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lunedì 19 febbraio 2024

Cinema >Trionfo Oppenheimer ai Bafta, il film di Nolan vince 7 premi

Christopher Nolan (s) Emma Thomas © ANSA/EPA
Emma Stone miglior attrice, statuette a film di Triet e Glazer

Oppenheimer, il film epico di Christopher Nolan sul padre della creazione della bomba atomica, ha trionfato questa sera a Londra ai Bafta, i massimi premi del cinema anglosassone e indicazione cruciale verso gli Oscar.

Il ritratto di Nolan del genio scientifico, torturato dalla sua creazione della bomba atomica, ha vinto sette riconoscimenti a cominciare dal miglior film, e poi nelle categorie miglior regista, miglior attore (Cillian Murphy) e miglior attore non protagonista (Robert Downey Jr.).

Migliore attrice Emma Stone per Povere Creature! di Yorgos Lanthimos. The Zone of Interest di Jonathan Glazer ha vinto tra l'altro come miglior film inglese e miglior film in lingua non inglese, mentre 20 giorni a Maryupol è il miglior documentario e Il ragazzo e l'airone di Hayao Miyazaki per l'animazione. 

 "Il nostro film - ha detto Nolan per la prima volta premiato ai Bafta in una lunga carriera di film cult - termina con una nota di disperazione drammaticamente necessaria. Ma nel mondo reale, ci sono tante persone e organizzazioni che hanno combattuto a lungo e duramente per ridurre il numero di armi nucleari nel mondo. Negli ultimi tempi, le cose sono andate nella direzione sbagliata. E quindi, accettando questo premio, voglio solo riconoscere i loro sforzi e sottolineare che mostrano la necessità e il potenziale degli sforzi per la pace". 

A meno di un mese dalla notte degli Oscar l'10 marzo, Oppenheimer che è candidato a 13 statuette Academy, alla Royal Hall a Londra ha vinto nella categoria più prestigiosa del miglior film davanti alla Palma d'Oro 2023 Anatomia di una caduta di Justine Triet (a Londra ha vinto il Bafta per la migliore sceneggiatura originale), The Holdovers di Alexander Payne, Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese e "Povere Creature!" di Yorgos Lanthimos. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

lunedì 20 novembre 2023

Cinema: Anatomia di una caduta, thriller torrenziale di Triet

Merita due ore e mezza di durata un thriller? Sì se è Anatomia di una caduta della regista francese Justine Triet, giallo torrenziale che indagando su un suicidio/omicidio mette sotto la lente di ingrandimento una famiglia particolare, quella composta da Sandra (Sandra Huller), scrittrice tedesca che vive insieme al marito Samuel (Samuel Theis), anche lui scrittore, e a Daniel, il figlio adolescente non vedente, in un remoto chalet di montagna sulle Alpi francesi. Dal 26 ottobre con Teodora il film che ha vinto la Palma d'oro

Cosa succede in questo film che ha vinto la Palma d'oro al Festival di Cannes 2023 e ora in sala con Teodora dal 26 ottobre ed è tra i film più belli della stagione? Succede che Samuel muore in circostanze misteriose, cadendo dal piano più alto del cottage. Suicidio o omicidio? Su questo interrogativo si misurano le indagini. Alla fine Sandra, donna complicata e dalle molte anime, viene arrestata per omicidio.

Il processo che si svolgerà subito dopo metterà a nudo, passo dopo passo, la vita di questa coppia oppressa dal senso di colpa per l'incidente capitato al figlio che lo ha reso cieco. Anatomia di una caduta inizia nel cottage con una giornalista impossibilitata a intervistare Sandra per il volume altissimo che viene dal piano di sopra dove il marito sta ascoltando P.I.M.P. del cantante rap 50 Cent. Ora perché questa musica a tutto volume? Un dispetto del marito per impedire l'intervista? E perché poi Sandra non chiede semplicemente a Samuel di abbassare il volume? Non si sa. Fa parte della singolare relazione di questa coppia che, si scoprirà, non è nuova a tradimenti e a feroci litigi. Nel lungo processo, splendidamente realizzato, le cose si complicano ancora di più quando il figlio arriva al banco dei testimoni per dire qualcosa di davvero inaspettato.

Il film, passato in anteprima alla Festa di Roma il 17 ottobre, ha spiegato la regista, "si basa sull'idea di vivere un incubo. Mi chiedevo: cosa succederebbe se il mio inferno personale diventasse improvvisamente affare di tutti? Volevo fare un film sul rapporto tra uomini e donne, questa volta esplorando come una coppia possa cadere a pezzi fino ad arrivare alla disintegrazione della relazione. E così - ha sottolineato Trier - ho immaginato un ragazzino che scopre i segreti dei suoi genitori in un processo che seziona metodicamente la storia della sua famiglia". 

E ancora la regista: "È un film sulle relazioni e sul tempo di condivisione. Il figlio è al centro di questa condivisione. Insomma all'interno di una relazione, cosa ci dobbiamo scambiare l'un l'altro? Ci può essere davvero il dare e l'avere? Sono domande su cui rifletto molto, domande che non vengono spesso esplorate sullo schermo. I ruoli in Anatomia di una caduta infine sono capovolti, perché questa volta è una donna che crea squilibrio abbracciando pienamente la sua libertà e voglia di eguaglianza".

fonte: di Francesco Gallo www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati