domenica 12 febbraio 2012

Lgbt: Bufera su Povia, posta frasi omofobe su Facebook e poi le cancella

Il cantante, già nel mirino delle associazioni Lgbt per la canzone “Luca era gay”, è accusato di rispondere con commenti offensivi all’omosessualità a chi lo critica.


Povia si difende sostenendo che erano frasi diffuse da un profilo falso, ma gli utenti che frequentano la sua bacheca lo smentiscono.

Povia ha postato una serie di commenti offensivi su Facebook, ma poi, dopo le proteste degli utenti, li ha cancellati.
“C’è un falso profilo che invia insulti a mio nome” si è difeso. Peccato che gli utenti abituali della sua bacheca hanno salvato le pagine, da cui emerge che Povia usa il termine gay per insultare chi lo critica.

“Adesso ho capito, che per caso fate tutti parte dell’Arcigay? Ma se siete nati così non è colpa mia. Prendetevela con i vostri genitori e con la musica di merda che ascoltate”.

“Per i tre sfigati che vengono a rompere, ho un pezzo rap da dedicarvi: 'anche se, a tutti piace la patata, tranne te, forse perché a te piace l’uccé, ma che cosa vuoi da me, se sei gay prenditela con te'.

Questi alcuni dei commenti sotto accusa. Commenti certamente sfuggiti al cantante, per reazione contro gli utenti che lo insultano sulla bacheca del social network, ma che confermano la sua omofobia, già emersa quando si presentò a Sanremo con una canzone su un omosessuale guarito.

“I commenti cosidetti omofobi che avete letto con la mia foto provengono da un profilo falso ripetutamente bannato – si è difeso Povia – non sono così scemo da postare frasi così stupide sui gay”. Tesi smentita dagli utenti di Facebook, che hanno fatto notare che non esistono profili falsi con la foto di Povia, ma solo il suo, l’originale.

L’ultimo commento sulla bacheca del cantante è dedicato ai giornalisti, in particolare quelli di Repubblica che hanno fatto emergere la vicenda: “Ahahah giornalisti=pennivendoli di regime, comunisti con il cuore a sinistra e il portafogli a destra. Ma andate a cagare va!”
fonte http://www.corriereweb.net/

Lgbt Bologna: San Valentino Freeze Flash Mob in Piazza Nettuno, Martedì 14 febbraio ore 16

Martedì 14 febbraio, ore 16, in Piazza Nettuno al via "kiss-in", ovvero un Freeze Flash Mob dei volontari del Bologna Pride per ricordare gli “amori congelati” di gay, lesbiche e trans.

Freeze come immobile ma, di questi tempi, più letteralmente anche congelato.

E’ un kiss-in da brivido quello organizzato per San Valentino dal gruppo dei giovani volontari del Bologna Pride 2012, la manifestazione nazionale della comunità lgbt (lesbica, gay, bisessuale e trans), in programma a giugno in città.

L’appuntamento è per tutti, “coppie, single o troppie”, etero o omosex, in piazza Nettuno, martedì 14 febbraio alle 16.

In pratica, i partecipanti resteranno immobili, labbra contro labbra, fino al rompete le righe. Per poi sparire improvvisamente come si erano radunati.

“Congelato per amore”, il nome dell’incontro, è un modo di partecipare alla festa di San Valentino, e “ricordare che in Italia quello tra persone dello stesso sesso è ancora un amore congelato, senza diritti” spiega Valeria Roberti, coordinatrice di PeopAll, il gruppo di volontarie e volontari del Pride. L’Italia è infatti rimasta, insieme alla Grecia, fanalino di coda in Europa per i diritti delle coppie gay e lesbiche.“
fonte http://www.bolognatoday.it

Lgbt Toscana: Consultorio Transgenere: collaborazione tra Asl di Viareggio e AOU Pisana

FIRENZE Un Consultorio Transgenere con un’équipe multidisciplinare in grado di assistere le persone con disturbi dell’identità di genere, seguendole per l’intero percorso di riconoscimento del proprio sesso, fino all’eventuale intervento chirurgico.

Lo istituisce una delibera di giunta, che nel corso dell’ultima seduta ha approvato il progetto presentato dalla Asl 12 di Viareggio in collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, finanziandolo con 72.800 euro per il 2012.

Contemporaneamente, Asl 12 e AOUP hanno firmato un protocollo che ratifica il progetto, in cui il servizio sanitario si fa carico dell’intero percorso, dall’accoglienza, all’assistenza psicologica e legale, alle indagini diagnostiche, le terapie ormonali, l’intervento per il cambiamento di sesso.

“E’ di pochi giorni fa l’intervento eseguito al Cisanello di Pisa da due équipe coordinate dal professor Girolamo Morelli, grazie al quale una donna è diventata uomo. Il primo intervento di questo tipo in Toscana, commenta l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia.
Per lo stesso intervento, ora in lista di attesa al Cisanello ci sono già 10 donne.

Quella di cambiare sesso è sempre una scelta molto sofferta.
Qualunque sia il percorso, il servizio sanitario toscano vuole essere al fianco delle persone che lo intraprendono, offrendo loro tutta l’assistenza necessaria e mettendo a disposizione tutti gli specialisti, dallo psicologo al legale al chirurgo, che possano supportarli nelle loro scelte”.

Il Consultorio Transgenere di Viareggio, gestito da un’associazione transessuale, di fatto svolge da anni attività di consulenza per la Toscana e le regioni limitrofe. Il protocollo tra Asl 12 a AOUP, e la delibera di giunta ufficializzano la collaborazione tra Consultorio, Asl 12 e AOUP.

Tutti gli operatori del Consultorio seguiranno percorsi di formazione e aggiornamento. Tutte le iniziative saranno in linea con standard nazionali e internazionali.

Queste le tappe per la persona che si rivolge al Consultorio Transgenere: accoglienza e presa in carico attraverso riunioni di équipe tra responsabile dell’accoglienza, psicoterapeuta e psichiatra; colloqui di valutazione della condizione di disturbo dell’identità di genere sessuale con psicoterapeuta e psichiatra; terapia ormonale sostitutiva; esami per la riattribuzione chirurgica di sesso; riattribuzione chirurgica di sesso; riassegnazione anagrafica di sesso; follow up per almeno 6 mesi dopo la riassegnazione di sesso.

Il Consultorio Transgenere finora attivo a Viareggio, negli anni 2010-2011 ha avuto in carico 35 utenti, di cui 18 nuovi utenti dal marzo 2011 ad oggi (12 dalla Toscana, 3 dalla Liguria, 1 dalla Sicilia, 1 dall’Emilia Romagna, 1 da San Marino).

Nel periodo marzo-settembre 2011 il personale specializzato ha prestato complessivamente 250 ore: 38 ore di accoglienza e colloqui informativi, 134 di psicologia e psicoterapia, 23 di psichiatria, 11 di consulenza legale, 44 di attività di gruppo mutuo e auto aiuto.
fonte http://www.nove.firenze.it di Lucia Zambelli

Lgbt Musica: Whitney Houston trovata senza vita in un hotel a Beverly Hills

foto Whitney Houston al Pre-Grammy Gala che si è svolto al The Beverly Hilton © PR Photos


E' stata trovata morta in una stanza d'albergo a Beverly Hills.


Non ce la fatta ad uscire dalla spirale di droghe e depressione nella quale era finita anni fa. Whitney Houston è morta all'età di 48 anni: sabato pomeriggio il suo corpo è stato trovato senza vita al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, a Los Angeles.

L'emergenza medica è intervenuta subito, visto che si trovava già sulla zona in vista della serata dei Grammy alla quale la Houston doveva partecipare ma, come ha spiegato la polizia di Beverly Hills, non c'è stato nulla da fare. Alle 15.45 è arrivata la chiamata al 911, sembra da parte del compagno di Whitney, il cantante Raj Jay, e alle 15.55 l'artista era già stata dichiarata defunta.

Per ora viene indicata come ignota la causa della morte, ma è stato spiegato che non sono stati riscontrati segni di violenza sul suo corpo. Quello che è certo è che la cantante fosse da anni dipendente da cocaina, marijuana e psicofarmaci, questi ultimi per curare la sua depressione, di cui lei stessa aveva parlato pubblicamente, iniziata ai tempi del matrimonio con il cantante Bobby Brown.

Nonostante i 6 grammi vinti, il primo posto raggiunto nella classifica degli artisti di colore di maggior successo insieme a Michael Jackson, e circa 190 milioni di dischi venduti, Whitney Houston ha vissuto in maniera molto difficile gli ultimi anni della sua vita, tanto che i giorni scorsi era anche trapelata la notizia che fosse in bancarotta e che avesse dilapidato una fortuna da 100 milioni di dollari.

Il sito Radaronline aveva scritto in merito:
“La sua casa discografica le sta prestando dei soldi in attesa che esca il suo prossimo album, anche se nessuno sa ancora quando uscirà”, ma evidentemente, nonostante il sostegno, la cantante non ce l'ha fatta ha ritrovare se stessa e a tornare all'antico splendore dei tempi di “Bodyguard” quando nel 1992 si consacrò definitivamente come grande artista internazionale.
fonte http://www.rumors.it

giovedì 9 febbraio 2012

Lgbt: IL 10 febbraio a “Oltre le Differenze” si parla di marketing e politiche gay-friendly

Nella puntata di venerdì 10 febbraio del format radiofonico dedicato al mondo LGBTQ, interviste al professor Luca M. Visconti e a Davide De Crescenzo di InToscana.it

Cosa vuol dire essere gay-friendly? Esiste un marketing “gay oriented”? Si tratta solo di strategie di business o è una reale esigenza della comunità LGBT?

Proveremo a rispondere a queste ed altre domande nella prossima puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 10 febbraio alle 21.00 sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10) o anche in diretta online su www.antennaradioesse.it, in replica sabato 11 dalle 15 circa.

Dal bollino “amico dei gay” per gli esercizi commerciali di alcune città, ai viaggi organizzati esclusivamente per persone omosessuali, passando per discoteche gay-friendly e addirittura agenzie matrimoniali omosex e di comunicazione rivolta a questo segmento di mercato, un po’ ovunque sembra esplosa la gayfriendly mania.

Ci chiederemo però se siano scelte legate ad una reale esigenza della comunità LGBTQ oppure solo strategie di marketing e business, con l'aiuto del professor Luca Massimiliano Visconti, docente del Dipartimento di Marketing alla ESCP-Europe, una tra le Business School internazioni più accreditate d'Europa.

Anche la Toscana fa la sua parte con l'iniziativa “Toscana Gay Friendly”, un'area tematica nella sezione turismo del portale InToscana.it nella quale gli operatori del settore turistico possono inserire la loro offerta indirizzata ai turisti LGBT del mondo. Ne parlerà Davide De Crescenzo direttore responsabile di www.intoscana.it.

Non mancheranno i consigli dello scaffale: con i libri, i film e gli appuntamenti a tema.

Come sempre c’è la possibilità di contattare la redazione del programma chiamando il 366 2809050 o scrivendo a redazione.oltreledifferenze@gmail.com.

E’ possibile inoltre visitare la pagina fan su Facebook e il blog: oltreledifferenze.wordpress.com che ha una veste completamente rinnovata e da cui è possibile accedere ad un archivio completo di tutte le puntate già andate in onda e scoprire tante curiosità sul programma.
fonte redazione.oltreledifferenze

Lgbt Musica Eventi: Woodstock dedicata a Bach a marzo a Firenze, l’assessore Cristina Giachi: "Toccheremo il cuore dei giovani"

L’evento dal 9 all’11 marzo. L’assessore Giachi: «Toccheremo il cuore dei giovani con la ‘geometria’ assoluta, piena di passione, di questo grande compositore

«La geometria assoluta di Bach, che rivela la passione e l’emozione, si coniuga perfettamente con le geometrie rinascimentali di Firenze. Per la nostra città questo festival sarà un grande evento. E grazie alla tecnologia, ai nuovi mezzi di comunicazione, questa geometria sarà in grado di comunicare la sua passione e toccare il cuore di tutti, a partire da quello dei più giovani».

E’ quanto ha sottolineato l’assessore alle politiche giovanili e al turismo Cristina Giachi presentando, questa mattina al Piccolo Teatro del Maggio Musicale, la lunga Woodstock dedicata a Johann Sebastian Bach.

Il primo World Bach Fest, inedita iniziativa dedicata al compositore tedesco, si svolgerà a Firenze dal 9 all'11 marzo prossimi: tre giorni di maratona 'classica' non stop che dal Teatro del Maggio a Palazzo Vecchio al Cinema Odeon riempirà Firenze di note bachiane.

Il World Bach-Fest è un evento nato dalla rete, cioè dal Gruppo JS Bach di Facebook, fondato e presieduto da Ramin Bahrami, e concretizzato grazie allo stesso Bahrami e a Mario Ruffini.

Il festival sarà inaugurato al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (venerdì 9 marzo ore 21.30) e proseguirà per i giorni di sabato e domenica nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio e al Cinema Teatro Odeon, con una non stop di musica di 48 ore (sabato 10 e domenica 11 marzo).

Tutti gli eventi sono a ingresso libero; l’ingresso è consentito fino a esaurimento dei posti disponibili; non sono previste prenotazioni.

Il Maestro Bahrami inaugurerà il World Bach Fest venerdì 9 marzo al Teatro del Maggio Musicale eseguendo tre Concerti (Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, direttore Mario Ruffini) e lo chiuderà con le Variazioni Goldberg nel Salone dei Cinquecento, insieme a Sandro Cappelletto voce narrante (11 marzo).

Nel pomeriggio dell'11 marzo, inoltre, Bahrami duetterà con Vinicio Capossela sui massimi sistemi, sempre nel Salone dei Cinquecento.

Anche la notte sarà possibile vivere con Bach: a Palazzo Vecchio per la notte musicale di Bach (a mezzanotte L’Arte della fuga, dalle 4 alle 6 il Bach trascritto), e al Cinema Teatro Odeon per il Cinema di Bach, dove si svolgerà anche il concorso per un Corto cinematografico di 114 secondi e tanti film da vedere (il numero 14 racchiude in emblema tutta la figura e tutta la musica di Bach).

Sempre il Salone sarà teatro di una non stop di musica di 48 ore di solisti, gruppi, ensembles e orchestre (tra cui l'Orchestra della Toscana e Andrea Tacchi), dalle 10.00 di sabato mattina 10 marzo alle 23,00 di domenica 11 marzo.

Nella Sala di Lorenzo di Palazzo Vecchio, inoltre, attenzione alla Musicologia bachiana, con dialoghi sui massimi sistemi fra Andreas Gloeckner (Bach-Archiv Leipzig) e Piero Rattalino, e fra Hans-Eberhard Dentler e Quirino Principe. Nel Salone dei Duecento prove pubbliche dei solisti, dei gruppi e delle orchestre prima delle loro esecuzioni.

L'evento sarà trasmesso integralmente in diretta streaming sul portale www.intoscana.it, sul portale www.maggiofiorentino.com e infine sul sito ufficiale www.worldbachfest.it.

Si potrà seguire integralmente la tre giorni del World Bach-Fest anche da Piazza della Signoria, grazie al maxischermo installato nella Loggia dei Lanzi e a tre schermi dentro il Cortile di Palazzo Vecchio.(fn)
fonte http://press.comune.fi.it

Lgbt Toscana: "Il tempo delle differenze" 4° convegno sul Teatro sociale e Teatri delle differenze, 10-11-12 febbraio

IL TEMPO DELLE DIFFERENZE 4° CONVEGNO SUL TEATRO SOCIALE/TEATRI DELLE DIFFERENZE
10-11-12 febbraio 2012 Teatro Comunale di Bucine, Circolo ARCI di Montevarchi
(Arezzo)

Viviamo tempi di grande fragilità, che ci fanno sentire a volte precari e superflui. In cui noi parliamo di teatro e differenze; ancora ne abbiamo voglia, ne abbiamo la forza. Ma sappiamo che voglia e forza non bastano.

Quel che occorre ora, ed è imprescindibile, è la “NECESSITÀ”.

La NECESSITÀ di proposte culturali nuove, che possano offrire ai cittadini, a coloro che progettano un territorio, stimoli e percorsi, che, partendo dalle dinamiche dei linguaggi creativi, aprano a nuovi immaginari e nuove possibilità di convivenza, organizzazione sociale e culturale.

IL TEATRO È IL GRANDE LUOGO DELLE DIFFERENZE, DELLE RELAZIONI E DELLA FORZA IMMAGINATIVA, È UN “PREZIOSO SPRECO” DI ENERGIA CREATIVA, che, rimettendo in gioco relazioni e vissuti individuali, ricerca il valore dell’essere, dell’esperienza collettiva e del racconto di comunità.

Tutti i “diversi”, con i quali abbiamo stretto il rapporto di amore per la creazione artistica, non pensano che il teatro sia superfluo e sicuramente ne hanno percepito l’importanza e il valore per affermare la propria diversità.

Ed è proprio nei contesti in cui il teatro è stato promosso come strumento di formazione che si è rivelato un insostituibile strumento per migliorare la vita.
E’ nel nostro tempo di crisi che le differenze, da quelle etniche alle identità di genere, possono costituire una grande occasione per l’affermazione dei diritti.

Le giornate del Convegno sono stimolo per una riflessione, che, partendo dagli aspetti della creazione artistica negli ambiti del teatro integrato, rivolta alle diverse abilità, incontri le tante “differenze”, individuando nella scuola il luogo dove queste possono manifestarsi, essere valorizzate come abilità e competenza invece che respinte ed emarginate nell’ omologazione.

A QUESTO LINK PROGRAMMA COMPLETO:
http://www.agitateatro.it/wp-content/uploads/2012/02/IL-TEMPO-DELLE-DIFFERENZE.-Convegno-10-11-12-febbraio-2012.1.pdf
fonte http://www.agitateatro.it/

Lgbt: Non mi sposo ma compro casa, 16.000 mutui richieste da coppie omosessuali

In Italia, nel 2011, sono state 16 mila le domande di mutuo da parte delle coppie omosessuali.

Il 65% delle quali per l’acquisto della prima casa. La cifra di finanziamento richiesta per comprare un’abitazione supera € 190 mila, pari al 75% del valore dell’immobile desiderato, da restituire in circa 25 anni.
I richiedenti sono soprattutto uomini con un’età media di 40 anni.

Le coppie omosessuali in Spagna possono sposarsi, nel Regno Unito possono adottare un figlio, nel nostro Paese, in attesa di essere riconosciute legalmente,
almeno provano a comprare casa. Secondo le analisi del broker Mutui.it nel 2011 sono
state oltre 16.000 le domande di mutuo inviate alle banche da coppie dello stesso sesso.

Il dato è stato ricavato analizzando le richieste di fattibilità di mutuo inviate al sito nel corso dello scorso anno; fatte le ovvie esclusioni dei cittadini che richiedono un mutuo cointestato con soggetti dello stesso sesso, ma con legami di parentela, il quadro che emerge è quello di un segmento di mercato ancora piccolo,
ma comunque significativo, anche per la sua portata simbolica.

Con l’indagine condotta tra le domande compilate attraverso il sito, Mutui.it ha rilevato che il 65% delle richieste di mutuo presentate da coppie omosessuali riguarda i finanziamenti per l’acquisto della prima casa, seguiti a distanza da quelli per surroga (12%) e ristrutturazione (7%).

Focalizzandoci sui mutui prima casa, la domanda media per questo tipo di finanziamento è piuttosto elevata: si richiedono più di 190.000 euro, pari al 75% del valore dell’immobile che si intende acquistare.

Il valore così elevato (+18% rispetto a un mutuo prima casa medio)
si spiega col fatto che un mutuo cointestato è, per la Banca che lo eroga, più sicuro, e quindi consente ai mutuatari di richiedere una somma più alta.

Il tasso variabile appare quello più ambito dalle coppie considerate: è scelto nel 51% dei casi, contro il 37% delle richieste di tasso fisso. L’età media della coppia al momento della richiesta è di 40 anni, mentre la durata media del finanziamento è di oltre 25 anni.

Le coppie formate da due uomini rappresentano la maggioranza del campione analizzato: sono il 58%, contro un 42% delle coppie di donne.

«Benché quello che abbiamo evidenziato possa definirsi un fenomeno “di nicchia”– afferma Alberto Genovese, Amministratore Delegato di Mutui.it
è interessante notare come stia diminuendo il timore delle coppie ad esporsi.
In questo senso, l’anonimato garantito da un comparatore online come Mutui.it abbatte l’insicurezza legata all’affrontare di persona un consulente in banca.»
fonte http://www.west-info.eu

Lgbt: Arcigay Padova incontra il MIT mercoledì 15 febbraio ore 18

GRUPPO GIOVANI – TRANSESSUALISMO

A completamento di un percorso iniziato a novembre in occasione del TDoR, incontreremo Valerie Taccarelli, membro del direttivo del MIT (Movimento Identità Transessuale), la più importante associazione italiana che difende e sostiene i diritti delle persone transessuali, travestiti e transgender.

Con lei parleremo di cos’è il MIT, quali sono le sue attività e con quali esperienze viene a contatto, e discutermo di quali sono le problematiche che le persone transessuali e transgender devono affrontare oggi e quali le loro rivendicazioni e le loro battaglie.

Naturalmente ci sarà ampio spazio per le nostre domande e per farci raccontare da Valerie, se lo vorrà, anche la sua esperienza personale.martedì 21 febbraio ore 21

APERITIVO TRALALTRO: Martedì grasso
Per carnevale un aperitivo informale nella sede del circolo per conoscersi, fare quattro chiacchiere e trascorrere una serata in compagnia.
fonte http://www.arcigay.it

MILANO, ASSOCIAZIONI GAY CONTRO IL COMUNE: "CENSURA I SITI LGBT"

Il Comune di Milano censura i siti d'informazione gay?

La denuncia arriva dall'Associazione Radicale Certi Diritti secondo la quale è «impossibile» accedere attraverso la connessione wireless gratuita di Palazzo Marino «ai principali siti di informazione Lgbt» (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) come gay.it, gay.tv e queerblog.

«A cadere sotto la scure del censore meneghino, spiegano, è anche il sito nazionale di Arcigay, ma curiosamente non quello della sezione milanese».

Le motivazioni del blocco della navigazione «sono le più varie e curiose - affermano dall'associazione -: spaziano dal divieto di pornografia, a quello di materiale sessuale sino a quello più diffuso e ridicolo, ma anche inquietante, cioè il divieto di abbigliamento provocatorio».

L'associazione ha annunciato che sul tema il consigliere radicale Marco Cappato ha presentato un'interrogazione urgente in Consiglio comunale per chiedere spiegazioni e l'immediata rimozione dei blocchi.

Infatti, «è inaccettabile che si ricada ancora nella censura di siti d'informazione per il solo fatto di contenere la parola 'gay' o 'queer' nell'Url (ovvero quella sequenza di caratteri che identifica l'indirizzo di una risorsa in Internet, ndr).

Non tutti i siti gay sono pornografici come non tutti i siti pornografici sono gay - concludono dall'associazione Certi Diritti.

Questa equivalenza non fa altro che confermare l'odioso pregiudizio che riduce l'omosessualità al suo aspetto puramente sessuale negandone l'aspetto affettivo e relazionale e ledendo la dignità di tutte le persone Lgbt»
fonte http://www.leggo.it

lunedì 6 febbraio 2012

Lgbt Indianapolis: Superbowl 2012 "Think Before You Speak" lo spot contro l'omofobia trasmesso allo stadio

In occasione del Superbowl, che si terrà questa sera in America, verrà trasmesso all’interno del Lucas Oil Stadium di Indianapolis uno spot contro l’omofobia.

Un video che parlerà a favore dei diritti gay ed è già entrato automaticamente nella storia perchè è la prima volta che ad un simile evento ha spazio un messaggio contro le discriminazioni e la violenza verso il mondo Lgbt.

Lo potete vedere in apertura post e il messaggio anti bullismo verrà visto e mostrato a 150 mila persone, presenti all’interno della struttura.

Tra i personaggi famosi che si sono prestati a questo video di sensibilizzazione anche Grant Hill e Jared Dudley, star dell’NBA.
fonte http://www.queerblog.it

Lgbt Firenze: Madonna allo Stadio Artemio Franchi il 16 giugno 2012

Dopo i rumor sono arrivate le conferme: Madonna si esibirà a Firenze il 16 giugno all’Artemio Franchi.


Louise Veronica Ciccone, appunto Madonna, dopo l’esibizione milanese del 14 giugno tornerà dopo oltre venti anni nella città di Dante.

Venticinque anni fa, nel 1987, terminò davanti a 60mila spettatori il suo primo tour mondiale Who's That Girl Tour.

Proprio nel corso del tour 2012 la cantante darà quasi certamente spazio al suo nuovo disco M.D.N.A, introdotto a partire dal 5 febbraio dal singolo Gimme All Your Luvin.

Quindi sarà un ottima annata per i concerti fiorentini, un tris indimenticabile per Firenze: Radiohead, Bruce Springsteen e Madonna.
fonte http://www.firenzetoday.it Pasquale Paoli, Firenze

Qui spot video di partecipazione al SUPER BOWL e poi di seguito l'esibizione!

Libri Lgbt: “Scende giù per Toledo” di Giuseppe Patroni Griffi, Rosalinda Sprint torna in libreria

Dopo una lunga assenza, torna sugli scaffali delle librerie un classico di Giuseppe Patroni Griffi: “Scende giù per Toledo” (Dalai editore).

Un romanzo breve in cui l’autore narra la ricerca più difficile: quella dell’amore assoluto. Al centro della storia i monologhi interiori di Rosalinda Sprint,
un femminiello napoletano tra i vicoli di una Napoli più barocca che mai.

Divertente ed esagerato, definito un “diamante perfetto” al centro dell’opera dello scrittore e regista napoletano, il libro contiene tutto il dolore e l’abbandono di chi sogna l’amore con la A maiuscola.

Rosalinda e le sue amiche (Marlene Dietrich, Camomilla Schultz, Maria Stuarda, Sayonara, Rossicago, Maria Callas) vivono la loro condizione di outsider della vita e dei sentimenti con naturalezza, sopportando tutte le umiliazioni di un mondo che le rifiuta fino alla fine del percorso: quelle “bianche scogliere di Dover” su cui andranno a infrangersi tutti i loro sogni.
fonte http://www.napoligaypress.it

Lgbt Arcigay: La trans Patrizia e gli insulti omofobici in RAI

Ancora una volta è necessario ricominciare dalle parole.

Arcigay ha più volte sottolineato la necessità di una formazione sulle tematiche lesbiche, gay, bisessuali e transessuali per chi fa informazione, siano essi giornalisti, presentatori, blogger e così via.

La violenta morte, ieri a Milano, di Patrizia, una transessuale, una persona, una vittima, ci addolora profondamente. Rivolgersi alle persone transessuali in modo corretto è un dovere che la stampa ha, in un Paese in cui non è riconosciuto loro alcun diritto.
Al contrario, su tutta la stampa nazionale, con rare eccezioni, abbiamo letto un irrispettoso e violento raccontare la morte di una Patrizia inesistente, raccontata tutta al maschile.

L’Italia è il secondo Stato in Europa in fatto di violenza a danno delle persone transessuali e ricominciare dalle parole è fondamentale per il superamento dei pregiudizi e degli stereotipi da cui germina la transfobia.

Un articolo indeterminativo, un aggettivo declinato al maschile o al femminile, accompagnano messaggi diversi e se declinati in modo corretto possono valere il rispetto della persona, della sua identità di genere e del suo, talvolta difficile, percorso di transizione.

E’ poi notizia di qualche giorno fa che in una nota trasmissione RAI, L’isola dei famosi, Cristiano Malgioglio è stato oggetto di un penoso insulto omofobo da parte di Mariano Apicella. “Non è mai ammissibile che l’identità delle persone lesbiche, gay, bisessuali o transessuali sia utilizzata in funzione di oltraggio, scherno, disprezzo o discriminazione”, spiega il presidente di Arcigay Paolo Patanè in una dura lettera aperta che abbiamo inviato quest’oggi al Presidente della RAI e alla Commissione di vigilanza dell’azienda.

Nella lettera chiediamo, ancora una volta, “una maggiore qualità dei programmi che vedono coinvolti personaggi della comunità omosessuale e transessuale e la capacità di esponenti autorevoli della stessa di non partecipare a programmi che siano costruiti con finalità rissose e “spettacolari”, utili solo ad una facile ma mortificante audience”.

Le parole sono importanti e Arcigay auspica che i media italiani possano farsi autori di un modo sensibile e corretto di fare informazione anche sulle tematiche LGBT, lesbiche, gay, bisessuali e trans.
fonte http://www.arcigay.it Maura Chiulli, responsabile cultura Arcigay

Lgbt: Libri “Invidia”: il peccato più comune, di Giuseppe Benassi

Il terzo riuscitissimo romanzo psicologico e filosofico di Giuseppe Benassi, di Sassoscritto editore.

L’invidia è un peccato capitale o il grande motore della vita sociale?

E ancora: è l’invidia un sentimento così feroce in grado di rovinare un’intera esistenza? E noi siamo così sicuri di essere immuni da quell’invidia che tanto disprezziamo negli altri?

Alla sua terza prova da romanziere, dopo “Omicidio a Calafuria ed altri putiferi” e l’ottimo giallo metafisico “L’omicidio Serpenti o il segreto del bosco sacro” (Bastogi ed.), l’avvocato reggiano Giuseppe Benassi decide di dedicarsi ad uno dei sentimenti più profondi dell’uomo: l’invidia. Tra i peccati il più inconfessabile e malgrado (o grazie a) questo, il più comune.

La storia si svolge a Livorno, dove ritroviamo l’avvocato Borrani, geniale e misantropo, alle prese con un architetto che odia la moglie perché troppo invidiosa. Un banale caso di divorzio. Ma ecco la scintilla: “Ci sarebbe un’altra strada, forse più rischiosa”. E come sempre l’imprevedibile Borrani genera una storia affascinante che, lontana dalle carte processuali risolverà problemi ben più alti delle procedure di un divorzio, e lo farà ovviamente in modo così insospettabile che il finale risulterà inatteso anche per lo stesso burattinaio.

Sì, perché giocando con i destini delle persone si possono incontrare giocatori altrettanto abili: il contraltare di Borrani è infatti l’avvocatessa Ruzzi, femminista coriacea, intelligente e capace di tenere testa alle regressioni e alle misoginie di Borrani, che si troverà a consigliare alla moglie “invidiosa” un’alternativa efficace alle mosse dello stimatissimo nemico.

Tutto questo gioco troverà poi altri protagonisti, il barbaro Ninci, il maestro di vita Iannuccelli, ma soprattutto un particolare anfitrione, un’esegeta dei dubbi, che libererà la moglie invidiosa facendole apprezzare un universo più ampio delle vetrine dei negozi, discorsi più profondi delle vanterie tra colleghe e un mondo più vivo della compagnia sterile di un marito “invidioso”.

E’ un libro riuscitissimo, dove l’equilibrio tra una narrazione divertente e brillante (pezzi di bravura sono i battibecchi tra Borrani e Ruzzi ma soprattutto il flusso di coscienza dell’architetto “in prigione”) si fonde con la profondità di una riflessione filosofica e psicologica. Non si curano con le medicine o con le carte bollate, infatti, i mali dello spirito: chi vuol rinascere deve farlo attraverso un percorso di autocoscienza che è prima di tutto un intimo percorso culturale. Per curare gli invidiosi non gli si strappano certo gli occhi, ma si può insegnar loro a vedere oltre i consueti orizzonti: dentro di sé, per esempio.

Davvero un bel romanzo. Consigliatissimo agli invidiosi, magari per cominciare a curarsi, ma soprattutto a chi pensa di non esserlo, intanto per capire:
poi in un secondo momento, magari, per guarire
fonte http://www.reporter.it di Nico Biagianti

venerdì 3 febbraio 2012

Lgbt libri “Il gioco delle parti” Intervista a Laura Schettini, Tracce, percorsi e trasformazioni di identità e culture: i femminielli e la Candelora”

In vista della “Giornata di approfondimento sui femminielli e la Candelora” prevista per Mercoledì 1 febbraio a partire dalle ore 17:30 al Circolo della Stampa, pubblichiamo qui un’intervista alla storica Laura Schettini sul suo libro ”Il gioco delle parti”, che verrà presentato durante la giornata di studi e precederà il seminario “Il transito delle tradizioni.

Tracce, percorsi e trasformazioni di identità e culture: i femminielli e la Candelora”.

XXD incontra la trentasettenne Laura Schettini, ricercatrice e autrice del libro Il gioco delle parti, un appassionante racconto storico sui travestimenti di genere, di estrema attualità in questi giorni di Europride a Roma.

Come sei arrivata a scrivere un libro su questo tema?

La passione per la storia e la ricerca nasce da un’esperienza collettiva, del collettivo femminista “Il colpo della strega” di Roma. Nei primi anni Novanta scoprimmo il femminismo e ci mettemmo a studiarlo e insieme a studiare la storia delle donne, leggendo e scambiandoci libri, facendo interviste a donne di altre generazioni che avevano fatto politica, organizzando seminari e iniziative.

È stata un’esperienza esaltante e da allora la passione per la storia è proseguita fino alla laurea e poi al dottorato in Storia delle donne e dell’identità di genere. Credo che ancora da più lontano venga la mia curiosità per il travestitismo e per le ansie culturali di fronte a quanti e quante confondono i modelli di genere.

Da piccola giocavo a pallone e vestivo i pantaloni e per questo per anni, fino all’adolescenza, sono stata per tutti “la masculona”.

Infatti il tuo libro non parla solo di travestite o travestiti e delle loro “eccentriche biografie” ma anche e soprattutto di come la società reagisce alla loro presenza.

Quello che mi ha colpito nel corso delle mie ricerche è proprio la veemenza con cui i passanti insorgono alla vista di una donna in abiti maschili a Napoli come a Firenze, o l’ostinazione con cui la pubblica sicurezza tallona un noto travestito romano per quasi vent’anni, per fare solo due esempi.

Se i travestiti e le travestite sono sempre esistiti, come le fonti scritte e iconografiche testimoniano, ed essi sono stati di volta in volta sacralizzati, catalogati come eccentricità della natura, stigmatizzati o al contrario mitizzati a seconda delle epoche e degli ambienti, a fine Ottocento cambia radicalmente qualcosa: i travestiti e le travestite diventano un pericolo sociale.

I principali attori sociali del periodo − gli scienziati positivisti, la stampa, i nuovi ceti popolari urbani, i primi sociologi, la pubblica sicurezza − si affollano tutti intorno alle vicende di travestimento, facendone un vero e proprio affaire pubblico.

Perché in quei decenni si dà tanta importanza ai travestimenti di genere rispetto, per esempio, a epoche precedenti?

Sono molti gli elementi che portano a questo passaggio. Prima di tutto l’Italia a cavallo tra i due secoli è un paese in profonda trasformazione, non solo dal punto di vista politico e amministrativo perché è da poco diventata un Regno unito. Insieme c’è l’industrializzazione, lo sviluppo delle città, l’inurbamento di una parte della popolazione, la circolazione di nuove mode e consumi culturali, la nascita della stampa popolare.

È un periodo di grande fermento e grandi cambiamenti e a essere sollecitati, come ovvio, sono anche le strutture familiari e i modelli di genere. E sono anche le più temute.

Ad esempio, che le donne stessero “mascolinizzandonsi”, vale a dire entrando in spazi sociali e assumendo ruoli, comportamenti, occupazioni e costumi fino ad allora prerogativa degli uomini, così come che gli uomini si stessero “infiacchendo” per via di nuovi lavori e stili di vita, è un sentimento assai diffuso nel periodo. Le autorità, la scienza positivista, la stampa reagiscono tentando una rigida codificazione dei modelli di genere.

In questo quadro si può comprendere il ruolo-chiave che finiscono con il giocare, a volte loro malgrado, i travestiti e le travestite. L’esistenza di persone che mutano la loro identità di genere finisce con il rappresentare la sfida alla staticità e alla stabilità dei ruoli assegnati a uomini e donne.

Come mostro nel libro, il campo dei travestimenti finisce per rappresentare nell’Italia fin de siécle uno dei terreni più importanti di confronto/conflitto tra istanze di rinnovamento e di conservazione rispetto ai modelli di sessualità e di genere. Tanto che il travestitismo viene scelto negli stessi anni come terreno di sperimentazione di nuove forme di soggettività e libertà da una nuova leva di attori sociali.

Le «donne nuove», circoli di artiste o donne sulla via dell’emancipazione, ma anche le prime comunità di omosessuali, ricorrono ampiamente in quei decenni al travestitismo come pratica di costruzione e svelamento dell’identità, sfidando loro per primi, sul piano simbolico, le autorità e i modelli di mascolinità e femminilità dominanti.

Cosa è cambiato secondo te oggi?

Credo che come al solito ci siano persistenze e discontinuità. Sicuramente una grossa novità degli ultimi sessant’anni è la diffusione della chirurgia plastica e dei trattamenti ormonali, la nascita della categoria del “transgender” e del transessuale.

Quindi da una parte c’è l’irreversibilità delle scelte e l’ancoraggio ancora una volta del genere al sesso e al corpo, dall’altra non è secondo me molto cambiato il modo in cui queste figure dal “sesso incerto”, come venivano definite cento anni fa, sono percepite: continuano a essere delle figure minacciose e pericolose su cui si appunta in modo morboso l’attenzione pubblica. Una prova estrema sono le polemiche che ogni anno si scatenano intorno alla presenza vistosa e scostumata delle trans durante i Pride.

Ciò su cui occorrerebbe riflettere è che alcune componenti del mondo gay e del femminismo si sentano minacciate da questi corpi ostentati. Ancora una volta, secondo me, si incappa nell’errore di scavalcare completamente la soggettività trans o dei travestiti e di farne delle figure che rimandano sempre ad altro, che sono la cartina tornasole dei modelli di genere socialmente accettati o faticosamente conquistati, ma mai dei soggetti in sé e per sé.

In questo senso c’è chi polemizza con le trans perché propongono un modello di femminilità che si vorrebbe superare, tutto tette e seduzione, e chi lo fa perché tradiscono il tentativo di una parte del mondo gay di comunicare normalità. Forse la storia dovrebbe insegnarci che non solo i generi sono più di due, ma anche che la propria libertà e affermazione non passa attraverso l’esclusione e la creazione di nuove gerarchie.
fonte http://candelora.wordpress.com L’intervista è tratta da XXD-Rivista i varia donnità

Lgbt: Arcigay in collegamento video col Dipartimento di Stato USA

Intervenendo in webchat sulla politica estera Usa e i diritti lgbt, il Dipartimento USA, in risposta a una domanda che giungeva da Arcigay, ha ricordato che "i diritti dei gay sono diritti umani".



Moderatrice: La prossima domanda è posta da Stefano Bolognini.

Oggi Elsa Fornero, Ministro del welfare con delega alle pari opportunità, ha dichiarato il suo pieno impegno nella lotta contro ogni discriminazione delle persone gay e transgender.

Secondo Lei, anche in considerazione dell’attività del vostro Governo su queste tematiche, quali passi dovrebbe compiere una nazione democratica contro questo tipo di discriminazioni?

Per quanto riguarda l’amministrazione statunitense, quali iniziative intendete intraprendere nell’ambito delle Nazioni Unite al fine di ottenere una piena depenalizzazione dell’omosessualità in ogni parte del mondo?

Daniel Baer – Non ho ancora sentito i commenti del Ministro, ma penso che una risposta alla Sua domanda su cosa è possibile fare possa essere: avere Ministri che si impegnano pubblicamente in questo modo.

Penso che ciò abbia un grande impatto. Naturalmente quando è il Segretario Clinton a fare una dichiarazione io la ascolto e la considero un’indicazione su come devo agire, credo sia lo stesso negli altri governi: quando un Ministro parla, i funzionari a lei sottoposti sono tenuti ad ascoltare, ciò influenza il loro operato.

Quando un Ministro si esprime pubblicamente è sempre un passo importante.
Penso ci siano numerosi strumenti ed istituzioni (può trattarsi di tribunali, di commissioni nazionali per i diritti umani, di consultazioni con esperti giuridici, eccetera…) che permettono una revisione della attuale legislazione in modo da identificare i settori che necessiterebbero di essere riformati.

Se c’è volontà e impegno politico a sostegno della riforma di una certa materia, allora le questioni si riducono ad essere essenzialmente di carattere pratico: come è possibile implementare tale riforma?

L’esperienza statunitense è un esempio, ma molte altre possono essere sviluppare. Per quanto riguarda la Sua domanda sulle Nazioni Unite, abbiamo sempre sostenuto la leadership sudafricana su queste tematiche presso il Consiglio dei diritti umani e intendiamo continuare a farlo.

Il 7 marzo si svolgerà una discussione in seno a tale Consiglio, si parlerà dei diritti umani delle persone LGBT: guardiamo con grande interesse a questo evento imminente, pensiamo che si tratti di un’altra opportunità per aprire il dibattito.

Lo scorso dicembre, l’ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani ha pubblicato un report che illustra l’applicazione nei confronti delle persone LGBT di diversi strumenti legali internazionali in materia di diritti dell’uomo: si tratta di un altro organo delle Nazioni Unite che, come noi, si è impegnato su questo versante.

Come ho detto, siamo sempre interessati a lavorare con i nostri partner di ogni parte del mondo, certamente non siamo gli unici che hanno a cuore queste tematiche: continueremo a lavorare con loro non solo in una dimensione bilaterale ma certamente anche nell’ambito delle Nazioni Unite.
fonte http://www.gay.it

Lgbt Kuwait: in carcere "chi imita l'altro sesso" il racconto di Human Rights Watch

Arrestati perché violano la legge che stabilisce che chiunque imiti l'altro sesso debba essere perseguito.


Violenze sessuali e fisiche, abusi, isolamento, trattamenti umilianti e degradanti: i poliziotti in Kuwait possono accanirsi anche contro chi ha un timbro di voce sottile.

Il ministero della Salute riconosce la condizione dei transgender come disturbo dell'identità curabile solo con l'operazione chirurgica, che però è illegale.
Ecco il racconto di Human Rights Watch.


“Ci danno la caccia per divertimento. Non vogliono che mi vesta come una donna e così io non lo faccio. Indosso il dishdasha, l'abito maschile della tradizione del Kuwait. Ho tagliato i capelli corti. Dopo tutto questo, ho subito ancora l'arresto, il pestaggio e la violenza sessuale, per avere un volto liscio e femminile. Cosa posso fare per cambiare la mia faccia?”. Questa è solo una delle tante testimonianze raccolte da Human Rights Watch.

In Kuwait i poliziotti violentano e torturano i transgender, forti di una legge discriminatoria, approvata nel 2007, che criminalizza chi “imita l'altro sesso”.

Il reato è generico e ciò consente ai poliziotti di arrestare gli individui anche in base a sospetti e dettagli indefiniti. Donne transgender hanno sostenuto di essere state arrestate anche se indossavano abiti maschili e di essere state poi costrette dalla polizia ad indossarne di femminili.

Una voce sottile o una “pelle liscia” fanno scattare le manette.

L'autore dell'emendamento, che si dice fiero della legge concepita per arrestare i transgender, il deputato Waleed Tabtabai, sostiene che il suo obiettivo era proprio quello di smascherare i “membri del terzo sesso”.

In realtà, Human Rights Watch ha raccolto le testimonianze di chi è stato arrestato anche contravvenendo a qualsiasi possibile ragionevole sospetto.

“Non so perché sono stato arrestato. Io sono un uomo. Avevo anche una folta barba a quel tempo”, ha raccontato un testimone picchiato e maltrattato, e poi costretto a firmare una confessione con la promessa "di non imitare mai più le donne".

Tingersi la barba con l'henné, mettere il khol agli occhi (l'eye liner) sono pratiche che fanno parte della cultura araba – alcune delle quali, erano anche praticate dal Profeta.

Stabilire cosa costituisca una imitazione dell'altro sesso è un problema del quale si è accorto anche il pubblico ministero Hamed al Othman, che ha esortato i membri della Commissione legislativa dell'Assemblea nazionale a modificare la legge.

In carcere, i transgender subiscono un trattamento degradante e umiliante. Insulti verbali, umiliazioni sessuali, intimidazioni, isolamento: violazioni equiparabili in tutto alla tortura.

Alcuni raccontano di essere stati costretti a spogliarsi e a girare intorno alla stazione di polizia, altri a ballare per il divertimento degli ufficiali.

Alcuni hanno raccontato di essere stati gettati in un bidone pieno di sporcizia, all'interno del quale i poliziotti spegnevano le cicche delle sigarette sulle loro teste. Qualcuno è stato costretto a fare delle flessioni con un radiatore sulla schiena. Pugni, calci, pestaggi violenti: una vera e propria guerra al 'diverso'.

In svariati casi, gli agenti hanno approfittato della legge per ricattare le transgender donne, costringendole a scegliere tra l'arresto e, conseguentemente la tortura, e una prestazione sessuale.

La paura delle ritorsioni e di un nuovo arresto impedisce alle vittime di denunciare i poliziotti.

Abusi fisici e psicologici, violenze sessuali e vere e proprie persecuzioni da parte della polizia si uniscono alla preesistente discriminazione culturale da parte della società civile.

“Il governo del Kuwait ha il dovere di proteggere tutti i suoi abitanti, compresi i gruppi che devono affrontare la disapprovazione popolare, la condotta brutale della polizia e l'applicazione di una legge ingiusta”, ha detto Sarah Leah Whitson, direttrice per il Medioriente di Human Rigths Watch.

Il ministero della Salute del Kuwait ha riconosciuto ufficialmente l'esistenza di un "disturbo dell'identità di genere", sostenendo che l'unico trattamento valido per "guarire" è l'operazione per la riassegnazione del sesso.

Nonostante questo, la legge continua a perseguire i transgender, violando tutta una serie di diritti umani, che vanno dalla non discriminazione alla privacy, passando per il diritto all'integrità fisica e all'uguaglianza di fronte alla legge.

Nonostante il Kuwait abbia firmato la Convenzione contro la tortura e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti, la polizia è ancora libera di poter violentare e maltrattare i transgender.

In Kuwait non è possibile sottoporsi ad un'operazione chirurgica, e molti sono costretti a volare in Thailandia, o semplicemente in Siria e Libano.

I transessuali si trovano ora in una sorta di “limbo giuridico” e non possono in alcun modo evitare l'arresto, perché la loro carta d'identità continua a indicare il sesso opposto a quello scelto.

“L'opinione legale islamica, sia nella giurisprudenza sciita che sunnita, è divisa in materia di cambio chirurgico del sesso e di correzione del genere, anche se molte fatwa di autorità riconosciute lo perdonano”.

Human Rights Watch cita poi alcuni precedenti internazionali di riconoscimento della legittimità dell'operazione chirurgica, partendo dalla scuola-guida di teologia sunnita Al Azahr del Cairo e dalla fatwa dell'Ayatollah Sayyed Musavi Ruhollah Khomeini in Iran.

Nel 2008 in Kuwait, anche il sunnita Sheik Rashid al Sa-ad Alaymi si era pronunciato in suo favore dalle colonne di un giornale locale, ma fu subito costretto a ritrattare perché travolto dalle polemiche.

Lo sceicco aveva detto che non era lecito criminalizzare i transgender perchè non avevano "scelto di loro volontà o per piacere, ma era una cosa che veniva da Dio nella sua infinita saggezza".

Human Rights Watch si rivolge al governo del Kuwait affinché si abroghi l'emendamento dell'articolo 198, che criminalizza chi “imita il sesso opposto”. Nell'attesa che ciò avvenga, le autorità dovrebbero proteggere i transgender e indagare sugli abusi e le violazioni della polizia.
fonte http://www.osservatorioiraq.it di Angela Zurzolo

Lgbt: Cinema Los Angeles Oscar 2012, Hugo Cabret e The Artist fanno il pieno di nomination

A Los Angeles alle 8:30 della mattina, Eastern time (più qualche manciata di minuti di ritardo), il presidente dell’Academy Award Tom Sherak e l’attrice l’anno scorso per la prima volta nominata agli Oscar Jennifer Lawrence hanno annunciato le tanto attese nomination agli Oscar 2012.

Hugo Cabret di Martin Scorsese ha raccolto il maggior numero di candidature, undici, seguito con dieci dal film muto The Artist, già osannato ai Golden Globe.

Gli unici italiani in gara sono i soliti Dante Ferretti e Francesca Lo schiavo (già premiati nel 2005 per The Aviator e nel 2008 per Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street) per la scenografia di Hugo Cabret ed Enrico Casarosa per il cortometraggio d’animazione La Luna.
Gli Oscar, alla loro 84^ edizione, saranno assegnati il 26 febbraio.

Ecco una parte delle nomination:
Miglior film:
The Artist, Hugo (Hugo Cabret), The Help, The Descendants (Paradiso amaro), Midnight in Paris, Moneyball (L’arte di vincere), The Tree of Life, War Horse, Extremely Loud & Incredibly Close.

Miglior regista:
Michel Hazanavicius per The Artist, Alexander Payne per The Descendants (Paradiso amaro), Martin Scorsese per Hugo (Hugo Cabret), Woody Allen per Midnight in Paris, Terrence Malick per The Tree of Life.

Migliore attore protagonista:
Demián Bichir in A Better Life, George Clooney in The Descendants, Jean Dujardin in The Artist, Gary Oldman in Tinker Tailor Soldier Spy (La talpa), Brad Pitt in Moneyball (L’arte di vincere).

Migliore attrice protagonista:
Glenn Close in Albert Nobbs, Viola Davis in The Help, Rooney Mara in The Girl with the Dragon Tattoo (Millennium - Uomini che Odiano le Donne), Meryl Streep in The Iron Lady, Michelle Williams in My Week with Marilyn.

Migliore attore non protagonista:
Kenneth Branagh in My Week with Marilyn, Jonah Hill in Moneyball (L’arte di vincere), Nick Nolte in Warrior, Christopher Plummer in Beginners, Max von Sydow in Extremely Loud & Incredibly Close.

Migliore attrice non protagonista:
Berenice Bejo in The Artist, Jessica Chastain in The Help, Melissa McCarthy in Bridesmaids (Le amiche della sposa), Janet McTeer in Albert Nobbs, Octavia Spencer in The Help.

Miglior film straniero:
Bullhead (Belgio), Footnote (Israele), In Darkness (Polonia), Monsieur Lazhar (Canada), A Separation (Una separazione) (Iran).
fonte http://blog.panorama.it/culturaesocieta/ di simona.santoni

mercoledì 1 febbraio 2012

Lgbt: Arcigay scrive ad Elsa Fornero: "Che l'impegno diventi concreto"

Elsa Fornero ha dichiarato che nei confronti degli omosessuali e dei transgender il suo impegno è pieno.

Arcigay ha così scritto una lettera pubblica (la potete leggere a questo link: http://www.arcigay.it/comunicati/arcigay-bene-fornero-impegno-si-traduca-in-concretezza/) diretta al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari opportunità:

“Auspichiamo che la dichiarazione assuma rapidamente maggior concretezza, nel solco dell’operatività che contraddistingue questo Governo “di corsa”, anche perché omosessuali, lesbiche e trans italiani stanno partecipando esattamente come ogni altro cittadino alla chiamata ai sacrifici che questo Governo ha imposto al Paese.

Tra il sacrificarsi e l’immolarsi però di strada ne passa, e lo status di oggettiva impossibilità nell’accesso di diritti (no al matrimonio gay, no alle unioni civili) e discriminazione (no a leggi contro l’omofobia e la transfobia) di omosessuali, lesbiche e trans italiani assomiglia più a un inutile immolarsi piuttosto che ad un doveroso sacrificarsi per il bene di tutto il Paese”

Infine, la richiesta di conoscenza reciproca e di incontro, per un pari ascolto:

“Da questo punto di vista un Governo tecnico potrebbe fare molto ad iniziare da un rinnovato e concreto impegno a livello europeo rispetto all’atteso e decisivo traguardo della direttiva orizzontale in materia di parità, su cui il Ministro Fornero si è già positivamente espressa negli scorsi giorni, e rispetto alla traduzione normativa della dignità costituzionale delle coppie dello stesso sesso già espressamente riconosciuta dalla sentenza 138 del 2010 .

Ci sembra giusto aspettarci infine che il Governo valuti anche la vita delle persone lgbt, e delle coppie dello stesso sesso, in tutte quelle misure in materia di lavoro, sanità, welfare che si appresta a discutere.

Arcigay chiede dunque al ministro la disponibilità ad un incontro di reciproca conoscenza ed approfondimento su questi temi.
Abbiamo fiducia che il Governo che chiede sacrifici ai cittadini non mancherà di coraggio”
fonte http://www.queerblog.it

Libri Lgbt: Curare i gay? Tre psicologi rispondono

Se pensate che gli omosessuali siano vittime di pregiudizi e resistenze culturali soltanto da parte delle persone comuni, vi sbagliate.

Curare i gay? è il libro di tre terapeuti italiani che dimostra come, soprattutto nel nostro Paese, anche molti psicologi siano vittime di preconcetti sui gay, tanto da assicurare di poter curare l'omosessualità come un "disturbo della personalità", con gran danno soprattutto per gli adolescenti e per le famiglie che li credono "malati".

Il saggio di Paolo Rigliano, Jimmy Ciliberto e Federico Ferrari, in uscita il prossimo 8 febbraio per Raffaello Cortina Editore, da un lato critica fortemente le cosiddette teorie riparative che ingannano le persone omosessuali sulla possibilità di una "guarigione", dall'altro propone una psicologia dell'accoglienza, che parta dalla scoperta e dall'accettazione di sé, passi necessari per raccontarsi alla famiglia e al mondo.

Basandosi sulle tesi della American Psychological Association, che ha ritenuto prive di fondamento le teorie riparative, i tre autori si propongono di abbattere un pregiudizio culturale talmente forte da offuscare anche il pensiero scientifico in materia.

Una parte del libro è proprio dedicata agli omosessuali cattolici, alle problematiche relative al rapporto tra identità e fede, e a come vivere il proprio orientamento come un valore, e non come un peccato, toccando così un nervo scoperto della società italiana e dei suoi cittadini.

Il saggio offre inoltre un importante sostegno teorico ai professionisti del settore e alle famiglie di giovani gay e lesbiche, che spesso si rivolgono agli specialisti proprio perché vorrebbero curare figli che ritengono malati.

"I ragazzi e le ragazze che si scoprono omosessuali, così come le loro famiglie, sono spesso privi di conoscenze" spiega Jimmy Ciliberto "e spesso incontrano psicologi che sfruttano questa ignoranza per imporre la loro visione, limitata dalle credenze religiose.

Il nostro libro nasce nell'intento di far aprire gli occhi su questo approccio sbagliato, dannoso per il benessere delle persone coinvolte".
fonte http://www.alfemminile.com. Foto della copertina: ©Raffaello Cortina Editore

Lgbt: Erica Mou ospite a “Oltre le Differenze” di venerdi 3 febbraio

Nella puntata di venerdì 3 febbraio, le grandi passioni omosessuali del Novecento e l’omosessualità raccontata al cinema, da Luchino Visconti a Ferzan Özpetek

Erica Mou, la cantautrice di Bisceglie che tra due settimane parteciperà a Sanremo nella sezione giovani con il brano “Nella vasca da bagno del tempo”, è l’ospite della prossima puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico dedicato al mondo LGBTQ condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini cha andrà in onda venerdì 3 febbraio dalle 21.00 circa sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10) o in diretta online su www.antennaradioesse.it, anche in replica sabato alle 15.

La giovanissima promessa del cantautorato italiano, scoperta da Caterina Caselli e in forza alla Sugar, racconterà le emozioni delle prove con l’orchestra del festival e parlerà anche del suo album di esordio “E’” che le ha già regalato un grande successo di pubblico e di critica.

Nella seconda parte della puntata “Oltre le differenze” farà un viaggio nelle grandi passioni gay del Novecento, con la giornalista e inviata di Repubblica Laura Laurenzi, autrice del libro “Liberi di Amare” edito da Bur nel 2007. Una carrellata di amori non convenzionali e tormentati.

Storie struggenti e tumultuose, percorse da un furore fuori scala come quella tra Paul Verlaine e Arthur Rimbaud, Marguerite Yourcenar, l’autrice di "Memorie di Adriano" e Crace Frick la sua "traduttrice”, Greta Garbo e Cecil Beaton, lei bisex e lui tenacemente omosessuale, Garda Lorca e Salvador Dalì, fino a Rudolf Nureyev ed Erik Bruhn e Elton John e David Furnish che celebrano il loro matrimonio nella Guildhall di Windsor.

E poi ancora un interessante focus su come il cinema ha raccontato l’omosessualità dagli anni ’40 e ‘50 del secolo scorso ad oggi, da Luchino Visconti a Ferzan Özpetek tra racconto poetico e rimozioni, approcci burleschi e ribalte forzate e un po’ ruffiane. Grazie all’intervento di Giuseppe Gori Savellini, esperto e appassionato di cinema, direttore artistico di alcune rassegne di Visionaria e direttore organizzativo del festival Campo e ControCampo.

In chiusura come di consueto, ci saranno anche i consigli dello scaffale, con i libri, i film e gli appuntamenti a tema.
Come sempre c’è la possibilità di contattare la redazione del programma chiamando il 366 2809050 o scrivendo a redazione.oltreledifferenze@gmail.com.

E’ possibile inoltre visitare la pagina fan su facebook e il blog: http://oltreledifferenze.wordpress.com/ che da oggi ha una veste completamente rinnovata e da cui è possibile accedere ad un archivio completo di tutte le puntate già andate in onda e scoprire tante curiosità sul programma.
fonte redazione oltreledifferenze Antenna Radio Esse

martedì 31 gennaio 2012

Russia, divieto all’organizzazione di eventi sportivi lgbt

Il governo della regione di Krasnojarsk in Russia ha annunciato alla stampa l’intenzione di emanare un divieto relativo all’organizzazione di eventi sportivi legati alla diversità sessuale: la possibile messa al bando è stata annunciata da Sergey Gurov (in foto), capo del Ministero dello Sport, Turismo e Politiche Giovanili di Krasnoyarsk, che ha rifiutato di prendere luogo alla manifestazione sportiva LGBT nella regione russa che si dovrebbe tenere, fino a legge contraria, il prossimo maggio.

"Sono rimasto davvero sorpreso, quando ho saputo dell’evento attraverso i media.
Non mi interessa la polemica innescata dalle mie parole, non credo che l’evento avrà luogo: sono un convinto sostenitore dello sport come concetto universale alla portata di tutti, ma a mio parere Krasnoyarsk non dovrebbe ospitare un evento gay."

Il ministro russo, parlando ai media locali, ha espresso senza veli il suo punto di vista largamente omofobo, aggiungendo:

"Ci sono molti altri luoghi in Russia per celebrare questo evento, forse persino Mosca, ma non penso che dovremmo lasciare che la manifestazione si svolga in questa regione di famiglie."
fonte http://www.gayprider.com Di Felice Catozzi

Lgbt Firenze: Torna al Teatro Lumière "La strana Famiglia" il musical, il 22 e 23 Febbraio

Teatro Lumière "La strana Famiglia", il musical il 22 e 23 Febbraio 2012, spettacoli ore 21.00.
Info e prenotazioni tel. 347-3960298 info@offmusical.it


Partendo da un libero adattamento del telefilm degli anni '60, la compagnia teatrale “Off Musical” propone la sua nuova produzione, “La strana famiglia” con un cast di attori, ballerini e cantanti di alto livello, reclutati attraverso provini fatti su tutto il territorio nazionale.

Dieci artisti poliedrici in scena in uno spettacolo divertente che ripropone le esilaranti e intramontabili storie della famiglia più famosa dei telefilm con balletti e canzoni in stile anni trenta ma anche brani disco degli anni ’70.

NOTE di REGIA
Quando si pensa alla Famiglia Addams la mente va alla loro stranezza, alla loro lontananza da quello che consideriamo consueto. Ma in realtà non sono altro che lo specchio ribaltato delle nostre paure e delle nostre idiosincrasie: tutto ciò che è considerato inaccettabile, fuori fase, assurdo diventa normale.

Gli Addams si presentano come una incredibile ventata di originalità che scombina tutte le regole e conquista il pubblico di ogni età. Il tutto è calato in un’atmosfera nera e vagamente horror che riesce a colpire ancora oggi, a quarant’anni di distanza con il suo humour nero e surreale.

Il grande fascino degli Addams è quello di essere felici pur non essendo in alcun modo omologati: malgrado la loro passione per il macabro e una non troppo velata anima sadica, gli Addams restano un gruppo unito e amorevole.

Sono certamente bizzarri e surreali, e chi li incontra può lasciarsi impaurire dal loro aspetto e dalle loro abitudini, ma non si può dire che siano malvagi; anzi, esattamente il contrario.
Gli Addams rifiutano di accettare delle regole che delimitino o circoscrivano la loro condizione felice: al contrario, si costruiscono da soli la loro felicità, con i proprio mezzi e desideri, senza perdere il rispetto per chi non la pensa come loro.

Ecco che allora questa strampalata famiglia diventa un modello non tanto da imitare, quanto da invidiare, perché incarna infatti una sorta di gioiosa ribellione a ogni regola precostituita, in nome della realizzazione piena dell’individuo.

Ben pochi di noi vorrebbero tagliare a metà le rose, decapitare le bambole o mangiare insetti; ma restiamo affascinati guardando chi ha il coraggio di farlo, ignorando candidamente il giudizio altrui. Tutti, insomma, vorremmo avere la forza di essere liberi come gli Addams.

E tuttavia gli Addams mantengono una forza precisa: si ha la sensazione che agli Addams non importi nulla dell’attenzione del pubblico, presi come sono a essere così spudoratamente e tetramente felici.

Ci siamo messi ha guardare di nuovo tutta la serie e poi ci siamo lasciati andare alle nostre sensazioni e ai ricordi che avevamo di quei personaggi ancora fortemente legati ad un' anima fumettistica.

Ne è scaturito uno spettacolo divertente e gustoso che unisce fedele riproduzione e libero adattamento, richiamo alle origini e moderne divagazioni sul genere.

Una nuova veste che ripropone le esilaranti e intramontabili vicende della famiglia più “inquietante” del mondo: comico e grottesco a braccetto con balletti e canzoni che attraversano generi e stili diversi e vanno dagli anni '30 alla disco degli anni '70.
Genere: commedia musicale Durata: 1 ora e 30 minuti circa Spettacolo: per tutti
fonte http://www.offmusical.it

Lgbt: Lotta alla pedofilia e agli abusi sui minori: con il romanzo “Oltre il confine”di Gianfranco Iovino

I diritti delle vendite saranno interamente devoluti alla Fondazione Luca Barbareschi Onlus

Al Palazzo Scaligero, l'assessore alle Politiche della Famiglia e Volontariato Marco Luciani ha presentato il romanzo “Oltre il confine” dello scrittore veronese Gianfranco Iovino, patrocinato dalla Provincia di Verona.

Era presente l'autore Gianfranco Iovino.

È intervenuto telefonicamente l'on. Luca Barbareschi.

Il romanzo affronta il delicato tema della pedofilia attraverso i ricordi di Paola, una donna cinquantaduenne che, per colpa degli abusi subiti in età adolescente, si è ammalata di depressione.

La prefazione è scritta da Gigi D'Alessio mentre la postfazione è di Luca Barbareschi.

I diritti delle vendite saranno interamente devoluti alla Fondazione Luca Barbareschi Onlus di Roma, impegnata nella sensibilizzazione contro la pedofilia e la pedopornografia.

Gianfranco Iovino, nato a Roma ma veronese d'adozione, è al suo quarto romanzo. Tutti i suoi libri sono legati a progetti con finalità benefiche. Dopo aver devoluto i proventi ad associazioni quali UILDM, RockNoWar, fondazione Aiutare i Bambini e AISM, ha deciso di legare il nuovo romanzo alla onlus di Luca Barbareschi.

Per i temi trattati, “Oltre il confine” ha ottenuto i patrocini della Provincia di Verona e dei comuni di Roma, Firenze e Offida. La prima edizione di stampa è esaurita nei 15 giorni successivi alla pubblicazione.

La Fondazione Luca Barbareschi Onlus, nata nel 2007 con l'obiettivo di tutelare i bambini vittime di pedofilia, ha due missioni principali:

- parlare di pedofilia, attraverso la promozione di campagne di sensibilizzazione culturale;
- insegnare agli adulti ad “ascoltare”, attraverso la creazione di corsi di formazione.

Gianfranco Iovino:
“ Faccio lo scrittore per passione sottraendo alcune ore alla mia vita privata e destinando il ricavato a progetti benefici.
Per la tematica affrontata, la fondazione presieduta dall' on. Barbareschi mi è sembrata la più idonea a ricevere i proventi delle vendite. Barbareschi, infatti, non ha mai nascosto di essere stato violentato all'età di sette anni e, non solo è uscito allo scoperto, ma ha anche deciso di combattere questo problema creando una fondazione.
Spero che questo romanzo aiuti a riflettere su un male sociale ancora troppo silenzioso ”.
fonte http://www.veronaoggi.it

Ungheria: a rischio i diritti fondamentali ed i diritti delle persone LGBT

Appello alle autorità italiane con richiesta di intervento presso le autorità ungheresi e dell'Unione europea.
Comunicato Stampa dell'Associazione Radicale Certi Diritti:

L'Associazione Radicale Certi Diritti esprime preoccupazione per la situazione dei diritti delle persone LGBT in Ungheria e per la progressiva erosione della democrazia, dei diritti umani, dello stato di diritto e dell'eguaglianza - ovvero i valori fondamentali che sono alla base del Trattato (art.2) dell'Unione europea.

Il governo di Viktor Orban in Ungheria ha approvato nel giro di poco più di un anno una serie di riforme liberticide ed antidemocratiche, imponendo grazie alla maggioranza parlamentare dei 2/3, ottenuta con il 53 % dei voti, la riforma della Costituzione in senso populista, nazionalista e conservatore; una legge di controllo governativo dei media pubblici e privati, della banca centrale, del sistema giudiziario, dell'autorità garante sulla privacy; una legge discriminatoria sulle religioni; la criminalizzazione delle persone senza casa e la definizione di famiglia discriminatoria come "basata sul matrimonio di un uomo con una donna" escludendo cosi non solo le coppie dello stesso sesso, ma anche le famiglie monoparentali dalla Carta costituzionale.

La Commissione europea ha dato alle autorità ungheresi un mese per cambiare alcune di queste leggi (giustizia, autorità privacy e banca centrale), ma le ONG, le organizzazioni internazionali (ONU, Parlamento europeo, Consiglio d'Europa, OSCE) hanno espresso gravi preoccupazione anche sulle altre riforme introdotte dal governo Orban. In particolare il gruppo liberale al parlamento europeo ha chiesto l'attivazione della procedura di monitoraggio della situazione in Ungheria prevista dall'articolo 7.1 del Trattato dell'Unione Europea, che permette al Consiglio di mettere sotto osservazione uno degli Stati membri quando vìola i suoi stessi parametri democratici.

L'Associazione Radicale Certi Diritti ha rivolto oggi un appello alle autorità italiane perché esprimano la loro preoccupazione alle autorità ungheresi e al Consiglio dell'Unione Europea, richiamando Viktor Orban a rispettare i principi europei di eguaglianza, diritti fondamentali, democrazia e stato di diritto, come previsto dal Trattato UE agli articoli 2 e 7.

Nei giorni scorsi l'Associazione Radicale Certi Diritti aveva promosso una manifestazione davanti alla sede consolare ungherese di Milano.
fonte http://www.radicali.it/

Lgbt Madrid: blog cattolico viola privacy di persone transessuali che si sono sottoposte a riassegnazione di genere

I dati di ventidue persone transessuali che si sono sottoposte a interventi presso l’ospedale La Paz di Madrid sono stati resi pubblici da un blog cattolico ultraconservatore (che non linkiamo per non dargli visibilità) che così ha giustificato la propria azione:

"Non ci sono soldi per i bambini e gli anziani che necessitano di interventi dentistici o per la sordità o ancora per gli occhiali.
Le liste di attesa per prevenire o curare le malattie delle persone normali si allunga sempre più per la mancanza di mezzi materiali e umani."

Sono stati resi noti i nomi delle persone che si sono sottoposte a operazione di riassegnazione di genere, come anche sono stati pubblicati il tipo di intervento subito e il processo (per esempio: da uomo a donna).

Il gestore del blog sostiene che i nomi siano stati cambiati, ma non la pensano così diversi membri della comunità transessuale di Madrid che hanno riconosciuto i nomi di alcune persone che sono state operate in quell’ospedale.

A seguito delle pressioni, il blog ha messo offline la lista con i nomi e gli altri dati personali. Ma questo non toglie che sia commesso un reato grave nei confronti delle persone transessuali.

Reato reso ancora più antipatico perché chi l’ha commesso si è voluto giustificare mettendo in mezzo bambini e anziani.
Qui, invece, l’unica cosa che c’è da considerare è la stupidità umana, alimentata dall’intolleranza religiosa.
fonte http://www.queerblog.it Foto | Flickr

lunedì 30 gennaio 2012

Lgbt: Apertura anno giudiziario, Procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito anche un richiamo ai diritti gay

Procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario fa un riferimento ai diritti degli ultimi e anche dei gay.
E si commuove.

La crisi economica non sia un alibi per mettere da parte i "diritti degli ultimi". Questo il messaggio saliente dell'intervento del Procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.

«La sinergia tra crisi della giustizia e crisi economica, ha detto, non può costituire un alibi per legittimare l'oblio di quelli che vengono definiti "diritti sottili" o "diritti degli ultimi": penso ai diritti dei disabili, degli omosessuali, dei migranti, dei detenuti, delle persone vulnerabili», ha spiegato Esposito.

«Ma penso anche alla tutela dell'ambiente quale rispetto dovuto alla vita privata: alla vita privata di ciascuno di noi, ma soprattutto di quelli costretti a vivere in aree degradate».

Nel leggere questo passo del discorso, Esposito ha avuto un momento di commozione. Un lungo applauso poi ha incoraggiato il procuratore generale a continuare, un applauso che si è ripetuto anche nelle parole conclusive di Esposito che, di nuovo commosso, ha richiamato i suoi ideali che hanno accompagnato per 50 anni la sua vita di magistrato.

Ringraziamenti
«Voglio ringraziare di cuore il Procuratore generale della Corte di Cassazione», ha detto la deputata del PD Anna Paola Concia.

Il riferimento è stato invece giudicato "importante" da Franco Grillini, consigliere regionale dell'Idv in Emilia Romagna.
fonte http://www.gay.it

Lgbt Brasile: Manifesti antiomofobia nella metro di San Paolo

La società che gestisce la metro della città più popolosa del Sudamerica, era stata condannata da un giudice in una causa contro una trans vittima di offese da parte di un suo dipendente.

La città più popolosa del Sudamerica affigge ai muri delle 58 stazioni della metropolitana manifesti antiomofobia.
"Guarda. Guarda ancora e guarda oltre il pregiudizio. Sono una trans e ho il diritto ad essere ciò che sono".

Questo il messaggio fatto interpretare a tre ragazze transessuali.
Nel maggio del 2011 fu proprio la metropolitana di San Paolo a dover risarcire una trans che aveva portato davanti al giudice un dipendente del sistema metropolitano della città ritenuto colpevole di averla offesa verbalmente col movente omofobo.
La Sao Paulo Metro City ha dovuto pagare R$ 87,250 (40 mila euro) di danni morali alla vittima
fonte http://www.gay.it

Lgbt: Shoah, il racconto di una trans deportata

La testimonianza di Lucy, vittima delle discriminazioni omofobiche del fascismo e internata nel campo di concentramento di Dachau: "Lì dove hanno tentato di distruggermi, ho vissuto sei mesi di fame, sacrifici e disperazione"

L'intervista è tratta dal film documentario "Essere Lucy" di Gabriella Romano, distribuito da Vitagraph, www.vitagraph.it
Giornata della Memoria.
fonte http://video.repubblica.it/