Credit Suisse la prima a proporre un portafogli composto di aziende con policy LGTB.
Ormai è passato quasi un anno da quando la Corte Suprema americana ha stabilito che i matrimoni gay hanno valore su tutto il territorio statunitense.
Nascono quindi anche prodotti finanziari ad hoc: i fondi Gay Friendly.
La prima ad agire è stata Credit Suisse che ha lanciato, ad ottobre 2013, un indice che misura le performarce di aziende con una policy LGTB (lesbian, gay, transessuali e bisessuali). Si chiama LGBT equality index e racchiude 200 società Usa che hanno un voto di almeno 80 nell’annuale classifica redatta dalla fondazione Human Right Campaign (che misura il grado di sostegno alla diversità e promozione delle pari opportunità con un rating che va da -25 a 100).
Progetti similari sono stati avviati anche da Bank of America e Wells Fargo, per non parlare di quanto sia in crescita tutto il settore marketing puntato ad attrarre la comunità LGTB.
Come ci si può ben aspettare, in Italia il settore è rimasto al palo.
fonte http://www.professionefinanza.com/
Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce nel 2010, per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
sabato 15 febbraio 2014
Lgbt: Il coming out di Ellen Page, l'attrice a Las Vegas: “Sono gay. Posso fare la differenza e aiutare gli altri”
“Sono qui oggi perché sono gay”.
Ellen Page lo rivela alla platea in occasione dell'evento THRIVE, parte della Human Rights Campaign a beneficio dei giovani LGBT (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender). L'attrice ventiseienne, celebre per aver interpretato Juno e la serie X-Men (dove la ritroveremo presto nei panni di Kitty Pryde) ha annunciato: “Sono qui perché posso fare la differenza e aiutare altri ad avere una vita più facile e piena di speranza.
Sento di avere una responsabilità personale e sociale: sono stanca di nascondermi e di mentire tramite il non dire le cose. Ho sofferto per anni perché ero spaventata dal dire la verità. Il mio animo ne ha sofferto, così come la mia salute mentale e le mie relazioni. Oggi sono qui davanti a tutti voi, dall'altra parte di questo dolore. E' strano perché io sono un'attrice che rappresenta un'industria che impone alcuni standard su di noi. Standard di bellezza, sul vivere una bella vita di successo. Standard che hanno colpito anche me”.
L'attrice canadese ha continuato dicendo: “Ti vengono in mente idee che non hai mai avuto prima e d'un tratto pensi di agire. Devi metterti addosso la tua vera identità. Può essere duro cercare di essere autentica e seguire il proprio cuore”.
La Page, applaudita dalla platea, ha anche scherzato sul fatto che un tabloid ha recentemente pubblicato una sua foto in tuta da ginnastica commentando: “Perché questa giovane bellezza insiste nel vestirsi come un uomo enorme?”. L'attrice ha controbattuto al microfono: “Perché mi piace stare comoda!”.
Gli organizzatori di Thrive hanno subito rilanciato la notizia sui social network, esplosa immediatamente in tutta la rete.
fonte http://www.film.it/ - via http://www.hollywoodreporter.com/
A seguire il video integrale del discorso della Page:
Ellen Page lo rivela alla platea in occasione dell'evento THRIVE, parte della Human Rights Campaign a beneficio dei giovani LGBT (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender). L'attrice ventiseienne, celebre per aver interpretato Juno e la serie X-Men (dove la ritroveremo presto nei panni di Kitty Pryde) ha annunciato: “Sono qui perché posso fare la differenza e aiutare altri ad avere una vita più facile e piena di speranza.
Sento di avere una responsabilità personale e sociale: sono stanca di nascondermi e di mentire tramite il non dire le cose. Ho sofferto per anni perché ero spaventata dal dire la verità. Il mio animo ne ha sofferto, così come la mia salute mentale e le mie relazioni. Oggi sono qui davanti a tutti voi, dall'altra parte di questo dolore. E' strano perché io sono un'attrice che rappresenta un'industria che impone alcuni standard su di noi. Standard di bellezza, sul vivere una bella vita di successo. Standard che hanno colpito anche me”.
L'attrice canadese ha continuato dicendo: “Ti vengono in mente idee che non hai mai avuto prima e d'un tratto pensi di agire. Devi metterti addosso la tua vera identità. Può essere duro cercare di essere autentica e seguire il proprio cuore”.
La Page, applaudita dalla platea, ha anche scherzato sul fatto che un tabloid ha recentemente pubblicato una sua foto in tuta da ginnastica commentando: “Perché questa giovane bellezza insiste nel vestirsi come un uomo enorme?”. L'attrice ha controbattuto al microfono: “Perché mi piace stare comoda!”.
Gli organizzatori di Thrive hanno subito rilanciato la notizia sui social network, esplosa immediatamente in tutta la rete.
fonte http://www.film.it/ - via http://www.hollywoodreporter.com/
A seguire il video integrale del discorso della Page:
Lgbt: "Io Sono - Le parole non contano" Il bellissimo progetto video di un ragazzo FtoM
Mi chiamo Federico Gabriel e ho 24 anni.
Sono appassionato di Cinofilia, Fotografia, Ripresa e sono un'amante delle Natura.
Ho aperto questo canale, perchè spero di poter raccontare qui la mia esperienza di vita. Grazie a chi deciderà di seguirmi: http://www.youtube.com/user/GeckoGabriel/featured
Il Piccolo progetto che ho voluto portare a termine, dopo giorni di preparazione e di brainstorming.
Un punto di vista o un piccolo spunto. Al di là del tema trattato, tutti dobbiamo avere il diritto di farci rispettare come Persone....a prescindere dal colore della nostra pelle o dalla religione in cui crediamo.
Il progetto non è stato creato per offendere o denigrare nessuno, ogni persona ripresa ha acconsentito al trattamento della propria immagine.L'audio, le riprese e i testi, sono di mia proprietà.La musica non è di mia proprietà.GeckoGabriel
fonte http://www.youtube.com/watch?v=2QBjfHQUxk0
Sono appassionato di Cinofilia, Fotografia, Ripresa e sono un'amante delle Natura.
Ho aperto questo canale, perchè spero di poter raccontare qui la mia esperienza di vita. Grazie a chi deciderà di seguirmi: http://www.youtube.com/user/GeckoGabriel/featured
Il Piccolo progetto che ho voluto portare a termine, dopo giorni di preparazione e di brainstorming.
Un punto di vista o un piccolo spunto. Al di là del tema trattato, tutti dobbiamo avere il diritto di farci rispettare come Persone....a prescindere dal colore della nostra pelle o dalla religione in cui crediamo.
Il progetto non è stato creato per offendere o denigrare nessuno, ogni persona ripresa ha acconsentito al trattamento della propria immagine.L'audio, le riprese e i testi, sono di mia proprietà.La musica non è di mia proprietà.GeckoGabriel
fonte http://www.youtube.com/watch?v=2QBjfHQUxk0
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Dopo Sochi, al via le Olimpiadi LGBT a Mosca dal 26 febbraio
All'indomani della chiusura ufficiale delle Olimpiadi Invernali di Sochi, in Russia, prenderanno il via le Olimpiadi gay.
Le Olimpiadi invernali di Sochi sicuramente verranno ricordate tra le più contestate di sempre dalla comunità internazionale per quanto riguarda la legge anti-gay voluta dal Paese lo scorso anno. Questa legge, che tante polemiche ha sollevato e che vieta la propaganda gay nel Paese di Vladimir Putin ha, però, sortito l'effetto contrario.
Ed infatti, dal 26 febbraio, all'indomani della chiusura ufficiale dei Giochi Olimpici, a Mosca partiranno le Olimpiadi LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali).
Alla manifestazione sportiva vi prenderanno parte 180 atleti provenienti dagli USA, dalla Gran Bretagna, Germania, Francia, Paesi Bassi, Kazakistan e Russia.
Si terranno gare in otto discipline sportive.
La Olimpiadi gay sono state organizzate dalla federazione russa LGBT che fa parte delle associazioni sportive internazionali delle minoranze sessuali.
Quelle che si svolgeranno in Russia, però, saranno solo un'anticipazione ridotta delle vere Olimpiadi gay che si terranno in Canada a Vancouver.
Tra gli ospiti d’onore, delle Olimpiadi di Mosca, ci saranno il ministro dello Sport olandese Edith Schippers e il tuffatore statunitense Greg Louganis, quattro volte campione olimpionico.
La manifestazione sportiva sarà chiusa al pubblico per ovvi motivi di sicurezza; essa è pubblicizzata in Rete e per potervi partecipare come spettatore e/o supporter bisogna compilare un questionario, sarà poi discrezione degli organizzatori l'invio dei biglietti alle persone prescelte.
La quota d'iscrizione per i tifosi si aggira intorno ai cinque euro, mentre per gli atleti sui 30. Gli organizzatori non sono riusciti a trovare nessun privato che sponsorizzasse l'evento, per questo motivo si sono rivolti al Ministero dello Sport e alla Presidenza russa per avere un finanziamento pubblico, previsto per gli eventi sportivi senza scopo di lucro. Ovviamente si sono rifiutati, negando i finanziamenti.
Sono state alcune associazioni LGBT occidentali e russe a mettere a disposizione i fondi necessari.
fonte http://www.articolotre.com/
Le Olimpiadi invernali di Sochi sicuramente verranno ricordate tra le più contestate di sempre dalla comunità internazionale per quanto riguarda la legge anti-gay voluta dal Paese lo scorso anno. Questa legge, che tante polemiche ha sollevato e che vieta la propaganda gay nel Paese di Vladimir Putin ha, però, sortito l'effetto contrario.
Ed infatti, dal 26 febbraio, all'indomani della chiusura ufficiale dei Giochi Olimpici, a Mosca partiranno le Olimpiadi LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali).
Alla manifestazione sportiva vi prenderanno parte 180 atleti provenienti dagli USA, dalla Gran Bretagna, Germania, Francia, Paesi Bassi, Kazakistan e Russia.
Si terranno gare in otto discipline sportive.
La Olimpiadi gay sono state organizzate dalla federazione russa LGBT che fa parte delle associazioni sportive internazionali delle minoranze sessuali.
Quelle che si svolgeranno in Russia, però, saranno solo un'anticipazione ridotta delle vere Olimpiadi gay che si terranno in Canada a Vancouver.
Tra gli ospiti d’onore, delle Olimpiadi di Mosca, ci saranno il ministro dello Sport olandese Edith Schippers e il tuffatore statunitense Greg Louganis, quattro volte campione olimpionico.
La manifestazione sportiva sarà chiusa al pubblico per ovvi motivi di sicurezza; essa è pubblicizzata in Rete e per potervi partecipare come spettatore e/o supporter bisogna compilare un questionario, sarà poi discrezione degli organizzatori l'invio dei biglietti alle persone prescelte.
La quota d'iscrizione per i tifosi si aggira intorno ai cinque euro, mentre per gli atleti sui 30. Gli organizzatori non sono riusciti a trovare nessun privato che sponsorizzasse l'evento, per questo motivo si sono rivolti al Ministero dello Sport e alla Presidenza russa per avere un finanziamento pubblico, previsto per gli eventi sportivi senza scopo di lucro. Ovviamente si sono rifiutati, negando i finanziamenti.
Sono state alcune associazioni LGBT occidentali e russe a mettere a disposizione i fondi necessari.
fonte http://www.articolotre.com/
venerdì 14 febbraio 2014
Lgbt: Facebook amplia le opzioni di genere: dopo maschio o femmina c'è transgender, cisgender e intersessuale
Facebook ha aggiunto circa cinquanta nuovi termini differenti per identificare l'identità di genere dei suoi utenti.
Da oggi, quindi, insieme a tre scelte per il pronome con il quale definirsi: lui, lei o loro (presentato come genere neutro), si potrà scegliere la definizione di identità sessuale che meglio ci caratterizza.
Le modifiche come annunciato dal social network mirano a dare alle persone più opportunità nel trovare il modo esatto in cui vogliono essere descritte, come ad esempio androgino, bisessuale, intersessuale, transgender o transessuale.
UN LAVORO DI SQUADRA
La scelta di Facebook arriva infatti dopo anni di richieste di cambiamento da parte degli utenti, che avevano anche inoltrato una petizione tramite una pagina del social network. Il gruppo ha anche rivelato di aver lavorato con attivisti Lgbt per poter stilare una lista di generi.
"Abbiamo collaborato con un gruppo di importanti organizzazioni Lgbt per offrire un ampio elenco di identità di genere che molte persone usano per descrivere se stesse".
"Le persone che scelgono un genere personalizzato – si legge nella pagina di Facebook – avranno ora la possibilità di scegliere anche il pronome con il quale vorrebbero essere indicate pubblicamente, maschile, femminile o neutro.
Abbiamo anche aggiunto la possibilità per le persone di selezionare il pubblico con il quale intendono condividere il loro genere personalizzato".
"Questa impostazione – conclude la pagina Facebook Diversity – dà la possibilità alle persone di espimersi in modo autentico".
TRA POCO TEMPO SARA' DISPONIBILE ANCHE IN ITALIA
Al momento saranno attive solo per le pagine degli Stati Uniti, ma il gruppo di Menlo Park, California, ha annunciato di essere pronto a estenderle anche nel resto del mondo.
Facebook, che ha 1,15 miliardi di utenti mensili attivi a livello globale, permetterà comunque, come già fa, di mantenere privata l'identità di genere.
"Mentre per molti questo cambiamento potrebbe non significare molto, per le persone coinvolte è un grande cosa", si legge su Facebook Diversity page, la pagina ufficiale del gruppo per parlare di diversità genere.
"Vediamo questo come un passo in avanti per rendere Facebook un luogo in cui esprimere la propria identità autentica", continua l'annuncio sulla pagina.
fonte http://www.nanopress.it/
Da oggi, quindi, insieme a tre scelte per il pronome con il quale definirsi: lui, lei o loro (presentato come genere neutro), si potrà scegliere la definizione di identità sessuale che meglio ci caratterizza.
Le modifiche come annunciato dal social network mirano a dare alle persone più opportunità nel trovare il modo esatto in cui vogliono essere descritte, come ad esempio androgino, bisessuale, intersessuale, transgender o transessuale.
UN LAVORO DI SQUADRA
La scelta di Facebook arriva infatti dopo anni di richieste di cambiamento da parte degli utenti, che avevano anche inoltrato una petizione tramite una pagina del social network. Il gruppo ha anche rivelato di aver lavorato con attivisti Lgbt per poter stilare una lista di generi.
"Abbiamo collaborato con un gruppo di importanti organizzazioni Lgbt per offrire un ampio elenco di identità di genere che molte persone usano per descrivere se stesse".
"Le persone che scelgono un genere personalizzato – si legge nella pagina di Facebook – avranno ora la possibilità di scegliere anche il pronome con il quale vorrebbero essere indicate pubblicamente, maschile, femminile o neutro.
Abbiamo anche aggiunto la possibilità per le persone di selezionare il pubblico con il quale intendono condividere il loro genere personalizzato".
"Questa impostazione – conclude la pagina Facebook Diversity – dà la possibilità alle persone di espimersi in modo autentico".
TRA POCO TEMPO SARA' DISPONIBILE ANCHE IN ITALIA
Al momento saranno attive solo per le pagine degli Stati Uniti, ma il gruppo di Menlo Park, California, ha annunciato di essere pronto a estenderle anche nel resto del mondo.
Facebook, che ha 1,15 miliardi di utenti mensili attivi a livello globale, permetterà comunque, come già fa, di mantenere privata l'identità di genere.
"Mentre per molti questo cambiamento potrebbe non significare molto, per le persone coinvolte è un grande cosa", si legge su Facebook Diversity page, la pagina ufficiale del gruppo per parlare di diversità genere.
"Vediamo questo come un passo in avanti per rendere Facebook un luogo in cui esprimere la propria identità autentica", continua l'annuncio sulla pagina.
fonte http://www.nanopress.it/
mercoledì 12 febbraio 2014
Lgbt: Per favore, si dice “una” trans e non “un” trans
Un errore frequentissimo sui media e nel linguaggio comune è dire o scrivere “un trans“, al maschile, per riferirsi a una persona che sta approdando o è approdata al sesso femminile.
Implica – pensaci bene – una pesante mancanza di rispetto: se qualcuno ha intrapreso un lungo, faticoso e spesso doloroso percorso personale (anche chirurgico) per fare di sé una donna, rivolgersi a lei usando il maschile è come dirle: non riconosco i tuoi desideri e sforzi, per me eri, sei e resterai sempre un uomo.
Orribile e terribile. Viceversa, è giusto usare “un trans”, al maschile, solo per chi approda al sesso maschile.
Ecco cosa dice in proposito il dizionario Otto esercizi per l’informazione:
http://gaynet.it/8-esercizi-per-linformazione-una-proposta-per-il-linguaggio-sulle-questioni-lgbt/
Una proposta per il linguaggio LGBT, predisposto dall’associazione http://gaynet.it/:
“Transgender”, da non confondere con “Transessuale”, è chi si percepisce come appartenente a un genere opposto rispetto al proprio sesso biologico o a un genere non corrispondente alla distinzione binaria uomo-donna. “Transessuale”, che rientra nella macroarea “Transgender”, è la persona che, oltre a percepirsi come appartenente a un genere diverso, rispetto a quello convenzionalmente riferito al proprio sesso biologico, procede, inoltre, alla riassegnazione del sesso biologico per via chirurgica. Quando ci si riferisce alle persone transgender e transessuali il sostantivo va concordato con il genere di approdo e mai con quello di partenza, a prescindere o meno dalla riassegnazione chirurgica del sesso.
Così “una trans” è un uomo che è approdato o sta approdando al sesso femminile, mentre “un trans“ è una donna che è approdata o sta approdando a quello maschile.
Se ci riferiamo a una trans al maschile le stiamo ricordando che, nonostante i suoi sforzi per diventare donna, noi la consideriamo ancora un maschio.
È meglio usare la parola “trans” come aggettivo e non come sostantivo: “una donna trans” (e, per contro, una donna biologica), “un uomo trans” (e per contro un uomo biologico).
fonte http://giovannacosenza.wordpress.com/di Giovanna Cosenza
Implica – pensaci bene – una pesante mancanza di rispetto: se qualcuno ha intrapreso un lungo, faticoso e spesso doloroso percorso personale (anche chirurgico) per fare di sé una donna, rivolgersi a lei usando il maschile è come dirle: non riconosco i tuoi desideri e sforzi, per me eri, sei e resterai sempre un uomo.
Orribile e terribile. Viceversa, è giusto usare “un trans”, al maschile, solo per chi approda al sesso maschile.
Ecco cosa dice in proposito il dizionario Otto esercizi per l’informazione:
http://gaynet.it/8-esercizi-per-linformazione-una-proposta-per-il-linguaggio-sulle-questioni-lgbt/
Una proposta per il linguaggio LGBT, predisposto dall’associazione http://gaynet.it/:
“Transgender”, da non confondere con “Transessuale”, è chi si percepisce come appartenente a un genere opposto rispetto al proprio sesso biologico o a un genere non corrispondente alla distinzione binaria uomo-donna. “Transessuale”, che rientra nella macroarea “Transgender”, è la persona che, oltre a percepirsi come appartenente a un genere diverso, rispetto a quello convenzionalmente riferito al proprio sesso biologico, procede, inoltre, alla riassegnazione del sesso biologico per via chirurgica. Quando ci si riferisce alle persone transgender e transessuali il sostantivo va concordato con il genere di approdo e mai con quello di partenza, a prescindere o meno dalla riassegnazione chirurgica del sesso.
Così “una trans” è un uomo che è approdato o sta approdando al sesso femminile, mentre “un trans“ è una donna che è approdata o sta approdando a quello maschile.
Se ci riferiamo a una trans al maschile le stiamo ricordando che, nonostante i suoi sforzi per diventare donna, noi la consideriamo ancora un maschio.
È meglio usare la parola “trans” come aggettivo e non come sostantivo: “una donna trans” (e, per contro, una donna biologica), “un uomo trans” (e per contro un uomo biologico).
fonte http://giovannacosenza.wordpress.com/di Giovanna Cosenza
Lgbt Firenze: Per San Valentino flash mob contro la violenza sulle donne, il 14 febbraio alle 19 in piazza Santa Maria Novella
Appuntamento alle 19 in piazza Santa Maria Novella per ‘One Billion Rising’. Presenti anche l’assesora Giachi e la presidente Giuliani
Per il secondo anno consecutivo torna ‘One Billion Rising’, flash mob contro la violenza sulle donne voluto dalla scrittrice americana Eve Ensler in tutto il mondo nel giorno di San Valentino.
L’appuntamento è per le 19 di venerdì prossimo in piazza Santa Maria Novella. All’iniziativa di Firenze hanno aderito l’assessorato alle pari opportunità e la commissione consiliare alle pari opportunità.
Saranno presenti l’assessora alle pari opportunità Cristina Giachi e la presidente della commissione pari opportunità Maria Federica Giuliani.
Si danzerà per le donne e per i loro diritti; per combattere e far sentire forte e chiara la propria voce anche per quelle donne che non hanno avuto e non hanno tutt’oggi la forza di denunciare quanto subito.
Informazioni alla pagina: http://www.onebillionrising.org/events/obr-justice-florence/
fonte http://press.comune.fi.it/(fn)
Per il secondo anno consecutivo torna ‘One Billion Rising’, flash mob contro la violenza sulle donne voluto dalla scrittrice americana Eve Ensler in tutto il mondo nel giorno di San Valentino.
L’appuntamento è per le 19 di venerdì prossimo in piazza Santa Maria Novella. All’iniziativa di Firenze hanno aderito l’assessorato alle pari opportunità e la commissione consiliare alle pari opportunità.
Saranno presenti l’assessora alle pari opportunità Cristina Giachi e la presidente della commissione pari opportunità Maria Federica Giuliani.
Si danzerà per le donne e per i loro diritti; per combattere e far sentire forte e chiara la propria voce anche per quelle donne che non hanno avuto e non hanno tutt’oggi la forza di denunciare quanto subito.
Informazioni alla pagina: http://www.onebillionrising.org/events/obr-justice-florence/
fonte http://press.comune.fi.it/(fn)
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Lgbt: Nicole Bonamino è la prima atleta italiana a dichiarare la propria omosessualità
Nicole Bonamino, 22 anni, è la prima atleta italiana a fare coming out e dichiarare la propria omosessualità.
Nicole, nata a Tortona, è portiere di hockey in-line, gioca nel Gatte Nere Piacenza e difende anche la porta della Nazionale Italiana, con cui ha già giocato i mondiali del 2009 e del 2011.
E’ stata il Miglior portiere femminile italiano in-line 2011/2012 e 2012/2013. Ma Nicole gioca anche a Hockey su Ghiaccio, sempre in porta, e difende la porta del Real Torino Hockey Club.
Insomma stiamo parlando di un’atleta di altissimo livello.
Nicole ha risposto sul sito http://lezpop.it/ ad una interessante intervista di cui vi proponiamo alcuni passaggi
Sei la prima sportiva italiana che fa coming out, secondo te perché in Italia è così difficile?
Penso sia per paura. Certo, alcuni rischi ci sono ad essere dichiarati. Perché finché giochi con la tua squadra non ci sono problemi, ma quando arrivi in Nazionale è un po’ diverso. Ad un mondiale rappresenti l’Italia e se a qualcuno non piace il tuo orientamento sessuale potresti essere fuori dalla squadra.
E tu non hai paura?
Se andiamo avanti così le cose non cambieranno mai. La paura alimenta altra paura, invece bisogna mandare un segnale forte soprattutto per le ragazzine più giovani. Tra l’altro, non credo che alla mia allenatrice, Teresa Turillo, interessi troppo il mio orientamento sessuale. E poi, come potrebbero escludermi dalla Nazionale perché sono lesbica? Ci sono dei test fisici che provano le mie capacità atletiche.
A livello mondiale, ci sono più atlete lesbiche dichiarate che gay. Secondo te perché?
In certi ambienti è più facile essere lesbiche che gay. Ed è solo una questione di stereotipi. Per esempio dai giocatori di hockey ci si aspetta che siano virili. Mentre le donne che praticano alcuni sport sono già fuori da un certo stereotipo: anche se non sono lesbiche, spesso vengono percepite così.
L’Italia è stato l’unico paese europeo ad aver mandato a Sochi un’alta carica dello Stato. Cosa ne pensi?
Penso che Letta non sarebbe dovuto andare all’apertura dei giochi. Ma non credo abbia avuto tutto quest’impatto in Italia. In generale gli italiani non amano troppo informarsi, per di più non sono molto interessati all’argomento e non sanno come schierarsi rispetto all’omofobia.
Parlaci un po’ di te, quando hai capito di essere lesbica?
Fino a 18 anni sono stata con un ragazzo, poi mi sono detta: ma perché devo mentire a me stessa e fare del male a lui? Così l’ho detto in famiglia.
E in squadra?
Alla squadra non mi sono mai dichiarata apertamente. Non hanno avuto mai la conferma ufficiale, ma è una cosa che si sapeva.
L’hockey in-line potrebbe diventare disciplina olimpica ai prossimi giochi di Rio de Janeiro. Ti vedremo gareggiare lì?
Lo spero! Tra i nuovi sport olimpici sono entrati il golf e il rugby a sette, bisogna aspettare la conferma anche per l’hockey in-line.
Intanto nella prima settimana di luglio a Tolosa, in Francia, si terrà il campionato mondiale di hockey in-line. L’Italia sarà nel girone con Canada, Namibia e Australia. Noi, ovviamente faremo il tifo per Nicole Bonamino e per tutta la squadra.
fonte http://www.quotidianopiemontese.it/
Nicole, nata a Tortona, è portiere di hockey in-line, gioca nel Gatte Nere Piacenza e difende anche la porta della Nazionale Italiana, con cui ha già giocato i mondiali del 2009 e del 2011.
E’ stata il Miglior portiere femminile italiano in-line 2011/2012 e 2012/2013. Ma Nicole gioca anche a Hockey su Ghiaccio, sempre in porta, e difende la porta del Real Torino Hockey Club.
Insomma stiamo parlando di un’atleta di altissimo livello.
Nicole ha risposto sul sito http://lezpop.it/ ad una interessante intervista di cui vi proponiamo alcuni passaggi
Sei la prima sportiva italiana che fa coming out, secondo te perché in Italia è così difficile?
Penso sia per paura. Certo, alcuni rischi ci sono ad essere dichiarati. Perché finché giochi con la tua squadra non ci sono problemi, ma quando arrivi in Nazionale è un po’ diverso. Ad un mondiale rappresenti l’Italia e se a qualcuno non piace il tuo orientamento sessuale potresti essere fuori dalla squadra.
E tu non hai paura?
Se andiamo avanti così le cose non cambieranno mai. La paura alimenta altra paura, invece bisogna mandare un segnale forte soprattutto per le ragazzine più giovani. Tra l’altro, non credo che alla mia allenatrice, Teresa Turillo, interessi troppo il mio orientamento sessuale. E poi, come potrebbero escludermi dalla Nazionale perché sono lesbica? Ci sono dei test fisici che provano le mie capacità atletiche.
A livello mondiale, ci sono più atlete lesbiche dichiarate che gay. Secondo te perché?
In certi ambienti è più facile essere lesbiche che gay. Ed è solo una questione di stereotipi. Per esempio dai giocatori di hockey ci si aspetta che siano virili. Mentre le donne che praticano alcuni sport sono già fuori da un certo stereotipo: anche se non sono lesbiche, spesso vengono percepite così.
L’Italia è stato l’unico paese europeo ad aver mandato a Sochi un’alta carica dello Stato. Cosa ne pensi?
Penso che Letta non sarebbe dovuto andare all’apertura dei giochi. Ma non credo abbia avuto tutto quest’impatto in Italia. In generale gli italiani non amano troppo informarsi, per di più non sono molto interessati all’argomento e non sanno come schierarsi rispetto all’omofobia.
Parlaci un po’ di te, quando hai capito di essere lesbica?
Fino a 18 anni sono stata con un ragazzo, poi mi sono detta: ma perché devo mentire a me stessa e fare del male a lui? Così l’ho detto in famiglia.
E in squadra?
Alla squadra non mi sono mai dichiarata apertamente. Non hanno avuto mai la conferma ufficiale, ma è una cosa che si sapeva.
L’hockey in-line potrebbe diventare disciplina olimpica ai prossimi giochi di Rio de Janeiro. Ti vedremo gareggiare lì?
Lo spero! Tra i nuovi sport olimpici sono entrati il golf e il rugby a sette, bisogna aspettare la conferma anche per l’hockey in-line.
Intanto nella prima settimana di luglio a Tolosa, in Francia, si terrà il campionato mondiale di hockey in-line. L’Italia sarà nel girone con Canada, Namibia e Australia. Noi, ovviamente faremo il tifo per Nicole Bonamino e per tutta la squadra.
fonte http://www.quotidianopiemontese.it/
martedì 11 febbraio 2014
Lgbt: Cambiare sesso all’anagrafe in Europa fra trattamenti degradanti e discriminazione
Joshua è un transgender nato negli Stati Uniti che ora vive in Danimarca con i figli avuti da un precedente matrimonio negli Usa e l’attuale moglie danese. Sebbene negli Stati Uniti sia legalmente riconosciuto come uomo, in Danimarca risulta ancora registrato come donna. Le autorità danesi non riconoscono il suo genere maschile perché non ha accettato di farsi sterilizzare.
Joshua si rifiuta di sottoporsi alla procedura attualmente in vigore in Danimarca per ottenere il riconoscimento legale di genere poiché prevede la sterilizzazione. Non si capacita del fatto che le identità transgender sono considerate malattie mentali.
“Essere incastrato tra due identità per me è un grosso ostacolo. Non è bello dover andare alla scuola dei bambini ed essere costretto ogni volta a fornire spiegazioni. Per il sistema scolastico sono ancora la loro mamma. A scuola gli altri bambini fanno domande perché vedono il nome [femminile, eppure ho un aspetto maschile]. È davvero molto imbarazzante per me e per i miei figli”.
La storia di Joshua, insieme ad altre storie analoghe, è contenuta in un rapporto di oltre 100 pagine che Amnesty International ha presentato ieri a Bruxelles:
http://www.amnesty.org/en/library/asset/EUR01/001/2014/en/13af83a1-85f5-476f-9fe9-b931f2b2a9f3/eur010012014en.pdf Copenhagen e Dublino.
Secondo il documento, in Europa le persone transgender che intendono cambiare il loro sesso all’anagrafe sono costrette a subire interventi chirurgici invasivi, sterilizzazioni, terapie ormonali o test psichiatrici prima di poter modificare i loro documenti.
“Molte persone transgender devono superare enormi ostacoli prima di conciliarsi con la loro identità. Gli stati non dovrebbero forzare le loro scelte facendo dipendere il riconoscimento legale della loro identità di genere da interventi chirurgici, trattamenti ormonali o sterilizzazioni” – ha dichiarato Marco Perolini, esperto di Amnesty International in materia di discriminazione.
Il rapporto, intitolato “Lo stato decide chi sono: la mancanza di riconoscimento legale per le persone transgender in Europa”, prende in esame sette paesi europei evidenziando come le procedure per ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere violino i diritti umani fondamentali in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania e Norvegia mentre in Irlanda non esista alcuna procedura, sebbene una legislazione in materia sia in cantiere.
L’esatto numero delle persone transgender in Europa non è ufficialmente noto. Secondo alcune stime, nei paesi dell’Unione europea sarebbero 30.000 quelle che si sono sottoposte a interventi chirurgici di rassegnazione del genere o hanno fatto trattamenti ormonali. Le persone transgender che non si sono sottoposte a tali operazioni o trattamenti e che non si identificano, in tutto o in parte, col sesso all’anagrafe, sarebbero un milione e mezzo.
Nonostante già nel 1992 la Corte europea dei diritti umani abbia stabilito che il rifiuto di uno stato di consentire a una persona transgender di modificare il marcatore del genere sul documento d’identità per modificare il sesso all’anagrafe costituisce una violazione della Convenzione, le persone transgender continuano a incontrare numerosi ostacoli.
QUI IL DOCUMENTO: http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng/pages/search.aspx?i=001-57770#{%22itemid%22:[%22001-57770%22]}
In molti stati sono in vigore procedure rigorose attraverso le quali una persona può cambiare il sesso all’anagrafe. Le persone transgender possono ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere solo se viene loro diagnosticato un disturbo mentale o se accettano di sottoporsi a procedure mediche come i trattamenti ormonali o interventi chirurgici che determinino una sterilità irreversibile. In alcuni casi, devono dimostrare di essere single. Il tutto può durare anni.
Così, molte persone transgender si trovano a dover prendere un’odiosa decisione: o accettano di essere sottoposte a una serie di trattamenti e misure degradanti per volere dello stato o sono costrette a vivere con un genere basato sul sesso loro assegnato alla nascita, anche quando ciò contraddice il loro aspetto e la loro identità.
Il riconoscimento legale dell’identità di genere è fondamentale affinché le persone transgender beneficino dei loro diritti umani. Esse rischiano di essere discriminate ogni volta che devono esibire un documento in cui sono indicati nome e sesso all’anagrafe che non corrispondono alla loro identità ed espressione di genere
Amnesty International chiede agli stati europei di assicurare che le persone transgender possano ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere attraverso una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla sua identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d’imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani.
Pochi minuti fa, il Parlamento europeo ha approvato oggi un documento contenente una serie di misure anti-discriminazione
QUI IL DOCUMENTO: http://www.lgbt-ep.eu/wp-content/uploads/2013/12/EU-Roadmap-against-homophobia-and-discrimination-on-grounds-of-sexual-orientation-and-gender-identity-Adopted-in-LIBE.pdf
Vedremo se sarà un primo passo positivo.
fonte http://lepersoneeladignita.corriere.it di Riccardo Noury
Joshua si rifiuta di sottoporsi alla procedura attualmente in vigore in Danimarca per ottenere il riconoscimento legale di genere poiché prevede la sterilizzazione. Non si capacita del fatto che le identità transgender sono considerate malattie mentali.
“Essere incastrato tra due identità per me è un grosso ostacolo. Non è bello dover andare alla scuola dei bambini ed essere costretto ogni volta a fornire spiegazioni. Per il sistema scolastico sono ancora la loro mamma. A scuola gli altri bambini fanno domande perché vedono il nome [femminile, eppure ho un aspetto maschile]. È davvero molto imbarazzante per me e per i miei figli”.
La storia di Joshua, insieme ad altre storie analoghe, è contenuta in un rapporto di oltre 100 pagine che Amnesty International ha presentato ieri a Bruxelles:
http://www.amnesty.org/en/library/asset/EUR01/001/2014/en/13af83a1-85f5-476f-9fe9-b931f2b2a9f3/eur010012014en.pdf Copenhagen e Dublino.
Secondo il documento, in Europa le persone transgender che intendono cambiare il loro sesso all’anagrafe sono costrette a subire interventi chirurgici invasivi, sterilizzazioni, terapie ormonali o test psichiatrici prima di poter modificare i loro documenti.
“Molte persone transgender devono superare enormi ostacoli prima di conciliarsi con la loro identità. Gli stati non dovrebbero forzare le loro scelte facendo dipendere il riconoscimento legale della loro identità di genere da interventi chirurgici, trattamenti ormonali o sterilizzazioni” – ha dichiarato Marco Perolini, esperto di Amnesty International in materia di discriminazione.
Il rapporto, intitolato “Lo stato decide chi sono: la mancanza di riconoscimento legale per le persone transgender in Europa”, prende in esame sette paesi europei evidenziando come le procedure per ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere violino i diritti umani fondamentali in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania e Norvegia mentre in Irlanda non esista alcuna procedura, sebbene una legislazione in materia sia in cantiere.
L’esatto numero delle persone transgender in Europa non è ufficialmente noto. Secondo alcune stime, nei paesi dell’Unione europea sarebbero 30.000 quelle che si sono sottoposte a interventi chirurgici di rassegnazione del genere o hanno fatto trattamenti ormonali. Le persone transgender che non si sono sottoposte a tali operazioni o trattamenti e che non si identificano, in tutto o in parte, col sesso all’anagrafe, sarebbero un milione e mezzo.
Nonostante già nel 1992 la Corte europea dei diritti umani abbia stabilito che il rifiuto di uno stato di consentire a una persona transgender di modificare il marcatore del genere sul documento d’identità per modificare il sesso all’anagrafe costituisce una violazione della Convenzione, le persone transgender continuano a incontrare numerosi ostacoli.
QUI IL DOCUMENTO: http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng/pages/search.aspx?i=001-57770#{%22itemid%22:[%22001-57770%22]}
In molti stati sono in vigore procedure rigorose attraverso le quali una persona può cambiare il sesso all’anagrafe. Le persone transgender possono ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere solo se viene loro diagnosticato un disturbo mentale o se accettano di sottoporsi a procedure mediche come i trattamenti ormonali o interventi chirurgici che determinino una sterilità irreversibile. In alcuni casi, devono dimostrare di essere single. Il tutto può durare anni.
Così, molte persone transgender si trovano a dover prendere un’odiosa decisione: o accettano di essere sottoposte a una serie di trattamenti e misure degradanti per volere dello stato o sono costrette a vivere con un genere basato sul sesso loro assegnato alla nascita, anche quando ciò contraddice il loro aspetto e la loro identità.
Il riconoscimento legale dell’identità di genere è fondamentale affinché le persone transgender beneficino dei loro diritti umani. Esse rischiano di essere discriminate ogni volta che devono esibire un documento in cui sono indicati nome e sesso all’anagrafe che non corrispondono alla loro identità ed espressione di genere
Amnesty International chiede agli stati europei di assicurare che le persone transgender possano ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere attraverso una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla sua identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d’imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani.
Pochi minuti fa, il Parlamento europeo ha approvato oggi un documento contenente una serie di misure anti-discriminazione
QUI IL DOCUMENTO: http://www.lgbt-ep.eu/wp-content/uploads/2013/12/EU-Roadmap-against-homophobia-and-discrimination-on-grounds-of-sexual-orientation-and-gender-identity-Adopted-in-LIBE.pdf
Vedremo se sarà un primo passo positivo.
fonte http://lepersoneeladignita.corriere.it di Riccardo Noury
Lgbt: La star di "Arrow" Stephen Amell prende posizione sulle Olimpiadi in Russia
La star di Arrow ha recentemente usato Facebook per esprimere la sua opinione sull’atteggiamento anti LGBT in Russia e sul fatto che ospitare i Giochi in un Paese omofobo stia avendo un impatto negativo sullo spirito olimpico.
In un post su Facebook, discutendo la sospensione della programmazione di Arrow per lasciare spazio alle Olimpiadi Invernali, Amell ha annunciato che la serie avrebbe preso ‘ una breve pausa così che la gente possa stringere i denti e soffrire guardando dei Giochi rovinati dall’omofobia e da un livello mediocre di interesse da parte del pubblico’.
Non è la prima volta che Stephen Amell utilizza i social network per sostenere i diritti LGTB, infatti, ha precedentemente affermato che ‘ il matrimonio dovrebbe essere possibile per tutti. Alcune delle relazioni più amorevoli e potenti, di cui sono stato testimone, sono tra due persone dello stesso sesso’. La sua co-star John Barrowman potrebbe essere un esempio perfetto: dopo aver celebrato l’unione civile nel 2006, lui e il partner Scott Gill si sono sposati nel 2013.
Il post di Amell ha avuto un riscontro positivo su più di 14.000 persone; speriamo che questi strumenti vengano usati sempre più spesso per rendere le persone più coscienti riguardo a questioni importanti.
fonte http://www.telefilm-central.org by Chiara
In un post su Facebook, discutendo la sospensione della programmazione di Arrow per lasciare spazio alle Olimpiadi Invernali, Amell ha annunciato che la serie avrebbe preso ‘ una breve pausa così che la gente possa stringere i denti e soffrire guardando dei Giochi rovinati dall’omofobia e da un livello mediocre di interesse da parte del pubblico’.
Non è la prima volta che Stephen Amell utilizza i social network per sostenere i diritti LGTB, infatti, ha precedentemente affermato che ‘ il matrimonio dovrebbe essere possibile per tutti. Alcune delle relazioni più amorevoli e potenti, di cui sono stato testimone, sono tra due persone dello stesso sesso’. La sua co-star John Barrowman potrebbe essere un esempio perfetto: dopo aver celebrato l’unione civile nel 2006, lui e il partner Scott Gill si sono sposati nel 2013.
Il post di Amell ha avuto un riscontro positivo su più di 14.000 persone; speriamo che questi strumenti vengano usati sempre più spesso per rendere le persone più coscienti riguardo a questioni importanti.
fonte http://www.telefilm-central.org by Chiara
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Sochi 2014: ONU invita a difendere i diritti LGBT
Le dichiarazioni del segretario ONU Ban Ki-moon, fatte alla vigilia dell’apertura dei giochi olimpici invernali a Sochi, sono più che chiare e, seppure non facciano riferimento alle leggi contro la “propaganda di rapporti non tradizionali” varate in Russia, invitano il mondo a difendere i diritti LGBT.
Le olimpiadi invernali di Sochi 2014 proseguono con successi e medaglie consegnate. Tra queste Irene Wust, che ha avuto nel pattinaggio la medaglia d’oro: lei lesbica dichiarata, olandese, 27enne, già campionessa a Torino nel 2006, e vincitrice a Vancouver nel 2010, ha raggiunto il record di tempo di 4 minuti e 34 secondi.
Il risultato è eccellente e garantisce un riconoscimento in quel Paese che ha visto in giugno approvare ed emanare, con la firma del presidente Putin, la legge contro la “propaganda di rapporti non tradizionali ai minori”: una dizione che vuole dire tutto, definendo, come avviene ormai da tempo, una repressione delle associazioni lgbt, così come una persecuzione delle persone lgbt.
Il presidente russo ha cercato di rimediare alle denunce giustamente fatte da diverse organizzazioni per i diritti civili e governi circa la legge anti-gay da lui stesso firmata e non sospesa, contrariamente a quanto richiesto, durante le Olimpiadi invernali, con una mossa che è risultata alquanto superficiale: all’inaugurazione ha fatto cantare il duetto russo delle t.A.T.u., costituito da Lena e Julia, su cui sembrano esserci voci di una loro relazione lesbica, ma che non hanno mai inscenato un bacio saffico per non disturbare le dirigenze.
Il segretario generale dell’ONU non ha lasciato, invece, con le sue parole spazio a nessun fraintendimento, alla vigilia dell’apertura dei giochi olimpici, riguardo le leggi contro la “propaganda di atti non tradizionali ai minori”, usando frasi forti e chiare: «Il mondo si sollevi contro gli attacchi a lesbiche e gay».
Ban Ki-Moon ha potuto, così, esprimere, senza citare direttamente le leggi russe, un invito alla società civile internazionale, quella che ha a cuore i diritti delle persone LGBT e la dignità di ogni essere umano: «l’odio – ha considerato – non ha alcun posto nel 21° secolo».
Un discorso, è stato il suo, più che universale e generale, valido per ogni periodo, anche in futuro, soprattutto quando sottolinea la necessità di opporsi «agli arresti, alla detenzione e alle restrizioni discriminatorie” che le persone «lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali devono affrontare».
Le dichiarazioni di Ban Ki-moon, che non lasciano margini ad alcun tipo di interpretazione, sono state subito riviste da Dimitry Chernyshenko, organizzatore delle Olimpiadi invernali 2014 e che ha potuto, così, smorzare l’auspicio del segretario ONU considerando che durante le Olimpiadi sia vietata dalla carta olimpica ogni tipo di propaganda: Sochi, secondo il dirigente del Comitato Olimpico, «è una festa dello sport». Una festa su cui l’arcobaleno difficilmente, anche per il clima fortemente rigido, potrà splendere.
fonte http://www.pianetagay.com By Alessandro Rizzo
Le olimpiadi invernali di Sochi 2014 proseguono con successi e medaglie consegnate. Tra queste Irene Wust, che ha avuto nel pattinaggio la medaglia d’oro: lei lesbica dichiarata, olandese, 27enne, già campionessa a Torino nel 2006, e vincitrice a Vancouver nel 2010, ha raggiunto il record di tempo di 4 minuti e 34 secondi.
Il risultato è eccellente e garantisce un riconoscimento in quel Paese che ha visto in giugno approvare ed emanare, con la firma del presidente Putin, la legge contro la “propaganda di rapporti non tradizionali ai minori”: una dizione che vuole dire tutto, definendo, come avviene ormai da tempo, una repressione delle associazioni lgbt, così come una persecuzione delle persone lgbt.
Il presidente russo ha cercato di rimediare alle denunce giustamente fatte da diverse organizzazioni per i diritti civili e governi circa la legge anti-gay da lui stesso firmata e non sospesa, contrariamente a quanto richiesto, durante le Olimpiadi invernali, con una mossa che è risultata alquanto superficiale: all’inaugurazione ha fatto cantare il duetto russo delle t.A.T.u., costituito da Lena e Julia, su cui sembrano esserci voci di una loro relazione lesbica, ma che non hanno mai inscenato un bacio saffico per non disturbare le dirigenze.
Il segretario generale dell’ONU non ha lasciato, invece, con le sue parole spazio a nessun fraintendimento, alla vigilia dell’apertura dei giochi olimpici, riguardo le leggi contro la “propaganda di atti non tradizionali ai minori”, usando frasi forti e chiare: «Il mondo si sollevi contro gli attacchi a lesbiche e gay».
Ban Ki-Moon ha potuto, così, esprimere, senza citare direttamente le leggi russe, un invito alla società civile internazionale, quella che ha a cuore i diritti delle persone LGBT e la dignità di ogni essere umano: «l’odio – ha considerato – non ha alcun posto nel 21° secolo».
Un discorso, è stato il suo, più che universale e generale, valido per ogni periodo, anche in futuro, soprattutto quando sottolinea la necessità di opporsi «agli arresti, alla detenzione e alle restrizioni discriminatorie” che le persone «lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali devono affrontare».
Le dichiarazioni di Ban Ki-moon, che non lasciano margini ad alcun tipo di interpretazione, sono state subito riviste da Dimitry Chernyshenko, organizzatore delle Olimpiadi invernali 2014 e che ha potuto, così, smorzare l’auspicio del segretario ONU considerando che durante le Olimpiadi sia vietata dalla carta olimpica ogni tipo di propaganda: Sochi, secondo il dirigente del Comitato Olimpico, «è una festa dello sport». Una festa su cui l’arcobaleno difficilmente, anche per il clima fortemente rigido, potrà splendere.
fonte http://www.pianetagay.com By Alessandro Rizzo
Lgbt: La Regione Sicilia e le persone intersex/dsd
Comunicato stampa dell'Associazione Radicale Certi Diritti e del collettivo Intersexioni
Dopo il caso del bimb* nat* a Gela con un certo grado di atipicità genitale, l'Associazione Radicale Certi Diritti e il collettivo Intersexioni hanno scritto una lettera aperta al presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, che si è espresso con sensibilità e apertura sulla vicenda, per chiedergli che la Sicilia diventi un esempio di buone prassi sulla questione intersex/dsd per tutta l'Italia.
Le richieste avanzate vanno dall'emanazione di un decreto o legge regionale che vieti il ricorso a trattamenti medico-farmacologici non necessari o trattamenti chirurgici cosmetici e non vitali su genitali sani solo perché atipici al monitoraggio del fenomeno, dalla creazione di centri qualificati all'interno delle strutture sanitarie per la tutela della salute e del benessere delle persone intersex/dsd e dei loro familiari all'organizzazione di corsi di aggiornamento e formazione.
Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: «Il diritto del bambino all'integrità fisica è un diritto umano fondamentale riconosciuto dalle Nazioni Unite, dall'Unione Europea e dal Consiglio d'Europa, ma che troppo spesso viene violato, in Italia, ai danni dei bambini intersex/dsd. È ora che la politica se ne occupi in maniera seria sollevando il velo di silenzio che copre questa realtà. La sensibilità dimostrata dal Presidente Crocetta, fa ben sperare che la Sicilia possa diventare un esempio di buone prassi per tutta l'Italia».
Michela Balocchi, ricercatrice e tra le fondatrici di intersexioni, dichiara: «mi auguro che anche attraverso queste comunicazioni pubbliche i genitori del neonato, così come qualsiasi altro genitore che si trovi in una situazione simile, possano avere accesso a fonti d'informazione alternative e non si sentano costretti a prendere decisioni affrettate, come interventi irreversibili e potenzialmente dannosi per la salute psico-fisica del bimbo, e che sappiano che ci sono gruppi di volontari/e, attiviste/i, associazioni di pazienti ed ex pazienti, persone adulte intersex/dsd con cui possono parlare e confrontarsi, pronte ad accoglierli e a condividere esperienze senza pressioni».
fonte http://www.certidiritti.it
Dopo il caso del bimb* nat* a Gela con un certo grado di atipicità genitale, l'Associazione Radicale Certi Diritti e il collettivo Intersexioni hanno scritto una lettera aperta al presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, che si è espresso con sensibilità e apertura sulla vicenda, per chiedergli che la Sicilia diventi un esempio di buone prassi sulla questione intersex/dsd per tutta l'Italia.
Le richieste avanzate vanno dall'emanazione di un decreto o legge regionale che vieti il ricorso a trattamenti medico-farmacologici non necessari o trattamenti chirurgici cosmetici e non vitali su genitali sani solo perché atipici al monitoraggio del fenomeno, dalla creazione di centri qualificati all'interno delle strutture sanitarie per la tutela della salute e del benessere delle persone intersex/dsd e dei loro familiari all'organizzazione di corsi di aggiornamento e formazione.
Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: «Il diritto del bambino all'integrità fisica è un diritto umano fondamentale riconosciuto dalle Nazioni Unite, dall'Unione Europea e dal Consiglio d'Europa, ma che troppo spesso viene violato, in Italia, ai danni dei bambini intersex/dsd. È ora che la politica se ne occupi in maniera seria sollevando il velo di silenzio che copre questa realtà. La sensibilità dimostrata dal Presidente Crocetta, fa ben sperare che la Sicilia possa diventare un esempio di buone prassi per tutta l'Italia».
Michela Balocchi, ricercatrice e tra le fondatrici di intersexioni, dichiara: «mi auguro che anche attraverso queste comunicazioni pubbliche i genitori del neonato, così come qualsiasi altro genitore che si trovi in una situazione simile, possano avere accesso a fonti d'informazione alternative e non si sentano costretti a prendere decisioni affrettate, come interventi irreversibili e potenzialmente dannosi per la salute psico-fisica del bimbo, e che sappiano che ci sono gruppi di volontari/e, attiviste/i, associazioni di pazienti ed ex pazienti, persone adulte intersex/dsd con cui possono parlare e confrontarsi, pronte ad accoglierli e a condividere esperienze senza pressioni».
fonte http://www.certidiritti.it
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lunedì 10 febbraio 2014
Lgbt Cinema: Jared Leto, l'attore di "Dallas Buyers Club" viene accusato di trans-misoginia
Jared Leto è nell'occhio del ciclone.
Candidato agli Oscar 2014 come miglior attore protagonista per la sua interpretazione nel film Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée, l'attore e cantante statunitense si trovaa al Festival Internazionale del Film di Santa Barbara per ricevere il Virtuosus Award, destinato alle migliori performance del 2013.
Durante l'evento Jared Leto viene colpito dalle parole di una donna che lo ha accusato di non meritare alcun riconoscimento per il ruolo interpretato nella pellicola.
Jared Leto, che ha sottoposto il suo fisico ad un cambiamento estremo per meglio calarsi nel ruolo della transessuale sieropositiva al fianco di Matthew McConaughey, non dovrebbe ricevere né candidature né premi per vestire i panni di una donna essendo uomo.
Sull'Hollywood Reporter vengono rese note le parole d'accusa della donna non meglio identificata: La trans-misoginia non merita un premio.
L'attore ha così replicato, dimostrando di sapersi difendere con estrema dignità: Con questo vorrebbe dire che non assegnerebbe un premio per l'interpretazione di una transessuale perché sono un uomo? Dato che sono un uomo non mnerito di resitare questo ruolo? Così si dovrebbe mantenere un ruolo contro chi è gay o lesbica e non si potrebbe interpretare un personaggio forte?
Nominato per il ruolo di Rayon in "Dallas Buyers Club", Jared Leto sembra uno dei principali fovoriti per la conquista della statuetta d'oro, dopo le vittorie già ottenute per i Critics' Choice, i Golden Globe e i SAG awards.
Le accuse della donna sono continuate mentre l'attore si è difeso affermando che i ruoli tanto forti sono destinati ad attori altrettanti forti.
Leto ha continuato: Così si sta affermando che le persone che sono gay, le persone che appaiono più fragili, come la figura di Rayon, non meriterebbero l'opportunità di compiere una svolta e dedicarsi all'arte?
Sulle sue ultime parole un applauso dalla folla ha reso evidente il feedback positivo del pubblico riguardo alla stima concessa all'attore.
fonte http://cinema.excite.it/di Marta Gasparroni
Candidato agli Oscar 2014 come miglior attore protagonista per la sua interpretazione nel film Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée, l'attore e cantante statunitense si trovaa al Festival Internazionale del Film di Santa Barbara per ricevere il Virtuosus Award, destinato alle migliori performance del 2013.
Durante l'evento Jared Leto viene colpito dalle parole di una donna che lo ha accusato di non meritare alcun riconoscimento per il ruolo interpretato nella pellicola.
Jared Leto, che ha sottoposto il suo fisico ad un cambiamento estremo per meglio calarsi nel ruolo della transessuale sieropositiva al fianco di Matthew McConaughey, non dovrebbe ricevere né candidature né premi per vestire i panni di una donna essendo uomo.
Sull'Hollywood Reporter vengono rese note le parole d'accusa della donna non meglio identificata: La trans-misoginia non merita un premio.
L'attore ha così replicato, dimostrando di sapersi difendere con estrema dignità: Con questo vorrebbe dire che non assegnerebbe un premio per l'interpretazione di una transessuale perché sono un uomo? Dato che sono un uomo non mnerito di resitare questo ruolo? Così si dovrebbe mantenere un ruolo contro chi è gay o lesbica e non si potrebbe interpretare un personaggio forte?
Nominato per il ruolo di Rayon in "Dallas Buyers Club", Jared Leto sembra uno dei principali fovoriti per la conquista della statuetta d'oro, dopo le vittorie già ottenute per i Critics' Choice, i Golden Globe e i SAG awards.
Le accuse della donna sono continuate mentre l'attore si è difeso affermando che i ruoli tanto forti sono destinati ad attori altrettanti forti.
Leto ha continuato: Così si sta affermando che le persone che sono gay, le persone che appaiono più fragili, come la figura di Rayon, non meriterebbero l'opportunità di compiere una svolta e dedicarsi all'arte?
Sulle sue ultime parole un applauso dalla folla ha reso evidente il feedback positivo del pubblico riguardo alla stima concessa all'attore.
fonte http://cinema.excite.it/di Marta Gasparroni
Lgbt USA: Promessa del Football americano: "sono gay" Michael Sam sarà primo giocatore professionista dichiaratamente omosessuale
"Quando il coach di Missouri a inizio stagione ci ha messo in circolo e ci ha chiesto di raccontare chi eravamo, è arrivato il mio turno e ho cominciato: "Io sono gay".
Così Michael Sam, promessa dell'Università del Missouri in procinto di passare al football Usa professionistico, con la Nfl, ha fatto coming out in un'intervista televisiva al New York Times e ad Espn.
"Ammiriamo il coraggio e l'onestà di Sam - l'immediata dichiarazione della Nfl - Michael è un giocatore di football: e qualsiasi giocatore con le capacità e la determinazione giusta può avere successo in Nfl: saremo lieti di accogliere e sostenere Michael Sam nella prossima stagione".
Il 24 difensore, che ha vinto il Cotton Bowl con la sua università, e' stato infatti eletto miglior giocatore nel suo ruolo e ora passerà tra i professionisti, diventando così il primo giocatore Nfl dichiaratamente omosessuale.
fonte http://www.ansa.it/web/notizie
Così Michael Sam, promessa dell'Università del Missouri in procinto di passare al football Usa professionistico, con la Nfl, ha fatto coming out in un'intervista televisiva al New York Times e ad Espn.
"Ammiriamo il coraggio e l'onestà di Sam - l'immediata dichiarazione della Nfl - Michael è un giocatore di football: e qualsiasi giocatore con le capacità e la determinazione giusta può avere successo in Nfl: saremo lieti di accogliere e sostenere Michael Sam nella prossima stagione".
Il 24 difensore, che ha vinto il Cotton Bowl con la sua università, e' stato infatti eletto miglior giocatore nel suo ruolo e ora passerà tra i professionisti, diventando così il primo giocatore Nfl dichiaratamente omosessuale.
fonte http://www.ansa.it/web/notizie
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A Ferrara va in scena il musical lgbt interamente costruito attorno alle canzoni di Cher
Si intitola "Dov'è l'amore?" ed è il musical che Arcigay Ferrara presenterà questa sera (alle ore 21) presso la prestigiosa Sala Estense in Piazza Municipale della città emiliana.
Sarà la compagnia teatrale Fa'Broadway a portare in scena uno spettacolo interamente costruito sulle canzoni di Cher, la cui trama ruoterà attorno alle vicende di Cherry Medford.
La protagonista, una ragazza di uno sperduto paesino del Tennessee deciderà letteralmente di scappare dalla monotonia quotidiana del suo matrimonio con Jim Silkwood per provare a a costruirsi una nuova vita lavorando come cameriera nella locanda di sua Zia Flo e del cugino Molly nella grande città di Memphis.
Il regista ed ideatore del musical, Fabrizio Pareschi, avrà anche il duplice ruolo di attore nei panni del Cugino Molly, un gay dichiarato un po' matto e palesemente sopra le righe.
Lo spettacolo verrà replicato il 21 marzo 2014 al teatro del Quadrifoglio di Pontelagoscuro (FE) e maggiori informazioni sono reperibili sul sito di Arcigay Ferrara: http://www.arcigayferrara.blogspot.it/2014/01/dove-lamore.html
Fonte: http://gayburg.blogspot.com
Sarà la compagnia teatrale Fa'Broadway a portare in scena uno spettacolo interamente costruito sulle canzoni di Cher, la cui trama ruoterà attorno alle vicende di Cherry Medford.
La protagonista, una ragazza di uno sperduto paesino del Tennessee deciderà letteralmente di scappare dalla monotonia quotidiana del suo matrimonio con Jim Silkwood per provare a a costruirsi una nuova vita lavorando come cameriera nella locanda di sua Zia Flo e del cugino Molly nella grande città di Memphis.
Il regista ed ideatore del musical, Fabrizio Pareschi, avrà anche il duplice ruolo di attore nei panni del Cugino Molly, un gay dichiarato un po' matto e palesemente sopra le righe.
Lo spettacolo verrà replicato il 21 marzo 2014 al teatro del Quadrifoglio di Pontelagoscuro (FE) e maggiori informazioni sono reperibili sul sito di Arcigay Ferrara: http://www.arcigayferrara.blogspot.it/2014/01/dove-lamore.html
Fonte: http://gayburg.blogspot.com
Lgbt "Biglietti da camere separate" uno sguardo di Andrea Adriatico su Pier Vittorio Tondelli dal 11 al 16 febbraio a Teatri di Vita
Ho conosciuto Pier Vittorio Tondelli negli anni amari, in quel finire di secolo che ha sterminato le menti che ho amato di più nella mia prima giovinezza.
Sì, gli anni ’80 sono questo per me: anni amari.
L’Aids si è portato via i sogni della gente di quel tempo, e non li ha più restituiti. Anzi… ha regalato in cambio un sonno perenne, definitivo, ad un’intera generazione.
Gli anni amari di Pier Vittorio Tondelli sono finiti così, nel 1991, vent’anni fa, al debutto di un Natale, in un letto d’ospedale.
Non ha parlato mai della sua malattia pubblicamente. Non ha parlato mai del suo morire. Almeno in apparenza.
L’ha però trasposta in un racconto carico di umanità legato alla morte altrui, usata come specchio per l’anima.
Ha però parlato di omosessualità, di silenzio, di vita, di misteri delle emozioni, quasi suo malgrado. Ha percorso il suo tempo spaventato dall’essere considerato troppo giovanilista, troppo frocio per froci, troppo marchio per esordienti, troppo etichetta, secondo la moda che gli anni amari hanno trasmesso alla storia. In quegli anni non l’ho amato.
Oggi è forse uno dei pochi autori di cui credo di aver letto quasi ogni riga. A cui ho dedicato una delle due sale del teatro che dirigo. Convinto come sono che non sia, come ingiustamente molti pensano, solo un autore del suo tempo, miseramente relegato nel turbine di weekend postmoderni.
Per questo provo a restituire Camere separate in brevi biglietti, vent’anni dopo, sentendone proprio ora tutta la straordinaria potenza e attualità.
Andrea Adriatico
Un romanzo intimo che racchiude il Tondelli segreto di fronte ai misteri dell’amore e della morte. E’ Camere separate, storia bruciante e autobiografica, pubblicata due anni prima della scomparsa del suo autore, avvenuta nel 1991.
A Tondelli, enfant terrible della letteratura italiana degli anni ’80, Adriatico rende omaggio con uno spettacolo che nasce da quel suo romanzo. Due uomini in scena raccontano la storia di Leo, scrittore omosessuale che deve fare i conti con un lutto importante nella sua esistenza.
Sarà l’occasione per inseguire le tracce di sé disseminate nel tempo di una vita, dall’adolescenza inquieta in un paese della provincia padana ai viaggi per l’Europa mentre la geografia politica ed emozionale di un intero continente cambia pelle.
Ma le “camere separate” sono anche la richiesta di un modello d’amore, capace di esprimersi solo per prossimità e mai per convivenze troppo opprimenti.
ATTENZIONE: POSTI LIMITATI
INFO
Qui puoi acquistare i nostri prodotti in massima sicurezza senza alcun sovrapprezzo.
Aggiungi al carrello i prodotti che desideri. Controlla nella pagina i nostri prezzi:
http://www.teatridivita.it/13-14/biglietteria/prezzi/
Se acquisti prodotti diversi, caricali nel carrello un tipo alla volta e alla fine controlla che ci sia tutto quello che desideri.
Se hai bisogno di aiuto, clicca qui: http://www.teatridivita.it/13-14/biglietteria/aiuto/
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Sì, gli anni ’80 sono questo per me: anni amari.
L’Aids si è portato via i sogni della gente di quel tempo, e non li ha più restituiti. Anzi… ha regalato in cambio un sonno perenne, definitivo, ad un’intera generazione.
Gli anni amari di Pier Vittorio Tondelli sono finiti così, nel 1991, vent’anni fa, al debutto di un Natale, in un letto d’ospedale.
Non ha parlato mai della sua malattia pubblicamente. Non ha parlato mai del suo morire. Almeno in apparenza.
L’ha però trasposta in un racconto carico di umanità legato alla morte altrui, usata come specchio per l’anima.
Ha però parlato di omosessualità, di silenzio, di vita, di misteri delle emozioni, quasi suo malgrado. Ha percorso il suo tempo spaventato dall’essere considerato troppo giovanilista, troppo frocio per froci, troppo marchio per esordienti, troppo etichetta, secondo la moda che gli anni amari hanno trasmesso alla storia. In quegli anni non l’ho amato.
Oggi è forse uno dei pochi autori di cui credo di aver letto quasi ogni riga. A cui ho dedicato una delle due sale del teatro che dirigo. Convinto come sono che non sia, come ingiustamente molti pensano, solo un autore del suo tempo, miseramente relegato nel turbine di weekend postmoderni.
Per questo provo a restituire Camere separate in brevi biglietti, vent’anni dopo, sentendone proprio ora tutta la straordinaria potenza e attualità.
Andrea Adriatico
Un romanzo intimo che racchiude il Tondelli segreto di fronte ai misteri dell’amore e della morte. E’ Camere separate, storia bruciante e autobiografica, pubblicata due anni prima della scomparsa del suo autore, avvenuta nel 1991.
A Tondelli, enfant terrible della letteratura italiana degli anni ’80, Adriatico rende omaggio con uno spettacolo che nasce da quel suo romanzo. Due uomini in scena raccontano la storia di Leo, scrittore omosessuale che deve fare i conti con un lutto importante nella sua esistenza.
Sarà l’occasione per inseguire le tracce di sé disseminate nel tempo di una vita, dall’adolescenza inquieta in un paese della provincia padana ai viaggi per l’Europa mentre la geografia politica ed emozionale di un intero continente cambia pelle.
Ma le “camere separate” sono anche la richiesta di un modello d’amore, capace di esprimersi solo per prossimità e mai per convivenze troppo opprimenti.
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sabato 8 febbraio 2014
LGBT: Amnesty International: in Europa le persone transgender subiscono discriminazione e trattamenti disumani e degradanti
In un rapporto presentato oggi in alcune capitali europee, Amnesty International ha affermato che le persone transgender che intendono cambiare il loro sesso all'anagrafe subiscono violazioni dei diritti umani: sono costrette a subire interventi chirurgici invasivi, sterilizzazioni, terapie ormonali o test psichiatrici prima di poter modificare i loro documenti.
"Naturalmente, vi sono persone transgender che intendono usufruire dei trattamenti medici disponibili, ma molti altri non vogliono. Gli stati non dovrebbero forzare le scelte delle persone transgender facendo dipendere il riconoscimento legale della loro identità di genere da interventi chirurgici, trattamenti ormonali o sterilizzazioni" - ha dichiarato Marco Perolini, esperto di Amnesty International in materia di discriminazione.
"Molte persone transgender devono superare enormi ostacoli prima di conciliarsi con la loro identità e i problemi aumentano a causa di una manifesta discriminazione di stato".
Il rapporto di Amnesty International, intitolato "Lo stato decide chi sono: la mancanza di riconoscimento legale per le persone transgender in Europa", prende in esame sette paesi europei evidenziando come le procedure per ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere violino i diritti umani fondamentali in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania e Norvegia mentre in Irlanda non esista alcuna procedura, sebbene una legislazione in materia sia in cantiere.
Si stima che le persone transgender nei paesi dell'Unione europea siano circa un milione e mezzo.
In molti stati sono in vigore procedure rigorose attraverso le quali una persona può cambiare il sesso all'anagrafe.
Le persone transgender possono ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere solo se viene loro diagnosticato un disturbo mentale o se accettano di sottoporsi a procedure mediche come i trattamenti ormonali o interventi chirurgici che determinino una sterilità irreversibile.
In alcuni casi, devono dimostrare di essere single. Il tutto può durare anni.
"Gli stati devono assicurare che le persone transgender possano ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere attraverso una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla sua identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d'imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani" - ha sottolineato Perolini.
"Le persone si trovano a dover prendere un'odiosa decisione: o accettano di essere sottoposte a una serie di trattamenti e misure degradanti per volere dello stato o sono costrette a vivere con un genere basato sul sesso loro assegnato alla nascita, anche quando ciò contraddice il loro aspetto e la loro identità" - ha aggiunto Perolini.
In Irlanda non esiste ancora alcuna procedura per consentire alle persone transgender di cambiare il loro sesso all'anagrafe. Victoria, una transgender di Dublino, ha detto ad Amnesty International: "Il riconoscimento legale è importante perché finalmente non dovrei combattere per ottenere qualcosa cui ho diritto, come l'assistenza pubblica. Io voglio essere riconosciuta per chi maledettamente sono. È ridicolo che lo stato non mi riconosca per ciò che sono".
Il riconoscimento legale dell'identità di genere è fondamentale affinché le persone transgender beneficino dei loro diritti umani. Esse rischiano di essere discriminate ogni volta che devono esibire un documento in cui sono indicati nome e sesso all'anagrafe che non corrispondono alla loro identità ed espressione di genere.
Leggi le storie del nostro rapporto:
http://www.amnesty.it/europa-identita-negate-casi-di-persone-transgender
Scarica il rapporto in inglese "Lo stato decide chi sono: la mancanza di riconoscimento legale per le persone transgender in Europa":
http://www.amnesty.org/en/library/info/EUR01/001/2014/en
FONTE http://www.amnesty.it
"Naturalmente, vi sono persone transgender che intendono usufruire dei trattamenti medici disponibili, ma molti altri non vogliono. Gli stati non dovrebbero forzare le scelte delle persone transgender facendo dipendere il riconoscimento legale della loro identità di genere da interventi chirurgici, trattamenti ormonali o sterilizzazioni" - ha dichiarato Marco Perolini, esperto di Amnesty International in materia di discriminazione.
"Molte persone transgender devono superare enormi ostacoli prima di conciliarsi con la loro identità e i problemi aumentano a causa di una manifesta discriminazione di stato".
Il rapporto di Amnesty International, intitolato "Lo stato decide chi sono: la mancanza di riconoscimento legale per le persone transgender in Europa", prende in esame sette paesi europei evidenziando come le procedure per ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere violino i diritti umani fondamentali in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania e Norvegia mentre in Irlanda non esista alcuna procedura, sebbene una legislazione in materia sia in cantiere.
Si stima che le persone transgender nei paesi dell'Unione europea siano circa un milione e mezzo.
In molti stati sono in vigore procedure rigorose attraverso le quali una persona può cambiare il sesso all'anagrafe.
Le persone transgender possono ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere solo se viene loro diagnosticato un disturbo mentale o se accettano di sottoporsi a procedure mediche come i trattamenti ormonali o interventi chirurgici che determinino una sterilità irreversibile.
In alcuni casi, devono dimostrare di essere single. Il tutto può durare anni.
"Gli stati devono assicurare che le persone transgender possano ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere attraverso una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla sua identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d'imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani" - ha sottolineato Perolini.
"Le persone si trovano a dover prendere un'odiosa decisione: o accettano di essere sottoposte a una serie di trattamenti e misure degradanti per volere dello stato o sono costrette a vivere con un genere basato sul sesso loro assegnato alla nascita, anche quando ciò contraddice il loro aspetto e la loro identità" - ha aggiunto Perolini.
In Irlanda non esiste ancora alcuna procedura per consentire alle persone transgender di cambiare il loro sesso all'anagrafe. Victoria, una transgender di Dublino, ha detto ad Amnesty International: "Il riconoscimento legale è importante perché finalmente non dovrei combattere per ottenere qualcosa cui ho diritto, come l'assistenza pubblica. Io voglio essere riconosciuta per chi maledettamente sono. È ridicolo che lo stato non mi riconosca per ciò che sono".
Il riconoscimento legale dell'identità di genere è fondamentale affinché le persone transgender beneficino dei loro diritti umani. Esse rischiano di essere discriminate ogni volta che devono esibire un documento in cui sono indicati nome e sesso all'anagrafe che non corrispondono alla loro identità ed espressione di genere.
Leggi le storie del nostro rapporto:
http://www.amnesty.it/europa-identita-negate-casi-di-persone-transgender
Scarica il rapporto in inglese "Lo stato decide chi sono: la mancanza di riconoscimento legale per le persone transgender in Europa":
http://www.amnesty.org/en/library/info/EUR01/001/2014/en
FONTE http://www.amnesty.it
Lgbt Roma: 7° FESTIVAL INTERNAZIONALE FILM CORTO A TEMA “TULIPANI DI SETA NERA: UN SORRISO DIVERSO” 8-9-10 febbraio
Torna uno dei più importanti e prestigiosi Festival di cinema breve che punta i riflettori sulla valorizzazione di tutte le diversità.
Giunto alla sua 7° edizione “Tulipani di Seta Nera: Un Sorriso Diverso” inizierà l’8 Febbraio dalle ore 9.30 alle 13,30 e il 9 febbraio dalle 15,00 alle 20,00 presso la Casa del Cinema di Roma concludendosi con un grande gala di premiazione il 10 febbraio dalle ore 19.00 al Teatro Olimpico.
La serata sarà introdotta dal giornalista Bruno Vespa
La conduzione della serata e delle due giornate di proiezioni è affidata ai conduttori Metis Di Meo e Christian Floris
Presidente del Festival Andrea Roncato
Presidente di Giuria Sara Iannone
Vice Presidente di Giuria Corrado Veneziano
Vice Presidente di Giuria Carlo Brancaleoni
Madrina dell’evento Giulia Electra Gorietti
Padrino dell’evento Flavio Parenti
Al termine della serata conclusiva l’ ORCHESTRA SINFONICA SAN MARCO DALL'AQUILA, diretta dal Maestro JACOPO SIPARI di PESCASSEROLI, terrà uno splendido concerto di beneficenza, in omaggio alle colonne sonore di grandi film, riproponendo brani tratti da pellicole indimenticabili come Titanic, Schindler’s list, Star Wars, Il signore degli anelli e molti altri.
Tante sono le nuove sorprese da non perdere, la serata sarà contornata da molti ospiti provenienti dal mondo del cinema e dello spettacolo.
Il “Festival Internazionale del Film Corto Tulipani di Seta Nera” (TSN) in programma a Roma dall’8 al 10 febbraio si è affermato ormai come uno dei più prestigiosi e significativi eventi di cinema sociale realizzati in Italia.
Nato da un’idea di Paola Tassone, e prodotto dall’Associazione studentesca universitaria “l’Università Cerca Lavoro” presieduta da Ilaria Battistelli, la rassegna, unica nel suo genere, vuole focalizzare e contrastare i pregiudizi legati al termine diversità, attraverso la promozione dei lavori dei registi e degli autori di cinema che sappiano raccontare tramite le immagini, non il semplice racconto di una diversità, ma l’essenza della diversità, sapendola soprattutto valorizzare.
Elemento interessante che, per il secondo anno il comitato artistico ha deciso di potenziare, è quello di premiare il lavoro dei giovani talenti: oltre al vincitore del festival, che riceverà il riconoscimento di Miglior Film, il festival vuol premiare il miglior regista emergente istituendo un premio in denaro al Miglior Sorriso Nascente.
Infine verrà assegnato il Premio Sorriso dei Giovani, questo premio il quale sarà conferito da una rosa di circa una decina di allievi di scuole e/o accademie che hanno preso parte al Tour Tulipani di Seta Nera, ed autorevoli ospiti provenienti dal mondo della cultura e vari professionisti, che andranno a costituire la Giuria di Giovani di VariEtà, presidente di questa giuria Serena Gray.
Infine all’interno del concorso sono state istituite due sezioni speciali dedicate all’Infanzia ed al valore della Sicurezza sul Lavoro: nella prima si sottolinea l’importanza dell’universo infantile, privo di pregiudizi e ricco di ingenuità e innocenza; nella seconda si mette in risalto la prevenzione e la sicurezza sui posti di lavoro, fondamento per un futuro migliore dei lavoratori e dei datori di lavoro.
fonte https://www.facebook.com/events/244095502427938/
Giunto alla sua 7° edizione “Tulipani di Seta Nera: Un Sorriso Diverso” inizierà l’8 Febbraio dalle ore 9.30 alle 13,30 e il 9 febbraio dalle 15,00 alle 20,00 presso la Casa del Cinema di Roma concludendosi con un grande gala di premiazione il 10 febbraio dalle ore 19.00 al Teatro Olimpico.
La serata sarà introdotta dal giornalista Bruno Vespa
La conduzione della serata e delle due giornate di proiezioni è affidata ai conduttori Metis Di Meo e Christian Floris
Presidente del Festival Andrea Roncato
Presidente di Giuria Sara Iannone
Vice Presidente di Giuria Corrado Veneziano
Vice Presidente di Giuria Carlo Brancaleoni
Madrina dell’evento Giulia Electra Gorietti
Padrino dell’evento Flavio Parenti
Al termine della serata conclusiva l’ ORCHESTRA SINFONICA SAN MARCO DALL'AQUILA, diretta dal Maestro JACOPO SIPARI di PESCASSEROLI, terrà uno splendido concerto di beneficenza, in omaggio alle colonne sonore di grandi film, riproponendo brani tratti da pellicole indimenticabili come Titanic, Schindler’s list, Star Wars, Il signore degli anelli e molti altri.
Tante sono le nuove sorprese da non perdere, la serata sarà contornata da molti ospiti provenienti dal mondo del cinema e dello spettacolo.
Il “Festival Internazionale del Film Corto Tulipani di Seta Nera” (TSN) in programma a Roma dall’8 al 10 febbraio si è affermato ormai come uno dei più prestigiosi e significativi eventi di cinema sociale realizzati in Italia.
Nato da un’idea di Paola Tassone, e prodotto dall’Associazione studentesca universitaria “l’Università Cerca Lavoro” presieduta da Ilaria Battistelli, la rassegna, unica nel suo genere, vuole focalizzare e contrastare i pregiudizi legati al termine diversità, attraverso la promozione dei lavori dei registi e degli autori di cinema che sappiano raccontare tramite le immagini, non il semplice racconto di una diversità, ma l’essenza della diversità, sapendola soprattutto valorizzare.
Elemento interessante che, per il secondo anno il comitato artistico ha deciso di potenziare, è quello di premiare il lavoro dei giovani talenti: oltre al vincitore del festival, che riceverà il riconoscimento di Miglior Film, il festival vuol premiare il miglior regista emergente istituendo un premio in denaro al Miglior Sorriso Nascente.
Infine verrà assegnato il Premio Sorriso dei Giovani, questo premio il quale sarà conferito da una rosa di circa una decina di allievi di scuole e/o accademie che hanno preso parte al Tour Tulipani di Seta Nera, ed autorevoli ospiti provenienti dal mondo della cultura e vari professionisti, che andranno a costituire la Giuria di Giovani di VariEtà, presidente di questa giuria Serena Gray.
Infine all’interno del concorso sono state istituite due sezioni speciali dedicate all’Infanzia ed al valore della Sicurezza sul Lavoro: nella prima si sottolinea l’importanza dell’universo infantile, privo di pregiudizi e ricco di ingenuità e innocenza; nella seconda si mette in risalto la prevenzione e la sicurezza sui posti di lavoro, fondamento per un futuro migliore dei lavoratori e dei datori di lavoro.
fonte https://www.facebook.com/events/244095502427938/
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venerdì 7 febbraio 2014
Lgbt Sochi: Cosa significa la protesta di Google per la Carta Olimpica?
Google protesta contro la discriminazione dei gay a Sochi 2014 e contro la strumentalizzazione della propaganda russa
La Carta Olimpica è un doodle arcobaleno: Google ricorda il giorno di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi visualizzando sulla sua homepage un logo con i colori della comunità gay e un estratto della Carta olimpica.
CARTA OLIMPICA: IL DOODLE ARCOBALENO
L’iniziativa è indirizzata sia verso gli atleti che verso gli spettatori che ieri sono stati ammoniti a non partecipare alla propaganda gay durante le Olimpiadi dal vice primo ministro russo Dmitry Kozak. Secondo Kozak tutto in conformità con la Carta Olimpica e la legge russa che vieta la propaganda durante un evento sportivo. E allora Google ricorda proprio citando la Carta olimpica che: «La pratica dello sport è un diritto umano. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare sport, senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione con spirito di amicizia, solidarietà e fair play», come recita il messaggio pubblicato in tutte le lingue del mondo da Google nel suo primo doodle sottotitolato.
Clicca per vedere la protesta di Google in tutte le lingue:
http://www.giornalettismo.com/archives/1343933/carta-olimpica-doodle-arcobaleno-carta-olimpica-gay/
CARTA OLIMPICA: IL DOODLE CHE NON NOMINA SOCHI
La protesta di Google contiene la citazione della Carta Olimpica, senza però mai nominare esplicitamente Sochi. Si tratta davvero di un’aperta presa di posizione nei confronti dei diritti degli omosessuali, dopo le leggi promulgate da Vladimir Putin che vietano la “propaganda dell’omosessualità”. Anche i risultati a cui rimanda Google non hanno nessun riferimento a Sochi 2014 ma solo ai principi antidiscriminatori della Carta Olimpica.
CARTA OLIMPICA: COSA E’
Tutti i clic sul doodle Google di oggi rimandano ai link relativi alla Carta Olimpica. La Carta Olimpica completa in italiano si può trovare a questo indirizzo. Redatta nel 1894 da Pierre de Coubertin e poi sottoposta ad ulteriori modifiche, è la principale fonte regolatrice delle attività e dell’organizzazione del movimento olimpico, e stabilisce che il suo scopo principale è costruire un mondo pacifico attraverso l’educazione dei giovani allo sport praticato senza discriminazioni di nessun tipo.
LA CARTA OLIMPICA, SOCHI E I GAY
Il presidente Barack Obama ha annunciato di aver nominato atleti gay come membri della delegazione americana che parteciperà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi per dimostrare che gli Stati Uniti rifiutano di «conformarsi alle discriminazioni». Inoltre il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha fatto un appello invitando a sollevarsi contro gli attacchi a lesbiche e gay nel suo discorso durante la sessione del Comitato Olimpico Internazionale.
CARTA OLIMPICA: IL VIDEO DEL DOODLE
Il doodle arcobaleno che riporta la citazione della Carta Olimpica viene riassunto e spiegato in un video
fonte http://www.giornalettismo.com di Maria Teresa Mura
La Carta Olimpica è un doodle arcobaleno: Google ricorda il giorno di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi visualizzando sulla sua homepage un logo con i colori della comunità gay e un estratto della Carta olimpica.
CARTA OLIMPICA: IL DOODLE ARCOBALENO
L’iniziativa è indirizzata sia verso gli atleti che verso gli spettatori che ieri sono stati ammoniti a non partecipare alla propaganda gay durante le Olimpiadi dal vice primo ministro russo Dmitry Kozak. Secondo Kozak tutto in conformità con la Carta Olimpica e la legge russa che vieta la propaganda durante un evento sportivo. E allora Google ricorda proprio citando la Carta olimpica che: «La pratica dello sport è un diritto umano. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare sport, senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione con spirito di amicizia, solidarietà e fair play», come recita il messaggio pubblicato in tutte le lingue del mondo da Google nel suo primo doodle sottotitolato.
Clicca per vedere la protesta di Google in tutte le lingue:
http://www.giornalettismo.com/archives/1343933/carta-olimpica-doodle-arcobaleno-carta-olimpica-gay/
CARTA OLIMPICA: IL DOODLE CHE NON NOMINA SOCHI
La protesta di Google contiene la citazione della Carta Olimpica, senza però mai nominare esplicitamente Sochi. Si tratta davvero di un’aperta presa di posizione nei confronti dei diritti degli omosessuali, dopo le leggi promulgate da Vladimir Putin che vietano la “propaganda dell’omosessualità”. Anche i risultati a cui rimanda Google non hanno nessun riferimento a Sochi 2014 ma solo ai principi antidiscriminatori della Carta Olimpica.
CARTA OLIMPICA: COSA E’
Tutti i clic sul doodle Google di oggi rimandano ai link relativi alla Carta Olimpica. La Carta Olimpica completa in italiano si può trovare a questo indirizzo. Redatta nel 1894 da Pierre de Coubertin e poi sottoposta ad ulteriori modifiche, è la principale fonte regolatrice delle attività e dell’organizzazione del movimento olimpico, e stabilisce che il suo scopo principale è costruire un mondo pacifico attraverso l’educazione dei giovani allo sport praticato senza discriminazioni di nessun tipo.
LA CARTA OLIMPICA, SOCHI E I GAY
Il presidente Barack Obama ha annunciato di aver nominato atleti gay come membri della delegazione americana che parteciperà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi per dimostrare che gli Stati Uniti rifiutano di «conformarsi alle discriminazioni». Inoltre il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha fatto un appello invitando a sollevarsi contro gli attacchi a lesbiche e gay nel suo discorso durante la sessione del Comitato Olimpico Internazionale.
CARTA OLIMPICA: IL VIDEO DEL DOODLE
Il doodle arcobaleno che riporta la citazione della Carta Olimpica viene riassunto e spiegato in un video
fonte http://www.giornalettismo.com di Maria Teresa Mura
Lgbt: Ban Ki-Moon a Sochi alla vigilia: "Il mondo si sollevi in difesa dei gay"
Il segretario generale dell'Onu fa sentire la sua voce durante la riunione del Comitato internazionale olimpico. Ma Mosca va avanti sulla sua strada. Il vicepremier: "Fare propapaganda politica durante un evento sportivo è contrario alla Carta olimpica e alla legge russa"
SOCHI - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha raccolto e rilanciato la polemica durissima che accompagna l'apertura, domani, dei giochi olimpici a Sochi. Ha detto che "tutti dovrebbero alzare la loro voce" contro gli attacchi ai gay. E per lanciare il suo monito ha scelto una occasione di primo piano, il suo intervento durante la riunione del Comitato internazionale olimpico, alla vigilia dell'apertura domani dei Giochi Invernali di Sochi.
"Molti atleti professionisti, gay ed eterosessuali, sono contro il pregiudizio", ha osservato il 'numero uno' del Palazzo di Vetro. "Noi tutti dobbiamo alzare la voce contro gli attacchi a lesbiche, gay, bisessuali, transgender e gli androgini. Dobbiamo essere contrari -ha aggiunto - all'arresto, l'imprigionamento e le restrizioni discriminatorie che fronteggiano".
I Giochi Invernali di Sochi sono stati fortemente voluto dal presidente russo, Vladimir Putin, e le parole di Ban appaiono come un monito contro la legge russa che punisce con il carcere la "propaganda" dell'omosessualità con i minori.
Mosca però va avanti sulla sua strada: il vicepremier russo, Dmitry Kozak, ha messo in guardia spettatori e atleti contro la promozione dei diritti degli omosessuali durante le Olimpiadi. Parlando con la stampa, Kozak ha ricordato che "fare propaganda politica nel corso di un evento sportivo è contrario alla Carta olimpica e alla legge russa". Il vicepremier ha ribadito che nel Paese non esiste discriminazione basata sull'orientamento sessuale. "Siamo adulti qui e possiamo condurre la nostra vita privata come riteniamo necessario", ha detto, spiegando poi che "(i gay) possono fare propaganda della loro sessualità tra gli adulti, ma non c'è bisogno di coinvolgere i bambini".
fonte http://www.repubblica.it/speciali/olimpiadi/sochi2014/2014/02/06/news/ban_ki-moon_difende_gay_a_sochi-77820964/?ref=HREA-1
SOCHI - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha raccolto e rilanciato la polemica durissima che accompagna l'apertura, domani, dei giochi olimpici a Sochi. Ha detto che "tutti dovrebbero alzare la loro voce" contro gli attacchi ai gay. E per lanciare il suo monito ha scelto una occasione di primo piano, il suo intervento durante la riunione del Comitato internazionale olimpico, alla vigilia dell'apertura domani dei Giochi Invernali di Sochi.
"Molti atleti professionisti, gay ed eterosessuali, sono contro il pregiudizio", ha osservato il 'numero uno' del Palazzo di Vetro. "Noi tutti dobbiamo alzare la voce contro gli attacchi a lesbiche, gay, bisessuali, transgender e gli androgini. Dobbiamo essere contrari -ha aggiunto - all'arresto, l'imprigionamento e le restrizioni discriminatorie che fronteggiano".
I Giochi Invernali di Sochi sono stati fortemente voluto dal presidente russo, Vladimir Putin, e le parole di Ban appaiono come un monito contro la legge russa che punisce con il carcere la "propaganda" dell'omosessualità con i minori.
Mosca però va avanti sulla sua strada: il vicepremier russo, Dmitry Kozak, ha messo in guardia spettatori e atleti contro la promozione dei diritti degli omosessuali durante le Olimpiadi. Parlando con la stampa, Kozak ha ricordato che "fare propaganda politica nel corso di un evento sportivo è contrario alla Carta olimpica e alla legge russa". Il vicepremier ha ribadito che nel Paese non esiste discriminazione basata sull'orientamento sessuale. "Siamo adulti qui e possiamo condurre la nostra vita privata come riteniamo necessario", ha detto, spiegando poi che "(i gay) possono fare propaganda della loro sessualità tra gli adulti, ma non c'è bisogno di coinvolgere i bambini".
fonte http://www.repubblica.it/speciali/olimpiadi/sochi2014/2014/02/06/news/ban_ki-moon_difende_gay_a_sochi-77820964/?ref=HREA-1
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Il giornalista Paolo Colombo e il cantante Davide Papasidero ospiti di Oltre le Differenze si parla di sport e omosessualità
Su Antenna Radio Esse, Venerdì 7 febbraio alle 21, nel format radiofonico sul mondo LGBTQI si parla delle Olimpiadi invernali di Sochi
Venerdì 7 febbraio si terrà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali 2014 a Sochi, in Russia, Olimpiadi che stanno molto facendo parlare di sé da mesi a causa delle tensioni e delle preoccupazioni rispetto al clima omofobico e alle leggi anti-gay in vigore nel paese di Putin. Questo sarà il tema centrale della puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 7 febbraio alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it, con la partecipazione anche del giornalista sportivo di La7 Paolo Colombo.
Apertura dedicata alla musica con il cantante romano Davide Papasidero, concorrente di X-Factor 5 e vincitore del Festival di Castrocaro 2013, che presenta il suo ultimo EP “Adesso oppure mai”. Un’approfondita riflessione sul legame tra Olimpiadi e quesioni politiche sarà affrontata insieme al vice-caposervizio della redazione sportiva del TG La7 Paolo Colombo, noto giornalista sportivo che da tempo solleva la questione dell’omofobia anche nel calcio italiano. Uno sguardo infine al locale insieme a Francesco Micheli, vice allenatore e preparatore del Siena Rugby 2000, che testimonierà un esempio di unione tra sport e diritti, si tratta del calendario contro omofobie e bullismo realizzato insieme al Movimento Pansessuale Arcigay Siena.
In chiusura consueto spazio alle segnalazioni di libri, film e appuntamenti a tema nello scaffale LGBT. Come sempre, c'è la possibilità di interagire con la redazione del programma ai contatti: 366 2809050 o redazione.oltreledifferenze@gmail.com. E’ attiva una pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE
Venerdì 7 febbraio si terrà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali 2014 a Sochi, in Russia, Olimpiadi che stanno molto facendo parlare di sé da mesi a causa delle tensioni e delle preoccupazioni rispetto al clima omofobico e alle leggi anti-gay in vigore nel paese di Putin. Questo sarà il tema centrale della puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 7 febbraio alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it, con la partecipazione anche del giornalista sportivo di La7 Paolo Colombo.
Apertura dedicata alla musica con il cantante romano Davide Papasidero, concorrente di X-Factor 5 e vincitore del Festival di Castrocaro 2013, che presenta il suo ultimo EP “Adesso oppure mai”. Un’approfondita riflessione sul legame tra Olimpiadi e quesioni politiche sarà affrontata insieme al vice-caposervizio della redazione sportiva del TG La7 Paolo Colombo, noto giornalista sportivo che da tempo solleva la questione dell’omofobia anche nel calcio italiano. Uno sguardo infine al locale insieme a Francesco Micheli, vice allenatore e preparatore del Siena Rugby 2000, che testimonierà un esempio di unione tra sport e diritti, si tratta del calendario contro omofobie e bullismo realizzato insieme al Movimento Pansessuale Arcigay Siena.
In chiusura consueto spazio alle segnalazioni di libri, film e appuntamenti a tema nello scaffale LGBT. Come sempre, c'è la possibilità di interagire con la redazione del programma ai contatti: 366 2809050 o redazione.oltreledifferenze@gmail.com. E’ attiva una pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE
mercoledì 5 febbraio 2014
Lgbt: Il sindaco di New York, Bill De Blasio sceglie i gay e diserta la sfilata irlandese
Il 17 marzo la tradizionale sfilata di San Patrizio. Ma il sindaco protesta contro il divieto di esporre simboli dell'orgoglio omosex
Solidarietà alla comunità omosessuale. Il sindaco di New York, Bill de Blasio non parteciperà alla parata del St.
Patrick's Day, per protesta contro il divieto di esporre simboli dell'orgoglio gay. Il 17 marzo de Blasio non camminerà lungo la Quinta strada, dove è tradizione che ogni anno sfili il corteo della Festa di San Patrizio più grande degli Stati Uniti e dove quest'anno gli organizzatori si aspettano più di un milione di persone.
Il suo predecessore alla carica di sindaco di New York, Michael Bloomberg, non è mai mancato all'evento, mentre de Blasio aveva già rifiutato di sfilare quando era difensore civico. Gli organizzatori della parata hanno dichiarato che gli omosessuali sono i benvenuti, ma che i simboli dell'orgoglio gay non lo sono altrettanto: sostengono che distrarrebbero dal reale significato della sfilata, l'eredità irlandese.
Dopo il cosiddetto «scandalo pizza-gate», Bill de Blasio ha anche rotto gli indugi e la tradizione di famiglia e mangiato la pizza con le mani: l'iniziazione è avvenuta in tv, durante il «Daily Show» con Jon Stewart. Si tratta della prima apparizione per il sindaco di New York ad un «late night show», un programma di seconda serata, a un mese dal suo insediamento a City Hall.
Perfettamente a suo agio, de Blasio ha esordito con una battuta sulla neve a New York e le polemiche per come è stata gestita nell'Upper East Side, dove i cittadini si sono lamentati per la mancanza di un pronto intervento. Con la città di nuovo coperta dalla neve, Stewart ha fatto notare che questa è la terza pesante nevicata da quando de Blasio è sindaco.
«Durante i 12 anni di mandato del milionario Bloomberg - ha detto - non ha mai nevicato una volta». «Credo che lui abbia pagato l'uomo giusto - ha replicato il sindaco - ha i soldi per farlo». Ma in realtà è stato l'argomento pizza a tenere banco. Stewart ha invitato il sindaco a mangiarla nel modo «giusto»: «Lei è un uomo del popolo, mangi come uno di loro», gli ha detto.
E invece, de Blasio ha tirato fuori dalla giacca forchetta e coltello. «Come sindaco di Napoli, intendo di New York, siamo sempre pronti per la nostra pizza», ha spiegato scherzando, e aggiungendo che il mangiare la pizza in quel modo gli viene dai suoi antenati italiani. A quel punto, sono partiti dei fischi dalla platea e messo alle strette il sindaco de Blasio ha afferrato un pezzo di pizza con le mani e ha iniziato a mangiarlo.
Intanto, la forchetta «incriminata» - quella usata da de Blasio per mangiare la pizza in una pizzeria di Staten Island, dando così il via al «pizza-gate» finito su tutti i giornali - andrà addirittura all'asta, ma per beneficenza: il ricavato andrà a favore del Sandy Relief, il fondo per le vittime dell'uragano Sandy.
fonte http://www.ilgiornale.it
Solidarietà alla comunità omosessuale. Il sindaco di New York, Bill de Blasio non parteciperà alla parata del St.
Patrick's Day, per protesta contro il divieto di esporre simboli dell'orgoglio gay. Il 17 marzo de Blasio non camminerà lungo la Quinta strada, dove è tradizione che ogni anno sfili il corteo della Festa di San Patrizio più grande degli Stati Uniti e dove quest'anno gli organizzatori si aspettano più di un milione di persone.
Il suo predecessore alla carica di sindaco di New York, Michael Bloomberg, non è mai mancato all'evento, mentre de Blasio aveva già rifiutato di sfilare quando era difensore civico. Gli organizzatori della parata hanno dichiarato che gli omosessuali sono i benvenuti, ma che i simboli dell'orgoglio gay non lo sono altrettanto: sostengono che distrarrebbero dal reale significato della sfilata, l'eredità irlandese.
Dopo il cosiddetto «scandalo pizza-gate», Bill de Blasio ha anche rotto gli indugi e la tradizione di famiglia e mangiato la pizza con le mani: l'iniziazione è avvenuta in tv, durante il «Daily Show» con Jon Stewart. Si tratta della prima apparizione per il sindaco di New York ad un «late night show», un programma di seconda serata, a un mese dal suo insediamento a City Hall.
Perfettamente a suo agio, de Blasio ha esordito con una battuta sulla neve a New York e le polemiche per come è stata gestita nell'Upper East Side, dove i cittadini si sono lamentati per la mancanza di un pronto intervento. Con la città di nuovo coperta dalla neve, Stewart ha fatto notare che questa è la terza pesante nevicata da quando de Blasio è sindaco.
«Durante i 12 anni di mandato del milionario Bloomberg - ha detto - non ha mai nevicato una volta». «Credo che lui abbia pagato l'uomo giusto - ha replicato il sindaco - ha i soldi per farlo». Ma in realtà è stato l'argomento pizza a tenere banco. Stewart ha invitato il sindaco a mangiarla nel modo «giusto»: «Lei è un uomo del popolo, mangi come uno di loro», gli ha detto.
E invece, de Blasio ha tirato fuori dalla giacca forchetta e coltello. «Come sindaco di Napoli, intendo di New York, siamo sempre pronti per la nostra pizza», ha spiegato scherzando, e aggiungendo che il mangiare la pizza in quel modo gli viene dai suoi antenati italiani. A quel punto, sono partiti dei fischi dalla platea e messo alle strette il sindaco de Blasio ha afferrato un pezzo di pizza con le mani e ha iniziato a mangiarlo.
Intanto, la forchetta «incriminata» - quella usata da de Blasio per mangiare la pizza in una pizzeria di Staten Island, dando così il via al «pizza-gate» finito su tutti i giornali - andrà addirittura all'asta, ma per beneficenza: il ricavato andrà a favore del Sandy Relief, il fondo per le vittime dell'uragano Sandy.
fonte http://www.ilgiornale.it
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martedì 4 febbraio 2014
Lgbt: Danza "Momix Alchemy" Al Teatro Verdi di Firenze dal 11 al 16 febbraio 2014
Replica a grande richiesta ‘Momix Alchemy’, ultima straordinaria opera multimediale del ‘Mago dei Maghi’ Moses Pendleton, sul palco del Verdi dall’11 al 16 febbraio (sempre ore 20.45, venerdì e domenica anche 16.45).
Ad ispirare l’immaginazione di Pendleton è stata l’eterna ricerca dell’oro segreto che vive nel profondo della nostra essenza, rivelato solo dagli uomini capaci di scrutare il mondo con occhi creativi.
"Da qualche parte c’è sempre l’oro, se scavi a fondo"
Moses Pendleton
È uno spettacolo multimediale realizzato dai suoi superbi ballerini, un lavoro pieno di fantasia, ironia, bellezza e mistero.
Mentre con Bothanica il pubblico era trascinato in un viaggio surreale attraverso le stagioni dell’anno, in ALCHEMY Pendleton svela i segreti dei quattro elementi primordiali – terra, aria, fuoco, acqua – e crea uno spettacolo che sprigiona arcane suggestioni e attira lo spettatore in una dimensione surreale.
Miscelando le sostanze base nei loro alambicchi e fornaci, gli antichi alchimisti cercavano l’elisir di lunga vita o la formula dell’oro. Gli alchimisti non lavoravano da soli; evocavano gli spiriti, perchè li aiutassero nei loro riti segreti. Allo stesso modo si dispiega il processo creativo di ALCHEMY, con gli "apprendisti - stregoni" MOMIX nel ruolo di supporti. Riusciranno a trovare la formula dell’elisir? Creeranno l’oro?
Sicuramente, per chi crede nell’arte dell’illusione e nell’illusione dell’arte.
Una cosa è certa: dopo ALCHEMY nessuno sarà uguale a prima!
Questa è la promessa alchemica di Moses Pendleton ...
“Quando l’occhio è rapito da una alchimia di suoni, luci, colori, visioni, inizia a vedere cose che altrimenti sarebbe impossibilitato a vedere”.
Info - 055.212320 www.teatroverdionline.it
fonte http://www.danzadance.com
Ad ispirare l’immaginazione di Pendleton è stata l’eterna ricerca dell’oro segreto che vive nel profondo della nostra essenza, rivelato solo dagli uomini capaci di scrutare il mondo con occhi creativi.
"Da qualche parte c’è sempre l’oro, se scavi a fondo"
Moses Pendleton
È uno spettacolo multimediale realizzato dai suoi superbi ballerini, un lavoro pieno di fantasia, ironia, bellezza e mistero.
Mentre con Bothanica il pubblico era trascinato in un viaggio surreale attraverso le stagioni dell’anno, in ALCHEMY Pendleton svela i segreti dei quattro elementi primordiali – terra, aria, fuoco, acqua – e crea uno spettacolo che sprigiona arcane suggestioni e attira lo spettatore in una dimensione surreale.
Miscelando le sostanze base nei loro alambicchi e fornaci, gli antichi alchimisti cercavano l’elisir di lunga vita o la formula dell’oro. Gli alchimisti non lavoravano da soli; evocavano gli spiriti, perchè li aiutassero nei loro riti segreti. Allo stesso modo si dispiega il processo creativo di ALCHEMY, con gli "apprendisti - stregoni" MOMIX nel ruolo di supporti. Riusciranno a trovare la formula dell’elisir? Creeranno l’oro?
Sicuramente, per chi crede nell’arte dell’illusione e nell’illusione dell’arte.
Una cosa è certa: dopo ALCHEMY nessuno sarà uguale a prima!
Questa è la promessa alchemica di Moses Pendleton ...
“Quando l’occhio è rapito da una alchimia di suoni, luci, colori, visioni, inizia a vedere cose che altrimenti sarebbe impossibilitato a vedere”.
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Sochi: Katy Perry e Madonna in difesa dei diritti LGBT: il video per #GayPropaganda
Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Sochi, Katy Perry e Madonna hanno unito le forze (e la loro popolarità mondiale) per portare all’attenzione del pubblico la questione delle discriminazioni alla comunità LGBT in Russia, protestando in particolare contro una legge del governo che vieta la cosiddetta “propaganda gay”.
Un mese fa la popstar californiana era stata scelta da Madonna per collaborare al suo progetto of Art For Freedom, un’iniziativa digitale globale impegnata a promuovere attraverso l’arte la questione dei diritti umani e delle loro violazioni. Insieme hanno dato vita ad un nuovo progetto lanciato in rete, con la pubblicazione di una serie di video di protesta legati all’hashtag “(We Are) #GayPropaganda”.
La nuova iniziativa, come spiegato dal comunicato stampa che l’ha annunciata, “cerca di ridefinire la ‘propaganda gay’ chiedendo alla comunità LGBT e ai loro sostenitori in tutto il mondo: Cos’è #PropagandaGay per te?“. L’iniziativa invita ad unirsi a questo movimento d’opinione caricando i propri progetti (foto, opere d’arte e narrazione) su Artforfreedom.com, o diffondendo la notizia attraverso i social media con l’hashtag #GayPropaganda, così da fare luce sulla situazione della comunità LGBT della Russia.
Il terzo video della serie, ispirato dalle recenti immagini di violenza contro la comunità LGBT in Russia, è stato pubblicato su Twitter da Katy Perry, guest curator di gennaio sulla piattaforma lanciata da Madonna. Ecco il video dal titolo The Peace Sign.
Madonna ha lanciato Art For Freedom in collaborazione con Vice magazine come “un’iniziativa globale per incoraggiare l’espressione creativa” e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle violazioni dei diritti umani. Katy Perry, che era stata criticata proprio per aver ceduto i diritti di una sua canzone per lo spot dei Giochi Olimpici di Sochi, si è unita con entusiasmo al progetto: “Credo che il 2014 possa essere un anno di grandi cambiamenti sociali. Insieme possiamo tutti lottare per i diritti umani – ha spiegato la popstar, invitando tutti a partecipare – Lascia che la tua arte sia la tua voce“.
fonte http://www.optimaitalia.com di Claudia Gagliardi
Un mese fa la popstar californiana era stata scelta da Madonna per collaborare al suo progetto of Art For Freedom, un’iniziativa digitale globale impegnata a promuovere attraverso l’arte la questione dei diritti umani e delle loro violazioni. Insieme hanno dato vita ad un nuovo progetto lanciato in rete, con la pubblicazione di una serie di video di protesta legati all’hashtag “(We Are) #GayPropaganda”.
La nuova iniziativa, come spiegato dal comunicato stampa che l’ha annunciata, “cerca di ridefinire la ‘propaganda gay’ chiedendo alla comunità LGBT e ai loro sostenitori in tutto il mondo: Cos’è #PropagandaGay per te?“. L’iniziativa invita ad unirsi a questo movimento d’opinione caricando i propri progetti (foto, opere d’arte e narrazione) su Artforfreedom.com, o diffondendo la notizia attraverso i social media con l’hashtag #GayPropaganda, così da fare luce sulla situazione della comunità LGBT della Russia.
Il terzo video della serie, ispirato dalle recenti immagini di violenza contro la comunità LGBT in Russia, è stato pubblicato su Twitter da Katy Perry, guest curator di gennaio sulla piattaforma lanciata da Madonna. Ecco il video dal titolo The Peace Sign.
Madonna ha lanciato Art For Freedom in collaborazione con Vice magazine come “un’iniziativa globale per incoraggiare l’espressione creativa” e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle violazioni dei diritti umani. Katy Perry, che era stata criticata proprio per aver ceduto i diritti di una sua canzone per lo spot dei Giochi Olimpici di Sochi, si è unita con entusiasmo al progetto: “Credo che il 2014 possa essere un anno di grandi cambiamenti sociali. Insieme possiamo tutti lottare per i diritti umani – ha spiegato la popstar, invitando tutti a partecipare – Lascia che la tua arte sia la tua voce“.
fonte http://www.optimaitalia.com di Claudia Gagliardi
lunedì 3 febbraio 2014
Sochi, Letta: "Andrò a cerimonia per difendere i diritti dei gay, e per aiutare Roma 2024" Invito a ripensarci da senatori Pd e dal gay Center
Il premier Enrico Letta ha chiarito i motivi della sua partecipazione alal cerimonia di inaugurazione delle olimpiadi invernali di Sochi. “Ho preso questa decisione dopo una consultazione con il presidente della Repubblica, il ministro dello Sport e il presidente del Coni”, ha detto nel corso di una conferenza stampa a Doha.
“Riteniamo che questa presenza sia utile per sottolineare soprattutto la candidatura italiana di Roma alle olimpiadi del 2024, cui crediamo tantissimo. Bisogna essere a Sochi per cominciare a far marciare questa candidatura”, ha detto. Tuttavia, ha spiegato citando le ‘polemiche’ in Italia, “nella mia partecipazione sia qui sia lì ribadirò con assoluta nettezza la nostra contarierà a qualsiasi normativa discriminatoria contro gli atleti gay. Questo fa parte della cultura italiana”, ha aggiunto.
SENATORI PD: LETTA NON VADA
“Ci auguriamo che il Premier Letta ci ripensi. I principali leader europei non andranno all’inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi, incomprensibile che l’Italia partecipi al massimo livello.
Non si contrasta certo così la politica discriminatoria nei confronti di gay e minoranze perpetuata da Putin”. Lo affermano i senatori del Pd Isabella De Monte, Nadia Ginetti, Mario Morgoni, Claudio Moscardelli e Francesco Scalia.
“Stiamo per assumere la guida del semestre europeo-sottolineano i parlamentari- e ci distinguiamo subito con la presenza del Presidente del Consiglio ad una inaugurazione disertata da molti altri leader.
Il rispetto dei diritti civili è una battaglia che riguarda le nostre stesse radici culturali, abbandonarla per ottenere l’appoggio russo alla candidatura di Roma nel 2024 è sbagliato”, concludono i senatori.
GAY CENTER A LETTA: ERRORE ANDARE CERIMONIA SOCHI
“Che dirà Letta a Putin andando a Sochi? Che l’Italia è l’unico Paese europeo a non avere leggi contro l’omofobia e sui matrimoni gay? Vedremo.
Letta avrebbe dovuto disertare l’inaugurazione, la sua decisione diversa da quella di Merkel, Hollande, Cameron e Obama è un errore.
Mentre Letta sarà a Sochi all’inaugurazione noi manifesteremo davanti all’Ambasciata russa a Roma esponendo una grande bandiera gay di sette metri per protestare contro le leggi omofobe di Putin”. Lo dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center.
fonte http://qn.quotidiano.net
“Riteniamo che questa presenza sia utile per sottolineare soprattutto la candidatura italiana di Roma alle olimpiadi del 2024, cui crediamo tantissimo. Bisogna essere a Sochi per cominciare a far marciare questa candidatura”, ha detto. Tuttavia, ha spiegato citando le ‘polemiche’ in Italia, “nella mia partecipazione sia qui sia lì ribadirò con assoluta nettezza la nostra contarierà a qualsiasi normativa discriminatoria contro gli atleti gay. Questo fa parte della cultura italiana”, ha aggiunto.
SENATORI PD: LETTA NON VADA
“Ci auguriamo che il Premier Letta ci ripensi. I principali leader europei non andranno all’inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi, incomprensibile che l’Italia partecipi al massimo livello.
Non si contrasta certo così la politica discriminatoria nei confronti di gay e minoranze perpetuata da Putin”. Lo affermano i senatori del Pd Isabella De Monte, Nadia Ginetti, Mario Morgoni, Claudio Moscardelli e Francesco Scalia.
“Stiamo per assumere la guida del semestre europeo-sottolineano i parlamentari- e ci distinguiamo subito con la presenza del Presidente del Consiglio ad una inaugurazione disertata da molti altri leader.
Il rispetto dei diritti civili è una battaglia che riguarda le nostre stesse radici culturali, abbandonarla per ottenere l’appoggio russo alla candidatura di Roma nel 2024 è sbagliato”, concludono i senatori.
GAY CENTER A LETTA: ERRORE ANDARE CERIMONIA SOCHI
“Che dirà Letta a Putin andando a Sochi? Che l’Italia è l’unico Paese europeo a non avere leggi contro l’omofobia e sui matrimoni gay? Vedremo.
Letta avrebbe dovuto disertare l’inaugurazione, la sua decisione diversa da quella di Merkel, Hollande, Cameron e Obama è un errore.
Mentre Letta sarà a Sochi all’inaugurazione noi manifesteremo davanti all’Ambasciata russa a Roma esponendo una grande bandiera gay di sette metri per protestare contro le leggi omofobe di Putin”. Lo dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center.
fonte http://qn.quotidiano.net
domenica 2 febbraio 2014
Lgbt Mosca: Amnesty fa volteggiare ballerina in manette. Contro Putin. In tutù, nel gelo della capitale russa
Raccolta di firme per una petizione destinata a Vladimir Putin, presidente della Russia, sui diritti umani coronata da una ballerina - in manette - che danza in un giardino di Mosca nel gelo di gennaio.
Così si è conclusa la campagna di Amnesty International, il cui scopo era l'abolizione delle nuove leggi varate da putin, sulla propaganda gay e sugli agenti stranieri, la criminalizzazione della diffamazione e l'insulto di sentimenti religiosi nella legislazione russa.
"Una Russia commovente ma priva di libertà", registra il giornale di opposizione Novaja Gazeta, diventato famoso perchè ci lavorava Anna Politkovskaia.
La ballerina è Aleksandra Portiannikova. Mentre ballava, con lei c'erano alcuni militanti che esponevano una citazione di Putin: "Una delle priorità dello Stato e della società deve essere il sostegno del movimento per la difesa dei diritti umani".
Secondo gli attivisti per i diritti umani di Amnesty International, le parole del presidente della Russia non corrispondono alla situazione reale del Paese.
fonte http://www.tmnews.it fonte foto http://video.repubblica.it/
GUARDA IL VIDEO A QUESTO LINK:
http://video.repubblica.it/mondo/mosca-balla-con-le-manette-a-20-gradi/154420/152919
Così si è conclusa la campagna di Amnesty International, il cui scopo era l'abolizione delle nuove leggi varate da putin, sulla propaganda gay e sugli agenti stranieri, la criminalizzazione della diffamazione e l'insulto di sentimenti religiosi nella legislazione russa.
"Una Russia commovente ma priva di libertà", registra il giornale di opposizione Novaja Gazeta, diventato famoso perchè ci lavorava Anna Politkovskaia.
La ballerina è Aleksandra Portiannikova. Mentre ballava, con lei c'erano alcuni militanti che esponevano una citazione di Putin: "Una delle priorità dello Stato e della società deve essere il sostegno del movimento per la difesa dei diritti umani".
Secondo gli attivisti per i diritti umani di Amnesty International, le parole del presidente della Russia non corrispondono alla situazione reale del Paese.
fonte http://www.tmnews.it fonte foto http://video.repubblica.it/
GUARDA IL VIDEO A QUESTO LINK:
http://video.repubblica.it/mondo/mosca-balla-con-le-manette-a-20-gradi/154420/152919
sabato 1 febbraio 2014
Lgbt Campania: Candelora, Carlo Cremona: Irpinia faro del nostro cammino. L’intervista
Il responsabile I-Ken Campania: la violenza di genere passa in Italia attraverso il femminicidio, ma la realtà in cui viviamo è misogina a tutti gli effetti, e passa attraverso il disprezzo contro femmine, femminielli ed effemminati
Domani saliremo tutti insieme a Montevergine e, come ogni anno da quando siamo nati, abbiamo celebrato la vigilia della Candelora con Carlo Cremona, responsabile campano di I Ken Campania.
«Celebrare un Candelora day - ci ha detto Cremona - è solo la rappresentazione di un’Italia libera e democratica, che si scontra contro una realtà politica che non riconosce l’uguaglianza sociale agli LGBT. Salire a Montevergine significa rinnovare il nostro orgoglio gay di volta in volta: si va lì principalmente per entrare in Chiesa, accendere le luci ed esprimere a Mamma Schiavona i nostri desideri, ballando e cantando».
Cremona, però, mette in guardia dalla dannosa parcellizzazione che sta interessando il movimento: «non dobbiamo più perdere il tempo a studiare l’evento o i femminielli, ma lavorare insieme per la creazione di hub, di sportelli per la tutela degli LGBT, insieme alle donne e ai minori. La violenza di genere passa in Italia attraverso il femminicidio, ma la realtà in cui viviamo è misogina a tutti gli effetti, e passa attraverso il disprezzo contro femmine, femminielli ed effemminati». A tal proposito, il protocollo d’intesa del Comune di Avellino fatto con due assessorati è certamente indice di una sensibilità maggiore, ma la vera priorità è l’avvio di un percorso di comunicazione, fatto di dialogo e confronto.
Quella di I Ken è una realtà unica, ma è principalmente la voce dell’Irpinia in Italia, un modello autonomo e forte. «Prima dell’effetto mediatico - ha aggiunto Cremona - l’Irpinia non aveva ben capito che gli LGBT sono presenti anche qua. Noi vogliamo essere solo noi stessi, e dire al mondo “IO ESISTO”, e chiediamo solo la libertà di poter salire da Mamma Schiavona per pregarla, e chiederle aiuto contro le discriminazioni».
fonte http://www.orticalab.it/ di Marco Staglianò
Domani saliremo tutti insieme a Montevergine e, come ogni anno da quando siamo nati, abbiamo celebrato la vigilia della Candelora con Carlo Cremona, responsabile campano di I Ken Campania.
«Celebrare un Candelora day - ci ha detto Cremona - è solo la rappresentazione di un’Italia libera e democratica, che si scontra contro una realtà politica che non riconosce l’uguaglianza sociale agli LGBT. Salire a Montevergine significa rinnovare il nostro orgoglio gay di volta in volta: si va lì principalmente per entrare in Chiesa, accendere le luci ed esprimere a Mamma Schiavona i nostri desideri, ballando e cantando».
Cremona, però, mette in guardia dalla dannosa parcellizzazione che sta interessando il movimento: «non dobbiamo più perdere il tempo a studiare l’evento o i femminielli, ma lavorare insieme per la creazione di hub, di sportelli per la tutela degli LGBT, insieme alle donne e ai minori. La violenza di genere passa in Italia attraverso il femminicidio, ma la realtà in cui viviamo è misogina a tutti gli effetti, e passa attraverso il disprezzo contro femmine, femminielli ed effemminati». A tal proposito, il protocollo d’intesa del Comune di Avellino fatto con due assessorati è certamente indice di una sensibilità maggiore, ma la vera priorità è l’avvio di un percorso di comunicazione, fatto di dialogo e confronto.
Quella di I Ken è una realtà unica, ma è principalmente la voce dell’Irpinia in Italia, un modello autonomo e forte. «Prima dell’effetto mediatico - ha aggiunto Cremona - l’Irpinia non aveva ben capito che gli LGBT sono presenti anche qua. Noi vogliamo essere solo noi stessi, e dire al mondo “IO ESISTO”, e chiediamo solo la libertà di poter salire da Mamma Schiavona per pregarla, e chiederle aiuto contro le discriminazioni».
fonte http://www.orticalab.it/ di Marco Staglianò
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venerdì 31 gennaio 2014
Lgbt New York: Barneys a sorpresa: 17 modelli e modelle transgender per la nuova campagna
Lea T e Andrej Pejic hanno fatto scuola.
Il mondo della moda apre sempre più le porte all’Universo Transgender, con Barneys che ha dedicato un’intera campagna, ‘Brothers, Sisters, Sons & Daughters’, a questa realtà troppo spesso taciuta e nascosta.
Lo scopo della campagna è proprio quello di incrementare la visibilità trans, con 17 modelli e modelle fotografati da Bruce Weber e intervistati da Patricia Bosworth di Vanity Fair.
Storie condivise sul sito ufficiale di Barneys New York, con Weber che ha così commentato il tutto:
“Spero che le mie fotografie e i miei filmati di questi 17 nuovi amici, che sono uomini e donne trans, possano trasmettere il rispetto che ho per loro e la soggezione che ho nei confronti del loro coraggio nell’affrontare il mondo“.
Arin Andrews, Katie Hill, Edie Charles, Valentijn de Hingh, Ashley de la Cruz, Sawyer Devuyst, Peche Di, Dezjorn Gauthier, Trevon Haynes, Eve Lindley, Niki M’nray, Ryley Pogensky, Ines Rau, May Simon, Ahya Taylor, Maxie Ne e Gisele Xtravaganza. Questi i nomi. Complimenti a Barneys.
QUI foto e storie: http://thewindow.barneys.com/tag/brothers-sisters/
fonte http://www.spetteguless.it/
Il mondo della moda apre sempre più le porte all’Universo Transgender, con Barneys che ha dedicato un’intera campagna, ‘Brothers, Sisters, Sons & Daughters’, a questa realtà troppo spesso taciuta e nascosta.
Lo scopo della campagna è proprio quello di incrementare la visibilità trans, con 17 modelli e modelle fotografati da Bruce Weber e intervistati da Patricia Bosworth di Vanity Fair.
Storie condivise sul sito ufficiale di Barneys New York, con Weber che ha così commentato il tutto:
“Spero che le mie fotografie e i miei filmati di questi 17 nuovi amici, che sono uomini e donne trans, possano trasmettere il rispetto che ho per loro e la soggezione che ho nei confronti del loro coraggio nell’affrontare il mondo“.
Arin Andrews, Katie Hill, Edie Charles, Valentijn de Hingh, Ashley de la Cruz, Sawyer Devuyst, Peche Di, Dezjorn Gauthier, Trevon Haynes, Eve Lindley, Niki M’nray, Ryley Pogensky, Ines Rau, May Simon, Ahya Taylor, Maxie Ne e Gisele Xtravaganza. Questi i nomi. Complimenti a Barneys.
QUI foto e storie: http://thewindow.barneys.com/tag/brothers-sisters/
fonte http://www.spetteguless.it/
“Vorrei ma non posso – it’s wedding time” il film documentario LGBT diretto da Enzo Facente
“Vorrei ma non posso – it’s wedding time” è il film documentario diretto da Enzo Facente, che tenta di ricostruire la storia di questo Paese nel campo del riconoscimento dei diritti civili, a partire dalla prima manifestazione omosessuale, avvenuta nel Belpaese nel 1980.
Il nome proviene da una manifestazione avviata tra il 2012 e il 2013 da due associazioni di Torino, Quore e Queever, le quali hanno raccolto le firme per richiedere la parità dei diritti per le unioni omosessuali e la compilazione di alcune cartoline, che poi sono state inviate al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ne ha ricevuto un totale di quindi mila.
Questo gesto era per chiedere al Capo dello Stato, oltre al riconoscimento dei diritti, anche di pensare e far riflettere le istituzioni sulla necessità di eguagliare i diritti anche per le unioni omosessuali, delle quali se ne sono svolte alcune simboliche durante i vari gay pride.
Il documentario raccoglie le dichiarazioni di grandi personaggi politici, da Bersani alla Bindi, fino a D’Alema e la Concia, passando per Don Antonio Gallo, che non è un politico ma si è attivato per tutta la vita a difesa dei diritti meglio della politica italiana. Ed è proprio la politica una dei protagonisti di questo documentario, per la quale si cerca di capire la sua posizione, che in tutti questi anni è riuscita a elaborare solo una smilza legge contro l’omofobia, ora ferma in Senato e che non tutela la comunità come dovrebbe.
Nulla di nuovo quindi? Non proprio. Il film sarà proiettato questa sera a Siracusa, in una zona dove l’omosessulità non è ancora vista di buon occhio. Un passo in avanti, si, ma soprattutto un richiamo per la politica, vera destinatario di questo documentario, il quale viene usato come strumento per richiedere, ancora una volta, una mobilitazione delle istituzione per una tutela e riconoscimenti per la comunità LGBT.
GUARDA IL TRAILER A QUESTO LINK:
http://www.youtube.com/watch?v=Ikzg-2lJYlg
fonte http://www.justnews.it di Alessandro Bovo
Il nome proviene da una manifestazione avviata tra il 2012 e il 2013 da due associazioni di Torino, Quore e Queever, le quali hanno raccolto le firme per richiedere la parità dei diritti per le unioni omosessuali e la compilazione di alcune cartoline, che poi sono state inviate al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ne ha ricevuto un totale di quindi mila.
Questo gesto era per chiedere al Capo dello Stato, oltre al riconoscimento dei diritti, anche di pensare e far riflettere le istituzioni sulla necessità di eguagliare i diritti anche per le unioni omosessuali, delle quali se ne sono svolte alcune simboliche durante i vari gay pride.
Il documentario raccoglie le dichiarazioni di grandi personaggi politici, da Bersani alla Bindi, fino a D’Alema e la Concia, passando per Don Antonio Gallo, che non è un politico ma si è attivato per tutta la vita a difesa dei diritti meglio della politica italiana. Ed è proprio la politica una dei protagonisti di questo documentario, per la quale si cerca di capire la sua posizione, che in tutti questi anni è riuscita a elaborare solo una smilza legge contro l’omofobia, ora ferma in Senato e che non tutela la comunità come dovrebbe.
Nulla di nuovo quindi? Non proprio. Il film sarà proiettato questa sera a Siracusa, in una zona dove l’omosessulità non è ancora vista di buon occhio. Un passo in avanti, si, ma soprattutto un richiamo per la politica, vera destinatario di questo documentario, il quale viene usato come strumento per richiedere, ancora una volta, una mobilitazione delle istituzione per una tutela e riconoscimenti per la comunità LGBT.
GUARDA IL TRAILER A QUESTO LINK:
http://www.youtube.com/watch?v=Ikzg-2lJYlg
fonte http://www.justnews.it di Alessandro Bovo
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Lgbt Radio: A "Oltre le Differenze" Papa Francesco apre al mondo gay? oggi venerdì 31 dalle 21
A Oltre le Differenze si parla delle ultime esternazioni di Papa Bergoglio sui temi lgbt con il vaticanista di Repubblica Paolo Rodari e il gruppo Kairos di Firenze
In merito alle esternazioni di Papa Francesco su omosessuali e nuove famiglie, si intravedono aperture della Chiesa sui temi lgbt? Se ne parla venerdì 31 gennaio dalle 21 in una nuova puntata di Oltre le Differenze - il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini – sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) o in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it .
“Chi sono io per giudicare un omosessuale?” questa una delle frasi più eclatanti pronunciate da Papa Francesco che, benché non siano scritte né dette in occasioni formali, dimostrano se non altro un cambio di atteggiamento da parte di un Pontefice. Rifletteremo sul tema insieme allo scrittore e giornalista di Repubblica, esperto vaticanista, Paolo Rodari, autore tra gli altri del libro “La Chiesa ferita. Papa Francesco e la sfida del futuro” edito da Giunti.
Ascolteremo anche la testimonianza di Annamaria, referente del gruppo di cristiani omosessuali di Firenze Kairos, che nei mesi scorsi ha scritto una lettera a Papa Francesco chiedendo maggiore apertura e accoglienza alla Chiesa e, inaspettatamente, hanno ricevuto la risposta dalla segreteria di Stato Vaticana.
Chiudono la puntata, come sempre, i suggerimenti su libri, film e appuntamenti a tema LGBT. I contatti della redazione sono: redazione.oltreledifferenze@gmail.com, oppure il telefono 366 2809050, è attiva la pagina fan su Facebook e il blog www.oltreledifferenze.wordpress.com nel quale sono archiviate tutte le puntate già andate in onda.
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE
In merito alle esternazioni di Papa Francesco su omosessuali e nuove famiglie, si intravedono aperture della Chiesa sui temi lgbt? Se ne parla venerdì 31 gennaio dalle 21 in una nuova puntata di Oltre le Differenze - il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini – sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) o in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it .
“Chi sono io per giudicare un omosessuale?” questa una delle frasi più eclatanti pronunciate da Papa Francesco che, benché non siano scritte né dette in occasioni formali, dimostrano se non altro un cambio di atteggiamento da parte di un Pontefice. Rifletteremo sul tema insieme allo scrittore e giornalista di Repubblica, esperto vaticanista, Paolo Rodari, autore tra gli altri del libro “La Chiesa ferita. Papa Francesco e la sfida del futuro” edito da Giunti.
Ascolteremo anche la testimonianza di Annamaria, referente del gruppo di cristiani omosessuali di Firenze Kairos, che nei mesi scorsi ha scritto una lettera a Papa Francesco chiedendo maggiore apertura e accoglienza alla Chiesa e, inaspettatamente, hanno ricevuto la risposta dalla segreteria di Stato Vaticana.
Chiudono la puntata, come sempre, i suggerimenti su libri, film e appuntamenti a tema LGBT. I contatti della redazione sono: redazione.oltreledifferenze@gmail.com, oppure il telefono 366 2809050, è attiva la pagina fan su Facebook e il blog www.oltreledifferenze.wordpress.com nel quale sono archiviate tutte le puntate già andate in onda.
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE
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