Visualizzazione post con etichetta politica dei non diritti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica dei non diritti. Mostra tutti i post

sabato 4 maggio 2013

Lgbt: Enrico Letta, via la delega alle Pari Opportunità per Biancofiore


Al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Michaela Biancofiore non verranno assegnati compiti nell'ambito delle deleghe per le Pari opportunità, bensì compiti nell'ambito delle deleghe per la Pubblica amministrazione e la semplificazione.

ROMA - Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha modificato le deleghe assegnate al sottosegretario Michaela Biancofiore che d'ora in poi si occupera' di pubblica amministrazione e semplificazione e non più di pari opportunità e sport.
La decisione è giunta dopo la lettura stamani di una intervista del neo sottosegretario.
Proprio ieri, durante la cerimonia di giuramento, Letta aveva richiamato la squadra di governo a sobrietà nella organizzazione dei ministeri ma soprattutto nelle dichiarazioni, facendo notare come una squadra bipartisan deve avere necessariamente massimo rispetto reciproco.
L'intervista di stamani è stata considerata, dunque, una infrazione di queste 'regole di ingaggio' annunciate ieri dal premier.
La modifica delle deleghe, si apprende da fonti di governo, dunque, viene considerata come 'l'ultima chance' per la sottosegretaria Biancofiore.

L'INTERVISTA.
"Non sono omofoba. Mi piacerebbe per una volta che anche le associazioni gay, invece di autoghettizzarsi e sprecare parole per offendere chi non conoscono, magari condannassero i tanti femminicidi delle ultime ore.
Difendono solo il loro interesse di parte''.
Parlando a Repubblica, Messaggero e Corriere della Sera, la sottosegretaria per le Pari Opportunita' Michaela Biancofiore si difende dalle accuse di omofobia.
''Nei miei confronti - dice - è stata messa in atto una discriminazione preventiva ingiustificata e fondata su presunte dichiarazioni malamente estrapolate''.
''I gay sono discriminati? Se e' per questo sono piu' discriminate le donne.
Perche', invece di fare queste sterili polemiche, le associazioni gay non fanno comunicati sugli omicidi delle donne?
E perche' non lo hanno fatto per il ferimento dei carabinieri?'', dichiara Biancofiore.
''Odio le discriminazioni verso gli animali, figuriamoci verso le persone!
Potrei anche prendere qualche collaboratore gay.
E sono pronta a incontrare le associazioni'', prosegue Biancofiore.
''Al prossimo Gay Pride ''se mi invitano ci andro', ma non mi mettero' a ballare seminuda sui carri''.
Sulle unioni omosessuali, ''alle nozze gay sono contraria, da cattolica, ma se il governo decidesse di vararle mi atterrei al mio governo'', aggiunge, mentre sulle unioni civili ''non ho preclusioni''.
fonte http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-63ddbbf2-c8a4-468f-b74b-e8c31149cb8b.html

Lgbt: Biancofiore "infrange le regole" Letta: via la delega sulle Pari opportunità


Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha modificato le deleghe assegnate al sottosegretario Michaela Biancofiore che d'ora in poi si occuperà di pubblica amministrazione e semplificazione e non più di pari opportunità e sport.

La decisione è giunta dopo la lettura stamani di una intervista del neo sottosegretario.

Proprio ieri, durante la cerimonia di giuramento, Letta aveva richiamato la squadra di governo a sobrietà nella organizzazione dei ministeri ma soprattutto nelle dichiarazioni, facendo notare come una squadra bipartisan deve avere necessariamente massimo rispetto reciproco.

L'intervista di stamani è stata considerata, dunque, una infrazione di queste 'regole di ingaggio' annunciate ieri dal premier.

La modifica delle deleghe, si apprende da fonti di governo, dunque, viene considerata come 'l'ultima chancè per la sottosegretaria Biancofiore.
fonte http://www.unita.it/

martedì 12 marzo 2013

Deputati lgbt polacchi si siedono in prima fila al Parlamento per dire no all’omofobia di Wałęsa


Anna Grodzka, la prima deputata apertamente transessuale della Polonia, e Robert Biedron, primo deputato gay dichiarato nel paese, si sono seduti in prima fila nel Parlamento per mostrare la loro opposizione alle parole dell’ex presidente della Polonia, nonché Premio Nobel per la Pace 1983, Lech Wałęsa.

Come ricorderete Wałęsa, riferendosi ai diritti delle persone lgbt, ha recentemente sostenuto che non si deve permettere a una minoranza di imporsi alla maggioranza. Inoltre ha detto che secondo le persone lgbt presenti in Parlamento dovrebbero sedersi non all’ultimo posto, ma addirittura dietro un muro.

Di queste sue affermazioni ne va fiero e non intende chiedere scusa, perché secondo lui il 95% dei polacchi la pensa come lui.

Ma Anna Grodzka e Robert Biedron non si sono certo lasciati intimidire e per questo si sono seduti in prima fila nel Parlamento polacco, con il chiaro intento di dare visibilità all’intera comunità lgbt del paese.

Nel loro gesto simbolico i due deputati sono stati sostenuti dal loro partito che ha riassegnato i posti in Parlamento ai suoi deputati, mettendo Grodzka e Biedron su scranni molto più visibili.
In tal modo il partito ha anche mostrato il suo sostegno alla diversità sessuale e ha condannato la discriminazione promossa da Lech Wałęsa.
fonte http://www.queerblog.it da Roberto Russo Via | Universo Gay Foto | Getty

sabato 23 febbraio 2013

Lgbt: Elezioni 2013: Le politiche sui diritti civili proposte dal centro di Mario Monti, quelle del Partito Democratico, del MoVimento 5 Stelle, e di Rivoluzione Civile


Continuiamo la nostra analisi dei programmi elettorali in merito ai diritti civili dei vari partiti in vista delle ormai imminenti elezioni politiche 2013.

Dopo esserci soffermati sulle proposte del centosinistra, clicca sul link:
http://www.queerblog.it/post/46607/elezioni-2013-le-politiche-sui-diritti-civili-proposte-dal-centrosinistra



Del MoVimento 5 Stelle, clicca sul link:
http://www.queerblog.it/post/46043/elezioni-2013-le-politiche-sui-diritti-civili-proposte-dal-movimento-5-stelle



Di Rivoluzione Civile, clicca sul link:
http://www.queerblog.it/post/45167/elezioni-2013-le-politiche-sui-diritti-civili-proposte-da-rivoluzione-civile



Guardiamo al centro di Mario Monti:

A dire il vero per quel che riguarda i diritti civili nell’Agenda Monti – vale a dire in quel documento programmatico della coalizione che candida come premier Mario Monti – non ci sono punti sui diritti civili e le persone lgbt o i loro diritti non vengono menzionati. La coalizione, come ben sapete, è composta dalla lista
“Scelta civica con Monti per l’Italia” e dalle liste di Fli e Udc.

Oltre al silenzio assordante sui diritti civili (e ci si chiede come mai un attivista come Alessio De Giorgi si fosse candidato al Senato per Scelta civica con Monti per l’Italia, candidatura a cui poi ha rinuncito) ci sono da aggiungere le parole di Mario Monti stesso in merito ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Dopo aver sostenuto che il paese ha altre urgenze e i matrimoni gay, pur importanti, non sono un’urgenza, il premier uscente ha affermato durante la trasmissione televisiva Lo spoglio
ha dichiarato:


Il mio pensiero è che la famiglia debba essere costituita da un uomo e una donna, e ritengo necessario che i figli debbano crescere con una madre e un padre.

Nella lista civica di Monti è candidata anche Valentina Vezzali che a proposito della famiglia omogenitoriale si è così espressa:

"Credo nell’unione tra uomo e donna come Dio ci ha insegnato.
Credo molto in Dio.
I nostri figli hanno bisogno di un punto di riferimento sano sotto il profilo etico e morale e questo è la famiglia composta da uomo e donna."

fonte http://www.queerblog.it da Roberto Russo/ Foto | Getty

giovedì 21 febbraio 2013

Lgbt: Berlusconi dice che è grazie a lui se in Italia non ci sono i matrimoni gay


Se l’Italia oggi non ha l’eutanasia legale, il matrimonio gay, la fecondazione eterologa, come avviene in tanti paesi europei, il merito è nostro, è della linea che coerentemente in parlamento e al governo abbiamo mantenuto in questi anni.

Silvio Berlusconi intervistato dal settimanale cattolico Tempi
LEGGILO QUI:
http://www.tempi.it/silvio-berlusconi-intervista-a-tempi-il-mio-programma-stato-minimo-e-valori-della-persona

rivendica il merito dell’arretratezza italiana: lo dice chiaramente che è grazie a lui e al suo governo che in Italia non c’è parità di diritti.


Il Cavaliere riassume in uno slogan il programma del Popolo della Libertà: «Stato minimo e valori della persona». Che poi di quali valori della persona si parli non è dato sapere.

Stando a quanto detto da lui stesso, lo stato interviene, e pesantemente, nella vita delle persone, e le priva di diritti basilari, come quello di amare.

Berlusconi afferma di essere “per la massima estensione dei diritti individuali per ogni cittadino quali che siano le sue scelte e i suoi orientamenti nella vita privata” e aggiunge che tutto questo deve essere fatto “senza toccare la vita, il matrimonio e la famiglia, che sono valori sociali e culturali, non soltanto scelte private”.
Certo, detto da lui che di matrimoni alle spalle ne ha più di uno, possiamo stare tranquilli.

Sintomatico che nella stessa intervista, il Cavaliere dica di voler “ridare agli italiani la capacità di credere nel loro futuro”: quale è questo futuro che vuole darci? Quello in cui continuiamo a essere considerati meno di niente e tirati in balli solo in campagna elettorale o per fare battutine?
fonte http://www.queerblog.it/post/48247/berlusconi-dice-che-e-grazie-a-lui-che-in-italia-non-ci-sono-i-matrimoni-gay da Roberto Russo

venerdì 11 gennaio 2013

Lgbt: Per Valentina Vezzali la famiglia sana è quella composta da uomo e donna

Valentina Vezzali è candidata nella lista civica di Mario Monti e in questa veste è stata intervistata da Vanity Fair.

E non ha mancato subito di far capire quale sarà la sua posizione politica.



A proposito della famiglia formata da due persone dello stesso sesso, Vezzali afferma:
"Ognuno è libero di scegliere chi amare nella propria vita. Finché non fanno del male a nessuno sono liberi di volersi bene."

A proposito delle unioni civili (il matrimonio gay meglio nemmeno nominarla), ecco il pensiero della neocandidata:

"Penso che la natura dell’uomo sia di stare con una donna. Credo nell’unione tra uomo e donna come Dio ci ha insegnato. Credo molto in Dio. I nostri figli hanno bisogno di un punto di riferimento sano sotto il profilo etico e morale e questo è la famiglia composta da uomo e donna."


Però! Che ventata di freschezza!

E, visto che ci siamo, mettiamoci dentro pure le adozioni:

"Credo che una forma di riconoscimento sia necessaria. Sull’adozione si potrebbe discutere e fare un discorso un po’ più ampio."
Questo è il nuovo che avanza…

fonte http://www.queerblog.it da Roberto Russo Foto | Getty

giovedì 10 gennaio 2013

Lgbt: La bufala dell’apertura sui gay di Silvio. Il Cavaliere lancia un messaggio ambiguo per recuperare consensi all'interno della Chiesa pro Monti

Silvio Berlusconi apre ai diritti dei gay?
Nell’annuncio della rinnovata intesa con la Lega Nord il Cavaliere ha appositamente lanciato un messaggio di svolta in tema di diritti civili.

Le associazioni Lgbt, però, sono assai scettiche sulle intenzioni del leader del Popolo della Libertà, memori della lotta del centrodestra contro i diritti per gli omosessuali.


SVOLTA DI SILVIO ?

Due giorni fa Silvio Berlusconi ha inserito una significativa apertura alla modifica del codice civile per concedere diritti alle coppie omosessuali durante l’intervento radiofonico a Rtl 102,5, nel quale ha annunciato l’accordo con la Lega Nord di Roberto Maroni.

Le parole di Berlusconi hanno suscitato notevole curiosità, visto che nei suoi anni da presidente del Consiglio il Cavaliere si è contraddistinto per una ligia fedeltà al dettato conservatore della Chiesa cattolica in materia di diritti civili.
Il messaggio di Berlusconi va però attentamente osservato per capirne le intenzioni, al netto della storia dell’uomo, ricca di svolte poi smentite poche ore dopo.

Ad una domanda del direttore di Rtl che lo stava intervistando, Il Cavakuere ha affermato che il via libera alle coppie gay potrebbe diventare realtà “se si ha una maggioranza che consente di cambiare il codice civile”.

Berlusconi ha scosso la testa in senso affermativo alla domanda sulla sua posizione favorevole.
Una posizione sorprendente, visto che l’ultima dichiarazione in merito era stata a marzo del 2011, durante ad un convegno della corrente di Giovanardi.

All’epoca, l’allora presidente del Consiglio rimarcò come le coppie omosessuali non sarebbero potuto mai essere sullo stesso piano della famiglia naturale formata da uomo e donna.

SCETTICISMO LGBT
Gli attivisti per i diritti LGBT, come riporta il sito queer.de:
http://www.queer.de/detail.php?article_id=18280
sono assai scettici in merito alle dichiarazioni di Berlusconi.

”I tre governi guidati da lui tra il 1994 ed il 2011 non hanno fatto assolutamente nulla per migliorare la condizione dei cittadini omosessuali”, rimarca Fabrizio Marrazzo del gruppo Gay Center.
Marrazzo ha chiesto al leader del Popolo della Libertà di far sì che la sua posizione entri nel programma del suo partito.

Anche l’Arcigay, associazione tradizionalmente più vicina al centrosinistra, si è mostrata molto scettica.
” Berlusconi, dopo anni di battute di dubbio gusto sugli omosessuali fino all’omofobia esplicita, avrebbe finalmente aperto alle coppie di fatto comprese quelle omosessuali.

Da parte nostra ne prendiamo atto, anche se è perfettamente legittimo sospettare della bontà di un cambio così repentino.” Solo la conservatrice GayLib, associazione LGBT che simpatizza per il centrodestra, ha salutato con favore la svolta del Cavaliere.
“L’apertura di Berlusconi per il riconoscimento delle coppie omosessuali è una notizia che non si può ignorare”, ha detto il presidente di GayLib Enrico Oliari.

VATICANO IRRITATO
Le dichiarazioni di Berlusconi hanno suscitato una reazione gelida da Oltretevere.

Dopo anni di affinità, con la Cei di Ruini schierata in modo piuttosto netto a favore del centrodestra, la rottura con il mondo cattolico rappresenta uno dei sintomi più gravi del declino del Cavaliere.

L’unico commento della Chiesa , per bocca di monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e a capo della Commissione episcopale per l’episcopato , è stato assolutamente duro e secco: “Siamo proprio fuori di testa se si pensa che questa sia la priorità”.

Una stigmatizzazione netta, che conferma le punture di spillo mandate in questi giorni dai due campi.

Berlusconi ha più volte ricordato tutte le iniziative favorevoli del suo governo nei confronti della Chiesa cattolica, dai finanziamenti alla scuola privata alla difesa della “vita”, ed il messaggio è stato recepito. Avvenire ha parlato di “cenni estemporanei gravi” ed ha lanciato un avvertimento: “Abbiamo buoni occhi, buona memoria e buon giudizi”.

Il fallimento di Todi 3 e la freddezza tra l’ala ruiniana della Cei e la nuova coalizione di Monti dimostra che qualcosa si sta muovendo, e non a svantaggio di Berlusconi nonostante l’apertura ai gay.

UN MEZZO INGANNO?
In realtà molti esponenti cattolici del Pdl, da Sacconi alla Roccella passando per Quagliarello, hanno subito precisato che Berlusconi non ha affatto aperto ai diritti dei gay.

Il Cavaliere ha infatti parlato di modifiche al codice civile, un’ipotesi piuttosto simile a quanto chiedeva Rutelli nella sua lotta contro i Dico, poi archiviati dal centrosinistra per il contrasto col Vaticano.

La mossa di Berlusconi potrebbe dunque essere un messaggio in codice ai tanti suoi antichi sostenitori che l’hanno scaricato per Mario Monti.

Nel caso di un Pdl spostato su posizioni più laiche, il partito della Chiesa, finora maggioritario nell’Italia della II repubblica, potrebbe infatti finire in minoranza.

Il Pd guarda ancora con molta simpatia ed attenzione al mondo cattolico, ma la sua base si è già rivoltata per le posizioni troppo indecise in materia di diritti civili.

Il Cavaliere però mira a recuperare frazioni di consenso necessarie per raggiungere il pareggio al Senato, e anche la sua supposta apertura ai diritti Lgbt appare funzionale allo scopo.

Qualche laico deluso potrebbe appoggiarlo ancora, oppure , il vero scopo di Berlusconi, la Chiesa potrebbe ripensare il suo sostegno e tornare ad appoggiare, almeno in parte, il suo vecchio amico.

Se una bestemmia può essere contestualizzata, come disse memorabilmente monsignor Fisichella, figuriamo un’apertura ai diritti delle coppie gay in realtà non così distante dal dettato del cardinal Ruini.
fonte http://www.giornalettismo.com di Andrea Mollica
http://www.giornalettismo.com/archives/697841/la-falsa-svolta-pro-gay-di-silvio/

mercoledì 29 agosto 2012

Iva Zanicchi firma contro i matrimoni gay. Comunità Lgbt chiede revoca premio Pegaso

Alcuni parlamentari del PDL hanno redatto un documento a favore della famiglia cosiddetta tradizionale affermando la loro contrarietà ai matrimoni omosessuali

Evidentemente non hanno nulla di meglio di cui occuparsi tant’é che la notizia non era stata presa granché in considerazione dagli organi di stampa e dall’opinione pubblica (pubblicammo qui solo un commento dell’IDV).

Un po’ di eco si é avuta solo col Meeting di Rimini dove la corazzata CL, tra vari concetti filosofici di infinito, é riuscita a piazzare la solita teoria “antigay” del matrimonio omosessuale (ma anche della semplice unione civile) visto come un attacco alla famiglia.

Oggi arriva la notizia che anche la nota cantante e presentatrice tv Iva Zanicchi ha firmato la petizione del PDL. Il fatto, rivelato su Facebook da Aurelio Mancuso, presidente di Equality ed esponente del PD, ha suscitato sconcerto e delusione nel mondo gay, che evidentemente nutriva simpatie per l’artista emiliana.

Il documento in questione, spiega Mancuso, é omofobo e pieno di bugie. Arcigay assegnò nel 2010 alla Zanicchi il “Pegaso d’Oro” e ora Mancuso auspica che la nota associazione che si batte per i diritti delle persone LGBT, possa revocarglielo.

Tra i commenti della rete sono moltissimi gli attacchi a Iva Zanicchi per questo gesto, considerato contro la comunità gay e omofobo, ma c’é anche chi giustifica la cosa affermando che i personaggi dello spettacolo non sono dei politici e che, nel caso della Zanicchi, fu Arcigay a sbagliare ad assegnarle un premio in quanto l’artista non avrebbe mai detto nemmeno una parola in carriera a favore della comunità omosessuale.

Per la cronaca, il documento del PDL ha nel suo punto centrale l’affermazione “Non siamo disposti a svuotare l’istituzione del matrimonio, attribuendo a unioni affettive, anche omosessuali, un riconoscimento giuridico analogo a quello matrimoniale” ed é stato firmato da oltre 175 parlamentari, sia del PDL che “vicini”.

Tra questi, oltre alla contestata Zanicchi: Eugenia Roccella, Raffaele Calabrò, Alfredo Mantovano, Maurizio Gasparri, Maurizio Sacconi e Gaetano Quagliariello, Stefania Craxi, Valerio Carrara, Maria Giuseppa Castiglione, Roberto Centaro, Mario Ferrara, Alberto Filippi, Salvo Fleres, Roberto Marmo, Andrea Ronchi, Maurizio Saia, Giorgio Stracquadanio, Pasquale Viespoli, Riccardo Villari.
Fonte: L'altra Pagina via http://www.gaynews.it

mercoledì 20 giugno 2012

Lgbt: Il grillino Francesco Perra contro i matrimoni gay: “Allora anche in tre, o con gli animali”

Matrimoni gay?
Allora perché non anche con gli animali, oppure con più di una persona?




Non è la prima volta che un personaggio di spicco esprime una posizione del genere, ma a far discutere questa volta è l’attivista del Movimento 5 Stelle Francesco Perra, che in un’intervista rilasciata proprio durante la giornata del Gay Pride nazionale tenutosi a Bologna nei giorni scorsi, ha detto la sua in merito alla possibilità che anche in Italia vengano approvate le nozze per le coppie omosessuali.


“Non mi sento un omofobo ma tutta questa ostentazione mi sembra eccessiva, noi siamo abituati a manifestare ma io manifesto davanti a un’oppressione”, ha esordito l’esponente del Movimento 5 Stelle, le cui parole sono destinate a far discutere l’intera comunità lgbt.

“Oggi non c’è nessun problema per l’accesso ai diritti. – aggiunge Perra
Il problema è quando l’accesso ai diritti va a ledere i diritti degli altri, come quello della famiglia. Da che mondo è mondo, il matrimonio è sempre stato tra uomo e donna”.

Ma in che modo, se una coppia gay sceglie di convolare a nozze, con questa sua decisione lederebbe i diritti delle cosiddette “famiglie tradizionali”?
Questo a noi non è ancora molto chiaro, ad essere onesti!

Detto questo, Perra afferma di non essere contrario alle unioni gay: “Oggi siamo nel terzo millennio, non mi sembra che l’omosessualità venga trattata come è sempre stata trattata nel corso della storia. Il problema è: perché il matrimonio, che riguarda l’uomo e la donna? Come fai ad istituirlo per persone dello stesso sesso? Allora ci potremmo sposare anche in tre o col nostro animale. Ci sono persone che hanno un rapporto stretto col proprio animale: anche loro potrebbero sposarsi?”

Dichiarazioni reputate molto offensive nei confronti dell’amore e delle persone omosessuali quelle pronunciate dall’attivista grillino Francesco Perra, dalle cui affermazioni pare si siano dissociati anche i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, secondo cui “il Sig. Perra a nessun titolo – se non unicamente personale – è autorizzato a rilasciare dichiarazioni a nome del Movimento stesso”.

“Nel ricordare che in diverse realtà regionali il Movimento 5 Stelle si sta battendo a favore delle pari opportunità e del riconoscimento dei diritti civili, – si legge in una nota – il Movimento 5 Stelle Alghero, il Movimento 5 Stelle Quartucciu, l’Associazione 5 Stelle Cagliari e il Movimento 5 Stelle Sennori ribadiscono con forza la loro solidarietà incondizionata a chi si è giustamente sentito offeso da un simile atteggiamento”.

fonte http://www.gaywave.it

martedì 19 giugno 2012

Lgbt: Rosy Bindi esclude che il PD si occupi di matrimoni gay

Matrimoni gay si o no? Questo chiede Marco Iasevoli su Avvenire a Rosy Bindi, che risponde senza lasciar alcun dubbio:

Ci atterremo ai contenuti della Costituzione e a una consolidata giurisprudenza che non prevede il matrimonio per le coppie omosessuali. Sulla scia del lavoro fatto escludo che il programma del Pd conterrà questa proposta, come pure escludo che possa prevedere l’adozione per le coppie gay, alla quale sono personalmente contraria anche sotto un profilo scientifico.

L’intervista pubblicata sul quotidiano dei vescovi italiani, avviene in occasione del varo delle “linee-guida” del PD su temi eticamente sensibili, indicazioni redatte da un comitato presieduto dalla stessa Bindi che, per evitare problemi futuri, dà una sorta di “avviso” a Ivan Scalfarotto e Paola Concia.

Dice la presidente del PD:

In questa fase persone come Paola Concia e Ivan Scalfarotto, che hanno collaborato molto ai lavori della commissione, potranno distinguere le opinioni personali, e quelle dei movimenti cui sono vicini, dalla sintesi che abbiamo elaborato. E questo vale anche per quei cattolici che fanno fatica ad ammettere che la cultura dei diritti civili è fondamentale per il Pd. È così che si fa e si sta in un partito pluralista.

Secondo Rosy Bindi l’indirizzo del documento risiede in questo:

Avvertiamo il dovere di regolare unioni di fatto che sono sotto gli occhi di tutti, e di individuare, senza confusioni con la famiglia fondata sul matrimonio, i diritti e i doveri personali che ne derivano. Un partito che ha ambizioni di governo, che guarda il mondo e ne accompagna i cambiamenti, non deve lasciare nessuna situazione nella clandestinità.

Un partito che ha ambizioni di governo… già! Il fatto è che un partito che vuole andare al governo, dovrebbe sapere la Costituzione italiana non vieta i matrimoni gay. Li vieterà Rosy Bindi, ma non la Costituzione. Nota giustamente Paolo Patanè, presidente di Arcigay:

Rosy Bindi, continua ad avvitarsi su di un rifiuto ideologico di partenza al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso, cancellando la verità: non esiste alcun limite o impedimento nella nostra Costituzione al matrimonio gay come diverse sentenze hanno stabilito. L’ultima della Cassazione, la 4184/2012, dice che è già nella disponibilità del Legislatore ordinario estendere il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso, il che significa che se può farlo questo è conforme alla Costituzione.

Del resto, Rosy Bindi si smaschera da sola nell’intervista. Dice:

I cattolici sono essenziali nell’elaborazione di qualsiasi proposta politica.

I cattolici, sono essenziali. Le posizioni di Paola Concia, Ivan Scalfarotto e dei movimenti cui sono vicini, rientrano, invece, nel campo delle opinioni personali.

Certo, l’articolo Ma ci vuole più coraggio di Paola Concia su Europa non fa proprio ben sperare:

Sostengo da sempre il matrimonio omosessuale e comunque l’uguaglianza dei diritti tra etero e omo […].
Dentro la commissione il confronto è stato schietto a volte duro, ma per questo positivo e costruttivo.

Ora consegna a tutto il partito il compito di affrontare la materia dei diritti civili seriamente, con la cura necessaria di quando si è consapevoli che queste politiche riguardano tante persone.

In commissione è stato chiaro a tutti che soluzioni come i Dico sono superate e dobbiamo trovare soluzioni legislative molto più avanzate, e che bisogna chiaramente imboccare la strada giuridica del riconoscimento delle coppie gay in quanto tali.

Parità, uguaglianza, medesime opportunità per tutte e per tutti devono essere il faro per un partito che intende, essere riformista e porsi l’obiettivo di un vero cambiamento. Il documento è una carta d’intenti, traccia una strada, non ci sono proposte legislative, enuncia principi.

Il paese attende da noi un passo indietro rispetto alle divisioni interne per componenti e convinzioni non discutibili, affinché sia possibile proporre leggi comprensibili, che siano sostenute da un impianto giuridico solido, dove dignità, diritti e doveri, siano limpidamente previsti.

Matrimonio è la soluzione. Ma guai a pronunciare questa parola!
fonte http://www.queerblog.it da Roberto Russo, Foto TMNews

giovedì 14 giugno 2012

UN DIVIETO LUNGO UN SECOLO La comunità «lgbt» moscovita sfida le autorità cittadine, che rispondono con un «no» al corteo da qui al 2111

Che tenere una manifestazione del Gay Pride a Mosca sia difficile, è cosa che i rappresentanti della comunità «lgbt» moscovita hanno imparato a proprie spese da tempo, a furia di divieti e di tentativi stroncati o dalla polizia o da gruppi di attivisti di destra e ultra-ortodossi a suon di botte.



Pure, un divieto esteso per la durata di un secolo rappresenta qualcosa di nuovo e sconcertante: ed è esattamente quello che è avvenuto nei giorni scorsi - anche se in qualche modo si tratta di una forzatura voluta da parte dello stesso movimento lgbt.

Esasperati dal sistematico «no» opposto dalle autorità della capitale (da notare che in altre città russe la situazione è a volte diversa), alcuni rappresentanti del movimento gay (in particolare uno dei "leader" più in vista, Nikolai Alekseyev, con cui peraltro alcuni settori del movimento sono in aperta polemica, ritenendo le sue provocatorie iniziative più dannose che utili) hanno presentato 100 richieste di sfilata gay pride tutte insieme, una per ogni anno da qui al 2111.

Dato che la legge obbliga il municipio a rispondere comunque, con un sì o con un no, alle richieste di autorizzazione, i funzionari della capitale per coerenza non hanno potuto far altro che dire no a tutte e 100 le richieste e il tribunale, cui gli attivisti si sono immediatamente rivolti per far valutare la legittimità del rifiuto "secolare", ha dovuto sentenziare che la decisione non violava nessuna legge.

Con questi atti in mano gli attivisti, come avevano progettato, si rivolgono ora alla Corte europea per i Diritti umani di Strasburgo, nella speranza di ottenere una sentenza che metterebbe in grave imbarazzo le autorità russe.

Tanto più alla luce della nuova legge locale, appena approvata dalla città di San Pietroburgo e in discussione alla Duma per diventare legge federale, che in nome della protezione dei minori trasforma in un reato la «propaganda di orientamento sessuale» svolta in pubblico vicino a luoghi frequentati da minorenni: una legge talmente vaga da prestarsi all'incriminazione di chiunque - e certamente di chi partecipa o organizza una manifestazione gay.

Una sentenza di Strasburgo che parlasse chiaramente contro la discriminazione a proposito delle manifestazioni gay sarebbe ovviamente un forte argine alla deriva clericale e maschilista in atto nelle alte sfere della Russia putiniana.

Non va dimenticato che l'omosessualità ha smesso di essere considerata un crimine solo nel 1993, e che tuttora nella legge russa non esiste nessuna specifica misura contro la discriminazione basata sull'orientamento sessuale.
fonte http://www.ilmanifesto.it

sabato 24 marzo 2012

Lgbt: Omosessuali, Giovanardi scrive a Napolitano, il senatore contrario a riconoscere la vita familiare delle coppie gay

Il diritto alla vita familiare per le coppie gay, sancito da una sentenza della Cassazione, non è andato giù a Carlo Giovanardi e a Maurizio Gasparri.

I senatori del Pdl hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica in qualità di presidente del Consiglio superiore della magistratura.

Secondo gli esponenti del Pdl è il Parlamento che deve legiferare, mentre i giudici amministrano la giustizia.

OPINIONE PERSONALE DEL GIUDICE.
A Gasparri e Giovanardi non sono piaciute le opinioni espresse da Salvatore Di Palma, estensore della sentenza: «Di Palma non si è limitato ad applicare la legge, ma ha espresso opinioni del tutto personali su come il Parlamento dovrebbe operare in futuro» si legge nella lettera.

POSIZIONE INTEGRALISTA.
Che i due senatori Pdl siano i portavoci di una posizione integralista parla apertamente il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo: «Politicamente Gasparri e Giovanardi dovrebbero occuparsi di legiferare e non cercare di mettere il bavaglio ai giudici».

Diversa, ma altrettanto omofoba, la posizione sui gay espressa da Romano La Russa ai microfoni de La Zanzara: «Sono malati, ma si possono curare» ha detto l'assessore regionale lombardo, indagato per finanziamento illecito ai partiti.
fonte http://www.lettera43.it/

martedì 13 marzo 2012

Lgbt: Equality Italia a Bindi: Da Pd sempre no, quali sono i sì? Aurelio Mancuso: "Umiliate milioni di persone"

Tensione fra la comunità gay e il Pd, dopo le parole di Rosy Bindi, che ha negato l'intenzione di voler promuovere 'matrimoni' omosessuali.

"Oggi, commenta in una nota Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia - la presidente del Pd Rosy Bindi su Sky Tg24 ha dichiarato che il Pd ritiene il matrimonio eterosessuale l'unico possibile.

Quindi no al matrimonio gay, e come sempre si riattiva il ritornello di contrapporre la famiglia tradizionale alle coppie omosessuali".

Secondo Mancuso "dentro il Pd una parte consistente dei militanti è a favore dei matrimoni gay, e la totalità è assolutamente d'accordo affinché si sostenga una legislazione di riconoscimento dei diritti e dei doveri delle coppie gay.

Allora cara Rosy Bindi, poiché presiedi l'apposita commissione che deve formulare delle proposte, queste dove sono?

A partire dalla sentenza della Corte Costituzionale 138 dell'aprile 2010, che sollecita il Parlamento a legiferare, cosa pensa di proporre il Pd?

E' ora che ai no, che umiliano milioni di persone, il più grande partito del centro sinistra li sostituisca con i sì e non trincerandosi dietro contrapposizioni di modelli ideologici che non hanno alcuna attinenza con la realtà.

In Spagna, Germania, Francia, Portogallo e tutti gli altri Paesi Europei, matrimoni gay, Pacs, unioni civili, convivono con le famiglie tradizionali, aiutano all'assunzione di responsabilità, a un più giusto intervento degli Stati in materia di welfare e riconoscimento dei diritti umani e civili".
fonte http://economia.virgilio.it via TMNews

lunedì 5 marzo 2012

Lgbt: Boycott Saint Petersburg: l’omofobia uccide la bellezza

All’indomani dell’approvazione a San Pietroburgo di una grave legge che punisce qualunque manifestazione pubblica delle identità e dei temi delle persone lgbt, le associazioni lgbt italiane e singole personalità lanciano un appello a tutte le associazioni in Europa e nel mondo perché condividano e diffondano una campagna di boicottaggio del turismo a S.Pietroburgo, la città russa che, scegliendo di essere omofoba e transfobica, ha ucciso la bellezza della sua storia, della sua arte e della sua cultura.

Ci rivolgiamo indistintamente a tutte e tutti perché sia forte e concreta la reazione di non scegliere più San Pietroburgo come meta turistica.

Ci rivolgiamo alle città e ai comuni in tutto il mondo che siano gemellati a S.Pietroburgo (Milano, Amburgo, Le Havre, Los Angeles, Bordeaux, ReyKjaviK, Graz, Cracovia, Porto Alegre etc.) o che con essa intrattengano rapporti commerciali o culturali affinché li risolvano o li congelino fin quando non verrà ritirata una legge che oltraggia la civiltà e il diritto.

Hanno aderito le associazioni: Agedo, Arcigay, Arcilesbica, Associazione Radicale Certi Diritti, Comitato Bologna Pride 2012, Comitato campania Rainbow, Consorzio Friendly Versilia, Coordinamento Torino Pride LGBT, Famiglie Arcobaleno, Forum Queer di Sinistra Ecologia Libertà, Gay Center, Gaynet, Gaystatale Milano, Le Rose di Gertrude, Libellula associazione transessuale, Linfa, Luiss Arcobaleno, Mario Mieli, Nuova proposta Roma, Plus, Polis aperta, QueerLab Roma, Rainbow Choir Roma, Rete genitori rainbow, Rete Lenford – avvocatura per i diritti lgbt, Salerno Campania Pride 2012.

ultimo aggiornamento 3 marzo 2012 19:52

Adesioni personali:
Cristiana Alicata
Blog – Voglio sposare Tiziano Ferro,
Giovanni Battista Bachelet, parlamentare PD, Stefano Bolognini
Carla Di Veroli Assessora Pari Opportunità Municipio Roma X
Gaetano Lo Scalzo, Gian Piero Milani, “Oltre Le Differenze”, Fabio Perroni , Pianetagay
Giulio Spatola – Attivista e Mr. Gay Europe Daniela Tonolli – Rovereto (TN) Vanni Piccolo
Gualtiero Santarini Ivan Scalfarotto – PD Luca Valentino Valeriani.
fonte http://www.arcigay.it

giovedì 23 febbraio 2012

Lgbt: L'ultima sparata di Giovanardi, alle Iene: "C'è un politico che difende pedofilia" stasera 21.10 su Italia 1 alle Iene Show

"C'e' un noto politico, presidente di regione, che difendeva l'amore tra gli adulti e i bambini, quella che si chiama pedofilia", cosi' Carlo Giovanardi (Pdl) alle Iene stasera su Italia 1 alle Iene Show

Roma "C'e' un noto politico, presidente di regione, che difendeva l'amore tra gli adulti e i bambini, quella che si chiama pedofilia": cosi' Carlo Giovanardi, senatore del Pdl, intercettato dalla Iene (l'intervista sara' trasmessa stasera alle 21.10 su Italia 1 alle Iene Show).

"Ma cosa c'entra la pedofilia, che e' una malattia, con l'omosessualita'?"
ha obiettato la Iena che ha incalzato il parlamentare sulla nota vicenda dei Gay e della pipi' per strada.

"Se lei parla con dei pedofili avrebbero qualcosa da dire sul fatto che sia una malattia", ha ribattuto Giovanardi.

E' vero che ha detto che due donne che si baciano e' come fare pipi' in pubblico? "C'e' sempre un contesto, ha risposto Giovanardi, in cui certe cose sono naturali ed altre no e alla giornalista che incalzava gli ho detto:
'Scusi, ma per lei, fare pipi' e' la cosa piu' naturale e normale del mondo. Probabilmente se uno lo fa davanti a lei le potrebbe dare fastidio".

"Se ostentatamente un uomo si mette a baciarsi con un uomo mi da' un senso di disagio e di fastidio, ha detto ancora Giovanardi.

E' una mia reazione soggettiva che penso sia condivisa da milioni di italiani''.

L'amore tra due donne e' meno rispetto all'amore tra un uomo e una donna? Giovanardi: "Allora, c'e' una natura che ha costruito il mondo sugli uomini e sulle donne perche' dall'incontro degli uomini e delle donne nascono i bambini.Questa si chiama natura, e' il diritto naturale.
Checche' se ne dica, se tutti fossero omosessuali, in una generazione il mondo e' finito"
fonte di Ansa via http://www.gaynews.it

sabato 18 febbraio 2012

Lgbt Francia: La guerra ai gay di Sarkozy

Il presidente francese svolta a destra per recuperare popolarità in vista della sfida con Hollande

Nicolas Sarkozy è un uomo in difficoltà. Il presidente francese non ha ancora annunciato la sua ricandidatura alle presidenziali, ma siccome anche i sassi sanno che si ripresenterà, ha già iniziato la sua campagna elettorale.

Come ogni buon politico di destra che si rispetti, quando non ha carte in mano, o ne ha molto poche, ecco che arrivano i soliti attacchi alle minoranze per recuperare un po’ di consenso dall’elettorato conservatore sempre più deluso dal suo operato.

Il buon Nicolas quindi ha deciso di centrare la sua campagna elettorale sul tradizionalismo valoriale: mai matrimoni gay, lotta anche solo al pensiero delle adozioni per le coppie omosessuali, e solite litanie destrorse su testamento biologico e immigrati, che non possono mai mancare.

SARKO ‘ IN CRISI
L’approvazione di Monsieur Bruni è bassa, sul 30% da ormai molti mesi.
Neppure lo scandalo che ha colpito il suo avversario più autorevole, Dominique Strauss-Kahn, poi uscito di scena, lo ha aiutato a risollevarsi.

La sua gestione economica non è stato brillante, e sicuramente non ha rispettato la promessa elettorale di far ripartire la Francia su tassi di crescita sostenuti.

Al contrario, i transalpini hanno perso per la prima volta nella loro storia la tripla A sul debito. Le difficoltà di Sarkozy si sono palesate in modo particolare nell’eurocrisi.

Ogni sua proposta non corrispondente al dogma dell’austerità di rito tedesco è stata bocciata dall’esecutivo di Angela Merkel, nonostante alcuni punti, come gli Eurobond o un maggior intervento della Bce, godessero di un discreto consenso nelle istituzioni comunitarie.

Ma Sarkozy si è sempre adeguato ai diktat della Cancelliera, che ora è diventata il suo modello. Perfino Der Spiegel, media non certo ostile alla Merkel, ha preso in giro la fiaba della Germania incantata che Sarkozy racconta per farsi rivotare dai francesi.

DAGLI AL GAY
Per la prima volta nella storia un presidente francese giocherà l’asso tedesco in una presidenziale, una mossa tanto audace quanto rischiosa, visto che il confine creato dal Reno ha ospitato qualche secolo di conflitti e centinaia di migliaia di morti.

Oltre alla svolta teutonica, Sarkozy ha iniziato la sua propaganda attaccando la svolta secolarista promessa da François Hollande, candidato socialista e grande favorito per l’Eliseo 2012, almeno secondo i sondaggi.

Il presidente francese a Le Figaro ha detto in un momento di crisi sociale non si può distruggere un ancora solida della società come il matrimonio.

Se due persone dello stesso si potessero sposare, o ancora peggio per Sarkò adottare un bambino, le ripercussioni sarebbero troppo gravi, perchè così facendo “si sotterra il matrimonio”.

La sinistra francese ha invece messo nella sua agenda presidenziale l’introduzione delle nozze gay, e il presidente impopolare punta a trasformare le elezioni in un referendum sui valori tradizionali. Sarkozy non è nuovo a intemerate di destra, visto che durante uno dei suoi momenti di maggior impopolarità organizzò una baruffa internazionale per cacciare qualche centinaio di rom dalla Francia.
I voti lepenisti fanno schifo solo quando non servono, evidentemente.
fonte http://www.giornalettismo.com di Andrea Mollica

LGBT UGANDA: ASSOCIZIONE CERTI DIRITTI, MINISTRO ETICA INTERROMPE RIUNIONE DI ATTIVISTI GAY

"Ieri, a Entebbe, in Uganda, all’Imperial Resort Beach Hotel, il Ministro dell’Etica e dell’Integrità dell’Uganda, Simon Lokodo, accompagnato da alcuni poliziottti, ha interrotto una riunione di attivisti Lgbt dando l’ordine di arrestare l’attivista Kasha Jaqueline Nabagasera che è riuscita a scappare.

Kasha lo scorso giugno aveva partecipato all’Europride di Roma ed era intervenuta a diversi incontri organizzati da Agedo e Certi Diritti.

Nei mesi scorsi le era stato consegnato il premio 2011 Martin Ennals for Human Rights Defenders". E' quanto rende noto l'Associazione Radicale Certi Diritti.

"Il Ministro ugandese e la polizia hanno fatto disperdere gli attivisti riuniti per un workshop in corso da alcuni giorni, organizzato dalla Ong ‘Freeedom and Roam Uganda’, Associazione che si batte per il riconoscimento delle unioni civili, dichiarando che ha fatto chiudere la conferenza perché è illegale, ha poi urlato agli attivisti che “Non accettiamo l’omosessualità in Uganda, quindi andatevene a casa”. Alla riunione partecipavano 30 attivisti e si doveva conlcudere nella serata di ieri.

L’Avvocato ugandese Francis Onyango, Presidente onorario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, ci ha subito informati di questo gravissimo atto omofobo di Stato.

Ci siamo resi disponibili ad accogliere a Roma Kasha qualora decidesse di lasciare il paese. Abbiamo chiesto all’Intergruppo Lgbt al Parlamento Europeo di attivarsi con urgenza presso tutte le sedi istituzionali europee per intervenire nei confronti dell’Uganda contro questo ennesimo atto di barbarie"
fonte http://www.agenparl.it

giovedì 20 ottobre 2011

Lgbt: L'ignoranza di Pollastri: "Essere trans è una scelta che la collettività non può pagare"


Per l'assessore emiliano i fondi di sostegno alle persone trans saranno i primi ad essere tagliati perché essere transgender è un capriccio e non una necessità. Quando l'ignoranza regna sovrana.

Ci sono moltissime iniziative che si potrebbero mettere in atto per tagliare i costi e gli sprechi. Per esempio si potrebbero elargire meno fondi alle scuole private in favore di quelle pubbliche, per sostenere le famiglie si potrebbe tutelare il lavoro delle donne e i diritti delle cittadine e dei cittadini, costruire asili nido, permettere una valida istruzione a tutte/i. Invece, secondo il consigliere regionale PDL Andrea Pollastri, per ridurre gli sprechi occorre tagliare sulle politiche sociali relative alle persone GLBT ed, in particolare, verso le persone trans.

Noto, con crescente amarezza, che ogni motivo è valido per attaccare le minoranze sessuali di questo paese. "Non è opportuno in epoca di tagli" cito le parole di Pollastri riportate da Repubblica Bologna “ai servizi sociali che la collettività paghi la conseguenza di scelte comportamentali personali”.

Parole desolanti che denotano un'estrema ignoranza in merito alle problematiche QUEER. Innanzitutto occorre ricordare al consigliere che "la collettività" siamo anche noi persone GLBT. So che l'idea che molti rappresentanti dell'attuale maggioranza hanno delle persone omosessuali è di individui "deviati" che gravano sulle spalle del Paese ma è bene ricordare che è anche grazie al nostro lavoro, alle nostre tasse, al nostro impegno nel sociale, a livello politico, culturale e molto altro, se il Paese non va completamente allo sbando.

Se il consigliere, invece di parlare solo per attaccare le persone GLBT, si fosse informato sull'effettivo utilizzo di quei fondi, forse, dico forse, avrebbe scoperto una realtà di cui, è chiaro, non conosce proprio nulla. Se si fosse scomodato a leggere i risultati di "Io sono, io lavoro", prima inchiesta sul mondo del lavoro e le persone GLBT, si sarebbe reso conto che sono proprio le persone trans ad essere più discriminate, ad avere maggiori problemi a trovare un lavoro, che sono proprio loro a pagare, sulla propria pelle, i preconcetti della gente e la crisi economica.

Un consigliere che non riesce ad essere sopra le parti e a fare il bene della collettività, di tutta la collettività, e che considera uno spreco di soldi un'iniziativa nata proprio per tutelare quella parte di cittadinanza che viene maggiormente discriminata, dovrebbe dimettersi.

Al consigliere posso tranquillamente dire che sono ben altri gli sprechi che si potrebbero ridurre, a partire, anche a costo di essere populista, proprio da quelli della politica e dai fondi che, con tanta dovizia, destra e sinistra continuano a versare alla chiesa..
di Marino Buzzi
fonte http://www.gay.tv/news/attualita/la-politica-dellodio/ di perseo76

venerdì 16 settembre 2011

Lgbt: Mancuso, Presidente di Equality Italia: "Pubblicheremo la lista dei politici Gay omofobi"


E' da mesi che lo stava promettendo, ed ora quello che sembrava impossibile sta diventando realtà.

Aurelio Mancuso, Presidente di "Equality Italia", già durante il sit-in fuori Montecitorio aveva minacciato tutti quei parlamentari repressi che avrebbe pubblicato una lista con i loro nomi, in particolare di quelle persone cattoliche ed apparentemente omofobe; grazie anche all'aiuto di un gruppo di ragazzi anonimi, che hanno contattato Mancuso esclusivamente via Web, la decisione sta diventando realtà.

Come data è stata decisa il 23 Settembre, ed il sito Web che ospiterà la lista è già stato aperto nella rete.

"Quando venne bocciata la legge sull'omofobia mi sono davvero arrabbiato e ho pensato di fare una cosa che all'estero avviene spesso, spiega l'ex Presidente di Arcigay, cioè far arrivare ai giornali tramite il web i nominativi di politici non dichiarati".

"Attuare l'outing non è una vendetta emotiva, né riguarda un giudizio sulla sessualità occultata di politici, preti, giornalisti. E' invece la proclamazione di un pensiero politico che intende smascherare quell'area politica culturale che accredita ogni giorno il fatto che l'omosessualità sia una scelta di persone con scarsi valori morali.

Non ci interessa, né sarebbe moralmente concepibile scivolare nel gossip, quello che vogliamo fare è colpire tutte quelle persone che ricoprendo attualmente incarichi pubblici, utilizzando il proprio potere, offendono, discriminano le persone lgbt, alimentano scientificamente l'odio", disse Mancuso quando presentò la sua iniziativa.

Il fatto che non sia più lo stesso Mancuso ad occuparsene in prima persona lo ha tranquillizzato, a quanto spiegato da lui stesso; si rende conto delle conseguenze legali che avrà la cosa, ma essendo il tutto organizzato da un gruppo anonimo sul web si sente salvaguardato.

Io c'ero a quel sit-in, ho sentito con le mie orecchie il discorso del Presidente di Equality Italia e ricordo con quanto dissenso continuavo ad ascoltarlo; ciò che si vuole fare è sbugiardare una classe politica di persone represse ed arrabbiate con la vita, questo è chiaro, ma io per primo in quanto omosessuale non voglio passare dalla parte del torto.

Combattere l'ignoranza con la paura, con il ricatto, con altra ignoranza?Non è questo ciò che vogliamo. Siamo stanchi dei continui attacchi alla comunità GLBT, in particolare se attuato da chi in realtà ne fa parte, ma in questo modo si arriva ad alimentare solo l'odio verso gli omosessuali e si dà modo di far pensare che la cattiveria di cui spesso ci accusano sia semplicemente realtà.

Il percorso che la comunità GLBT deve affrontare è ancora lungo e tortuoso, in Italia in particolare, ma non è giusto affrontarlo in questo modo; io come Gay voglio che la cultura del mio paese cresca e sia solida, non ho bisogno di essere difeso o di essere rappresentato dall'inciviltà.
fonte http://it.paperblog.com/mancuso-presidente-di-equality-italia-pubblicheremo-la-lista-dei-politici-gay-omofobi-580461/ da Glive

venerdì 29 luglio 2011

Lgbt: Ghana, ministro locale ordina l’arresto di tutti i gay


"Il Ministro per la zona occidentale del Ghana, Paul Evans Aidoo (in foto), ha ordinato l’arresto di tutte le persone omosessuali nella sua zona di competenza".

Lo denunciano, in un appello alla Comunità internazionale, i co-presidenti dell'organizzazione per i diritti umani EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Piccoau.

"L'offensiva governativa anti-gay – continuano gli attivisti - è conseguente alla campagna omofoba portata avanti dal Consiglio Cristiano del Ghana, che ha attaccato duramente e pubblicamente la comunità LGBT (Lesbian, gay, bisexual, and trans gender) a più riprese. Purtroppo, come dimostra il caso dell'Uganda, molte comunità cristiane promuovono omofobia in Africa, nonostante gli appelli alla tolleranza promossi dalla società civile".

Riferendosi alla presenza di omosessuali nel Ghana, il ministro ghanese ha ripetutamente dichiarato che "dobbiamo impegnarci con tutte le forze per estirpare queste persone dalla nostra società".

Secondo i quotidiani locali ha inoltre chiesto ai cittadini della regione da lui governata di denunciare alle autorità tutte le persone sospettate di comportamenti omosessuali.

Mac-Darling Cobbinah, leader del Centre for Popular Education and Human Rights, ha respinto le richieste del ministro, giudicandole improponibili: “Cone si fa ad arrestare la gente sulla base di semplici sospetti”, ha domandato retoricamente durante un’intervista alla BBC.

Ha poi continuato: “Paul Evans Aidoo sta istigando all’odio e vuole dividere la società emarginando ancora di più I gay che rischiano di essere attaccati o ricattati. Un ministro che persegue questi obbiettivi non aiuta la società a crescere”

Mentre le comunità cristiane hanno chiesto alla gente di non votare quei politici che lottano per i diritti dei gay, il gruppo EneryOne ha lanciato un appello all'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, al Parlamento europeo e alla Commissione dell’Unione Europea perché prendano posizione “che scongiuri nuove escalation di violenza omofoba, nonché il perpetrarsi di gravi violazioni dei diritti fondamentali di persone LGBT nel Paese sub-sahariano.

Malini, Pegoraro e Picciau concludono rivolgendosi "a coloro che hanno rappresentato e rappresentano tuttora egregiamente il Ghana in politica estera, come il diplomatico ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, il Giudice della Corte penale internazionale Akua Kuenyehia e l'ex presidente ghanese Jerry Rawlings, che è stato eletto presidente della Economic Community of West African States: a loro chiediamo accoratamente di fare in modo che il Ghana - che in passato ha sempre favorito le organizzazioni internazionali e regionali di cooperazione politica ed economica, ed è un membro attivo delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana - mantenga il suo status di Paese democratico, tra i più moderati del continente africano, e continui a rispettare le Carte internazionali sui Diritti Umani, salvaguardando così anche la dignità e l'uguaglianza rispetto agli altri cittadini di gay, lesbiche e transessuali".
fonte http://africaexpress.corriere.it, Scritto da: Massimo A. Alberizzi