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martedì 7 luglio 2015

Lgbt: Il 18 luglio sul palco «Un ragazzo di nome Giulia» di Saverio Aversa, nei Giardini della Filarmonica a Roma

Avevamo già avuto occasione di intervistare e conoscere Saverio Aversa con “L’enigma di un amore”, “in memoria di Karl Heinrich Ulrichs, pioniere del movimento omosessuale” e che aveva debuttato alla rassegna lgbt Illecite//Visioni a Milano, nel 2013.

Sabato 18 luglio alle 21 debutterà “Un ragazzo di nome Giulia”, testo scritto e spettacolo diretto da Saverio Aversa, nei Giardini della Filarmonica a Roma. “Con “Un ragazzo di nome Giulia” – ci racconta Saverio – continuo ad occuparmi di persone lgbt e dei pregiudizi nei loro confronti, della battaglia, oggi più che mai attuale nel nostro Paese, per il riconoscimento dei diritti ancora negati”. Abbiamo intervistato Saverio, che ci ha presentato il lavoro e anticipato un’opera a cui sta lavorando.

Saverio, ho già avuto occasione di di intervistarti per lo spettacolo “L’Enigma dell’Amore” che ha debuttato a Milano nel 2013, per la rassegna lgbt Illecite//Visioni. Oggi stai per andare in scena con un altro testo tuo, “Un ragazzo di nome Giulia”, che sabato 18 luglio alle 21 sarà sul palco de “I solisti del teatro” nei Giardini della Filarmonica a Roma. Ce ne puoi parlare?


Il testo nasce da una storia vera, il racconto di un ragazzo che conobbi durante un dibattito politico quando ero dirigente nazionale di Rifondazione, responsabile diritti civili. Scrissi un racconto dal titolo “Un ragazzo di nome Giulia”, parafrasando il romanzo di Milena Milani “La ragazza di nome Giulio”. È la storia di una persona ftom, female to male, che viene raccontata dall’attore Pino Censi. Su facebook c’è la pagina “unragazzodinomegiulia” e in rete il blog. E’ un atto unico accompagnato dal sassofono di Carmen Falato, concertista e cantante di esperienza.

Puoi darci qualche dettaglio in più?
Il protagonista è nato in un corpo che non riconosce e vengono raccontate le difficoltà vissute fin da bambino, in quel corpo imberbe unisex e che comincia a cambiare nella pubertà. Giulia è forte ma la sua consapevolezza si costruisce superando una serie di ostacoli e fra questi l’anoressia e la bulimia. Non voglio raccontare oltre ma vorrei sottolineare che va in scena una sorta di dialogo fra attore e musicista, fra la voce umana e il suono del sassofono.

Perché hai scelto di unire musica e voce?

La scelta di unire musica e voce parte dal testo che riferisce anche la storia di Billy Tipton, pianista e cantante swing degli anni 50 e 60, morto nel 1989, sposato cinque volte e con tre figli adottivi. Il medico che ne accertò il decesso dovette constatare che il suo corpo era biologicamente femminile ma che aveva vissuto come un uomo. Un gruppo di sassofoniste americane ha scelto di fargli omaggio chiamandosi “Billy Tipton Memorial Saxophone Quartet”.

Come hai costruito “Un ragazzo di nome Giulia” con l’attore Pino Censi?
L’impegno maggiore è stato cucire addosso, come un vestito, il testo sull’attore, sulla sua fisicità e sulla sua recitazione. Siamo stati facilitati dal rapporto di amicizia fra noi due e da precedenti collaborazioni. Censi è entrato giovanissimo all’Accademia nazionale “Silvio D’amico” e ha lavorato con una decina di registi importanti. Da tanto tempo volevamo fare uno spettacolo insieme e questa è stata l’occasione giusta. Vorremmo portare lo spettacolo in giro per l’Italia e anche a Milano naturalmente.

Quali sono le differenze di produzione e sceniche con il primo spettacolo?
Contrariamente a “L’Enigma dell’amore”, questo nuovo spettacolo è quasi “tascabile”, può avere varie versioni adattabili agli spazi e alle varie necessità: lo realizzeremo sempre con le musiche dal vivo ma spesso saranno registrate. La produzione ricade unicamente sulle mie spalle anche se è realizzata insieme ad un’associazione teatrale. Vorrei promuovere lo spettacolo nelle sedi di associazioni lgbt, nei centri autogestiti, in piccoli teatri, negli appartamenti, ricordando Nino Gennaro che faceva spettacoli nelle strade, nei cortili, negli scantinati con Teatro Madre: andava dappertutto con la sua arte. Sono consapevole che è una bella sfida da portare avanti in un panorama desolante. Le sovvenzioni pubbliche agli eventi culturali subiscono continui tagli e, per esempio, quest’anno la rassegna romana “Garofano verde” rischia di non essere realizzata dopo ventuno anni.

Questo nuovo impegno ti vede oltre che come autore anche come regista. Potresti dirci i passaggi di un’evoluzione e di un cambiamento, che c’è stato, nel tema e nei protagonisti tra i due spettacoli?

Sono al mio secondo testo di teatro, il primo è stato “L’Enigma dell’Amore “, in memoria di Karl Heinrich Ulrichs, pioniere del movimento omosessuale. Con “Un ragazzo di nome Giulia” continuo ad occuparmi di persone lgbt e dei pregiudizi nei loro confronti, della battaglia, oggi più che mai attuale nel nostro Paese, per il riconoscimento dei diritti ancora negati.

Ci sono altri progetti in sospeso a cui stai lavorando?
Un altro mio amico attore mi ha chiesto di fare qualcosa insieme, qualcosa di adatto a lui, e ho pensato ad un romanzo da adattare drammaturgicamente, “Signori” di Warwick Collins, ambientato negli anni ottanta in un bagno pubblico a Londra, dove si entrava con un penny, in cui si accostano l’omosessualità e il sesso al capitalismo.
fonte: By Alessandro Rizzo http://www.pianetagay.com/18-luglio-ragazzo-nome-giulia-aversa/

venerdì 16 gennaio 2015

Lgbt: A Roma la commedia “Siamotuttigay” di Lucilla Lupaioli dal 22 gennaio al Teatro Ambra Garbatella

Va in scena a Roma dal 22 al 25 Gennaio e dal 29 al 1° Febbraio al Teatro Ambra Garbatella “Siamotuttigay”, irresistibile commedia scritta e diretta da Lucilla Lupaioli da un’idea di Marco Marciani.

Che succederebbe se il mondo fosse omosessuale e l’eterosessualità fosse un’anomalia? Se intorno a noi fossero tutti gay come faremmo capire a mamma e papà che ci sentiamo attratti da persone dal sesso opposto al nostro? È questa la difficile e paradossale situazione in cui si trovano i figli eterosessuali di Maggie, a cui da corpo e voce Alessandro Di Marco e di Tessy interpretata da Michela Fabrizi in un’immaginaria società rovesciata. Maggie e Tessy sono una coppia lesbica collaudatissima, in cui l’una è una famosa attrice di teatro, interpretata sulla scena da un attore en travestì, e l’altra è la sua fidata compagna e ufficio stampa.

È il giorno della prima, Maggie come sempre è tesa nel suo camerino e Tessy le sta accanto per rassicurarla. I loro figli: Willy, interpretato da Antonio De Stefano e Sheila da Giulia Paoletti non sanno come affrontare il difficilissimo coming out.
Decidono quindi di chiedere aiuto a Max, il macchinista nonché segreto amante di Sheila, interpretato da Claudio Renzetti, e a Lucy la sarta, segreta fidanzata di Willy a cui da il volto Martina Montini. I due figli, la cui eterosessualità viene tollerata solo perché ruotano nell’eccentrico mondo del teatro, Insieme ai loro “complici” troveranno il coraggio di affrontare le due madri e il camerino di Maggie diventa lo scenario di un rocambolesco ed esilarante tentativo di confessare la verità.

Il ritmo dello spettacolo, presentata con grande successo al Todi Festival 2013, segue quello della commedia degli equivoci: fraintendimenti, interruzioni, colpi di scena, rivelazioni improvvise ed happy end, ma rivedere questo schema classico alla luce del paradosso è davvero travolgente.

I luoghi comuni vengono ribaltati, le scene-tipo attraversate al contrario e quei due poveri ragazzi eterosessuali ci spingono a riflettere sulla convenzione della morale e sul concetto di diversità, ma anche e soprattutto sull’identità delle famiglie etero ed omosessuali.
Mai prima d’ora, infatti, ci erano state mostrate famiglie gay così conservatrici e tradizionali, protettive e affettuose ma fedeli a un ruolo educativo contro cui tutti – etero e omosessuali – ci siamo prima o poi ribellati.

“Siamotuttigay” è prodotto dall’Associazione Bluestocking, assistente alla regia è Armando Quaranta, responsabile delle luci è Giovanna Venzi, le scene e i costumi sono di Nicola Civinini.

fonte http://www.megamodo.com/

lunedì 10 febbraio 2014

Lgbt "Biglietti da camere separate" uno sguardo di Andrea Adriatico su Pier Vittorio Tondelli dal 11 al 16 febbraio a Teatri di Vita

Ho conosciuto Pier Vittorio Tondelli negli anni amari, in quel finire di secolo che ha sterminato le menti che ho amato di più nella mia prima giovinezza.
Sì, gli anni ’80 sono questo per me: anni amari.
L’Aids si è portato via i sogni della gente di quel tempo, e non li ha più restituiti. Anzi… ha regalato in cambio un sonno perenne, definitivo, ad un’intera generazione.

Gli anni amari di Pier Vittorio Tondelli sono finiti così, nel 1991, vent’anni fa, al debutto di un Natale, in un letto d’ospedale.
Non ha parlato mai della sua malattia pubblicamente. Non ha parlato mai del suo morire. Almeno in apparenza.
L’ha però trasposta in un racconto carico di umanità legato alla morte altrui, usata come specchio per l’anima.
Ha però parlato di omosessualità, di silenzio, di vita, di misteri delle emozioni, quasi suo malgrado. Ha percorso il suo tempo spaventato dall’essere considerato troppo giovanilista, troppo frocio per froci, troppo marchio per esordienti, troppo etichetta, secondo la moda che gli anni amari hanno trasmesso alla storia. In quegli anni non l’ho amato.
Oggi è forse uno dei pochi autori di cui credo di aver letto quasi ogni riga. A cui ho dedicato una delle due sale del teatro che dirigo. Convinto come sono che non sia, come ingiustamente molti pensano, solo un autore del suo tempo, miseramente relegato nel turbine di weekend postmoderni.
Per questo provo a restituire Camere separate in brevi biglietti, vent’anni dopo, sentendone proprio ora tutta la straordinaria potenza e attualità.
Andrea Adriatico

Un romanzo intimo che racchiude il Tondelli segreto di fronte ai misteri dell’amore e della morte. E’ Camere separate, storia bruciante e autobiografica, pubblicata due anni prima della scomparsa del suo autore, avvenuta nel 1991.
A Tondelli, enfant terrible della letteratura italiana degli anni ’80, Adriatico rende omaggio con uno spettacolo che nasce da quel suo romanzo. Due uomini in scena raccontano la storia di Leo, scrittore omosessuale che deve fare i conti con un lutto importante nella sua esistenza.
Sarà l’occasione per inseguire le tracce di sé disseminate nel tempo di una vita, dall’adolescenza inquieta in un paese della provincia padana ai viaggi per l’Europa mentre la geografia politica ed emozionale di un intero continente cambia pelle.
Ma le “camere separate” sono anche la richiesta di un modello d’amore, capace di esprimersi solo per prossimità e mai per convivenze troppo opprimenti.

ATTENZIONE: POSTI LIMITATI

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mercoledì 22 gennaio 2014

Lgbt Teatro: Il Carro dell’Orsa presenta "SISSY BOY (La conferenza del Signor S.B.)" a Roma dal 28 gennaio al 9 febbraio

Il Carro dell’Orsa, in collaborazione con Di’ Gay Project, Circolo Mario Mieli e GaiaItalia presenta

SISSY BOY(La conferenza del Signor S.B.)
di Franca De Angelis
Con Galliano Mariani
Regia di Anna Cianca
Scene di Claudio Lopez – Video di Leonardo Ottaviani

Teatro Lo Spazio
Roma, Via Locri 42 - 06 77204149
dal 28 gennaio al 9 febbraio 2014

Un uomo, solo sulla scena, racconta, rivivendole, le tappe della propria vita in una tragicomica conferenza.
Il signor S. B., Sergio Bello, da bambino, ha subito una terapia correttiva a causa del suo amore per le Barbie e per Maga Maghella, l’allora popolare personaggio televisivo interpretato da una giovane Raffaella Carrà.
Da quel momento in poi, la sua esistenza diventa una costante e faticosa lotta per riappropriarsi della propria personalità e dei propri desideri.
Fra pesanti sconfitte e qualche piccola vittoria, ora il signor S. B. pensa di essere guarito dagli effetti della devastante terapia e la conferenza dovrebbe esserne la dimostrazione. Ma, ripercorrendo con il pubblico la propria vita, S.B. scivolerà in trappole emotive e la sua storia approderà verso un esito inaspettato.

Il testo è liberamente ispirato alla storia vera di Kirk Andrew Murphy, il quale nel 1974 fu sottoposto ad un esperimento condotto dallo psicologo George Rekers dell’Università di Los Angeles, California. Tale esperimento era volto a correggere i comportamenti effeminati nei bambini maschi prevenendo la loro eventuale omosessualità.

Lo spettacolo esplora il tema della manipolazione e del soffocamento di sogni e desideri in una versione, però, tutta italiana.

Il termine inglese sissy deriva da sister (sorella) e, associato a boy (ragazzo), sta ad indicare, con una connotazione negativa, un bambino o ragazzo che si pone in contrasto alle tradizionali regole di condotta del sesso di appartenenza. Il termine, sissyphobia denota una reazione culturale negativa verso i "sissy boys".

Teatro Lo Spazio.it - Roma, Via Locri 42/44, (traversa di Via Sannio)
Dal martedì al sabato ore 20.45 - Domenica ore 17.00 - Info Tel. 06 77076486
Intero € 13,00 Ridotto € 10,00 Tessera € 3,00
fonte Ufficio Stampa Carla Fabi

domenica 15 dicembre 2013

Lgbt: Al Teatro I di Milano "L’OMOSESSUALE O LA DIFFICOLTA’ DI ESPRIMERSI" con Eva Robin’s, uno spettacolo di Andrea Adriatico per teatri di vita, dal 13 al 18 dicembre

In Cina! In Cina! In Cina! Sembrano lontane parenti delle tre sorelle di Cechov… Eppure sono tre decadenti e decadute gran signore (o signori?) autoesiliate in una Siberia da cui non riescono a uscire, assediate da lupi affamati…

Sono Irina, la Madre e la signora Garbo, tutte in corsa verso qualcosa, in un caleidoscopico delirio.


L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi è uno dei testi più travolgenti di Copi, che nelle vesti della signora Garbo l’ha portato in scena a Parigi nel 1971 con la regia di Jorge Lavelli.

La commedia è un inesauribile accavallarsi di colpi di scena che ogni volta modifica completamente ogni riferimento, a cominciare da quello sessuale.

E’ il trionfo del delirio transgender e psichedelico, che esplode in una graffiante comicità. Si ride di cose atroci, mentre il mondo alla deriva rappresentato in quella capanna nella steppa assomiglia sempre più al nostro mondo scardinato.

La strampalata storia di Irina e della Madre nella steppa, sempre in procinto di partire per un altrove che non esiste, mentre ricevono la visita di personaggi come loro senza un’identità e un sesso definitivi, è una vera cavalcata nella più sfrenata fantasia, che moltiplica la comicità di Copi per descrivere con il sorriso l’umanità lacerata dei nostri tempi. Un’umanità dove “la difficoltà di esprimersi” ha l’immagine atroce delle mutilazioni: fisiche, umane, sociali.

Lo spettacolo ha ricevuto una nomination per il premio Rete Critica da parte di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena), con la seguente motivazione:
“Sembra tutto sovraccarico e ridondante ma la materia drammaturgica e teatrale di Copi viene resa con un’esemplare leggerezza dal regista Andrea Adriatico, esaltata dalla recitazione superlativa delle tre bravissime protagoniste affiatate e in grado di reggere la scena all’aperto a pochi metri dal pubblico che si diverte non senza cogliere un messaggio di sconforto alla base della commedia”.

Lo spettacolo ha vinto l’edizione 2012 del Premio Facebook/Short Theatre (referendum on line sullo spettacolo più gradito dagli spettatori al festival Short Theatre).

Teatro i, Via Gaudenzio Ferrari 11 tel 02 8323156/ 366 3700770
info@teatroi.org www.teatroi.org

L’OMOSESSUALE O LA DIFFICOLTA’ DI ESPRIMERSI
Di Copi
Regia: Andrea Adriatico
con Anna Amadori, Olga Durano, Andrea Fugaro,
Eva Robin’s, Saverio Peschechera, Alberto Sarti
a cura di Saverio Peschechera e Daniela Cotti
scenotecnica e luci Carlo Quartararo, costumi Valentina Sanna, scene Andrea Cinelli
organizzazione Monica Nicoli
grazie a a Stefano Casi

“ad Alfredo Ormando, agli amici russi pestati e imprigionati, a tutti quelli che…”
fonte http://www.teatroi.org/

giovedì 19 settembre 2013

Milano Teatro: Filodrammatici, secondo anno per rassegna Lgbt in quattro serate tra il 7 e il 10 novembre

Cinque spettacoli sulle tematiche dell'omosessualita' in quattro serate tra il 7 e il 10 novembre: dopo il successo dell'anno scorso torna al Filodrammatici di Milano con la sua seconda edizione il festival Illecite//Visioni, rassegna di teatro omosessuale curata dal giornalista e critico Mario Cervio Gualersi.

Il festival, realizzato in collaborazione con Arcigay Milano e con il sostegno del Comune di Milano, rientra nella programmazione del Teatro della stagione 2013/2014, intitolata "Tradizione (e) tradimenti".

Una programmazione ricca di prime nazionali che, come sottolineano i direttori artistici, si caratterizza per una volonta' di innovazione dei linguaggi e per una costante riflessione sulla contemporaneita'.

"Il Filodrammatici - afferma l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno - partecipa a quel sistema virtuoso che e' riuscito a dare vita al lavoro congiunto di oltre trenta organismi teatrali e che ci e' invidiato a livello nazionale. Uno spazio collocato in un luogo cosi' strategico della citta' ha saputo sempre rinnovarsi incredibilmente".
fonte http://www.liberoquotidiano.it via (Adnkronos)

venerdì 19 aprile 2013

Lgbt Teatro: Passione Travolgente tra i protagonisti di "12 BACI SULLA BOCCA" Regia di Giuseppe Miale di Mauro, dal 24 al 28 Aprile al Teatro Nuovo Napoli


12 Baci sulla Bocca è uno spettacolo teatrale scritto da Mario Gelardi e diretto da Giuseppe Miale di Mauro con Francesco Di Leva, Stefano Meglio e Andrea Vellotti. Prodotto da Compagnia Gli Ipocriti.
Andrà in scena dal 24 al 28 Aprile 2013 al Teatro Nuovo


Dopo l'esperienza di Gomorra Mario Gelardi (autore dello spettacolo) torna a collaborare con la regia di Giuseppe Miale Di Mauro. In scena Francesco Di Leva, Stefano Meglio e Andrea Vellotti.

DESCRIZIONE
Napoli, anni ‘70.
La provincia soffocante e a volte disorientante napoletana. Il conflitto politico e sociale che divide il paese sembra lontano da queste terre, invece attecchisce nell’ombra.
In questo ambito, nasce “12 baci sulla bocca”, che racconta l’incontro-scontro tra Emilio, lavapiatti dai modi delicati e Massimo, fratello “ripulito” del proprietario di un ristorante.

Massimo si sta per sposare, con l’unica donna che ha avuto nella vita; è al punto in cui, o ti lasci o ti sposi. Massimo si sposa.
Emilio, giovane e gay, appellato con l’unico termine usato a Napoli per identificare un omosessuale. Emilio riesce a scardinare l’omosessualità assopita malamente da Massimo.
I loro incontri sono carezze sfuggenti e nascoste ad occhi che non capirebbero. Sono pericolosi, e i due ragazzi si nascondono, ma quel rapporto così controverso, rappresenta forse, l’unico momento di vero sentimento nella loro vita.

Il loro è un ambiente in cui non è permessa alcuna diversità, vigono leggi sociali e di branco che non permettono nulla al di fuori di una prassi consolidata. Ma gli occhi di Antonio, fratello di Massimo, lo guardano dentro, sanno molto di più di quel fratello di quanto lui pensi.
In quell’ambiente i problemi si risolvono in maniera spicciola ed uno come Massimo, non può certamente vivere quella condizione in una realtà di paese.
Mario Gelardi

Raccontare oggi una storia di omofobia sembra “eccessivamente” attuale. Sembra di cavalcare l’onda delle continue notizie di cronaca che riempiono le pagine dei giornali con atti di violenza inaudita.
Ma da dove arriva tutto questo odio?
Si è pensato di ambientare questa storia negli anni settanta, non per dare una risposta, ma per formare domande, perché solo guardando al passato possiamo capire le falle del nostro presente. Gli anni settanta ci hanno dato la possibilità di costruire un tessuto emotivo ancora più claustrofobico.

La storia si svolge coprendo l’arco tra due tragedie nazionali, la strage di piazza della Loggia e la tragica morte di Pasolini, evocate entrambe nello spettacolo e simbolo di anni devastanti dal punto di vista sociale e politico.
E l’abbiamo fatto provando a raccontare una storia d’amore, semplice ed emozionante come ogni storia d’amore è.
E poco importa se i protagonisti di questa storia sono due uomini, perché Emilio e Massimo sono il simbolo di una libertà che negli anni settanta era pura utopia, e oggi è finta democrazia. Perché l’amore, quello vero, è libertà.

Anche se parte dalla periferia della nostra terra, dove il tempo sembra essersi fermato, dove, al di là di un finto progressismo, ci sono ancora leggi sociali antiche.
Un piccolo melodramma sudato, che ha l’eco della musica popolare degli anni settanta, che vive di squarci di luce, sul nero dei giorni e di quelle vite."

Se vuoi saperne di più, la pagina ufficiale dello spettacolo è:
http://bit.ly/12baciofficialpage
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Puoi acquistare i biglietti per 12 BACI SULLA BOCCA:
online su http: http://bit.ly/12BaciTickets
direttamente al botteghino del teatro
(dal martedì al sabato h.10.00 - 13.00, 17.00 - 20.00 )
o presso i seguenti punti vendita: http://bit.ly/PuntiVenditA
Info Botteghino: tel. 081/4976267 - botteghino@teatronuovonapoli.it
Gli spettacoli inizieranno alle ore 21:00, tranne domenica 28 ore 18:30.
www.teatronuovonapoli.it
fonte https://www.facebook.com/pages/12-Baci-sulla-Bocca/153422544822921

lunedì 15 aprile 2013

Lgbt Napoli: PrideTime, la “scena” gay al Penguin “12 baci sulla bocca” al Teatro Nuovo dal 20 al 24 aprile

(clicca per ingrandire)

“12 baci sulla bocca” sarà in scena dal 20 al 24 aprile al Teatro Nuovo di Napoli
(in via Montecalvario 16)

Sarà interamente dedicato al teatro il nuovo appuntamento con PrideTime che si terrà martedì 16 aprile al Penguin Cafè.
Il direttore artistico della rassegna Claudio Finelli incontrerà il drammaturgo Mario Gelardi ed il regista Giuseppe Miale di Mauro insieme a tutto il cast dello spettacolo “12 baci sulla bocca” (Francesco di Leva, Andrea Vellotti e Stefano Meglio).

Gelardi e Miale di Mauro, dopo l’affresco corale di “Gomorra”, affrontano una piccola storia d’amore ambientata negli anni ’70 ma che racconta il clima di violenza di questi giorni: siamo alla fine del 1975 e a fare da sfondo alla vicenda c’è la morte di Pier Paolo Pasolini, nel contesto in cui si svolge l’azione non è permessa alcuna diversità, vigono leggi sociali e di branco che non permettono nulla al di fuori di una prassi consolidata.

Appuntamento martedì alle ore 21.00.
Il Penguin cafè si trova a Napoli in via Santa Lucia 88.
Per info: 349 478 45 45 | claudiofinelli1@virgilio.it


Evento organizzato in collaborazione con:
Napoligaypress.it, Arcigay Napoli, Arcigay Salerno, Coordinamento Campania Rainbow, Lalineascritta – laboratori di scrittura creativa e Associazione Vololibero.
fonte http://www.napoligaypress.it/

venerdì 29 marzo 2013

Lgbt Spettacoli: "Prêt à baiser" La danza in un bacio (gay) di Olivier Dubois, in prima nazionale a Bologna a Teatri di Vita il 4 e 5 aprile


In foto Slyvain Decloitre and Olivier Dubois
E’ stato inserito dalla rivista Dance Europe tra i 25 migliori danzatori del mondo, ma qui il superpremiato Olivier Dubois (coreografo tra l’altro dei Ballets de Monte-Carlo e dell’Opera Nazionale di Vienna) presenta un sorprendente duo che ha il suo riferimento e fulcro scenico nel bacio: sensuale e oltraggioso. Tra due uomini.

Appuntamento con "Prêt à baiser" in prima nazionale a Bologna, a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, infoline 051.566330, www.teatridivita.it),
giovedì 4 e venerdì 5 aprile 2013, alle ore 21.
Gli arrangiamenti musicali, dalla “Sagra della primavera” di Igor Stravinski, sono di François Caffenne.
Produzione COD/Compagnie Olivier Dubois, in coproduzione con Le Centquatre di Parigi.


Una performance tanto “semplice”, quanto intensa, sconvolgente, fisicamente impegnativa. Cos’è un bacio? Il viluppo appassionato della scultura di Rodin o il placido stereotipo hollywoodiano?

Nello spettacolo di Dubois il bacio è un’esaltazione fisica e mentale al tempo stesso, che trascende il semplice bacio per diventare altro - desiderio, comunione, passione, lotta, sforzo atletico -, per abbracciare con quel bacio tutti gli spettatori, che osservano ammutoliti, increduli, imbarazzati o emozionati.

Ma soprattutto, nell’esposizione tutta maschile di un bacio gay, ha una carica sconvolgente e assoluta.

Un’incredibile performance fisica, un gesto artistico, un’azione politica, uno sberleffo ludico, una sensuale provocazione... e poi cos’altro ancora? Come si sente lo spettatore, dopo? E i due danzatori, che hanno percorso un intero spettacolo in bilico sulle loro labbra, come si sentiranno, dopo?

Olivier Dubois
, premio speciale del pubblico dal Syndicat professionnel de la critique nel 2007 per il suo percorso di interprete e per la produzione Pour tout l’or du monde, è stato inserito dal magazine Dance Europe nella lista dei 25 migliori danzatori del mondo.

Ha collaborato a livello internazionale in numerosi teatri e festival, tra cui il Festival di Avignone, L’Opera National del Cairo, il Centro Nazionale di Danza di Parigi, La biennale della danza di Lione. Ha inoltre danzato per molti coreografi e produzioni di fama mondiale fra cui Jan Fabre (L’histoire des larmes, Tannhaüser, Je suis sang), Sasha Waltz (Inside out), Angelin Preljocaj, Christophe Honoré, Nasser Martin-Gousset, Cirque du Soleil - Dragone, Marie Pessemier, Charles Cré-Ange, Dominique Boivin, Karine Saporta, Elio Gervasi, l’Opéra National de Vienne, Andy Degroat, Laura Simi, Damiano Foa.
fonte di Ufficio Stampa Teatri di Vita via http://www.oblo.it/

martedì 12 febbraio 2013

Lgbt Milano: Al Teatro Litta "LA MOGLIE DEL SOLDATO" liberamente ispirato all’omonimo film dal 19 febbraio al 10 marzo

Uno spettacolo di: Pasquale Marrazzo - con: Emiliano Brioschi, Giulio Baraldi, Riccardo Buffonini e Valeria Perdonò - assistente alla regia: Marilisa Cometti e Davide Silvestri - scene: Daniele Mariconti - costumi: Lucia Lapolla - lighting designer: Marilisa Cometti

sound designer: Roberto Mozzarelli - foto: Valentina Bianchi

Liberamente ispirato alla pellicola britannica The Crying Game (titolo inglese originale del film) del ’92 che valse innumerevoli riconoscimenti internazionali per la coraggiosa sceneggiatura originale di Neil Jordan e come miglior film straniero.

Un soldato dell'esercito inglese, Jody, viene rapito da un gruppo dell’IRA allo scopo di usarlo come merce di scambio per ottenere la liberazione di un loro capo catturato dagli inglesi, o giustiziarlo, se la trattativa fallisse.
Durante la prigionia il soldato inglese stringe amicizia con uno dei suoi rapitori, Fergus.
Una volta intuito il suo destino, Jody lascia a Fergus il compito di adempiere alle sue ultime volontà, in particolar modo quella di cercare la sua donna, informarla dell'accaduto e prendersene cura in qualche modo.
La bellissima donna, Dil, di cui Fergus si innamora a sua volta, nasconde però un inatteso segreto …

Note di regia:
Dil e il suo segreto creano un’affascinante figura fenomenica e in quanto tale merita di essere ascoltata. Il tutto fa pensare ad un certo tipo di melò atipico e per questo motivo atipica sarà la costruzione della messa in scena.
Costumi, luci, scenografia, musiche e rumori di fondo saranno protagonisti tanto quanto i personaggi, perché il contesto in cui si svolge la storia è la vera condizione in cui il dramma si crea e si evolve.
Dil non è nulla senza i suoi abiti e i terroristi ancor meno privati delle loro armi. Eppure, quando Dil si mette a nudo e svela il suo segreto, i suoi vestiti diventano storia e raccontano in profondità il suo essere nel mondo, che la accoglie e la respinge, proprio come tutti gli esseri “dannati” o come gli angeli di Wim Wenders costretti a restare sospesi fra cielo e terra. [Pasquale Marrazzo]

ORARIO SPETTACOLI
martedì-sabato ore 20.30
domenica ore 16.30
lunedì riposo

PREZZI € 19,00
9 ABBONAMENTI LUNATICA €54,00 (€ 9,00 a ingresso) - Carta non nominale, libera, a scalare, valida per tutti gli spettacoli in cartellone, in tutti gli spazi: Sala Teatro Litta e Sala La Cavallerizza (escluse recite straordinarie e festival)
LITTACARD €72,00 (€ 8 a spettacolo) - Carta nominale valida per tutte le 9 produzioni Litta in cartellone, in tutti gli spazi: Sala Teatro Litta e Sala La Cavallerizza (escluse recite straordinarie e festival)

OFFERTE A TEATRO IN BICI!
per tutti coloro che verranno a teatro in bicicletta e mostreranno alla cassa la chiave del lucchetto o l’abbonamento al Bike Milano ATM, ingresso ridotto a 10 €

BIGLIETTERIA informazioni e prenotazioni (da lunedì a sabato dalle 14.30 alle 19.30): tel 02 86 45 45 45 email: promozione@teatrolitta.it; ritiro e acquisto biglietti (da lunedì a sabato dalle 18:00 alle 20:00): Corso Magenta 24;
vendita online su: www.vivaticket.it

PER MAGGIORI INFO:
http://www.teatrolitta.it/teatro-spettacoli-teatrali/stagione-teatrale-2012-2013/la-moglie-del-soldato-321.html#prettyPhoto
fonte http://www.teatrolitta.it

sabato 12 gennaio 2013

Lgbt Firenze: Teatro ad Ireos "PUNTI DI VISTA SPUNTI DI SVISTA" stasera 12 gennaio dalle 19 Apericena e alle 21 Spettacolo

"PUNTI DI VISTA SPUNTI DI SVISTA"
di Elena Rossi
con Angela Soldani e Elena Rossi

SABATO 12 GENNAIO 2012
dalle 19:00 APERICENA
dalle 21:00 SPETTACOLO TEATRALE
c/o IREOS - Via de' Serragli 3 Firenze

È gradito l’abbigliamento anni ‘20

Quest’opera è un esperimento sui punti di vista: si parte da un semplice fatto di cronaca che viene riferito da voci diverse in modi diversi.
Le voci rimandano l’una all’altra, aggiungono dettagli e particolari alla storia, a volte si confermano, a volte si contraddicono, alternative
o discordanti, stravolgendo il fatto fino al paradosso.
Le voci sono alla ricerca continua della verità, ma la verità non è un concetto stabile e definitivo.
Mentre la storia rimane sempre la stessa, le possibilità di trasformazione sono infinite.

La vicenda è ambientata a Parigi ed ha come protagoniste alcune delle grandi donne degli anni Venti:
Natalie Clifford Barney (1876-1972), scrittrice e animatrice di un famoso “salon” in cui le lesbiche potevano incontrarsi ed esprimersi liberamente
Romaine Brooks (1874-1970), pittrice
Ida Rubinstein (1880-1960), ballerina di origine russa, modella dei quadri di Romaine dal fisico androgino e sua amante
Dolly Wilde (?-1941), attrice e amante di Natalie
Olive Custance, detta Opale (1874-1944), poetessa, amante di Natalie
Janet Flanner (1892-1978), corrispondente a Parigi per il “New Yorker”.

Natalie e Romaine, le protagoniste principali della storia, sono state insieme per quasi cinquant’anni, pur avendo entrambe molte avventure.

c/o IREOS - Via de' Serragli 3 Firenze

fonte http://www.arcilesbicafirenze.it

domenica 30 dicembre 2012

Lgbt Teatro: Roma "Il marito di mio figlio" equivoci dell’amore gay, al Parioli De Filippo, la commedia con Andrea Roncato e Monica Scattini da giovedì 3 a domenica 13 gennaio

Il marito di mio figlio con Andrea Roncato e Monica Scattini
A prima vista il titolo potrebbe apparire ambiguo: "Il marito di mio figlio".

Ma poi ci si rende conto che si tratta di amore omosessuale e la sorpresa si scioglie.
Parliamo dello spettacolo in programma al Teatro Parioli "Peppino De Filippo" di Roma, da giovedì 3 (ore 21) a domenica 13 gennaio, scritto e diretto da Daniele Falleri, con protagonisti Andrea Roncato e Monica Scattini, insieme a Pia Engleberth, Roberta Giarrusso, Pietro De Silva, Ludovico Fremont, Domenico Balsamo.

"Il marito di mio figlio" è una moderna commedia degli equivoci che affronta con ironia un tabù molto attuale: il matrimonio gay. Michael e George hanno il matrimonio previsto per il giorno successivo.

Presi all’ultimo momento da uno scrupolo di coscienza, decidono di riunire i rispettivi genitori per comunicare loro l’imminente cerimonia.
Ma la rivelazione crea uno scompiglio che va oltre le previsioni dei due futuri sposi.

Le nozze saltano a colpi di sessualità confuse, amanti inaspettati e relazioni segrete che non risparmiano neanche i genitori della neo-scoppiata coppia.

L'autore si diverte a mettere in scena tutti i più diffusi pregiudizi sui gay, giocando con i vari cliché per poi demolirli uno ad uno.

Le famiglie di Michael e George avrebbero potuto viaggiare per sempre lungo i binari di rapporti falsi e apparentemente immutabili, ma l’imprevisto obbliga tutti a riesaminare il mondo che li circonda e che davano per scontato.
Lo spettacolo verrà rappresentato il prossimo anno negli Usa ed è stato già tradotto in inglese e francese.
fonte http://teatro.lospettacolo.it

lunedì 18 giugno 2012

Lgbt: Il teatro omosessuale va in scena a Roma al Teatro Belli "Garofano Verde"

Dal 12 giugno al 1° luglio 2012 il Teatro Belli di Roma
ospita la rassegna teatrale omosessuale "Garofano Verde", giunta ormai alla sua diciannovesima edizione.

Ad andare in scena sarà uno spettacolo di ospitalità e ben nove nuove allestimenti (quattro spettacoli, quattro reading e un concerto-reading) prodotti specificamente per la manifestazione.

«Un panorama di proposte contemporanee -afferma il comunicato emesso dagli organizzatori- per una rassegna che fa leva su esclusivi motivi intellettuali e creativi di militanza scenica e che riconferma la propria vocazione a tracciare un terreno comune coinvolgente poetiche e trame sociali, ma anche più tipi di solidarietà tra autori-attori-registi.
Per continuare a testimoniare, a porre accenti, a eliminare tabù, a facilitare le comprensioni.
Quello che dovrebbe fare sempre un sano civismo politico, e che il teatro fa sempre, incondizionatamente».

Maggiori informazioni sull'evento e sugli spettacoli in cartellone è possibile consultare il sito:
www.garofanoverde.info
fonte http://gayburg.blogspot.it

martedì 1 maggio 2012

Lgbt: A Napoli dal 3 al 13 maggio “Il primo processo di Oscar Wilde” al Teatro Il Primo

Dal 3 maggio torna in scena al Teatro il Primo di Napoli, “Il primo processo di Oscar Wilde”, la prima opera teatrale in Italia che presenta i veri atti del processo al grande autore accusato di sodomia.

Il progetto di Roberto Azzurro (con la drammaturgia di Massimiliano Palmese tratta dall’omonimo libro di Paolo Orlandelli e Paolo Iorio edito da Ubulibri) vede l’attore e regista ripercorrere i momenti salienti del processo in cui lo scrittore e drammaturgo è costretto a rispondere dei suoi rapporti con omosessuali e ragazzi di vita, trattegiando con acume e ironia un genio assoluto della letteratura mondiale.

Azzurro (nei panni di Wilde) è affiancato in scena da Pietro Pignatelli (nei panni dell’avvocato Edward Carson).

In tempi in cui accuse, tabù sociali e violenze non cedono ancora il passo ai valori dell’accettazione, dell’inclusione e del rispetto reciproci, l’ironia dissacrante e lo spirito caustico di Wilde rimarcano l’importanza della libertà e della salvaguardia dei diritti civili ed è quasi un miracolo poter assistere al genio del suo umorismo, nelle vere risposte date al suo inquisitore.

In scena fino a domenica 13 maggio.
Il Teatro Il Primo si trova in via del Capricorno 4 (Colli Aminei) a Napoli.
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.30.

Per info e biglietti: 081 592 18 98 | info@teatroilprimo.it
Prezzo biglietto: 10 €
fonte http://www.napoligaypress.it

venerdì 13 aprile 2012

Lgbt Napoli: “Le cinque rose di Jennifer” al Teatro Nuovo fino al 22 aprile

Dopo il debutto al San Ferdinando, “Le cinque rose di Jennifer” di Annibale Ruccello, nell’allestimento di Pierpaolo Sepe con Benedetto Casillo e Franco Javarone, sarà in scena dal 12 aprile al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli.

Jennifer ogni giorno rinnova il rito dell’attesa del suo Franco, l’uomo incontrato una sera in una discoteca.

Tutta l’umanità che ruota intorno a lei, di travestiti e no, riecheggia la stessa tragedia, comica: c’è Anna, la vicina di casa, che aspetta da tre mesi che qualcuno risponda al suo annuncio sul giornale; c’è il cavalier Antonetti che attende da tre mesi di sentire la sua Luana; c’è Sonia che alla radio, a notte fonda, declama la sua poesia…

Ambientata ai giorni nostri, la commedia della solitudine di Ruccello è questa volta quella di due esistenze mature, due corpi adulti che fanno i conti con gli anni e con il tempo che passa.

Una tragedia che si fa lampante, evidente, struggente in corpi al limite dell’accettabilità.
Oggi Jennifer ha un corpo pesante, schiacciato dall’età oltre che dalla sua ambiguità.
Un corpo vecchio, un corpo ai margini del tempo più e oltre che della società.
Il maniaco che si aggira per il quartiere di questa mente desolata non è che lo spettro-spauracchio di questa sorte inesorabile che precipita su tutti noi al calar della sera.

Una produzione Fondazione Salerno Contemporanea e Teatro Stabile di Innovazione.
Repliche fino al 22 aprile.

Orario spettacoli: ore 21.00 (domenica ore 18.30).
Il Nuovo Teatro Nuovo si trova a Napoli in via Montecalvario 16.

Per info e prenotazioni: 081 49 76 267 | botteghino@nuovoteatronuovo.it
fonte http://www.napoligaypress.it

giovedì 22 marzo 2012

Lgbt Firenze: Gennaro Cannavacciuolo e Nicola Pecci in "IO NON SO CHI SEI" dal 27 al 31 marzo Teatro di Rifredi e Florence Queer Festival

Io non so chi sei
di GIANCARLO PASTORE
riduzione e regia di ANGELO SAVELLI
videoscene di GIUSEPPE RAGAZZINI

con GENNARO CANNAVACCIUOLO
e NICOLA PECCI
con la partecipazione di SIMONE FAUCCI
e al pianoforte MICHELANGELO GIAME GAGLIANO

PRIMA NAZIONALE

Lo spettacolo prende il titolo dall’incipit di una delle più celebri canzoni di Mina: “Io non ti conosco, io non so chi sei...”

E infatti il tema dello spettacolo è proprio questo: quanto si conosce veramente della persona che ci sta accanto?

Quali zone d’ombra, quali reticenze o addirittura omissioni si celano inevitabilmente in un rapporto di coppia?

E soprattutto, si può ancora raccontare questo conflitto antico e al tempo stesso contemporaneo con una buona dose di humor, lucidità ed originalità.

Questo è quanto prova a fare il pungente scrittore torinese Giancarlo Pastore, con, però, una piccola variante, esposta senza enfasi nè rivendicazioni: le sue coppie sono coppie di uomini.

Un signore s’invaghisce di un fioraio e ne nasce una strana relazione in cui le parole sono sostituite da un complesso linguaggio di omaggi floreali, dalle romantiche avances ai perfidi insulti.

Una giovane coppia di amanti girovaga in auto in uno dei pochi week-end in cui s’incontrano: uno aspira a focosi incontri sessuali, l’altro ad una quieta e stabile relazione, sulla quale però aleggia il fantasma di un terzo incomodo.

Un ragazzo, turbato dalla malattia del possibile compagno, si sfoga con l’inquilina del piano di sopra, un travestito, apparentemente fuori di testa, che ha sostituito il mondo reale con le parole delle canzoni di Mina.

Storie di ordinaria vita gay.
Non più macchiette o stereotipi, non più intrecci cupi e commiserevoli, ma storie quotidiane di affetti e relazioni che ci fanno tutti uguali nella diversità e tutti diversi nell’affrontare uguali problemi.

Ispirato dal titolo canoro del libro di Pastore, il regista Angelo Savelli ha creato un vero e proprio spettacolo musicale, in cui il racconto delle tre storie viene corroborato da alcune canzoni, rigorosamente eseguite ed accompagnate dal vivo, le quali, più che contrappuntare l’azione, ne creano il colore di fondo, il sentimento, il tono: ironico e divertente per l’amante del fioraio, con canzonette retrò e da varietà; struggente per la coppia del week-end, con le toccanti melodie di Umberto Bindi; esilarante e graffiante per la trans Annamaria, impegnata a reinterpretare con grinta e passione alcuni grandi successi dell’intramontabile Mina.

A dar voce – nel vero senso della parola – a quest’umanità al tempo stesso semplice ed eccentrica, ci sono il brillantissimo e poliedrico chansonnier Gennaro Cannavacciuolo ed il giovane cantautore Nicola Pecci, due eccellenti attori/cantanti capaci di modulare, sia con la recitazione che con il canto, i molteplici sentimenti dei loro umanissimi personaggi, dai turbamenti più intimi alla più schietta comicità.

Li accompagna al pianoforte Michelangelo Giaime Gagliano, apprezzato concertista e compositore, più volte esibitosi con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, mentre ad impaginare visivamente le tre vicende dello spettacolo è stato chiamato un giovane videomaker ed artista visivo di grande talento, Giuseppe Ragazzini, che si è fatto notare per il suo stile originale nella realizzazione di molti video musicali e videoscene per gli Avion Travel, Vinicio Capossela, Paolo Conte, Gianna Nannini, oltre a collaborare come illustratore per La Repubblica e Le Monde.

Teatro di Rifredi via Vittorio Emanuele II, 303 Firenze
Ingresso: intero € 14-ridotto € 12 Info: 055 4220361/2
Punto Box Office: dal lunedì al sabato ore 16-19
www.toscanateatro.it
fonte http://www.toscanateatro.it

mercoledì 14 marzo 2012

Lgbt: "Priscilla" Carlo Giovanardi odia anche i musical

L’ex sottosegretario contro “Priscilla”, sempre “per colpa” dei gay

“Credo che un padre che si rivela gay al proprio figlio di otto anni possa creargli dei problemi”. Parola di Carlo Giovanardi, deputato del Pdl che, al microfono di Klaus Davi, si è espresso così in merito a ‘Priscilla’, il musical attualmente in scena al teatro Ciak di Milano e in arrivo a Roma ad aprile.

Lo show tratto dal famoso film australiano del 1994 di Stephen Elliott con Terence Stamp narra le vicende di tre cantanti travestiti, di cui uno con un figlio di otto anni; non ha trovato il gradimento del politico, già noto alle cronache per alcune dichiarazioni sull’omosessualità.

BIMBO CON PROBLEMI
“Può capitare anche che un bambino abbia un padre o una madre che possono avere dei problemi, delle patologie – ha affermato Giovanardi a KlausCondicio -. Chi si trova a vivere situazioni di questo tipo, anche nei confronti delle altre famiglie e degli altri bambini, qualche problema ce l’ha.

Credo che un bambino di otto anni faccia fatica a orientarsi e a capire la situazione in cui si trova a vivere, confrontandola con altre.

Secondo me qualche domanda se la pone”.
Nello spettacolo, il bambino accetta il padre gay.
Può succedere solo su un palco di un teatro? “Un conto è la finzione, un conto la realtà, ha concluso l’ex ministro. Una situazione simile qualche problema al minore lo crea”.
fonte http://www.giornalettismo.com di Ferma Restando

Il Video: Klaus Davi intervista l'Onorevole Carlo Giovanardì,
fonte KlausCondicioyoutube

giovedì 9 febbraio 2012

Lgbt Toscana: "Il tempo delle differenze" 4° convegno sul Teatro sociale e Teatri delle differenze, 10-11-12 febbraio

IL TEMPO DELLE DIFFERENZE 4° CONVEGNO SUL TEATRO SOCIALE/TEATRI DELLE DIFFERENZE
10-11-12 febbraio 2012 Teatro Comunale di Bucine, Circolo ARCI di Montevarchi
(Arezzo)

Viviamo tempi di grande fragilità, che ci fanno sentire a volte precari e superflui. In cui noi parliamo di teatro e differenze; ancora ne abbiamo voglia, ne abbiamo la forza. Ma sappiamo che voglia e forza non bastano.

Quel che occorre ora, ed è imprescindibile, è la “NECESSITÀ”.

La NECESSITÀ di proposte culturali nuove, che possano offrire ai cittadini, a coloro che progettano un territorio, stimoli e percorsi, che, partendo dalle dinamiche dei linguaggi creativi, aprano a nuovi immaginari e nuove possibilità di convivenza, organizzazione sociale e culturale.

IL TEATRO È IL GRANDE LUOGO DELLE DIFFERENZE, DELLE RELAZIONI E DELLA FORZA IMMAGINATIVA, È UN “PREZIOSO SPRECO” DI ENERGIA CREATIVA, che, rimettendo in gioco relazioni e vissuti individuali, ricerca il valore dell’essere, dell’esperienza collettiva e del racconto di comunità.

Tutti i “diversi”, con i quali abbiamo stretto il rapporto di amore per la creazione artistica, non pensano che il teatro sia superfluo e sicuramente ne hanno percepito l’importanza e il valore per affermare la propria diversità.

Ed è proprio nei contesti in cui il teatro è stato promosso come strumento di formazione che si è rivelato un insostituibile strumento per migliorare la vita.
E’ nel nostro tempo di crisi che le differenze, da quelle etniche alle identità di genere, possono costituire una grande occasione per l’affermazione dei diritti.

Le giornate del Convegno sono stimolo per una riflessione, che, partendo dagli aspetti della creazione artistica negli ambiti del teatro integrato, rivolta alle diverse abilità, incontri le tante “differenze”, individuando nella scuola il luogo dove queste possono manifestarsi, essere valorizzate come abilità e competenza invece che respinte ed emarginate nell’ omologazione.

A QUESTO LINK PROGRAMMA COMPLETO:
http://www.agitateatro.it/wp-content/uploads/2012/02/IL-TEMPO-DELLE-DIFFERENZE.-Convegno-10-11-12-febbraio-2012.1.pdf
fonte http://www.agitateatro.it/

martedì 17 gennaio 2012

Lgbt Napoli: Teatro “Rosalina” al Sancarluccio regia di Giovanni Piscitelli

Ritorna in scena al Teatro Sancarluccio di Napoli (giovedì 19, venerdì 20 e domenica 22) lo spettacolo “Rosalina - L’incubo di una notte di fine autunno” scritto e diretto da Giovanni Piscitelli, ispirato al “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare e, secondo la tradizione del teatro elisabettiano, interpretato da soli attori uomini: Giuseppe Ariano, Antonio Romano e lo stesso Piscitelli (che cura anche le scenografie) e con la partecipazione di Rebecca Salmoni.

Rosalina è donna, prostituta e madonna allo stesso tempo: cosmopolita icona di ogni altro concetto di perfezione sovrumana capace tanto di trasgredire al suo autore (per quel che riguarda l’evasione dalla trama) quanto di disubbidire perfino al Creatore (per ciò che l’eventuale spettatore della rappresentazione avrà la sorpresa di cogliervi).

Il suo linguaggio è celebrativo della lingua di tutte le femmine del meridione d’Italia: della Campania tutta, di Napoli centro, da via Benedetto Croce o Palazzo Carafa della Spina.

Light designer: Aurelio Spataro. Foto di scena: Flaviana Frascogna. Assistente alla regia: Rebecca Salmoni. Responsabile dell’allestimento: Lucia Franciosa. Consulenza artistica di Claudio Finelli.

Il Teatro Sancarluccio si trova in via San Pasquale a Chiaia 49 a Napoli. Orario spettacoli: ore 21.00
Per info e prenotazioni: 349 478 45 45
fonte http://www.napoligaypress.it

lunedì 16 gennaio 2012

Lgbt Napoli: La “Favola” imperfetta di Filippo Timi al Teatro Bellini dal 17 al 22 gennaio

“Nessuna Favola mai perfetta come sembra, per quanto imbalsamata tu possa resistere dietro la bugia di un sorriso, la vita, carnosa, brutale, spietata, una notte magica di Natale busserà alla tua porta, e nulla sarà mai più come prima…”

Ambientata in un salotto dell’America degli anni Cinquanta, “Favola”
(lo spettacolo en travesti che Filippo Timi porta in scena al Teatro Bellini di Napoli dal 17 al 22 gennaio ed il cui sottotitolo recita “C’era una volta una bambina, e dico c’era perché ora non c’è più”) è la storia di due amiche
(Mrs Fairytale e Mrs Emerald), entrambe sposate, una incinta.

In apparenza nella vita di queste due signore va tutto bene, ma poi si scopre che i mariti non sono quel che sembrano: uno è violento, l’altro forse omosessuale…

“Io sono una delle due - spiega Timi, e la preparazione fisica e stata micidiale, tra tacchi e ceretta… Mai più! Per fortuna almeno indossiamo splendidi abiti realizzati appositamente in stile anni 50 da Miou Miou”

Scritto e interpretato da Filippo Timi, in scena anche Lucia Mascino e Luca Pignagnoli.

Orario spettacoli: ore 21.00 (domenica ore 17.30)
Il Teatro Bellini si trova a Napoli in via Conte di Ruvo
Per info: 081 54 99 688 | botteghino@teatrobellini.it
fonte http://www.napoligaypress.it scritto da uiallalla