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sabato 27 gennaio 2024

Cinema > Con Garrone in corsa Bayona, Glazer, Wenders e Catak

Quasi tutta europea la cinquina dei film internazionali  

Io Capitano di Matteo Garrone, Perfect Days di Wim Wenders candidato dal Giappone, lo spagnolo La Società della Neve di J.A.

Bayona, il tedesco The Teachers' Lounge di İlker Çatak, e il britannico The Zone of Interest di Jonathan Glazer sono i candidati al miglior film internazionale.

Le nomination, scelte da membri dell'Academy da un numero record di 93 Paesi, sono state annunciate oggi al Samuel Goldwyn Theater di Los Angeles da Zazie Beetz e Jack Quaid. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

lunedì 6 novembre 2023

Tutti pazzi per Cortellesi, il cinema italiano sugli scudi

Regista in tour, pubblico commosso. 572 copie e l'8 da Fiorello 

- Le file davanti ai cinema, gli applausi in sala anche a scena aperta, un tour da star in giro per l'Italia e quell'exploit al botteghino - 3 milioni 800mila euro, dati Cinetel al 2 novembre - che salta agli occhi come una rimonta, attesa del cinema italiano dopo stagioni deludenti: tutti pazzi per C'è ancora domani di Paola Cortellesi.

E se c'è un Comandante (Favino è quarto) a guidare la riscossa è proprio lei, per giunta all'esordio alla regia.

Monica Guerritore, tra i fan vip del film oltre a Gianni Morandi, Valerio Lundini, Anna Foglietta e tanti altri, ha scritto in un post: "Il cinema italiano salvato da una donna". 

Ma al di là della frase a effetto, lo sguardo cinematografico femminile al cinema, mai così presente, arricchisce decisamente il panorama dell'offerta e riporta tante persone in sala. E c'è però un valore che va oltre il genere, quello dell'empatia con il pubblico, il cercare semplicità di sguardo, curare la regia e la messa in scena dei dettagli e proporre storie che vanno dritte al cuore, emozionanti, che fanno dell'esperienza davanti al grande schermo un intrattenimento nutriente. Caratteristiche di un cinema popolare nel senso più alto. 

Vale per Cortellesi, come per Io Capitano di Matteo Garrone ad esempio e per altri film italiani che sono riusciti a superare lo scoglio del gradimento del pubblico. Vision, che ha prodotto C'è ancora domani con Wildside, lo distribuisce in ben 572 sale, un numero che sembra d'altri tempi. Tre premi alla Festa di Roma facevano presagire un bel percorso; l'attrice-regista non si risparmia, saluta il pubblico, dialoga con loro a fine proiezioni: domani mattina è a Genova, di sera a Torino, va persino in provincia, a Spoltore in Abruzzo il 6 novembre e poi di nuovo a Roma il 7 novembre, mentre l'8 sarà ospite di Viva Rai2! da Fiorello.

A leggere i post sui social c'è da commuoversi di tanta rara connessione: piangono le persone in età che hanno vissuto quegli anni del primissimo dopoguerra e anche i giovani portati dal tam tam o dai prof perché C'è ancora domani, dietro la storia di una donna del popolo che cerca di emanciparsi, è un racconto civile e politico fortissimo, sulla lunga faticosa strada della conquista dei diritti.  

fonte: di Alessandra Magliaro www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

sabato 9 maggio 2020

Cinema > David di Donatello 2020: il trionfo de «Il Traditore» in una cerimonia in smart working. Tutti i premi

Ad aggiudicarsi la 65esima edizione del premio è il film di Marco Bellocchio con ben sei riconoscimenti, incluso quello per il miglior attore protagonista a Pierfrancesco Favino. Ecco tutti i vincitori

 Il David di Donatello ai tempi dello smart working. Nessun red carpet, nessuna consegna e nessun abito lungo fatta eccezione per Roberto Benigni, l’unico che si video-collega con addosso lo smoking, e poche eccezioni come Luca Marinelli e Marco D’Amore, che optano per la cravatta.  

Gli Oscar del cinema italiano si adattano all’emergenza Covid-19 e vanno in onda rinunciando alla cerimonia in senso stretto, alla festa che sarebbe potuta essere. In uno studio spoglio, semideserto, Carlo Conti spiega che si tratta di un’edizione dei David «particolarissima» che, però, aveva senso non annullare (era stata già posticipata di un mese) per essere di «buon auspicio per riprendere la nostra normalità, andare al cinema e sognare».

 L’allegoria del Davide che lotta contro Golia, un tempo rappresentato dai colossi a stelle e strisce e oggi da un virus invisibile, è, dopotutto, perfetta per rappresentare il bisogno di tenere vivo il cinema che, al di là della chiusura forzata delle sale, resiste e «rende più lieve il nostro isolamento». L’Accademia del Cinema Italiano e Raiuno hanno, infatti, spinto affinché la cerimonia di assegnazione avesse comunque luogo, un simbolo di speranza e di ripartenza. Il caso, poi, ha voluto che a essere premiato fosse proprio un film prodotto anche da Rai Cinema: a trionfare ai 65esimi David di Donatello è, infatti, Il traditore di Marco Bellocchio.

Il biopic dedicato alla controversa figura di Tommaso Buscetta si porta a casa i premi più «pesanti» della serata: miglior film, miglior regia a Marco Bellocchio, miglior attore a Pierfrancesco Favino (è il suo primo David come protagonista), miglior attore non protagonista a Luigi Lo Cascio, migliore sceneggiatura originale e miglior montatore.
I David portati a casa da Il traditore sono 6. Lo segue a ruota Pinocchio, la versione del capolavoro di Carlo Collodi firmata da Matteo Garrone che conquista 5 premi spopolando nelle categorie tecniche, dagli effetti visivi ai costumi, dal trucco alla scenografia.

Nell’anno in cui il cinema italiano è costretto a fermarsi e a reinventarsi rimandando l’uscita di molti titoli in sala e rendendone disponibili altrettanti sulle piattaforme streaming a pagamento, i David non si fermano e regalano emozioni che, probabilmente, ricorderemo: dal bacio strappato da Anna Ferzetti al marito Pierfrancesco Favino in collegamento dalla sua casa di Roma all’abbraccio di Jasmine Trinca, miglior attrice protagonista per La Dea Fortuna, con la figlia Elsa; dal commosso omaggio a Franca Valeri, che non presenzia in video ma che, vicinissima ai 100 anni, conquista il primo David della sua carriera, al discorso di Roberto Benigni – che parla di «Covid di Donatello» e si rammarica che la sua categoria, quella di chi «abbraccia, tocca, accarezza e fa l’amore in scena», sia la più colpita – alla suoneria che Marco Bellocchio si dimentica di silenziare al momento della vittoria: «In tutta la mia carriera ho vinto 3 David, e ne ho presi 3 in una sola serata. Il mio film sono tante persone e ringrazio tutti coloro che mi hanno permesso di farlo: spero di continuare a fare film che mi entusiasmino». 

L’unica nota dolente della serata è, però, che tutte le maestranze tecniche, dagli scenografi ai montatori, dai truccatori ai direttori della fotografia, non abbiano potuto ringraziare in video per l’omaggio ricevuto. Un peccato: sarebbe stato il messaggio più forte per un cinema che riparte e che, soprattutto, ha bisogno di rimanere unito.

Ecco tutti i vincitori dei David di Donatello 2020:
Miglior film
Il traditore di Marco Bellocchio
Miglior regista
Marco Bellocchio, Il traditore
Migliore attore protagonista
Pierfrancesco Favino, Il traditore
Migliore attrice protagonista
Jasmine Trinca, La dea fortuna 
Migliore attrice non protagonista
Valeria Golino, 5 è il numero perfetto
Migliore attore non protagonista
Luigi Lo Cascio, Il traditore 
Migliore sceneggiatura originale
Marco Bellocchio – Ludovica Rampoldi – Valia Santella – Francesco Piccolo, Il traditore
Migliore sceneggiatura non originale
Maurizio Braucci – Pietro Marcello, Martin Eden 
Miglior produttore
Groenlandia – Rai Cinema – Gapbusters – Roman Citizen – Con Rai Cinema, Il primo re
Migliore canzone originale
La Dea Fortuna (“Che Vita Meravigliosa”)
Migliore musicista 
L’orchestra Di Piazza Vittorio – Il Flauto Magico Di Piazza Vittorio
Miglior regista esordiente 
Phaim Bhuiyan, Bangla
Migliore autore della fotografia 
Il primo re
Miglior scenografia
Dimitri Capuani, Pinocchio
Miglior costumista
Massimo Cantini Parrini, Pinocchio
Miglior truccatore
Dalia Colli – Mark Coulier (Trucco Prostetico), Pinocchio 
Miglior acconciatore
Francesco Pegoretti, Pinocchio
Miglior montatore
Francesca Calvelli, Il traditore
Miglior suono
Il primo re
Migliori effetti speciali visivi
Theo Demeris – Rodolfo Migliari, Pinocchio
Miglior documentario di lungometraggio
Selfie di Agostino Ferrente Citizen
David giovani
Mio fratello rincorre i dinosauri
fonte: di Mario Manca   www.vanityfair.it

venerdì 15 maggio 2015

Lgbt: Cinema "Il racconto dei racconti" di Matteo Garrone al Festival di Cannes

C'erano una volta tre regni, tra loro molto vicini, con re, regine, principi e principesse nei castelli e cortigiani, maghi, streghe, mostri e saltimbanchi accanto a loro.
La regina Selvascura, invece, non riesce ad avere figli ed è afflitta. La sua speranza rinasce una notte, dalle parole di un negromante: per avere un figlio la regina deve mangiare il cuore di un drago marino, cucinato da una vergine...

Il Re di Roccaforte, invece, è un sovrano dissoluto che un giorno per caso ode una voce deliziosa e, pensando che appartenga a una bella fanciulla, si mette sulle sue tracce... C'è, infine, il Re di Altomonte che un giorno cattura una pulce e la cura come fosse un animale domestico. La nutre con sangue e bistecche e la pulce pian piano diventa grande come un maiale.

Alla morte dell’insetto ormai enorme, il Re lo fa scuoiare. Ha un’idea: la mano di sua figlia verrà concessa a colui che che saprà riconoscere a quale animale appartenga quella pelle. Cast internazionale per la pellicola fantastica diretta da Matteo Garrone, che torna in cabina di regia dopo "Reality" del 2012, e ispirata a "Lo cunto de li cunti / Il racconto dei racconti", la raccolta di cinquanta fiabe in lingua napoletana scritte da Giambattista Basile, pubblicata postuma tra il 1634 e il 1636.

Nel ruolo della Regina di Selvascura Salma Hayek ("Everly", "Un weekend da bamboccioni 2") affiancata da John C. Reilly ("Guardiani della Galassia", "Carnage") nei panni del Re di Selvascura; nel ruolo di Re di Roccaforte Vincent Cassel, che torna a recitare in costumi "da fiaba" dopo "La bella e la bestia" del 2014. A prestare il volto al Re di Altomonte è invece Toby Jones ("Captain America: The Winter Soldier", "Captain America: Il primo vendicatore", "Hunger Games: la ragazza di fuoco"). Nel cast anche gli italiani Massimo Ceccherini, Alba Rohrwacher, e Franco Pistoni, Laura Pizzirani. Il film è in concorso al Festival di Cannes 2015.
fonte http://cinema.quotidiano.net/