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mercoledì 28 novembre 2012

ornata della lotta all'AIDS, sabato 1° dicembre alle 15

Su Antenna Radio Esse, si parla di prevenzione dall'HIV e sesso sicuro.

Sabato 1° dicembre alle 15 va in onda il programma radiofonico dedicato al mondo LGBTQ condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini

Sarà Lella Costa l'ospite d'eccezione della puntata di “Oltre le Differenze” - il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans – dedicata alla Giornata mondiale della lotta contro l'AIDS, alla prevenzione dal virus da HIV e dalle altre Infezioni Sessualmente Trasmissibili, che andrà in onda proprio sabato 1° dicembre alle 15, sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) o anche in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it.

L'attrice e scrittrice Lella Costa, da sempre impegnata nelle battaglie per i diritti civili per tutti e per la parità di genere, lancerà il suo appello in favore della prevenzione dall'AIDS. Inoltre presenterà il suo ultimo libro, appena uscito per le Edizioni PiEmme, dal titolo “Come una specie di sorriso”, romanzo dedicato all'ironia come strumento efficace per affrontare le difficoltà e gli ostacoli della vita.

Nella rubrica “A far l'amore comincia tu...” la psico-sessuologa dott.ssa Eleonora Motta fornirà alcune informazioni su: HIV, sieropositività e AIDS, sulle possibilità di contagio e sugli strumenti da utilizzare per il sesso sicuro al fine di prevenire tutte le Infezioni Sessualmente Trasmissibili.

Inoltre ascolteremo la testimonianza di Daniele Locci, presidente dell'Associazione Aiuto SieroPositivi di Arezzo, sulla pesante attività di prevenzione e di comunicazione sociale messa in campo, sugli stereotipi che ancora esistono sulle persone sieropositive e sull'importanza di fare il Test dell'HIV.

Nell’ultima parte, il consueto scaffale con suggerimenti su libri, film e apuntamenti a tema lgbtqi. Per chi ascolta “Oltre le differenze” c'è la possibilità di interagire con la redazione del programma chiamando il 366 2809050 o scrivendo a redazione.oltreledifferenze@gmail.com oppure visitando la pagina fan su facebook e il blog: www.oltreledifferenze.wordpress.com in cui si trovano archiviati i video di tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazioneoltreledifferenze

lunedì 29 ottobre 2012

Lgbt: Si sostiene con un sms la campagna della Lila “Donna, prevenzione al femminile” si può donare dal 28 ottobre al 3 novembre

Se era la peste, come la definirono con un’aurea moralistico-vendicatica e retriva, pare faccia parte del secolo scorso.

Invece l’Hiv, la sindrome da immunodeficenza acquisita, continua a mietere vittime, in un silenzio che rischia di diventare complice e di fare abbassare la guardia. E a pagarne le conseguenze sono soprattutto le donne.

Consumare rapporti non protetti, di fatto, rimane la prima causa di infezione. E non parlarne diventa un rischio serio.

C’è molto da fare in questo senso, continuare la sensibilizzazione sull’utilizzo del preservativo, soprattutto fra i giovani. A levare la sua voce è la Lila, Onlus - Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids, che parte oggi con una nuova compagna stampa disponibile per diversi media: spot tv, spot radio, pagine stampa e web che riportano invito e slogan della testimonial Elena Di Cioccio.

Si legge dal comunicato diffuso:
Si stima che in dieci anni, dal 1998 al 2009, i casi attribuibili a trasmissione sessuale nel nostro Paese siano aumentati dal 13,3 al 79% del totale delle diagnosi di positività all’HIV.

Secondo i dati raccolti e pubblicati dal Bollettino COA/ISS nr 24 del 2011, l’Italia si attesta all’ultimo posto nell’uso del profilattico, una cattiva abitudine e informazione che ricade soprattutto sulle donne, su cui convergono problematiche sociali, biologiche e culturali.

Per contrastare la malattia, la Lila, in occasione dei suoi venticinque anni di lotta, mette a disposizione di tutti un piccolo mezzo: un sms.

Un gesto solidale da effettuare componendo il numero 45508, dal 28 ottobre al 3 novembre, per attivare una raccolta fondi a sostegno del progetto
“DONNA - prevenzione al femminile”.

fonte http://www.queerblog.it da Daniela Gambino

martedì 1 maggio 2012

Lgbt Fashion: H&M contro l'Aids

Per il quinto anno consecutivo il colosso svedese H&M ha rilasciato sul mercato la collezione "Fashion Against AIDS", una selezione di capi di abbigliamento il cui 25% dei proventi derivanti dalla vendita sarà devoluto ad organizzazioni che si occupano della lotta all'AIDS (per l'esattezza, a Designers Against AIDS, MTV Staying Alive Foundation, United Nations Population Fund e YouthAIDS).

La linea è anche pubblicizzata attraverso uno spot nel quale si vedono una serie di coppie che si scambiano effusioni, fra le quali non mancano all'appello anche alcune coppie gay e lesbo.

Legata alla collezione c'è anche un'area del loro sito, attraverso la quale poter inviare le foto dei propri baci: per ogni scatto inviato H&M devolverà alle associazioni citate un ulteriore dollaro.
fonte http://gayburg.blogspot.it

lunedì 31 ottobre 2011

Lgbt ricerca medica HIV: Farmaci con cerotto cure attraverso la pelle


Scenziati americani hanno presentano oggi un cerotto in grado di somministrare il 96% delle sostanze che normalmente un paziente sieropositivo deve prendere attraverso la terapia fatta di pillole

Gli scenziati dell'azienda americana ImQuest Biosciences guidati da Anthony Ham hanno sviluppato un cerotto per somministrare i farmaci anti-Aids attraverso la pelle e magari, un giorno, ridurre la necessità di assumere gli antiretrovirali per bocca.

L'innovativo metodo è stato presentato al Meeting annuale della American Association of Pharmaceutical Scientists (AAPS) in corso a Washington.

Il cerotto intradermico, che si è dimostrato capace di infondere attraverso la pelle il 96% della terapia nell'arco di sette giorni, potrebbe essere un metodo facile per seguire la cura; il cerotto si applica e poi fa tutto da solo, quindi il paziente non deve ricordarsi le pillole.

E il suo utilizzo potrebbe ridurre anche i costi di trasporto rispetto ai farmaci anti-Aids tradizionali e quindi migliorare l'accesso ai farmaci nei paesi poveri.

Oggi gli individui con Hiv devono prendere costantemente una serie di pillole al giorno per tenere a bada il virus nel loro corpo: anche se nel tempo, grazie all'innovazione farmaceutica, il numero di pasticche quotidiane da prendere è andato progressivamente riducendosi, seguire la terapia - ricordarsi scrupolosamente tutte le pillole da prendere - può comunque essere complicato, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

In questi, peraltro, il trasporto e quindi la fornitura dei farmaci anti-Aids può essere difficoltoso, rallentando e riducendo di fatto l'accesso alle cure proprio laddove oggi nel mondo si concentra il maggior numero di persone in lotta con l'Hiv.
fonte http://www.gay.it

mercoledì 26 ottobre 2011

Lgbt Firenze: All'IREOS il 5 Novembre Seminario di Formazione di Nadir 
su HIV/AIDS


Seminario di Formazione di Nadir 
su HIV/AIDS
Sabato 5 Novembre 2011 Ore 14.30
c/o IREOS Via dei Serragli 3 – Firenze

Intervengono:
Dott. Barbara Giomi
Dott. Eleonora Campolmi (U.O.C. Centro MTS-ASF10)
VALUTAZIONE E PREPARAZIONE DEL PAZIENTE
PER L’INIZIO DELLA TERAPIA



Dott. Dario Bartolozzi (Az.Osp.Careggi)
INVECCHIAMENTO E HIV

Dott. Massimo Di Pietro (Osp.S.M.Annunziata-Firenze)
INFEZIONE DA HIV: ATTUALITA’ TERAPEUTICHE

Al termine del seminario sarà offerto un buffet
fonte http://www.ireos.org/

sabato 1 ottobre 2011

LGBT RICERCA MEDICA: HIV: UN NUOVO VACCINO DECLASSA IL VIRUS AD UN HERPES


I risultati dello studio condotto dimostrano che i soggetti hanno sviluppato una risposta immunitaria pari al 90%

Nuove speranze si scorgono all'orizzonte per la sindrome da immunodeficienza acquisita, che ha segnato una tragica pagina nella storia delle patologie dell'ultimo trentennio.

È da più di venti anni, infatti, che i ricercatori e gli studiosi cercano un vaccino che riesca a sconfiggere del tutto il virus, o almeno ad arginarlo per evitare il grandissimo tasso di mortalità che ingloba i malati nella sua spirale.

Quello che un'equipe di studiosi spagnoli ha sperimentato nell'ultimo periodo lascia buone speranze in merito ad una definitiva svolta nel campo della cura e delle terapie riguardanti il virus dell'HIV.

I ricercatori del Centro nazionale di Biotecnologie madrileno, guidati da Mariano Esteban, hanno infatti sviluppato in collaborazione con l'Hospital Clinic di Barcellona un nuovo vaccino (l'MVA-B) che potrebbe declassare il virus dell'HIV ad un'infezione cronica minore pari al semplice virus dell'herpes o al virus che provoca l'epatite C.

Il vaccino, che rientra tutt'ora in una fase assolutamente sperimentale, sembra regalare numerose aspettative ai pazienti che soffrono di AIDS: esso prometteva già bene sia al momento delle prime ricerche nel 1999, sia quando si era iniziato a sperimentarlo nel 2008 su topi e macachi che soffrivano di immunodeficienza.

Tuttavia, rispetto alle ricerche condotte anni prima, sembra che ora possa essere utilizzabile a più ampio spettro e con più possibilità di riuscita: infatti, nella fase preliminare 1, i risultati dello studio condotto su 24 volontari hanno dimostrato che i soggetti avrebbero sviluppato una risposta immunitaria pari al 90%, di cui l'85% manteneva la risposta per un periodo pari a circa un anno.

I risultati del vaccino, inoltre, hanno coinvolto anche la sfera della produzione dei microrganismi deputati al riconoscimento del virus e alla sua sconfitta, ovvero i linfociti T e B, decretando un loro aumento medio del 55% circa.

I ricercatori ci tengono a specificare che il vaccino deve ancora essere testato nelle fasi 2 e 3 su pazienti che soffrono di HIV e che non distrugge il virus, ma lo tiene sotto controllo permettendo che il sistema immunitario disattivi l'infezione sconfiggendo le cellule infette.
di Alice Manza
fonte http://www.infosalute.info

giovedì 19 agosto 2010

Lgbt Usa: lotta all'Hiv/Aids mirata su gay, bisex e minoranze


Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato il primo piano della sua amministrazione per la lotta all’Hiv, con un’attenzione speciale per le prevenzione nei confronti dei gruppi sociali più colpiti: afroamericani, latinos, gay e bisex e persone che fanno uso di sostanze.

Gli obiettivi sono molteplici: da un lato ridurre le nuove infezioni di Hiv del 25% in cinque anni, attraverso campagne e interventi informativi, con un maggior numero di risorse dedicate ai gruppi a più alto rischio; poi migliorare l’accesso alle cure (innalzando la quota di chi è in trattamento dal 65 all’85% dei sieropositivi) e diffondere l’uso del test, per ottenere che il 90% dei sieropositivi sappia di esserlo, contro il 79% attuale.

Un piano che mette al primo posto l’individuo, ma che richiederà investimenti maggiori di quelli preventivati, almeno secondo alcuni osservatori. Gli operatori sperano che l’interessamento del Presidente di per sé spinga anche le autorità locali e gli altri enti ad aumentare i fondi e che si riaccenda anche l’attenzione dell’opinione pubblica.
fonte queerblog

giovedì 18 marzo 2010

Allarme HIV: cresce tra i gay nei paesi omofobi


I livelli di infezione da HIV tra i gay stanno crescendo nei paesi le cui società hanno attitudini omofobe. A diffondere la notizia è stato il capo dell'agenzia dell'Onu UNAIDS.
Michel Sidibe ha spiegato ai giornalisti, durant eun pranzo di lavoro svoltosi ieri, che in aree come l'Africa, dove molti stati hanno leggi che condannano l'omosessualità, il numero di gay che contraggono il virus dell'HIV sta rapidamente crescendo.
In Africa e in Cina, ha dichiarato Sidibe, il 33 per cento delle nuove infezioni riguarda i gay ed è un aumento significativo.
"C'è anche una crescente tendenza conservatrice che mi preoccupa molto - ha aggiunto Sidibe -. Dobbiamo insistere affinché i diritti delle minoranze siano incoraggiati e sostenuti. Se non lo facciamo, penso che l'epidemia si allargerà di nuovo. Non possiamo accettare la tirannia della maggioranza".

Per avvalorare la sua tesi, Mr. Sidibe ha fatto il confronto con i Caraibi dove le leggi contro gli omosessuali sono di meno e dove le infezioni da HIV ai danni dei gay sono cresciute solo di una percentuale che va dal 6 al 9 per cento.
L'aumento del numero dei gay contagiati è dovuto soprattutto al fatto che i gay hanno troppa paura per chiedere aiuto e farsi curare perché temono di essere perseguiti per il loro orientamento sessuale.
Lo stesso meccanismo vale per chi si prostituisce e per i tossicodipendenti nei paesi in cui ci sono leggi molto severe contro la prostituzione e l'uso di droghe: anche tra gli appartenenti a queste due categorie, in quei contesti specifici, si registra un aumento dei casi di infezione.
da gay.it