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sabato 15 febbraio 2014

Lgbt: Il coming out di Ellen Page, l'attrice a Las Vegas: “Sono gay. Posso fare la differenza e aiutare gli altri”

“Sono qui oggi perché sono gay”.
Ellen Page lo rivela alla platea in occasione dell'evento THRIVE, parte della Human Rights Campaign a beneficio dei giovani LGBT (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender). L'attrice ventiseienne, celebre per aver interpretato Juno e la serie X-Men (dove la ritroveremo presto nei panni di Kitty Pryde) ha annunciato: “Sono qui perché posso fare la differenza e aiutare altri ad avere una vita più facile e piena di speranza.

Sento di avere una responsabilità personale e sociale: sono stanca di nascondermi e di mentire tramite il non dire le cose. Ho sofferto per anni perché ero spaventata dal dire la verità. Il mio animo ne ha sofferto, così come la mia salute mentale e le mie relazioni. Oggi sono qui davanti a tutti voi, dall'altra parte di questo dolore. E' strano perché io sono un'attrice che rappresenta un'industria che impone alcuni standard su di noi. Standard di bellezza, sul vivere una bella vita di successo. Standard che hanno colpito anche me”.

L'attrice canadese ha continuato dicendo: “Ti vengono in mente idee che non hai mai avuto prima e d'un tratto pensi di agire. Devi metterti addosso la tua vera identità. Può essere duro cercare di essere autentica e seguire il proprio cuore”.

La Page, applaudita dalla platea, ha anche scherzato sul fatto che un tabloid ha recentemente pubblicato una sua foto in tuta da ginnastica commentando: “Perché questa giovane bellezza insiste nel vestirsi come un uomo enorme?”. L'attrice ha controbattuto al microfono: “Perché mi piace stare comoda!”.

Gli organizzatori di Thrive hanno subito rilanciato la notizia sui social network, esplosa immediatamente in tutta la rete.
fonte http://www.film.it/ - via http://www.hollywoodreporter.com/
A seguire il video integrale del discorso della Page:

mercoledì 16 gennaio 2013

Lgbt Cinema: Victor Garber, l’attore di Alias conferma: “Sì, sono gay”

Mentre tutti stanno ancora, discutendo sull bellissimo discorso di Jodie Foster (http://www.gaymagazine.it/gaymagazine/mondo/jodie-foster-il-coming-out-che-ha-commosso-i-golden-globe/), tenuto ai Golden Globes, un altro illustre interprete, anche se forse meno conosciuto, ha confermato di essere gay: l’attore Victor Garber.

Garber, forse meglio conosciuto per la serie tv Alias e attualmente impegnato sul grande schermo, nel film Argo, ha confermato l’indiscrezione, in una recente intervista rilasciata a “Greg in Holliwood”.

In un post pubblicato ieri, Greg Hernandez scrive di aver incontrato Garber la scorsa settimana presso il TV Critics Association Press Tour a Pasadena, in California.

E il blogger Hernandez racconta di aver chiesto all’attore di confermare, se fosse vero o meno, una voce di Wikipedia che affermava che lui fosse fidanzato con un uomo, Rainer Andreesen, con il quale vive a New York.



Ecco cosa riporta il blog:
“Mi chiedevo se questa notizia fosse stata confermata pubblicamente.

“Sembrava sorpreso dalla domanda ma ha risposto:
‘Non ne ho mai parlato, ma lo sanno tutti“

I due, hanno una relazione da ben 13 anni.
fonte

martedì 15 gennaio 2013

Lgbt: L'attore Giuseppe Schisano diventa Vittoria, intervista a Domenica Live

"Giuseppe è come un fratello che è partito e che mi ha lasciato una grande eredità."

Così inizia il racconto di Giuseppe Schisano, ora diventato Vittoria come vi avevamo già raccontato due anni fa, proprio su Queerblog. L’attore è stato intervistato da Barbara D’Urso nel programma Domenica Live.


Ecco i punti principali dell’intervista:

Volevo fare l’attrice, fin da piccola. Vedevo Sofia Loren, quei ruoli quando ero piccola. Non pensavo fosse un’occasione che la vita mi potesse prima o poi dare. Non abbiamo un’educazione sociale che ci spieghi questo. Ho vissuto la mia infanzia e adolescenza in un corpo sbagliato. Ho sempre saputo di sentire di avere un’identità diversa.

Iniziano i ricordi di quando era più giovane:


Quando non c’era nessuno rubavo il rossetto di mia sorella, mi truccavo e poi quando arrivavano mia madre e mio padre mi struccavo.

…e delle sue “finte” compagne del passato:

Giuseppe aveva delle finte fidanzate. All’inizio mi sono detta: “Forse ero eomosessuale”. Poi ho capito che non era così. Io mi sentivo femmina, non ero solo un uomo a cui mi piacevano i maschi. Dopo due mesi di cure ormonali il risultato è questo. Sono così dopo così poco tempo. Il medico era sorpreso e ha scoperto che avevo un’ovaia atrofizzata.

Vittoria racconta come ha rivelato la sua decisione di diventare donna alla sua famiglia

Sono andata a Napoli dalla mia famiglia, due anni fa, a pranzo. Non è stato facile e mi sento fortunata ad avere la famiglia che ho, molto semplice e ricca d’amore. Se ho avuto il coraggio di dire “Io sono così” è grazie a loro. Hanno avuto una reazione non facile. Per mio fratello e mia sorella è stato più semplice. Mio padre è rimasto in silenzio per tre minuti e mi ha poi chiesto: “Credi di essere felice poi dopo? Allora fallo”. Non mi sono sentita fortunata, di più. È stato più difficile per mia madre perché si dava delle colpe che non aveva. Ha dovuto fare il funerale di Giuseppe prima di poter abbracciare Vittoria. Quella sera ha avuto una reazione fortissima e mi chiedeva “Perché?”. Le ho spiegato che avevo bisogno della mia vera vita.

Vittoria non esclude di poter fare anche l’operazione finale per cambiare totalmente sesso nonostante, come le dicono anche i dottori, è come ci si sente dentro

Non ho ancora avuto discriminazioni, l’Italia è un Paese più avanti rispetto a quello che si sente e di cui si parla. Di Giuseppe non mi manca nulla perché ho portato con me quello che era Giuseppe. Io vivevo la femminilità attraverso le mie amiche. Il mio consiglio è di amarci per quello che siamo.

La D’Urso le domanda poi se adesso ha un compagno:

Non sono fidanzata adesso, ho avuto un compagno più grande di me quando ero Giuseppe. Mi chiamava “ragazzina” quando ero ancora un ragazzo. Lui era preoccupato quando gli ho detto della mia scelta per come avrebbero potuto reagire gli altri.

Suo padre non l’ha subito riconosciuta perché era a letto, malato.

Mi ha scambiato per mia sorella Rosario e poi le ho detto “Papà sono Vittoria…” E lui mi ha detto “Quanto sei bella…” Gli dico pubblicamente Grazie e lancio un messaggio alle famiglie, di appoggiare i propri figli perché l’amore che danno loro non potrà mai essere sostituito.
fonte http://www.queerblog.it da Alberto Graziola

martedì 16 ottobre 2012

Lgbt Londra: I gay esclusi dalle Olimpiadi: Rupert Everett accusa

L'attore rompe un tabù nazionale e critica i Giochi olimpici: «Sono stati la dimostrazione di quanto lo sport, come lo showbiz, sia ancora decisamente omofonico».

Al Festival della letteratura di Cheltenham, Rupert Everett è salito sul palco per presentare la sua autobiografia, Vanished Years (gli anni scomparsi).

La notizia è che a un certo punto ha fatto una cosa che in Gran Bretagna non aveva ancora fatto nessuno: ha attaccato le Olimpiadi, tema ormai sacro tra gli inglesi.

«Sono state la dimostrazione di quanto lo sport, esattamente come lo showbiz, sia ancora decisamente omofobico. E poi mi spiegate perché a portare la torcia c'era chiunque - casalinghe, soldati, impiegati, ex atleti - ma non un omosessuale?».
Così in Gran Bretagna è scoppiato un dibattito.

Everett già nel 1989 raccontò di essere gay. Scelta coraggiosa perché l'Inghilterra di quegli anni aveva appena promulgato una legge che sostanzialmente vietava di parlare del tema apertamente. Negli anni successivi aveva poi spiegato che quelle dichiarazioni avevano danneggiato la sua carriera.

«Hollywood vuole solo coppie etero». Una battaglia di principio che il mese scorso ha subito un curioso incidente di percorso a causa di una discussa intervista. «Non riesco a pensare a qualcosa di peggio di un bambino cresciuto da due padri. Un bambino ha bisogno di un padre e una madre. In questo sono d'accordo con Sara, mia mamma».
fonte http://www.globalist.it

lunedì 17 settembre 2012

Lgbt: Rupert Everett «No ai genitori gay»

L'attore, omosessuale dichiarato da oltre 20 anni, in un'intervista ha affermato:
«Non riesco a pensare a qualcosa di peggiore di un bambino cresciuto da due padri». Polemica nel mondo gay


Meglio non essere genitori, piuttosto che essere genitori gay. La pensa così Rupert Everett, 53, omosessuale dichiarato da ormai 20 anni, che in un'intervista rilasciata al Sunday Times Magazine ha affermato: «Non riesco a pensare a qualcosa di peggiore di un bambino cresciuto da due padri».

L'attore condivide in pieno l'opinione della madre Sara, 77, che, anche dopo aver conosciuto l'attuale fidanzato del figlio, continua a sostenere l'idea tradizionale di famiglia: «Un bambino ha bisogno di un padre e di una madre», ha detto, ammettendo di desiderare tuttora che il figlio torni sui suoi passi, trovi una moglie e la renda finalmente nonna.

Immediata la reazione di Ben Summerskill, l'amministratore delegato dell'associazione no-profit per i diritti dei gay e delle lesbiche Stonewall. Summerskill consiglia all'attore di Shakespeare in Love di cominciare a pensare con la propria testa indipendentemente dalle idee della madre, perché «non esistono prove che testimonino che crescere con due genitori dello stesso sesso provochi disagi ai bambini».

Everett, dall'altra parte, sostiene di aver parlato per se stesso. Non pretende di farsi portavoce delle opinioni di una comunità gay di cui non si sente parte. «L'unica comunità a cui appartengo è quella umana e abbiamo fin troppi bambini. Non è il caso di farne altri», ha aggiunto.
fonte http://www.vanityfair.it di C. Franceschini foto AP/LaPresse