lunedì 20 novembre 2023

A Firenze la mostra "Anish Kapoor Untrue Unreal" a Palazzo Strozzi fino al 4 febbraio 2024

Dal 7 ottobre 2023 al 4 febbraio 2024, Fondazione Palazzo Strozzi presenta Anish Kapoor. Untrue Unreal, una grande mostra ideata e realizzata insieme al celebre maestro che ha rivoluzionato l’idea di scultura nell’arte contemporanea. A cura di Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, la mostra propone un percorso tra monumentali installazioni, ambienti intimi e forme conturbanti, creando un originale e coinvolgente dialogo tra l’arte di Anish Kapoor, l’architettura e il pubblico di Palazzo Strozzi.

Attraverso opere storiche e recenti, tra cui una nuova produzione specificatamente ideata in dialogo con l’architettura del cortile rinascimentale, la mostra rappresenta l’opportunità di entrare in contatto diretto con l’arte di Anish Kapoor nella sua versatilità, discordanza, entropia ed effimerità. Palazzo Strozzi diviene un luogo concavo e convesso, integro e frantumato allo stesso tempo in cui il visitatore è chiamato a mettere in discussione i propri sensi.

Nell’arte di Anish Kapoor, l’irreale (unreal) si mescola con l’inverosimile (untrue), trasformando o negando la comune percezione della realtà. Ci invita a esplorare un mondo in cui i confini tra vero e falso si dissolvono, aprendo le porte alla dimensione dell’impossibile. Le sue opere uniscono spazi vuoti e pieni, superfici assorbenti e riflettenti, forme geometriche e biomorfe. In un mondo in cui la realtà sembra sempre più sfuggente e manipolabile, Anish Kapoor ci sfida a cercare la verità oltre le apparenze, invitandoci a esplorare il territorio dell’inverosimile e dell’irreale, untrue e unreal.

La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi. Main Supporter: Fondazione CR Firenze. Sostenitori: Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi. Main Partner: Intesa Sanpaolo. Con il contributo di Città Metropolitana di Firenze. Con il supporto di Maria Manetti Shrem e Fondazione Hillary Merkus Recordati. Si ringrazia Galleria Continua.
La mostra si inserisce nell’ambito della Florence Art Week, iniziativa promossa dal Comune di Firenze in programma dal 28 settembre all’8 ottobre 2023.

Anish Kapoor

Nato a Mumbai, in India, nel 1954, Anish Kapoor ha vissuto e lavorato a Londra a partire dalla metà degli anni Settanta studiando presso l’Hornsey College of Art e il Chelsea College of Art. Attualmente vive e lavora tra Londra e Venezia.

Le sue opere sono esposte nelle più importanti collezioni permanenti e nei musei di tutto il mondo, dal Museum of Modern Art di New York alla Tate di Londra, alla Fondazione Prada di Milano, ai Musei Guggenheim di Venezia, Bilbao e Abu Dhabi. Recenti mostre personali si sono tenute presso: Galleria dell’Accademia e Palazzo Manfrin, Venezia (2022); Modern Art Oxford (2021); Houghton Hall, Norfolk (2020); Pinakothek der Moderne, Monaco (2020); Central Academy of Fine Arts Museum and Imperial Ancestral Temple, Pechino (2019); Fundación Proa, Buenos Aires (2019); Serralves, Museu de Arte Contemporânea, Porto (2018); Museo Universitario Arte Contemporáneo (MUAC), Città del Messico (2016); Reggia di Versailles, Francia (2015); Jewish Museum and Tolerance Center, Mosca (2015); Walter Gropius Bau, Berlino (2013); Sakip Sabanci Muzesi, Istanbul (2013); Museum of Contemporary Art, Sydney (2012).

Anish Kapoor ha rappresentato la Gran Bretagna alla 44. Biennale di Venezia nel 1990, dove ha ricevuto il Premio Duemila. Nel 1991 ha vinto il Premio Turner e in seguito ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali.

Noto anche per le sue opere architettoniche, tra i progetti pubblici che ha realizzato ricordiamo: Cloud Gate (2004), Millennium Park, Chicago, USA; Leviathan (2011) esposto a Monumenta 2011, Parigi; Orbit (2012), Queen Elizabeth Olympic Park, Londra; Ark Nova, sala da concerto gonfiabile creata per il Lucerne Festival in Giappone (2013); Descension (2014) installata al Brooklyn Bridge Park, New York, USA (2017); le fermate della metropolitana di Napoli Traiano e Università-Monte S. Angelo a Napoli (in completamento, 2002-2023).

Crediti: Anish Kapoor, Svayambhu, 2007 Photo: Dave Morgan. © Anish Kapoor. All rights reserved SIAE, 2023 

fonte: www.palazzostrozzi.org

Mostre: Roma, al Museo dell'Ara Pacis "Helmut Newton. Legacy" dal 18 ottobre 2023 al 10 marzo 2024

Esposizione dedicata a uno dei fotografi più amati di tutti i tempi con oltre 200 scatti di cui 80 esposti per la prima volta in questa rassegna.

Elegante, provocatorio, rivoluzionario. A cento anni dalla sua nascita, il Museo dell’Ara Pacis di Roma ospita l’ampia retrospettiva HELMUT NEWTON. LEGACY, ideata per celebrare il fotografo (Berlino, 1920 – Los Angeles, 2004) e posticipata a causa della pandemia. Un viaggio nella sua avventurosa vita attraverso oltre 200 scatti, in parte inediti, riviste e documenti, per raccontare con un nuovo sguardo l’unicità e lo stile di un protagonista del Novecento che si descriveva con queste parole: «Il mio lavoro come fotografo ritrattista è quello di sedurre, divertire e intrattenere».

Il fotografo, all’anagrafe Helmut Neustädter, cognome anglicizzato poi in Newton, nasce a Berlino nel 1920 da una benestante famiglia ebrea e già a 12 anni dimostra familiarità con la macchina fotografica tanto che a 16 lavora come apprendista dalla famosa fotografa di moda Yva, sperimentando i suoi primi autoritratti, inscenati con grande sicurezza. Nel 1938 è costretto a lasciare la Germania a causa delle persecuzioni antisemite e, dopo un passaggio a Trieste, s’imbarca verso l’Australia dove apre un piccolo studio di fotografia che segnerà l’inizio della sua carriera.

Il percorso espositivo ripercorre la vita, umana e professionale, di un uomo ricordato come l’autore di scatti che hanno fatto la storia della fotografia, apparsi nelle più importanti copertine di fashion magazine, arricchiti da un corpus di inediti che svela aspetti meno noti della sua opera. Sono circa 80 infatti le fotografie esposte per la prima volta in questa rassegna. A completare l’esposizione, le testimonianze prodotte dai materiali d’archivio come le stampe a contatto o le pubblicazioni speciali.

Sei capitoli cronologici raccontano l’evoluzione fotografica di Newton: dagli esordi degli anni Quaranta e Cinquanta in Australia fino agli ultimi anni di produzione, passando per gli anni Sessanta in Francia, gli anni Settanta negli Stati Uniti, gli Ottanta tra Monte Carlo e Los Angeles e i numerosi servizi in giro per il mondo degli anni Novanta.

Il visitatore ha la possibilità di entrare nel cuore del processo creativo per scoprire i segreti di immagini divenute parte della nostra memoria visiva e collettiva, come la serie Big Nudes che diventerà il suo libro di maggior successo.

Helmut Newton Rue Aubriot, Yves Saint Laurent, Vogue Francia. Parigi, 1975 Rue Aubriot, Yves Saint Laurent, French Vogue. Paris, 1975 © Helmut Newton Foundation
Il suo occhio ha rivoluzionato la fotografia di moda, come dimostrano gli scatti dedicati alle creazioni dello stilista André Courrèges, realizzati per la rivista britannica Queen nel 1964, e le collaborazioni con personalità del calibro di Yves Saint Laurent, Karl Lagerfeld, Thierry Mugler, Chanel e tanti altri. Il suo nome entra nel gotha dei fotografi quando nel 1961, su invito di Vogue Paris, si trasferisce con la moglie June nella capitale francese, dove perfezionerà il suo stile. 

Un focus specifico è dedicato proprio ai servizi di moda considerati all’epoca all’avanguardia, come quelli ispirati ai film di Alfred Hitchcock, Francois Truffaut e Federico Fellini: non solo scatti, ma vere e proprie storie che contengono dettagli intriganti. Tra una sezione e l’altra, è possibile scorgere l’intensa attività ritrattistica di Newton che ha immortalato volti celebri come Gianni Versace, Andy Warhol, Charlotte Rampling, Romy Schneider, Catherine Deneuve, Mick Jagger, Nastassja Kinski, David Bowie, Elizabeth Taylor, Arthur Miller, solo per citarne alcuni.

La mostra riserva ampio spazio all’esperienza professionale del fotografo nel nostro Paese e al suo proficuo rapporto con l’editoria italiana. Una collaborazione importante che gli ha consentito di catturare le affascinanti atmosfere di località come Montecatini, Firenze, Milano, Capri, Venezia e, naturalmente, Roma. Newton era di casa a Roma come raccontano otto scatti ambientati nella capitale, in prevalenza tratti dalla serie nota come Paparazzi. Questa sequenza fotografica, unita ad altre due immagini di moda, dimostra ancora una volta la sua capacità di creare atmosfere effimere e intense trasformando una foto in una visione.

In continuità con le esperienze fatte in occasione delle ultime mostre e rinnovando l’impegno della Sovrintendenza Capitolina per l'accessibilità, la mostra Helmut Newton. Legacy è progettata per essere fruibile dal più ampio pubblico possibile grazie alla collaborazione con Rai Pubblica Utilità e Rai Cultura, con il Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale e Cooperativa Segni d’Integrazione – Lazio e con Radici Società Cooperativa Sociale. Audiodescrizioni, video LIS e disegni tattili, disponibili in mostra e scaricabili online, sono gli strumenti di accompagnamento al percorso nelle sue sezioni cronologiche, con approfondimenti tematici su alcune delle fotografie più rappresentative. Per tutto il periodo di apertura dell’esposizione è inoltre previsto un servizio di visite tattili e visite con interpreti LIS gratuite.

IMMAGINI
Si prega di rispettare il copyright. L’utilizzo in relazione alla comunicazione della mostra HELMUT NEWTON. LEGACY (18 ottobre 2023 – 10 marzo 2024) al Museo dell’Ara Pacis, Roma, è gratuito. Queste immagini devono essere utilizzate unicamente per uso stampa ai fini della promozione della mostra HELMUT NEWTON. LEGACY. Devono essere stampate per intero, non possono essere ritagliate, né ruotate o sovrascritte. In particolare, il diritto d’uso per le stampe di frontespizi o copertine deve essere approvato dalla Helmut Newton Foundation.
Tutti i dati delle immagini devono essere eliminati da ogni supporto/dispositivo di archiviazione dopo l’uso.
Si prega di inviare, se possibile, due copie dell’articolo all’indirizzo:
 Helmut Newton Foundation, Jebensstraße 2, 10623 Berlino
Dr. Matthias Harder, Tel.: + 49 (0)30 / 31 86 48 56
Nadine Dinter, Tel.: + 49 (0)30 / 39887411, Cell.: + 49 (0)151 123 70 951
Catalogo: Taschen

Informazioni > QUI

fonte: www.arapacis.it

Cinema: Anatomia di una caduta, thriller torrenziale di Triet

Merita due ore e mezza di durata un thriller? Sì se è Anatomia di una caduta della regista francese Justine Triet, giallo torrenziale che indagando su un suicidio/omicidio mette sotto la lente di ingrandimento una famiglia particolare, quella composta da Sandra (Sandra Huller), scrittrice tedesca che vive insieme al marito Samuel (Samuel Theis), anche lui scrittore, e a Daniel, il figlio adolescente non vedente, in un remoto chalet di montagna sulle Alpi francesi. Dal 26 ottobre con Teodora il film che ha vinto la Palma d'oro

Cosa succede in questo film che ha vinto la Palma d'oro al Festival di Cannes 2023 e ora in sala con Teodora dal 26 ottobre ed è tra i film più belli della stagione? Succede che Samuel muore in circostanze misteriose, cadendo dal piano più alto del cottage. Suicidio o omicidio? Su questo interrogativo si misurano le indagini. Alla fine Sandra, donna complicata e dalle molte anime, viene arrestata per omicidio.

Il processo che si svolgerà subito dopo metterà a nudo, passo dopo passo, la vita di questa coppia oppressa dal senso di colpa per l'incidente capitato al figlio che lo ha reso cieco. Anatomia di una caduta inizia nel cottage con una giornalista impossibilitata a intervistare Sandra per il volume altissimo che viene dal piano di sopra dove il marito sta ascoltando P.I.M.P. del cantante rap 50 Cent. Ora perché questa musica a tutto volume? Un dispetto del marito per impedire l'intervista? E perché poi Sandra non chiede semplicemente a Samuel di abbassare il volume? Non si sa. Fa parte della singolare relazione di questa coppia che, si scoprirà, non è nuova a tradimenti e a feroci litigi. Nel lungo processo, splendidamente realizzato, le cose si complicano ancora di più quando il figlio arriva al banco dei testimoni per dire qualcosa di davvero inaspettato.

Il film, passato in anteprima alla Festa di Roma il 17 ottobre, ha spiegato la regista, "si basa sull'idea di vivere un incubo. Mi chiedevo: cosa succederebbe se il mio inferno personale diventasse improvvisamente affare di tutti? Volevo fare un film sul rapporto tra uomini e donne, questa volta esplorando come una coppia possa cadere a pezzi fino ad arrivare alla disintegrazione della relazione. E così - ha sottolineato Trier - ho immaginato un ragazzino che scopre i segreti dei suoi genitori in un processo che seziona metodicamente la storia della sua famiglia". 

E ancora la regista: "È un film sulle relazioni e sul tempo di condivisione. Il figlio è al centro di questa condivisione. Insomma all'interno di una relazione, cosa ci dobbiamo scambiare l'un l'altro? Ci può essere davvero il dare e l'avere? Sono domande su cui rifletto molto, domande che non vengono spesso esplorate sullo schermo. I ruoli in Anatomia di una caduta infine sono capovolti, perché questa volta è una donna che crea squilibrio abbracciando pienamente la sua libertà e voglia di eguaglianza".

fonte: di Francesco Gallo www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

A Milano un palinsesto di eventi per il centenario della nascita di Maria Callas

A 100 anni dalla nascita di Maria Callas, la città di Milano, in cui debuttò al Teatro alla Scala nel 1950, celebra l’indimenticabile voce del soprano con mostre ed eventi che proseguiranno fino a fine anno.

Maria Callas nasceva a New York esattamente cento anni fa: la sua voce indimenticabile ha fatto la storia dell’Opera, debuttando nel 1950 al Teatro alla Scala di Milano. Per celebrare il centenario della sua nascita, il Comune di Milano, in collaborazione con Teatro alla Scala, Gallerie d’Italia e Piccolo Teatro, propone un ricco programma di iniziative, mostre ed eventi, che si susseguiranno fino alla fine dell’anno.

IL MITO DI MARIA CALLAS IN MOSTRA

L’iniziativa Callas 100 rende omaggio al profondo legame tra il soprano e la città attraverso numerosi progetti espositivi. Tra questi spicca la mostra Fantasmagoria Callas, che anima gli spazi del Museo Teatrale alla Scala dal prossimo 17 novembre al 30 aprile 2024. La rassegna, a cura di Francesco Stocchi, ripercorre il mito di Maria Callas attraverso cinque creativi contemporanei, chiamati a reinterpretare l’essenza iconica della cantante: lo stilista Giorgio Armani, che tramite un vestito tenta di dare forma alla sua voce senza tempo; il musicista Alvin Curran, con una composizione inedita; gli artisti visivi Latifa Echakhch e Francesco Vezzoli; e infine il regista Mario Martone, che presenta un cortometraggio dedicato a Callas. Al loro fianco, costumi di scena, memorabilia, fotografie e molto altro.

IL “CALLAS DAY” E GLI ALTRI EVENTI

I progetti espositivi proseguono con Maria Callas. La Voce e l’amuleto, alla Veneranda Fabbrica del Duomo. La mostra si articola attorno al regalo che Gian Battista Meneghini fece a Maria Callas per il suo debutto all’Arena di Verona: un dipinto del Settecento raffigurante la Sacra Famiglia attribuito al pittore veronese G.B. Cignaroli. 

Dal 24 novembre al 9 dicembre, invece, la Biblioteca Sormani ospita Callas Voce Assoluta. La Divina in Sormani, facendo luce sul proprio archivio e mettendo in mostra le storiche registrazioni dal vivo al Teatro alla Scala tra il 1951 e il 1958. Le celebrazioni culminano con il Callas Day del 2 dicembre, giorno della nascita della cantante. Per l’occasione, il Teatro alla Scala programma la proiezione del documentario MyCallas di Roberto Dassoni, mentre la giornata si concluderà al Piccolo Teatro di Milano (Teatro Grassi), con una serata dedicata alla “voce dell’amore”.

[Immagine in apertura: copyright Fonds de Dotation Maria Callas]

fonte: https://arte.sky.it

domenica 19 novembre 2023

Mostre: a Firenze "Inside Van Gogh"

Dal 29 NOVEMBRE 2023 al 28 GENNAIO 2024 Il nuovo spettacolo immersivo sull'artista Olandese.
Alla Cattedrale dell'Immagine a FIRENZE

Entra nel magico mondo di Inside Van Gogh presso la Cattedrale dell’Immagine a Firenze! 

Dal 29 Novembre 2023 al 28 Gennaio 2024, immergiti nel nuovo spettacolo multimediale immersivo, un’opera di Crossmedia diretta da Stefano Fake.

Un affascinante racconto digitale di 35 minuti, realizzato attraverso una straordinaria multiproiezione a 360° con immagini nitide e una coinvolgente colonna sonora.

Inside Van Gogh ti porterà a esplorare la travagliata storia umana e artistica di Vincent van Gogh, uno dei pittori più celebrati e amati di sempre.

Vivi un’esperienza coinvolgente con una sezione introduttiva ricca di infografiche e monitor. Le postazioni Oculus VR ti condurranno in un avvincente viaggio sensoriale in 3D attraverso alcuni dei suoi famosi dipinti. E non perderti l’incantevole “sala degli specchi”, un caleidoscopio di immagini che ti avvolgerà nella sala immersiva.

Vieni a vivere un’avventura indimenticabile con Inside Van Gogh: un’esperienza immersiva che ti lascerà senza fiato. 

Gallery >> QUI

>> acquista il biglietto

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Telefona, scrivi o vienici a trovare per avere tutte le informazioni necessarie alla tua visita.
+39 055 217 418   info@cattedraledellimmagine.it

 Piazza Santo Stefano. Firenze

fonte: www.insidevangogh.it

Libri: "La pasticceria incantata" di GU Byeong-mo

Esistono luoghi capaci di farti sentire accolto anche solo per l'atmosfera e il profumo che si respirano al loro interno, e la pasticceria di questo romanzo è esattamente così: aperta ventiquattr'ore su ventiquattro, a prima vista sembra un normale forno dove comprare pane, torte e biscotti con un signore un po' burbero dietro il banco. 

All'apparenza, però. Perché, quando il ragazzino protagonista di questa storia lo sceglie come rifugio per scappare da una situazione familiare difficile, la realtà che trova è ben diversa. 

A essere sfornati con l'ausilio di un misterioso uccello dalle piume blu sono dolci dagli enormi poteri, in grado di cambiare la vita delle persone: biscotti diabolici alla cannella da offrire a chi non si sopporta, madeleine per cuori infranti, barrette di mandorle per ricordare il passato. 

Un vero laboratorio di magia, dove è possibile trovare dolci dagli esiti buoni, ma anche veri e propri concentrati di magia nera. Per tutti vale un avvertimento inquietante: a prescindere dall'effetto positivo o negativo, il potere contenuto nei dolci altera inevitabilmente l'ordine del mondo e produce conseguenze talvolta drammatiche su chi li consuma, conseguenze che vanno soppesate con attenzione. 

Perché capita di trovare clienti insoddisfatti, come la donna che con un pretzel alle noci ha fatto finalmente innamorare l'uomo che desiderava, ma che a breve distanza torna in pasticceria per liberarsene. In fuga dalla matrigna e solo al mondo, il ragazzo accetta di buon grado la proposta del pasticcere che gli offre vitto e alloggio in cambio di un aiuto nel gestire gli ordini, senza sapere che quello che lo attende sarà un viaggio fra le luci e le ombre della magia, in grado di offrirgli una consapevolezza nuova sul potere e le conseguenze delle sue azioni. 

Un mago pasticcere custode degli equilibri invisibili che regolano le forze dell'universo, un ragazzo che dovrà affrontare i terribili segreti della sua famiglia e un uccello azzurro che alle prime luci dell'alba si trasforma in una ragazzina sono i protagonisti di questa fiaba dark, scritta da una delle autrici più apprezzate sulla scena letteraria coreana.

fonte: www.mondadoristore.it

Libri: "Il magico studio fotografico di Hirasaka" di Sanaka Hiiragi

Lo studio fotografico del signor Hirasaka non è un luogo qualsiasi. Ogni visitatore viene accolto senza fretta, secondo un rituale preciso. In giardino, tante piccole lanterne brillano tra i ciliegi.

A turno entrano nella stanza un’ex insegnante novantenne, un membro della yakuza e una ragazzina. Hirasaka li fa sedere su un comodo divano di pelle, prepara il tè e illustra i servizi speciali che offre lo studio. A tutti consegna degli scatoloni pieni di foto-ricordo della loro vita: potranno sceglierne una per ogni anno che hanno vissuto. Ma non solo: hanno l’opportunità straordinaria di rivivere il loro ricordo più prezioso e di scattare di nuovo la loro foto preferita.

C’è una regola, però: non possono interagire con nessuno. Perché lo studio di Hirasaka si trova al confine tra questo mondo e quell’altro.

In Giappone, infatti, fin dall’antichità si crede che ci siano dei luoghi di passaggio e che, prima di andare nell’aldilà, le persone abbiano dei flashback in cui ricordano la loro esistenza. La chiamano “sōmatō”, lanterna girevole dei ricordi, ed è ciò che Hirasaka costruisce con le fotografie dei suoi ospiti.

Cosa sceglieranno? Che vite hanno vissuto? E perché tutti vanno e vengono da quello studio, ma Hirasaka resta sempre lì?
Una storia magica e consolatoria sulla vita e la morte, l’amore e la perdita, l’importanza di saper cogliere la bellezza in ogni attimo. Un romanzo ad alto tasso emotivo, che custodisce in sé tutto il fascino della migliore tradizione giapponese.

“Benvenuta nel mio studio fotografico, signora Hatsue. Queste fotografie raccontano la sua vita: le è concesso di tornare indietro nel tempo e scattare di nuovo la sua foto preferita. Ma potrà farlo solo una volta e non potrà parlare con nessuno. È pronta?”

Sanaka Hiiragi (prefettura di Kagawa, 1974) è cresciuta nella prefettura di Hyōgo e vive a Tōkyō. Si è laureata in Letteratura presso l’università femminile di Kōbe e ha completato gli studi all’università Himeji Dokkyō. Dopo sette anni all’estero come insegnante di giapponese, nel 2013 ha esordito nella narrativa vincendo un premio letterario. È appassionata di fotografia, vecchie macchine fotografiche e kimono.
Il magico studio fotografico di Hirasaka è in corso di traduzione in oltre venti Paesi.

libri: www.feltrinellieditore.it

Cronaca> SKY Tg24: Giornata mondiale memoria Transgender, cosa è e quali sono le iniziative in Italia

Il Transgender Day of Remembrance o TDoR è la ricorrenza annuale per commemorare le vittime di transfobia. Si celebra il 20 novembre con eventi in tutto il pianeta. Anche tante città italiane partecipano con marce, fiaccolate e cortei. Ecco il calendario e tutto quello che c’è da sapere  

La Giornata mondiale della memoria transgender (Transgender Day of Remembrance o TDoR) è la ricorrenza annuale per commemorare le vittime di transfobia, l’odio e il pregiudizio contro le persone transgender. Si celebra il 20 novembre e l’iniziativa è nata inizialmente in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto web Remembering Our Dead e l’anno dopo portò a una veglia a San Francisco. Da allora l'evento è cresciuto globalmente, con commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo.

I dati

Secondo i dati riportati da Gay.it, le statistiche dell’Associazione Transgenere ACET rivelano una realtà allarmante: nel corso dell’anno 2022, 381 individui hanno subito atti di transfobia a livello globale, cioè più di una vittima ogni giorno nel periodo che va dal 1° ottobre 2021 al 30 settembre 2022. Dall’anno 2008 ad oggi, il numero di decessi di persone trans per cause violente supera i 5mila casi. Nell’ultimo anno si contano 38 vittime. Di queste, il 95% sono donne trans e nell’81% dei casi si tratta di omicidi. A ciò si aggiunge un numero incalcolabile di episodi di transfobia, sia fisica che verbale o psicologica, che la comunità LGBTQIA+ affronta ogni giorno, non sempre riflessi nelle statistiche ufficiali. Secondo quanto segnalato dall’ACET, l’Italia registra una situazione particolarmente grave, posizionandosi come il Paese europeo con il numero più elevato di attacchi motivati dall’odio transfobico.

Le iniziative in Italia

Come ogni anno, sono numerose le iniziative per il Transgender Day of Remembrance in Italia. Alcune si tengono anche nei giorni vicini al 20 novembre (prima o dopo). 

A Milano una marcia si svolge il 19 novembre, alle ore 16.30, da Piazza Duca D’Aosta (Centrale M2). I partecipanti, ognuno con una candela in mano, percorreranno le vie in un silenzioso corteo. 

A Torino la marcia parte alle 16 da piazza Arbarello e si snoderà fino a piazza Carlo Alberto. I partecipanti, con il claim #Autodeterminatə, ribadiranno che sul corpo e sulla vita delle persone trans decidono solo le persone trans. 

A Vercelli, il giorno 20 novembre a partire dalle ore 19:30 si terrà una  manifestazione. A Padova, lunedì 20 novembre, il Liston, sarà testimone della fiaccolata “TDOR: ricordare le esistenze trans*, sognare la libertà trans*“. 

L’appuntamento è fissato per le ore 18:30 davanti a Palazzo Moroni. A Firenze, raduno in Piazza Sant’Ambrogio il 20 novembre, dalle ore 18, ma il via ufficiale sarà alle 18:30. A Perugia, l’appuntamento è in Piazza della Repubblica alle ore 18:30, dove ci si riunirà in un momento di riflessione e ricordo. 

A Roma il 19 novembre, la commemorazione avviene con un evento solenne in Piazza Vittorio Emanuele II, alle ore 17:00, per onorare le vite perse a causa della violenza transfobica accendendo, tutti insieme, una candela bianca. A Bari, la commemorazione si tiene lunedì 20 novembre in Piazza Umberto I, dalle 17. La città di Lecce si unisce alle commemorazioni il 20 novembre, aprendo le porte dei Cantieri Teatrali Koreja alle ore 20:00. A Catania il 20 novembre ci sarà una marcia che partirà da piazza Stesicoro alle 17:30, la prima marcia TdoR mai organizzata in città.

fonte: https://tg24.sky.it

Libri: "Mina" di Tony di Corcia

Tony di Corcia dialoga con Barbara Alberti

L’icona intramontabile che ha fatto la storia della musica, della televisione e della società italiana, col suo talento eclettico e la sua magnetica personalità

La più imitata e inimitabile delle artiste che con la sua vita ci ha offerto una lezione di libertà

Nell’epoca in cui tutto è «iconico», è diventato difficile dire chi meriti davvero questa definizione. Ma su Mina non ci possono essere dubbi. Più gli altri si affannano per ottenere un quarto d’ora di celebrità, più lei brilla per assenza. Dopo il suo ritiro dalle scene nel 1978, ha mantenuto la parola e ha fatto ciò che a molti risulterebbe inconcepibile: sparire. E più sparisce, più il suo mito si amplifica. 

Mina ha cantato tutto: l’amore, il dolore, il sesso, l’amicizia. E ha cantato tutti: dai nomi celebrati agli autori più sconosciuti, lanciando le loro carriere. Oltre che nella musica, in cui si è mossa da regina incomparabile per talento, estensione vocale e intelligenza, ha saputo lasciare il suo graffio nella televisione, nella radio, nella moda. E nella società: nel moralismo imperante degli anni Sessanta, posava sorridente sui giornali con il suo bambino nato fuori dal matrimonio. 

Ancora oggi, a più di ottant’anni, si dimostra la più moderna di tutti. Duetta con una star giovanissima come Blanco e nel caos digitale decide che la sua casa discografica produrrà dischi a 33 giri. Tony di Corcia ha invitato la scrittrice e sceneggiatrice Barbara Alberti a fare un gioco: ascoltando alcune canzoni di Mina, non necessariamente le più conosciute, hanno usato la sua musica e i suoi testi come pretesto per analizzare il nostro passato e il nostro presente, i nostri linguaggi, i nostri cambiamenti. La voce di Mina come pretesto per parlare di vita. E di amore.

fonte: https://edizioniclichy.it

Dipendenza da cellulare, l'allarme di Save The Children: l’uso dello smartphone inizia già a 6 anni

Davanti a tv, pc e tablet fin dalla primissima infanzia. Adolescenti connessi per oltre 5 ore al giornoBambini e adolescenti iperconnessi, fin dalla più tenera, anzi tenerissima età. 

Nonostante le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) - accolte anche in Italia dalla Società Italiana di Pediatria (Sip) -di non utilizzare dispositivi digitali per i bambini di età inferiore ai 2 anni, secondo una recente indagine dell'Istituto Superiore di Sanità, in Italia il 22,1% dei bambini di 2-5 mesi passa del tempo davanti allo schermo (tv, pc, tablet o smartphone), per la maggior parte per meno di un'ora al giorno. 

I livelli di esposizione crescono con l'aumentare dell'età: se si considera il tempo di fruizione complessivo, che va da meno di un'ora a oltre tre ore, la percentuale di bambine che ha un'esposizione agli schermi tra gli 11 e i 15 mesi d'età in media arriva al 58,1%, quasi 3 su 5. Oltre 1 bambino su 6 tra undici e quindici mesi è esposto a schermi almeno un'ora al giorno, il 3% per tre ore e più al giorno. Questi alcuni dei dati della XIV edizione dell'Atlante dell'infanzia a rischio in Italia, dal titolo "Tempi digitali", diffusi da Save the Children. Tra i rischi dell'esposizione troppo precoce e prolungata, oltre al possibile impatto negativo sullo sviluppo cognitivo, linguistico e emotivo del bambino, nel lungo periodo c'è quello di favorire comportamenti sedentari e obesità infantile. Non solo degli schermi, c'è anche un alto utilizzo degli Bassistenti vocali: il 46% delle famiglie con almeno una figlia o un figlio entro gli 8 anni d'età è in possesso di un assistente vocale, tra questi 1 bambino su 3 interagisce con questi apparecchi in autonomia, nonostante non siano stati progettati per loro. 

Si abbassa l’età in cui si usa un cellulare

In Italia il 78,3% di bambini tra gli 11 e i 13 anni utilizza internet tutti i giorni e lo fa soprattutto attraverso lo smartphone. Si abbassa sempre di più l'età in cui si possiede o si utilizza uno smartphone, con un aumento significativo di bambini tra i 6 e i 10 anni che utilizzano il cellulare tutti i giorni dopo la pandemia: dal 18,4% al 30,2% tra il biennio 2018-19 e il 2021-22. 

Adolescenti e social: crescono Instagram, Tit tok, Snapchat e vieogiochi. In calo Fb 

Ragazze e ragazzi sfruttano la connessione per molteplici attività, a partire dalla messaggeria istantanea, utilizzata dal 93% dei 14-17enni. Tra le altre attività online preferite dagli adolescenti ci sono: guardare i video (84%, in crescita), frequentare i social media (79%) – con Facebook in drastico declino mentre avanzano Instagram, TikTok e Snapchat - e l'uso dei videogiochi (72,4%). 

Se le ragazze frequentano con più costanza e intensità i social media (84% contro il 74% dei maschi), il gaming impegna di più i ragazzi (81% contro il 64% delle ragazze) anche se le videogiocatrici sono in crescita. 

Tra gli adolescenti cresce anche il tempo trascorso online: a inizio 2023 quasi la metà (il 47%) dei 3.400 11-19enni intervistati in occasione del Safer Internet Day ha dichiarato di passare oltre 5 ore al giorno online (era il 30% nel 2020) e il 37% controlla lo smartphone più di dieci volte al giorno.

I rischi di cyberbullismo

I videogiochi - che in Italia sono un mercato in continua espansione rappresentato per il 47% da giovani tra i 6 e i 24 anni  - sono luoghi sociali dove bambini e adolescenti costruiscono anche la propria identità, luoghi valoriali dove i più giovani discutono e si confrontano su molteplici tematiche, ma che li espongono anche a pericoli, dal rischio di bullismo a quello di non comprendere le regole della privacy o le modalità di interazione con gli altri giocatori o di subire le scelte degli algoritmi. 

Dipendenza da internet

 L’Atlante di Save the Children evidenzia che in Italia le ragazze e i ragazzi di 11, 13 e 15 anni che mostrano un uso problematico dei social media sono il 13,5%. Sono soprattutto le ragazze a soffrirne e l’età più critica è quella dei 13 anni: tra le principali motivazioni dell’uso intensivo dei social media c’è quello di scappare da sentimenti negativi. Per quanto riguarda, invece, i videogiochi, il 24% dei giovani di 11, 13 e 15 anni ne fanno un uso problematico: qui sono però i ragazzi a essere più esposti e l’età, in questo caso, si abbassa a 11 anni.

Benché ancora non esista una definizione univoca di dipendenza da internet, in Italia ci sono 87 centri territoriali che offrono assistenza ai minorenni attraverso équipe multidisciplinari formate da psicologi, assistenti sociali, educatori. Delle 10mila persone, tra giovani e adulti, che finora hanno contattato questi servizi, la fascia d’età più rappresentata è quella dei 15-17enni (con il 13,7% dei maschi e il 9,2% delle ragazze) mentre quella tra 0 e 17 anni, nel suo complesso, costituisce quasi il 30% del totale.

I giovani si informano on line

Ma i giovani utilizzano la connessione anche per informarsi: il 28,5% degli 11-17enni legge riviste e giornali online (percentuale che sale al 37% nella fascia 14-17 anni) e sfrutta i social media come canali di informazione, anche se non sempre dichiara di sapersi difendere dalle insidie delle fake news. 

Usare il cellulare non vuol dire avere delle competenze digitali

In questo ambito l’Italia mostra serie carenze e si trova al quart’ultimo posto in Europa. Tra i ragazzi che hanno tra i 16 e i 19 anni, la quota di chi ha scarse o nessuna competenza è del 42%, contro una media europea del 31%. Ad aver acquisito elevate competenze digitali sono poco più di 1 su 4 (il 27%), mentre sono il 50% dei coetanei francesi e il 47% degli spagnoli.

Il dato appare ancora più distante se si prende in considerazione il Sud Italia dove oltre la metà dei ragazzi ha scarse o nessuna competenza (52%) mentre il Nord e il Centro sono più vicini ai valori medi europei (34% e 39%).

fonte: Mariavittoria Savini www.rainews.it

Libri: "Io e i #GreenHeroes. Perché ho deciso di pensare verde" di Alessandro Gassmann e Roberto Bragalone

La vita di un grande uomo di cinema. L'impegno nella battaglia per salvare il pianeta. La testimonianza di come un mondo diverso sia ancora possibile.

Attore e regista italiano tra i più amati, in questo libro Alessandro Gassmann si racconta a cuore aperto, dai giorni dell'infanzia fino ai traguardi del presente. Il cinema respirato in casa fin dalla più tenera età, un padre leggendario, affettuoso e complicato, la vita agreste con la madre, anche lei splendida attrice. E poi gli studi tormentati, con l'abbandono dell'amata facoltà di Agraria, la gioventù negli edonistici anni Ottanta, le amicizie, le passioni e l'amore, l'accademia di recitazione, i primi passi e infine i successi cinematografici. 

Ma è la nascita di Leo a cambiare davvero tutto: diventare genitori allunga gli orizzonti e proietta le responsabilità nel futuro, oltre la propria esistenza. Ed è grazie alla paternità che Gassmann riscopre un filo rosso - anzi, verde - che unisce tutte le tappe della sua vita: la sensibilità ecologica, che diviene presa di coscienza della crisi climatica e impegno per contrastarla. 

Nasce così l'idea di incontrare e raccontare i veri eroi del nostro tempo, coloro che, spesso nell'ombra, stanno inventando un modo virtuoso di coniugare economia e ambiente. Sono i #GreenHeroes, uomini e donne coraggiosi che dimostrano come sia possibile creare valore e lavoro anche prendendosi cura del posto in cui si vive, investendo nel futuro anziché rimandare la resa dei conti con il pianeta. 

Scritto con Roberto Bragalone e il supporto scientifico del Kyoto Club, Io e i #GreenHeroes non è dunque solo un'autobiografia, ma un diario di impegno civico, un racconto appassionato delle storie di chi non sta a guardare di fronte al climate change , e insieme un invito a darci da fare per restituire un futuro ai nostri figli.

fonte: www.ibs.it

TDOR 2023 Giornata Mondiale in ricordo delle vittime dell’odio transfobico il 20 Novembre a Piacenza.

TDOR 2023, Giornata Mondiale in ricordo delle vittime dell’odio transfobico, Arcigay Piacenza Lambda è vicina a tutte le persone transgender del territorio con un gesto simbolico. L’identità di genere è una delle caratteristiche essenziali della persona, tuttavia chi non si riconosce nel genere assegnato alla nascita è da sempre sottopost* a discriminazioni e violenze tanto serie e gravi da rimanerne, purtroppo, spesso vittima. 

TDOR 2023 una legge inadeguata

Tale condizione di stigma è aggravata dall’inadeguatezza del percorso previsto dalla legge per ottenere la rettifica del genere, portando così le persone trans e non binary, anche per questo, ad essere fortemente limitate nella propria autodeterminazione, rimanendo relegate ai margini della società. 

Appuntamento lunedi 20 novembre al centro antiviolenza

In occasione del TDOR 2023, Arcigay sceglie di portare un momento di riflessione in un luogo importante, simbolicamente e concretamente, per tante persone anche transgender: il Centro Antiviolenza di Piacenza: Lunedì 20 Novembre saremo lì per portare un fiore e spendere qualche parola in ricordo di chi non c’è più. Saranno presenti l‘Assessora alle Pari Opportunità, Serena Groppelli, e gli operatori dell’Unità di Strada della Cooperativa Onlus “Lotta contro l’emarginazione” 

fonte:

venerdì 17 novembre 2023

Il mito della Callas riletto in chiave contemporanea alla Scala. La mostra “Fantasmagoria Callas” curata da Francesco Stocchi.

Milano, 17 nov. (askanews) – Il mito e il contemporaneo: cinque protagonisti della scena culturale di oggi raccontano Maria Callas all’interno del Teatro alla Scala di Milano. “Fantasmagoria Callas” è una mostra raffinata, capace di fare cambiare passo perfino a un luogo sacro e tradizionalista come il tempio della lirica e di rinnovare la storia del soprano più celebre di sempre attraverso opere di Giorgio Armani, Alvin Curran, Latifa Echakch, Mario Martone e Francesco Vezzoli. E la fantasmagoria del titolo si declina soprattutto nella molteplicità dei mezzi espressivi scelti: dalla scultura alla moda, dal cinema al suono, fino alla fotografia ricamata. A curare il progetto è Francesco Stocchi a cui abbiamo chiesto come lo abbia pensato. 

“Ho immaginato – ha detto ad askanews – partendo da un assunto molto semplice, che Callas è una di quelle rare figure che non è stata ma è, e quindi anche sarà. Perciò abbiamo pensato di lavorare non tanto in maniera retrospettiva, non tanto partendo dagli archivi, così come è solito lavorare in modo eccellente il Museo del Teatro a Scala, ma evocandola. Evocandola innanzitutto oggi per raccontare che cos’è per certe figure creative Maria Callas, e che cos’è per tutti noi e poi anche evocandola nella sua complessità”.

L’esposizione è intensa, l’allestimento di Margherita Palli funziona e sottolinea l’unicità delle opere, ma permette anche di creare ambienti adatti ad ospitare video e suoni. E la sensazione è che le scelte di Stocchi abbiano anche la valenza di un ragionamento sui diversi modi interdisciplinari che fanno oggi quella cosa che chiamiamo arte contemporanea. Ma a prevalere poi è il mito stesso, la rievocazione rituale di un personaggio che, come ci ha detto Francesco Vezzoli, aveva qualità anche simboliche straordinarie. 

“Rappresenta l’ossessione prima di tutto per la perfezione – ha raccontato l’artista -. L’ossessione per la perfezione tecnica, ma anche per la perfezione della propria immagine pubblica, che mi sembrano due binari molto importanti. Diciamo che viviamo in un mondo in cui c’è chi accelera nella tecnica, ma magari non è proprio impeccabile nel profilo Instagram e poi abbiamo profili Instagram meravigliosi, ma di persone completamente prive di sostanza. Quando invece qualcuno riesce a camminare su questi due binari con uguale forza, con uguale stamina, con uguale energia, riesce a creare il mistero di un mito e la Callas c’è riuscita”.

Non serve essere melomani per restare intrappolati nel meccanismo narrativo della mostra: Maria Callas, attraverso le opere d’arte, va oltre perfino se stessa. E la sua storia esce anche fisicamente dalla Scala per arrivare alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, dove una mostra di fotografie dell’Archivio Publifoto racconta la cantante e la sua vita eccezionale attraverso i ritratti. 

fonte: https://askanews.it

A Firenze aperta Giunti Odeon. Una delle librerie più belle del mondo

Perché è libreria ma anche cinema: un percorso sperimentale che unisce letteratura, musica, teatro e grande schermo. Tra la classica programmazione delle 21 e le proiezioni diurne su schermo led

Sembrava dovesse diventare libreria-ristorante il mitico Cinema-Teatro Odeon di Firenze, ponendo fine alla storica attività di proiezione di una delle ultime sale rimaste nel centro città. Eppure a dispetto delle solite polemiche che sorgono a Firenze quando si cambia qualcosa, ha preso una piega completamente diversa il progetto Giunti Odeon, che con la direzione creativa di Gabriele Ametrano ha dato vita a un progetto culturale ambizioso: >> Giunti Odeon Libreria e Cinema.

Giunti Odeon Libreria e Cinema a Firenze

La nuova Giunti, ospitata nel rinascimentale Palazzo dello Strozzino, è stata restaurata dai designer e architetti dello studio Benaim di Firenze in modo tale da far tornare alla luce elementi architettonici e decorativi da tempo illeggibili, come le fontane, le decorazioni sulle colonne, ma anche gli arazzi e la cupola, che ora saranno permanentemente illuminati. Tutto per far diventare questo luogo “un simbolo del rinascimento culturale che Firenze merita“, ha detto Ametrano a Controradio. Parliamo dopotutto di uno spazio di ben 1.500 metri quadri, che continuerà a ospitare accanto alla nuova libreria l’originale sala cinematografica e due nuovi schermi, uno per la proiezione al buio e un grande ledwall per l’intrattenimento diurno.

Proiezioni, libri, incontri e mostre da Giunti Odeon

Il progetto – che inizialmente prevedeva che la sala Art Déco fosse completamente trasformata in una struttura polifunzionale, rinunciando ai film – era stato osteggiato dai fedelissimi della struttura, soprattutto considerato il fatto che il cinema era ancora attivo al momento dell’acquisizione. 

E invece ora sarà proprio il cinema il cuore di Giunti Odeon, che ha confermato le proiezioni delle 21 nella sala da quasi 200 posti (in lingua originale e sottotitolate) con programmazione a cura di Gloria Germani e Marco Luceri in dialogo con gli incontri letterari. Che spazieranno dal biologo naturalista Daniel Lumera all’autore Premio Strega Paolo Cognetti, da Fabio Volo a Laura Imai Messina, ognuno corredato da un film accuratamente selezionato in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Nella struttura anche un bistrot, con la linea di cucina curata dalla cuoca Tini Ferragamo.

Impossibile dimenticare, infine, la natura bibliofila del luogo. La libreria Giunti Odeon ospiterà nei 680 metri quadri oltre 1200 metri di scaffalature e più di 25mila titoli proposti (anche in lingua originale), e sarà affiancata da una fitto portafoglio di eventi culturali che includerà anche un programma espositivo di natura artistica, oltre a fornire spazi per lo studio, la lettura e la socializzazione.

Giulia Giaume

www.giuntiodeon.com/it

fonte: di Giulia Giaume  www.artribune.com

Mary George, la serie Sky con Moore e Galitzine in arrivo

Sky e Amc rilasciano le prime immagini della loro prossima serie originale Mary & George, interpretata dall'attrice premio Oscar e vincitrice del premio Bafta Julianne Moore (Still Alice, Lontano dal paradiso), Nicholas Galitzine (Cenerentola, Purple Hearts) e Tony Curran (Mayflies, Your Honor).

In esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW nel 2023, Mary & George è ispirata all'incredibile storia vera di Mary Villiers, che crebbe il suo affasciante e carismatico figlio, George, affinché potesse sedurre Re Giacomo VI di Scozia, conosciuto anche come Giacomo I d'Inghilterra, e diventare il suo potentissimo amante.
 
Grazie a scandalosi intrighi, il duo di umili origini divenne la coppia madre-figlio più ricca, più titolata e influente che l'Inghilterra avesse mai visto, nonché la coppia più fidata di consiglieri del re.  Con la posizione dell'Inghilterra sulla scena mondiale minacciata dall'invasione spagnola e con i rivoltosi che scendevano in piazza per rovesciare il re, la posta in gioco non poteva essere più alta. 
 
Pronta a non fermarsi davanti a nulla e armata del suo spietato fiuto politico, Mary si fece strada prima attraverso il matrimonio, poi corrompendo politici e cospirando con criminali. 
 
Riuscì così a imporsi nel cuore dell'establishment, facendolo suo. Un period drama estremamente audace su una madre e un figlio che diedero scandalo, che complottarono, sedussero e uccisero per conquistare la corte d'Inghilterra e il letto di re Giacomo.  

fonte: di Redazione ANSA www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

The Crown 6 con la morte di Diana e il tributo alla regina

Spazio a William e Kate e nel finale la reunion, da Foy a Colman

La stagione 6 di The Crown sarà l'ultima della serie creata da Peter Morgan e i produttori hanno assicurato che la morte di Diana sarà affrontata sul piccolo schermo con "grande delicatezza e rispetto". La messa in streaming su Netflix è attesa entro il 2023.

"Lo spettacolo potrebbe essere grande e rumoroso, ma noi non lo siamo" afferma la produzione a proposito del tragico evento che sarà al centro dei primi episodi: le puntate successive daranno quindi spazio alla storia d'amore tra il principe William e Kate Middleton, e prevederanno anche un omaggio a Elisabetta II, morta un anno fa. Intervenendo al Festival televisivo di Edimburgo, i produttori esecutivi Andy Harries e Suzanne Mackie si sono preoccupati di sottolineare quanto la Left Bank Pictures e Netflix siano state premurose nel compito di catturare l'incidente mortale di Diana a Parigi nel 1997. 

La morte della principessa sarà presente nei primi episodi della stagione finale di The Crown, le scene sono state girate in un periodo di due settimane lo scorso ottobre. "Elizabeth Debicki è un'attrice straordinaria ed è stata così premurosa. Amava Diana. C'è un enorme rispetto da parte di tutti noi, spero che sia evidente", hanno aggiunto. Dopo aver mostrato la morte dell'ex moglie di Carlo, la serie si concentrerà sull'incontro tra William e Kate, ricreando alcuni momenti chiave della loro storia d'amore iniziata durante l'università. Intanto la regina Elisabetta II è morta durante la realizzazione della sesta stagione e Harries ha sostenuto che l'episodio finale del sontuoso dramma reale è "uno dei migliori spettacoli che abbia mai fatto". La direzione del finale è affidata a Stephen Daldry. 

"La scomparsa di sua maestà ha avuto un impatto su tutti noi… È un molto potente e un episodio di grande rispetto" ha detto Mackie spiegando che si è trattato di una "lettera d'amore" alla regina da parte dello scrittore Peter Morgan. Mackie, che ha lasciato la Left Bank per fondare la Orchid Pictures nel 2020, ha affermato di provare "emozioni molto contrastanti" riguardo alla fine di The Crown.
"È una parte importante della mia carriera e della mia vita e ne sono profondamente orgoglioso. 

Così all'improvviso tutto finisce e ci si sente liberi". Al centro degli ultimi episodi ci sarà un nuovo decennio della storia del regno: fa avanzare la storia negli anni 2000 quando il principe William inizia l'università a St Andrew's, determinato a condurre una vita il più normale possibile, finché può. All'inizio della vita come studentessa universitaria c'è anche Kate Middleton, del Berkshire. La stagione racconterà come i due si sono incontrati per la prima volta nel campus e hanno avuto una storia d'amore, mentre si conclude questa epica drammatizzazione del regno della regina Elisabetta II. 

La serie segna il debutto cinematografico di Ed McVey, nel ruolo del giovane principe William, dopo il lavoro teatrale all'Old Vic e agli Hammersmith Riverside Studios. Meg Bellamy (19 anni) ha vinto il ruolo di Kate dopo aver risposto ad un casting sui social media e aver inviato un provino. Un passaggio che rappresenta per Mackie quello di "piccoli fiori che sbocciano dopo la morte di Diana". 

Le riprese di questa nuova stagione sono state effettuate a St. Andrews, in Scozia, all'inizio di quest'anno, permettendo a Ed e Meg di vivere e godersi alcuni dei luoghi che il Principe William e Kate Middleton hanno realmente frequentato vent'anni fa. La quinta stagione di The Crown è terminata con la fine del matrimonio tra il principe Carlo e Diana, la sesta stagione dovrebbe andare in onda entro la fine dell'anno. 

Secondo il The Sun, per un omaggio alla monarca inglese nel gran finale di serie, che racconterà un periodo d'oro per la famiglia reale, con le nozze di Carlo e Camilla (Dominic West e Olivia Williams) e l'incontro fino al fidanzamento di William e Kate all'Università di St. Andrews, ci sarà una reunion di tutte le attrici che hanno vestito i panni della regina Elisabetta in tutte le stagioni della serie Netflix, con alcune scene speciali dedicate al grande percorso da monarca della sovrana di Regno Unito, Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Oltre alle già note Claire Foy, Olivia Colman e Imelda Staunton, sarà introdotta la new entry Viola Prettejohn che la interpreterà giovane in tempo di guerra.  

fonte: di Nicoletta Tamberlich www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

lunedì 13 novembre 2023

Napoli: "La Signora della Tv" con Vincenzo de Lucia, al Teatro Acacia, dal 30 novembre al 3 dicembre

VINCENZO DE LUCIA – ATTORE/IMITATORE/PERFORMER Dallo spettacolo dal vivo alla TV. Il talento paga e Vincenzo De Lucia, napoletano classe ’87, ne è un luminoso esempio. 

L’attore dalla voce plasmabile, doti canore e grandi capacità di imitatore, ha debuttato in prima serata accanto a Stefano De Martino e Fatima Trotta, nel fortunato programma Made in Sud (2020), occasione televisiva che ha mostrato al pubblico l’incredibile predisposizione all’imitazione di De Lucia che, con la sua versione di Maria De Filippi, ha conquistato i cuori e i sorrisi degli spettatori. 

Il successo di “Maria De Filippi” a Made in Sud, lo vede riconfermato – sempre accanto a De Martino -, nel programma Stasera Tutto è Possibile, in onda dal 12 gennaio 2021 su Rai2 e di cui, insieme a Biagio Izzo e Francesco Paolantoni, compone il cast fisso della trasmissione prodotta da Endemol Shine Italy. 

La prima puntata raccoglie 2.573.000 spettatori (oltre il 12% di share), sottolineando al pubblico l’innata dote dell’interprete come spalla perfetta nel ruolo di comico-imitatore. In questi ultimi anni, oltre ad essere diventato parte del cast fisso di “Step” fino all’ultima edizione andata in onda lo scorso Marzo 2023, lo abbiamo visto quarto giudice a “Tale e Quale Show” nei panni di Maria De Filippi, ed ospite dell’ultima edizione del “Maurizio Costanzo Show”, e poi vestire i panni di una “singolare” Barbara d’Urso in “Benedetta Primavera” a far da contraltare alla mitica Loretta Goggi, ultima grande regina del varietà televisivo. 

Le frecce all’arco di De Lucia sono tante e tutte al femminile, caratteristica che lo rende ancor più eclettico ed interessante quando, con estrema naturalezza, indossa i panni delle signore più importanti della televisione italiana, come Mara Venier – di cui è amico e fedele riproduttore vocale -, ma anche Barbara D’Urso, Mara Maionchi, Franca Leosini, Maria Nazionale, Sandra Milo (imitata a Domenica In d’innanzi alla vera Milo), Francesca Fagnani, Milly Carlucci, Federica Sciarelli e tante altre; interpretazioni senza precedenti nel genere, che lo portano a indossare la definizione di Female Impersonator. Nel 2009 vince il Premio Alighiero Noschese come Miglior Imitatore e Trasformista campano. 

La formazione prima e l’esperienza poi, lo portano anche a cimentarsi con il Teatro Popolare accanto a Leopoldo Mastelloni, diretti da Lara Sansone, oltre che a collaborare con il regista e sceneggiatore Massimo Andrei. Tanti nel tempo sono stati anche i palcoscenici live calcati sui tacchi da Vincenzo, tra cui il Gay Village di Roma (2015), dove viene “scoperto e accolto” da Vladimir Luxuria – all’epoca direttrice artistica della manifestazione – che, ad ogni occasione, ne riconosce lo spessore artistico e professionale. Vincenzo De Lucia è quel che dicesi “un cavallo di razza”. Un artista poliedrico dalle spiccate capacità interpretative che, con la sua arte, non lascia spazio a discussioni sul genere. Un fuoriclasse come non se ne vedevano da tempo nel panorama degli imitatori, espressione di quel talento puro di cui sono portatori solo i grandi artisti. Alle abilità attoriali, si uniscono anche umiltà, disponibilità e capacità d’ascolto, sfumature umane di un profilo che è pronto e predisposto ad ogni tipo di collaborazione in ambito televisivo e di spettacolo.

ilbotteghino@fastwebnet.it
0815564684 - 0815568054
dal lunedi' al sabato Orari: 10.00 /13.00 - 16.30/19.30

fonte: www.cineteatroacacia.it

Libri: "Dulcis in forno. Pani e focacce dolci, sfogliati, brioche e altri dolci da forno" di Fulvio Marino

Dopo il pane e la pizza, per Fulvio Marino è arrivato il momento di esplorare il mondo dei dolci da forno.

Il mugnaio più famoso d’Italia ci regala un libro con tante ricette facili e gustose per portare la pasticceria da forno nelle case di tutti. Cornetti, brioche, croissant, torte, crostate e pani dolci: ancora una volta, il talento e la bravura di Fulvio Marino ci prendono per mano e ci conducono alla scoperta dei sapori e dei profumi che solo i dolci da forno sanno regalare. Senza dimenticare gli approfondimenti sugli ingredienti, gli impasti, le tecniche e i metodi di cottura.

Fulvio Marino, volto noto delle trasmissioni di Antonella Clerici, è nato a Cuneo (1985) in una famiglia di mugnai, con un mulino che dalle Langhe ha ormai raggiunto la fama internazionale. Lavora nell'azienda di famiglia ed è responsabile delle panetterie della catena Eataly. 

Tra le sue pubblicazioni Dalla terra al pane (Cairo, 2021), Pizza per tutti. Ricette, impasti e metodi di cottura (Mondadori Electa, 2022) e Dulcis in forno. Pani e focacce dolci, sfogliati, brioche e altri dolci da forno (Mondadori Electa, 2023).

Classe 1986, piemontese, oggi segue le orme di nonno Felice, di papà Ferdinando e di zio Flavio lavorando nell'azienda di famiglia Mulino Marino a Cossano Belbo (Cuneo) nel cuore delle Langhe.

Fu il nonno, infatti, ad acquistare nel 1956 un mulino a pietra dando vita a un'attività che si è ampliata negli anni.

Crea il suo primo lievito madre all'età di 14 anni e dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, inizia a dedicarsi a tempo pieno alla sua passione per il mondo della panificazione: lavorando nel mulino di famiglia e diventando capo delle panetterie di Eataly nel mondo.

Da settembre 2020 partecipa alla trasmissione "È sempre mezzogiorno"di Antonella Clerici su Rai 1 con la sua rubrica Il pane quotidiano nella quale spiega ricette e tecniche di panificazione. 

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Tra le sue pubblicazioni il libro Dalla terra al pane (Cairo, 2021) >> Articolo QUI

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fonte: www.amazon.it

lunedì 6 novembre 2023

Cinema > Ossessione Callas, la Divina tra Jolie e Bellucci

Volf riedita leggendario concerto 1958 e alla Scala una mostra 

Il 2 dicembre di 100 anni fa nasceva a New York Maria Callas, considerata la più grande cantante di tutti i tempi, straordinario soprano e donna famosa e ammirata in tutto il mondo.

È per il centenario ma certamente non solo per quello che l'artista di origine greca continua ad essere un'attrazione costante ancora oggi.

Ossessione Callas. E una sfida anche per le attrici: Angelina Jolie è sul set a Parigi, protagonista di Maria, il film sulla Callas che il cileno Pablo Larrain le dedica, incentrata sui suoi ultimi giorni nella Parigi degli anni Settanta con Pierfrancesco Favino e Alba Rorhwacher nel cast. E Monica Bellucci l'ha evocata a teatro in una applaudita tournee che ora è stata adattata per un documentario co-diretto da Tom Volf e Yannis Dimolitsas, Maria Callas: Lettere e memorie che si vede alla Festa del cinema di Roma accompagnato dalla stessa attrice. 

Tom Volf è uno dei massimi esperti mondiali di Callas e alla Divina aveva già applicato la sua passione in Maria by Callas (con Fanny Ardant) in cui si pescavano lettere e memorie intime in tre decenni - 1950 - 1960 e 1970. Non è tutto perchè Volf aggiunge un tassello ancora alla sua ricerca su Maria Callas lavorando alla leggendaria performance parigina, quello che fu il suo debutto all'Opéra di Parigi considerato tra gli eventi musicali di tutto il Novecento. Il film concerto Parigi, Callas, 1958 è stato completamente restaurato in 4K e Dolby Atmos e per la prima volta verrà riproposto interamente a colori (alla Festa il 21 ottobre) e poi in sala dal 6 all'8 novembre con Nexo Digital. 

Callas è anche al centro della celebrazione del teatro alla Scala, dove tra il 1950 e il 1961 interpretò 23 titoli d'opera. 

Da venerdì 17 novembre 2023 a martedì 30 aprile 2024 al Museo Teatrale alla Scala, la mostra Fantasmagoria Callas, a cura di Francesco Stocchi con allestimento di Margherita Palli, vedrà cinque creativi chiamati a interpretare cinque progetti: Giorgio Armani, il compositore Alvin Curran, gli artisti Latifa Echakhch e Francesco Vezzoli, mentre il regista Mario Martone presenta un cortometraggio interpretato da Sonia Bergamasco sulla fascinazione esercitata dal soprano su Ingeborg Bachmann.  

fonte: di Redazione ANSA www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

Tutti pazzi per Cortellesi, il cinema italiano sugli scudi

Regista in tour, pubblico commosso. 572 copie e l'8 da Fiorello 

- Le file davanti ai cinema, gli applausi in sala anche a scena aperta, un tour da star in giro per l'Italia e quell'exploit al botteghino - 3 milioni 800mila euro, dati Cinetel al 2 novembre - che salta agli occhi come una rimonta, attesa del cinema italiano dopo stagioni deludenti: tutti pazzi per C'è ancora domani di Paola Cortellesi.

E se c'è un Comandante (Favino è quarto) a guidare la riscossa è proprio lei, per giunta all'esordio alla regia.

Monica Guerritore, tra i fan vip del film oltre a Gianni Morandi, Valerio Lundini, Anna Foglietta e tanti altri, ha scritto in un post: "Il cinema italiano salvato da una donna". 

Ma al di là della frase a effetto, lo sguardo cinematografico femminile al cinema, mai così presente, arricchisce decisamente il panorama dell'offerta e riporta tante persone in sala. E c'è però un valore che va oltre il genere, quello dell'empatia con il pubblico, il cercare semplicità di sguardo, curare la regia e la messa in scena dei dettagli e proporre storie che vanno dritte al cuore, emozionanti, che fanno dell'esperienza davanti al grande schermo un intrattenimento nutriente. Caratteristiche di un cinema popolare nel senso più alto. 

Vale per Cortellesi, come per Io Capitano di Matteo Garrone ad esempio e per altri film italiani che sono riusciti a superare lo scoglio del gradimento del pubblico. Vision, che ha prodotto C'è ancora domani con Wildside, lo distribuisce in ben 572 sale, un numero che sembra d'altri tempi. Tre premi alla Festa di Roma facevano presagire un bel percorso; l'attrice-regista non si risparmia, saluta il pubblico, dialoga con loro a fine proiezioni: domani mattina è a Genova, di sera a Torino, va persino in provincia, a Spoltore in Abruzzo il 6 novembre e poi di nuovo a Roma il 7 novembre, mentre l'8 sarà ospite di Viva Rai2! da Fiorello.

A leggere i post sui social c'è da commuoversi di tanta rara connessione: piangono le persone in età che hanno vissuto quegli anni del primissimo dopoguerra e anche i giovani portati dal tam tam o dai prof perché C'è ancora domani, dietro la storia di una donna del popolo che cerca di emanciparsi, è un racconto civile e politico fortissimo, sulla lunga faticosa strada della conquista dei diritti.  

fonte: di Alessandra Magliaro www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

Netflix > Luisa Ranieri in Nuovo Olimpo grazie a Mina: “Mi ha scelto lei”

Mina non ha firmato solo la colonna sonora di Nuovo Olimpo, ma ha anche messo le mani in pasta durante la formazione del cast. È stata lei, infatti, a scegliere Luisa Ranieri per il ruolo di Titti.

“Anche se Ferzan non aveva pensato a me. Mina gli ha detto “perché non usi quella ragazza, la Ranieri, che mi piace tanto?”. Lui ci ha ragionato e mi ha chiamata. È una grande chance. L’idea di truccarmi da Mina è venuta a lui, è un omaggio. Essere suggerita da Mina è come vincere un Oscar, è la nostra più grande interprete.

Ha rivoluzionato l’immagine femminile. Dettava la moda, il trucco, i vestiti, ogni volta regalava un’immagine nuova e sconvolgente. L’abbiamo scelta com’era negli anni Settanta. Io sono cresciuta con la sua musica, mia madre cantava sempre Mina, e io ascolto i vecchi e nuovi brani, in auto con le mie figlie”.

Sempre fra le pagine di Repubblica, Luisa Ranieri ha aggiunto:

“Mi reputano una ragazza saggia, in realtà sono solo nata vecchia. Sempre stata il porto sicuro dove andare, ho fatto pochi colpi di testa. Ero troppo una brava ragazza. Quando ho iniziato a fare cinema quelle con la mia fisicità facevano la televisione. Avevo paura che, mostrandola, diventasse uno strumento contro di me. Maturità, esperienza, successo ti danno la sicurezza di dire: vado bene perché sono così”.

Luisa Ranieri in questo film è stata eccezionale.

fonte: di Fabiano Minacci   www.biccy.it   FOTO | Larchitetto.it

Maria Callas "regina della lirica" al cinema. Dal 6 all’8 novembre.

Nel centenario della nascita della grande diva Maria Callas, lo storico concerto del 19 dicembre 1958 all’Opéra Garnier di Parigi esce nelle sale italiane in versione a colori restaurata in 4K Ultra HD. Dal 6 all’8 novembre.

Nata il 2 dicembre del 1923 a New York, Maria Callas esordiva nel 1950 al Teatro alla Scala di Milano, e nel 1958 trionfava invece all’Opéra di Parigi nel concerto La Grande Notte dell'Opera. 

A 100 anni dalla sua nascita, Nexo Digital rende omaggio a una delle voci più incredibili della storia della musica, con una rara pellicola completamente restaurata che riprende proprio quella memorabile sera all’Opéra.

MARIA CALLAS TORNA AL CINEMA

Callas – Parigi, 1958, già presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, arriva nelle sale italiane dal 6 all’8 novembre e in sale selezionate con un’anteprima il prossimo 5 novembre. A partire dalle bobine originali in 16 mm, il film restituisce lo storico avvenimento, per la prima volta in versione restaurata interamente a colori e in 4K Ultra HD. Una sorgente sonora recentemente ritrovata ha permesso, inoltre, di far rivivere le mille sfumature della voce della cantante come mai prima d’ora.

IL CONCERTO DI MARIA CALLAS A PARIGI

È il 19 dicembre 1958: Parigi è illuminata a festa, mentre la voce divina del grande soprano “inonda” la sala del teatro più importante d’Europa. Tutta l’alta società parigina è lì seduta in religioso silenzio: dal presidente francese René Coty, passando per Jean Cocteau, il duca e la duchessa di Windsor, e persino Charlie Chaplin, Brigitte Bardot e molti altri. 

Vestita in un abito d’alta moda (da ben un milione di dollari) ricoperto di diamanti, la Callas si esibisce in una delle performance più memorabili della sua carriera, aprendo il concerto con l’interpretazione di Casta diva che l’avrebbe resa immortale. Seguono poi l’intensa e potente scena del Miserere dal Trovatore verdiano; la più leggera e maliziosa Una voce poco fa dal Barbiere di Siviglia di Rossini. Il pubblico esulta poi con l’esibizione dell’aria Vissi d’arte, già molto celebre al tempo. Il resto del concerto è storia. 

fonte: https://arte.sky.it