un’imperdibile occasione per confermare, in un palcoscenico importante come Basket City, città tra le prime a mostrarsi particolarmente sensibili verso la comunità LGBT, i valori positivi che lo sport è in grado di veicolare.
Ed è per questo che Boga Basket ha fortemente voluto che fosse proprio Bologna ad ospitare un happening, il primo del genere dedicato a questa disciplina sportiva ad avere luogo in Italia, così rilevante per finalità sportive, sociali e di aggregazione al di là di ogni tipo di orientamento sessuale.
Queste le squadre partecipanti: Boga Basket, Entre2Basket 1 (Parigi), Entre2Basket 2 (Parigi), Tijgertjes (Amsterdam) e Boga Friends.
A fare da cornice all’aspetto più prettamente sportivo della manifestazione, le cui gare si svolgeranno esclusivamente nelle giornate di venerdì 3 e sabato 4 giugno, Boga Basket ha organizzato diversi eventi collaterali, dal cocktail di benvenuto per le squadre ospiti, in programma dalle 18.00 alle 20.00 di giovedì 2 giugno all’Inde le Palais di via Dei Musei 6, alla grande festa di sabato 4 al Sympò, in via Lame 83, fino al brunch di chiusura di domenica 5 giugno al Savoia Hotel Regency di via del Pilastro.
Nelle stesse date del torneo, infine, l'Associazione Boga Sport ASD organizzerà tornei collaterali, sempre a Bologna, di altre discipline.
IBT - INTERNATIONAL BOGA BASKET TOURNAMENT rappresenta infine anche l’occasione per festeggiare Boga Basket, un gruppo di 15 ragazzi gay e gay friendly tra i 20 e i 40 anni, composito in quanto a provenienze - ne fanno parte dal noto designer Diego Dolcini a Pietro Germano Casarini, che vanta un passato di esperienza in serie A, passando per ragazzi stranieri che vivono in Italia - appassionato di pallacanestro e protagonista di un anno costellato di grandi soddisfazioni dal punto di vista agonistico: primo posto assoluto nella regular season del Campionato Uisp e medaglia d'argento alla Düssel-Cup 2011, svoltasi lo scorso aprile in Germania nella città di Düsseldorf.
PROGRAMMA IBT 2011
giovedì 2 giugno
- ore 18.00 / 20.00
venerdì 3 giugno
- ore 10.30 - ore 11.00 - ore 14.00 - ore 15.00 / 18.00 - ore 20.00
sabato 4 giugno
Accoglienza squadre [L’Inde le Palais]
Ritrovo/Riunione capitani [Cierrebi Club] Inizio Torneo Pausa pranzo Gare
Aperi-cena [Godot Wine Bistrot]
Gare [Cierrebi Club] Pausa pranzo Finale 3°/4° posto 3 points shootout competition Finale 1°/2° posto
Dinner – su invito [Sympò] Premiazioni + Boga Sport Party [Sympò] Serata organizzata in favore di Amnesty International
Brunch e saluti finali [Savoia Hotel Regency]
- ore 10.00 - ore 14.00 - ore 15.00 - ore 16.00 - ore 17.00 - ore 20.30 - ore 22.30
/ 18.30 / 1.30
domenica 5 giugno
- ore 13.00 / 15.00
LUOGHI
• REGISTRATION L’inde le Palais Via Dei Musei, 6
• VENUE Cierrebi Club
Via Marzabotto, 24
• FRIDAY APETIF Godot Wine Bistrot Via Santo Stefano, 12
fonte http://news.tuttobasket.net
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