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sabato 25 aprile 2020

"To Housing" stringe una collaborazione internazionale con All Out per persone Lgbt in difficoltà

Intervista ad Alessandro Battaglia, Silvia Magino e Yuri Guiana

To Housing, il progetto di co-housing sociale dell’associazione Quore, che a Torino accoglie persone Lgbt+ in difficoltà e in condizioni di estrema vulnerabilità, ha stretto una collaborazione internazionale con All Out, attraverso la campagna Grassroots Giving: un programma innovativo di raccolta fondi che mette in relazione la comunità mondiale di All Out con i gruppi locali Lgbt+.

Il lancio della campagna in Usa, Regno Unito, Italia, Francia e Germania,  è appena avvenuto e la raccolta fondi si basa sulle testimonianze di alcuni ospiti con particolare attenzione alla condizione dei rifugiati Lgbt+ che vivono una condizione di particolare emergenza a causa delle restrizioni per il Covid-19 in quanto le udienze per le richieste di asilo sono state rimandate e l’accesso all’assistenza sanitaria è diventato per loro difficoltoso quando non impossibile.

Il progetto di To Housing è realizzato, come noto, da Quore con il supporto di Regione Piemonte, Consiglio regionale del Piemonte, Città di Torino, Atc – Agenzia territoriale per la Casa di Torino e con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Banca d’Italia, Ikea, Iren, Bentley Soa e Cooperativa Di Vittorio e con la collaborazione di Cooperativa Babel, Off Topic, Banco Alimentare e Pastorale Migranti.

Gaynews ha raggiunto Silvia Magino e Alessandro Battaglia (Associazione Quore) nonché Yuri Guaiana (senior campaigns manager di All Out) per farsi raccontare di cosa si tratta.
Come è iniziata la collaborazione con All Out e quali sono stati i progressi e i passi compiuti da To Housing in questi primi quasi due anni di attività? E quali le emergenze?
Magino – Battaglia: La collaborazione con All Out è iniziata nel novembre 2019 ed ha visto in questi pochi mesi uno scambio davvero approfondito ed operativo Dall’apertura del progetto, To Housing ha potuto accogliere e sostenere 38 persone, con almeno il doppio delle richieste di aiuto, in arrivo da tutto il territorio nazionale. Alcuni ospiti hanno già potuto completare il percorso, rendendosi autonomi sia in termini lavorativi che abitativi. Considerati i frequenti vissuti traumatici e dolorosi, i percorsi di counseling psicologico si sono resi particolarmente utili ed efficaci. Altrettanto dicasi per l’orientamento al lavoro, indispensabile soprattutto in considerazione della giovane età di molti ospiti.

Grazie ad All Out possiamo dare voce a chi l’ha persa, a chi soffre l’esclusione e l’emarginazione a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere; lavoriamo con persone Lgbti vulnerabili e diamo loro sostegno affinché possano rimodellare una vita dignitosa. Per farlo abbiamo bisogno di tanti sostenitori e di sentire accanto a noi una comunità solidale.

To Housing è uno dei primi progetti Italiani promossi dalla campagna Grassroots Giving. Perché è stato scelto?
Guaiana: In questi giorni d’isolamento forzato mi sono spesso trovato a pensare a tutti coloro che non possono stare a casa perché non ne hanno una. Il numero di migranti che si rivolge ai pronto soccorso con i sintomi del Covid-19 è in aumento. Aiutare associazioni come Quore a rispondere alla crescente domanda d’aiuto da parte dei rifugiati Lgbt+ in Italia è ancora più fondamentale durante questa terribile pandemia e anche il più piccolo contributo può fare la differenza.

In tempo di Covid-19 quindi l’emergenza si è aggravata?
Magino – Battaglia: Sì, oggi più che mai, la  società si è scoperta ancora più fragile a causa dell’emergenza ma allo stesso tempo consapevole del bisogno di collettività. Quindi chiediamo di sostenere Marco, Valentina, Ahmed, Louis, Fatima e le altre e gli altri ad affrontare e superare questi momenti difficili.
fonte:  by Maurizio Galati   www.gaynews.it

sabato 26 ottobre 2019

TO HOUSING è sold out | Torino si conferma capitale dell'accoglienza LGBT

Il primo progetto nazionale di co-housing e reinserimento sociale
per persone LGBT in grave difficoltà ha esaurito i posti disponibili

Il progetto è stato  presentato giovedì 24 ottobre, a Praga all’assemblea nazionale di ILGA, l’organizzazione internazionale non governativa che riunisce le realtà LGBTQI di 45 Paesi europei

TO HOUSING, il progetto di co-housing sociale che ha aperto a Torino circa 10 mesi fa per accogliere persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) in difficoltà e in condizioni di estrema vulnerabilità è sold out.

Prima esperienza con queste caratteristiche in Italia, TO HOUSING accoglie oggi 24 ospiti in 5 appartamenti di proprietà ATC – Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale, di edilizia agevolata e non destinati alle graduatorie per le case popolari. Ottimi i risultati anche nell’ambito dell’accompagnamento al lavoro previsto dal progetto, con contratti di varie tipologie fra cui: un cantiere lavoro per un ospite, disoccupato di lunga durata in età adulta, presso la Città di Torino; un contratto a tempo determinato per uno degli ospiti diplomato e qualificato; tre contratti intermittenti (di cui uno con un’agenzia per il lavoro) per tre degli ospiti più giovani (di cui uno inserito in un percorso formativo di riqualificazione) e un contratto di tirocinio extracurriculare, finanziato dalla Regione Piemonte, con obiettivo occupazionale a sei mesi, e con percorso di riqualificazione e professionalizzazione interno che sarà finanziato dall’azienda ospitante.

Il progetto, che è stato presentato giovedì 24 ottobre, a Praga all’assemblea nazionale di ILGA (l’organizzazione internazionale non governativa che riunisce 422 realtà LGBTQI di 45 Paesi europei), nasce non solo per rispondere all’emergenza abitativa ma anche per attivare, proprio a partire da un bisogno primario e fondamentale come la casa, percorsi di reinserimento sociale. Vengono accolti eminentemente giovani tra i 18 e i 26 anni allontanati dalle famiglie di origine a causa dell’orientamento sessuale; migranti e rifugiati omosessuali, anziani LGBT in condizione di solitudine o povertà, persone transessuali e trans gender.

TO HOUSING, per il quale sabato 13 dicembre, a Torino,  è calendarizzato un importante appuntamento di finanziamento e presentazione,  è stato pensato per tutte e tutti coloro che vivono una condizione di doppia discriminazione – orientamento sessuale, origine etnica, età, condizione sociale – e si trovano in condizione di povertà e/o esclusione sociale. In questa prospettiva assicurare un luogo sicuro dove poter vivere rappresenta l’occasione per intraprendere un percorso di uscita dal disagio e di (re)inserimento socio-lavorativo. 

Un’équipe di accoglienza composta da educatori, psicologi e assistenti sociali esamina le segnalazioni (che possono arrivare anche in modo diretto contattando Quore, l’associazione a capo del progetto, via mail: tohousing@quore.org), svolge il primo colloquio e valuta l’accesso degli ospiti. La permanenza media prevista di 8 mesi può essere eventualmente estesa per completare il percorso di autonomia degli utenti.

Il progetto è realizzato dall’associazione Quore con il supporto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Città di Torino, di ATC – Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale e con il sostegno di IKEA, Iren, Bentley SOA, Philips, Cooperativa Di Vittorio, La Banca delle Visite e Medi.ca.
fonte:  Ufficio Stampa: con.testi Torino & Roma

lunedì 7 aprile 2014

Lgbt Napoli: Trans ricoverata nel reparto maschile, parlano Daniela Falanga e Rosa le trans che l’hanno accudita

Ai nostri microfoni la testimonianza di Daniela e Rosa, le due trans che si stanno prendendo cura di Maria (nome di fantasia), la trans ricoverata per un ictus in un reparto maschile

Ricoverata e denudata in un reparto maschile, senza alcun riguardo per la sua dignità né per la sua identità sessuale, soltanto perché questa non corrisponde al nome che era scritto sulla sua carta di identità.

È la triste avventura di una donna transessuale, che noi abbiamo deciso di chiamare Maria, per non aggiungere al sopruso subito l’onta ulteriore di essere identificata con uno spersonalizzante “la trans”.
Nome e genitali corrispondono al sesso maschile: ma basta questo a stabilire l’identità di una persona?

Una definizione generica, forse troppo, riduttiva, addirittura offensiva: come se l’identità di una persona potesse essere ricondotta a una sola parola, una sigla, un’etichetta vuota. O, peggio, a un nome.

Perché è questo che è accaduto quando la paziente è arrivata al San Giovanni Bosco per un ictus: leggendo il nome maschile scritto sulla sua carta di identità, corrispondente di fatto ai genitali di Maria, il personale dell’ospedale l’ha ricoverata in una stanza condivisa insieme a 4 uomini.

Lì Maria è stata spogliata senza riguardo, per essere lavata e svolgere le quotidiane abluzioni. Per fortuna con lei c’erano Daniela e Rosa, due transessuali che, venute a conoscenza del fatto, sono corse in ospedale per prestarle assistenza.
Ai nostri microfoni il loro racconto.

La testimonianza di Daniela e Rosa, le trans che hanno assistito Maria:

“Abbiamo dovuto prendere una coperta per improvvisare un paravento a una persona che è stata denudata davanti a quattro uomini, e senza alcuna premura. Una cosa che mi ha fatto sentire offesa, frustrata, ferita nella mia dignità“ racconta Daniela Falanga, delegata alle politiche trans per Arcigay Napoli.
Immediatamente Daniela e Rosa hanno discusso la questione con i responsabili della struttura ospedaliera, trovando insieme a loro un compromesso: “Fortunatamente tutti i responsabili della struttura sono stati molto comprensivi, e hanno cercato di venirci incontro come potevano” spiega Daniela.

Maria non sarà spostata in un reparto femminile, dove comunque la vista del suo corpo nudo potrebbe provocare imbarazzo nelle altre pazienti, così come accade per lei nel reparto maschile, ma durante le operazioni di pulizia sarà montato un paravento che la proteggerà dagli sguardi indiscreti, tutelando la sua intimità e rispettando la sua privacy.
In Italia non esiste ancora una legge per l’accoglienza ospedaliera delle persone transessuali

Tutto questo perché, come spiega ai nostri microfoni Antonello Sannino, presidente Arcigay Napoli, non esiste ancora una legge nazionale che stabilisca le buone pratiche che il personale medico e assistenziale deve adottare nei confronti delle persone transessuali. Uomini e donne a cui è negato molto spesso qualunque riconoscimento e diritto a una vita normale, come quella di tutti gli altri.

“La violenza sia fisica che verbale, purtroppo, ancora oggi, è all’ordine del giorno” spiega Daniela. “Io sono stata fortunata, perché nel mio percorso per diventare donna ho avuto vicino mia madre, che a un certo punto mi ha capita e ha cercato di aiutarmi”.
La stessa fortuna non è toccata invece a Rosa, che è stata cacciata di casa dai suoi genitori all’età di 16 anni, così come è successo anche a Maria, che anche oggi, nel letto di un ospedale, si trova costretta a pagare un prezzo ingiusto per la sua “diversità”.

Un paravento per proteggerla da sguardi indiscreti: questo l’unico compromesso possibile

“Per ora Maria rimarrà nella stanza in cui si trova ora, anche perché gli altri pazienti ricoverati si sono dimostrati molto disponibili e comprensivi nei suoi confronti” spiega Daniela.
“Ma” prosegue, “trovo incredibile e assurdo che in un luogo in cui bisognerebbe aiutare le persone, come un ospedale, accadano ancora queste cose, e che non ci sia uno spazio in cui accogliere i pazienti transessuali rispettando la loro privacy e le loro esigenze”.

“È una battaglia che tutti noi dobbiamo combattere, insieme, per ottenere dei risultati, come sta avvenendo in altri paesi del mondo, dove effettivamente esistono o sono in fase di elaborazione delle leggi specifiche che garantiscono il rispetto dei diritti delle persone transessuali” conclude Sannino.
Purtroppo, a oggi, la strada per l’integrazione sembra essere ancora lunga e irta di ostacoli. Come dimostra l’ “incidente” di cui Maria è diventata, suo malgrado, vittima e protagonista.
fonte http://www.roadtvitalia.it di Giuliana Gugliotti

venerdì 1 marzo 2013

Lgbt: Confraternita americana raccoglie soldi per finanziare un'operazione al loro amico trans FtoM


Una confraternita americana ha ottenuto una grande attenzione mediatica grazie ad un loro gesto di solidarietà.
Donnie Collins è un membro del gruppo da pochissimi mesi ed è in transizione per diventare maschio.

Alla nascita, infatti, lei era una femminunccia ma ha presto compreso di sentirsi dentro un corpo sbagliato.
E il suo cammino non è stato semplice.

I primi passi sono stati costosi, non poteva avere una assicurazione sanitaria e quella di sua madre non copriva le spese per questo genere di casi.
E’ riuscito ad ottenere i soldi ma non sono abbastanza anche per coprire il passo successivo, molto importante per la sua identità di genere

Donnie ha fissato un’operazione per eliminare il seno ma non ha il denaro sufficiente per il costo richiesto.

Ed è a questo punto che la confraternita Phi Alpha Tau ha deciso di sostenere il loro amico e hanno fatto un video, chiedendo donazioni per lui. L’appello ha fruttato molto più del necessario, pensate che adesso ha raccolto $19,809. Il soldi in eccesso verranno donati all’associazione benefica Jim Collins Foundation come hanno comunicato sul sito.
fonte http://www.queerblog.it da Alberto Graziola
Qui sotto il video dell’appello

giovedì 6 dicembre 2012

Lgbt: La Principessa Ereditaria di Norvegia vola in India dai figli del dipendente gay

La Principessa Ereditaria di Norvegia ha aiutato un dipendente gay del palazzo reale che non riusciva ad ottenere il visto per prendere i figli nati in India da una madre surrogata.

Ci sono i bambini e c'è la principessa in una favola che avrebbe potuto diventare un incubo. I figli sono due gemelli nati in India da una madre surrogata che li aveva destinati all'adozione di una coppia gay norvegese.

La principessa è proprio quella Ereditaria di Norvegia, Mette-Marit, che è corsa in aiuto del padre adottivo dei due piccoli, suo dipendente a palazzo reale.

Sia lui che il compagno non riuscivano ad ottenere il visto necessario per andare nel paese asiatico dai figli neonati.
Ecco che allora la principessa, una volta venuta a conoscenza della storia, ha usato il suo passaporto diplomatico per volare in India dai piccoli e portarli dai due papà.

"Si tratta di due neonati che rischiavano di rimanere orfani in un ospedale di New Delhi", ha detto la futura regina in un comunicato. "Ero in grado di volare e volevo fare quello che ero in mio potere per risolvere la questione".

Mette-Marit non ha avvertito le autorità indiane del suo arrivo e ha passato diversi giorni coi due bambini in una clinica.

Lo staff l'ha scambiata per una baby sitter che si prendeva cura dei due gemellini.
"A volte nella vita bisogna affrontare situazioni che hanno ben poche scelte e in cui bisogna agire. Questa era una di quelle", - ha concluso la reale.
fonte http://www.gay.it

martedì 4 dicembre 2012

Lgbt Napoli: Progetto Casa di i Ken, casa di pronto soccorso per ragazzi gay maltrattati in famiglia

"Sono molto soddisfatto dell'Assessore Sergio d'Angelo ( assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli) per la grande serietà e disponibilità mostrata per il progetto la Casa d'i Ken che si inaugurerà entro dicembre a Napoli" dichiara Carlo Cremona presidente dell'associazione i Ken onlus, associazione assegnataria di un bene confiscato alla Camorra destinato a Casa per ragazzi gay sottoposti a violenza o persecuzione in ambito familiare.

Abbiamo atteso molto, prima di avere la disponibilità del Comune di Napoli ad coadiuvarci e a non lasciarci SOLI in questo progetto importantissimo e lanciato da oltre due anni e che ha faticato come una gestazione complicata.

E' della scorsa settimana la proroga dell'affidamento del Bene e dell'inizio della settimana l'incontro ufficiale con il dirigente dott. Antonio Moscato e l'assessore d'Angelo per pianificare una comune strategia per inserire questo progetto in un offerta integrata di servizi socio assistenziali della città di Napoli.

Lo start up sarà possibile grazie alle donazioni di alcuni privati che ci stanno sostenendo e di cui, nei prossimi giorni saranno svelati.

Nei prossimi giorni avvieremo tutte le pratiche per attivare le utenze energetiche ed avvieremo le attività sociali. Il Comune, attraverso l'assessore d'Angelo si è reso attivo e disponibile - nei limiti dei tagli e del grave momento di crisi dello stato sociale della nostra città – a essere a fianco del progetto. La scommessa per i Ken, cercare oltre ai mezzi tradizionali di sostegno pubblico, intercettare i capitali privati, partnership, sostegno diffuso per sostenere questo progetto di volontariato e mutuo soccorso ad alta ricaduta sociale nella città e del Paese.
fonte http://www.casertanews.it Fonte comunicato stampa

lunedì 3 dicembre 2012

Lgbt: Bari, ora la casa famiglia. Da gennaio al via il registro comunale delle unioni gay

La giunta guidata da Michele Emiliano ha approvato la delibera che istituisce il tavolo tecnico per il riconoscimento dei diritti della comunità lgbtqi: a breve la nascita di una casa famiglia per tutti coloro che sono stati rifiutati dai genitori dopo aver fatto outing.
Da gennaio la vera rivoluzione


Giorgio ha 24 anni è di Bari e oggi tira un sospiro di sollievo. “Posso finalmente dire che convivo con il mio fidanzato perché lo amo”. Anna, 32, si trasferirà nel capoluogo pugliese il mese prossimo: “Se resto nel mio paesino verrò schiacciata dalla mancanza di diritti”. Annuisce accanto a loro Raffaele, più timido nell’ammettere che ora vede il futuro con meno disperazione: “Mio padre è vecchio stampo, come faccio a dirgli che sono gay? Certe volte mi sento disperato”.

Tante storie, tutte uguali nel raccontare una vita che si trasforma in un continuo salto ad ostacoli. Bari ha voltato pagina, o per lo meno ha segnato un goal nella partita per il riconoscimento dei diritti civili degli omosessuali. La giunta comunale guidata da Michele Emiliano ha approvato la delibera che istituisce il tavolo tecnico per il riconoscimento dei diritti della comunità lgbtqi (sigla che racchiude i diversi orientamenti sessuali). Parole apparentemente fredde che servono alla macchina amministrativa per dire che Bari dà il via al cambiamento.

Con il provvedimento licenziato all’unanimità dalla giunta, dopo un anno e mezzo di intenso lavoro condotto a quattro mani con le associazioni gay, lesbiche, transessuali e bisessuali baresi, nascerà una casa famiglia per tutti coloro che sono stati rifiutati dai genitori dopo aver fatto outing, dopo, cioè, aver confessato il proprio orientamento sessuale.

Un rifugio dove i volontari sapranno comprendere e accogliere chi attraversa il passaggio più difficile della propria esistenza. Non solo.
Nel giro di poche settimane sarà operativo un front office in grado di offrire informazioni di ogni genere – come la prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili – e aiuto a chiunque sentirà la necessità di richiederlo.

I funzionari del Comune per affrontare il compito del tutto nuovo dovranno seguire un corso di formazione così da essere pronti al delicato incarico.

Gli sportelli saranno particolarmente importanti anche perché accoglieranno le denunce che dovessero arrivare da chi si riterrà vittima di mobbing, attacchi omofobi, trans fobici e atti di violenza. Da gennaio 2013, inoltre, sarà attivo a pieno regime il Registro delle coppie di fatto.

Attraverso questo strumento, esistente dal 2007, si sono già registrate oltre 200 coppie che dichiarano di “convivere per motivi affettivi”. Una differenza sostanziale che consente di distinguere la convivenza di una coppia, indipendentemente dal sesso, da quella di persone che pur vivendo sotto lo stesso tetto, non sono legate da nessun tipo di vincolo affettivo.

Grazie al registro le coppie iscritte - fatti salvi criteri come reddito e numero minimo di anni di convivenza – entreranno nella graduatoria per l’assegnazione delle case popolari.

“Un primo passo”, dice Giuseppe Maffia presidente di Arcigay Bari, “ma che occorreva fare per raggiungere l’obiettivo dell’uguaglianza”. I Comuni possono agire limitatamente ai paletti che impone la legge statale. Si possono aggirare, ma non certo abbattere.

“Per questo – si augura ancora Maffia – bisogna dare un segnale al decisore centrale affinché possa adeguare l’Italia agli standard europei”.

Ne è perfettamente conscio anche il sindaco Michele Emiliano che però annuncia già di essere al fianco di chiunque chieda il suo aiuto.

“Mi viene in mente la frase che mi diceva mio padre quando tornavo a scuola con un bel voto: hai fatto la metà del dovere tuo. Oggi – dice il primo cittadino – abbiamo fatto solo il nostro dovere. Lottare contro la discriminazione e aprire le braccia alla conoscenza e all’amore verso queste persone – conclude Emiliano – è importantissimo per i singoli ma è un dovere per una Città”.

Angelo ascolta tutto senza parlare. Alla fine trova il coraggio di fare lui, l’ultima domanda: “Sai quando aprirà la casa famiglia? La notte sulle panchine inizia a far freddo”.
fonte http://www.ilfattoquotidiano.it di Mary Tota

lunedì 18 giugno 2012

Lgbt: Ambasciatore Usa David H. Thorne al Roma Pride: Orgogliosi di stare con voi

David H. Thorne ha mandato un messaggio al comitato organizzatore del Roma Pride per augurare un "happy Pride" e testimoniare vicinanza e supporto alle battaglie per i diritti delle persone lgbt.

"Noi tutti dovremo impegnarci di più per combattere l’omofobia, e in particolare il terribile bullismo omofobico e la violenza che è costata la vita a molti giovani in America e in tutto il mondo. E’ semplice: i diritti dei Gay sono diritti umani".

E' questo il messaggio che l’Ambasciatore degli Sati Uniti D’America David H. Thorne ha voluto mandare al comitato organizzatore del Roma Pride come segno di vicinanza e supporto sia alla parata romana che a tutti gli altri Pride che si sono tenuti e si terrano in Italia.

A renderlo noto è il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che in un comunicato ringrazia Thorne.

"Colgo l’occasione - scrive l'Ambasciatore - per riconoscere l’impegno e la dedizione dei nostri amici e colleghi del movimento italiano per i diritti lgbt. Noi siamo orgogliosi di essere al fianco della comunità gay italiana, e io so che molte persone nell’ambito della comunità americana si uniranno a voi alle parate delle prossime settimane. Happy Pride!"

L'Ambasciatore Thorne, che lo scorso anno fece da intermediario per chiedere a Lady Gaga di partecipare all'EuroPride, ha anche richiamato le parole del Presidente Barak Obama che, proclamando il mese dell’orgoglio gay, ha riconosciuto il grande lavoro svolto dagli attivisti e dai sostenitori dei diritti lgbt, dalle loro famiglie e dagli amici che "cercano di costruire per se stessi e gli altri una nazione dove nessuno sia considerato cittadino di seconda classe, a nessuno vengano negati i diritti fondamentali, e noi tutti possiamo essere liberi di vivere e di amare come desideriamo".

"Auspichiamo che il messaggio di uguaglianza e rispetto dei diritti che proviene dagli USA - aggiunge il Mieli ribadendo l'appuntameno per il 23 giugno al Roma Pride - giunga forte e chiaro anche alle istituzioni italiane".
fonte http://www.gay.it

sabato 9 giugno 2012

lgbt: Il Gay Pride oggi sfila a Bologna e aspetta risposte dalla politica

"Fate pure con comodo" lo slogan del corteo di oggi: concerto in piazza Maggiore e poi festa al parco Nord.
Il Pdl attacca il sindaco.
Solidarietà ai terremotati

Il Gay Pride sfila a Bologna e aspetta risposte dalla politica
"Fate pure con comodo". È uno degli striscioni che aprirà, tra poche ore, il corteo del Gay Pride nazionale a Bologna.

Ed è un messaggio alla politica, "e al ritardo in materia di diritti civili", denunciano gli attivisti Lgbt.
Migliaia di persone sono attese oggi sotto le Due torri per la parata simbolo dell'orgoglio omosessuale.

Un Pride "diverso", sensibile al terremoto che ha devastato l'Emilia, solidale con le popolazioni colpite.

Ma anche un evento simbolico: nel giugno di trent'anni fa, per la prima volta in Italia un'amministrazione comunale concesse una sede al movimento gay, a porta Saragozza. La stessa porta da cui oggi partirà il corteo per arrivare in piazza Maggiore.

Dove, e questo non avveniva da anni, un sindaco, Virginio Merola, porterà dal palco il saluto della città.

Scelta "inopportuna" per il consigliere regionale Pdl Galeazzo Bignami: "Dovrebbe concentrare le sue energie per risolvere i problemi che ci sono".

Ieri agli organizzatori è arrivato il saluto del segretario Pd Pierluigi Bersani: "Movimenti come il vostro spronano la politica a portare l'Italia nel novero dei principali paesi occidentali, non è possibile che non sia ancora stata introdotta una legge che faccia uscire dal far west le convivenze stabili tra omosessuali ".

La manifestazione. Il corteo partirà alle 15,30 da porta Saragozza, per arrivare in piazza Maggiore.

Dalle 18 sul palco di piazza Maggiore Silvia Mezzanotte,
L’Aura, Lo Coco e Mauro Venuti. Appuntamento alle 21 sotto i tendoni del parco Nord tra rock, pop e lounge, attese 7mila persone
.

La Rainbow Flag torna così a sventolare lungo le strade della città, dove mancava dal 2008. Dalla politica sono giunte diverse adesioni, a partire da Idv, Sel e Radicali.

Il Pd arriverà con una delegazione nazionale: Paola Concia
(che ha aderito personalmente alle rivendicazioni del movimento, dal matrimonio alle adozioni), Francesca Puglisi (responsabile Scuola) ed Ettore Martinelli (responsabile diritti civili).

L'incontro a Porta Saragozza è fissato alle 14.30 e dopo un'ora partirà il corteo per piazza Maggiore.

Niente carri ma tanta musica grazie alle bande che sfileranno per le strade della città, a partire dalla banda Roncati.

E poi i bambini, i papà e le mamme di Famiglie Arcobaleno (genitori omosessuali con figli), Arcilesbica e il Mit, il Movimento identità transessuale, e i cattolici di "Noi siamo chiesa".

Sul palco, dopo il saluto del sindaco, ci sarà anche Ivan Zamudio, padre di Daniel, il ragazzo cileno di 24 anni torturato e ucciso a marzo da un gruppo di neonazisti.

"Le famiglie ancora non si rendono bene conto della violenza che subiscono i loro figli. Vogliamo una legge contro l'omofobia" dice Flavia Madaschi, responsabile di Agedo Bologna, associazione di famiglie con figli omosessuali.

Spazio anche alla solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto. Al Nettuno, dalle 14, sarà allestito un mercatino che venderà aceto, pane ferrarese e 600 kg di parmigiano reggiano, oltre alla raccolta fondi delle Arci. Mentre una parte degli incassi del party di finanziamento al Parco Nord, una maratona musicale notturna che questa sera ha in programma decine di artisti e dj, sarà destinata ai terremotati.

fonte http://bologna.repubblica.it di ROSARIO DI RAIMONDO

venerdì 8 giugno 2012

Lgbt Bologna: Gay Pride ospiti d'eccezione e iniziative solidali per vittime del terremoto domani Sabato 9 giugno

Mario Venuti, Silvia Mezzanotte, Antonella Lo Coco e L'Aura: la loro musica sabato il 9 giugno a sostegno del Bologna Pride in piazza Maggiore.

Poi lunga sfilza d'eventi e tutte le iniziative messe in atto per raccogliere fondi pro terremotati

Mario Venuti, Silvia Mezzanotte, Antonella Lo Coco e L'Aura porteranno la loro musica in piazza Maggiore

La grande mobilitazione della comunità Lgbt (lesbica, gay, bisex, transessuale) che quest'anno diventa anche una macchina di solidarietà a sostegno delle popolazioni emiliane colpite dal terremoto, mettendo in campo il cartellone di iniziative "Bologna Pride per l'Emilia": dai mercatini di parmigiano reggiano e prodotti agricoli dei territori martoriati dal sisma, all'asta dei biglietti per i concerti italiani di Madonna e delle opere d'arte donate da alcuni giovani creativi, dai carri allegorici lasciati in garage e conseguenti risparmi versati in donazione, ai gazebo di volontari per raccogliere donazioni in piazza, al party di finanziamento conclusivo, il più grande dell'Emilia Romagna (7000 partecipanti nel 2008) il cui utile sarà devoluto ai terremotati.

Tra gli ospiti della giornata conclusiva del Pride nazionale 2012 anche Ivan Zamùdio, papà di Daniel, il 24enne cileno torturato e ucciso lo scorso marzo a Santiago da un gruppo di neo-nazisti, la cui tragica fine dopo 24 giorni di agonia ha dapprima commosso il mondo e poi costretto il parlamento cileno ad approvare a tempo record una legge contro la violenza anti-gay, come quella già in vigore in molti paesi europei ma ancora assente in Italia, causa opposizione dei partiti di centro-destra.

Rivisto all'ultimo minuto il percorso del corteo. Che rinuncia ai carri allegorici ma guadagna la musica di numerose bande folkloristiche della tradizione emiliana, guidate dalla Banda Roncati. Se la partenza da piazza di Porta Saragozza (sede storica del circolo Arcigay "Il Cassero") e l'arrivo in piazza Maggiore restano invariati, più centrali, rispetto alla proposta originaria, le vie attraversate dai manifestanti: Frassinago, Sant'Isaia, piazza Malpighi, Marconi, dei Mille, Indipendenza e Rizzoli.

A partire dalle 14,30 il concentramento a Porta Saragozza, a due passi dal monumento in ricordo delle vittime omosessuali del nazi-fascismo, e davanti al Cassero che esattamente trent'anni fa fu la prima sede concessa da una pubblica amministrazione italiana ad un'associazione Lgbt.

Il corteo si muoverà dopo circa un'ora. Alla testa, come previsto, le Famiglie arcobaleno (associazione genitori omosessuali), che faranno a meno del loro trenino per devolvere i soldi dell'affitto ai terremotati e rimedieranno con più consueti passeggini.

Il palco di piazza Maggiore inizierà ad animarsi alle 18 con Vladimir Luxuria, tradizionale anfitriona dei pride bolognesi, e con le esibizioni degli ospiti musicali.

Dopo l'arrivo del corteo inizieranno gli interventi dei portavoce delle associazioni Lgbt e degli amministratori: tra questi anche un saluto del sindaco Virginio Merola. Lo stesso Ivan Zamùdio prenderà la parola accanto ai rappresentanti dell'associazione italiana dei papà e delle mamme con figli omosessuali, Agedo, che l'ha invitato in Italia.

Entro le 21 la manifestazione in piazza Maggiore dovrebbe concludersi, e l'appuntamento successivo è al Party di finanziamento al Parco Nord (via Stalingrado 83), che quest'anno cercherà non solo di coprire le spese del Pride, ma anche di raccogliere fondi per i terremotati.

Stando alle cifre dell'edizione del 2008, si tratta della più grande festa di fund-raising della regione. Una maratona notturna di musica e intrattenimento con decine di dj e artisti in grado di richiamare migliaia di persone.

Tra gli altri saranno presenti Immanuel Casto, Hard Ton, Ellen Allien, Janina Stars, Minerva Lowenthal e Eleonora Magnifico.

Per tutta la notte sarà garantito un servizio taxi multiplo con parcheggio direttamente al Parco Nord (ingresso 15 euro, prevendite al Cassero, via Don Minzoni 18, tel. 051 649 4416).


TUTTE LE INIZIATIVE A SOSTEGNO DEI TERRITORI COLPITI DAL SISMA- Innanzitutto l'organizzazione ha eliminato dal corteo i carri allegorici invitando tutte le associazioni a versare la cifra corrispondente a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto.

La mattina del 9 giugno, poi, piazza Nettuno ospiterà dalle 10 un piccolo mercato di solidarietà con i prodotti delle aziende agroalimentari: latticini, riso, farina, uova biologiche provenienti dalle aziende Cerutti di Bondeno (Fe) e Casumaro di Cavezzo (Mo), due dei paesi maggiormente danneggiati dalle scosse, oltre a 600 kg di Parmigiano Reggiano.
Per queste iniziative si ringraziano l'associazione La Pillola di Bologna e ad Arcigay Modena.

A Porta Saragozza, dalle 12 e 30, alcuni giovani creativi metteranno in vendita i loro lavori destinando i proventi alle zone colpite dal sisma attraverso l'associazione Mani tese di Finale Emilia. Sempre nel luogo di partenza della manifestazione troveranno posto i banchetti dei circoli Arci emiliani, attivamente impegnati nel fund-raising pro terremotati.

Una vera e propria asta avrà invece per protagonista il web: lì infatti verranno messi in vendita al miglior offerente dieci biglietti "vip" per il concerto di Madonna del prossimo 16 giugno allo stadio Artemio Franchi di Firenze. I biglietti sono stati messi a disposizione dal portale Gay.it e dal Nelson Mandela Forum. I proventi saranno devoluti alle popolazioni terremotate.

Infine la festa di finanziamento al parco Nord con cui si conclude il programma del Pride devolverà una parte dell'utile alle popolazioni terremotate.

Per tutte le donazioni in denaro il Bologna Pride indica il conto corrente nazionale attivato da Arci :
c/c 145350
Iban: IT 39 V 05018 03200 000000145350
intestazione: ASSOCIAZIONE ARCI
causale: EMERGENZA TERREMOTO IN NORD ITALIA
Via dei Monti di Pietralata, n.16
00157 Roma

fonte http://www.bolognatoday.it/

giovedì 31 maggio 2012

Lgbt: Bologna Pride senza carri. Tutte le iniziative a sostegno dei terremotati


Il Comitato Pride ha deciso di portare in piazza tra 10 giorni a Bologna non solo le rivendicazioni della comunità lgbt ma anche una grande macchina di solidarietà

In queste ore di apprensione per il sisma che ha colpito l'Emilia, si è aperta una riflessione sul Pride nazionale che il capoluogo emiliano si appresta ad accogliere il prossimo 9 giugno.

Facendo tesoro delle tantissime proposte giunte in queste ore, il Comitato Pride ha deciso di esplorare la possibilità di portare in piazza tra 10 giorni a Bologna non solo le rivendicazioni della comunità lgbt ma anche una grande macchina di
solidarietà, un esercizio di Resistenza che renda onore alla tradizione e alla tempra degli emiliani, un gesto di civiltà esemplare da parte di chi proprio per la civiltà scende ogni anno in piazza.

Il prossimo 9 giugno a Bologna, quindi, il Pride ci sarà: perché il Pride è innanzitutto la denuncia di un vuoto nei diritti e di conseguenza nelle vite delle persone gay, lesbiche e trans del nostro Paese. Questo vuoto non si sospende, non conosce tregua, e miete vittime nel silenzio.

Ma soprattutto la denuncia di questo vuoto e le rivendicazioni che da anni la comunità lgbt sostiene non hanno nulla di offensivo né di incompatibile con il tragico momento che l'Emilia sta attraversando.

Ma il Pride si rappresenta come una festa e non è di certo festoso l'animo di un Paese in lutto: per questo il Comitato Pride ha deciso di mutare i connotati di questa festa privilegiando il senso dello stare insieme e proponendo un modello concreto di cittadinanza attiva: pertando il corteo del 9 giugno non avrà carri addobbati né impianti amplificati per la diffusione della musica, accogliendo l'iniziativa spontanea di alcune realtà associative che da subito hanno chiesto di devolvere quelle risorse ai territori colpiti dal sisma e invitando tutte le altre a fare altrettanto.

Lo stesso Bologna Pride destinerà i fondi del carro di apertura alle popolazioni colpite dal sisma.

Non sarà comunque un corteo silenzioso: alcune bande cittadine, guidate dalle bande musicali che offriranno ai manifestanti le musiche della tradizione emiliana, che il 9 giugno più che mai racconteranno la storia di comunità che non si arrendono.

Durante tutta la manifestazione alcune associazioni del circuito Arci delle cittadine colpite dal terremoto gestiranno direttamente una raccolta fondi. Inoltre, in piazza Maggiore, punto d'arrivo della manifestazione, sarà allestito un piccolo mercato agroalimentare che metterà in vendita i prodotti delle aziende danneggiate dall'evento tellurico.

Infine. la festa di finanziamento al parco Nord con cui si conclude il programma del Pride devolverà una parte dell'utile alle popolazioni terremotate.

Per tutte le donazioni in denaro il Comitato Pride indica il conto corrente nazionale attivato da Arci : c/c 145350 Iban: IT 39 V 05018 03200 000000145350 intestazione: ASSOCIAZIONE ARCI - causale: EMERGENZA TERREMOTO IN NORD ITALIA - Via dei Monti di Pietralata, n.16 -00157 Roma

Queste iniziative sono state messe in campo previo confronto con le istituzioni, prima fra tutte l'amministrazione comunale, che ringraziamo per il sostegno e la fiducia.

Ulteriori dettagli saranno forniti nella conferenza stampa che sarà convocata per il 5 giugno a palazzo d'Accursio.
fonte http://www.gaynews.it/ di Arcigay

giovedì 17 maggio 2012

Lgbt: Oggi 17 maggio Giornata contro Omofobia e Transfobia Arcigay "Denunciate" tutti gli eventi di oggi

Iniziativa in tutta Italia per dire no al'omofobia. Arcigay lancia la campagna "Io Denuncio".
Domani alla Camera presentazione rapporto Istat alla presenza di Fini.

Ecco tutti gli appuntamenti:

Dal 2005 il 17 maggio ricorre la Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia, istituita dall'Unione Europea a quindici anni esatti dalla rimozione dell'omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall'OMS.

E' un'occasione che tutta la comunità lgbt coglie per richiamare l'attenzione su un fenomeno che sembra ben lontano dallo scemare e sulla mancanza in molti paesi, tra cui l'Italia, di una tutela legale per le vittime e le potenziali vittime della violenza omofoba.
Molte le iniziative organizzate in tutta Italia, dai dibattiti ai presidi passando per le presentazioni di libri e le proiezioni.

Si intitola "Io denuncio", la campagna lanciata per l'occasione da Arcigay e che si rivolge direttamente alla comunità lgbt con 10 mila manifesti e oltre 80 mila flyer distribuiti dai comitati locali dell’associazione su tutto il territorio.

“Io denuncio - spiega Maura Chiulli, responsabile nazionale cultura dell’associazione - vuole promuovere il ricorso alla denuncia quale strumento di contrasto all'omofobia.

Denunciare è non essere né complici né vittime.
Denunciare è un grande atto di responsabilità, sia che si subisca una violenza per il proprio orientamento sessuale, sia che si sia spettatori di un abuso”.

La campagna, realizzata da Noemi Valeri, per la parte grafica, e con il contributo della fotografa Elisabetta Chinarelli, rappresenta i volti di donne e uomini, madri, padri, nonne, figli, fratelli, eterosessuali e omosessuali, che con un gesto di verità, a viso scoperto, chiedono di non aver paura di denunciare la violenza subita.

Sono i ritratti, ottenuti grazie all’impegno del comitato di Arcigay Rimini che ha ideato la campagna, dei cittadini e delle cittadine della città che hanno scelto con entusiasmo di partecipare alla realizzazione di questo progetto nazionale.

Oltre alla campagna di sensibilizzazione Arcigay sarà impegnata in decine di iniziative (conferenze, flash mob, sit in, volantinaggi, banchetti informativi…), che coinvolgeranno ben oltre 40 città (qui l'elenco completo delle iniziative dei comitati Arcigay).

Tra gli innumerevoli eventi, ad esempio, a Milano, è organizzata una staffetta di 65 chilometri che toccherà 10 comuni dell’hinterland quale “simbolo della velocità con cui il Parlamento dovrebbe intervenire per recuperare il ritardo sui temi di eguaglianza, rispetto e parità”. A Bologna un autobus colorato e targato Pride porterà la visibilità lgbt in provincia con momenti di sensibilizzazione contro l’omofobia per invitare tutti al Bologna Pride 2012 del 9 giugno prossimo.

A Foggia, che ha visto nascere Arcigay solo nel marzo 2012, il comune e la provincia esporranno per tutta la settimana la bandiera di Arcigay. A Catania si terrà una performance di “artisti di strada contro l’omofobia”, a Cuneo il programma degli eventi copre un intero mese e così via.

“E’ il no corale del Paese all’omofobia e alla transfobia, vere e proprie piaghe sociali che necessitano l’attivazione immediata di questo Parlamento e un impegno concreto di tutti nel contrastarle - spiega Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay.

Solo nel 2011 abbiamo registrato in Italia, nel nostro report che diffondiamo ogni anno, più di 50 di casi di omofobia. Il dato sottostima il fenomeno: omosessuali, lesbiche e trans non denunciano per paura.

Alle ore 10 di domani mattina, l’Associazione Radicale Certi Diritti incontrerà alla Camera dei deputati la Global Initiative for Sexuality and Human Rights (Gishr) dell'Organizzazione Internazionale Heartland Alliance for Human Needs & Human Rights, che opera in diversi Paesi per la promozione e la difesa dei diritti umani, mentre è prevista per le 11.30 la presentazione del Rapporto Istat su: "La popolazione omosessuale nella società italiana" con la presenza di molte associazioni ed esponenti Lgbt e il Presidente della Camera Gianfranco Fini.

In contemporanea, i Radicali Roma, insieme a decine di associazioni romane che si battono per i diritti civili, consegneranno agli uffici del Campidoglio oltre 7.000 firme per una proposta di Delibera di Iniziativa Popolare, raccolte negli ultimi tre mesi, che ha l’obiettivo di riconoscere le Unioni Civili anche nella Capitale.

Contrariamente a quanto accaduto lo scorso anno, a Palermo si terrà la veglia di preghiera inmemoria delle vittime dell'omofobia voluta dall'associazione di gay cattolici Ali d'aquila con il via libera e la partecipazione attiva della Curia.

La veglia si terrà a partire dalle 21 presso la chiesa di San Gabriele Arcangelo. Ad organizzarla, oltre al gruppo Ali d'Aquila, anche Comunità di San Francesco Saverio, Parrocchia di San Gabriele Arcangelo, Parrocchia di San Giuseppe Artigiano, Laici Comboniani, Chiesa Luterana di Palermo, Chiesa Valdese di via Spezio di Palermo, Chiesa Valdese di Trapani e Marsala.
fonte http://www.gay.it

venerdì 27 aprile 2012

Lgbt: A Napoli una casa per salvare le/i trans ripudiati

Quando rivelano la propria identità sessuale, spesso le famiglie li cacciano di casa.

Non a Napoli, dove è nato il il primo consultorio del Mezzogiorno per transessuali.
Loro sono tanti, più di 2500.

E qui arrivano per migliorare la qualità della propria vita, trovare un lavoro, dialogare, avere un supporto psicologico

Quando rivelano la propria identità sessuale, spesso le famiglie li cacciano di casa.
Non a Napoli, dove è nato il il primo consultorio del Mezzogiorno per transessuali.
Loro sono tanti, più di 2500.

E qui arrivano per migliorare la qualità della propria vita, trovare un lavoro, dialogare, avere un supporto psicologico.

Tra le attività messe in campo nel consultorio, servizi di informazione e prevenzione socio-sanitaria ma anche orientamento, tutela legale, sostegno all'inserimento lavorativo.

Il progetto, inoltre, prevede la realizzazione di «Marcella» casa di accoglienza temporanea che ospiterà transessuali in stato di bisogno. «Ancora oggi nel 2011 - ha spiegato Loredana Rossi, presidente associazione Trans Napoli - i transessuali vengono allontanati dalle proprie case e famiglie e, dunque, la realizzazione di questo progetto e della casa di accoglienza eviterà che i transessuali intraprendano la vita di strada».
Lo spazio sarà individuato tra i beni patrimonio del comune.

L'iniziativa, realizzata dalla cooperativa sociale Dedalus, è patrocinata dal comune e sostenuta dalla Fondazione con il Sud, in collaborazione con l'Università Federico II, la Asl Napoli 1 e una fitta rete di associazioni tra cui Federconsumatori, Movimento di identità transessuale e Associazione Trans Napoli.
fonte http://www.gqitalia.it di Giuditta Avellina

giovedì 26 aprile 2012

Lgbt: Anziani gay una ricerca a Rimini. Compila il questionario

Per rispondere al questionario clicca qui:
(ci vorranno solo pochi minuti)

QUESTIONARIO PER PERSONE LGBT NON GIOVANI O ANZIANE, O SENSIBILI AL TEMA AL LINK:
https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dERMLUlKWVY2aERCbm95NjVRLWkyanc6MQ&ifq

QUESTIONARIO PER I RESPONSABILI DEI COMITATI ARCIGAY AL LINK:
https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dExOSlJNRC1NVzJXcUpjTHFLQU9YRGc6MQ

Il XIII Congresso Nazionale Arcigay ha approvato un ordine del giorno sul tema dell’anzianità lgbt dal titolo “L’uomo è quel che diventa e diventa quel che sogna” (http://www.arcigay.it/22406/l%E2%80%99uomo-e%E2%80%99-quel-che-diventa-e-diventa-quel-che-sogna/) in cui si affermava per la prima volta “la necessità di promuovere la partecipazione delle persone lgbt anziane come una risorsa strategica per la crescita dell’Associazione”.

Il Comitato Provinciale Arcigay “A. Turing” di Rimini, che si è fatto promotore dell’ordine del giorno, intende avviare un’indagine conoscitiva sui territori organizzando una prima raccolta di informazioni sull’argomento.

La rilevazione consiste in due questionari: il primo che dovrà essere compilato a cura dei responsabili del Comitato (Presidente/Consiglio direttivo), e il secondo che dovrà essere trasmesso a singole persone, sia interessate direttamente che sensibili alla realtà in oggetto.

L’obiettivo è prima di tutto quello di effettuare un rilevamento conoscitivo della realtà esistente dell’anzianità lgbt su cui chiediamo la collaborazione dei Comitati per la diffusione e la raccolta dei questionari, secondariamente si vogliono creare i presupposti per costituire una rete di volontari e volontarie per organizzare attività rivolte ad anziani lgbt.

Confidiamo nella vostra partecipazione al progetto e attendiamo le risposte ai questionari che potranno essere indirizzate alla mail rimini@arcigay.it.

Scarica il questionario andando a questo LINK:
http://www.arcigay.it/35290/anziani-gay-una-ricerca-a-rimini-compila-il-questionario/

Maura Chiulli
Presidente Arcigay “A. Turing” Rimini
Responsabile nazionale Arcigay Cultura
Alessandro Tosarelli
Responsabile progetto “L’uomo è quel che diventa e diventa quel che sogna” Rimini
fonte http://www.arcigay.it

venerdì 6 aprile 2012

LGBT: DAL 6 ALL'8 APRILE 2012 TORNA BONSAI AID AIDS

Associazione Nazionale per lotta contro l'AIDS

Da 20 anni Bonsai Aid AIDS rappresenta un importante momento di aggregazione intorno al problema dell'AIDS.

Quest'anno la manifestazione si svolgerà nei giorni 6, 7 e 8 aprile.
In circa 3000 piazze italiane saranno allestite postazioni ANLAIDS
per informare e sensibilizzare la popolazione sull'infezione da HIV, sulla prevenzione, sulla ricerca e sulla lotta allo stigma.

Tutti coloro i quali offriranno il proprio contributo ad ANLAIDS Onlus
potranno avere un Bonsai, da sempre simbolo dell'Associazione.
PER INFO PIAZZE AL LINK:
http://www.anlaids.org/web/index.php?pag=281
fonte http://www.anlaids.org

sabato 17 marzo 2012

Stati Uniti senzatetto lgbt: la nuova frontiera delle battaglie gay

Sono giovani, sono gay e sono stati cacciati di casa dai loro genitori a causa della loro omosessualità.

Moltissimi adolescenti, almeno negli Stati Uniti, sono costretti ogni anno a sopravvivere nelle strade dopo che le loro famiglie li hanno sbattuti fuori perché sono gay.

La prossima frontiera dei diritti lgbt, secondo molti attivisti, è proprio la cura e la tutela di questa gioventù abbandonata, minacciata, messa a rischio quotidianamente nelle principali metropoli del benessere, dove spesso per sopravvivere si arriva a vendere il proprio corpo, con la possibilità di essere sottoposti a violenze e soprusi di ogni genere.

Secondo il National gay and lesbian task force, dei 600mila adolescenti senza fissa dimora negli Stati Uniti una quota fra il 20 e il 40% è composta da gay e lesbiche; ed è a loro che si rivolgono le iniziative di decine di associazioni che puntano quantomeno ad alleviare questa piaga sociale.

L’ultimo passo è stato coinvolgere la Casa Bianca: alcuni membri dell’Amministrazione Obama hanno ospitato a Detroit un convegno nazionale sul problema dell’accoglienza e i senzatetto nelle comunità lgbt in America: tra i partecipanti anche il presidente del Consiglio comunale di Detroit City Charles Pugh, che è dichiaratamente gay.

Proprio a Detroit c’è l’unica associazione non profit del Midwest che si occupa di giovani lgbt, il Ruth Ellis Center.

Senza supporto, senza aiuto, senza protezione le migliaia di giovani abbandonati dai genitori e costretti a vivere per la strada sono destinati a una vita di privazione, violenze, negazione della dignità e marginalità.

Quando invece intervengono conoscenti, amici o associazioni, la possibilità di uscire dal degrado è sempre possibile
fonte http://www.queerblog.it

giovedì 15 marzo 2012

Apre a New York il nuovo centro sociale per gli “anziani LGBT”

Il 1 di Marzo ha aperto le sue porte, a New York, il SAGE Innovative Senior Center, il primo centro sociale negli Stati Uniti destinato in modo specifico alle necessità degli “anziani” GLBT”.

SAGE si somma agli altri 258 centri per anziani della città, e sarà amministrato dal dipartimento del welfare. All’interno della struttura gli anziani appartenenti alla comunità LGBT potranno trovare un’ambiente dove socializzare, assistere a corsi d’informatica e ginnastica, a seminari riguardanti salute e sicurezza e partecipare ad uscite culturali.

Per molti anziani omosessuali, questo posto, rappresenta un’ambiente accogliente, con quella famigliarità che non hanno mai potuto trovare altrove, per colpa del loro orientamento sessuale.

Secondo Michael Adams, direttore esecutivo del SAGE, il centro cambierà la vita degli anziani LGBT di New York, e sarà un raggio di luce in lungo e in largo per tutto il paese.

Secondo Christine Quinn, presidente del consiglio comunale, nonché omosessuale con la carica più alta in città, l’apertura del centro, rappresenta una nuova pietra miliare per gli omosessuali newyorchesi, insieme all’approvazione del matrimonio egualitario lo scorso anno.
fonte http://gaymagazine.likepage.it da Daniele

mercoledì 25 gennaio 2012

Lgbt: Per il sostegno alla causa gay un premio ad Anna Wintour

La direttrice di Vogue America riceverà l’ambito riconoscimento il mese prossimo.

Anna Wintour sarà insignita dell’Ally Award dalla Human Right Campaign (HRC) grazie al suo impegno nel sostenere i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

La direttrice di Vogue Usa ha sempre sostenuto la parità dei diritti degli omosessuali e l’ente è fiero di poter riconoscere i suoi sforzi.

“Premiamo Anna Wintour per la sua grazia, la sua dignità, il suo stile, la filantropia e la generosità”, ha dichiarato il presidente dell’HRC Joe Solmonese in una nota.

“Siamo fieri di onorarla con l’Ally for Equality Award per il suo impegno a favore della comunità gay attraverso un lavoro per l’equiparazione del matrimonio, le iniziative nel campo della lotta all’AIDS/HIV e la ‘It Gets Better Campaign’”.

A maggio 2011 l’icona della moda ha realizzato un video sull’equiparazione del matrimonio, a supporto delle nozze gay.

Il prossimo 4 febbraio riceverà il premio dal creatore di “Glee”, Ryan Murphy, che presenterà la cerimonia dell’HRC.
fonte http://gaynews24.tumblr.com

giovedì 12 gennaio 2012

Lgbt: A Napoli 2500 trans trovano «casa» un consultorio per chi vive nel disagio

in foto Loredana Rossi, sostenitrice di de Magistris

Promosso da Dedalus L'iniziativa per rimuovere discriminazioni e contrastare la vita di strada.
De Magistris: una prova di accoglienza.

A Napoli nasce il primo consultorio del Mezzogiorno per transessuali. L'iniziativa, realizzata dalla cooperativa sociale Dedalus, è patrocinata dal comune e sostenuta dalla Fondazione con il Sud, in collaborazione con l'Università Federico II, la Asl Napoli 1 e una fitta rete di associazioni tra cui Federconsumatori, Movimento di identità transessuale e Associazione Trans Napoli.

Il consultorio viene realizzato nell'ambito del più ampio progetto «Altri luoghi» che si propone di avviare iniziative per la tutela della salute e dei diritti delle persone transessuali.

Destinatari, transessuali e transgender che vivono in situazioni di marginalità o disagio, anziani, soggetti non autosufficienti o allontanati dalle proprie famiglie.

«Appoggiamo questa iniziativa con molta convinzione, ha detto il sindaco Luigi de Magistris, e Napoli, ancora una volta, con tutti i suoi limiti, dimostra di essere città dell'accoglienza, del la solidarietà e delle libertà civili e sociali».

Il capoluogo, secondo i dati riferiti dal primo cittadino, conta sul proprio territorio circa 2.500 transessuali.
Obiettivi del progetto, migliorare il benessere e la qualità della vita dei trans; facilitare l'accesso ai servizi; favorire i percorsi di inserimento lavorativo; rimuovere le discriminazioni e contrastare la violenza attraverso la cultura, la formazione e l'informazione.

Tra le attività che saranno messe in campo nel consultorio, servizi di informazione e prevenzione socio-sanitaria presso lo sportello ubicato nel Distretto 31 della Asl Napoli 1, orientamento, tutela legale, sostegno all'inserimento lavorativo.

Il progetto, inoltre, prevede la realizzazione di «Marcella» casa di accoglienza temporanea che ospiterà transessuali in stato di bisogno.

«Ancora oggi nel 2011 ha spiegato Loredana Rossi, presidente associazione Trans Napoli, i transessuali vengono allontanati dalle proprie case e famiglie e, dunque, la realizzazione di questo progetto e della casa di accoglienza eviterà che i transessuali intraprendano la vita di strada.

Ringrazio, ha aggiunto, l'amministrazione e il sindaco che stanno tentando di far diventare quelli che fino a oggi sono stati considerati cittadini di serie B, al pari di cittadini di seria A».

Dal Comune, infine, sarà messo a disposizione un luogo per poter realizzare, come spiegato da de Magistris, «inclusione, sostenibilità e accoglienza».
Lo spazio sarà individuato tra i beni patrimonio del comune.
Presenti in sala, inoltre, gli assessori alle Politiche sociali e alle Pari opportunità, rispettivamente, D’Angelo e Tommasielli
fonte Ansa, via http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it

venerdì 18 novembre 2011

Lgbt Verona: Luxuria all’inaugurazione del primo Servizio Accoglienza Trans nel Veneto


Si è tenuta il 4 novembre al Circolo Pink di Verona l’inaugurazione del primo servizio d’accoglienza trans, transgender e con problematiche legate all’identità nel Veneto.

L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Barbieri da Gianni Zardini e Laurella Arieti del Circolo Pink e dalla consulente Laura Sebastio.

Madrina dell’evento è stata Vladimir Luxuria, transgender popolarissima grazie alle sue apparizioni in televisione come attrice, attivista, politica, scrittrice.

L’obiettivo del Circolo Pink è quello di offrire uno sportello e un’assistenza diretta e gratuita per persone che ne avessero bisogno.

Ma cosa si intende con la parola transessuale/transgender? La transessualità è la condizione di una persona la cui identità sessuale fisica non corrisponde alla condizione psicologica dell’identità di genere maschile o femminile e che, spesso, si pone come fine l’obiettivo di un cambiamento del proprio corpo, attraverso interventi medico-chirurgici.

Il transessuale è una persona tormentata quindi, che non riesce a conciliare il suo aspetto esteriore con l’identità interiore, si sente diverso da come appare e spesso il corpo viene percepito come un qualcosa di estraneo, una prigione.

Per adattare l’apparire all’essere è disposto a sottoporsi a vari interventi chirurgici, spesso affrontati in solitudine, in quanto emarginati, non compresi e non supportati nemmeno dalla propria famiglia.

È evidente dunque che non basta assumere smodate dosi di ormoni o affidarsi al bisturi di un chirurgo qualsiasi senza un’adeguata informazione, ma soprattutto senza un supporto psicologico consono. In situazioni come queste è necessario un aiuto anche a livello umanitario, affettivo.

“Il servizio è gratuito”, informano i promotori Zardini e Arieti,
“è offerto alle persone con problematiche di identità di genere e prevede anche consulenza psicologica, gruppi di auto-aiuto e informazione legale”.

“In Italia la legge 164/82”, aggiungono poi, “prevede la possibilità di cambiare sesso con il sostegno del Servizio Sanitario pubblico dopo una serie di valutazioni mediche e psicologiche, ma nel Veneto, in particolare, non è attivo alcun servizio di accoglienza, di sostegno, di informazione, per cui invitiamo la sanità pubblica ad aprire uno spazio.

Questo di Verona vuol essere un punto di riferimento per chi si sente solo nell’affrontare i propri dubbi”.

Vladimir Luxuria si definisce transgender.
Di nascita appartenente al sesso maschile ma nella vita ha adottato esclusivamente un ruolo di genere femminile.
Si è sottoposta a vari interventi di chirurgia estetica ma non ha mai cambiato sesso tramite operazione chirurgica.

È stata la guest star della serata nonché figura simbolo per molte trans.
È apparsa sinceramente emozionata e commossa ed ha espresso il suo entusiasmo per il servizio svolto dal Pink riconoscendo, in primis per esperienza personale, l’esigenza di un punto di riferimento, di una voce amica, di una mano per combattere la solitudine.

“Grazie alla mia popolarità”, commenta Luxuria, primo deputato transgender eletta in un parlamento europeo, “sono diventata un riferimento per tante trans adolescenti che si sentono sole. Un servizio di accoglienza come questo può evitare che cadano nelle mani di gente senza scrupoli, di chirurghi macellai o che assumano ormoni in modo incontrollato con gravi conseguenze psichiche.

Inoltre è giusto che non si vedano costrette ad uscire dal Veneto per avere informazioni da specialisti competenti. Gli enti locali, qui assenti, dovrebbero prendere in considerazione i cittadini con problemi di identità di genere e fornire l’assistenza necessaria, non è una questione ideologica né partitica.”

Nella speranza di aver messo in luce un argomento importante e che gli enti locali aprano gli occhi su queste problematiche da non sottovalutare, riportiamo di seguito le informazioni pratiche utili.

SAT Il servizio sarà attivo tutti i mercoledì dalle ore 19.30/21.30 a partire dal 2 novembre 2011 presso la sede del Circolo Pink in Via Scrimiari 7 a Verona.
Info e appuntamenti: 342 6318831 – 045 8012854

Un’articolo di Ilaria Stradoni
fonte: giornaleilreferendum.com via http://www.vladimirluxuria.it/