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lunedì 10 marzo 2014

Lgbt: "Switch-Il gioco delle identità" a Verona allo spazio Libre! Il progetto fotografico di JJ Levine fino al 3 aprile

È in programma allo spazio Libre! di Verona la mostra Switch, il gioco delle identità, progetto dell’artista canadese di genere non conforme JJ Levine.

Switch, esposto per la prima volta in Italia, è composto da una serie di dieci dittici in cui i modelli impersonano a turno il ruolo dell’uomo e della donna.


Le immagini distruggono, con umorismo, tutte le convenzioni sull’identità sessuale, con i soggetti ripresi in pose che ricordano le classiche foto di matrimonio o di fine anno scolastico.

Per questi ritratti JJ Levine si è ispirato alla comunità queer di Montréal, di cui i soggetti fotografati fanno parte. La mostra si può visitare fino al 3 aprile.
PER INFO: http://www.libreverona.it/
fonte e foto: http://www.insideart.eu/2014/03/03/il-gioco-delle-identita/

venerdì 31 gennaio 2014

Lgbt New York: Barneys a sorpresa: 17 modelli e modelle transgender per la nuova campagna

Lea T e Andrej Pejic hanno fatto scuola.
Il mondo della moda apre sempre più le porte all’Universo Transgender, con Barneys che ha dedicato un’intera campagna, ‘Brothers, Sisters, Sons & Daughters’, a questa realtà troppo spesso taciuta e nascosta.

Lo scopo della campagna è proprio quello di incrementare la visibilità trans, con 17 modelli e modelle fotografati da Bruce Weber e intervistati da Patricia Bosworth di Vanity Fair.

Storie condivise sul sito ufficiale di Barneys New York, con Weber che ha così commentato il tutto:
“Spero che le mie fotografie e i miei filmati di questi 17 nuovi amici, che sono uomini e donne trans, possano trasmettere il rispetto che ho per loro e la soggezione che ho nei confronti del loro coraggio nell’affrontare il mondo“.

Arin Andrews, Katie Hill, Edie Charles, Valentijn de Hingh, Ashley de la Cruz, Sawyer Devuyst, Peche Di, Dezjorn Gauthier, Trevon Haynes, Eve Lindley, Niki M’nray, Ryley Pogensky, Ines Rau, May Simon, Ahya Taylor, Maxie Ne e Gisele Xtravaganza. Questi i nomi. Complimenti a Barneys.
QUI foto e storie: http://thewindow.barneys.com/tag/brothers-sisters/
fonte http://www.spetteguless.it/

sabato 5 gennaio 2013

Lgbt Palermo: Ospedale Civico, a febbraio servizio ginecologia dedicato alle trans, tra i testimonial anche il regista Almodovar, ma il "terzo sesso" si divide: ci ghettizzano

Si chiamerà "ambulatorio per l'equità di genere"
Tra i testimonial anche il regista Almodovar.


PALERMO
L’ospedale Civico apre ai trans.
Nasce a Palermo, infatti, il primo servizio pubblico di ginecologia dedicato al "terzo sesso".
Si chiamerà "ambulatorio per l'equità di genere" e sarà coordinato dal ginecologo Giuseppe Scaglione.
Si occuperà di transessuali e transgender.


Tra i testimonial dell'iniziativa, come si legge dall’edizione locale di Repubblica, vi sarebbe anche il regista spagnolo Pedro Almodovar, che ha toccato i problemi legati alla transessualità in numerosi film.
In Italia, fin ora l'unico precedente si è avuto a Bologna, ma l’esito pare sia stato negativo.

SERVIZIO ATTIVO DA FEBBRAIO
Il servizio sarà attivo a partire da febbraio 2013 e si occuperà per lo più di malattie sessualmente trasmissibili, come l'Aids o i condilomi.
La novità è stata accolta positivamente dall'arcigay Palermo, diviso invece, il mondo trans.
Per molti infatti, più che una conquista, il progetto appare un modo per “ghettizzare” chi ha già cambiato sesso e può considerarsi donna a tutti gli effetti.
fonte http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it

sabato 1 dicembre 2012

Lgbt: "Diversitalavoro" offre concrete opportunità di lavoro alle persone transgender cresce a: Milano, Roma e Napoli

Il 28 febbraio 2013 Diversitalavoro sbarca a Napoli.
L'appuntamento si aggiunge alla tappa di Milano (giugno) e Roma (21 novembre 2012)


Dal 2007 il progetto Diversitalavoro offre concrete opportunità di lavoro alle persone con disabilità, alle persone di origine straniera, alle persone transgender e agli appartenenti alle categorie protette.

Con Diversitalavoro, talento e merito sono le chiavi per accedere al mondo del lavoro. Moltissime le persone che ai career event Diversitalavoro e candidandosi agli annunci on line (clicca qui per inviare il tuo cv 365 giorni all'anno), hanno iniziato una brillante carriera in azienda.

Diversitalavoro è un laboratorio di buone pratiche in tema di diversity & inclusion, dove la responsabilità sociale d'impresa si traduce fattivamente in lavoro.

Queste le aziende partner dell'edizione di Milano 2012 clicca su:










Le aziende - hanno partecipato a Diversitalavoro del 5 giugno:
a2a, ABB, Allianz, Apple, Arval, Banca Popolare di Milano, BNL, Bosch, Ceva Logistics, Danone, Dell, Dow, Edison, Ernst & Young, Foster Wheeler, Henkel, IBM, Intesa Sanpaolo, JT International, L'Oréal, Luxottica, Mazars, Michelin, Microsoft, Pirelli, Quixa, Roche, Terna, Wolters Kluwer.

Eni e Maggiore Rent sono partner del progetto in modalità online sul sito.

Oltre agli eventi, Diversitalavoro offre la possibilità di candidarsi agli annunci delle aziende 365 giorni all'anno. Occorre registrarsi on-line su www.diversitalavoro.it e successivamente candidarsi per gli annunci di lavoro.
fonte http://www.diversitalavoro.it/

sabato 6 ottobre 2012

Lgbt Firenze: Conferenza “ACROSS OCEAN AND GENDER, DISCOVERING THE UNKNOW ” il 10 Ottobre



Conferenza promossa e organizzata dalla
Syracuse University in Florence

in ambito celebrazioni vespucciane
“ACROSS OCEAN AND GENDER, DISCOVERING THE UNKNOW “
10 Ottobre ore 18,30

Auditorium del Duomo
Via Cerretani 54/r – Firenze

speaker
VLADIMIR LUXURIA
fonte http://www.ireos.org

lunedì 17 settembre 2012

Lgbt USA: La campagna trans della Columbia "Faccio parte dello Stato"

Dopo alcuni episodi di transfobia, lo Stato americano del District of Columbia ha lanciato la sua campagna per l'integrazione: "Trattami come ogni altra donna, con gentilezza e rispetto".

Dopo alcuni episodi di transfobia, lo Stato americano del District of Columbia ha lanciato la sua campagna per l'integrazione delle persone transgender.

La prima testimonial dei manifesti affissi per tutto il territorio dice:
"Amo perdermi per il museo Smithsonian, mangiare con gli amici sulla H Street e andare agli spettacoli dell'Howard Theatre. Faccio parte di questo stato. Trattami come qualsiasi altra donna, con gentilezza e rispetto"
fonte http://www.gay.it

lunedì 30 luglio 2012

Lgbt Inghilterra: Novità ad Oxford: Sì alla gonna per le trans

Oxford ascolta le richieste dei trans - Il classico dress code della Oxford University, la più antica università del mondo anglosassone, si apre alla modernità e alle esigenze dei propri iscritti.

Non più l'eccessiva rigidità dei vestiti e dei ruoli: abito scuro, camicia e cravattino bianco, calzini e scarpe nere sotto la toga per gli uomini e gonna o i pantaloni scuri, camicia bianca, calze nere e un nastrino nero legato attorno al collo per le donne.

E' la risposta ad una mozione della Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Queer Society approvata dal sindacato studentesco: Luce verde alla gonna e collant anche per i trans durante gli esami e nelle occasioni formali, e allo stesso modo le donne potranno indossare l'abito maschile e il cravattino.

Cambia il dress code e niente più pene severe per gli studenti - Il prestigioso college inglese, su decisione del consiglio accademico guidato dal vice cancelliere Andrew Hamilton, toglie dalla descrizione del dress code qualunque distinzione tra uomo e donna e si fa in questo senso portavoce di un cambiamento da parte delle istituzioni scolastiche che viene accolto con estremo piacere dal mondo gay.

Il dress code per Oxford era un ero è proprio dovere, per gli studenti beccati con abiti non indicati sotto la toga erano previste penalità severe che vanno dalla 'rustication', sospensione per un certo periodo di tempo, all'espulsione.
fonte http://www.newnotizie.it di Irene Fini

lunedì 2 luglio 2012

Lgbt: A Buenos Aires "Mocha Celis" una scuola per trans, e per tutte le persone che hanno abbandonato gli studi a causa di discriminazione o di altri problemi

In Argentina, primo Paese latinoamericano che ha riconosciuto il matrimonio gay (con i voti dei parlamentari cattolici), e che consente di cambiare nome e sesso sui documenti con una semplice procedura amministrativa, ha aperto la prima scuola per trans.

Gli insegnamenti sono specifici: in biologia, per esempio, ci si concentra sul sistema ormonale, l’utilizzo di ormoni sintetici, l’ermafroditismo…

BUENOS AIRES
È un edificio anonimo accanto alla stazione ferroviaria di avenida Lacroze, a Buenos Aires.
Ma all’entrata, un cartello colorato testimonia la volontà di essere visibili e di farsi trovare.

È il bachillerato popular (scuola superiore per adulti che hanno abbandonato precedentemente gli studi) Mocha Celis, rivolto in particolare a transessuali, transgender, travestiti, ma aperto a tutte le persone che, dopo i 16 anni, vogliono recuperare gli anni scolastici persi e ottenere un titolo di studio valido per l’iscrizione all’università. La frequenza è totalmente gratuita.

Succede in Argentina, primo Paese latinoamericano che ha riconosciuto il matrimonio tra coppie dello stesso sesso, grazie a una legge approvata anche con i voti di parlamentari cattolici («Si trattava solo di porre fine a vecchie ingiustizie verso coppie che oggi sono garantite dalla legge in tutti i loro diritti e di garantire il pieno diritto al rispetto della scelta sessuale di ogni persona, non solo a livello informale, in penombra, ma nella piena luce pubblica», ha dichiarato a questo proposito la presidente del Senato Beatriz Rojkés de Alperovich). Succede in un Paese che – poche settimane fa – ha approvato una nuova legge sull’identità di genere che consente di cambiare nome e indicazione del sesso, all’anagrafe e sui documenti, con una semplice procedura amministrativa, senza bisogno del decreto di un giudice.

«L’idea di questo bachillerato è nata vari mesi fa», spiega David Cáceres Bergonzi, professore di matematica che, come tutti gli altri colleghi, collabora gratuitamente. «Abbiamo ottenuto l’approvazione del ministero dell’Educazione e siamo partiti con questo primo anno di corso. La scuola è intitolata a un’attivista per i diritti dei trans, uccisa dalla polizia, che era analfabeta. Ci siamo chiesti quali risultati avrebbe potuto raggiungere se avesse ricevuto un’educazione. Anche se il nostro progetto è indipendente dall’approvazione della legge sull’identità di genere, lavoriamo per darle contenuti, per far sì che i diritti siano reali e non solo sulla carta».

L’insegnamento delle varie materie è orientato a tematiche trans. In biologia, per esempio, ci si concentra sul sistema ormonale, l’utilizzo di ormoni sintetici, l’ermafroditismo.

«Viviamo in una cultura che tende a patologizzare tutto ciò che si discosta dalla cosiddetta normalità», dice David. «Nascere con due sessi, per esempio, non è una patologia. È una condizione rara, ma che in natura esiste». Oltre alle materie classiche (lingua e letteratura, storia e geografia, matematica…) si studia la storia del movimento trans, diritti umani, cooperativismo, arte ed espressione corporea.

«L’idea non è costruire un nuovo ghetto, ma offrire pari opportunità», continua David. «A tutti piacerebbe che la scuola secondaria fosse inclusiva e accogliente per tutti e che non ci fosse bisogno di creare una struttura rivolta specificamente a persone trans o travesti. Ma sappiamo che non è così. Il nostro sogno è che tra qualche anno di una scuola come la nostra fosse più bisogno del nostro bachillerato. Nel frattempo offriamo la possibilità di studiare chi ha già vissuto una storia di abbandono scolastico – e non solo per questioni legate al genere sessuale – e rischierebbe di restare fuori da qualsiasi percorso educativo».

È la storia, ad esempio della trans Laura, 28 anni, della provincia di Corrientes, che ha lasciato l’istituto tecnico al terzo anno «perché non mi permettevano di entrare con abiti femminili. Vengo da una famiglia di politici, molto in vista, ho infranto tutte le regole della mia famiglia, ma alla fine sono stata accettata. Ora sono pronta a conquistare il mondo».

Arrivata a Buenos Aires per cercare lavoro, è stata indirizzata al Mocha Celis, dove sta recuperando gli anni scolastici perduti. «Questa scuola è una seconda casa, il ‘nostro’ posto. I professori sono attenti a noi, ai nostri progressi, ai nostri ritmi, ai nostri problemi. Con altre compagne stiamo formando una cooperativa per la produzione e la vendita di abiti.

Sto anche frequentando un corso per tecnico di radiologia e spero che questo diventi il mio lavoro futuro».
Sono le cinque del pomeriggio, i ragazzi e le ragazze del Mocha Celis finiscono le lezioni ed escono a gruppetti, come accade nelle scuole di tutto il mondo. «Non ci riferiamo a loro come alumnos e alumnas», dice David.

«Usiamo un termine generale e neutro: lxs alumnxs».
Ognuno, in quella x, ci metta ciò che crede.
fonte http://www.linkiesta.it/trans di Francesca Capelli

A margine di questo articolo il blog riporta un commento e replica dell'insegnante intervistato, che troverete allegato all'articolo originale leggibile a questo link:
http://www.linkiesta.it/trans
in quanto il titolo iniziale era:
"A Buenos Aires a scuola si studia da trans"

"Inviato da SirLOGOS il 1 luglio 2012 - 19:21

Cari lettori,
Il mio nome è A. David Caceres Bergonzi e io sono l'insegnante che è stato intervistato dal giornalista.
Volevo chiarire che il titolo non è corretto. Né Argentina né in alcun altro paese del mondo stanno studiando per essere trans. Trans è nato.
Come viene spiegato nell'articolo, la scuola è stata creata per i travestiti e altre persone che hanno abbandonato gli studi a causa di discriminazione o di altri problemi.
Spero che il nostro è un esempio di parità di diritti e che non c'è nessuno al mondo che ad essere negati i loro diritti a causa de i loro orientamento sessuale o altre questione.
Grazie."

lunedì 7 maggio 2012

Lgbt: La Svezia discute le differenze di genere e i diritti dei/lle transessuali

Stoccolma, Fa discutere l’inserimento, avvenuto qualche giorno fa nella versione on-line dell’Enciclopedia Nazionale svedese, di un nuovo pronome personale, il neutro hen, che potrà essere usato indiscriminatamente al posto del maschile han, e del femminile hon.

Sembra incredibile che un semplice pronome personale possa scatenare dibattiti, eppure la questione linguistica è solo la spia di un cambiamento ben più grande. Sempre più diffusi sono i nomi neutri per i nuovi nati svedesi e molte catene di giocattoli propongono, nei loro dépliant, bambine avventurose in sella a moto da corsa, oppure piccoli spiderman intenti a spingere una carrozzina.

Da sempre all’avanguardia nella lotta contro le discriminazioni sessuali, la Svezia punta negli ultimi anni a una neutralità che dovrebbe permettere a ogni individuo di essere se stesso, senza pregiudizi e senza imposizioni da parte della società.

Il pronome hen, prima utilizzato solamente nei circoli Lgbt e femministi, rappresenta lo stendardo di questa battaglia contro le discriminazioni sessuali, tanto da essere inserito nelle regole comportamentali di asili come Egalia, struttura unica per ora, nella quale le maestre, seguite costantemente da un esperto di differenze di genere, si rivolgono ai piccoli alunni – tutti fra uno e sei anni – con il pronome neutro hen, o con il termine friend, anch’esso neutro.

All’interno della scuola i giocattoli non sono divisi in aree “femminili” e “maschili” e ai bambini vengono lette storie come quella dell’amore fra due giraffe maschio.
Il progetto riscuote un certo successo, molte famiglie sono in lista d’attesa per l’iscrizione dei proprio piccoli fra i 33 alunni dell’Egalia, ma non mancano le critiche. Molti opinionisti si chiedono se la spinta verso la neutralità non crei confusione e disorientamento nei piccoli e nella costruzione della loro socialità futura.

L’attenzione del governo di Stoccolma e della società svedese verso le differenze di genere e la libertà di espressione dei singoli individui, sembra però incagliarsi sulla questione del riconoscimento giuridico delle persone transessuali e transgender.

Negli ultimi mesi una forte polemica si è scatenata sul web a causa della discussione di una legge che, in un certo senso, obbliga le persone che vogliano essere riconosciute giuridicamente come appartenenti a un altro sesso, a intraprendere il lungo iter verso la cosiddetta “riassegnazione chirurgica del sesso”.

La questione è stata erroneamente presentata come una “sterilizzazione forzata” dei transessuali a opera del governo conservatore svedese, guidato dal 2006 da Fredrik Reinfeldt. In realtà l’utilizzo del termine “sterilizzazione” è quanto mai errato.
I transessuali non vengono sterilizzati, ma privati degli organi riproduttivi, per portare a termine il passaggio da un sesso all’altro.

Ciò che viene messo in discussione è, casomai, il mancato riconoscimento giuridico per quelle persone che non vogliono sottoporsi alla riassegnazione chirurgica del sesso, ovvero a una lunga terapia ormonale e psicologica prima, e a un’operazione che completi il passaggio all’altro sesso, poi.

Semplificando potremmo dire che le persone transgender che non vogliano operarsi e che desiderino quindi mantenere le proprie caratteristiche riproduttive, non possono essere riconosciute dalla legge come appartenenti all’altro sesso. Si potrebbe quindi intendere che vengano “costrette” a operarsi, rinunciando de facto alla possibilità di procreare.

Inoltre, la legge svedese proibisce a chi chiede la riassegnazione chirurgica del sesso di conservare, criogenizzandoli, il proprio sperma o i propri ovuli. Ed è proprio questo che ha scatenato le proteste contro il governo svedese, accusato di subire le pressioni di lobby cattoliche e di voler limitare la libertà dei suoi cittadini.

Human Rights Watch ha dichiarato che la normativa «viola i diritti fondamentali degli individui» e il suo portavoce per le campagne Lgbt, Boris Dittrich ha scritto al Primo ministro chiedendone la rimozione.

«La legge svedese causa discriminazione per le persone transessuali che non vogliono sottoporsi ad interventi del genere – ovvero la riassegnazione chirurgica del sesso – che sono oltremodo invasivi, per varie ragioni, come il desiderio di diventare genitori, un giorno», afferma la petizione di Dittich.

Fa riflettere che, in un Paese come la Svezia, nel quale viene posta l’attenzione persino sull’utilizzo dei pronomi personali come mezzo per scardinare le imposizioni della società riguardo le differenze di genere e permettere a ogni cittadino di esprimere se stesso in libertà fin da bambino, si assista a una discussione simile.

Parlare di “sterilizzazione forzata” e di leggi eugenetiche, è decisamente un’esagerazione, ma resta aperta la questione delle libertà personali, del diritto individuale di esprimere se stessi anche attraverso il genere, inteso come insieme degli aspetti culturali e soggettivamente connessi alla percezione della propria sessualità e non solo tramite l’affermazione del sesso biologico e il suo riconoscimento legale.
fonte http://www.wakeupnews.eu di Martina Greco

mercoledì 4 aprile 2012

Lgbt Napoli: A Forcella un laboratorio di moda per trans e donne del quartiere

Vecchi abiti acquistano una nuova vita con i giusti tagli e colori: il progetto è realizzato dalla cooperativa Dedalus

NAPOLI
È il papà di Annalisa Durante, ragazzina di quattordici anni uccisa per “errore” dalla camorra otto anni fa, a osservare le donne inserite nel progetto “Marcella”. Con abili mani e tanta fantasia danno forma a nuovi capi nell’ex cinema di via Vicaria Vecchia di Forcella, a Napoli.

Donne, mamme degli alunni della scuola “Ristori”, giovani immigrate e un gruppo di trans napoletane condividono uno spazio comune fino a settembre per dar vita alla loro creatività. Non è un corso di taglio e cucito, ma è un momento di condivisione e di scambio per creare abiti unici e “sfidare” il mercato.

A seguire il gruppo di partecipanti c’è Riccardo Sivelli, affiancato da un team di esperti, Paola Esposito, Sabrina del Pozzo, Adal Comandini e il consulente di moda, Luca Bordini.

«Abbiamo iniziato questo progetto - spiega il coordinatore Sivelli, aprendo gli armadi per recuperare vecchi vestiti come pantaloni, gonne, giacche. Con abilità e con un percorso artistico, proviamo a reinventare capi unici con nuovi colori e con nuovi materiali.
L’obiettivo è creare aggregazione, integrazione e avere una prospettiva lavorativa futura». La sfida è creare un canale telematico dove “mettere in vetrina” le opere realizzate e creare un format tv: aggregazione è la parola che accompagna le donne in questo percorso. Storie di vita che s’intrecciano con fili di cotone e stoffe colorate per superare i pregiudizi.
«Le persone con un vissuto difficile – spiega Daniela Lourdes Falanga, segretaria Associazione trans di Napoli – devono riprendersi la loro vita. Attraverso l’inserimento sociale è possibile superare gli stereotipi, come la prostituzione ».

IL PROGETTO
Dieci sono le donne più attive che si muovono nell’ex cinema di Forcella una settimana al mese.

Il corso, che prende il nome di Marcella di Folco, presidente del Movimento Identità Transessuale, scomparsa recentemente, è realizzato dalla cooperativa Dedalus,in collaborazione con l’associazione Trans di Napoli (Atn), l’associazione Priscilla con il sostegno dell’assessore alla Cultura di Napoli e della scuola Ristori Durante.

Anna è contenta di lavorare all’interno dell’ex cinema di Forcella, sorride anche il papà di Annalisa Durante: «Il quartiere – spiega Giovanni – vuole utilizzare questi spazi, chiusi per troppo tempo.

C’è bisogno di aggregazione, di condivisione.
Abbiamo trovato nell’amministrazione e nell’assessore Di Nocera un interlocutore capace di ascoltare le nostre richieste».
fonte http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it di Stefania Melucci

lunedì 2 aprile 2012

Lgbt Stati Uniti: Cambio di genere? Lo paga la Coca Cola

Questa si che è una notizia davvero importante per il mondo Lgbt!

Da ora in poi coloro che vogliono cambiare genere, se sono dipendenti di alcune multinazionali americane, potranno tirare un sospiro di sollievo.

Eh si, perché i dipendenti della Coca Cola, Yahoo!, American Express e AT&T stanno dimostrando molto impegno nel tentativo di venire incontro a chi sta percorrendo la lunga strada del cambio di genere.

A riportare questa notizia è stato il Daily Mail, che ha fatto sapere che le aziende citate sono disposte a pagare tutte le spese per il cambio di genere dei dipendenti transessuali.

“I giganti delle corporation come Coca Cola, Yahoo!, American Express e AT&T stanno espandendo la loro copertura assicurativa per venire incontro alle necessità degli impiegati transgender. Il trend cresce gradualmente.
Ma è in programma un picco quando la Human Rights Campaign, il più grande gruppo di advocacy per i gay, alzerà l’asticella nella sua annuale corporate diversity card. Le grandi compagnie aspirano ad un rating del 100% nel Corporate Equality Index dell’HRC”.

Inutile dire che le spese cui andranno incontro queste multinazionali sono davvero alte, e per questa ragione si è deciso che solo 3 lavoratori ogni anno potranno usufruire di questo privilegio.

In sostanza le compagnie offriranno un piano assicurativo che coprirà 75mila dollari di chirurgia transessuale e gli altri trattamenti medici prescritti al paziente transessuale.
Che ne dite di questa nuova iniziativa? Niente male, vero?
fonte http://www.gaywave.it

martedì 13 marzo 2012

Lgbt: Bologna dice sì a una via intitolata alla trans Marcella Di Folco

"Più ovvio pensare di intitolare una via della città a Lucio Dalla", così il Pdl davanti l'approvazione dell'ordine del giorno per omaggiare la prima trans al mondo eletta a una carica pubblica

E' costato parecchie polemiche e l'astensione del suo amico Daniele Carella dal voto "Per non strumentalizzarla", ma alla fine il Consiglio Comunale ha approvato l'ordine del giorno per l'intitolazione di una via cittadina alla memoria di Marcella di Folco presentato dalla consigliera SEL Cathy La Torre e firmato da Sergio Lo Giudice.

MARCELLA DI FOLCO
Ma chi è Marcella Di Folco? Battezzato Marcello alla nascita, nel 1987 cambiò sesso e nel 1988 diventò Presidente del Movimento Identità Transessuale (MIT); più volte candidata alle elezioni parlamentari, nel 1997 venne eletta vicepresidente dell'Osservatorio Nazionale sull'Identità di Genere.
Romana di nascita, Marcella scelse Bologna e qui, è stata consigliere comunale alle politiche sociali dal 1995 al 1999.
L'esito della votazione per l'intitolazione di una via cittadina: favorevoli 17 (Pd, Amelia per Bo, M5S); contrari 5 (Pdl, Lega Nord).

LA SODDISFAZIONE DI SEL
"Domani son certa che sui giornali farà notizia che il Consiglio non abbia votato all'unisono per l'intitolazione di una via a Marcella di Folco.

Certo, anche a me sarebbe piaciuto che tutte le forze politiche riconoscessero l'impegno di Marcella e del MIT per la tutela della dignità delle persone trans ma tant'è che in Italia la politica esercita raramente quella straordinaria cosa che si chiama verità e riconoscimento dei meriti!

Ciò nonostante, io sono orgogliosa e felice che la mia città avrà una strada che porterà il nome di Marcella a futura memoria e tutti potremmo dire che una persona trans, una grande persona come Marcella, non è meno degna di altre grandi persone. Di questo voglio espressamente ringraziare Sergio Lo Giudice che con me ha presentato questa proposta e tutta la maggioranza che l'ha sostenuta. Ma anche Massimo Bugani del M5S, l'unico della opposizione a votarla. E' stata una battaglia faticosa ma la rifarei mille e mille volte...e come sarebbe fiera Marcella...".

L'ASTENSIONE DI CARELLA
Daniele Carella, Pdl, si è astenuto dal voto: "Non mi piace che Marcella divenga oggetto di discussione in questa città. E' un discorso di rispetto della persona e si potevano prendere scelte diverse, senza bisogno di arrivare a una proposta che è di un altro spessore. Sono perplesso perché immaginavo che dopo una serie di rinvii si arrivasse a un confronto più informale e una conclusione più consona. Voi siete la maggioranza e potete fare quel cavolo che vi pare, io personalmente mi rifiuto di esprimere un voto".

SI FA IL NOME DI LUCIO DALLA
Sempre Cathy La Torre commenta l'intervento di Michele Facci, Pdl, che in seduta fa il nome di Lucio Dalla, a cui è più ovvio pensare di intitolare una via della città: "Il centro destra sostiene che sia un abominio intitolare una strada a Marcella di Folco nei giorni in cui si discute di intitolarne una a Lucio Dalla! Ma voi il nesso lo vedete? Perchè io no. Da quando in qua l'una cosa esclude l'altra?"

SERGIO LO GIUDICE
"Secondo quali criteri Bologna assegna i nomi delle strade? Non solo grandi scienziati e quelli che hanno fatto la storia. La Di Folco ha lasciato un'impronta su Bologna e probabilmente 50 anni fa nessuno avrebbe pensato di dedicarle una strada".

IL NO DELLA LEGA
"La lega nord dice no alla intitolazione di una via alla trans Marcella di Folco. Una strumentalizzazione politica della diversità' di SEL" questo il commento di Manes Bernardini durante il consiglio comunale.“
fonte http://www.bolognatoday.it

domenica 12 febbraio 2012

Lgbt Toscana: Consultorio Transgenere: collaborazione tra Asl di Viareggio e AOU Pisana

FIRENZE Un Consultorio Transgenere con un’équipe multidisciplinare in grado di assistere le persone con disturbi dell’identità di genere, seguendole per l’intero percorso di riconoscimento del proprio sesso, fino all’eventuale intervento chirurgico.

Lo istituisce una delibera di giunta, che nel corso dell’ultima seduta ha approvato il progetto presentato dalla Asl 12 di Viareggio in collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, finanziandolo con 72.800 euro per il 2012.

Contemporaneamente, Asl 12 e AOUP hanno firmato un protocollo che ratifica il progetto, in cui il servizio sanitario si fa carico dell’intero percorso, dall’accoglienza, all’assistenza psicologica e legale, alle indagini diagnostiche, le terapie ormonali, l’intervento per il cambiamento di sesso.

“E’ di pochi giorni fa l’intervento eseguito al Cisanello di Pisa da due équipe coordinate dal professor Girolamo Morelli, grazie al quale una donna è diventata uomo. Il primo intervento di questo tipo in Toscana, commenta l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia.
Per lo stesso intervento, ora in lista di attesa al Cisanello ci sono già 10 donne.

Quella di cambiare sesso è sempre una scelta molto sofferta.
Qualunque sia il percorso, il servizio sanitario toscano vuole essere al fianco delle persone che lo intraprendono, offrendo loro tutta l’assistenza necessaria e mettendo a disposizione tutti gli specialisti, dallo psicologo al legale al chirurgo, che possano supportarli nelle loro scelte”.

Il Consultorio Transgenere di Viareggio, gestito da un’associazione transessuale, di fatto svolge da anni attività di consulenza per la Toscana e le regioni limitrofe. Il protocollo tra Asl 12 a AOUP, e la delibera di giunta ufficializzano la collaborazione tra Consultorio, Asl 12 e AOUP.

Tutti gli operatori del Consultorio seguiranno percorsi di formazione e aggiornamento. Tutte le iniziative saranno in linea con standard nazionali e internazionali.

Queste le tappe per la persona che si rivolge al Consultorio Transgenere: accoglienza e presa in carico attraverso riunioni di équipe tra responsabile dell’accoglienza, psicoterapeuta e psichiatra; colloqui di valutazione della condizione di disturbo dell’identità di genere sessuale con psicoterapeuta e psichiatra; terapia ormonale sostitutiva; esami per la riattribuzione chirurgica di sesso; riattribuzione chirurgica di sesso; riassegnazione anagrafica di sesso; follow up per almeno 6 mesi dopo la riassegnazione di sesso.

Il Consultorio Transgenere finora attivo a Viareggio, negli anni 2010-2011 ha avuto in carico 35 utenti, di cui 18 nuovi utenti dal marzo 2011 ad oggi (12 dalla Toscana, 3 dalla Liguria, 1 dalla Sicilia, 1 dall’Emilia Romagna, 1 da San Marino).

Nel periodo marzo-settembre 2011 il personale specializzato ha prestato complessivamente 250 ore: 38 ore di accoglienza e colloqui informativi, 134 di psicologia e psicoterapia, 23 di psichiatria, 11 di consulenza legale, 44 di attività di gruppo mutuo e auto aiuto.
fonte http://www.nove.firenze.it di Lucia Zambelli

giovedì 19 gennaio 2012

Lgbt: Don Gallo presenta il calendario Princesa 2012. Per i diritti transgender

"Ecco i miei dodici apostoli."

Il prete da marciapiede illustra gli scatti delle Sex Workers del centro storico. Tra lavoro e beneficenza

«Gesù aveva dodici apostoli e io ho dodici apostole, ma posso dire con sicurezza che nessuna di loro mi tradirà».

Così esordisce Don Gallo, prete da marciapiede, come ama definirsi, nel presentare il calendario 2012 dell'associazione Princesa, il gruppo che riunisce molte trans del centro storico e in particolare della zona del 'ghetto', quel labirinto di vicoli, compreso tra piazza della Nunziata e via del Campo, dove sorge anche la casa di quartiere Ghettup.

«Noi sapremmo fare tutto se ci permettessero di farlo» è il titolo del nuovo calendario, realizzato da Maddalena Bartolini, che con ironia e riflessione mostra in dodici scatti, uno per ogni mese dell’anno, le trans alle prese con lavori quotidiani, «lavori che sapremmo e potremmo fare, se ce ne dessero l’occasione. Ogni foto mostra non tanto quello che vorremmo fare, quanto un lato o un aspetto del nostro carattere» spiegano le protagoniste.

Anna, Sara, Puffetta, Ulla, Sandra, Roberta, Liza, Ursula, Monica, Rossella e Regina, le sexy workers del ghetto, oltre a mostrare le loro potenzialità e sensibilizzare il pubblico sui loro diritti, hanno deciso di realizzare il calendario a scopo di beneficenza: il ricavato sarà devoluto alla Comunità di San Benedetto.

Non è la prima volta che le Princesa realizzano un calendario: il primo è stato pubblicato nel 2009 e rappresentava le trans all’interno del loro quartiere, questa volta, però, spiegano Maddalena Bartolini e Liza: «abbiamo deciso di rappresentare quello che avremmo sempre voluto fare, ma non ci è stato permesso».

Tra le iniziative promosse dalla casa di quartiere Ghettup e dall’associazione Princesa c’è la Notte Fuxia, una giornata in cui le trans svolgeranno i più diversi mestieri nel quartiere, seguita da musica e dj set, tra le piazzette del centro storico.
fonte http://genova.mentelocale.it di Chiara Pieri

giovedì 12 gennaio 2012

Lgbt: A Napoli 2500 trans trovano «casa» un consultorio per chi vive nel disagio

in foto Loredana Rossi, sostenitrice di de Magistris

Promosso da Dedalus L'iniziativa per rimuovere discriminazioni e contrastare la vita di strada.
De Magistris: una prova di accoglienza.

A Napoli nasce il primo consultorio del Mezzogiorno per transessuali. L'iniziativa, realizzata dalla cooperativa sociale Dedalus, è patrocinata dal comune e sostenuta dalla Fondazione con il Sud, in collaborazione con l'Università Federico II, la Asl Napoli 1 e una fitta rete di associazioni tra cui Federconsumatori, Movimento di identità transessuale e Associazione Trans Napoli.

Il consultorio viene realizzato nell'ambito del più ampio progetto «Altri luoghi» che si propone di avviare iniziative per la tutela della salute e dei diritti delle persone transessuali.

Destinatari, transessuali e transgender che vivono in situazioni di marginalità o disagio, anziani, soggetti non autosufficienti o allontanati dalle proprie famiglie.

«Appoggiamo questa iniziativa con molta convinzione, ha detto il sindaco Luigi de Magistris, e Napoli, ancora una volta, con tutti i suoi limiti, dimostra di essere città dell'accoglienza, del la solidarietà e delle libertà civili e sociali».

Il capoluogo, secondo i dati riferiti dal primo cittadino, conta sul proprio territorio circa 2.500 transessuali.
Obiettivi del progetto, migliorare il benessere e la qualità della vita dei trans; facilitare l'accesso ai servizi; favorire i percorsi di inserimento lavorativo; rimuovere le discriminazioni e contrastare la violenza attraverso la cultura, la formazione e l'informazione.

Tra le attività che saranno messe in campo nel consultorio, servizi di informazione e prevenzione socio-sanitaria presso lo sportello ubicato nel Distretto 31 della Asl Napoli 1, orientamento, tutela legale, sostegno all'inserimento lavorativo.

Il progetto, inoltre, prevede la realizzazione di «Marcella» casa di accoglienza temporanea che ospiterà transessuali in stato di bisogno.

«Ancora oggi nel 2011 ha spiegato Loredana Rossi, presidente associazione Trans Napoli, i transessuali vengono allontanati dalle proprie case e famiglie e, dunque, la realizzazione di questo progetto e della casa di accoglienza eviterà che i transessuali intraprendano la vita di strada.

Ringrazio, ha aggiunto, l'amministrazione e il sindaco che stanno tentando di far diventare quelli che fino a oggi sono stati considerati cittadini di serie B, al pari di cittadini di seria A».

Dal Comune, infine, sarà messo a disposizione un luogo per poter realizzare, come spiegato da de Magistris, «inclusione, sostenibilità e accoglienza».
Lo spazio sarà individuato tra i beni patrimonio del comune.
Presenti in sala, inoltre, gli assessori alle Politiche sociali e alle Pari opportunità, rispettivamente, D’Angelo e Tommasielli
fonte Ansa, via http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it

sabato 17 dicembre 2011

Lgbt: Thailandia, miss Trans sarà hostess per una compagnia aerea nazionale

Thanyarat Jirapatpakorn è stata assunta assieme ad altre cinque transessuali dal nuovo vettore PC Air.

Che spiega: "Non ci interessa l'orientamento sessuale, ma le competenze sul lavoro". Dovrà indossare un badge che indichi l'appartenenza al 'terzo sesso'

Miss 'Trans Thailandia', Thanyarat Jirapatpakorn, sara' una delle hostess della nuova compagnia aerea del Paese, PC Air. Lo ha reso noto il vettore in un comunicato, nel quale si sottolinea come il ''reclutamento del personale venga portato avanti a ritmo serrato indipendentemente dall'orientamento sessuale del candidato''.

Il Paese asiatico, continua la nota, ''ha una grande fetta di popolazione transessuale grazie anche alle vie sempre piu' economiche che i medici offrono per il cambio di sesso''.

Una questione che non interessa a PC Air: ''A noi importa solamente che vengano soddisfatti i requisiti chiesti, come la conoscenza di piu' lingue''.

Al momento, fa sapere la compagnia aerea, sono sei i transessuali assunti. Per loro ci sara' solo l'obbligo di esporre, accanto al badge con il nome, un simbolo che indichi l'appartenenza al 'terzo sesso'.
fonte http://www.adnkronos.com/IGN

lunedì 5 dicembre 2011

Lgbt: Google da ora pagherà le spese mediche dei/lle dipendenti trans


Interventi chirurgici, terapie farmacologiche e tutto il necessario per completare la riassegnazione di genere di chi lo desidererà sarà a carico dell'azienda californiana dove hanno sede i Gayglers.

Con effetto immediato Google ha deciso di iniziare a coprire le spese mediche sostenute dai suoi dipendenti che intendono intraprendere il percorso per il cambio di genere. La decisione è stata presa venerdì scorso e resa nota ieri.

In osservanza degli standard stabiliti dalla World Professional Association for Transgender Health, l'azienda californiana si è detta pronta a farsi carico delle spese farmacologiche, chirurgiche e di qualsiasi altra terapia rientri nell'iter necessario per la riassegnazione del genere.

La copertura include gli interventi ai genitali, oltre che la chirurgia al viso per femminilizzare i tratti maschili o le protesi al seno e tutti quegli interventi "ritenuti medicalmente necessari a seconda dalla situazione clinica unica della condizione e dalla vita di un determinato paziente", come recitano gli standard cui Google fa riferimento.

L'azienda di Mountain View ha anche raddoppiato la copertura per la salute dei suoi dipendenti transgender che è passata da 35.000 a 75.000 dollari, cifra minima richiesta secondo le valutazioni del Corporate Equality Index del 2012 che sarà pubblicato a breve.

"Cerchiamo sempre nuovi modi per creare una cultura più inclusiva e supportare i nostri dipendenti - ha dichiarato alla rivista The Advocate Sarah Stuart, program manager del Global Diversity and Inclusion Team di Google -.

La decisione di migliorare i nostri benefit per i dipendenti lgbt è iniziata come impulso che arrivava dalla base guidata dai Gayglers". E' chiaro, poi, che Google vede questa scelta come un passaggio di una strategia più ampia che miri a mantenere competitiva l'azienda su più piani.

Google si è già fatta notare in tema di diritti delle persone lgbt per avere equiparato le coppie gay a quelle etero in termini di assistenza sanitaria e diritti riconosciuti dall'azienda alle famiglie, per essersi opposta al Doma (Defense of Marriage Act) che impedisce il riconoscimento a livello federale delle nozze gay, per i grupi costituiti al suo interno dai dipendenti lgbt, i cosiddetti "Gayglers", sempre presenti ai Pride dei paesi in cui l'azienda ha sede e per avere promosso campagne contro il bullismo e l'omofobia.

La sede di Singapore di Google, nella quale si trova uno dei gruppi di Gayglers, è uno sponsor della prima ora dell'evento Pink Dot che si svolge a giugno all'Hong Lim Park e al quale partecipano circa 10.000 persone, anche se nel paese il sesso tra uomini rimane illegale, con pene che arrivano a 2 anni di prigione.

Per questa ragione Google ha attuato politiche precise a tutela della privacy dei suoi dipendenti quando ha deciso di sponsorizzare l'evento.

"In posti in cui le opinioni in merito alle persone lgbt non sono favorevoli, dove non è considerato normale che gli omosessuali vivano apertamente la loro condizione, questi gruppi (i Gayglers, nda) fanno la differenza - ha spiegato Matt Yalowitz, tra coloro che hanno contribuito all anascita e alla diffusione dei Gayglers dentro Google -.

Le persone ci hanno detto che se non ci fosse stato un grupop di Gayglers nel loro ufficio, non si sarebbero sentiti a proprio agio ad essere se stessi sul luogo di lavoro".
fonte http://www.gay.it/

lunedì 28 novembre 2011

Lgbt «Donne, secondo la nostra natura» a Lecce ospite Vladimir Luxuria

La storia di Nadia, una ragazza che si è fatta coraggio e ha deciso di lottare per conquistare la sua identità sessuale, e quella di Maria, una madre orgogliosa del difficile percorso intrapreso dalla figlia.

È l’immagine che più di tutte racchiude il senso dell’appuntamento organizzato dall’Associazione di genitori, parenti e amici di persone omosessuali (Agedo) in collaborazione con il Centro servizi volontariato Salento.

Una serata di dialoghi e testimonianze che ha preceduto la Giornata internazionale contro la transfobia, celebrata oggi in tutto il mondo. Una ricorrenza per commemorare le vittime dell’odio e del pregiudizio che ancora circonda le vite di gay, lesbiche e trans fino a episodi di inaudita violenza.

La sala “Open space” del Comune di Lecce, in piazza Sant’Oronzo, era gremita: tantissime persone hanno seguito gli interventi di psicologi e volontari.

Fra gli ospiti anche Vladimir Luxuria. «Siamo davvero stufe di essere considerate persone da usare per rovinare la carriera politica di qualcuno che è scomodo – ha affermato la Luxuria -.

Siamo stufe di essere considerate delle persone contro natura poiché, in realtà, abbiamo seguito la nostra natura e siamo stufe che alcuni giornalisti continuino a declinarci al maschile se ci sentiamo donne. Non pretendo che una persona che non vuole riconoscere la mia femminilità la debba riconoscere per forza, ma pretendo il rispetto.

Ho chiamato con il titolo di onorevoli, presidenti e professori persone che secondo me quel titolo lo meritavano molto meno di quanto noi con i nostri sforzi abbiamo meritato di chiamarci donne.

I transgender in Italia sono circa 20mila – ha aggiunto -, ma a queste si aggiungono tutte le persone che rappresentano un cambiamento epocale: siamo molte di più grazie alla vicinanza di genitori, colleghi e amici.

Oggi contiamo più di ieri e dobbiamo fare in modo di non far sentire nessuno solo. La solitudine è una gran brutta bestia. Meglio essere libere – ha concluso l’ex parlamentare – che fingere». Uno dei dati più preoccupanti rivela che ogni tre giorni, nel mondo, una persona transgender viene uccisa.

Tra i partecipanti anche Angela Angelastro, psicologa dei Saifip, Alessandro Taurino, docente di Psicologia clinica all’Università di Bari, e Anna Rita Ravenna, psicologa e direttrice dell’Istituto Gestalt Firenze. La serata è stata aperta dal saluto della presidente Agedo Lecce, Gianfranca Saracino, del sindaco di Lecce, Paolo Perrone, e dall’assessore provinciale alle Politiche sociali Filomena D’Antini.

«L’invito a partecipare a questa serata mi ha fatto riflettere sull’importanza del lavoro di un’associazione come Agedo – spiega Perrone –. Molto spesso non ci rendiamo conto che tante iniziative, alimentate dall’impegno dei volontari, contribuiscono a dare risposte che la popolazione non riceve dalle istituzioni, come elevare la qualità della vita affrontando problemi gravi come la transfobia».
fonte http://www.quotidianodipuglia.it Articolo e video di Maria Grazia FASIELLO

venerdì 18 novembre 2011

Lgbt Verona: Luxuria all’inaugurazione del primo Servizio Accoglienza Trans nel Veneto


Si è tenuta il 4 novembre al Circolo Pink di Verona l’inaugurazione del primo servizio d’accoglienza trans, transgender e con problematiche legate all’identità nel Veneto.

L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Barbieri da Gianni Zardini e Laurella Arieti del Circolo Pink e dalla consulente Laura Sebastio.

Madrina dell’evento è stata Vladimir Luxuria, transgender popolarissima grazie alle sue apparizioni in televisione come attrice, attivista, politica, scrittrice.

L’obiettivo del Circolo Pink è quello di offrire uno sportello e un’assistenza diretta e gratuita per persone che ne avessero bisogno.

Ma cosa si intende con la parola transessuale/transgender? La transessualità è la condizione di una persona la cui identità sessuale fisica non corrisponde alla condizione psicologica dell’identità di genere maschile o femminile e che, spesso, si pone come fine l’obiettivo di un cambiamento del proprio corpo, attraverso interventi medico-chirurgici.

Il transessuale è una persona tormentata quindi, che non riesce a conciliare il suo aspetto esteriore con l’identità interiore, si sente diverso da come appare e spesso il corpo viene percepito come un qualcosa di estraneo, una prigione.

Per adattare l’apparire all’essere è disposto a sottoporsi a vari interventi chirurgici, spesso affrontati in solitudine, in quanto emarginati, non compresi e non supportati nemmeno dalla propria famiglia.

È evidente dunque che non basta assumere smodate dosi di ormoni o affidarsi al bisturi di un chirurgo qualsiasi senza un’adeguata informazione, ma soprattutto senza un supporto psicologico consono. In situazioni come queste è necessario un aiuto anche a livello umanitario, affettivo.

“Il servizio è gratuito”, informano i promotori Zardini e Arieti,
“è offerto alle persone con problematiche di identità di genere e prevede anche consulenza psicologica, gruppi di auto-aiuto e informazione legale”.

“In Italia la legge 164/82”, aggiungono poi, “prevede la possibilità di cambiare sesso con il sostegno del Servizio Sanitario pubblico dopo una serie di valutazioni mediche e psicologiche, ma nel Veneto, in particolare, non è attivo alcun servizio di accoglienza, di sostegno, di informazione, per cui invitiamo la sanità pubblica ad aprire uno spazio.

Questo di Verona vuol essere un punto di riferimento per chi si sente solo nell’affrontare i propri dubbi”.

Vladimir Luxuria si definisce transgender.
Di nascita appartenente al sesso maschile ma nella vita ha adottato esclusivamente un ruolo di genere femminile.
Si è sottoposta a vari interventi di chirurgia estetica ma non ha mai cambiato sesso tramite operazione chirurgica.

È stata la guest star della serata nonché figura simbolo per molte trans.
È apparsa sinceramente emozionata e commossa ed ha espresso il suo entusiasmo per il servizio svolto dal Pink riconoscendo, in primis per esperienza personale, l’esigenza di un punto di riferimento, di una voce amica, di una mano per combattere la solitudine.

“Grazie alla mia popolarità”, commenta Luxuria, primo deputato transgender eletta in un parlamento europeo, “sono diventata un riferimento per tante trans adolescenti che si sentono sole. Un servizio di accoglienza come questo può evitare che cadano nelle mani di gente senza scrupoli, di chirurghi macellai o che assumano ormoni in modo incontrollato con gravi conseguenze psichiche.

Inoltre è giusto che non si vedano costrette ad uscire dal Veneto per avere informazioni da specialisti competenti. Gli enti locali, qui assenti, dovrebbero prendere in considerazione i cittadini con problemi di identità di genere e fornire l’assistenza necessaria, non è una questione ideologica né partitica.”

Nella speranza di aver messo in luce un argomento importante e che gli enti locali aprano gli occhi su queste problematiche da non sottovalutare, riportiamo di seguito le informazioni pratiche utili.

SAT Il servizio sarà attivo tutti i mercoledì dalle ore 19.30/21.30 a partire dal 2 novembre 2011 presso la sede del Circolo Pink in Via Scrimiari 7 a Verona.
Info e appuntamenti: 342 6318831 – 045 8012854

Un’articolo di Ilaria Stradoni
fonte: giornaleilreferendum.com via http://www.vladimirluxuria.it/

giovedì 17 novembre 2011

Lgbt Croazia: cambio identità sessuale per transgender senza dover subire un intervento chirurgico


Il Ministero della Sanità della Croazia ha emesso un comunicato stampa per pubblicizzare l’attuazione della nuova normativa che permetterà ai transessuali di cambiare la propria identità senza dover subire un intervento chirurgico su base obbligatoria.

Grazie alla nuova normativa emanata dal governo croato, le persone transgender che non hanno subito un’operazione per cambiare sesso potranno comunque adattare la loro vera identità nei rispettivi documenti.

Come riportato da varie organizzazioni di minoranze sessuali nella regione, circa 200 persone beneficeranno delle nuove norme sanitarie e otterranno i nuovi documenti d’identità senza bisogno dell’intervento chirurgico.
fonte http://www.gayprider.com Di Felice Catozzi