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lunedì 6 ottobre 2025

Danza > Riaprite i corpi di ballo delle Fondazioni lirico-sinfoniche! Firma questa petizione

Il problema

In Italia esistono circa 1 milione e mezzo di allievi che studiano danza nelle migliaia di scuole di ballo presenti sul territorio, sostenuti, economicamente e moralmente, dalle relative famiglie. 1 milione e mezzo di allievi che, ad oggi, non hanno la possibilità di costruirsi un futuro professionale nel nostro paese.

In Italia ci sono 14 Fondazioni lirico-sinfoniche (il Teatro Petruzzelli di Bari, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Lirico di Cagliari, il Teatro Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, il Teatro La Fenice di Venezia e l’Arena di Verona), teatri eccellenze a livello nazionale ed internazionale, finanziati dallo Stato con circa la metà dei fondi pubblici destinati a tutto lo Spettacolo dal Vivo, proprio per avere, al loro interno, masse artistiche a tempo indeterminato, con le quali produrre opera lirica, musica sinfonica e balletto 12 mesi all’anno. 

Ci sono 14 Fondazioni lirico-sinfoniche, 14 Sovrintendenti, 14 orchestre, 14 cori, 14 settori tecnici, 14 settori amministrativi, ma soltanto 4 corpi di ballo (Milano, Roma, Napoli e Palermo).
Esiste un +1, che rappresenta la situazione di Verona, dove, nonostante la chiusura del corpo di ballo nel 2017, la Fondazione, da allora fino ad oggi, ha continuato a bandire audizioni e ad assumere danzatori, ma solo con contratti a tempo determinato, incarnando, così, l’apice del precariato.  

Tutte le altre Fondazioni, tranne l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, che si occupa solo di spettacoli sinfonici, continuano a produrre balletto esternalizzando l’attività, quindi affidandola a compagnie esterne (estere o italiane; quest’ultime, spesso, impongono ai danzatori condizioni lavorative illecite ed estremamente instabili), e per le opere con balletto assumono danzatori, in difformità rispetto a quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, quindi non tramite selezioni pubbliche e non tramite contratti di tipo subordinato, ma con contratti di tipo autonomo o a partita iva o talvolta inquadrandoli come mimi, che poi mimi non sono poiché sul palcoscenico è richiesto loro di danzare, svilendo, in questo modo, la professione di danzatrice e di danzatore. 

In pratica, lo Stato finanzia con centinaia di milioni di euro le Fondazioni lirico-sinfoniche per produrre anche balletto e le Fondazioni, con questi soldi (le nostre tasse!), pagano agenzie private esterne per fare, al posto loro, quello che loro stesse dovrebbero fare, impedendo di fatto alle danzatrici e ai danzatori italiani di poter lavorare per questi enti.
Si contano circa 350 produzioni esternalizzate negli ultimi 6 anni; considerando una media di 4/5 spettacoli per ogni produzione, si contano 1.400/1.750 spettacoli esternalizzati.

Negli ultimi due anni sono state approvate, dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, le nuove dotazioni organiche delle Fondazioni lirico-sinfoniche.
Su un totale di 4.715 posti (orchestra, coro, ballo, tecnici, amministrativi) di lavoro a tempo indeterminato, quelli riservati ai danzatori sono solo 212, il 4,5% del totale dei posti disponibili.
1 milione e mezzo di allievi che studiano danza in Italia e poco più di 200 posti di lavoro, peraltro già occupati, in tutto il paese. 

Secondo la fotografia risalente a giugno/luglio 2021, sono presenti danzatrici e danzatori italiani in almeno 111 compagnie di balletto europee, professionisti costretti ad espatriare perché in Italia i corpi di ballo, da decenni, sono stati quasi tutti dismessi.
La realtà che vive la categoria si può descrivere con tre parole: precarietà, disoccupazione, discriminazione.

Il 28 febbraio 2023 è stato depositato al Senato il Disegno di Legge n. 568 riguardante “Disposizioni per la promozione e a tutela e salvaguardia della produzione artistica e culturale della danza”, che tratta, appunto, della salvaguardia e della ricostituzione dei corpi di ballo all’interno delle Fondazioni lirico-sinfoniche.

Il 18 aprile 2023 è stata depositata alla Camera dei Deputati la risoluzione n. 7/00088, che impegna il Governo, tra le varie cose, a valorizzare i corpi di ballo rimanenti e a riaprirne di nuovi.

Il Ministro della Cultura, in diverse occasioni pubbliche, a partire dall’audizione svoltasi il 1 dicembre 2022 davanti alle Settime Commissioni del Senato e della Camera dei Deputati, ha dichiarato di voler riaprire i corpi di ballo delle Fondazioni lirico-sinfoniche, in particolare di voler consentire a due o più Fondazioni (ci auguriamo siano più di due!), che, ad oggi, non hanno un corpo di ballo, di ricostituirne uno.

Con questa petizione chiediamo a gran voce a tutte le Istituzioni, al Ministro della Cultura e a tutti i partiti politici di rendere concreta, con urgenza, la riapertura dei corpi di ballo stabili delle Fondazioni lirico-sinfoniche, laddove ad oggi non ci sono, nonché la salvaguardia e la valorizzazione dei 4 corpi di ballo già esistenti, ovvero la fine del precariato e delle esternalizzazioni.

È importante firmare questa petizione perché la danza coinvolge milioni di cittadini italiani e rappresenta un pezzo del nostro patrimonio artistico e culturale, che non possiamo permetterci di perdere, oltre che una motivazione per tantissimi giovani e una professione per molti lavoratori e molte lavoratrici

I corpi di ballo delle Fondazioni lirico-sinfoniche rappresentano gli unici istituti dove è possibile svolgere questa professione in condizioni di minima sopravvivenza e con la continuità che necessita questo mestiere

Gli spettacoli di balletto sono seguitissimi dal pubblico e, quasi sempre, fanno il tutto esaurito, costituendo, così, un beneficio significativo anche per i teatri stessi.
È importante firmare questa petizione per gli allievi e le loro famiglie, per le scuole, per i professionisti, per gli appassionati e per tutti gli spettatori che amano il teatro e il balletto. 

Un corpo dì ballo stabile significa: occupazione per numerosi professionisti (non solo danzatori, ma anche coreografi, direttori, maîtres de ballet, tecnici, professori d’orchestra, trucco e parrucco, sartoria, ufficio marketing, ufficio stampa); benefici per il teatro (incremento di abbonati e appassionati, fidelizzazione di un pubblico diverso rispetto a quello dell’opera lirica, valorizzazione dell’immagine e della programmazione artistica, possibili nuovi sponsor); sviluppo di altri importanti settori (turismo, alberghi, trasporti, ristoranti).

Basta un piccolo, ma fondamentale, gesto di ognuno di noi per scegliere di non arrendersi, di diffondere questa voce e di credere che l’Italia possa essere una nazione migliore!
Firma questa petizione! Adesso, più che mai, è il momento di insistere! 


Condividi questa petizione di persona o utilizza il codice QR per il tuo materiale. 

 
Promotore della petizione
Siamo Anna Chiara Amirante, Vito Lorusso, Andrea Morelli ed Alessandro Staiano, danzatori professionisti e ideatori del movimento Danza Error System, movimento nato in difesa dei corpi di ballo delle Fondazioni lirico-sinfoniche. 
 
Firma QUI  
 

lunedì 7 novembre 2022

Ambiente > "Ora legale per sempre" per risparmiare energia e ridurre le emissioni: firma la petizione!

ORA LEGALE TUTTO L’ANNO

  • RISPARMI PER ALMENO 1 MILIARDO DI EURO 
  • EFFETTI POSITIVI SULLA SALUTE 

NEL 2022 ORA LEGALE HA FATTO RISPARMIARE A FAMIGLIE E IMPRESE 420 MILIONI DI kWh DI ENERGIA

[ENGLISH VERSION]

Per contrastare il caro-energia e consentire a famiglie e imprese risparmi sulle bollette di luce e gas, la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No profit, chiedono alla Commisione Europea, al Parlamento Europeo e al Governo Italiano di istituire l’ora legale tutto l’anno, abbandonando l’obsoleto passaggio ora legale/ora solare.

clicca >> Firma qui questa petizione

“La politica discute di razionamenti del gas alle imprese, il sabato in DAD per le scuole e riduzione della durata dei riscaldamenti dal prossimo autunno, ma dimentica che già dal 2018 il Parlamento Europeo ha approvato con l‘84% dei voti favorevoli l’abolizione dell’obbligo del cambio di orario due volte l’anno, lasciando di fatto liberi i vari Stati di scegliere se optare per l’ora solare o legale.

Il passaggio permanente all’ora legale consentirebbe di guadagnare un’ora di luce e calore solare ogni giorno e, considerati gli attuali prezzi del gas, determinerebbe nel nostro paese risparmi sui consumi di energia stimabili in circa 1 miliardo di euro solo nel primo biennio”.

Chiediamo al Governo Italiano di adottare nel nostro paese l'ora legale definitiva.

Il risparmio energetico derivante dall’adozione permanente dell’ora legale consentirà tra l’altro di tagliare le emissioni climalteranti per un totale di 200.000 tonnellate di CO2 all’anno, con conseguenze positive sulla salute umana oltre che risparmi economici dovuti alla riduzione della combustione di fonti fossili per illuminazione e riscaldamento – calcolano Sima & Consumerismo.

Prima dell’impennata dei prezzi del gas, Terna ha quantificato in 420 milioni di kilowattora l’energia elettrica risparmiata nei 7 mesi del 2022 in cui è in vigore l’ora legale, con un minor consumo di elettricità in 15 anni pari in Italia a 10 miliardi di kilowattora, per un totale di 1,8 miliardi di euro risparmiati grazie all’ora legale. 

“È per questo che chiediamo al Governo Draghi o al successivo di prendere immediatamente questa decisione demandata agli Stati nazionali dal Parlamento Europeo, invitando gli altri Paesi dell’Unione a fare altrettanto”.

clicca >> Firma qui questa petizione

fonte: www.change.org

venerdì 4 novembre 2022

Serie TV > The Witcher: lanciata una petizione per tenere Henry Cavill

Henry Cavill è Geralt in The Witcher
Su change.org è stata lanciata una petizioner per chiedere alla produzione di The Witcher di mantenere Henry Cavill come protagonista

Una delle recenti notizie più importanti del mondo delle serie TV è sicuramente quella che riguarda la serie dedicata a The Witcher. Nelle prime 3 stagioni infatti il ruolo del protagonista Geralt era stato di Henry Cavill. Tuttavia l’attore britannico ha deciso di lasciare il ruolo facendo posto a Liam Hemsworth. I fan della serie Netflix hanno preso davvero male questa decisione tanto da aver lanciato una petizione su change.org, per chiedere che Cavill resti come protagonista minacciando di disdire in massa l’abbonamento dalla piattaforma streaming. Al momento nel quale vi scriviamo sono circa 40 mila le persone che l’hanno firmata (qui per vederla).

Andrzej Sapkowski ha detto di Henry Cavill: “Ero più che felice con l’aspetto di Henry Cavill per The Witcher, è un vero professionista. Proprio come Viggo Mortensen diede la sua faccia ad Aragorn, così Henry diede la sua a Geralt e così sarà per sempre.” – si legge nel testo della petizione

Henry non lascerà The Witcher a causa di Superman, i dirigenti di Netflix hanno ancora una volta preso una grave decisione contro i loro fan. Il motivo per cui The Witcher è uno show così popolare è l’amore dei fan per il materiale originale che deriva da libri e giochi, che sono odiati e sono stati attivamente derisi dagli scrittori e dagli showrunner. Henry Cavill è uno di quei grandi fan, sa tutto e voleva rimanere fedele al mondo di Sapkowski, motivo per cui Netflix vuole sostituirlo.

Mostriamogli in numeri puri (e quindi soldi persi, perché è tutto ciò che gli interessa veramente) che nessuno di noi fan di The Witcher starà con loro e abbandonerà lo show (e potenzialmente i nostri abbonamenti) dopo che la stagione 3 di The Witcher si sarà conclusa. Netflix può esistere solo perché tutti noi li paghiamo mensilmente per produrre contenuti divertenti per noi, purtroppo tutte le informazioni pubbliche puntano verso un team di produzione che prende decisioni completamente opposte ai nostri interessi. Abbiamo già dovuto soffrire il disastro che è stata la fine di Game of Thrones. Netflix non ripetere lo stesso errore di aggrapparsi a scrittori e showrunner che si credono di essere superiori al vero creatore delle storie che li hanno fatto fare successo.

Che ne pensate?

fonte: Di Matteo Furina    www.lascimmiapensa.com

domenica 14 agosto 2022

Petizione · Un voto per il clima

Gree&Blue Gedi ha lanciato questa petizione

Lettera aperta degli scienziati del clima alla politica italiana

La scienza del clima ci mostra da tempo che l'Italia, inserita nel contesto di un hot spot climatico come il Mediterraneo, risente più di altre zone del mondo dei recenti cambiamenti climatici di origine antropica e dei loro effetti, non solo sul territorio e gli ecosistemi, ma anche sull'uomo e sulla società, relativamente al suo benessere, alla sua sicurezza, alla sua salute e alle sue attività produttive.

FIRMA LA PETIZIONE >> QUI

Il riscaldamento eccessivo, le fortissime perturbazioni al ciclo dell'acqua e altri fenomeni meteo-climatici vanno ad impattare su territori fragili e creano danni a vari livelli, influenzando fortemente e negativamente anche le attività economiche e la vita sociale. Stime assodate mostrano come nel futuro l'avanzare del cambiamento climatico ridurrà in modo sensibile lo sviluppo economico e causerà danni rilevanti a città, imprese, produzioni agricole, infrastrutture.

Per un grado di riscaldamento globale in più rispetto al presente, ad esempio, si avranno mediamente su scala globale un aumento del 100% della frequenza di ondate di calore e tra il 30 e il 40% di aumento della frequenza di inondazioni e siccità, con una conseguente diminuzione del benessere e del prodotto interno lordo. Nel Mediterraneo e in Italia, poi, la situazione potrebbe essere anche più critica, in quanto, ad esempio, si hanno già chiare evidenze di aumenti di ondate di calore e siccità, di ritiro dei ghiacciai alpini, di aumento delle ondate di calore marine e, in parte, di aumento degli eventi estremi di precipitazione.

In questo contesto, ci appare urgente porre questo problema in cima all'agenda politica. E oggi, l'avvicinamento alle prossime elezioni diventa l'occasione per farlo concretamente. Chiediamo dunque con forza ai partiti politici di considerare la lotta alla crisi climatica come la base necessaria per ottenere uno sviluppo equo e sostenibile negli anni a venire; questo dato di realtà risulta oggi imprescindibile, se vogliono davvero proporre una loro visione futura della società con delle possibilità di successo.

In particolare, nella situazione attuale appare urgente porre in essere azioni di adattamento che rendano noi e i nostri territori più resilienti a ondate di calore, siccità, eventi estremi di precipitazione, innalzamento del livello del mare e fenomeni bruschi di varia natura; azioni che non seguano una logica emergenziale ma di pianificazione e programmazione strutturale.

A causa dell'inerzia del clima, i fenomeni che vediamo oggi saranno inevitabili anche in futuro, e dunque dobbiamo gestirli con la messa in sicurezza dei territori e delle attività produttive, investendo con decisione e celerità le risorse peraltro disponibili del PNRR. Allo stesso tempo, dobbiamo anche fare in modo che la situazione non si aggravi ulteriormente e diventi di fatto ingestibile, come avverrebbe negli scenari climatici peggiori. Per questo dobbiamo spingere fortemente sulla riduzione delle nostre emissioni di gas serra, decarbonizzando e rendendo circolare la nostra economia, accelerando il percorso verso una vera transizione energetica ed ecologica.

Come scienziati del clima siamo pronti a fornire il nostro contributo per elaborare soluzioni e azioni concrete che siano scientificamente fondate, praticabili ed efficaci, ma chiediamo con forza alla politica di considerare la crisi climatica come un problema prioritario da affrontare, perché mina alla base tutto il nostro futuro.

Ci auguriamo dunque elaborazioni di programmi politici approfonditi su questi temi e una pronta azione del prossimo governo per la lotta alla crisi climatica e ai suoi impatti.

Primi firmatari

  • Carlo Barbante, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e Università Ca' Foscari, Venezia
  • Carlo Carraro, Università Ca' Foscari, Venezia
  • Antonio Navarra, Università di Bologna e Presidente della Fondazione Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC)
  • Antonello Pasini, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Roma
  • Riccardo Valentini, Università della Tuscia, Viterbo, e Presidente della Società Italiana per le Scienze del Clima

Con il contributo dei seguenti autori italiani dell'AR6-IPCC

  • Annalisa Cherchi, CNR, Bologna
  • Erika Coppola, International Centre for Theoretical Physics, Trieste
  • Susanna Corti, CNR, Bologna
  • Sandro Fuzzi, CNR, Bologna
  • Piero Lionello, Università del Salento, Lecce
  • Massimo Tavoni, Politecnico di Milano
  • Elena Verdolini, Università di Brescia
  •  
  •  FIRMA LA PETIZIONE >> QUI
fonte: www.change.org

mercoledì 7 aprile 2021

Petizione: Da’ voce al rispetto – Sì alla legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l'abilismo

Il 4 novembre scorso l’Aula della Camera ha approvato a larga maggioranza la proposta di legge recante misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità. Da allora sono già trascorsi mesi senza che in Senato sia stato compiuto alcun passo per calendarizzarne il testo.

Chiediamo perciò che si proceda con la massima celerità alla calendarizzazione e approvazione del testo già licenziato dalla Camera senza stralci, sconti o deroghe che ne pregiudichino la bontà. Troppe volte ci siamo trovate e trovati di fronte alla possibilità di avere una legge di tutela contro i reati d’odio così come già realizzato in tante democrazie occidentali. Troppe volte questa possibilità si è arenata.

Oggi vi chiediamo di fare presto e bene: questa legge è necessaria e inderogabile per la vita e per la piena eguaglianza di tutte persone.

PUOI FIRMARE >>  QUI

Da' voce al rispetto

fonte:  www.change.org

mercoledì 24 marzo 2021

Petizione > ALL OUT: Fermiamo l’omotransfobia e la misoginia in Italia. Firma ora

Donne e persone LGBTI+ devono essere protette da discriminazioni e violenze. Non si può più rinviare, serve una legge efficace ora!

Violenze e discriminazioni verso le persone LGBTI+ e le donne sono una realtà nel nostro Paese. 

L’ultima ricerca dell’Agenzia Europea dei Diritti Fondamentali sulle persone LGBTI+ in Italia evidenzia che il 62% evita di prendere per mano la persona amata e il 30% non frequenta alcuni luoghi per paura di subire aggressioni. Il 23% dichiara di aver subito discriminazioni sul lavoro, il 32% di aver subito almeno un episodio di molestia nell’ultimo anno e l’8% un episodio di aggressione fisica negli ultimi 5 anni. Solo 1 persona su 6 ha denunciato questi episodi.

Dopo tanti fallimenti nell’approvare leggi su questi temi è ora che l’Italia faccia la sua parte nel contrasto a discriminazioni e violenze fondate su sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere.

Non si può più aspettare, Parlamento e Governo devono fare presto, approvando una legge seria ed efficace. 

Siamo cittadine e cittadini di questo Paese e chiediamo una cosa semplice: poter vivere e amare liberi dalla paura.

PER FIRMARE CLICCA >>> QUI

Questa campagna è promossa da Agedo, Ali d'aquila - persone cristiane LGBT, All Out, Arcigay, Arci, Associazione culturale marxista, Cammini di Speranza, associazione nazionale persone LGBT+ cristiane, Differenza Lesbica Roma, Diversity, EDGE – Excellence and Diversity by GLBT Executives, Gay Center, Giosef Italy, I sentinelli di Milano, neg.zone, Noi Siamo Chiesa, Polis Aperta, Progetto Giovani Cristiani LGBT, Ra.Ne, Rete Genitori Rainbow, Rete Studenti Medi, Salento Pride, 6000 Sardine, UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti e UDU - Unione degli Universitari.

fonte:  https://action.allout.org/it/

giovedì 18 febbraio 2021

France > Pétition: Appel pour la réouverture immédiate de toutes les salles de spectacle

Auteur(s) : Gérard-André Auteur-compositeur, interprète Directeur et programmateur du Théâtre Rural de La Closerie (Bourgogne)
Destinataire(s) : Emmanuel Macron (Président de la République)
Jean Castex (Premier Ministre ) Roselyne Bachelot (Ministre de la Culture)

Par la voix de Monsieur le Premier Ministre Jean Castex, le gouvernement vient, contre toute attente et contre toute logique, d’interdire la réouverture le 15 Décembre 2020 des théâtres, des salles de spectacle...

Cette nouvelle interdiction a été prise sans concertation avec les professionnels du spectacle et de la culture, sans concertation avec les publics citoyens et en l’absence de la Ministre de la Culture, mais en présence remarquée du Ministre de l’Intérieur, chargé de présenter, en guise de pédagogie, et à la place de concertations, un arsenal de mesures répressives, coercitives…

Pourquoi fermer des lieux (théâtres, salles de spectacle, cinémas, musées…) qui sont souvent parmi les mieux organisés pour mettre en place et en pratique les mesures dites barrières au virus ?

Interdire l’ouverture des théâtres et des lieux de spectacle est un non-sens d’autant qu’à la demande des autorités, ils se sont largement équipés en matériel sanitaire, ont aménagé leurs espaces et matérialisé la circulation…

Interdire les manifestations culturelles, artistiques et musicales avec du public n’a pas de sens et à l’évidence c’est une aberration puisqu’il est depuis longtemps démontré qu’elles ont un effet bénéfique indéniable sur la santé (l’art-thérapie en apporte la preuve)

En tant qu’artiste, directeur d’une salle de spectacle, programmateur, je ne peux comprendre, tout comme un très grand nombre de confrères, l’intérêt, même sanitaire, de prolonger au-delà du 15 décembre 2020 la fermeture des théâtres, des scènes et des lieux de spectacle. Que cherche-t-on réellement en maintenant la fermeture des lieux où s’exercent et se confrontent la vie sociale et culturelle ? Veut-on, comme le pensent certains, bâillonner toute forme d’expression ?

D’autre part, les théâtres, les lieux de spectacle étant fermés, les artistes professionnels du spectacle vivant (tout genre et toutes disciplines confondus), n’ont bien entendu plus de contrat et plus aucun revenu provenant de leur travail. Ils exigent, et c’est normal, de pouvoir exercer leur métier et d’en vivre. Les aides de l’état pour « compenser les pertes », puisées dans nos poches via les impôts, fort inégalement « réparties » d’ailleurs, ne peuvent compenser l’interdiction d’exercer leur art devant du public.

Les signataires de cette pétition demandent  au Chef de l’État, au Premier Ministre et à la Ministre de la Culture, la réouverture immédiate de tous les lieux culturels et de toutes les salles de spectacle comme initialement prévu le 15 décembre.

Premier signataire: Gérard-André, Auteur-compositeur, interprète Directeur du Théâtre de La Closerie

Merci de votre attention

Gérard-André

 La pétition > SIGNEZ ICI

source:  www.mesopinions.com

domenica 17 gennaio 2021

Petizione: Riapriamo le scuole di danza per aiutare a monitorare e limitare i contagi tra i giovani

Gent.ssimo Presidente Mattarella, lo studio delle danza si svolge in giovane età e richiede disciplina, sacrifici, motivazioni e straordinario controllo del proprio corpo. 

 Le scuole di danza sono attività importantissime sul territorio per il bene fisico, psicologico, sociale e culturale dei nostri giovani e in moltissimi casi rappresentano l’unico avamposto culturale esistente al di fuori della scuola dell'obbligo, soprattutto in zone del nostro Paese con particolari difficoltà economiche o ad alto rischio criminalità. 

PER FIRMARE LA PETIZIONE CLICCA > QUI

Per ragioni amministrative e semplificazione fiscale, anni fa queste attività furono collegate al mondo dello sport nonostante fossero invece luoghi di formazione culturale, musicale ed artistica. Luoghi di formazione dove si insegna il rispetto degli altri, la disciplina del corpo, il rigore delle regole, indispensabili ad una crescita tecnica, artistica ed interpretativa. In alcuni casi sono addirittura luoghi di eccellenza riconosciuti a livello internazionale. Con la chiusura dello sport non professionistico per l’emergenza sanitaria, sono state chiuse anche le scuole di danza, inspiegabilmente e senza dati numerici di riferimento, ma solo per collegamento amministrativo, dunque di codice Ateco, indipendentemente dalla diversa attività ivi effettivamente svolta.

La riapertura delle scuole di danza rappresenterebbe invece uno straordinario contributo di monitoraggio per milioni di nostri ragazzi, dal momento che sarebbe loro rilevata la temperatura all’ingresso, sarebbero monitorati durante le lezioni che si svolgono sempre con distanziamento tra gli allievi (in altro modo non si possono svolgere le lezioni), troverebbero uno sfogo fisico e mentale (controllato, disciplinato e con mascherina) dopo le interminabili ore davanti al computer. Lo studio della danza si svolge inoltre per corsi rigorosamente chiusi, con ingressi scaglionati, ognuno ad un’orario preciso. Non esiste casualità di ingressi o mancanza di controllo nel mondo della formazione della danza, perchè sarebbe controproducente per il lavoro stesso. 

Sono purtroppo davanti ai nostri occhi le reazioni naturali e spontanee di ragazzi costretti per giorni e giorni davanti agli schermi dei computer, impossibilitati a qualsiasi tipo di attività fisica, culminanti come apprendiamo dai giornali in questi giorni, in maxi risse a Roma, a Gallarate, a Padova, a Lucca, a Parma. I numeri impressionanti di ragazzi, quasi tutti minorenni, che si danno appuntamento via social e si incontrano per scatenare risse, raccontano l’evidente stato di disagio psicologico dei nostri figli causati dalle regole per la limitazione dei contagi che li costringono in casa ormai da mesi.

La riapertura delle scuole di danza permetterebbe inoltre di segnalare qualsiasi eventuale caso di contagio, o anche semplicemente di temperatura superiore ai 37°  ed avvertire immediatamente le famiglie, cosa del tutto impossibile quando fiumi di ragazzi si riversano invece nel pomeriggio nei luoghi di ritrovo un po’ per gioco, un po’ per trasgressione, un po’ perchè non ce la fanno più a stare chiusi in casa. 

Le scuole di danza sul territorio italiano sono circa 25 mila ed il loro contributo al servizio della comunità è sempre stato apprezzato e supportato da milioni di genitori italiani, dal momento che in moltissimi casi la danza ha rappresentato una motivazione di vita per i loro figli, una passione sana e salutare, dunque una risorsa preziosa per il nostro Paese.

Siamo consapevoli che la Sua figura istituzionale non ha responsabilità di tali decisioni, ma siamo altresì convinti che il Suo impegno per il futuro delle giovani generazioni che non ha mai mancato di sottolineare, possa autorevolmente far verificare queste informazioni e condividerle, se lo riterrà opportuno, con coloro che hanno il dovere di occuparsi delle necessità e dei diritti dei ragazzi non ancora maggiorenni a cui, tranne rarissimi casi, nessuno sembra più dar voce in un momento per loro così difficile.

La ringrazio e Le auguro buon lavoro.

Luciano Mattia Cannito 

PER FIRMARE LA PETIZIONE CLICCA > QUI

P.S. Questa raccolta firme non ha finalità politiche, ma nasce dalla richiesta di aiuto da parte di migliaia di ragazzi che non hanno referenti istituzionali a cui rivolgersi.

fonte:  www.change.org

mercoledì 28 ottobre 2020

Firma la petizione: Giù le mani da Rai Storia

E' notizia recente la proposta di cancellazione di Rai Storia, presentata dall'Amministratore Delegato della Rai Fabrizio Salini al CDA. La chiusura del canale e l'accorpamento della sua programmazione a Rai5, in nome della spending review e del taglio dei costi, rischia ulteriormente di marginalizzare la già ridotta funzione educativa e pedagogica del servizio pubblico italiano.

Fatti per la Storia, portale che fa dell'accessibilità della divulgazione storica in Italia la sua mission, intende rimarcare l'importanza culturale e la funzione sociale di un canale pubblico come Rai Storia, soprattutto in un contesto storico in cui si taglia continuamente su scuola, università e ricerca.

Con questa petizione vogliamo sottolineare come, a differenza della proposta presentata in CdA Rai, il canale Rai Storia vada potenziato, migliorato e maggiormente pubblicizzato.

La divulgazione storica può essere un antidoto ad una pericolosa deriva
antiscientifica e revisionista (quando non sfocia nel negazionismo complottista tout court). Una deriva a cui assistiamo sempre più spesso nel dibattito pubblico nazionale, soprattutto in merito a tragici periodi della nostra storia.

Difendiamo Rai Storia perché è la nostra voce sul piccolo schermo e perché senza conoscenza del passato non può esserci costruzione del futuro.

PER FIRMARE CLICCA >>> QUI 

fonte: www.change.org

lunedì 26 ottobre 2020

Il mondo della cultura si mobilita: Cinema e teatri chiusi. Artisti e lavoratori dello spettacolo lanciano una petizione

Una decisione “difficile” per il presidente del Consiglio. “Un dolore” per il ministro Franceschini. Cinema, teatri e sale da concerto saranno chiusi fino al 24 novembre. Le misure restrittive anti-Covid imposte dal nuovo Dpcm colpiscono i luoghi della cultura e dello spettacolo in modo grave. E dal mondo della cultura si leva un coro di proteste.

 
Il teatro e il cinema non possono fermarsi perché sono la riserva invisibile di senso per la vita pubblica e individuale dei nostri concittadini”: è il testo dell’appello lanciato dall’associazione Cultura Italiae che chiede di mantenere aperti tutti i luoghi della cultura, nel rispetto delle misure di sicurezza.  
 
Si sollevano gli assessori alla Cultura delle più grandi città italiane (Roma, Milano, Napoli, Genova, Torino, Bologna, Venezia, Ancona, Bari, Cagliari e Firenze) che in una lettera al governo sottolineano la necessità di una “revisione della disposizione” e di “un’immediata attivazione di ammortizzatori sociali”.
 
C.Re.S.Co., il coordinamento delle Realtà della Scena Contemponranea, chiede “l’attivazione immediata di tavoli specifici di confronto” per lo spettacolo dal vivo, mente per l’Associazione 100autori la decisione potrebbe essere mortale per il mondo della cultura. Unita (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) sostiene che “la chiusura di cinema e teatri fa sì che l’Italia diventi il primo Paese Europeo a non garantire ai suoi cittadini che l’industria delle cultura e dello spettacolo continui a produrre per loro”.
Intanto Riccardo Muti rivolge al Corriere il suo accorato appello per non chiudere i luoghi della cultura perché “l’impoverimento della mente e dello spirito è pericoloso e nuoce anche alla salute del corpo”.
 
E’ disposibile la petizione su change.org >>>  Non chiudiamo Cinema e Teatri.

fonte:  www.arte.it

lunedì 12 ottobre 2020

Petizione: Il Teatro è un luogo sicuro. Chiediamo revisione dei limiti

#TeatroLuogoSicuro

FIRMA LA PETIZIONE > QUI

Il settore dello spettacolo, duramente colpito dall'emergenza sanitaria provocata dal Covid-19, si trova oggi a vivere una gravissima crisi che rischia di mettere in ginocchio l'intero settore produttivo e distributivo, con ricadute pesanti che potrebbero protrarsi ben oltre la crisi sanitaria. Con oltre 500 mila lavoratori e lavoratrici, oggi il mondo dello spettacolo è uno di quelli che soffre maggiormente questa crisi a causa di norme frettolose, divieti indifferenziati che non tengono conto delle specificità del settore e delle modalità di fruizione degli spettacoli dal vivo. 

Nei giorni scorsi ho pubblicato sul mio profilo social un post indirizzato al Presidente Giuseppe Conte, al MiBACT e ai Ministri Franceschini e Speranza, per condividere la mia recente esperienza diretta come spettatore e come utente del servizio del trasporto pubblico di Roma, trovando che vi sia un eccessivo accanimento nei confronti dell'attività teatrale e invitando ad una revisione dei limiti imposti alla stessa in ragione delle particolarità uniche dell'evento teatrale. Il post è stato attualmente condiviso da oltre 1200 persone che sposano la causa e credono che vi sia qualcosa da rivedere.

Perché il Teatro è diverso da altre attività al chiuso? 

Uno dei maggiori punti da analizzare è la valutazione di un indice di rischio oggettivo dell'evento teatrale. Non risultato, ad oggi, notizie di focolai esplosi partendo dalle platee teatrali e come riportato nella mia esperienza, il teatro è un luogo che si presta a pochi contatti diretti in quanto la sua fruizione avviene immobili:

- non vi sono contatti con altri spettatori;
- la fruizione dello spettacolo avviene senza spostamenti dal proprio posto; 
- non si parla e non si toccano gli altri spettatori;
- di norma vi è un solo evento al giorno e questo facilita le operazioni di sanificazione della sala tra un evento e l'altro.

Inoltre nelle sale teatrali ho potuto osservare la più rigorosa osservanza delle regole in fatto di: misurazione della temperatura, raccolta dei nominativi, utilizzo della mascherina, distanziamento e fila all'ingresso in sala. Noi lavoratori dello spettacolo, seppur categoria fragile, abbiamo messo in campo il massimo sforzo cooperativo con le autorità al fine di contenere l'epidemia. Alla luce delle crescenti difficoltà e in virtù dell'unicità degli eventi teatrali, nonché della serietà e collaborazione che noi operatori abbiamo dimostrato sia come parte attiva e produttiva, sia quando ci troviamo ad essere noi stessi spettatori, chiediamo che vengano valutate e adottate misure urgenti per salvare il settore da una crisi senza precedenti. Noi mettiamo il nostro sudore e il nostro sacrificio, alla politica chiediamo di non operare divieti indifferenziati ma di valutare delle norme specifiche per settori specifici. 

Pertanto chiediamo non solo che vengano innalzati i limiti all'ingresso in sala, ma che vengano valutate norme e obblighi specifici che non compromettano la gestione ma facilitino tracciamento e contenimento dell'epidemia.

Fermo restando l'obbligo della mascherina, della misurazione della temperatura e dell'igienizzazione delle mani all'ingresso, chiediamo e mettiamo sul tavolo della discussione:

 Innalzamento dei limiti al fino al 70/80% della capienza massima:

1) incondizionatamente per tutte le sale sotto i 200 posti;

2) per le sale oltre i 200 posti che adottino le seguenti misure:

  • interruzione del servizio di guardaroba per evitare assembramenti;
  • biglietti elettronici e prenotazioni online per evitare contatto col personale di sala (in larga misura questo già avviene); 
  • spettacoli privi di intervallo e/o limitata durata degli intervalli senza allontanamento del pubblico;
  • spettacoli che rientrino in un certo limite di durata;
  • ingressi scaglionati in gruppi per l'entrata e differenziati per settore;
  • uscita ordinata con il personale di sala che provvede a far uscire ordinatamente il pubblico una fila per volta;

Crediamo dunque che qualora vengano rispettati questi accorgimenti e si limitino le possibilità di contatto, la semplice vicinanza in sala non possa costituire da sola attività ad alto rischio, essendo la fruizione immobile, temporanea e priva di contatto. 

Abbiamo bisogno di interventi mirati, di autentiche soluzioni e per soluzioni intendiamo sedersi ad un tavolo con le parti, capire specificità e criticità di ogni attività e dare delle regole specifiche che permettano il regolare svolgimento in sicurezza, per limitare non solo i danni sanitari, ma anche quelli economici.

Siamo coscienti dell'enorme sforzo che le autorità stanno portando avanti per affrontare questa emergenza, ma al tempo stesso conosciamo il nostro lavoro. Al mondo politico chiediamo coraggio e scelte non unilaterali.  FIRMA LA PETIZIONE > QUI

giovedì 2 luglio 2020

Petizione: Campagna nazionale per la legge sul contrasto alla violenza e alla discriminazione da orientamento sessuale, genere e identità di genere

Per una rapida e piena approvazione in Commissione Giustizia del disegno di legge contro l’omotransfobia e la misoginia.
Da quasi 30 anni aspettiamo una legge contro le violenze e le discriminazioni per orientamento sessuale, genere e identità di genere. Martedì 30 Giugno è stato depositato dal relatore on. Alessandro Zan il testo base del decreto legge presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.

Chiediamo che la Commissione Giustizia proceda con la massima celerità all’approvazione finale del testo, che giudichiamo positivamente, senza stralci, sconti o deroghe che ne pregiudichino la bontà.
Troppe volte ci siamo trovate e trovati di fronte alla possibilità di avere una legge di tutela contro i reati d’odio. Troppe volte questa possibilità si è arenata.

A:> I componenti della Commissione giustizia della Camera dei Deputati.:
Vogliamo una legge che intervenga in modo concreto a sostegno delle persone colpite dall’odio, che monitori il fenomeno e preveda investimenti per sportelli di ascolto e case di accoglienza.
Vogliamo una legge di prevenzione che si preoccupi di porre le basi per agire sulle vere cause del pregiudizio e dello stigma sociale: misoginia, omofobia, bifobia, lesbofobia, transfobia.
Chiediamo che la Commissione Giustizia della Camera approvi in tempi ragionevolmente brevi questo ddl per consentire l’approdo in aula di una legge urgente e inderogabile.

FIRMA > QUI

Oggi siamo a chiedervi di fare presto e di fare bene per consentire al ddl di approdare presto in aula.
Per saperne di più clicca qui

fonte:  https://action.allout.org/it

venerdì 29 maggio 2020

Lgbt: “Arcilesbica fuori dall’Arci”, la raccolta di firme per l’espulsione dalla federazione

Sempre più fuori dal movimento Lgbt+ italiano per le sue posizioni discutibili sulle persone transgender e sulle famiglie arcobaleno, Arcilesbica rischia adesso l’espulsione dall’ampio circuito dell’Arci.

Un gruppo di attivisti e attiviste all’interno del movimento arcobaleno – tra le prime firme vediamo Daniela Tomasino (Arcigay Palermo), Christian Leonardo Cristalli (Gruppo Trans), Alberto Nicolini (Arcigay Reggio Emilia) e Mattia Galdiolo (Arcigay Tralaltro Padova) –  e in prima linea nell’associazionismo democratico ha sentito infatti l’esigenza di lanciare una petizione ai garanti della Federazione.

FIRMA >  QUI  LA PETIZIONE 

 

In netto contrasto con lo Statuto dell’Arci

«Da alcuni anni Arcilesbica usa i propri canali di comunicazione per esprimere posizioni transfobiche e trans-escludenti» si legge nella presentazione della petizione on line (il testo originale si può trovare qui). Certe posizioni sono «sempre più in aperto contrasto con i valori e con lo Statuto della Federazione ARCI di cui fa parte e che, invece, promuove il riconoscimento della libera espressione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, senza alcuna discriminazione e distinzione». Una presa di posizione che arriva pesante come un macigno, su un’associazione che nel corso degli ultimi anni ha perso molti circoli affiliati e che ha consumato una lacerante scissione al suo interno.

 

Nessuna censura, l’espulsione è una questione di coerenza

«Crediamo che sia il momento di porre fine a quest’ambiguità, chiedendo alla Federazione di valutare l’espulsione di Arcilesbica» è la richiesta delle realtà firmatarie, a cui si aggiungono moltissime sigle e voci importanti del movimento Lgbt+ italiano. Ovviamente, non c’è nessun tentativo di censura da parte di chi ha sottoscritto la petizione. «Se i garanti della Federazione Arci accoglieranno questa richiesta» leggiamo ancora «Arcilesbica potrà continuare liberamente e legittimamente a promuovere quelli che ritiene dei valori propri, ma non potrà più farlo a nome della più grande federazione associativa italiana, o utilizando il nome “ARCI”». Una questione di coerenza con lo statuto includente e antidiscriminatorio della Federazione, insomma.

Le posizioni trans-escludenti di Arcilesbica

Sul banco degli imputati, le posizioni trans-escludenti dell’associazione: «La pagina facebook di Arcilesbica Nazionale ha difatti più volte ribadito con post, commenti e grafiche l’idea che le persone trans*, in particolare le donne trans*, non sarebbero da considerarsi per la loro identità di genere, ma per il sesso biologico». Tra le affermazioni contestate: «“Lesbica è una donna che desidera una donna (e non un uomo che si sente donna)” (25 maggio 2020)». Per i firmatari e le firmatarie, ancora «tali affermazioni sono lesive della dignità delle persone trans*, la cui autodeterminazione viene in questo modo negata, provocando grave sofferenza in una comunità già vittima di numerose discriminazioni in Italia».
fonte: Di   www.gaypost.it

Petizione > Arcilesbica non rispetta lo statuto ARCI: chiediamo alla Federazione Arci di intervenire

Da alcuni anni Arcilesbica usa i propri canali di comunicazione per esprimere posizioni transfobiche e trans-escludenti, sempre più in aperto contrasto con i valori e con lo Statuto della Federazione ARCI di cui fa parte e che, invece, promuove il riconoscimento della libera espressione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, senza alcuna discriminazione e distinzione.

Crediamo che sia il momento di porre fine a quest'ambiguità, chiedendo alla Federazione di valutare l'espulsione di Arcilesbica.
 
Se i garanti della Federazione Arci accoglieranno questa richiesta, che vi chiediamo di sottoscrivere, Arcilesbica potrà continuare liberamente e legittimamente a promuovere quelli che ritiene dei valori propri, ma non potrà più farlo a nome della più grande federazione associativa italiana, o utilizando il nome "ARCI".
N.B.: le associazioni, i collettivi, i circoli ARCI, i gruppi che volessero aderire possono inviare un'email a: arcobalenoasso(at)G M A I L . C O M

______________
- ALLA SPETTABILE PRESIDENZA DI ARCI NAZIONALE FRANCESCA CHIAVACCI
- AL COLLEGIO DEI GARANTI DELLA FEDERAZIONE ARCI
- ALLE ASSOCIAZIONI FEDERATE ARCI PESCA ARCI CACCIA ARCIGAY ARCI NATURA ARCI RAGAZZI ARCI SERVIZIO CIVILE LEGAMBIENTE MOVIMENTO CONSUMATORI PROCIV – ARCI SLOW FOOD UISP ZSKD – UCCS
Oggetto: Richiesta di espulsione dalla Federazione ARCI dell’associazione ArciLesbica Associazione Nazionale ai sensi degli artt. 14 e 16 dello Statuto della Federazione ARCI
Da alcuni anni la dirigenza di ArciLesbica Associazione Nazionale ha iniziato a promuovere discorsi discriminatori contro le persone trans* sui social ufficiali. La pagina facebook di Arcilesbica Nazionale ha difatti più volte ribadito con post, commenti e grafiche l’idea che le persone trans*, in particolare le donne trans*, non sarebbero da considerarsi per la loro identità di genere, ma per il sesso biologico, con affermazioni come “lesbica è una donna che desidera una donna (e non un uomo che si sente donna)” (25 maggio 2020). Tali affermazioni sono lesive della dignità delle persone trans*, la cui autodeterminazione viene in questo modo negata, provocando grave sofferenza in una comunità già vittima di numerose discriminazioni in Italia.

 CLICCA QUI PER ARTICOLO COMPLETO E FIRMARE LA PETIZIONE  QUI
fonte:  www.petizioni.com

lunedì 20 aprile 2020

Salviamo il settore Musica, Arti e Spettacolo! Firma e condividi la petizione

Spett.le Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Dalle recenti informazioni pervenute, ove prevedono la riapertura dei Locali, Clubs, Eventi, Festivals, Concerti, Teatri, etc. in data Marzo 2021, “Noi” Lavoratori di questo settore, che rappresenta una parte importante per la società e per l’economia, non siamo d’accordo.

Comprendiamo pienamente la necessità di tutela della salute ed il problema sanitario che fin ora si è presentato. Non staremo a ricordarle tutte le difficoltà, ormai conosciute, incontrate dai lavoratori del settore Musica, Arti e Spettacolo.

PER FIRMARE LA PETIZIONE CLICCA QUI

Riteniamo che sia importante ed urgente intervenire per salvare il settore che rischia, con la previsione di chiusura totale fino a Marzo 2021, di collassare totalmente e non lasciare alcun spiraglio di ripresa. Riteniamo che sia impensabile la sopravvivenza di alcun tipo di attività legata al settore per un periodo così importante senza un sostentamento da parte dello Stato.

Urge salvare tutti i Clubs/Discoteche, Festivals, Manifestazioni, Locali di Musica dal vivo, Concerti, Eventi di ogni genere e con essi DJs, Produttori, Vocalist, Speaker Radiofonici, Musicisti, Cantanti, Artisti di Strada, Ballerini, Pubbliche Relazioni, Organizzatori di Eventi, Manager, Booking, Promoter, Agenzie di Spettacolo e chi con esse collegato come Uffici Stampa e Marketing, Teatri, Compagnie Teatrali, Attori, Corpi di Ballo, Costumisti, Coreografi, Registi, Produttori, Autori, Scrittori, Sceneggiatori, Scenografi, Presentatori, addetti alla parte tecnica nei teatri, addetti alla parte tecnica negli Eventi e nei Clubs/Discoteche, i Service, Studi di registrazione, Catering, Agenzie per la Sicurezza nei Clubs/Discoteche e negli Eventi, Videomaker, Fotografi, Lavoratori occasionali, etc.
E’ Inoltre da considerare la ripercussione economica che inciderà su tutte le altre attività connesse quali Addetti alla manutenzione, Grafica pubblicitaria, Camerieri, Baristi, Fornitori, Rappresentanti, Personale addetto alle pulizie, etc.

Come si può evincere, il problema coinvolge un altissimo numero di persone ed attività.

Per tanto si richiede:
  1. Sgravi Fiscali e posticipazioni di ogni tipo di pagamento allo Stato;
    Sospensione pagamenti imposte, ritenute e cartelle tributarie;
    Proroga fino alla Riapertura degli immediati versamenti IVA e altri versamenti di natura fiscale;
    Sospensione pagamenti da parte di agenti di riscossione, mutui e altri finanziamenti.
  2. Sostentamento Economico da parte dello Stato a tutte le categorie di settore coinvolte per tutto il periodo della chiusura imposto in proporzione al reddito dichiarato nel corso dell’anno 2019.
  3. Un minimo di sostentamento garantito a tutti i lavoratori occasionali iscritti alla SIAE, ENPALS o a qualsiasi altro ente per lo spettacolo, per tutta la durata della chiusura imposta.
  4. Si chiede di Salvare l’imminente stagione estiva consentendo la RIAPERTURA di tutte le attività legate al settore che prevedono eventi all’aperto, a partire da LUGLIO 2020.
  5. Si chiede la RIAPERTURA di tutte le attività legate al settore a partire da SETTEMBRE 2020.
  6. Date certe di riapertura per consentire la gestione di tutti gli Eventi annullati nel periodo di lockdown imposto.
  7. Chiediamo di attivare tavoli di sostegno di livello regionale e nazionale per approfondire e monitorare la crisi, con lo scopo di sostenere tutta la filiera e di sensibilizzare i Sindaci, gli Assessori alla Cultura e Spettacolo a promuovere investimenti nel settore.

In questo momento complicato dobbiamo orientarci verso una semplificazione confortante e rassicurante per tutti.
Convinti del vostro obbligo in qualità di Presidente del Consiglio, la invitiamo a riflettere su proposte democratiche e partecipative. Le chiediamo di accettare l'espressione delle nostre necessità.
Questa petizione è stata quindi lanciata per richiedere una misura necessaria ed essenziale, a tutti i lavoratori nel settore della Musica, Arti e Spettacolo, per sopravvivere a questa crisi e alle sue conseguenze.
Questo collettivo non è incorporato politicamente, ma sosteniamo tutte le altre iniziative di rappresentanti professionali.
Con questa petizione intendiamo ponderare i negoziati e desideriamo approfittare di questo slancio, unito e dinamico, per migliorare le condizioni del settore.
Convinti dell’Importanza della proposta, attendiamo una sua tempestiva risposta.
fonte: www.change.org

venerdì 10 aprile 2020

Lgbt: Help protecting Hungarian trans people. Sign and share the petition

Functionally, this amendment would mean that legal gender recognition would become impossible under any circumstances in Hungary.

The Hungarian government Tuesday, 31 March, released a draft omnibus bill simultaneously amending many laws and provisions.

One of the laws proposed for amendment relates to legal gender recognition for trans people – proposing to replace “sex” with “sex assigned at birth” in the national registry and on identity documents, as cited in Article 33 of the omnibus bill.


The amendment comes at a time when the Hungarian Parliament has given Prime Minister Viktor Orbán power to rule by decree indefinitely because of the COVID-19 crisis, which means he no longer needs to consult other lawmakers before making policy decisions.
Call out the government to respect trans people and their rights. Help us to stop this extreme rollback in human rights law! #Drop33

FIRMA LA PETIZIONE  Link alla petizione originale di Transvanilla
fonte:  https://action.allout.org

domenica 5 aprile 2020

STATO DI DIRITTO L'applicazione dei valori dell'unione europea all'interno degli stati membri. Firma e condividi la Petizione

ICE: Iniziativa dei Cittadini Europei Rispetto per lo Stato di diritto all'interno dell'Unione Europea. Noi vogliamo rendere i governi nazionali responsabili di garantire lo stato di diritto in tutta Europa.




L'Unione Europea necessita di un meccanismo oggettivo al fine di garantire e proteggere l'applicazione dei valori europei in tutti gli stati membr. 

Rispetto per lo Stato di diritto all'interno dell'Unione Europea l'applicazione dei valori dell'Unione Europea da parte degli stati membri.

ENTRIAMO IN AZIONE: Creazione di un meccanismo di valutazione imparziale per verificare l'applicazione da parte degli Stati Membri dei valori dell'Unione Europea riguardanti lo Stato di Diritto

NOI CHIEDIAMO ALLA COMMISSIONE EUROPEA

  • di fornire l'Unione Europea di una legislazione generale che consenta di verificare in modo obiettivo l'applicazione pratica dello stato di diritto nei diversi Stati membri. In tal modo la fiducia reciproca tra gli Stati membri sarà rafforzata.
  • Per semplificare l'applicazione delle disposizioni previste dall'articolo 7 TEU riguardanti possibili violazioni dei valori dell'Unione Europea.
  • Per facilitare l'applicazione delle leggi europee riguardo la cooperazione giuridica (per esempio i mandati d'arresto comunitari).

    FIRMA QUI PER PROTEGGERE I TUOI DIRITTI  
    Abbiamo bisogno di un milione di firme!


    Contattaci!
    Science for Democracy
    c/o Salon for European Civic Organisations - 1st floor - Rue d'Arlon, 53 - 1040 - Brussels
    +32 493 158956
    info[at]formyrights.eu 

    fonte:  www.formyrights.eu

mercoledì 25 novembre 2015

Lgbt: Cinema "Zoolander 2" le accuse di transfobia per colpa di Benedict Cumberbatch

Zoolander 2, forse non è più il tempo per un sequel della pellicola del 2001 scritta e diretta da Ben Stiller. Un gruppo di attivisti LGBT ha chiesto di boicottare il sequel del fortunatissimo film a causa della presenza nel cast di un modello androgino e a prima vista asessuato di nome “All”, interpretato da Benedict Cumberbatch, personaggio che potrebbe incitare alla transfobia.

Zoolander 2. Vi ricordate Zoolander? I modelli che vogliono aiutare il prossimo perché la vita non è solo essere “belli-belli-belli” in modo assurdo” e che risolvono i loro dubbi esistenziali con la formula “Orange-Moka-Frappuccino”? Ecco, rischiate di dovervi dimenticare di questa scena. Se 14 anni fa andavano bene, oggi per qualcuno non più.

Si, perché come riportato dal Guardian on line esiste una petizione firmata da 9.000 persone che accusa la pellicola di prendersi gioco delle personalità androgine e dei transessuali nella moda. Questo perché in Zoolander 2 il personaggio di Benedict Cumberbatch si basa sulla figura di Andreja Pejić, modella transgender protagonista della pellicola: “In Zoolander 2 il modello androgino interpretato da Benedict Cumberbatch è oggetto di una domanda da parte di Derek Zoolander e Hansel -interpretato da Owen Wilson ndr- : entrambi chiedono se è uomo o donna e se ha l’hot dog o la farfallina. Inoltre il personaggio interpretato da Cumberbatch è eccessivamente stereotipato e si prende gioco dei transessuali”.

QUI LA PETIZIONE: http://www.thepetitionsite.com/it-it/549/222/494/boycott-zoolander-2-for-its-offensive-representation-of-non-binary-individuals/

“Se i produttori di Zoolander 2 -prosegue la petizione- avessero voluto proporre un modello sociale relativo all’esistenza di modelli transessuali o androgini nell’industria dello stile, avrebbero potuto ingaggiare come attore Andreja Pejić. Invece hanno scelto di presentare il modello transgender in un’accezione negativa incentivando una percezione negativa e pericolosa della comunità gay incentivando la transfobia”. Zoolander 2, diretto da Ben Stiller, dovrebbe uscire negli Usa il 12 febbraio 2016.
fonte: di Maghdi Abo Abia per http://www.giornalettismo.com

lunedì 23 novembre 2015

Lgbt: Firma la petizione "Salviamo il Corpo di Ballo dell'Arena di Verona" - Please sign the petition

Il Corpo di Ballo dell'Arena di Verona rischia di essere definitivamente chiuso, in nome di un fantomatico taglio dei costi che in realtà è un taglio della tradizione, della cultura e di un importante bene artistico che è importante tutelare per il bene di tutti. Salviamoli! È il momento di reagire.


The Corps de Ballet of Verona is in danger: italian politicians want to close it defenetly, in the name of phantomatic costs. The truth is that this is a cut of a great italian tradition of art and it's important for all of us to help them to survive. Please help us to save them. Sign the petition! It's time to react!

PUOI FIRMARE A QUESTO LINK - YOU CAN SIGN AT LINK:
https://www.change.org/p/flavio-tosi-francesco-girondini-salviamo-il-corpo-di-ballo-dell-arena-di-verona?recruiter=196726176&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=mob-xs-share_petition-reason_msg
Fonte: https://www.change.org

lunedì 9 febbraio 2015

Lgbt: Fotografia - A Verona la campagna web per salvare gli Scavi Scaligeri

L’iniziativa parte da Verona Fotografia. E farà parlare.
La posta in gioco potrebbe essere infatti nientemeno che il futuro del Centro Internazionale di Fotografia degli Scavi Scaligera, realtà ormai nota, per qualità e successo delle mostre, a livello mondiale.



In molti paventano infatti che i non semplici lavori di restauro resisi necessari preludano a una chiusura dello spazio espositivo. «Scriviamo per segnalare un’iniziativa che coinvolge la città di Verona si legge in un comunicato dell’associazione culturale, poiché in questi giorni si parla della possibilità di chiusura del Centro da sempre polo culturale nazionale per la divulgazione problemi di bilancio e scelte politiche potrebbero nei prossimi mesi spegnere questa luce culturale».

«Come Associazione Culturale della città abbiamo lanciato un’iniziativa per sensibilizzare la cittadinanza e quanti amano la fotografia chiedendo di inviarci una fotografia con l'ormai classico # (hashtag) declinato per l’iniziativa: #scaviaperti.

Uniamo anche il link la pagina di Facebook
che abbiamo creato dove raccogliamo le fotografie dei sostenitori dell’iniziativa:
https://www.facebook.com/gliscaviscaligeridevonorimanereaperti?ref=hl

Il reale destino del Centro per ora appare ancora incerto. Ma non è detto che lo si dava attendere senza neppure fare un «clic».
fonte http://www.larena.it