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giovedì 3 settembre 2026

Festival del Cinema Giapponese in Toscana 2026. Dal 3 al 6 settembre al Cinema Teatro La Compagnia di Firenze

Il Giappone come set cinematografico: narrazioni e territorio. Dopo il successo delle scorse edizioni, torna a Firenze il Festival del Cinema Giapponese in Toscana, la terza edizione sarà sempre a La Compagnia dal 3 al 6 settembre.

Il Festival del Cinema Giapponese in Toscana torna a Firenze per la sua terza edizione, inserendosi a pieno titolo nelle celebrazioni per i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Quattro giornate di proiezioni, dieci film i in lingua originale con sottotitoli in italiano e proiezioni in pellicola: un percorso attraverso narrazioni e territorio, esplorando il modo in cui il paesaggio giapponese diventa protagonista delle storie raccontate sullo schermo. Un programma che intreccia sguardi diversi, con protagonista sia il cinema del passato che opere contemporanee, passando per produzioni brevi e sperimentali, per raccontare il rapporto tra individui, comunità e ambiente in Giappone, tra tradizione e contemporaneità.

Il programma si arricchisce con una sezione dedicata ai cortometraggi diretti da giovani registi e tornano in sala anche le proiezioni in pellicola 16mm. La giornata di venerdì 4 settembre proporrà un percorso visivo unico con tre film storici, provenienti dall’archivio dell’Istituto di Cultura Giapponese di Roma. Una scelta mirata per sostenere l’importanza e la difficile conservazione dei formati tradizionali.


Il Festival del Cinema Giapponese in Toscana è un progetto di Terza Missione del Dipartimento DISU dell’Università per Stranieri di Siena, in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura – Roma, la Regione Toscana e Fondazione Sistema Toscana, con la direzione scientifica e organizzativa di Maria Gioia Vienna.


tutte le proiezioni sono a ingresso libero. >>  La Programmazione QUI 

fonte: www.cinemalacompagnia.it 

mercoledì 2 settembre 2026

Parigi - Per il ventennale del film cult "Marie Antoinette" arriva la mostra a Versailles

Versailles celebra il film di Sofia Coppola “Marie Antoinette” a vent’anni dall’uscita. 

In mostra al Petit Trianon, dal 22 settembre al 24 gennaio 2027, costumi, mood board e scenografie racconteranno la genesi e l’eredità estetica della pellicola.

È il 2006 quando nelle sale di tutto il mondo arriva un film destinato a diventare rapidamente un cult: Marie Antoinette, il film con cui Sofia Coppola diede della regina di Francia un'interpretazione pop e malinconica. 

Vent’anni dopo, Versailles torna a confrontarsi con quella rilettura cinematografica ospitando dal 22 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 al Petit Trianon una mostra realizzata in collaborazione con la regista statunitense. Un progetto alla genesi di quella fortunata pellicola, alle sue scelte estetiche e all’impatto culturale che continua a esercitare.

Girata in gran parte negli ambienti della reggia francese, la pellicola rompeva con il tradizionale biopic storico per raccontare non tanto una sovrana, quanto una giovane donna alle prese con solitudine, noia e pressione sociale. Colori pastello, musica contemporanea e una sensibilità quasi adolescenziale contribuirono a restituire una Marie Antoinette lontana dalla caricatura rivoluzionaria e più vicina ai temi ricorrenti del cinema di Coppola: identità, isolamento, ricerca di sé.

IL FILM SU MARIA ANTONIETTA DI SOFIA COPPOLA ISPIRA UNA MOSTRA A VERSAILLES

L’esposizione ricostruirà il processo creativo che portò alla nascita dell’universo visivo del film Marie Antoinette, mostrando documenti di lavoro, primi mood board, costumi, accessori, elementi scenografici e ambienti ricreati. Il percorso permetterà di osservare come Coppola abbia preferito reinterpretare il Settecento anziché ricostruirlo in modo filologico, immaginando Versailles non come semplice fondale monumentale. Nel film, infatti, la reggia perde in parte la sua carica di luogo solenne del potere per diventare uno spazio privato, sensoriale e femminile, segnato dal desiderio di evasione. La mostra approfondirà anche l’influenza esercitata dalla figura di Marie Antoinette oltre il cinema, dalla moda alla gastronomia fino all’estetica del lifestyle.

MARIE ANTOINETTE E IL PETIT TRIANON DI VERSAILLES

La scelta del Petit Trianon come sede della mostra aggiunge un ulteriore livello di significato. Costruito per Madame de Pompadour, abitato poi da Madame du Barry e infine divenuto il rifugio prediletto di Marie Antoinette, il piccolo château incarna il volto più intimo di Versailles: un luogo appartato, legato al gusto personale e alla possibilità di sottrarsi, almeno in parte, all’etichetta e allo sguardo della corte. Proprio per questo fu centrale anche nell’immaginario del film.

Durante la realizzazione di Marie Antoinette”, ha raccontato Sofia Coppola, “Versailles è stata molto più di una semplice location: è diventata parte del linguaggio e dell’atmosfera del film, quasi un personaggio a tutti gli effetti. Tornare vent’anni dopo per esplorare il processo creativo che ha dato vita al film e l’incredibile squadra di artigiani che vi ha lavorato, in questo stesso luogo, è un’esperienza inaspettatamente commovente”.

[Immagine in apertura: © Brigitte Lacombe] fonte: https://arte.sky.it 

Firenze: "Immersion" dal 10 al 19 settembre al Museo Marino Marini, un percorso immersivo che accompagna i visitatori dal primo laboratorio della famiglia Panerai fino al mare

Nel 2026, Panerai celebra il centenario della storica boutique di Piazza San Giovanni a Firenze con Immersion, una nuova mostra che propone un'esplorazione contemporanea dell'identità della Maison.

Ospitata dal 10 al 19 settembre presso il Museo Marino Marini, la mostra rappresenta un percorso immersivo che accompagna i visitatori dal primo laboratorio della famiglia Panerai fino al mare, invitandoli a scoprire la marca attraverso l’esperienza diretta delle condizioni e degli elementi che ne hanno storicamente plasmato l'identità, dalle origini fino a oggi: funzionalità, ricerca delle prestazioni e autentico spirito d’avventura.

A dieci anni dal grande successo della mostra Dive Into Time, allestita nel 2016 presso il Museo Marino Marini, Panerai torna nello storico museo fiorentino per offrire una nuova lettura del proprio straordinario passato. Celebre per il dialogo tra architettura storica ed espressione artistica contemporanea, il Museo Marino Marini ospiterà nuovamente la Maison nella sua cripta, cornice ideale per un viaggio attraverso il tempo e le profondità marine.

La mostra accompagna i visitatori alla scoperta delle origini dell'attività della famiglia Panerai, destinata a creare una delle icone dell'orologeria del XXI secolo, e tratteggia un ritratto contemporaneo dello spirito del marchio. A partire dal 1860, proprio a Firenze, la famiglia Panerai sviluppò parallelamente due realtà destinate a segnare la storia della Maison: la boutique Orologeria Svizzera, punto di riferimento per la cultura orologiera cittadina, e la società G. Panerai & Figlio, specializzata nella realizzazione di strumenti professionali destinati alla Marina Militare Italiana.

Da Firenze e dalla storia della famiglia Panerai, il percorso conduce i visitatori nell'atmosfera di un laboratorio militare segreto, dove si consolidano le basi della competenza tecnica della Maison. Da qui l'esperienza si addentra nelle profondità marine, immergendo il visitatore in un ambiente fatto di pressione, oscurità, silenzio e pericolo di vita, una situazione nel quale il significato di uno strumento professionale si rivela in modo immediato e tangibile.

Nel capitolo conclusivo, Panerai accompagna il visitatore in un universo fatto di vento, acqua, tempo e orizzonte, dove convivono l'intensità della vela sportiva e il ritmo senza tempo della navigazione tradizionale. Strumenti nautici storici e cronografi contemporanei dialogano tra loro come espressioni della stessa volontà di affrontare il mare aperto: da un lato la ricerca della prestazione e della competizione, dall'altro il desiderio di esplorazione, memoria e navigazione d’altura.

Più che una mostra dedicata all'orologeria, Immersion offre un'opportunità unica per entrare in contatto con l'identità più autentica della Maison. Dalle profondità dell'oceano fino al Polo Nord, i visitatori vivranno un'autentica esperienza di esplorazione, scoprendo come le caratteristiche che definiscono i segnatempo Panerai - robustezza, luminescenza, lunga riserva di carica e impermeabilità - rappresentino ancora oggi elementi essenziali per affrontare e portare a termine ogni missione.

Immersion – Un'esplorazione contemporanea dell'identità di Panerai
Museo Marino Marini, Piazza San Pancrazio, Firenze, Italia
Date: aperta al pubblico dall'11 al 19 settembre 2026
Orari di apertura: dalle 10:00 alle 19:00, tutti i giorni, dall'11 al 19 settembre

Al link anteprima mostra e prenotate la vostra visita su https://www.panerai.com/_website_locale_/focus/immersion.html

Firenze - L’Archivio Storico del Comune celebra 50 anni a Palazzo Bastogi: porte aperte per le Domeniche Metropolitane tra teatro, mostre e memoria

A mezzo secolo dall'istituzione formale nella sede di via dell'Oriuolo, l'Archivio promuove visite teatralizzate straordinarie, una mostra documentaria e un video che ne ripercorrono la storia. Iniziative presentate stamani con l'assessore Bettarini

L’Archivio Storico del Comune di Firenze partecipa alle Domeniche Metropolitane offrendo ai cittadini un’occasione speciale per riscoprire il proprio patrimonio documentario e festeggiare un traguardo fondamentale: i 50 anni dalla sua istituzione formale nella sede di Palazzo Bastogi, in via dell’Oriuolo 33.

Per festeggiare l'anniversario, l'Archivio proporrà un originale percorso teatralizzato curato in collaborazione con la Fondazione MUS.E. Attraverso le figure del bibliotecario e archivista Giuseppe Conti, del Granduca Pietro Leopoldo e di Elisa Baciocchi, i visitatori saranno guidati alla scoperta dei tre principali fondi storici dell'Archivio (Comunità, Mairie e Comune di Firenze). La storia complessa dei documenti comunali – riuniti a Palazzo Bastogi nel 1976 a seguito dell'applicazione del DPR 1409/1963 – sarà inoltre raccontata in un video promozionale realizzato con l'Ufficio Comunicazione di Palazzo Vecchio.

Nelle sale espositive del piano terra sarà inoltre allestita una mostra speciale a cura del personale dell'Archivio, che esporrà alcuni dei documenti più rappresentativi conservati, compresi i fondi aggregati come quelli dedicati ai teatri cittadini, all'Ospedale San Giovanni di Dio e alle Scuole Leopoldine.

"L’Archivio Storico rappresenta la memoria viva di Firenze, un luogo straordinario in cui i documenti raccontano la grande e la piccola storia della nostra comunità" ha detto l'assessore alla cultura Giovanni Bettarini. "Festeggiare i cinquant'anni dalla sua sede a Palazzo Bastogi significa celebrare mezzo secolo di servizio pubblico gratuito, reso possibile da un costante investimento della nostra Amministrazione in personale qualificato, nella cura dell'immobile e nella tutela dei documenti garantita dal laboratorio di restauro interno. Oggi l'Archivio è un'eccellenza accessibile a tutti, sia in presenza sia grazie a un database online che conta oltre 270.000 record."

"Un evento di living history che restituisce agli occhi del pubblico i tratti di alcune figure chiave della storia della città e dei suoi archivi, dal Granduca Pietro Leopoldo a Elisa Baciocchi fino all'erudito Giuseppe Conti - ha spiegato Valentina Zucchi, responsabile della mediazione culturale di Fondazione MUS.E - Un percorso di teatro nel quale i personaggi si pongono in dialogo ideale con il ricco e prezioso corpus di documenti custoditi nell'antico Palazzo Bastogi, depositi della memoria civica dalla fine del Settecento in poi, quando nacque la Comunità di Firenze".

Informazioni e Calendario Events

  • Mostra documentaria: aperta dal 5 settembre al 4 ottobre (il martedì e il giovedì, oltre alle Domeniche Metropolitane).
  • Visite teatralizzate (Domeniche Metropolitane):6 settembre, 4 ottobre, 1° novembre e 6 dicembre (ore 15:00 e ore 17:00).
  • Anteprima straordinaria: Sabato 5 settembre alle ore 16:00.
  • Prenotazioni: L'ingresso ai percorsi teatralizzati è gratuito con prenotazione obbligatoria scrivendo a: prenotazioni.archiviostorico@comune.fi.it
  •  
  • fonte (s.p)e info: www.comune.firenze.it 

sabato 15 agosto 2026

Mostre: al Palazzo dei Priori di Fermo "Frida Kahlo e Marilyn Monroe. Vite parallele” fino al 1 novembre 2026

"Frida Kahlo e Marilyn Monroe. Vite parallele” a cura di Carolina Dema, Tanino Bonifacio e Alberto Rossetti.

Così lontane, così vicine: la pittrice messicana icona del surrealismo e la diva di Hollywood simbolo del glamour. Palazzo dei Priori di Fermo ospita dal 28 giugno all’1 novembre 2026 “Frida Kahlo e Marilyn Monroe. Vite parallele”, a cura di Carolina Dema, Tanino Bonifacio e Alberto Rossetti.  

Oltre 120 fotografie raccontano le esistenze di due donne solo apparentemente lontane. Pittrice rivoluzionaria la prima, diva hollywoodiana e incarnazione della bellezza la seconda, Frida Kahlo e Marilyn Monroe condividono sorprendenti affinità, senza essersi mai incontrate: la costruzione della propria immagine pubblica, il rapporto complesso con il corpo, gli amori più tormentati, il desiderio di maternità mai realizzato e una costante tensione tra fragilità privata e mito pubblico, al quale sono infine dedicate alcune opere di artisti come Andy Warhol e Zhang Hongmei. Un racconto biografico intenso e coinvolgente che intreccia arte, cinema, politica e cultura visiva.

La mostra è promossa dal Comune di Fermo, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, partner Mus-e del Fermano e in collaborazione con Rjma Progetti culturali e Art Book Web. L’organizzazione è affidata a Maggioli Cultura e Turismo.

Attraverso gli scatti di grandi fotografi del loro tempo la mostra ripercorre l’evoluzione delle due protagoniste dall’infanzia alla piena affermazione artistica e mediatica, con un singolare punto di contatto: l’amicizia e la relazione, in momenti diversi, con il fotografo Nickolas Muray.Una lunga relazione e “quasi una venerazione” per Frida e con Marilyn una relazione tenuta segreta sino alla sua morte e rivelata dalla moglie di Muray dopo il ritrovamento di una fotografia con una dedica appassionata.

Oltre alle foto di Muray in mostra si possono ammirare, tra gli altri, gli scatti di Guillermo Kahlo, Imogen Cunningham, Lucienne Bloch, Leo Matiz, Lola e Manuel Alvarez Bravo, Edward Weston, Sam Sahw, Ed Feingersh, Milton Greene, Cecil Beaton e Richard Avedon. Ci raccontano il pubblico e il privato di Frida e di Marilyn, i loro rapporti con personalità importanti e ingombranti come Diego Rivera, compagno di Frida e impenitente donnaiolo, con Joe Di Maggio o Arthur Miller e lo stesso John Fitzgerald Kennedy, notoriamente malato di sesso per Marilyn.

Il percorso di mostra si completa con una sala “Omaggio a Frida” e una sala “Omaggio a Marilyn”, dove sono esposti alcuni documenti, un video di Frida e Diego e un gruppo di opere di alcuni artisti che nel tempo hanno continuato a guardare a Frida e Marilyn come muse contemporanee: tra questi Andy Warhol, Mimmo Rotella, Marco Lodola e i cinesi Xu De Qi, e Zhang Hongmei che ha realizzato riproduzione fedele del fondamentale dipinto Las Dos Frida

>> Guarda il video promo della mostra >> QUI

>> Info e prenotazioni >> QUI 

 fonte: www.fermomusei.it 

mercoledì 5 agosto 2026

Eventi: a Milano Le Cannibale + PAC Jolly Mare suona ‘La Luce dell’Alba’. Il 13 Settembre 2026, H 20:30 - 23:30

In occasione di PERFORMING PAC, la mostra che mette in dialogo arti visive e performance al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, Le Cannibale presenta la prima data milanese di ‘La Luce dell’Alba’, il nuovo progetto live di Jolly Mare dedicato all’eredità musicale di Piero Umiliani.

Un incontro inedito tra passato e futuro: grazie alla famiglia Umiliani, Jolly Mare rielabora una selezione di brani del Maestro creando un nuovo dialogo tra il linguaggio visionario di uno dei più importanti compositori italiani del Novecento e la ricerca elettronica contemporanea. Il live si inserisce nel percorso di ‘PERFORMING PAC. 

These fragments I have shored against my ruins’, la mostra dedicata al collage, all’assemblaggio e alla trasformazione dei linguaggi artistici, che mette in relazione la storica eredità di Kurt Schwitters con le opere di sette artisti contemporanei.

Partner dell’evento è il nuovo Aperitivo Ramazzotti, che accompagnerà la serata con una proposta bar dedicata, in dialogo con la dimensione culturale e conviviale del progetto. Con questa collaborazione, Le Cannibale e PAC esplorano nuove connessioni tra suono, arti visive e cultura contemporanea.

MUSIC:
Jolly Mare suona ‘La Luce dell’Alba’
Live in trio dell’album nato come incontro immaginario tra Jolly Mare e Piero Umiliani.

fonte: www.pacmilano.it 

lunedì 3 agosto 2026

La Biennale di Venezia: 17.000 presenze alla Biennale Danza 2026. Sir Wayne McGregor confermato Direttore artistico del settore Danza per il biennio 2027-2028.

Biennale Danza 2026

Si conclude domani, sabato 1 agosto, il 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, registrando 17.000 presenze e sale piene al 90%.

Sir Wayne McGregor è stato confermato nell’incarico di Direttore artistico del settore Danza per il successivo biennio 2027-2028 dal CdA della Biennale di Venezia, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco.

Il programma della Biennale Danza ideato da Wayne McGregor si conclude sabato 1 agosto con il profetico What is War di Wen Hui ed Eiko Otake, grandi artiste da Cina e Giappone attive sulla scena internazionale, presentato in prima italiana al Teatro Piccolo Arsenale (ore 18.00), e con la prima mondiale al Teatro Malibran (ore 21.00) di Scirocco (Death in Venice; Bridge of Sighs), un omaggio alla città lagunare firmato da John Neumeier, Imre e Marne van Opstal, Rainer Behr, Omar Román de Jesús, Javier de Frutos, interprete la WINNDance, neonata compagnia di Stoccarda al suo debutto internazionale.

Dichiarazioni

“La riconferma di Sir Wayne McGregor alla direzione artistica del Settore Danza – afferma Pietrangelo Buttafuoco - rappresenta un segnale di continuità nella volontà di eccellenza della Biennale. La sua visione ha profondamente ampliato i confini del linguaggio coreografico, valorizzando sia i grandi protagonisti internazionali sia l’attenzione per le nuove generazioni attraverso Biennale College. Nel rafforzare il profilo internazionale e il prestigio del Settore, Sir Wayne McGregor continuerà per i prossimi due anni a fare di Venezia un laboratorio privilegiato a cui guardare per scorgere il futuro della danza contemporanea”.

“Sono onorato di continuare a ricoprire il ruolo di Direttore della Biennale Danza per altri due mandati – dichiara Wayne McGregor. È stato un privilegio lavorare al fianco di artisti, pubblico e collaboratori eccezionali, esplorando la danza come potente forza di innovazione, immaginazione e connessione. Sono profondamente grato al Presidente Pietrangelo Buttafuoco e all’intero, straordinario team della Biennale di Venezia per la fiducia che continuano a riporre in me. Insieme continueremo ad ampliare le possibilità della coreografia, a sostenere voci nuove e audaci, a interrogare i nostri archivi come preziosi luoghi di produzione di conoscenza innovativa e a creare uno spazio in cui possano fiorire la curiosità artistica, la sperimentazione e l’eccellenza. Non vedo l’ora di portare avanti ciò che abbiamo iniziato e di plasmare il prossimo capitolo della Biennale Danza con ambizione, apertura e ottimismo”.

Sir Wayne McGregor -
nota biografica

Sir Wayne McGregor è Direttore artistico del settore Danza della Biennale di Venezia dal 2021. Nel 2011 è stato insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico (CBE) per i servizi resi alla danza; nel 2021 del Premio alla carriera al Prix de Lausanne; nel 2023 ha ricevuto una laurea honoris causa dal Royal College of Art di Londra e nel 2024 gli è stato conferito il titolo di Sir, primo coreografo contemporaneo, dopo i due grandi padri del balletto classico Frederick Ashton e Kenneth McMillan, a ricevere il riconoscimento per meriti nel campo della danza. Fa parte del Circle of Cultural Fellows del King’s College di Londra e nel 2017 è stato insignito della Fellowship onoraria della British Science Association. 

Dal 2006 McGregor è coreografo residente del Royal Ballet, il primo proveniente dalla danza contemporanea a essere invitato a ricoprire questo ruolo. Il suo lavoro è commissionato ed è nei repertori delle più importanti compagnie di danza del mondo. McGregor è richiesto come coreografo per il teatro (Old Vic, National Theatre, Royal Court, Donmar), l’opera (La Scala/Royal Opera, ENO, Dutch National Opera), il cinema (Harry Potter e il calice di fuoco, The Legend of Tarzan, Fantastic Beasts and Where To Find Them, Fantastic Beasts: The Crimes of Grindelwald, Sing, Mary Queen of Scots, The Outrun), video musicali (Radiohead, Thom Yorke, The Chemical Brothers), concerti (il rivoluzionario ABBA Voyage).

Ringraziamenti

Si ringraziano il Ministero della Cultura per il suo importante contributo e la Regione del Veneto per il sostegno accordato al settore Danza della Biennale di Venezia.

Media partner della Biennale Danza è la Rai. Attraverso i suoi canali informativi e Rai cultura - in particolare il canale Rai 5 e Radio3 – ha proposto e proporrà al pubblico i momenti salienti del festival.

fonte: www.labiennale.org 

lunedì 13 luglio 2026

Mostre: "Edward Hopper" al Palazzo Blu a Pisa, dal 14 Ottobre 2026 - 7 Marzo 2027

Dal 14 ottobre 2026 al 7 marzo 2027, Palazzo Blu presenta Edward Hopper, una grande mostra con oltre 150 opere dedicata a uno dei più importanti artisti americani del Novecento, che si articola in cinque sezioni che ripercorrono le principali fasi della vita e della carriera dell’artista.

Per quasi sessant’anni New York fu la casa di Edward Hopper, il luogo che più di ogni altro alimentò la sua ricerca artistica e divenne protagonista di molte delle sue opere più celebri. Tuttavia, la sua visione si formò anche attraverso viaggi, soggiorni e paesaggi che lo accompagnarono per tutta la vita: dalla scoperta di Parigi alle coste del New England, fino ai lunghi spostamenti attraverso gli Stati Uniti.

Attraverso dipinti, acquerelli, disegni, incisioni e materiali d’archivio, la mostra racconta l’intero percorso creativo dell’artista, mettendo in luce il ruolo fondamentale che i luoghi ebbero nella costruzione del suo immaginario. Città, paesaggi, architetture e persone diventano così le tappe di un viaggio che permette di comprendere come Hopper abbia sviluppato quello sguardo unico e inconfondibile che ancora oggi continua ad affascinare il pubblico.

L’esposizione è promossa dalla Fondazione Palazzo Blu, organizzata dal Whitney Museum of American Art di New York con MondoMostre, con il contributo di Fondazione Pisa.


Edward Hopper
Statue at Park Entrance / Statua all’ingresso del Parco, 1918–20
Olio su tela, 61,6 × 74,5 cm
Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper
Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1194
© Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

Edward Hopper
Soir Bleu / Sera Blu, 1914
Olio su tela, 91,8 × 182,7 cm
Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1208
© Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

Edward Hopper
Queensborough Bridge / Ponte di Queensborough, 1913
Olio su tela, 65,7 × 96,8 cm Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1184
© Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

Edward Hopper
Self-Portrait / Autoritratto, 1925–30
Olio su tela, 64,5 × 51,8 cm
Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1165
© Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

fonte: https://palazzoblu.it 

lunedì 18 maggio 2026

Venezia - Fondazione Dries Van Noten: "The Only True Protest Is Beauty" Palazzo Pisani Moretta, fino al 4 ottobre 2026

La Fondazione Dries Van Noten presenta The Only True Protest Is Beauty, visitabile a Venezia dal 25 aprile al 4 ottobre 2026. Ispirandosi alle parole dell’attivista Phil Ochs, il titolo eleva la bellezza a forza che muove emozioni, provocazioni e cambiamenti.

Curata da Dries Van Noten insieme a Geert Bruloot, la presentazione celebra l'artigianato come linguaggio espressivo. Opere di gioielleria, design e moda, arte, fotografia e sperimentazioni materiche, superano i confini disciplinari per dialogare tra loro. L'obiettivo è scardinare i pregiudizi, ribaltare le aspettative e rivelare la dimensione profondamente umana insita nel processo creativo.

All’interno delle sale di Palazzo Pisani Moretta, le opere dialogano con l’architettura e tra loro. Quando i visitatori salgono dal piano terra verso i piani nobili, gli oltre duecento oggetti esposti entrano in risonanza con i soffitti affrescati e gli apparati decorativi del palazzo, creando un percorso ritmico e intuitivo. Affinità e contrasti si diffondono attraverso gli spazi: ogni composizione racchiude in sé la tensione tra maestria tecnica e spirito di scoperta, tra riflessione e provocazione. Il Palazzo stesso cessa di essere un semplice contenitore per farsi parte attiva della narrazione, orientando la percezione del visitatore e plasmando il rapporto tra forme, materiali e memorie storiche.

Qui, la bellezza non è un ideale statico ma una presenza interrogante: un processo di indagine in cui la percezione si risveglia e il saper fare si rivela come un atto radicale di incontro.

fonte: https://fondazionedriesvannoten.org 

lunedì 11 maggio 2026

Fondazione Arena di Verona / Arena Opera Festival: "Campioni del mondo" il 5 giugno 2026. Evento speciale Italia loves Unesco

Uno spettacolo senza precedenti in cui l’Arena di Verona verrà allestita con due set grandiosi dedicati all’Opera e alla Cucina italiana.

Nell’Anfiteatro si terrà un grande spettacolo lirico con scenografie e costumi, con i quadri più celebri delle grandi Opere e più di 500 artisti tra stelle della lirica, star del pop e del rock, musicisti, mimi, danzatori e figuranti. 

Piazza Bra sarà protagonista di un grande tributo alla Cucina italiana: verranno rappresentate in diretta, attraverso azioni sceniche spettacolari, tutte le fasi di preparazione di una grande cena popolare “sotto le stelle”, con mille persone.

Una grande festa che, dopo le celebrazioni di due anni fa per l’iscrizione del Canto lirico italiano nel Registro dei patrimoni immateriali dell’Umanità, porterà a Verona 100 delegati Unesco da tutto il mondo.

L’evento, organizzato da Fondazione Arena di Verona, è realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura, il Ministero dell’Agricoltura, il Ministero del Turismo, il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero dello Sport.

Orchestra e Tecnici Fondazione Arena di Verona

Presenta Milly Carlucci

Con la partecipazione di Plácido Domingo 

Con la partecipazione di Vittorio Grigòlo

Con la partecipazione di Patti Smith 

NOTA >  L'accesso è consentito fino alle 20:45. Eventuali ritardatari non potranno accedere all’anfiteatro. Tutte le altre Info Qui  

 fonte: www.arena.it 

venerdì 1 maggio 2026

Mostre: "ROMASUONA. La musica in Italia 1970-1979" A cura di Guido Bellachioma. Palazzo Esposizioni Roma, dal 1 maggio al 12 luglio 2026

L'allestimento della mostra,  foto di Alberto Novelli
"ROMASUONA La musica in Italia 1970-1979" 

A cura di Guido Bellachioma 
Con l'amichevole collaborazione di Pino Candido
Mostra promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo
Ideata, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo

ROMASUONA. La musica in Italia 1970–1979 è una mostra che ripercorre un decennio cruciale della storia italiana, attraverso la rivoluzione dei linguaggi musicali, che hanno dominato la scena pop, nazionale e internazionale.

Nell’arco di questo decennio, la musica ha saputo travalicare i propri canoni estetici per fondersi con la letteratura, le arti visive e il cinema, agendo come potente catalizzatore di identità collettive, in un’epoca segnata dall’espansione dell’industria discografica e dall’avvento pionieristico delle radio libere. In tale contesto, l’espressione musicale diventa il terreno su cui istanze politiche e sperimentazioni artistiche si intrecciano. Roma è al centro di questa metamorfosi, affiancata da realtà di pari rilievo quali Milano, Napoli e Bologna e da centri minori, ma non marginali, come Viterbo, Nettuno o Zerbo, in provincia di Pavia.

L'allestimento della mostra,  foto di Alberto Novelli
Il nucleo della mostra è costituito da un corpus di circa settecento scatti fotografici in larga parte inediti: dalle luci dei grandi palchi al silenzio dei backstage, le immagini narrano la creatività degli artisti in studio e durante le performance, come anche l'estetica spontanea delle piazze, cristallizzando l'anima di un'epoca attraverso l'obiettivo dei fotografi, vero motore della mostra. Attorno a questo ingente nucleo fotografico affiorano frammenti di un intero mondo musicale: manifesti, biglietti di concerti, riviste specializzate, fanzine, volantini, libri e copertine di vinili, strumenti musicali, apparecchiature di amplificazione.

Il progetto espositivo si apre idealmente in continuità con la retrospettiva dedicata a Mario Schifano, ospitata contemporaneamente al piano nobile di Palazzo Esposizioni, richiamando la celebre serata Grande angolo, sogni & stelle, organizzata dallo stesso Schifano al Piper Club di Roma il 28 dicembre 1967, in cui si esibiva il gruppo rock progressive Le Stelle di Mario Schifano. L’evento, documentato dalle fotografie di Patrizia Ruspoli — sigillo di un’epoca e preludio agli anni a venire — rappresenta una delle prime espressioni di spettacolo multimediale moderno, con artisti, musicisti, performer e poeti in scena tra luci stroboscopiche, proiezioni filmiche e dispositivi visivi, un fenomeno che può essere contestualizzato all’interno del più ampio effetto Piper di cui l’opera di Rä di Martino in mostra, 100 Piper. Breve storia del Piper di Torino (1966-1969) in 100 frammenti, rievoca le atmosfere attraverso una personale riattivazione di materiali di archivio.

L'allestimento della mostra,  foto di Alberto Novelli

La mostra si arricchisce inoltre del contributo di importanti fotografi del mondo della musica, tra cui Antonio Amato, Ennio Antonangeli, Giorgio Battaglia, Massimo Capodanno, Renzo Chiesa, Giovanni Coccia, Fabio D’Emilio, Armando Gallo, Massimo Lastri, Silvia Lelli, Roberto Masotti, Toni Occhiello, Patrizia Ruspoli, Piero Togni, Fabio Treves e Lino Vairetti.

ll percorso prosegue spostandosi sui luoghi della musica a Roma: Il Piper che negli anni Sessanta ospita i Pink Floyd psichedelici; nel decennio successivo accoglie rock progressivo e jazz elettrico con gruppi come Genesis, Soft Machine, Traffic e Van der Graaf Generator, insieme a protagonisti italiani come Banco del Mutuo Soccorso.

Tra il 1975 e il 1976 prendono vita esperienze formative oggi ancora attive: la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia, con sede nel complesso di case popolari descritto da Pier Paolo Pasolini in Ragazzi di vita (1955), la Scuola Popolare di Musica di Testaccio e il Saint Louis.

Ma la musica in Italia non si esaurisce a Roma: attraversa l’intero Paese. Festival, rassegne e circuiti alternativi favoriscono la circolazione di artisti e linguaggi, disegnando un paesaggio sonoro esteso in cui le distanze si accorciano, mentre le radio libere diffondono i suoni più innovativi, rendendo la musica accessibile ovunque. Musicisti e pubblico si incontrano così in contesti sempre nuovi: dalle metropoli alle periferie, il live resta il motore principale.

Questo scenario è rievocato nell’allestimento a cura del collettivo THREES, ideatori del festival internazionale di musica Terraforma, che restituisce la vitalità e la complessità di un decennio irripetibile anche attraverso un ricco insieme di materiali – fotografie e video, insieme a documenti e memorabilia – e una selezione di brani emblematici.

In questo contesto si affermano figure centrali e di riferimento come Fabrizio De André e Patti Smith, accanto alle traiettorie più sperimentali o laterali di John Cage, degli Area, di Gabriella Ferri, Robert Wyatt e Mia Martini. A questi si affiancano protagonisti imprescindibili della scena italiana e internazionale, da Francesco De Gregori, Lucio Dalla e Antonello Venditti a Rino Gaetano, Renato Zero, Lucio Battisti e Franco Battiato, insieme a icone globali come David Bowie, i Genesis, i Rolling Stones, i Led Zeppelin e Miles Davis, fino alle esperienze del progressive italiano con Premiata Forneria Marconi, Le Orme, Osanna e Rovescio della Medaglia, e a figure fondamentali per il rapporto tra musica e immaginario cinematografico come Ennio Morricone e i Goblin.

Tank Trip, Festival di Villa Pamphilj, Roma, 25-27 maggio 1972, © Giovanni Coccia
I festival e le piazze rappresentano l’apice di questa energia collettiva. Dal Festival di Palermo del 1970 al Pirmo Festival Internazionale dei Poeti del 1979 a Castelporziano, passando per Caracalla, Villa Pamphili e Parco Lambro, la musica si afferma come strumento di partecipazione e condivisione. Questi appuntamenti diventano spazi di libertà, socialità e impegno politico. >> l'articolo continua QUI 

fonte e info: www.palazzoesposizioniroma.it 

lunedì 27 aprile 2026

Rai Uno - Per celebrare la Giornata Internazionale della Danza "Siamo Danza" con Eleonora Abbagnato. Mercoledì 29 aprile alle ore 21.45


In occasione della Giornata Internazionale della Danza, mercoledì 29 aprile in prima serata su Rai1, Rai Cultura dedica una serata-evento da Palermo per celebrare l’arte del movimento come linguaggio universale, capace di unire epoche, culture e generazioni. 

Sotto la direzione artistica di Eleonora Abbagnato, "Siamo Danza" porta in scena un racconto corale che attraversa la tradizione classica e le espressioni contemporanee, intrecciando grandi repertori e nuove creazioni. L’idea centrale è che la danza non è qualcosa che si fa, ma qualcosa che si è. Un linguaggio invisibile che attraversa il corpo e diventa emozione, racconto, identità. 

Ad accompagnare i telespettatori un narratore d’eccezione, Giuseppe Fiorello, affiancato da Anna Ferzetti (candidata ai David di Donatello come Migliore attrice protagonista) e Noemi, oltre a ospiti come Fiorella Mannoia, Giuliano Sangiorgi, Raf, Dardust e la partecipazione straordinaria di Claudio Baglioni. 

Le incursioni ironiche sono affidate a Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, coppia nella vita e sulla scena, che danno la loro personale visione del mondo della danza. Non mancano esibizioni di danza inedite, come quella con Nikita Perotti, vincitore dell’ultima edizione di "Ballando con le stelle", e un sorprendente Tango con Samuel Peron.

Tanti gli artisti del mondo della danza, sia dall’Italia che dall’estero, presenti: Alice Mariani (Prima Ballerina del Teatro Alla Scala di Milano), Salvatore Manzo (Etoile del Teatro di San Carlo di Napoli), Michele Satriano (Primo Ballerino del Teatro Dell’Opera di Roma) e il Corpo Di Ballo del  Teatro Dell’Opera di Roma, Alessandro Casà e Martina Pasinotti (Tersicorei del Teatro Massimo di Palermo) e il Corpo Di Ballo del Teatro Massimo di Palermo,  Gareth Haw (Lead Principal dell’English National Ballet di Londra), Paul Mark (Etoile dell’Opéra National di Parigi),  Madeline Woo (Principal del San Francisco Ballet), Giorgi Potskhishvili (Principal del Dutch National Ballet di Amsterdam), Friedemann Vogel (Principal del Balletto di Stoccarda), Andrea Sarri (Primo Ballerino dell’Opéra National di Parigi), i coreografi e danzatori Sasha Riva e Simone Repele e tanti altri.

"Siamo Danza" è un programma di Rai Cultura prodotto da FRIENDSTV in collaborazione con Ministero della Cultura, Ministero del Turismo, Enit spa, Città di Palermo, Città Metropolitana di Palermo, Fondazione Teatro Massimo di Palermo, SIAE. 
Scritto da Rossella Rizzi, Federico Baccomo, Simone Di Rosa, light designer Marco Lucarelli e produzione esecutiva Orazio Caratozzolo e Annalisa Leo. 

Per la ripresa televisiva direttore della fotografia Francesco Falcone, edizione Marco Giovannetti e Ivo Semeraro, aiuto regia Stefania Viero, consulente musicale Amilda Bonfanti, direttore di produzione Pino Aprea, collaborazione editoriale e artistica di Nicola Pardini, a cura di Giulia Morelli e produzione esecutiva Serena Semprini. La regia è di Fabrizio Guttuso Alaimo.

fonte: Ufficio Stampa Rai  www.rai.it 

lunedì 20 aprile 2026

Torino: "Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro" in mostra abiti che hanno definito l'immagine delle regine nel cinema e nel teatro. La Venaria Reale

A cura di Massimo Cantini Parrini. La mostra è dedicata al tema della regalità come invenzione scenica, un linguaggio che attraversa secoli, generi e stili, costruendo figure capaci di imporsi nell’immaginario. Dal 17 aprile al 6 settembre 2026

Al centro della mostra è il costume di scena tra cinema e teatro, officine diverse della stessa meraviglia.

Il percorso espositivo permette di ammirare una selezione di trentuno abiti che nella storia del cinema e del teatro hanno saputo costruire l’immagine delle regine, spesso al di là della verità storica, come archetipo universale, regine del mito, della storia e della fantasia.

Il percorso narrativo della mostra si articola attorno a tre nuclei principalimito, storia, fantasia - che si intrecciano nella costruzione dell’immaginario scenico. 

Si incontreranno figure iconiche: storiche, come Marie Antoinette interpretata da Kirsten Dunst per la regia di Sofia Coppola (2006, costumi di Milena Canonero), regine mitologiche e leggendarie, come Medea interpretata da Maria Callas nel cinema di Pier Paolo Pasolini (1969, costumi di Piero Tosi) e, ancora, figure fantastiche nate dalla letteratura e dalla drammaturgia, come la Regina di Selvascura da Il racconto dei racconti di Matteo Garrone, interpretata da Salma Hayek (2015, costumi di Massimo Cantini Parrini).

Il viaggio proposto al visitatore attraversa cinema, teatro e opera lirica fino alle più recenti serie televisive, costruendo un dialogo continuo tra epoche, stili e linguaggi.

I costumi esposti sono firmati da grandi costumisti e artisti, realizzati da storiche sartorie italiane per diverse regie e celebri attrici. 
Le opere provengono da importanti sartorie, archivi e collezioni museali come le Gallerie degli Uffizi – Museo della Moda e del Costume di Firenze.

Gli abiti sono accompagnati da parrucche, gioielli e ornamenti provenienti da laboratori specializzati o realizzati appositamente su modelli originari.

La mostra si inserisce nel filone tematico espositivo della Reggia di Venaria dedicato alla moda e al costume. Ma il racconto della sovranità femminile è anche un modo per tornare alla nascita della Venaria Reale, alla metà del Seicento, in cui ebbero un ruolo centrale le duchesse Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.

Particolare attenzione è stata dedicata nella mostra al tema dell’accessibilità: il percorso infatti include pannelli visivo-tattili, audiodescrizioni, sottotitoli e traduzioni in LIS (Lingua dei Segni Italiana), oltre a testi in caratteri ad alta leggibilità.

In occasione della mostra, il Museo Nazionale del Cinema - in collaborazione con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude - propone al Cinema Massimo nel mese di giugno una rassegna che prevede la proiezione di quattro film che mostrano sul grande schermo alcuni dei costumi esposti nella mostra.

A cura di Massimo Cantini Parrini
con Clara Goria
Assistente alla curatela: Maria Elena Angei

Allestimento a cura di Paolo Bertoncini Sabatini
con la collaborazione di Emanuele Carrai e Andrea Crudeli
- Dedalo Builing Lab Firenze

Massimo Cantini Parrini è costumista di fama internazionale, due volte candidato all’Oscar, vincitore di molti premi, tra questi 6 David di Donatello come miglior costumista, di cui l’ultimo nel 2025 per il film Le déluge. Gli ultimi giorni di Maria Antonietta di Gianluca Jodice (2024), girato proprio alla Venaria Reale, nonchè 6 Nastri d’Argento e altri riconoscimenti nazionali e internazionali. Collabora con importanti registi italiani ed internazionali, firma i costumi per film, produzioni teatrali, mostre e grandi eventi internazionali come i costumi per la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Biglietto per la mostra e biglietto Tutto in una Reggia.

fonte: https://lavenaria.it 

lunedì 13 aprile 2026

A Firenze "SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea" Cortile di Palazzo Strozzi, dal 14 aprile al 02 agosto 2026

La Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Hillary Merkus Recordati presentano There Are Other Fish In The Sea, una nuova installazione site-specific per il Cortile di Palazzo Strozzi realizzata da SUPERFLEX, collettivo danese riconosciuto a livello internazionale per opere e progetti che ripensano il ruolo dell’arte in relazione a dinamiche sociali, economiche e ambientali del nostro tempo. 

L’installazione è prodotta in collaborazione con Kunsthal Spritten (Aalborg, Danimarca), che ospiterà l’opera in una versione rinnovata in occasione della sua inaugurazione nel 2027. Installazione gratuita

È ora visibile nel Cortile di Palazzo Strozzi a Firenze “There Are Other Fish In The Sea”, la nuova installazione site-specific realizzata dal collettivo danese SUPERFLEX. Otto colonne in travertino rosa emergono da una grande superfice d'acqua che ricopre spazio. Le strutture sono state concepite come potenziali rifugi per creature del mare, prefigurando il futuro innalzamento del livello dei mari. 

Nel sessantesimo anniversario dell'alluvione di Firenze del 1966, l'installazione mette in discussione la centralità umana attraverso quella che il collettivo SUPERFLEX definisce un'architettura interspecie, tra esseri umani e forme di vita marine. 

A cura di Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, l’installazione instaura un dialogo suggestivo e inatteso con l’architettura rinascimentale del Cortile. 

Prefigurando un futuro in cui l’innalzamento del livello dei mari altererà irreversibilmente la vita dell’uomo, There Are Other Fish In The Sea (“Ci sono altri pesci nel mare”) propone un progetto di ”architettura interspecie” che invita i visitatori a immaginare nuove modalità di coesistenza tra esseri umani e non umani. Nel sessantesimo anniversario della devastante alluvione del 1966 a Firenze, il Cortile diventa il punto di partenza per promuovere un cambiamento di prospettiva nel nostro rapporto con l’ambiente, mettendo in discussione la tradizionale centralità attribuita all’essere umano.

Sviluppata appositamente per Palazzo Strozzi, l’installazione fa parte del programma Palazzo Strozzi Future Art sviluppato dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dalla Fondazione Hillary Merkus Recordati, che promuove interventi di artisti contemporanei capaci di generare nuove prospettive tra passato e futuro.

SUPERFLEX

Fondato nel 1993 da Jakob Fenger (1968), Rasmus Rosengren Nielsen (1969) e Bjørnstjerne Christiansen (1969), SUPERFLEX è un collettivo artistico danese noto per aver lavorato con un’ampia varietà di collaboratori, dai giardinieri agli ingegneri fino al pubblico stesso. Confrontandosi con modelli alternativi di organizzazione sociale ed economica, le loro opere hanno assunto la forma di sistemi energetici, bevande, sculture, copie, sessioni di ipnosi, infrastrutture, dipinti, vivai, contratti e spazi pubblici.

Operando all’interno e all’esterno di spazi espositivi fisici, SUPERFLEX ha lavorato a installazioni e interventi in spazi pubblici come il pluripremiato Superkilen nel 2011, parco pubblico urbano situato nel quartiere di Nørrebro a Copenaghen. Secondo un’idea di lavoro che unisce sempre collaborazione e partecipazione, i progetti del collettivo vedono il coinvolgimento di comunità locali o di specialisti di diversi settori disciplinari, fino a includere altre specie. SUPERFLEX mira a sviluppare un nuovo concetto di urbanistica che include le prospettive di piante e animali, con l’obiettivo di orientare la società verso una convivenza interspecies. Nella loro ricerca, l’idea migliore potrebbe arrivare da un pesce.

SUPERFLEX ha presentato mostre personali in istituzioni come la Tate Modern di Londra, il Museo Jumex di Città del Messico, il Van Abbemuseum nei Paesi Bassi, il 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa, Giappone e Pista 500 della Pinacoteca Agnelli di Torino. Ha inoltre realizzato opere permanenti in spazi pubblici, tra cui Play Contract a Billund in Danimarca e One Two Three Swing! nella zona demilitarizzata tra Corea del Nord e Corea del Sud. SUPERFLEX ha inoltre partecipato a importanti eventi internazionali come la Biennale di Venezia, Desert X e le biennali di Gwangju, Istanbul e San Paolo. Opere di SUPERFLEX fanno parte delle collezioni di istituzioni internazionali come il Museum of Modern Art di New York, il Louisiana Museum of Contemporary Art in Danimarca e il Museum Boijmans Van Beuningen a Rotterdam.

Il progetto SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea è promosso e organizzato da Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione Hillary Merkus Recordati, in collaborazione con Kunsthal Spritten, Aalborg, Danimarca. Special Partner: Fondazione Henraux.

Sostenitori pubblici Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze.

Sostenitori privati Fondazione Palazzo Strozzi: Fondazione CR Firenze, Intesa Sanpaolo, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi.

fonte: www.palazzostrozzi.org  Crediti: “SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea”, Palazzo Strozzi, Firenze, 2026. Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Exhibition - MoMA New York City: "Frida and Diego. The Last Dream" through Sep 12

Frida and Diego: The Last Dream celebrates Frida Kahlo and Diego Rivera—two of Mexico’s most beloved icons of 20th-century art—in a first-of-its-kind collaboration with the Metropolitan Opera. 

Organized in conjunction with the Met’s new production of El Último Sueño de Frida y Diego, the presentation at MoMA features artworks by Kahlo and Rivera in an elaborate setting designed by Jon Bausor, the set and co-costume designer of the opera. For both the opera and installation, Bausor evokes the artists’ lives and artworks in his theatrical designs.

Key participants in a movement to redefine Mexican culture and identity after the revolution of 1910–20—Rivera through monumental murals and Kahlo through intimate self-portraits—the artists were romantically involved from 1928 until Kahlo’s death in 1954. The fictional narrative of the opera El Último Sueño de Frida y Diego begins three years after Kahlo’s death and follows an aging Rivera as he summons the deceased Kahlo back to life on the Day of the Dead, a Mexican holiday honoring passed loved ones. As the opera and installation design attest, the pair continue to have an enduring influence on artists across the visual and performing arts.

Organized by Beverly Adams, The Estrellita Brodsky Curator of Latin American Art, and Jon Bausor, independent stage designer and creative director, with Caitlin Chaisson, Curatorial Assistant, Department of Painting and Sculpture, and Rachel Remick, Curatorial Assistant, Department of Painting and Sculpture and Department of Curatorial Affairs. Realized with the participation of the Metropolitan Opera, New York. The Metropolitan Opera’s production of El Último Sueño de Frida y Diego, composed by Gabriela Lena Frank with a libretto by Nilo Cruz, is directed and choreographed by Deborah Colker.

source: www.moma.org 

Al Teatro Romano: (H) EART OFF GLASS, Prosa, danza e musica alla 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, firmata Fabrizio Arcuri. Dal 25 giugno al 16 settembre 2026

Al Teatro Romano la 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese. Un percorso che attraversa terra, cuore e casa, tra fragilità e appartenenza. Tradizione e sperimentazione si incontrano in un racconto scenico aperto al mondo, tra grandi protagonisti internazionali, nuove creazioni e linguaggi contemporanei. Un’esperienza da vivere, condividere e attraversare.

BIGLIETTI IN VENDITA DA LUNEDÍ 13 APRILE.

PROSA INTERNAZIONALE
PRIMA ASSOLUTA ITALIANA
Festival Shakespeariano
25-26 giugno | Teatro Romano
LOS DOS HIDALGOS DE VERONA | I DUE GENTILUOMINI DI VERONA
Di William Shakespeare, regia Declan Donnellan, adattamento Declan Donnellan e Nick Ormerod, Con Jorge Basanta / Prince Ezeanyim; Alberto Gómez Taboada / Rebeca Matellán; Manuel Moya / Alfredo Noval; Goizalde Núñez / Antonio Prieto; Irene Serrano, Consulente drammaturgico e traduttore Josete Corral, Scenografia e costumi Nick Ormerod, Disegno luci Ganecha Gil, Sound design Sandra Vicente and Kevin Dornan , Video design: Celeste CarrascoMusica di: Marc Álvarez , Movimenti e coreografie Amaya Galeote
Produzione Lazona (SPAGNA) | Cheeck by Yowl (REGNO UNITO)

MUSICA
Contaminazioni Musicali
27 giugno | Teatro Romano
P.A.F. TRIO | Paolo Fresu, Antonello Salis, Furio Di Castri

PROSA
PRIMA ITALIANA
Grand Soirées – Evento Speciale – Creazione per Etv
28 giugno | Teatro Romano
PADRE CICOGNA
Di Eduardo De Filippo, diretto da Nicola Piovani, con Toni Servillo e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini di 35 elementi e 5 cantanti
Produzione Ravenna Manifestazioni | Estate Teatrale Veronese

PROSA
Classici
PRIMA ITALIANA – Creazione per Etv
26 e 28 giugno | Parco Santa Toscana
INCENDI
Da Wajdi Mouawad, regia Silvia Masotti e Camilla Zorzi
Produzione Teatro Scientifico Teatro Laboratorio | Mine Vaganti/Spazio Teatro Giovani | Ippogrifo Produzioni | Estate Teatrale Veronese

PROSA
Classici
PRIMA ITALIANA – Creazione per Etv
29 giugno – 2 luglio | Teatro Scientifico
ECUBA. LA GUERRA SULLE MADRI
Di Euripide, di e con Isabella Caserta, musiche Valerio Mauro
Produzione Teatro Scientifico Teatro Laboratorio 

PROSA
Grand Soirées – Evento Speciale
03 luglio | Teatro Romano
OTELLO, DI PRECISE PAROLE SI VIVE
Da Otello di William Shakespeare
Regia Gabriele Vacis, con Lella Costa
Produzione Mismaonda | Teatro Carcano

MUSICA
Contaminazioni Musicali
04 luglio | Teatro Romano
NICCOLO’ FABI in concerto

MUSICA INTERNAZIONALE
Contaminazioni Musicali
05 luglio | Teatro Romano
35 ANOS TOUR | DULCE PONTES (PORTOGALLO)

COSTELLAZIONI – Creazione per Etv
06-16 luglio | Piazza Bra
LITTLE FUN PALACE VERONA
Di Filippo Andreatta
Produzione Oht

COSTELLAZIONI
PRIMA ITALIANA
07-12 luglio | Piazza Bra
THE WALKS: VERONA
Sceneggiatura, regia di Helgard Haug, Stefan Kaegi, Daniel Wetzel
Idea e drammaturgia di Cornelius Puschke
Produzione Rimini Protokoll (GERMANIA)
In italiano, inglese, tedesco e spagnolo

COSTELLAZIONI
PRIMA ITALIANA – Creazione per Etv
06 luglio | Piazza Bra
OVERTOURISM
Idea e progetto Babilonia Teatri | Estate Teatrale Veronese
Produzione Pergine Festival | Bando Siae

COSTELLAZIONI
06-16 luglio | Piazza Bra
CARTA CARBONE
Da I sonetti di William Shakespeare
Ideazione Roberto Latini e Federica Carra, voce e regia Roberto Latini, musica e drammaturgia sonora Gianluca Misiti
Produzione Lombardi e Tiezzi

MUSICA
Contaminazioni Musicali
06 luglio | Teatro Romano
KAIROS TOUR | SIMONA MOLINARI special guest Raphael Gualazzi

PROSA
PRIMA ITALIANA – Creazione per Etv
Festival Shakespeariano
09-10 luglio | Teatro Romano
TITO ANDRONICO
Dal Tito Andronico di William Shakespeare, Regia Davide Sacco, con Francesco Montanari e Guglielmo Poggi
Produzione Compagnia Moliere 

DANZA
PRIMA ITALIANA – Creazione per Etv
13 luglio | Piazza Bra
ATTRAVERSAMENTI
Di e con Chiara Frigo e Silvia Gribaudi
Produzione Zebra Cultural Zoo 

DANZA INTERNAZIONALE
14-15 luglio | Teatro Romano
DIPTYCH | Peeping Tom (BELGIO)

DANZA INTERNAZIONALE
27 luglio-08 agosto | Teatro Romano
BOTANICA – Season 2
Momix (USA)

>> Continua a leggere Cliccando QUI per info e programma completo 

fonte: www.spettacoloverona.it 

mercoledì 1 aprile 2026

GEMA 2026 – CUORI ALL’OPERA. Dal 7 al 12 aprile 2026 tornano le Giornate Europee dei Mestieri d’Arte

GEMA 2026 – CUORI ALL’OPERA

Dal 7 al 12 aprile 2026 tornano le Giornate Europee dei Mestieri d’Arte (GEMA), l’appuntamento internazionale gratuito dedicato alla valorizzazione dell’artigianato artistico e dei mestieri d’eccellenza. Un’occasione unica per aprire le porte dei laboratori, raccontare il sapere artigiano e trasmetterlo alle nuove generazioni.

Il tema di quest’anno è Cuori all’Opera: al centro di tutta l’esperienza artigiana ci sono il cuore e la passione che ogni artigiano mette nel proprio lavoro. Un ricco programma raccoglie eventi diffusi in tutto il panorama nazionale. Come ogni anno, Artex promuove i Maestri Artigiani della Toscana proponendo visite nelle botteghe, laboratori gratuiti, momenti di incontro volti a scoprire le diverse espressioni dell’artigianato d’arte della nostra regione. In calendario anche tanti appuntamenti gratuiti presso il Conventino fuori le Mura – Officina Creativa LAB: dal mercoledì 8 al sabato 11 aprile il luogo si animerà di visite guidate, conferenze, laboratori gratuiti a cura dei Maestri Artigiani e molte altre occasioni per scoprire da vicino il variegato mondo dell’artigianato artistico.

Salva le date e partecipa alla prossima edizione

Consulta gli eventi gratuiti vicino a te oppure online

 Commenta e condividi la tua esperienza durante le #GEMA2026

Le Giornate Europee dei Mestieri d’Arte nascono in Francia nel 2002, sono ideate e promosse dall’Institut Pour les Savoir-Faire Français (ex INMA – Institut National des Metiers d’Art) di Parigi, che propone ogni anno un tema specifico. Nel 2012 la manifestazione ha assunto una dimensione europea e Artex ha aderito all’iniziativa scegliendo di lavorare con i Maestri Artigiani riconosciuti dalla Regione Toscana, per dare visibilità a queste figure. Nel 2023 Artex ha assunto il ruolo di coordinatore italiano delle iniziative svolte da altri soggetti a livello nazionale, promuovendo i vari eventi attraverso azioni di comunicazione mirate.

Aprire le porte delle botteghe e scoprire le Giornate Europee dei Mestieri d’Arte è immergersi in un mondo straordinario. È anche e soprattutto capire la vicinanza e la semplicità di un patrimonio vivo, ricco e scintillante. È incontrare personalità autentiche, guardare i loro strumenti, toccare con mano le loro idee e la loro creatività. Momento privilegiato di condivisione e apertura, questa scoperta è fonte di stupore e di nuove prospettive per tutti.

Info: c.materassi@artex.firenze.it

Per approfondire visita: www.journeesdesmetiersdart.fr

>>  Scopri tutti gli appuntamenti

L’edizione 2026 delle GEMA è realizzata da Artex nell’ambito del progetto Officina Creativa Lab, promosso da Regione Toscana e Comune di Firenze, in collaborazione con Unicoop Firenze.

fonte: www.artex.firenze.it 

martedì 24 marzo 2026

Mostre: a Fara In Sabina "APERTA PARENTESI - Visioni di “Una Storia Mancata” Il vernissage sabato 28 marzo

ForcinArt è lieta di presentare “Aperta Parentesi – Visioni di una storia mancata”, una mostra fotografica collettiva che riunisce dieci artiste italiane.

Aprire una parentesi significa aprire uno spazio laterale, un margine, un altrove.
Una parentesi aperta non chiude e non conclude.
La mostra, ospitata da Forcinart, nasce da un workshop svolto nel 2021 sulla piattaforma SPEX, creata da Cristina Nuñez, dal titolo Una storia mancata. In quell'occasione ho invitato le partecipanti a misurarsi con un'assenza e a trasformarla in materia attraverso i mezzi che sentivano più propri: immagini, video, performance, ricostruzioni intime o immaginarie.
Ogni autrice ha aperto la propria parentesi personale, muovendosi nello spazio sottile tra ciò che non è stato detto e ciò che non ha avuto luogo.
Una parentesi aperta, ap-punto, in cui il non-accaduto si avvicina, prende forma, diventa immagine, voce, corpo.

Esporre questa mostra collettiva in una casa abitata è come riportare le ricerche delle autrici nel loro luogo più naturale: uno spazio quotidiano, attraversato da gesti e si-lenzi,
dove l'intimità non viene esibita ma accolta.
In un ambiente vissuto, queste opere trovano la risonanza più autentica, lasciandosi incontrare, con la stessa delicatezza con cui sono nate.
Lo spettatore è invitato a osservare queste opere come si guarda un paesaggio in-teriore, riconoscendo che ogni vita e fatta anche di deviazioni non prese, di frasi non dette, di incontri sfiorati, di futuri possibili.
E un invito a entrare in quella parentesi e a restarci un momento.
Moira Ricci 

La mostra inaugura con un vernissage sabato 28 marzo 2026, dalle ore 17.00 e sarà visitabile nelle seguenti date:
29 marzo
dal 3 al 6 aprile
11 e 12 aprile
Orari di apertura:
11.00–13.00
15.00–20.00

Ospitata negli spazi di Palazzo Traversa, l’esposizione propone un dialogo tra dieci autrici che, attraverso linguaggi differenti, costruiscono un racconto plurale fatto di assenze, possibilità sospese e storie rimaste ai margini. “Aperta Parentesi” diventa così uno spazio simbolico: un’interruzione che non chiude, ma apre nuove prospettive di lettura del reale.

Espongono:
Cristina Armeni - Giovanna Bassi- Martina Caroli - Anna D’Elia - Benedetta Manzi - Irene Mastrocicco - Cristina Morello - Giulia Morrica - Elisabetta Müller - Sara Sigona.

La mostra nasce dal workshop Una storia mancata (2021), realizzato sulla piattaforma SPEX creata da Cristina Nuñez. In quell’occasione le partecipanti erano state invitate a confrontarsi con un’assenza, trasformandola in immagine, video, performance o racconto intimo.

Come ci dice la curatrice della mostra Moira Ricci:
“Esporre questa mostra collettiva in una casa abitata è come riportare le ricerche delle autrici nel loro luogo più naturale: uno spazio quotidiano, attraversato da gesti e silenzi, dove l’intimità non viene esibita ma accolta.
Lo spettatore è invitato a osservare queste opere come si guarda un paesaggio interiore, riconoscendo che ogni vita è fatta anche di deviazioni non prese, di frasi non dette, di incontri sfiorati, di futuri possibili.
È un invito a entrare in quella parentesi e a restarci un momento.”

Altre Info >>  QUI 

fonte: www.exibart.com  Ufficio Stampa - Piero Izzolino, ForcinArt, Piazza Garibaldi 15, Fara Sabina, Rieti ForcinArt@gmail.com  +39 333 467 9217

Paris - Exposition en cours - La mode du 18e siècle. Un héritage fantasmé. Du 14.03 au 12.07.2026

Le Palais Galliera dévoile l’exposition La mode du 18e siècle. Un héritage fantasmé qui présente les caractéristiques de la mode féminine au siècle des Lumières et ses nombreuses réinterprétations à travers l’histoire de la mode jusqu’à aujourd’hui. Souvent perçu comme un siècle lointain, voire poussiéreux, le 18e siècle constitue pourtant une étape majeure dans l’évolution des apparences féminines qui influencent encore à ce jour le monde de la mode et la culture populaire.

Marqué par une effervescence créative sans précédent, le 18e siècle se distingue par la diversité des silhouettes, la richesse des étoffes et l’exubérance des parures ainsi que des coiffures. Il signe également la fin d’un modèle vestimentaire féminin hérité des siècles précédents, ouvrant la voie à une nouvelle conception du corps et de l’apparence.

Dès le Second Empire, la mode féminine puise largement dans l’esthétique du siècle des Lumières, qui devient une source d’inspiration majeure. Dans un contexte de bouleversements politiques et sociaux, le 18e siècle apparaît comme un monde d’élégance et un paradis perdu qui suscitent une forte nostalgie.

Après la Seconde Guerre mondiale, la couture française, en recherche de légitimation pour s’imposer sur le marché international, se tourne à nouveau vers les savoir-faire du luxe développés au 18e siècle. La diffusion massive des images par la presse, le cinéma et les arts du divertissement transforme cet héritage en un code visuel immédiatement identifiable par la culture populaire.

Progressivement, la mode du 18e siècle n’est plus uniquement une référence historique mais devient une esthétique à part entière. L’exposition propose ainsi une réflexion sur la manière dont la mode et la mémoire collective façonnent, transforment et projettent ce passé pour en faire un récit esthétique, culturel et symbolique encore vivant. Sans cesse réinventé et idéalisé, le 18e siècle rentre en résonance avec les aspirations de chaque époque. Aujourd’hui, cette esthétique flirte avec les univers kitsch, camp et queer.

Riche de plus de soixante-dix silhouettes, accompagnées d’accessoires de mode, de textiles, d’arts graphiques et de photographies, l’exposition met en avant des chefs-d’œuvre comme le corset de la reine Marie-Antoinette, exceptionnellement présenté au public en raison de sa grande fragilité. Le parcours confronte des silhouettes du 18e siècle avec celles des siècles suivants, dont des tenues iconiques de la création contemporaine des collections de Chanel, Christian Dior, Louis Vuitton, Christian Lacroix, Vivienne Westwood, Dries van Noten… À travers trois siècles de création, le Palais Galliera révèle à quel point la mode du 18e siècle a été réinterprétée, entre héritage historique, fantasmes esthétiques et liberté créative.

Commissariat

Commissariat général

Émilie Hammen, directrice du Palais Galliera

Commissariat scientifique

Pascale Gorguet-Ballesteros, conservatrice générale du patrimoine, responsable des collections vêtements XVIIe-XVIIIesiècles et poupées, assistée d'Alice Freudiger

More INFO 

source:  www.palaisgalliera.paris.fr 

venerdì 27 febbraio 2026

Mostre: "ANDY WARHOL. Ladies and Gentlemen" Ferrara, Palazzo dei Diamanti. Dal 14 marzo al 19 luglio 2026

Ferrara si prepara ad ospitare nella primavera 2026 un evento di portata internazionale. Ricorrono i 50 anni dall’epocale mostra Ladies and Gentlemen del 1975-76 che ha portato a Palazzo dei Diamanti una delle più carismatiche figure del Novecento: Andy Warhol.

La città estense celebra l’evento accogliendo nella stessa sede i capolavori del padre della pop art. Non sarà solo una mostra su Warhol, ma una riedizione della trasgressiva esposizione che Warhol in persona aveva presentato in Italia e che aveva segnato un punto di svolta nella sua produzione e nell’arte del tempo. 

Con Ladies and Gentlemen, infatti, l’artista aveva per la prima volta eletto a protagonisti del proprio lavoro anonime drag queen afro-americane e portoricane, piuttosto che icone della società dello spettacolo come Marilyn Monroe e Liz Taylor sulle quali si era concentrato fino a quel momento, spostando l’attenzione sull’individuo e sulla sua identità. Un’energia nuova emerge da quei ritratti vividi ed esuberanti, dando vita a una coloratissima galleria di effigi glam-queer che sembrano annunciare tendenze dell’estetica del terzo millennio.

La mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen, ideata e organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, vanta il prestigioso sostegno dell’Andy Warhol Museum di Pittsburgh. Palazzo dei Diamanti torna ad accogliere alcune tra le creazioni più provocatorie del grande artista, in un’immersiva rievocazione dell’esposizione del 1975-76 a cui si accompagna un appassionante viaggio nell’universo della ritrattistica warholiana. La mostra propone, infatti, una eccezionale selezione di oltre 150 ritratti, tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid, provenienti da importanti musei e collezioni, europei e americani.

La duplice ambizione è quella di riscoprire la forza iconica di quelle immagini esplosive e, parallelamente, mettere alla prova la sorprendente attualità della ricerca di Warhol, che ha anticipato l’era della comunicazione globale e ha acceso i riflettori su temi tuttora aperti come la manipolazione estetica, l’identità di genere, il multiculturalismo, l’artificialità mediatica, la creazione e diffusione di un’identità sociale.

A un’estesa narrazione dedicata alla serie Ladies and Gentlemen segue una selezione di alcuni dei ritratti e autoritratti più iconici prodotti tra gli anni Sessanta e gli Ottanta: dalla serie di Marilyn che codifica l’archetipo della star, alla parodia dell’iconografia ufficiale di Mao Tse-tung, dalle silhouette di Mick Jagger e Liza Minnelli, emblemi globali di una sensualità disinibita e teatrale, alle effigi fluide e smaterializzate di Robert Mapplethorpe e Grace Jones, che annunciano l’avvento delle immagini digitali, per culminare con una spettacolare sala di autoritratti con cui l’artista esplora i confini della sua stessa identità.

Il percorso espositivo segue le tappe della radicale reinvenzione del ritratto tradizionale operata da Warhol prendendo a prestito i codici della comunicazione di massa, l’estetica tecnologica, gli idiomi del glam rock e della cultura camp, le immagini amatoriali scattate con la Polaroid, il linguaggio filmico e persino il reality televisivo. Il pubblico potrà immergersi nel processo creativo del genio warholiano, grazie a un esteso nucleo di dipinti ad acrilico, molti dei quali mai mostrati in Italia, e a una rassegna dei diversi media che l’artista ha sperimentato. Filmati e fotografie arricchiscono il racconto per far rivivere l’artista nelle sale di Palazzo dei Diamanti ma anche l’energia irripetibile della scena pop di cui Warhol ha incarnato il mito. 

Mostra a cura di Chiara Vorrasi
organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara

Informazioni e prenotazioni
tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it  sito Palazzo dei Diamanti

Photo: Andy Warhol, Ladies and Gentlemen (Wilhelmina Ross), 1975
Pittsburgh, the Andy Warhol Museum, Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc., 1998.1.167
© The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2025

fonte e Info: www.palazzodiamanti.it