Tutto è bene quel che finisce bene: Vladimir Luxuria è stata rilasciata. Ciò mi permetterà di fare alcune considerazioni su quanto successo nelle ore convulse del suo arresto.
Innanzi tutto: ancora una volta sono le persone trans a dimostrare il coraggio che serve. Ieri a Stonewall, oggi a Sochi. Questo le fa onore.
Preoccupanti e discutibili, invece, (per non dire peggio) i commenti di lettori delle maggiori testate on line, che vanno dal “se l’è cercata” a “però i marò li lasciano in India…” fino a “una mossa per farsi pubblicità”.
Doloroso che questi commenti vengano da persone LGBT (chissà perché, per lo più maschi).
Non ci si fa pubblicità mettendo a rischio la propria incolumità fisica e psichica. È andata, contrariamente a molti altri italiani, a protestare contro una legge ingiusta. Non capire questo e cadere nel solito cliché dietrologico, fa capire quanto siamo indietro a livello di comunità. Invece di essere uniti e solidali, ci si diletta a fare il pelo su sotterfugi che andrebbero quanto meno dimostrati, con prove alla mano. E invece.
Infine, per una volta, pronta e decisa la reazione del movimento LGBT.
Sui social l’hashtag #freeluxuria è subito entrato nei trend nazionali. Migliaia di condivisioni. Un vero e proprio “bombing” per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica. Dovremmo essere un po’ più operativi anche tra piazza e palazzo.
Saremmo sicuramente un paese all’avanguardia, sul tema dei diritti civili.
fonte http://elfobruno.wordpress.com
Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce nel 2010, per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
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lunedì 17 febbraio 2014
venerdì 7 febbraio 2014
Lgbt Sochi: Cosa significa la protesta di Google per la Carta Olimpica?
Google protesta contro la discriminazione dei gay a Sochi 2014 e contro la strumentalizzazione della propaganda russa
La Carta Olimpica è un doodle arcobaleno: Google ricorda il giorno di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi visualizzando sulla sua homepage un logo con i colori della comunità gay e un estratto della Carta olimpica.
CARTA OLIMPICA: IL DOODLE ARCOBALENO
L’iniziativa è indirizzata sia verso gli atleti che verso gli spettatori che ieri sono stati ammoniti a non partecipare alla propaganda gay durante le Olimpiadi dal vice primo ministro russo Dmitry Kozak. Secondo Kozak tutto in conformità con la Carta Olimpica e la legge russa che vieta la propaganda durante un evento sportivo. E allora Google ricorda proprio citando la Carta olimpica che: «La pratica dello sport è un diritto umano. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare sport, senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione con spirito di amicizia, solidarietà e fair play», come recita il messaggio pubblicato in tutte le lingue del mondo da Google nel suo primo doodle sottotitolato.
Clicca per vedere la protesta di Google in tutte le lingue:
http://www.giornalettismo.com/archives/1343933/carta-olimpica-doodle-arcobaleno-carta-olimpica-gay/
CARTA OLIMPICA: IL DOODLE CHE NON NOMINA SOCHI
La protesta di Google contiene la citazione della Carta Olimpica, senza però mai nominare esplicitamente Sochi. Si tratta davvero di un’aperta presa di posizione nei confronti dei diritti degli omosessuali, dopo le leggi promulgate da Vladimir Putin che vietano la “propaganda dell’omosessualità”. Anche i risultati a cui rimanda Google non hanno nessun riferimento a Sochi 2014 ma solo ai principi antidiscriminatori della Carta Olimpica.
CARTA OLIMPICA: COSA E’
Tutti i clic sul doodle Google di oggi rimandano ai link relativi alla Carta Olimpica. La Carta Olimpica completa in italiano si può trovare a questo indirizzo. Redatta nel 1894 da Pierre de Coubertin e poi sottoposta ad ulteriori modifiche, è la principale fonte regolatrice delle attività e dell’organizzazione del movimento olimpico, e stabilisce che il suo scopo principale è costruire un mondo pacifico attraverso l’educazione dei giovani allo sport praticato senza discriminazioni di nessun tipo.
LA CARTA OLIMPICA, SOCHI E I GAY
Il presidente Barack Obama ha annunciato di aver nominato atleti gay come membri della delegazione americana che parteciperà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi per dimostrare che gli Stati Uniti rifiutano di «conformarsi alle discriminazioni». Inoltre il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha fatto un appello invitando a sollevarsi contro gli attacchi a lesbiche e gay nel suo discorso durante la sessione del Comitato Olimpico Internazionale.
CARTA OLIMPICA: IL VIDEO DEL DOODLE
Il doodle arcobaleno che riporta la citazione della Carta Olimpica viene riassunto e spiegato in un video
fonte http://www.giornalettismo.com di Maria Teresa Mura
La Carta Olimpica è un doodle arcobaleno: Google ricorda il giorno di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi visualizzando sulla sua homepage un logo con i colori della comunità gay e un estratto della Carta olimpica.
CARTA OLIMPICA: IL DOODLE ARCOBALENO
L’iniziativa è indirizzata sia verso gli atleti che verso gli spettatori che ieri sono stati ammoniti a non partecipare alla propaganda gay durante le Olimpiadi dal vice primo ministro russo Dmitry Kozak. Secondo Kozak tutto in conformità con la Carta Olimpica e la legge russa che vieta la propaganda durante un evento sportivo. E allora Google ricorda proprio citando la Carta olimpica che: «La pratica dello sport è un diritto umano. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare sport, senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione con spirito di amicizia, solidarietà e fair play», come recita il messaggio pubblicato in tutte le lingue del mondo da Google nel suo primo doodle sottotitolato.
Clicca per vedere la protesta di Google in tutte le lingue:
http://www.giornalettismo.com/archives/1343933/carta-olimpica-doodle-arcobaleno-carta-olimpica-gay/
CARTA OLIMPICA: IL DOODLE CHE NON NOMINA SOCHI
La protesta di Google contiene la citazione della Carta Olimpica, senza però mai nominare esplicitamente Sochi. Si tratta davvero di un’aperta presa di posizione nei confronti dei diritti degli omosessuali, dopo le leggi promulgate da Vladimir Putin che vietano la “propaganda dell’omosessualità”. Anche i risultati a cui rimanda Google non hanno nessun riferimento a Sochi 2014 ma solo ai principi antidiscriminatori della Carta Olimpica.
CARTA OLIMPICA: COSA E’
Tutti i clic sul doodle Google di oggi rimandano ai link relativi alla Carta Olimpica. La Carta Olimpica completa in italiano si può trovare a questo indirizzo. Redatta nel 1894 da Pierre de Coubertin e poi sottoposta ad ulteriori modifiche, è la principale fonte regolatrice delle attività e dell’organizzazione del movimento olimpico, e stabilisce che il suo scopo principale è costruire un mondo pacifico attraverso l’educazione dei giovani allo sport praticato senza discriminazioni di nessun tipo.
LA CARTA OLIMPICA, SOCHI E I GAY
Il presidente Barack Obama ha annunciato di aver nominato atleti gay come membri della delegazione americana che parteciperà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi per dimostrare che gli Stati Uniti rifiutano di «conformarsi alle discriminazioni». Inoltre il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha fatto un appello invitando a sollevarsi contro gli attacchi a lesbiche e gay nel suo discorso durante la sessione del Comitato Olimpico Internazionale.
CARTA OLIMPICA: IL VIDEO DEL DOODLE
Il doodle arcobaleno che riporta la citazione della Carta Olimpica viene riassunto e spiegato in un video
fonte http://www.giornalettismo.com di Maria Teresa Mura
Lgbt: Ban Ki-Moon a Sochi alla vigilia: "Il mondo si sollevi in difesa dei gay"
Il segretario generale dell'Onu fa sentire la sua voce durante la riunione del Comitato internazionale olimpico. Ma Mosca va avanti sulla sua strada. Il vicepremier: "Fare propapaganda politica durante un evento sportivo è contrario alla Carta olimpica e alla legge russa"
SOCHI - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha raccolto e rilanciato la polemica durissima che accompagna l'apertura, domani, dei giochi olimpici a Sochi. Ha detto che "tutti dovrebbero alzare la loro voce" contro gli attacchi ai gay. E per lanciare il suo monito ha scelto una occasione di primo piano, il suo intervento durante la riunione del Comitato internazionale olimpico, alla vigilia dell'apertura domani dei Giochi Invernali di Sochi.
"Molti atleti professionisti, gay ed eterosessuali, sono contro il pregiudizio", ha osservato il 'numero uno' del Palazzo di Vetro. "Noi tutti dobbiamo alzare la voce contro gli attacchi a lesbiche, gay, bisessuali, transgender e gli androgini. Dobbiamo essere contrari -ha aggiunto - all'arresto, l'imprigionamento e le restrizioni discriminatorie che fronteggiano".
I Giochi Invernali di Sochi sono stati fortemente voluto dal presidente russo, Vladimir Putin, e le parole di Ban appaiono come un monito contro la legge russa che punisce con il carcere la "propaganda" dell'omosessualità con i minori.
Mosca però va avanti sulla sua strada: il vicepremier russo, Dmitry Kozak, ha messo in guardia spettatori e atleti contro la promozione dei diritti degli omosessuali durante le Olimpiadi. Parlando con la stampa, Kozak ha ricordato che "fare propaganda politica nel corso di un evento sportivo è contrario alla Carta olimpica e alla legge russa". Il vicepremier ha ribadito che nel Paese non esiste discriminazione basata sull'orientamento sessuale. "Siamo adulti qui e possiamo condurre la nostra vita privata come riteniamo necessario", ha detto, spiegando poi che "(i gay) possono fare propaganda della loro sessualità tra gli adulti, ma non c'è bisogno di coinvolgere i bambini".
fonte http://www.repubblica.it/speciali/olimpiadi/sochi2014/2014/02/06/news/ban_ki-moon_difende_gay_a_sochi-77820964/?ref=HREA-1
SOCHI - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha raccolto e rilanciato la polemica durissima che accompagna l'apertura, domani, dei giochi olimpici a Sochi. Ha detto che "tutti dovrebbero alzare la loro voce" contro gli attacchi ai gay. E per lanciare il suo monito ha scelto una occasione di primo piano, il suo intervento durante la riunione del Comitato internazionale olimpico, alla vigilia dell'apertura domani dei Giochi Invernali di Sochi.
"Molti atleti professionisti, gay ed eterosessuali, sono contro il pregiudizio", ha osservato il 'numero uno' del Palazzo di Vetro. "Noi tutti dobbiamo alzare la voce contro gli attacchi a lesbiche, gay, bisessuali, transgender e gli androgini. Dobbiamo essere contrari -ha aggiunto - all'arresto, l'imprigionamento e le restrizioni discriminatorie che fronteggiano".
I Giochi Invernali di Sochi sono stati fortemente voluto dal presidente russo, Vladimir Putin, e le parole di Ban appaiono come un monito contro la legge russa che punisce con il carcere la "propaganda" dell'omosessualità con i minori.
Mosca però va avanti sulla sua strada: il vicepremier russo, Dmitry Kozak, ha messo in guardia spettatori e atleti contro la promozione dei diritti degli omosessuali durante le Olimpiadi. Parlando con la stampa, Kozak ha ricordato che "fare propaganda politica nel corso di un evento sportivo è contrario alla Carta olimpica e alla legge russa". Il vicepremier ha ribadito che nel Paese non esiste discriminazione basata sull'orientamento sessuale. "Siamo adulti qui e possiamo condurre la nostra vita privata come riteniamo necessario", ha detto, spiegando poi che "(i gay) possono fare propaganda della loro sessualità tra gli adulti, ma non c'è bisogno di coinvolgere i bambini".
fonte http://www.repubblica.it/speciali/olimpiadi/sochi2014/2014/02/06/news/ban_ki-moon_difende_gay_a_sochi-77820964/?ref=HREA-1
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lunedì 3 febbraio 2014
Sochi, Letta: "Andrò a cerimonia per difendere i diritti dei gay, e per aiutare Roma 2024" Invito a ripensarci da senatori Pd e dal gay Center
Il premier Enrico Letta ha chiarito i motivi della sua partecipazione alal cerimonia di inaugurazione delle olimpiadi invernali di Sochi. “Ho preso questa decisione dopo una consultazione con il presidente della Repubblica, il ministro dello Sport e il presidente del Coni”, ha detto nel corso di una conferenza stampa a Doha.
“Riteniamo che questa presenza sia utile per sottolineare soprattutto la candidatura italiana di Roma alle olimpiadi del 2024, cui crediamo tantissimo. Bisogna essere a Sochi per cominciare a far marciare questa candidatura”, ha detto. Tuttavia, ha spiegato citando le ‘polemiche’ in Italia, “nella mia partecipazione sia qui sia lì ribadirò con assoluta nettezza la nostra contarierà a qualsiasi normativa discriminatoria contro gli atleti gay. Questo fa parte della cultura italiana”, ha aggiunto.
SENATORI PD: LETTA NON VADA
“Ci auguriamo che il Premier Letta ci ripensi. I principali leader europei non andranno all’inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi, incomprensibile che l’Italia partecipi al massimo livello.
Non si contrasta certo così la politica discriminatoria nei confronti di gay e minoranze perpetuata da Putin”. Lo affermano i senatori del Pd Isabella De Monte, Nadia Ginetti, Mario Morgoni, Claudio Moscardelli e Francesco Scalia.
“Stiamo per assumere la guida del semestre europeo-sottolineano i parlamentari- e ci distinguiamo subito con la presenza del Presidente del Consiglio ad una inaugurazione disertata da molti altri leader.
Il rispetto dei diritti civili è una battaglia che riguarda le nostre stesse radici culturali, abbandonarla per ottenere l’appoggio russo alla candidatura di Roma nel 2024 è sbagliato”, concludono i senatori.
GAY CENTER A LETTA: ERRORE ANDARE CERIMONIA SOCHI
“Che dirà Letta a Putin andando a Sochi? Che l’Italia è l’unico Paese europeo a non avere leggi contro l’omofobia e sui matrimoni gay? Vedremo.
Letta avrebbe dovuto disertare l’inaugurazione, la sua decisione diversa da quella di Merkel, Hollande, Cameron e Obama è un errore.
Mentre Letta sarà a Sochi all’inaugurazione noi manifesteremo davanti all’Ambasciata russa a Roma esponendo una grande bandiera gay di sette metri per protestare contro le leggi omofobe di Putin”. Lo dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center.
fonte http://qn.quotidiano.net
“Riteniamo che questa presenza sia utile per sottolineare soprattutto la candidatura italiana di Roma alle olimpiadi del 2024, cui crediamo tantissimo. Bisogna essere a Sochi per cominciare a far marciare questa candidatura”, ha detto. Tuttavia, ha spiegato citando le ‘polemiche’ in Italia, “nella mia partecipazione sia qui sia lì ribadirò con assoluta nettezza la nostra contarierà a qualsiasi normativa discriminatoria contro gli atleti gay. Questo fa parte della cultura italiana”, ha aggiunto.
SENATORI PD: LETTA NON VADA
“Ci auguriamo che il Premier Letta ci ripensi. I principali leader europei non andranno all’inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi, incomprensibile che l’Italia partecipi al massimo livello.
Non si contrasta certo così la politica discriminatoria nei confronti di gay e minoranze perpetuata da Putin”. Lo affermano i senatori del Pd Isabella De Monte, Nadia Ginetti, Mario Morgoni, Claudio Moscardelli e Francesco Scalia.
“Stiamo per assumere la guida del semestre europeo-sottolineano i parlamentari- e ci distinguiamo subito con la presenza del Presidente del Consiglio ad una inaugurazione disertata da molti altri leader.
Il rispetto dei diritti civili è una battaglia che riguarda le nostre stesse radici culturali, abbandonarla per ottenere l’appoggio russo alla candidatura di Roma nel 2024 è sbagliato”, concludono i senatori.
GAY CENTER A LETTA: ERRORE ANDARE CERIMONIA SOCHI
“Che dirà Letta a Putin andando a Sochi? Che l’Italia è l’unico Paese europeo a non avere leggi contro l’omofobia e sui matrimoni gay? Vedremo.
Letta avrebbe dovuto disertare l’inaugurazione, la sua decisione diversa da quella di Merkel, Hollande, Cameron e Obama è un errore.
Mentre Letta sarà a Sochi all’inaugurazione noi manifesteremo davanti all’Ambasciata russa a Roma esponendo una grande bandiera gay di sette metri per protestare contro le leggi omofobe di Putin”. Lo dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center.
fonte http://qn.quotidiano.net
venerdì 17 gennaio 2014
Regno Unito: atleti LGBT a Sochi?
Il Regno Unito è fermo nelle proprie posizioni a sostegno dei diritti LGBT e nella critica alle leggi russe contro la “propaganda di atti non tradizionali”, chiaramente persecutorie verso le persone LGBT, tanto che lo stesso premier conservatore, David Cameron, e il ministro agli Affari Esteri, William Hague, lo hanno ribadito, facendo intravedere la possibile presenza di atleti LGBT a Sochi.
Il Regno Unito tiene alto il livello di tutela dei diritti LGBT tanto da non abbassarla neppure difronte al rapporto diplomatico da intessere con la Russia di Putin, in vista, soprattutto, delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014.
Ormai i sipari sulla freddissima città siberiana si apriranno tra qualche giorno portando ad accendere la storica fiaccola, da sempre espressione di pacificazione tra i popoli e di promozione della dignità della persona, che diventerà per l’occasione un po’ più fioca vista la presenza di una legislazione, quella russa, che perseguita le persone LGBT, anche se straniere.
Il CIO, comitato olimpico, aveva chiesto assicurazioni al governo russo sulla disapplicazione delle norme anti gay agli atleti, funzionari e giornalisti olimpici presenti durante le gare: le autorità russe avevano risposto, dopo aver confermato verbalmente la sospensione delle leggi, che le stesse leggi sarebbero state applicate anche per gli ospiti stranieri. Da quel momento in poi diversi presidenti di vari stati hanno annunciato la loro non partecipazione all’inaugurazione del 7 febbraio dei giochi olimpici: dal Presidente francese Francois Hollande al Presidente tedesco Joachim Gauck, per giungere all’inquilino della Casa Bianca, Barak Obama, che aveva annunciato la presenza di atleti omosessuali nella delegazione statunitense.
Billie Jean King , campionessa tennista dichiaratamente lesbica, la giocatrice lesbica di hockey su ghiaccio, Caitlin Cahow, e il pattinatore Brian Boitano, gay, saranno i componenti della nutrita delegazione statunitense: un segnale chiaro circa le posizioni della Casa Bianca di denuncia verso le leggi anti gay russe.
E il Regno Unito cosa farà? Cameron non parteciperà all’inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi, seppure abbia confermato più volte la sua contrarietà al boicottaggio delle medesime, così come fatto dalla sua collega tedesca, la cancelliera Angela Merkel.
Il Ministro degli Esteri, William Hague, afferma a una trasmissione in onda su Murnaghan Sky News che la delegazione britannica a Sochi 2014 potrà avere degli atleti dichiaratamente omosessuali, seguendo l’esempio degli Stati Uniti: lo lascia intendere, in quanto il ministro licenzia l’intervistatore con una frase che apre un margine di possibilità.
«Lascia stare … nelle prossime settimane ci sarà più chiarezza su questo. Tieni sotto occhio questo tema»: la frase lascia alta l’attenzione su futuri risvolti che potrebbero portare a notizie interessanti sulla composizione della delegazione olimpica britannica.
Il Ministro degli Esteri non ha ombra di dubbio sulla chiarezza secondo cui si deciderà sulla composizione della delegazione olimpica britannica a Sochi, accogliendo le istanze che sono arrivate da parte della società civile e dallo stesso premier.
«Saremo molto chiari su tutto ciò che riguarderà le decisioni da prendersi in merito alla nostra delegazione di Sochi»: con queste parole il Ministro ha chiarito, quindi, la sua risposta.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha tentato invano di mettere le mani avanti per sconfessare l’idea, fondata, di un Paese, il suo, fortemente avverso alle persone LGBT, dichiarando che è sua intenzione contrastare l’”odio” contro gli esseri umani di “orientamento sessuale non tradizionale”, ma la stessa dizione, “orientamento non tradizionale”, sconfessa la precedente intenzione.
Una fonte del Ministero degli Esteri britannico ha anticipato che nella delegazione olimpica ci saranno noti nomi illustri di atleti dichiaratamente omosessuali: attendiamo i risvolti prossimi per verificare se tale indiscrezione sia fondata.
fonte http://www.pianetagay.com/By Alessandro Rizzo
Il Regno Unito tiene alto il livello di tutela dei diritti LGBT tanto da non abbassarla neppure difronte al rapporto diplomatico da intessere con la Russia di Putin, in vista, soprattutto, delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014.
Ormai i sipari sulla freddissima città siberiana si apriranno tra qualche giorno portando ad accendere la storica fiaccola, da sempre espressione di pacificazione tra i popoli e di promozione della dignità della persona, che diventerà per l’occasione un po’ più fioca vista la presenza di una legislazione, quella russa, che perseguita le persone LGBT, anche se straniere.
Il CIO, comitato olimpico, aveva chiesto assicurazioni al governo russo sulla disapplicazione delle norme anti gay agli atleti, funzionari e giornalisti olimpici presenti durante le gare: le autorità russe avevano risposto, dopo aver confermato verbalmente la sospensione delle leggi, che le stesse leggi sarebbero state applicate anche per gli ospiti stranieri. Da quel momento in poi diversi presidenti di vari stati hanno annunciato la loro non partecipazione all’inaugurazione del 7 febbraio dei giochi olimpici: dal Presidente francese Francois Hollande al Presidente tedesco Joachim Gauck, per giungere all’inquilino della Casa Bianca, Barak Obama, che aveva annunciato la presenza di atleti omosessuali nella delegazione statunitense.
Billie Jean King , campionessa tennista dichiaratamente lesbica, la giocatrice lesbica di hockey su ghiaccio, Caitlin Cahow, e il pattinatore Brian Boitano, gay, saranno i componenti della nutrita delegazione statunitense: un segnale chiaro circa le posizioni della Casa Bianca di denuncia verso le leggi anti gay russe.
E il Regno Unito cosa farà? Cameron non parteciperà all’inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi, seppure abbia confermato più volte la sua contrarietà al boicottaggio delle medesime, così come fatto dalla sua collega tedesca, la cancelliera Angela Merkel.
Il Ministro degli Esteri, William Hague, afferma a una trasmissione in onda su Murnaghan Sky News che la delegazione britannica a Sochi 2014 potrà avere degli atleti dichiaratamente omosessuali, seguendo l’esempio degli Stati Uniti: lo lascia intendere, in quanto il ministro licenzia l’intervistatore con una frase che apre un margine di possibilità.
«Lascia stare … nelle prossime settimane ci sarà più chiarezza su questo. Tieni sotto occhio questo tema»: la frase lascia alta l’attenzione su futuri risvolti che potrebbero portare a notizie interessanti sulla composizione della delegazione olimpica britannica.
Il Ministro degli Esteri non ha ombra di dubbio sulla chiarezza secondo cui si deciderà sulla composizione della delegazione olimpica britannica a Sochi, accogliendo le istanze che sono arrivate da parte della società civile e dallo stesso premier.
«Saremo molto chiari su tutto ciò che riguarderà le decisioni da prendersi in merito alla nostra delegazione di Sochi»: con queste parole il Ministro ha chiarito, quindi, la sua risposta.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha tentato invano di mettere le mani avanti per sconfessare l’idea, fondata, di un Paese, il suo, fortemente avverso alle persone LGBT, dichiarando che è sua intenzione contrastare l’”odio” contro gli esseri umani di “orientamento sessuale non tradizionale”, ma la stessa dizione, “orientamento non tradizionale”, sconfessa la precedente intenzione.
Una fonte del Ministero degli Esteri britannico ha anticipato che nella delegazione olimpica ci saranno noti nomi illustri di atleti dichiaratamente omosessuali: attendiamo i risvolti prossimi per verificare se tale indiscrezione sia fondata.
fonte http://www.pianetagay.com/By Alessandro Rizzo
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