mercoledì 26 ottobre 2011

Lgbt Firenze: All'IREOS il 5 Novembre Seminario di Formazione di Nadir 
su HIV/AIDS


Seminario di Formazione di Nadir 
su HIV/AIDS
Sabato 5 Novembre 2011 Ore 14.30
c/o IREOS Via dei Serragli 3 – Firenze

Intervengono:
Dott. Barbara Giomi
Dott. Eleonora Campolmi (U.O.C. Centro MTS-ASF10)
VALUTAZIONE E PREPARAZIONE DEL PAZIENTE
PER L’INIZIO DELLA TERAPIA



Dott. Dario Bartolozzi (Az.Osp.Careggi)
INVECCHIAMENTO E HIV

Dott. Massimo Di Pietro (Osp.S.M.Annunziata-Firenze)
INFEZIONE DA HIV: ATTUALITA’ TERAPEUTICHE

Al termine del seminario sarà offerto un buffet
fonte http://www.ireos.org/

Lgbt: Mostra contro la transfobia a Milano, insorge la Lega


In occasione del Transgender Day of Remembrance, un consiglio di zona organizza una mostra fotografica dal costo di poco più di 2000 euro.
Per i consiglieri leghisti è spreco di denaro pubblico

Il prossimo 20 novembre ricorre l'annuale Transgender Day of Remembrance, la giornata mondiale contro la transfobia in cui se ne ricordano le vittime e si sensibilizza l'opinione pubblica sui temi della discriminazione e della violenza ai danni di persone trans.

Per quell'occasione il consiglio di Zona 2 di Milano ha deciso, di sua spontanea volontà, di finanziare una mostra fotografica a tema per una spesa complessiva di 2.250 euro.

L'iniziativa non è piaciuta per niente alla Lega Nord, né al Giornale che si è fatto portavoce dei mal di pancia di consiglieri e militanti milanesi del Carroccio con un articolo dal fuorviante titolo "La mostra dei trans finanziata coi nostri soldi Ecco i costi del politicamente corretto a Milano".
Il motivo di tanta attenzione per una mostra di quartiere, oltre alla tanto evidente quanto non dichiarata (in questa circostanza) transfobia dei seguaci di Bossi, sarebbe lo "spreco" di denaro pubblico.

Tutto "mentre a Palazzo Marino (la Lega, ndr) ha cercato di introdurre biglietti Atm da 50 centesimi per mezz’ora per compensare la stangata di inizio settembre - dichiara un arrabbiatissimo Alessandro Morelli, consigliere leghista -, cerca di aprire gratis i parcheggi di interscambio nelle serate dei bus notturni, ma la replica della giunta è sempre che non ci sono i soldi, pensiamo che sarebbe meglio iniziare a risparmiali da iniziative come la giornata "dell’orgoglio trans". Senza voler fare discriminazioni". No, è evidente.

Peccato che, probabilmente, introdurre biglietti a 50 centesimi per tutta la città o aprire i parcheggi gratis comporterebbe un costo decisamente maggiore dei 2.250 euro della mostra fotografica.

Ma c'è di più. La cosa che ha fatto, forse, arrabbiare di più la Lega è che la mostra non parte dalla richiesta di un'associazione, ma è iniziativa diretta del consiglio di zona.
Una cosa, evidentemente, inaccettabile: "in questo caso - denuncia ancora il Carroccio dalle pagine del Giornale - il proponente è proprio il Consiglio di zona 2, la maggioranza che vuole riaffermare un riconoscimento che neanche è stato sollecitato da associazioni gay o trans".
Invece di plaudire ad un'iniziativa di solidarietà e di sensibilizzazione contro le discriminazioni, nata senza che i diretti interessati siano stati costretti a chiederla esplicitamente, la cosa suscita sdegno e condanna.

Quella della Lega, comunque, è una campagna a tutto campo contro le minoranze se è vero, come riporta lo stesso quotidiano diretto da Sallusti, questa contro il Tdor non è l'unica denuncia dei consiglieri leghisti che si sono scagliati contro i corsi di rabo indetti dal Consiglio di Zona 8, contro l'assegnazione delle case ai Rom grazie alla quale è stato possibile eliminare una tendopoli da sotto un cavalcavia cittadino e così via.
fonte http://www.gay.it/

Lgbt: Luxuria il 4 Novembre inaugura Servizio Accoglienza Trans/Transgender a Verona presso al sede del Circolo Pink


SAT: Servizio Accoglienza Trans/Transgender Verona

Venerdi 4 Novembre 2011 presso al sede del Circolo Pink di Verona si inaugurerà il primo servizio accoglienza per persone trans transgender e con problematiche legate all’identità del Veneto.

SAT è un progetto/servizio che il Pink ha voluto realizzare a Verona, proprio per venire incontro ai bisogni delle persone Trans/Transgender della città, ma anche della provincia e delle città vicine, dato che nessuna struttura sanitaria pubblica della regione ha mai aperto uno sportello apposito per persone trans per venire incontro alle problematiche legate al percorso di transizione.

Madrina della serata sarà Vladimir Luxuria figura storica del panorama Trans/Transgender italiano.

La serata inizierà alle 19.00 con un aperitivo, proseguirà poi con la presentazione del servizio e si concluderà con una cena vegana a cura del gruppo VEGANI ANTISPECISTI INFORMALI.
Vi aspettiamo numeros* Il Circolo Pink
fonte http://www.vladimirluxuria.it

Lgbt Eventi: Rassegna “Meetings on Art” prossimo incontro su Tintoretto alla Biennale di Venezia


29 ottobre 2011 Teatro Le Tese

Il prossimo appuntamento di Meetings on Art, la rassegna organizzata dalla Biennale di Venezia in occasione della 54.Esposizione Internazionale d’Arte, con l’obbiettivo di approfondire alcune delle tematiche, delle intuizioni e delle suggestioni proposte dalla mostra ILLUMINAZIONI, è dedicato a Tintoretto, il pittore della luce, scelto dalla curatrice Bice Curiger per far parte dell’espozione di quest’anno.

La conversazione “Tintoretto e la Biennale: il pittore della luce e la Biennale delle Illuminazioni”, che vedrà protagonisti Paolo Baratta, Renato Barilli, Melania Mazzucco, Giandomenico Romanelli e l’Abate Norberto Villa, si terrà sabato 29 ottobre al Teatro alle Tese dell’Arsenale.

In particolare Renato Barilli nel proprio intervento metterà a confronto la luce di Tintoretto con quella di Tiziano, l’altro grande protagonista dell’arte veneziana di metà Cinquecento. Se la critica dell’epoca sosteneva una superiorità del naturalismo di Tiziano, nell’ultimo secolo la posizione di Tintoretto è stata ampliamente rivalutata.

Il critico arriva ad affermare che se il maestro veneziano fosse vissuto ai nostri giorni, “non avrebbe esitato a lasciar cadere il pennello per valersi piuttosto dei tubi al neon, o comunque di apparati elettrici, leggeri, aerei, diafani.

Da lui, insomma, parte una tradizione che giunge fino a Lucio Fontana, a Dan Flavin, Bruce Nauman, a Mario Merz, a tutti coloro che ai nostri tempi hanno condotto un processo di smaterializzazione dei corpi preferendo ricavarne tracce luminose quasi impalpabili”.

Gli appuntamenti di Meetings on Art sono accessibili al pubblico che visita la 54. Esposizione, in possesso del titolo di ingresso il giorno dell’incontro, fino a esaurimento posti disponibili. Biglietto intero € 20,00 – Ridotto € 16,00 – Studenti / Under 26 € 12,00.

I biglietti sono validi per un ingresso all’Arsenale e uno ai Giardini.
Il programma potrebbe subire integrazioni e modifiche che verranno tempestivamente comunicate. TD
fonte http://www.venezia.net

Lgbt: Il primo ministro dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai, appoggia i diritti gay!


I diritti gay sono diritti umani!
Il primo ministro dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai, ha recentemente rilasciato delle interessanti dichiarazioni alla “BBC News“, dove ha affermato ufficialmente e a viso aperto che i diritti della comunità omosessuale sono dei diritti umani inalienabili.

“È un argomento molto controverso. – ha spiegato il politico, riferendosi proprio al tema dei diritti della comunità Lgbt -Spero che la Costituzione si indirizzi con la libertà di orientamento sessuale, nella misura in cui non interferisca con le altre persone”.

Come ricorderete, in Zimbabwe gli atti omosessuali sono illegali:
http://www.gaywave.it/articolo/zimbabwe-la-costituzione-nega-i-diritti-lgbt/16415/

e in passato il Presidente Robert Mugabe aveva dichiarato che le persone omosessuali sarebbero, in una scala sociale,”più in basso dei cani e dei porci”!

Secondo quanto riportato, in quell’occasione lo stesso Morgan Tsvangirai si era detto completamente d’accordo con il Presidente: “Concordo pienamente con Mugabe”, aveva dichiarato, appoggiando le dichiarazioni omofobe del Presidente.

Ma adesso, ecco che il politico fa una vera e propria inversione di marcia, come mai secondo voi?

Secondo quanto hanno fatto notare i beninformati, aprendo le porte ai diritti omosessuali, Tsvangirai spererebbe di ottenere i voti dalla parte più liberale della società, e magari di ottenere anche l’appoggio da parte della comunità che lotta per i diritti umani. Insomma, si tratterebbe sempre e solo di interessi!
fonte http://www.gaywave.it

martedì 25 ottobre 2011

Lgbt: Torino Arcivescovo sui gay: non sono malati, e accetta incontro con Paola Concia e associazione ILGA


Torino, Dopo le polemiche delle scorse settimane:
http://www.torinoogginotizie.it/easyNews/NewsLeggi.asp?ID=41863
l'arcidiocesi di Torino è tornata sul tema dell'omosessualità.

La Curia e in particolare il suo arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia, hanno tenuto a sottolineare come nessuno tra loro abbia mai identificato l'omosessualità come una malattia da curare.

Questo in sintesi quanto si legge in una lunga dichiarazione di oggi che fa seguito alle polemiche scatenate dal parere del Centro di Bioetica su una proposta di legge regionale, documento nel quale si fa riferimento a un presunto legame tra omosessualità e malattia.

A riguardo inoltre l'Arcidiocesi ha invitato per un incontro il deputato Anna Paola Concia.

L'onorevole non ha tardato a rispondere: "Ringrazio l’Arcivescovo di Torino Mons. Cesare Nosiglia, per aver risposto con una lettera alla mia richiesta di incontro insieme ad una delegazione delle associazioni LGBT torinesi.

La prossima settimana sarò nel capoluogo piemontese per partecipare alla Conferenza dell’ILGA che si terrà il 27-28-29 ottobre e in quei giorni, se l'Arcivescovo avrà disponibilità potrà essere l'occasione per un incontro sereno e costruttivo".

Anna Paola Concia ha quindi aggiunto che in Italia gli omosessuali e i transessuali vivono in un clima di ostilità, al quale clima, le Istituzioni non sanno ancora dare risposte adeguate.

"Che la Chiesa Cattolica e in particolare la Diocesi di Torino sia disponibile a proseguire un confronto sereno e di ascolto reciproco è un fatto positivo, perchè tutti dobbiamo contribuire a costruire una società aperta e inclusiva rispettosa della dignità umana e sociale di tutti i cittadini".

LGBT: TURISMO REGIONE TOSCANA PREMIATA, LA PIU' ATTENTA AI DIVERSAMENTE ABILI, GRAZIE ALL'INIZIATIVA DELL'ASSESSORE CRISTINA SCALETTI

l'assessore regionale al turismo Cristina Scaletti

Il premio SensoriABILIS 2011 al miglior ente pubblico, legato alla quinta edizione della manifestazione marchigiana di incontri e progetti sulla cultura dell'accessibilita', e' stato assegnato alla Regione Toscana per aver realizzato un portale del turismo che ha introdotto strutture e servizi adeguati alle esigenze delle persone diversamente abili.

La sezione del portale Turismo senza Barriere e' dedicata a tutte le persone che hanno problemi di accessibilita', ai non vedenti e non udenti, ma anche a chi soffre di disturbi alimentari e legati ad allergie. Il progetto e' stato finanziato della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e ha coinvolto subito tutte le strutture museali regionali.

In via sperimentale sono state coinvolte le strutture ricettive di Firenze, Pisa e Pistoia, ma entro l'anno sara' coinvolta tutta la regione.
Sono gia' state piu' di 3mila le pagine visualizzate da luglio a settembre, ed i contenuti piu' visti sono quelli relativi alle attivita' da fare, agli itinerari ed alla ricettivita'.

La sezione contiene un motore di ricerca sul Dove dormire e sul Cosa fare.
Inoltre sono presenti piu' di 200 schede relative alle localita', alle attivita' e agli itinerari presenti nella nostra regione in grado di soddisfare tutte le necessita' di quei viaggiatori che hanno bisogno di un accorgimento in piu' per potersi godere la vacanza.

"E' un onore ricevere questo premio, un riconoscimento importante per il lavoro svolto dalla Regione e da Fondazione Sistema Toscana - ha commentato la buona notizia l'assessore regionale al turismo Cristina Scaletti.

Turismo senza Barriere e' stata inserita nel portale regionale nel settembre del 2011, ed e' frutto di un percorso partecipato con le associazioni che lavorano con le persone diversamente abili.

Grazie a loro sono state evidenziate tutte le difficolta' che devono affrontare coloro che convivono con un handicap.

Abbiamo individuato gli itinerari e le strutture piu' adeguate, e soprattutto abbiamo fatto in modo che fossero le stesse associazioni a verificare che in questi posti e in questi luoghi non fossero presenti barriere di alcun genere.

E' stato un lavoro lungo, ma fondamentale per evidenziare la funzione di pubblica utilita' del sito - ha concluso l'assessore.

Un'attenzione in piu' per i turisti che scelgono la Toscana, perche' il viaggio e' un'esperienza di liberta' che tutti devono vivere allo stesso modo".
fonte http://www.agi.it (AGI) Com/Sep

Lgbt: Torre del Lago, arrivano i sigilli ai locali


Chiusi dall'autorità giudiziaria i due locali da ballo della Versilia gay friendly: Mamamia e Stupida. Disturberebbero da dodici anni la quiete degli animali del parco naturale lì dietro.

Ennesimo colpo al turismo gay a Torre del Lago. Il giudice per le indagini preliminari Alessando Dal Torrione su richiesta del pubblico ministero, Antonio Mariotti, ha imposto i sigilli agli unici due locali da ballo che si trovano sul "chilometro gay" d'Italia, com'è stato definito: lo storico Mamamia e lo Stupida. Preoprio in questi giorni gli imprenditori del consorzio che riunisce i locali gay e gay friendly si stavano incontrando col Sindaco di Viareggio Lunardini per decidere insieme quale formula mettere in piedi affinché la prossima stagione estiva non si verificassero i disagi che hanno invece segnato l'estate 2011: orari ristretti, terrazze dei due locali chiuse ecc.

Le attività di Mamamia e Stupida creerebbero "Disagi derivanti dall'attività di discoteca svolta compromettendo la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati con particolare riguardo alla flora e alla fauna protetta ed ai rispettivi habitat", c'è scritto nell'ordinanza.

In pratica, la fauna che "risiede" nel retrostante Parco naturale di Migliarino-San Rossore risentirebbe del volume alto della musica.

"È un colpo al cuore della nostra proposta turistica, culturale e sociale", dicono dal consorzio. "Chiudere attività conosciute anche a livello internazionale come il Mamamia e lo Stupida (proprio in questo mese, solo il Mamamia 'esporta' il proprio prodotto di divertimento in serate regolari a Milano e Padova), è l'ennesimo colpo all'immagine del nostro territorio e della nostra Regione".

Ma gli imprenditori non demordono e fanno sapere di aver chiesto "al Presidente della Regione un incontro urgente per chiedergli l'unica soluzione possibile, se davvero quell'Ente vuole salvare non a parole ma nei fatti la nostra esperienza che - va ripetuto allo stremo - è l'unica di questo genere in Italia: far uscire dal Parco la striscia di cemento - e solo quella - della Marina di Torre del Lago, in una operazione di taglia e cuci che se è stata possibile a Tirrenia, non si vede perché non possa esserlo a Viareggio".

"Alle Istituzioni, Magistratura compresa, - prosegue la nota del Consorzio - non possiamo che far notare come la stessa efficacia e velocità manifestata contro le nostre attività ci sarebbe piaciuta vederla in azione contro spacciatori ed abusivi questa estate - a difesa della legalità e della nostra clientela - e, tanto per andare qualche anno indietro nel tempo, nella vicenda processuale dei fatti del '99 sul Lago, quando per arrivare alla chiusura delle indagini servirono quattro anni. E, come sempre, ci chiediamo se le nostre attività siano così uniche nei dintorni di

Torre del Lago o se non basti qualche chilometro per vederne di simili che non hanno subito il medesimo trattamento ed i medesimi controlli".
fonte http://www.gay.it

Lgbt: Rete Lenford testimonial del censimento per le coppie gay


Il presidente di Rete Lenford - Avvocatura LGBT lancia un appello alle coppie gay perché si dichiarino come tali nel censimento 2011: "Grande opportunità per far sviluppare politiche adatte"

Ancora in video-appello rivolto a tutte le coppie gay d'Italia perché colgano l'opportunità offerta dal censimento 2011. A rivolgerlo, questa volta, è l'avvocato Antonio Rotelli, presidente di Rete Lenford.

"E' un'opportunità importante - spiega Rotelli, per permettere alle istituzioni di approntare politiche adeguate ai bisogni delle famiglie lgbt".

Una nota importante, poi: "E' importante che si sappia che tutti i dati raccolti rimarranno anonimi, anche se mettiamo ilnostro nome e cognome. C'è la garanzia al cento per cento che la privacy venga rispettata".

L'appello di Rotelli si affianca a quelli già lanciati da Paola Concia, Emma Bonino, Vladimir Luxuria, Gabriele Cirilli e dei Radicali.

Sul sito della campagna Fai Contare il Tuo Amore:
http://www.gay.it/faicontareiltuoamore/
sono visiibli tutti i video-appelli e si possono leggere le istruzioni per compilare il modulo del censimento adeguatamente.
fonte http://www.gay.it

domenica 23 ottobre 2011

Eventi lgbt Torino: Clash or dialogue, 27 al 30 ottobre


E' un appuntamento importante quello che dal 27 al 30 ottobre, riunirà a Torino 300 delegati, provenienti da più di 40 paesi, per il XV Congresso annuale di ILGA-Europe, sezione europea dell'ILGA International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association.

A 30 anni dalla prima Conferenza Ilga in Italia, nel 1981 a Torre Pellice, per la prima volta, il Comitato organizzatore ha ottenuto i patrocini di Senato della Repubblica e Camera dei Deputati, oltre che del Ministero delle Pari Opportunità, di Provincia e di Esperienza 150.

Per cinque giorni i lavori ruoteranno intorno al tema Human Rights and "Traditional Values: clash or dialogue?", con gruppi di lavoro, discussioni, votazioni sia sulla vita organizzativa che sull'attività dell'Associazione.

E proprio per aprire il dialogo sui diritti, condannando gli scontri, venerdì 21, dalle ore 19, Piazza Vittorio Veneto sarà teatro di un evento collaterale alla Conferenza, che coinvolge alcuni locali della zona, "gemellati" con altrettante Associazioni lgbt torinesi, con mostre fotografiche, aperitivi musicati, proiezione di video, distribuzione di gadget e materiali.
Alle ore 21 ci sarà un Flash mob in Piazza Vittorio: una battaglia con cuscini che ciascuna persona potrà personalizzare rappresentando il tema della serata.

Al Café des Arts,la campagna per la depatologizzazione della transessualità con la mostra fotografica "Generi di prima necessità". Al Caffè Elena avvocati ed esperti offriranno informazioni a chi non vuole o non può sposarsi ma desidera veder garantiti i propri diritti, con giochi per i più piccoli. Al Circolo Culturale Amantes, alle ore 21.30, lo spettacolo "Mandiamoli a casa loro, i pregiudizi" e poi il dj set de "Le Vibrisse".

Alla Drogheria "Guarda in Faccia la Violenza", una mostra che è anche campagna di comunicazione sociale per trattare il tema della violenza lesbofobica e omofobica. Al Lab contributi video e dj set per una serata dedicata alla campagna "Love me" sui temi del coming out e dell'accettazione, soprattutto in famiglia.

Allo Zero una serata per informare sulle malattie sessualmente trasmissibili con i quadri della mostra "Prevenzione è complicità.

In Piazza Vittorio Veneto, dalle 21 alle 24, la Biblioteca Vivente, per affittare libri che sono persone, che si danno un titolo e si mettono a disposizione per una chiacchierata di mezz'ora, la ragazza lesbica, il ragazzo immigrato e molto altro ancora.

Dalle 23 alle 5 la serata si sposterà ai Murazzi del Pò, presso il Jam Club, dove il Comitato ILGA Europe Torino 2011 incontrerà il Festival Internazionale di Musiche e Arti Elettroniche Club To Club Alfa Romeo MiTo per la serata Viva Club to Club "Clash or Dialogue" con i dj set di Bottin e Giorgio Valletta.

"Clash or dialogue" è anche una iniziativa multimediale: interviste video, materiali, informazione sono disponibili su:
Facebook: Clash OrDialogue;
tumblr: clashordialogue.tumblr.com;
youtube.com/user/clashordialogue
fonte http://www3.lastampa.it/torino di ELENA MASUELLI

Iniziative: Una ricerca sulla popolazione lgbtq napoletana


L’Università degli Studi di Napoli”Federico II” in collaborazione con Arcigay Napoli sta conducendo la ricerca “Mind the social gap” sugli stili di vita e sui comportamenti sessuali della popolazione lgbtqie napoletana.

La ricerca, coordinata dal Prof. Fabio Corbisiero del Dipartimento di Sociologia è rivolta a tutti coloro che abitano a Napoli.

Chi volesse partecipare può scaricare il questionario
(e le relative istruzioni) li trovate andando a questo link:
http://www.napoligaypress.it/?p=6362

ed inviarlo compilato all’indirizzo msg@arcigaynapoli.org.
fonte http://www.napoligaypress.it

Lgbt New York: Zachary Quinto spiega il perché del suo coming out


Un ragazzo canadese vittima di bullismo omofobico si suicida.
E l'attore spiega che a convincerlo a fare coming out è stato proprio il terribile gesto di un altro ragazzo, il piccolo Jamey Rodemeyer.

Un coming out fatto ieri con nonchalance sulle pagine del New York Magazine lascia il posto, oggi, alle motivazioni.

Non c'è solo il ruolo nello spettacolo Angels in America, infatti, ad aver convinto Zachary Quinto ad affidare al domenicale del New York Times la sua confessione ma anche il gesto tragico del piccolo Jamey Rodemeyer e prima di lui quelli di Asher Brown, Seth Walsh, Raymond Chase e molte altre vittime di bullismo omofobico nelle scuole.

Sul suo blog, Quinto ha spiegato come sia rimasto impressionato dal fatto che Jemey avesse girato un video per la campagna It gets better proprio contro i suicidi a scuola, salvo poi commettere egli stesso il tragico gesto.

E lo stesso Quinto aveva accettato di girare appena un anno fa il video per la stessa campagna invitando gli studenti lgbt a resistere e avere fiducia che in futuro le cose andranno meglio.

"Quando ho saputo che Jamey Rodemeyer si era ucciso - si legge nel blog - mi sono sentito male. Ma quando ho scoperto che appena pochi mesi prima aveva addirittura girato un video per It gets better mi sono disperato.

Anche io ho girato un video per It gets better ma dopo il suicidio di Jamey mi è diventato subito chiaro che se sei gay e vivi una vita senza che nessuno lo sappia, non era abbastanza fare un video per dare un contributo significativo all'immenso lavoro che per l'uguaglianza completa."

"La nostra società ha bisogno di riconoscere lo slancio inarrestabile verso l'uguaglianza civile per tutti i cittadini gay, lesbiche, bisessuali e transgender di questo paese. I ragazzi gay devono fermarsi coi suicidi.

I genitori devono insegnare ai loro figli i principi del rispetto e dell'accettazione. La vita di Jamey Rodemeyer ha cambiato la mia. Ora - ha concluso l'attore - posso solo sperare che sia possibile cambiare la società, e voglio dare il mio contributo"

Gay.it - Zachary Quinto spiega il perché del suo coming outNel giorno di questo importante coming out, però, arriva la notizia di un altro suicidio, questa volta di un ragazzo di 15 anni.

Si tratta di Jamie Hubley, canadese, stanco di sopportare la vita per come gli si presentava a scuola. Non bastavano le sue cantanti preferite Lady Gaga, Katy Perry, Adele per fuggire da quel mondo di offese e soprusi.

Il gesto, nonostante fosse stato ampiamente annunciato sul web, è arrivato di sopresa per amici e familiari.

Nessuno aveva preso sul serio le parole di Jamie:
"Sono davvero stanco della vita - aveva scritto - Mi spiace ma non ne posso più.
Voglio ricordare prima di tutto le mie amiche Nancy, Abby, Colleen, Jemma e Kasia. Essere triste è triste e io lo sono stato per troppo tempo. Non posso andare a scuola.
Non posso stare su questa terra, con queste ferite sul braccio. Non voglio che i miei genitori pensino che sia colpa loro. Vi amo babbo e mamma.
E' solo che è troppo difficile.
E non voglio apsettare altri tre anni. E poi come sapete che andrà meglio? Non lo sapete".
"Ricordatemi come un unicorno, conclude Jamie
Forse rinascerò scoiattolo volante :) E volerò via".
fonte http://www.gay.it

Lgbt Libri: Esce la biografia autorizzata di Steve Jobs

Esce la biografia autorizzata di Jobs, Il libro di Isaacson in uscita.

"A Steve non piace passare il tempo a esaminare disegni complessi. Vuole vedere i modelli, vuole 'sentirli'": ecco un frammento della testimonianza di Jonathan Ive, il motore creativo della Apple, una delle tante raccolte da Walter Isaacson, 59 anni, attuale direttore dell'Aspen Institute, ex presidente di Cnn e giornalista del Time, che hanno contribuito a raccontare il geniale e visionario guru della Silicon Valley nella biografia 'Steve Jobs', in uscita in tutto il mondo il 24 ottobre.

E' un libro molto atteso da tempo perché e l'unica biografia autorizzata da Jobs che ha permesso ad Isaacson più di quaranta colloqui personali e più di cento interviste a familiari, amici, rivali e colleghi. Il tutto raccolto in 600 pagine. In Italia il libro è pubblicato da Arnoldo Mondadori (negli Stati Uniti da Simon & Schuster che ha deciso di anticipare l'uscita dal 21 novembre al 24 ottobre) e costa 20 euro.

In copertina c'é una delle più celebri foto in bianco e nero di Steve Jobs, quella messa dal sito della Apple, il giorno della sua morte, il 5 ottobre 2011. "Quando era in salute e si recava in ufficio, quasi ogni giorno Jobs pranzava insieme ad Ive, per poi passare il pomeriggio in giro per lo studio.

Appena entrato dava un'occhiata ai tavoli, seguiva il flusso dei prodotti lungo il loro percorso, saggiava la loro consonanza con l'indirizzo strategico della Apple e toccava con mano l'evoluzione del design di ciascuno di essi. In genere i due erano soli", racconta Isaacson nel libro, portando non a caso l'attenzione su Ive, che secondo molti raccoglie l'eredità visionaria di Steve Jobs.

Nel libro Isaacson descrive anche la fucina delle idee Apple il luogo dove si è realizzata per 15 anni la sinergia tra Ive e Jobs e sono nate tante creature come l'iPod, l'iPhone e l'iPad: "Uno spoglio ambiente industriale, con un arredo grigio metallo. Dall'esterno le foglie degli alberi proiettano sulle finestre scure mutevoli giochi d'ombra e luce.

In sottofondo musica techno e jazz". Ovviamente, lo studio di design situato nel campus Apple "é protetto da vetri scuri e da una massiccia porta blindata ben serrata. L'accesso è proibito alla maggior parte dei dipendenti Apple".

La particolarità di questa biografia, non è solo la ricchezza del contenuto e delle testimonianze ma il fatto che Steve Jobs, notoriamente pignolo, perfezionista e maniaco del controllo, non abbia imposto nessun vincolo sul testo né preteso di leggerlo prima della pubblicazione.
E non ha posto alcun filtro, incoraggiando anzi i suoi conoscenti, familiari e rivali a raccontare onestamente tutta la verità.

Lui stesso parla candidamente e talvolta in maniera brutale, dei colleghi, degli amici e dei nemici, i quali, a loro volta, ne svelano le passioni, il perfezionismo, la maestria, la magia diabolica e l'ossessione per il controllo che hanno caratterizzato il suo approccio al business e i geniali prodotti che ha creato.

Lo stesso Ive, che viveva in simbiosi con lui "ha provato una certa irritazione - scrive Isaacson - per la tendenza di Jobs ad accaparrarsi meriti eccessivi, un atteggiamento che negli anni ha infastidito diversi colleghi".

"Steve - ha raccontato Ive al giornalista - è capace di passare in rassegna le mie idee e sentenziare: questa non va, questa non è granché, questa mi piace.
Poi, quando sei in riunione, lo senti parlare di quell'idea come se fosse sua.

Io presto un'attenzione maniacale alla fonte di un'idea. Le annoto persino, le mie idee. Perciò quando lui si prende il merito di uno dei miei progetti la cosa mi dà fastidio".

Ive ammette però che le idee che provengono da lui e dal suo team "sarebbero state completamente irrilevanti e non avrebbero portato da nessuna parte, se non ci fosse stato Steve a spronarci, a lavorare con noi e a superare tutti gli ostacoli che si opponevano alla trasformazione di quelle idee in prodotti".

Il libro è stato voluto dallo stesso Jobs, lo ha raccontato di recente Isaacson sul Time, per lasciare un ricordo ai suoi figli.

"Volevo che i miei ragazzi mi conoscessero - ha detto il papà della Apple -. Non sono stato sempre presente. Volevo che sapessero perché e che capissero cosa ho fatto".
Ed è un libro che va letto come il testamento intellettuale e spirituale che Steve Jobs lascia al mondo intero.
fonte http://www.ansa.it di Titti Santamato

sabato 22 ottobre 2011

Lgbt: Cinema Monica Vitti, storia di un'italiana, compie 80 anni il 3 novembre


Monica Vitti nome d’arte di Maria Luisa Ceciarelli è nata a Roma il 3 novembre 1931. Elegante, intensa e allo stesso tempo distante, è l'unica "mattatrice" della commedia all'italiana in grado di tener testa ai colleghi maschi.

L'unica donna tra i mattatori del nostro cinema, simbolo dell'evoluzione della figura femminile, compie 80 anni il 3 novembre

Era stata una bambina in cerca di attenzione, dentro una famiglia tradizionale, padre, madre, due fratelli, che da lei si aspettava comportamenti da «femminuccia» ricavandone, al contrario, colpi di testa piccoli e grandi.

Un giorno, a 14 anni, decise di fermarsi: «La vita sarebbe continuata, ma io, finalmente, non l’avrei vissuta. Era la mia ribellione, la mia unica possibilità, dovevo fare una piccola rivoluzione». Quella grande, definitiva, scoppiò quando decise di fare l’attrice: «Mia madre mi disse: la polvere del palcoscenico corrode l’anima e il corpo».

Troppo tardi, Monica Vitti, ovvero Maria Luisa Ceciarelli, nata a Roma il 3 novembre del 1931, aveva imboccato la sua strada e, a poco a poco, una dopo l’altra, aveva iniziato a fare tutte le cose che le erano state proibite, scrivere, «recitare davanti allo specchio, andare a vedere i quadri»: «Cosa c’entri tu con quelle cose là, mi diceva mia madre, e io, più lei parlava, più mi ostinavo a cercarle».

Così è successo che, portandosi sempre dietro i ricordi dell’infanzia in Sicilia, il peso degli anni duri della guerra e della ricostruzione, il dolore mai risolto per la perdita della madre, Monica Vitti sia diventata una diva, certo, applaudita ovunque, ma anche il simbolo di una liberazione femminile all’italiana.

Indipendenza, quindi, ma pure passione, grandi amori, terrori granitici come quelli di partire e di volare, e crudi rimpianti, nascosti in fondo all’anima: «Ho lavorato sempre, tutta la vita, sono stata severa con me stessa, onesta con gli altri, ho fatto tanto ridere, che è il mio orgoglio.

Avrò commesso degli errori. Ma oggi, a quest’ora, dove ho sbagliato e con chi? Perchè sono così stanca da non farcela ad andare avanti?». Il primo a catturare quelle ombre fu Michelangelo Antonioni, compagno di vita e di lavoro, che, negli Anni 60, fece di Vitti la diva dell’incomunicabilità, icona enigmatica del cinema di ricerca e d’intelletto: «Devo agli sguardi di Michelangelo il mio coraggio.

Devo alla sua fiducia la mia forza». Bella non si era mai vista («ero troppo magra, troppo alta, troppo bionda, piena di lentiggini, la voce roca...), eppure nell’ Avventura , nella Notte , nell’ Eclisse e in Deserto rosso, l’attrice sprigionò un fascino aristocratico irresistibile.

In Francia la venerarono subito, nel Sessantotto la misero alla guida della giuria del Festival di Cannes, ma, al primo sentore di contestazioni, lei fiutò l’aria e si dimise. Venti anni più tardi, dal Paese che le aveva offerto l’onorificenza di «Officier des art et des lettres», arriva un brutto tiro, Le Monde la dà per morta, lei commenta laconica: «E’ uno scherzo di pessimo gusto».

Dopo Antonioni venne l’amore con il direttore della fotografia Carlo Di Palma, ma venne soprattutto la felice scoperta di far ridere, e di poter usare quell’arma per parlare di se stessa e delle altre donne, anche loro divise, proprio in quegli anni, tra drammi delle gelosie e matrimoni per allegria, tra retaggi di vecchie usanze e possibilità di diventare, tutte, finalmente, ragazze con la pistola: «Il segreto della mia comicità? La ribellione di fronte all’angoscia, alla tristezza, alla malinconia della vita».

Dei suoi colleghi, giganti della commedia nostrana, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Vitti non fu mai spalla, piuttosto complice, alter-ego, compagna di strada. Le donne stavano cambiando e lei lo raccontava così.

Anche levandosi il gusto di mettersi a fare la scrittrice, primo libro Sette sottane , secondo Il letto è una rosa: «Scrivere è la libertà assoluta. Un foglio di carta, una penna, gli appunti... Ho scoperto la pace, il silenzio, la felicità».

Prima c’era stato il debutto nella regia, poi la conduzione televisiva, ( Domenica in , dal 1994 al 1996), e l’incontro, fondamentale, con il fotografo di scena Roberto Russo, sposato in Campidoglio nel 2000: «Con Roberto siamo amici, fratelli, amanti, compagni di giochi, antagonisti... Roberto è segreto, attento, intelligente e sottile, scopre da un mio sguardo, da un gesto quello che penso».

Accanto a lui, in tutti questi anni, Vitti ha attraversato lo spazio buio della malattia, facendo troppo presto i conti con quella zona oscura di cui già aveva, misteriosamente, intuito l’esistenza: «A un certo punto della vita - scrive nella prima pagina di Sette sottane -, a mia insaputa, devo aver deciso di dimenticare. Non dimenticare i dolori o gli errori, ma dimenticare fatti, persone, forse solo confondere tutto».
fonte http://www3.lastampa.it di FULVIA CAPRARA

Lgbt: Lotta a omofobia arriva a scuola, il liceo Socrate di Roma realizza un video


Il liceo Socrate di Roma realizza un video per chiamare gli altri istituti a partecipare al progetto per la lotta all'omofobia.
Il 74% dei gay a scuola racconta di aver subito episodi di bullismo

La lotta all'omofobia entra nelle scuole coinvolgendo più di 2000 studenti europei grazie al progetto "Niso", in collaborazione con la Provincia di Roma.

L'obiettivo, presentato oggi al Liceo Socrate, è realizzare una proposta politica e di comunicazione contro le discriminazioni verso le persone lesbiche, gay e trans.

Per farlo, quattro istituti romani (Aristotele, Cannizzaro, Giordano Bruno e Socrate) si daranno battaglia, a colpi di idee e trovate originali.

I migliori che saranno stati in grado di elaborare un progetto contro le discriminazioni arriveranno a Bruixelles, nel cuore delle istituzioni europee. Il Liceo Socrate, intanto, ha lanciato un video su Youtube da far girare per gli istituti e non solo.

I dati, del resto, parlano chiaro. Secondo un'indagine condotta su mille ragazze e ragazzi dai 13 ai 26 anni in tutta Italia diffusi oggi dal portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo, nel corso della presentazione del progetto "Niso", proprio al liceo Socrate di Roma, "il 74% degli intervistati racconta di aver subito almeno un episodio di bullismo omofobico, di questi il 36% è avvenuto a scuola".

"Sempre stando alle cifre - ha spiegato Marrazzo -, il 45% dei ragazzi intervistati, racconta di non aver fatto coming out a scuola, mentre il 55% di averlo fatto solo con alcune persone (36%) o con tutti (19%)".

Alla domanda su quanti studenti gay ritengono che ci siano nella propria scuola, il 30% risponde nessuno, il 57% meno di uno, il 4% meno di dieci e il 3% meno di 20.

La percezione dei giovani mostra, inoltre, come il 48% ritenga che i gay siano accettati molto negativamente o negativamente nelle scuole. Solo per il 10% c'è un clima positivo per gli studenti omosessuali.

Il 9% degli studenti - ha concluso - ritiene che i giovani omosessuali trovino un contesto sociale gay friendly, mentre per il 55% la società è omofoba".
fonte http://www.gay.it/

Lgbt: Incontri con le persone trans dove sta il fango? L’analisi di Arcigay

Giò Stajano era stata fotografata, ad esempio, accanto ad Andreotti

Ci spiace che l’incontro tra Italo Bocchino e Manila Gorio sia diventato oggetto di inutile speculazione politica e mediatica.

Il tono e la narrazione di quell’incontro, che rimesta nella letteratura scandalistica, ci ha immediatamente ricordato l’esperienza dell’amica scomparsa Giò Stajano.
Ora proprio Stajano, nel secolo sorso, era stata usata, per sua stessa ammissione, da questo o quel gruppo di potere per creare scandalo intorno a singoli politici.

Giò era stata fotografata, ad esempio, accanto ad Andreotti, nel corso di un incontro pubblico e accanto ad un noto generale all’ingresso di un albergo.

Quelle fotografie finivano irrimediabilmente sui rotocalchi scandalistici condite con articoli carichi di insinuazioni. Di tempo però, dal secolo scorso, ne è passato.

Una trans è stata eletta parlamentare e non desta più stupore la partecipazione attiva (con incontri pubblici o privati con politici, meeting, cene e conferenze) alla vita politica del paese delle persone transessuali.

Tra le altre l’amica Valentina Canepa, consigliera nazionale di Arcigay, partecipa alle cene di Generazione Italia perché convinta che una nuova destra europea laica legalitaria e sociale non potrà che far bene al paese.

E proprio Valentina stringe la mano a Bocchino in una fotografia pubblicata da “Il Secolo XIX” il 30 gennaio 2011. Scandalo?

Ora è vero che (quasi sempre) politici e giornalisti nel raccontare le persone transessuali non sanno che articoli pigliare, ma davvero non troviamo, nemmeno con impegno, una virgola di clamore negli incontri tra Bocchino e la Gorio.

Giudicherà la magistratura se Bocchino è stato oggetto o meno di ricatto.
Ha fatto comunque davvero bene il politico a dichiarare “non sono affetto da omofobia o transfobia” palesando che nelle sue frequentazioni non c’è davvero nulla di scandaloso.
La segreteria nazionale di Arcigay
fonte http://www.arcigay.it

venerdì 21 ottobre 2011

Lgbt Salerno: Donna all'anagrafe senza cambiare sesso, vittoria della trans consigliera del Pdl Martina Castellana

Martina Castellana mostra orgogliosa la sua nuova carta d'identità

La battaglia vinta da Martina Castellana, presidente della commissione Pari opportunità della Provincia

SALERNO
Si chiama Martina Castellana ed è nata tre volte. In origine era Michele, un ragazzo dalle spalle larghe, alto un metro e novanta.

Poi è diventata Micha dal corpo androgino. Adesso è Martina: una bionda che cammina perfettamente sui tacchi a spillo.

E, da due giorni, lo è anche all'anagrafe. Martina Castellana, presidente della commissione Pari Opportunità della Provincia di Salerno, è la prima transgender italiana non operata che abbia ottenuto la rettifica dei dati anagrafici.

Dopo venti anni trascorsi a prendere ormoni, a cambiare voce e sembianze e ad entrare in politica come la prima trans candidata del Pdl sia alle elezioni provinciali che comunali di Salerno.

«Virtualmente sono nata il giorno dell'anniversario della caduta delle Torri gemelle - scherza Martina -. Dal Ground Zero è nata Martina». Il parere favorevole del Ministero dell'Interno è stato trasmesso alla Prefettura di Salerno l'11 settembre scorso.

LA NUOVA CARTA D'IDENTITÀ
Ma solo due giorni fa, Martina Castellana è andata a ritirare la sua nuova carta d'identità all'ufficio anagrafe del Comune.

«Ormai non ci credevo più - ammette la presidente della commissione provinciale alle Pari opportunità - perché questa è una lotta che combatto da venti anni con l'avvocato Morena Rampolla (una trans operata che ha ottenuto la rettifica, ndr).

La legge quando è unita al buon senso e all'accoglienza dà risultati importanti per i cittadini, in grado perfino di suscitare l'invidia dei paesi del Nord Europa».

Ora che anche la sua carta d'identità rispecchia la sua essenza, Martina potrà cambiare il nome sul citofono di casa. Su cui fino a ieri comparivano solo le sue iniziali. E potrà evitare anche situazioni «imbarazzanti» più per gli altri che per lei.
Come una sera di qualche anno fa, di ritorno da un concerto ad Eboli, in auto con un'amica.

MARTINA, EX MICHELE
Fermate dai carabinieri, Martina fu costretta a mostrare la sua carta d'identità, dove compariva il nome e la foto di Michele. «Ovviamente - ricorda sorridendo - il carabiniere rimase impietrito nel trovarsi di fronte una bionda altissima».
L'iter burocratico, però, non è ancora terminato.

Martina Castellana dovrà cambiare la partita Iva e il codice fiscale. E chiedere anche la rettifica dei dati all'Asl, dove lavora come dermatologa e dirigente del primo Centro di disturbo di identità di genere.
di Angela Cappetta
fonte http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno

giovedì 20 ottobre 2011

Lgbt: “I ragazzi stanno bene” diventa un telefilm


“I ragazzi stanno bene”, film del 2010 diretto da Lisa Cholodenko, sta per diventare una serie TV per l’emittente americana HBO.

Protagonista della fiction, che riprende la trama del film, sarà la coppia lesbica formata da Jules e Nic, donne e madri di due ragazzi nati a seguito dell’inseminazione artificiale.

Oltre alla trama molto particolare, non si hanno informazioni dettagliate sul cast della serie.

Nel film, le due donne sono state interpretate da Julianne Moore e Annette Bening, ma è probabile che si scelgano nuovi attori per contenere i costi di produzione del telefilm.

La serie sarà divisa in puntate da un’ora e tra i protagonisti non mancherà il personaggio di Paul, nel film interpretato da Mark Ruffalo, ristoratore donnaiolo e padre naturale dei due ragazzi, che entrerà nelle loro vite sconvolgendo la quiete del focolare domestico tutto al femminile.

Il film è stato molto apprezzato dalla comunità LGBT per aver raccontato con naturalezza un tema davvero duro come quello delle famiglie costruite da una coppia omosessuale: permettendo al pubblico di vivere questa situazione attraverso cinema e televisione, è possibile raggiungere l’obiettivo di sensibilizzare il maggior numero di persone possibili.

La pellicola ha infatti riscosso un discreto successo ricevendo un punteggio medio pari a 7,2/10 sul sito IMDb, dovr ha raccolto circa 38.000 preferenze.
Fonte: Gay.Tv via http://www.diredonna.it

Lgbt: Ilga e Torino Pride invitano monsignor Nosiglia a serata Lgbt


Le due associazioni hanno fatto un formale invito all'arcivescovo di Torino per la conferenza e il dibattito in programma per il 21 ottobre

Ilga (International lesbian and gay association) e il Torino Pride hanno invitato il monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo del capoluogo piemontese, alla serata in programma il 21 ottobre sui diritti Lgtb.

Obiettivo, "aprire un dialogo sulla vera realtà Lgtb senza le falsità che pseudoscienziati continuano a promuovere".

L'invito arriva all'indomani della presa di posizione della curia torinese contro una proposta di legge dell'ex presidente del Piemonte Mercedes Bresso contro ogni discriminazione, incluse quelle legate agli orientamenti sessuali.

"Il Comitato Ilga Europe e il Torino Pride - si legge in una nota di commento alle dichiarazioni della curia - evidenziano con allarmante denuncia che sotto le mentite spoglie di una dichiarazione di libertà, si celano ben peggiori realtà di ignoranza e pervicacia ideologica, con la conseguenza di pregiudizio e discriminazione che l'accompagna".

"Dal 26 al 30 ottobre - si legge ancora - si svolge a Torino la XV Conferenza di Ilga Europe, che ha ottenuto il patrocinio del Ministero delle Pari Opportunità, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, oltre che del Comune di Torino e della Provincia di Torino.

Oltre alla conferenza sui diritti Lgtb, sempre il 21 ottobre ci sarà un dibattito serale in piazza Vittorio dal titolo "Clash or Dialogue. Scontro o dialogo sui diritti Lgbt?". I comitati organizzatori rivolgono un chiaro invito all'arcivescovo a prendere parte alla serata.
fonte http://www.torinotoday.it/

Lgbt: L'ignoranza di Pollastri: "Essere trans è una scelta che la collettività non può pagare"


Per l'assessore emiliano i fondi di sostegno alle persone trans saranno i primi ad essere tagliati perché essere transgender è un capriccio e non una necessità. Quando l'ignoranza regna sovrana.

Ci sono moltissime iniziative che si potrebbero mettere in atto per tagliare i costi e gli sprechi. Per esempio si potrebbero elargire meno fondi alle scuole private in favore di quelle pubbliche, per sostenere le famiglie si potrebbe tutelare il lavoro delle donne e i diritti delle cittadine e dei cittadini, costruire asili nido, permettere una valida istruzione a tutte/i. Invece, secondo il consigliere regionale PDL Andrea Pollastri, per ridurre gli sprechi occorre tagliare sulle politiche sociali relative alle persone GLBT ed, in particolare, verso le persone trans.

Noto, con crescente amarezza, che ogni motivo è valido per attaccare le minoranze sessuali di questo paese. "Non è opportuno in epoca di tagli" cito le parole di Pollastri riportate da Repubblica Bologna “ai servizi sociali che la collettività paghi la conseguenza di scelte comportamentali personali”.

Parole desolanti che denotano un'estrema ignoranza in merito alle problematiche QUEER. Innanzitutto occorre ricordare al consigliere che "la collettività" siamo anche noi persone GLBT. So che l'idea che molti rappresentanti dell'attuale maggioranza hanno delle persone omosessuali è di individui "deviati" che gravano sulle spalle del Paese ma è bene ricordare che è anche grazie al nostro lavoro, alle nostre tasse, al nostro impegno nel sociale, a livello politico, culturale e molto altro, se il Paese non va completamente allo sbando.

Se il consigliere, invece di parlare solo per attaccare le persone GLBT, si fosse informato sull'effettivo utilizzo di quei fondi, forse, dico forse, avrebbe scoperto una realtà di cui, è chiaro, non conosce proprio nulla. Se si fosse scomodato a leggere i risultati di "Io sono, io lavoro", prima inchiesta sul mondo del lavoro e le persone GLBT, si sarebbe reso conto che sono proprio le persone trans ad essere più discriminate, ad avere maggiori problemi a trovare un lavoro, che sono proprio loro a pagare, sulla propria pelle, i preconcetti della gente e la crisi economica.

Un consigliere che non riesce ad essere sopra le parti e a fare il bene della collettività, di tutta la collettività, e che considera uno spreco di soldi un'iniziativa nata proprio per tutelare quella parte di cittadinanza che viene maggiormente discriminata, dovrebbe dimettersi.

Al consigliere posso tranquillamente dire che sono ben altri gli sprechi che si potrebbero ridurre, a partire, anche a costo di essere populista, proprio da quelli della politica e dai fondi che, con tanta dovizia, destra e sinistra continuano a versare alla chiesa..
di Marino Buzzi
fonte http://www.gay.tv/news/attualita/la-politica-dellodio/ di perseo76

Lgbt: Su Antenna Radio Esse si torna a parlare di fede e omosessualità, con le testimonianze dei preti "scomodi" ospite Don Alessandro Santoro

In Foto Don Alessandro Santoro


A “Oltre le Differenze” Venerdì 21 ottobre alle 21, nel format radiofonico dedicato al mondo LGBT anche l'esperienza del gruppo Kairos, cristiani omosessuali di Firenze

Un viaggio nell'Altra Chiesa, quella di preti "scomodi" come don Gallo o don Barbero, la Chiesa che comprende e accoglie anche l'omosessualità e la transessualità; questo è il tema della prossima puntata di “Oltre le Differenze” l'unico format radiofonico in Toscana interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Eleonora Sassetti che andrà in onda venerdì 21 ottobre alle 21.00 sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 99.10) e in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it

La prima testimonianza di questo viaggio nell'Altra Chiesa è quella di don Alessandro Santoro, prete della comunità delle Piagge di Firenze, messo sotto accusa due anni fa dall'arcivescovo Mons. Betori per aver celebrato il matrimonio tra Sandra e Fortunato.

Lei, Sandra Alvino, dopo aver affrontato il percorso di riattribuzione del genere, oggi è una donna anche per lo stato italiano e per l'anagrafe comunale, ma evidentmente, non per la Chiesa Cattolica.

Ascolteremo anche il punto di vista degli omosessuali che fanno parte della comunità di fedeli con l'intervista a Innocenzo Pontillo, membro del gruppo Kairos – cristiani e cristiane omosessuali di Firenze, che festeggia i 10 anni di attività.

Inoltre, andrà in onda per la prima volta la nuova rubrica “Ma i gay vengono da UrAno?” nella quale cercheremo di sfatare stereotipi e falsi miti sul mondo LGBTQ, attraverso delle interviste raccolte per strada.

La puntata si concluderà con lo scaffale, il consueto momento con i consigli su libri, film e appuntamenti a tema.

Per chi ascolta “Oltre le differenze”, c'è la possibilità di interagire con la redazione del programma chiamando 366 2809050 o scrivendo a redazione.oltreledifferenze@gmail.com.

E’ possibile inoltre visitare la pagina facebook e il blog: http://oltreledifferenze.splinder.com/
fonte redazione oltreledifferenze

mercoledì 19 ottobre 2011

Lgbt: Xabier Bettel, sindaco gay di Lussemburgo


Xabier Bettel, gay dichiarato, è stato eletto sindaco di Lussemburgo.
La capitale del Gran Ducato diviene così la terza capitale europea, dopo Parigi e Berlino, ad avere un sindaco apertamente omosessuale.

Xabier Bettel è un avvocato trentottenne e succede a Pablo Helminger, che di anni ne ha 71 ed era in carica dal 1999.

Bettel, di centro destra, è solito presenziare agli atti pubblici insieme al suo compagno.

Anche se lui stesso, appena eletto, si è premurato di sottolineare che è stato eletto non per il suo orientamento sessuale ma per la sua personalità e per il suo impegno con la città.

Il nuovo sindaco – che assumerà ufficialmente l’incarico tra due mesi – lavorava già nel municipio della città e si è sempre distinto per la serietà del lavoro e per la difesa dei diritti della comunità lgbt.

Inoltre Bettel è deputato nel Parlamento del Gran Ducato del Lussemburgo, dove ha lavorato alacremente per il matrimonio ugualitario, progetto che è in discussione dall’estate 2010 ma che ancora non è diventato realtà.

Speriamo che la presenza di Xabier Bettel come primo cittadino della capitale possa risvegliare un po’ tutti i cittadini e far fare grandi passi ai diritti di tutti in questo piccolo paese centroeuropeo.
fonte http://www.queerblog.it

Lgbt Uganda: Kasha Jacqueline Nabagesera un'attivista per i diritti lgbt premiata a Ginevra


Nonostante la tragica fine che i violenti omofobi hanno inflitto a David Kato e nonostante le leggi ugandesi che puniscono l’omosessualità persino con l’ergastolo, Kasha Jacqueline Nabagesera - un’attivista ugandese anche lei messa all’indici dalle riviste del suo paese - non ha smesso di lottare per i diritti civili delle persone lgbt.

Il suo impegno è stato riconosciuto adesso a Ginevra, dove ha ricevuto il premio Martin Ennals, che ogni anno 10 Ong mondiali attribuiscono a un difensore dei diritti umani. E l’impegno al fianco di gay e lesbiche, bisex e trans in Uganda merita il massimo riconoscimento e sostegno in questo momento.
fonte http://www.queerblog.it

Lgbt: Alessandra di Sanzo parla di transessuali e gay: "Non tutti sono dolci e capaci di tenerezze"


Alessandra di Sanzo è stata attrice nel film cult Mery per sempre.
La donna, transessuale scelta per il film di Marco Risi, ha abbandonato le scene e ora conduce una vita “normale”.
Ne ha parlato con Silvia Toffanin a Verissimo:

“L’essere transessuale, nel mondo del cinema e del teatro, mi ha discriminata. Sono stata etichettata sempre nei soliti ruoli. Dal 2000 ho fatto scelte diverse.
Lo scorso anno ho lavorato anche in un asilo e, vi assicuro, mi hanno accolta benissimo”.

Alessandra è fidanzata con un uomo che ama e la fa sentire amata. E poi vuole togliere un luogo comune…

“Da sette anni ho un compagno che amo molto e che mi rispetta. Dopo tante storie clandestine – si vergognavano di presentarmi – ho finalmente trovato un uomo con la U maiuscola”

E in merito al caso di Piero Marrazzo che aveva definito le trans come “donne all’ennesima potenza e con una capacità di accudimento straordinaria”, vuole sfatare il mito:

“Probabilmente aveva bisogno di coccole.
Però vorrei sfatare il luogo comune che tutti i gay o le transessuali sono dolci e capaci di tenerezze.

Io ho conosciuto anche trans cattivissime […]
Non è vero che tutte le trans si prostituiscono.
Ci sono persone che fanno dei sacrifici enormi per studiare e per trovarsi un lavoro socialmente accettabile”
fonte http://www.queerblog.it

LGBT SENZA PAROLE! : Turchia “Mio fratello trans mi faceva schifo, e l’ho ucciso”


Una giovane transessuale uccisa per ripulire l’onore della famiglia

Una transessuale è stata uccisa in Turchia da un proprio familiare.
Il fratello ha infatti deciso di porre fine all’esistenza della trans perchè poneva un grande imbarazzo al buon nome della sua famiglia.
Il fatto è successo nella parte orientale della provincia di Gaziantep.
La vittima aveva solo 24 anni e viveva da sola, ma purtroppo non è scappata all’ira omicida del fratello.

TRANS VERGOGNA FAMILIARE
Ramazan Çetin è una giovane transessuale che era in cura presso l’ospedale pubblico di Cengiz Gökçek di Gaziantep.

La trans aveva sostenuto di essersi procurata le ferite dopo una caduta da un luogo molto alto.

Il ricovero le è stato però fatale, perchè il fratello di alcuni anni più anziano si è recato all’ospedale, e l’ha uccisa con tre colpi di pistola, dei quali solo due sono andati a segno, purtroppo con effetti mortali.

L’omicidio è accaduto in orario serale. “Mio fratello era un travestito, mi faceva schifo. L’ho ucciso, così ho pulito il mio onore e quello della mia famiglia”, ha affermato ai poliziotti Fevzi Çetin.

L’assassino si è consegnato lui stesso all’ospedale alle forze dell’ordine ivi presenti, giustificando così l’omicidio appena compiuto.

Ramazan Çetin era fuggita dalla sua famiglia, abbandonando la sua stanza all’interno della casa deiÇetin, perchè condannava la sua scelta di vivere in modo aperto la propria transessualità, due anni fa, e si era sempre tenuta lontano da genitori e fratelli.

Purtroppo però la sua fuga per una vita senza pregiudizi è finita con le pallottole sparate dal fratello.
fonte http://www.giornalettismo.com

lunedì 17 ottobre 2011

Lgbt: Arcigay Roma lancia il progetto GIGA,network per giovani lesbiche, gay e trans


Con il progetto GIGA, Arcigay Roma promuove un “Network di giovani lesbiche, gay e trans” che si pone l’obiettivo di superare gli stereotipi sulle persone LGBT e contrastare le discriminazioni.

L’iniziativa prevede il corso di formazione gratuito per dare la possibilità ai partecipanti di creare un network di ascolto e sostegno per i giovani lgbt in associazioni, scuole e università.

Il corso è formalmente riconosciuto.
Per iscriverti al corso e per informazioni:
06.64501102 www.arcigayroma.it
fonte http://www.arcigay.it

Lgbt: Coming out day, Luxuria: "Basta poco per liberarsi di un fardello"


Coming out day, Luxuria: "Basta poco per liberarsi di un fardello"
Intervista a Vladimir Luxuria, in occasione della giornata internazionale del Coming out

LUGANO "Penso che il Coming out sia un reciproco scambio di positività. Per chi lo fa è un atto di grande sincerità, per chi ascolta è un grande atto di fiducia riposta, perché la persona ti ritiene in grado di non cambiare la tua opinione su di lui o su di lei se hai un orientamento sessuale diverso.

Chi cambia il suo atteggiamento di fronte a un coming out è una persona che in un qualche modo tradisce la fiducia che il confidente aveva riposto in lei."

Le parole sono dell'attrice e attivista politica Vladimir Luxuria la quale, in occasione della giornata internazionale del Coming Out, ha risposto ad alcune nostre domande sul tema dell'omosessualità.

Coming out, qualcuno lo definisce una rinascita...

E' vero. Non si tratta di dire qual è il tuo cantante o colore preferito, si parla di una sfera dell'affettività e della sessualità molto importante. E' una sorta di segreto che proprio perché tale diventa come un fardello da portare, quindi una volta che si trova il coraggio, con i tempi giusti e la persona giusta, rivelarlo diventa davvero una grande liberazione.

Il blocco dove nasce?

Si calcola che un bambino già verso gli 8-10 anni sente già parlare del tema in termini spregiativi e negativi, soprattutto in ambito scolastico, per cui già cresce con un'idea sbagliata o un rapporto sbagliato con l'omosessualità. Poi dipende anche dal contesto famigliare, religioso, dalla città in cui si nasce, la nazione. Sono tanti i fattori esterni che concorrono a rendere più o meno più facile o più o meno possibile il coming out. Per un ragazzo di Milano è più facile che per uno di provincia. Per quello di provincia sarà più facile che non per quello che abita a Teheran dove si rischia l'impiccagione. Dipende molto dal contesto in cui collochiamo la persona.

Conquista sì, ma le aggressioni ai danni di persone omosessuali ci sono ancora, anche in Ticino, che dire?

L'omofobia e la violenza sono una conseguenza diretta anche di un maggiore coming out. Chi ci odia, ci odia ancora di più se siamo visibili, se siamo persone non disposte a nasconderci. Chi commette un atto di violenza su una persona gay è come se dicesse 'io voglio terrorizzare l'intera comunità a cui tu appartieni. Attenti a non stanarvi troppo, non fatevi vedere, non camminate mano nella mano, non ditelo '. Queste persone sono i peggiori nemici del coming out.

Lei era stata a Bellinzona con uno spettacolo, il suo impatto con la gente di qui?

Io purtroppo ho un giudizio filtrato dalla mia popolarità. La fama è l'anestetico al pregiudizio. La gente mi riconosce per quello che ho fatto e quindi spesso mi dimostra segni di affetto ma spero che questi segni di affetto vengano riservati anche a persone meno famose di me ma più vicini a loro, come un vicino di casa. A volte ci sono persone, amici o parenti, che sospettano ma non chiedono perché pensano sia una violazione della sfera privata. Vorrei dare loro un consiglio: provate a parlarne, a volte basta solo dare il la perché qualcuno si senta libero di confidarsi.

Anni fa qui è passata la legge sull'unione domestica registrata per le coppie gay cosa ne pensa?

Mi fa piacere che ci sia un luogo nel mondo in cui si parla italiano dove questa possibilità c'è. Il vostro è un esempio di civiltà che purtroppo non è ancora riuscito a superare il confine. L'Italia ormai è l'ultima roccaforte dell'omofobia anche politica e legislativa, per cui un ragazzo che ha trovato la sua anima gemella è più fortunato se è nato in Ticino piuttosto che a Como.

E su un argomento ancora più delicato come l'adozione?

Su questo tema invito sempre le persone a conoscere prima di giudicare. C'è una sproporzione enorme tra il numero di bambini che avrebbero bisogno di essere adottati e quello delle persone disposte ad adottare. Considero una persona che vuole assicurare un tetto o una medicina o una culla o un diritto allo studio, come una persona non egoista bensì capace di un grande atto di altruismo. Se una persona che sente il desiderio di prendersi cura di qualcuno invece di essere etero è gay, non credo faccia differenza, la sua sessualità non fa del suo sentimento qualcosa di meno nobile così come non fa di lei una persona meno capace.

Il coming out day è "solo" un giorno, negli altri 364 che cosa succede? O cosa dovrebbe succedere?

E' come l'8 marzo per la festa della donna. Usiamo queste date per fare un bilancio e per riportare sotto i riflettori il tema, un tema che però va affrontato tutti i giorni. Oggi? Approfittiamo di questa giornata per fare in modo che in questo giorno qualcuno possa cogliere l'occasione e fare il suo coming out.
fonte http://www.tio.ch di L.M

Cinema lgbt: Nicole Kidman nei panni di Lili Elbe, pittrice transessuale


Sono molti gli artisti che in passato non vennero accettati totalmente dalla società di quell’epoca: dai poeti omosessuali Baudelaire e Rimbaud fino alla scrittrice inglese Virginia Woolf, grandi personaggi del passato che vennero condannati per la loro identità sessuale e riscoperti solo qualche decennio più tardi riconscendo in loro il talento che un tempo nessuno aveva voluto ammettere.

Il panorama cinematografico hollywoodiano dedicherà ora una nuova produzione, un film che sarà racconterà la storia di Lili Elbe, pittrice danese del XX secolo.

A curare la produzione del film sarà il regista Tomas Alfredson attualmente impegnato nella scelta di una valida candidata per la parte di Gerda Gottlieb, amante e moglie della pittrice danese che verrà invece interpretata da Nicole Kidman.

Tra le tre possibili co-protagoniste erano state indicate le attrici Rachel Weisz, Gwyneth Paltrow e Charlize Theron ma le loro candidature sono state riviste a causa di numerosi altri impegni cinematografici. L’unica confermata, per ora, rimane Nicole Kidman che ha fatto sapere al regista di voler realizzare il progetto a tutti i costi.

Ma chi era la pittrice che tanto da appassionato l’attrice Nicole Kidman? Lili Elbe nasce maschio con il nome di Mogens Einar Wegener prestandosi al primo intervento chirurgico negli anni ’30 recandosi in Germania per il primo dei cinque interventi chirurgici, pratiche non del tutto sicure e proposte ancora in via sperimentale che la pittrice volle testare sulla propria pelle, interventi che vennero tutti risolti con esito positivo.

Il suo caso fece così scalpore a quell’epoca che la pittrice riuscì a farsi riconoscere il diritto di nuovi documenti di identità e unirsi in matrimonio con la compagna Gerda Gottlieb, nozze che vennero celebrate per la seconda volta. La Elbe era la Gottlieb erano infatti già unite in matrimonio prima che la pittrice cambiasse sesso.

Il film verrà titolato The Danish Girl (La ragazza danese) e sarà prodotto dalla casa di produzione cinematografica Blossom Films.
fonte http://www.gayprider.com Di Giada Aramu

Film lgbt: Oscar 2012, Skoonheid (Beauty) di Oliver Hermanus scelto a rappresentare il Sudafrica


Il film selezionato era presente anche all’ultimo Festival di Cannes nella categoria Un Certain Regard, dove ha conquistato il premio Queer Palm 2011

Il Sudafrica ha candidato il film Skoonheid (Beauty) di Oliver Hermanus ai prossimi Oscar 2012. Il film selezionato era presente anche all’ultimo Festival di Cannes nella categoria Un Certain Regard, dove ha conquistato il premio Queer Palm 2011, che è il riconoscimento dedicato ai migliori film a tematica Lgbt.

A Cannes era stata la prima volta di un film africano in lingua afrikaans ad essere incluso in una sezione ufficiale.

Beauty è il secondo lungometraggio del giovanissimo regista di Capetown di ventisette anni Oliver Hermanus, che aveva debuttato nel 2009 con Shirley Adams, film drammatico sulla vita di una donna divisa tra il lavoro e il figlio disabile.

La commissione africana ha quindi candidato la pellicola Skoonheid, che in lingua africans significa appunto “Bellezza”, nel cui cast appaiono Michelle Scott, Deon Lootz, Charlie Keega, Jamie Ramsay, Dylan Voogt, Didier Costet, Marin Saven, Genevieve Hofmeyr e Reza Levy.

Il film racconta la storia di François van Heerden, un bianco cinquantenne di lingua Afrikaans che vive a Bloemfontein con tutta la sua famiglia, trascorrendo una vita agiata da benestante ma grigia e monotona.

Il borghese fatalista un giorno incontra del tutto per caso il figlio di un amico più giovane di lui di 20 anni verso il quale è spinto da una passione che si fa sempre più morbosa.

Questo fatto comincia a scardinare l’equilibrio di François che lo farà muovere fino a Capetown alla ricerca del suo giovane universitario amato e odiato.

Nonostante il dichiarato disprezzo dal protagonista nei confronti dell’omosessualità e l’eccessivo “machismo” degli uomini del paese, sono molti quelli fra di loro che si ritrovano a scadenze fissate per avere rapporti omosessuali.

Il giovane director Oliver Hermanus affronta con crudo realismo il tema del razzismo, dell’omosessualità e dell’omofobia nel Sudafrica dei suoi e dei nostri giorni, vedremo cosa decideranno i giurati dell’84esima edizione degli Academy Awards dopo averlo visto.
fonte http://www.gaynews.it/ via (VivaCinema.it)

Teatro lgbt: A Roma in scena “Famosa”, la storia di una trans


La storia di un ragazzino di 15 anni, nato e cresciuto nella provincia ciociara e convinto di essere una ragazza mancata a causa di un ‘errore genitale’, con il sogno di diventare famosa…

E’ la piece teatrale ‘Famosa’ in scena dal 16 ottobre al Teatro in Scatola di Roma, scritta e interpretata da Alessandra Mortelliti, nipote di Andrea Camilleri e tra pochi giorni nelle sale italiane tra i protagonisti di ‘La Scomparsa di Pato”, primo film per il cinema tratto da un libro di Camilleri che ne ha scritto anche la sceneggiatura insieme con Maurizio Nichetti.

Sia il film che la piece, presentata dall’Associazione Culturale Monade e dall’Associazione Culturale PerPetra con il patrocinio del Mit (Movimento identita’ transessuali), sono diretti da Rocco Mortelliti.

Il testo di ‘Famosa’ e’ edito da ‘Nero su Bianco Edizioni’, ed e’ arrivato tra i finalisti al concorso letterario ‘Per voce sola 2010’. Racconta le giornate di Rocco Fiorella, trascorse tra gli insulti dei paesani e le botte del padre che non accetta di avere un figlio ”invertito” e ”ritardato”.

Il suo principale rifugio e’ la televisione con quei programmi che ti danno la possibilita’ di ”diventare qualcuno”.

Ed e’ per questo che ogni giorno, contro tutto e tutti, chiuso nella solitudine della sua stanza, prova e riprova incessantemente balletti da lui stesso coreografati, interpreta canzoni pop, ricerca parrucche ”divine” e scarpe ”zeppate” per essere sempre al meglio, in attesa della grande occasione, che prima o poi, ne e’ convinto, arrivera’.
fonte http://gaynews24.tumblr.com